Refuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo

Refuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo

Messaggioda Berto » dom ago 30, 2015 6:47 pm

Refuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo
viewtopic.php?f=194&t=1811

Rifugiati politici, richiedenti asilo, diritti umani, convenzioni internazionali, obblighi e non obblighi
https://www.facebook.com/groups/altridi ... 3106597034
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Rifuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo

Messaggioda Berto » dom ago 30, 2015 6:49 pm

Axiło połedego


Asilo Politico
https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_asilo
Il diritto di asilo (identificato spesso anche con il concetto di asilo politico, in greco: ἄσυλον) è un'antica nozione giuridica, in base alla quale una persona perseguitata nel suo paese d'origine può essere protetta da un'altra autorità sovrana, un paese straniero, o un santuario religioso (come nel medioevo).
Questo diritto ha le sue radici in una lunga tradizione occidentale, anche se era stato già riconosciuto da Egiziani, Greci, Romani ed Ebrei (anca altri). Tutti gli stati, in qualsiasi epoca, hanno offerto protezione e immunità a stranieri perseguitati.
...
Molti popoli, tra cui gli Egizi, i Greci, i Romani e gli Ebrei, hanno riconosciuto un "diritto d'asilo" religioso per la protezione dei criminali (o di coloro che erano accusati di reati) da azioni legali.
Scrive Plutarco riferendosi a Roma: «Quando la città ebbe il suo primo insediamento, istituirono un luogo sacro per accogliere i fuggitivi e lo posero sotto la protezione del dio Asilo: vi ricevevano tutti, non restituendo lo schiavo ai padroni, né il povero ai creditori, né l'omicida ai giudici; anzi, proclamavano che in seguito a un responso dell'oracolo di Delfi avrebbero concesso a tutti il diritto di asilo. Presto la città si riempì di abitanti...»
Il diritto d'asilo venne spesso ribadito ed esteso durante l'Impero romano, in particolare durante i regni di Traiano, Augusto, Adriano e Antonino e Marco Aurelio. Ad esempio quest'ultimo ribadì il concetto di diritto di asilo anche per gli schiavi fuggitivi che potevano rifugiarsi presso qualsiasi tempio o statua dell'imperatore.
Questo principio è stato successivamente adottato dalla chiesa cristiana, e diverse norme sono state sviluppate per determinare chi e quanto beneficiasse di una protezione. Al Primo Concilio di Orléans nel 511, in presenza di Clodoveo, l'asilo è stato concesso a tutti coloro che si fossero rifugiati in una chiesa, nelle sue dipendenze o nella casa di un vescovo. Questa protezione è stata concessa a omicidi, ladri o persone accusate di adulterio. Ma riguardava anche gli schiavi fuggitivi, che non sarebbero stati riconsegnati al proprietario se questi non avesse giurato sulla Bibbia di non essere crudele. Questo diritto cristiano d'asilo è stato confermato da tutti i seguenti Concili ecumenici. In Italia questo principio è stato abolito a metà dell'Ottocento con le leggi Siccardi.


Convenzione ONU relativa allo status dei rifugiati (Ginevra, 1951)
https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_asilo

La Convenzione di Ginevra del 1951 e il Protocollo del 1967 sono alla base del diritto internazionale del rifugiato. Secondo la Convenzione, un rifugiato è un individuo che:

ha fondato motivo di temere la persecuzione a motivo della sua:

discendenza,
religione,
nazionalità,
appartenenza a un particolare gruppo sociale,
opinione politica;

si trova al di fuori del suo paese d’origine; e
non può o non vuole avvalersi della protezione di quel paese, o ritornarvi, per timore di essere perseguitato.


Convenzione OUA sui rifugiati (Addis Abeba, 1969)
https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_asilo

È la “Convenzione che disciplina determinati aspetti del problema dei rifugiati in Africa” adottata nel 1969 dall’Organizzazione dell'Unità Africana (OUA) che, riconoscendo la Convenzione ONU del 1951 come “lo strumento fondamentale e universale relativo allo status dei rifugiati” e facendone propria la definizione di rifugiato, amplia la definizione stessa e racchiude altre disposizioni non esplicitamente contenute nella Convenzione di Ginevra riguardanti:
il divieto di respingimento alla frontiera,
l’asilo,
l’ubicazione degli insediamenti di rifugiati,
il divieto per i rifugiati di svolgere attività sovversive,
il rimpatrio volontario.



Dichiarazione di Cartagena (Cartagena, 1984)
https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_asilo

La dichiarazione di Cartagena (Colombia) sui rifugiati fu elaborata da rappresentanti di governo e intellettuali messicani e panamensi, in occasione di una crisi internazionale in America Latina, sulla traccia della Convenzione delle Nazioni Unite del 1951 e di cui estende la definizione di rifugiato a coloro i quali fuggono dal loro paese perché la loro vita, la loro sicurezza o la loro libertà è minacciata da violenze generalizzate, un’aggressione straniera, un conflitto interno, massicce violazioni dei diritti umani o altre gravi turbative dell’ordine pubblico.
Non giuridicamente vincolante, la Dichiarazione di Cartagena è stata in più occasioni sostenuta dall’Assemblea Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani. La maggior parte dei paesi centro e sud-americani, aderenti alla Convenzione ONU del 1951 e/o al Protocollo aggiuntivo, hanno applicato tale definizione di rifugiato più estensiva, alcuni paesi addirittura recependola nelle legislazioni nazionali.


Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (Roma, 1950)
https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_asilo
Lo stesso argomento in dettaglio: Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) è un trattato internazionale redatto dal Consiglio d'Europa. Il documento è stato elaborato in due lingue, francese e inglese, i cui due testi fanno egualmente fede. Ha istituito la Corte Europea dei diritti dell'uomo.
La Convenzione è stata firmata a Roma il 4 novembre 1950 ed è entrata in vigore il 3 settembre 1953. È stata ratificata (o vi è stata l'adesione) da parte di tutti i 47 Stati membri (al 22 giugno 2007) del Consiglio d'Europa. La CEDU è stata poi integrata e modificata da 14 Protocolli aggiuntivi.
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Re: Rifuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo

Messaggioda Berto » dom ago 30, 2015 6:50 pm

Diriti omàmi

Diritti umani
https://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_umani
Il Re di Ur creò ciò che si pensa che sia il primo codice legale all'incirca nell'anno 2050 a.C.[senza fonte]. Numerosi altri corpi legislativi furono creati in Mesopotamia incluso il Codice di Hammurabi, (circa 1780 a.C.) che è uno degli esempi meglio preservati di questo tipo di documento. Esso mostrava le leggi e le punizioni conseguenti all'infrazione delle leggi su una vasta quantità di problemi inclusi i diritti delle donne, i diritti dei bambini e i diritti degli schiavi; un analogo e per certi versi più evoluto corpo legislativo (ritenuto da molti studiosi dipendente o derivato) è quello contenuto nei libri di Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio della Bibbia ebraica.
...
Alla fine dell'anno 1222, il giorno dell'incoronazione di Sundjata Keïta quale sovrano dell'Impero del Mali, fu solennemente proclamata e tramandata oralmente la Carta Manden, una dichiarazione di diritti umani essenziali quali il diritto alla vita e il diritto alla libertà. La Carta Manden si rivolge ai "quattro angoli del mondo" con sette affermazioni:

« ogni vita è una vita »
« il torto richiede una riparazione »
« aiutatevi reciprocamente »
« veglia sulla patria »
« combatti la servitù e la fame »
« che cessino i tormenti della guerra »
« chiunque è libero di dire, di fare e di vedere »

Si trovano in questa carta i temi che saranno trattati vari secoli dopo in Occidente nelle dichiarazioni dei diritti umani: il rispetto della vita umana e della libertà dell'individuo, la giustizia e l'equità, la solidarietà. Prendendo posizione contro la schiavitù, divenuta corrente in Africa occidentale, la carta identifica la violenza delle cause come precedente la violenza della guerra. L'abolizione della schiavitù fu probabilmente il grande merito di Sundjata Keïta. La Carta Manden può probabilmente essere considerata come una delle prime dichiarazioni dei diritti dell'uomo.

Dichiarazione universale dei diritti umani
https://it.wikipedia.org/wiki/Dichiaraz ... itti_umani
La Dichiarazione universale dei diritti umani è un documento sui diritti individuali, firmato a Parigi il 10 dicembre 1948, la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite perché avesse applicazione in tutti gli stati membri.
« Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. »
(Il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani.)


Dove arrivano gli immigrati, cosa dice la legge
di Paola Monzini
http://temi.repubblica.it/limes/dove-ar ... rintpage=1
L’ingresso dei migranti in Italia è regolato dal dlgs. 286/1998 modificato dalla legge Bossi-Fini, 189/2002, TU immigrazione. Chi entra in modo irregolare ed è intercettato, è rimpatriato se esistono degli accordi di riammissione con il suo paese di origine, oppure riceve un decreto di espulsione. Se è privo di documenti di riconoscimento, deve essere prima identificato.
Le autorità italiane accordano permessi di soggiorno temporanei a coloro che non possono essere espulsi o rimpatriati, cioè:

alle donne in gravidanza o con figli minori di 6 mesi;
ai minori non accompagnati;
a chi presenta domanda di asilo politico: condotto in un Centro di identificazione, la sua domanda sarà esaminata dalla Commissione territoriale competente. Se riceverà un diniego sarà rimpatriato, attraverso un Cpta, altrimenti avrà un permesso umanitario, o il diritto di asilo.

L’ingresso non autorizzato è dunque legittimo, per la legge italiana, se il migrante cerca asilo, secondo la convenzione di Ginevra.

Torna all'articolo "Migrando per l'acqua"
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Re: Refuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo

Messaggioda Berto » mer set 16, 2015 8:07 pm

???

