Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » mar mag 07, 2019 7:39 pm

Trump "contro Greta": bocciata nota sui cambiamenti climatici
Roberto Vivaldelli
7 maggio 2019

http://www.occhidellaguerra.it/trump-gr ... -climatici

Il governo degli Stati Uniti guidato dal presidente Donald Trump si rifiuta di riconoscere il cambiamento climatico e proprio per questo motivo ha affossato la dichiarazione finale al Consiglio Artico, in Finlandia.
Gli otto Paesi membri, riuniti a Rovaniemi, non hanno sottoscritto il documento unitario e la responsabilità, secondo diverse fonti, è da attribuire proprio ai delegati americani che non hanno voluto fare cenno ai cambiamenti climatici.

Come riporta l’Agi, è la prima volta che il Consiglio Artico, creato nel 1996, non pubblica una dichiarazione congiunta al termine dei lavori, che si tengono ogni due anni. Attualmente, sono otto i membri del Consiglio Artico: Stati Uniti, Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Russia e Svezia.

Per Mike Pompeo scioglimento del ghiaccio è opportunità

La riluttanza degli Stati Uniti nel menzionare in un documento congiunto ufficiale i cambiamenti climatici si riflette anche nelle parole del Segretario di Stato Mike Pompeo, secondo il quale la riduzione del ghiaccio artico rappresenta un’opportunità futura per la navigazione: “Le riduzioni costanti del ghiaccio marino stanno aprendo nuovi passaggi navali e nuove opportunità di commercio, riducendo potenzialmente il tempo necessario di viaggio per le navi”, ha spiegato Pompeo.

“I canali artici del mare potrebbero diventare i canali di Suez e Panama del XXI secolo”. Il ministro degli Esteri finlandese Timo Soini, rappresentante del Paese che sta concludendo la sua presidenza biennale del consiglio, ha dichiarato che non è stata rilasciata alcuna dichiarazione congiunta, data l’incapacità di convincere gli Stati Uniti a concordare un testo che includesse una menzione sui cambiamenti climatici. È stata diffusa soltanto una brevissima dichiarazione congiunta che riafferma l'”impegno a mantenere la pace, la stabilità e la cooperazione costruttiva nell’Artico”.

Soini ha spiegato ai giornalisti che non vuole “nominare e incolpare nessuno” e ha definito il risultato “abbastanza soddisfacente” per tutte le parti. La presidenza finlandese del consiglio si è concentrata in gran parte sulle preoccupazioni relative al climate change. Pompeo, tuttavia, prendendo atto delle preoccupazioni ambientali espresse dagli altri Paesi del Consiglio, ha dichiarato che “l’amministrazione Trump condivide il profondo impegno per la tutela ambientale”. “L’Artico è sempre stato un ecosistema fragile, e proteggerlo è davvero una nostra responsabilità condivisa”, ha aggiunto il Segretario di Stato americano.

Pompeo difende la decisione di Trump sugli accordi di Parigi

Durante il summit del Consiglio Artico, il Segretario di Stato ha difeso la decisione dell’amministrazione Trump di abbandonare e non aderire all’accordo sul clima di Parigi. “Gli obiettivi collettivi, anche se mossi da buone intenzioni, non sono sempre la risposta”, ha detto Pompeo. “Sono resi privi di significato, persino controproducenti, non appena una nazione non si conforma” a tali accordi.

Secondo le statistiche presentate da Pompeo, le emissioni di CO2 relative agli Stati Uniti sono diminuite del 14% tra il 2005 e il 2017, mentre le emissioni di CO2 a livello globale sono aumentate di oltre il 20%. Per quanto riguarda invece il fenomeno “black carbon”, che rappresenta una particolare minaccia per l’Artico, nel 2016 le emissioni degli Stati Uniti erano inferiori del 16% rispetto ai livelli del 2013 e si prevede che si ridurranno di quasi la metà entro il 2025.

Il futuro dell’Artico

Le parole di Pompeo ci dicono anche un’altra cosa importante: in geopolitica le cause interessano poco rispetto ai fatti. E la realtà è che l’Artico, come spiega Lucio Caracciolo su Limes, è sempre meno bianco (ghiaccio) e sempre più (blu). “Di qui strateghi e decisori immaginano nel futuro prossimo o remoto rischi micidiali e golose opportunità” osserva Caracciolo.

Nuove opportunità che possono significare anche nuove possibili sfide e probabili future tensioni. Perché attorno alle nuove rotte artiche s’intrecciano gli interessi delle grandi potenze. E i cambiamenti climatici rimangono sullo sfondo.
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Messaggioda Berto » lun giu 24, 2019 9:07 pm

Trump sta nascondendo gli studi che dimostrano i danni dei cambiamenti climatici
Tatiana Maselli
24 Giugno 2019

https://www.greenme.it/informarsi/ambie ... IVerdd_0gQ

Il Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti avrebbe seppellito i risultati degli studi che mostrano le conseguenze e i pericoli dei cambiamenti climatici.

L’amministrazione di Trump sta nascondendo studi che dimostrano come temperature più elevate possano danneggiare le colture e comportare rischi per la salute, impedendo così una corretta informazione e ostacolando la ricerca di soluzioni per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Gli studi sul clima seppelliti dall’USDA

Dozzine di studi sulle conseguenze dei cambiamenti climatici sarebbero stati seppelliti dall’amministrazione Trump: è ciò che i ricercatori hanno denunciato attraverso il magazine Politico.

Si tratta di studi validati e sistematicamente bloccati da parte del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (USDA), ente che dovrebbe rappresentare una delle principali fonti di informazione scientifica a livello mondiale per agricoltori e consumatori.

Secondo i ricercatori autori degli studi, l’amministrazione di Trump starebbe cercando di bloccare la circolazione di dati che provano gli effetti dei cambiamenti climatici per non perdere consensi.

Il segretario all’agricoltura Sonny Perdue, che in passato ha espresso scetticismo riguardo alle scienze del clima, non ha commentato l’accusa, mentre un portavoce dell’USDA ha assicurato l’impegno del Dipartimento verso la promozione della ricerca sul clima e ha negato l’esistenza di direttive all’interno del dipartimento che scoraggino la diffusione degli studi legati al clima.

Nonostante le rassicurazioni dell’USDA, Politico fa notare che da quando Trump è entrato in carica nel gennaio 2017, il servizio di ricerca del Dipartimento ha rilasciato pubblicazioni per soli due studi sul clima, entrambi con risultati favorevoli sull’industria della carne: in uno studio si miniminizzava sulla produzione di gas serra da parte degli allevamenti, mentre nell’altro si mettevano in guardia le persone sulle carenze nutrizionali di una dieta vegetariana.

