Crimini dei nazisti maomettani marocchini in Europa

Crimini dei nazisti maomettani marocchini in Europa

Messaggioda Berto » ven mar 30, 2018 8:13 am

Crimini dei nazisti maomettani marocchini e africani in Europa
viewtopic.php?f=188&t=2753
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Crimini dei nazisti maomettani marocchini in Europa

Messaggioda Berto » ven mar 30, 2018 8:15 am

L'assassinio di Theo van Gogh ad opera di un nazista maomettano marocchino
https://it.wikipedia.org/wiki/Theo_van_Gogh_(regista)

Theodoor "Theo" van Gogh (L'Aia, 23 luglio 1957 – Amsterdam, 2 novembre 2004) è stato un regista, attore e produttore televisivo olandese. Discendente del fratello del celebre pittore Vincent van Gogh, fu assassinato da Mohammed Bouyeri, estremista islamico esponente del Gruppo Hofstad, come ritorsione contro alcune immagini mostrate nel suo film Submission.

Van Gogh fu assassinato il 2 novembre 2004 alle ore 8:45, nella parte est di Amsterdam. Il suo assassino, in possesso di doppia cittadinanza marocchina e olandese, vestito con una djellaba, un indumento tradizionale arabo, per rimarcare la sua appartenenza culturale, gli sparò otto colpi di pistola e successivamente gli tagliò la gola in pieno centro per eseguire una fatwa legata alla pubblicazione del suo cortometraggio Submission ("Sottomissione", uno dei possibili modi di tradurre il termine arabo "Islam").


Donne cristiane e mussulmane maltrattate dai maomettani
viewtopic.php?f=188&t=2040

La donna nel mondo arabo e non arabo, islamico o mussulmano
viewtopic.php?f=24&t=1333

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... ission.jpg
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Re: Crimini dei nazisti maomettani marocchini in Europa

Messaggioda Berto » ven mar 30, 2018 8:19 am

Africa razzista, il continente nero è tra i più razzisti della terra - il terrorismo nazi-maomettano in Europa è al 95% di origine africana, di cui l'90% marocchina (e in minima parte tunisina e algerina).
viewtopic.php?f=196&t=2750


L'ultimo della serie:

Francia, terrorismo islamico a Trebes: 2 morti in un supermercato, il killer marocchino ucciso nel blitz
23 Marzo 2018

http://www.liberoquotidiano.it/news/est ... taggi.html

La Francia ancora vittima del terrorismo islamico. Un marocchino di 26 anni, Redouane Lakdim, ha prima ucciso una persona e ferito un'altra rubando la loro auto a Carcassonne. A bordo di quel veicolo ha sparato contro agenti di polizia, ferendone uno, poi è andato a Trebes, a dieci chilometri di distanza, e ha preso ostaggi in un supermercato, sequestrando delle persone e uccidendone due (un cliente e un dipendente, responsabile della macelleria) al grido di "Allah akbar". Sono seguite ore di trattativa, con il giovane jihadista che chiedeva la scarcerazione di Salah Abdeslam, uno dei terroristi colpevoli delle stragi di Parigi del 2015.
Un tenente colonnello si è volontariamente sostituito a un ostaggio, il militare ha poi lasciato il telefono accesso su un tavolo, quindi le forze di sicurezza all'esterno hanno potuto ascoltare quanto accadeva all'interno e sentire gli spari, dopo i quali sono intervenuti. Il militare, che si è comportato in modo "eroico", è ora gravemente ferito. Nel corso del blitz delle teste di cuoio, Lakdim è stato ucciso. Il marocchino, secondo quanto riferito dagli inquirenti, "era un piccolo delinquente comune, noto per spaccio di stupefacenti e seguito dai servizi segreti per la sua radicalizzazione islamica".



Gli attentati terroristici in Europa dal 2014 a oggi 2017/09/16

https://www.tpi.it/2017/09/16/attentati ... 014-a-oggi


Dal 2014, anno in cui l’Isis ha proclamato il Califfato islamico, si è registrato un intensificarsi dell’attività del terrorismo islamico sia dove il sedicente Stato Islamico controlla parte del territorio sia negli altri paesi, tra cui quelli europei. TPI ha elencato gli attentati che fino a oggi sono stati compiuti in Europa.


BRUXELLES, 24 MAGGIO 2014

Circa un mese prima della proclamazione del califfato, l’Isis colpisce a Bruxelles, dove un uomo, ritenuto dalle autorità il francese di origine algerina Mehdi Nemmouche, apre il fuoco di fronte al Museo Ebraico uccidendo quattro persone. Il presunto attentatore viene a Marsiglia, in Francia, nei giorni successivi all’attentato.
Divertiti a personalizzare il tuo guardaroba!


JOUE-LES-TOURS, 20 DICEMBRE 2014

Il 20 dicembre del 2014 Bertrand Nzohabonayo, un cittadino francese nativo del Burundi convertito all’Islam e simpatizzante di gruppi terroristi radicali, entra in una stazione di polizia a Joue-les-Tours, in Francia, gridando “Allahu Akbar” armato di coltello. Dopo aver ferito tre agenti, l’uomo viene ucciso. Secondo le autorità si tratta di un lupo solitario.


PARIGI, 7-9 GENNAIO 2015

Il 7 gennaio 2015 i fratelli Cherif e Said Kouachi, due cittadini francesi di origini algerine affiliati ad Al Qaeda nello Yemen, fanno irruzione armati nella sede del settimanale satirico Charlie Hebdo. Il giornale, noto per la sua ironia verso le religioni, era stato preso di mira dagli estremisti per alcune vignette satiriche contro l’Islam.
Nell’attacco rimangono uccise 12 persone, la maggior parte delle quali membri della redazione del settimanale.
Lo stesso giorno Amedy Coulibaly, un cittadino francese affiliato all’Isis, ferisce con un colpo di pistola un uomo in un parco di Fontenay-aux-Roses, nei pressi di Parigi. Il giorno successivo, l’uomo uccide a colpi d’arma da fuoco un’agente di polizia nel sobborgo parigino di Montrouge.
Tutti e tre gli attentatori si danno alla fuga, fino al 9 gennaio, quando i fratelli Kouachi asserragliati in uno stabilimento industriale a Dammartin-en-Goele, in Piccardia, a nordest di Parigi, vengono uccisi dalla polizia.
Contemporaneamente, Amedy Coulibaly fa irruzione nel negozio di alimentari kosher Hypercacher a Port de Vincennes, nella zona est di Parigi, uccidendo quattro persone e prendendo gli altri clienti in ostaggio. Dopo un assedio, le forze dell’ordine fanno irruzione nel negozio e uccidono l’attentatore.


NIZZA, 3 FEBBRAIO 2015

Il 3 febbraio del 2015 un uomo ferisce a coltellate tre soldati francesi di guardia a un centro culturale ebraico a Nizza.
Africano del Mali
http://www.repubblica.it/esteri/2015/02 ... -106448609



COPENAGHEN, 14 FEBBRAIO 2015

Il 14 febbraio del 2015 Omar Abdel Hamid El-Hussein, un cittadino danese di origini palestinesi, fa irruzione armato nel locale Krudttonden, a Copenaghen, durante una conferenza che vede tra i relatori il vignettista svedese Lars Vilks, nel mirino per alcune illustrazioni satiriche sull’Islam. Nell’attacco, l’attentatore uccide tre persone e si dette alla fuga.
Poco dopo la mezzanotte, l’uomo apre nuovamente il fuoco di fronte alla Grande Sinagoga di Copenaghen, uccidendo una persona. Inseguito dalla polizia, l’attentatore viene ucciso dalle forze dell’ordine in uno scontro a fuoco in un quartiere nord ovest della capitale danese.


SAINT-QUENTIN-FALLAVIER, 26 GIUGNO 2015

Il 26 giugno del 2015, mentre l’Isis lancia una serie di attentati in diversi paesi del mondo, tra cui due in Siria a Kobane e Hasaka, uno contro un albergo nella località tunisina di Sousse e un altro contro una moschea sciita a Kuwait City, il cittadino francese di origini nordafricane Yassin Salhi decapita il capo dell’azienda presso cui lavora in una fabbrica a Saint-Quentin-Fallavier, nei pressi di Lione.
Successivamente, Salhi lascia alcune bandiere jihadiste nella fabbrica eprovoca alcune esplosioni attraverso la fuoriuscita di gas chimici dello stabilimento, che causano il ferimento di due persone. Dopo essere stato arrestato, Salhi si suicida in carcere alcuni mesi dopo.


TRENO THALYS AMSTERDAM-PARIGI, 21 AGOSTO 2015

Il 21 agosto del 2015 Ayoub El Khazzani, un marocchino conosciuto alle autorità francesi, fa irruzione armato di mitra sul treno Thalys tra Amsterdam e Parigi. L’uomo viene fermato da alcuni passeggeri e consegnato all’autorità senza fare vittime ma ferendo quattro persone. El Khazzani sostiene di aver compiuto l’irruzione a scopi di rapina e di aver trovato le armi per caso, ma secondo le autorità francesi questa versione non plausibile e considerano il gesto collegato al terrorismo islamico.


PARIGI, 13 NOVEMBRE 2015

Il 13 novembre del 2015 Parigi viene sconvolta da una serie di attentati compiuti dall’Isis che portano all’uccisione di 130 persone. Alcuni terroristi si fanno esplodere nei pressi dello Stade de France di Saint Denis, durante una partita di calcio amichevole tra la nazionale francese e quella tedesca alla presenza del presidente Francois Hollande.
Contemporaneamente, diversi commando aprono il fuoco su alcuni ristoranti nella zona ovest del centro di Parigi. Un altro gruppo armato, invece, fa irruzione nel teatro Bataclan, durante un concerto della band Eagles of Death Metal. Solo in questo luogo perdono la vita 89 persone.
Nei giorni successivi, le forze dell’ordine di Francia e Belgio realizzano diverse retate alla ricerca di persone collegate con gli attacchi di Parigi. Il 18 novembre la polizia francese assedia un covo jihadista nel sobborgo parigino di Saint-Denis, in cui rimane ucciso Abdelhamid Abaaoud, considerato la mente degli attentati di Parigi. L’attentato viene rivendicato dal sedicente stato islamico.
Marocchino
https://it.wikipedia.org/wiki/Abdelhamid_Abaaoud
https://it.wikipedia.org/wiki/Attentati ... embre_2015



LONDRA, 5 DICEMBRE 2015

Il 5 dicembre 2015 un uomo accoltella tre persone nella fermata della metropolitana di Londra di Leytonstone, dopo aver gridato “questo è per la Siria”. Due persone restano ferite.
???


