Basan del Gràpa

Basan del Gràpa

Messaggioda Berto » lun mar 17, 2014 10:21 pm

Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Basan del Gràpa

Messaggioda Berto » sab mar 22, 2014 12:46 pm

Etimołoja de Basan e voxi paregne:
http://picasaweb.google.it/pilpotis/BassanoEtimologia

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 02/kw4.jpg

Basan e de torno - Ottone Brentari
http://picasaweb.google.com/pilpotis/Ba ... neBrentari


Bassano del Grappa
http://it.wikipedia.org/wiki/Bassano_del_Grappa
L'antico nome di Bassano doveva essere Fundus Bassianus, che indicava la proprietà agricola di un certo Bassio.


Bassano Romano
http://it.wikipedia.org/wiki/Bassano_Romano
Situato ad un'altitudine di 350 metri s.l.m., si colloca a metà strada tra il lago di Bracciano e il lago di Vico, entrambi di origine vulcanica. Il territorio, principalmente collinare, è immerso in un ambiente ricco di vegetazione lussureggiante, caratterizzata principalmente da alberi secolari di faggi, castagni e querce. Queste caratteristiche fanno in modo che, in particolare durante il periodo estivo, il clima sia apprezzato soprattutto per la sua aria salubre e fresca.
Le origini sono datate attorno all'anno 1000, quando compaiono i primi agglomerati urbani al fine dello sfruttamento delle risorse naturali. Nel 1160 Enotrio Serco, ricco possidente terriero, decide di costruire quello che poi diventerà un palazzo principesco con affreschi di illustri artisti. Nel 1482 papa Sisto VI assegna agli Anguillara, famiglia patrizia romana, il "Foedus Bassani"; la crescita (demografica, culturale e artistica) di Bassano subisce però un'accelerazione solo a partire dal 1595, anno in cui, attraverso una concessione di papa Clemente VIII, viene ceduto alla famiglia Giustiniani, mercanti genovesi.


Da: Toponomastica Veneta di Dante Olivieri:
Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... ivieri.jpg

Da: Toponomastica Italiana dell’UTET
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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... n-utet.jpg
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Re: Basan del Gràpa

Messaggioda Berto » sab mar 22, 2014 12:47 pm

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Re: Basan del Gràpa

Messaggioda Berto » sab mar 22, 2014 2:42 pm

Da: Toponomastica Italiana dell’UTET

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... n-utet.jpg


Abbiamo or ora letto, nel manuate UTET (redatto da accademici!), dei quattro toponimi Bassano, dislocati in varie parti della penisola italica e derivanti tutti da un proprietario di nome Bassius: viene spontaneo chiedersi se era un unico propietario per tutti e quattro i fondi oppure se erano quattro propietari diversi che casulamente si chiamavano Bassius e il cui nome ci è stato tramandato attraverso i secoli come fosse una reliquia di santi.

In realtà tutte queste voci toponomastiche sono da ricondurre alla stessa radice di base : BAS- (basso) indicante un elemento importante (fondante) della morfologia del luogo.
Con variazioni di genere (maschile, femminile), di flessione morfologica (…), di affissazione (suffissi: -ano, -ana, -ino, -etto, -ura, -elga, …); i suffissi ano/ana non indicano necessariamente una relazione prediale, un possedimento/proprietà/fondo da ricondurre al primo elemento Bass- del toponimo indicante il nome del proprietario del fondo (come vorrebbe certa tradizione pseudo-linguistica, paretimologica e ideologica).

Le prime attestazioni scritte del toponimo Bassano risalgono al X secolo d.C., a cinque secoli dalla fine dell’impero romano d’occidente, lungo periodo che ha segnato un mutamento radicale in gran parte del territorio veneto, sia da un punto di vista del paesaggio idro-geologico/politico-geografico e dell’organizzazione agricola del territorio, sia relativamente al cambiamento degli assetti proprietari delle terre o fondi (a partire dall’accentramento latifondista d’età romano-imperiale e finendo con le espropriazioni e le redistribuzioni fatte dai Re Goti, poi dai Longobardi e dai Franchi; passando per le enormi donazioni (estorte o meno) e aquisizioni della Chiesa Cattolica.

