GIR - grupi de entervento rapido

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Messaggioda Berto » sab mar 29, 2014 8:15 am

Torna la L.I.F.E. barricadera. Chiavegato: “Siamo pronti allo scontro”

http://www.lindipendenza.com/life-venet ... chiavegato

di LEONARDO FACCO

Ricordate la L.I.F.E. barricadera e rivoltosa di una quindicina d’anni fa? Quella che organizzava i Gruppi di Intervento Rapido in difesa degli imprenditori vessati dallo Stato? Quella che distribuiva il manualetto con le 20 regole auree da adottare in caso di visita della Guardia di Finanza? Ora, ricominciando dal Veneto, è pronta a ripartire, con più slancio e determinazione di un tempo.

La scorsa settimana, la L.I.F.E. – nata da un’intuizione di Fabio Padovan - ha eletto all’unanimità il suo nuovo presidente. E’ Lucio Chiavegato, che dopo aver chiuso la sua esperienza con la politica ha deciso di impegnarsi per ridare smalto all’associazione dei Liberi Imprenditori Federalisti Europei: “Ho lasciato dopo che Veneto Stato ha deciso di candidarsi alle elezioni politiche, contrariamente a quanto si era sempre predicato. Ho mantenuto la parola, mi sono dimesso dalla presidenza del partito al termine di un anno di impegni – come avevo promesso dopo la rottura che si era consumata al congresso -, ma quando Veneto Stato ha optato per presentare le liste per le elezioni romane ho preferito mollare”.

Chiavegato non abiura l’indipendentismo, anzi, ma da imprenditore s’è reso conto che nella sua regione, ma non solo, non è più possibile lavorare: “Serve una struttura che tuteli i Veneti che investono e che fanno impresa. Da qui la ripartenza della L.I.F.E. Veneto, che conta su un centinaio di soci risoluti e stanchi del sistema vessatorio – burocratico e fiscale – che pretende solo di sfruttare chi produce”.

Ripartire, certo, ma da dove, con quale progetto? “Con un progetto che è un gradino sopra quello della L.I.F.E. di quindici anni fa. Mi spiego. Una volta, la L.I.F.E. aveva i G.I.R. (Gruppi di Intervento Rapido) che andavano in soccorso di quegli iscritti che venivano visitati dalle Fiamme Gialle). Oggi, andremo oltre: creeremo i G.R.A. (Gruppi di Resistenza Attiva, dei quali faranno volontariamente parte gli iscritti che lo richiederanno), che – sia chiaro – non avranno nulla di gandhiano. Se la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Entrate, Equitalia verranno a farci visita avranno delle grane enormi”. Del tipo? “Contrasto totale a chi si permette di rompere le balle a chi lavora! Paghiamo tasse assurde, la burocrazia rende impossibile lavorare e per una cartella o una scadenza sballata questi pensano di poter pignorare le nostre aziende o metterle sotto sopra coi loro controlli da ghestapo?. E anche ai signori che lavorano per Equitalia diremo chiaro alcune cosette e li andremo a visitare personalmente, battendogli la mano sulla spalla e dicendo loro: «Non ci interessa se tu fai solo il tuo lavoro per conto di un’agenzia infame, evita di farlo, cercati un lavoro onesto che è meglio»”.

E anche su quando lo Stato attiverà le istanze di pignoramento dei capannoni, Chiavegato ha pochi dubbi: “Lo facciano, so bene che la loro macchina non si fermerà. Noi neppure però. Ci presenteremo in Tribunale e vedremo se qualche speculatore furbetto avrà il coraggio di fare un’offerta per acquistare in svendita le proprietà dei nostri soci. Io dico di no. Noi garantiremo solidarietà ed appoggio ai nostri soci. Siamo pronti allo scontro”.

Chiavegato ha scelto di mettersi in gioco, ritiene non vi siano alternative: “Noi non vogliamo né suicidarci né andarcene dalla nostra terra, dove abbiamo creato le nostre aziende e dato lavoro a tanta gente. Sono loro che se ne devono stare alla larga da noi. E’ giunto il momento che torni la L.I.F.E. vecchia maniera, anche un po’ più incazzata, dato che tutte quelle associazioni di categoria colluse non fanno altro che da passacarte per lo Stato gabellatore. Sono solamente loro complici e vivono di soldi pubblici ovviamente, puntando a far carriera in politica. Quindici anni fa, quando la L.I.F.E. iniziò a battagliare e a finire sui giornali, i benpensanti ci additavano come dei pazzi, degli esagitati, degli eversivi. Oggi, la metà di loro ha chiuso, qualcuno è fallito e s’è impiccato e qualcun altro ha delocalizzato. In uno Stato governato da puttanieri e ladri ribellarsi è un dovere, anzi no, un diritto”.