PARIGI, 7 GENNAIO 2016

Il 7 gennaio del 2016 un uomo armato di coltello si lancia contro una stazione di polizia a Parigi armato di coltello gridando “Allahu Akbar”, nel giorno dell’anniversario dell’attentato contro la redazione di Charlie Hebdo. L’uomo viene ucciso dalla polizia, che non trova addosso altre armi oltre al coltello.
Tunisino
http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/20 ... d=ACs8af5B



BRUXELLES, 22 MARZO 2016

Il 22 marzo del 2016, quattro giorni dopo l’arresto avvenuto a Bruxelles di Salah Abdeslam, unico sopravvissuto degli autori dell’attentato di Parigi del 13 novembre, l’Isis colpisce nella capitale belga con un duplice attentato.
Durante la mattina, due uomini si fanno esplodere presso l’aeroporto di Zaventem, mentre un altro si fa saltare in aria presso la stazione della metropolitana di Maelbeek, a poche centinaia di metri dalle sedi dell’Unione europea. Nell’attentato muoiono 35 persone.
Marocchino
https://it.wikipedia.org/wiki/Salah_Abdeslam



MAGNANVILLE, 13 GIUGNO 2016

Il 13 giugno del 2016 Larossi Aballa, un cittadino francese di origini marocchine, uccide con un coltello un poliziotto francese e la propria moglie nel sobborgo parigino di Magnanville. L’uomo, rimasto asserragliato sul luogo del delitto,viene poi ucciso dalle forze dell’ordine in un raid.


NIZZA, 14 LUGLIO 2016

Il 14 luglio del 2016 un uomo, Mohamed Lahouaiej Bouhalel, cittadino francese nato in Tunisia, attraversa il lungomare di Nizza a bordo di un camion alla velocità di 80 chilometri orari durante le celebrazione della festa nazionale francese in cui si ricorda la presa della Bastiglia, episodio culmine della Rivoluzione Francese.
L’uomo viene stato ucciso dalla polizia dopo aver ucciso oltre 80 persone. L’attentato viene rivendicato dal sedicente stato Islamico.


WURZBURG, 18 LUGLIO 2016

Un 17enne afghano armato di ascia sale a bordo di un treno nella città tedesca di Wurzburg, colpendo diversi passeggeri al grido di “Allahu Akbar”. L’uomo dopo aver ferito cinque persone viene ucciso dalla polizia. L’attentato viene rivendicato dal sedicente stato Islamico.


ANSBACH, 24 LUGLIO 2016

Mohammed Daleel, un rifugiato siriano di 27 anni che aveva giurato fedeltà all’Isis, fa esplodere un ordigno artigianale fuori dall’ingresso di un festival musicale ad Ansbach, in Baviera. L’attacco ferisce 15 persone e causa la morte dell’attentatore.


ROUEN, 26 LUGLIO 2016

Due uomini armati di coltello fanno irruzione durante la messa in una chiesa nella zona di Saint-Etienne-de-Rouvray, a Rouen, uccidendo il parroco e prendendo in ostaggio le persone presenti. I due uomini sono stati uccisi in un blitz delle teste di cuoio francesi. Secondo il governo francese, gli attentatori erano legati all’Isis.
Uno era di origine algerina
https://www.giornalettismo.com/archives ... -khermiche
https://www.panorama.it/news/esteri/fra ... iesa-rouen
https://it.wikipedia.org/wiki/Attentato ... du-Rouvray



BERLINO, 19 DICEMBRE 2016

La sera di lunedì 19 dicembre, un camion si lancia sulla folla del mercatino di Natale di Berlino provocando 12 morti e 56 feriti. L’attacco è avvenuto intorno alle 20.15 a Breitscheidplatz, nei pressi della Kurfuerstendamm, vicino alla chiesa intitolata al Kaiser Guglielmo, nella zona più commerciale della parte occidentale della città.
Tunisino
https://it.wikipedia.org/wiki/Attentato ... embre_2016



ISTANBUL, 1 GENNAIO 2017

La notte di Capodanno 2017, un aggressore entra nella discoteca Reina sparando contro la folla. Il bilancio è di 39 morti e di 69 feriti. L’attentatore viene ucciso dalla polizia. Il 2 gennaio il sedicente stato Islamico rivendica l’attentato.
???


LONDRA, 22 MARZO 2017

Un Suv travolge alcune persone davanti a Westminster, sul ponte che dal parlamento attraversa il Tamigi davanti al Big Ben. L’uomo alla guida del veicolo poi a piedi si dirige verso il parlamento. Lì aggredisce a morte con un coltello un poliziotto di guardia prima di essere ucciso a colpi di pistola da due agenti in borghese.
Nell’attentato muoiono quattro persone e altre 40 restano ferite. L’attentatore è Khalid Masood, 52 anni nato in Inghilterra e abitante a Birmingham. Sposato con tre figli, era un insegnante con precedenti penali ma mai colpevole di atti di terrorismo.
Africano
https://www.huffingtonpost.it/2017/03/2 ... 76846.html



SAN PIETROBURGO, 3 APRILE 2017

Un kamikaze, identificato come il cittadino russo Akbarzhon Jalilov nato in Kirghizistan, si fa esplodere nella metro di San Pietroburgo, la seconda città più grande della Russia. Il bilancio è di 14 morti. Domenica 16 aprile Abror Azimov ammette di essere l’organizzatore dell’attentato nella metropolitana e di aver addestrato il giovane kamikaze.


STOCCOLMA, 7 APRILE 2017

Un camion si lancia contro la folla nel pieno centro di Stoccolma, uccidendo quattro persone e ferendone altre quindici. Il camion poi si schianta contro un grande magazzino della via commerciale di Drottninggatan.
Il furgone apparteneva a una azienda di birre ed è stato rubato al suo conducente durante un giro di consegne.
Usbeko
https://it.wikipedia.org/wiki/Attentato ... a_del_2017



MANCHESTER, 22 MAGGIO 2017

Un kamikaze si fa esplodere a Manchester al termine del concerto della cantante statunitense Ariana Grande nella Manchester Arena, causando la morte di 22 persone e il ferimento di altre 59. L’attentatore suicida si chiama Salman Abedi, 23 anni, britannico di origini libiche. Un altro attentatore viene arrestato il 23 maggio.


LONDRA, 3 GIUGNO 2017

Alle 22, ora locale, un furgone bianco investe i pedoni a London Bridge, poi tre uomini escono fuori dal veicolo e accoltellano i passanti nei pressi di Borough Market, in Borough High Street. A quel punto i tre assalgono a colpi di armi da taglio i clienti di diversi ristoranti e locali della zona. Dopodiché vengono neutralizzati dalla polizia.
Il bilancio è di otto morti e 48 feriti. Il sedicente stato Islamico rivendica l’attentato.
Marocchini
http://www.repubblica.it/esteri/2017/06 ... -167708412



PARIGI, 6 GIUGNO 2017

Intorno alle 16:20 di martedì 6 giugno, un poliziotto viene colpito a martellate da un aggressore davanti alla basilica parigina di Notre Dame. L’attentatore viene ferito da colpi di arma da fuoco della polizia, rimanendo ferito al suolo. L’aggressore, Farid Ikken, un algerino di 40 anni, e il poliziotto colpito riportano solo delle ferite.


PARIGI, 19 GIUGNO 2017

Alle 15:40, sugli Champs-Élysées, un’auto Renault Megane si lancia a forte velocità contro un furgone della Polizia che trasportava una decina di gendarmi.
L’auto investitrice prende fuoco nello scontro, senza però causare ferite ai militari del furgone. L’autista della Renault viene estratto dalla vettura ma muore poco dopo “per arresto cardiorespiratorio”.
L’uomo, 31 anni nato in Francia ma di origini tunisine, si chiamava Adan Lofti Djaziri. Aveva prestato giuramento all’Isis. Nella sua auto vengono trovate armi e migliaia di munizioni.


BRUXELLES, 20 GIUGNO 2017

Poco prima delle 21:00, un trolley esplode all’interno della stazione centrale di Bruxelles, innescato da un attentatore che viene poi ucciso dalla polizia. La piccola esplosione non causa né vittime né feriti. L’autore del fallito attentato è un cittadino marocchino di 37 anni residente nel comune belga di Molenbeek.


MILANO, 17 LUGLIO 2017

Un poliziotto delle volanti viene ferito lievemente con una coltellata poco prima delle 13 in piazza Luigi di Savoia, davanti all’ingresso della stazione Centrale di Milano. L’attentatore è un uomo di 31 anni, che lo colpisce con una pugnalata alla schiena. Il giubbotto antiproiettile, fortunatamente, ha protetto l’agente che è rimasto ferito a una spalla in modo lieve. Il capopattuglia della volante, invece, un 49enne, rimane illeso.
L’attentatore si chiama Saidou Mamoud Diallo è un 31enne della Guinea. Ha precedenti per lesioni e resistenza ed era già stato colpito da un ordine di espulsione emesso il 4 luglio dal questore di Sondrio. Mentre viene accompagnato in Questura, Diallo urla agli agenti: “Voglio morire per Allah”.


AMBURGO, 28 LUGLIO 2017

Una persona viene uccisa e diverse altre vengono ferite dopo che un uomo armato di coltello aggredisce i clienti di un supermercato ad Amburgo, in Germania. Il 26enne reposabile del gesto è nato negli Emirati Arabi Uniti ed è un richiedente asilo che aveva già fatto domanda come rifugiato in Norvegia, in Svezia e in Spagna.
L’asilo gli era stato rifiutato in tutti e tre questi paesi, esattamente come in Germania, paese da cui non era stato rimpatriato in quanto sprovvisto di documenti.


BARCELLONA 17 AGOSTO 2017

Intorno alle ore 17 di giovedì 17 agosto, un furgone bianco di marca Fiat travolge la folla sulla Rambla di Barcellona provocando 14 morti e 130 feriti. Il guidatore, attualmente ancora ricercato, è stato descritto come un uomo armato, di almeno un metro e settanta, con una maglietta a strisce blu. Il sedicente stato Islamico rivendica l’attacco.
Marocchini
https://www.ilmessaggero.it/primopiano/ ... 21766.html



CAMBRILS, 18 AGOSTO 2017

Verso l’una di notte del 18 agosto, la polizia catalana ferma un attacco a Cambrils, città catalana che si trova a 120 chilometri a sud di Barcelona. Cinque persone e un agente sono rimasti feriti, una donna è morta e cinque attentatori sono stati uccisi durante uno scontro a fuoco con la polizia che ha sventato il secondo attentato. I terroristi hanno cercato di fuggire a piedi dopo essere usciti dal veicolo. Ne è seguito un confitto a fuoco durante il quale gli agenti hanno sparato uccidendo i quattro presunti attentatori e ferendone un quinto, morto successivamente.
Marocchini
http://www.ilgiornale.it/news/mondo/spa ... 31595.html


TURKU, 18 AGOSTO 2017

Due uomini di nazionalità marocchina hanno iniziato ad accoltellare i passanti nel centro della città finlandese di Turku, uccidendo due persone e ferendone otto prima di venire fermati dalle autorità. Le indagini sul movente sono ancora in corso, ma sono forti i sospetti che il gesto sia maturato nell’ambito radicalismo islamico, dal momento che il profilo dei due assalitori combacia sotto molti aspetti con quello di numerosi soggetti monitorati dalle forze di sicurezza locali.


