Troxo sałixà e negà ente ła lagouna de Venesia

Troxo sałixà e negà ente ła lagouna de Venesia

Messaggioda Berto » dom gen 31, 2016 11:45 am

Troxo sałixà e negà ente ła lagouna de Venesia
viewtopic.php?f=177&t=2191
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Troxo sałixà e negà ente ła lagouna de Venesia

Messaggioda Berto » dom gen 31, 2016 11:51 am

Strada negà ente ła lagouna de Venesia, strada veneta e no romana

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... romani.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... lagona.jpg

Dixem ke pì ke strada romana ła jera na strada veneta co resti de łi ani veneto-romani e diti a torto "romani".

Co xe stà fata sta strada tuta ła xona ła jera al suto, fora de l'acoa, xe stà dapò ke ła xe ndà soto acoa o parké se ga alsà el łiveło del mar o parké se ga xbasà ła tera o par n'anseme de ste do cauxe.

Forse sta strada ła ndava da Altin a Cioxa e xo verso el delta del Po.
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Re: Troxo sałixà e negà ente ła lagouna de Venesia

Messaggioda Berto » dom gen 31, 2016 11:51 am

http://venicewiki.org/wiki/Canale_dei_Marani
Il Canale dei Marani si trova in prossimità di Murano, nelle vicinanze del Faro, e prendendo la direzione delle Vignole finisce proprio alla confluenza del Canale delle Fondamenta Nuove, con il Canale la Bissa che costeggia proprio le Vignole.
Proseguendo verso la Bocca di Porto di San Nicoletto il canale diventa il Canale delle Navi, via privilegiata delle navi veneziane che entravano ed uscivano dall'Arsenale.
Per la velocità della marea che scava quotidianamente il fondale il canale è particolarmente profondo con batimetriche che variano da 4 mt in prossimità delle Bricole agli oltre 13 mt del centro del canale.


https://it.wikipedia.org/wiki/Isola_della_Certosa
L'isola della Certosa (o, più semplicemente, La Certosa) si trova a nord-est di Venezia, distando meno di 250 metri da San Pietro di Castello e poco più di 500 metri dal Lido di Venezia. Un canale largo circa venti metri la separa dalle Vignole. La sua superficie è di circa 22 ettari. La zona sud è delimitata da mura perimetrali che la separano dalla zona nord di recente imbonimento. Fino al 1997 la porzione esterna alle mura, caratterizzata da un'ampia radura sabbiosa, è stata usata come poligono di tiro occasionale dal Reggimento Lagunari "Serenissima".
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Re: Troxo sałixà e negà ente ła lagouna de Venesia

Messaggioda Berto » dom gen 31, 2016 11:52 am

Trodhi (vie, canałi, rii, orołi, -ighi, riołi, ecc.) de acoa veneti inte ła nostra vecia endołagouna:
1) http://www.archeosub.it/articoli/imbarc ... onox01.htm
2) http://www.archeosub.it/articoli/imbarc ... onox02.htm
3) http://www.archeosub.it/articoli/imbarc ... iroghe.htm


???

La lagouna de Venesia ente łi ani diti "romani"
http://www.archeo.uw.edu.pl/zalaczniki/upload1437.pdf

Tutte le ricerche dimostrano come l’altimetria media attorno ad Altinum romana si sia abbassata. Il medesimo dato, come già notato supra , è stato dimostrato dagli scavi polacchi sull’isola di Torcello, posta, in linea retta, a circa 5 km dall’antica città costiera. La relazione fra i due luoghi fu ben documentata dalle ricerche nella
regione da parte dell’allora Ispettore onorario della laguna di Venezia, E. Canal.
Questi, in quarant’anni di studi, dimostrò che nei tempi antichi la laguna era stata abitata: in particolare nella laguna settentrionale scoprì più di duecento “stazioni archeologiche”, come egli le indica, ovvero costruzioni in pietre disposte in maniera regolare, interpretate come moli e magazzini portuali; a ciò si aggiungono anche
strutture di bonifica e sostruzione in anfore e mattoni, che oggi si trovano a circa due metri sotto il livello medio delle acque lagunari. Fra esse si annoverano le strutture verso costa, in direzione di Altinum , ed altre, poste verso l’antico sbocco del fiume Brenta, antico Medoacus Maior , via d’acqua d’accesso a Patavium.
In ogni caso, a nostro avviso, il più importante ritrovamento lagunare di E. Canal fu sull’isola di San Lorenzo, detta di Ammiana, collocata ad Est di Torcello (fig.2). In questa isola gli scavi hanno messo in luce una pavimentazione in altinelle (mattoni di Altinum ): di questa è stata indicata una datazione stratigrafica con cronologia ante quem e post quem; in tal modo è stato possibile ipotizzare l’appartenenza del pavimento ad una domus romana di I secolo d.C. (fig.3). Questa scoperta, come le altre ricordate supra, indica il ruolo della laguna di Venezia quale zona d’abitazione malgrado le condizioni ambientali, all’interno della quale era praticato un percorso endo-lagunare per il trasporto delle merci portate dall’Adriatico, attraverso la laguna, alla terraferma.

