Bełun e Cador

Bełun e Cador

Messaggioda Berto » lun mar 17, 2014 10:17 pm

Bełun (etimołoja e storia)
viewtopic.php?f=151&t=676

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -Belun.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... elun-2.jpg


Cusì la la conta li osesi e envaxa de li romani e del mito de la romanixasion:
http://www.webdolomiti.net/storia/stori ... romani.htm

Erano con ogni probabilità celtiche le genti "ferae" che i Romani ricacciarono a Nord (???), iniziando la loro penetrazione nel mondo alpino.
La conquista romana, partita da Aquileia nel 181 a.C., fu graduale e pacifica.
La mancanza di ostilità con le popolazioni dell'area bellunese si spiega alla luce della natura anti-celtica dell'avanzata romana e con il fatto che la cultura ivi presente era prevalentemente venetica ???.
I primi contatti furono prettamente commerciali: i Romani avevano bisogno del ferro e del rame bellunese. Al tempo di Augusto, Belluno divenne "municipium", dopo Feltre e forse anche dopo il Cadore, e fece parte della 'X Regio Venetia et Histria'. Al decadere del municipio, venne assoggettata alla centralizzata autorità imperiale.
Disponiamo oggi di abbondanti resti romani: cippi funerari (il più famoso è quello di Flavio Ostilio, ora conservato in Crepadona); gli acquedotti (si veda quello di Fisterre); le monete e le iscrizioni monumentali (documentazione epigrafica ascrivibile per lo più ai secoli II e III d.C.).
Come sembrano testimoniare le iscrizioni che ci rimangono, Belluno deve aver goduto di una certa autonomia durante il periodo della sudditanza a Roma.
La città era retta dai "quattuorviri jure dicendo" (supremi magistrati), dai "quattuorviri aedilicia potestate" e dal Consiglio degli anziani; era anche presente un "sindacato" dei dendrofori (dal greco "trasportatori di alberi"), sopravvissuto fino ad oggi come associazione degli zattieri.
In età romana, le zattere di abete, caricate con il prezioso larice e con minerali e pietre da costruzione, dai fiumi alpini scendevano fino al Po e al porto di Ravenna. Questa attività legata al legno nelle nostre zone dovette svilupparsi fino dalla prima età imperiale, come testimoniano le iscrizioni rinvenute a Feltre e a Belluno.
Con la romanizzazione il paesaggio si trasformò radicalmente ???.
Attraverso la centuriazione (suddivisione agraria del territorio in varie parcelle quadrangolari), vennero messe a cultura nuove terre, vengono realizzati bonifiche, canalizzazioni, disboscamenti e create strade di accesso ai fondi.
Ogni centuria veniva data ai Romani o agli indigeni, che ne diventavano i proprietari.
I primi assegnatari spesso legarono il proprio nome al fondo: ad esempio, il nome Cavarzano deriva da Capertianum (fondo della famiglia Capertia) ???,ed il nome Vezzano deriva da Vettianum (???).
Il castro romano corrisponde alla parte più antica della città, situata su un terrazzo fluviale digradante verso sud, tra l'alveo dell'Ardo e quello del Piave, col foro in Piazza delle Erbe; nei dintorni, gli insediamenti importanti erano quelli di Cavarzano e Fisterre. La coincidenza della città romana con quella attuale non permette la conoscenza della primitiva struttura urbana !!!; sappiamo tuttavia che la struttura del castrum rimase intatta fin alla fine del X secolo ???.
Belluno seguì le sorti dell'impero romano, fino al crollo ed alle invasioni barbariche ???.


http://it.wikipedia.org/wiki/Belluno

(Belùn in bellunese, Belum in ladino)

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La parte antica della città di Belluno sorge su uno sperone di roccia in prossimità della confluenza del torrente Ardo con il fiume Piave. A nord si staglia verso il cielo l'imponente gruppo dolomitico dello Schiara (2565 s.l.m) con la caratteristica Gusela del Vescovà, il monte Serva (2133 s.l.m) con la sua mole e il monte Talvena, mentre a sud le prealpi separano il Bellunese dalla pianura veneta. Sempre a sud, nella zona del Castionese, si erge il Nevegal (pronuncia: Nevegàl) sul quale sono situati impianti di risalita e piste da sci.

Il nome della città deriva dal celtico belo-dunum che significa collina splendente (???), proprio per la posizione favorevole che occupa l'abitato nel cuore della Valbelluna.
La città fu fondata attorno al 200 - 220 a.C. e a partire dal 181 a.C. diventò una strategica base militare romana e il "municipium Bellunum" al tempo di Augusto entrò con un ruolo di primaria importanza nella Regio X Venetia et Histria.


