Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Re: Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Messaggioda Berto » sab ago 27, 2022 5:37 pm

"Era una bestia, ma io resto qui". Così l'80enne è stato aggredito dai rom
Francesca Galici
27 Agosto 2022

https://www.ilgiornale.it/news/milano/h ... 1661590751


Botte su botte al volto e al corpo: l'anziano aggredito dal sinti abusivo nelle case Aler è sicuro di voler continuare ad abitare nel suo appartamento
"Era una bestia, ma io resto qui". Così l'80enne è stato aggredito dai rom

Un anziano signore di quasi 80 anni è stato brutalmente aggredito da alcuni abusivi sinti nelle cosiddette "case bianche" Aler di via Salomone a Milano. Alcuni degli alloggi popolari di questo complesso sono da tempo in mano a occupanti irregolari, che si sono allacciati abusivamente all'impianto elettrico del palazzo. Qualcuno degli inquilini, stanco di questa situazione e di subire angherie da parte del gruppo sonti, ha chiesto l'intervento dell'Aler e a pagarne le conseguenze è stato il signor Raimondo, da sempre inquilino di quei palazzi. Una vita da autotrasportatore, la sera di giovedì è stato vittima della spedizione punitiva mentre cenava. Ma, nonostante tutto, ha detto di non avere paura.

"Io resto qui, non me ne vado: ci sono dalla costruzione di queste case e non ho paura. Sono già rientrato e non ho alcuna intenzione di andarmene", dice a il Giorno. L'aggressione poteva avere un epilogo ben più grave se il signor Raimondo non avesse avuto la prontezza di riflesso di reagire ma ciò non toglie che le botte prese al volto, che gli hanno causato anche una lesione al timpano, gli abbiano causato danni in corso di valutazione e una prognosi di 21 giorni. "Quell’uomo ha agito da bestia: senza parlare, senza ragionare. Non ci si comporta così", ha dichiarato il signor Raimondo che, nonostante la sua forza, è ancora scosso da quanto accaduto.

Quel giorno, dopo un primo intervento in mattinata dei tecnici Unareti, che hanno sconnesso l'allaccio abusivo alla rete elettrica, qualcuno nel palazzo avrebbe tentato un nuovo collegamento, scatenando un principio di incendio. A quel punto, sono state chiamate le forze dell'ordine, che si sono presentate nello stabile di via Salomone. "Forse hanno visto le forze dell’ordine in strada e hanno pensato che sia stato io a chiamare, ma io non so perché fossero lì in quel momento", ha proseguito la vittima, cercando di capire cosa sia accaduto per scatenare una rabbia così forte in quelle persone tanto da organizzare una spedizione punitiva.

Il signor Raimondo ora dovrà cercare di dimenticare quanto prima questa terribile esperienza, anche se non sarà facile: "Non mi era mai capitato chiosa il settantottenne. Purtroppo, siamo noi onesti a pagare il conto anche per chi non rispetta le regole". Ed è un sentimento diffuso in quegli spazi popolari, dove sempre pià spesso sono le persone per bene a subire l'oppressione degli irrregolari.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Messaggioda Berto » mer set 21, 2022 3:13 am

Sinistre demenzialità a sostegno di questi feroci predatori nazisti criminali


Anna Rita Borelli
7 settembre 2022

Ritornano le Sardine! Ecco i punti del programma: «riconoscimento identitario» per persone trans, matrimonio egualitario, applicazione del Manifesto collettivo sulla cannabis, «tutela storica, linguistica e culturale» dei rom, conferimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki, ius scholae e ius soli, abrogazione dei decreti Salvini, tasse e dazi ambientali, stop alle spese militari, tassa patrimoniale e redistribuzione.
Non cercate nel programma IL LAVORO !
Anche loro, come Rachele Scarpa del PD, pensano che sia l'ora di INTERROMPERE QUEL CIRCOLO VIZIOSO PER CUI IL LAVORO È L’UNICO SOSTENTAMENTO PER LE PERSONE.





