Il continente nero è tra i più razzisti della terra

Re: Il continente nero è tra i più razzisti della terra

Messaggioda Berto » ven ott 11, 2019 6:25 am

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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Il continente nero è tra i più razzisti della terra

Messaggioda Berto » ven ott 11, 2019 6:26 am

La Cassazione: dire “sporco negro” non è reato
Maurizio Tortorella
28 gennaio 2019

https://www.panorama.it/news/in-giustiz ... k1P7nkmAfY

La Cassazione riconosce che l’ingiuria razzista "sporco negro", “non è più reato”, e assolve definitivamente un imputato. Lo ha appena deciso la quinta sezione penale della suprema corte, depositando il 18 gennaio le motivazioni alla sentenza numero 2461 pronunciata lo scorso 6 dicembre.

Con questa assoluzione, la Cassazione per la prima volta prende atto delle modifiche introdotte nel gennaio 2016 dal decreto “svuota-carceri”, e annulla senza rinvio la condanna che la Corte d’appello di Firenze nell’ottobre 2015 aveva inferto a un imputato pisano.

L’uomo aveva apostrofato una ragazzina per strada, gridandole "sporca negra" e "marocchina di mer..", ed era stato condannato in primo e in secondo grado per il reato d'ingiuria, aggravato da motivi razziali. Ora però viene assolto, ed è inevitabile, perché da due anni l'ingiuria per il nostro ordinamento non costituisce più reato.

Il decreto svuota-carceri aveva modificato l'articolo 594 del Codice penale, abrogando proprio il reato di ingiuria e trasformandolo in un illecito civile. Il risultato è facile da capire: chi offende una persona, oggi, può subire esclusivamente una causa in sede civile per il risarcimento del danno, ed eventualmente anche una multa inflitta dal giudice, da versare allo Stato.

È quindi scomparsa la possibilità di querelare in sede penale chi pronuncia frasi insultanti. Restano però punite penalmente sia la diffamazione (cioè il reato di chi, in assenza della vittima, ne parla male in presenza di almeno altre due persone) sia la minaccia che, a volte, si accompagna all’ingiuria.

Quindi, per essere chiari, oggi non è più reato pronunciare le parole: “sporca negra”. Ma resta reato aggiungere la postilla “ti brucio viva”, perché configura una minaccia.

L’assoluzione stabilita dalla quinta sezione ha eliminato anche il risarcimento che la Corte d’appello aveva stabilito nei confronti della parte civile, la ragazzina offesa. La Cassazione ha precisato infatti che "in caso di sentenza di condanna relativa a un reato successivamente abrogato e qualificato come illecito civile (…) sono da revocare anche i capi della sentenza che concernono gli interessi civili”.

La parte offesa conserva però il diritto di agire in sede civile per il risarcimento del danno". Quindi può ripartire dall’inizio con una causa civile.
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Re: Il continente nero è tra i più razzisti della terra

Messaggioda Berto » mer dic 11, 2019 9:25 pm

"Scimmie bianche, la pagherete": la furia dello straniero sugli agenti
Federico Garau - Ven, 29/11/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... PU4tvqzd4s

Una raffica di insulti e minacce, oltre all'aggressione nei confronti di un poliziotto: "Me la pagherete. Vi spacco la faccia, io sono molto forte. Vi denuncio tutti, dirò che mi avete picchiato"

Ha dato in escandescenze nei pressi del Teatro Regio di Parma, aggredendo prima un guineano di 19 anni, accusato di avergli sottratto una bicicletta, quindi gli uomini della locale questura che avevano raggiunto il posto indicato per tentare di riportare la calma.

Protagonista in negativo della vicenda un 26enne della Costa D'Avorio, ora rinchiuso dietro le sbarre di una cella di sicurezza in attesa dello svolgimento del giudizio direttissimo.

Come riportato dalla stampa locale, i fatti si sono verificati durante la serata di ieri, giovedì 28 novembre. Sono all'incirca le 23, quando in centrale giunge la richiesta di aiuto da parte del 19enne guineano, che denuncia una violenta aggressione in corso nei suoi confronti.

Dinanzi al Teatro Regio sopraggiungono gli uomini della squadra Volanti di Parma, subito avvicinati dalla giovane vittima, che presentava sanguinamento ed evidenti tracce delle violenze appena subite.

Il guineano ha indicato agli agenti il responsabile, che si trovava a breve distanza da loro. Nonostante il tentativo di negare le proprie responsabilità, l'ivoriano aveva evidenti tracce di sangue sotto le unghie, che hanno confermato il racconto del 19enne. Fin da subito fortemente ostile nei confronti dei poliziotti, il responsabile, in evidenti condizioni di alterazione psico fisica causate dall'abuso di alcolici, ha iniziato ad insultarli pesantemente.

Impossibile tentare di concludere le operazioni di identificazione, cosa che ha costretto gli agenti a far salire il facinoroso a bordo dell'auto di servizio per tradurlo negli uffici della questura di Parma.