Impedire la divulgazione delle conoscenze: le conseguenze

Gli studi di cui si è impedita la divulgazione riguardano prevalentemente gli effetti dell’aumento del biossido di carbonio nell’atmosfera e l’aumento delle temperature.
Ad esempio, una ricerca si è concentrata sulla perdita di vitamine del riso cresciuto in un ambiente ricco di carbonio: scoperta che desta preoccupazioni, dato che il riso è alla base dell’alimentazione di oltre 600 milioni di persone nel mondo.

Il magazine Politico ha scoperto che nel caso dello studio sul riso, i funzionari americani non solo hanno negato i risultati, ma hanno attivamente cercato di impedirne la divulgazione.

Le scoperte scientifiche possono avere un impatto su milioni di persone e impedire la diffusione dei risultati degli studi sul clima significa tenere all’oscuro la popolazione su un tema fondamentale, impedendo di fatto che siano prese misure per contrastare i cambiamenti climatici e trovare soluzioni per arginarne gli effetti.

Come afferma Michael Mann, uno dei principali scienziati del clima dell’Università della Pennsylvania:

“L’intento è quello di cercare di sopprimere le informazioni sul crescente pericolo dei cambiamenti climatici causati dall’uomo.
Chi ci smena? Le persone, che stanno già subendo gli effetti dell’aumento del livello del mare, tempeste senza precedenti, siccità, incendi e ondate di calore “.
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » mer giu 26, 2019 6:41 am

Clima, l’appello degli studiosi controcorrente: “No agli allarmismi
Roberto Vivaldelli
22 giugno 2019

https://it.insideover.com/ambiente/clim ... mismi.html

Sui cambiamenti climatici c’è chi vuole prendersi un attimo di tempo e ragionare, discutere e dibattere con rigore scientifico e senza credere ai facili allarmismi. Perché è così che uno studioso serio dovrebbe operare, senza fare propaganda e senza farsi strumentalizzare da una battaglia che è perlopiù politica. Contro il “catastrofismo” di FridaysforFuture e di Greta Thunberg si schierano un centinaio di studiosi e scienziati di fama internazionale “con l’obiettivo di incentivare un serio dibattito sul futuro del nostro pianeta in base alle attuali conoscenze scientifiche e scevro da condizionamenti politici”.

La petizione, inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Senato Elisabetta Casellati, al Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico e al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, contiene un “un caloroso invito ai responsabili politici affinché siano adottate politiche di protezione dell’ambiente coerenti con le conoscenze scientifiche”. In particolare, spiegano gli studiosi e firmatari della petizione, “è urgente combattere l’inquinamento ove esso si presenti, secondo le indicazioni della scienza migliore. A tale proposito è deplorevole il ritardo con cui viene utilizzato il patrimonio di conoscenze messe a disposizione dal mondo della ricerca e destinate alla riduzione delle emissioni antropiche inquinanti diffusamente presenti nei sistemi ambientali sia continentali che marini. Bisogna però essere consapevoli che l’anidride carbonica di per sé non è un agente inquinante. Al contrario essa è indispensabile per la vita sul nostro pianeta”.


Un appello sottoscritto da Franco Prodi e da Antonino Zichichi

Il comitato promotore di quest’iniziativa, volta a intavolare una seria discussione sul clima, è formato da studiosi di fama internazionale come Uberto Crescenti, Professore Emerito di Geologia Applicata, Università G. D’Annunzio, Chieti-Pescara, già Rettore e Presidente della Società Geologica Italiana, Giuliano Panza, Professore di Sismologia, Università di Trieste, Accademico dei Lincei e dell’Accademia Nazionale delle Scienze, detta dei XL, Premio Internazionale 2018 dell’American Geophysical Union, Franco Prodi, Professore di Fisica dell’Atmosfera, Università di Ferrara. Franco Battaglia, Professore di Chimica Fisica, Università di Modena; Movimento Galileo 2001. Tra i firmatari troviamo, tra gli altri, Antonino Zichichi, Professore Emerito di Fisica, Università di Bologna, Fondatore e Presidente del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana di Erice, Renato Angelo Ricci, Professore Emerito di Fisica, Università di Padova, già Presidente della Società Italiana di Fisica e della Società Europea di Fisica e Aurelio Misiti, Professore di Ingegneria Sanitaria-Ambientale, Università la Sapienza, Roma.

Complessivamente, sono un centinaio gli studiosi che hanno aderito a quest’appello che contesta l’isteria dilagante sui cambiamenti climatici. “Negli ultimi decenni – si legge – si è diffusa una tesi secondo la quale il riscaldamento della superficie terrestre di circa 0.9°C osservato a partire dal 1850 sarebbe anomalo e causato esclusivamente dalle attività antropiche, in particolare dalle immissioni in atmosfera di CO2 proveniente dall’utilizzo dei combustibili fossili. Questa è la tesi del riscaldamento globale antropico promossa dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) delle Nazione Unite, le cui conseguenze sarebbero modificazioni ambientali così gravi da paventare enormi danni in un imminente futuro”.

Tuttavia, osservano,” l’origine antropica del riscaldamento globale è però una congettura non dimostrata, dedotta solo da alcuni modelli climatici, cioè complessi programmi al computer, chiamati General Circulation Models“. Al contrario, spiegano gli studiosi che non si sono piegati al politicamente corretto, “la letteratura scientifica ha messo sempre più in evidenza l’esistenza di una variabilità climatica naturale che i modelli non sono in grado di riprodurre. Tale variabilità naturale spiega una parte consistente del riscaldamento globale osservato dal 1850. La responsabilità antropica del cambiamento climatico osservato nell’ultimo secolo è quindi ingiustificatamente esagerata e le previsioni catastrofiche non sono realistiche”.


“Previsioni allarmistiche non credibili”

Secondo gli studiosi, va inoltre ricordato che “il riscaldamento osservato dal 1900 ad oggi è in realtà iniziato nel 1700, cioè al minimo della Piccola Era Glaciale, il periodo più freddo degli ultimi 10.000 anni (corrispondente a quel minimo millenario di attività solare che gli astrofisici chiamano Minimo Solare di Maunder). Da allora a oggi l’attività solare, seguendo il suo ciclo millenario, è aumentata riscaldando la superficie terrestre”.Inoltre, “i modelli falliscono nel riprodurre le note oscillazioni climatiche di circa 60 anni”. E aggiungono: “Gli organi d’informazione affermano anche che gli eventi estremi, come ad esempio uragani e cicloni, sono aumentati in modo preoccupante. Viceversa, questi eventi, come molti sistemi climatici, sono modulati dal suddetto ciclo di 60 anni”.