A SCUOLA SI INSEGNERA’ LA “CULTURA ROM”: SUCCEDE NELLA MILANO DI SALA
Danco Ferrarini
Fonte: www.ilgiornale.it – di Daniele Dell'Orco - 09/09/2022
https://www.facebook.com/danco.ferrarin ... RMmh3FbGpl
Nell'ambito del mega-progetto di inclusione delle comunità rom e sinti finanziato con quasi 3 milioni, è prevista la formazione di docenti che dovranno insegnare ai ragazzi a essere "contro gli stereotipi".
Ritagliare del tempo nel programma scolastico per imparare la cultura dei rom, sinti e caminanti. È l'ultima idea nata nella Milano di Beppe Sala che vuole tenere per i bambini delle elementari e delle medie corsi "contro gli stereotipi" e per questo formare docenti alle lezioni di integrazione.
Come riporta Libero, è solo l'ultima iniziativa in ordine di tempo proposta dal comune più "rom-friendly" d'Italia e che affonda le radici nella delibera varata in passato come uno dei primi atti del Sala-bis: un provvedimento da 2 milioni e 850mila euro stanziati nel 2021 e destinati alla "coprogettazione e realizzazione di percorsi di accoglienza e inclusione nella legalità nel periodo tra gennaio 2022 e dicembre 2023".
I progetti dovrebbero (o sarebbero dovuti) servire per aiutare i rom a trovare lavoro e alloggio, beneficiando di una complessa rete di avvisi pubblici, soggetti del Terzo settore chiamati a fornire prestazioni sul territorio, équipe multidisciplinari di educatori, assistenti sociali, consulenti legali etc. Come costola del tentativo di trasformare nomadi in stanziali, già all'epoca erano quindi previsti "percorsi di sensibilizzazione contro la discriminazione etnica e l’antiziganismo".
Siccome nella Milano di Sala quando vogliono far funzionare qualcosa ci riescono, quei progetti diventeranno realtà. E per realizzarli al meglio il Comune ha nominato poche settimane fa una manager per l’accoglienza dei nomadi. Si tratta di Chiara Maria Bornino, project administrator e coordinatrice amministrativa per la messa a punto della gestione del servizio di accoglienza rivolto a famiglie in condizioni di fragilità, prevalentemente rom e sinti. Dallo scorso 21 agosto alla fine del 2023 guadagnerà 40mila euro.
Tra le proteste dei partiti di centrodestra e le lezioni mai imparate dei fallimenti di progetti di integrazione simili come quello del Cat di via Sacile, chiuso dopo aver sperperato via 2 milioni per portare a termine meno della metà dei percorsi di inclusione avviati, alla sinistra di Beppe Sala bisogna riconoscere che Milano, quando vuole far funzionare qualcosa e perseverare in qualcosa, riesce a farlo.
Pertanto, è lecito pensare che la nascita dei quartieri ghetto, i problemi delle occupazioni abusive, lo spaccio a cielo aperto in Centrale e l'emergenza sicurezza non siano cose da risolvere bensì delle derive intenzionali previste nella gestione della cosa pubblica da parte del Comune.
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Re: Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Messaggioda Berto » mer set 21, 2022 3:13 am

Controlli a un campo nomadi di Roma: 190 persone identificate e un'auto sequestrata
6 settembre 2022

https://www.ilquotidianoitaliano.com/20 ... questrata/


Nel corso di una operazione di controllo del territorio svolta dalla Polizia locale, dai Carabinieri e dalla Polizia, sono state identificate 192 persone e controllati 12 veicoli, nel campo nomadi di via Salone 323, nella giornata di oggi 6 settembre a Roma. Al termine dei controlli, 12 persone sono state accompagnate all’ufficio immigrazione poiché sprovvisti dei documenti d’identità. All’esterno del campo nomadi invece, i Poliziotti del Reparto Prevenzione Crimine hanno identificato 50 persone e fermato 39 autovetture durante alcuni posti di blocco. Nel mezzo dei controlli, è stata ritirata una patente di guida scaduta mentre un’auto è stata sequestrata assieme al libretto di circolazione, poiché senza assicurazione.
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Re: Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Messaggioda Berto » mer set 21, 2022 3:15 am

''' Roma, disabile giù dalla finestra mentre la polizia è in casa: ombre sulla perquisizione. In coma un rom sordomuto di 36 anni
Michela Allegri e Alessia Marani
12 settembre 2022

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/d ... 23502.html

È caduto dalla finestra della sua camera, un volo di 9 metri da una casa popolare nel quartiere di Primavalle, a Roma. Quattro agenti di polizia in borghese avevano appena suonato alla porta chiedendogli i documenti. Quel giorno, il 25 luglio, Hasib Omerovic, 36 anni, sordomuto di etnia rom, era da solo con la sorella, pure lei disabile. Le sue condizioni sono gravissime - è in stato di coma vigile al policlinico Gemelli - e la denuncia fatta dai familiari è agghiacciante: la madre Fatima, il padre e la sorella sedicenne, sostengono che Hasib sia stato picchiato dai poliziotti (tra i quali c’era una donna) e poi sia stato buttato di sotto.


