"Wikipedia è di sinistra" dichiara Larry Sanger

"Wikipedia è di sinistra" dichiara Larry Sanger

Messaggioda Berto » mar lug 20, 2021 8:46 pm

"Wikipedia è di sinistra" dichiara Larry Sanger
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"Wikipedia è di sinistra" dichiara Larry Sanger, uno dei cofondatori, che ha denunciato quanto l'enciclopedia online più famosa del mondo sia in realtà schierata politicamente.
Sanger ha espressamente detto che solo fonti notoriamente di sinistra vengono accettate nei contenuti di Wikipedia, i quali vengono filtrati ideologicamente dagli editor, smentendo chiaramente il principio che si tratti di una "enciclopedia libera".
Benché ufficiosamente fosse già noto, ora c'è la prova ufficiale che anche Wikipedia è uno degli strumenti mediatici utilizzati da certa fazione politica per imporre, incontestabilmente, il pensiero unico del politicamente corretto.
La storia la scrivono i vincitori, ma esistono fior di storici revisionisti che lavorano incessantemente e senza pregiudizio di parte, affinché la verità storica possa sopravvivere.
Sosteniamoli, cercando oltre la comodità che vi viene offerta, su canali alternativi, con mente aperta anche a grandi sconvolgimenti.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: "Wikipedia è di sinistra" dichiara Larry Sanger

Messaggioda Berto » mar lug 20, 2021 8:47 pm

"Wikipedia controllata dalla sinistra". La denuncia choc del cofondatore
Gerry Freda
19 Luglio 2021

https://www.ilgiornale.it/news/cronache ... 63267.html

Secondo Larry Sanger i responsabili delle varie pagine di Wikipedia, nel selezionare le fonti per gli articoli da pubblicare, vieterebbero di citare quelle di destra
"Wikipedia controllata dalla sinistra". La denuncia choc del cofondatore

Stanno facendo discutere le affermazioni di Larry Sanger, cofondatore di Wikipedia, ossia dell'enciclopedia online divenuta ormai il quinto sito web più visitato al mondo; il filosofo americano ha infatti ultimamente denunciato la presunta "fine dell'imparzialità" della sua creatura. In particolare, Wikipedia, sostiene Sanger, avrebbe perso dal 2009 la propria natura di contenitore di miriadi di idee e di spunti eterogenei. Da quell'anno, il sito in questione sarebbe divenuto sempre più "partigiano".

Sanger ha esternato tale accusa nell'ambito di un'intervista concessa alla rivista inglese UnHerd, in cui egli ha ribadito il fatto che Wikipedia, nata come luogo di democrazia del sapere e come fucina di testi e contenuti rappresentativi del maggior numero possibile di punti di vista, ha irreversibilmente sposato il "punto di vista dell'establishment", divenendo così inaffidabile: "Dietro le quinte c’è un grande fermento per pilotare gli articoli". Di conseguenza, gli articoli enciclopedici che vengono pubblicati e aggiornati in continuazione sul sito incriminato sarebbero il frutto di selezioni di fonti "esclusivamente di sinistra": "Non puoi assolutamente citare il Daily Mail. Non puoi nemmeno citare Fox News su questioni socio-politiche. È vietato. Che cosa vuol dire? Vuol dire che se una polemica non compare sui principali media di centro-sinistra, allora non apparirà su Wikipedia".

La trasformazione di Wikipedia da agorà virtuale delle opinioni a cassa di risonanza della visione del mondo promossa dalla sinistra avrebbe avuto un'accelerazione, prosegue, Sanger, in concomitanza con la crisi-Covid. Di conseguenza, l'enciclopedia online avrebbe celato alcune informazioni sulla pandemia di coronavirus provenienti da fonti di destra: “Se leggi gli articoli di Wikipedia – ha dichiarato –, puoi vedere come stia semplicemente esprimendo il punto di vista dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di vari altri portavoce dell’establishment, come Fauci. È da lì che vengono presi gli spunti. C'è un'applicazione globale di un certo punto di vista, che è sorprendente per me che sono un libertario, o un conservatore amante della libertà”.

Oltre a condizionare a monte la scelta delle fonti per gli articoli, gli attuali responsabili del sito cercherebbero di manipolare i contenuti già esistenti sull’enciclopedia online modificando quelli ritenuti "più scomodi" mediante il pagamento di anonime "figure ad hoc", quali scrittori ed editori non identificati per nome; tali soggetti non identificati verrebbero ricompensati proprio per cambiare gli articoli. Sanger ha poi rimarcato che l'alterazione dei contenuti presenti su Wikipedia sarebbe un obiettivo ambito da molti, vista la grande notorietà del medesimo sito nel mondo: "Quindi c'è un gioco molto grande, brutto e complesso che viene giocato dietro le quinte per far dire all'articolo ciò che qualcuno vuole che dicano".

Sanger ha infine tuonato contro le grandi aziende tecnologiche mondiali e contro la scelta di miliardi di utenti di affidare le rispettive informazioni personali alle prime: "Ci siamo affidati a punti vendita come Facebook, Twitter e YouTube con i nostri dati e abbiamo permesso loro essenzialmente di conquistare il mondo dei media. Ciò di cui ci siamo fidati era la nostra libertà e la nostra privacy, che fondamentalmente non ci avrebbero fatto chiudere. Ma ci hanno sostanzialmente pugnalati alle spalle". Egli ha quindi concluso l'intervista ricordando l'importanza del valore della neutralità delle informazioni: "Quando stiamo cercando di ottenere alcune informazioni di base per comprendere un argomento, non vogliamo essere presi per il naso, giusto? Siamo individui liberi che vogliono prendere una decisione".


