Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » dom set 29, 2019 10:04 am

Le demenzialità catastrofiste dei Conte, uno dei presidenti del consiglio più bugiardi e demenziali della storia repubblicana italiana


"Il Monte Bianco non crolla". Conte, scivolone sul ghiaccio
Lucia Galli - Dom, 29/09/2019

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 0k6YHZ5N-8


La Valle d'Aosta smentisce il premier, il governatore Fasson: «Non è rispettoso, venga qui a controllare»

Emergenza e attenzione sì, pressapochismo ed allarmismi, no grazie. La Valle d'Aosta fa i conti non solo con i cambiamenti climatici, ma anche con gli sbalzi della politica.

Mentre il ghiacciaio di Planpincieux resta osservato speciale, da quando i rilevamenti della Fondazione montagna sicura e della Regione hanno colto un'accelerata nel suo cronico ed inesorabile scivolamento a valle, a Courmayeur si vorrebbe spegnere la ribalta mediatica. La situazione è sì seria, ma «non ci si aspettano grandi differenze nei prossimi giorni», dice Raffaele Rocco, responsabile difesa suolo della Regione Valle d'Aosta. Soprattutto il quadro è comune a molti bacini glaciali che a quote medesime, ma forse in valli più remote, stanno seguendo lo stesso cronico corso.

Questo ghiacciaio sospeso che scende dai 4mila metri delle Grandes Jorasses è monitorato dal 2013 e, nella sua parte superiore non interessata ad un eventuale crollo è perfino noto fra gli scalatori per il suo suggestivo ed aereo seracco pendente, che incombe da secoli sulla via normale alla cima e che molti salgono ad ammirare dal rifugio Boccalatte. Il monitoraggio del bacino di Planpincieux è iniziato anni fa per ragioni di ricerca. Per questo appena lo scivolamento naturale si è impennato, sfiorando in qualche giornata di fine agosto, i 30-40 cm al giorno - in linea con i rilievi come ribadisce l'assessore al territorio della Valle d' Aosta Stefano Borrello - è scattata l'emergenza che ora viene registrata con un radar anche di notte e che fino a domani è in fase di rodaggio. La strada che sale alla val Ferret è chiusa e come alternativa è stata sistemata un percorso poderale per permettere a quelle poche decine di abitanti della valle di non perdere la loro quotidianità.

Basta allarmismi. A chiarire la situazione ieri a Courmayeur è salito anche il presidente della Regione Antonio Fosson: «Il problema dei cambiamenti climatici esiste e la nostra valle è un laboratorio di gestione di queste situazioni», ha precisato, ricordando che sono 186 in tutto i ghiacciai della vallée attualmente monitorati. Non demonizziamo la natura, il senso delle sue parole. Con una precisazione chiara per le parole del premier Giuseppe Conte, che parlando a 6400 km di distanza dal palazzo di vetro dell'Onu aveva indicato proprio in Courmayeur e nel suo ghiaccio «bollente» un chiaro segno dell'allarme dei tempi: «Invitiamo Conte a venire da noi, per vedere come stiamo da sempre affrontando queste situazioni. Dire però che il Monte Bianco sta venendo giù, non è né preciso, né efficiente, né rispettoso e nemmeno condiviso con chi, invece, da anni lavora per proteggere l'ambiente». Se e quando il crollo avverrà chiariscono gli esperti -, quei 250mila metri cubi potrebbero lambire, alla peggio, due curve della strada che da La Palud sale alla val Ferret. Per questo si chiude. Ma da qui a leggere titoli come «Courmayeur evacuata» c'è una certa differenza. Che non fa bene alla valle dove si lavora anche per garantire il futuro di quando la valle riaprirà per ferie e per inverno. L'inverno è galantuomo, e potrà saldare con la nuova neve i precari seracchi del Planpincieux.
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » dom set 29, 2019 10:15 am

I big della Finanza s'inchinano a Greta. E la "sostenibilità" diventa business
Camilla Conti - Dom, 29/09/2019
Il capitalismo si adegua. In Italia il mercato vale 22 miliardi

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... UtLWdfwtHQ

Anche la finanza tifa per Greta. Con una nuova parola d'ordine entrata nell'agenda delle roccaforti del capitalismo mondiale: sostenibilità.

Che si traduce sia nell'evitare investimenti in aziende che producono armi o tabacco o che violano i principi stabiliti nel Patto mondiale delle Nazioni Unite, sia nello scommettere su società che nelle loro scelte strategiche incorporano temi come l'energia verde, l'inclusione e la diversità.

Anche le banche promettono di contribuire allo sforzo planetario per cambiare rotta seguendo i criteri standard chiamati Esg (ovvero Environmental, social and governance): 130 delle maggiori istituzioni finanziarie mondiali da parte italiana Intesa Sanpaolo e il Monte dei Paschi hanno firmato a New York una convenzione nella quale si impegnano a sostenere i clienti che promuovono la sostenibilità. Ai principi stabiliti dall'Onu per un'attività bancaria responsabile ha aderito l'Abi impegnandosi a diffondere l'iniziativa presso le proprie associate. E martedì scorso Unicredit ha annunciato la costituzione di un Sustainable Finance Advisory Team, una squadra di manager che consentirà di approfondire il dialogo con i clienti su argomenti ambientali, sociali e di governance facilitando l'accesso al mercato europeo dei finanziamenti "green".

La rivoluzione sostenibile della finanza è stata però innescata prima ancora che Greta Thunberg facesse scendere in piazza il movimento Fridays For Future. «Per prosperare nel tempo, la performance finanziaria non è sufficiente, ogni azienda deve dimostrare di aver fornito un contributo positivo alla società, a beneficio di tutti i suoi portatori di interesse; azionisti, dipendenti, clienti e comunità di riferimento», scriveva Larry Fink, ceo di BlackRock in una lettera inviata all'inizio del 2018 agli ad delle migliaia di società partecipate da un capo all'altro del pianeta. Blackrock è la più grande società di investimento al mondo che sposta masse di milioni di dollari con un clic. Una sorta di sherpa del mercato che quando suona la carica viene seguito a ruota dagli altri investitori internazionali, ma anche uno dei più ascoltati consiglieri di governi e autorità dei singoli Stati. E il messaggio di Fink è chiaro: «Se volete conservare il nostro appoggio dovete dare un contributo positivo alla società».

