La storia contà da Fogliata

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Messaggioda Berto » lun mar 19, 2018 12:45 pm

La storia contà da Fogliata
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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: La storia contà da Fogliata

Messaggioda Berto » lun mar 19, 2018 12:46 pm

RENZO FOGLIATA E LA PATRIA UNICA, QUELLA VENETA
avv. Renzo Fogliata
(Giovedì 3 Giugno 2010)

https://dalvenetoalmondoblog.blogspot.i ... l?spref=fb

In un memorabile intervento comparso sul Gazzettino nell'ormai lontano 2010 Renzo Fogliata ribadisce che di Patria, come nel caso della mamma, ce n'è una soltanto. E elenca i fatti e misfatti verso i Veneti di una nazione nata solo per soddisfare la brama di potere e di espansionismo dei Savoia, che si macchiarono di crimini verso i popoli italiani fin dal 1849, quando massacrarono i cittadini di Genova insorta contro di loro. Il primo presidente della Repubblica italiana non fu De Nicola, ma Napoleone.

Vi invito a leggere e diffondere, grazie.

Nell’atmosfera asfittica di plumbeo conformismo che il regime sta creando per il 150° dell’unità d’Italia, giunge come una boccata d’ossigeno la fredda analisi dell’autorevolissimo storico Franco Cardini. Egli afferma concetti chiari, incontestabili ed evidenti a chiunque abbia letto anche solo un libro dopo il sussidiario. Una dinastia di forte impronta militare, i Savoia, che necessitava, come fu per Bonaparte, della compagine statale più vasta possibile per attingervi carne da cannone ed accreditarsi tra le grandi teste coronate d’Europa. L’assetto federale, o meglio confederale (l’unico sensato) che volevano Gioberti e Cattaneo fu dunque sacrificato a nient’altro che alle sfrenate ambizioni belliche ed accentratrici dei Savoia, non ad altro.

Crimea, battaglia della Cernaia

Che il Regno Sardo mordesse il freno è dimostrato dalla partecipazione preunitaria persino alla guerra di Crimea (1855) con un corpo di spedizione di 18.000 uomini, pur essendo il Piemonte impantanato nelle cosiddette guerre di indipendenza contro l’Austria in cui collezionava sconfitte. Del resto, la volontà di accentrare, a fini di stretto controllo militare e fiscale, fu ben chiara ai poveri genovesi che nel marzo del 1849 cacciarono i piemontesi al grido di “Balilla, Indipendenza” e “Via i ladri”.

Nell’aprile successivo Genova fu attaccata dai Savoia con un esercito di trentamila uomini, furiosamente bombardata da Lamarmora con l’aiuto delle navi inglesi ed abbandonata al sacco della soldataglia: prigionieri passati per le armi; morti a centinaia.

Questa pagina vergognosa non si legge nei testi scolastici italiani. Una censura che la dice lunga sull’attendibilità della vulgata risorgimentale ammannita ai creduloni. Vero anche il secondo assunto di Cardini.
la redazione ha rtrovato davvero poco, sui misfatti del 1849, segno che il Grande Fratello italiano vigila e censura. Accontentiamoci di questa bella veduta d'epoca.


La volontà di potenza dei Savoia si sposò con il neogiacobinismo di pochi rivoluzionari aggregati a Mazzini e Garibaldi. La scelta del tricolore di origine napoleonica ne è la prova certa: il simbolo degli stati collaborazionisti, transpadani, cispadani e cisalpini, dell’invasore francese del 1796-97. L’attuale bandiera italiana è esattamente quella della Repubblica Cisalpina, nata anche sulla distruzione della Repubblica Veneta. Il primo presidente della Repubblica italiana non fu, dunque, De Nicola, bensì Napoleone.

Il 2 giugno sarebbe onesto ricordarlo. Serve altro per cominciare a capire? Forse sì.

La distruzione dell’unica economia dell’epoca, quella agricola, con la tassa sul macinato e la coscrizione obbligatoria, proprio come Napoleone. Guerre, tasse ed emigrazione. Guerra di Abissinia, partecipazione persino alla repressione della rivolta dei Boxer in Cina (1900), guerra di Libia (1911-1912), prima guerra mondiale, guerra di Etiopia (1935–1936) guerra di Spagna (1936-1939), seconda guerra mondiale. E i Veneti, che oggi un opinabile sondaggio, su un campione di mille persone, ci riferisce essere orgogliosi di essere italiani?