Rapporti con la politica? “Con loro il rapporto sarà di cordiale distacco. Che voti chi vuole la gente che sta con noi. Non andremo a cercare sponde politiche, dopodiché se qualche partito vorrà appoggiarci bene. In passato, abbiamo già visto i danni causati dal finto medico di Gemonio, che ha solo usato strumentalmente la L.I.F.E.”.

Dal Veneto – la sede è a Spresiano in provincia di Treviso – l’organizzazione dei liberi imprenditori federalisti vorrebbe espandersi anche in altre regioni, dove già ora ci sono delle piccole cellule in parte attive o in fase di attivazione. Se ci fosse qualche volonteroso può mettersi in contatto scrivendo a info@life.it, oppure telefonando in sede: 0438-61605


http://www.life.it/tag/storia-life/page/6

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Basta ciacole e proclami Lucio, basta palki televixivi, basta Santoro, basta microfoni o brincavoxe e megafoni o xlargavoxe.
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Re: GIR - grupi de entervento rapido

Messaggioda Berto » sab mar 29, 2014 9:29 am

LIFE alla Veritas di Dolo

http://www.life.it/life-alla-veritas-di-dolo/#more-5125

Stefano Bolgan sta combattendo da anni contro l’imposizione assurda della tassa sulle immondizie tanto più che nel suo caso è stata applicata una nuova aliquota con sistema retroattivo previsto solo per chi fornisce informazioni mendaci, il che non è il suo caso. Ha fatto denuncia dei fatti alla Procura della Repubblica, ha fatto ricorso presso gli organi competenti …. ma, nonostante tutto, Veritas ha provveduto al pignoramento del suo Conto corrente.

Inspiegabile ed ingiusta questa decisione che tra l’altro mette in crisi di liquidità la sua piccola azienda.

Ad estremi mali, estremi rimedi.

E così alla chiamata di Stefano, sostenuto da Carlo Trevisan e Gabriele Riondato (sue le foto) di LIFE Venezia, hanno risposto Dario Formentin di LIFE Padova, Toni Sanson, Dario Artico, Mauro Artico, Geremia Agnoletti che oggi compie gli anni, e Daniele Quaglia, tutti di LIFE Treviso.
Sono stati civilmente e pacificamente occupati gli uffici di Veritas-Dolo, richiesto l’intervento straordinario di un alto funzionario al quale sono state sottoposte le rivendicazioni di Stefano Bolgan.
E’ stato discusso come mai era stato permesso a Stefano ed il funzionario si è impegnato a sbrigare la controversia entro lunedi pv alle ore 12.
Fosse cosi, sarebbe un grandissimo risultato extragiudiziale ma se non fosse così LIFE si è impegnata ad occupare gli uffici di Veritas-Dolo a tempo indeterminato. Staremo a vedere! Daniele Quaglia

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Re: GIR - grupi de entervento rapido

Messaggioda Berto » mar ago 12, 2014 9:13 pm

GIR LIFE: fermo amministrativo illecito

http://www.life.it/gir-fermo-amministra ... #more-5282

A Ferragosto quando tutti sono in ferie, anche se tanti solo mentalmente, i GIR LIFE trovano occasione per fare un’uscita, dopo tanto, per testare la capacità d’azione e l’effetto.

Il motivo ce l’ ha offerto Geremia Agnoletti che ha ricevuto ai primi di agosto, una comunicazione da Equitalia che non pagando le cartelle esattoriali notificate e relative all’odioso “diritto camerale” sarebbero scattate le ganasce fiscali sul suo veicolo con il fermo amministrativo.

Ma Geremia, agente di commercio, non può fare a meno della vettura per lavorare tanto più che, giusto un anno fa, con la legge n.98 del 9/8/2013, il fermo amministrativo non è più applicabile su un mezzo che è strumentale all’attività di impresa o della professione.

La Legge parla chiaro e loro (Equitalia) sono in possesso di tutti gli elementi (partita IVA, iscrizione CCIAA, intestazione del mezzo…) per potere già all’inizio, scartare l’ipotesi del fermo, ma come le tre scimmiette che non vedono, non parlano, non sentono, Equitalia persiste per la vecchia strada del terrore.

