Non portarti la morte in casa, non hai colpe

Non portarti la morte in casa, non hai colpe

Messaggioda Berto » gio mag 25, 2017 1:05 pm

Non portarti la morte in casa, non hai colpe né responsabilità

viewtopic.php?f=194&t=2624
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Non portarti la morte in casa, non hai colpe

Messaggioda Berto » gio mag 25, 2017 1:07 pm

Non portarti la morte in casa, non accogliere chi non conosci, chi non è certificato o ha documenti falsi, chi non ti ama e può farti del male, derubarti, cacciarti di casa e magari ucciderti e sopratutto non portarti in casa chi non puoi ospitare e mantenere a tempo indeterminato e a tue spese e chi deve essere mantenuto a tempo indeterminato a spese della tua comunità deprivando così tutta la tua gente di risorse e di beni fondamentali.

Noi come occidentali, europei, americani, bianchi, atei e cristiani
non abbiamo colpe da scontare e non abbiamo responsabilità anche se "i noti manipolatori e falsari dell'ideologia e della religione" ci accusano di ogni nefandezza e di essere la causa di ogni male del mondo:

dalle guerre tribali alle carestie e alla sovrapopolazione in Africa e in Asia;
delle guerre religiose e civili nei paesi islamici, di aver trasformato una ideologia religiosa come quella maomettana da pacifica e amorevole in religione di odio, di guerra e di atrocità disumane, e di aver fatto passare un sant'uomo come Maometto, il presunto profeta prediletto da Dio, in un invasato mentitore terrorista sanguinario;
persino della crisi venezuelana del dittatore socialista Maduro viene attribuita all'occidente, da questi occidentali irresponsabili, tarati e dementi che odiano l'occidente.
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Re: Non portarti la morte in casa, non hai colpe

Messaggioda Berto » gio mag 25, 2017 1:07 pm

All'Africa e agli africani non dobbiamo nulla più di quello che dobbiamo a tutti gli esseri umani della terra e in primo luogo a noi stessi e alla nostra gente
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Re: Non portarti la morte in casa, non hai colpe

Messaggioda Berto » gio mag 25, 2017 1:08 pm

Utopie demenziali e criminali
viewtopic.php?f=141&t=2593

Utopie che hanno fatto e fanno più male che bene e molto più male del male che pretenderebbero presuntuosamente e arrogantemente di curare.
Totalitarismi maomettano (mussulmano o islamista), comunista (internazicomunista), nazista (fascista e nazista), globalista, idolatria cattolico-ecumenista, ...


Migrare e non migrare, accogliere e non accogliere, diritti e doveri
viewtopic.php?f=194&t=2498
Non esiste alcun dovere assoluto ad accogliere e alcun diritto assoluto ad essere accolti.

Accoglienza o ospitalità imposta o forzata è un crimine contro l'umanità
viewtopic.php?f=196&t=2420

Ospitalità, non sempre è sacra - accoglienza come crimine e tortura
viewtopic.php?f=141&t=1911

La schiavitù è un crimine contro l'umanità, sempre
La solidarietà e l'accoglienza imposta e obbligatoria è una delle peggiori e più odiose forme di schiavitù e di oppressione
viewtopic.php?f=149&t=2599

Rifugiati, asilanti, clandestini, migranti, diritti umani, obblighi internazionali e realismo
viewtopic.php?f=194&t=1811

Le bugie dei radicali, del Papa e di altri sui migranti regolari e sugli immigrati clandestini
viewtopic.php?f=194&t=2460

I cristiani europei che violano la solidarietà verso i popoli europei sono criminali
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 0015617332

Diritti Umani Universali che non esistono
viewtopic.php?f=25&t=2584

Manipolazione criminale dei valori e dei diritti umani universali, quando il male appare come bene
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 1489953902

Diritti Umani Universali dei Nativi o Indigeni Europei
viewtopic.php?f=25&t=2186

Il razzismo anti Nativi e Indigeni europei
viewtopic.php?f=25&t=2372

Povertà, poartà/povartà e mexeria venete, tałiane e ouropee
viewtopic.php?f=161&t=2444

I falsi buoni che fanno del male
viewtopic.php?f=141&t=2574

La proprietà non è un furto e un male ma un bene prezioso e rubare non è un bene ma un male
viewtopic.php?f=141&t=2495

Amare e aiutare chi ti fa del male non è un bene ma un male
viewtopic.php?f=141&t=2542
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Re: Non portarti la morte in casa, non hai colpe

Messaggioda Berto » gio mag 25, 2017 1:08 pm

Noi europei, bianchi e occidentali, atei o cristiani, agli arabi dell'Arabia, agli islamici del Medioriente, dell'Asia e dell'Africa non dobbiamo nulla ma proprio nulla, non abbiamo alcun obbligo, alcuna colpa e alcuna responsabilità per le loro attuali condizioni di sottosviluppo e di guerre religiose e civili, checché ne dicano certuni.