Pertanto, la conclusione è che “è scientificamente non realistico attribuire all’uomo la responsabilità del riscaldamento osservato dal secolo passato ad oggi. Le previsioni allarmistiche avanzate, pertanto, non sono credibili, essendo esse fondate su modelli i cui risultati sono in contraddizione coi dati sperimentali”. Sullo stesso tema è stato pubblicato anche un libro dal titolo “Clima, basta catastrofismi. Riflessioni scientifiche sul passato e sul futuro” a cura di Franco Battaglia, Uberto Crescenti, Mario Giaccio, Luigi Mariani e Nicola Scafetta. Un volume che smentisce le tesi dei catastrofisti che dilagano sui media e presso l’opinione pubblica: perché chi osa mettere in discussione tali tesi viene bollato come un “negazionista” e questo già dovrebbe farci dubitare poiché dimostra un approccio teologico alla materia scientifica.
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » lun lug 01, 2019 6:47 pm

Il ciclo solare di 11 anni

https://www.facebook.com/michele.guetta ... 9985653847

La comunità degli astrofisici che studia il comportamento del Sole ha ben pochi dubbi. È una palla di gas incandescente soggetta a cicli che durano grosso modo 11 anni e che sono strettamente correlati alla formazione della macchie solari, più se ne formano più la temperatura aumenta e, conseguentemente, più energia termica viene rilasciata e va a colpire anche la Terra. Poi, al termine del ciclo, le macchie diminuiscono e così si abbassa la temperatura. Il cambiamento delle temperature sulla terra dipende da questo.

Tutto il resto sono carriere universitarie costruite su analisi false e dati falsificati, titoli dei giornali per vendere più copie, tasse su aziende produttive o linee aeree e aumento del flusso di quattrini che finiscono nelle casse degli apparati fiscali degli Stati. Negli ultimi cinquant'anni, complici i nuovi satelliti e le sonde lanciate per studiare l'astro più importante che determina l'esistenza di tutto il sistema planetario e la vita sulla Terra, si è accumulata una messe di dati e informazioni inimmaginabile fino a pochi decenni or sono.

La scienza seria è così che fa, osserva, compara, spiega nuovi fenomeni che prima non erano spiegabili. Non ha ideologie, non ha posizioni giuste o sbagliate da sostenere, non ha direzioni "dove andare a parare". La sarabanda sul cambiamento climatico di origine umana è un'altra faccia della mentalità antiscientifica e un attacco al sistema capitalistico di stampo socialista che già Mises ebbe modo di spiegare oltre sessant'anni fa.

«Approfonditi studi portati a termine nel 2009 da scienziati statunitensi e tedeschi del National Center for Atmospheric Research (NCAR) a Boulder, Colorado, avvalendosi di più di un secolo di osservazioni meteorologiche e delle tecnologie più avanzate attualmente disponibili, hanno costruito un modello che ipotizza tale legame tra attività solare e fluttuazione del clima terrestre, producendo una simulazione volta a riprodurre la complessa interazione tra la radiazione solare, l'atmosfera e l'oceano.

I risultati degli studi, pubblicati sul Journal of Climate e su Science, dimostrano come in questo modello anche un piccolo aumento di attività solare influenza in maniera determinante l'area tropicale e le precipitazioni di tutto il globo terrestre. In particolare gli effetti di una maggiore attività solare si fanno sentire in maniera forte nel riscaldamento della troposfera tropicale (dove aumenta la quantità di ozono prodotta dai raggi UVA), nell'aumento della forza dei venti alisei, nell'aumento dell'evaporazione nella zona equatoriale e nell'aumento dell'annuvolamento e delle precipitazioni. Lo studio rileva come ci sia una indubbia associazione fra il periodico picco dell'attività solare e lo schema delle precipitazioni e della temperatura superficiale delle acque del Pacifico. Il modello messo a punto dai ricercatori mostra anche le influenze che i picchi solari hanno con due importanti fenomeni collegati al clima: La Niña e El Niño che sono originati da eventi associati ai cambiamenti nella temperatura delle acque superficiali del Pacifico orientale. In particolare l'attività solare risulta influire su La Niña e El Niño, rafforzandoli o contrastandoli.

Molti climatologi ritengono che, al fine di comprendere meglio i meccanismi legati ai cambiamenti climatici e per rendere più affidabile gli scenari climatici futuri, tali studi siano importanti per capire la base naturale della variabilità climatica e per comprendere come la variabilità climatica naturale, in tempi diversi, sia significativamente influenzata dal sole.» [WP]
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Messaggioda Berto » mer ago 07, 2019 9:24 am

Ecologia. Dominique Bourg: «Non siamo padroni del mondo»
Daniele Zappalà
domenica 4 agosto 2019

https://www.avvenire.it/agora/pagine/bo ... YWgfhUzWAY

Il filosofo sottolinea la necessità di raggiungere nuovi equilibri ambientali. "Che lo si voglia o no, la Terra sta cambiando e sarà meno abitabile. Ritroviamo il concetto di limite".

Parigi «Gli esseri umani hanno molto fantasticato sulla loro padronanza del mondo, ma ci rendiamo conto oggi di trovarci spesso in una certa posizione di passività rispetto a noi stessi e al mondo, anche se la modernità ci ha fatto credere il contrario». Dominique Bourg sostiene tesi scomode nel suo ultimo saggio Une nouvelle Terre, uscito in Francia per Desclée de Brouwer. Secondo il filosofo, docente all’Università di Losanna, ritrovare una fiamma spirituale potrà permettere all’umanità di approdare a nuovi equilibri ecologici. «Che lo si voglia o no, la Terra sta cambiando e sarà meno abitabile, ma torna con forza pure l’idea di limite, che è al centro di tutte le saggezze e spiritualità».

Lei scrive che «l’idea di padroneggiare il sistema terrestre non ha affatto senso». Ad alcuni può sembrare provocatorio, ad altri disfattista…
Con lo sviluppo della tecnica e la prima rivoluzione industriale, nessuno auspicava il cambiamento climatico o una simile distruzione del vivente attorno a noi, al punto che certi suoli ormai si fossilizzano. L’abbiamo prodotto senza volerlo. Siamo di fronte, anzi in mezzo a un sistema. In un sistema, il tutto influisce sulle parti. Il tutto può amplificare o controbilanciare l’espressione delle parti, secondo che vi sia un feedback positivo o negativo. Non vi è solo una causalità ascendente, cartesiana, ma anche discendente. Non sappiamo mai davvero come il sistema influenzerà le parti. Le stesse cause non producono necessariamente gli stessi effetti e le prossime cause possono provocare lontani effetti a noi ignoti. Ecco perché parlare di padroneggiare il sistema terrestre è assurdo.

Un esempio?
Certi economisti del gruppo 3 dell’Ipcc, il pool d’esperti Onu sul clima, chiedono di produrre elettricità dalla biomassa, permettendo di catturare carbonio alla fonte. Ma in questo scenario, occorrerebbero superfici gigantesche per foreste o piantagioni a crescita rapida, con effetti sulla biodiversità già in crisi, accanto a un problema di concorrenza con i suoli impiegati per produrre cibo, in un mondo in cui la produzione alimentare è già a rischio. Ciò mostra che quanto padroneggiamo non è molto, perché il sistema retroagisce.