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... romani.jpg


Le ipotesi di E. Canal sono state riprese e riviste dallo storico veneziano W. Dorigo. Egli pubblica nel 1983 un studio in cui si afferma che in epoca romana la laguna era terra emersa e abitata e anzi centuriata (çenturià forse no Dorigo el ga en doso el mito dei romani e de łe çenturiasion). L’idea è supportata da due considerazioni geologiche. La prima basata sulle variazioni, anche in epoca storica, del livello assoluto del mare (eustatismo), in funzione della ben nota curva, estesa a scala mondiale, di R. W. Fairbridge (1961), confrontata con quella più affidabile N. A. Mörner (1969).
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Re: Troxo sałixà e negà ente ła lagouna de Venesia

Messaggioda Berto » dom gen 31, 2016 11:52 am

Altin (Altino)
viewtopic.php?f=151&t=99

Cioxa, Chioggia, Clodia
viewtopic.php?f=151&t=107

Medoacos, Meduna, Medola/e, ... Metamauco, Metauro... -meola, , -mego, -maza, -macia, -mede, -mide, -maize, -mato, ...
viewtopic.php?f=151&t=498


???
LA RICOSTRUZIONE DEL PAESAGGIO ANTROPICO DI ETA’ ROMANA IN SITI A MORFOLOGIE VARIABILI: LA LAGUNA DI VENEZIA DA BRUNDULUM AD EQUILUM
http://paduaresearch.cab.unipd.it/2749/ ... _Zabeo.pdf

Più omogenee, ma sempre lacunose, le tracce relative al periodo compreso tra Bronzo recente e Bronzo finale, quando l’occupazione dell’area perilagunare appare ormai stabile e le aree in cui sorgeranno Altino, Cittanova, Concordia e Caorle (San Gaetano) sono probabilmente inserite in un medesimo circuito di collegamenti fluviali e terrestri, di cui il ponte rinvenuto a Ca’ Tron presso il paleoalveo della Canna, attivo tra Bronzo finale e prima età del Ferro, rappresenta un’emblematica testimonianza. Sul versante lagunare, il recupero di frammenti vascolari di età micenea nell’area di Torcello e Mazzorbo e di un vaso biconico databile al XIV-XIII secolo a.C. a Lio Piccolo indusse alcuni studiosi di ipotizzare l’esistenza di antichissime linee di traffico endolagunare aventi come capolinea la zona di Altino, preannunciando il ruolo catalizzatore che il futuro centro egemone avrebbe ricoperto già a partire dal VII secolo a.C.
Fu infatti la vocazione al commercio dei Veneti a suggerire tra VII e VI sec. a.C. la creazione di un riferimento portuale protetto e sicuro al margine degli specchi lagunari e delle barene, che si configurò ben presto come il più importante polo di mercato marittimo dei Veneti, particolarmente favorito da una morfologia intessuta di canali che caratterizzavano lo spazio tra il margine interno lagunare e il mare.
Testimonianza di questi traffici sembra essere, sulla riva sinistra del canale Santa Maria nei pressi, come vedremo, delle strutture portuali della città romana, la presenza di un santuario emporile dedicato alla divinità poliadica Altnos/Altnoi, dove sono stati rinvenuti cospicui frammenti di ceramica attica e di prodotti d’importazione etrusca e padana, a conferma dell’importanza di quelle aree lagunari raggiunte e frequentate sin da epoche antichissime da flussi commerciali mediterranei.
Indizi consistenti di una frequentazione successiva, che precederà importanti testimonianze di età omana, sono rappresentati dalle fondazioni di alcuni edifici datati radiometricamente al IVGIII secolo a.C. e da numerosi frammenti di ceramica campana inquadrabile tra III e II secolo a.C.