L’ESPOSTO

È tutto scritto in un esposto presentato in procura, dove il pm Stefano Luciani ha aperto un fascicolo per concorso in tentato omicidio delegando le indagini alla Squadra mobile. Nel documento viene ipotizzato anche un motivo per quel controllo a sorpresa, fatto a casa Omerovic e su cui ora la Procura indaga per capire se l’accesso sia stato concordato con dei superiori e registrato. Nei giorni precedenti, infatti, era comparso su Facebook un post in cui una donna sosteneva che Hasib avesse fatto delle avances a delle ragazzine: «Fate attenzione a questa specie di essere perché importuna tutte le ragazze, bisogna prendere provvedimenti». Il post era stato rimosso, ma gli Omerovic, assistiti dall’avvocato Arturo Salerni e dell’associazione 21 Luglio, hanno fatto in tempo a fotografarlo e a depositarlo agli inquirenti. Poco tempo dopo, una delle sorelle di Hasib sarebbe stata contattata dal proprietario di un bar di zona: «Hasib ha importunato alcune delle ragazze, qualcuno lo vuole mandare all’ospedale», le avrebbe detto. Il giorno successivo, il controllo dei poliziotti. Sul caso, il deputato di +Europa Riccardo Magi ha presentato un’interrogazione parlamentare, raccontando la storia durante una conferenza stampa alla Camera.

In casa sono state trovate tracce di sangue: gli inquirenti, il 12 agosto, hanno sequestrato una coperta macchiata e il manico di una scopa, spezzato a metà. È stata una vicina ad avvisare i genitori di Hasib. «Al telefono mi ha passato un poliziotto, che mi ha detto che mio figlio era caduto e si era rotto un braccio - ha raccontato Fatima - Non posso dimenticare quel 25 luglio: quando siamo arrivati al pronto soccorso ci hanno detto di aspettare 48 ore per sapere se Hasib sarebbe sopravvissuto». La sorella del giovane, Sonita, sotto choc, ha raccontato alla famiglia che gli agenti avevano prima picchiato il fratello con un bastone, per poi afferrarlo per i piedi e buttarlo giù. I poliziotti avrebbero suonato alla porta mentre i genitori e un’altra sorella erano dal meccanico. Nella sala c’è un termosifone divelto dal muro, al quale, secondo il racconto dell’unica testimone, Hasib si sarebbe aggrappato. Il giovane si sarebbe poi rifugiato in camera sua. La famiglia Omerovic ha cambiato casa: «Eravamo lì da tre anni, ma ora abbiamo paura, non ci sentiamo sicuri nemmeno ad andare in ospedale, ci sentiamo seguiti e minacciati».

Roma, le rapine della banda della “Fiat Bravo”: l'auto ritrovata nel campo nomadi di via di Salone

LE IPOTESI

In questi giorni gli investigatori hanno sentito alcuni testimoni, compresa una vicina che ha chiamato i soccorsi. Gli aspetti da sciogliere sono diversi. Uno su tutti: non è chiaro a che titolo gli agenti abbiano agito e se l’intervento sia stato registrato. In una relazione alla Procura hanno ripercorso quei minuti. Al vaglio anche le dichiarazioni dei vicini, che hanno detto di avere sentito quasi ogni sera i lamenti di Hasib provenire da quella casa, e di avere visto più volte i familiari malmenarlo. La finestra della camera del giovane, inoltre, aveva i vetri rotti: erano stati distrutti una ventina di giorni prima, durante una lite. Di quanto accaduto l’unica testimone è la sorella di Hasib, che avrebbe, però, un ritardo cognitivo elevato. Un’altra ipotesi è che il ragazzo, non capendo cosa volessero gli agenti in borghese, davanti a dei modi bruschi, possa essere stato colto da una crisi di panico fino a sporgersi dalla finestra che, pur essendo l’appartamento al piano rialzato, su quel lato ha un affaccio molto alto. In questo caso sugli agenti potrebbe paventarsi una culpa in vigilando. Il Capo della Polizia Lamberto Giannini, intanto, sta seguendo in prima persona gli accertamenti che la Questura di Roma sta effettuando garantendo «trasparenza e collaborazione ai pm».


Alberto Pento
Io non credo minimamente a questa denuncia. Saranno stati dei rom o dei sinti travestiti da poliziotti in borghese, non sarebbe la prima volta.