Nel frattempo, Blackrock forte dei suoi oltre 6mila miliardi di dollari di masse, ha destinato 66 miliardi di dollari al settore Esg. Mentre gli investimenti sostenibili tout court valgono 568 miliardi tra fondi comuni e etf, investimenti alternativi illiquidi, green bond. In Italia ieri è partito un roadshow di un mese che farà tappa in 17 città, partendo da Bergamo. «Secondo alcune stime il mercato italiano degli investimenti Esg vale ora circa 22 miliardi ma la richiesta che arriva dai clienti porta a credere che i margini di crescita siano molto ampi», spiega Luca Giorgi, capo del Business Retail di Blackrock Italia, Grecia e Malta. Un'analisi dei dati degli ultimi anni - aggiunge Amelia Tan, responsabile della Platform Strategy and Innovation per la regione Emea di BlackRock Sustainable Investing - «dimostra che investire in aziende che applicano i principi di sostenibilità ha senso anche da un punto di vista del rendimento finanziario».




BlackRock è la più grande società di investimento nel mondo con sede a New York.
https://it.wikipedia.org/wiki/BlackRock

Gestisce un patrimonio totale di oltre 6 000 miliardi $ (dicembre 2017), di cui un terzo in Europa. Quotata alla Borsa di New York, offre soluzioni d'investimento nel reddito fisso, nel segmento azionario e monetario, investimenti alternativi e real estate. Leader in America negli ETF e ETC, è presente nella piazza finanziaria di Milano con la gamma di prodotti iShares quotati sull'indice ETF Plus della Borsa Italiana.

BlackRock opera a livello globale con 70 uffici in 30 paesi e clienti in 100 paesi. A causa delle dimensioni e della portata delle sue attività finanziarie, esercita una forte influenza. Per il suo potere BlackRock è stata definita la più "grande banca ombra del mondo", simile anche al "wifi, invisibile eppure presente".
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » dom set 29, 2019 8:00 pm

La Chiesa si spacca su Greta. Radio Maria: "È manipolata"
Gianni Carotenuto - Dom, 29/09/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... RjrdJ-a5Ig

Radio Maria prende le distanze dal quotidiano Avvenire, che si era schierato dalla parte di Greta Thunberg. E attacca la ragazzina con un post-preghiera su Facebook: "Vuole salvare i cuccioli animali e sopprimere i feti umani"

I milioni di giovani di tutto il mondo scesi in piazza venerdì in occasione del "Friday for Future" per chiedere alla politica di fare qualcosa contro il riscaldamento globale non hanno spaccato solo l'opinione pubblica.

Ma anche la Chiesa cattolica. Qualcuno è rimasto sorpreso a vedere la prima pagina del quotidiano dei vescovi, Avvenire, colorata di verde per condividere le battaglie sul clima promosse dalla piccola Greta. Una presa di posizione più convinta di quella sull'eutanasia, che una recente sentenza della Corte Costituzionale ha di fatto sdoganato aprendo un dibattito sul fine vita che potrebbe concretizzarsi in una norma per legalizzare il suicidio assistito. Tuttavia, dentro il Vaticano, non tutti condividono gli allarmismi sulla "fine di Gaia".

A puntare il dito contro il "gretinismo" è Radio Maria. Da venerdì, giorno in cui fiumane di giovani e meno giovani hanno invaso piazze e strade su scala globale, l'emittente diretta da padre Livio Fanzaga si è scagliata contro l'ideatrice degli scioperi del clima. Arrivando a pubblicare su Facebook una "preghiera" anti-Greta intitolata "Venerdì clima glaciale".

"Cara Greta", si legge, "dopo che abbiamo buttato Dio nella pattumiera vogliamo salvare il pianeta? Dopo che lasciamo sopprimere i feti umani vogliamo salvare i cuccioli animali? Dopo che confondiamo i generi vogliamo salvare la specie? Dopo che aiutiamo gli uomini a morire vogliamo far crescere le foreste?". Quindi l'attacco finale: "Volto indignato il tuo, o forse manipolato? Giovani, non lasciatevi ingannare!".

Una preghiera sui generis che ha scatenato feroci polemiche sul web. La radio è stata immediatamente travolta da centinaia di messaggi di protesta, ma non si è fatta intimidire. Tanto che, con il passare delle ore, il profilo Facebook dell'emittente radiofonica ha pubblicato altri post contro la giovane ambientalista svedese, tra cui l'editoriale di Andrea Zambrano dal titolo "Non fatevi rubare il futuro dal 'gretinismo' scolastico e pecorone", un articolo dello scienziato Antonio Zichichi sul riscaldamento globale come "bufala" e la riflessione di Rodolfo Casadei sull'"infanzia" di Greta "sfruttata ai fini di eco-tassa. La giovane ambientalista svedese viene mandata al massacro per scopi di speculazione economica e politica dagli adulti che dovrebbero proteggerla".

Ed è proprio questa la principale accusa rivolta alla ragazzina: il fatto di essere strumentalizzata dai genitori per motivi economici.
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » dom set 29, 2019 8:01 pm

???


L'ecologismo "umano" è frutto del progresso
Riccardo Cascioli - Dom, 29/09/2019

http://www.ilgiornale.it/news/lecologis ... YNVLE4ozjQ

Oggi pretendiamo di cambiare il clima, per delirio di onnipotenza. Ma è lo sviluppo a tutelare la natura

I fedeli cattolici di Calci, nella diocesi di Pisa, nei giorni scorsi sono rimasti certamente sorpresi di venire a sapere che oggi sono soppresse le messe delle 10.15 e delle 11.30 perché tutti possano partecipare all'iniziativa di Legambiente «Puliamo il mondo». Secondo il parroco, andare a comando dell'associazione ambientalista a pulire fossi e strade è una bella cosa «in linea con il Vangelo».

Sospendere le messe per giocare agli ambientalisti: per quanto possa sembrare strano, non è l'iniziativa di un parroco improvvisamente impazzito; è invece la logica conseguenza di una Chiesa che, ormai da tempo, ha sposato l'ideologia ecologista moderna. Non a caso nell'enciclica «verde» per eccellenza, la Laudato si' (2015), papa Francesco liquida con appena una frase l'esperienza storica che meglio ha realizzato la visione cattolica dell'ambiente, anzi del Creato, ovvero il monachesimo benedettino. Sono stati praticamente ignorati oltre 1500 anni in cui i monasteri hanno fatto rifiorire la natura e l'hanno migliorata, creando anche delle opere di cui godiamo tuttora i frutti.