Gli arabi da quando sono divenuti maomettani e tutti i popoli non arabi che poi a loro volta sono divenuti islamici sono sempre stati vittime dell'ideologia politico religiosa islamica e perciò carnefici di se stessi e al contempo oppressori e carnefici dei non islamici.
Gli arabi e i non arabi divenuti mussulmani, in Medioriente in Mesopotamia e in Africa non sono mai stati vittime degli ebrei e dei cristiani ma sono sempre stati loro carnefici.
I mussulmani arabi e non arabi hanno invaso, depredato, sottomesso e colonizzato parte dell'Europa, da cui poi in parte sono stati successivamente cacciati, come in Spagna e in Grecia.



Nella storia dove è arrivato l'Islam è poi sempre avvenuta la guerra civile e religiosa e lo sterminio di tutti i diversamente religiosi e pensanti
viewtopic.php?f=188&t=1895

Maometto (santo o criminale terrorista ?)
viewtopic.php?f=188&t=2030

Gli schiavi dei mussulmani, degli arabi, dei turchi
viewtopic.php?f=149&t=1336
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Re: Non portarti la morte in casa, non hai colpe

Messaggioda Berto » gio mag 25, 2017 6:39 pm

Non deprediamo e non uccidiamo la nostra gente con l'irresponsabile accoglienza indiscriminata e scriteriata a spese delle scarse risorse pubbliche, dei nostri figli e nipoti e dei nostri compaesani e concittadini
viewtopic.php?f=196&t=2605



Manchester, Negri: "Guru religiosi e politici dicano che è solo guerra di religione"
L'ultimo monito del vescovo tradizionalista, monsignor Luigi Negri, dopo la strage di Manchester: "Figli miei, siete morti così, quasi senza ragioni come avevate vissuto. Pregherò per voi"
Giuseppe De Lorenzo - Gio, 25/05/2017

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 01782.html

Una lettera che profuma di testamento spirituale e pastorale. L'ennesimo monito di un vescovo che non si è mai accontentato di restare rinchiuso nella bella (e provinciale) Ferrara, nelle retrovie di una società che oggi più di ieri chiede ai pastori della Chiesa di indicare una via.

Monsignor Luigi Negri da qualche tempo è in pensione e papa Francesco non gli ha proprogato l'incarico. Troppo scomodo, questo monsignore critico verso matrimoni gay, accoglienza indiscriminata dei migranti e rapporti con l'islam. La strage di Manchester, dove 22 ragazzi e bambini sono morti sotto i chiodi esplosi dalla bomba di un jihadista, ha dato l'occasione a Negri per tornare a chiedere ai cristiani di aprire gli occhi sull'islam e sulla pochezza dei governanti europei.

"Carissimi figli - scrive il vescovo di Ferrara, rivolgendosi alle giovani vittime di Manchester- mi sento di chiamarvi così anche se non vi conosco. Ma nelle lunghe ore di insonnia che hanno seguito l’annuncio di questo terribile attentato, in cui molti di voi hanno perso la vita e molti sono rimasti feriti, vi ho sentiti legati a me in un modo speciale. Siete venuti al mondo, molte volte neanche desiderati, e nessuno vi ha dato delle 'ragioni adeguate per vivere'". E invece l'Europa ha inculcato nella mente dei ragazzi "due grandi principi" negativi: "Che potete fare quello che volete perché ogni vostro desiderio è un diritto; e l’importanza di avere il maggior numero di beni di consumo". In tutto questo, ammonisce Negri, "si sono solo dimenticati di dirvi che c’è il Male. E il Male è una persona, non è una serie di forze o di energie. È una persona. Questa persona s’è acquattata lì durante il vostro concerto. E l’ala terribile della morte che porta con sé vi ha ghermito. Figli miei, siete morti così, quasi senza ragioni come avevate vissuto".

La lettera, pubblicata su La Bussola Quotidiana, prosegue con un duro attacco contro i potenti, quelle autorità che si stracciano le vesti dopo ogni attentato, che si lavano la coscienza con "ottimi funerali" ma sono incapaci di "reagire". Parole che meritano di essere lette senza eccessivi interventi del cronista: "Non preoccupatevi - dice ironicamente Negri - non vi hanno aiutato a vivere ma vi faranno un "ottimo" funerale in cui si esprimerà al massimo questa bolsa retorica laicista con tutte le autorità presenti (purtroppo anche quelle religiose) in piedi, silenziose. Naturalmente i vostri funerali saranno fatti all’aria aperta, anche per quelli che credono, perché ormai l’unico tempio è la natura. Robespierre riderebbe perché neanche lui è arrivato a questa fantasia. Del resto nelle chiese non si fanno più funerali perché, come dice acutamente il cardinale Sarah, nelle chiese cattoliche ormai si celebrano i funerali di Dio. Non dimenticheranno di mettervi sui marciapiedi i vostri peluche, i ricordi della vostra infanzia, della vostra prima giovinezza. E poi tutto sarà archiviato nella retorica di chi non ha niente da dire di fronte alle tragedie perché non ha niente da dire di fronte alla vita".