Allora in tre, abbiamo deciso di scortare Agnoletti agli sportelli della tortura.

Ma quando arriva LIFE, normalmente le parti si invertono e l’onere della prova ricade sempre sui funzionari che si presentano davanti a noi.

Abbiamo subito chiesto di poter parlare con la massima carica presente negli uffici Equitalia di Treviso ma ci viene offerto di sederci nell’Ufficio del responsabile agli sportelli.

Due di noi seduti, gli altri due in piedi, Agnoletti a fare domande ed il sottoscritto a verbalizzare la discussione sul ”verbale GIR “ pronto ad offrire una sponda ad Agnoletti.

Il gioco di squadra ha messo in imbarazzo il funzionario che avevamo di fronte al quale, per liberarsi dagli impicci, non è rimasto altro che chiamare il Direttore, massima carica.

Quanti riescono a parlare con il Direttore provinciale di Equitalia senza appuntamento e senza preavviso?

LIFE, si!

Un colloquio franco e schietto, privo di ipocrisie reverenziali, ad armi pari sulla situazione politico sociale, sul ruolo di Equitalia, esattore per uno Stato eufemisticamente iniquo.

Risultato della visita: conferma che il fermo amministrativo su veicoli strumentali all’attività è illegittimo il che, per modifica della norma e per il principio del “favor rei”, dovrebbe rendere nulli tutti i fermi amministrativi applicati su veicoli aziendali precedentemente alla nuova norma.

Per quanto riguarda Agnoletti dovrà solo esibire un paio di documenti che attestano la proprietà del veicolo, ed il fermo non sarà più possibile.

Sarà stata una mia impressione, ma quando ho promesso che il prossimo autunno sarà molto caldo, con fuochi d’artificio finali, i volti dei due funzionari si sono improvvisamente accigliati. Presagio di tempi cupi!

Daniele Quaglia
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Re: GIR - grupi de entervento rapido

Messaggioda Berto » ven mag 22, 2015 11:14 am

Storia di Life, degli imprenditori senza più nulla da perdere

di Francesca Carrarini

http://www.lintraprendente.it/2013/06/s ... da-perdere

Fino a quando la protesta degli imprenditori, schiacciati da tasse, burocrazia e controlli fiscali, si limiterà a urla di disperazione sulle televisioni nazionali, a voti di protesta o a manifestazioni silenziose nelle piazze, lo Stato lo sa, la situazione è ancora governabile, domabile, sotto controllo. Ma è quando a quegli imprenditori togli quello che hanno di più caro, il loro lavoro, il loro capannone, la loro conoscenza tramandata da padre a figlio, la loro famiglia. È quando non avranno più niente da perdere, che lo Stato dovrà preoccuparsi. Perché se non c’è nulla più da difendere, loro saranno pronti a tutto. E quel momento, in Veneto, è arrivato. E scandito chiaramente da quando la LIFE, Liberi imprenditori federalisti europei, è tornata. Più determinata che mai, aperta a tutti, non solo al “popolo dei capannoni”, ma anche ai dipendenti, agli operai e alla gente comune. Bastano poche parole scambiate al telefono con Lucio Chiavegato per capire che il tempo dei giochi è finito: il gioco della politica, delle riforme e delle mani tese. Basta chiedergli che cosa sono disposti a fare, per fugare ogni dubbio: «C’è da spettarsi di tutto, abbiamo ormai raggiunto la vetta della sopportazione. Le strade percorse dai partiti portano sempre al nulla, perché indipendentemente da tutto sei sempre chiuso nelle regole della politica. Abbiamo deciso ora di alzarci in piedi e di dire basta: basta a questo sistema, basta a questo Stato che ci sta distruggendo, basta a queste regole. E basta che a dettare queste regole siano i primi che non le rispettano». Lui, presidente dimissionario del partito indipendentista Veneto Stato, persosi tra le frammentazioni pre e post elezioni politiche, torna alla carica più convinto che mai. Dal 19 maggio riconfermato presidente di questa associazione nata negli anni ’90 dall’intuizione di Fabio Padovan, che molto fece parlare di sé, al tempo. Il braccio operativo di quel tentativo di difesa dallo Stato che già prendeva corpo nello stesso periodo in cui Bossi accorpava sotto il simbolo unico della Padania la Liga Veneta e la Liga Lombarda. Stampavano manuali che in venti punti spiegavano come comportarsi davanti ai finanzieri che bussavano alla porta della tua azienda. Vademecum pratici che anticipavano – per destino e non per modus operandi – i GIR, i Gruppi di Intervento Rapido, in cordone davanti al braccio armato dello Stato in tenuta antisommossa, che di tutto faceva per tentare di «portare a casa il bottino»: il pignoramento di un bene, o degli uffici, o della casa. Partite Iva iscritte sulla fronte, perché gli imprenditori non sono persone, sono numeri. Foto di foulard gialli con la scritta inglese “vita”, legati al collo, che dopo una nuova protesta tornavano a casa sempre più venati di rosso.