Ma la diplomazia climatica persegue una certa forma di controllo…
Ciò che possiamo davvero padroneggiare sono le nostre emissioni, ma è una forma di autocontrollo, non una padronanza del sistema terrestre. Con queste scelte, potremo ridurre gli effetti del cambiamento climatico, ma senza annullarlo. La potenza delle nostre tecniche ha effetti locali, mentre a livello sistemico resta relativa, perché presa in un gioco superiore.

Secondo un dilemma divulgato da Karl Popper, tutte le nuvole sono forse orologi, deterministicamente, oppure tutti gli orologi sono forse nuvole, all’insegna di un’indeterminazione. Per lei, dunque, l’agire umano non ha effetti determinabili…
Il problema è che, dal nostro punto di vista, il determinismo è parziale. Forse ci sono effetti determinati, ma non li conosciamo. Tradizionalmente, il nostro determinismo è stato sempre semplicistico: una causa e il suo effetto immediato. Ma in un sistema, l’effetto è a sua volta la causa di un altro effetto e così via. Non riusciamo ad anticipare e inoltre certi effetti a lungo termine possono contraddire l’effetto ricercato. Dobbiamo riconoscere che la nostra conoscenza del determinismo è estremamente semplice e incompleta.
Certi teorici dell’intelligenza artificiale, prevedendo crescite esponenziali delle capacità di calcolo, pensano il contrario… Negli ecosistemi, i superamenti di soglie critiche non sono apparentemente conoscibili in anticipo. I nostri calcoli e conoscenze restano parziali e possono provare a prevedere l’evoluzione di sistemi continui, ma una volta al di là, rischiamo sempre sorprese. Ipotizzare capacità future di calcolo in perpetua crescita non significa poter risolvere così dei problemi che sono già oggi incombenti. Occorre invece affidarsi all’idea dei limiti planetari, dato che questi sono determinabili. Potremo così cercare di contenere i flussi di materia e d’energia, in modo da mantenere il sistema in uno stato più o meno favorevole, anche se c’è chi pensa che sia già un po’ tardi.

C’è chi caldeggia un “catastrofismo illuminato”, ovvero restare consapevoli che il peggio può accadere. Che ne pensa? Non credo in un collasso del sistema ecologico, ma non sono impossibili rotture improvvise su scala più limitata. È tardi per evitare un degrado dell’abitabilità terrestre, ma non è troppo tardi per limitarlo. Certo, osservando certi politici opposti alla causa ambientale, come Donald Trump o Jair Bolsonaro, si può temere che esauriremo lo scarso tempo utile residuo, senza svolte significative. Ma spero in un sussulto democratico, soprattutto osservando tante resistenze positive, accanto all’emergere di una certa spiritualità. Una spiritualità nutrita anche da una crescente consapevolezza dell’unità del mondo vivente. Si pensi oggi all’attenzione per il mondo animale e alle scoperte fantastiche della biologia sulla comunicazione fra le piante. In molte società, sta cambiando il sentimento verso la natura, si cerca una nuova armonia, c’è un appetito di connessione con ciò che è naturale, come in un umanesimo allargato. Fra i miei studenti, abbracciare un albero non è più un gesto bislacco.
Soprattutto per quelli che hanno aderito ai “Venerdì per il futuro”… Sono giovani molto informati, con cui discuto. Hanno capito benissimo che il mondo sarà più difficile, dunque si ribellano e hanno ragione di farlo. A partire dall’estate 2018, è accaduto qualcosa di fondamentale, nell’emisfero boreale. Le persone hanno potuto mettere in relazione gli allarmi scientifici con le esperienze dei propri sensi: siccità, afa, incendi. Fin da settembre, le manifestazioni per il clima si sono amplificate in modo inedito. Oggi, il sapere scientifico è connesso ai sensi e ciò produce una coscienza che crescerà.

Quattro anni dopo la sua pubblicazione, cosa pensa dell’enciclica Laudato si’?
È un testo magnifico, molto profondo, potente e preciso. È un’enciclica che ha trovato un bell’equilibrio nella riscoperta di tutta una tradizione del cristianesimo, a partire già da tre importanti passaggi della Genesi. Mi pare che nel mondo cattolico si cominci ad apprezzarne gli effetti, in termini di un’accresciuta sensibilità sulle questioni ecologiche. In Francia, ciò è molto visibile. Qualcosa si sta muovendo.


Alberto Pento
??? Ma siamo padroni responsabili di noi stessi e del nostro destino e sopratutto non siamo schiavi degli idoli, delle idolatrie, delle utopie totalitarie e demenziali e delle idiozie imperanti o che vorrebbero imperare.
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » mer ago 07, 2019 7:45 pm

Allarmismo climatico, è più politica che scienza
Riccardo Cascioli
7 agosto 2019

http://www.lanuovabq.it/it/allarmismo-c ... Q.facebook

La propaganda martellante che da anni lancia quotidiani allarmi sul riscaldamento globale di origine antropica ha ormai prodotto nell'immaginario collettivo una percezione distorta della realtà, dai meccanismi della natura al rapporto tra sviluppo e ambiente, dalle conoscenze sul clima al ruolo delle attività umane. La NBQ inizia perciò una serie di articoli che affronteranno singoli aspetti della realtà distorti dalla propaganda cambioclimatista. Cominciamo dalle radici del movimento contro i cambiamenti climatici, che non sono affatto scientifiche ma politiche e ideologiche. Non a caso abbiamo visto in questi giorni l'adolescente icona della lotta ai cambiamenti climatici, Greta Thunberg, dare il proprio sostegno al Gay Pride svedese.

La faccia sorridente di Greta Thunberg, l’adolescente diventata simbolo della lotta contro i cambiamenti climatici, che dalla sua pagina Facebook inneggia al Gay Pride di Stoccolma, può aver sorpreso le persone più ingenue, e messo in imbarazzo qualche giornalista e intellettuale cattolico salito frettolosamente sul carro del “modello Greta”. Ma è perfettamente coerente con ciò che la lotta al riscaldamento globale o ai cambiamenti climatici rappresenta.

Non ci vorrebbe molto per rendersene conto, ma il clima di isteria collettiva che è stato creato su questo argomento, l’allarmismo esasperato che ci raggiunge quotidianamente attraverso giornali, radio e tv, il martellamento della propaganda che da anni è costante hanno ormai generato nell’opinione pubblica una distorsione nella percezione della realtà. Siamo ormai convinti di vivere nel peggiore dei mondi possibili, sull’orlo del baratro, in ansia per ciò che il clima ci potrà riservare nel prossimo futuro a causa delle nostre cattive azioni.

