Ƚe fose de ƚi ani veneto-romani jeraƚe fate de acoa dolçe ?

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Messaggioda Berto » mar dic 16, 2014 4:41 am

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Storia Natural de Plinio el Vecio: livro III

Plinio el vecio (Como, 23 – Stabia, dopo l'8 settembre. 79 d.C)

http://spazioinwind.libero.it/popoli_an ... cchio.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Gaio_Plinio_Secondo
http://it.wikipedia.org/wiki/Naturalis_historia
http://la.wikisource.org/wiki/Naturalis_Historia
http://la.wikisource.org/wiki/Naturalis ... /Liber_III
...

119
nec alius amnium tam brevi spatio maioris incrementi est. urguetur quippe aquarum mole et in profundum agitur, gravis terrae, quamquam diductus in flumina et fossas inter Ravennam Altinumque per CXX, tamen, qua largius vomit, Septem Maria dictus facere. Augusta fossa Ravennam trahitur, ubit Padusa vocatur, quondam Messanicus appellatus. proximum inde ostium magnitudinem portus habet qui Vatreni dicitur, qua Claudius Caesar e Britannia triumphans praegrandi illa domo verius quam nave intravit Hadriam.

120
hoc ante Eridanum ostium dictum est, ab aliis Spineticum ab urbe Spina, quae fuit iuxta, praevalens, ut Delphicis creditum est thesauris, condita a Diomede. auget ibi Padum Vatrenus amnis ex Forocorneliensi agro. proximum inde ostium Caprasiae, dein Sagis, dein Volane, quod ante Olane vocabatur, omnia ea fossa Flavia, quam primi a Sagi fecere Tusci egesto amnis impetu per transversum in Atrianorum paludes quae Septem Maria appellantur, nobili portu oppidi Tuscorum Atriae, a quo Atriaticum mare ante appellabatur quod nunc Hadriaticum.

121
inde ostia plena Carbonaria, Fossiones ac Philistina, quod alii Tartarum vocant, omnia ex Philistinae fossae abundatione nascentia, accedentibus Atesi ex Tridentinis Alpibus et Togisono ex Patavinorum agris. pars eorum et promum portum facit Brundulum, sicut Aedronem Meduaci duo ac fossa Clodia. his se Padus miscet ac per haec effundit, plerisque, ut in Aegypto Nilus quod vocant Delta, triquetram figuram inter Alpes atque oram maris facere proditus, stadiorum II circuitu.

122
pudet a Graecis Italiae rationem mutuari, Metrodorus tamen Scepsius dicit, quoniam circa fontem arbor multa sit picea, quales Gallice vocentur padi, hoc nomen accepisse, Ligurum quidem lingua amnem ipsum Bodincum vocari, quod significet fundo carentem. cui argumento adest oppidum iuxta Industria vetusto nomine Bodincomagum, ubi praecipua altitudo incipit.

...

132
Alpis in longitudinem |X| p. patere a Supero mari ad Inferum Caelius tradit, Timagenes XXV p. deductis, in latitudinem autem Cornelius Nepos C, T. Livius III stadiorum, uterque diversis in locis. namque et centum milia excedunt aliquando, ubi Germaniam ab Italia summovent, nec LXX inplent reliqua sui parte graciles, veluti naturae providentia. latitudo Italiae subter radices earum a Varo per Vada Sabatia, Taurinos, Comum, Brixiam, Veronam, Vicetiam, Opitergium, Aquileiam, Tergeste, Polam, Arsiam DCCXLV p. colligit.
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Messaggioda Berto » mar dic 16, 2014 4:56 am

Fosa Fiƚistina

http://it.wikipedia.org/wiki/Filistina

La situazione della Filistina nel I secolo a.C. è raccontata da Plinio il Vecchio nel libro III della sua Naturalis historia:

(LA)
« Inde ostia plena Carbonaria, Fossiones ac Philistina, quod alii Tartarum vocant, omnia ex Philistinae fossae abundatione nascentia, accedentibus Atesi ex Tridentinis Alpibus et Togisono ex Patavinorum agris. »

(IT)
« A partire da lì [dal porto di Adria verso nord] sfociano le bocche rimaste colme d'acqua: la Carbonaria, il Fossone e la Filistina (sebbene alcuni la chiamino Tartaro); tutte prendono origine dallo straripamento del canale Filistina, causato dalla confluenza dell'Adige (che nasce dalle Alpi Tridentine) e del Togisono (che nasce nel territorio padovano). »
(Plinio il Vecchio, III, 121)

La fossa Filistina (in latino: Philistina) era un canale artificiale del Veneto il cui nome è attestato fino all'XI secolo.

