CLNV, Plebiscito. eu, LIFE, Gandhi, ła dexobediensa fiscal

CLNV, Plebiscito. eu, LIFE, Gandhi, ła dexobediensa fiscal

Messaggioda Berto » mer nov 30, 2016 8:51 pm

CLNV, Plebiscito. eu, LIFE, Gandhi, ła dexobediensa fiscal e łe tàse

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CLNV, Plebiscito. eu, LIFE, Gandhi, ła dexobediensa fiscal e łe tàse
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https://www.facebook.com/groups/2376236 ... 5938237822

Co se afronta ła dexobediensa çevil, połedega, miłitar e fiscal a cogna esar consepevołi de łe robe, de łe lej e dei risci e cogna esar preparà a soportar łe consegoense.
Le robe da no far ł'è farle a ła càso de can, contarghe bàłe a i altri/fradełi ke łi te vien drio en bona fede e dirghe ciàro coałi ke łi xe i risci, i diriti veri e reałi, łe łej e i reati;
dapò mai lucrarghe/magnarghe sora ke ła saria na dexgràsia par ła caouxa veneta e na trufa beła e bona.

Anca ła dexobediensa a łi angrexi de Gandhi e de łi endiani ła ga conportà risci, soferense, condàne e morti.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: CLNV comitato liberazione nazionale veneto ???

Messaggioda Berto » mer nov 30, 2016 8:53 pm

Incitavano alla disobbedienza fiscale, blitz della Digos dai venetisti
Mercoledì 30 Novembre

http://www.ilgazzettino.it/vicenza_bass ... 12519.html

VICENZA - Blitz anti venetista ordinato dalla procura di Vicenza. Nel mirino una ventina di persone che, sotto la sigla Cnl Veneto, avrebbero organizzato riunioni per la disobbedienza fiscale, nel nome del non riconoscimento dello Stato Italiano.

Le perquisizioni sono scattate all'alba di ieri: la Digos le ha effettuate nelle province di Vicenza, Treviso e Verona. Nel Vicentino avrebbero riguardato sia il capoluogo, sia centri come Marostica, Montecchio, Malo e altri comuni altovicentini, Valdagno, Arzignano. L'accusa è di appartenere a un'associazione a delinquere con violazione di una legge che punisce l'istigazione a ritardare e non effettuare il pagamento delle tasse. L'inchiesta sarebbe nata dopo proteste e attività che avrebbero impedito controlli fiscali in aziende e negozi, o da esercenti, tra Malo, Piovene e e Trissino.

Nelle pagine web e facebook del sedicente Comitato di liberazione nazionale Veneto si legge: «Forze militari dello stato occupante italiano (Digos) irrompevano in casa di esponenti del Comitato di liberazione nazionale Veneto e facenti parte della Autorità nazionale veneta, emanata dallo stesso, con mandati di perquisizione e di sequestro di beni personali (computer, chiavette usb, documenti vari di proprietà degli stessi o di proprietà della Tutela genti venete) con l’accusa di istigazione e divulgazione al popolo veneto di come non pagare le tasse allo stato occupante italiano». «Il Clnv (soggetto di diritto internazionale) - continua la nota venetista - opera in base ai trattati, patti e leggi internazionali ratificate dallo stato Occupante italiano stesso con tanto di Belligeranza per far valere i protocolli aggiuntivi di Ginevra, anch’essi ratificati dallo stato italiano: tutte queste leggi si riferiscono al diritto internazionale all'autodeterminazione dei popoli». E qui il comunicato riporta gli estremi e gli articoli del "Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici” adottato a New York il 19 dicembre 1966 e ratificato dall’Italia con legge n.881 del 25 ottobre 1977".

Lamentando perciò una «grave violazione dei trattati internazionali e dei soggetti dichiaratisi di diritto internazionale in autodeterminazione del popolo veneto per il riconoscimento dello stesso», la nota prosegue spiegando che Clnv e Autorità nazionale veneta già ieri pomeriggio hanno inoltrato all’attenzione dell’alto commissariato dei diritti dell’Uomo (Onu di Ginevra) e alla Croce Rossa internazionale di Ginevra tramite i canali ufficiali fornitici da loro, una denuncia ufficiale dell’accaduto, con copie di documenti di perquisizione, con fermi di polizia nelle questure di Vicenza e Verona. Copia di tutto ciò è stato inviato anche a canali ufficiali del Cremlino». Il comunicato annuncia quindi l'imminente invio delle denunce «a nome di chi ha effettuato le perquisizione e i fermi in questura alla Corte Internazionale dell’Aia».

Questi i nomi degli indagati. Nella Marca trevigiana sono Teresina Zorzi di Asolo e Luigi Arriccio di Castelcucco. Nel Veronese sono Patrizia Badii di Verona e Flavio Resentera di Badia Calavena. La maggior parte sono vicentini: Marco Caltran, Moreno Rigo di Montecchio Maggiore; Francesco Cichellero di Valli; Silvano Santini, Costantino Neresini e Vittorio Angelo Perin di Valdagno; Enrico Carraro di Longare; Erica Scandian di Malo; Orazio Scavazzon di Marostica; Maurizio Bedin, Massimo Panarotto e Gabriele Marco Perucca Orfei di Vicenza; Maurizio Tregnago di Cornedo; Ruggero Peretti e Katia Sanson di Arzignano.