Sia durante il tragitto che una volta giunto a destinazione l'extracomunitario ha continuato a bersagliare di minacce ed insulti i poliziotti, come riportato da "ParmaToday". "Non siete capaci di fare niente, vi dò fastidio solo perchè sono nero. La pagherete davanti a Dio, voi non potete fare niente, io sono molto forte", minaccia l'ivoriano, che poi aggiunge anche: "Vi denuncio tutti e vi accuserò di avermi picchiato". Ma gli insulti non si sono conclusi lì, dato che il 26enne ha proseguito con improperi decisamente più spinti ed espliciti. "Poliziotti di m***a, vi sistemo tutti. Vi spacco la faccia, siete dello scimmie bianche di m***a. Me la pagherete. Il mio c***o è più grosso del vostro". In questura anche il rifiuto di consegnare i documenti e declinare le proprie generalità, oltre al tentativo di colpire con un pugno uno degli uomini in divisa che cercava di placarlo.

Accusato di minacce, oltraggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, capi di imputazione a cui si aggiunge anche una denuncia per ubriachezza molesta e la probabile aggravante per questioni razziali, è finito dietro le sbarre di una cella di sicurezza, dove si trova in attesa di giudizio direttissimo.
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Re: Il continente nero è tra i più razzisti della terra

Messaggioda Berto » mer dic 11, 2019 9:26 pm

I cristiani in Africa li chiamano “i bianchi”
Giulio Meotti
8 dicembre 2019

https://www.ilfoglio.it/esteri/2019/12/ ... I.facebook


Roma. “I cadaveri mutilati delle donne. Quest’uomo a cui viene chiesto di abiurare la fede e che viene fatto a pezzi con un machete. Questa bambina strangolata con la catenina della croce. Quest’altro, frantumato contro un albero. E ogni volta, questa banalità di un male di cui loro stessi non capiscono come sia stato in grado di impadronirsi di pastori che, dopo tutto, sono dannati di questa terra. E il richiamo delle moschee radicalizzate dei Fratelli musulmani, che si moltiplicano nella misura esatta in cui bruciano le chiese”.

È un pezzo dell’inchiesta drammatica di Bernard-Henri Lévy pubblicata giovedì su Paris Match e dedicata ai cristiani nigeriani. Il filosofo parla di “metodica pulizia etnica e religiosa”. L’odio è viscerale. “Ci sono ‘troppi cristiani a Lagos’, ringhia Abdallah, il più loquace e minaccioso. ‘I cristiani sono cani e figli di cani. Tu dici cristiani. Ma, per noi, sono traditori. Hanno assunto la religione dei bianchi. Non c’è posto qui per gli amici dei bianchi, questi impuri. Il venditore di cartoline mi offre ritratti di Erdogan e Bin Laden e dice che i cristiani alla fine se ne andranno e che la Nigeria, quindi, ad Allah piacendo, sarà libera”. Bernard-Henri Lévy paragona la situazione dei cristiani nigeriani a quanto è successo in Darfur “o anche prima, in Ruanda, in quei giorni della primavera del 1994, quando nessuno voleva credere che il quarto genocidio del XX secolo fosse in corso. La storia si ripeterà in Nigeria? E resteremo seduti pigramente mentre l’internazionale islamista, contenuta in Asia, combattuta in Europa, sconfitta in Siria e in Iraq, apre un nuovo fronte su questa immensa terra dove i figli di Abramo hanno convissuto a lungo? Questo è il significato di ‘SOS cristiani in Nigeria’ che lancio qui oggi”.

Bernard-Henri Lévy non è il solo umanitarista appena tornato dal più grande paese africano. C’è appena stata anche la Baronessa Caroline Cox, che denuncia una politica di islamizzazione all’insegna del motto “la tua terra o il tuo sangue”. “Ho visitato molte delle aree colpite e ho visto le tragedie della morte e della distruzione. Un sopravvissuto mi ha detto: ‘I Fulani hanno attaccato con un machete. Ho perso conoscenza. Quando mi sono svegliato, ho visto mia figlia a terra. Era morta, con il mio dito tagliato in bocca’”. Si stima che oltre mille cristiani siano stati uccisi soltanto da gennaio a oggi e che quasi due milioni di persone siano state sfollate internamente in Nigeria, in gran parte a causa degli attacchi di estremisti islamici come Boko Haram e i Fulani.

Nel 2018 i cristiani uccisi per la propria fede nel mondo, secondo Open Doors, sono stati 4.305. Di questi, 3.731 sono stati uccisi in Nigeria. “Quasi ogni giorno, mi sveglio con messaggi dagli amici in Nigeria, come questo di oggi: ‘I pastori hanno pugnalato a morte un contadino Ogan’”, ha detto l’avvocato per i diritti umani Ann Buwalda. I media ne parlano spesso come di un conflitto economico e sociale. Ma come ha recentemente spiegato suor Monica Chikwe, “è difficile dire ai cristiani nigeriani che questo non è un conflitto religioso poiché ciò che vedono sono combattenti Fulani vestiti interamente di nero, che cantano ‘Allahu akbar!’ e che urlano ‘morte ai cristiani’”. E il mattatoio ha esondato nei paesi vicini alla Nigeria.

In Burkina Faso, nei giorni scorsi, estremisti islamici hanno ucciso quattordici persone dentro a una chiesa protestante (molti i bambini fra i morti). Sono nere le vittime e i carnefici, ma gli islamisti chiamano i cristiani così, “i bianchi”, portano i segni di una fede più ancestrale dell’islam in terra africana, ma considerata come estranea e quindi da eliminare. Sono i figli di un dio minore.
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