E in questa situazione, con un’umanità con le spalle al muro, a essere sacrificato è l’esercizio della ragione, la capacità di interrogarsi su ciò che ci viene propinato o imposto, guardare alla realtà per quello che è. È così che davanti a una adolescente affetta da sindrome di Asperger, che parla come un libro stampato pur non avendo alcuna cognizione scientifica seria, invece di invocare l’intervento degli assistenti sociali (qui sì che ci vorrebbero) per strapparla a quanti la stanno usando per scopi ideologici e commerciali, la si fa diventare una specie di sacerdotessa che officia in tutte le sedi internazionali e davanti alla quale si inginocchiano tutti i grandi della Terra, per non dire gli intellettuali e gli ecclesiastici cattolici. Una situazione ridicola, senza precedenti, di cui non ci si rende neanche conto.

Ma appunto, come si diceva, anni di propaganda martellante hanno prodotto uno stordimento, una grave distorsione nella comprensione della realtà, dai meccanismi della natura al rapporto tra sviluppo e ambiente, dalle conoscenze sul clima al ruolo delle attività umane. Per questo abbiamo pensato di dedicare, a partire da oggi, alcune puntate volte ad affrontare singoli aspetti falsificati da questa isteria collettiva.

Proprio il caso di Greta con la bandiera arcobaleno ci dà l’occasione per affrontare brevemente un primo aspetto della questione, ovvero il legame tra diverse ideologie oggi dominanti: l’ecologismo e l’omosessualismo, innanzitutto. Stando alla presentazione delle notizie che ci arrivano a proposito di cambiamenti climatici, siamo portati a pensare all’esistenza di una verità scientifica (il riscaldamento globale causato dall’uomo, che ci sta portando alla catastrofe) a cui i capi di governo non danno abbastanza credito, visto che ci vogliono anni per arrivare a degli accordi internazionali e sono comunque troppo generici. Nella vicenda dei cambiamenti climatici però, gli scienziati sono solo dei comprimari, forniscono il pretesto, danno un tocco di verosimiglianza alla vicenda; ma in realtà la matrice della campagna è ideologica e la regia è politica.

L’ambientalismo oggi dominante ha le radici lontane nel tempo, radici che arrivano fino alle Società Eugenetiche che fiorirono soprattutto nel mondo anglosassone tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento e derivano dal Darwinismo sociale. Dalle stesse Società Eugenetiche nascono anche il movimento per il controllo delle nascite e il femminismo radicale. Individualismo estremo e la visione di un mondo solo per i sani ed efficienti sono due caratteristiche che accomunano tutti questi movimenti.

Così l’ambientalismo è fin dalle origini conservazione della natura e tentativo di contenere la presenza umana. Il mito della sovrappopolazione precede nel tempo quello del riscaldamento globale, ma il modus operandi è lo stesso e anche l’obiettivo. Tanto è vero che negli anni ’70 del XX secolo il rapporto tra ambientalismo e movimento per il controllo delle nascite si salda al grido di “la popolazione inquina”. Anche la promozione dell’omosessualità deve molto al movimento per il controllo delle nascite, e il motivo è evidente: la coppia omosessuale è per sua natura sterile e, quindi, quanti più omosessuali ci sono tanto è più facile ottenere il calo della fertilità.

La causa dei cambiamenti climatici, con tutte le paure ad essa collegate, va nella stessa direzione, tanto è vero che c’è un rilevante movimento d’opinione che si impegna ad avere un numero minimo di figli o addirittura niente per salvare il pianeta.

Nel rapporto tra movimenti Lgbt e gruppi che si battono contro i cambiamenti climatici entrano poi fattori contingenti. Da anni ormai, alle marce per il clima, soprattutto negli Stati Uniti, partecipano appositi gruppi Lgbt, come i Queer per il clima. Il filo che li lega - basta leggere i loro articoli e saggi al riguardo - è anche la percezione di una comune lotta di liberazione, lotta per la giustizia sociale, dove le strategie vincenti degli uni (gli Lgbt) fanno da scuola agli altri. Né si deve dimenticare che tutti questi movimenti ideologici e culturali trovano la loro cassa di risonanza nelle agenzie delle Nazioni Unite, da cui nascono e si diffondono le parole d’ordine che diventano ben presto patrimonio comune.

Del resto queste correnti ideologiche hanno conosciuto il successo quando hanno incontrato la politica: è così che, contrariamente a quello che si pensa, anche la scienza è diventata a servizio della politica. Checché se ne pensi, sono i governi e le forze politiche a tenere le fila degli allarmismi climatici. Basti solo un esempio: l’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), l’organismo Onu che si occupa dei cambiamenti climatici. È conosciuto come il massimo organismo scientifico, autore dei famosi Rapporti che sono la principale fonte per le politiche globali che riguardano i cambiamenti climatici.

In realtà l’Ipcc non solo non svolge attività scientifica in proprio (i rapporti sono solo una raccolta e una sintesi degli studi disponibili), ma è un organismo prettamente politico, sebbene sia composto anche da scienziati. Lo dice il nome stesso: si chiama infatti “Gruppo intergovernativo”, perché sono i governi a decidere chi dirige e sono i governi ad avere l’ultima parola sul rapporto finale. Non a caso in questi anni ci sono stati molti casi di autorevoli scienziati che si sono dimessi proprio per l’impostazione ideologica e politica che si vuole dare all’esame scientifico. E infatti anche gli ultimi presidenti dell’Ipcc non sono affatto scienziati: l’indiano Rajendra Pachauri, che ha tenuto la posizione dal 2002 al 2015, è un ingegnere esperto di ferrovie, mentre l’attuale, il coreano Hoesung Lee, è un economista.
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » sab ago 10, 2019 7:57 pm

Panico da riscaldamento? Calmi, il clima è sempre cambiato
Riccardo Cascioli
10 agosto 2019

http://www.lanuovabq.it/it/panico-da-ri ... w.facebook

Continua il nostro viaggio nella distorsione della nostra percezione della realtà, dovuta alla martellante propaganda sui cambiamenti climatici. La prima vittima è la natura o, meglio, la comprensione che ne abbiamo. Ormai siamo portati a pensare che la natura sia statica e che il suo equilibrio sia rotto soltanto dall'uomo e dalle sue attività. Invece la natura è di per sé dinamica, non c'è mai una stagione uguale all'altra e anche il clima è sempre cambiato. Quella che si sta imponendo è una visione falsa, che affonda le radici nell'ateismo. E, purtroppo, nella Chiesa ci si accoda.

La prima vittima della martellante propaganda sui cambiamenti climatici è la natura o, meglio, la nostra comprensione della natura. Terrorizzati ormai da ogni piccolo segnale di cambiamento, nell’immaginario collettivo la natura è statica, ha un suo definito punto di equilibrio che l’uomo – con la sua presenza e attività – ha fatto saltare. Siamo portati a pensare che la normalità stia nella staticità, in una sorta di fermo immagine che dura all’infinito. Invece la natura è dinamica, è in continuo cambiamento, non c’è mai una stagione uguale all’altra. E i cambiamenti climatici, lungi dall’essere un fenomeno nuovo, conseguenza di chissà quali nefandezze umane e foriero di catastrofi inimmaginabili, sono la normalità.