Gino Quarelo Una guerra tra bande di zingari!



Disabile rom precipita dalla finestra a Roma, la donna importunata e il post su Fb: «Quest'uomo ha seguito me e mia figlia, state attenti»
Alessia Marani
13 settembre 2022

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/r ... 24428.html

«Quella domenica pomeriggio stavo parcheggiando la macchina in via Pietro Gasparri e c'era quel giovane rom che frugava nei cassonetti. Quando mia figlia di 22 anni è scesa dall'auto lui le ha fatto una foto e ce l'ha mostrata. E allora io ne ho scattata una a lui: Ora abbiamo anche noi una tua foto, che ci vuoi fare? Gli ho chiesto e per tutta risposta ha fatto il gesto di toccarsi vistosamente le parti basse». A parlare è Paola C.. è lei che il 24 luglio, il giorno prima dell'arrivo della polizia a casa di Hasib Omerovic ha pubblicato sul gruppo Sei di Primavalle se... il post della discordia: «Fate attenzione - scriveva - a questa specie di essere, perché importuna tutte le ragazze bisogna prendere provvedimenti».

Roma, disabile precipitato. La testimone: «È riuscito a rialzarsi per un attimo, sulla schiena aveva segni di frustate»


Signora davvero la condotta del 36enne rom è stata così grave da spingerla ad allertare l'intero quartiere?
«Quel ragazzo non si era limitato a rubarci una foto, ma dopo che avevamo chiuso la macchina per dirigerci verso casa, ci ha seguito fino al portone in modo inquietante».


Avete avuto paura?
«Sì, tantissima. Perché il portone di casa è all'interno dei lotti. Quindi bisogna percorrere un bel pezzo di strada e passare alle spalle dei palazzi per arrivare all'androne. Lui ci ha tallonate. Siamo salite su casa con il cuore in gola. Anche una vicina se n'è accorta».


È a quel punto che ha deciso di scrivere il post?
«Esatto, perché ho pensato che come è successo a noi due, in particolare a mia figlia, potesse succedere ad altre donne, adulte o ragazzine».


E quali reazioni ci sono state?
«Sono stata attaccata. Qualcuno mi ha detto che ero razzista, che ho esagerato. Ma diverse persone mi hanno anche difeso e hanno confermato le mie paure».


Ossia?
«Una vicina, appunto, ha testimoniato di avere assistito alla scena, non mi stavo inventando nulla. Poi altre ragazze hanno raccontato le loro esperienze, dicendo di essere state importunate. Allora la discussione si è scaldata».


La polizia l'ha mai contattata?
«No, né allora né dopo. Neppure l'amministratore della pagina ma il post è stato rimosso. Per questo mi sembra strano che i poliziotti siano andati da Hasib per questo motivo. Ma come sta? A me era stato detto addirittura che fosse morto...».



Hasib Omerovich, il disabile precipitato, parla la testimone oculare: «Ero lì, ho visto i poliziotti nel cortile»
di Fabrizio Caccia
13 settembre 2022

https://roma.corriere.it/notizie/cronac ... 77bf.shtml

Una vicina di casa brasiliana ha assistito alla caduta del ragazzo rom: «Prima non ho sentito né urla né parolacce. Gli agenti hanno soccorso l’uomo a terra»

Nel palazzo di Hasib, i condomini parlano con i giornalisti, Primavalle è così, non si nasconde. Al quarto piano, l’ultimo, abita una signora brasiliana, mediatrice culturale, che quel 25 luglio ha visto qualcosa. È lei la testimone oculare: «Stavo innaffiando le piante - racconta chiedendo l’anonimato - guardavo in basso e ho visto quel corpo cadere nel vuoto». Era Hasib, il ragazzo rom sordomuto che aveva appena ricevuto in casa al pianterreno la visita degli agenti in borghese del commissariato Primavalle.

«Prima del fatto non ho sentito gridare, né urla né parolacce, insomma nessuna lite - continua la donna - Poi ho visto i poliziotti nel cortile avvicinarsi all’uomo caduto, tentavano di aiutarlo. Ho già raccontato tutto agli investigatori, non so altro, mio figlio era a casa con me ma dormiva. La mamma di Hasib mi aveva raccontato che lui e la sorella anche lei disabile sono seguiti da un assistente sociale, ma io qua non l’ho mai visto. Persone così dovrebbero essere aiutate veramente, non abbandonate in una casa popolare a Primavalle».