Quel manipolo di "rossi" che soffoca Wikipedia
Luca Gallesi
2 Gennaio 2014

https://www.ilgiornale.it/news/cultura/ ... 79625.html

Catalogare il mondo e metterlo a disposizione dell'umanità, ecco il sogno che Diderot e gli Illuministi volevano realizzare con l'Encyclopédie, un progetto che avrebbe messo in seria discussione il sapere e le autorità tradizionali. Quasi tre secoli dopo, sono le Enciclopedie a capitolare di fronte ad una nuova sfida, altrettanto ambiziosa e ancora più rivoluzionaria, che affida la catalogazione e la diffusione della conoscenza non più a una ristretta élite di dotti intellettuali, ma a una vasta massa di volonterosi dilettanti. Stiamo ovviamente parlando di Wikipedia, l'enciclopedia virtuale in cui si è imbattuto chiunque abbia un minimo di familiarità con Internet. Più simile alla Biblioteca di Babele immaginata da Borges che alla Enciclopedia Treccani elaborata da Gentile, Wikipedia è una delle poche realtà efficienti e gratuite che da oltre un decennio sono un saldo punto di riferimento nel caotico mare magnum della Rete, che ha inghiottito corazzate che sembravano inaffondabili come Second Life o Myspace e progetti simili come l'enciclopedia multimediale della Microsoft Encarta o quella lanciata da Google chiamata Knol e totalmente dimenticata.

Concepita nel 2001 da Jimmy Wales, un utopista smanettone appassionato di Ayn Rand, e da uno scettico dottorando in filosofia all'Università dell'Ohio, Larry Sanger, Wikipedia prende il nome da un termine hawaiano, wiki, che significa veloce; sin dall'inizio si offre come piattaforma di contenuti prodotti e curati da chiunque ne avesse accettato le regole fondamentali, conosciute come i Cinque Pilastri: niente ricerche originali, punto di vista neutrale, verificabilità delle fonti, e due comandamenti che riecheggiano quelli di Steve Jobs: be bold, ovvero «sii audace», e «ignora tutte le regole». In questo caso, la differenza sta nel fine, che non è, come per Apple, il profitto mascherato da raffinatezza, ma la catalogazione e la diffusione di tutto lo scibile umano senza scopo di lucro.

Il successo è immediato, e supera ogni rosea previsione: aperta a tutti e con la neutralità dell'informazione come requisito fondante, Wikipedia si diffonde a macchia d'olio, diventando la prima enciclopedia al mondo per mole di informazioni e lettori, mentre progetti di ben altre ambizioni e solidità innalzano bandiera bianca, come l'Encyclopedia Britannica, che nel 2012 ha rinunciato alla versione cartacea, o la nostra Treccani, che ha addirittura abdicato al suo ruolo guida, rimandando i suoi lettori online ad alcune voci di Wikipedia. Oggi, la libera enciclopedia del web è pubblicata in 285 lingue, comprese quelle morte come il latino, o artificiali come l'esperanto e il klingoniano, noto solo agli aficionados di Star Trek. La sola versione in lingua inglese, se stampata, oggi occuperebbe 2000 volumi come quelli di un'enciclopedia classica, con un indice superiore ai quattro milioni di voci, quasi tutte attendibili, grazie al lavoro costante dei collaboratori e degli amministratori, volontari eletti dalla comunità e preposti al controllo delle singole voci.

Alla storia di questo progetto è dedicato un brillante saggio: Wikipedia, di Emanuele Mastrangelo ed Enrico Petrucci, edito da Bietti (pagg. 394, euro 16). Oltre a descrivere accuratamente la storia di Wikipedia, il libro getta qualche ombra sugli amministratori della versione in italiano, che, invece di essere gelosi custodi della neutralità del sapere, sono zelanti vestali del politicamente corretto.

Come ha provato sulla propria pelle uno degli autori, chi non si conforma alla vulgata resistenziale, anche se è un ricercatore laborioso e affidabile, viene inesorabilmente espulso dalla comunità dei collaboratori italiani. Un piccolo ma agguerrito manipolo di amministratori fa catenaccio contro le forze oscure della reazione in agguato, vigilando contro la pubblicazione di versioni che possano anche lontanamente mettere in dubbio l'egemonia culturale della sinistra, vedi le voci sull'Attentato di via Rasella (derubricato a Fatti di via Rasella), per non parlare della Guerra civile in Italia 1943-45, realtà inconcepibile per chi conosce soltanto la gloriosa ribellione del popolo italiano contro la sanguinaria tirannide.

I gendarmi della memoria agiscono come la psicopolizia descritta da Orwell in 1984, impegnata a riscrivere la storia; ma i nostalgici degli Anni Settanta, che, per fortuna, sopravvivono quasi solo su Internet, non sono gli unici colpevoli, dato che sarebbe facile impegnarsi a contrastarli con successo, come dimostrano i due autori. Purtroppo, anche in Rete, come sui grandi giornali e nelle televisioni nazionali, la cultura, se non è allineata, non interessa quasi a nessuno: è talmente noiosa….
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