Siria

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Messaggioda Berto » gio feb 27, 2014 8:24 am

Siria
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Siria:fiume di profughi in fila per cibo - Il dramma in una foto che fa il giro del mondo

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 50187.html

(ANSA) - ROMA, 26 FEB - Un fiume composto di donne e uomini ammassati gli uni sugli altri - circondati, quasi sorretti dalle macerie di quel che resta del campo palestinese di Yarmouk, vicino a Damasco - fanno la fila per ricevere un pò di cibo da un'agenzia dell'Onu, l'Unrwa. Il momento, dai toni epici, è immortalato in una foto tanto vera quanto sconvolgente scattata il 31 gennaio del 2014. Protagonista indiscussa di questo scatto è la fame di migliaia di profughi intrappolati nelle pieghe della guerra siriana.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... ?idPhoto=1

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El caxo Siria e łi so migranti
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Il caso Siria e l'esodo dei siriani
Il caso Siria e l'esodo della sua gente
https://www.facebook.com/groups/altridi ... 2466384098




Nella intricata e torbida questione siriana, come orientarsi e con chi stare?
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Re: Siria

Messaggioda Berto » lun apr 14, 2014 10:16 pm

I gas en Siria


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Mi a credo ke li onti taliani li dopararia i gas anca co naltri veneti!
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Re: Siria

Messaggioda Berto » ven apr 18, 2014 11:17 am

Anche gli italiani hanno adoperato il gas e il lanciafiamme in africa

http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_d'Etiopia

L'Imperatore d'Etiopia Hailé Selassié denunciò di fronte alla Società delle Nazioni l'uso da parte dell'esercito italiano di armi chimiche contro la popolazione etiope con queste parole nel suo discorso del 12 maggio 1936:

« [...] È mio dovere informare i governi riuniti a Ginevra, in quanto responsabili della vita di milioni di uomini, donne e bambini, del mortale pericolo che li minaccia descrivendo il destino che ha colpito l'Etiopia. Il governo italiano non ha fatto la guerra soltanto contro i combattenti: esso ha attaccato soprattutto popolazioni molto lontane dal fronte, al fine di sterminarle e di terrorizzarle. [...] Sugli aeroplani vennero installati degli irroratori, che potessero spargere su vasti territori una fine e mortale pioggia. Stormi di nove, quindici, diciotto aeroplani si susseguivano in modo che la nebbia che usciva da essi formasse un lenzuolo continuo. Fu così che, dalla fine di gennaio del 1936, soldati, donne, bambini, armenti, fiumi, laghi e campi furono irrorati di questa mortale pioggia. Al fine di sterminare sistematicamente tutte le creature viventi, per avere la completa sicurezza di avvelenare le acque e i pascoli, il Comando italiano fece passare i suoi aerei più e più volte. Questo fu il principale metodo di guerra. [...] A parte il Regno di Dio, non c'è sulla terra nazione che sia superiore alle altre. Se un governo forte acquista consapevolezza che esso può distruggere impunemente un popolo debole, quest'ultimo ha il diritto in quel momento di appellarsi alla Lega delle Nazioni per ottenere il giudizio in piena libertà. Dio e la storia ricorderanno il vostro giudizio. [...] »
(Estratto del discorso di Hailé Selassié alla Società delle Nazioni, 30 giugno 1936[34].)



La pianificazione operativa italiana dell'attacco all'Etiopia prevedeva fin dall'inizio la possibilità dell'impiego delle armi chimiche, in particolare gas asfissianti; il deposito principale venne organizzato a Sorodocò dove il "servizio K" dell'esercito ammassò tra l'aprile 1935 e il maggio 1936 6.170 quintali di fosgene, cloropicrina, iprite, arsina, lewisite, oltre a 84.000 maschere antigas. Anche il generale Graziani considerava l'impiego di armi chimiche: l'8 settembre 1935 richiese infatti al generale Baistrocchi l'invio nel suo settore di 55.000 maschere e 60.000 proiettili d'artiglieria, bidoni a scoppio, candele e bombe a mano caricate con aggressivi chimici e gas lacrimogeni.

