Difendiamo il Mondo Libero, difendiamo l'Ucraina!

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Messaggioda Berto » mer mar 02, 2022 9:08 pm

Putin, no grazie! La Russia di Putin con il male della terra, come la Russia dell'URSS
Difendiamo il Mondo Libero, difendiamo l'Ucraina!

viewtopic.php?f=143&t=2998



Caro Trump è il momento di schierarsi a fianco dell'Ucraina, degli USA, dell'Europa, della NATO e con l'antipatico e orrido Biden a difesa dell'Occidente democratico contro il nazista russo Putin.
Putin non è vittima dell'Occidente ma è carnefice di se stesso, dei russi e nostro, va fermato senza aspettare troppo come con Hitler.
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 8961991036

Putin, no grazie! Sta con il male della terra.
Putin il dittatore zarista ex comunista che piace ai rosso bruni destro sinistrati dell'Occidente in perenne attesa di un Messia cazzuto e armato.
E tra questi anche i poveri venetisti che sognano il ritorno della Serenissima con la sua aristocrazia cristiana illuminata e che sperano che Putin possa regalargliela come fosse un super Babbo Natale con il magico potere di riportare indietro le lancette della storia e di favorirne un'altra a loro gradita e che a suo tempo Venezia e la sua Serenissima non hanno saputo e voluto costruire.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Difendiamo il Mondo Libero, difendiamo l'Ucraina!

Messaggioda Berto » mer mar 02, 2022 9:10 pm

Indice:

1)
L'invasione del Donbass ucraino
La Russia di Putin e l'Ucraina e la putinlatria

2)
I demenziali sostenitori italiani di Putin
Franco Ornag
PUTIN e` un grandissimo ,STATISTA, non come l` incartapecorito BIDEN manovrato dai veri poteri forti

Fausto Fulcanelli
Perché gli USA e la NATO sarebbero il bene? Hai le idee un po' confuse non credi?

Livio Braga
Contesto alla radice quanto scritto !


3)
Demenzialità, assurdità e calunnie degli italiani filo Russia di Putin, personalità ideologicamente malate, antieuropee e antiamericane, vittime del fanatismo complottista e dei pregiudizi contro l'Occidente euro americano che giustamente ha combattuto il nazi fascismo e il comunismo e che oggi combatte l'oligarchismo atutoritario nazi fascista della Russia di Putin che si serve anche del cristianismo ortodosso per darsi una parvenza di buona umanità e di civiltà.

4)
La demenziale minoranza venezianista indipendentista del venetismo veneto che alle ultime elezioni regionali venete non è arrriva all'1% dei consensi e non è riuscita ad eleggere nemmeno un consigliere regionale, è irresponsabilmente schierata con la Russia di Putin e con i separatisti filo russi del Donbass.

5)
Quelli che il male è l'America USA e la Russia il bene

6)
Il criminale russo Putin ha attaccato l'Ucraina, la UE e la NATO intervengano ad ogni costo, questo demente che è peggio di Hitler e di Stalin, va assolutamente fermato con ogni mezzo

7)
Difendere l'Ucraina è difendere il Mondo libero, il nostro mondo civile e democratico, sia pure pieno di imperfezioni migliorabili.

8 )
Caro Trump è il momento di schierarsi a fianco dell'Ucraina aggredita, degli USA, dell'Europa, della NATO e con l'antipatico e orrido Biden a difesa dell'Occidente democratico contro il nazista russo Putin.

9)
Ucraina, cosa sono Articolo 4 e Articolo 5 della Nato e perché possono farci entrare in guerra.

10)
Demenziali sostenitori di Putin, antiamericani e antieuropei
Franco Ornag
LA NATO e` una organizzazzione imperialista e terrorista

11)
Speriamo che i russi di Russia si ribellino e assaltino il Cremlino e si liberino di Putin e dei suoi oligarchi

12)
Che vergogna gli ebrei e gli amici degli ebrei che stanno dalla parte della Russia nazifascista di Putin e contro l'indifesa Ucraina con il pretesto calunnioso che nel passato una parte degli ucraini erano antisemiti come lo sono stati anche i russi e gran parte degli europei.

13)
Putin peggio di Hitler e di Stalin insieme
Ecco il suo demenziale programma ideologico politico militare, assai peggio di quello di Hitler esplicato nel suo orrendo Mein Kampf

14)
Il povero Gesù Cristo dell'idolatria cristiana ortodossa al servizio del nazifascismo della Russia di Putin, che vergogna per i cristiani veri.

15)
Denunciare Putin alla Corte Internazionale dell'Aia per crimini contro l'umanità e processarlo come fatto con Slobodan Milošević dal Tribunale Internazionale del'ONU

16)
La triplice alleanza del Male:
Russia nazi fascista di Putin,
Cina/Corea del Nord nazi comunisti,
Iran nazi maomettano ed altri paesi islamici.

17)
I filo Russia di Putin,
perché demenziali novax no-greenpass, perché complottisti e sovranisti monetari, perché anti globalismo economico e anticapitalisti;
e antioccidentali perché antiburocratismo UE, perché anti politicamente corretto e perché cristianamente laico e poco religioso;
e in buona fede perché credevano nel buon e pacifico Putin redentore della Russa dalle ceneri dell'URSS.

18)
I molti errori dei politicanti/politici italiani e dei loro partiti, sia in buona che in mala fede a favore di Putin e contro gli USA e la NATO, sia a destra che a sinistra che al centro, a cominciare da Togliatti, passando per Craxi e Berlusconi, d'Alema, Prodi, Renzi, Letta, Meloni e Salvini, Grillo e i verdi con le loro menzogne sull'energia e sul clima. Anche altri politici/ politicanti europei e USA hanno fatto i loro errori come pure la Merkel.

19)
Ucraina e Russia
Criteri elementari e universali per orientarsi tra opposte propagande e in contesti sconosciuti dove la menzogna è sempre possibile al fine di individuare dove stanno il bene e la verità e il male e la menzogna, in assenza di esperienza diretta

20)
Ucraina nella UE?
Per me sì e anche da domani mattina!

21)
L'Europa e l'America USA e Canada sono una "cosa sola" un'unica civiltà, un continente etnico-culturale-economico e politico unico anche se separato dall'Oceano, è l'Occidente uno dei fari del Mondo.
E la NATO è l'organismo politico militare di questa unità.

22)
La falsa narrativa della propaganda filo russa, antiucraina e anti occidentale

23)
Mettiamo fuori di casa la bandiera dell'Ucraina e facciamo qualche regalo alle badanti ucraine per le loro famiglie in Ucraina, boicottiamo i prodotti e le merci russe.

24)
Il Presidente ucraino l'ebreo Zelensky, un uomo buono eroe dell'umanità, eletto in libere e democratiche elezioni con oltre il 73% dei voti, altro che il dittatore criminale nazi fascista russo Putin.

25)
La demenziale umanità per cui la Russia del criminale Putin avrebbe il diritto di stuprare la libera Ucraina.
Allo stesso modo che l'ex marito o l'ex amante di una donna da questa lasciato per violenza oppressiva avrebbe tutto il diritto di riprendersela con la forza sotto il suo dominio e se questa si ribellasse anche di stuprarla e di ucciderla
Questa umanità è l'inferno in terra.
Se non sei d'accordo con questa logica criminale ti accusano di russofobia come fanno i nazimaomettani che terrorizzano, depredano, uccidono, stuprano e sterminano e se li critichi ti accusano di islamofobia.

26)
Propaganda del nazismo imperialista russo putiniano contro il patriottismo nazionalista ucraino.
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Re: Difendiamo il Mondo Libero, difendiamo l'Ucraina!

Messaggioda Berto » mer mar 02, 2022 9:16 pm

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Re: Difendiamo il Mondo Libero, difendiamo l'Ucraina!

Messaggioda Berto » mer mar 02, 2022 9:16 pm

1)
L'invasione del Donbass ucraino
La Russia di Putin e l'Ucraina e la putinlatria

viewtopic.php?f=92&t=2990
Capitolo 13
Il demente Putin


Franco Ornag
Il ,MALE SULLA TERRA sono gli americani ,.studia meglio la STORIA, meno male che esiste la RUSSIA A FARE da contrappeso ai ,DEM AMERICANI, TERRORISTI E INPERIALISTI
GLI ACCORDI DI MINSK prevedevano nessuna ingerenza della ,NATO IN UCRAINQ


Mi sembra che questi accordi di Minsk non prevadono affatto che l'Ucraina non possa entrare a far parte della NATO, dove mai starebbe scritto?
https://it.wikipedia.org/wiki/Protocollo_di_Minsk

Il Protocollo di Minsk era un accordo per porre fine alla guerra dell'Ucraina orientale, raggiunto il 5 settembre 2014 dal Gruppo di Contatto Trilaterale sull'Ucraina, composto dai rappresentanti di Ucraina, Russia, Repubblica Popolare di Doneck (DNR), e Repubblica Popolare di Lugansk (LNR). È stato firmato dopo estesi colloqui a Minsk, la capitale della Bielorussia, sotto l'egida della Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Succeduto a diversi tentativi precedenti di cessare i combattimenti nella regione di Donbass (Ucraina orientale), prevedeva un cessate il fuoco immediato, lo scambio dei prigionieri e l'impegno, da parte dell'Ucraina, di garantire maggiori poteri alle regioni di Doneck e Lugansk. Tuttavia, nonostante abbia portato ad un'iniziale diminuzione delle ostilità, l'accordo non è stato rispettato.
...
Nelle due settimane dopo la firma del Protocollo di Minsk, sono stati frequenti violazioni del cessate il fuoco da entrambe le parti in conflitto. I colloqui sono continuati a Minsk. Un memorandum supplementare è stato concordato il 19 settembre 2014. Questo memorandum ha chiarito l'applicazione del protocollo. Tra le misure di pacificazione concordate, sono state incluse le seguenti:

Divieto di operazioni offensive (punto 3 del memorandum).
Rimozione di tutte le armi di calibro superiore a 100 mm, 15 km dalla linea di contatto, da ogni parte del conflitto, per creare una zona smilitarizzata di 30 km; tale distanza era, inoltre aumentata per portare alcuni sistemi d'arma fuori della gittata massima rispetto alla linea di contatto (punto 4: inter alia obice D-30 a 16 km, sistemi lanciarazzi multiplo da 21 a 120 km, missili tattici a 120 km).
Divieto di voli sopra la zona di sicurezza di aerei da combattimento e di UAV stranieri ad eccezione di quelli in uso alla Missione speciale di osservazione dell'OSCE in Ucraina (punto 7).
Schieramento di una missione di osservazione OSCE (punto 8)
Ritiro di tutte le formazioni armate straniere, veicoli da combattimento stranieri, milizie armate e mercenari stranieri dalla zona di conflitto (punto 9).

https://it.wikipedia.org/wiki/Protocollo_di_Minsk



La Russia di Putin è alleata, sostenitrice e paladina di tutte le dittature della terra:
della staliniana Corea del Nord con il suo culto della personalità,
del Venezuela social comunista di Maduro,
dell'Iran nazi maomettano che vorrebbe l'atomica per distruggere Israele e l'Occidente cristiano,
della Cina che è cresciuta economicamente grazie al lavoro portato dall'Occidente industriale e capitalista e che pratica la concorrenza sleale che inquina il Mondo più del resto degli altri paesi industrializzati, che è diventata una minaccia militare per tutto il Mondo Libero.
Putin è un dittatore prepotente e violento, imperialista antidemocratico e antioccidentale che fa parte di una oligarchia economica nazionalista, prepotente e mafiosa che affama la sua gente il suo stesso popolo preferendo impiegare le sue risorse per costruire armi offensive, che non ha alcun rispetto per i paesi confinanti europei che non ne vogliono sapere della Russia di Putin erede della Russia imperialista e autoritaria degli Zar e dell'URSS.
Putin è un falso cristiano pieno di violenza e di spirito di sopraffazione, altro che gli ucraini nazisti, il russo Putin pare la fusione di Hitler e di Stalin, il peggio del peggio e un bugiardo matricolato.