Chiunque abbia visitato un antico monastero, normalmente collocato in altura, non avrà potuto fare a meno di notare la bellezza del posto in cui si trova. Qualcuno avrà anche pensato al buon gusto e alla furbizia dei monaci, che hanno saputo scegliersi delle belle località. È giusto invece riflettere che questi posti paesaggisticamente incantevoli, non erano affatto così quando i monaci vi sono arrivati. Al contrario, erano posti selvaggi e inospitali e, soprattutto nell'Alto Medioevo ai monaci si deve la valorizzazione del lavoro e la bonifica dell'ambiente che ha permesso di ricostruire letteralmente l'Europa, quando tutto sembrava destinato alla distruzione e all'abbandono. «Dobbiamo ai monaci scrive Thomas E. Woods nel libro Come la Chiesa cattolica ha costruito la civiltà occidentale (Cantagalli, 2007) la ricostruzione agraria di gran parte dell'Europa. Ovunque andassero, i benedettini trasformarono terra desolata in terra coltivata. Intraprendevano la coltivazione del bestiame e della terra, lavoravano con le proprie mani, prosciugavano paludi e abbattevano foreste». E ancora: «Ovunque andassero i monaci portavano raccolti, industrie o metodi di produzione che nessuno aveva mai visto prima. Introducevano qui l'allevamento del bestiame e dei cavalli, lì la fabbricazione della birra, o l'apicoltura, o la frutticoltura».

Anche in Italia abbiamo innumerevoli testimonianze di luoghi diventati ospitali e rigogliosi, buoni per l'uomo, grazie alla presenza dei monasteri benedettini. Ma tutto questo non era frutto di un progetto ambientale o di un'analisi sulle condizioni degli ecosistemi. La radice di questo strepitoso successo l'ha descritta molto bene papa Benedetto XVI nel suo famoso discorso al Collège des Bernardins a Parigi il 12 settembre 2008, parlando proprio del «segreto» dei benedettini: «Il loro obiettivo era: quaerere Deum, cercare Dio. Nella confusione dei tempi in cui niente sembrava resistere, essi volevano fare la cosa essenziale: impegnarsi per trovare ciò che vale e permane sempre, trovare la Vita stessa. Erano alla ricerca di Dio». Il resto la cultura, le università, il canto e anche l'ambiente sono tutte conseguenze.

Una grande lezione di storia, la cui ignoranza ha gravi conseguenze, anche in economia. Basti pensare all'esaltazione che oggi si fa delle popolazioni primitive, considerate loro un esempio di equilibrio tra uomo e natura, che noi avremmo perso con lo sviluppo. Si tratta di un mito che non ha riscontro nella realtà, perché proprio la totale dipendenza dalle risorse messe a disposizione dalla natura fa sì che tali risorse siano molto scarse e precarie e porta gli uomini a sfruttare l'ambiente per poter ricavare le risorse necessarie per sopravvivere. Parliamo di società dove non ci sono quelli che oggi paiono a noi standard irrinunciabili, come l'istruzione scolastica, la prevenzione e cura delle malattie, abitazioni sufficienti e pulite, acqua corrente potabile, elettricità. Società fortemente autoritarie, patriarcali e gerontocratiche dove i diritti dipendono dallo status della famiglia, dal sesso e dall'anzianità. Società dove il lavoro viene disprezzato e la scarsezza di risorse disponibili fa sì che le guerre di conquista e a scopo di razzia siano un fattore strutturale.

Alla base di tutto c'è un gravissimo errore sul concetto di risorsa: secondo l'ecologismo dominante, che si è inventato non a caso la misura dell'impronta ecologica e il concetto di sviluppo sostenibile, le risorse sono determinate dalla natura. Se la natura ci dà 100 in un anno, 100 è quello che ci dobbiamo far bastare: vale a dire che la popolazione non può crescere oltre certi limiti, e limitati devono essere anche i consumi. L'esempio classico è quello della torta: se ci sono 12 fette al giorno e la razione media giornaliera è di una fetta, va da sé che non potranno esserci più di 12 persone (altrimenti qualcuno morirà di fame) e quelle 12 persone non potranno mangiare più di una fetta a testa. Questo ragionamento è quello che sta alla base non solo dell'esaltazione del mito delle popolazioni primitive ma anche delle politiche ambientali globali che dalla Conferenza Onu di Rio de Janeiro del 1992 si fondano proprio su questi due pilastri: controllo delle nascite nei Paesi poveri e freno alla crescita dei Paesi ricchi (che consumano troppo).

Proprio l'esempio dei benedettini ci dimostra invece che le cose stanno ben diversamente: la risorsa principale è infatti l'uomo, capace con la sua creatività di usare e trasformare gli elementi che si trovano in natura per migliorare la natura stessa e le proprie condizioni di vita. Ma questa osservazione elementare è suffragata da tutta la storia umana: le risorse sono sempre andate aumentando e diversificandosi tanto che, sebbene nell'ultimo secolo la popolazione mondiale sia più che quadruplicata, le risorse sono molto più abbondanti oggi che cento anni fa. Così come sono migliorate le condizioni di vita, anche nei Paesi più poveri, al punto che oggi non si verificano praticamente più le gravi carestie che fino agli anni '70 dello scorso secolo falcidiavano intere popolazioni. Le uniche eccezioni sono le carestie provocate da scelte politiche, come si è verificato non molti anni fa nella comunista Corea del Nord.

Questo miglioramento è stato possibile grazie allo sviluppo, e contrariamente a quanto ci viene fatto credere - sono proprio i Paesi sviluppati quelli che maggiormente rispettano l'ambiente. Il che è perfettamente ragionevole se consideriamo che la ricerca, lo sviluppo e l'applicazione di nuove tecnologie permette di ridurre fortemente inquinamento e impatto ambientale. La conferma ci viene dall'Organizzazione mondiale della sanità che ha pubblicato nel 2018 la più completa inchiesta sull'inquinamento atmosferico che sia mai stata compiuta, da cui risulta che il 90% delle morti correlate all'inquinamento atmosferico avviene nei Paesi in via di sviluppo, soprattutto Africa e Asia. Per cucinare e per scaldarsi infatti, ben tre miliardi di persone nel mondo usano legname, carbone e letame sprigionando gas altamente inquinanti, soprattutto nelle abitazioni. D'altra parte nei nostri Paesi lo sviluppo e la disponibilità di nuove tecnologie e nuove risorse fa sì che l'inquinamento si possa diminuire drasticamente. Un solo esempio: un'auto di media cilindrata costruita negli anni '70 del XX secolo, inquinava quanto più di cento auto dello stesso segmento costruite oggi.

