Cosa gała ente ła man sanca sta dona?

Cosa gała ente ła man sanca sta dona?

Messaggioda Berto » mer giu 18, 2014 6:13 am

Cosa gała ente ła man sanca sta dona?
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(Pa 1, pria o steła foneraria ?)
-pupon.e.i eχorako/.i e.kupeϑar.i.s
puponei ego rakoi ekupetaris

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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Cosa gała en man sta dona?

Messaggioda Berto » mer giu 18, 2014 6:16 am

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Ke robi xełi sti kì ke ła ga ente ła man sanca?
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Re: Cosa gała ente ła man sanca sta dona?

Messaggioda Sixara » mer giu 18, 2014 9:44 am

Berto ha scritto:Ke robi xełi sti kì ke ła ga ente ła man sanca?


Par-mi i è dei fuxi.
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Re: Cosa gała ente ła man sanca sta dona?

Messaggioda Berto » mer giu 18, 2014 11:24 am

Sixara ha scritto:
Berto ha scritto:Ke robi xełi sti kì ke ła ga ente ła man sanca?


Par-mi i è dei fuxi.



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Re: Cosa gała ente ła man sanca sta dona?

Messaggioda Berto » mer giu 18, 2014 11:56 am

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Re: Cosa gała ente ła man sanca sta dona?

Messaggioda Berto » mer giu 18, 2014 12:31 pm

Fate, Moire, Parke, Norne, Matronae, Angoane
Pora Reitia Sainatei Vebelei
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Re: Cosa gała ente ła man sanca sta dona?

Messaggioda Berto » dom lug 20, 2014 9:32 am

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Re: Cosa gała ente ła man sanca sta dona?

Messaggioda Berto » mar mar 17, 2015 10:11 am

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Ke robi xełi sti kì ke ła ga ente ła man sanca?


Cfr. co Ecate

Ecate spesso è raffigurata con delle torce in mano, proprio per questa sua capacità di accompagnare anche i vivi nel regno dei morti

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http://it.wikipedia.org/wiki/Ecate

Ecate è una dea della religione greca e romana (Latino Hecata o Hecate, Greco Antico Ἑκάτη, Hekátē), ma di origine pre-indoeuropea.
Ecate era una divinità psicopompa, in grado di viaggiare liberamente tra il mondo degli uomini, quello degli dei ed il regno dei Morti.
Spesso è raffigurata con delle torce in mano, proprio per questa sua capacità di accompagnare anche i vivi nel regno dei morti (la Sibilla Cumana, a lei consacrata, traeva da Ecate la capacità di dare responsi provenienti, appunto, dagli spiriti o dagli Dei).

Dea degli incantesimi e degli spettri, Ecate è raffigurata come triplice (giovane, adulta/madre e vecchia), ed il numero Tre la rappresenta; le sue statue venivano poste negli incroci (trivi), a protezione dei viandanti (Ecate Enodia o Ecate Trioditis).

Le sue figlie erano chiamate Empuse.

Le sue origini sono poco note: Esiodo la ritiene figlia del titano Perse e di Asteria, e quindi è discendente diretta della stirpe titanica. Ma un'altra tradizione la riconosce come la figlia di Zeus e di una figlia di Eolo, chiamata Ferea.

Fu Ecate a sentire le grida disperate di Persefone, rapita da Ade presso il Lago Pergusa e portata negli Inferi, e fu sempre lei ad avvertire Demetra di quanto era accaduto.

Ecate veniva anche associata in alcuni casi ai cicli lunari, insieme ad altre divinità come Diana o Artemide (la luna crescente), e Selene/Luna (la luna piena), a simboleggiare la luna calante.

Nell'iconografia Ecate viene rappresentata spesso con tre corpi o con sembianze di cane o, accompagnata da cani infernali ululanti in quanto veniva considerata protettrice dei cani. Un altro animale sacro a tale divinità era la colomba.

La natura di Ecate è bi-sessuata, in quanto possiede in sé entrambi i principi della generazione, il maschile e il femminile. Per questo motivo viene definita la fonte della vita e le viene attribuito il potere vitale su tutti gli elementi.