Tre guerre cosiddette di indipendenza, invero di conquista savoiarda, combattute sul loro territorio, alle quali le popolazioni furono totalmente indifferenti facendo infuriare persino Garibaldi. La rivolta di Manin abbandonata al proprio destino. L’unità proclamata senza di loro (1861). La loro partecipazione in divisa austriaca alle battaglie che videro rovinosamente sconfitta l’Italia (Custoza e Lissa, 1866) e, ad onta delle due disfatte, l’annessione all’Italia.

La burla del plebiscito.
Le tasse.
L’emigrazione.
La devastazione e l’ecatombe della prima guerra mondiale,

combattuta nel nord est in parte raso al suolo, dichiaratamente voluta per fondere gli italiani nel crogiuolo del sangue: un concetto ed un fine immondi! La definitiva perdita dell’Istria e della Dalmazia. E poi ancora un’infinità di tasse nel nome del dogma dell’unità, per sostenere regioni sempre bisognose di assistenza e dominate dalla criminalità. Con l’odierna beffa di chi ciancia che solo uniti si fa questo, che solo uniti si fa quello, si va di qua, si va di là.

Il professor Cardini ha ragione da vendere. Non c’è alcun orgoglio nell’essere italiani e tantomeno per noi, indegni eredi di mille anni di Repubblica Veneta. La Zaccariotto è una politica e, come tale, cavalca la tigre, allorquando dichiara gattopardescamente il doppio orgoglio, veneto e italiano. E’ l’attuale mutazione genetica della Lega di governo. Ma a leggere la storia ed a guardare il presente, con il Leone Marciano negli occhi, mi sovviene il detto di un mio caro coltissimo amico e noto studioso: la Patria è come la mamma, una soltanto.


Gino Quarelo
Anche Fogliata la racconta male e falsifica la storia per idolatria del moto veneziano e ignoranza della storia. La bandiera italiana, il tricolore fu issato a Venezia da Manin nel 1848, poi nel 1866 i veneti decisero con il plebiscito sul quella linea tracciata precedentemente piuttosto che l'Austria o la Francia meglio l'Italia e i Savoia. Il mito risorgimentale italiano con le sue inesattezze e falsità aveva illuso anche i veneti. Inoltre se la Repubblica Veneta a dominio veneziano è terminata è stato colpa e responsabilità di Venezia e della sua ristocrazia per non aver saputo trasformare la Repubblica Veneta aristiocratica in una Repubblica Veneta democratica a sovranità di tutti i veneti e non solo dei veneziani. Venezia non ha mai promosso un popolo veneto e una nazione-stato di tutti i veneti.



Il venezianismo è una idolatria politica antiveneta
viewtopic.php?f=167&t=2692

I veneti del Veneto xełi on popoło e na megnoransa nasional?
viewtopic.php?f=183&t=1731

Ensemense e peke venetiste e venesianiste
viewtopic.php?f=183&t=2389


Coel parlamento veneto de tuti i veneti, mai nato e ke i venesiani ke łi gheva el poder no łi ga mai promòso
viewtopic.php?f=183&t=2597

Immagine
https://www.filarveneto.eu/wp-content/u ... i-nato.jpg



Veneto e Serenisima, coençedense e difarense
viewtopic.php?f=49&t=2615

Ƚe colpe, ƚe responsabeƚetà e ‘l tradimento dei venesiani
viewtopic.php?f=167&t=1277
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Re: La storia contà da Fogliata

Messaggioda Berto » lun mar 19, 2018 12:47 pm

Ła storia del veneto-lagounar e de łi veneti-venesiani e deła Repiovega Veneta contà da Fojata
viewtopic.php?f=148&t=920

I P
https://www.youtube.com/watch?v=4X6hTvVfsN0#t=14
II P
https://www.youtube.com/watch?v=vAfTtthUyb8

Immagine
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Re: La storia contà da Fogliata