Inoltre se si considera la distribuzione areale di questa tipologia toponomastica si osserva come essa sia presente (quasi esclusivamente) in area veneta, padano-alpina, celtica e d’influenza germanica.

Inoltre anche volendo (contro ogni evidenza) ammettere l’ipotesi tradizionale, il nome del proprietario del fondo non necessariamente dev’essere di origine romana o latina, potrebbe benissimo e con maggior probabilità essere veneto o celta o celto-veneto, dato che si tratta di un toponimo d’area veneta e nella generalità di toponimi prevalentemente d’area padano-alpina e centroeuropea.

In area veneta la maggior parte dei proprietari terrieri (d’epoca romana) era di origine e di etnia reto-eugano-celto-veneta, così come gran parte dei proprietari a cui furono date le porzioni di territorio centuriato (precedentemente: o conquistato, o espropriato, o confiscato, o acquistato); il fatto che gli autoctoni proprietari terrieri d’area veneta, in quanto cittadini romani, fossero iscritti nel catasto/censo/organizzazione centuriale delle 35 tribù romane (http://www.signainferre.it/modules.php? ... le&sid=539 ), non significa che abbiano perso la loro natura etnica di veneti o di eugano-veneti o di celto-veneti.

Inoltre i possibili nomi dei fondi agricoli o proprietà terriere eventualmente dovrebbero derivare più dai nomi delle famiglie o delle gens (oggi cognomi) proprietarie che dai nomi dei singoli (ieri cognomi) individui della famiglia:
Basso, Bassio pare non esistere come nome (ieri cognome o meglio e più probabilmente sopranome), d’ambito latino, in epoca romana http://it.wikipedia.org/wiki/Nomina_romani#B;
ma esiste come cognome (ieri nome) http://it.wikipedia.org/wiki/Cognomina_romani.

Poi sarebbe interessante sapere quali vie sono state percorse/adottate/seguite dalla storia, per conservare il nome dei proprietari (prediali o fondiari) di epoca romana, lungo i secoli.
Strana poi la coincidenza che su quattro toponimi BASSANO sparsi per la penisola italica, tutti e quattro abbiano avuto un proprietario di nome BASSIUS e che il suo nome sia stato dato al fondo e che si sia conservato nei secoli e nei millenni inalterato in tutti e quattro i casi, passando di bocca in bocca come un nome divino o una reliquia che attraversa i millenni nelle teche delle chiese (nonostante i molteplici cambi di proprietà, gli sconvolgimenti idrogeologici, gli stravolgimenti dell'assetto agrocolo in relazione ai mutamenti economico-politici) .

Se poi consideriamo che la regola è che il nome del luogo da il nome (cognome) agli uomini e che il caso inverso è pura eccezione, si può arguire la difficoltà di poter riconoscere e affermare anche in qualche limitato caso, che il toponimo in questione deriva dal nome del primo proprietario “romano” (e nemmeno si accenna ai possibili proprietari precedenti, “non romani”, che potrebbero aver dato il loro nome al luogo stesso, come se la nostra terra veneta fosse apparsa quando entrò a far parte dello stato romano).

..................

Per quanto mi riguarda osservo che:

i cosidetti toponimi prediali romani sono prevalentemente un’idiozia linguistica, inventata e adoperata nel passato in mancanza (di meglio) di altre spiegazioni più convincenti e sensate, data la grande ignoranza e la grande presunzione dei “dotti”; che oggi continua ad essere adoperata prevalentemente per ragioni di inerzia culturale e per ideologia politico-culturale, anche se superata dall’evoluzione delle conoscenze storico-archeologiche e linguistiche.