Nel palazzo i condomini dicono tutti di non aver mai avuto problemi con Hasib. La signora Antonietta Somma, 50 anni, 4 figli e già nonna di una splendida ragazzina che tiene per mano, dice di aver sentito che molestava in giro le donne e filmava col telefonino le ragazzine, ma a lei non è mai capitato. Altri aggiungono: «Era sempre gentile, ci chiedeva a gesti una sigaretta, qualche volte lo aiutavamo chiedendogli di aiutarci a svuotare le cantine e gli davamo qualche soldino. Faceva il robivecchi e andava a vendere quello che trovava al mercato».

Fuori dal “Barone” di piazza Capecelatro, bar ritrovo del quartiere, c’è chi difende a spada tratta gli agenti intervenuti: «Come si dice? Male non fare paura non avere. Se fosse stato davvero uno senza macchia, secondo voi si sarebbe buttato di sotto all’arrivo della polizia?» si domanda un omone tatuato. Ma adesso si deve scoprire come è andata davvero e sia la Procura sia i vertici della polizia hanno già avviato due indagini parallele.


Il caso romano della casa data agli zingari Omerovic
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 150&t=2856
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Re: Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Messaggioda Berto » mer set 21, 2022 3:15 am

Coppia di borseggiatori (rom romeni) linciata dai turisti, tensione in Centro a Roma: i due “salvati” dai CC
I carabinieri hanno preso un ragazzo e una ragazza, entrambi romeni
carabinieri
17 settembre 2022

https://www.ilmessaggero.it/roma/centro ... 34101.html

Attimi di tensione a Roma, dove una coppia di borseggiatori ha rischiato il linciaggio. Il fatto è accaduto in via Rasella, in Centro Storico, dove due carabinieri del comando Roma piazza Venezia, liberi dal servizio, hanno arrestato un ragazzo e una ragazza, entrambi cittadini romeni, di 19 e 25 anni, senza fissa dimora e già noti alle forze dell’ordine, poiché gravemente accusati di aver tentato di rubare oggetti dallo zaino di un turista originario della provincia di Campobasso. Altri turisti che avevano notato la scena sono intervenuti in difesa della vittima, generando un parapiglia che è stato sedato dai militari dell'arma occasionalmente in transito lungo la strada. Poi l'arresto dei deu ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.

Roma, furti e borseggi ai turisti: le bande rom in trasferta

Gli arresti sono arrivati nell'ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti dai carabinieri di Roma coordinati dalla procura della Repubblica capitolina. In tale contesto un altro borseggio ai danni di un turista, questa volta un cittadino brasiliano, è stato sventato dai carabinieri della stazione Roma San Pietro all’interno della fermata della metropolitana Repubblica.

I militari, nel corso di uno specifico servizio antiborseggio, hanno sorpreso il presunto autore del furto, un cittadino cubano di 29 anni, nella Capitale senza fissa dimora e con precedenti, che, sfruttando la “copertura” data da una giacca che portava sull’avambraccio, era riuscito a sfilare dalle tasche della vittima il suo portafogli. L’azione, seppur fulminea, è stata vista dai carabinieri che hanno bloccato l’indagato prima che potesse allontanarsi sulla banchina.
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Re: Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Messaggioda Berto » mer set 21, 2022 3:16 am

“Voglio mangiare ma non pago”: donna rom minaccia esercente con una pistola giocattolo
Cristina Gauri
Pisa 19 Settembre 2022
https://www.ilprimatonazionale.it/primo ... lo-244229/

Entra in un ristorante del centro storico di Pisa e chiede di poter mangiare e bere… ma senza pagare, minacciando l’esercente con una pistola (che si è poi rivelata essere un giocattolo): la vicenda, che ha visto come protagonista una donna nomade di etnia rom, è finita con un fermo e una denuncia per porto di oggetto atto ad offendere e minacce aggravate.


Rom minaccia esercente con una pistola giocattolo: “Mangio gratis”

Stando a quanto riportato dal Giornale, la spiacevole vicenda avrebbe avuto luogo in Piazza delle Vettovaglie, in un quadrante della città toscana che negli ultimi anni è diventato teatro di un considerevole numero di casi di cronaca tra cui furti, aggressioni, spaccio ed episodi di degrado, per la maggior parte compiuti da immigrati e nomadi. La rom sarebbe entrata nel locale nell’ora di punta, attendendo il proprio turno in fila con gli altri clienti, quasi tutti turisti, che avevano preso d’assalto l’esercizio. Poi avrebbe ordinato, precisando di volere consumare gratuitamente. Di fronte al diniego del cassiere avrebbe dato in escandescenze, insultandolo ad alta voce. Non paga, per sottolineare il proprio desiderio di voler mangiare gratis, avrebbe mostrato il calcio di una pistola giocattolo, che seminascosta in quel modo — infilata nella cintura — avrebbe potuto passare per vera.

