Nijeria, Senegal e ixlam

Re: Nijeria, Senegal e ixlam

Messaggioda Berto » dom apr 24, 2016 3:21 pm

Due donne kamikaze si fanno esplodere in una tendopoli in Nigeria
Due donne kamikaze legate al gruppo jihadista Boko Haram si sono fatte esplodere in un campo profughi nel nord della Nigeria provocando la morte di 8 persone
Daniele Bellocchio - Sab, 23/04/2016

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/due ... 50320.html

È di nuovo terrore e orrore in Nigeria, dove la guerra condotta da Boko Haram non si ferma.

Anzi prosegue, spietata, così come era stata conosciuta sino adesso. La notizia della nuova strage commessa dai ribelli islamisti africani risale a giovedì e si è svolta in un campo profughi nella città di Banki, nello stato del Borno al confine con il Cameroun.

Due donne sono entrare nella tendopoli e hanno azionato il detonatore provocando la morte di 8 persone. La strage non è ancora stata rivendicata, ma il modus operandi e la scelta dell'obiettivo rimandano in tutto e per tutto alla strategia degli jihadisti di Shekau.

Boko Haram infatti ha come target anche gli stessi profughi che sono scappati dalle località coinvolte dal conflitto e nonostante nelle scorse settimane fossero state diramate notizie su una possibile resa del leader del gruppo jihadista, e la situazione strategica del gruppo sembrasse disperata, invece la setta affiliata all'Isis non cessa di piegare il paese. E ora non lo fa solo commettendo stragi indiscriminate ma anche attraverso il ricatto economico.

Sembra ufficiale infatti la richiesta di 50 milioni di dollari per il rilascio delle ragazze rapite due anni fa nella scuola di Chibok.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Nijeria, Senegal e ixlam

Messaggioda Berto » mar gen 30, 2018 10:23 pm

Nigeria, agguati e attacchi alle chiese: si moltiplicano le vittime degli islamisti
Alessandra Benignetti
Gen 30, 2018

http://www.occhidellaguerra.it/nigeria- ... -islamisti

I cristiani nigeriani sono stretti nella morsa degli estremisti islamici. Se da un lato si moltiplicano gli attacchi di Boko Haram, dall’altro la furia dei pastori fulani non risparmia gli agricoltori di fede cristiana.

Secondo il vescovo di Maiduguri, monsignor Oliver Dashe Doeme, ci sarebbe proprio la firma di questo gruppo terroristico, composto da pastori semi-nomadi di fede musulmana, dietro gli attacchi della notte di Capodanno in una chiesa di Omoku, nel sud della Nigeria, dove un gruppo di uomini armati aprì il fuoco sui fedeli radunati per assistere alla Messa, uccidendo 17 persone. Ma non si tratta di un episodio isolato. “Dall’inizio dell’anno almeno 73 persone sono rimaste vittime delle violenze, eppure il governo nigeriano non sta facendo nulla per impedire che i pastori fulani uccidano un gran numero di persone, inclusi molti bambini”, ha spiegato al telefono con la fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre monsignor Oliver Dashe Doeme, commentando la situazione attuale nella sua diocesi.

Nelle ultime settimane anche i miliziani di Boko Haram sono entrati in azione nel villaggio di Kaya, nello stato nordorientale di Adamawa, uccidendo almeno cinque civili, mentre proprio a Maiduguri, dove il gruppo terroristico è maggiormente attivo, a metà gennaio due ragazzine kamikaze di 13 anni si sono fatte saltare in aria nell’ora di punta all’interno del mercato della città. Il bilancio è stato di dieci morti e 52 feriti. Qualche giorno prima, tre persone avevano perso la vita in un attacco sferrato dagli stessi miliziani islamisti alle porte della città di Madagali, nel nord-est del Paese.

A Maiduguri continuano a concentrarsi gli attacchi più efferati. Nella diocesi di monsignor Oliver Dashe Doeme la ferocia dei “talebani africani” ha colpito migliaia di persone. In tutto 200 chiese e tre conventi sono stati profanati e danneggiati, mentre 25 scuole e 3 ospedali gestiti da religiosi sono stati distrutti dai terroristi. Le vittime dell’organizzazione islamista sono oltre 5mila e circa 100mila sono le persone che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni a causa delle violenze. A questo scenario desolante si aggiungono le aggressioni da parte dei pastori fulani, considerati uno dei gruppi terroristici più spietati, dopo l’Isis e Boko Haram.

La diocesi locale, con il sostegno internazionale di organizzazioni come Aiuto alla Chiesa che Soffre, si occupa di assicurare un futuro alle vedove e agli orfani delle vittime della violenza jihadista. “Alcuni di loro non hanno davvero di che vivere”, afferma il vescovo di Maiduguri, ma allo stesso tempo “conservano una fede irremovibile”. “È davvero sorprendente come nonostante tutto i cristiani continuino ad assistere alla Santa Messa e a partecipare alle attività pastorali – testimonia il presule – sono attaccati, rigettati e perfino uccisi a causa della loro fede, eppure sono pronti a tutto per mostrare la loro devozione religiosa».
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