Venetisti anti-fisco, 20 indagati «Istigano a non pagare le tasse»
30 novembre 2016

Perquisizioni a Vicenza, Treviso e Verona


http://corrieredelveneto.corriere.it/ve ... 0747.shtml

VICENZA Una ventina di indagati, 19 perquisizioni, centinaia di documenti cartacei e dispositivi elettronici sequestrati. Sono i numeri (ancora parziali) dell’inchiesta, coordinata dalla procura di Vicenza, che è venuta alla luce martedì con un’imponente operazione condotta dalla polizia di Stato, dai carabinieri e dalla guardia di finanza nelle province di Vicenza, Verona e Treviso. Sotto accusa leader e militanti del duplice «Comitato di liberazione nazionale Veneto», guidati l’uno dalla veronese Patrizia Badii e l’altro dal vicentino Ruggero Peretti, promotori di azioni anti-Fisco in Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

La notizia è trapelata in mattinata attraverso i social network, con un tam-tam che ipotizzava collegamenti con le molotov di Vittorio Veneto (in realtà esclusi): «In questo momento lo stato occupante sta aggredendo come di consuetudine il Comitato Liberazione Nazionale Veneto». Un organismo che, dopo dissidi interni, si è sdoppiato in due entità distinte dai domini web: clnveneto.ch (quello di Badii) e clnveneto.com (quello di Peretti). Entrambi sono citati nei mandati di perquisizione che sono stati notificati a 19 degli indagati sulla base di un decreto legislativo del 1947 che punisce con la reclusione da sei mesi a cinque anni «chiunque con qualsiasi mezzo promuove ed organizza accordi o intese tra i contribuenti al fine di ritardare, sospendere o non effettuare il pagamento di imposte dirette o indirette, ordinarie e straordinarie in esazione».

Conferma il procuratore Antonino Cappelleri: «L’ambiente venetista è attenzionato non per motivi ideologici o politici, ma perché prima in connessione abbastanza stabile e poi in due tronconi, ha organizzato per lungo tempo una sorta di “resistenza tributaria”, in occasione di interventi dei finanzieri e di altri rappresentanti dell’amministrazione fiscale, nonché attraverso incontri di propaganda». Si tratta dell’attività dei cosiddetti «Gir» (Gruppi di intervento rapido), che per loro stessa definizione «garantiscono numericamente sul territorio nazionale veneto una presenza vigile ed immediata contro tutti gli abusi perpetrati da parte di ufficiali giudiziari italiani, Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate ed Equitalia nei confronti di soggetti privati ed imprenditori dichiaratisi di nazionalità veneta e che hanno quindi chiuso il loro rapporto con il fisco italiano».

Precisa il capo della procura di Vicenza: «Questo tipo di opposizione in sé non è mai stata violenta, ma si è comunque caratterizzata per un’opera sistematica di intralcio e istigazione». Nel mirino degli inquirenti, in particolare, due sit-in: a Piovene Rocchette il 19 settembre (contro lo sfratto di una famiglia) e a Malo il 23 settembre (a sostegno di un imprenditore). Inoltre gli indagati avrebbero «istigato i contribuenti a ritardare, sospendere o non effettuare il pagamento di imposte dovute» durante numerose assemblee, «manifestando così il proprio disconoscimento dello Stato italiano», che si sono tenute a Negrar, Pieve di Soligo, Mira, Brugnera, Castelfranco Veneto, Vittorio Veneto, Campolongo Maggiore, Marano Vicentino, Valli del Pasubio, Oderzo, Villa del Conte, Velo d’Astico. Tutte iniziative peraltro pubblicizzate dai due Comitati, che le rivendicano con orgoglio. «La strada è giusta», ha commentato su Facebook il gruppo che fa capo a Peretti, dando conto del sequestro di computer e cartelle. «Siamo un soggetto di diritto internazionale — afferma Badii, già a processo per Tanko 2 — riconosciuto dall’Onu e legittimato a traghettare il popolo veneto verso la sua autodeterminazione. Non a caso ci siamo dichiarati prigionieri di guerra, pur essendo indagati a piede libero, e già nel pomeriggio abbiamo presentato denuncia all’Alto commissariato per i diritti umani e alla Croce rossa internazionale, oltre ad informare pure il Cremlino. Hanno paura di noi, perché abbiamo bloccato cartelle esattoriali per 53 milioni di euro e perché tanti veneti hanno restituito la tessera elettorale. E siccome domenica c’è il referendum, vogliono fermarci...».



Anca sto CLNV el se gheva xa spacà en do:

Rujero Pereti
https://www.facebook.com/ruggero.peretti
Patrisia Badi
https://www.facebook.com/patrizia.badii
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Re: CLNV comitato liberazione nazionale veneto ???

Messaggioda Berto » mer nov 30, 2016 8:54 pm

???

Tasse non pagate Perquisizioni da 19 venetisti

http://www.ilgiornaledivicenza.it/terri ... -1.5318611

La protesta contro le pretese fiscali e tributarie dello Stato ha superato i limiti. La resistenza, in nome della “gens veneta”, contro le forze dell’ordine che devono eseguire sfratti e pignoramenti ha violato la legge. La procura ne è convinta. Per questo ieri ha ordinato 19 perquisizioni a carico di altrettanti venetisti, accusati di aver costituito un’associazione per delinquere allo scopo di istigare i contribuenti a non pagare le tasse. Secondo gli inquirenti, era una banda organizzata quella che si faceva chiamare Comitato di liberazione nazionale (Cnl) del Veneto, che pianificava riunioni offrendo assistenza (a pagamento?) per la disobbedienza fiscale. La ragione di fondo? Il disconoscimento dello Stato italiano.

IL BLITZ. All’alba di ieri, su ordine del procuratore Antonino Cappelleri, le sezioni della procura dei carabinieri e della guardia di finanza, con i poliziotti della Digos, hanno visitato le abitazioni degli indagati, fra Vicentino, Trevigiano e Veronese. (...)