LONDRA, 15 SETTEMBRE 2017

Intorno alle 9 di mattina un ordigno rudimentale è esploso in un vagone della District Line alla fermata Parsons Green, nell’ovest della capitale britannica. L’attacco è stato rivendicato dall’Isis, mentre le autorità sono ancora alla ricerca degli autori dell’attacco.
???
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Re: Crimini dei nazisti maomettani marocchini in Europa

Messaggioda Berto » ven mar 30, 2018 8:19 am

Nazismo maomettano = Islam = dhimmitudine = apartheid = razzismo = sterminio
viewtopic.php?f=188&t=2526

Il razzismo anti Nativi e Indigeni europei
viewtopic.php?f=25&t=2372
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Re: Crimini dei nazisti maomettani marocchini in Europa

Messaggioda Berto » ven mar 30, 2018 8:20 am

Jihadisti tałiani
viewtopic.php?f=188&t=1887


Marocchino cacciato dall'Italia: "Ricorrerò contro l'espulsione ma il Califfato opera nel giusto"

Senza peli sulla lingua, il giovane espulso dal Paese, difende l'Isis e il suo operato. Però vuole tornare a Varese, dove abitano i suoi fratelli. Sostieni il reportage
Anita Sciarra - Ven, 27/03/2015

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/mar ... 10323.html

"Farò ricorso contro l'espulsione". A parlare è Oussama Khachia, 30 anni, il ragazzo marocchino allontanato dall'Italia perchè accusato di propaganda pro Isis. Il giovane è stato raggiunto a Casablanca, dove risiede ora, da Varese News, che lo ha intervistato.

Dalla conversazione con il giornalista, andata avanti su WhatsApp per giorni, sono venute fuori parole dure. "Il Califfato unisce i musulmani e fa ritornare la Giustizia divina sulla Terra - ha affermato il 30enne - si eliminano i confini che ci hanno disegnato dopo il 1924 e si eliminano tutti i dittatori arabi che piacciono tanto all'Occidente. Verrà applicata la famosa sharia islamica. Il Califfato sulla metodologia profetica è una profezia del Profeta Muhammad che si è avverata dopo 1400 anni. Non esisteranno più le leggi fatte dall'uomo e non ci potrà esser corruzione. Non ci sono immunità né tantomeno amicizie. Quindi stiamo parlando della fine della democrazia".

Poi ha spiegato che "Il Khalifah Ibrahim ha invitato tutti i musulmani del mondo a emigrare nel Califfato, nello stato dei musulmani, uno stato che non applica la dementocrazia ma la Sharia, quindi è obbligatorio per i musulmani emigrare nello Stato Islamico. Sopratutto dottori, medici, ingegneri e posizioni alte. C'è tanto da costruire, costruire, non c'è solo il combattimento. Bisogna aiutarci tra fratelli".

Quanto alla pericolosità dell'Isis, Oussama ha spiegato che "L'Isis è lo specchio dell'occidente in alta definizione, sta proponendo in HD quello che l'Occidente ha fatto ai musulmani dal 1924 fino ad oggi. Colonizzazione francesi, inglesi e invasioni statunitensi, russe hanno contribuito ad alimentare questa scintilla che è poi scoppiata in Iraq. L'Isis sta liberando i paesi musulmani dai pupazzi occidentali è per questo che lo si vede come un esercito nazista, perché nonostante abbia tutti i criminali di guerra del mondo contro, avanza e si rafforza. In ogni guerra vi sono atrocità. Anche a noi ci fa paura la democrazia, perché dietro a questa parola si nascondono i più grandi di crimini commessi nel ventesimo secolo. Compreso il milione di musulmani uccisi dai marines in Iraq per colpe che non hanno mai avuto".

Non ha peli sulla lingua il giovane marocchino che pure vuole rientrare in Italia e definisce la sua espulsione un'ingiustizia. Sulla lotta contro i curdi specifica che "un esercito addestrato dal Mossad non potrà mai difendere la propria terra, ma è un mercenario al soldo del potente di turno. La crociata in Iraq (parole di Bush) ci ha insegnato i ruoli delle milizie settarie sciite e il ruolo dei Pesh". E le informazioni che giungono in Italia riguardo alle violenze sulle donne yazide sarebbero false, filtrate ed elaborate dalla "stampa di partito" che "fa bene il proprio dovere".

In Italia Oussama avrebbe voluto continuare a "fare da tramite. Il filo bianco che cuce le 2 stoffe. Altrimenti un reporter della seconda generazione, controinformazione indipendente - ha puntualizzato - nel senso che non tirerei l'acqua al mio mulino ma, come è già capitato in passato, mi occuperei di smentire notizie false arrivate dal Medio Oriente".

Il giovane non crede che qualcuno, ammirando l'Isis, possa compiere atti violenti in Italia. "Più che altro accade il contrario- aggiunge- qualsiasi cosa succede nel Medio Oriente, i primi a pagarne il prezzo sono i musulmani. Leggi speciali, carceri speciali e clima insopportabile. Dopo i fatti di Charlie Hebdo in Francia dopo 3 giorni si sono registrati 50 attacchi ai musulmani e ai luoghi di culto. Per risolvere il problema della radicalizzazione bisogna guardare al passato e farsi un bagno di umiltà e un esame di coscienza. Tanti vengono radicalizzati da Hollande, Bush, Blair e non certo per il personaggio del 2014".

Ha anche ammesso che "I video delle decapitazioni sono verissimi. Possiamo esser d'accordo o meno. Però, come dicono gli analisti che seguono il conflitto, sono efficaci. Due giapponesi hanno fatto ritirare il Giappone dall'alleanza. il governo è in crisi e l'opinione pubblica giapponese non è certo quella provinciale e bigotta come quella nostrana, quindi è in linea contro Shinto Abe e non biasima lo Stato Islamico".

Altro discorso varrebbe per gli americani: "La decapitazione di Foley è avvenuta dopo che USA hanno tradito i patti con L'Islamic State. Mi spiego meglio. Gli USA affermano di non trattare con i terroristi ma per un sergente americano hanno fanno uno scambio 5 talebani. Per Foley c'erano contatti e patti. La madre, Diane Foley aveva la speranza che fosse liberato il figlio, mentre il pentagono ha dato il via ad una missione segreta per liberare James senza avvisare la madre. Così fallì la missione e furono uccisi durante l'operazione notturna 11 musulmani tra cui 5 combattenti dello Stato Islamico, firmando così la condanna di James Foley". Per questo"Ogni persona con cervello informata direbbe che che ad aver ucciso Foley sia stato il suo stesso governo, che tratta con i terroristi solo a giorni dispari. Infatti le ultime parole di James sono chiavi di lettura della drammatica vicenda. Per Foley fu richiesta la scarcerazione di Afiya Siddiq (dottoressa) catturata e imprigionata tuttora in Texas. Quindi scambio di prigionieri. Mentre il traditore è colui che tradisce i patti e mette a repentaglio la vita dei suoi cittadini e si assume tutte le responsabilità. Ecco, condanno chi tratta e poi a metà strada tradisce".

Però, sul suo conto, sottolinea:"Oussama non ha commesso nessun reato, tranne quello di avere un'opinione diversa dagli altri".

Lui nel Califfato non ci sarebbe mai stato, spiega, però " sono sincero, vorrei davvero vedere cosa succede dentro con i miei occhi, non solo il dramma, ma anche la vita quotidiana, come lo vorrebbe qualsiasi reporter di guerra indipendente insomma".
Quanto a Varese, dice che era la sua città, "Facevo una vita semplice, otto o nove ore di lavoro, due o tre partitelle a calcetto alla settimana. Non sono mai stato minacciato in quanto musulmano. Assolutamente. Mia sorella però una volta è stata malmenata mentre andava a lavorare. Per il velo, così ingiustamente durante un clima teso d'islamofobia mentre andava a lavorare".
L'Italia gli manca: "Mi mancano pizzoccheri e la pizza di Zei a Varese. In realtà mi manca la mia famiglia, e mi manca il mio lavoro".



Il jihadista italiano su Facebook: "Voi del Giornale siete morti..."
Espulso dall'Italia due mesi fa, un sodale degli arrestati di Torino si sfoga sui social contro Sallusti e il nostro quotidiano: "Squallidi vermi, zombie che camminano". Sostieni il reportage
Luca Fazzo - Sab, 28/03/2015
http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 10516.html

Dopo i proclami di guerra e di vittoria, ecco gli avvertimenti ai giornalisti, passaggio classico e inevitabile degli estremisti di ogni razza e colore.

Nello scenario aperto dalla inchiesta della procura di Brescia sulla cellula italiana che reclutava combattenti per l'Isis, fa irruzione via Facebook il messaggio di Oussama Kachia, il jihadista espulso da Varese due mesi fa, legato a filo doppio a Halili el Mahdi, torinese, autore del primo proclama in italiano per la guerra santa, arrestato martedì insieme a due reclutatori di combattenti. Khachia è stato espulso dall'Italia per i suoi proclami a favore dell'Isis, è riparato in Marocco, poi si è spostato di nuovo, ma continua a seguire in presa diretta quanto accade in Italia. L'altro ieri aveva mandato il suo post di solidarietà al compagno arrestato, «la notte della giustizia è stata lunga ma l'alba della vittoria la vediamo vicina». Ieri il Giornale riporta il suo messaggio.

E nel giro di poche ore ecco, sempre su Facebook, la reazione di Oussama: «Non esiste un quotidiano più squallido e spregevole del Giornale », scrive. Attacca Alessandro Sallusti e Daniela Santanchè, parlamentare del Pdl. E poi passa al giornalista che ha riportato i suoi scritti: «Hai proprio una faccia da... troppo facile infierire sui vermi. Non hai dignità, però rispecchi il genere di giornalismo spazzatura italiano. Poca professionalità e tanta codardia. Zombie, tu fai parte della categoria dei giornalisti che camminano, ma sono MORTI, sono vuoti dentro. Non avete anima e mai avrete anima». É una fissazione, quella di Oussama per i giornalisti-zombie: «É una guerra, i morti ci sono, tra i morti ci sono quelli che camminano chiamati anche giornalisti», aveva scritto pochi giorni dopo la sua espulsione dall'Italia. E non si capiva se era un giudizio o una promessa.

Ma chi è, Oussama Khachia? Trentun anni, marocchino, operaio in una fabbrica della provincia di Varese, apparentemente integrato: ma in realtà figlio d'arte, perché suo padre Brahim già nel 2006 era stato perquisito nell'ambito di una inchiesta sulla galassia integralista, ed era considerato tra i discepoli dell'imam varesino Zergout Abdelmajid, arrestato nell'operazione Revenge nel 2008 e consegnato alle autorità del Marocco per scontare una condanna. Oussama Kachia raccoglie l'eredità del padre e si spinge più in là: diventa un «ripetitore», come vengono definiti gli ultrà che svolgono la funzione chiave di rimbalzare sui social network i messaggi della propaganda jihadista. Nel giro di poco tempo, sul suo account twitter scarica oltre ventitremila messaggi. Quando vien espulso dall'Italia con provvedimento d'urgenza del ministero dell'interno, ripara in Marocco. E da lì rilascia una lunga intervista al sito Varesenews dichiarando il suo amore per l'Isis («il Califfato unisce i musulmani e fa ritornare la giustizia divina sulla Terra») e difendendo persino i video delle decapitazioni, («possiamo esser d'accordo o meno però come dicono gli analisti che seguono il conflitto sono efficaci, due giapponesi hanno fatto ritirare il Giappone dall'alleanza»).