Belun (etimoloja UTET)

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... n-utet.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... n-zaun.jpg
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Bełun

Messaggioda Berto » lun mar 17, 2014 11:38 pm

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Re: Bełun

Messaggioda Berto » mar mar 18, 2014 5:01 pm

http://it.wikipedia.org/wiki/Toponimi_c ... zzati_(A-L)

Bellino (Cn). Belinus nel 1255. G. D. Serra e D. Olivieri lo accostavano al nome di famiglia Bellinus, da cui deriverebbe il cognome Bellino piuttosto diffuso nel Piemonte [specie occidentale]. A. Rossebastiano pensa però ad una derivazione dal nome del dio gallico Belenus (< gall. bel ʿsplendenteʾ), dato che nella chiesa romanica di S. Giacomo è collocata una statua del dio Belenus. A dire il vero, scolpito nella pietra, si vede solo un volto “solare”, circondato da capelli disposti a raggiera, che viene attribuito a Belenus; cfr. Via Occitana Catalana.
In effetti si può anche supporre che sia il cognome Bellino a trarre origine dal poleonimo. E che Bellinus > Bellino sia diminutivo di bellus, o eventualmente risalga al NP gall. latz. Bellinus, Belinus (gall. Belinos). Ad ogni modo, Belenus e Bel(l)inus celtici derivano dal gall. belo-, bello- ʿforte, potenteʾ (cfr. Belluno).
Belluno. Probabilmente dal gall. latz. *Bel(o)-dūnum, dal gall. belo-, bello- ʿforte, potenteʾ (ʿche percuote, che ferisce; violentoʾ < celt. *bel-no- < ie. *gʷelH- ‘ferire; causare dolore’, secondo G. R. Isaac; cfr. a.irl. at-bail ‘(egli) muore’). Attestazioni: Βελοῦνον (Beloûnon) (Tolomeo III, 1, 26, 28), Bellunum (Plinio, N. H. III, 130). → Duno. [I]
Belluno Veronese (Vr). → Belluno.


http://it.wikipedia.org/wiki/Toponimi_c ... zzati_(M-Z)

http://www.magicoveneto.it/arte/Fasolo/Arch01.htm
Da noi dei Celti rimane traccia nei nomi di varie località del bellunese (e basta?), e celtico sarebbe anche il toponimo della stessa città di Belluno (città splendente).
Ma questo non può essere sufficiente per sostenere l'origine celtica delle costruzioni in questione ???.

Anca el kinome o topenemo Cador lè çeltego.

Cador (etimoloja de Xane Semeran)

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... /Cador.jpg

http://it.wikipedia.org/wiki/Cadore
Il toponimo Cadore, come afferma il glottologo Giovan Battista Pellegrini, è di origine celtica e deriverebbe da catu (battaglia ???) unito a brigum (roccaforte ???). Potrebbe essere stato il nome dell'attuale Monte Ricco. La prima menzione del nome di Catubrini risale ad un'epigrafe sepolcrale del II secolo ritrovata a Belluno nel 1888, in cui un cives romanus, Marcus Carminius (de ke etnia ???), appare loro 'patrono' nell'ambito della tribù Claudia.

Co el stado roman el gà dasto la çitadenansa a le xenti taleghe (co la Lex Iulia de civitate Latinis et sociis dànda e la Lex Plautia Papiria), coeste pa verla, me par ke li dovese torse su on prenome roman e xbandonar coelo suo, xe prasiò ke xe ndaste perse tante nomanse de le xenti no romane ke le jera la majoransa e a lexare le epigrafe se gà gà l’enpresion ca ghe fuse sol ke romani.

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 02/457.jpg
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Bełun

Messaggioda Berto » mar mar 18, 2014 5:01 pm

In viaggio con gli Antichi Veneti
https://sites.google.com/site/venetiant ... edirects=0

Gian Franco Bernusso

Dei toponimi

Toponimi. I nomi di luoghi di origine preromana.