Venetisti, a casa di due veronesi arriva la Finanza
http://www.larena.it/home/provincia/ven ... -1.5319425

Perquisizione anche a Verona nelle abitazioni di due persone accusate di aver costituito una associazione per delinquere allo scopo di istigare i contribuenti a non pagare le tasse: sono Patrizia Badii, di 53 anni, e Flavio Resenterra, di 60.
Diciannove le perquisizioni, compiute tra Vicenza, Treviso e Verona a carico di altrettanti «venetisti».
L’ipotesi sarebbe quella che il Comitato di liberazione nazionale del Veneto pianificasse riunioni offrendo assistenza per la disobbedienza fiscale, con l’obiettivo di disconoscere lo Stato italiano. Nel corso delle perquisizioni, ordinate dal procuratore di Vicenza Antonino Cappelleri, è stata sequestrata numerosa documentazione riguardante il Comitato.
La Procura contesta ad alcuni degli indagati anche il reato di diffamazione, per la pubblicazione nella pagina Facebook del gruppo di accuse contro la Guardia di finanza, filmata durante un controllo, con ingiurie nei confronti dei militari intervenuti. L’inchiesta è partita da due sit-in attuati a Piovene Rocchette il 19 settembre contro lo sfratto di una famiglia e a Malo il 23 settembre a sostegno di un imprenditore.
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Re: CLNV comitato liberazione nazionale veneto ???

Messaggioda Berto » mer nov 30, 2016 8:56 pm

???

Decreto legislativo del 1947
http://www.ilgazzettino.it/vicenza_bass ... 12519.html
Entrambi sono citati nei mandati di perquisizione che sono stati notificati a 19 degli indagati sulla base di un decreto legislativo del 1947 che punisce con la reclusione da sei mesi a cinque anni «chiunque con qualsiasi mezzo promuove ed organizza accordi o intese tra i contribuenti al fine di ritardare, sospendere o non effettuare il pagamento di imposte dirette o indirette, ordinarie e straordinarie in esazione».


https://it.wikipedia.org/wiki/Decreto_legislativo

http://www.treccani.it/enciclopedia/decreto-legislativo
Il decreto legislativo, al pari del decreto-legge, è un atto avente forza di legge adottato dal Governo. Tuttavia, il decreto legislativo si distingue dal decreto-legge perché l’intervento parlamentare non è successivo, ma preventivo, nel senso che il decreto legislativo viene adottato dal Governo soltanto previa legge di delegazione da parte del Parlamento. Il nomen iuris di decreto legislativo è relativamente recente (il primo decreto legislativo che porta tale denominazione è, infatti, il d.lgs. n. 478/1988): sino all’entrata in vigore della l. n. 400/1988, i decreto legislativo rivestivano, infatti, la forma del R.d. (in età statutaria) e poi del d.P.R. (in età repubblicana), ponendo una serie di problemi di identificazione rispetto ai regolamenti, di identica forma. Il decreto legislativo, d’altra parte, non va confuso con i d.lgs.lgt., atti legislativi del Governo adottati tra il 1944 ed il 1946 in virtù del d.l. n. 151/1944, in quanto – a prescindere dal loro discusso inquadramento – non vi è dubbio che essi rientrassero piuttosto nella categoria dei decreti-legge, tant’è che vennero convertiti in legge dall’Assemblea costituente.


https://it.wikipedia.org/wiki/Decreto-legge
Un decreto-legge (pl. decreti-legge e abbreviato in d.l.), anche scritto decreto legge, nell'ordinamento giuridico italiano, è un atto normativo di carattere provvisorio avente forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità e urgenza dal Governo, ai sensi dell'art. 77 e 72 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Entra in vigore immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, ma gli effetti prodotti sono provvisori, perché i decreti-legge perdono efficacia se il Parlamento non li converte in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione. È inoltre regolato ai sensi dell'art. 15 della legge 23 agosto 1988, n. 400. Talvolta viene definito anche come "decreto catenaccio".
I decreti-legge, se non convertiti in legge entro 60 giorni, perdono efficacia sin dall'inizio. La perdita di efficacia del decreto-legge è chiamata "decadenza", che travolge tutti gli effetti prodotti dal decreto-legge. Quando il decreto entra in vigore, esso è pienamente efficace e va applicato; ma se decade, tutto ciò che si è compiuto in forza di esso è come se fosse stato compiuto senza una base legale. Tutti gli effetti prodotti vanno eliminati perché costituiscono, una volta persa la base legale, degli illeciti.


Art 415 CP tałian
https://books.google.it/books?id=JH-OOt ... ti&f=false

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... /415-1.jpg
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Re: CLNV comitato liberazione nazionale veneto ???

Messaggioda Berto » mer nov 30, 2016 9:18 pm

Ensemense e peke venetiste e venesianiste
viewtopic.php?f=183&t=2389


???
Quella scelta dal Comitato di liberazione del Veneto è la decolonizzazione.
Il Comitato di Liberazione Nazionale

Il comitato nazionale del Veneto, che si è schierato immediatamente a fianco di Massimiliano Moscatello, ha dichiarato che: «Massimiliano Moscatello non è un secessionista. La secessione è percorso dei venetisti o di popoli come i Catalani che non hanno possibilità di decolonizzarsi. Moscatello è una semplice persona che, come altre migliaia nel territorio, ha preso coscienza di quali sono le sue origini e quali i suoi diritti di sovranità sul territorio veneto in base al diritto internazionale».

Certo! In questa Italia governata da Renzi, e da Deborah Serracchiani, dovevamo anche assistere ancora all’arresto di persone per bene la cui unica colpa è quella di “resistere passivamente allo stato italiano!”.