Il diritto all'accoglienza

http://www.integrazionemigranti.gov.it/ ... ienza.aspx

Il diritto all'accoglienza per chi fa domanda di protezione internazionale è previsto dal Decreto legislativo n. 142 del 2015, che ha recepito la Direttiva europea 2013/33/UE. Il sistema d'accoglienza si articola in varie fasi: soccorso, prima e seconda accoglienza. Nei luoghi maggiormente interessati da sbarchi, gli stranieri vengono accolti nei centri di primo soccorso e accoglienza (CPSA), allestiti ai sensi della legge n. 563/1995. In questi centri, gli stranieri oltre a ricevere una prima assistenza e le cure mediche necessarie, verranno identificati e potranno esprimere la volontà di richiedere protezione internazionale. Per le esigenze di prima accoglienza, l'identificazione e la verbalizzazione della domanda di protezione internazionale, i richiedenti sono accolti nei Centri governativi di prima accoglienza. Nella seconda accoglienza il richiedente che ne faccia richiesta e privo di mezzi sufficienti a garantire una qualità di vita adeguata per la salute e per il sostentamento proprio e dei propri familiari verrà accolto nel Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR). La dichiarazione di non possedere mezzi adeguati di sostentamento deve essere rilasciata dall'interessato alla polizia all'atto della presentazione della domanda di protezione internazionale. Tale situazione viene segnalata alla Prefettura competente per territorio che, una volta valutata l'insufficienza dei mezzi di sussistenza, verifica la disponibilità di posti all'interno del Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e dei Rifugiati (SPRAR). Se non c'è un'immediata disponibilità di un posto in accoglienza il richiedente protezione internazionale viene ospitato in un Centro governativo di prima accoglienza per il tempo strettamente necessario al trasferimento. Infine, in caso di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti che possono esaurire le disponibilità ordinarie dei Centri Governativi di Prima Accoglienza o del Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati, vi è la possibilità di essere ospitati nei Centri d'Accoglienza Straordinaria (CAS). L'accoglienza in tali strutture temporanee deve soddisfare le esigenze essenziali dei richiedenti protezione internazionale ed è limitata al tempo necessario al trasferimento nei centri governativi o in un progetto SPRAR.

L'accoglienza in uno dei progetti della rete SPRAR, dislocati su tutto il territorio nazionale, prevede vitto e alloggio, assistenza sociale e sanitaria, tutela legale-amministrativa, formazione linguistica, misure in favore dell'integrazione. All'interno della rete sono presenti anche dei progetti specializzati per l'accoglienza e sostegno di persone portatrici di specifiche vulnerabilità: persone disabili o con problemi di salute (fisica e mentale), minori non accompagnati, vittime di tortura, nuclei monoparentali, donne sole in stato di gravidanza. L'accoglienza può essere revocata per violazione grave o ripetuta delle regole del progetto di accoglienza o a seguito di comportamenti gravemente violenti.

L'accoglienza si protrae per i sei mesi successivi al riconoscimento della protezione internazionale o umanitaria. In circostanze eccezionali e debitamente motivate, anche in relazione ai percorsi d'integrazione avviati, tali tempi possono essere prorogati. In caso di rigetto della domanda di protezione il richiedente, ha diritto a rimanere nel sistema d'accoglienza fino alla scadenza del termine per l'impugnazione della decisione. In caso di ricorso giurisdizionale, il ricorrente potrà beneficiare delle misure d'accoglienza per il tempo in cui è autorizzato a permanere sul territorio nazionale. Si fa presente che il richiedente protezione internazionale è autorizzato a svolgere attività lavorativa a partire dal secondo mese successivo alla presentazione della domanda di protezione.


http://www.edizionitraguardisociali.it/ ... _ID=113829
http://www.meltingpot.org/Roma-Il-dirit ... LZodH9-YlA
http://www.cir-onlus.org/it/per-i-rifug ... enti-asilo
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Re: Refuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo

Messaggioda Berto » sab set 19, 2015 7:35 am

Migrazione irregolare e clandestinità

https://it.wikipedia.org/wiki/Immigrazione_illegale

L'immigrazione illegale (o immigrazione clandestina o immigrazione irregolare) è l'ingresso o il soggiorno di cittadini stranieri in violazione delle leggi di immigrazione del paese di destinazione.

Lo status degli immigrati illegali è nella maggior parte dei casi temporaneo. Può accadere che persone entrate clandestinamente, senza presentare le proprie generalità ai controlli di frontiera, riescano successivamente a sanare la loro posizione sul territorio, tramite "sanatorie" o "regolarizzazioni". Viceversa persone entrate legalmente sul territorio possono restarvi per un tempo superiore al previsto e divenire quindi "irregolari" (“overstaying”, cioè soggiornanti oltre il tempo consentito), non riuscendo a rientrare nelle casistiche previste per ciascuna "sanatoria".

Gli immigrati sono di solito mossi dalla ricerca di condizioni di vita migliori, spesso i Paesi di provenienza sono poveri oppure in quei Paesi non vengono rispettati i diritti civili. In quest'ultimo caso, potrebbero avere diritto ad ottenere lo status di rifugiati richiedenti asilo.

L'immigrazione illegale, così come quella regolare, è un fenomeno di cui sono oggetto generalmente i Paesi più ricchi, seguendo rotte e modalità di trasporto svariate. Tali spostamenti vengono definiti irregolari se avvengono senza la necessaria documentazione e per altro di frequente coinvolgono trafficanti di esseri umani, talvolta costituiti in vere e proprie organizzazioni criminali dirette al loro sfruttamento. Le persone che si muovono in questa maniera spesso mettono a rischio la propria vita, sono obbligate a viaggiare in condizioni disumane e possono essere oggetto di sfruttamento e abuso.