Di toponomastica prediale d’epoca romana in area veneta, se ne trova molto poca ed inoltre l’onomastica a cui si potrebbe eventualmente riferire non era romana ma principalmente indigena: euganea-veneta-retica-celtica-istriana, anche se magari linguisticamente latinizzata come nei cippi confinari, nei marchi di fabbrica sui manufatti di laterizio, oppure nelle iscrizioni sulle lapidi/stele funerarie.

Che la pianura vicentina rientrasse nella “grande politica di bonifica e centuriazione agraria” della pianura padana e di quella veneto-friulana è ipotesi ancora tutta da dimostrare: la terra vicentina non era disabitata e l’area veneta non è stata conquistata dai romani espropriandola, come bottino di guerra, ai loro legittimi proprietari da millenni autoctoni: ossia i reto-celto-eugano-veneti.
Questa ossessiva mitizzazione della romanità e della centuriazione fa vedere romani e centurie anche laddove questi non sono mai esistiti.

I nomi dei luoghi generalmente non sono dati dai nomi delle persone/uomini; di solito accade il contrario.
Sono i luoghi che danno il nome o il cognome alle persone.
Gli emigranti in terre disabitate o parzialmente disabitate, tendono a nominare i nuovi luoghi in cui emigrano con i nomi dei luoghi da cui provengono, quelli della loro terra d’origine; come per esempio la toponomastica sudamericana nelle terre dei veneti emigrati in Brasile, laddove l’influenza/incidenza della lingua degli indios/indigeni nomadi è stata irrilevante e i migranti veneti hanno chiamato i loro paesi con nomi quali: Nuova Bassano, Nuova Treviso, Nuova Vicenza, ecc. .

Vi sono si dei casi in cui alcune località conservano il nome dei proprietari e questo fenomeno lo troviamo anche oggi nella microroponomastica odierna tipo: ca’di…(casa, casale, cason, castello di …); contrà/contrada di …. (ma molti di questi cognomi derivano dai nomi dei luoghi di provenienza degli avi/antenati magari distanti generazioni):

Altri casi sono i nomi di certe regioni derivanti dagli etnici : Francia da Franchi; Veneto, Venesia e Venetia da Veneti; Cesarea da Cesare; Lombardia da Longobardi, ... ma sono una minoranza e comunque, anche in questo caso, molti etnici derivano dai nomi degli antichi luoghi di provenienza come per esempio l’etnico Veneti che potrebbe indicare ....

Credo che vada menzionata l'intelligente naturale e semplce) ipotesi etimologica del filologo Giovanni Semerano: (citazione)
... L'etimo di Ένετοί si richiama alla stessa base di greco Aίνος, latino Aenus, nome della città che, posta alla foce dell'Ebro, si può designare " la città del fiume ": cioè accadico ēnu, īnu, semitico ‘ain ( 'spring, river'), voce che torna nell'idronimo Inn, Aenus il fiume che segna il limite tra la Rhaetia e il Noricum. Il suffisso -to- (su cui cfr. Prosdocimi, II, p. 241 sg.) corrisponde ad accadico etû, itû (confine, regione, border, region, confines) e acquisterà un valore aggettivante di " appartenente a " implicito nel senso di 'adjacent to'.
...
Il nome degli Ένετοί richiama quello degli Enieni, Ένιήνες; (Il., 2, 749) che il catalogo omerico, indica come genti della valle superiore dello Spercheo (Herod., 7, 132, 185); il suffisso –ήνες, corrisponde ad antico babilonese ēnum (signore, dominatore, ' ruler, lord '), sumero en.
Si assumono a confronto etnici simili, come Veneti, i Galli dell'Armorica (are mori = ad mare), tra la foce della Loira e quella della Senna. ... Occorre concludere che la costante del nome di fiume, assiro ēnum, è presente nell'etnico dei Veneti. ...