Infine, l'affondo contro chi non capisce che l'islam è il fondamento della violenza jihadista. L'orrore di Manchester non è solo una "deriva" integralista, ma il prodotto dei discorsi d'odio di una "religione che teorizza la violenza". "Io spero che almeno qualcuno di questi guru culturali, politici e religiosi - scrive il vescovo - in questa situazione trattenga le parole e non ci investa con i soliti discorsi per dire che 'non è una guerra di religione', che 'la religione per sua natura è aperta al dialogo e alla comprensione'. Ecco, io mi auguro che ci sia un momento silenzioso di rispetto. Innanzitutto per le vostre vite falciate dall’odio del demonio, ma anche per la verità. Perché gli adulti dovrebbero innanzitutto avere rispetto per la verità. Possono non servirla ma devono averne rispetto".



Ci uccidono i figli
Alessandro Sallusti - Mer, 24/05/2017 - 14:55

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/ci- ... 01454.html

Più di trenta bambini e ragazzi inglesi uccisi da un terrorista islamico i cui genitori libici erano stati accolti come fratelli.

A volte sembra di essere dei preti, chiamati a celebrare con una certa frequenza il funerale con la solita omelia, ritoccata di volta in volta in base alle circostanze. Tanto che alla fine fai fatica a trovare parole nuove e tutto appare come un già visto e sentito. Solo che qui non siamo in chiesa e rivendichiamo almeno il diritto di bestemmiare contro Allah, un dio crudele e assassino. È inutile disquisire su che nesso ci sia tra immigrazione e terrorismo. Tutti i terroristi - è un fatto - sono immigrati di prima o seconda generazione e tenere separati i piani è esattamente il vicolo cieco nel quale ci hanno portato o, meglio, ci siamo infilati in nome di una distorta interpretazione - e purtroppo applicazione - dei sani principi occidentali di accoglienza e solidarietà.

È vero che non tutti i tedeschi sono stati complici delle camere a gas, ma ciò non ha impedito l'avverarsi dell'Olocausto. È vero che non tutti i sessantottini sono stati terroristi, ma la teoria dei «compagni che sbagliano» è quella che ha permesso il radicarsi della violenza con la sua lunga scia di morti. La questione non è se i muri sono belli o brutti, etici o scandalosi. Vivreste in una casa senza porte? Ecco, un Paese non può rinunciare alle sue frontiere e al loro meticoloso e severo controllo, altrimenti diventa terra di conquista e scorrerie.

Diventare cittadino italiano - o europeo - non può essere un fatto tecnico o burocratico. E neppure una necessità individuale. Lo status deriva dall'accettazione incondizionata e sincera di diritti e doveri non solo materiali. E non mi sembra che questo sia ciò che sta avvenendo.

Chi sostiene l'inverso, non può chiamarsi fuori dalle conseguenze che ciò comporterà. Scendere in piazza con la fascia tricolore al petto a difesa dell'immigrazione clandestina, come ha fatto solo pochi giorni fa il sindaco di Milano Beppe Sala, equivale a dare copertura morale e politica a trafficanti e mafie, cioè al brodo di coltura dei terroristi. Eugenio Scalfari ci ha messo quarant'anni ad ammettere di aver sbagliato a legittimare, con la sua penna, gli assassini del commissario Calabresi. Quando lo faranno Sala e i suoi tanti ispiratori ed emuli, purtroppo per noi sarà troppo tardi.


Sallusti: ma chi ha ucciso l'anarchico e innocente Pinelli?
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Re: Non portarti la morte in casa, non hai colpe

Messaggioda Berto » ven mag 26, 2017 5:05 am

I peggiori perché più infidi sono gli islamici detti moderati (come questo Bassam Tibi), che preparano la strada alle minoranze fondamentaliste assasine e tra questi i più infidi e pericolosi sono i volti femminili con cui l'Islam politico-religioso si mostra in Italia attraverso i media

L’Europa islamizzata sta diventando realtà
Attraverso la vittimizzazione dei musulmani europei e un ingannevole dialogo con i cristiani, l’Islam sta conquistando l’Europa. La denuncia dell’islamologo Bassam Tibi
22/10/2016