La cattura

Una sceneggiata che aveva convinto più di un avventore: in molti, infatti, spaventati dalla vista dell’arma, si erano precipitati verso l’uscita, spintonandosi a vicenda. Passati i primi attimi di sbigottimento, l’esercente è tuttavia riuscito a riprendere in pugno la situazione contattando i militari dell’Arma che hanno inviato una pattuglia sul posto. Una volta intervenuti e dopo aver intercettato e disarmato la rom, i carabinieri hanno potuto constatare che l’arma mostrata utilizzata per spaventare l’esercente era effettivamente un giocattolo. La donna è stata condotta in caserma per le operazioni di identificazione e la formalizzazione di due denunce nei suoi confronti. Fino alla prossima volta…
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Re: Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Messaggioda Berto » mer set 21, 2022 3:16 am

Roma, raid dei rom in ospedale dopo un tentato furto: pestaggio al San Camillo
Flaminia Savelli
20 settembre 2022

https://www.ilmessaggero.it/roma/montev ... 39417.html

Sotto la cenere il fuoco brucia da mesi tra i condomini di largo Giuseppe Veratti, il comprensorio al di là del Tevere tra viale Marconi e via Ostiense. Da tempo infatti le cinque palazzine del comprensorio, dove si registrano furti e razzie, sono finite nel mirino di rom e sbandati. Lunedì mattina la miccia si è accesa quando una delle residenti, L. B., ha incrociato nel piazzale un nomade che aveva visto poco prima armeggiare tra i contatori della scala. Lo ha quindi ripreso invitandolo ad allontanarsi. Il giovane ha invece reagito e i due sono venuti alle mani. Una lite furibonda a cui si è aggiunto anche il compagno e convivente della donna, D. C. La situazione si è risolta con l’arrivo dei carabinieri. Tutti e tre sono stati trasportati all’ospedale San Camillo. Ma non appena la coppia è stata dimessa è stata ancora aggredita. Questa volta però dal gruppo di nomadi, 20 persone tra amici e parenti del giovane con cui avevano discusso poco prima.


RESIDENTI ESASPERATI

Sul caso stanno indagando i carabinieri del gruppo Eur che stanno lavorando per risalire all’identità degli aggressori che, dai primi accertamenti, sarebbero residenti nella baraccopoli di vicolo Savini. La Procura di Roma ha già aperto un fascicolo per lesioni. Mentre in largo Veratti, ancora ieri, si respirava tensione e paura.
«Quando sono venuto a vivere qui, 25 anni fa - racconta Antonio Prischi, residente in una delle palazzine - questa era un’isola felice. Una zona molto tranquilla, servita e ben frequentata. Oggi però se avessi le possibilità economiche, cambierei subito casa. Le cantine sono state prese di mira e tutti, a turno, abbiamo subito furti. Hanno sfondato le finestre, le porte - dice ancora - è stato più costoso far riparare quanto danneggiato che il valore di quello che hanno rubato. C’erano soprattutto biciclette e oggetti di poco valore. Ma questi zingari, perché sappiamo che sono stati loro, non hanno scrupoli».

Ma i residenti sono spaventati e preoccupati soprattutto per ciò che è accaduto nel parcheggio lunedì mattina: «Non era la prima volta che venivano sorpresi ad armeggiare con i contatori e non siamo ancora riusciti a capire perché, cosa cercano e perché lo fanno» denuncia Laura Funari che aggiunge: «Di giorno, la situazione sembra tranquilla. Ma è una calma apparente. Appena scende la sera nei nostri giardinetti, accade di tutto. A partire dal via vai di prostitute che spesso usano il nostro parcheggio. A questo si aggiunge l’escalation di furti che abbiamo subito. Le forze dell’ordine intervengono, registrano quello che è accaduto ma poi non succede nulla di concreto».
Già esasperati, temono che l’ultimo episodio possa innescare ritorsioni e altri episodi violenti: «La vicina ha invitato il rom ad allontanarsi ed è stata aggredita: cosa altro può accadere? Potevo esserci anche io al suo posto» commenta Loredana Fantini, una pensionata: «Sono anziana e vorrei vivere in un posto dove mi sento tranquilla. Negli ultimi mesi, invece molto peggiorata. Non riusciamo neanche a capire come fanno a intrufolarsi nel palazzo. Il sospetto - conclude l’anziana - è che quel rom volesse entrare in un appartamento e sia stato disturbato dalla signora che stava uscendo. Speriamo solo che aumentino i controlli sia di notte che di giorni e che qui si possa vivere con più tranquillità».
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Re: Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Messaggioda Berto » sab nov 05, 2022 8:32 am