Senza neanche scomodare le cinque ere glaciali che hanno caratterizzato la storia della terra, e ben prima della comparsa dell’uomo, anche nell’attuale era ci sono stati almeno quattro periodi glaciali (con un forte avanzamento dei ghiacciai) intervallati da periodi interglaciali (della durata di 10-12mila anni), uno dei quali è quello che stiamo vivendo e che dura da circa 10.700 anni. Ma anche questi periodi interglaciali non sono uniformi: solo per stare ai tempi più recenti, gli storici del clima riconoscono periodi di riscaldamento ai tempi dell’Impero romano e nel Medio Evo (guarda caso chiamati “optimum”), e periodi di raffreddamento, il più importante dei quali si è registrato tra il XVI e il XIX secolo e fu chiamato la “piccola era glaciale”. Dalla metà del XIX secolo è iniziato invece un nuovo periodo di riscaldamento che dura tuttora, ma che in 160 anni ha prodotto un aumento di temperature medie tra gli 0.8 e 1°C.

Ma neanche quest’ultimo periodo di riscaldamento è lineare: a un aumento delle temperature globali al suolo tra il 1850 e il 1878 (+0,5°C) succede una fase di decremento (nel 1911 siamo a -0.2°C rispetto al 1850) e poi un nuovo incremento fino al 1945 (+0.5°C rispetto al 1850). Da qui comincia un nuovo periodo di raffreddamento che dura fino al 1976, quando la temperatura è di appena 0.1°C superiore a quella del 1850. E si ricorderà infatti che a metà degli anni ’70 c’erano continui allarmi sul raffreddamento globale. Quindi, da quel momento la temperatura ha ripreso a salire fino al 1998 (+0.85°C), ma dal 1998 le variazioni sono minime e, malgrado i continui allarmi sui mesi e sugli anni più caldi di sempre, si registra una sostanziale stabilizzazione delle temperature.

Ma anche senza uno studio sui cicli del clima, dovrebbe appartenere alla esperienza di ciascuno la consapevolezza che ogni stagione è diversa dall’altra; che, pure all’interno di una certa fascia climatica, si registrano variazioni continue e anche eventi estremi. Basti pensare a come i vini vengono classificati in base all’anno di vendemmia, proprio perché ogni stagione è una storia a sé.

Oggi invece, spinti anche dalle continue campagne sul riscaldamento globale, si pretenderebbe che la natura fosse ferma, immobile. Se i notiziari ci informano che in questa settimana si è registrata una temperatura di un grado superiore alla media stagionale, scatta il panico: finiremo arrostiti, saremo sommersi dalle acque. Notizie date apposta per creare allarme, nessuno dice che la media stagionale è solo un dato statistico, non corrisponde affatto alla temperatura normale, quella che dovrebbe essere.

Non entriamo qui nel dibattito su quanto del rialzo delle temperature sia dovuto ai cicli naturali e quanto all’attività umana – cosa peraltro su cui non esistono certezze - ma sta di fatto che abbiamo perso la cognizione della dinamicità della natura. Addirittura assistiamo a manifestazioni pubbliche e grandi iniziative politiche contro i cambiamenti climatici, quando abbiamo visto che i cambiamenti climatici sono la normalità. Cose che in altri tempi suonerebbero ridicole e da ricovero in psichiatria, oggi sono vissute seriamente come la questione più importante per l'umanità.

Questa drammatica distorsione nella percezione della realtà - chiaramente voluta da chi sta manovrando il tema “clima” - è sicuramente facilitata anche dal fatto che viviamo sempre meno a contatto con la natura. Basti pensare che in Europa circa il 75% delle persone vive in realtà urbane, lontano da un rapporto con la natura; e soprattutto le giovani generazioni – nate e cresciute in realtà dove qualsiasi tipo di frutta e verdura è disponibile tutto l’anno e il cibo è già tagliato e pronto per l’uso al supermercato – non hanno conoscenza diretta dei cicli della natura, di come la natura funzioni.

Ma c’è anche una costante nel rapporto uomo-clima che si lega allo sguardo che l’uomo ha sulla realtà e sul proprio destino. Per capirci citiamo un sermone di Sant’Agostino, che scrive queste cose nel IV secolo: «Vedete come stanno le cose. Viviamo in tempi brutti. Anche i nostri padri deplorarono di dover vivere brutti tempi, e anche i padri dei nostri padri. A nessun uomo sono mai piaciuti i tempi in cui è dovuto vivere. Ma chi vive dopo rimpiange i tempi andati. Ogni anno per lo più diciamo, quando sentiamo freddo: “Non ha mai fatto tanto freddo”. O anche diciamo: “Non ha mai fatto tanto caldo”. Tempi brutti! Ma son proprio brutti tempi quelli collegati con il movimento del sole?».

Così nel passato, gli scienziati – perlopiù cattolici – guardavano ai cambiamenti climatici studiandoli, cercando di capire i meccanismi della natura, per meglio adattarsi e proteggere le comunità degli uomini. Ricordiamo ad esempio l’abate e scienziato Antonio Stoppani (1824-1891) che, nella sua opera più nota – Il bel Paese – descriveva il ritirarsi dei ghiacciai alpini legato al riscaldamento della seconda metà dell’Ottocento. Era una descrizione del fenomeno e un tentativo di comprenderlo dal punto di vista scientifico. Nessun allarme, nessuna preoccupazione per il ritiro delle nevi alpine, anche perché non era passato molto tempo che i ghiacciai del Monte Bianco erano così estesi da minacciare i paesi sottostanti.

Nel 1881, dopo aver tenuto ai Lincei una applaudita relazione «Sull’attuale regresso dei ghiacciai sulle Alpi», al re Umberto di Savoia, che era presente e si mostrava preoccupato per l’evoluzione, Stoppani rispose: «Non si preoccupi, lasci fare alla Provvidenza». Non era fatalismo, era una conoscenza profonda della realtà. Non per niente oggi l’allarmismo climatico e la pretesa di poter regolare la temperatura della terra come se avessimo in mano un termostato, si accompagna alla cancellazione di Dio dalla storia, alla presunzione che sia l’uomo il padrone del cosmo e della storia. Se c’è una novità, un vero cambiamento, è che anche nella Chiesa ci si è accodati a questa visione atea.
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » sab set 28, 2019 8:41 am

Clima, i soliti "gretini" in corteo tra slogan, propaganda e ipocrisia
Fabio Franchini - Ven, 27/09/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... t_xwNotk4g

Sono più di un milione gli studenti italiani scesi in piazza per la manifestazione "Fridays for Future": un'onda verde che segue Greta Thunberg, ma ignora 500 scienziati

È il venerdì di Greta e di tutti gli studenti "gretini" del mondo. La manifestazione "Fridays for Future" è globale: un'onda verde che segue pedissequamente i dettami di Greta Thunberg, ignorando però i cinquecento scienziati che hanno firmato una lettera contro l'allarmismo climatico, cercando di far capire che non è in corso nessuna emergenza inesorabile, né crisi irrimediabile.