Messaggioda Berto » ven apr 20, 2018 8:51 am

Sempre appetitoso il grande Patriota, l’Avv. Fogliata.
Mario Sandrin
16 aprile 2018
“...La smettano di romperci con la devozione, che ne abbiamo le tasche piene, nessuno ha chiesto loro di "liberarci" dall'Austria, le loro guerre di "liberazione" sono state combattute sul nostro territorio che hanno devastato e i nostri contadini sono morti più numerosi di tutti,...”
https://www.facebook.com/mario.sandrin/ ... &ref=notif

https://dalvenetoalmondoblog.blogspot.i ... empre.html

NOI VENETI "STIAMO" ANTIPATICI DA SEMPRE. FOGLIATA SPIEGA PERCHE'
Di Millo Bozzolan - aprile 15, 2018
A proposito dell'astio che circonda i veneti d'oggi, e che promana ormai da ogni parte d'Italia, RENZO FOGLIATA ci rimanda ad uno slogan che percorreva l'Italia durante la guerra di Cambrai. mutano i tempi, ma il sentimento sembra essere sempre quello.
MORA MORA LI VINICIANI. 'STI ARABIATI CANI
Lorenzo Fogliata - 20/09/2010

"Mora mora viniciani; mora sti arabiati cani". Questo era il motto antiveneto dei coalizzati di Cambrai (per gli analfabeti ai quali mi rivolgo, anno 1509). Altri alimentavanio la fola che Dante, nel corso di una legazione, non sarebbe riuscito a parlare latino con i senatori veneti perché troppo ignoranti. Nel frattempo, Andrea Dandolo era il miglior amico del Petrarca, poco dopo Ermolao Barbaro fu uno dei più colti umanisti e, ancora dopo, Pietro Bembo optò scelleratamente per il toscano quale lingua ufficiale.

La morale è che la mamma dei cretini è costantemente incinta ed ha una vita plurisecolare. Figuriamoci ora se tra gli italiani, terreno fertile in materia, questa mamma non fa furori ! Ricordiamo a questi poveri imbecilli che i veneti immigrarono perché caddero sotto il peggior governo, quello italiano, che si possa immaginare, sfruttatore, colonialista, guerrafondaio, bruciapile, grassatore della povera gente (tassa sul macinato e coscrizione obbligatoria i suoi fondamenti). Chissà se questi infelici mentali hanno mai fatto un viaggio in Dalmazia, in Grecia. Luoghi che i veneti hanno tracciato per sempre con una civiltà luminosa di mille anni e gli italiani hanno solo aggredito con la biennale guerretta fascista.

"Spezzeremeo le reni alla Grecia" disse il deficiente: ed il glorioso regio esercito si ritrovò inseguito dai greci fin dentro le gole dell'Albania. Non so se sia facebook o cos'altro: dite loro che la smettano di romperci la devozione, che ne abbiamo le tasche piene, che nessuno ha chiesto loro di "liberarci" dall'Austria, che le loro guerre di "liberazione" sono state combattute sul nostro territorio che hanno devastato e che i nostri contadini sono morti più numerosi di tutti, per sovrani che non erano i loro e cause che non li riguardavano; che questa gloriosa Italia ha fatto pagare ai veneti tutto il costo anche del'ultima guerra, vendendo l'Istria e la Dalmazia; che il loro nazionalismo è cosa da trogloditi, che i follemente insipienti sono loro, che quando parlano di storia veneta fanno risuonare il vuoto pneumatico della loro infinita ignoranza e, infine, che si facciano i cazzi loro.
Cari amici diffondete questa mia agli imbecilli. Mi farete un onore.
Viva San Marco.




Alberto Pento
Nel 1848 i veneziani in rivolta contro l'Austra hanno innalzato la bandiera tricolore italiana con il leone di San Marco https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_di_San_Marco

Mario Sandrin
Alberto... te piaxe i taliani..... tuti tui... e de Xaiaomodepaja.

Alberto Pento
I fati li xe fati e la storia no le na envension ma la conta dei fati.
I fati de la storia no li se falsefega par farli parir come ca piaxaria.
Xe el diman ca el se pol costruir come ke se vol o coaxi ma no el pasa.

Mario Sandrin
Se te voi parlar de storia co mi, no te me ghe da citare Wikipedia, xe roba par taliani.