Secondo alcuni storici, l'alveo corrispondeva grosso modo all'attuale Adigetto da Rovigo fino a Botti Barbarighe, da dove poi proseguiva in direzione nord-est fino a sfociare presso l'attuale Pellestrina.
Secondo altri storici, l'alveo corrispondeva grosso modo all'attuale Canalbianco da Trecenta fino al mare Adriatico, che si trovava pochi chilometri dopo Adria, ed era connesso al Po a partire da Castelnovo Bariano.

Dallo studio dei paleoalvei nell'attuale Polesine si è giunti a identificare un probabile percorso della Filistina: si diramava dal Po di Adria all'altezza di Grignano Polesine, poi attraversava Rovigo, Sarzano, Mardimago, San Martino di Venezze, Anguillara Veneta, Agna, Monsole e infine attraversava la laguna di Chioggia (ke a ke ƚi ani no ƚa jera na lagouna de mar) fino a sfociare presso l'attuale Pellestrina (???).

In uno o più punti imprecisati del suo corso attraversava uno o più rami dell'Adige, che in tempi antichi formava anch'esso un delta fluviale. Presso l'attuale Rovigo questo corso riceveva le acque di un ramo del Tartaro che seguiva il percorso dell'attuale Adigetto attraverso Badia Polesine, Lendinara e Villanova del Ghebbo.

Alcuni storici preferiscono lasciare senza nome il corso d'acqua così identificato e sostengono che la Filistina è il nome con il quale i Romani chiamavano il Po di Adria dopo averlo presumibilmente regolato. Per quanto riguarda questo secondo corso si rimanda alla voce "Po di Adria"; nel seguito di questo articolo si parlerà del primo corso, chiamandolo senz'altro e per semplicità "Filistina".

La fossa Filistina si suppone essere la regolazione del fiume Tartaro, effettuata dagli Etruschi tra il VI e il IV secolo a.C. e in seguito mantenuta da Greci e Romani (???), parte delle opere di bonifica idraulica delle paludi Adriane, ossia le paludi che circondavano Adria; il nome greco Filistina (presumibilmente dato in onore di Filisto di Siracusa ???) non aveva però completamente sostituito l'idronimo originario celtico (o venetico) Tartaro, che continuava ad essere usato dalle popolazioni locali.

Per quanto riguarda gli idronimi citati: la foce della Carbonaria viene posta sull'attuale Po di Goro, mentre il Fossone è tuttora il toponimo della zona in cui oggi sfocia l'Adige; si ignora invece quale fiume sia il Togisono. Da Philistina si sarebbe poi evoluto Pilistrina, che con la nascita del veneto sarebbe infine divenuto "Pelestrina" (???).
Tra il VI e l'VIII secolo si verificò un peggioramento del clima che provocò il mutamento radicale dell'aspetto della laguna Veneta e del corso dei fiumi nella bassa pianura veneto-friulana; questo sconvolgimento, nella tradizione storiografica veneta, è generalmente ricondotto alla cosiddetta rotta della Cucca; in questo periodo i Longobardi, in guerra con l'Esarcato di Ravenna che controllava la costa dell'Adriatico, lasciarono l'Adige disalveato allo scopo di creare delle paludi come protezione naturale al confine (???). La fossa prese dunque a sfociare in queste paludi; come vestigio dell'antica foce resta oggi un canale che rappresenta la principale via navigabile verso Venezia presso la costa occidentale dell'isola di Pellestrina.