Ciò ci dice che se davvero ci sta a cuore l'ambiente, lo sviluppo va favorito, e accelerato anche per i Paesi più poveri: prima si compie la transizione dal sottosviluppo e prima si supereranno tanti problemi ambientali. Anche qui un solo esempio: nei Paesi sviluppati la superficie forestale è in continuo aumento. Motivo? Primo perché un'agricoltura più sviluppata, quindi più produttiva, richiede meno terreni per produrre di più; e poi perché laddove gli alberi vengono tagliati vengono anche ripiantati, proprio perché anche le foreste e i boschi sono una risorsa. Al contrario, nei Paesi poveri lo abbiamo visto in questo periodo per l'Amazzonia e il Sud Est asiatico - le foreste vengono incendiate per far spazio a un'agricoltura spesso primitiva e poco produttiva; e i governi, deboli e corrotti, non sono in grado o non hanno alcun interesse a rimpiazzare gli alberi che vengono bruciati o tagliati, quando non partecipano essi stessi al traffico illegale di legname.

Ma qui arriva il problema, che è essenzialmente politico. Si è ormai affermata, anche nell'opinione pubblica, una propaganda che parla di «stato di allarme climatico», pianeta che ha pochi anni a disposizione prima di una catastrofe irreversibile, umanità ormai sull'orlo del precipizio. Il tutto è funzionale a spingere per politiche di emergenza che passino anche sopra le volontà dei singoli Stati. Il problema è che a una diagnosi così infausta si intende rispondere con terapie d'urto che non potranno che causare davvero gravi conseguenze. Ci si muove infatti secondo lo schema già citato per fermare l'uomo, il «cancro del pianeta», il colpevole di tutte le catastrofi presenti e future. Proprio quell'uomo che invece, come abbiamo visto, è la vera risorsa in grado di trovare soluzioni ai problemi che si presentano, come è sempre accaduto nella storia. Siamo oggi davanti a pressioni fortissime per scelte politiche che impediscano all'uomo di trovare soluzioni per migliorare la vita di tutti. Ad esempio il pretesto dei cambiamenti climatici antropici (cioè causati dall'uomo) sta spingendo a politiche per l'eliminazione dell'uso dei combustibili fossili con investimenti miliardari sulle energie rinnovabili. Il problema è che allo stato attuale e per il futuro prevedibile, le fonti rinnovabili, enormemente più costose e meno efficienti delle altre fonti energetiche, non potranno mai sostituire i combustibili fossili. Per cui su questa strada stiamo preparando un prossimo futuro dove verrà a mancare o a costare molto più cara l'energia, elemento fondamentale per consentire lo sviluppo e il miglioramento delle condizioni della popolazione. Allo stesso modo se continuerà la demonizzazione dell'agricoltura intensiva a favore del biologico e, addirittura, del biodinamico (che è più magia che scienza), avrà come effetto una minore produttività dei terreni che, a sua volta, farà aumentare i prezzi dei prodotti agricoli (con conseguenze disastrose per le popolazioni più povere) e strapperà terreni a boschi e foreste.

Per millenni l'uomo si è sempre difeso dall'imprevedibilità del clima e dalla durezza della natura, adattandosi e investendo sulla protezione (anche le case sono una forma di protezione dagli eventi climatici). Oggi invece per la prima volta l'uomo, anziché adattarsi, si è messo in testa di cambiare il clima, buttando cifre enormi di denaro su politiche a questo destinate, e che si riveleranno disastrose. È un delirio di onnipotenza dell'uomo, tipico di una società che ha eliminato Dio, e crede di poter determinare tutto. Un altro buon motivo per tornare a guardare all'esperienza dei monaci benedettini che invece avevano «l'obiettivo di cercare Dio». Quaerere Deum.


Alberto Pento
Quante idiozie sui frati benedettini e l'agricoltura che non è certo una scoperta e un'innovazione dei frati.
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » mar ott 01, 2019 8:21 pm

Amici a cui piace Ebrei e Israele
Isaia Sermoneta‎

https://www.facebook.com/cristina.noto. ... 2406067579

Sono molte settimane che i media ci propinano ogni espressione, parola, movimento di Greta Thunberg, la ragazzina sedicenne diventata la coscienza di noi adulti brutti e cattivi, violentatori di un pianeta in via di estinzione. Queste le sue invettive.

Fa un po' tenerezza e un po' rabbia questa ragazzina che parla di cose più grandi di lei, che viene portata a conferenze a Davos, all'ONU, ricevuta dal Papa, ospite dei Parlamenti europei per dire sempre le stesse cose scritte da altri, da quelli che, a mio parere, la manipolano. Guardare quel visetto di bambina deformato da espressioni di odio feroce fa rabbrividire, nessuna ragazzina della sua età dovrebbe avere tanta rabbia in corpo. Quella bocca storta, quello sguardo malvagio al passaggio del presidente Trump mi hanno gelato il sangue nelle vene.

Non avevo mai visto tanto odio sul volto di una persona e non vorrei mai più rivederlo. Sentirla parlare con voce tremante di rancore mentre accusava il mondo degli adulti di averle rovinato l'infanzia mi ha fatto proprio incazzare.

Quale infanzia le sarebbe stata rovinata? E' svedese, europea, ricca, non va a scuola e nemmeno le serve andarci visto che le hanno già consegnato una laurea ad honorem. La portano in crociera sul panfilo di Casiraghi, rigorosamente a vela per non inquinare il mare. Viene osannata da milioni di ragazzini fortunati come lei che non hanno mai avuto a che fare con fame o siccità, ragazzini che esistono solo in funzione dei loro telefonini, che hanno la TV in camera, un paio di computer a testa, che vanno a scuola in macchina mica in bicicletta.

Mi fanno pena le standing ovation di quegli adulti che la ascoltano mentre lei gli sputa in faccia dicendo -Vergognatevi- e loro, in estasi, a spellarsi le mani per applaudirla, felici di beccarsi i suoi insulti. Quale infanzia le è stata rovinata? Vi sono milioni di altri bambini nel mondo che vivono tra bombe, fame e terrore che avrebbero il diritto di dirlo, di gridarlo e che il mondo ignora impegnato com'è a osannare Greta.

L'unica cosa che le riconosco è di aver svegliato i suoi coetanei, di averli tolti per un po' dall'ipnosi dei cellulari. I ragazzi che venerdì hanno manifestato a milioni, si sentivano paladini della giustizia, importanti, si riconoscevano in lei (sempre meglio lei della Ferragni, comunque), finalmente hanno voluto partecipare e sono andati in piazza pacificamente e allegramente, entusiasti e felici.

Greta con le sue ovvietà li ha svegliati. Ben venga fin che dura!