Casamonica, maxi-processo: chiesta la conferma delle condanne. «Finisce lo strapotere del clan»
Martedì 11 Ottobre 2022

https://www.ilmessaggero.it/roma/tuscol ... 82565.html

Casamonica, ecco le candanne. Chiesta in Appello a Roma la conferma delle condanne di primo grado nei confronti del clan. Il sostituto procuratore generale Francesco Mollace, con i pm Giovanni Musarò e Stefano Luciani applicati nel procedimento, in aula ha ribadito le accuse per il clan, che vanno dall'associazione mafiosa dedita al traffico e allo spaccio di droga, all'estorsione, l'usura alla detenzione illegale di armi, e ha chiesto l'accoglimento dell'appello proposto dai pm sulle assoluzioni relative ad alcuni capi di imputazione. «L'indagine della procura di Roma ha posto fine allo strapotere dei Casamonica. Un clan da anni a braccetto con Banda della Magliana e poteri forti della capitale», ha detto Mollace nel suo intervento. Un clan, ha sottolineato il pm Musarò, «con una forza di intimidazione impressionante. La “galassia” Casamonica è quella peculiare struttura dell'organizzazione che porta i diversi gruppi ad unirsi quando c'è bisogno». In primo grado erano arrivate condanne per oltre 400 anni carcere.

La condanna più alta, 30 anni, era stata comminata a Domenico Casamonica, ai vertici del clan romano. Fra i capi del clan, Giuseppe Casamonica in primo grado è stato condannato a 20 anni e 6 mesi. Condannato inoltre a 12 anni e 9 mesi Luciano Casamonica, a 25 anni e 9 mesi Salvatore Casamonica, a 23 anni e 8 mesi Pasquale Casamonica e a 19 anni Massimiliano Casamonica. Al maxi-processo si è arrivati dopo gli arresti compiuti dai carabinieri del Comando provinciale di Roma nell'ambito dell'indagine Gramigna, coordinata dal procuratore aggiunto della Dda Michele Prestipino e dai sostituti procuratori Musarò e Luciani.

Per i giudici di primo grado, «l'ampia istruttoria svolta ha investito il gruppo criminale Casamonica operante nella zona Appio-Tuscolana della città di Roma, con base operativa in vicolo di Porta Furba, inquadrandolo, tuttavia, in un contesto delinquenziale più ampio, che possiamo chiamare la “galassia Casamonica”, dotata di un indiscusso «prestigio criminale» nel panorama delinquenziale romano». Dopo la requisitoria le parti civili hanno concluso associandosi alle richieste della procura generale. Ora la parola passerà, nell'udienza in programma domani, alle difese.
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Re: Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Messaggioda Berto » sab nov 05, 2022 8:32 am

L'inferno all'Inferno: la morte di tre fratelli tra le fiamme nel 'Bronx' di Catanzaro
Redazione Agi.it
22 ottobre 2022

https://www.agi.it/cronaca/news/2022-10 ... -18547943/

AGI - Bronx o ghetto. Le definizioni si sprecano per la zona a sud di Catanzaro, compresa fra il quartiere Lido del capoluogo calabrese e il centro, dopve nella notte si è consumata la tragedia costata la vita a tre giovanissimi fratelli, morti nel rogo del loro appartamento.

Un agglomerato costituito dai quartieri Aranceto, Pistoia e Corvo, diventato negli anni preda del degrado e della criminalità. Comune e Aterp vi hanno realizzato edifici di edilizia popolare in cui vivono le famiglie più indigenti della città.

Un'area in cui sono diffusi elementi di degrado tipici di realtà urbane anche pià grandi del capoluogo della Calabria: spaccio di droga, case occupate abusivamente, allacci illegali alla rete elettrica, arsenali di armi e traffici di ogni tipo.

L'area attraversata da viale Isonzo, a sud di Catanzaro, è territorio dalla criminalità rom che ne ha fatto una centrale di smercio della droga; il quartier generale di una criminalità riconosciuta dalla 'ndrangheta come attestano molte inchieste della magistratura, praticamente sottratta al controllo dello Stato.