Da un punto di vista politico l'immigrazione clandestina va a toccare una serie di grandi questioni sociali quali: l'economia, il welfare state, l'istruzione, l'assistenza sanitaria, la schiavitù, la prostituzione, le protezioni giuridiche, il diritto di voto, i servizi pubblici, e i diritti umani.




???

Migrante irregolare
Definizione

http://www.parlarecivile.it/argomenti/i ... olare.aspx

È la definizione più corretta per indicare la persona che è priva del permesso di soggiorno perché è entrata irregolarmente nel territorio dello Stato eludendo i controlli alla frontiera o perché è entrata regolarmente, con visto turistico o per lavoro con il decreto flussi, ma si è trattenuta oltre la scadenza del permesso. Nonostante la sovra-rappresentazione mediatica della prima categoria, la grande maggioranza dei migranti che è irregolare, lo è per questa seconda ragione. Secondo le stime del ministero dell’Interno, il 64% degli irregolari sono overstayers, scivolano nell’irregolarità in seguito alla scadenza del visto o del permesso di soggiorno [1].

A rigore, nel contesto dell’ordinamento italiano, gli stranieri entrati irregolarmente nel territorio sono immigrati non autorizzati, mentre gli irregolari sono gli overstayers, cioè coloro che hanno perso i requisiti per rimanere in Italia. Ma questa differenza non ha rilevanza perché non è contemplata nella normativa comunitaria dell’Unione europea.


http://www.treccani.it/vocabolario/clandestinita

http://www.ilpost.it/2016/01/10/abolizi ... ndestinita

http://www.lastampa.it/2017/01/19/ester ... agina.html
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Re: Refuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo

Messaggioda Berto » lun set 21, 2015 6:07 am

Migrare e non migrare, accogliere e non accogliere, diritti e doveri
viewtopic.php?f=194&t=2498

Accoglienza o ospitalità imposta o forzata è un crimine contro l'umanità
viewtopic.php?f=196&t=2420

I cristiani europei che violano la solidarietà verso i popoli europei sono criminali
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 0015617332

Le bugie dei radicali, del Papa e di altri sui migranti regolari e sugli immigrati clandestini
viewtopic.php?f=194&t=2460

Ospitalità, non sempre è sacra - accoglienza come crimine e tortura
viewtopic.php?f=141&t=1911

Rifugiati, asilanti, clandestini, migranti, diritti umani, obblighi internazionali e realismo
viewtopic.php?f=194&t=1811
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Re: Refuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo

Messaggioda Berto » gio apr 21, 2016 5:15 am

Il no di Squinzi ai migranti: "La priorità sono gli italiani"

Alla sinistra buonista Squinzi ricorda che la disoccupazione italiana è al 13%: "Sarà una visione un po' egoistica, ma cominciamo a dare un futuro ai nostri giovani"
Andrea Indini - Mer, 16/09/2015
http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 71747.html

"In questo momento non è l’immigrazione che può risolvere i nostri problemi".
Il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi durante l'Assemblea annuale dei soci di Confindustria

A margine di una conferenza stampa a Milano, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi dà un taglio netto al buonismo imperante che vorrebbe aprire le frontiere a tutti gli immigrati facendoci credere che l'ondata migratoria possa costituire un’opportunità: "Abbiamo bisogno innanzitutto di ridare lavoro agli italiani".

Dal presidente della Camera Laura Boldrini a papa Francesco, sono in molti a sbacciarsi per far passare l'idea che le centinaia di migliaia di disperati che sbarcano in Italia debbano essere considerate un’opportunità di crescita per l'Italia. "Siamo generosi nel salvataggio in mare, ma carenti nella parte che riguarda l'integrazione - teorizzava nei giorni scorsi la Boldrini - se li accompagnassimo nell'integrazione ne trarremmo giovamento, lasciarli al loro destino invece significa disperdere questi talenti". Per Bergoglio, invece, l'ondata migratoria servirà a ringiovanire "nonna Europa". "Giustamente quando c’è uno spazio vuoto, la gente cerca di riempirlo: se un paese non ha figli - spiegava il Santo Padre - i migranti vengono ad occuparne il posto". Di questo avviso sono anche molti progressisti che, come pensa anche la cancelliera Angela Merkel, vedono negli immigrati un'occasione di sviluppo economico, culturale e, per alcuni, religioso. Il tutto lasciando indietro gli italiani, Che, è bene ricordarlo, non se la passano poi così bene.

Pur essendo convinto che "alla lunga l’immigrazione sia sempre un fenomeno positivo", Squinzi non è affatto d'accordo coi buonisti che vogliono spalancare le porte del Belpaese agli extracomunitari. A questi ricorda che l'Italia ha il 13% di disoccupazione e il 40% di disoccupazione giovanile. "Sarà una visione un po' egoistica - conclude il presidente della Confindustria - ma cominciamo a dare un futuro ai nostri giovani e velocità al nostro Paese".