É in questo universo di fanatici che si muovono le indagini delle procure, in attesa che parta il coordinamento centrale delle inchieste. É un coordinamento richiesto a gran voce da chi sul campo tiene monitorato quanto si muove nell'ambiente integralista. E che ha maturato una convinzione: dare la caccia ai propagandisti del terrore vuol dire attaccare anche il braccio armato, quello operativo, perché - come dimostra l'indagine bresciana - sono due facce della stessa medaglia.



"La nostra vittoria è vicina". Così parlano i jihadisti d'Italia
Da ragazzi qualunque a terroristi che arruolavano martiri anche tra i minorenni. I giudici: "Erano pronti a morire e uccidere. Il pericolo è serio". Sostieni il reportage
Luca Fazzo - Ven, 27/03/2015
http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 10073.html

Non mollano la presa, non si arrendono. Halili el Mahdi, il ragazzo di Torino che ha scritto il primo proclama dell'Isis in lingua italiana, è in galera per propaganda terrorista.

Ma il suo amico Oussama Khachia, espulso dall'Italia un mese fa, continua dal suo rifugio a stargli vicino. E anche ieri gli manda un messaggio via Facebook: «Un giorno in sha Allah finirà tutta questa ingiustizia, caro fratello mio abbi pazienza. La notte dell'ingiustizia è stata lunga ma l'alba della Vittoria la vediamo vicina».

Sono convinti di vincere. Ed anche in questa certezza sta la forza delle cellule italiane dell'Isis: «Tale esaltazione - scrive il giudice che ha ordinato gli arresti dell'altro ieri - risulta particolarmente efficace nella prospettiva del reclutamento e dell'adesione di nuovi soggetti alla causa terroristica, ove si consideri che il messaggio di propaganda si rivolge soprattutto ai giovani musulmani residenti in Italia, i quali sia per le comuni difficoltà di inserimento sia per la problematica congiuntura economica si trovano sovente ad affrontare una condizione di emarginazione sociale».

É lì, tra gli adolescenti delle nuove banlieu italiane, che i reclutatori dell'Isis hanno pescato i foreign fighters partiti per il fronte, come Anas el Abboubi, il ragazzo bresciano che oggi combatte sotto il nome di «Anas l'Italiano», ma anche come Maria Giulia Sergio «Fatima», la giovane di Inzago arruolata anche lei per la guerra santa nei mesi scorsi. Un filo sotterraneo lega gli uffici di reclutamento sparsi per l'Italia, e gli integralisti di etnia albanese svolgono un ruolo chiave: sono zio e nipote albanesi, Alban e Elvis Elezi, a far partire el Abboubi, e persino ad arruolare un ragazzino di 17 anni come Mahmoud Ben Ammar; e albanese è il secondo marito di Maria Giulia Sergio, quello che ne produce la conversione all'Islam più radicale. Secondo i nostri 007, il marito della Sergio ha stretti contatti con i suoi connazionali che vivono in Toscana, nella zona di Monteroni d'Arbia, dove martedì è stato perquisito un propagandista nell'ambito del bliz coordinato dalla procura di Brescia.

Quello che ha stupito gli investigatori bresciani quando hanno iniziato a scavare sulla doppia vita dei reclutatori è stata la rapidità dell'evoluzione: da ragazzi qualunque, a fanatici della guerra santa e del martirio. Mio figlio «mi ha detto di non voler tornare, e ha dato appuntamento in paradiso a tutti coloro che l'hanno sentito», racconta il padre di Anas el Abboubi il 18 dicembre 2013. Pochi giorni dopo, l'11 gennaio 2014, il ragazzo si fa vivo dal fronte, usando un cellulare siriano; al padre che gli chiede se vive in un sotterraneo risponde: «Come sotterraneo? Siamo davanti al nemico, mica siamo venuti qua a scherzare. Ci sono solo spari e missili e guardia. Lo stato islamico, grazie ad Allah, li ha massacrati e li ha cacciati via».

Sono pronti a uccidere e a morire: anche i due ragazzi di Torino arrestati l'altro ieri, Halili el Mahdi e il suo compagno di scuola Elvis Elezi. Mentre Halili scrive proclami, Elvis individua e arruola. Un suo cugino, Idajet Balliu, è morto combattendo sotto le bandiere di Dawla Islamia, la formazione di terroristi albanesi comandata dal kossovaro Lavdrim Muhaxerri, protagonista di una lunga serie di atrocità in difesa dell'Isis. La foto del suo cadavere nella bara viene inviata alla famiglia con un messaggio: «Allah ti ha portato la gioia con un fratello martire». Dopo la morte di Idajet, l'attività di reclutamento di Elvis e suo zio Alban si è fatta ancora più intensa. Dall'Italia il percorso porta a Tirana, quindi a Istanbul e da lì a Gaziantep, l'aeroporto più a ridosso del confine siriano. Su questa strada doveva essere avviato anche Mahmoud, il minorenne di Gallarate. Elezi ne parla con un complice «É minorenne, comunque non è lì il problema perché si può fare in sha Allah ».

Il ragazzino viene irretito, quasi senza sforzo. E a stupire ancora gli investigatori c'è un dettaglio: a convincerlo è un filmato (tuttora reperibile sul web, https://archive.org/details/nenwa_22) con scene di addestramento di adolescenti di una brutalità sconcertante. I ragazzini vengono presi a bastonate e a calci dall'istruttore incaricato di trasformarli in combattenti. Che a un diciassettenne di Cermenate questo sia apparso non un incubo ma un sogno da realizzare, è uno degli elementi che fa scrivere al giudice Bonamartini del «serissimo pericolo» che l'Italia corre.


Immigrazione, Ucoi: "Ricorsi in Italia e Ue contro l'espulsione degli islamici"
L'Ucoi annuncia battaglia: "Chi è stato espulso non ha avuto un giusto processo, ora partiranno i ricorsi"
Mario Valenza - Dom, 26/04/2015
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 20714.html

Gli islamici che vivono in italia non hanno accettato le espulsioni dei loro "fratelli" accusati di terrorismo.
Così adesso promettono battaglia e ricorsi in tribunale per farli rientrare. "Ci saranno ricorsi in sede italiana ed europea affinchè ai presunti terroristi espulsi dall’Italia sia garantito un giusto processo. Non è compito dell’Ucoi, ma abbiamo notizia che sul territorio associazioni di diritti civili si impegneranno in quella direzione perchè a nostro avviso non sempre lo stato di diritto è stato rispettato", ha annunciato Izzedine Elzir presidente Ucoi, intervistato da Klaus Davi, conduttore di KlausCondicio.

"Ripeto non sarà l’Ucoi, ma associazioni di volontariato che faranno valere lo stato di diritto", ha aggiunto. Insomma espellere dal nostro paese chi pianifica attentati o ha rapporti con cellule jihadiste sarebbe un "atto di ingiustizia". Ma la mossa dell'Ucoi non è l'ultima su questo fronte. Solo qualche giorno fa Oussama Kachia, il trentenne marocchino residente nel Varesotto espulso da Alfano per le dichiarazioni su Facebook a favore dell'Isis e che aveva rivolto minacce pesanti a Il Giornale, ha presentato ricorso contro il provvedimento di espulsione. In questo momento l'uomo si trova in Marocco, ma il suo avvocato ha già presentato ricorso al Tar del Lazio.






Marocchino -Terrorista dell’Isis in manette a Torino: “Ecco come preparare un camion bomba”
federico callegaro
2018/03/28

http://www.lastampa.it/2018/03/28/crona ... agina.html

«Sono fiero di andare in carcere per Allah». Sono le prime parole di Elmahdi Halili entrando in questura a Torino in manette tra gli uomini della Digos incappucciati.

È lui il nuovo profeta dell’Isis via web secondo un’operazione antiterrorismo della Digos di Torino, scattata nei confronti di appartenenti agli ambienti dell’estremismo islamico stanziati nel nord Italia. Gli investigatori hanno arrestato con l’accusa di partecipazione all’associazione terroristica dello Stato Islamico Elmahdi Halili 23enne marocchino naturalizzato italiano, residente a Ciriè, già finito nel 2015 nel mirino di un’inchiesta della procura di Brescia per la diffusione di materiale di propaganda a favore dell’Isis. Con lui, sono finiti nella rete degli investigatori altri stranieri ed italiani convertiti all´islamismo attivamente impegnati in una campagna di radicalizzazione e proselitismo condotta soprattutto sul web. Nel materiale sequestrato a casa del presunto terrorista anche le istruzioni per usare le armi bianche e soprattutto preparare camion bomba, cosa , quest’ultima , che ha fatto innalzare il livello di attenzione degli inquirenti.

L’operazione della polizia è stata coordinata dalla Procura di Torino, con il supporto degli uffici di polizia di Milano, Napoli, Modena, Bergamo e Reggio Emilia. È stata data esecuzione ad un´ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip che ha compreso 13 perquisizioni domiciliari e personali nei confronti di appartenenti agli ambienti dell´estremismo islamico stanziati nel nord Italia. L’indagine della Digos ha avuto il supporto del Servizio per il Contrasto dell´Estremismo e del Terrorismo Esterno dell´Ucigos. «In sostanza questo soggetto - spiega il questore di Torino, Francesco Messina - ha continuato a svolgere con diversa intensità, con una strategia precisa, forme di proselitismo, passando da una fase di autoidottrinamento traendo materiale dal web, arrivando poi ad un livello più preoccupante facendo traduzioni in italiano di brani e documenti di proselitismo, prende contatto con altri soggetti, cerca nuovi adepti per lo Stato Islamico. Questa sua attività ci ha indotti ad intervenire con sollecitudine».

L´indagine della Polizia di Stato nasce a fine 2015, quando il giovane era stato già oggetto di una sentenza di patteggiamento , emessa dal Tribunale di Torino alla pena di due anni di reclusione con sospensione condizionale della stessa per istigazione a delinquere con finalità di terrorismo, avendo redatto e pubblicato sul web alcuni documenti di esaltazione dello Stato Islamico. Le successive attività di indagine avviate dai poliziotti della Digos hanno evidenziato un crescente percorso di radicalizzazione dell´Halili che, nonostante la citata sentenza, aveva addirittura intensificato la sua attività di proselitismo ed indottrinamento mediante il reperimento, la consultazione su diverse piattaforme multimediali e l´archiviazione di vario materiale di propaganda ed inneggiante al Jihad prodotto dallo Stato Islamico.