La triplice alleanza del Male:

la Russia nazi fascista e imperiale di Putin, prosegue quella degli Zar e quella internazi comunista dell'URSS;
Putin è un falso cristiano che usa il cristianismo per legittimarsi con il suopopolo e con l'Occidente cristiano, dove una parte dei cristiani abbandonati dall'Europa e dal Papa sinistrati e politicamente corretti, lo hanno eletto a loro paladino ed eroema che e con il suo imperialismo nazionalista opprime e ammazza i cristiani d'Europa;
la Russia dal primo novecento è sempre alleata dei paesi canaglia, di tutta la terra, come oggi con:
Cina/Corea del Nord/Venezuela di Maduro/Cuba nazi comunisti,
Iran nazi maomettano ed altri paesi islamici, che vogliono distruggere Israele,
da ricordare sempre:
i pogrom russi contro gli ebrei,
la persecuzione degli ebrei nella Russia sovietica,
I Protocolli dei Savi di Sion per demonizzazre calunniosamente gli ebrei elaborati dalla Russia antisemita,
l'invenzione del Popolo palestinese e l'organizzazione del suo terrorismo ad opera dell'URSS,
gli scud sovietici che nel 1991 Saddam Hussein fece piovere su Israele,
mai dimenticare che la Russia di Putin all'ONU ha sempre votato contro Israele.
Il regime russo sovietico dell'URSS ha oppresso come mai nessun'altro i popoli d'Europa su cui era riuscito a imporre il suo dominio e questi popoli al crollo dell'URSS hanno scelto l'Europa e la NATO come anche l'Ucraina liberatasi dal gioco russo moscovita con il Referendo del 1991 scegliendo il Sì con oltre il 90%.


L'ORA DELLE DECISIONI IRREVOCABILI
Niram Ferretti
21 febbraio 2022

https://www.facebook.com/permalink.php? ... 4575318063

Discorso alla nazione di Putin in cui si evidenzia totalmente la sindrome hitleriana da assedio, il che non promette nulla di buono, perchè è il sintomo di uno scollegamento profondo con la realtà, e quando un leader autoritario si scollega dalla realtà si può solo temere il peggio.
Crollano il rublo e la Borsa di Mosca a seguito delle sue parole infarcite di paranoia anti occidentale.
L'Ucraina sarebbe un paese governato da potenze straniere che ricatta la Russia. Siamo alla versione slava del complotto dem-pluto-giudaico-massonico, in cui, naturalmente, la potenza straniera principale che governa e sobilla l'Ucraina contro la sana e autoctona Russia, sarebbero gli USA (questo Putin non lo dice ma è implicito).
Alla "perfida Albione" fascistissima e proterva si sostituiscono i potentati stranieri.
Il Donbass è parte della Russia, come i Sudeti erano parte della Germania. Non si faranno sconti.
L'Ucraina è uno stato artificiale, come lo era la Cecoslovacchia. L'Ucraina è Russia. Cosa accadde alla Cecoslovacchia lo sappiamo.
Questo è il momento in cui la maschera è stata gettata definitivamente.
La guerra è alle porte, con conseguenze ancora imprevedibili per l'Europa.


Annessione del Donbass, l'ira dell'Ue: «Violazione della sovranità ucraina». Zelensky sente Biden
21 febbraio 2022

https://www.open.online/2022/02/21/cris ... -febbraio/

Il presidente russo Vladimir Putin ha riconosciuto l’indipendenza delle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk nel Donbass. Secondo quanto riferito dal Cremlino il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Scholz si sono detti «delusi» dal riconoscimento da parte di Putin delle due Repubbliche indipendentiste. Nel corso delle ultime ore diverse istituzioni russe si erano espresse a favore delle richieste avanzate dai leader dei due territori. Durante il suo discorso alla nazione, il presidente russo ha esordito sottolineando che «la situazione in Donbass è diventata critica, e l’Ucraina è parte integrante della nostra storia e cultura, non è solo un Paese confinante: sono parenti, persone con cui abbiamo legami di sangue. L’Ucraina è stata creata dalla Russia: fu Lenin a denominarla così, è una cosa documentata nei nostri archivi». Il presidente russo ha poi aggiunto: «Siamo pronti a mostrarvi cosa significa liberare interamente l’Ucraina dal comunismo». Putin si è poi concentrato sulla questione energetica, dichiarando che «le autorità ucraine hanno continuato a ricattarci sulle forniture energetiche, e «sono questi gli strumenti che hanno utilizzato nelle trattative con l’Occidente». Inoltre, «l’Ucraina ha sempre rifiutato di riconoscere i legami storici con la Russia e non c’è da meravigliarsi quindi per quest’ondata di nazismo e nazionalismo – ha proseguito Putin -. È importante comprendere che l’Ucraina non ha mai avuto una tradizione coerente nel volere essere una vera nazione».

Attualmente, secondo il presidente russo, l’Ucraina «è governata da forze straniere e da oligarchi che hanno cercato di dividerla dalla Russia: l’Ucraina ha già perso la sua sovranità “asservendosi” ai padroni occidentali: gli Stati Uniti e la Nato hanno trasformato l’Ucraina in un teatro di potenziale azione militare contro la Russia». Putin ha poi puntato il dito contro la Nato che, a suo dire, «ci ha ingannato sull’espansione a Est: hanno detto che non lo avrebbero fatto e invece è esattamente ciò che è accaduto e cerca di nuovo di ricattare la Russia con le sanzioni, a prescindere dalla situazione in Ucraina, l’obiettivo è lo stesso, ossia frenare lo sviluppo della Russia». «Perché fare di noi i nemici?», ha domandato il presidente Puti, che ha aggiunto: «Non è una questione di regime, non vogliono che esista un Paese così grande e che sia potente, tutto qua: è da sempre la politica americana». In chiusura del discorso, il presidente russo ha dichiarato: «La Russia è sempre a favore di una soluzione diplomatica e comprendiamo la nostra responsabilità colossale nella regione e comprendiamo le esigenze di sicurezza europea, ma la sicurezza di uno non può essere garantita a spese di un altro». In chiusura del discorso, Vladimir Putin ha dichiarato che «l’Ucraina deve fermare immediatamente le operazioni militari». Il presidente russo, in chiusura del discorso, ha firmato il decreto al fianco dei leader delle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk nel Donbass, Denis Pushilin e Leonid Pasechnik.

Biden firma stop a investimenti nel Donbass

Il presidente statunitense «Joe Biden firmerà nelle prossime ore un ordine esecutivo che proibisce nuovi investimenti, attività commerciali e finanziarie da parte degli americani per, da o nelle cosiddette regioni separatiste dell’Ucraina». Lo rende noto in un comunicato la Casa Bianca dopo il riconoscimento da parte del presidente russo Vladimir Putin delle delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk nel Donbass. Nella nota viene precisato che «queste misure sono superate e saranno un aggiunta alle rapide e severe misure economiche che stiamo preparando in coordinamento con gli alleati e i partner se la Russia invaderà l’Ucraina».
L’Ue annuncia «sanzioni contro chi ha riconosciuto Donbass»

«L’Unione europea ribadisce il suo incrollabile supporto all’indipendenza, alla integrità territoriale e alla sovranità dell’Ucraina nell’ambito dei confini internazionalmente riconosciuti. L’Ue reagirà con sanzioni dirette nei confronti di chi è coinvolto in quest’azione illegale». È quanto si legge in una nota congiunta della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio Ue, Charles Michel.
Nato: «Mosca inscena pretesto per una ulteriore invasione»

«Nel 2015 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che comprende la Russia, ha riaffermato il suo pieno rispetto per la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Donetsk e Luhansk fanno parte dell’Ucraina». È quanto scritto in una nota ufficiale dal Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. «Mosca continua ad alimentare il conflitto nell’Ucraina orientale fornendo sostegno finanziario e militare ai separatisti – ha aggiunto Stoltenberg -. Sta anche cercando di inscenare un pretesto per invadere ancora una volta l’Ucraina».
Di Maio: «L’Italia condanna il riconoscimento del Donbass»

«La decisione delle autorità russe di riconoscere le cosiddette Repubbliche separatiste di Lugansk e Donetsk è da condannare in quanto contraria agli accordi di Minsk e costituisce un grave ostacolo nella ricerca di una soluzione diplomatica. L’Italia continua a sostenere l’integrità e la piena sovranità dell’Ucraina nei suoi confini internazionalmente riconosciuti». È quanto dichiarato dal ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio. «L’Italia – ha proseguito il titolare della Farnesina – rivolge un appello a tutte le parti perché si ritorni al tavolo negoziale nei formati appropriati, nella convinzione che iniziative unilaterali allontanano il raggiungimento di condizioni di stabilità e sicurezza nella regione. L’Italia è in costante contatto con i partner europei e atlantici per coordinare la risposta all’annuncio del Presidente della Federazione Russa. Il Governo italiano è pronto a riferire in Aula».
Dopo il vertice con Scholz e Macron, Zelensky sente Biden

«Ho discusso gli eventi delle ultime ore con il presidente degli Stati Uniti». Lo comunica in un tweet il presidente ucraino Volodimyr Zelensky, annunciando l’inizio di una riunione del Consiglio per la Sicurezza nazionale e la Difesa. Zelensky ha comunicato di avere in programma anche un colloquio col premier britannico Boris Johnson. Nel tardo pomeriggio, dopo la telefonata tra il cancelliere tedesco Scholz e il presidente russo Putin, è stato convocato un vertice d’emergenza tra il cancelliere tedesco Scholz, il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky e i loro «partner più stretti». Dopo la decisione del presidente russo di riconoscere le repubbliche nel Donbass, il presidente francese Macron ha convocato d’urgenza il Consiglio di difesa e sicurezza nazionale francese.
Von der Leyen, Michel e Metsola: «L’Ue reagirà con fermezza»

«Il riconoscimento dei due territori separatisti in Ucraina e’ una palese violazione del diritto internazionale, dell’integrità territoriale dell’Ucraina e degli accordi di Minsk. L’Ue e i suoi partner reagiranno con unità, fermezza e determinazione in solidarietà con l’Ucraina», hanno commentato su Twitter la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e dalla presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola.
Biden convoca il Consiglio di sicurezza

Il presidente statunitense Joe Biden ha convocato una riunione d’urgenza con il Consiglio per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca, dopo gli ultimi sviluppi della crisi ucraina, su cui è stato «regolarmente aggiornato». Al vertice, secondo i media statunitensi, partecipano anche la vicepresidente Kamala Harris, il capo del Pentagono Lloyd Austin, il segretario di Stato Antony Blinken e il generale Mark Milley, capo dello stato maggiore congiunto delle forze armate Usa. Il presidente aveva convocato il Consiglio anche nella giornata di ieri, 20 febbraio.

February 20, 2022

Borrell: «Se Putin dovesse riconoscere il Donbass l’Ue ha pronte sanzioni»

L’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea, Josep Borrell, ha rivolto un appello affinché «Putin rispetti il diritto internazionale e gli accordi di Minsk e ci aspettiamo che non riconosca l’indipendenza» delle regioni separatiste, ma «se lo farà siamo pronti a reagire con forza come un unico fronte». Secondo Borrell, «In Ucraina la Russia ha creato la più grande minaccia alla pace nell’Unione Europea dalla Seconda guerra mondiale. Siamo a un punto di svolta: tutto ciò in cui crediamo viene chiamato in causa. Abbiamo condannato l’ammasso di truppe russe, le provocazioni e abbiamo constatato manipolazioni da parte di Mosca che vuole creare un pretesto per l’escalation militare, è un classico modus operandi classico». L’alto Rappresentante dell’Ue ha dichiarato che l’Unione Europea reagirà anche se un attacco all’Ucraina dovesse provenire dal fronte bielorusso: «La Bielorussia sta perdendo la sua sovranità, sta diventando una sorte di satellite della Russia. Qualora dovesse esserci un’annessione o un riconoscimento dell’indipendenza dei territori, sono pronte le sanzioni che possono essere applicate a seconda del livello di aggressione. Non è un pacchetto che mi invento io, è la proposta che verrà presentata ai ministri, che istituzionalmente e politicamente
dovranno decidere».

Telefonata Scholz-Putin: «Riconoscere le Repubbliche è una violazione degli accordi»

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, nel colloquio telefonico avuto nel pomeriggio con il presidente russo Putin, ha «condannato i piani per riconoscere le cosiddette Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk come stati indipendenti». A darne notizia è il governo federale tedesco in una nota. Secondo quanto riferisce Berlino, tale scelta avverrebbe «in palese contrapposizione con gli accordi di Minsk, e costituirebbe una violazione unilaterale sempre degli stessi accordi da parte della Russia».