Una "zona franca" in cui l'accesso è difficile anche per le forze dell'ordine. Lo spaccio di droga avviene quasi alla luce del sole; spesso è gestito da coppie che si nascondono dietro ai figli, occultando loro addosso lo stupefacente se non addirittura utilizzandoli come vedette o spacciatori.

Smantellate, in fretta e furia, nel 1984, le baraccopoli costruite nei quartieri a sud della città per nascondere il degrado a Papa Giovanni Paolo II, in visita nel capoluogo calabrese, ai nomadi, ormai stanziali, furono assegnati gli appartamenti. La polvere fu nascosta sotto i tappeti, ma non fu rimossa.

L'integrazione non ci fu e in breve i palazzi di località Pistoia diventarono luogo di riferimento delle attività illecite che si svolgono nel capoluogo calabrese, un tempo considerato "isola felice" in un contesto regionale in cui la 'ndrangheta era già radicata.

La comunità rom di Catanzaro si formò negli anni Sessanta, con l'arrivo di nomadi dall'ex Jugoslavia, collocati in accampamenti nella zona sud del capoluogo calabrese. Circa 6.000 persone ormai stabilmente insediate in citta'.

Il campo più grande era quello del quartiere Lido, posizionato a pochi metri dalla stazione ferroviaria, in un'area oggi trasformata in un centro polivalente. Baracche visibili a tutti che negli anni ottanta richiamarono l'attenzione dell'allora attaccante del Milan Mark Hatley. Passando in pullman con la squadra impegnata in un'amichevole contro il Catanzaro, il calciatore descrisse in un diario la situazione sollevando polemiche.

L'idea della politica locale fu quella di smantellare l'insediamento, diventato insostenibile dal punto di vista igienico, ma anche sotto l'aspetto della sicurezza. A molte famiglie furono assegnate le case popolari di viale Isonzo, Zona diventata territorio franco all'interno della citta'.

Le operazioni delle forze dell'ordine hanno permesso di individuare l'esistenza di veri e propri bunker chiusi da sbarre, controllati da sentinelle o da telecamere, divenuti luoghi di spaccio oltre che deposito di autoveicoli rubati.

Gli appartamenti realizzati dall'Aterp sono stati spesso vandalizzati, in molti casi sottratti agli assegnatari che hanno dovuto fare le valigie; le aree circostanti ridotte a discariche di rifiuti e carcasse di automezzi.

Operazioni della Dda hanno dimostrato l'evoluzione delle bande rom: da manovalanza composta da semplici associazioni di spacciatori a vere e proprie organizzazioni riconosciute dalla 'ndrangheta. Secondo il procuratore capo della Dda catanzarese, Nicola Gratteri, agli ex nomadi le 'ndrine hanno subappaltato il traffico di droga, ma nel business ci sono pure le estorsioni, soprattutto quelle legate al "cavallo di ritorno", cioè ai furti d'auto restituite dietro il pagamento di un riscatto. Nel quartiere non sono mancati negli anni omicidi legati a faide locali.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Zingari: vittime o carnefici? Carnefici al 1000%

Messaggioda Berto » sab nov 05, 2022 8:32 am

Furti di rame e veicoli, 5 arresti
Operazione congiunta di Carabinieri e Squadra Mobile Udine
Gianandrea Rorato |
04/11/2022

https://www.oggitreviso.it/furti-di-ram ... u21-293291

UDINE - Cinque persone sono state arrestate, in esecuzione di un'ordinanza di misura cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Udine, per furto aggravato.

Di recente la banda era entrata in azione, a più riprese, ai danni di alcune ditte di Udine a cui erano state sottratte notevoli quantità di cavi di rame e alcuni veicoli aziendali. Già lo scorso febbraio, i Carabinieri del Comando provinciale e gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Udine, durante una perquisizione in una zona periferica della città, dove erano domiciliate delle famiglie in alcuni camper e roulotte, avevano rinvenuto un trasformatore ad alta tensione di rame e un rilevante quantitativo di guaine di cavi di rame. Successivi sopralluoghi avevano consentito di rinvenire altra refurtiva, tra cui un autocarro con braccio gru, un furgone e un escavatore.

Concluse le indagini, la Procura della Repubblica ha richiesto e ottenuto l'arresto di cinque persone, che sono state portate nella Casa circondariale cittadina.
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