Tra il materiale confluito negli atti d´indagine vi sono diversi filmati riproducenti le gesta dei mujaheddin in Siria ed Iraq, le cruente esecuzioni operate nei confronti di civili e militari, le rivendicazioni e/o celebrazioni degli attentati di Parigi e Bruxelles nonché gli infervorati sermoni di “predicatori dell´odio” del calibro di Anwar Al-Awlaki, conosciuto anche come “il Bin Laden di Internet”, considerati da Halili come dei veri e propri padri spirituali al pari del portavoce del Califfato Mohamed Al Adnani. Proprio in occasione della diffusione della notizia della morte di AL Adnani, l´arrestato aveva creato e pubblicato su una piattaforma social ad accesso pubblico tre playlist con i messaggi più famosi del defunto portavoce dello Stato Islamico tra cui quello diffuso nel settembre 2014 che veicolava l´ordine dello Stato Islamico di scatenare la campagna del terrore in Europa che ha portato alle stragi compiute a partire dal gennaio 2015.


Marocchino il terrorista - Francia, legione d'onore al poliziotto eroe morto nell'attentato di Trebes
2018/03/28
https://www.tpi.it/2018/03/28/francia-l ... ato-trebes
Il 28 marzo 2018 a Parigi è stata organizzata una cerimonia in memoria di Arnaud Beltrame, il poliziotto morto per le ferite riportate in seguito all’attentato rivendicato dall’Isis del 23 marzo a Trebes, nel sud della Francia.
Il colonnello, 45 anni, si era offerto come ostaggio al posto di una donna nel corso di una situazione con ostaggi in un supermercato francese.
Con il suo gesto, il gendarme aveva portato alla fine dell’attacco che ha causato la morte di 4 persone, compreso l’attentatore, il marocchino Redouane Lakdim, poi ucciso dalle forze di sicurezza francesi.
A Beltrame è stato concesso il più alto riconoscimento francese, la legione d’onore. La cerimonia commemorativa si tiene in piazza Les Invalides, alla presenza del presidente della Repubblica, Emmanuel Macron.
La salma dell’uomo sarà poi nuovamente trasferita nella sua città, Carcassone, a pochi chilometri da Trebes, per il funerale.
Macron ha detto che il poliziotto “è caduto come un eroe” dopo aver mostrato “coraggio eccezionale e altruismo”. “Ha combattuto fino alla fine e non ha mai mollato”, meritando “il rispetto e l’ammirazione dell’intera nazione”, ha aggiunto il presidente.
Anche il ministro dell’Interno francese Gérard Collomb ha elogiato Beltrame, dichiarando che la Francia non dimenticherà mai il suo atto d’eroismo.
Il 23 marzo 2018, Redouane Lakdim, 26 anni, marocchino, si è barricato in un supermercato di Trebes, nel sud della Francia, prendendo in ostaggio diverse persone.
L’uomo, che ha rivendicato la propria appartenenza all’Isis, è stato ucciso dopo circa quattro ore dalle forze speciali intervenute sul posto.
Il bilancio finale dell’attentato è di quattro vittime, compreso il terrorista, e tre feriti.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Crimini dei nazisti maomettani marocchini in Europa

Messaggioda Berto » ven mar 30, 2018 8:21 am

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Re: Crimini dei nazisti maomettani marocchini in Europa

Messaggioda Berto » ven mar 30, 2018 8:22 am

Imam di Venezia, veneti e altro - cattivi maestri
viewtopic.php?f=24&t=1989




Imam marocchino di 51 anni, Mohammed Madad, residente fino a 6 mesi fa nel Reggiano e di recente nel Vicentino

Imam "radicalizzato" espulso dall'Italia per motivi di sicurezza: aveva chiamato la figlia Jihad
L'Huffington
27/07/2016


http://www.huffingtonpost.it/2016/07/27 ... _ref=italy

Un imam marocchino di 51 anni, Mohammed Madad, residente fino a 6 mesi fa nel Reggiano e di recente nel Vicentino, è stato espulso su provvedimento del ministro dell'Interno per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato. Era seguito da tempo dalla Digos della Polizia di Reggio Emilia per il suo atteggiamento radicale, e ultimamente i suoi sermoni a Noventa Vicentina avevano assunto un profilo sempre più antioccidentale. Il sospetto è che potesse anche agevolare il terrorismo internazionale. L'uomo aveva anche chiamato una delle sue figlie Jihad e secondo quanto appreso dall'Adnkronos infliggeva punizioni corporali ai figli minorenni, due maschi e due femmine.

Alle indagini che hanno portato alla espulsione dell'imam di Noventa Vicentina ha collaborato anche la polizia di Vicenza. Madad è stato prelevato ieri da casa, ed è stato imbarcato alle 22.40 su un volo in partenza da Fiumicino e diretto in Marocco. Proprio in ragione della sua sospetta pericolosità gli è stato inflitto il divieto di rientrare in Italia per i prossimi 15 anni.
L'accusa per l'imam di matrice salafita è di essere un sostenitore dell'Islam radicale. L'uomo era da qualche mese alla guida del Centro di preghiera e cultura islamica a Noventa Vicentina, dove era arrivato alla fine dell'anno scorso da Carpineti, sull'Appennino Reggiano. A Reggio Emilia seguiva una comunità religiosa in località Gatta.

Una volta trasferito nel Vicentino, gli accertamenti della polizia - cui era stato segnalato dai colleghi reggiani - hanno constatato la progressiva radicalizzazione dell'imam, i cui sermoni sono diventati sempre più antioccidentali e violenti, miranti anche all'indottrinamento dei minori della comunità.
Madad - che prima di diventare esclusivamente iman aveva fatto l'operaio in una azienda alimentare e poi aveva tentato senza successo di aprire una macelleria islamica - tra le altre cose, in cambio di denaro, faceva anche dei presupposti 'rituali magici'.




Imam infanga la Costituzione: "Rifiuto la cittadinanza italiana"
Un musulmano di 33 anni, imam nella Comunità islamica di Treviso, è stato espulso per "motivi di sicurezza". Si è riufiutato di giurare per il conferimento della cittadinanza italiana
Gabriele Bertocchi - Gio, 08/09/2016

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 04628.html

Un musulmano di 33 anni, segretario della Comunità islamica di Treviso, oltre che imam supplente, in assenza del titolare, è stato espulso per motivi di sicurezza dello Stato.

La decisione è stata presa dal Ministero dell'Interno dopo che l'uomo si è rifiutato di giurare per la cittadinanza. La giustificazione? I principi della nostra Costituzione sono un insieme di peccati per l'islam.
"La Costituzione è incompatibile con i precetti islamici"

L'imam, originario di Casablanca, è stato espulso dall'Italia, come comunicato in una nota del Ministro dell'Interno Angelino Alfano, con un volo da Fiumicino. Il Ministro inoltre ha illustrato i motivi che hanno condotto all'espulsione del musulmano di origine marocchina: "Questa persona si era rifiutata di prestare giuramento per il conferimento della cittadinanza italiana. Decisione, questa, maturata sulla base del convincimento secondo cui c'è piena incompatibilità tra l'osservanza dei precetti salafiti e la fedeltà alla Repubblica, laddove la nostra legislazione sarebbe portatrice di valori inaccettabili per un musulmano vero: un insieme di peccati su peccati come, per esempio, la parità tra uomo e donna".

"In linea con questi sentimenti di avversione verso le nostre regole - prosegue la nota firmata da Alfano - ha disprezzato i principi fondanti la nostra Costituzione e ha invitato persino i suoi familiari e i suoi conoscenti a rifiutare la cittadinanza italiana, proprio come lui aveva fatto". Con queste espulsione, come fanno notare dal Ministero dell'Interno, dal 2015 sono 12 gli imam espulsi, come riportato da Il Messaggero.



Vercelli, marocchino espulso dal Viminale: "motivi di sicurezza"
Residente a Santhià aveva rifiutato la cittadinanza: "Italia paese di miscredenti"
26 Marzo, 2017
http://torino.repubblica.it/cronaca/201 ... 450662/amp

Con un provvedimento firmato dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, è stata eseguita l'espulsione di un cittadino marocchino, per motivi di sicurezza dello Stato, con un volo diretto in Marocco. Con questo rimpatrio, il ventiseiesimo dall'inizio dell'anno, salgono a 158 i soggetti gravitanti in ambienti dell'estremismo religioso, espulsi con accompagnamento alla frontiera dal gennaio 2015 ad oggi. Si tratta di un uomo di 44 anni, residente a Santhià, in provincia di Vercelli, e coniugato con una cittadina italiana convertita all'islam. La coppia ha tre bambini piccoli e vivevano in una casa popolare.
L'uomo era stato segnalato a seguito di approfondimenti investigativi nell'ambito di indagini condotte dalla Digos di Vercelli per aver manifestato un percorso di radicalizzazione che lo aveva portato a considerare l'Italia un paese di miscredenti, non idoneo alla permanenza della sua famiglia tanto che aveva deciso per un breve periodo di tornare in Marocco. Poi era rientrato a Santhià. Ma ultimamente aveva tolto i bambini da scuola. Inoltre, spiega una nota del Viminale, nel 2012 il marocchino aveva rifiutato di prestare giuramento per ottenere la cittadinanza italiana, confidando ad alcuni connazionali che l'accettazione dello status avrebbe offeso la sua religione e che l'osservanza della Costituzione avrebbe violato i dettami shariatici.Le indagini investigative acquisite sulla deriva radicale del cittadino marocchino sono state poi confermate anche da elementi della comunità islamica vercellese, dove in passato ha svolto funzioni di imam. Rintracciato il 25 marzo a Torino, all'esito dell'udienza di convalida, è stato espulso dal territorio nazionale e rimpatriato con un volo diretto in Marocco. Il sindaco di Santhià Angelo Cappuccio precisa: ''L’uomo con la sua famiglia non era più reperibile da oltre un anno: abitava in una casa popolare e noi, dopo la segnalazione della mancata frequenza scolastica da parte dei figli, abbiamo avviato l’iter di controllo''
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Re: Crimini dei nazisti maomettani marocchini in Europa

Messaggioda Berto » ven mar 30, 2018 8:46 am

Marocchini che uccidono e maltrattano la nostra gente e le donne

Crimini e delitti dei clandestini, degli irregolari e di altri stranieri più o meno regolari o in attesa di regolarizzazione o di respingimento
viewtopic.php?f=194&t=1814


Massacro suora in Primiero, arrestati due magrebini.
Andrea Tumiotto | settembre 8, 2017

http://www.lavocedeltrentino.it/2017/09 ... -magrebini

Aggressione inumana e subdola malvagità degli arrestati.

All’alba del 7 settembre 2017 i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia CC di Cavalese e della Stazione CC di Primiero San Martino di Castrozza, su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Trento Francesco Forlenza, hanno dato esecuzione a due misure di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti dei cittadini Marocchini EL HAMZAOUI Noureddine e di ET TAHIRI Mohammed residenti nel Trevigiano. (qui il video dell’arresto)

Le complesse attività investigative sono iniziate a seguito della commissione di una violentissima rapina avvenuta il 9 maggio 2017 nel Comune di Primiero San Martino di Castrozza (TN), ai danni di un’anziana suora ottantenne, avvenuta con particolare efferatezza e brutalità.