Kiev chiede «riunione urgente» del Consiglio di sicurezza dell’Onu

In risposta a quanto emerso durante il Consiglio di sicurezza nazionale russo, il ministro degli Esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, ha richiesto una «riunione urgente con gli Stati membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite con la richiesta di avviare immediatamente consultazioni su azioni urgenti per ridurre la tensione e misure pratiche per garantire la sicurezza dell’Ucraina, secondo quanto prevede l’articolo 6 del Memorandum di Budapest», ossia l’accordo del 1994, che garantisce l’integrità e la sicurezza dell’Ucraina in cambio dello smaltimento delle armi nucleari ereditate dall’Unione Sovietica.

Il destino delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk si deciderà oggi

«La situazione in Ucraina non migliorerà, quindi è necessario riconoscere le due repubbliche», ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev. Della stessa idea anche il ministro degli Esteri, Lavrov: «Non c’è altra via che riconoscere l’indipendenza delle regioni del Donbass». La Duma, l’Assemblea rappresentativa russa, aveva chiesto lo scorso 15 febbraio al presidente Putin di riconoscere i territori separatisti filo-russi. «L’Occidente non è pronto ad accettare le proposte russe per risolvere la crisi ucraina», aveva detto in giornata la portavoce del ministro Sergei Lavrov, Maria Zakharova, citata dall’agenzia di stampa russa Tass. Aveva osservato che «i risultati della conferenza sulla sicurezza di Monaco hanno confermato che i Paesi occidentali si allineano alle posizione di Washington. In generale, la sua missione sarebbe quella di affrontare questioni di sicurezza politica, mentre in realtà si è abbandonata ad attacchi di disinformazione, diffondendo falsità».

I leader separatisti del Donbass: «Mosca riconosca nostra indipendenza»
Tass | I leader delle Repubbliche popolari di Lugansk e di Donetsk, Leonid Pasechnik e Denis Pushilin

I leader delle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk nel Donbass, Denis Pushilin e Leonid Pasechnik, hanno chiesto al presidente russo Putin di riconoscere le repubbliche come Stati indipendenti. Lo riporta l’agenzia russa Tass. Entrambi i leader hanno anche avanzato la proposta di siglare un trattato di cooperazione con la Russia, anche sul fronte militare. «A nome di tutto il popolo della DPR, vi chiediamo di riconoscere la Repubblica popolare di Donetsk come uno Stato indipendente, democratico e sociale basato sullo stato di diritto», ha affermato Pushilin. Successivamente, il leader della LPR, Leonid Pasechnik, ha dichiarato: «Con l’obiettivo di prevenire morti di massa tra la popolazione civile della Repubblica, di cui circa 300.000 cittadini russi, vi chiedo di riconoscere la sovranità e l’indipendenza del popolo della Repubblica di Lugansk».

ANSA / AFP | Putin valuta il riconoscimento dei separatisti del Donbass già oggi 21 febbraio
Putin: «L’ingresso dell’Ucraina nella Nato è una drammatica minaccia per la Russia»

«Kiev ha già condotto tra operazioni punitive contro il Donbass e sembra proprio che si stia avventurando in un’altra offensiva. Gli ultimi sviluppi dimostrano che le autorità ucraine non hanno nessuna intenzione di implementare gli accordi di Minsk». A dirlo è il presidente russo Vladimir Putin durante il Consiglio di sicurezza nazionale russo. Il presidente russo ha detto che la decisione sul riconoscimento delle due repubbliche autoproclamate di Donetsk e di Luganks nel Donbass verrà presa «oggi, 21 febbraio» secondo quanto riportato dall’agenzia russa Tass. Qualora l’Ucraina dovesse entrare nella Nato, a detta di Putin, «le minacce contro la Russia aumenteranno drammaticamente. Al contempo, gli Stati Uniti mi hanno assicurato che è possibile una moratoria sull’entrata dell’Ucraina nella Nato, ma abbiamo bisogno di un documento firmato che sia valido secondo il diritto internazionale».

Pentagono: «Violento attacco russo nelle prossime ore o giorni»

Secondo quanto dichiarato alla Cnn dal portavoce del Pentagono John Kirby «la Russia potrebbe attaccare l’Ucraina anche oggi, ma c’è ancora spazio per la diplomazia». Il portavoce statunitense ha spiegato che «quello che si osserva da tempo è che un’invasione russa potrebbe avvenire in qualsiasi momento, anche oggi per esempio. Speriamo che questo non accada, ed è per questo che continuiamo a usare tutti i possibili canali diplomatici. Un attacco estremamente violento contro l’Ucraina è possibile nei prossimi giorni o ore».

Putin a Macron: «Prima del vertice stabilire gli obiettivi». Ma il Cremlino rimanda

Mentre la diplomazia sembra giocare le sue ultime carte – oggi il cancelliere tedesco Olaf Scholz avrà un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin – l’escalation militare non si ferma. Il presidente russo di fatto al momento ha silurato il vertice con Joe Biden propiziato nelle scorse ore da Emmanuel Macron, bollandolo come «prematuro».

Scontri al confine russo-ucraino

Torna altissima la tensione al confine russo-ucraino, dove l’esercito di Mosca sostiene di aver distrutto due veicoli della fanteria ucraina che avrebbero tentato di attraversare la frontiera. Stando all’agenzia russa Tass che cita il servizio stampa del distretto militare meridionale, sarebbero stati «eliminati» cinque militari di Kiev, definiti dai russi: «gruppo di sabotatori». I due mezzi della fanteria ucraina sarebbero entrati nel territorio russo proprio per evacuare il gruppo di sabotatori durante gli scontri al confine, secondo l’agenzia Interfax. Al momento le fonti militari russe negano che ci siano stati feriti tra i propri uomini. Secondo il comando ucraino però non ci sarebbe stato alcuno sconfinamento dei propri soldati: «e nessuno è stato ucciso oggi», ha spiegato un funzionario del ministero dell’Interno, Anton Gerashchenko.

Media Usa: l’amministrazione Biden ha preparato un primo pacchetto di sanzioni

Secondo la stampa Usa l’amministrazione Biden ha preparato un primo pacchetto di sanzioni contro la Russia, in caso di invasione: tra queste il divieto alle istituzioni finanziarie statunitensi di elaborare transazioni con le principali banche russe, secondo quanto ricostruisce Reuters. Le misure verrebbero attuate solo in caso di invasione e hanno lo scopo di danneggiare l’economia russa tagliando i rapporti bancari «corrispondenti» tra le banche russe prese di mira e le banche statunitensi che consentono pagamenti internazionali.

Kiev: «Accordo su missione di addestramento militare Ue»

L’Ucraina e l’Unione europea, dice il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba a Bruxelles, hanno raggiunto «un accordo di principio» sulla creazione di una missione di formazione militare consultiva in Ucraina. «Non si tratta di forze di combattimento», specifica.

Si spara nel Donbass

Una granata ucraina avrebbe distrutto un valico di frontiera russo – questa l’accusa dei servizi di sicurezza di Mosca. Ma Kiev dal canto suo nega: un portavoce delle forze armate ucraine a Kramatorsk, nell’est dell’Ucraina, smentisce l’esplosione di colpi di artiglieria contro un posto di frontiera russo nel settore di Rostov. «Non possiamo impedire loro di produrre queste false informazioni, ma insistiamo sul fatto che noi non spariamo contro infrastrutture civili o contro la regione di Rostov» in Russia, ha detto all’Afp Pavlo Kovalchuk. L’autoproclamata repubblica filorussa di Donetsk denuncia oggi una vittima, un miliziano, e due feriti gravi nel Donbass, dove sarebbero avvenuti nuovi scambi di fuoco con l’esercito ucraino. In giornata le milizie separatiste dichiarano che un bombardamento di mortai compiuto da truppe ucraine della 54/a Brigata meccanizzata avrebbe colpito l’ospedale centrale e una centrale a Donetsk, secondo quanto riporta l’agenzia Interfax. Con «danni» al momento non precisati. Il bombardamento che ha colpito una centrale idrica avrebbe lasciato più di 21mila persone senz’acqua. Secondo le autorità locali è stato proclamato uno stato d’emergenza in tutto il territorio della Repubblica. Leonid Pasechnik, leader dell’autoproclamata repubblica filorussa di Lugansk, nel frattempo ha firmato un decreto che sancisce la mobilitazione volontaria di tutti gli uomini con più di 55 anni, nell’ambito di una più generale mobilitazione fin dai 18 anni, mentre nel weekend è stata proclamata la legge marziale. Intanto gli Stati Uniti accusano la Russia di avere una lista di persone da uccidere o deportare in Ucraina e il Cremlino nega.

Il capo dell’unità di crisi della Farnesina rinnova l’invito a lasciare l’Ucraina

«Il messaggio per tutti gli italiani in Ucraina, già da una settimana, è di lasciate il paese con tutti i mezzi commerciali disponibili», ripete oggi Nicola Minasi, direttore dell’Unità di crisi alla Farnesina, ai microfoni di RaiNews24. «Per tutti coloro che programmavano viaggi in Ucraina posticiparli a una data futura. E per coloro che si trovassero ancora nel paese nell’impossibilità di partire, di registrare la propria posizione nel sito dovesiamonelmondo.it che ci permette di conoscere la posizione e anche avere un numero di emergenza». Il diplomatico stesso è tornato di recente proprio dall’Ucraina. «Abbiamo effettuato più di una missione nelle ultime settimane, abbiamo verificato la difficoltà anche per molti italiani di percepire realmente le difficoltà sul terreno. E quindi abbiamo mandato un messaggio di prepararsi mentalmente ad ogni eventualità. A maggior ragione di lasciare il paese e mantenersi in stretto contatto con noi e con l’ambasciata», prosegue Minasi. Che spiega: «Noi rispondiamo alle telefonate degli italiani nel paese. A quanti sono in Italia e hanno dei contatti in Ucraina. Ci manteniamo in contatto con l’ambasciata e continuamente in collaborazione con altre amministrazioni dello Stato, a partire dal ministero della Difesa, rivediamo i piani di emergenza, facciamo esercitazioni anche sulle comunicazioni e cerchiamo di essere pronti ad ogni scenario. Naturalmente sperando che non sia necessario».

La lista
EPA/SALVATORE DI NOLFI | Michelle Bachelet a Ginevra, Svizzera, 4 settembre 2019.

Gli Usa hanno inviato una lettera all’Alta Commissaria all’Onu per i Diritti Umani Michelle Bachelet sostenendo che la Russia abbia una lista “nera” di personalità da uccidere o deportare in caso di invasione dell’Ucraina. L’agenzia di stampa Afp scrive che gli Usa sono profondamente preoccupati dalla potenziale “catastrofe per i diritti umani che si verificherebbe in caso di attacco all’Ucraina. Washington sostiene di avere informazioni affidabili che indicano che le forze russe stanno stilando liste di ucraini da assassinare o inviare in campi dopo un’occupazione militare. Il Cremlino però smentisce: il portavoce Dmitry Peskov ha sostenuto che si tratta di una «menzogna assoluta»

Seduta straordinaria del Consiglio di sicurezza russo

Il presidente russo terrà oggi una seduta straordinaria del Consiglio di sicurezza russo, dice il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dall’agenzia Interfax. «Il presidente Putin convocherà una riunione del Consiglio di sicurezza della Russia. Si tratta di un consiglio di sicurezza esteso», spiega ai giornalisti. «Inoltre è previsto che oggi il presidente abbia una serie di colloqui telefonici internazionali». Il paventato incontro sull’Ucraina tra i presidenti russo e americano, Vladimir Putin e Biden, per il Cremlino al momento è «prematuro», dice Peskov. «C’è un’intesa sulla necessità di continuare il dialogo a livello di ministri degli Esteri, parlare di piani concreti per l’organizzazione di vertici è prematuro».