Ora i GIR non ci sono più, ma ci sono i GRA, Gruppi di Intervento Attivo, che su base volontaria continuano la missione di difesa del lavoro, perché a stare fermi si rischia il pari: «Stanno chiudendo imprese e aziende in tutto il Veneto. Aziende che muoiono in silenzio, persone anche non iscritte alla LIFE, che in tutti questi anni sono stati in disparte, cercando di fare quello che potevano per salvarsi. E alla fine non ci sono riusciti – dice Chiavegato, che aggiunge – Noi vogliamo rispetto, noi lavoriamo. Vogliamo che lo Stato smetta di trattarci come delinquenti. Quelli sono Roma, persone che rubano milioni e milioni di soldi alla gente e poi vanno in televisione a parlare e a spiegare. Gli stessi che ti mandano in azienda i controllori. Uno Stato che tollera il suicidio degli imprenditori, ma anche della gente, non può essere considerato uno stato legale. Lui è il responsabile». Parole dure, come duri e determinati sono gli obbiettivi: «Noi ci batteremo sui pignoramenti, ci batteremo per difendere il lavoro qui a casa nostra, perché io non ho nessuna intenzione di andarmene» dice ancora il presidente. E il tempo delle prime battaglie sembra essere scandito dai fogli strappati sul calendario verso quella data di giugno, quando le imprese saranno chiamate a pagare l’Imu: «Noi non diremo loro cosa fare, ma rendiamoci conto che per un imprenditore è più conveniente chiedere la rateizzazione della tassa che non un mutuo in banca. Mutuo che la banca non ti da per pagare i lavoratori, ma che vedrai che per pagare le tasse te lo concede eccome». «Capitano Lucio’s», come lo chiamano gli iscritti all’associazione, è uno che il Veneto non è abituato a vederlo per strada a chiedere elemosina, ne piatti caldi alla Caritas. Questa è gente che tutto da per salvare il salvabile, anche se la moria di aziende sembra essere inarrestabile. E guardando alla sua azienda lui decide di non voler «morire» nell’indifferenza: «Se devo farlo, lo farò con dignità».

???

No ła ghè pì da on toco sta LIFE e Lucio Chiavegato lè devegnesto el fanfaron del 9 diçenbre e on połegante veneto-tałian.
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Re: GIR - grupi de entervento rapido

Messaggioda Berto » sab lug 18, 2015 3:57 pm

Caccia il prefetto, riceve la visita dei Nas

Due mesi fa: Marrosu era entrata nel ristorante con la cagnolina nella borsa, il titolare non gradì e la allontanò di Serena Gasparoni
18 luglio 2015

http://tribunatreviso.gelocal.it/trevis ... 1.11796839

Ora 11.15: al ristorante “Grave di Papadopoli”, meglio conosciuto come “Da Maurizio”a Cimadolmo arrivano i Nas. Maurizio Bassetto fa spallucce e dice «me l’aspettavo».

Una sorta di “regolamento di conti”, fa intendere il ristoratore affatto sorpreso, dopo che il 26 maggio scorso aveva fatto gentilmente uscire dal locale il prefetto Maria Augusta Marrosu, il marito ma soprattutto la cagnolina Olga, nascosta nella borsetta. Nel locale non sono ammessi animali: irremovibile Bassetto non aveva fatto sconti, nemmeno al prefetto.

In suo soccorso sono sopraggiunti sul posto 5 venetisti del Life, poi i Carabinieri di San Polo. È stato redatto un verbale con le irregolarità rilevate. Le conseguenze? O una multa, l’ipotesi peggiore la chiusura. E’ accaduto ieri mattina: quando gli uomini dei Nuclei Antisofisticazione e Sanità (Nas) sono giunti in via Cav. di Vittorio Veneto Maurizio Bassetto non era presente.