In realtà Mussolini fin dalle direttive del 31 dicembre 1934 indirizzate al capo di stato maggiore, generale Badoglio, aveva previsto in modo esplicito, dopo aver stabilito che l'obiettivo della guerra avrebbe dovuto essere "la conquista totale dell'Etiopia", l'uso dei gas, scrivendo di necessità di raggiungere la "superiorità assoluta di artiglierie di gas".
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Re: Siria

Messaggioda Berto » dom nov 15, 2015 7:55 pm

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Re: Siria

Messaggioda Berto » mar dic 01, 2015 6:45 pm

Il poeta siriano Adonis: "Islam violento, è la sua natura"
In una intervista al Corriere, l'autore di Violenza e Islam Ali Ahmad Sa’id: "L'Islam nasce come una religione di conquista"
Claudio Cartaldo - Lun, 30/11/2015

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/poe ... 99734.html

Non usa mezzi termini Ali Ahmad Sa’id, 85 anni, in arte Adonis. Lui il mondo islamico lo conosce bene, essendo nato e vissuto in quella Siria ora terra di conquista dell'Isis.
Ne è convinto: "Verrà sconfitto". Ma, aggiunge, non sono i radicalisti il problema, piuttosto l'Islam stesso che "nasce come una religione di conquista. E nelle conquiste la violenza è inevitabile". Il suo libro "Violenza e Islam" uscità il 3 dicembre anche nelle librerie italiane e ad oggi è il più venduto in Francia.
L'esistenza di un Islam moderato, dunque, perde consistenza nelle parole di Adonis. E dalla sua bocca escono parole di riconoscimento all'operato di Putin. "Sì, sostengo la politica della Russia, sicuro! Sostengo la Russia, perché colpisce l’Isis".
Nessun dubbio, anche se la Russia sostiene quel Bashar Al-Assad che lui stesso ha combattuto in tempi passati. "Non lo ho mai sostenuto - dice - Ho detto soltanto che il problema non è la persona, quanto il sistema, la mentalità, la cultura. L’Occidente vuole imporre un presidente alla Siria, decidere al posto dei siriani. Io credo che sia il popolo a dover scegliere, a dire sì o no. Un presidente non può essere imposto dall’esterno.
Spetta al popolo, attraverso libere elezioni".
L'accusa principale è contro l'Europa e gli Stati Uniti che "non s’interessano agli esseri umani nei Paesi arabi. Questo potrebbe voler dire che l’Occidente detesta i musulmani, li utilizza e basta. Però io non sono un politico e non voglio parlare di politica". "Prima ancora - aggiunge - gli americani hanno creato Al Qaeda e poi, con la caduta di Saddam Hussein in Iraq, alcuni Paesi arabi hanno finanziato e armato i jihadisti.
Ma neanche gli Stati Uniti sono del tutto estranei". La colpa maggiore dell'Occidente, poi, è quella di essere "stati in silenzio di fronte alla devastazione dell’Iraq e della Siria, due Paesi che sono all’origine della nostra civiltà.
L’errore è di identificare i popoli con i loro regimi e abbandonarli al saccheggio e alla barbarie dei terroristi.
Lo stesso sta accadendo ora in Yemen, e non parliamo della Libia. Senza dimenticare la Turchia e il suo ruolo criminale. La comunità internazionale si è svegliata soltanto ora, dopo quanto accaduto a Parigi.
Con 10 anni di ritardo".
La riflessione si sposta poi sulla violenza espressa dall'Islam: "Esiste anche in altre religioni, certamente: il filosofo René Girard, da poco scomparso, era l’autore più importante su questo tema. Ma oggi il problema è con l’Islam, nel nome del quale Isis e compagni perpetrano i loro attacchi.
Nel seno dell’Islam c’è l’Islam, mentre il Cristianesimo comprende varie confessioni, cattolica, protestante, ortodossa.
Nell’Islam esiste l’ortodossia dei sunniti, che accettano soltanto una lettura letterale del Corano. Senza interpretazioni metaforiche o simboliche.
Per questo non c’è spazio per arte e poesia tra gli ortodossi, c’è soltanto la giurisprudenza.
La cultura del potere e della sua conservazione, a qualunque costo.
L’Islam nasce proprio come religione di conquista. E, nelle conquiste, la violenza è inevitabile".
L'unica soluzione, quindi, è la guerra: "Dietro i kamikaze - dice Adonis - c’è gente ben organizzata e ben pagata. L’Isis è diventato uno Stato, con un budget più importante di quello di molti governi arabi. Alle sue spalle ci sono regimi ben noti a tutto il mondo. L’Europa deve svegliarsi e fare la guerra a questa organizzazione psicopatica finché non avrà sterminato i selvaggi.
Che non vanno confusi con i musulmani: aggredire una donna in metrò perché velata, come è successo, è un tragico errore.
Le donne vanno aiutate a strapparsi il velo, a trovare un lavoro. Perché una donna che trova lavoro è una donna libera".
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Re: Siria