Il Cremlino non esclude la possibilità di colloqui tra Putin e Biden, ma spiega che ad oggi non ci sono piani in tal senso. «Se necessario certamente i presidenti di Russia e Usa in ogni momento possono prendere la decisione di avere dei contatti per telefono o di persona. Questa sarà una loro decisione», prosegue Peskov. Ma al momento non è prevista l’organizzazione di un summit di questo tipo. «L’incontro è possibile se i leader dei due Paesi lo riterranno opportuno, al momento vi è chiara comprensione sulla necessità di continuare il dialogo a livello di ministri».

Air France: stop ai voli fra Parigi e Kiev

Il vettore francese Air France ha annunciato l’annullamento dei suoi voli previsti per domani fra Parigi e Kiev. Anche l’austriaca Austrian Airlines ha sospeso a partire da oggi i voli da e per l’Ucraina per motivi di sicurezza: una decisione che arriva dopo quella analoga già presa dall’olandese Klm, dalla tedesca Lufthansa e all’associata Swissair. Lufthansa e Austrian hanno deciso lo stop dei voli per Kiev e Odessa e continuano a monitorare gli sviluppi della crisi, scrive Business Insider.

1,2 miliardi di euro di aiuti all’Ucraina dal Consiglio europeo

Il Consiglio europeo nel frattempo ha deciso per l’adozione di 1,2 miliardi di euro di aiuti all’Ucraina, sotto forma di prestiti che mirano a promuovere la stabilità del Paese e a fornire un veloce sostegno rispetto alla crisi in corso. La proposta sugli aiuti era stata presentata 21 giorni fa dalla Commissione. «L’Ue ha agito rapidamente e con decisione per aiutare l’Ucraina. 1,2 miliardi di euro di assistenza macrofinanziaria possono ora raggiungere l’Ucraina», spiega il ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire. L’assistenza macrofinanziaria di emergenza durerà 12 mesi e sarà in due tranche: la prima erogazione, che dipende dalla situazione politica e dall’attuazione del programma dell’Fmi, avverrà subito dopo l’approvazione, all’entrata in vigore del memorandum d’intesa sulle misure specifiche di politica strutturale, da concordare tra la Commissione europea a nome dell’Ue e l’Ucraina. La seconda è invece legata all’attuazione di un programma del Fmi e delle misure politiche presenti nel memorandum d’intesa – che probabilmente si focalizzerà su poche azioni politiche realizzabili nel breve periodo e nelle aree più urgenti, per esempio il rafforzamento della stabilità economica.

«Possibili contatti tra i ministri degli Esteri di Russia-Francia»

«Prossimamente sono possibili anche contatti tra Russia e Francia a livello dei ministri degli Esteri», dice oggi il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dall’agenzia Interfax. Peskov ha confermato la telefonata tra Putin ed Emmanuel Macron. «I presidenti hanno continuato a discutere della situazione attorno all’Ucraina», dice. «Hanno rimarcato la necessità della continuazione del dialogo lungo la linea dei dicasteri per la politica estera e dei consiglieri politici».

Francia, il vertice Biden-Putin offre ‘speranza diplomatica’

Per la Francia l’auspicato vertice fra Joe Biden e Vladimir Putin è una «speranza diplomatica», dice il segretario di stato francese agli Affari europei, Clément Beaune. «C’è una realtà sul terreno, una tensione sul terreno con la presenza militare russa che resta estremamente forte», ma «al contempo c’è anche una speranza diplomatica che è stata ricostruita» proprio con il vertice, proposto dal presidente francese Emmanuel Macron, cui Biden e Putin hanno detto sì «in via di principio». E se, sottolinea il presidente americano, la Russia non invade l’Ucraina.

La Germania contro Mosca

Per la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock la Russia sta conducendo un gioco «irresponsabile» con la vita delle persone dell’Ucraina dell’est. Baerbock arrivando a Bruxelles per il consiglio Affari Esteri chiede a Mosca di tornare a sedersi al tavolo dei negoziati. La «crisi» è provocata dalla Russia, dice, che deve quindi contribuire a risolverla. Europei e americani devono continuare poi a essere «uniti», continua la ministra. «Gli auspici della Conferenza sulla sicurezza non hanno avuto altro oggetto se non quello della pace. La crisi è stata creata dalla Russia e la Russia deve risolvere tale crisi adesso, ed è un bene che il presidente francese Emmanuel Macron lo abbia di nuovo messo in chiaro. Ora dovremo incontrarci nuovamente ai massimi livelli, perché possiamo risolvere questa crisi solo al tavolo dei negoziati. La base della nostra convivenza è il diritto internazionale dei nostri trattati europei che non sono negoziabili, perché sono la base della pace in Europa».

In Bielorussia

Il governo bielorusso di Alexander Lukashenko fa sapere che lo stazionamento delle truppe russe nel paese andrà avanti a lungo. Esercitazioni missilistiche congiunte si sono infatti svolte sotto il coordinamento dei due presidenti, quindi anche di quello russo: il termine inizialmente previsto delle operazioni militari viene quindi posticipato. Secondo il Financial Times le truppe di Mosca in Bielorussia alla frontiera dell’Ucraina non verranno ritirate a breve. Il quotidiano della City, che definisce Kiev “vulnerabile”, pubblica anche in prima pagina un’analisi finanziaria che ricostruisce come le maggiori società petrolifere siano in procinto di riacquistare le loro azioni per un totale di 38 miliardi di dollari. E i prezzi dell’energia aumentano.

Il generale bielorusso: «Gli Stati Uniti si allontanino dai nostri confini»

Le truppe russe restano quindi in Bielorussia anche dopo la data del 20 febbraio inizialmente prevista come termine delle esercitazioni militari congiunte. E questo, spiega il capo di stato maggiore di Minsk, il generale Viktor Gulevich, «dipende in gran parte anche dai nostri colleghi occidentali», che a loro volta dovranno allontanare le loro forze. «Le forze e le attrezzature schierate nella regione dell’Europa dell’Est, comprese quelle nei pressi del confine bielorusso, sono uno dei fattori che influenzano gli sviluppi», dice Gulevich, «quindi la Repubblica di Bielorussia ha il diritto di chiedere ai contingenti degli Stati Uniti e di certi Stati membri della Nato di ritirarsi dai confini della Bielorussia e dello Stato dell’Unione e che il processo di ritiro sia verificato».

«Alla luce dell’intensificarsi dell’attività militare sulla frontiera esterna dello Stato dell’Unione (ovvero Russia e Bielorussia, ndr), i presidenti della Repubblica di Bielorussia e della Federazione Russa hanno deciso di estendere il test di preparazione delle forze di risposta rapida dello Stato dell’Unione», dice ancora il generale, «unità delle forze armate russe torneranno alle loro basi solo quando ci sarà la necessità obiettiva e quando decideremo che dovranno farlo. Questo è un nostro affare strettamente interno». Gulevich definisce «aggressiva e del tutto infondata» la «politica di allargamento a Est della Nato» perché «non garantisce stabilità alla regione dell’Est Europa ma, al contrario, aumenta le probabilità di un conflitto armato. Le tensioni stanno crescendo e ciò non viene dal territorio della Bielorussia».

Schallenberg: «La Russia ha annesso Minsk»

«Io credo che sia avvenuto un fatto importante nella totale disattenzione dei media: la Russia si è appena annessa la Bielorussia, io ho infatti i miei dubbi che le truppe di Mosca lasceranno mai il Paese», dice il ministro degli Esteri austriaco Alexander Schallenberg, prima di entrare al consiglio affari esteri a Bruxelles. «Con le sue scelte Alexander Lukashenko ha di fatto rinunciato alla sovranità del suo Paese».
Civili in fuga
EPA/ARKADY BUDNITSKY | Un poliziotto russo a guardia del centro di accoglienza temporanea per i rifugiati dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk nella pensione “Zvezda” nel distretto di Neklinovsky nella regione di Rostov, Russia, 20 febbraio 2022.

I civili in fuga dal Donbass, riparati nella regione di Rostov in Russia, salgono a quota 61mila: l’evacuazione è stata ordinata venerdì scorso dai leader delle autoproclamate repubbliche filorusse di Lugansk e Donetsk. Kiev, dal canto suo accusa i separatisti di almeno 80 violazioni del cessate il fuoco. Le regioni russe di Penza e Saratov nel frattempo hanno oggi proclamato lo stato d’emergenza ancora per l’arrivo di profughi dal Donbass: potrebbero ricevere dai 500 ai 1.500 profughi a testa secondo quanto riporta l’agenzia Interfax. Oltre alla regione di Rostov, anche quelle di Ryazan, Volgograd, Voronezh e Kursk hanno già proclamato lo stato di emergenza. A Kursk, in particolare, secondo le autorità locali, sarebbero arrivati in treno 525 civili dal Donbass.

Kiev chiede all’Ue di imporre già ora sanzioni
EPA/ARKADY BUDNITSKY | Residenti dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk salgono su un autobus per entrare in Russia al posto doganale ‘Matveev Kurgan’ nella regione di Rostov, Russia, 19 febbraio 2022.

«Oggi ci aspettiamo delle decisioni, non solo dei messaggi politici. Ci sono tutte le ragioni per imporre una parte delle sanzioni già ora» dice il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba arrivando a Bruxelles. «L’Ucraina è sotto attacco dal 2014 e quello che stiamo vedendo ora è un’operazione ibrida, con l’aumento delle truppe ai nostri confini, cyberattacchi, guerra d’informazione».




Crisi ucraina, Putin: "Considererò la richiesta di indipendenza dei separatisti"
21 febbraio 2022
https://video.repubblica.it/mondo/crisi ... 2?ref=fbpr
"L'utilizzo dell'Ucraina come strumento di confronto con il nostro paese rappresenta per noi una minaccia molto grande e seria. Il nostro obiettivo è ascoltare i nostri colleghi e determinare i nostri prossimi passi in questa direzione, tenendo presenti sia gli appelli dei leader della Repubblica popolare di Donetsk che della Repubblica popolare di Lugansk a riconoscere la loro indipendenza". Così il presidente russo Vladimir Putin sulla crisi in atto tra Russia e Ucraina. Putin: "
Oggi decidiamo sull'indipendenza del Donbass"
https://www.repubblica.it/esteri/2022/0 ... 0-P1-S1-T1



Sale la tensione: truppe russe già entrate in Donbass
Mauro Indelicato
21 febraio 2022

https://www.ilgiornale.it/news/mondo/re ... 1645481250

Le prime truppe russe sono già entrate nel Donbass. Testimoni oculari stanno riportando sui social le immagini di colonne militari presenti a Donetsk. Si tratta di mezzi inviati subito dopo il via libera al riconoscimento di Mosca delle Repubbliche separatiste dell'est Ucraina e il successivo disco verde a una missione di peacekeeping. Una situazione in rapida evoluzione.

Le reazioni da Kiev

Non sono tardate ad arrivare le reazioni internazionali al riconoscimento delle regioni separatiste del Donbass da parte del governo di Mosca. Ovviamente la prima capitale direttamente interessata dal discorso tenuto da Vladimir Putin nelle scorse ore è Kiev. Da qui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiamato l'omologo Usa Joe Biden.

All'inquilino della Casa Bianca, il capo dello Stato ucraino ha riferito l'intenzione di introdurre la legge marziale a Donetsk e a Lugansk. Sarebbe questa la prima risposta di Kiev alla mossa della Russia. Tuttavia, hanno fatto sapere fonti della presidenza ucraina, Biden avrebbe consigliato a Zelensky di ricorrere a vie unicamente diplomatiche.

Il presidente ucraino ha tenuto un consiglio di sicurezza intorno alle 20:00, subito dopo il quale ha sentito anche altri capi di Stato. Da Kiev hanno annunciato colloqui con il premier inglese Boris Johnson, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il presidente del consiglio europeo Charles Michel. Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha fatto sapere di aver chiesto una riunione urgente del consiglio di sicurezza dell'Onu.

Le reazioni internazionali

Alle 21:17, come comunicato dallo staff della Casa Bianca, è iniziata una lunga conversazione tra Biden, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Un colloquio in cui il tema predominante è rappresentato dai contenuti del discorso di Putin.

Un primo provvedimento in relazione al riconoscimento di Mosca delle regioni separatiste, ha riguardato l'imposizione di sanzioni economiche. Non verso la Russia, bensì verso le due Repubbliche del Donbass, quelle cioè di Donetsk e Lugansk, riconosciute da Putin. È pronto infatti un ordine esecutivo in cui è previsto il divieto di effettuare investimenti, commerci e finanziamenti da parte dei cittadini Usa nelle regioni separatiste. Il documento, hanno fatto sapere ancora dalla Casa Bianca, verrà firmato da Biden nelle prossime ore.