Hanno dovuto attendere il suo arrivo prima di iniziare i controlli di rito. «Ho chiesto per quale partita Iva fossero venuti ad effettuare il controllo, e li ho spiazzati», spiega Bassetto. In suo “soccorso” sopraggiungono sul posto cinque amici nonchè venetisti del Life. I toni si scaldano soprattutto quando i cinque pretendono di seguire gli uomini dei Nas ad ogni passo nel corso dell’ispezione all’interno del ristorante e alla richiesta di identificazione presentano il loro passaporto veneto. «Eravamo lì solo per vigilare sulle ispezioni in corso» dice Daniele Quaglia del Life. Una situazione tesa al punto che i Nas richiedono l’intervento dei Carabinieri di San Polo di Piave che una volta arrivati placando gli animi e fanno in modo che l’ispezione possa volgere al termine.

«Loro hanno fatto il loro lavoro per carità. Guarda caso l’ultima ispezione risale a circa 9 anni fa. Qualche pensierino l’ho fatto naturalmente a quanto avvenuto con il prefetto. Ma io l’ho detto fin dall’inizio che m’avrebbero mandato il controllo. La cosa più di tanto dunque non mi stupisce. Mi preoccupa piuttosto che mi facciano chiudere l’attività». Quando il prefetto venne fatto accomodare all’esterno del locale nel maggio scorso qualcuno riferì che Marrosu avrebbe pronunciato frasi del tipo «bisogna farlo chiudere questo locale», da lei poi prontamente smentite. Dopo l’ispezione i Nas hanno redatto il loro verbale.

«Devo ancora leggerlo le carte le ho lì, ma mi hanno sequestrato 20 chili di carne e hanno segnalato il fatto che manca l’autorizzazione Usl. Ma non ce l’ho da due annii», continua Bassetto, «Non riesco ad ottenerla solo a causa di un inghippo burocratico legato al fatto che per loro il ristorante farebbe parte del settore turismo anziché del commercio». Ora si tratterà di capire quali le conseguenze di questo verbale. Potrebbero limitarsi ad una multa o nella peggiore delle ipotesi potrebbe essere disposta la chiusura del locale. Un incubo che si ripeterebbe per Bassetto. «Già capitò nel ’94, spesi cento milioni delle vecchie lire, fui costretto a ricorrere al Tar ma alla fine mi diedero ragione».

L’ennesima grana dopo lo scorso 26 maggio quando la storia del ristoratore che caccia il prefetto e il suo cagnolino dal ristorante era sulla bocca di tutti. Alcuni dalla parte di Bassetto. Altri, tra cui l’attivista del Pd, Andrea Zanoni proposero di boicottare il locale. Strascichi di quell’episodio si possono rintracciare ancora su Tripadvisor. Elena di Montegrotto Terme scrive, «Ho visto far alzare una signora a metà cena perché la cameriera ha visto che nella sua borsetta c’era un cagnolino. È una vergogna, non ho visto trattare così neanche i ladri». La donna con il cagnolino nella borsetta era il prefetto Marrosu. «Sapevo che questo controllo sarebbe arrivato», conclude Bassetto, «basta non mi facciano chiudere».
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Re: GIR - grupi de entervento rapido

Messaggioda Berto » gio dic 01, 2016 1:39 pm

CLNV, Plebiscito. eu, LIFE, Gandhi, ła dexobediensa fiscal e łe tàse
viewtopic.php?f=126&t=2423

https://www.facebook.com/groups/2376236 ... 5938237822


Ghemo el dirito ła dixe ła Badii!
L'ognoło dirito lè coeło natural de ła "łexitima difexa fiscal" come alternativa a ła morte par sofegamento da tàse o par sielta połedega; tute łe altre argomanse catà fora da sti toxati no lè stà en pìe gnanca par miracoło (Serenisima, Napoleon, Plebesito 1866 ? No!).
I GIR o grupi de entervento rapido, ke łi xe stà prategà prima da ła LIFE a łi so ani boni, łi va fati co creansa a parte coando ke a ghè viołensa da parte de łi organi del stado come a Tore de Mosto coando ca xe stà fate łe baricade par no lasarghe entrar a łi finansieri ke no łi gheva gnaon dirito de entrar, ła lexitima defexa ła val anca col stado e łi so organi. I Diriti Omàni Ogniversałi łi val senpre! A olte par defendarli a se finise en tribunal, gałera, a l'ospedal o en çimeter.

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... axetin.jpg



GIR
viewtopic.php?f=146&t=740

Rexistensa LIFE a Tore de Mosto
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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -Mosto.jpg

http://www.life.it/1/battaglia-torre-di-mosto
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