Lucio Nalesini
Certo Alberto Pento, el passà xe el passà, ma contà da un o da quell'altro el xe diverso.

Alberto Pento
El pasà el ga da esar contà justo e no falsefegà contando na roba par n'altra o el falso pal vero.

Alberto Pento
El tricolor de Manin
https://www.consiglioveneto.it/crvporta ... erweb2.pdf

I veneti no li se ga mai rivoltà o ribelà en màsa contro la Talia, come ke en parte li gheva fato co i françoxi e a Venesia co li ostriaghi.

Alberto Pento 1848, 1866, 2017
viewtopic.php?f=181&t=2684

Roberto Maritan
Alberto Pento visto che te conosi ben ea storia dime che esrcito ga combatuo nea bataja de Custoza e chi xe stà distrugere ea marina italiana a Lissa.

Mario Sandrin
no ghe scrito su Wikipedia

Roberto Maritan
Alberto Pento, anca ea data de ste do bataje so sicuro che te mea dixi. Dai corajo rispondi così capimo tuto. O ea storia ea gheto studiá su topolino!

Alberto Pento
I veneti li ga senpre servio el paron de turno, fina a farse copar: co comandava i françoxi li xe morti pa' lori (in Rusia); co comandava l'Aostria li ga conbatesto par ela come a Costoxa e a Lisa; co comandava l'Italia li se ga fato copar par coesta come ente la prima goera mondial. Co xe canvià el paron e i veneti li xe pasà da l'Aostria ai Savoia e li ga votà en masa (coeli ke gheva el dirito de votar) par la Talia e dapò li se ga fato copar sol Piave, sol Carso, sol Grapa, sol Paxubio. Mai na rebelion contro el stado talian, mai! Lomè ente sti oltimi ani a ghè calke fogheto de revolta ma el popolo no se move, el popolo el resta fedel al paron de turno. Entel 1866 li podeva star caxa e non dar a votar anvense coeli ke li podeva votar li xe ndà en màsa al sejo e li ga votà sì par ke li ghe credeva, par viltà e paura o par farse beli col novo paron, li xe ndà e li ga vota sì, e coesto lè on fato.

Alberto Pento
Wikipedia la xe la mejo ençiclopedia del mondo anca se la ga tante voxi da mejorar e da conpletar e anca se la ga tante voxi ke le xe edeolojcamente enpostà, ma i fati li resta fati siben ke a volte li vien enterpretà ente na manera ke no piaxe come coela de definir taliani tuti i personaj de li stati e dei popoli prionidari.

Roberto Maritan
Quindi i veneti dopo avere vinto una guerra contro l'Italia hanno votato per essere annessi allo stato sconfitto!!!!!!!!!! Spiegami in tutta la storia mondiale un altro esempio di questo tipo. Stai scrivendo ridicolaggini che offendono nel profondo il popolo veneto. I veneti hanno una storia di libertà e di autodeterminazione millenaria, altro che padrone di turno.

Alberto Pento
I veneti non hanno vinto la guerra contro l'Italia, i veneti erano sudditi dell'Austria e hanno combattuto da sudditi austriaci con l'Austria con i piemontesi. Poi quando l'Austria, avendo perso la guerra con la Prussia, sono stati ceduti da sudditi ai Savoia alleata dei prussiani, sono diventati sudditi italiani. I veneti non si sono ribellati alla cessione, non hanno combattuto per restare austriaci e nemmeno per diventare indipendenti perché la libertà va guadagnata, conquistata anche combattendo e rischiando la vita, chi non combatte e non rischia la vita per la sua libertà dimostra di non amare la libertà e la sua indipendenza e di avere un animo/indole da schiavo o da servo e da suddito.

Alberto Pento
Roberto Maritan non scrivere idiozie. I veneti con Venezia non sono diventati né un popolo, né una nazione vera, né uno stato federale e Venezia non ha mai promosso né un popolo, né una nazione, né uno stato a sovranità di tutti veneti, questi fatti sono chiari nella storia ed è la ragione per cui oggi siamo come siamo: cittadini sudditi dello stato italiano e non liberi cittadini dello stato veneto (che non esiste).