https://www.facebook.com/groups/2872381 ... 2644212631

Bassam Tibi, docente emerito di Relazioni internazionali all’Università di Gottinga e per un ventennio attivo a Harvard, è tra i più eminenti islamologi contemporanei. Fu lui, anni fa, a sviluppare la teoria dell’euroislam, cioè dell’assoluta praticabilità dell’idea di creare un islam dal volto europeo come freno all’islamizzazione dell’Europa. Bastava, sosteneva Tibi, separare religione e politica e ammantare di valori presi dall’Illuminismo le dottrine e le pratiche musulmane proprie delle comunità che sceglievano di stabilirsi nel Vecchio continente. Più che altro, aggiungeva, serviva copiare l’idea di tolleranza propria degli europei, ben diversa da “quello che i musulmani considerano per tolleranza, e cioè ritenere gli ebrei e i cristiani subordinati”. Qualche mese fa, con un articolo pubblicato sull’autorevole rivista tedesca Cicero, l’islamologo aveva ammesso la propria sconfitta, “la fine della mia speranza di una europeizzazione dell’islam”. Oggi, in una riflessione che trova spazio sul quotidiano Basler Zeitung, Bassam Tibi (che è musulmano) demolisce le fondamenta stesse della sua teoria, parlando di ormai assodata “islamizzazione dell’Europa” e perfino di “una guerra di religione” finalizzata alla “conquista” dell’occidente, seppur con le armi del denaro e dell’influenza politica straniera. Il dito dell’intellettuale è puntato sulle associazioni islamiche che controllano le moschee e i centri culturali, organismi che “mantengono una visione antisecolare e antieuropea”.
Il pericolo maggiore, nota, è che “l’Arabia Saudita wahabita e la Turchia islamista stanno lavorando a stretto contatto in Europa, nonostante l’islamismo e il wahabismo siano due direttrici ben diverse all’interno della realtà islamica”. I responsabili della deriva fondamentalista sono “i funzionari” che controllano questi centri, “che di solito non sono teologi e che accusano gli europei di islamofobia. Indubbiamente – osserva – vi è una islamofobia in Europa, che è necessario combattere (??? l'islamofobia è un dovere e un diritto e l'Islam va bandito come il nazismo perché è nazismo), ma questi funzionari utilizzano il concetto di islamofobia in chiave politica, chiedendo maggiori diritti per l’islam organizzato. Per fare ciò, mobilitano istituti europei di ricerca, pagandoli molto bene. Questi istituti hanno il compito di dimostrare che vi è islamofobia in Europa”. Da qui, sostiene, “parte una guerra ideologica contro l’Europa”. Il metodo di lavoro è sempre il medesimo: “Mentre a parole questi funzionari parlano di islam moderato, praticano l’inganno per coprire il loro intento islamista. Il fine è di impedire l’integrazione degli immigrati musulmani, di farli diventare cittadini, insistendo che essi sono membri di una umma islamica collettiva”. La conseguenza è che si creano ovunque delle enclave e ogni critica diventa subito islamofobia. “E’ un dato di fatto, così come è un dato di fatto che la maggior parte delle moschee in Svizzera e Germania sono finanziate e controllate dall’Arabia Saudita e dalla Turchia”. Il grande obiettivo di tali associazioni islamiche “è la graduale islamizzazione dell’Europa, stavolta praticata in modo pacifico, cioè senza un jihad”.

Che cosa intenda per “islamizzazione”, Tibi lo spiega poco dopo: “Vogliono che il Dar al islam, la casa dell’islam, si diffonda su tutta la terra e anche gli esponenti della teologia islamica più moderata sottolineano che la superiorità dell’islam è una caratteristica essenziale della loro religione. Una convinzione, però, che non è compatibile né con la cultura né con il pluralismo religioso della società occidentale”. Si sta realizzando, insomma, quel che la Lega musulmana mondiale aveva scritto in un documento datato 28 luglio 1993, in cui aveva promosso “una nuova strategia per la chiamata all’islam che include l’apertura di centri islamici in Europa per preparare l’applicazione della sharia come guida nella vita dei musulmani”.
A giudizio del docente siriano, vi sono due modi con cui l’islamizzazione dell’Europa avanzerà, che nulla hanno a che vedere con i gesti eclatanti. Il primo sarà “una guerra di propaganda”, vale a dire “la rappresentazione dei musulmani come vittime dell’occidente e insinuando in modo sistematico che essi sono vittime di islamofobia”. Il secondo è “lo strumento del dialogo islamo-cristiano”, che per come è imbastito è fondato “sull’inganno”. E questo perché “un dialogo onesto richiede un modo di pensare moderno che ha a che fare con il pluralismo religioso in cui tutte le religioni sono considerate equivalenti. Ma gli imam delle moschee controllate dai turchi e dai sauditi predicano il versetto 19 del Corano, secondo cui ‘la religione presso Dio è l’islam’. Il che significa educare i musulmani europei in uno spirito di esclusione, verso un’islamizzazione della realtà”.


Bandire l'Islam prima che distrugga l'Europa e il Mondo
viewtopic.php?f=188&t=2374

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... lIslam.jpg

Islamizzazione dell'Europa
viewtopic.php?f=92&t=2209

Europa e Islàm
viewtopic.php?f=188&t=2121

Nazismo maomettano = Islam = dhimmitudine = apartheid = razzismo = sterminio
viewtopic.php?f=188&t=2526

Orrore, terrore, avversione e odio per il nazismo maomettano o sana e naturale islamofobia
viewtopic.php?f=188&t=2523

Religione e religiosità come ossessione, come grave malattia, grave disturbo della mente e dell'anima o psico-emotivo
viewtopic.php?f=141&t=2527

Cosa ci sarà mai di spirituale in questa gente, in questo culto politico-religioso dell'orrore e del terrore, nel loro pregare idolatra e ossessivo?

Immagine
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Re: Non portarti la morte in casa, non hai colpe

Messaggioda Berto » ven mag 26, 2017 7:13 am

Se c'è della gente, un popolo, una religione, un paese a cui gli europei e i cristiani debbono qualcosa e di cui debbono sentirsi in colpa e responsabili sono gli ebrei e Israele e basta.
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Re: Non portarti la morte in casa, non hai colpe

Messaggioda Berto » ven mag 26, 2017 8:11 pm

Vittorio Feltri: "Perché gli immigrati ci faranno fuori"
26 Maggio 2017

http://www.liberoquotidiano.it/news/ita ... fuori.html

Che barba, che noia. Gli attentati terroristici si susseguono implacabili in Francia, in Germania e in Inghilterra e noi continuiamo a pronunciare gli stessi discorsi scontati e vani. L’ultima strage, quella di Manchester, dove sono morti giovinetti che ascoltavano un concerto, ha disgustato l’opinione pubblica, ma fra qualche giorno sarà dimenticata come tutte le altre.