E che quanto sostenuto dalla 16enne paladina dell'ambientalismo, ovvero la teoria del riscaldamento globale antropico – cioè causato dall’uomo – non è in verità basato su alcuna verità scientifica.

Il documento dei 500 studiosi, intitolato "Ruropean Declaration: There is No Climate Emergency" è stato però censurato, oltre che bollato dai media mainstream come "negazionista", per il semplice fatto di dire che i cambiamenti climatici non dipendono (tutti) dall'uomo e che l'anidride carbonica è positiva per la fotosintesi e la biomassa vegetale.

Gli studenti italiani hanno colto la palla al balzo per saltare la scuola e allungarsi il fine settimane e infatti da Milano (GUARDA LA GALLERY) a Napoli, passando per Torino, Genova, Bologna Roma (GUARDA LA GALLERY) – giusto per citare le piazze più grosse d'Italia – gli alunni hanno partecipato ai cortei partiti attorno alle diecidi questa mattina.

Uno degli organizzatori delle sfilate "green", Gianfranco Mascia, parla di oltre un milione di giovani per le strade: "Considerando che a Roma ora sono circa 200mila, a Milano anche, la stima del numero totale in Italia è di oltre un milione di persone". "Ci avete rotto il clima", "Ci avete rotto i polmoni", alcuni degli slogan dei ragazzi in sciopero. Mentre a Bologna si intona persino "Bella ciao", che col clima e con l'ambiente non c’entra proprio nulla, ma va sempre di moda nella città "rossa". A Milano, invece, in testa al corteo studentesco, ha fatto capolino persino il sindaco Giuseppe Sala.

Rimane da chiedersi se le centinaia di migliaia di giovani che quest'oggi non sono andati a scuola sappiano almeno per cosa agitino cartelli, urlino frasi eco-friendly o si dipingano la faccia di verde. E rimane da chiedersi anche se sappiano cosa sostengono quei 500 scienziati, perché la sensazione è che non lo sappiano proprio e che diano ascolto solo alla 16enne svedese, che scienziata non è. La sensazione, insomma, è che molti di loro siano lì solo per non sedersi al proprio banco.




Cacciari su Greta Thunberg: "Vai a scuola, impari più cose"
Rosa Scognamiglio - Ven, 27/09/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... QkQkh_1nq0

Nel giorno in cui 180mila studenti italiani si sono adunati nelle piazze per manifestare sul clima, Massimo Cacciari attacca Greta Thunberg: "Non è dicendo 'mi avete rubato i sogni' che si risolvono i problemi"

"Se continuiamo ad affrontare i problemi alla Greta, siamo fritti. Siamo all'ideologia della incompetenza".

Così, il filosofo Massimo Cacciari, bandiera della sinistra radical chic, ha tirato una stoccata alla paladina del clima, Greta Thunberg, e a tutti i suoi sostenitori nel giorno del Fridays for Forture.

Parole inattese, impronosticabili e decisamente al limite con l'ideologia degli intellettuali della socialdemocrazia e del progressismo. Di certo, non ce le si aspetta da un uomo dichiaratamente di sponda mancina. Ma tant'è. "Questi argomenti non si affrontano in termini ideologico/sentimental/patetico ma in termini scientifici. - dichiara Cacciari nel corso di un'intervista al Corriere della Sera - Non è che dicendo 'mi avete rubato i sogni' che si affrontano i problemi, non è così che si che nascono le coscienze critiche".

Dichiarazioni al vetriolo, dunque, alquanto contrastanti con le sviolinate alla Thunberg da parte degli esponenti di sinistra (soltanto poche ore fa, ad esempio, il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha espresso la volontà di invitare gli scioperanti in consiglio comunale). Senza contare poi, che tuonano con ancor più fragore nel giorno in cui 180mila studenti sono adunati nelle piazze italiane per la manifestazione sul clima. Ma non è tutto.

Cacciari si scaglia anche contro il Ministro della Pubblica Istruzione, Lorenzo Fioramonti, che ritiene "giustificate" le assenze dalla scuola per questo genere di scioperi. "Mica il Ministro può giustificare i ragazzi? O è diventato un suo potere pure questo? - attacca il filosofo – Quella di oggi sarà una manifestazione autorizzata, come 'il giorno della memoria'. Solo che è di un'assurdità pazzesca. Userei queste ore per orgnizzare seminari sul clima ai quali far partecipare scenziati ed esperti in materia".

Infine un severo monito alla Thunberg che, possiamo esser certi, farà storcere il naso a molti. "Greta dovrebbe andare a scuola, imparerebbe molte più cose. E forse, dovrebbe rendersi conto di essere svedese e che i ragazzi scioperanti sono europei. Non ci sono né indiani, né brasiliani. Non mi pare un problemino da poco", conclude.
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » sab set 28, 2019 8:02 pm

In realtà, i bambini che piangono nei corridoi dell'Onu sono la versione postmoderna delle sette protestanti che annunciano la fine del mondo secondo una particolare lettura dei testi sacri e dei loro profeti di sventura.

Le scene isteriche di questi giovinetti sub-acculturati, che additano come criminali quei pochi che non la pensano come loro, sono riprodotte quotidianamente in tutti i media con la stessa enfasi e frequenza con cui rilanciavano le immonde gesta dei sessantottini. Un insulto all'intelligenza, una vergogna, una violenza.
Leonardo Stanchino Facco
28 settembre 2019

https://www.facebook.com/groups/2376236 ... 4551080954


GLI STUDENTI DELLE MADRASSE ITALICHE SCIOPERANO PER IL CLIMA
di LEONARDO FACCO
https://www.miglioverde.eu/fridayforfut ... 33tf4iynII

Oggi, nel nome di Greta Thunberg e della fantomatica salvezza del pianeta, decine di migliaia di studenti sciopereranno. In Italia, landa di parassiti e aspiranti tali, ogni scusa è buona per incrociare le braccia e se ad invitarti a farlo c’è finanche il Ministero dell’Istruzione, campa cavallo. Una masnada di benestanti adolescenti occidentali, capeggiati da un giovane attivista svedese, è afflitta dalle conseguenze del cambiamento climatico (che esistano migliaia di scienziati che ritengano questa balzana teoria una fesseria è un particolare insignificante). Piangono, smoccolano di fronte alla possibilità – che esiste solo nella loro capoccia vuota – che la vita si estinguerà e il pianeta Terra diventerà un pezzo di roccia sterile che vagherà senza meta attraverso lo spazio infinito. Dalle madrasse islamiche escono giovinotti che si fanno esplodere convinti che esistano 49 vergini in paradiso pronte ad aspettarli. Le madrasse italiane (e di mezzo mondo civilizzato ahimé), sfornano giovani socialisti la cui preoccupazione principale è l’effetto di un fenomeno (il cambiamento…
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Re: Clima, politica energetica US e Greta con i suoi gretini

Messaggioda Berto » dom set 29, 2019 9:50 am

Monika Mecarelli
18 marzo
https://www.facebook.com/monika.mecarelli


-Ciao papi, allora me li dai i soldi per il nuovo telefono?
-No.
-Ma come no? Hai detto che forse me li davi se prendevo la sufficienza in Storia!
-È vero, ma è successo prima che tu andassi alla manifestazione Friday For Future.
-MA CHE C'ENTRA SCUSAAA?!!