Se e parla a questo link Percorso di libertà
http://clnveneto.ch/category/percorso_liberta_clnv

Il percorso legale affinché il Popolo Veneto possa tornare in possesso della propria sovranità sui territori della Nazione Veneta si chiama DECOLONIZZAZIONE. Questa via, riconosciuta dal Diritto Internazionale nei trattati che stabiliscono i prinicipi dell’autodeterminazione dei Popoli, è stata intrapresa per prima dal Popolo Indiano che nel 1947, grazie all’opera del “mahatma” Gandhi, ha ottenuto la liberazione dalla dominazione coloniale inglese. Una decina di anni dopo è iniziata la grande decolonizzazione di intere fette di mondo rimaste ancora in mani europee, americane o giapponesi. Quasi tutto il continente africano e gran parte dell’Asia sud-orientale hanno visto trionfare i movimenti di liberazione nazionale che combattevano per le libertà e i diritti fondamentali di ogni popolo. L’ultimo paese ad avere ottenuto storicamente la “decolonizzazione” è stato Macao, restituito alla Cina, nel 1999.



Gabriele Perruca
https://www.facebook.com/gabriele.perucca

1) Le argomentasion de Peruca no łe sta en pie, łe xe tel memo tenor de coełe de Palmerini; enterpretasion personałi dal tuto arbitrarie e poco coerenti. Sono entrambe persone storicamente poco coscienti e scarsamente preparate, sono presuntuose e arroganti.


A scuminsiare da sta kì:

http://clnveneto.ch/legge-2122010

IL DIFETTO ASSOLUTO DI GIURISDIZIONE DELL’AUTORITÀ ITALIANA
2 marzo 2016 CLN Veneto

Per il diritto internazionale, quando un soggetto prende coscienza della propria nazionalità originaria e si riconosce in uno status discrminante di occupazione straniera, razzista e colonialista può iniziare un percorso individuale etico, morale, culturale, sociale e fiscale che, rapportato all’intero Popolo in autodeterminazione, si chiama nella sua fase esecutiva “DECOLONIZZAZIONE”.

Il Popolo Veneto ha le condizioni storiche e legali di partenza per intraprendere questo percorso e può sfruttare non solo il Diritto Internazionale ma, a differenza di tutti gli altri Popoli della penisola italica, anche una legge in più del Diritto Italiano.

Infatti, per un errore ormai non sanabile da parte dell’amministrazione italiana, dal 13 Dicembre del 2010 lo stato occupante, colonialista e razzista italiana ha emanato il Decreto Legislativo 212 che abroga il Regio Decreto 3300 del 4 Novembre 1866 e la successiva conversione in legge n. 3841 del 18 Luglio 1867 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale Italiana n. 292 del 15/12/2010 – Supplemento Ordinario n. 276), abrogando “de iure” l’annessione dei Territori Veneti (le attuali regioni italiane chiamate Veneto e Friuli Venezia Giulia) e della provincia di Mantova all’Italia.

La suddetta abrogazione del del R.D. 3300 del 4/11/1866 e della sua conversione in legge n. 3841 del 18/07/1867e consente “de iure” direttamente ex lege italiana a tutti quei soggetti che dichiarano la propria nazionalità veneta di mettere in atto il DIFETTO ASSOLUTO DI GIURISDIZIONE DELLO STATO ITALIANO PER MATERIA E PER TERRITORIO e di rigettare tutti gli atti amministrativi italiani.

Lo stato italiano resta comunque presente sui territori veneti con il proprio apparato amministrativo anche dopo l’abrogazione dell’annessione dei territori veneti. Ma ci resta solo “de facto” e nel momento in cui un soggetto rivendica la propria nazionalità pre-unitaria “de iure” lo stato italiano non è più legittimato ad imporre la propria forza coercitiva su questo individuo in autodeterminazione. Per le fonti del diritto internazionale (quindi anche per quello italiano) il “de iure” prevale sempre sul “de facto”: la legge prevale sempre sugli usi e sulle consuetudini.

2) Sta argomansa no ła ga gnaon vałor, lè enfantilmente asurda, parké ła realtà ente ła so conplesetà, no ła canvia abrogando on Decreto par xvista o parké lè stà superà e asorbio da altri vegnesti dopo; anca parké come ke lè stà abrogà dal Poder el Poder el pol ripristinarlo.

3) Peruca el trà fora el somexo de Gandhi, ma a łeberar l'India non lè stà Gandhi ma ła mobiłitasion e ła rivolta del popolo endian; Gandhi el ga vesto el merito de ver xvejà e ognio łi endiani ente on fronte ognoło contro l'opresion angrexe.

4) Anca el paragon de ła condision veneta sojeta al stado tałian, co ła cołonixasion/decołonixasion endiana e afregana no ła stà en pie.

5) N'altra ensemensa de Peruca e del so CLN lè coeła so i confini de ła Tera Veneta e so l'edentetà połedega dei Veneti ke luri łi confonde co ła suditansa venesiana drento el mito de Venesia:

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... Veneto.jpg

6) Anca sta ensemensa enfantil de revolxarse a coalké Pàrono/Patrono come on Santo (San Marco) o al Papa o a l'ONU, pitosto ke al Popolo Veneto (ke lè l'ognolo a ver el dirito e ła forsa de deçidar) lè on segno de l'encosiensa, de l'encoerensa, de sti pori veneti ke łi se crede de tegner en man ła ciave del Paradixo o de ła łebertà dei Veneti.
http://clnveneto.ch/documento-fondazione-comitato-clnv

???
http://clnveneto.ch/documento-fondazione-comitato-clnv

7) Sti personaj łi xe cusì ciapà da luri memi ke łi se ga dexmentegà del Popolo Veneto, łi xe cusì envaxà de luri memi ke łi crede de esar luri el Popoło Veneto.

8) Ma no xe łe ciacołe de coalke envaxà venesianista, de coatro połedeganti caregari o de 3 avogadori ke posa canbiar łe robe, ma xe ła vołontà de łe xenti venete, de ła pì parte de coel Popoło Veneto ke łuri łi scanvia par calcosa de altro.