Gli islamici non si fermano. Mentre l’Occidente pur sgomento non sa che fare per proteggersi dagli assassini. Non ha una idea, non un piano. Subisce, si dispera, piange e non combina nulla. Negli anni si è riempito di balordi provenienti dal vicino Oriente, pensando che fossero bravi ragazzi, utili a rinforzare l’economia, e adesso scopre che invece sono metastasi che portano alla morte. Per consolarsi dice che in fondo i criminali sono nati in Europa, cioè cittadini continentali a ogni effetto, però dimentica che essi sono figli di immigrati da cui hanno ricevuto una educazione estranea alla nostra.

I terroristi arrivano da terre islamizzate, hanno conservato e coltivato la cultura coranica alla quale non hanno intenzione di rinunciare, adottando i modelli illuministici. Figuriamoci. Essi rifiutano la separazione tra religione e politica, che per noi è la regola, e si tengono strette le proprie tradizioni contrastanti con le nostre: conoscono solo lo Stato etico, prima viene Allah poi tutto il resto. E noi poveri illusi, idioti, siamo convinti occorra accoglierli e integrarli. Non comprendiamo che è una operazione impossibile, perché i musulmani pretendono di imporre la propria civiltà, supponendo sia superiore alle altre.

Aveva ragione Oriana Fallaci, tanto vituperata dagli intellettuali dei miei stivali e tanto amata dal popolo. Gli islamici puntano a scalzarci, a dominarci in casa, a rubarci l’anima e non solo quella, perdio. Certo, gli atti terroristici sono isolati, una volta succedono qua e una volta là, ma non si può negare siano ricorrenti. Segno che sono organizzati e incentivati dalla stessa mente malata, quella dell’Isis, una banda di pazzi crudeli capace di progettare lo sterminio degli infedeli e dei cristiani, come si è verificato in numerose circostanze da noi sottovalutate.

Siamo talmente scemi da tentare di risolvere il problema ospitando cani e porci, anziché vietando loro di mettere piede dalle nostre parti. Facciamo di peggio. A Milano sabato scorso abbiamo assistito alla marcia del sindaco Sala, cui ha aderito una folla di incoscienti, promossa per favorire l’accoglienza dei migranti. La parola d’ordine era: benvenuti gli stranieri di qualsiasi colore e nazionalità, quasi non bastassero le orde di profughi che si sono impadronite della città, rendendocela invivibile, rubando case ai poveri indigeni, facendosi mantenere col denaro pubblico.

I manifestanti in pratica auspicano l’aumento dei migranti allo scopo di sfruttarli quale carne da macello, e non si rendono conto che poi gli sfruttati, stanchi di essere tali, si ribelleranno e ammazzeranno gli sfruttatori uno dopo l’altro, familiari inclusi. Quando i bombaroli inizieranno a uccidere gli italiani, e accadrà presto, allora ci accorgeremo degli errori commessi, ma sarà troppo tardi. Dovremo accontentarci di partecipare alle esequie delle vittime.
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Re: Non portarti la morte in casa, non hai colpe

Messaggioda Berto » ven mag 26, 2017 9:01 pm

Ecco come gli islamici trattano i non islamici nei loro paesi; è sempre stato così da Maometto in poi.


Attacco armato a bus di cristiani in Egitto: “Ci sparavano contro e filmavano tutto”
Almeno 35 morti, molti bambini. Il pullman era diretto al monastero di Anba Samuel
carola frediani

http://www.lastampa.it/2017/05/26/ester ... agina.html

Stavano andando a pregare al monastero di Anba Samuel, vicino a Minya, nell’Alto Egitto, 220 chilometri a Sud del Cairo. Uomini armati hanno fermato il loro autobus. Erano otto o dieci, secondo i testimoni. E hanno iniziato a sparare, filmando tutta la scena. Hanno ucciso almeno 35 persone, molti bambini. È l’ennesima strage di cristiani copti in Egitto, in cinque mesi. La comunità, che rappresenta il 10 per cento di una popolazione egiziana di 92 milioni, si era a malapena ripresa dallo choc del doppio attentato che il 9 aprile, nella Domenica della Palme, durante le messe o poco dopo, ha colpito due chiese: una a Tanta, nella regione del Delta del Nilo, e l’altro nella cattedrale di San Marco ad Alessandria, da dove il papa Tawadros, leader della Chiesa copta d’Egitto, era uscito da pochi minuti.

I cristiani copti quel giorni hanno pianto 46 morti, altre 29 persone erano morte nell’attentato alla chiesa di Botroseya, nel complesso della grande cattedrale del Cairo, a dicembre. In entrambi i casi, gli attacchi erano stati rivendicati dallo Stato Islamico, che è sempre più attivo nel Sinai egiziano, da dove almeno 300 famiglie di copti nei mesi passati sono scappati verso le città del Delta per sfuggire alle persecuzioni degli estremisti. L’assalto all’autobus non è ancora stato rivendicato da alcun gruppo. In febbraio, dopo l’attacco alla chiesa del Cairo, e utilizzando le immagini di quella strage, lo Stato Islamico ha pubblicato online un video in cui indicava i cristiani come le sue “prede preferite”.