Messaggioda Berto » mer dic 02, 2015 2:04 pm

Sammy Basso
15 novembre alle ore 13:18

https://www.facebook.com/permalink.php? ... 3011998591

Ho letto vari post su Facebook a proposito dell'attentato parigino!
Non voglio dire la mia opinione, la sapete già, poiché più volte ho parlato dell'Isis! Volevo fare chiarezza su alcune cose però, "rispondere" a certi luoghi comuni:

1) C'è chi giustifica l'Isis dicendo che si vendicano dei bombardamenti a loro fatti dagli europei. A parte che bombardare civili non è la soluzione, ma faccio notare che i siriani, nella guerra civile, non sono stati bombardati dagli occidentali. Gli occidentali hanno appoggiato strategicamente, come truppe di supporto e non di attacco, la rivolta dei ribelli contro Assad, e tutti erano d'accordo poiché Assad era un tiranno. I ribelli però, erano siriani e stranieri islamici, da cui poi è nata l'Isis. La parte di siriani che si sono schierati con l'Isis, si sono schierati con gli stessi che hanno ucciso le loro famiglie, e gli altri membri dell'Isis sono persone che con la Siria non hanno niente a che fare, ma hanno visto un focolare da dove instaurare il loro regno di terrore.

2) c'è chi dice che la Francia non doveva bombardare l'Isis, d'accordo, la guerra non è MAI bella, ma ricordiamo che la Francia ha attaccato un Governo con cui era già in guerra, e non è stata la Francia ad iniziarla.

3) c'è chi dice che l'Italia non è in guerra...sbagliato! Nel suo primo discorso pubblico, Abu Bakr al Baghdadi, ha dichiarato guerra all'Italia, dicendo che avrebbe conquistato Roma. Secondo la legge italiana una dichiarazione di guerra implica immediato stato di guerra con quello stato...sì, potremo già legalmente essere sottoposti a legge marziale...e sì, siamo in guerra.

4) c'è chi dice che i controlli più ferrati sono una negazione dei diritti...ma le norme e la legge afferma che per sicurezza nazionale si deve procedere con controlli verso sospetti. Certo, in questo caso bisognerebbe analizzare tutti gli imam, le moschee, tutti i musulmani...(lasciamo perdere l'eterna questione islam moderato esiste o no, di musulmani moderati ne esistono e ne conosco), ecco io credo che tutti quei musulmani che si sono perfettamente integrati, non abbiano alcun problema ad essere controllati, poiché non hanno niente da nascondere, e anche perché tali controlli garantirebbero anche la loro sicurezza, come quella di tutti.

5) c'è chi dice che non si deve intervenire in Medioriente...non credo sia possibile! Uno perché se lasciamo stare l'Isis, loro non smetteranno di attaccarci, l'obbiettivo dell'Isis è la morte del l'occidente! E poi, non sarebbe giusto lasciare che in Siria, Iraq, o in qualsiasi altro posto del mondo, queste persone continuino a decapitare, uccidere, stuprare, torturare, sotterrare, bruciare innocenti, siano essi cristiani, musulmani, ebrei, yazidi! Altrimenti si sarebbe ipocrisia! Sarebbe ipocrisia, poiché da buonisti diciamo, no, l'Isis è la vittima delle nostre malefatte, BALLE! Le vittime sono ancora li, civili costretti a vivere come vermi, siriani, curdi, e altri, che combattono ora l'Isis per liberare la loro terra. Poiché l'Isis non è la vittima, è il veleno! È cresciuta approfittando della situazione del Medioriente, degli sbagli nostri, involontari. Non fermare l'Isis sarebbe essere loro complici, sarebbe come fare gli struzzi, che nascondo la testa sotto la sabbia. Ma la guerra arriverà, è già cominciata, tutto sta nel decidere quante vittime ancora devono morire, in Siria, o Europa, prima di intervenire.
nella seconda guerra mondiale ci fu chi disse: "se avessimo saputo prima di cosa succedeva nei campi di concentramento, avremo agito prima!" Ora noi sappiamo cosa sta accadendo in Siria, sappiamo che l'Isis è un occupante della Siria, non governo o il volere del popolo che la abitano! Lasciamo da parte il buonismo, siamo realisti, di qualsiasi religione siamo, se accettiamo l'Isis allora siamo suoi complici, e se un giorno l'Isis distruggerà i nostri valori, li avremo aiutati a farlo!