La Filistina è citata in una bolla di papa Giovanni X del 920; con questa bolla il papa autorizzò Paolo, vescovo di Adria, a costruire una fortificazione nel borgo che sarebbe poi diventato Rovigo, che si trovava presso la fossa Filistina, la quale era ancora un ramo del fiume Tartaro.
Pochi anni dopo, in seguito alla rotta del Pinzone, l'Adige, che era stato da poco regolato in un antico canale chiamato Chirola, ruppe presso l'attuale Badia Polesine e si riversò nella Filistina, devastandola; negli anni successivi, gli abitanti di Badia, Lendinara e Rovigo ripristinarono l'alveo dell'antico canale, a cui diedero il nome di "Atesis" (senza "h") per distinguerlo dall'"Athesis" o "Adige Vecchio".
L'idronimo originario resistette ancora per almeno un secolo: in un documento del 1067 la fondazione della nuova pieve di Santo Stefano a Rovigo è posta presso il canale, che viene chiamato ancora fossa Filistina. In un documento del XVI secolo, che ricostruirebbe schematicamente la situazione dei fiumi polesani dell'XI-XII secolo, prima della rotta di Ficarolo, la fossa Filistina segue il primo dei corsi ricostruiti nella sezione "Geografia" fino a perdersi nelle rinnovate paludi Adriane; risulta inoltre collegata al Po all'altezza di Castelnovo Bariano. In seguito si sarebbe continuato a parlare di "Adige" e "Adige Vecchio", fino alla rotta della Malopera del 1438 e oltre, quando all'antico canale venne dato il nome di "Adigetto" e l'"Adige Vecchio" tornò ad essere chiamato "Adige".

Alcuni corsi minori in zona furono chiamati Pestrina fino al XIX secolo; nella tradizione storiografica polesana sono stati spesso considerati come ciò che rimaneva dell'antica Filistina. L'analisi contemporanea ha fatto però notare che il nome di questi corsi potrebbe derivare da pistrinum ossia mulino ???.


???

Cfr. co:

http://it.wikipedia.org/wiki/Filisto_di_Siracusa
Filisto di Siracusa (Siracusa, 430 a.C. – 356 a.C.) è stato un storiografo siceliota del IV secolo a.C., autore di una Storia della Sicilia (Sikelikà).
Filisto nacque nel 430 a.C. a Siracusa e ricoprì importanti incarichi militari sotto Dionisio I e Dionisio II. Infatti, Dionisio I, del quale lo storiografo fu un forte sostenitore, gli affidò, per molti anni, il comando della guarnigione di stanza ad Ortigia. Ma nel 386 a.C. venne esiliato ad Adria e non è chiaro se tornò in patria sotto lo stesso Dionisio I o sotto Dionisio II.
Fu proprio durante gli anni dell'esilio che, secondo Plutarco, Filisto avrebbe scritto la sua opera storica. Si suppone che la fossa Filistina, nei pressi di Adria (sede del suo esilio), abbia preso il nome da Filisto.
Le ultime notizie di cui disponiamo sulla sua vita riguardano lo scontro decisivo con Dione del 356 a.C., a cui egli partecipò come generale di Dionisio II, scontro che terminò con una sconfitta per lo storiografo. Secondo Eforo di Cuma, dopo la sconfitta, il nostro si sarebbe tolto la vita; secondo Timeo, invece, sarebbe stato torturato ed ucciso dal nemico.


http://it.wikipedia.org/wiki/Filistei
...
Giovanni Garbini, il biblista che sostiene maggiormente l'importanza del popolo filisteo, nel bacino del Mediterraneo dell'età del bronzo finale, giunge ad affermare che, a suo parere, "per circa due secoli (il X e l'XI, n.d.r.) il Mediterraneo fu probabilmente un mare in gran parte filisteo". Garbini è del parere che i rinvenimenti di ceramica submicenea sul suolo italiano (Frattesine, Torcello, Campo di Santa Susanna presso Rieti, vari siti della Sardegna e della Sicilia, ecc.) dimostrerebbero la diffusione, in età protostorica, della cultura filistea nella penisola italiana e nelle isole. Da non sottovalutare le affinità con alcuni guerrieri riprodotti nei bronzetti sardi, iconograficamente simili ai guerrieri Peleset raffigurati nelle testimonianze egizie.


L’edronemo (*etrusco) Filistina forse lè fato da Filis- (?) + -tina

Cfr. co:

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 50-851.jpg
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Messaggioda Berto » mar dic 16, 2014 5:03 am

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Messaggioda Berto » mar dic 16, 2014 6:13 am