Il nuovo massacro arriva alla vigilia del mese sacro del digiuno di Ramadan, che si apre domani. In passato, gruppi estremisti hanno indicato questo periodo come il momento ideale per portare a termine le loro azioni di morte. Benché la comunità copta sostenga il presidente AbdelFattah al-Sisi, che ha promesso di arginare i terroristi in Egitto e di proteggere i cristiani, questo ennesimo atto di sangue farà sorgere nuove domande sulla protezione della comunità e in generale la sicurezza nel Paese minacciato dai fondamentalisti. Dopo l’attentato di dicembre, nelle principali città egiziane le chiese hanno ottenuto maggiore protezione da parte delle forze dell’ordine, eppure agli estremisti è stato possibile colpire durante le celebrazioni della Pasqua.


Cosa è andato a fare Bergoglio in Egitto?
A sostenere che l'Islam è un religione di pace, amore e fraternità?



Nazismo maomettano = Islam = dhimmitudine = apartheid = razzismo = sterminio
viewtopic.php?f=188&t=2526

Islam e persecuzione e sterminio dei cristiani (cristianofobia)
viewtopic.php?f=181&t=1356


'Copti uccisi perché rifiutarono Islam'
Parroco, 'se avessero accettato terroristi li avrebbero salvati'
26 maggio 201719:02
Antonio Gabriel

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews ... 3e309.html

(ANSA) - IL CAIRO, 26 MAG - "Sull'autobus c'erano anche tanti bambini. Gli hanno rubato soldi e oro. Hanno anche chiesto loro di rinunciare a Cristo e di diventare musulmani. Se avessero accettato li avrebbero salvati ma i pellegrini hanno rifiutato e così sono stati uccisi. Gli hanno messo la pistola sulla testa e sul collo per ucciderli in modo diretto". Lo ha detto il parroco della chiesa copta San Mina a Roma, Padre Antonio Gabriel, in un'intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando l'attacco armato nel Sud dell'Egitto.
"Abbiamo saputo della notizia - ha aggiunto il parroco copto - solo un'ora dopo perché quella zona non è ben coperta dal segnale telefonico. Solo all'arrivo di un altro pullman hanno scoperto il disastro. Non ci sono spiegazioni, nessuno ha diritto di togliere la vita ad altri. Hanno scelto una giornata molto particolare per i musulmani perché domani comincia il Ramadan". "Sono ancora tante - ha concluso Padre Gabriel - le persone in pericolo di vita che si trovano in ospedale.


Alberto Pento
Così faceva anche il criminale Maometto.

L'ONU dovrebbe intervenire in difesa dei cristiani d'Egitto e la NATO dovrebbe prestarsi come braccio armato dell'ONU per impedire la strage dei cristiani. È una vergogna e un crimine che Bergoglio e l'Europa sostengano
l'Islam.



I cristiani del medio oriente, i nuovi ebrei
22 Maggio 2017

http://www.ilfoglio.it/chiesa/2017/05/2 ... rei-135688


Come gli ebrei prima di loro, i cristiani stanno fuggendo dal medio oriente, svuotando delle sue antiche religioni quella che una volta era una delle regioni più diversificate del mondo”. Così il Wall Street Journal racconta uno smottamento senza precedenti nella regione in una inchiesta ricca di storie e statistiche.

Secondo Todd Johnson, direttore del Centro per lo studio del cristianesimo globale presso il Seminario teologico di Gordon-Conwell a Hamilton, Massachusetts, entro il 2025 i cristiani dovrebbero rappresentare poco più del tre per cento della popolazione del medio oriente, dal 4,2 per cento che erano nel 2010. Un secolo prima, nel 1910, erano il 13,6 per cento.

“L’esodo lascia il medio oriente dominato in gran parte dall’islam, le cui divisioni rivali spesso si scontrano, aumentando la prospettiva che il radicalismo nella regione si acuisca. ‘La scomparsa di tali minoranze mette i gruppi più radicali in condizione di dominare la società’, ha dichiarato Johnson. ‘Le minoranze religiose hanno un effetto moderatore’. Lo scoppio della guerra civile in Siria nel 2011 ha spinto circa la metà della popolazione cristiana di 2,5 milioni di persone a fuggire dal paese, secondo le organizzazioni cristiane che seguono il flusso. Molti sono scappati nel vicino Libano, un’anomalia nella regione, dove i cristiani esercitano potere politico e praticano il culto liberamente. In Iraq, l’instabilità che ha avuto inizio nel 2003, quando un’invasione americana ha rovesciato il leader iracheno Saddam Hussein, si è approfondita più di un decennio più tardi quando lo Stato islamico ha preso possesso di circa un quarto del paese. Dei cristiani del paese ne rimane solo un quinto: erano all’incirca un milione e mezzo nel 2003. Per la prima volta in quasi due millenni, la seconda città irachena, Mosul, una volta sede di antiche religioni, manca di una popolazione cristiana”.