I nomi di luogo in quanto sopravvivono alla fase storica che li ha prodotti sono portatori di storia; ma proprio perche sopravvivono in modo spesso mprevedibile, per cui talvolta non sono ben riconducibili e attribuibili ad un preciso strato, questa storia si presenta come una sfinge.
Si aggiunga che la toponomastica e terreno d’elezione degli improvvisatori e dei dilettanti, e che spesso gli stessi “professionisti” non raggiungono risultati migliori, anche se ammantati di metodo.
E’ con questo spirito che proponiamo qui una selezione di toponimi preromani, scelti in ragione della loro rappresentativita rispetto ai luoghi designati o rispetto la loro trasparenza linguistica.
(A. L. Prosdocimi, op. cit., pp. 338,339)
Con questa premessa, riprendiamo dunque, dai succitati autori, quali, tra le molte citta “fondate”dai Celti siano, per noi, i loro nomi, probanti o di grande significato.
I nomi di molte città attuali ricalcano ancora quelli della loro fondazione celtica.
Alcune grandi città e capitali sono degli agglomerati urbani fondati dai Celti ???: Parigi, Berna, Budapest* [Buda e Pest], Belgrado, Bratislava , e in certa misura anche Praga, erede del vicino oppidium di Zàvisti. La situazione è particolarmente significativa nell’Italia settentrionale, dove le informazioni di Plinio il Vecchio, secondo cui si devono ai Celti città come Milano (Mediolanum), Torino (Taurasion), Bergamo (Bergomum), Como (Comum), Brescia (Brixia), trovano oggi conferma nei ritrovamenti archeologici. […]. Se alle città e alle regioni si
aggiungono i nomi di fiumi e di montagne o di altri elementi del nostro ambiente, si potrà osservare come il paesaggio quotidiano è ancora profondamente marcato dal ricordo dei Celti antichi.
(V.Kruta, V. M. Manfredi, op. cit.,p. 12)
E bisogna poi ricordare la testimonianza di Pompeo Trogo (nell’epitome di Giustino, XX, 5, 8) secondo la quale essi [i Celti] fondarono anche Brescia, Verona, Bergamo, Trento e Vicenza. La testimonianza di Trogo non ha altri riscontri e va certamente reinterpretata nel senso probabile di “rifondazioni”, ma è comunque significativa. [nessun commento ].
( V. Kruta, V.M. Manfredi, op. cit., pp. 70, 71 – Sottolineature mie )

*Anche il nome romano di Budapest - Aquincum - è la traduzione della parola venetico-slovena voda (boda, buda) - [betacismo - n. d. a.], cioè acqua (??? no no ociàr Bodincus e Budini acadego budu). Il significato di questa parola è corroborato dal numero enorme di sorgenti termali che sgorgano dal suolo. La seconda parte del nome - Pest - invece fa riferimento alla ben nota parola peč (roccia) ???. (Ivan Tomažič, op. cit., p.492)
Dei toponimi e della loro interpretazione, gia abbiamo detto, cosi, come abbiamo gia chiarito l’importanza dei suffissi in funzione della radice.

Della radice “belo-” cosi come delle sue varianti “biel-/bel- ” e dei suffissi “-ac” e, “-ate”, naturalmente tutti “celtissimi”, abbiamo gia fornito numerose testimonianze.
Soffermeremo quindi la nostra attenzione sui discussi nomi di alcune citta, sia perche esse a noi piu vicine, sia perche ci permettono di meglio illustrare quali siano, e su cosa si basano, le interpretazioni che, i vari autori, ci forniscono.


Belluno

Belluno, paleoveneta, ha un nome celtico! Capricci della lingua o altro? Vediamo: Il nome di questa citta si deve ritenere “celtico” perche, si afferma, deriva dalla radice celtica “bel” (= splendente) e dalla contrazione della voce verosimilmente celtica, “dunum” (citta) per cui, il suo nome, assumerebbe il significato di “citta splendente”.
[Splendido! Belluno e, sinceramente, una “splendida” citta].
Dello stesso avviso paiono le citate guide del Gazzettino e del Giornale di Brescia la quale, con contorni piu precisi, cosi recita:
Il toponimo, secondo un’ipotesi probabile, può essere una contrazione di “belo – dunum”, con “dunum”, città, e la radice “bel-”, dal significato di brillante o simile, [bianco] diffusa nella terminologia celtica.
Appresso queste “brillanti ” ipotesi, ci sia concesso, il confronto col significato del nome di Belgrado (= citta, rocca bianca, in serbo-croato, Beograd) diventa ineluttabile: Belgrado, sgombrando il campo, rendiamo subito chiaro che non e “celtica”, mentre per la sua radice “bel”, lo dovrebbe ma, non lo e, poiche, in questa lingua, il suo nome e: Singidunum, vale a dire, “Piccola citta fortificata” per cui, la tanto vantata radice “celtica” bel- che e in questo nome, va ricercata in altra lingua, cosi come, sfortunatamente per i celtologi, va ricercata anche grad, che, ne siamo certi, e voce slava comune anche al bulgaro ed al russo.
Una prova che non puo esser smentita?
Eccola allora: Bielo Russia o, pure, Belo Russia che significa, come ben sappiamo, Russia Bianca!
Come ne usciamo? In un modo solo: la radice bel- intesa in senso “celtico”, ancora una volta, si ribadisce, non fa testo, come Belgrado dimostra e conferma per cui, ne discende, che non puo per questo motivo essere detta “celtica” la citta di Belluno (e sarebbe strano) e che, quindi, il significato del suo nome va ricercato in altra lingua, ed essendo Belluno storicamente paleoveneta, come e stato affermato e dimostrato, il suo nome va ricercato proprio in questa lingua.
“B’lun”, come chiamano la loro citta i bellunesi rispecchia esattamente il paleoveneto “bel-hum”, con “hum” che vale “monte” isolato o arrotondato ovvero “luogo” ricurvo:

B(e)lun!
12
Le citate opere, quali “ Il Milione” e la “G.E.D.E.A.”, alla voce Belgrado, rispettivamente cosi recitano:

-Piccola città fortificata (Singidunum) fondata dai Celti nel IV [?] sec. a. C. […].
-Piccola città fortificata (Singidunum) fondata dai Celti verso il sec.III [?] a. C. […].
Occupata successivamente da Unni, Sarmati e Avari, nel secolo IX,quando è ricordata con il nome di Beograd (città bianca), essa apparteneva ai Bulgari.
Proprio queste affermazioni, ancora una volta “convenientemente” espresse, confermano che Belluno e Belgrado, intesa quest’ultima come Singindum, non possono essere “celtiche”.
Nei fatti, quando “Belgrado” apparteneva, come e stato detto, ai Bulgari, e quindi arioeuropei di lingua slava, ecco riapparire l’antico nome: Beograd ! Nome col quale, evidentemente, queste antiche genti l’avevano sempre ricordata: Be[l]ograd.
Ai Celti se ne puo attribuire, tutt’al piu, una “rifondazione” consistente nella evidente “celtizzazione” di “Grad”, che significa, oltre a citta, quasi fatalmente ,“rocca” che, almeno in buon italiano, significa proprio “fortificazione”, ed e frequente come primo elemento di toponimi.
Il nome di questa citta conferma pure, che la radice bel-, che e in Belluno, potrebbe essere, ma non e, “celtica”, ma, paleoveneta!

Qualche esempio? A Belgrado si puo ammirare il Beli Dvor , o “Palazzo Bianco” e, in Bulgaria, Kalarovgrad [citta vecchia].
La radice Kal-, poi, oltre che in Calalzo, guarda caso, la ritroviamo in Caldevigo [dal venetico -īko- ], esattamente nella localita ove e stata portata alla luce la cosi chiamata “dea” di Caldevigo, statuetta bronzea, paleoveneta, del V sec. a. C. Poiche i Veneti, di lingua slava, si spostarono, com’e noto, in tempi remoti verso (e da) i Balcani e l’Asia Minore, ... ???

Belgrado, verosimilmente, potrebbe esser stata fondata proprio da loro.




http://it.wikipedia.org/wiki/Belgrado
Nel 4800 a.C. circa, nell'area dell'attuale città di Belgrado si sviluppò la cultura Starčevo. Il medesimo territorio fu occupato alcuni secoli dopo dal popolo dei Vinča. Nel III secolo a.C. i Celti fondarono un villaggio nella zona che oggi è il centro storico di Belgrado, che fu, successivamente, conquistato dai Romani, che gli diedero il nome di Singidunum. Dal IX al XVI secolo Singidunum fu, alternativamente, sotto il potere dei Bizantini, dei Bulgari, dei Magiari e dei Serbi. Nel 1521, gli Ottomani la conquistarono. Tra il XVII secolo e il XVIII secolo Belgrado fu più volte espugnata e perduta della Casa d'Asburgo. Dopo la definitiva liberazione, nel 1841, dal dominio turco, divenne la capitale del Principato di Serbia, che, nel 1882 fu rinominato Regno di Serbia. La città fu capitale della Jugoslavia dal 1918 al 1991.
Singidūn, appellativo di origine celtica, è stato il primo nome di Belgrado, e fu citato per la prima volta nel 279 a.C. Fu, poi, trasformato dai Romani in Singidunum. Dall'824 e per alcuni decenni, nel periodo in cui i Bulgari dominarono i territori serbi, Belgrado era conosciuta come Alba Bulgarica.