Fosa Mesanega (Messanica)

http://it.wikipedia.org/wiki/Opere_idra ... di_Venezia
http://it.wikipedia.org/wiki/Po_di_Adria
Fu in questa situazione che fiorirono, nel VI secolo a.C., i porti etruschi di Adria e Spina alle rispettive foci di questi rami del delta. Gli Etruschi si occuparono anche della bonifica idraulica del territorio delle paludi Adriane: scavarono la fossa Messanica, che corrisponde all'odierno Po di Primaro, per scolmare il Po di Spina; scavarono la fossa Filistina, deviando il Tartaro verso nord-est e facendolo sfociare presso l'odierna Pellestrina; scavarono anche i Fossoni, una rete di canali paralleli alla linea di costa, che mettevano in collegamento i porti senza passare per il mare aperto. Il risultato di queste bonifiche favorì la nascita di insediamenti presso i principali corsi d'acqua, una colonizzazione che procedette dal mare verso l'entroterra del territorio di Adria; fenomeno che invece non si replicò lungo il Po di Spina.

Cfr. co:

Mesola
http://it.wikipedia.org/wiki/Mesola
Il toponimo di Mesola, "media insula" (???), indica come l'origine e lo sviluppo di questo territorio siano legati all'equilibrio tra terra e acqua dell'antica Valle Padusa.
Le dune fossili di Messenzatica e di Monticelli di epoca romana indicano dove arrivava il mare all'epoca. L'evoluzione successiva del Delta del Po ha originato la rimanente parte del territorio. Massenzatica è altresì citata nel diploma di Papa Benedetto VIII del 1013 col quale all'Abbazia di Pomposa viene assegnata una zona comprendente "...Masinzatica usque monticello...".

http://it.wikipedia.org/wiki/Dune_fossi ... ssenzatica
Le Dune fossili Di Massenzatica sono una riserva naturale orientata del ferrarese, che si estende per circa 53 ettari nel comune di Mesola e parzialmente in quello di Codigoro.
Rappresentano il relitto di antiche dune costiere, risalenti a circa 3 millenni fa (???).

Ste dune ƚe xe orexenà dal vento e no dal mar:
http://www.parcodeltapo.org/index.php/i ... ssili.html
Le dune sono corpi sabbiosi di origine eolica cioè si formano per l'azione del vento a contatto con il terreno. La loro forma, l'altezza e l'estensione dipendono dalla direzione del vento, dal rifornimento di sabbia e dalla vegetazione. Infatti questa ha lo scopo di intrappolare il sedimento ed impedire l'avanzamento della duna verso l'entroterra.
Le dune infatti sono corpi mobili che subiscono spostamenti lenti mano a mano che il vento spinge la sabbia in salita fino alla cresta. In questo modo il lato sopravento subisce un effetto di deflazione, mentre il lato sottovento, su cui la sabbia ricade per gravità, si accresce.
Gran parte di queste morfologie riconoscibili nel territorio deltizio, sono considerate fossili, sono cioè imputabili a fenomeni già completamente conclusi nel tempo. Esse costituiscono perciò delle "istantanee storiche" insostituibili per la comprensione dell'evoluzione del Delta. Le dune fossili rappresentano infatti l'antico confine tra la terra e il mare, prima che il Po, con il trasporto dei detriti verso la foce, costituisse le attuali terre deltizie spostando in questo modo molto più avanti la linea di costa.




Moxa (Mosa), Moxela, Moson (Mosson), Mosan (Mossano), Moussan, Musolente, Musi, Muzzi, Mexia (Mesia), Mixia, Muxon, Muxestre, Muxile, ... Mors, Orsara, Valdorsa, Santorso, Mala Ursara, Mortixe, Mortizza, Mortara, Mortigliano, Morterone, ...
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... 9YZHM/edit
viewtopic.php?f=45&t=119
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Re: Ƚe fose de ƚi ani veneto-romani jeraƚe fate de acoa dol

Messaggioda Berto » gio dic 18, 2014 7:42 pm

.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Ƚe fose de ƚi ani veneto-romani jeraƚe fate de acoa dol

Messaggioda Sixara » ven dic 19, 2014 11:18 am

So la Filistina o Pestrina Luciano Todesco in Ipotesi lagunari da indagini toponomastiche el scrive ( a propoxito de le ores maritime, i Lidi e porti) :