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... ti-oro.jpg

9) Anca Peruca, come Palmerini e gran parte dei venetisti venesianisti par ke no łi gapie gnaona cosiensa
de łe responsabiłità e de łe colpe dei veneti venesiani e dei veneti de tera so ł'andamento de ła storia ke ne ga portà prima a esar envaxi e depredà da Napoleon e suditi de ła so França enperial e dapò siditi de l'Aostria e de ła Tałia savoiarda.

Na bona połedega lè senpre coeła de ridur i dani, de no xontar dexgràsie a dexgràsie, de no far star pexo ła to xente, de no farghe perdar tenpo e skei, de no crear inutiłi atriti e frision col "nemigo-ocupante".
Se se ga da far ati de dexobediensa çivil łi se ga da far co criterio e ke łi produga coalke bon efeto par tuti e no lomè dixajo par coalkedon e łi ga da esar ati cołetivi de màsa, nesun el ga da ndar a scontrase e a farse mal par gnente.
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Re: CLNV comitato liberazione nazionale veneto ???

Messaggioda Berto » mer nov 30, 2016 10:14 pm

???

http://clnveneto.ch/struttura-clnv

LA STRUTTURA DEL C.L.N.V.
COMITATO LIBERAZIONE NAZIONALE VENETO


Il C.L.N.V. (Comitato Liberazione Nazionale Veneto) è legalmente costituito e dichiarato presso la O.N.U.

La sua struttura è tipicamente veneta con cariche pro-tempore ed un organo decisionale, la “Quarantia Etica” che lavora con un’unica finalità che è l’ottenimento della Decolonizzazione dei Territori Veneti occupati dall’Italia.

Attualmente il CLNV è formato da una 40 di persone operative così organizzate:

...

Comunicato Stampa 1264/2016


Questa mattina, il 29 Novembre alle ore 7.15, forze militari dello stato occupante italiano (DIGOS) irrompevano in casa di esponenti del COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE VENETO e facenti parte della AUTORITA’ NAZIONALE VENETA emanata dallo stesso con mandati di perquisizione e di sequestro di beni personali (Computer, chiavette Usb, documenti vari di proprietà degli stessi o di proprietà della TUTELA GENTI VENETE) con l’accusa di Istigazione e Divulgazione al Popolo Veneto di come non pagare le tasse allo stato OCCUPANTE ITALIANO.


Il CLNV (soggetto di diritto internazionale) opera in base ai TRATTATI, PATTI, e LEGGI internazionali ratificate dallo stato Occupante italiano stesso con tanto di Belligeranza per far valere i protocolli aggiuntivi di Ginevra, anch’essi ratificati dallo stato italiano, tutte queste leggi si riferiscono al DIRITTO INTERNAZIONALE SULL’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI.
Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici” adottato a New York il 19 dicembre 1966 - ratificato dall’Italia con legge n.881 del 25 ottobre 1977;
Articolo 1
1. Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.
2. Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla cooperazione economica internazionale, fondata sul principio del mutuo interesse, e dal diritto internazionale. In nessun caso un popolo può essere privato dei propri mezzi di sussistenza.
3. Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli che sono responsabili dell'amministrazione di territori non autonomi e di territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuovere 1' attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformità alle disposizioni dello Statuto delle Nazioni Unite.
Detto ciò, si evince che l’operazione perpetrata stamane mattino nelle abitazioni dei componenti del CLNV è una grave violazione dei trattati internazionali e dei soggetti dichiaratosi di diritto internazionale in autodeterminazione del popolo veneto per il riconoscimento dello stesso, e il diritto a rivendicare la sovranità della nazione veneta.
Il COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE VENETO e AUTORITA’ NAZIONALE VENETA rendono noto che già oggi pomeriggio è stato inoltrato all’attenzione all’alto commissariato dei diritti dell’Uomo (ONU di Ginevra) e alla CROCE ROSSA INTERNAZIONE di Ginevra tramite i canali ufficiali fornitici da loro, una denuncia ufficiale dell’accaduto, con copie di documenti di perquisizione, con fermi di polizia nelle questure di Vicenza e Verona, per informarli delle gravi violazioni perpetrate ai soggetti di diritto internazionale in autodeterminazione e delle gravi violazioni perpetrate per l’ennesima volta dei trattati nazionali ratificati dall’Occupante Italiano. Copia di questo è stato inviato anche a canali ufficiali del Cremlino.
Nella giornata di domani partiranno le denunce a nome di chi ha effettuato le perquisizione e fermi in questura alla Corte Internazionale dell’AIA.
Certo è, che questa azione malavitosa, è stata fatta appositamente dallo stato italiano per screditare e voler minare il percorso Legittimo e LEGALE del comitato di Liberazione nazionale veneto, unica entità di diritto internazionale come da protocolli e leggi internazionali. Ufficio Stampa CLNV ...


https://www.facebook.com/clnveneto

https://www.facebook.com/clnveneto/post ... 19420273:0

DECOLONIZZAZIONE DEI VENETI - Live stream di CLNV a Schio (VI) @ Hotel Noris
https://www.youtube.com/watch?v=RR-0ZKExExc&app=desktop
Trasmesso dal vivo in streaming il 22 nov 2016
Serata informativa sulla decolonizzazione dei veneti permessa dai trattati internazionali e dal diritto internazionale grazie al Comitato Liberazione Nazionale Veneto a Schio presso l'Hotel Noris.
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Re: CLNV comitato liberazione nazionale veneto ???

Messaggioda Berto » mer nov 30, 2016 10:36 pm

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... oveghe.jpg


http://clnveneto.ch/struttura-clnv

LA STRUTTURA DEL C.L.N.V. COMITATO LIBERAZIONE NAZIONALE VENETO

Il C.L.N.V. (Comitato Liberazione Nazionale Veneto) è legalmente costituito e dichiarato presso la O.N.U.

La sua struttura è tipicamente veneta con cariche pro-tempore ed un organo decisionale, la “Quarantia Etica” che lavora con un’unica finalità che è l’ottenimento della Decolonizzazione dei Territori Veneti occupati dall’Italia.