Da Washington ha parlato anche il Segretario di Stato Blinken. Dal capo della diplomazia Usa sono arrivate parole molte dure contro la Russia e contro Putin. "Dalla Russia - ha dichiarato - una flagrante mancanza di rispetto del diritto e delle norme internazionali". Da parte Usa è stato garantito il "pieno sostegno all'integrità ucraina".

Emmanuel Macron ha invece parlato, subito dopo la notizia del riconoscimento del Donbass, di “sanzioni mirate” contro la Russia da parte dell'Europa. “La decisione di Putin – si legge in una nota dell'Eliseo – costituisce una violazione unilaterale degli impegni internazionali della Russia e un attacco alla sovranità dell'Ucraina”. Parigi promuoverà già domani una riunione di emergenza del consiglio di sicurezza dell'Onu. Non solo, ma l'Eliseo ha anche definito "paranoico" il discorso di Putin.

Stessi toni anche da parte di Berlino. “Putin ha disatteso i suoi impegni”, è stato il primo commento della cancelleria tedesca. Da Londra invece dovrebbero arrivare le prime vere nuove sanzioni contro la federazione russa. “Domani annunceremo nuove sanzioni contro la Russia – ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico Liz Truss – in risposta alla violazione del diritto internazionale e all'attacco alla sovranità e integrità territoriale dell'Ucraina”. Il premier Johnson ha dichiarato che le nuove misure contro Mosca verranno decise in mattinata. Da Ankara il ministero degli Esteri turco, come riferito dall'agenzia Anadolu, ha diramato una nota in cui viene respinta l'azione politica di Mosca sul Donbass.

Da Roma a intervenire è stato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Secondo il titolare della Farnesina, la scelta di Putin costituisce un “grave ostacolo alla ricerca di una soluzione diplomatica”. Di Maio si è detto anche pronto a riferire in parlamento sull'attuale situazione. Da Palazzo Chigi hanno fatto sapere intanto che il presidente del Consiglio Mario Draghi sta seguendo da vicino le ultime novità.

Chiesta riunione straordinaria consiglio sicurezza Onu

Dopo la Francia e la stessa Ucraina, anche gli Stati Uniti hanno chiesto un incontro urgente in seno al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Secondo fonti del Palazzo di Vetro, la riunione potrebbe avvenire nella serata newyorkese, ossia in piena notte in orario italiano. Le ultime evoluzioni sulla vicenda ucraina hanno imposto un'accelerazione alla diplomazia e nel giro di poche ore la questione quindi potrebbe essere discussa in ambito Onu.

Mosca dispone l'invio di una missione di peacekeeping nel Donbass

La prima importante decisione in relazione al riconoscimento delle repubbliche separatiste è arrivata quando in Italia erano da poco passate le 22:00. In particolare, il governo russo ha risposto “in seguito alla richiesta del presidente della repubblica popolare di Lugansk al ministero della Difesa della Federazione Russa – si legge in una nota diffusa dalle agenzie russe – l invio delle delle Forze armate della Federazione Russa sul territorio della Repubblica popolare di Lugansk con funzioni di mantenimento della pace”. Analoga decisione è stata presa anche per la Repubblica di Donetsk.

A Donetsk testimoni parlano di colonne di blindati presenti in città

Su Twitter, subito dopo il discorso di Putin, sono apparse immagini dalla città di Donetsk in cui diversi gruppi di cittadini sono scesi in piazza per festeggiare e sventolare le bandiere russe. Scenari di festa sono stati notati in buona parte del territorio dell'autoproclamata repubblica russofona, da poco riconosciuta indipendente da Mosca. Sempre da Donestk sono arrivate immagini di movimenti di truppe che indicherebbero l'inizio della missione russa di peacekeeping voluta dal Cremlino. Uno scenario quindi in evoluzione e che potrebbe portare a importanti conseguenze nelle prossime ore.




"Cinico e punta al restauro dell'impero. Lo zar ha già in mente di usare la forza"
Roberto Fabbri
21 Febbraio 2022

https://www.ilgiornale.it/news/politica ... 1645430436

L'analista: "Ragiona secondo categorie ottocentesche come le zone di influenza e considera la guerra come uno strumento legittimo"
"Cinico e punta al restauro dell'impero. Lo zar ha già in mente di usare la forza"

Professor Parsi, ma come funziona la testa di Vladimir Putin? Come minimo possiamo dire che non ragiona come noi...

«Cominciamo col dire che c'è in lui una soglia etica del rapporto mezzi-fini diversa dalla nostra. In altri termini, un cinismo molto maggiore. Non dimentichiamo che ha fatto avvelenare il suo principale oppositore Aleksei Navalny, che a suo tempo non ha esitato a usare il polonio radioattivo per uccidere suoi avversari in piena Londra. Ma anche che ai tempi della crisi cecena usò metodi repressivi estremamente brutali, e che non si fece problemi a causare la morte di centinaia di civili chiusi in un teatro moscovita pur di eliminare i terroristi che li tenevano in ostaggio. Il personaggio è questo».

E venendo alle circostanze odierne, secondo lei Putin cosa vuole ottenere o dimostrare?

«Punta al restauro della grande potenza russa e a ribaltare le conseguenze della Guerra Fredda. Di questo non ha mai fatto mistero fin da quando è asceso al potere. Ma vuole anche legittimazione per il suo sistema autoritario, un obiettivo che condivide soprattutto con i cinesi. Il problema per lui è che in questo la Russia è di gran lunga inferiore a una Cina che vanta ben altra performance in termini di logica argomentativa. Il partito comunista cinese funziona, mentre gli argomenti utilizzati da Putin sono modestissimi. Questa pochezza si è dimostrata in quella lettera di 11 pagine inviata agli Stati Uniti per certificare le pretese russe sull'Ucraina. Era messa insieme malamente, imbarazzante direi».

Questa realtà stride con lo status che molti riconoscono a Putin di stratega vincente, di statista brillante. Lei come spiega questo abbaglio?

«Non si comprende che lui è al potere solo perché a suo tempo ha stretto un patto di acciaio con Eltsin e con un gruppo di oligarchi alleati per farne fuori altri. Che è il punto di sintesi di interessi economico-finanziari giganteschi. Senza offendere nessuno, per capire Putin è più utile guardare i padrini di Corleone che un manuale di scienze politiche. Gli uomini politici che tessono le lodi di questo personaggio hanno qualche interesse per farlo. Faccio l'esempio di George W. Bush, che arrivò a dire di aver guardato negli occhi di Putin e di avervi letto l'affidabilità! La verità è che per condurre la lotta al terrorismo islamico ci si è alleati con chiunque, e ora che quella guerra è finita ne paghiamo il prezzo. Le dirò di più: abbiamo sopravvalutato i pericoli della minaccia islamista, mentre sottovalutiamo quella portata da Putin all'Europa».

Che rischi corriamo?

«A differenza dei terroristi, da lì viene un pericolo per la tenuta stessa dei nostri sistemi. Un Paese europeo che usa la forza a livello interstatale per risolvere i suoi problemi non lo si vede dalla seconda guerra mondiale. La civiltà europea si basa su tre principii: la sovranità intangibile degli Stati, la superiorità della legge sulla forza e il ripudio della forza come mezzo di risoluzione dei dissidi internazionali. Putin li sta violando tutti e tre contemporaneamente».

Come giudica la nostra reazione?

«A quelli che dicono che l'Europa ha interessi diversi da quelli americani faccio osservare che tante volte è vero, ma non in questo caso: perfino i francesi si sono allineati con loro davanti alla minaccia ai confini esterni della Nato. Assistiamo a un grande e inatteso risultato: di fronte a una minaccia ai nostri principi base, l'Europa si compatta».

E Draghi cosa dirà a Putin?

«Anche lui gli chiarirà che non ci disallineeremo. Che rischia di mettersi nei guai. Che gli conviene ripensarci».

Ma secondo lei Putin ha già deciso di attaccare?

«Lui ha messo in conto fin dall'inizio di usare la forza se non avesse ottenuto tutto quello che chiedeva. Questo lo distingue da noi: ha in mente categorie ottocentesche come le zone d'influenza e considera la forza come uno strumento legittimo per risolvere i problemi».


Alberto Pento
Con l'Ucraina e il Donbass, Putin pare seguire l'esempio di Xi-Jinping con Hong Kong e con Taiwan.

Le demenzialità menzognere dette da Putin

IL PEGGIO PER L’ECONOMIA E LE BORSE E’ ALLE PORTE

Il discorso di PUTIN al popolo Russo è stato inesorabile: L’Ucraina non è mai stata una nazione, non ne ha l’identità, la cultura politica né la forza. E contando che almeno la metà del paese, la parte a est, fino alle soglie di KIEV, è più vicina alla Russia che alla NATO e all’occidente, ha cominciato col prendersi territori strategicamente importanti col riconoscimento formale delle repubbliche autonome del DONBASS. Assicurando il suo intervento militare in caso di aggressione da parte dell’Ucraina.
Le conseguenze, nell’immediato sono disastrose per l’economia e i mercati finanziari. Per il semplice fatto che se si poteva ancora sperare in qualche scaramuccia fatta solo di minacce o colpi di mano dimostrativi e qualche bluff, con improvvisi ritiri - festeggiati anzitempo e fuori luogo una settimana fa con rialzi di quasi il 3% - tutto questo è definitivamente tracollato.
La crisi adesso durerà non solo mesi, ma molto di più, se non anni. Per questi semplici motivi: L’America e la NATO, e men che meno l’Europa non interverranno con le armi, cosa già dichiarata da Biden per il fatto che l’opinione pubblica occidentale è fortemente contraria, e perché l’Ucraina NON essendo nel patto atlantico non può essere difesa militarmente. Quindi, come abbondantemente dichiarato, per ora si potrà ricorrere solo alla SANZIONI. Con un risultato certo: ci saranno riflessi economici molto gravi, se possibile gravissimi per l’Europa. E quindi per le Borse. Con una situazione che potrà solo peggiorare in progressione per l’aggravarsi delle misure sanzionatorie, e con l'aumento della tensione militare. Ammesso poi che le sanzioni funzionino, provocheranno altrettanti danni all’occidente, oltre che alla Russia e poi, casomai ci fossero ulteriori illusioni, resterebbe solo la via dello scontro più caldo: Cioè la Guerra.
Una cosa è certa. Scenario peggiore non poteva essere immaginato, proprio per il fatto che i mercati finanziari hanno sempre creduto a una situazione ricomponibile, e di breve durata; perciò hanno tardato a prenderne atto, e ora probabilmente sono colti in contropiede. Cosa che provocherà, con quasi certezza, il venir meno di ogni ragione di ottimismo sulle borse, oltre il quadro economico in via di deterioramento e le borse vicine ai massimi dopo un rialzo ininterrotto che dura ormai da 13 ann.
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Re: Difendiamo il Mondo Libero, difendiamo l'Ucraina!

Messaggioda Berto » mer mar 02, 2022 9:16 pm

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Messaggioda Berto » mer mar 02, 2022 9:17 pm

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Messaggioda Berto » mer mar 02, 2022 9:17 pm

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Re: Difendiamo il Mondo Libero, difendiamo l'Ucraina!

Messaggioda Berto » mer mar 02, 2022 9:17 pm

2)
I demenziali sostenitori italiani di Putin


Franco Ornag
PUTIN e` un grandissimo ,STATISTA, non come l` incartapecorito BIDEN manovrato dai veri poteri forti

Alberto Pento
Il tuo intervento conferma il mio assunto. Come tutti i rosso bruni destro sinistrati anche tu sei antiamericano e filorusso come lo erano i sinistri dalla Rivoluzione di Ottobre e i destri dopo la sconfitta dei nazi fascisti.
Io invece sto con gli USA anche se oggi guidati dalla banda democratica di Biden Biden, anche se nel passato hanno commessso degli errori ma che possono sempre rimediare e la cui amministrazione può sempre cambiare essendo grazie a Dio ancora una democrazi,a al contrario della Russia imperiale di Putin che è una dittatura autocratico antidemocratica.