-Intanto non urlare che provochi inquinamento acustico ed emetti anidride carbonica in quantità anomala. Ti spiego: vedi amore di papà, tu e tutti quei ragazzi in piazza mi avete fatto riflettere e ho capito che fino a oggi ho agito da irresponsabile, quindi farò qualcosa per il tuo futuro, proprio come avevi scritto sul tuo cartellone.
-MA IO HO BISOGNO DI QUEL TELEFONO!!!!

-Intanto non ti agitare, che la tua termogenesi aumenta, causando un notevole dispendio energetico. Ti spiego: il tuo telefono funziona ancora?
-NO!!! CIOE' SI', MA E' RALLENTATO E POI E' UN MODELLO DI UN ANNO FA!!

-Visto? Funziona, dunque è un falso bisogno, indotto dal consumismo esasperato che in piazza dicevate di volere abbattere. Pensa che grazie al tuo sacrificio ci sarà un telefono in meno da smaltire come rifiuto. Brava! Sono fiero di te!
-MA NOOO! DAI PAPI PERO'!!!!! GUARDA CHE LO COMPRO CON I SOLDI DELLA GITA SCOLASTICA AD AMSTERDAM EH...

-Ah. A proposito di gita, ti informo che non ci andrai.
-COOOOSAAA?!!!!

-Amore di papà, io mi sento così in colpa per quello che abbiamo fatto al pianeta che vi lasceremo, che mi sono informato e ho letto che il traffico aereo è uno dei maggiori fattori di inquinamento dell'aria. Ogni giorno più di 100.000 aerei rilasciano tonnellate di CO e UHC che danneggiano vegetazione ed ecosistemi, con un'azione climalterante che contribuisce in modo incisivo al surriscaldamento del pianeta.. Quindi non ci andrai. Brava! Sono fiero del tuo impegno per un'aria più pulita!
-NOOOO!!!! IO CI VADO IN GITA!!!

-Io non credo.
-SI' INVECE!!!

-No tesoro, non ci andrai. Ma perchè ti arrabbi che poi mangi troppo per il nervoso contribuendo alla sovralimentazione delle popolazioni dei paesi sviluppati? Hai chiesto tu che si facesse qualche sacrificio per l'ambiente e io sono molto fiero della tua coerenza!
-MA CHE C'ENTRO IO?!!!! DILLO AI POLITICI NO?!!!

-E cosa pensi debbano fare i politici?
-MA CHE NE SO IO! ...ELIMINARE LA PLASTICA, GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI...'STA ROBBA QUA INSOMMA...

-Bravissima amore di papà! Allora niente più scarpe da ginnastica in plastica, soprattutto quelle prodotte all'altra parte del mondo da persone della tua età, sfruttate e impoverite dal consumismo occidentale. E niente più Mac Dorand's, che deforesta e usa troppa chimica nei suoi prodotti.
- PAPAAAA!!! SMETTILA!!!

-Amore, non sbattere i piedi a terra in quel modo, che piccole variazioni in questo spazio fisico producono grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un altro spazio fisico.
-IO TI ODIO!!

-Per amore tuo lo sopporterò. Aggiungo che l'odio è un atteggiamento che innalza alcuni ormoni a sfavore di altri, poi dobbiamo andare dall'endocrinologo che sta dall'altra parte della città, e in bicicletta sai, è una bella pedalata! Te l'ho già detto che per salvaguardare l'ambiente e ridurre i consumi di combustibili fossili, ho deciso che la macchina si userà solo se la destinazione da raggiungere supera i dieci chilometri di distanza, come da raccomandazioni ecologiste? Dunque a scuola ci andrai a piedi. Tre chilometri sono una passeggiata salutare in fondo e sarai contenta che non ti accompagnerò più con l'inquinante automobile fino a davanti la porta della classe.
-Papi, dimmi la verità...ti stai drogando? Hai iniziato a bere?
-Ma no amore di papà. Anche noi andavamo ad Amsterdam con la scusa della gita, ma poi la cosa finiva lì.
-IO NON CI STO CREDENDO! MA FAI SUL SERIO?!!

-Sì amore di papà. Voi avevate ragione e noi torto, per questo cambierò i nostri comportamenti criminali nei confronti dell'ambiente. C'è un'altra cosa, da oggi in poi niente più capi colorati, perchè per tingere i tessuti si utilizzano ogni anno 9 trilioni di litri di acqua e tonnellate e tonnellate di oltre 8000 sostanze chimiche che poi vanno nel terreno, nei fiumi e nel mare. Quindi vestiremo solo tessuti ecosostenibili, naturali, non tinti...Hai presente quel grigiolino, avanino? Al limite il giallino dei capi sbiancati al bicarbonato o il verdolino di quelli colorati con le erbe? E niente zainetti nordeuropei, visto che i tessuti sintetici come il Nylon creano ossido di azoto, un gas a effetto serra 310 volte più potente dell’anidride carbonica. La shopper in tela grezza del negozio di fiori andrà benissimo.
-MA PAPA'...C'E' SCRITTO "DITELO CON UN BAOBAB"!!!

-Bello. Etnico, equosolidale, multiculturale, proprio come piace a noi... Ah! E basta anche con quei coloranti assurdi che usi per farti i capelli da disadattata, che sono un fattore inquinante considerevole visto che se ne usano 1.300 tonnellate l'anno solo nel nostro paese.
-BASTAAA! MAMMAAAA!!! PAPA' È IMPAZZITO!!!

-Amore di papà, già che ci sei, dì alla mamma che la nuova macchina per il caffè la può vendere, perchè si calcola che ogni giorno si debbano smaltire milioni e milioni di quelle capsule in alluminio colorate estremamente inquinanti.
-..........VOGLIO MORIRE!!!

-E gli assorbenti... Quelli, in stoffa. Da lavare e riutilizzare. Meno alberi abbattuti, meno sbiancanti, meno colla, meno ali, meno rifiuti.
-AAAAAHHHHHH!!!!!

-Ah, un'ultima cosa amore di papà, per una ragazza che voglia sembrare impegnata e responsabile come te, il 6 a Storia dopo mesi e mesi di insufficienze è un autentico VOTO DI MERDA!!, ma visto che parliamo di un concime organico naturale, per questa volta non ti sequestro l'inquinante motorino. (hihihhihihihi!!! Una goduria questo ecologismo.)
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