Il nome Beograd, in cirillico Бeoгpaд (letteralmente città bianca), fu imposto alla città da Papa Giovanni VIII, ma fu usato per poco tempo, infatti, i Bulgari che la governavano, la rinominarono Alba Græca.

I magiari chiamarono Belgrado Fehérvár, Nándoralba, Nándorfehérvár e Lándorfehérvár, mentre i tedeschi usavano popolarmente Weissenburg. I Bizantini, che dominarono la città per diversi secoli, la denominarono Veligradion (Βελίγραδιον), mentre gli italiani, anticamente, usavano Castelbianco. Durante l'occupazione ottomana, la città era detta Darülcihad. Prinz-Eugenstadt fu il nome di Belgrado durante l'occupazione tedesca nella Seconda guerra mondiale.

http://en.wikipedia.org/wiki/Belgrade


Belgrado (etimoloja de Xane Semeran)
...
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Re: Bełun

Messaggioda Berto » mar mar 18, 2014 5:04 pm

A no credo ke BEL- de Belun el gapie a ke far co la semantega de “bianco o spenxorante/splendente”

cfr. co:

Bèlene (Bulgaria), Belgio, Bellinzona (Ticino), Bellagio (Como), Montebelluna (Treviso), Montebello (Viçensa), …

Kinomi UTET co raixa Bel- ke podaria ver coalke ligo co Belun:

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Re: Bełun

Messaggioda Berto » mar mar 18, 2014 5:04 pm

Sora ła raixa BAL- BEL-

Da:

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1. BAL, BEL, BOL, elevazione, roccia.

La radice BAL, assai diffusa nella toponomastica alpina, entra quotidianamente nel linguaggio parlato senza che i suoi fruitori ne conoscano significato e provenienza. I pochi che tentano di rendersene conto sono portati a collegarla istintivamente a voci analoghe in uso oggigiorno.
Così son nati fantasiosi racconti di balli orgiastici tra creature umane o demoniache.
La zona in cui la radice BAL ha lasciato il maggior numero di composti o di derivati può essere localizzata nelle Alpi Marittime, sia nella contea di Nizza che in provincia di Cuneo, dove balour indica proprio i ripiani su cui si radunavano le masche per ballare.

Cito:
Bal, Balachat, Balacorda, Balafrasse, Balai, Balais,Balan, Balance, Balaor, Balaour, Balapore, Balari, Balart, Balaye, Balbière, Balbins, Balboutet, Balces, Baleis, Balenera, Balet, Balla, Ballan, Ballanfat, Ballaur, Ballavaux, Balòu, Balour, Bals, Balur, Balz, Balzi Rossi, Baou, Baounet, Bau, Bauce, Baude, Baudine, Baudon, Bauds, Baus, Bausses, Bausson, Bousson, Baux.

Spostandosi verso Nord la frequenza di questa radice decresce via via, mentre si fa strada la sua variante BEL.
In effetti già nelle Alpi Cozie e nel dipartimento delle Hautes-Alpes, ma più ancora nell'Isère, in Savoia e nelle Alpi Graie, molte cime rocciose portano il prefisso Bel o Belle.

Alcuni ricercatori hanno interpretato simili toponimi come formati dall'aggettivo bello, confortati dagli archivi medioevali che sin d’allora riportavano tale errata versione.
Per i notai dell’epoca, ad esempio, le grange Beau Serre a Mont-de-Lans (Is.) erano state trascritte in latino come Pulchrum Serrum.

Oggi si chiamano chalets de Bauce (1980 m).
La montagna di Beldina, oggi Bedina, a Lavai (Is.) nella catena di Belledonne, nel XV secolo è registrata Pulchro Dignar. Analogo il caso di Beauvillard (1037 m), elevata frazione di Crots (H.Alp.), scritto Pulchrum Villare.

Fantasie passeggere di pubblici scrivani in vena di perfezionismo, che, per fortuna, non han modificato la tradizione orale.
D’altronde, a ben guardare, i montanari, che conoscevano a fondo il proprio territorio, non si sono mai sognati di chiamare "bello" un torrione di pietra, o un ammasso di rocce, o una cima dagli scoscesi versanti. Piuttosto giudicavano un luogo "buono" o "cattivo" a seconda della sua capacità a produrre.