La goera co l'Ixlam
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 143&t=1384
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Re: Siria

Messaggioda Berto » dom dic 06, 2015 7:53 pm

Siria, Assad: “Raid Uk alimentano cancro del terrorismo. Solo Russia efficace contro Isis”
Il presidente siriano in un'intervista al Sunday Times attacca la decisione britannica di bombardare il Paese e sostiene che l'autoproclamato Califfato "non si può sconfiggere solo con gli attacchi aerei, senza cooperazione con le forze sul terreno". In particolare quelle di Damasco
di F. Q. | 6 dicembre 2015

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12 ... is/2282049


La sua previsione è che le operazioni di bombardamento del Regno Unito, che peraltro definisce “illegali”, “non daranno alcun risultato” e, anzi, avranno esattamente l’effetto contrario. E cioè alimenteranno il “cancro” del terrorismo. Al contrario, finora, soltanto l’intervento russo ha avuto “un impatto significativo” facendo davvero ripiegare l’Isis. Bashar al-Assad, in un’intervista al Sunday Times, si scaglia contro la decisione del premier britannico David Cameron di affiancare la Francia nei raid contro l’autoproclamato Stato islamico. Il punto, secondo il presidente siriano, è che “non si può sconfiggere l’Isis solo con i raid, senza cooperazione con le forze sul terreno”, a partire da quelle del “governo” di Damasco. Assad denuncia in particolare la strategia “non complessiva” di Cameron e sostiene che questa linea ha già fatto da “incubatrice al terrorismo” in Europa.

La decisione di bombardare presa da Londra ha già portato ai primi attacchi a un campo petrolifero Isis nell’est del Paese. Tuttavia, secondo Assad, è “dannosa e illegale e darà sostegno al terrorismo, come è successo dopo che la coalizione ha cominciato le sue operazioni circa un anno fa, perché questo è come un cancro. Non si può tagliare il cancro. Bisogna estrarlo. Questo tipo di operazione è come tagliare il cancro e lo farà diffondere nel corpo ancora più velocemente”.

E mentre Assad è convinto del fallimento dei bombardamenti della coalizione internazionale, l’Iran si pronuncia nuovamente sul futuro politico della Siria. Per Ali Akbar Velayati, il principale consigliere per la politica estera del leader supremo iraniano, l’ayatollah Ali Khamenei il destino di Assad potrà essere determinato solo dal popolo siriano e questa è una “linea rossa” per l’Iran. “Bashar Assad – ha detto Velayati – è la linea rossa della Repubblica islamica dell’Iran perché è stato eletto presidente dal popolo siriano”. La successione politica in Siria è da mesi punto di scontro nei colloqui fra le potenze mondiali: Iran e Russia vogliono che lui rimanga al potere finché non si terranno nuove elezioni, mentre i Paesi occidentali e le potenze arabe sostengono che debba lasciare prima.

Anche il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, intervistato da Repubblica, è convinto che bombardamenti in Siria da parte delle potenze occidentali non aerei risolveranno il problema, “ma è importante usare gli attacchi per fermare l’avanzata dell’Is”. Dopodiché, però, insiste sull’affiancamento dell’attività politica “all’intervento militare e al blocco dei flussi finanziari“. “L’invio di contingenti significativi di truppe da combattimento da parte della coalizione o dei paesi Nato non è in discussione, gli Usa hanno un certo numero, limitato, di forze speciali operative”. L’ obiettivo della coalizione e della Nato è però “di rafforzare le risorse militari locali. Non è facile ma – conclude – è l’unica alternativa”.
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Re: Siria

Messaggioda Berto » dom dic 06, 2015 7:54 pm

Tenta di sgozzare un uomo nel metrò a Londra: “Questo è per la Siria”