Nell’occasione i due malviventi, suonato il campanello dell’abitazione, facevano irruzione all’interno della stessa scaraventando la donna a terra, colpendola con pugni al capo per poi legarle le mani con delle fascette in plastica ed imbavagliarla con del nastro adesivo, quasi a soffocarla al fine di estorcerle informazioni sulla presenza di denaro e preziosi in casa . L’aggressione è stata eseguita con efferatezza e inumanità difficilmente riscontrabili in casi del genere.

La ricerca di ori e contanti del commando all’interno dell’abitazione, non andava a buon fine per cause non dipendenti dalla loro volontà, in quanto la donna non deteneva alcunché.

Sotto la direzione del Sost. Proc. Alessandra Liverani, La Stazione CC di Primiero S.M.C., in stretta sinergia con il Nucleo Operativo della Compagnia di Cavalese, dava immediato inizio ad una penetrante indagine a 360 gradi, che sin da subito si indirizzava su due magrebini notati nella zona, in orario compatibile all’evento delittuoso.

In tal senso i carabinieri avviavano prolungate attività sia tecniche e sia di pedinamento idonee al monitoraggio dei due marocchini che, incrociate ai risultati di una laboriosa analisi dei dati dal traffico telefonico intercorso sui ponti ripetitori, incrociando le diverse celle della stessa rete telefonica, consentiva di tracciare nel dettaglio la partenza dal Trevigiano del duo criminale alla volta del Primiero, la permanenza sui luoghi del reato in piena coerenza temporale con la rapina, nonché il precipitoso rientro in Veneto dei malviventi.

La minuziosa opera degli inquirenti, ha inoltre consentito di certificare come in passato uno degli indagati si era più volte presentato dall’anziana per vendere delle scope a ”porta a porta”, circostanze che hanno permesso ai criminali di verificare la bontà del bersaglio prescelto, ovvero un anziana ottantenne che viveva da sola perciò facilmente aggredibile.

Lo sviluppo delle investigazioni, ha fatto emergere una tanto inumana quanto subdola malvagità degli arrestati che, in un primo momento hanno catturato la fiducia dell’anziana millantando allucinanti disgrazie famigliari e gravi malattie suscitando un sentimento di compassione e, una volta entrati in confidenza, facevano irruzione all’interno della sua abitazione rapinandola con efferata brutalità e violenza.

Gli incontrovertibili elementi di carattere probatorio raccolti dagli inquirenti, mettevano nelle condizioni il Sost. Proc. della Repubblica dr. Alessandra Liverani di delineare un dettagliato quadro probatorio, avvallato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trento dr. Francesco Forlenza, che emetteva le due ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei citati Magrebini, e del terzo soggetto ancora non identificato.

Le operazioni di cattura dei rapinatori, si sono svolte nella Provincia di Treviso dove gli investigatori Fiemmesi e del Primiero attraverso un’articolata attività di localizzazione, hanno individuato e tratto in arresto pericolosi malviventi.



Chiama due imbianchini immigrati irregolari marocchini: la picchiano e le occupano casa
Claudio Cartaldo - Lun, 16/05/2016

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 59343.html

Una donna malata di Thiene è stata caccitata dalla sua casa da due immigrati cui aveva chiesto di imbiancare le pareti. E la polizia non può cacciarli
Televisore, cucina, camere da letto. Tutto compreso e gratis, anzi: abusivo. Due immigrati nordafricani hanno occupato la casa di una donna malata, dopo aver ricevuto l'incarico di imbiancarle la casa.
Una occupazione a tutti gli effetti, che nessuno può bloccare. Non la donna, che è anche stata picchiata quando ha provato a rientrare nella sua dimora. Né la polizia, che non può intervenire.
Questa, assurda, vicenda viene da Thiene. La giovane donna, Tiziana, ha ereditato la casa e, sperando di poterla rinnovare con una imbiancata, ha chimato due uomini per stendere la vernice. Peccato che, una volta entrati in casa, non ne sono più usciti. Hanno occupato l'appartamento, senza più lasciarlo da oltre un anno.
I due, peraltro, sono pregiudicati per detenzione e spaccio di droga. Conosciuti alle forze dell'ordine che non possono nemmeno intervenire. La cosa ancora più assurda, è che Tiziana è anche costretta a pagare le utenze di luce e gas, per paura di ritorsioni e minacce. "Mi ha aperto un tizio che ha detto di chiamarsi Adil o qualcosa di simile – racconta davanti al picchetto radunato di fronte alla sua casa – sul divano c’era un altro tipo di colore di nome Mohamed. Ho chiesto loro di lasciarmi entrare in casa, ma mi hanno spintonata e scaraventata per terra. Sono finita al pronto soccorso. Ho chiamato i carabinieri. Sono venuti, ma mi hanno detto che non possono fare niente, che la legge impedisce loro di entrare e buttarli fuori. Mi hanno detto che non posso nemmeno cambiare la serratura. Sono due pregiudicati, sono sottoposti all’obbligo di dimora in casa mia. È pazzesco".
E così ieri il "comitato Prima Noi" è andato in aiuto di Tiziana "per capire chi abita la casa occupata della signora che ci ha segnalato l'abuso". "Questa casa va liberata al più presto - commenta Alex Cioni, responsabile del comitato - e riconsegnata alla legittima proprietaria. Diamo una settimana di tempo alle Autorità competenti per fare il loro lavoro, altrimenti chiameremo a raccolta le persone per bene al fine di ripristinare la legalità. L'ultimatum scade sabato prossimo".



Thiene. Esce dalla casa di via Marconi e ne occupa abusivamente un'altra. Denunciato di nuovo Adil Chabab
Giornalisti 23/10/2016

http://www.altovicentinonline.it/cronac ... dil-chabab

Vi ricordate il nordafricano che aveva occupato la casa di via Marconi a Thiene e ne è uscito dopo mesi e mesi costringendo la proprietaria Tiziana Zuccolo ad un’estenuante battaglia legale culminata con il sequestro preventivo dell’abitazione da parte della Polizia Locale?
Ebbene, Adil Chabab ne ha occupata un’altra di casa, questa volta in via Masere e l’altra mattina, quando gli agenti hanno eseguito il blitz, lo hanno trovato mentre dormiva placidamente a letto.
Il marocchino, che è stato denunciato per violazione di domicilio, aveva rotto il vetro di una finestra dell’abitazione sfitta e di proprietà di una coppia di coniugi che se l’erano trovato con le sue cose nella propria proprietà. Da qui, la denuncia e l’intervento dell’altra mattina da parte dei poliziotti del comandante Giovanni Scarpellini, che lo hanno sorpreso nel sonno, comodamente in pigiama, come se quella fosse casa propria da sempre. Pare che l’immobile fosse stato occupato da due persone, ma al momento del blitz c’era solo Chabab che colleziona denunce una dopo l’altra.
Il paradosso della nostra giustizia è che l’uomo senza fissa dimora non può nemmeno essere espulso per via dei reati commessi negli anni. Reati che hanno fatto scaturire dei procedimenti giudiziari che sono attualmente in corso e che ‘costringono’ il pregiudicato a rimanere nel nostro territorio.



Vicenza, marocchino costringeva la compagna a dormire in una serra
26 gennaio 2016

http://www.vicenzatoday.it/cronaca/vice ... serra.html

"Sei un'approfittatrice come tutti i terroni", "Ti faccio prostituire", "Non ti voglio con me, vai a dormire in serra", Questo il genere di insulti che la compagna di un vicentino 48enne, sarebbe stata costretta a subire per anni. La donna, dopo aver messo fine alla relazione, ha denunciato tutto alle autorità
Come riportato sulle pagine de Il Giornale di Vicenza, la procura ha chiuso le indagine, e ora sarà un giudice a stabilire se i comportamenti di A.B., tecnico in un'azienda vicentina residente in città, siano punibili dalla legge.
La relazione tra i due è iniziata nel 2009 e all'inizio andava splendidamente tanto che la donna, 42 anni , meridionale, aveva deciso di trasferirsi a casa del compagno. Le cose hanno iniziato a deteriorarsi tre anni dopo, quando lei ha perso il lavoro di badante, restando disoccupata. In una posizione di forza, il vicentino avrebbe iniziato ad offenderla pesantemente, anche davanti ad amici e conoscenti. Gli scoppi d'ira almeno all'inizio, però, erano alternati a momenti di dolcezza che hanno fatto continuare il rapporto. La situazione avrebbe potuto migliorare quando la donna si trovò un lavoro come cameriera. I turni serali, però, hanno acceso la gelosia del compagno che dopo averla minacciata più volte l'ha costretta a dare le dimissioni. Le liti e gli atteggiamenti di disprezzo sono aumentati e divenuti sempre più violenti. Ad un certo punto, l'uomo l'avrebbe anche costretta a trascorrere alcune notti nella serra costruita nel giardino della loro abitazione, chiudendola fuori di casa.
Nel 2014, il rapporto è finito. Scesa per una vacanza dai parenti in Meridione la donna non è più tornata se non per denunciare la sua storia alle autorità.




Va in Marocco con il fidanzato Lui la sequestra - Vicenza
18.01.2016

http://m.ilgiornaledivicenza.it/territo ... efresh_ce=

MILANO. I carabinieri del Ros e dell'Arma territoriale di Milano hanno eseguito un decreto di fermo, emesso dalla Procura distrettuale antimafia di Venezia nei confronti di un cittadino marocchino, Hamid Chouichou, indagato per il sequestro, a scopo di estorsione, di una italo-marocchina di 20 anni nata a Noventa Vicentina e residente in provincia.

Il provvedimento è scaturito dall'attività investigativa avviata dal Ros a seguito della denuncia presentata, il 30 novembre 2015, ai carabinieri di Treviglio (Bergamo) dai familiari della vittima.

Le indagini hanno documentato che la giovane donna, residente in provincia di Vicenza, recatasi in Marocco per conoscere i genitori del fidanzato, un marocchino residente in Italia, il 29 novembre è stata sequestrata dallo stesso Chouichou e da altri due complici che, per la sua liberazione, avevano richiesto ai familiari un riscatto di 70 mila euro.

Le investigazioni, condotte dalla sezione anticrimine del Ros dei carabinieri di Padova in stretta collaborazione con la polizia del Marocco hanno consentito, il 3 dicembre scorso, a Fès (Marocco), l'individuazione e l'arresto dei sequestratori e la liberazione della donna, che è rientrata in Italia. Sulla base dei successivi accertamenti tecnici e delle testimonianze fornite dalla vittima e dai suoi familiari, è stato documentato il coinvolgimento del marocchino fermato, individuato quale ideatore ed organizzatore del sequestro.

Il 15 gennaio il Gip di Milano ha convalidato il fermo ed emetteva ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dello stesso marocchino.


"Non ti paghiamo il parcheggio". Marocchino pesta una coppia
Serena Pizzi - Ven, 05/02/2016

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... ok+Interna

In Sicilia e in molte altre regioni italiane, lasciare qualche soldo ai parcheggiatori abusivi è un'usanza molto diffusa.