Attualmente il CLNV è formato da una 40 di persone operative così organizzate:

...

Comunicato Stampa 1264/2016
Questa mattina, il 29 Novembre alle ore 7.15, forze militari dello stato occupante italiano (DIGOS) irrompevano in casa di esponenti del COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE VENETO e facenti parte della AUTORITA’ NAZIONALE VENETA emanata dallo stesso con mandati di perquisizione e di sequestro di beni personali (Computer, chiavette Usb, documenti vari di proprietà degli stessi o di proprietà della TUTELA GENTI VENETE) con l’accusa di Istigazione e Divulgazione al Popolo Veneto di come non pagare le tasse allo stato OCCUPANTE ITALIANO.
Il CLNV (soggetto di diritto internazionale) opera in base ai TRATTATI, PATTI, e LEGGI internazionali ratificate dallo stato Occupante italiano stesso con tanto di Belligeranza per far valere i protocolli aggiuntivi di Ginevra, anch’essi ratificati dallo stato italiano, tutte queste leggi si riferiscono al DIRITTO INTERNAZIONALE SULL’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI.
Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici” adottato a New York il 19 dicembre 1966 - ratificato dall’Italia con legge n.881 del 25 ottobre 1977;
Articolo 1
1. Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.
2. Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali senza pregiudizio degli obblighi derivanti dalla cooperazione economica internazionale, fondata sul principio del mutuo interesse, e dal diritto internazionale. In nessun caso un popolo può essere privato dei propri mezzi di sussistenza.
3. Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli che sono responsabili dell'amministrazione di territori non autonomi e di territori in amministrazione fiduciaria, debbono promuovere 1' attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformità alle disposizioni dello Statuto delle Nazioni Unite.
Detto ciò, si evince che l’operazione perpetrata stamane mattino nelle abitazioni dei componenti del CLNV è una grave violazione dei trattati internazionali e dei soggetti dichiaratosi di diritto internazionale in autodeterminazione del popolo veneto per il riconoscimento dello stesso, e il diritto a rivendicare la sovranità della nazione veneta.
Il COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE VENETO e AUTORITA’ NAZIONALE VENETA rendono noto che già oggi pomeriggio è stato inoltrato all’attenzione all’alto commissariato dei diritti dell’Uomo (ONU di Ginevra) e alla CROCE ROSSA INTERNAZIONE di Ginevra tramite i canali ufficiali fornitici da loro, una denuncia ufficiale dell’accaduto, con copie di documenti di perquisizione, con fermi di polizia nelle questure di Vicenza e Verona, per informarli delle gravi violazioni perpetrate ai soggetti di diritto internazionale in autodeterminazione e delle gravi violazioni perpetrate per l’ennesima volta dei trattati nazionali ratificati dall’Occupante Italiano. Copia di questo è stato inviato anche a canali ufficiali del Cremlino.
Nella giornata di domani partiranno le denunce a nome di chi ha effettuato le perquisizione e fermi in questura alla Corte Internazionale dell’AIA.
Certo è, che questa azione malavitosa, è stata fatta appositamente dallo stato italiano per screditare e voler minare il percorso Legittimo e LEGALE del comitato di Liberazione nazionale veneto, unica entità di diritto internazionale come da protocolli e leggi internazionali. Ufficio Stampa CLNV ...



https://www.facebook.com/clnveneto

https://www.facebook.com/clnveneto/post ... 19420273:0


???
https://www.youtube.com/watch?v=RR-0ZKExExc&app=desktop
Trasmesso dal vivo in streaming il 22 nov 2016
Serata informativa sulla decolonizzazione dei veneti permessa dai trattati internazionali e dal diritto internazionale grazie al Comitato Liberazione Nazionale Veneto a Schio presso l'Hotel Noris.

Anesion del Veneto a el stado talian - el plebesito trufa
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Re: CLNV comitato liberazione nazionale veneto ???

Messaggioda Berto » mer nov 30, 2016 10:49 pm

???

https://www.youtube.com/watch?v=XpRQiH_hZz0

El mito de Venesia lè n'entrigo par l'endependensa veneta
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Re: CLNV comitato liberazione nazionale veneto ???

Messaggioda Berto » gio dic 01, 2016 9:13 am

Il diritto di non pagare le tasse
Pubblicato 30 novembre 2016 | Da daniele

http://www.life.it/1/il-diritto-di-non-pagare-le-tasse


I trattati internazionali che gli Stati ratificano hanno valore vincolante e non si vede il perché non lo dovrebbero avere, quello che essi firmano diventa Legge di rango superiore per quegli Stati. Se in qualunque maniera i trattati fossero confliggenti con norme preesistenti, gli Stati che hanno adottato quei trattati hanno l’obbligo di attenersi a questi e l’Italia lo ha esplicitamente previsto con l’art.10 della Costituzione.

Quando è lecito non pagare le tasse ce lo suggerisce uno di questi trattati.

La legittima pretesa di non pagare le tasse è prerogativa di un popolo in fase di autodeterminazione e il Popolo Veneto si trova in questa fase da almeno 10 anni, da quando LIFE-APV ha ufficialmente diffidato lo Stato italiano ad abbandonare il territorio Veneto con i successivi percorsi delle citazioni in Giudizio dei Vertici dello Stato italiano, con il ricorso a Strasburgo, con le elezioni del 2009, con la costituzione di un Parlamento e di un Governo Veneto, con la costituzione della Po£isia Veneta, tale pretesa è una eventualità espressamente prevista dal Trattato Internazionale sui Diritti Civili e Politici

L’art. 1.2 della parte prima cita: “Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente delle proprie ricchezze …………. In nessun caso un popolo può essere privato dei propri mezzi di sussistenza”.