L’episodio nei pressi di Leytonstone, a nord est della città. Tre feriti di cui uno è grave. Arrestato l’aggressore. Scotland Yard sta trattando il caso come «incidente terroristico»
L’aggressore prima dell’arresto (a sinistra) e poi al momento del fermo
05/12/2015

https://www.lastampa.it/2015/12/05/este ... agina.html

Attimi di paura in una stazione della metropolitana di Londra, quella di Leytonstone, a nord est del centro della città: un uomo - un giovane di colore da quanto si deduce dalle immagini girate da testimoni con il telefonino - ha tentato di sgozzare con un coltello un passeggero, inveendo contro l’intervento militare in Siria. È successo intorno alle 20 ora italiana di sabato.

Un uomo di 56 anni è stato ferito in modo grave ma non è in pericolo di vita. L’assalitore, che ha continuato ad inveire minacciando altri passeggeri, ha ferito anche altre due persone in maniera lieve prima di essere neutralizzato dalla polizia con un Taser, la pistola che rilascia potenti scariche elettriche, ed è stato portato via.

IL VIDEO DEL TESTIMONE

«Ecco cosa succede quando fai lo stronzo con madre Siria, tutto il tuo sangue verrà versato», ha urlato l’uomo secondo il Mirror, subito dopo aver sferrato la coltellata. Secondo alcuni testimoni, aveva anche un machete.

Due tra i principali tabloid londinesi, il Mirror e il Daily Mail, nelle loro versioni online hanno immediatamente pubblicato una serie di video girati coi telefonini da testimoni, in cui si vede tra l’altro un’enorme pozza di sangue vicino ai tornelli di accesso alla metropolitana.

In seguito i tabloid sono entrati in possesso di altri filmati in cui si vede con chiarezza l’assalitore, che sembra avere poco più di 20 anni ed appare molto agitato quasi fosse drogato, prima e dopo essere neutralizzato dalla polizia. Ad un certo punto, alla fine di uno dei filmati, un passante dice: «Non sei un musulmano, fratello, non sei un vero musulmano».

Scotland Yard ha descritto l’aggressione come un «incidente terroristico». Richard Walton, responsabile dell’antiterrorismo della polizia londinese, ha spiegato su Twitter: «Vorrei insistere sul fatto di rimanere calmi, ma attenti e vigili. La minaccia terroristica rimane elevata, il che significa che un attacco terroristico appare probabile».

Per ragioni di inchiesta e di sicurezza alcune stazioni della metropolitana sono state chiuse. Nei giorni scorsi il Parlamento britannico, con l’appoggio di parte dell’opposizione laburista, ha autorizzato il governo ad effettuare raid aerei contro l’Isis in Siria
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Re: Siria

Messaggioda Berto » lun dic 21, 2015 1:39 pm

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Il Natale a Damasco
Il presidente siriano Bashar al Assad e la moglie Asma si sono recati a sorpresa nella chiesa “di nostra Signora di Damasco” per festeggiare il Natale. Così il leader di confessione alawita si conferma custode della minoranza cristiana in Siria
Sebastiano Caputo - Lun, 21/12/2015