Le mafie locali, da sempre, controllano questo "servizio", ma con l'aumento dell'immigrazione sono in parte state spodestate dal loro trono. Come funziona questa attività? Chi deve parcheggiare la propria auto, per evitare di trovare brutte soprese, dà qualche euro al custode abusivo. Questo servizio è illegale e se prima lasciare il denaro era una scelta, ora, i nuovi padroni l'hanno trasformata in un'imposizione. Lo sanno bene i catanesi che ogni anno sono costretti a lasciare centinaia di euro se no si ritrovano "la macchina graffiata".

Esattamente questo è successo ad una coppia. I due si sono rifiutati di lasciare qualche moneta al pracheggiatore marocchino che ha reagito in modo brutale. L'uomo ha prima cercato di sottrarre la borsetta alla donna, poi ha aggredito violentemente il marito. La coppia è stata portata in ospedale perchè entrambi hanno riportato danni fisici e lesioni. L’uomo è stato immediatamente fermato e arrestato.


Marocchini occupano la casa di un invalido.
aprile 5, 2016

http://larepubblica.info/index.php/2016 ... n-invalido

A La Spezia un invalido si assenta per alcune ore per sottoporsi a delle cure mediche ed al ritorno trova la casa occupata da una famiglia di marocchini.

All’uomo, Roberto Bolleri, era stata legalmente assegnata una casa popolare dal 2003, ma da circa un mese la sua abitazione è occupata abusivamente da una famiglia di africani. Il signor Bolleri ha subito chiamato i carabinieri, ma legalmente non è possibile sgomberare la abitazioni perché tra i magrebini sono presenti dei minori.

La famiglia nord africana non ha alcuna intenzione di lasciare la casa ed ha, anche, rifiutato di trasferirsi in un’altra casa libera procurata dal comune.


Alla diciannovesima denuncia viene portato a Torino per l'espulsione
2018/01/13

http://iltirreno.gelocal.it/prato/crona ... 1.16346645

PRATO. Alla diciannovesima denuncia, anche questa come quasi tutte le altre per reati contro il patrimonio, è stato accompagna in un Cpr, centro di permanenza attesa rimpatri, di Torino per essere espulso dall'Italia. Lui è un marocchino di 40 anni, Rachid Daoudi, ben noto alle forze dell'ordine pratesi per una serie di reati contro il patrimonio, furti in appartamento e rapine, in alcuni casi con aggressioni alle forze dell'ordine ed anche reati di spaccio di droga.

L'ultimo episodio risale a venerdì 12 mattina, quando l'uomo è entrato in azione al supermercato Pam di via Pistoiese. Il responsabile del supermercato ha segnalato al 112 che un cliente si era accorto che un uomo aveva occultato alcune bottiglie di liquore e profumi, per poi oltrepassare le casse senza pagare. Il responsabile ha cercato di bloccare l'uomo prima che uscisse, chiedendogli spiegazioni del vistoso rigonfiamento sotto i vestiti.

L’uomo dapprima ha negato ogni addebito, poi ha consegnato spontaneamente i profumi, ma non le bottiglie ed altra merce. L'addetto del supermercato lo ha seguito e, dopo ulteriori spiegazioni, è stato spintonato dal marocchino, che ha perso le bottiglie rubate e si è dato alla fuga. La polizia lo ha però rintracciato rapidamente, tra l'altro mentre stava guardando la vetrina di un altro supermercato di via Becagli. Nella perquisizione personale lo straniero è stato trovato in possesso di frammenti di hashish per uso personale. Accompagnato in Questura, è stato denunciato in stato di libertà per il reato di rapina impropria.

Ma per lui la giornata non era finita, anzi il peggio doveva ancora cominciare. Infatti, successivi accertamenti amministrativi da parte della Questura, hanno consentito di guadagnare la disponiblità di un posto destinato ai marocchini irregolari presso il Centro Permanenza di attesa Rimpatri/Cpr di Torino, dove l’uomo, dopo le visite mediche propedeutiche all’associazione al centro, è stato accompagnato, nella serata di venerdì.

Durante la permanenza nell'ufficio lo straniero, assuntore di droghe, ha palesato apparenti sintomi da crisi di astinenza, che hanno reso opportuno l’arrivo di personale sanitario. In seguito ha dato in escandescenze nei confronti dei poliziotti. Secondo la Questura l'accompagnamento del marocchino al Cpr di Torino ha consentito di allontanare da Prato "un elemento dedito alla microcriminalità con modalità “seriali”, pericoloso per la
pubblica incolumità e da solo capace di minare la sicurezza percepita dalla collettività". Una soluzione non facile per gli stranieri irregolari provenienti dal nord Africa, secondo la polizia, in quanto le strutture di attesa hanno una disponibilità di posti molto inferiore alle necessità.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Crimini dei nazisti maomettani marocchini in Europa

Messaggioda Berto » ven mar 30, 2018 8:47 am

Zugliano. Rapina e botte a 3 minorenni. I ragazzi fanno arrestare 2 pluri-pregiudicati
05/03/2018

http://www.altovicentinonline.it/cronac ... egiudicati

Una rapina ai danni di 3 sedicenni di Zugliano, uno dei quali è finito in ospedale con prognosi di 8 giorni, è stata messa a segno a suon di calci e pugni da due nordafricani che dopo essere stati identificati dai Carabinieri di Thiene sono finiti agli arresti domiciliari.

Si tratta del trentenne Alouani Othmane e del 25enne Mouhtadi Yassine, entrambi originari del Marocco e pluri-pregiudicati per reati contro il patrimonio.

La loro identificazione è stata resa possibile dal preciso racconto dei ragazzini, che dopo averle prese di santa ragione ed essere stati derubati di portafogli e telefoni cellulari, hanno prontamente chiamato il 112 per chiedere aiuto.

I fatti

Sabato alle 17 la segnalazione ai Carabinieri di Thiene da parte dei 3 minorenni di Zugliano, che hanno dichiarato di essere stati avvicinati da 2 nordafricani mentre passeggiavano in piazza. Lì l’aggressione da parte dei due adulti, con calci e pungi per farsi dare soldi e telefoni. Quindi la fuga dei malviventi a bordo di una Mercedes. Gli uomini del comandante Davide Rossetti sono quindi risaliti all’identità della proprietaria dell’auto, una donna residente a Breganze, nota per le sue frequentazioni con un gruppo di pregiudicati marocchini, residenti a Lugo di Vicenza. I Carabinieri, quindi, si sono precipitati a casa di uno di questi, dove era parcheggiata l’autovettura segnalata. Da lì è scattata la perquisizione domiciliare, che ha consentito di ritrovare i proventi della rapina, telefoni cellulari e portafogli dei ragazzi, che sono stati successivamente restituiti ai legittimi proprietari.

Le conseguenze

Uno dei 3 minorenni è dovuto ricorrere alle cure dell’ospedale di Santorso, dove ha riportato una prognosi di 8 giorni per abrasioni al volto. I due nordafricani sono finiti agli arresti domiciliari e ora sono in corso verifiche per accertare se i due pluri-pregiudicati hanno commesso reati simili ai danni di altre persone. Al momento il giudizio direttissimo non è ancora stato fissato.



BANDA DI NORDAFRICANI ARRESTATA A FIRENZE
Le vittime, fra i 19 e i 33 anni, per lo più turisti e giovani studenti: aggredite con violenza a calci e pugni nel centro storico, due di loro sono finite in ospedale

http://ilsudconsalvini.info/rapinano-9- ... ta-firenze

Nove persone, per lo più turisti e giovani studenti, aggredite con violenza a calci e pugni e rapinate nel giro di un’ora e mezza, tutte nel centro storico di Firenze, nella notte tra martedì e mercoledì. Autori, hanno reso noto i Carabinieri, quattro nordafricani che sono stati poi bloccati e arrestati dai militari del nucleo radiomobile. Collanine, orologi, telefoni, un centinaio di euro e anche alcuni indumenti il bottino delle aggressioni: una vittima è stata ricoverata in osservazione mentre un’altra ha avuto una prognosi di sei giorni. Le indagini proseguono per capire se gli stessi nordafricani possano essere responsabili di episodi analoghi avvenuti a Firenze a partire dalla notte di Capodanno.

In manette sono finiti un marocchino di 17 anni, due suoi connazionali e un algerino, questi tre di 26 anni, in Italia senza fissa dimora, alcuni già conosciuti per reati contro il patrimonio. Le rapine finora accertate, hanno spiegato i militari, sono state commesse in Piazza della Signoria, Piazza della Repubblica, Piazza Indipendenza, Via Roma, Via Cerretani, Via Faenza e Piazzale di Porta al Prato: obiettivo dei malviventi soprattutto cellulari, oggetti di valore, portafogli. I quattro malviventi circondavano le vittime e, minacciandole ed aggredendole con calci e pugni, si facevano consegnare tutto quello che era in loro possesso.

Fra le vittime, di età compresa fra i 19 e i 33 anni, quella ricoverata in osservazione per una sospetta lesione laringea, ha avuto anche una prognosi di 8 giorni per traumi cranico-facciali. Ad attivare i Carabinieri varie telefonate arrivate al 112 che avrebbero segnalato quattro giovani nordafricani. I militari sono intervenuti con più pattuglie rintracciando poi il gruppo nei pressi dei giardini della Fortezza: i 4 avrebbero cercato di nascondersi tra le siepi, venendo poi bloccati dopo un breve inseguimento. Gli arrestati, hanno specificato dall’Arma, sono stati trovati in possesso dei beni rapinati, restituiti ai legittimi proprietari.



Padova, clandestino diventa una furia: calci e pugni a due anziani e al loro cane
di Enrico Ferro
11 febbraio 2018
Viaggiava in bicicletta sul marciapiedi di via Altinate, la reazione violenta dopo il rimprovero di una settantenne

https://www.facebook.com/bruno.venturi. ... &ref=notif


PADOVA. C’è una donna di 70 anni che non riesce a dimenticare ciò che ha visto e subito.

Capita ogni tanto, a chi si muove a piedi, di rimproverare un ciclista che occupa il marciapiede. Ciò che non accade quasi mai è che questo si trasformi in una furia.

Essalihi Tarik, 39 anni, marocchino con il permesso di soggiorno scaduto quattro anni fa, senza fissa dimora, è la furia che ieri all’ora di pranzo ha travolto la settantenne e il suo cane.

Sempre lui ha gonfiato di botte un uomo di 60 anni che aveva visto tutto e che ha avuto il coraggio di provare a fermarlo. Alla fine l’ha arrestato la polizia ma forse non basta a contenere la rabbia di chi ha assistito a quelle scene.

Via Altinate, a mezzogiorno e quaranta del sabato, è un fiume di gente che converge verso il centro. Tanto più se febbraio concede una tregua da pioggia e umidità. In mezzo a questo fiume ieri c’era anche una settantenne con il cane di mezza taglia al guinzaglio.

Camminava sul marciapiede e per poco un ragazzo in bici non la investiva. Alza il braccio, grida qualcosa del tipo: “Impara l’educazione”. E quello invece di tirare dritto torna indietro indemoniato.