Ma scusatemi, Greenpeace cosa sta dicendo da decenni mettendo spesso in pericolo la vita dei suoi attivisti? Si tuffano in mare da barchette minuscole davanti a enormi transatlantici, si lanciano dagli aerei con i paracadute, scalano le montagne. Lo fanno da anni, da decenni e nessuno li ha mai visti?!

Doveva arrivare Greta, sul panfilo, per farci capire che non bisogna inquinare il globo terraqueo?

Beh, questo mi preoccupa perché significa che tutto è marketing, tutto è propaganda, anche l'ecologia. I ragazzi del mondo, ai quali se chiedi cosa è Greenpeace ti rispondono BOH, improvvisamente sentono di essere gli unici in grado di salvare il pianeta e via con gli scioperi settimanali. C'è chi dice "ehhh, non ti ricordi? Anche noi a scuola scioperavamo". Certo, ma ne pagavamo il fio perché eravamo ingiustificati quindi fioccavano punizioni e sospensioni da scuola col 5 in condotta.

Erano altri tempi, avevamo un mondo da rompere per ricostruirne un altro e non sono sicura che l'operazione sia riuscita.

I ragazzi di Greta che manifestano nei "Fridays For Future" lo fanno allegramente per una cosa il cui pensiero, fino all'altro ieri, manco li sfiorava, il dovere di non sporcare, di non inquinare, di non fregarsene altamente del mondo in cui vivono.

Le manifestazioni, se pacifiche, sono sempre divertenti, danno scariche di adrenalina e ci si sente utili alla società.

Ma perchè farle di venerdì? Poi c'è il sabato e molte scuole sono chiuse, infine la domenica, quindi tre giorni di vacanza alla settimana, buttali via!

Le manifestazioni del Fridays For Future non c'entrano niente con l'Istituzione scuola, quindi i ragazzi di Greta sarebbero molto più credibili se decidessero in modo maturo e responsabile di studiare tutta la settimana e poi fare le "Sundays For Future". Sarebbe la prova del nove della loro sincerità e partecipazione al bene del pianeta. Chi va in piazza la domenica è segno che ci crede, chi lo fa il venerdì qualche dubbio inevitabilmente lo suscita.

Greta è una ragazzina usata in modo cinico dagli adulti che la circondano.

Il mio biasimo è tutto rivolto ai genitori che la sottopongono a enormi sforzi sia fisici che psicologici, a tremendi stress emotivamente più grandi di lei.

Sono loro, i suoi genitori e il suo entourage, quelli che le stanno rubando l'infanzia a l'adolescenza, sono colpevoli di abuso di minore. Possibile che nessuno pensi alle conseguenze che questa creatura gracile avrà nella sua vita futura.

Quando l'ho vista piangere piena di rabbia, all'ONU, mi si è stretto il cuore, ho provato un grande dispiacere, mi sono vergognata io per i suoi genitori pensando che quella ragazzina, a causa loro, non potrà mai più avere la vita normale cui ha diritto.

E adesso veniamo a questa nuova religione che non sapevo esistesse, più che una religione è un movimento di pazzi furiosi che si fanno chiamare laicisti, fanatici il cui impegno principale è distruggere i simboli religiosi di chiunque.

Sulle vette dei Pirenei, a quasi 3000 metri, esistevano delle croci in metallo, erano un'antica tradizione del luogo oltre che a servire come orientamento per gli escursionisti amanti dell'alta montagna. Un simbolo insomma che non poteva nuocere nè dare fastidio a nessuno, indipendentemente dalla religione professata.

E Invece no! A qualcuno quelle croci non piacevano, lo ritenevano un insulto chissà perché e chissà a che cosa e allora sono andati ad arrampicarsi fino a 2921 metri per tagliarle e gettarle nei burroni sottostanti.

Il motivo? La violazione del diritto alla laicità, dicono loro. Allora eccoli là, pronti e obbedienti al loro fanatismo, energumeni, armati di attrezzi adatti allo scopo, a segare croci per scaraventarle giù per le scarpate.

C'è da chiedersi dove sia finito l'umano buon senso se i semplici simboli di una fede vengono distrutti
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » gio ott 03, 2019 8:19 pm

Severn, ecco la Greta Thunberg di 27 anni fa
Roberto Vivaldelli - Gio, 03/10/2019

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/sev ... AG2CC1Pztk

Nel 1992, ad appena 12 anni, una giovane attivista canadese di nome Severn Cullis-Suzuki pronunciò un discorso al vertice della Terra di Rio de Janeiro molto simile a quello di Greta Thunberg

"Combatto per il mio futuro". Greta Thunberg, la sedicenne svedese diventata simbolo della lotta ai cambiamenti climatici, non è un fenomeno così nuovo e inedito come si crede.

Nel 1992, 27 anni fa prima degli scioperi per il clima di Greta e della nascista del movimento Fridays For Future, ad appena 12 anni di età, una giovane attivista canadese di nome Severn Cullis-Suzuki pronunciò un discorso al vertice della Terra di Rio de Janeiro che rimase nella storia e che, riascoltandolo oggi, sembra molto simile a quello dell'icona del climaticamente corretto. "Sto lottando per il mio futuro", affermava la giovanissima Suzuki in Brasile. "Perdere il mio futuro non è come perdere un’elezione o alcuni punti sul mercato azionario. Sono qui a parlare a nome delle generazioni future".

Nel suo discorso non mancavano i toni allarmistici e apocallitici con cui anche Greta Thunberg ci ha abituato in questi ultimi mesi: "Ho paura di andare fuori al sole perché ci sono dei buchi nell’ozono, ho paura di respirare l’aria perché non so quali sostanze chimiche contiene. Nella mia vita ho sognato di vedere grandi mandrie di animali selvatici e giungle e foreste piene di uccelli e farfalle, ma ora mi chiedo se i miei figli potranno vedere tutto questo". Fine del mondo imminente, toni apocalittici, il tutto pronunciato da una bambina adorabile e appassionata: sembra proprio Greta. Come nota anche La Repubblica, a distanza di 27 anni sembra che poco sia cambiato e tante sono le similitudini tra il discorso di Greta, pronunciato alla Nazioni Unite lo scorso 24 settembre, e quello di Severn Cullis-Suzuki. Oggi Severn è sposata e vive con suo marito e i suoi due figli ad Haida Gwaii, in Columbia Britannica, è una scrittrice e conduttrice tv in Canada, e il suo impegno per l'ambiente è continuato nel corso degli anni. L'Apocalisse annunciata non si è verificata.