Litus Rivoalti si presume un tempo diviso da Gradus Mathemauci, così come era divisa Pellestrina in Pristene e Pastene o lido di Albiola, scalo marittimo sul luogo di Portosecco, ma da alcuni voluto in S.Pietro in Volta.
Stabilita l'interruzione litoranea si configura una Pristene disabitata non essendoci notizie di insediamenti in questo lido che dovrebbe essere stato sempre più stretto degli altri, almeno nella sua parte meridionale. Si tratta probabilmente del tenue praetentum litus attraversato dagli esploratori di Cleonimo, che subito, dal lato lagunare, scorsero campi coltivati non molto lontani. ...
Dall'episodio di Cleonimo del 302 a. C. si dovrebbe trarre anche la convinzione che Pristene allora non avesse vici; diversamente l'arrivo di una flotta non sarebbe passato inosservato e un allarme tempestivo avrebbe impedito ai greci di penetrare indisturbati dal mare alla laguna e da questa all'interno dell'agro patavino. Tuttavia la denominazione arcaica di Pristene, simile all'illirica città di Pristina dichiara una colonizzazione greca e un conseguente utilizzo del lido a scopi marittimi.

Però n nota el Todesco el mete :

"Pri" trova equivalenza nelle lingue slave a "presso al ..." tuttavia degli antichi nomi di Pellestrina compaiono varie versioni. In genere lo si crede dovuto alle fosse Philistinae e non si dovrebbe completamente escluderlo se dalle canalizzazioni avesse avuto vita fluvio Petrina, un corso che nel Medioevo trasferiva il suo nome al tratto deltizio del Tartaro nel ramo detto Pestrina o Pistrina che sfociava in laguna clodiense. Lungo il corso dell'antico Petrina si rinvengono frequenti toponimi similari che vanno a terreni e fossati e fra questi si trova anche una fossa Pellestrina.
Anche se così fosse, l'origine e l'itinerario dei nomi non potrebbe che confermare un'influenza greca sul litorale.
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Re: Ƚe fose de ƚi ani veneto-romani jeraƚe fate de acoa dol

Messaggioda Berto » ven dic 19, 2014 9:07 pm

Sixara ha scritto:So la Filistina o Pestrina Luciano Todesco in Ipotesi lagunari da indagini toponomastiche el scrive ( a propoxito de le ores maritime, i Lidi e porti) :

Litus Rivoalti si presume un tempo diviso da Gradus Mathemauci, così come era divisa Pellestrina in Pristene e Pastene o lido di Albiola, scalo marittimo sul luogo di Portosecco, ma da alcuni voluto in S.Pietro in Volta.
Stabilita l'interruzione litoranea si configura una Pristene disabitata non essendoci notizie di insediamenti in questo lido che dovrebbe essere stato sempre più stretto degli altri, almeno nella sua parte meridionale. Si tratta probabilmente del tenue praetentum litus attraversato dagli esploratori di Cleonimo, che subito, dal lato lagunare, scorsero campi coltivati non molto lontani. ...
Dall'episodio di Cleonimo del 302 a. C. si dovrebbe trarre anche la convinzione che Pristene allora non avesse vici; diversamente l'arrivo di una flotta non sarebbe passato inosservato e un allarme tempestivo avrebbe impedito ai greci di penetrare indisturbati dal mare alla laguna e da questa all'interno dell'agro patavino. Tuttavia la denominazione arcaica di Pristene, simile all'illirica città di Pristina dichiara una colonizzazione greca e un conseguente utilizzo del lido a scopi marittimi.

Però n nota el Todesco el mete :

"Pri" trova equivalenza nelle lingue slave a "presso al ..." tuttavia degli antichi nomi di Pellestrina compaiono varie versioni. In genere lo si crede dovuto alle fosse Philistinae e non si dovrebbe completamente escluderlo se dalle canalizzazioni avesse avuto vita fluvio Petrina, un corso che nel Medioevo trasferiva il suo nome al tratto deltizio del Tartaro nel ramo detto Pestrina o Pistrina che sfociava in laguna clodiense. Lungo il corso dell'antico Petrina si rinvengono frequenti toponimi similari che vanno a terreni e fossati e fra questi si trova anche una fossa Pellestrina.
Anche se così fosse, l'origine e l'itinerario dei nomi non potrebbe che confermare un'influenza greca sul litorale.


Grasie, deso verefego.

Na noda xeneral: me par kel Todesco el crede ke sta fosa ƚa fuse on buxo, na vale, na cioxa de acoa de mar, coando ke anvençe ƚa jera de acoa dolçe ... dapò el se somexa dei porti sol mar de cu no ghè testemognanse.

Pellestrina, Pistrine, Pelestrine, Pilistine, Pestrina
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