Migranti, sindaco leghista di Fontevivo vieta l’accoglienza in strutture pubbliche e case private

Nel paese della Bassa parmense che da fine maggio è governato dal giovane Tommaso Fiazza, il consiglio comunale ha votato un ordine del giorno che impegna l’amministrazione a opporsi all’accoglienza
di Silvia Bia | 18 settembre 2015
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09 ... te/2048432

No ai rifugiati o ai profughi ospitati in strutture pubbliche e in case private. Di fronte all’emergenza migratoria che sta colpendo l’Europa, il Comune di Fontevivo in provincia di Parma decide di chiudere le porte al flusso di stranieri, almeno per quanto riguarda il proprio territorio. Nel paese della Bassa parmense che da fine maggio è governato dal giovane sindaco della Lega Nord Tommaso Fiazza, il consiglio comunale ha votato un ordine del giorno che impegna l’amministrazione a opporsi all’accoglienza di immigrati, a differenza di altri comuni della provincia che invece si sono organizzati mettendo a disposizione spazi e progetti. “Noi non abbiamo posti da offrire – spiega a ilfattoquotidiano.it il primo cittadino del Carroccio – e spesso le persone che arrivano in Italia non sono sottoposte ai necessari controlli igienico-sanitari. Ovviamente non posso impedire alle persone o al parroco di ospitare immigrati nelle loro case, ma per farlo dovranno dare rassicurazioni sulle condizioni di chi accolgono. E comunque, noi faremo la nostra parte per opporci”.

Nel documento approvato dalla maggioranza, le motivazioni della decisione si rifanno al fatto che la maggior parte dei migranti risulta essere in stato di clandestinità e ai problemi di natura sanitaria e sociale che possono portare, “dal momento che frequentemente prima del trasferimento nei comuni di destinazione non vengono identificati né sottoposti a un controllo sanitario che possa attestarne lo stato di salute”. Tutte premesse che porrebbero il Comune di Fontevivo nella condizione di poter “subire”, si legge sempre nel testo, l’arrivo di qualche immigrato. Per questo l’impegno richiesto alla giunta e al sindaco è quello di “rispondere in modo fermamente negativo alla richiesta di ospitare immigrati in strutture e luoghi pubblici” e anche “all’accoglienza nei luoghi privati posti sul territorio comunale”. In quest’ultimo caso, per scongiurare rischi sanitari, si richiede una verifica dell’idoneità igienico-sanitaria della struttura ospitante e una certificazione medica sullo stato di salute delle persone accolte, “in modo da non creare problemi sanitari alla popolazione residente”.

L’iniziativa, salutata con favore dal leader del partito Matteo Salvini, punta a diventare un modello per altri sindaci che vorranno seguire l’esempio di Fontevivo. “Una scelta razzista? – risponde Fiazza a chi lo accusa – Lo sarebbe se vivessimo in un Paese dove c’è lavoro per tutti. Ogni giorno in Comune ricevo chiamate di persone che non hanno il lavoro e mi chiedono aiuto. Noi non abbiamo la possibilità di accogliere altre persone, dobbiamo pensare prima a quelle che sono già qui, compresi gli stranieri che abitano da noi da tanti anni, che pagano le tasse e che ora sono in difficoltà per la crisi che ha colpito tutti”. Nel centro abitato di 5500 residenti la presa di posizione del primo cittadino non sembra avere suscitato molto scalpore, e anzi in tanti, dice Fiazza, si sono complimentati con lui. “Io penso che la Prefettura non possa imporre l’accoglienza ai territori, senza prima coinvolgere i cittadini, come è successo in altri comuni – ha aggiunto il sindaco – Molte persone, sia giovani che anziani, e persino molti del centrosinistra, si sono complimentati con me per questo atto”.

El ga fato benon.



I migranti si scelgono l'hotel

Prima protestano: "Qui non prende il telefono". E poi vengono mandati a fare sopralluoghi nell'hotel che li ospiterà
Matteo Carnieletto - Dom, 20/09/2015
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 73107.html

Va bene, dobbiamo accogliere. Ce lo dicono tutti. Da Angela Merkel - novella madre Teresa, come l'ha immaginata lo Spiegel - in giù.

Ma se l'accoglienza è diventata ormai obbligatoria, dobbiamo però chiederci: chi dobbiamo accogliere? E soprattutto: come?

Accogliere non significa né abbandonare i migranti nei centri di prima accoglienza né portarli a spasso alla ricerca di un albergo adatto ai loro gusti. In provincia di Vicenza, invece, accade proprio questo: una delegazione di profughi viene portata in gita a Recoaro per "valutare le condizioni della struttura che li ospiterà".

Attualmente, come avevamo già avuto modo di documentare, i profughi sono ospitati a Pian delle Fugazze, nella ex colonia alpina di Valli del Pasubio. Da qui i profughi se ne vogliono andare. Anche perché, sottolineano i profughi, il cellulare non prende.

L'altro giorno i migranti hanno inscenato una protesta contro le condizioni di vita del centro, dove vivono senza soldi e senza documenti.

Ora se ne vogliono andare e l'amministrazione locale li appoggia. Una parte di profughi è stata portata a Recoaro, a visitare l'ex hotel "Al Bersagliere". Come scrive Il Giornale di Vicenza, "i profughi hanno mostrato gradimento" per questa struttura.