USA ARROGANTI?
Giovanni Bernardini
21 febbraio 2022

https://www.facebook.com/giovanni.berna ... 8537177346

Indipendentemente da come la si può pensare sulla crisi ucraina, mi sembra che in questa occasione siano emersi, in maniera abbastanza trasversale, fortissimi sentimenti anti americani.
Gli USA sono il gendarme del mondo. Ci sono basi americane un po’ ovunque. Gli americani combattono a migliaia di chilometri da casa loro.
Mi è capitato spesso di leggere cose simili in questi giorni. Più o meno le stesse che negli anni 70 dello scorso secolo strillavano i contestatori dell’estrema sinistra, ammiratori di Mao, Guevara e, spesso, di Giuseppe Stalin. Stavolta però capita che a dire cose di questo genere siano persone vicine al centro destra. Le posizioni politiche, specie sui temi internazionali, si sono alquanto rimescolate ultimamente. Alcuni di coloro che strillavano “fuori dalla NATO” oggi si atteggiano a strenui difensori della alleanza atlantica. Sull’altro versante avviene a volte il contrario. Alcune persone di centro destra vedono la NATO come il fumo negli occhi, e non solo la NATO. Vedono male gli USA, gli USA indipendentemente da Trump o da Biden, gli USA in quanto “gendarmi del mondo".
Il discorso potrebbe farsi lunghissimo. Per affrontarlo compiutamente dovremmo parlare della crisi di identità dell’occidente, del diffondersi del cancro del politicamente corretto, delle elezioni americane, di moltissime cose insomma. Non è mia intenzione farlo. Mi limito a commentare una delle tante accuse che si fanno agli USA: quello di essere i “gendarmi del mondo” e di avere basi sparse un po’ ovunque per il pianeta.
Gli USA sono una potenza mondiale e sono il centro di complessi sistemi di alleanze. Una potenza mondiale che ha alleati un po’ ovunque ha basi militari un po’ ovunque. Solo degli ingenui possono stupirsi di una cosa simile o considerarla in quanto tale, indipendentemente da ogni altra considerazione, la prova di una intollerabile “arroganza”.
Davvero qualcuno pensa che ogni paese dovrebbe tenere il proprio esercito rigorosamente dentro i propri confini, senza effettuare mai alcun tipo di intervento esterno? È mai venuto in mente a certi critici degli USA che molto spesso i soldati americani, combattendo a migliaia di chilometri da casa loro, hanno risolto, o cercato di risolvere, bene o male, problemi che noi, stati “pacifici”, non militaristi siamo del tutto incapaci di Affrontare? L’esercito italiano avrebbe mai potuto affrontare l’ISIS? Nel caso in cui una guerra civile riportasse al potere in Egitto i fratelli musulmani esiste un esercito europeo in grado di rintuzzare i pericoli che da questa situazione potrebbero derivare?
Una cosa è criticare o condannare, anche duramente, certi interventi americani chiaramente sbagliati ed arroganti, basti pensare alla Libia, cosa del tutto diversa condannare qualsiasi intervento esterno dei soldati made in USA. In fondo anche coloro che sbarcarono in Sicilia e Normandia combattevano a migliaia di chilometri da casa loro. Per fortuna! Senza quegli sbarchi saremmo caduti nelle mani di baffetto o di baffone.
Val la pena, prima di concludere, di sottolineare un’altra cosa. Chi accusa gli americani di essere troppo presenti nel mondo dimentica stranamente la super presenza nel mondi di altri.
La Russia è vasta oltre 17 milioni di chilometri quadrati, la vecchia URSS superava i 20. Si tratta non di uno stato federale basato su un delicato equilibrio fra potere centrale ed autonomia degli stati ma di un autentico impero, retto per secoli con pugno di ferro. L’impero comunista nel momento della sua massima potenza si estendeva dal mare adriatico all’oceano pacifico. Il paese guida di tale impero non ha esitato un attimo ad intervenire manu militari nel cuore d’Europa.
Alla fine del secondo conflitto mondiale Mosca ha imposto un regime comunista di strettissima osservanza sovietica a tutti i paesi “liberati” dall’armata rossa. Non solo, ha imposto ai partiti comunisti di questi paesi leader di strettissima fede staliniana. Ed ogni volta che l’autocrate del Cremlino dubitava di tale fede i vari leader dei partiti comunisti est europei conoscevano le camere di tortura, spesso i plotoni d’esecuzione.
I carri armati sovietici sono intervenuti in Ungheria nel 1956 ed in Cecoslovacchia nel 1968. Forme meno dirette ma sempre brutali di intervento sovietico ci sono state un po’ in tutti i paesi del “campo socialista”.
Se c’è un paese che che ha effettuato un controllo asfissiante, brutale sui propri “alleati” è stato l’URSS.
Meno male che c’era la NATO si potrebbe dire. Ma allora i filo atlantici di oggi erano violentemente anti atlantici.
Non val la pena di continuare. Mi piacerebbe un po’ più di conoscenza storica ed un po’ meno di emotività anti americana da parte di tutti. Forse si potrebbe ragionare anche della crisi ucraina in maniera più distesa.
Solo questo.



IL RAPACE ZIO SAM, LA BUONA RUSSIA E LA SANA DIPENDENZA
GEO-ENERGETICA
Niram Ferretti
22 febbraio 2022

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PREMESSA

Tra le varie tessere della propaganda filorussa, estremamente attiva ed aggressiva c’è un fantasy di Alexander Del Valle spacciato per analisi, che ha lo scopo di spiegare come l’attuale situazione di tensione tra Russia ed Ucraina sia da inquadrare nella prospettiva della “guerra energetica dichiarata dall’America alla Russia“. È una affermazione perentoria che pone in premessa già subito la responsabilità di ciò che sta accadendo sugli Stati Uniti, stendendo una coltre opportuna su come la Russia agisca da decenni per utilizzare il fabbisogno energetico dell’Europa come strumento di condizionamento geopolitico. La Russia, nel pezzo in questione deve apparire come parte lesa e gli Stati Uniti devono sembrare i colpevoli. Attenzione al verbo “sembrare”, perché in realtà si tratta di un gioco di prestigio in cui il trucco appare immediatamente in trasparenza.


CAMPIONARIO
Prendiamo questa frase di Del Valle a proposito del gasdotto South Stream. “Il progetto del gasdotto South Stream ha subito il peso maggiore di quella che abbiamo soprannominato la guerra 'neo-fredda' USA-Russia. Questo gasdotto, lungo 3,600 chilometri, destinato all’esportazione del gas siberiano aggirando l’Ucraina, doveva fornire fino a 63 miliardi di metri cubi all’anno ai paesi europei grazie a due diramazioni, una all’Austria, l’altra ai Balcani e all’Italia. Avviato nel 2007, questo progetto, sostenuto in particolare dall’Italia e da altri paesi dell’Europa meridionale e balcanica, è stato abbandonato nel 2014, a causa dei paesi più antirussi dell’Unione Europa e quindi degli Stati Uniti, che volevano che i loro alleati ucraini restassero nel affare del gas e soprattutto non dipendessero direttamente da Mosca”.
Dunque, il progetto South Stream è stato abbandonato a causa dell’ostilità “dei paesi più antirussi dell’Unione Europea“, che non vengono specificati. Sicuramente non la Germania, sicuramente non l’Italia, sicuramente non la Francia, sicuramente non la Gran Bretagna, ne restano ventiquattro. Forse, Malta, la Grecia, il Portogallo, il Belgio, l’Austria? Paesi che coalizzati contro la Russia, sarebbero sicuramente in grado di mettere in difficoltà i paesi citati, soprattutto la Germania, il cui ruolo secondario nell’Unione Europea è noto. C’è però un fatto che è più eclatante, e che Del Valle non menziona, probabilmente considerandolo a priori una pregiudiziale antirussa, ovvero l’aggressione e annessione illegale della Russia nei confronti della Crimea, guardacaso avvenuta proprio nel 2014. Non è stato questo episodio e le sanzioni internazionali che ne sono conseguite a determinare l’abbandono del progetto South Stream, è stata la russofobia europea e quella americana.
Sul fatto che gli Stati Uniti non desiderino che la Russia possa, attraverso le proprie politiche energetiche, creare una forte dipendenza europea nei suoi confronti è una di quelle ovvietà che non meriterebbero nemmeno di essere specificate. Per Del Valle questo risulta criticabile, lo capiamo, ma fa parte del grande gioco geopolitico in atto dalla fine della Seconda guerra mondiale in poi, e si iscrive nella contrapposizione tra USA e Russia in merito all’estensione dell’influenza politica in occidente.

ANTECEDENTI
Negli anni '60, l'Europa occidentale importava solo il 6% del proprio petrolio dal blocco sovietico. All'epoca venne pianificato un nuovo oleodotto, che, dall'estremo oriente russo avrebbe attraversato diversi paesi europei tra cui l’Ucraina e la Polonia, per terminare in Germania. Era una opportunità per i sovietici di cambiare la situazione a loro vantaggio. Come è comprensibile, agli Stati Uniti questa idea non piacque. Nel 1963, Kennedy tentò di bloccare l’oleodotto con un embargo nei confronti dei paesi allineati ai sovietici, sui tubi di ampio diametro e cercò l’aiuto degli alleati, tra cui la Germania occidentale. L’embargo fu solo parziale e un anno dopo l’oleodotto venne costruito. La stessa cosa accadde nel 1981, quando Ronald Reagan cercò di persuadere gli alleati europei di bloccare il progetto di un gasdotto dalla Siberia all’Europa dell’Est. La Francia e la Germania si opposero e gli Usa applicarono le sanzioni che potevano mettere in atto atte a bloccare il finanziamento del gasdotto. L’azione americana provocò una crisi con i partner europei che, alla fine portò all’eliminazione delle sanzioni da parte americana. Stiamo parlando di un’Europa già disponibile verso la Russia quando era ancora Unione Sovietica. Già allora la vigilanza americana nei confronti dell’Europa in merito ai suoi legami commerciali con la Russia veniva vissuta da quest'ultima come una ingerenza fastidiosa.

TEMPI ATTUALI
Con il dissolvimento dell’Unione Sovietica nel 1991 e il progressivo consolidamento di Vladimir Putin, la Russia ha proseguito in modo scaltro la sua politica di penetrazione dell’Europa e di condizionamento attraverso la dipendenza energetica. Per Putin, come prima di lui, per i leader sovietici, una dipendenza europea sul piano energetico nei confronti della Russia è un mezzo per creare dissidio tra gli alleati, in primis con gli Stati Uniti, al fine di indebolire e idealmente annullare lo stesso principio di Alleanza Atlantica, spostando l’Europa dall’influenza e dipendenza americana per avvicinarla a quella russa. Ad Alexander Del Valle, questo sta benissimo. Lo dice a chiare lettere: “Siamo lontani dalla solidarietà russo-europea e dall’asse geo-energetico Parigi-Berlino-Mosca voluto dal Generale De Gaulle nell’ambito del suo piano Fouchet”. Il piano Fouchet, aveva il fine di allontanare l’Europa dall’influenza americana con la Francia come mosca cocchiera. Già allora la Russia, sotto forma di Unione Sovietica, era vista come un interlocutore possibile. Del Valle rimpiange quel tempo, e quella possibilità sfumata.