Mario Sandrin
Roberto, non devi insistere, Alberto, ha le sue idee e non le cambierà mai, lui vede il bicchiere mezzo vuoto(nn conosco i motivi) e noi mezzo pieno;
arriveremo all’indipendenza anche senza di lui; di certo alberto non è un nemico, i nemici dei Veneti sono ben più insidiosi e pericolosi, uno lo abbiamo a presidente valvassino della regione Veneto.



1848, 1866, 2017
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Re: La storia contà da Fogliata

Messaggioda Berto » mar ago 27, 2019 7:18 pm

La Serenissima Repubblica Veneta - di Lorenzo Fogliata
https://www.youtube.com/watch?v=8sZYfMc ... ture=share
La Storia della Serenissima Repubblica di San Marco e le sue Istituzioni. Capiremo come e perché quella veneta fu la più longeva Repubblica del mondo e quanto attuale è ancora la Storia Veneta.



https://www.facebook.com/silvio.fracass ... on_generic


Gino Quarelo
Fogliatta non la racconta giusta, assolutamente no.
Da buon avvocato Fogliatta la racconta e basta, riuscendo a convincere solo chi non ragiona e si lascia convincere per fede e per dogma o dai suoi modi suadenti.

La Repubblica Serenissima aristocratica veneziana non ha difeso il suo stato, il suo potere, i suoi domini e i suoi sudditi e ciò può significare soltanto che fosse in una condizione di decadenza (da confrontarsi con quanto accadde qualche secolo prima, ai tempi della guerra di Cambrai).
Ha persino impedito che i suoi sudditi insorgessero contro Napoleone, ha anche finanziato l'invasione e la conquista delle terre venete sperando ... , si è dimostrata vile e senza dignità.

Inoltre era antidemocratica, illiberale e non ha promosso una repubblica, uno stato, una nazione a sovranità di tutti i veneti e quindi non ha promosso la costituzione/realizzazione politica di un "popolo veneto unitario", non aveva alcuna considerazione fraterna per gli altri veneti che considerava con disprezzo solo sudditi.

Venezia e la sua Serenissima più che delle cattiverie altrui è stata vittima delle sue lacune, delle sue miserie, delle sue inettitudini e meschinità e principalmente per il suo egoismo (presunzione e arroganaza) e per la sua mancanza di amore e di rispetto fraterno per la maggioranza dei veneti non veneziani suoi sudditi.

Non vi era alcun federalismo di fatto nella Repubblica Serenissima.


Gino Quarelo
Differenze tra un popolo vero e un popolo mancato
https://www.facebook.com/groups/2376236 ... 4363839307


Gino Quarelo
Repubblica Veneta Serenissima, specificità e durata, realtà e mito; la mia Patria, no!
viewtopic.php?f=183&t=2879
viewtopic.php?f=183&t=2879
https://www.facebook.com/groups/2376236 ... 8312942245
La mia Patria è il Veneto e non la Serenissima.

Gino Quarelo
Un altro grande errore di Fogliatta e di altri della sua cerchia è quello di raccontare la panzana che in area lagunare vigeva i diritto veneto mentre in area terrestre il diritto romano.

In realtà nel Veneto terrestre oltre a istituti giuridici preromani e venetici (tra cui prevenetici, celti, reti e altro) ve ne erano di romani a cui poi se ne sono aggiunti di germanici, così come in area lagunare ve ne erano di venetici, di romani a cui poi se ne sono aggiunti di bizantini e altri di origine germanica;
in entrambe le aree poi si sono avuti degli sviluppi locali di tutti questi istituti e della loro misture.


Gino Quarelo
Si pensi poi al ducato, alla sala di riunione del Maggior Consiglio che è di origine comunale e germanico come il Palazzo Ducale in stile gotico, con le due grandi sale che ritroviamo in tutti i palazzi comunali, per esempio a Vicenza nella Basilica Palladiana e a Padova nel Palazzo della Ragione.
Gli stessi nomi "sala e arengo" sono di origine germanica.
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Re: La storia contà da Fogliata

Messaggioda Berto » mar ago 27, 2019 7:20 pm

Intervento storico-giuridico dell'Avv. Lorenzo Fogliata durante la serata "Domani il Veneto nelmondo" a Jesolo.
https://www.facebook.com/groups/2376236 ... up_comment

Alberto Pento
Mi dispiace ma non tutto quello che dice Fogliata è condivisibile.
Non mancano nel suo discorso alcune demenzialità, alcune falsità e alcune omissioni.