Veneto:etimoloja, xenetega e storia
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... QxZzQ/edit

Nei secoli della romanità che vanno da l’anno 0 (nascita di Cristo) all’anno 476 d.C. in cui convenzionalmente si data la fine dello stato romano d’occidente: le proprietà della terra in area venetiana hanno subito modificazioni incredibili : e per effetto dello sconvolgimento idrogeologico e per effetto dei passaggi di mano dei diritti di proprietà che di sicuro i primi coloni (nelle poche aree centuriate) sono stati costretti a cedere ai grandi latifondisti (comunque la questione è molto complessa); inoltre vi sono le trasformazioni dovute alle influenze del mercato e dei rivolgimenti/stravolgimenti socio-politici; non parliamo poi dei mutamenti a partire dall’arrivo dei goti e della loro politica agraria, per esempio la riforma del re goto Totila (e di altri prima di lui) con l’espropriazione di parte delle terre dei grandi prorietari (generalmente senatori indigeno-locali dello stato imperiale romano di varia origine e appartenenza etnica).

Non credo che in un tale contesto, gli eventuali nomi di luoghi presi dai nomi di un qualche proprietario, si siano potuti conservare nei secoli, anche perchè quando cambia la proprietà, di solito, cambia anche il nome del proprietario al catasto e cambia anche nella bocca delle persone, dei servi, degli schiavi, dei fornitori, dei vicini e di altro, a meno che non siano nomi particolari come quello di Cesare in Cesarea, regione che comunque possiede anche altri nomi, accumulatisi nei millenni; i nomi che restano sono solo quelli naturali che ricorrono anche nel lessico quotidiano, normalmente e generalmente adoperati per indicare la molteplicità dei casi.

Poi non capisco perchè, se fosse anche plausibile questa storia dei primi nomi, mi chiedo perchè non si sarebbero dovuti conservare i nomi dei proprietari locali di epoca preromana e i nomi siano dovuti iniziare in epoca romana con nomi romani!


Più avanti (in altra sezione) seguono note sul suffisso - ANO.
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Re: Basan del Gràpa

Messaggioda Berto » sab mar 22, 2014 2:51 pm

Sulla radice/base BAS- (di “basso”, contrario di “alto”)
http://www.etimo.it/?term=basso
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basso,
agg. ‘che non si eleva molto rispetto a un piano, in confronto a strutture analoghe’ (av. 1294, B. Latini; di statura: av. 1498, V. Bisticci) est. ‘che occupa una posizione poco elevata’ (av. 1400, F. Sacchetti), ‘poco profondo’ (1300-13, Dante), ‘grave, profondo’ (1561, A. Citolini), ‘sommesso’ (av. 1276, Guido Guinizelli), ‘pertinente alla parte più tarda di un'epoca storica’ (1573, Deputati al Decamerone; per Basso Impero V. impèro), ‘meridionale’ (av. 1363, M. Villani; bassa Italia: 1864, Zuccagni-Orlandini, Raccolta di dial. it., Firenze, p. 11; anche Bassitalia: 1967, G. Bonura, in Vaccaro III), ‘che è situato a valle, verso il mare’ (av. 1363, M. Villani; Paesi Bassi: 1567, L. Guicciardini, Descrittione di tutti i Paesi Bassi, Anversa; come euf. per ‘organi genitali’: av. 1865, Del Rosso, Arte d'amore, cit. in Fanf. Voc. 1865, ma già attest. nel dial. venez. nel 1768-71: IL I [1974] 159; cfr. parti basse: 1922, Zing.), est. ‘che occupa un posto non elevato in una graduatoria di importanza’ (gente bassa: av. 1694, P. Segneri; bassa condizione, basso stato: 1348-53, G. Boccaccio; bassi uffiziali: 1799, Mon. nap. 173: “avrà questa commissione la facoltà di scegliere tra i bassi Uffiziali quelli, ch'essa crederà pià atti ad esercitar gl'impieghi loro affidati”; bassi ufficiali: 1853, D'Ayala: “L'espressione bassi uffiziali, dal francese bas-officiers, non è dignitosa: venne usata quando nella milizia massimamente eran principii di privilegi; eravi l'alto ed il basso”, e per questo fu abolita con la riforma Ricotti del 1873; basso clero 1851, Diz. pol. pop. 64, camera bassa: 1855, Ugolini: “son tutti modi impropri e sconosciuti a' buoni scrittori”; bassa macellerìa: 1950, Migl. App.), est. ‘volgare, meschino, immorale’ (av. 1321, Dante), est. ‘piccolo, scarso’ (av. 1347, F. Balducci Pegolotti; basso prezzo: 1612, A. Neri), avv. ‘in giù, verso il basso’ (1374, F. Petrarca), ‘con voce sommessa’ (1313-19, Dante), s. m. ‘la parte inferiore di q.c.’ (av. 1321, Dante), est. ‘profondità’, ‘bassofondo’ (1514, Giovanni da Empoli; 1520, A. Pigafetta; bassio: 1563, Zarate-Ulloa cit. in Zacc. Ra. 68 e Ib. 440); (mus.) ‘(strumento che esegue la) parte più grave dell'armonia’ (1602, G. Zarlino per la ‘parte’; 1640, G. B. Doni per lo ‘strumento’), ‘(cantante che ha la) voce di registro più grave’ (1556, D. Barbaro, cit. da TB s. v. soprano s. m.: il ‘cantante’; 1561, A. Citolini: la ‘voce’), ‘a Napoli, locale d'abitazione seminterrato, con ingresso a livello stradale’ (1858, F. Mastriani: “da' bassi o case a terreno salì fino a calpestare i mattoni incerati”, in Usi e costumi di Napoli e contorni, opera diretta da F. de Bourcard, Napoli, II 41).