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/nat ... 06724.html

In Siria si svolsero alcuni degli episodi più significativi della predicazione dell’apostolo Paolo.
A Damasco - quarta città santa del mondo islamico dopo Mecca, Medina e Gerusalemme, allo stesso tempo però indica storicamente il territorio in cui si attestano nel 43 d.c i primi gruppi cristiani - viene adorata la tomba di San Giovanni Battista intorno alla quale tra il 705 e 715 i califfi edificarono la Grande Moschea, una delle più maestose del mondo arabo-musulmano. Ma i luoghi del cristianesimo in Siria sono ovunque, non solo nella capitale. Come a Seydnaya, un villaggio arroccato sulle montagne che è stato uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti per i fedeli cristiani, e dove ancora oggi si trova il monastero di Nostra Signora, costruito nel V secolo, appartenente al Patriarcato ortodosso di Antiochia. Come a Maaloula, una cittadina che possiede le tracce della guerra, dove si parla tuttora l’aramaico intorno al convento semi-distrutto di Santa Tecla, anch’esso costruito nel IV secolo. Come ad Aleppo,una città divisa dalla guerra, ma che in tempo di pace ospitava 300mila cristiani e che dopo Il Cairo e Beirut veniva considerata la terza città del Medio Oriente per numeri di credenti.
Oggi dal punto di vista numerico appunto, pur essendo un gruppo eterogeneo suddiviso in tre patriarcati - greco-ortodosso, greco-melchita e siriano ortodosso - questo rappresenta una delle tre comunità cristiane più importanti del Vicino Oriente, con i maroniti del Libano e i copti d’Egitto. Per questo motivo Papa Francesco nell’ultimo Angelus prima della natività si è interessato a quella comunità di credenti che sopravvive a stento con grandi difficoltà di fronte all'avanzata di Daesh e di Al Nusra. “Anche quest’oggi mi è caro rivolgere un pensiero all’amata Siria, esprimendo vivo apprezzamento per l’intesa appena raggiunta dalla Comunità internazionale. Incoraggio tutti a proseguire con generoso slancio il cammino verso la cessazione delle violenze ed una soluzione negoziata che porti alla pace”, ha affermato Bergoglio.
Ma prima ancora che venisse raggiunto l’accordo in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - documento che, dopo tanto tempo, stabilisce un punto di incontro tra le posizioni di Mosca e Washington - il presidente siriano Bashar al Assad e la moglie Asma si sono recati a sorpresa nella chiesa “di nostra Signora di Damasco” situata non lontano da Jobar (quartiere in mano ai terroristi), un’area particolarmente esposta ai bombardamenti. Nelle foto e i video rilanciati dalla pagina Facebook dalla prima "donna siriana", i due vengono accolti con gioia per poi essere invitati dai giovani coristi ad assistere alle prove dei canti. Così Bashar Al Assad, uomo di confessione alawita (ramo dell’Islam sciita) si presenta ancora una volta come custode della minoranza cristiana in Siria, Paese in cui il Natale è una festa per tutti, musulmani. compresi.
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Re: Siria

Messaggioda Berto » lun dic 21, 2015 1:42 pm

Ixlam, pałestinexi, ebraixmo, ebrei, Ixraełe
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On sasin nasi-rasista xlamego pałestinexe

Ucciso Samir Kuntar: Hezbollah perde uno dei più pericolosi terroristi
Dic 20, 2015

http://www.rightsreporter.org/ucciso-sa ... terroristi

Samir Kuntar è finalmente morto, ucciso alle porte di Damasco da un raid israeliano. A riferirlo è la TV di Hezbollah, Al-Manar.
Secondo quanto riportato dalla TV dei terroristi libanesi, aerei da caccia israeliani avrebbero colpito un edificio alle porte di damasco dove era rifugiato Samir Kuntar uccidendolo. I caccia avrebbero usato missili a lungo raggio provocando la completa distruzione dell’edificio.
Samir Kuntar era uno dei più spietati terroristi di Hezbollah. Nel 1979 riuscì a infiltrarsi in Israele insieme ad altri tre terroristi. Tutta l’operazione terroristica è descritta molto bene da Focus on Israel ma la parte più crudele e che mostra con chiarezza chi fosse veramente Samir Kuntar è l’omicidio della piccola Einat Haran, di soli quattro anni. Samir Kuntar le fracassò brutalmente il cranio. Arrestato e condannato venne liberato nel 2008 in cambio dei corpi di due militari israeliani, Eldad Regev e Ehud Goldwasser. Da allora Samir Kuntar è diventato un obbiettivo primario per Israele che in diverse occasioni ha cercato di colpirlo. Oggi finalmente giustizia è stata fatta.
Da Israele non arrivano comunque conferme ufficiali in merito al raid che ha ucciso il pericoloso terrorista di Hezbollah anche se non sembrano esserci dubbi sulla paternità dell’azione.