FORME INSEDIATIVE DI ETA’ ROMANA IN UN SITO A MORFOLOGIE VARIABILI
Tra i rinvenimenti di epoca romana effettuati in Laguna, quelli che più hanno destato l’attenzione e, per certi versi, la meraviglia degli studiosi, si riferiscono ai resti di probabili realtà insediative suggerite dalla presenza di tessere e lacerti musivi, marmi e intonaci policromi, da svariati elementi architettonici e dalla qualità dei vetri e delle ceramiche. Tuttavia la frammentarietà dei dati, a cui più volte si è accennato, in genere non consente di ottenere una ricostruzione planimetrica puntuale, tale da poter essere messa a confronto con strutture consimili. Nella maggior parte dei casi, infatti, si può soltanto avere un’idea approssimativa della superficie edificata e dei suoi tratti morfologici essenziali. Non è raro, inoltre, imbattersi in situazioni di abitato contraddistinte dalla presenza di nuclei edilizi prossimali, di cui però non sono noti i nessi planimetrici che permettano la ricomposizione di un disegno architettonico d’insieme.
Lacune e vacui documentari, quindi, che hanno spinto alcuni studiosi su posizioni assai prudenti circa l’effettiva esistenza nella Laguna di età romana di forme insediative stanziali e diffuse su ampia scala, considerando gran parte dei rinvenimenti effettuati (moltissimi dei quali da parte di Canal) come mater
iale in giacitura secondaria o di reimpiego. Lecite perplessità che, tuttavia, stridono in maniera piuttosto evidente con alcune, citatissime testimonianze letterarie che descrivono in termini ben diversi la
fascia costiera della Venetia, resa incredibilmente salubre dall’avvicendarsi delle fasi marine e dove, secondo Strabone, alcune città si dispongono come isole, richiamando per certi aspetti quella realtà cicladica ricordata, più tardi, da Cassiodoro. Aemula baianis Altini litora villis: come è ampiamente noto, così Marziale dipinge, al modo della poesia, la nitida immagine di un paesaggio costiero tutt’altro che desolato,
simile addirittura agli splendori di Baia, in una visione che, fuor di metafora, doveva allargarsi a comprendere nella sua totalità, e probabilmente nella sua ibrida indefinitezza, quel comprensorio rivierasco intimamente legato al mare, che fin dai tempi più remoti aveva rappresentato per il
municipium fonte di ricchezza e motivo di ammirazione, divenendo una sorta di topos letterario. Del benessere derivato dagliallevamenti di terra e di mare ci informano altre fonti e probabilmente prodotti di tale
abbondanza furono proprio quelle ville e quegli insediamenti sparsi lungo il litorale.
I dati archeologici a disposizione sembrano conferire sostanza e spessore alla suggestione poetica, delineando i contorni di un insediamento, diffuso soprattutto in Laguna nord, che troverebbe giustificazione nella proiezione lagunare e marittima dell’economia di Altinum, che probabilmente nella connotazione anfibia di città en tois elesi doveva trovare la sua stessa ragion d’essere.
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Re: Troxo sałixà e negà ente ła lagouna de Venesia

Messaggioda Berto » dom gen 31, 2016 11:52 am

Troxi veneti e d’Ouropa ente ła pristoria - (łe strade no łe xe na envension dei romani)
viewtopic.php?f=49&t=415
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... BMVFk/edit


Ente ła tera veneta a ghe jera xa i ponti secołi en vanti de łi ani diti romani:

Ponti d’Ouropa
viewtopic.php?f=49&t=414



Ghevimo i cari co i cavałi secołi en vanti de łi ani diti romani, par far ndar i cari a ghe vołeva de łe bełe strade drento łe çità e fora tra na çità e tute staltre, no ghemo de çerto spetà ke rivàse i romane par farse łe strade sałixà:

Cavaj e càri veneti, na tradision milenara
viewforum.php?f=108


La nostra tera veneta ła jera abità da miłara de ani e ghe jera on mucio de xente co tante çità e contrà sparse dapoartuto, gnaona çità veneta lè sta fondà dai romani.

Na ‘olta, coanti omani ghe jera ente ła tera veneta?
viewtopic.php?f=49&t=361

Çità venete – gnanca ona fondà o nomà dai romani
viewforum.php?f=151
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