Raccontare la democrazia come un male è una falsificazione delle cose sociali e politiche e un male.
Ricordo che le istituzioni della democrazia comunale e repubblicana non sono nate in Francia e con l'illuminismo ma esistevano già nelle città stato comunali italiche ed europee tra cui Venezia.

Solo alcune critiche agli stati centralisti moderni si salvano di tutto il discorso di Fogliata come quella sul centralismo assoluto e non federale e quella sulla coscrizione obbligatoria (coscrizione che in parte esisteva già nell'antichità come ci testimoniano i greci, i romani e i germani e che in un certo senso ritroviamo nelle cernide comunali).

Raccontare che la Serenissima fosse federale è una balla colossale.

Omettere che la Serenissima era antidemocratica e che per questo divenne invisa alla maggior parte dei sudditi veneti dei suoi domini di terra è molto grave, anche perché questa fu la sua grande debolezza/inadeguatezza/colpa che la portò alla morte senza aver mai promosso un popolo, una nazione e uno stato unitario dei veneti, a sovranità di tutti i veneti delle terre preistoriche e storiche venete (da non confondere con tutti i domini di terra e di mare della Serenissima).
Fogliata da buon avvocato sa parlare bene e raccontarla usando tutti gli strumenti della retorica, è disinvolto anche nell'uso colorato ed espressionistico delle parole tanto che una volta chiama la Serenissima "impero" e un'altra "commonwealth", concetti che sono antitetici e che si escludono a vicenda. Però parla bene. è simpatico e favolisticamente convincente laddove la ragione è più cenerentola e serva che regina e padrona di casa.




Poi a Fogliata bisognerebbe ricordare:

Esempi di situazioni europee non assolutiste con condizioni ed elementi di democraticità:

1) l'esperienza comunale durata secoli ha caratterizzato tutta l'Europa e lì vi era democrazia e anche la repubblica, prima della nascita delle signorie cittadine e delle varie Repubbliche aristocratiche come quelle di Genova e di Venezia;

2) si pensi alla Lega Anseatica iniziata nel 1159;

3) si pensi alla Magna Carta inglese del 1215 e alla nascita della monarchia costituzionale inglese del 1688/1689 con l'istituzione della camera bassa dei deputati;

4) si pensi alla nascita della Svizzera con il patto federale del Grütli 1291;

5) si pensi agli USA con la loro Repubblica nata nel 1776 con la secessione dall'impero inglese;

6) si pensi all'università di Padova nata durante il periodo comunale e prosperata in quello signorile dei germani Carresi, poco meno di due secoli prima del dominio veneziano a riprova che non è certo stata Venezia a portare la cultura ai veneti;

7) anche Genova fu una repubblica aristocratica, una signoria plurifamigliare, che durò secoli.

8) si pensi al laico Marsilio da Padova e alla sua opera "Defensor pacis" del XIII° secolo, contenente elementi di democrazia
viewtopic.php?f=179&t=1641
si pensi a Pietro D'Abano del XIV° secolo, veneto pavano non veneziano, martire della libertà
viewtopic.php?f=179&t=2332

9) si pensi ai thing delle società germaniche,
https://it.wikipedia.org/wiki/Thing

che si evolvono in forme di assemblee a democrazia diretta come l'assemblea Alþingi (Alþingishúsið), istituita in Islanda nel 930 d.C.
https://it.wikipedia.org/wiki/Al%C3%BEi ... BAsi%C3%B0

Qualche secolo dopo, nasce il Landsgemeinde, l'assemblea a democrazia diretta e voto palese dei cantoni svizzeri.
https://it.wikipedia.org/wiki/Landsgemeinde
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Re: La storia contà da Fogliata

Messaggioda Berto » mer ago 28, 2019 6:47 am

La Repubblica Veneta a dominio veneziano non era federale
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 167&t=1602

Le colpe, le responsabilità e il tradimento dei veneziani
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 167&t=1277
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