Derivati:
bassa,
s. f. ‘parte pianeggiante e di minore altitudine in una regione geografica’ (1761, G. Targioni Tozzetti; pl.: 1747, C. Goldoni), ‘secca’ (XV sec., Portolani) (mil.) ‘documento per il trasferimento di un militare’ (1942, Migl. App.; bassa di passaggio: 1941, Voc. Acc., 1947, P. Monelli, Naja parla, Milano, p. 50; lo Zacc. Ib. 440 e Ra. 332 definisce la bassa, che aveva contato trentasei volte nei Gridari milanesi, come ‘nota di diserzione di un soldato’; in altro senso, oggi estinto, ‘diminuzione della forza di un reparto’ è in D'Ayala, 1853),
bassacorte,
s. f. ‘spazio attiguo al fabbricato colonico ove si alleva il pollame’ (1905, Panz. Diz.: “versione ridicola del fr. basse-cour”),
bassezza,
s. f. ‘l'essere basso’ (sec. XIV, Guido delle Colonne volgar.; av. 1332, Maestro Alberto), ant. (sec. XIII) anche basitate ‘bassa condizione’ (Chiaro Davanzati) e bassanza (Giacomino Pugliese in Monaci), fig. ‘miseria spirituale, viltà’ (av. 1306, Iacopone), fig. ‘azione vile’ (av. 1712, L. Magalottti);
bassofondo,
s. m. ‘zona del mare poco profonda, con banchi o secche pericolose per la navigazione’ (1846, C. Cattaneo), al pl., fig. ‘strati sociali inferiori viventi al margine della legge’ ed est. ‘luoghi frequentati dalla malavita’ (1870-72, F. De Sanctis),
bassopiano,
s. m. ‘estesa regione pianeggiante poco elevata sul livello del mare’ (1661, D. Bartoli),
bassorilievo,
s. m. ‘rappresentazione scultorea a rilievo’ (av. 1519, Leonardo: LN XIII [1952] 67; nel 1561 A. Citolini usa ancora inversamente rilievo basso),
bassotto,
agg. ‘dim. di basso’ (1585, G. M. Cecchi),
s. m. ‘cane da tana con pelo raso, arti cortissimi, corpo molto allungato’ (1846, Carena I 297; qui anche cane bassotto),
bassotuba,
s. m. ‘strumento a fiato dai suoni poderosi che serve di base agli strumenti metallici’ (1970, Zing.),
bassura,
s. f. ‘zona pianeggiante’ (sec. XIV, nelle laude non autentiche di Iacopone, tramandate nella ediz. Tresatti del 1617: F. Ageno in LN XIV [1953] 79; 1435-45, Portolani).