Chi è Samir Kuntar: una storia che in pochi conoscono
8 giugno 2008

http://www.focusonisrael.org/2008/06/08/samir-kuntar

In un’intervista alla tv Al-Jazeera martedì 12 settembre, il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha ribadito che i due soldati israeliani Eldad Regev e Ehud Goldwasser, sequestrati il 12 luglio 2006 su suolo israeliano e trattenuti in ostaggio in Libano, non verranno liberati se Israele non accetterà di scarcerare perlomeno Samir Kuntar, il libanese da più tempo detenuto nelle carceri israeliane, presentato da Hezbollah e da molta propaganda araba come un “prigioniero di guerra” e un “eroe della lotta di liberazione palestinese”. Ma chi è Samir Kuntar?
Cittadino libanese nato nel 1962 ad Aabey, in Libano, da famiglia drusa, Kuntar entrò a far parte del Fronte di Liberazione Palestinese (FLP), fazione terroristica filo-irachena guidata da Muhammad Zaidan (Abu Abbas).
Il 22 aprile 1979 Kuntar guidò un gruppo di quattro terroristi che, partiti da Tiro a bordo di un gommone, sbarcarono verso mezzanotte sulla spiaggia di Nahariya, città israeliana una decina di km a sud del confine israelo-libanese, con lo scopo di compiervi un attentato. I quattro si imbatterono in un agente di polizia israeliano, Eliyahu Shahar, che uccisero all’istante. Dopodiché entrarono in un edificio al numero 61 di via Jabotinski e fecero irruzione nell’appartamento della famiglia Haran prima che potessero sopraggiungere rinforzi di polizia. I terroristi presero in ostaggio Danny Haran, 28 anni, insieme alla figlia Einat di quattro anni. La madre, Smadar Haran, fece in tempo a nascondersi in un soppalco sopra la stanza da letto insieme alla figlia Yael, di due anni, e a una vicina. “Non dimenticherò mai – ha successivamente raccontato Smadar –l’allegria e l’odio nelle voci degli uomini di Kuntar mentre si aggiravano per la casa dandoci la caccia, sparando coi mitra e gettando granate Sapevo che se avessero sentito Yael piangere avrebbero gettato una granata nel nostro nascondiglio uccidendoci tutte. Così tenni la mano sulla sua bocca per non farla gridare. Acquattata là dentro, mi tornavano alla mente i racconti di mia madre su quando si nascondeva dai nazisti durante la Shoà”.
Tragicamente in quei frangenti Smadar provocò la morte per soffocamento della figlia Yael, accorgendosene solo troppo tardi.
Nel frattempo Kuntar e i suoi uomini tentavano una sortita e uscivano dall’edificio trascinando Danny e la piccola Einat sulla spiaggia, dove ingaggiavano una sparatoria con agenti e soldati israeliani. Fu in quel momento che Samir Kuntar sparò a bruciapelo alla schiena di Danny Haran davanti agli occhi della figlioletta, immergendolo poi in mare per assicurarsi che fosse morto. Subito dopo venne visto uccidere la piccola sfondandole il cranio con il calcio del fucile contro le rocce della spiaggia.
Intanto nella sparatoria rimanevano uccisi un secondo agente israeliano e due uomini di Kuntar (Abdel Majeed Asslan e Mhanna Salim Al-Muayed).
Alla fine, il quarto terrorista, Ahmed Al Abrass, e lo stesso Kuntar vennero catturati vivi, processati e condannati all’ergastolo.
Ahmed Al Abrass venne successivamente scarcerato, nel maggio 1985, nel quadro di uno scambio di 1.150 detenuti nelle carceri israeliane contro tre soldati israeliani sequestrati dal gruppo terrorista di Ahmed Jibril. Kuntar non venne incluso in quello scambio. Poco dopo, nell’ottobre 1985, un commando dell’FLP prese in ostaggio la nave da crociera italiana Achille Lauro, pretendendo la scarcerazione di Kuntar. Durante il sequestro, i terroristi palestinesi uccisero il passeggero ebreo americano Leon Klinghoffer, costretto su una sedia a rotelle, e ne gettarono il corpo in mare.
Samir Kuntar ha sempre rivendicato con orgoglio la “missione” compiuta nel 1979 a Nahariya. Nel marzo 2006 l’Autorità Palestinese ha annunciato che gli avrebbe conferito la cittadinanza onoraria palestinese.
Abu Abbas, il mandante di Kuntar e del sequestro dell’Achille Lauro, lasciato fuggire da Roma nell’ottobre 1985 dall’allora governo Craxi, trovò rifugio a Baghdad dove venne catturato da soldati americani nell’aprile 2003 mentre cercava di fuggire in Siria. Deceduto in carcere nel marzo 2004, è sepolto a Damasco.
(http://www.israele.net, 14.09.06)
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