Côte Belle, a Villar-Notre-Dame (Is.) o il sinonimo Coustobelo, a Sampeyre (CN), non erano certo località belle per i loro abitanti, ma siti ripidi e malagevoli.

Anche i vari Bellachat non nascondono pascoli straordinari; parlando d'uno di essi un vecchio allevatore degli Aravis soleva dire: "se io possedessi soltanto questo, non sarebbe una gran fortuna".
Così è per un Bellatsa valdostano, anch'esso in zona rocciosa ed elevata e per le molte cime denominate Bellavista, Belvedere, per le quali la visione del panorama è un concetto aggiuntosi successivamente, quando ormai era divenuto incomprensibile il vero significato di BEL.

Una precisazione: nel dialetto dell’Alta Savoia o bôe sta per stalla.
I toponimi formati da questa voce sono stati sovente mal trascritti sulle carte; così, anzichè Bôromand o Bô Bornon a S-E di Morzine, troviamo Beauromand e Beau Bornon, che non hanno nulla a che vedere con la radice BEL.

Una conferma che BAL e BEL avevano lo stesso significato ci viene dalla Savoia, dove a Flaines-Arâches (H.-Sav.) si è conservato un Ballachat, sfuggito all’evoluzione di BAL in BEL.
Evoluzione abbastanza recente se nel 1351 Bellecombe, a Sud di Finhaut (Vallese), é ancora scritto Balacomba e se nel dipartimento dell'Isère numerosi Balamon sono stati trascritti in Belmont.

Il fatto che toponimi composti con le predette radici siano assai rari nelle zone di pianura ci conferma l’evidenza del loro significato.

Ed ora un’altra amenità: l’elevato e ripido versante che domina ad Est la frazione Poët di Pelvoux (H.Alp.), si è sempre chiamata Belurio, come dimostrano le carte antiche.

Derivava il nome da BEL, "costa elevata e scoscesa", con l'aggiunta di un participio urio, corrispondente al latino "urere" che significa bruciato o disseccato, voce rimasta anche nel provenzale. "Costasecca" quindi.

L’ultima edizione dell’I.G.N. al 25000, pubblicata nel 1978, ha cambiato il toponimo in Bellevue, probabilmente su segnalazione dei villeggianti della nuova stazione turistica.

Esempio sintomatico del XX secolo, durante il quale siamo passati da una cultura agricola, solidamente radicata al territorio, alla ricerca dell’effimero in cui non trovano più posto gli antichi toponimi.
Una volta reciso dall’uomo il cordone ombelicale allacciato al suo passato sapere, ripristinarlo gli diventa così difficile che preferisce crearsi ex-novo un proprio mondo artificiale.

Ancora una precisazione: i vari Belgard, Bellegarde, Bellevarde, Bellavarda, rappresentano delle tipiche tautologie, ossia ripetizioni di significato con termini diversi, composti come sono da BEL e da GAR o VAR.
(Nota: Su questa interpretazione "tautologica" non sono d'accordo con l'autore, cfr. gli studi di Claudio Beretta e di Mario Alinei).
Altra tautologia ci è offerta da Belmont, sebbene diversa, trattandosi qui della ripetizione dello stesso concetto, ma utilizzando due lingue differenti e lontane nel tempo; una traduzione corretta, involontaria o almeno più viscerale che critica.


Abbiamo anticipato che la ricerca non può limitarsi al solo orizzonte delle Alpi Occidentali.
Tra gli Alemanni del Vallese troviamo i chalets di Bel (2009 m) a Nord di Naters, il villaggio d’altura di Bellwald, 18 km a N-E di Brig, l’alpeggio di Balfrin e la parete rocciosa Balenrot, nella Valle di Saas.
L’Oberland ci propone un Ballenberg ed un Bellenhöchst (notare le tautologie) entrambi nel cantone di Berna.
Sempre nello stesso cantone, ma verso il Giura Svizzero francofono, sommità rocciose son chiamate la Belle Etoile e la Belle Face.

Più a Nord, ancora in Svizzera, c’è la Belchenflue, che anticipa il Belchen della Foresta Nera, per culminare poi nei vari Ballons dei Vosgi e dell’Alsazia e nel Grosser Boll presso Pirmasens, nel Palatinato Renano.
Spostandoci a N-O, uno studio recente ha dimostrato che in una parte della Bretagna il nome Baule era usato fino alla fine del secolo XIX per indicare le dune; da esso deriva La Baule, una delle stazioni balneari più in voga sull’Atlantico.
Lo stesso etimo ha generato la famiglia dei vari Ballac, Ballée, Baloue, Balue, Balut, Baudux, Bauzon, Balduc (tautologia) della Francia Centrale e del Puy-de-Dôme.