Latino tardo bassu(m) (VIII sec. con la glossa: “crassus, non altus”), impiegato nel latino classico solo come nome gentilizio proprio di Campani, ciò che ha fatto ritenere l'aggettivo, privo di connessioni in latino, di origine osca. L'accezione militare del sostantivo bassa proviene dallo spagnolo come anche quella marinara di bassa, basso ‘bassofondo’ (spagnolo bajo, portoghese baixo ‘banco di sabbia’): Zacc. Ib. 47-48, 440, e Ra. 68; Sanvisenti 479-480; Beccaria 133. Spesso i composti sono legati a modelli francesi: così bassacorte (basse-cour), bassofondo (bas-fond) e bassi ufficiali (bas-officiers).
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Re: Basan del Gràpa

Messaggioda Berto » sab mar 22, 2014 2:51 pm

Immagine

Basis <-, Basen>
f
1 (Grundlage) base f
2 arch base f, zoccolo m
3 mil base f
4 pol base f: die Stimmung an der Basis sondieren, sondare gli umori della base
5 math base f
* eine/die Basis für etw (akk) bilden, costituire la base di qc; auf einer festen/soliden Basis ruhen, poggiare su solide basi; eine Basis für etw (akk) schaffen, creare le basi per qc; Basis und Überbau pol, base e sovrastruttura.

Bass <-es, Bässe>
m
1 mus (Stimme) basso m
2 mus (Sänger) basso m
3 mus (Kontrabass) contrabbasso m; (Bassgitarre) basso m
4 <meist pl> radio TV bassi m pl
* hoher/tiefer Bass, basso cantante/profondo.

Bassin <-s, -s>
n
1 geog geol bacino m
2 (Schwimmbecken) piscina f.


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... bas-95.jpg


Immagine

basse (3) agg. f. bas (2).

basse (2)
s. f.
(mar.) banco non affiorante dal pelo dell'acqua, bassofondo (m.).

bassin (1)
s. m.
1 vasca (f.): le bassin d'une fontaine, la vasca di una fontana; le bassin du jardin public, la vasca del giardino pubblico; les bassins d'une piscine, d'un vivier, le vasche di una piscina, di un vivaio (per pesci) * (mar.) bassin d'essai des carènes, vasca navale, vasca per prove idrauliche
2 bacino * (anat.) les os du bassin, le ossa del bacino * (geogr.) bassin hydrographique, bacino idrografico; bassin océanique, bacino oceanico; bassin de réception, bacino di raccolta * (geol.) bassin orographique, bacino orografico; bassin intramontagnard, bacino intramontano; bassin minier, houiller, bacino minerario, carbonifero; bassin sédimentaire, bacino sedimentario; bassin d'effondrement, bacino di sprofondamento * (ing. civ.) bassin de barrage, bacino artificiale; bassin d'accumulation, bacino di accumulazione * (mar.) le bassin d'un port, il bacino d'un porto; bassin flottant, bacino galleggiante; bassin de radoub, bacino di raddobbo * (metall.) bassin de coulée, bacino di colata; bassin de fusion, bacino di fusione * (metall., vetr.) four à bassin, forno a bacino * (tecnol.) bassin à évaporation, bacino di evaporazione; bassin de décantation, d'épuration, bacino di decantazione, di depurazione
3 bacinella (f.), bacino, catino: bassin hygiénique, padella (per degenti)
4 piatto: les bassins de la balance, i piatti della bilancia.