Veniamo ai nostri giorni e apprestiamoci a concludere l'analisi di Del Valle.
“Il progetto del gasdotto che collega la Russia e la Germania, e che doveva entrare in funzione all’inizio del 2020 non è alla fine delle sue traversie. L’America, e quindi non solo Trump ma anche il suo successore Joe Biden, continuano a moltiplicare le tattiche di pressione per rimandare o mettere a repentaglio l’avvio del gasdotto, vedendo in Europa uno sbocco naturale per il suo abbondante gas naturale di scisto…Ciò dimostra ancora una volta come la potenza unilaterale americana sfrutti conflitti come quello ucraino (che peraltro ha contribuito a fare esplodere) e argomentazioni moralistiche per perpetuare l’aberrazione internazionale costituita dalle leggi extraterritoriali americane che consentono al Tesoro di congelare i beni di qualsiasi stato e aziende nel mondo (con multe da miliardi di dollari) accusate di fare affari con “stati canaglia” attraverso le sanzioni, in realtà i cui interessi energetici (Russia, Iran), ecc. turbano quelli delle aziende americane e frenano le strategie del Deep State americano”.
Questo condensato surreale di affermazioni dovrebbe aprire gli occhi anche ai più sprovveduti. Il conflitto ucraino sarebbe frutto della pressione americana (vecchio cavallo di battaglia russo, che risale ai tempi dello zarismo, secondo cui, ogni tensione interna nel paese è frutto di influenze esterne), non sarebbe nato dall’esigenza legittima del paese di sottrarsi all’influenza russa. Che gli USA guardino a ogni processo che possa avviare la democrazia in un paese antidemocratico o dalla democrazia precaria come a un fatto positivo e da incoraggiare è, come dire, del tutto naturale, ma per Del Valle deve per forza esserci dietro la zampa di quell’entità metafisica che è il “Deep State” americano, una versione aggiornata degli illuminati di Baviera. Gli Usa metterebbero a repentaglio il gasdotto russo non perché condizionerebbe l’Europa nei confronti della Russia, ma perché vorrebbe che l’Europa dipendesse dal proprio gas. Bene. Anche se così fosse sarebbe poi così terribile pagare più soldi per il gas americano invece di servirsi di un fornitore del tutto inaffidabile il quale ha il potere di erogare o meno il gas in base a come l’Europa si comporta nei suoi confronti in merito alla sua politica di aggressione nei confronti di stati indipendenti?
Sarebbero “argomentazioni moralistiche” per Del Valle quelle che sostengono che uno Stato indipendente non si aggredisce e si annette dopo averlo aggredito in virtù di un referendum farsa? Certamente nel mondo del puro e cinico calcolo politico e della legge del più forte in cui vive Putin, il diritto internazionale non ha alcun valore, è solo un impaccio. Quanto alle leggi extraterritoriali degli Stati Uniti, che risalgono nella loro prima formulazione al 1917, in tempo di guerra e poi riformulate per il tempo di pace, esse sono state istituite per colpire economicamente i paesi le cui attività sono considerate ostili agli Stati Uniti e potenzialmente pericolose per i loro interessi e la loro sicurezza. Per Del Valle sono “aberranti”, meno aberranti sono invece gli interessi energetici dell’Iran e della Russia (non a caso alleati in Siria), soprattutto l’interesse energetico iraniano di cui il nucleare è un legittimo sviluppo, si immagina sia così per l’analista.
Veniamo all’ultima parte della sua analisi, forse la più gustosa. E’ quella in cui l’autore ci spiega che oltre al gas russo, l’Europa si rifornisce di gas proveniente dalla Norvegia, dall’Algeria e potrebbe rimpiazzare la Russia con il Qatar. Ed è qui che casca l’asino. A Doha ci sono i Fratelli Musulmani, e insomma, l’Europa che mette sanzioni alla Russia per l’annessione della Crimea poi si potrebbe approvvigionare dal Qatar dovrebbe pensarci due volte a “demonizzare” la Russia.
A parte che quella qatariota è ancora una ipotesi, che andrebbe vista in termini di eventuali perecentuali di gas erogabile, si tratta del solito trucco di agitare uno spauracchio ipotetico per nascondere un problema reale. L'Europa non ha un legame di dipendenza energetica con il Qatar, lo ha con la Russia.
Ma, torniamo agli americani. I veri villains del pezzo. Sarebbe il gas di scisto la questione fondamentale. Del Valle è molto chiaro in proposito: “Quando Joe Biden promette ai russi ‘sanzioni economiche terribili come quelle contro l’Iran in caso di (fantasiosa) invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il parallelo è più che rivelatore delle reali intenzioni geo-energetiche americane: il regime sanzionatorio statunitense contro l-Iran motivato non solo dalla ‘morale’ ma anche dalla competizione energetica-ha infatti aperto nuovi mercati al petrolio e al gas Americano che ha così in parte sostituito il greggio iraniano esportato in Europa”.
Si è tutto chiaro. L’Europa dovrebbe smarcarsi dagli Stati Uniti, così come voleva De Gaulle nel 1961 con il Progetto Fouchet, non immediatamente in senso geo-politico (questo passo occorrerebbe farlo forse dopo) ma in senso geo-energetico. Un’Europa a trazione energetica russo-iraniana sarebbe, infatti l’ideale, considerazioni ‘morali’ (come le virgoletta il Nostro) a parte. L’importante è disfarsi degli Stati Uniti e, ovviamente della NATO, perché servire gli interessi russi e, perché no, iraniani, è sicuramente molto meglio. Manca solo un ultimo tocco e poi il quadro si completerebbe. Russi e iraniani (per quanto i secondi siano musulmani) condividono con noi antiche radici e parentele (gli iraniani non sono forse "ariani"?) e i russi non sono forse gli eredi della Terza Roma?
Gli americani, in fondo hanno corrotto tutto con il loro mercantilismo e con la diffusione di quella cosa orrenda che si chiama “democrazia”.


CAMPIONARIO DI DESTRA
Niram Ferretti
26 febbraio 2022

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Leggere Marcello Veneziani su "La Verità" a proposito della crisi in corso, ti fa capire subito in che livello comatoso versa la destra italiana, visto che Veneziani è uno dei suoi intellettuali di riferimento. Un insieme di falsità, grossolanità storiche, un antiamericanismo di riporto senza se e senza ma.

Il filoputinismo come riflesso automatico, rictus pavolviano. Alcune perle:
"Vi ricordate cosa successe a parti invertite quando a Cuba l'Unione Sovietica stava puntando i suoi missili sugli Stati Uniti? Come sempre fu il 'pacifista', umanitario e democratico Kennedy che usò la forza e sfiorando il conflitto mondiale evitò quella minaccia contrapponndone un'altra. E vi ricordate gli interventi umanitari militari in Kosovo, le bombe umanitarie di Clinton, la Libia, l'Iraq, la Siria? perchè non dovrebbe fare la stessa cosa Putin?".
Perché, Veneziani, le situazioni sono completamente diverse e lo capirebbe anche un liceale fresco di studi di storia contemporanea. Al di là della penosa ironia sull'umanitarietà di Kennedy e Clinton, (si sa, Veneziani va subito al sodo, come Nietzsche, legge dietro i paraventi della morale la presenza della volontà di potenza), vanno specificate alcune cose.
La Russia non è sotto potenziale attacco da parte di missili ucraini o americani. Non ci sono batterie missilistiche puntate sulla Russia come c'erano a Cuba nel 1961 missili sovietici a 90 miglia dagli Stati Uniti e in grado di colpirli. C'era la Guerra Fredda allora, una minaccia nucleare incombeva sopra il mondo, e il rischio di una guerra era concreto tra due superpotenze profondamente ostili una all'altra. Come ha scritto oggi su "Il Corriere della Sera" Ernesto Galli della Loggia,
"Come mai la suscettibilità nazionale del despota moscovita non ha mai mostrato eccessiva preoccupazione per il fatto che la Polonia — membro anch’essa della Nato e confinante anch’essa con la russa Kaliningrad — potrebbe, se volesse, sbriciolare in poche ore con un opportuno lancio di semplici missili da crociera la base della flotta russa del Baltico? E come mai invece la semplice, del tutto remota, ipotetica, eventualità che l’Ucraina aderisse alla medesima Nato lo ha spinto addirittura a replicare contro Kiev un Blitzkrieg di schietto stampo hitleriano?".
Ecco sì, come mai? Semplicemente perché non c'era il pretesto dell'ingresso della Polonia nella NATO, ingresso non ostacolato da Yeltsin nel 1993, ma c'era quello, del tutto campato in aria, di un possibile e remoto ingresso dell'Ucraina nella NATO, dove proprio a causa del conflitto fomentati da Putin nell'Ucraina orientale, l'Ucraina NON PUÒ entrare.
Gli interventi, giusti o sbagliati che fossero, in Kossovo, Libia e Iraq, paesi in cui, nel caso del Kossovo e della Libia, era in corso una sanguinosa guerra civile, e nel caso dell'Iraq vi era la presenza di un dittatore sanguinario implicato nel terrorismo islamico internazionale, non hanno nulla, ma proprio nulla a che vedere con l'aggressione a freddo di uno Stato sovrano che non rappresenta una minaccia per nessuno, indipendente dal 1991, democratico, il quale ha come sola colpa quella di avere chiesto l'ammissione nella NATO e di spostarsi dunque verso occidente. L'odiato, esecrato occidente, che anche Veneziani, nostalgico di un passato ormai sepolto, patisce tanto.

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Filippo Marti
Purtroppo molti Occidentali filocomunisti o destrorsi manifestano il loro odio per gli USA e per la cultura occidentale, falsificando la realtà dei fatti storici al solo fine di confondere le idee alle menti più deboli che abboccano come cefali.

Giovanni Bernardini
Quando Kennedy mise il blocco navale a Cuba non chiese che l'isola cessasse di essere amica dell'URSS, rinunciasse ai suoi aiuti economici. Chiese che non venissero installati missili a testata nucleare. Gli stessi che NON ci sono, nè ci sono mai stati in Ucraina. E dire che stavo per comprare l'ultimo libro di Veneziani! Per fortuna non lo ho fatto!

Marina Herman Moritz Petrozzi
Giovanni Bernardini devo ammettere che ho pubblicato a volte il suo pensiero. Quando lo trovavo condivisibile. Ma, ohimè, non ci sta nulla da fare. Gratti un po' e alla fine emerge il lato nascosto. Croce nera e chiuso.

Tiziana Alvari
Vorrei aggiungere che l'operazione in Kossovo fu approvata dal Consiglio di Sicurezza dell" ONU.

Alessandro Bertonelli
Prendiamo ad esempio, l’entrata della Polonia nella NATO: vedendola dal punto di vista della contrapposizione US Russia è un punto a favore dell’America nell’espansione della sua zona d’influenza ed uno a svantaggio della Russia . Quindi i russi possono legittimamente, dal loro punto di vista, “non gradire” .
Ma nessuno che si pone il problema del perché la Polonia è voluta entrare nella NATO e nell’UE . Forse secoli di dominazione russa, la spartizione del territorio con Hitler, l’oppressione comunista sono motivi sufficienti a far si che la Polonia non voglia correre il rischio di finire di nuovo sotto controllo russo ?
I paesi baltici ? Idem.
Se tutti i paesi dell’Est Europeo son voluti entrare nella sfera d’influenza americana , se tutti i paesi dell’est, con tutti i possibili limiti e contraddizioni, stanno meglio di prima e vogliono continuare a restare nell’area NATO , ci sarà un motivo ?
Oppure in nome dell’antiamericanismo di chi si è goduto tutti i benefici dell’essere nato e cresciuto nella parte fortunata dell’Europa , dobbiamo dimenticarci di questo aspetto ?
Se la Russia sapesse adottare anche il soft power forse l’URSS non sarebbe crollata ( non avrebbe dovuto spendere cifre incredibili per imporre un controllo totale e capillare internamente e nei paesi satelliti )ne si sarebbe ridotta così la sua zona d’influenza . Siccome i russi conoscono solo l’hard power, vien difficile credere che qualche paese voglia liberamente essere nella loro zona d’influenza.

Francesco Birardi
Confesso che un intervento del genere me lo sarei aspettato da Franco Cardini, Fini (Massimo), o Buttafuoco, non da Veneziani.... Che dire? Nessuno è perfetto.

Roberta Cuciti
Mamma mia...l'antiamericanismo feroce dei filoputinisti é tale da accecare pure Veneziani (ma anche questa non é una novità, ne avevamo già parlato qui da te, Niram), coi triti e ritriti cavalli di battaglia "e allora Cuba?", "e allora il Kossovo?", completamente decontestualizzati. E quando gli spieghi, con molta semplicità, le differenze (mi capita coi filoputiniani da me), passano all'attacco con altre cose, che non centrano nulla, gli smonti pure quelle e avanti così, all'infinito. Snervante.
Io li chiamo gli amanti de "la teoria della montagna di merda", in rete ne trovate la divertente descrizione.