Prende a calci il cane, che si agita e trascina a terra l’anziana. Prende a calci anche l’anziana, prima di inforcare la bicicletta e tentare di scappare. Sulla sua strada, in mezzo a decine di persone, trova un uomo di 60 anni che lo afferra per un braccio e prova a fermarlo, mentre altri intorno si attaccano al telefono per chiamare la polizia.

Il nordafricano è incontenibile. Lo prende a pugni in faccia, ancora e ancora. I passanti si fermano a guardare e inveiscono finché non arrivano due pattuglie della polizia, una della Squadra volante e l’altra del Reparto prevenzione crimine. Gli agenti si tuffano in mezzo alla bolgia e finalmente immobilizzano il violento.

Una volta in Questura scoprono chi è, con la sua storia, la sua vita e il suo carico di rancori e frustrazioni. Essalihi Tarik è uno dei tanti nordafricani che a Padova vivono da invisibili: permesso di soggiorno scaduto nel 2014, senzatetto e quindi anche senza un lavoro.
La polizia l’ha arrestato con l’accusa di lesioni gravi e maltrattamento di animali. L’anziana del cane si è chiusa in casa con le crisi di panico. L’uomo che ha provato a difenderla ha trascorso la giornata in ospedale la bocca rotta e gli zigomi gonfi a causa degli ematomi. Essalihi Tarik sarà probabilmente espulso.


Gino Quarelo
Ha proprio una faccia criminale da assassino. Le reponsabilità sono tutte di uno stato demenziale che non ha provveduto ad espellere questo individuo.



Padova, clandestino aggredisce due anziani, il giudice lo rilascia
Elena Barlozzari - Lun, 12/02/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 93795.html

È già libero Essalihi Tarik, il marocchino con permesso di soggiorno scaduto che sabato scorso a Padova ha aggredito due anziani e un cane

Forse sarà espulso il marocchino con permesso di soggiorno scaduto 4 anni fa che, sabato scorso, ha preso a calci e pugni un’anziana che passeggiava per le vie di Padova con il suo cane, ferendo anche un uomo che ha cercato di difenderla.

È mezzogiorno e una bicicletta sfreccia sul marciapiede via Altinate incurante dei pedoni che la affollano. In sella c’è Essalihi Tarik, 39 anni e i documenti scaduti da un pezzo. “Impara l’educazione”, gli strilla polemica la settant’enne. Lui inchioda, torna indietro e la assale. Si avventa contro di lei e contro il suo cane come una furia, dispensando ad entrambi una scarica di botte, poi inforca la bici e se ne va. Poco più in là c’è anche un uomo di sessant’anni che ha assistito al pestaggio, agguanta l’aggressore per un braccio, prova a fermarlo ma lui reagisce: ancora pugni. Il raptus di violenza s’interrompe solo con l’arrivo di due pattuglie della polizia. Il nordafricano viene finalmente immobilizzato dagli agenti e portato in questura. I due aggrediti sono lividi e sotto choc.

Sarà forse espulso, si diceva, ma per ora è già a piede libero. Il gip ha rigettato la richiesta di custodia cautelare avanzata dal pm perché Tarik è incensurato e la pena edittale per i reati contestati (lesioni gravi e maltrattamento di animali) non supera i tre anni. Andrà a processo il 19 aprile. Nel frattempo, per scongiurarare la fuga, l’autorità giudiziaria ha comunque disposto l’obbligo di firma giornaliero. Sarà sufficiente?
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Re: Crimini dei nazisti maomettani marocchini in Europa

Messaggioda Berto » ven mar 30, 2018 8:49 am

Donne cristiane e mussulmane maltrattate dai maomettani
viewtopic.php?f=188&t=2040

La donna nel mondo arabo e non arabo, islamico o mussulmano
viewtopic.php?f=24&t=1333

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... ission.jpg


La schiava veneziana del 25enne marocchino: legata a una sedia e obbligata a urlare «Allah è grande»

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/VENE ... 1642.shtml

di Cristina Antonutti

CAORLE - Tre mesi di terrore. Di botte e costrizioni. Un marocchino di 25 anni, Mohammed Et Tajani, di Pramaggiore, ha reso la vita impossibile a una giovane donna della provincia di Venezia, costretta a obbedire, subire maltrattamenti e a gridare, legata a una sedia, «Allah è grande», mentre lui la colpiva sulla schiena. Et Tajani, ieri, è stato condannato in Tribunale a Pordenone a 3 anni e 2 mesi di reclusione per maltrattamenti, lesioni, stalking, sequestro di persona, danneggiamento e furto. Il giudice Eugenio Pergola gli ha applicato anche una sfilza di interdizioni, assolvendolo solo dall’accusa di violenza privata. La costringeva anche restare chiusa in casa, a ospitarlo nella sua abitazione e per impedirle di uscire le sottraeva cellulare e chiavi dell’auto.

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -akbar.jpg




«Non rispetti l’islam»: maltratta e prova a dare fuoco alla convivente
Un 32enne marocchino non accettava i comportamenti della convivente, una 28enne russa. Da due anni la maltrattava, l’otto dicembre le ha cosparso il capo di alcool

http://brescia.corriere.it/notizie/cron ... 7d96.shtml

A un mese dal drammatico caso di Parvinder Aoulakh, 26enne indiana ricoverata nel reparto Grandi Ustionati del Gaslini di Genova dopo che il marito le ha dato fuoco, un nuovo caso di intolleranza scuote la provincia di Brescia. Il movente dei carnefici è sempre lo stesso: punire le donne troppo autonome e con un’educazione contraria ai precetti delle rispettive culture. Tradotto: la colpa di entrambe le donne è quella di essere «troppo occidentali». A Darfo Boario, il peggio è stato evitato solo per la reazione della vittima prima e l’intervento dei carabinieri poi.

La fuga in bagno, l’intervento dei carabinieri
Lei, 28enne russa e cristiana ortodossa, conviveva con un 32enne marocchino già conosciuto dalle forze dell’ordine. Una relazione tormentata: lei «non rispettava le regole della religione islamica», lui non riusciva a accettarlo e nel 2013 sono scattati i maltrattamenti. Una spirale confermata ai carabinieri da diverse fonti. Due anni dopo, l’otto dicembre, ha deciso di punirla in modo esemplare. Prima l’ha percossa e maltrattata, poi le ha cosparso il capo di alcool minacciandola di darle fuoco. Approfittando di un momento di distrazione del suo carnefice, la donna ha avuto la prontezza di sottrarsi alla sevizia. Si è chiusa in bagno e ha chiamato il 112. A intervenire sono stati i carabinieri di Darfo Boario: hanno bloccato l’assessore, arrestandolo. La donna è stata soccorsa dai sanitari dell’ospedale civile di Esine, provincia di Brescia, e ha lesioni guaribili in dieci giorni.
Beccalossi: «Ennesimo caso di integralismo islamico»
L’arresto è stato convalidato due giorni più tardi, per l’uomo sono stati disposti gli arresti domiciliari in provincia di Milano e, in attesa del processo, non potrà rientrare in provincia di Brescia. Si muove la politica. «Solo un mostro può compiere simili azioni. Desidero esprimere vicinanza a questa donna e ringraziare i carabinieri per essere intervenuti prontamente sventando quella che sarebbe potuta essere una tragedia. Ciò non toglie che quanto accaduto sia gravissimo e molto preoccupante. Siamo di fronte all’ennesimo caso, riconducibile all’integralismo islamico, che mette a rischio la vita di un essere umano solo per il fatto di essere donna», il commento dell’assessore regionale Viviana Beccalossi. Anche il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, ha commentato la vicenda. Ovviamente su Facebook: «Che belle risorse, che bella integrazione».
11 dicembre 2015 | 10:56



Quelle donne bruciate perché rifiutano l'islam
Ultimo caso nel Bresciano: russa salvata dal convivente. Le vittime sono giovani considerate "troppo occidentali"
Paola Fucilieri - Sab, 12/12/2015

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 03505.html

Milano - Ha picchiato la convivente, quindi le ha cosparso la testa con l'alcol tentando di darle fuoco perché, nonostante almeno due anni di maltrattamenti dosati con cura settimanalmente, la donna non si piegava, ad osservare la sua religione, il credo musulmano.

È accaduto a Darfo Boario Terme, in provincia di Brescia. Autore del reato un marocchino di 32 anni, già conosciuto dalle forze dell'ordine. La vittima è una russa 28enne, cristiana ortodossa, che solo per un miracolo è riuscita a salvarsi la vita. Approfittando di un attimo di distrazione dell'uomo, infatti, la giovane donna è riuscita a chiudersi in bagno portando con sé il figlio, quindi ha lanciato l'allarme chiamando i carabinieri. Giunti sul posto i militari hanno subito bloccato l'uomo e l'hanno arrestato, mentre la compagna veniva soccorsa e trasportata all'ospedale civile Vallecamonica di Esine. L'episodio risale a martedì ma la notizia è stata diffusa solo ieri, dopo la convalida dell'arresto. Per il nordafricano sono stati disposti gli arresti domiciliari in provincia di Milano, con la misura accessoria del divieto assoluto di rientro nella provincia di Brescia, in attesa del processo. Un nuovo caso d'intolleranza religiosa, quindi, in provincia di Brescia. Il 20 novembre, infatti, a Dello, sempre nel Bresciano, era stato arrestato un indiano - Agib Singh, 30 anni - che, dopo aver cosparso di diavolina liquida la moglie, le aveva dato fuoco con un accendino «perché troppo occidentale nel vestire e nel proprio stile di vita».

La poveretta - Parvinder Kaur, 26 anni, madre di due bambini - è tuttora ricoverata con gravi ustioni su tutto il corpo nel reparto Grandi ustionati del Gaslini di Genova. Le sue condizioni vengono definite dai medici «drammatiche». Il marito si è ben guardato dal pentirsi del proprio terribile gesto. E fissando il cognato dopo il fatto gli ha detto: «Parvinder meritava una lezione».Appena tre giorni fa a San Felice a Cancello, in provincia di Caserta, un 47enne di nazionalità algerina ha tentato di bruciare viva la compagna di 38 anni e originaria del Kazakhistan, al culmine di una lite scoppiata, pare, per ragioni banali, ma legati sempre allo stile di vita della donna, a dire del convivente «troppo occidentale». I carabinieri hanno fatto irruzione nell'appartamento della coppia dopo la segnalazione di alcuni vicini di casa, e hanno arrestato due uomini algerini, Fakir Ali Cherif, compagno della vittima, e Bach Sais Rachid, suo amico e complice. Li hanno colti in flagranza di reato mentre, con in mano ancora un accendino e una bottiglia di liquido infiammabile, guardavano la povera donna contorcersi per il dolore e ardere viva sul letto. La vittima ha 38 anni ed è originaria del Kazakistan. I militari hanno spento le fiamme con le lenzuola e chiamato immediatamente i sanitari del 118. Anche la poveretta, che ha ustioni sul 60% del corpo, è gravissima.
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