Oggi sino più numerosi i cristiani arabi che vivono al di fuori del medio oriente di quelli rimasti nella regione. “Circa venti milioni – spiega ancora il Wall Street Journal – vivono all’estero, contro i 15 milioni di cristiani arabi che rimangono nel medio oriente, secondo un rapporto dell’anno scorso di un trio di charities cristiane e dell’Università di East London. Nel 1971, i cristiani copti egiziani avevano due chiese negli Stati Uniti. Oggi ci sono 252 chiese copte, secondo Samuel Tadros del Centro per la libertà religiosa dell’Istituto Hudson. Tadros stima che circa un milione di copti siano fuggiti dall’Egitto fin dagli anni Cinquanta”.

Per altro verso, nota il giornale, “la diaspora araba cristiana negli Stati Uniti è già emersa come una potenza nella politica e negli affari. Dina Powell, l’influente membro del consiglio di sicurezza nazionale di Trump, è di origine copta egiziana”.


Il Genocidio Greco-Ottomano che la storia ha (già) dimenticato
Massacro di Focea, durante l'invasione turca, giugno 1914

http://www.riscriverelastoria.com/2017/ ... he-la.html

Con il termine genocidio greco (o il genocidio greco-ottomano) ci si riferisce generalmente all'uccisione sistematica dei greci del territorio dell'Asia Minore da parte dell'Impero Ottomano durante e dopo la prima guerra mondiale, nello specifico tra il 1914 ed il 1923. Esso fu istigato da due governi in successione dell'Impero ottomano: Il Comitato dell'Unione e del Partito di Progresso (C.U.P), e il Movimento Nazionale Turco di Mustafa Kemal Atatürk. Non furono tempi facili per la Grecia, che dovette subire massacri, deportazioni forzate e marce di morte, espulsioni sommarie, boicottaggi, stupri, conversione forzata all'Islam, consultazione in battaglioni di manodopera, esecuzioni arbitrarie e distruzione di monumenti culturali, storici e religiosi ortodossi cristiani. Purtroppo, nonostante la spietata violenza e le atrocità commesse, a questo avvenimento non viene quasi mai riconosciuta un'importanza degna nei libri e nelle testate che si occupano di storia e politica.

UN PO' DI STORIA: Bisogna ricordare, prima di inoltrarci nel racconto di questo sconosciuto genocidio, che la presenza greca in Asia Minore è da sempre un fenomeno costante e sedentario (datata addirittura al tempo di Omero intorno all'800 a.C.). Il geografo Strabone ha riferito che Smirne potesse essere la prima città greca in Asia Minore e numerose importanti figure greche nacquero infatti nell'Anatolia (Talete, Eraclito, Diogene di Sinope, ecc). La stessa città di Pergamo, la quale sorgeva sulle coste dell'Asia Minore, era per i Greci sinonimo di ricchezza, prosperità e democrazia. Durante il periodo ellenistico (334 a.C. - I secolo a.C.) che seguì alle conquiste di Alessandro Magno, la cultura e il linguaggio greco cominciarono a dominare anche l'interno dell'Asia Minore. L'ellenizzazione della regione accelerò sotto il dominio romano e bizantino, tant'è che, nei primi secoli successivi, le lingue anatoliche indoeuropee locali erano diventate estinte, sostituite dal linguaggio greco Koine. Il Koine Dialektos divenne il "Dialetto Comune", la "Lingua Internazionale" dell'epoca. La cultura greca risultante in Asia Minore fiorì durante il millennio seguente sotto l'Impero Romano e, successivamente, quello Bizantino (i cui cittadini erano conosciuti come greci bizantini). Saper leggere e scrivere in greco era considerato, al tempo dell'Impero unito, un privilegio di pochi e la Grecia, così come l'Asia Minore, erano diventate mete di pellegrinaggi e viaggi formativi dei giovani più facoltosi. Inoltre, gli abitanti dell'Asia Minore costituivano la maggior parte della popolazione greco-ortodossa e cristiana dell'Impero. Quando, dunque, i popoli turchi iniziarono la loro conquista dell'Asia Minore nel periodo tardo-medievale, i cittadini greci bizantini erano la popolazione più numerosa che viveva in quelle zone e, anche dopo le conquiste turche dell'interno, la costa montuosa del Mar Nero dell'Asia Minore rimase il cuore di uno stato tipicamente greco, l'Impero di Trebisonda, fino alla sua conquista da parte nel 1461 (quasi un decennio dopo la caduta di Costantinopoli ad opera di Maometto II). Durante la prima guerra mondiale, l'Asia Minore era etnicamente divisa e la sua popolazione comprendeva un crogiolo di popoli: Turchi, Azeri, Greci (Pontici, Cappadociani e Caucasici) in maggioranza, seguiti poi da Armeni, Curdi, Georgiani, Circassiani, Assiri, Ebrei e Laz. Tra le cause della campagna turca contro la popolazione greca e cristiana era soprattutto la paura che essi si sarebbero schierati e avrebbero aiutato i nemici dell'Impero Ottomano. Non va poi dimenticato la questione della fede: da sempre cristiani e musulmani si sono scontrati nella storia. A tutto ciò va aggiunto che i turchi del C.U.P al potere avevano intenzione di formare un vero e proprio stato moderno e, per fare ciò, era necessario spazzare via dai propri territori quei gruppi nazionali che avrebbero potuto minacciare l'integrità di un nuovo e moderno stato nazionale turco.