Passando all’Italia troviamo in Piemonte numerosi Baldissero (Baussé in dialetto), Belmonte, Rocca de Baldi, Mombaldone.
Il Monte Baldo (altra tautologia) sorveglia dall’alto il Lago di Garda, ed un suo sinonimo la Valle del Brenta.
La Cima di Ball (2893 m), il Col Bel (2436 m), la cresta rocciosa di Belprà (2858 m) si trovano nell’area dolo-mitica.
Il M. Belfiore (1810 m) è una sommità dell'Appennino Toscano.
Il Poggio Ballone fronteggia l’isola d'Elba.

La Serra Balate si eleva a S-E di Agrigento e, sempre in Sicilia, il suo vulcano, l'Etna (3340 m) all’epoca della dominazione araba prese il nome di Mongibello, da djebel = montagna, dove compare pur sempre la nostra radice BEL.

Sardegna e Corsica ce ne offrono altri esempi: il Monte Ballu (861 m) a S-O di Nuoro, Balogna e Belgodere sono villaggi elevati della Corsica, in compagnia dei colli Bellavalle e Belgranaio e della Punta Ballatoio (760 m).

Resta dà dire che lo studioso italiano Trombetti ha trovato in Asia Minore alcuni toponimi analoghi come Balos, Balios, Ballion, Balabios, Beletras ecc. e con lo stesso significato.

Che G. Tuaillon ha recentemente scoperto insperate corrispondenze nel franco-provenzale con un enobel d’un dialetto dell'Ain, usato per specificare qualcosa ben in vista su una cima, e con i modi di dire a bel, am bau, correnti nella catena di Belledonne ed in Valjouffrey, per indicare "in alto".
Da notare ancora che balh venne adoperato anche dai Celti per i loro toponimi nel senso di ripido; mentre invece il Monte Balkan (m 2376) in Bulgaria proviene dal turco bala = alto, elevato.
Etimo derivato a sua volta da un altro ramo “indoeuropeo” (secondo la teoria tradizionale), il persiano, lingua che, insieme al tartaro ed all’arabo, ha dato origine all’idioma turco (coelo de la Turkia e no coelo del Turkmenistan e de altre xenti de la stepa axiatega).
….
Bala- variansa alotropa (endexe de variasion fonolojeghe purpie de xvare aree lenghesteghe ma anca forse de variasion semantega rento ona o pì de ste aree …) de Fala- Falesie (pareti de monte) come Monfalcone, de Pala- come Pale de San Martino e de Mala- come Malapria (Priabona);…
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Bełun

Messaggioda Berto » mar mar 18, 2014 5:04 pm

Belun (etimoloja de Xane Semeran)

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... emeran.jpg


Belenus (etimoloja de Xane Semeran)

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 02/218.jpg


Belgio (etimoloja de Xane Semeran)

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... emeran.jpg



Belovaci cfr. co Belovexo (Bellovaci cfr. co Belloveso)

Belovaci
http://it.wikipedia.org/wiki/Bellovaci
I Bellovaci erano una delle più potenti e numerose tribù della Gallia Belgica nord-orientale conquistata da Gaio Giulio Cesare nel 57 a.C. Il loro nome sopravvive nella Francia odierna nella città di Beauvais (circa 77,6 km a nord di Parigi), la romana Caesaromagus. Il loro territorio si estendeva da Beauvais al fiume Oise, lungo la costa, e confinava coi territori dei Morini e degli Ambiani.
http://en.wikipedia.org/wiki/Bellovaci
http://de.wikipedia.org/wiki/Bellovaker