Dopo quel celebre discorso del 1992, Severn Cullis-Suzuki fu insignita, nel 1993, nel Global 500 Roll of Honour dal Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente e pubblicò il libro per famiglie "Tell the World", di 32 pagine, riguardante la salvaguardia ambientale. Successivamente contribuì alla promozione del think tank The Skyfish Project e promosse al Summit Mondiale per lo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg, in qualità di membro della commissione consultiva speciale di Kofi Annan ed insieme agli altri membri del progetto Skyfish, un documento chiamato Recognition of Responsibility.

Non poteva immaginare che, 27 anni dopo, una ragazzina svedese di nome Greta sarebbe piombata sulla scena mondiale per dire le stesse cose che lei diceva tanti anni prima. Un'icona che però ha dietro una regia e una rete unica. In una scrupolosa e ben documentata analisi pubblicata su New Eastern Outlook, lo studioso F. William Engdahl, consulente e docente di rischio strategico, va al cuore del fenomeno Greta. Engdahl cita The Manufacturing of Greta Thunberg, libro pubblicato dall'attivista per il clima canadese Cory Morningstar, che prova a smascherare il "bluff" del climaticamente corretto. L'attivismo di Greta è legato - forse inconsapevolmente - ad Al Gore, presidente del gruppo Generation Investment. Il partner di Gore, David Blood, ex funzionario di Goldman Sachs, è membro della Task Force sul clima presieduta dal miliardario Micheal Bloomberg. Greta Thunberg e la sua amica diciassettenne americana, Jamie Margolin, sono state entrambe nominate come "consiglieri speciali" della Ong svedese We Don't Have Time, fondata dal suo Ceo Ingmar Rentzhog, l'esperto di marketing e pubblicità che per primo ha diffuso sui social gli scioperi di Greta. Rentzhog è membro dei leader dell'Organizzazione per la realtà climatica di Al Gore e fa parte della Task Force per la politica climatica europea. Il Climate Reality Project di Al Gore è partner di We don't have time.

Secondo Morningstar, "il complesso industriale non-profit può essere considerato l’esercito più potente del mondo. Impiegando miliardi di dipendenti tutti interconnessi, le campagne odierne, finanziate dalla oligarchia dominante, possono diventare virali nel giro di poche ore, instillando pensieri e opinioni uniformi, che gradualmente creano l’ideologia desiderata. Questa è l’arte dell’ingegneria sociale". Questo, ad essere onesti, non significa per forza di cose che Greta Thunberg sia una marionetta o un prestanome di qualche miliardario. O che sia sul libro paga di qualcuno. Ma non si può nemmeno pensare che una campagna mediatica di queste dimensioni globali sia del tutto "spontanea" o nasca nel nulla. I collegamenti sopra elencati ne sono una prova. "L'immagine che emerge è il tentativo di una riorganizzazione finanziaria dell'economia mondiale usando il clima - ossserva Engdahl -per cercare di convincere la gente comune a compiere sacrifici indicibili per salvare il nostro pianeta".
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » ven ott 04, 2019 7:13 pm

Cassandra Greta e la sua setta
Niram Ferretti
1 ottobre 2019

http://caratteriliberi.eu/2019/10/01/in ... l2yInbIbmI

Tra le sette secolari più floride che popolano lo scenario in cui ci muoviamo, una ha come sua ragione d’essere la battaglia contro il riscaldamento climatico e come fondamento il dogma che le emissioni di Co2 determinano irreversibilmente il suo incremento. Chiunque dissenta è bollato come un paria, nonostante siano non pochi gli scienziati assai scettici su una correlazione che ritengono non dimostrata in modo incontrovertibile.

Il pianeta si è sempre riscaldato e raffreddato, il clima cambia senza sosta. Come ha sottolineato Timothy Patterson, direttore del Centro di Geoscienza della Carleton University di Ottawa, “6000 anni fa la temperatura era di almeno 3°C più calda di oggi. Diecimila anni fa, quando il pianeta stava emergendo da un periodo di freddo durato mille anni, le temperature aumentarono di 6°C in un decennio, 100 volte più velocemente del riscaldamento al livello o.6°C che ha così sconvolto gli ambientalisti”. Ma, come scriveva Marcel Proust, “I fatti non hanno accesso nel regno delle nostre fedi”. Fedi che come quelle storiche, hanno sacerdoti e sacerdotesse, papi e papesse.

Scalzato Al Gore, dal trono di grande sacerdote dell’ambientalismo è ora il turno di Cassandra Greta Thunberg, la sedicenne svedese affetta dalla sindrome di Asperger che è ormai diventata una celebrità globale. Anche lei, come Gore e come tutti i sostenitori della teoria del riscaldamento antropogenico, annuncia l’Apocalisse prossima.

A Qumran gli Esseni attendevano la guerra finale tra i Figli della Luce e i Figli della Tenebra, Greta Thumberg, all’ONU, addita come incompetenti e malvagi coloro che non agendo per ridurre le emissioni di Co2 ruberebbero a lei e alle prossime generazioni una vita degna. Potranno essere Figli della Luce se interverranno in tempo ascoltando la sua voce, saranno della Tenebra se non lo faranno.

Chi afferma che l’incidenza del Co2 sul cambiamento climatico non è tale da provocare la devastazione profetata dagli ambientalisti è al servizio delle multinazionali e dei Signori dello Sfruttamento. I cattivi sono sempre coloro che tengono in mano le leve dell’economia e dello sviluppo. Il marxismo non è mai morto è stato semplicemente travasato in altri vasi.

La redenzione laica può giungere solo attraverso un gesto che riduca il consumo di emissioni di Co2, perché la modernità, con i suoi agi ha un prezzo e questo prezzo è la nostra dannazione, insieme allo sviluppo della tecnologia, al carbone e ai suoi derivati che in buona parte hanno dato l’impulso alla civiltà industriale per avanzare. Soprattutto, la colpa è dell’Occidente industrializzato.

Il sottotesto è che la nostra avidità e l’espansione dei confort e dei privilegi determinati dai combustibili fossili necessari all’affermarsi del capitalismo su scala planetaria (vedi alla voce avidità) stanno distruggendo il futuro di Greta e dei suoi coetanei. Un futuro di orsi polari morti, di ghiacciai inabissati, del livello del mare che si alza. Anche se non è vero che gli orsi polari stanno morendo, che i ghiacciai si inabissano, che il livello del mare si sta alzando. L’importante è che così sembri, che il marketing funzioni. Anche l’apocalisse ambientalista può essere promossa come un prodotto ben confezionato. Come ha scritto l’Institue of Public Research, un think tank inglese in un suo resoconto sul riscaldamento globale:

Il compito delle agenzie che si occupano di cambiamento climatico non è di persuadere attraverso argomenti razionali ma di sviluppare e implementare un nuovo “senso comune”…I “fatti” devono essere trattati come se fossero dati per certi in modo che non debbano essere dibattuti.