È ancora più perentorio quanto previsto dalla risoluzione 2625 del 24 ottobre 1970 della Assemblea Generale ONU “Gli Stati devono astenersi dall’esercitare azioni di forza volte a privare i popoli cui questa dichiarazione si riferisce, del loro diritto alla libertà, all’indipendenza e all’autodeterminazione. Nella resistenza che tali popoli opporranno …….. avranno diritto di chiedere e ottenere aiuto dalla comunità internazionale in accordo con i principi e gli scopi della Carta delle Nazioni Unite.

Le sceneggiate in stile napoletano (*) delle Questure e Prefetture a carico della Po£isia Veneta e ora del CLNV hanno il solo scopo di intimidire l’opinione pubblica veneta nella speranza che ciò sia sufficiente per tenere a bada l’aspirazione all’indipendenza.

Non illudiamoci però che tutto possa svolgersi come nelle favole, perché questi nemici, infidi occupanti, hanno dimostrato nella loro centocinquantennale storia una vile propensione criminale con eccidi, distruzioni, deportazioni all’atto dell’annessione del Sud; attori di due guerre mondiali iniziate con un alleato poi tradito e terminate da alleati del nemico iniziale; capaci di stragi di civili inermi come a Bologna e a Piazza Fontana.

Questo Stato ha dichiarato guerra ai principi internazionali che ha ratificato facendoli propri; ha dichiarato guerra al Diritto di Autodeterminazione del Popolo Veneto; è un’entità senza onore e senza gloria

Ma il Popolo Veneto può vincerla, questa guerra, senza morti e senza spargimento di sangue semplicemente “disponendo liberamente delle proprie ricchezze …” come previsto nel Trattato in questione rifiutandosi lecitamente di trasferire le sue risorse all’illegittimo occupante, NON PAGANDO LEGITTIMAMENTE LE TASSE!

Sarà difficile farglielo capire, ma quando avranno le casse vuote saranno indotti a più miti consigli.

Daniele Quaglia

(*) Prima di entrare a Napoli, Garibaldi, dovette sostituire i funzionari della Questura, borbonici, con i più “fidati” camorristi che divennero padroni delle istituzioni; Ciò avvenne in tutto il Sud. Una breve riflessione su questo fatto e la sua proiezione nell’attualità odierna potrebbe chiarire molti aspetti conturbanti di questo Stato.

Qui sotto alcuni volantini LIFE del 2008

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... E-tase.jpg



Alberto Pento

Caro Coaja, no xe purpio cusì, ła xe lomè na to enterpretasion e ła ga ła peca de esar suportà da poki ma poki veneti parké ła majoransa dei veneti łi ła pensa difarente e łi sente tałiani e en dover de pagar łe tàse al stado tałian.
Prasiò ła tua łè na łebara sielta parsonal e te ga da esar cosiente dei risci ca te cori e ca core tuti coełi ke no paga łe tase e ke vioła ła łeje tałiana; co te fe propaganda de no pagar łe tàse te ghè da dir ke no pagandołe se riscia de viołar ła łeje tałiana e de esar condanai dal stado tałian ... a presindar da łe to enterpretasion e considerasion sol to dirito e sol dirito dei veneti.
No se pol dirghe a łia ltri ke ła łeje enternasional łè da la to parte e da ła parte dei veneti, ke no pagar xe łegal e ke no se riscia gnante.

L'ognoła manera "legal" par no pagar łe tàse lè no ver i skei, no ver łe posebełetà 'conomego-finansiare par pagarle.
Dapò come bataja połedega te pol no pagarle ma te ghè da spetarte de esar condanà e de pagar łe consegoense e par coretesa tuti coełi ke parteçepa a sta bataja połdega łi ga da esar cosienti de coel ke łi fa e de coel ke łi riscia; scondergheło e dirghe ke no łi riscia gnente lè on crimine contro i veneti.




No confondemo ła łegałetà e ła so justisia co ła morałetà e ła so justisia; a 'olte ła łegałetà ła pol esar moralmente enjusta.
El lavoro nero de on dixocupà ke nol ga altro par magnar e vivar el sarà xlegal ma lè moral come ke moral lè el laoro nero de on laorador dependente o aotonomo ke de paga el ciapa na mexeria; anca i judiçi tałiani łi ga sentensià ke no xe punibiłe kel enprendidor ke 'vendo poki skei el prefarise pagar i dependenti e no versar l'IVA.



Non versò l'Iva per pagare i dipendenti: assolto in Cassazione
L'imprenditore di Badia Polesine preferì pagare gli arretrati ai dipendenti, rischiando la morosità. Ora la Cassazione gli dà ragione
Claudio Cartaldo - Gio, 15/10/2015
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 83081.html


Ferrara, imprenditore non paga l’Iva per versare stipendio dipendenti: assolto
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03 ... to/1491341


Non paga l’Iva per colpa della crisi: assolto. Aumentano i casi
Se l'Iva non viene pagata per colpa della crisi, si può essere assolti in sede penale: è evasione di sopravvivenza
8 settembre 2015
http://quifinanza.it/tasse/evasione-di- ... o-iva/2906

Si definisce "evasione di sopravvivenza" e le sentenze pilota che assolvono gli imprenditori per questo genere di reato sono in aumento.
Non pagare l’Iva perché stretti dalla crisi economica potrebbe non costituire un illecito penale, se si dimostra al Giudice che non mancò la volontà di adempiere ai doveri con il Fisco, ma soltanto la possibilità materiale di farlo. A maggior ragione nel caso in cui il creditore, cioè lo Stato attraverso l’Agenzia delle Entrate, risulta essere il primo debitore dell’azienda ‘incriminata’.
I CASI
L’ultimo riconoscimento giuridico dell‘evasione da sopravvivenza, si riferisce al caso di Pierino Fratallone, un imprenditore aostano titolare di un negozio di giocattoli. L’uomo è stato prosciolto dall’accusa di non aver versato 76mila euro di Iva perché la Corte ha riconosciuto che "il fatto non sussiste". Secondo l’avvocato dell’imprenditore, il giudice ha asserito che "non c’è stata la volontà di omettere il versamento, ma esso non era possibile per cause di forza maggiore dovute alla crisi dell’aziendale".