Belovexo
http://it.wikipedia.org/wiki/Belloveso
Belloveso (ante 600 a.C. – ...) è stato un principe gallo, citato nel racconto dello storico Livio come leggendario fondatore della città di Milano.
Tito Livio narra che intorno al 600 a.C. il re Ambigato, abitante nelle pianure intorno al Rodano aveva due nipoti, chiamati uno Belloveso e l'altro Segoveso. In seguito ad una crescita demografica del villaggio, i due fratelli, insieme ad una parte delle loro genti, vennero mandati a colonizzare altri territori.
Segoveso si spinse verso una zona chiamata allora Selva Ercinia che ora si potrebbe forse identificare con le zone del Friuli mentre Belloveso attraversò il territorio degli Edui e le Alpi per arrivare nella pianura padana.
Qui incontrò una popolazione insubre, stanziata in precedenza che, sempre secondo il racconto liviano, consentì ai nuovi arrivati lo stanziamento in una radura fra alcuni fiumi più a sud.
Belloveso vide nel luogo indicato una scrofa di cinghiale che aveva la particolarità di avere il pelo molto lungo sulla parte anteriore del corpo (scrofa semilanuta), lo stesso animale che figurava sul suo scudo. Il capo celtico credette di riconoscere il segno di una volontà divina e decise quindi di costruire la sua città in quel luogo e di chiamarla Medio-lanon, dal gallico "città-di-mezzo" (vi sono decine di "mediolanon" in tutta l'europa celtica).
In ricordo di questa leggenda, e della dedica della città di Milano alla scrofa semilanuta, si può osservare, in piazza Mercanti a Milano, un bassorilievo raffigurante un cinghiale, che fu identificato nel Medioevo con la scrofa semilanuta della leggenda.
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Re: Bełun

Messaggioda Berto » mar mar 18, 2014 5:04 pm

Beli Belus Belinos Belinu Belinus Bellinus Belanos Belanus Belenos Belenu Belenus Belemnos Belemnus

http://it.wikipedia.org/wiki/Belanu
http://en.wikipedia.org/wiki/Belenus

Belanu probabilmente significa l'equivalente di colui che è luminoso, o il Dio luminoso. L'antichissima radice bel presente in molteplici protolinguaggi, secondo alcune fonti avrebbe il significato trascendentale di apparire dall'altro mondo e/o illuminazione dal mondo degli Dei e successivamente stabilizzatosi in luce.

La radice è presente con significato di luce o luminoso in :
???
bʰel- Proto-Indoeuropeo
bëh- Proto-Nostratico
bah- Proto-Afroasiatico
bʰa- Sanscrito


Belasama Belesana Belisama Belisana Belisna
http://it.wikipedia.org/wiki/Belisma
Belisma (dal protoindoeuropeo "bel", "luce" ???) era la divinità protoceltica preposta alle arti correlate al fuoco. Un'iscrizione latina trovata a Saint-Lizier, in Aquitania, la accosta alla dea Minerva della cultura mediterranea. Il suo compagno era Belanu, dio della luce, uno dei maggiori e più influenti tra gli antichi dei europei.
http://en.wikipedia.org/wiki/Belisama
http://de.wikipedia.org/wiki/Belisama

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... 281%29.jpg
Immagine



Beltane o Beltaine
http://it.wikipedia.org/wiki/Beltane
Beltane o Beltaine (dal gaelico irlandese Bealtaine o dal gaelico scozzese Bealtuinn; entrambi dall'antico irlandese Beletene, "fuoco luminoso") è un'antica festa gaelica che si celebra attorno al 1º maggio. "Bealtaine" (pronuncia IPA /ˈbʲɑlˠ.t̪ˠə.n̪ʲə/) è anche il nome del mese di maggio in irlandese ed è anche tradizionalmente il primo giorno di primavera in Irlanda. È il giorno situato a metà fra l'equinozio di primavera ed il solstizio estivo, astronomicamente il giorno corretto è il 5 maggio.



Aquileia
http://www.centrostudilaruna.it/forum/v ... ?f=8&t=713

Massimino il trace, il dio Beleno e Aquileia
http://www.romaspqr.it/roma/Imperatori/ ... _trace.htm

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... kileja.jpg



Belenus (etimoloja de Xane Semeran)

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 02/218.jpg
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Re: Bełun

Messaggioda Berto » mar mar 18, 2014 5:35 pm

Ki łi se gà dexmentegà (???) de i longhi secołi xermaneghi e comonałi:

http://www.venetomontagna.it/belluno.asp
Già sede paleoveneta, Belunum fu caposaldo romano e castrum bizantino, dotato di mura in epoca medievale.
Nel 1404 iniziò il dominio della Serenissima, che ampliò l'orizzonte commerciale cittadino, stimolando la crescita urbana.


Xermani, Germani
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... RIY0E/edit

Medhoevo/Mexoevo
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... NHNWM/edit
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Re: Bełun

Messaggioda Berto » mar mar 18, 2014 5:35 pm

La Piave - etimoloja e storia
viewtopic.php?f=45&t=123
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... BoY1U/edit

Immagine


El pristorego Santoario veneto de Lagole de Calalso col so lagheto de le angoane
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... k0MDg/edit
Immagine

Spertoałetà de łi nostri avi veneteghi
viewtopic.php?f=24&t=21
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