E neppure Greta Thumberg può essere messa in discussione, come tutti coloro che sono dalla parte del Bene e della Giustizia. Il J’accuse di questa ragazzina creata per additare la cattiva coscienza predatoria dell’Occidente (Greta si guarda bene dall’accusare Cina ed India, i maggiori inquinatori del pianeta), è in perfetta sintonia con la nuova costellazione ideologica postmoderna di cui fanno parte le varie chiese di sinistra, quella del Migrante, dell’Ambiente, del Gender o del Transgender, a sua volta preceduta dalla Chiesa LGBT. Ognuna con i suoi riti, i suoi anatemi, la sua casta.

Bisogna fermare la crescita, bisogna ridurre le emissioni sempre di più, bisogna arrestare lo sviluppo, costi quel che costi, anche se ciò dovesse procurare un’altra apocalisse, economica in questo caso. Un domani luddista è comunque sempre meglio di un domani senza umanità. Tutti a piedi nudi con mulini a vento e carri trainati da cavalli.
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » sab ott 05, 2019 9:35 pm

Greta Thunberg, cinquecento scienziati scrivono all'Onu: "Non c'è un'emergenza. I dati non sono giusti"
25 Settembre 2019
Renato Farina

https://www.liberoquotidiano.it/news/es ... FklZzOfNTg

È arrivata una letterina all' Onu. Ha la forza di 500 leoni stufi di stare in gabbia. Sono gli scienziati imprigionati nel bozzolo delle idiozie della fake science. Sono 500 tra cattedratici e ricercatori dell' intero orbe terracqueo. Nella missiva contestano i dati inventati e il catastrofismo apocalittico di Greta Thurnberg. Ci giocano la faccia e si espongono al linciaggio social. C' è infatti nonostante un clima, questo sì davvero ignobile e ustionante, da caccia alle streghe alimentato dalla piccola strega, una pattuglia di coraggiosi, inutilmente competenti.

Il segretario generale dell' Onu António Guterres, che ha creato un ambiente da tempio della Dea Kalì per ospitare Greta dalle dieci braccia e trentatré trecce, ne ha invitato forse uno, almeno uno a sorte di questi 500? Figuriamoci. Nessun dibattito è ammesso. Cosa daremmo per assistere a uno scambio di tesi e dialoghi alla pari tra il Nobel Carlo Rubbia e questa furiosa creatura che sembra venuta da qualche girone dantesco con quegli occhi infiammati, con quei suoi discorsi sui sogni e sulla purificazione che ricordano quelli della gioventù hitleriana? Ci domandiamo: chi ha organizzato questa sua ascesa, chi organizza i viaggi, quale organizzazione le ha fatto fissare tempi e termini della sua partecipazione a questo evento globale? Ci sono concorsi pubblici per parlare all' Onu?


IL TORTO DI SAPERE
I 500 non hanno avuto citazioni sulle prime pagine del giornalone unico dove si spiega la magia del carisma della ragazzina. Ve ne diamo noi l' avviso, per dare un po' di salutare CO2 a tutti coloro, e sono tanti, che sono stati abbandonati dal servizio pubblico e da quello commerciale, e perciò hanno creduto di essere soli in mezzo a folle oceaniche di pupazzetti robotizzati dalle formule usate anche per aizzare i doberman. Tranquilli. Non siamo soli. Ci sono gli scienziati, che a differenza di Greta hanno il torto di avere la laurea ed essere in alcuni casi calvi; e c' è anche il buon senso a cui vorremmo fare da megafono.
Siamo in un tempo assurdo. Si crede all' onniscienza delle masse e dei suoi like, e per un senso distorto della democrazia, per cui uno vale uno, stiamo arrivando al manicomio universale con l' umanità che segue la pifferaia verso l' abisso. Funziona così. Siccome milioni di ignoranti affermano in corteo, bloccando i parlamenti, che la terra è piatta e l' araba fenice esiste (più o meno siamo a questo punto) allora, essendo molti più dei 500 scienziati, hanno ragione loro.


BOMBA IDEOLOGICA
Una bomba atomica, altro che Hiroshima. Per ora non ha fatto morti, ma può fare persino più danni se il missile ideologico lanciato dalla Profetessa Greta all' Onu si tradurrà in scelte politiche. È esattamente il contrario di quanto ci viene fatto bere. Altro che contrasto all' anidride carbonica e agli incendi dell' Amazzonia. Detta così, applausi, ovvio. Chi è favorevole alla invasione della plastica che soffoca pesci e uccelli? Ma non è questo. C' è dietro la follia di chi vuole spegnere il motore del mondo, sulla base di un allarme bugiardo, basato sull' ignoranza di Greta e la furbizia di mestatori che intendono impadronirsi della disperazione indotta da questi poveretti di cervello, a cui strani poteri hanno dato in consegna il giacimento più prezioso di tutti, quello delle coscienze.


Greta è adoperata come un' arma di distrazione di massa, ma anche di distruzione di un progresso che si vorrebbe dirigere secondo gli umori oggi della finanza globale, saltando gli Stati, tranne ovviamente la Cina, dove chissà perché Greta non viene trasportata. Altro che purificazione dalle sozzure. Questa gente, che sarebbe la generazione dei liceali del mondo intero con i mestatori interessati delle multinazionali green, vuol spegnerci la luce in casa. Se fosse solo questione di corrente elettrica, ce la caveremmo con le lampade a olio, ma oddio le balene non si possono più cacciare (per fortuna), e però neanche le mucche si potranno allevare, perché producono metano, e bevono acqua, e tutto è sporco, inquinante, vietato, tranne il lusso della barca a vela e dei cibi biologici d' alta gamma.


RITORNO ALLA BARBARIE
È la rivoluzione dei ricchi giovani del nord, che stanchi di distrarsi solo con le pasticche ci provano inventandosi un viaggio psichedelico nell' età dell' oro della preistoria, dove l' età media era di trenta anni, mentre ancora nell' 800 in Europa si era sotto i cinquanta. Questi intendono colonizzare con la loro pseudo-scienza e morale fasulla il resto del pianeta. E il problema è che ce la stanno facendo, stanno rintronando il mondo intero. In nome del diritto a sognare questa signorina con i suoi accoliti ci ricaccia nell' incubo dei tempi in cui la scienza non aveva ancora consentito alla tecnologia di creare e far funzionare quegli strumenti che consentono l' alimentazione di sette miliardi di persone e di portare elettricità, con i suoi benefici di sicurezza e libertà, dove prima era impensabile.