Hecate, Hekate (Hekátē), o Hekat fu in origine una dea delle terre selvagge e del parto proveniente dalla Tracia, o dai cariani dell'Anatolia.
I culti popolari che la veneravano come una dea madre inserirono la sua persona nella cultura greca come Ἑκάτη.
Nell'Alessandria tolemaica essa in ultima analisi ottenne le sue connotazioni di dea della stregoneria e il suo ruolo di 'Regina degli Spettri', in queste vesti fu poi trasmessa alla cultura post-rinascimentale. Oggi è vista spesso come una dea delle arti magiche e della Stregoneria. È inoltre l'equivalente della Trivia romana. Il più noto santuario dedicato ad Ecate si trova a Lagina, in Turchia sudoccidentale.

http://www.ilcerchiodellaluna.it/central_Dee_Ecate.html

Appellativi

Chtonia (Del mondo sotterraneo)
Antaia (Colei che incontra)
Apotropaia (Protettrice)
Enodia (La dea che appare sulla via)
Kourotrophos (Nutrice di fanciulli)
Propulaia/Propylaia (Colei che sta davanti alla porta)
Propolos (Colei che serve)
Phosphoros (Portatrice di luce)
Soteira (Sapiente)
Triodia/Trioditis (Che frequenta i crocicchi)
Klêidouchos (Che porta le chiavi)
Trimorphe (Triplice)


I simboli di Ecate

Ecate custodisce e presiede i crocevia: qualunque incrocio, in particolare quello di incontro di tre vie, è a lei sacro ed un tempo vi erano edificate edicole ed effigi in suo onore.
Molte credenze e rituali di derivazione contadina approdano nella loro fase culminante proprio nei crocevia e ai trivi. Proprio in questi luoghi si portano le offerte in suo onore.
Poste agli incroci di tre strade, le statue di Ecate proteggevano i viandanti, aiutandoli a scegliere il percorso giusto e ad individuare i passaggi meno rischiosi. Ecco perché in alcune rappresentazioni Ecate ha addirittura tre teste, ognuna che guarda in una diversa direzione.
La cristianità ne ha fatto invece territorio diabolico dove vi si seppellivano i suicidi. Il crocicchio è, al contrario, un posto di concentrazione di energie: le strade, i cammini, i destini si incrociano e portano ad una scelta. Ecate è la dea delle scelte e della libertà di scelta.
La torcia è come abbiamo detto uno degli attributi fondamentali di Ecate, luce che illumina le tenebre, sapienza divina, essenza divina di luce. La torcia di Ecate serve a illuminare le anime nel loro passaggio dalla luce all'oscurità, ma anche ad accendere la scintilla della vita per farla uscire dalle tenebre.
La coppia Apollo - Ecate presente in molti luoghi oracolari (es Sibilla Cumana) ci parla anche di due facce della luce di saggezza: quella apollinea della luce diurna e quella interiore di Ecate notturna.
Il coltello appare in molte rappresentazioni di Ecate, forse associato al suo ruolo di levatrice (per tagliare il cordone ombelicale), ma è associato anche al suo ruolo di accompagnatrice nella morte, dove taglia i legami fra il corpo fisisco e lo spirito.
Quello della chiave è un attributo significativo di Ecate guardiana delle soglie.
Hekate Kleidoukoz (Kleidoukos) è “Colei che tiene la chiave” che controlla il passaggio dal mondo della superficie al mondo ctonio dell'Ade., dal regno del conosciuto a quello dello sconosciuto. Ecate guida di Persefone agli Inferi è anche la custode dei misteri, la sacerdotessa che trasmette i segreti della conoscenza.
Appartenente al mondo animale è il simbolo del serpente, associato all'idea del labirinto.
Il serpente è animale che emerge dal mondo ctonio, associato alla rigenerazione e al rinnovamento per il suo cambiare pelle.
Nel cosidetto Oracolo caldeo, edito ad Alessandria, la Dea era associata al simbolo noto come ruota di Ecate, con forme serpentine che disegnano una figura labirintica a tre direzioni.
Triplicità, vita morte e rinascita, rinnovamento e altri dei suoi significati sono racchiusi in questo simbolo.
Il cane è invece simbolo dell’Oltretomba, antica guida per i morti.
Le apparizioni o la presenza di Ecate ai crocicchi era manifestata proprio dai latrati lontani dei cani. Numerosi sono i simboli che condivide con la figura di Cerbero, custode dell’Ade.
Altri animali simbolo di Ecate sono i cavalli e i gatti neri.
La civetta è sua messaggera. I suo carro è tirato da dragoni.

http://www.tanogabo.it/mitologia/greca/Ecate.htm
Altro titolo di Ecate è Phosphoros, "portatrice di luce", ed è probabilmente legato alla sua immagine più nota, quella del tedoforo. Altre divinità erano talvolta portare una sola torcia, ma pochi sono stati identificati in modo chiaro con torce. Secondo un noto punto di vista è che questo simboleggia Hekate come dea-Luna ma è più probabile che il titolo e torce erano originariamente associate a un ruolo guida e guardiano in Misteri e quindi la funzione è stata connessa a quello della Propolos. Phosphoros è stato anche il nome greco per la "stella del mattino", il pianeta Venere.