La loro presenza però non è passata inosservata: "Davanti all'albergo sono arrivati cittadini e rappresentanti politici per verificare quanto stesse accadendo. Sulle prime si pensava fosse un primo arrivo di migranti; poi si è accertato che si trattava solo di un sopralluogo".
Alex Cioni, portavoce del Comitato civico PrimaNoi, ha commentato così questa "gita" dei migranti: "Riteniamo che spostare da un Comune all'altro i sedicenti profughi non sia la soluzione del problema ma una pezza utile solo ad evitare di affrontare con efficacia le reali cause del problema e le responsabilità oggettive del Governo e delle Prefetture. L'unica responsabilità del comune di Schio è di aver accettato di accogliere questi falsi profughi in una propria struttura, quando dovevano fare da muro contro questa follia dell'accoglienza senza se e senza ma di soggetti che dovrebbero invece ricevere un'immediata espulsione.Piegarsi al compromesso con la Prefettura per una sorta di realpolitik - conclude - significa accettare i diktat del Governo Renzi che, invece di attuare delle serie politiche di respingimenti, apre le porte a chiunque salga su di un barcone".
Nel pomeriggio, il Comitato civico PrimaNoi ha organizzato un sit-in protesta davanti all'ex albergo "Al Bersagliere". I manifestanti sono anche riusciti ad entrare all'interno della struttura e realizzando dei filmati.


E SE PRESTO GLI ITALIANI PRENDESSERO LE ARMI……????
da LIBEROQUOTIDIANO.IT 18 Aprile 2016
Il Bestiario
di Giampaolo Pansa

https://majanogossip.wordpress.com/2016 ... ro-le-armi

Quanti sono gli italiani che leggono l’Osservatore romano, il quotidiano della Santa Sede? Immagino pochi, nonostante sia un giornale ben fatto e sempre molto informato, grazie all’abilità professionale del suo direttore, Giovanni Maria Vian. Eppure in questi giorni si è discusso molto di un’intervista pubblicata dal foglio vaticano. A parlare era il vescovo cattolico Fragkiskos Papamanolis, il presidente dell’episcopato ellenico, uno dei dignitari che ieri hanno accolto Papa Francesco al suo arrivo nell’isola di Lesbo. Papamanolis gli avrà detto quello che aveva spiegato all’Osservatore romano? Penso di sì dal momento che in certi casi i preti, anche quelli più cauti, sanno andare giù duro.

Il vescovo in questione, un signore con un bel viso corredato da una barba bianca, ha rivelato che in Grecia la questione dei migranti nelle isole elleniche sta diventando molto pericolosa. Non c’è pace tra gli ulivi di quel territorio. I furti e i saccheggi nei negozi di alimentari si stanno moltiplicando. Una quota di profughi, esasperati dalle traversie incontrate e dalle condizioni disumane di vita nei centri di accoglienza, diventano violenti e si abbandonano a gesti deprecabili.

Come reagiscono i greci di Lesbo e delle altre isole? Si stanno armando. Un negoziante di articoli per la caccia ha dichiarato alla televisione ateniese di aver venduto nelle scorse settimane più fucili e munizioni che in un anno. Altrettanto allarmanti sono le notizie che arrivano da paesi europei lontani dalla Grecia. Venerdì Libero ha rivelato quando sta accadendo in Bulgaria. La tivù di Sofia ha dedicato un servizio a Dinko Valev, un giovanottone di 28 anni, definito «super eroe» perché con altri bulgari, armati come lui di fucile, pattuglia il confine con la Turchia.

Sono sintomi pericolosi di una tensione che l’arrivo continuo di profughi sta facendo crescere in Europa. Quanto ne sappiamo noi cittadini della Ue ancora al sicuro nelle nostre case? Poco o niente. Non ho trovato inchieste o studi che descrivano le conseguenze sui civili dello tsunami migratorio in atto. Anche libri importanti come L’assedio di Massimo Franco, pubblicato pochi giorni fa da Mondadori, volano alto e non si occupano di quanto succede in basso, nelle città, nei paesi, nelle strade. Dunque mi affido a quel che vedo e annoto nei miei taccuini. La prima sensazione è che, sotto il fastidio per la ciclopica transumanza, stia montando una rabbia pronta a esplodere.

Di lavoro non ce n’è per tutti. Chi fa la spesa lamenta l’accattonaggio all’ingresso dei supermercati di gruppi sempre più folti di neri. Abbordano le signore chiamandole «mami» e pretendono una mancia, anche di un solo euro. Eppure non hanno l’aspetto dei mendicanti. Non di rado sfoggiano abiti buoni. Possiedono cellulari di ultima generazione o altre diavolerie elettroniche per chattare di continuo, senza smettere mai.

L’italiano qualunque si infuria quando sente parlare di emergenza. La convinzione sempre più diffusa è che l’arrivo dei clandestini durerà per anni, creando problemi difficili da risolvere. Il rebus è dove collocare questi migranti. I centri di accoglienza sono al collasso, così dicono quanti li dirigono. Il governo ha sollecitato i comuni a fare la loro parte. E il motivo, non dichiarato, è evidente.

Si comincia a parlare di requisizione degli alloggi sfitti. I sindaci dovrebbero indicare dove si trovino e a chi appartengano. L’augurio è che siano soltanto parole. Se accadesse davvero, vedremmo la rivolta anche degli italiani più miti. Con esiti che danno i brividi.