LE CIFRE: Secondo diverse fonti, circa un milione di greci-ottomani sono morti durante questo periodo. Secondo la Ligue Internationale pour les Droits et la Libération des Peuples, tra 1916 e 1923, quasi 350.000 greci del Ponto furono uccisi. GK Valavanis stima 5.238.000 vittime per gli omicidi, le impiccagioni, la fame e le malattie. Secondo Ismail Enver, un consulente per l'esercito tedesco, il ministro turco della Difesa ha riferito nel 1915 che voleva "risolvere il problema greco... allo stesso modo in cui pensava di aver risolto il problema armeno".


LA PRIMA FASE: La prima fase del genocidio greco ha avuto inizio nella primavera del 1914 nella Tracia Orientale e nella Anatolia occidentale quando è stato ordinato ai soldati turchi di boicottare le imprese greche. Centinaia di migliaia di Greci di queste regioni furono deportati. Con lo scoppio della Grande Guerra nel luglio del 1914, tutti gli uomini ottomani greci tra i 21 ed i 45 anni furono ricoverati in campi di lavoro forzato (o, più specificatamente, di concentramento). La maggior parte di questi uomini dovevano perire in condizioni spaventose, dopo essere stati costretti a lavorare senza cibo né acqua per giorni. Tali campi di lavoro servivano anche come mezzo per spezzare e disarmare le comunità greche, portando così alla loro eventuale disgregazione. Nel 1915, sotto la guida del personale militare tedesco, il C.U.P ordinò la deportazione delle comunità greche nelle regioni dei Dardanelli e Gallipoli, sotto il pretesto della necessità militare. Ai Greci non era concesso alcun diritto e, in alcuni casi, essi furono costretti a firmare dichiarazioni affermando che stavano lasciando loro la propria libera volontà. Tutte le merci nei loro negozi vennero vendute dalle autorità turche, tutte le comunità che vivevano lungo la costa occidentale dell'Asia Minore furono deportate nell'interno di Anatolia o nei villaggi turchi, dove furono costretti a convertirsi al credo islamico o ad affrontare la morte. Nella maggior parte dei casi, prima delle deportazioni, la gendarmeria turca (polizia) sequestrò denaro e oggetti di valore presso le comunità, oltre a commettere massacri generali. Nella regione del Ponto, in particolare, le comunità greche furono deportate solitamente durante il picco più freddo dell'inverno. Si ha notizia inoltre di iniezioni letali, corpi rimasti trainati verso il mare e scaricati, massacri di massa dei greci in strada e nelle chiese.

La mappa digitalizzata delle comunità greche soggette ad invasione e sterminio turco in Asia Minore

LA FASE FINALE: Con la sconfitta dell'Impero Ottomano nella Grande Guerra, i leader del Comitato dell'Unione e del Partito Progresso vennero poi condannati a morte per il loro ruolo nell'organizzazione del massacro di Greci, Armeni e Assiri durante la guerra. Ma la formazione del movimento nazionalista turco dopo la guerra sotto la guida di Mustafa Kemal Atatürk, avrebbe causato ulteriori atrocità. Questa fase finale, altrimenti conosciuta come la fase Kemalista, è stata una continuazione delle precedenti persecuzioni del C.U.P e ha provocato ulteriori massacri e deportazioni di comunità greche-ottomane. L'ultima fase, ma non per questo meno cruenta, del genocidio greco culminò con l'incendio della città cosmopolita di Smirne (oggi Izmir), rasa al suolo e con la conseguente espulsione della residua popolazione cristiana dalla Turchia.

Purtroppo, come già precedentemente accennato, nonostante questo avvenimento costituisca un genocidio dalle dimensioni enormi, molte nazioni al giorno d'oggi non riconoscono la gravità del fatto. Persino il reperimento di notizie e fonti risulta, nonostante il web infinito, assai complicato. Testimonianze scritte del genocidio greco si possono ritrovare nel libro di George Horton, console generale degli USA a Smirne nel 1922, e nel libro di Henry Morgenthau, ambasciatore statunitense a Costantinopoli. Nel dicembre 2007 l'associazione denominata International Association of Genocide Scholars (IAGS), ha approvato a larga maggioranza una risoluzione in cui afferma che la campagna del 1914-1923 contro i greci dell'Impero Ottomano costituì un genocidio. Da parte sua invece, la Turchia rigetta il termine di genocidio, ritenendo inoltre che indire la giornata commemorativa il 19 maggio sia una provocazione, poiché tale data coincide con la festa nazionale turca e accusa di "distorsione storica" la Grecia.

Di: Claudio Pira

Fonti:
Jones, Adam (2010). Genocide: A Comprehensive Introduction. Routledge. p. 163.
https://www.ncas.rutgers.edu/center-stu ... -1914-1923
http://greek-genocide.net/index.php/en/overview
https://en.wikipedia.org/wiki/Greek_genocide
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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