Ecate la Giovane ha un posto di primo piano nei culti misterici di Orfeo, tant'è che compare nel primo inno orfico ove viene celebrata come la Signora che possiede le chiavi dell'universo:

Celebro Ecate trivia, amabile protettrice delle strade,
terrestre e marina e celeste, dal manto color croco,
sepolcrale, baccheggiante con le anime dei morti,
figlia di Crio, amante della solitudine superba dei cervi,
notturna protettrice dei cani, regina invincibile,
annunciata dal ruggito delle belve, imbattibile senza cintura,
domatrice di tori, signora che custodisce le chiavi del cosmo,
frequentatrice dei monti, guida, ninfa, nutrice dei giovani,
della fanciulla che supplica di assistere ai sacri riti,
benevola verso i suoi devoti sempre con animo gioioso.
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Re: Cosa gała ente ła man sanca sta dona?

Messaggioda Sixara » mar mar 17, 2015 11:03 am

Berto ha scritto:Dea degli incantesimi e degli spettri, Ecate è raffigurata come triplice (giovane, adulta/madre e vecchia), ed il numero Tre la rappresenta; le sue statue venivano poste negli incroci (trivi), a protezione dei viandanti (Ecate Enodia o Ecate Trioditis).

Par mi la so definizhion lè propio sta cuà : la dea dei crocicchi ke i altri elementi ( la colonba, i can, la giumenta, i lovi, le torce...) i è màsa comuni - tel senso ke i se pòe confondare co i attributi de altre divinità.
Sta cuà la và asieme co Ermes : psicopompi tuti 2, tuti 2 mési a goardia de i crocicchi ( comè ca se dixe n LV ? incroxi :? ), lì indoe ca s incroxa le vie. A i incroxi i ghe metea na statua de l Ecate triforme ( e cusì anca l Ermes) ; là se fermava i pelerìni a metar zo le so oferte alimentari drento de i contenitori co la so imajne; i poaréti i pasàva e i se le magnava tel so nome e se i vanzhava calcòsa i lo bruxava - mi credo - co de l timo, rameti de timo - pianta sacra-rituale - e da lì el nome de oxythymia ca se ghe dava a i crocicchi.
L incroxarse de le strade lè on posto pericoloxo : lì a se se ferma a considerare so cuala via ndare, de le tre o cuatro cuala xela la strada justa da ciapare...
" Presso tutte le civiltà Il crocicchio rappresenta l'ignoto e, come la fondamentale reazione umana di fronte all'ignoto è la paura, così il primo aspetto del relativo simbolismo è l'inquietudine. (...) Secondo l'insegnamento simbolico di tutte le tradizioni, una sosta al crocicchio sembra di rigore, come se fosse necessaria una pausa di riflessione, di raccoglimento sacro oppure di sacrificio, prima di proseguire per il cammino scelto. Il crocicchio è anche il luogo dove si incontrano gli altri, tanto esterni che interni; è il luogo privilegiato per le imboscate e richiede attenzione e vigilanza. La triplice Ecate e Ermes psicopompo si trovano ai trivi ( quadrivi) perché lì noi dobbiamo scegliere, per noi e in noi, fra il cielo, la terra e gli inferi."
(Chevalier-Gheerbrant, Dizionario dei Simboli, a la voxe : Crocicchio).

Certamente ca ghe entra anca la nòte-el scuro, l ànema-colonba, spiriti e fantaxmi... :D
(nol xe il crocicchio el posto indoe ca se càta le strìe par dopo xolar via e ndar a l apuntamento col demonio...
e difati ke ai crocicchi i ghe ga méso tuta na sinboloja cristiana de santi-madòne a protezhion de kel posto lì - e on lumìn - na torcia - senpre inpizhà)
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Re: Cosa gała ente ła man sanca sta dona?

Messaggioda Berto » mar mar 17, 2015 11:07 am

Sixara, tuto justo, però ła dimanda ła jera: cosa gała en man sta "dona" (shamana o dea)?

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