Mi pare di aver capito che l’uomo della strada non creda per davvero all’equazione «immigrati uguale terroristi». Ma a giudizio di molti, l’Austria fa bene a sbarrare i confini. Però il vero problema è un altro. I migranti sono quasi tutti giovani e in gran parte maschi. Invece noi europei siamo un insieme di popoli vecchi. Se iniziasse un’epoca di tensioni etniche, saremmo destinati a perdere. Qualcuno sostiene che stiamo già perdendo. Ed elenca i vantaggi che i clandestini ottengono. A scapito dei residenti, poiché il denaro non ci sarà per tutti.

Anche per questo motivo si va diffondendo una convinzione che sino a poco tempo fa non era di molti. Dice: il governo Renzi ha commesso l’errore fatale di non respingere sin dall’inizio i barconi che partivano dalla Libia in direzione dell’Italia. Bisognava minacciare di affondarli e, se necessario, farlo subito. Ci sarebbero stati dei morti? Pazienza, il medico pietoso uccide l’ammalato.
In casa nostra è prevalsa la carità dei cattolici, dei preti, dei vescovi e di Papa Bergoglio. Nessuno ha dimenticato la visita del Pontefice a Lampedusa e il suo invito ad accogliere tutti i clandestini.

«Adesso dovremo tenercela in casa, questa gente che campa alle nostre spalle!» impreca l’italiano qualunque. Il successo della Lega e soprattutto del suo leader, Matteo Salvini, nasce da questo umore acre. Tanti sono convinti che il leghismo muscoloso non andrà mai al governo. Ma questo non incrina il prestigio del leader in felpa da battaglia. Anche lui, come il bulgaro Dinko Valev, è considerato un super eroe. Se riempie le piazze, il motivo è soltanto questo, non il programma leghista che quasi nessuno conosce.

Del tutto opposto è il giudizio su Matteo Renzi, il premier. Se ascoltiamo quel che si dice di lui nei bar, in trattoria, sul treno e per strada, la sensazione è una sola: la sua popolarità sta calando con una velocità imprevista. A incrinarla è l’atteggiamento nei confronti delle ondate migratorie. Può essere possibile che il premier riesca a fermare la discesa dei consensi, però non sarà un esercizio facile.

I capi d’accusa contro di lui sono parecchi. È un cattolico, ragiona come un boy scout, non si metterebbe mai contro Papa Bergoglio. Ma è soprattutto un parolaio a vuoto, un fancazzista che si vanta di successi inesistenti. Anche le sue ultime uscite sembrano fatte apposta per irritare la gente senza potere. Renzi ha appena detto: «In Italia non c’è un’invasione in corso. I numeri degli sbarchi sono appena qualcuno in più rispetto all’anno passato».

Le cifre diffuse dai suoi uffici lo smentiscono. Il ministero dell’Interno rivela che negli ultimi tre mesi di questo 2016 sono sbarcati sulle coste italiane 24mila clandestini, il 25 per cento in più rispetto al primo trimestre del 2015. Soltanto negli ultimi tre giorni abbiamo accolto seimila migranti. E altri ne arriveranno.

Un signore anziano mi ha detto, infuriato: «Se Renzi non è in grado o non vuole impedire l’arrivo dei barconi, almeno ci racconti la verità. Non credo che il premier sia un bugiardo seriale. Del resto tutti i capi di governo mentono. Ma lui ha la menzogna facile. Credo che molti italiani se ne ricorderanno quando si andrà a votare per il nuovo Parlamento».

È una previsione esatta? Anche il Bestiario, nel suo piccolo, è tenuto a dire la verità. Il sottoscritto ritiene che le grandi masse abbiano la memoria corta. E il giorno che si apriranno le urne, in tanti andranno a votare per Renzi, per mancanza di avversari. Nel frattempo, lui avrà messo in piedi il suo gioco di prestigio più sopraffino: il Partito della Nazione. A impedirgli di stravincere può essere soltanto una grande disgrazia legata all’invasione dei clandestini. Nessuno se la augura. Ma è dietro l’angolo.
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Re: Refuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo

Messaggioda Berto » gio apr 21, 2016 5:16 am

Diriti Omàni dei Nativi e de łi Endexeni ouropei
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Re: Refuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo

Messaggioda Berto » ven apr 29, 2016 1:04 pm

L'arcivescovo di Ferrara: "Basta! Pensate solo agli immigrati, gli italiani sono abbandonati
Giuseppe De Lorenzo - Ven, 29/04/2016

http://www.ilgiornale.it/news/basta-non ... 52468.html

Monsignor Luigi Negri, Vescovo di Ferrara, si scaglia contro le politiche di immigrazione che dimenticano gli italiani.

“Abbiamo la responsabilità di un popolo di cui non fanno parte solo gli stranieri, ma anche gliitaliani.

E tra i nostri connazionali i poveri stanno aumentando sempre di più”. L’arcivescovo di Ferrara Luigi Negri, non usa mezzi termini. E riporta l’attenzione verso gli ultimi, italiani, dimenticati tra gli ultimi. Sorpassati da storie certo difficili (ma non sempre) ma che li hanno messi in un angolo. Pensionati che non arrivano a fine mese, bambini in difficoltà. Povertà. Ecco. Povertà italiana. Sarà razzista pure il vescovo? Oppure solo realista?