bassin (2) s. m. (belg.) piscina (f.).

base
s. f.
base: base d'une colonne, d'un monument, d'un édifice, base di una colonna, d'un monumento, d'un edificio * prix de base, prezzo base; traitement de base, stipendio base; aliment de base, alimento base; médicament à base de phosphore, medicina a base di fosforo; sur la base des renseignements recueillis, in base alle informazioni raccolte; jeter, poser, établir les bases d'un accord, porre le basi di un accordo; reprendre une enquête à la base, ricominciare un'inchiesta daccapo; un raisonnement qui pèche par la base, un ragionamento errato in partenza * (anat.) base du cœur, du poumon, base del cuore, del polmone * (arch.) base ionique, corinthienne, base ionica, corinzia; base du fronton, base del frontone * (astron.) base spatiale, base spaziale; base de lancement, base di lancio * (chim.) base alcaline, base alcalina; huile de base, olio base; base d'essence, benzina base * (elettron.) base d'un transistor, base di un transistor * (elettron., inform., telecom.) base de temps, base dei tempi * (inform.) adresse de base, indirizzo base; indication de la base, notazione a base; logiciel de base, software di base; base de données, base dati, database (ingl.); base de données relationnelle, database relazionale * (ling.) base radicale, thématique, base radicale, tematica; suite de base, sequenza di base; anglais de base, basic english * (mar.) base mesurée, base misurata * (mat.) base d'un triangle, d'un trapèze, d'un polygone, base di un triangolo, di un trapezio, di un poligono; base d'un cône, d'un cylindre, d'un prisme, d'une pyramide, base di un cono, di un cilindro, di un prisma, di una piramide; base d'un espace vectoriel, d'un système de logarithmes, d'un système de numération, base di uno spazio vettoriale, di un sistema di logaritmi, di un sistema di numerazione * (meteor.) base des nuages, base delle nubi * (mil.) base navale, aérienne, base navale, aerea; base opérationnelle, base operativa; base de départ, base di partenza; base de ravitaillement, base di rifornimento; rejoindre sa base,


Immagine

basis, gen. is e eos, acc. im e em, abl. i, f.,
base, sostegno, piedistallo (di statue, monumenti etc.): metiri aliquem cum sua basi, misurare uno con la sua base, valutarlo di più, SEN. Ep. 76, 31; fondamenta (di edifici), CIC.
• Usi speciali:
1 base di colonne e anche lo stilobate, VITR.;
2 base di un triangolo, CIC. Nat. deor. 2, 125;
3 radice (di parola), VARR.;
4 zoccolo, pianta del piede, VEG. Mul. 1, 25, 6
[gr.].


Dal dixonaro etimołojego del vecio greco, del latino e de voxi moderne, del fiłołogo Xanni Semeran:

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... kw-410.jpg

βÖσσα, -ης, dorico βâσσα: fondo, fondovalle, voragine, burrone. Fu evocato avestico vi-gāq- (gola). Accadico baṣṣu (fondo sabbioso, sabbia, ‘Sand, Sanddüne’), cfr. buṣṣē būṣē (‘Art von Erboden’) al quale si riconnette greco βυσσός, profondità marina, profondità.
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Re: Basan del Gràpa

Messaggioda Berto » sab mar 22, 2014 8:21 pm

Cfr. co:

Basilea
(in tedesco: Basel, in francese: Bâle), situata nella Svizzera nord-occidentale, lungo un'ansa del Reno al confine con Francia e Germania
Immagine

http://it.wikipedia.org/wiki/Basilea
Le origini storiche di Basilea risalgono almeno all'insediamento di epoca imperiale romana che va sotto il nome di Augusta Raurica, per quanto siano state rinvenute in tempi recenti tracce di un insediamento celtico più antico del castello romano.
La posizione geografica della città, lungo il corso del Reno, è stata a lungo un elemento che ne ha accresciuto l'importanza, tanto che dopo l'abbandono degli Agri decumates sotto Gallieno nel 260, qui fu insediato un forte ausiliario. Per molti secoli Basilea è stata la sede dell'unico ponte che attraversasse il fiume tra il Lago di Costanza e il mare.