Quanto è accaduto all' Onu e da lì è rimbalzato nel mondo, abbattendo i vetri delle nostre case, e gonfiandosi nei nostri tinelli, nei bar e sugli autobus si può sintetizzare così: un fenomeno di ipnosi collettiva ad opera di una maga con le treccine, una creatura arrivata cavalcando i Draghi da qualche saga nordica. Dicendola altrimenti: una strega bambina ci ha gettato un sortilegio. Tutti i potenti del mondo, tranne un ironico Trump e un lievemente dubbioso Macron, si sono prostrati davanti a Greta Thurnberg e alla sua oratoria di una violenza inaudita. La questione molto semplice è che non è vero. È proprio una bugia da bambina delle elementari che ha sbagliato libro delle fiabe. Ma nessuno osa eccepire. Noi, insieme ai 500 sì!
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » dom ott 06, 2019 9:47 am

ONU, UN ELENCO DI 50 ANNI DI PROFEZIE DI SVENTURA DEGLI ECO-NAZISTI
6 ottobre 2019

https://www.miglioverde.eu/onu-50-anni- ... cgOo-Tbc0U

Greta è solo l’ultimo dei simboli del catastrofismo malthusiano. Gli ambientalisti lanciano allarmi da una vita senza mai che questi si dimostrino sensati e, soprattutto, senza mai vederne le conseguenze disastrose da essi prefigurate. Anzi, il pianeta sta meglio (soprattutto laddove c’è più capitalismo e mercato che socialismo e pianificazione) e la popolazione aumenta, anziché estinguersi.
Per tale ragione, ecco un elenco di 50 anni di annunci dei profeti di sventura (dove dicono tutto e il contrario di tutto). Dopo averlo letto, divulgatelo e fate sapere a tutti i gretini che conoscete (sono davvero tanti, troppi), che la smettano di starnazzare e si dedichino a studiare e lavorare, piuttosto.

Gli allarmi ONU degli ultimi 50 anni

1966 Il petrolio finirà in 10 anni.
1967 Carestia mondiale entro il 1975.
1968 La sovrappopolazione si diffonderà nel mondo (Oggi, Greta dice che il problema è l’estinzione).
1969 Scompariremo in una nuvola di vapore.
1970 Le risorse mondiale saranno esaurite entro il 2000.
1970 Gli abitanti delle città dovranno usare le maschere antigas entro il 1985.
1970 L’accumulo di azoto renderà i terreni agricoli inutilizzabili.
1970 Tutti i pesci moriranno per l’inquinamento.
1970 Le api killer.
1970 Era glaciale entro il 2000.
1970 L’america sarà soggetta a razionalizzazione dell’acqua entro il 1974 e del cibo entro il 1980.
1971 Una nuova era glaciale entro il 2020 o il 2030.
1972 Nuova era glaciale entro il 2070.
1972 Petrolio esaurito in 20 anni.
1974 I satelliti registrano una nuova era glaciale in arrivo velocemente (non parlavano di surriscaldamento del pianeta?).
1974 Una nuova era glaciale?
1976 Gli scienziati concordano sul raffreddamento del pianeta, carestia in arrivo.
1977 Il dipartimento dell’energia dice che il consumo del petrolio sarà all’apice negli anni 90.
1978 Ci saranno 30 anni di raffreddamento.
1980 Le piogge acide uccideranno la vita dei laghi.
1980 Il petrolio finirà nel 2000.
1988 Siccità generale nel 1990.
1988 Le temperature di Washington raggiungeranno il record.
1988 Le Maldive saranno sommerse nel 2018.
1989 L’innalzamento dei mari cancellerà le regioni costiere entro il 2000.
1989 Il porto di New York sarà sommerso nel 2019.
1996 Fine del petrolio nel 2020.
2000 I bambini non conosceranno la neve.
2002 Carestia mondiale se non smetteremo di mangiare carne e pesce.
2002 Fine del petrolio nel 2010.
2004 La Gran Bretagna sarà “siberiana” entro il 2024.
2005 Manhattan sott’acqua nel 2015.
2006 Super uragani.
2008 L’Artico sarà senza ghiaccio nel 2018.
2008 Al Gore ha detto che l’Artico sarebbe stato senza ghiaccio nel 2013.
2009 Il principe Carlo ha affermato che abbiamo 96 mesi per salvare il mondo.
2009 Il primo Ministro inglese dice che abbiamo 50 giorni per salvare il pianeta.
2009 Al Gore sposta lo scioglimento totale dei ghiacci al 2014.
2013 L’Artico sarà senza ghiaccio nel 2015.
2014 Solo 500 giorni prima del caos climatico.
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » mar ott 22, 2019 6:23 am

Piero Angela: "I movimenti ecologisti sono sempre esistiti"
Andrea Pegoraro - Lun, 21/10/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... MDd7Uy67lo

Il popolare conduttore spiega che si parla molto delle foreste ma quasi mai degli oceani. E aggiunge che "oggi le cose stanno peggiorando. Gli accordi di Parigi sono disattesi da paesi che a parole dicono di rispettarli e poi non lo fanno"

“I movimenti ecologisti sono sempre esistiti”. Lo evidenzia Piero Angela in un’intervista al Messaggero in cui parla delle problematiche ambientali e della loro pericolosità per l'uomo.

Il divulgatore scientifico spiega che oggi ci si concentra molto sulle foreste ma non si parla quasi mai sugli oceani, che assorbono un terzo dell’anidride carbonica e producono un terzo di ossigeno in più dell’Amazzonia. Come già sottolineato dalla stessa Greta Thunberg, se viene turbato il loro equilibrio ci saranno grossi problemi. Angela però chiarisce che “queste cose si sapevano anche trent'anni fa, ma nessuno le voleva ascoltare. Oggi, certo, le cose stanno peggiorando. Gli accordi di Parigi sono disattesi da paesi che a parole dicono di rispettarli e poi non lo fanno”. Secondo il popolare conduttore, il vero problema è che viviamo in un eterno presente, navigando a vista.

Angela sarà protagonista a teatro dello spettacolo I segreti del mare. Due le tappe: stasera all'Auditorium Parco della Musica di Roma e il 17 dicembre al teatro La Fenice di Venezia. Insieme all'esploratore e amico Alberto Luca Recchi, il padre di Quark racconterà “le meraviglie e le fragilità del mare, un secondo paradiso che rischiamo di perdere”. Condotto da Pino Strabioli, lo show verrà accompagnato dalla voce di Noa nella tappa romana e dal pianoforte del jazzista Danilo Rea in quella veneta.
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