“Gli italiani che vivono in condizioni di povertà sono tantissimi – dice Negri al Resto del Carlino – Mi basta pensare alla mia diocesi. Abbiamo diverse mense e sono andato a visitarle in più occasioni. In certi casi ho visto arrivare insospettabili italiani, in giacca e valigetta 24 ore. Persone della media o alta borghesia ferrarese”. Il problema colpisce tutti. La crisi ha rotto un argine che tempo fa pensavamo solidissimo, quello delle certezze economiche. “Spesso si tratta di mariti divorziati che, dovendo mantenere moglie e figli, non arrivano più a fine mese. Mangiano rapidamente e vanno via. Questo deve farci riflettere”, aggiunge il Vescovo. Eppure nessuno ne parla, si pensa ai migranti. Alla loro ospitalità. Ai loro wi-fi. Alle loro schede telefoniche. Ai loro corsi di lingua. Ai loro pasti che non piacciono. “Noi vescovi abbiamo la responsabilità di un popolo nel quale non ci sono solo stranieri, ma anche tanti italiani – aggiunge Negri – Guai a intervenire su un solo fronte. Fare preferenze sarebbe un errore clamoroso. Creerebbe soltanto una situazione di esclusività che a ben pensare sarebbe dannosa per tutti”.

“Pensare che basti invocare una ‘leva di massa’ per l’accoglienza dei profughi copre solo un aspetto di un problema ben più vasto – aggiunge – Ripeto, se si assumono atteggiamenti esclusivisti non si svolge correttamente il proprio compito di pastori. Dobbiamo accudire il nostro gregge nella sua integrità”. E le prime pecore di quel gregge sono gli italiani. Perché vengono dimenticati? “Una lotta tra poveri è la cosa peggiore che ci possa succedere”, dice Negri. Ma è quello che si sta verificando.
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Re: Refuxà, axiłanti, diriti omàni, obligasion e reałixmo

Messaggioda Berto » sab apr 30, 2016 6:45 am

‘PROFUGHI’ SI RIFIUTANO DI LAVORARE: “NON ABBIAMO VOGLIA”
30/04/1016
Alessandro
http://repubblica24.com/profughi-si-rif ... non-voglia

Patrizia Calza, cattolica praticante, crede nel dovere dell’ accoglienza.

Difficilmente le si potrà affibbiare l’appellattivo di xenofoba, quindi. Eppure, dopo alcuni episodi vissuti in prima persona, si è dovuta ricredere anche Patrizia.

Lei, 54 anni, è il sindaco di Gragnano Trebbiense, in provincia di Piacenza. Il piccolo paese, che conta solo 4.500 abitanti, da novembre ospita 20 profughi pachistani. A questi non viene fatto mancare nulla: una casa, tre pasti al giorno, corsi di italiano, visite mediche, una piccola diaria. Tutto secondo le regole. Poi al sindaco è venuta un’idea.
Così, è stato chiesto ai profughi se volevano fare un po’ di volontariato: tagliare l’erba nei giardini pubblici, pulire le ciclabili oppure i pozzetti che si intasano sempre. Tutte attività che non costano molta fatica e che possono dare un contributo importante alla comunità. All’inizio la proposta è stata accolta da tutti positivamente, poi però l’amara sorpresa: solo in quattro hanno detto di sì. Alcuni infatti preferiscono distribuire volantini, prendendo 10 euro l’ora; gli altri invece non vogliono far nulla.
“Le regole sull’immigrazione vanno cambiate. Noi abbiamo il dovere di accogliere chi ha bisogno, ci mancherebbe. Ma loro, se sono nelle condizioni di farlo, hanno il dovere di restituire qualcosa a chi li ha accolti. E se si rifiutano di farlo devono essere rispediti a casa”, asserisce Patrizia. “Per essere rispettata nella sua dignità una persona deve avere un ruolo nella società, un mestiere o almeno un compito. Altrimenti cosa dico ai miei ragazzi”, continua Patrizia. Il sindaco poi rimarca di dover dare il buon esempio ai suoi alunni, oltre ad essere sindaco è anche insegnante in un ex istituto per ragionieri: “ai miei studenti dico di impegnarsi, studiare sodo per poi trovarsi un lavoro, darsi sempre da fare. E poi in paese abbiamo chi fa il mantenuto”.
Intanto, basta definire profughi i pakistani. In Pakistan non ci sono guerre, è anzi un paese che ospitava profughi dal vicino Afghanistan, durante le passate guerre.
E poi, questi sono fancazzisti. Ma la soluzione non è dare i lavori che potrebbero fare disoccupati italiani ai pakistani finti profughi, la soluzione è rimandarli a Islamabad. Col primo aereo.
La colpa di quello che accade è delle ‘cattoliche praticanti’ stile sindaco, quelle che confondono la carità con il parassitismo. E seguirebbero Bergoglio nel baratro.
Stiamo mantenendo orde di islamici e africani in case e hotel, paghiamo loro diarie per gli stravizi. E’ uno scandalo di proporzioni gigantesche.
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