Baselga di Piné (comune della provincia di Trento, sull'altopiano di Piné).
http://it.wikipedia.org/wiki/Baselga_di_Pin%C3%A8

Immagine


Baselice (comune della provincia di Benevento).
http://it.wikipedia.org/wiki/Baselice


Basalghelle (frazione del comune di Mansue`, in provincia di Treviso, nella regione Veneto).
http://diocesi.vittorio-veneto.tv.it/te ... 10&parr=75

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Note storiche
Di Basalghelle si parla nel testamento di Gaia da Camino morta a Portobuffolè nel 1311. Si pensa che il centro abitato sia sorto quì perchè il luogo si prestava ad ospitare i castellani e i vassalli di Portobuffolè. La chiesa primitiva fu quella dei SS. Mauro e Macario(c'era colà un monastero dei Benedettini?) che ancora esiste nella contrada di Cormarè. Divenne curazia o rettoria in epoca imprecisata. Nel 1708 (?) fu eretta un'altra chiesa in sostituzione di una più antica che era stata consacrata e dedicata a S. Giorgio e che era divenuta parrocchiale nel 1624. Demolita a sua volta si costruì l'attuale su disegno dell'arch. D. Rupolo: il Vescovo E. Beccegato la consacrò il 4 ottobre 1924. Il campanile è del 1869.


Basaldella
(frazione del comune di Campoformido, in provincia di Udine, nella regione Friuli-Venezia Giulia).
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http://www.comune.campoformido.ud.it/Cjampfuarmit
http://it.wikipedia.org/wiki/Campoformido

Basaldella
(in provincia di Pordenone)
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Basaglia penta (Udine)
http://it.wikipedia.org/wiki/Basiliano_(UD)


Basaluzzo (Novi, Alessandria)
http://it.wikipedia.org/wiki/Basaluzzo
Basaluzzo (in piemontese Basaluss) è situato al margine della pianura alessandrina, sulla destra del torrente Lemme, in prossimità della sua confluenza nell'Orba. Il suo patrono è San Gioacchino.
Menzionato in atti risalenti al 981, deriverebbe il suo nome da "Basiligutia", ad indicare nei pressi l'esistenza di una basilica. Secondo altri, il nome andrebbe ricondotto a "Bis lucum", "tra i boschi".

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Bas-Mauco (en gascon Mau Còrn Baish) (bas = basso)
comune francese delel dipartimento delle Landes nella regione dell'Aquitania
http://it.wikipedia.org/wiki/Bas-Mauco
mau còrn désigne un "mauvais coin, un mauvais endroit". C'est l'attraction du mot gascon còr ("coeur") qui a dû influencer la prononciation. Ce nom médiéval est lié très probablement à un lieu à défricher.
(coin = angolo, spigolo, cuneo e mauvais = brutto, cattivo e endroit = posto, luogo e bas = basso)

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Bas-Lieu
comune francese nel dipartimento del Nord nella regione del Nord-Passo di Calais
http://it.wikipedia.org/wiki/Bas-Lieu

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Bas'kovo (in lingua russa Васьково[;)] è una città situata in Russia, nell'Oblast' di Archangel'sk, più precisamente nel Primorskij rajon.
http://it.wikipedia.org/wiki/Bas%27kovo


Bas-Intyamon (comune svizzero)
http://it.wikipedia.org/wiki/Bas-Intyamon
http://fr.wikipedia.org/wiki/Bas-Intyamon

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Bas-en-Basset (comune francese, situato nel dipartimento dell'Alta Loira della regione dell'Alvernia
http://it.wikipedia.org/wiki/Bas-en-Basset
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Basan del Gràpa

Messaggioda Berto » mer ago 06, 2014 6:34 am

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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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