Epilogo analogo per un imprenditore milanese, accusato di aver evaso l’Iva per 180mila euro. È la storia del titolare di un’impresa informatica, inizialmente condannato a 6 mesi di reclusione per omessa dichirazione di Iva, assolto dopo il ricorso dei legali. Anche in questo caso il giudice ha ritenuto che mancasse la "volontà di omettere il versamento". Nel processo, hanno spiegato i legali Luigi Giuliano Martino e Marco Petrone, si è cercato di dimostrare che l’imprenditore aveva evaso l’imposta "a causa della difficile situazione economica dell’impresa e, più in generale, della crisi finanziaria del Paese".

Sempre nel 2013, una precedente sentenza assolveva un imprenditore, residente in provincia di Treviso e amministratore delegato di un’impresa di Marcon. Il caso è ancora più paradossale poiché l’azienda si è trovata impossibilitata a saldare il proprio debito IVA con l’Agenzia delle Entrate poiché i soldi delle fatture emesse non erano ancora stati incassati. E il saldo doveva pervenire in buona parte dai pagamenti di alcuni Comuni debitori. Purtroppo lo Stato fa presto a chiedere, ma spesso fatica a saldare i propri debiti…

Un’altra sentenza era stata emessa dal giudice Angelo Maria Socci del tribunale di Terni, il quale aveva assolto un imprenditore titolare di un’agenzia di vigilantes in Umbria, che, sempre a causa della crisi economica, non aveva potuto versare l’Iva nei termini di legge, per un ammontare di oltre 196mila euro. Anche in questo caso il ‘cattivo debitore’ era un ente pubblico per conto del quale la sua ditta aveva effettuato alcuni lavori e che non aveva ancora corrisposto i pagamenti.

Qualche anno fa toccò a un imprenditore edile di Firenze, che non versò 176mila euro di Iva. Su richiesta del pm, il gip emise un decreto penale di condanna da 7.500 euro. L’imprenditore fece ricorso. Aveva un appalto importante ma gli era stata pagata solo la metà dell’importo, cifra che l’uomo preferì destinare agli stipendi dei dipendenti e ai fornitori, anche per finire in tempo il lavoro e non dover pagare, addirittura, una penale.
Anche in questo caso fu assoluzione per "carenza dell’elemento psicologico". "Il processo penale – spiega il giudice – impone di valutare e di provare la volontarietà dell’omissione, volontarietà che nel caso di specie non sussiste, causa la crisi finanziaria che ha posto" l’imprenditore "in una condizione di illiquidità".

Non si è salvato invece un imprenditore di Bergamo, reo di aver evaso 150mila euro di Iva perché la sua azienda è in crisi di liquidità, ma comunque condannato a 2 mesi di prigione. Una condanna poi commutata in una multa di oltre 3mila euro. Evasione di sopravvivenza ‘perdonata’ dalla giurisprudenza. Ma anche no.


La giurisprudenza in tema di omesso versamento Iva
novembre 25, 2016
http://www.dirittoinformazione.it/la-gi ... amento-iva
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Re: CLNV comitato liberazione nazionale veneto ???

Messaggioda Berto » gio dic 01, 2016 11:41 am

Co se afronta ła dexobediensa çevil, połedega, miłitar e fiscal a cogna esar consepevołi de łe robe, de łe lej e dei risci e cogna esar preparà a soportar łe consegoense.
Le robe da no far ł'è farle a ła càso de can, contarghe bàłe a i altri/fradełi ke łi te vien drio en bona fede e dirghe ciàro coałi ke łi xe i risci, i diriti veri e reałi, łe łej e i reati;
dapò mai lucrarghe/magnarghe sora ke ła saria na dexgràsia par ła caouxa veneta e na trufa beła e bona.



Anca ła dexobediensa a łi angrexi de Gandhi e de łi endiani ła ga conportà risci, soferense, condàne e morti.

https://it.wikipedia.org/wiki/Disobbedi ... ciet%C3%A0)
La disobbedienza civile è una forma di lotta politica, attuata da un singolo individuo o più spesso da un gruppo di persone, che comporta la consapevole violazione di una precisa norma di legge, considerata particolarmente ingiusta, violazione che però si svolge pubblicamente, in modo da rendere evidenti a tutti e immediatamente operative le sanzioni previste dalla legge stessa.

https://it.wikipedia.org/wiki/Disobbedi ... le_(saggio)


https://it.wikipedia.org/wiki/Resistenza_fiscale
La resistenza fiscale, protesta fiscale o sciopero fiscale è un gesto di ribellione consistente nel rifiuto di pagare le tasse allo Stato. Tale gesto è spesso dovuto ad una forte opposizione a determinate politiche del governo, sia da un punto di vista civile che economico, oppure un'opposizione allo Stato in quanto istituzione in sé (gesto spesso attuato da movimenti anarchici). Molti resistenti fiscali storici sono stati dei pacifisti, oppure particolari movimenti religiosi, come i quaccheri.
Questa "tecnica" è stata spesso usata anche da movimenti e personaggi nonviolenti, come ad esempio Mahatma Gandhi e Martin Luther King.
Il primo caso riconosciuto di resistenza fiscale avvenne nel I secolo a.C., quando degli zeloti residenti in Giudea si rifiutarono di pagare le tasse imposte dall'Impero romano. I fomentatori di questa protesta fiscale vennero torturati ed uccisi, come testimoniato dalla stessa Bibbia.
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