Francesco Birardi
Esiste una destra che odia (da sempre) gli americani e li considera la vera causa del disfacimento - etico e civile - dell'Europa, e che vede in Putin il salvatore della triade Dio-Patria-Famiglia, fondamento della nostra civiltà. Per gli stessi motivi, molti di loro (Cardini & C.) amano l'Islam.... dimenticando che si tratta di un altro Dio, di un'altra Patria, e di un'altra concezione della Famiglia (e cioè della società). Ma si sa che l'odio acceca....

Jan Sawicki
Sì, una delusione. Ha ricordato giustamente che l'adesione della Polonia non fu negata dalla Russia. Raccontino di un fatto storico vero, per rinfrescare la memoria di tanti smemorati, con aneddoto finale. Nel 1993 (credo primavera), Eltsin viene ricevuto a Varsavia dal presidente pro tempore, Lech Wałęsa. Al centro dei colloqui la definitiva uscita delle truppe dal paese, cosa che avvenne a settembre con grande sollievo prima di tutto dei russi. La cena di gala fu innaffiata da vodka polacca, tanto apprezzata da Eltsin, e lì fu affrontata la questione della NATO (con accenno anche agli altri paesi). All'incontro parteciparono tanti testimoni, russi e polacchi. Qualcuno dei polacchi affronta il tema spinoso, si discute un po' e alla fine Eltsin dice in sostanza "va bene, se volete fatelo, non ci fa piacere ma non ci opponiamo". Ancora oggi si ride di questo, anche se a Mosca non si ride affatto. Fu la vodka? Io non credo a queste, che sono veramente storielle.
In ogni caso ne parlo perché questo fatto storico, pur vero e documentato, come l'altro presunto "impegno" dal punto di vista giuridico vale zero, come i famosi colloqui del 1991. Solo che è successivo, quindi subentra. Nel frattempo erano passati due anni, e due anni cambiano molto, lo sappiamo. Se quest'ultima storiella viene ancora propalata, prego qualche volontario di ricordare il fatto che ho descritto, credo anche documentabile.

Francesco Birardi
A proposito di chi - come Veneziani - ritiene l'adesione alla Nato come una forma di aggressione alla Russia, occorre ribadire che quello che sta avvenendo è un ulteriore dimostrazione che non si tratta affatto di una minaccia, ma di una difesa contro il "ritorno" della Russia.... Chi ha subito il peso del tallone zarista prima e sovietico poi, non ha alcuna voglia di provare quello di Putin.

Paolo Tagliapietra
Commentare tutto richiederebbe tanto tempo, cosa che non ho - senza contare che me ne difetta la voglia.
Però una cosa sul paragone con la crisi dei missili a Cuba vorrei dirla, perché il presentarla come un qualcosa di equivalente alla situazione attuale è assolutamente insostenibile e segno di malafede e/o ignoranza militare. All'epoca, il posizionamento di missili a Cuba faceva/avrebbe fatto un'effettiva differenza strategica, ponendo sotto reale minaccia nucleare gli USA che, per motivi di vicinanza geografica e stato delle difese antimissile, non avrebbero avuto alcuna possibilità di difendersi efficacemente. Oggi, invece, tralasciando comunque il fatto che non c'era alcuna intenzione di posizionare batterie di missili nucleari strategici in Ucraina, la cosa sarebbe comunque indifferente, perché "Cuba è ovunque". Cosa intendo dire? Che tutti gli schieramenti, e soprattutto i sovietici (ops, russi), dispongono di tante "Cube subacquee", e cioè di sottomarini a propulsione nucleare con relativi armamenti, capaci di presentarsi all'improvviso fuori dalla porta di casa, ben più pericolosi sia dei missili terra-terra che dei bombardieri strategici. Come si può anche solo pensare di confrontare la situazione attuale con quanto accadde allora? È solo un velo di Maya utilizzato, da alcuni anche inconsapevolmente, per provare a capovolgere la realtà e far cadere sempre e comunque la responsabilità sull'Occidente. Ci ricordiamo la crisi degli euromissili, con tutta la propaganda contraria a installare Pershing e Cruise quando invece il Patto di Varsavia aveva già posizionato SS-20 e SS-21? Ecco, siamo (ancora) li.


Graziella Ardia
Parlate veramente da un altro mondo. Di una Nato che è ormai un'associazione a delinquere e a fare interessi di banche e élite le quali stanno cercando anche di dominare il mondo oltre gli USA occupati con un vero colpo di stato. Globalisti mondialisti che non hanno più niente a che fare con dei Kennedy che pagarono con la vita gli avvertimenti o con un Trump che è riuscito a bloccarli per qualche hanno ma che hanno violentemente defenestrato. Qui stiamo pagando il loro arbitrio con una dittatura che ci fa invidiare i russi. Io stessa che sono un essere discriminato, Senza più diritti sociali, economici, fuori dai locali, treni e servizi pubblici non riesco a capire come esistano gruppi di persone che parlano come se si trovassero ancora in una democrazia e in un integerrimo patto atlantico. Invece di parlare di "allineati a senso unico" guardiamo bene di non diventarlo noi.

Niram Ferretti
Graziella Ardia ho dovuto sopportare i suoi deliri durante la pandemia, ma adesso basta. Invidi lei i russi e si trasferisca da loro presto.

Graziella Ardia
Io non mi trasferisco da nessuna parte vorrei rimanere a casa mia. Non amo le dittature anche se qui ne sto vivendo una peggiore. Non ammetto la guerra armata che penso debba essere evitata oltre ogni limite. Parlo a ragion veduta poiché vivo questa realtà senza paraocchi e vedo le battaglie per libertà in Canadà e in tutto l'occidente. l'unica Democrazia è Israele. Anche se molte variabili trasversali sembrino volerla contaminare. Non ascolterà più miei deliri poiché sono abbastanza delusa dai suoi.

Alberto Pento
Graziella Ardia Lo vada a dire al nazi fascista Putin che ha iniziato la guerra aggredendo la povera Ucraina, si vergogni!

Tassilo Francovig
Una certa destra ha ancora in mente il duce alla “battaglia del grano”, che a petto nudo miete “la bionda dovizia di questo paese: grano e pane per tutti gli italiani”, o a sciare sul Terminillo, sempre a petto nudo … e lo vede reincarnato nello zar di tutte le Russie (Ucraina compresa) che, a petto nudo va a caccia dell’orso o cavalca nella steppa.
Curioso come i dittatori, anche quando sono ometti, amino crearsi un mito di uomini forti, risoluti, che hanno “sempre ragione”, e poi portano i loro paesi dove la loro personale ambizione li spinge.



Emanuela Carosso
Nel momento in cui definisce "gli interventi, GIUSTI O SBAGLIATI CHE FOSSERO, in Kossovo, Libia e Iraq...", dimostra una forse inconscia resipiscenza di onestà intellettuale di fronte all'ostentazione manifesta della metafora biblica dei due pesi e due misure.

Alberto Pento
Emanuela Carosso Potrebbe essere più chiara per favore?

Emanuela Carosso
Alberto Pento nel momento in cui si scrive che gli interventi in Kossovo, Libia e Iraq potevano essere giusti o sbagliati, si ammette la possibilità fossero sbagliati. Dopotutto si è intervenuti militarmente in paesi sovrani, ci sono stati bombardament… Altro...

Alberto Pento
Emanuela Carosso Grazie, adesso è più chiaro.

Niram Ferretti
Emanuela Carosso esattamente. Quelli della NATO sono interventi collegiali e resi possibili da una alleanza condivisa. La Russia ha agito unilateralmente senza che ci fosse la necessità di farlo perchè l'Ucraina è un paese che non era in guerra contro la Russia, e non presentava alcun pericolo. C'è un conflitto a bassa intensità anche se costante che dura da otto anni nella sua parte orientale. Nessuno ha legittimato questa orrenda aggressione. Persino la Cina che l'ha tacitamente approvata ha voluto ipocritamente sanzionarla.



CONGEDO

Niram Ferretti
26 febbraio 2022

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Mi dispiace doverlo dire pubblicamente, ma si è superato il limite del tollerabile. Lo ha superato Giulio Meotti, di cui ho avuto sempre stima per la sua indefessa difesa di Israele, per il contributo di valore che ha saputo dare in questo campo, ma la narrativa che sta proponendo da giorni sulla sua bacheca, in cui non so con quale intenzionalità o consapevolezza presenta l'Ucraina come uno Stato Untermensch, mi dispiace, non la posso più tollerare. Il suo ultimo post in cui scrive testualmente:
"Cameriere, badanti, amanti e surrogate. Alla lista orrenda stilata in diretta tv da Annunziata e Di Bella va aggiunta la fiera a Milano delle pance a noleggio (in Europa sono tutte donne ucraine). Ma per Beppe Sala la schiavitù delle surrogate è un progresso, mentre vuole bandire dalla Scala il grande musicista russo Gergiev (Claudio Abbado che suonava per il compleanno di Fidel Castro andava bene...)" è un invito al disprezzo e al dileggio.
La critica legittima al parto surrogato non può condurre alla messa alla berlina delle donne ucraine, a una sorta di Lettera scarlatta da appiccicargli addosso come fossero delle ree. Non sarà un progresso, ma nemmeno un orrore abominevole.
Così si ripropone Salem. Siamo agli Auto da fè e si porta solo acqua al mulino di un criminale russo che molti ottenebrati vedono come il ristoratore dell'ordine e della civiltà, la giusta purga per il nostro occidente "dissoluto".
Dunque, mi congedo da Giulio Meotti, e lo faccio con sincero dispiacere, augurandogi buona vita e soprattutto che possa uscire da questo offuscamento di cui è preda.



Cameriere, badanti, amanti e surrogate
Giulio Meotti
26 febbraio 2022

https://meotti.substack.com/p/cameriere ... source=url

“Cameriere, badanti e amanti”. Così Lucia Annunziata e Antonio Di Bella, due pezzi da novanta del giornalismo (di sinistra) in Italia, hanno definito le donne ucraine durante una diretta tv, senza sapere che il microfono era aperto. Alla lista andrà ora aggiunto “surrogate”.

Il 21 e 22 maggio, Milano per la prima volta ospiterà “Un sogno chiamato bebè”, la versione italiana del salone “Désir d'enfant” di Parigi sull'utero in affitto. Si tratta dell’esordio in Italia delle pance a noleggio. E quando si parla di maternità surrogata, in Europa si parla soltanto di donne ucraine. L’unico paese che consente la commercializzazione di uteri, ovociti e altro “materiale biologico”. “Nel settore della maternità surrogata la crisi ha messo in luce le profonde differenze e le disuguaglianze tra le povere donne ucraine che portano i bambini - e di solito vengono pagate tra i 12.000 e i 18.000 euro - e ricchi genitori biologici all'estero”, scriveva ieri il Sunday Times. “In Ucraina è più facile trovare una donna per una gravidanza surrogata che un tavolo libero in un ristorante di Kiev”, ha detto Albert Mann, direttore della clinica BioTexCom di Kiev, la più nota dell’Ucraina, a cui si sono rivolti centinaia e centinaia di italiani e che parteciperà alla fiera di Milano.

Dunque, noi italiani abbiamo così a cuore la sorte delle donne ucraine che consentiamo che si celebri la loro schiavitù in nome dei “nuovi diritti riproduttivi”. Racconta Marianne che all’ultima fiera di Parigi “l'agenzia ucraina IVMED Fertility promette una surrogata molto più conveniente, a 39.000 euro. A cui andranno eventualmente aggiunti 2.000 euro di risarcimento per la madre surrogata in caso di nascita di gemelli, e 1.500 di risarcimento ‘in caso di perdita di organi’”.

Uno studio del Journal of public and international affairs di Princeton spiega che l’Ucraina ha in mano un quarto del business mondiale della surrogata.

Il Guardian ha raccontato una storia esemplare. “Proteggono solo i figli dei committenti, di noi a loro non importa nulla”, ha detto la surrogata ucraina Tetiana Shulzhynska. Aveva bisogno di soldi, per i due figli e per ripagare un debito. La Biotexcom, che sarà alla fiera di Milano, le trova una coppia italiana committente. Quattro embrioni, quattro bambini, avevano iniziato a vivere nel ventre di Tetiana. La coppia italiana però ne aveva ordinato uno, così la clinica asportò chirurgicamente gli embrioni in eccesso. Tetiana dà alla luce una bambina in cambio di 9.000 euro. Sette mesi dopo torna in ospedale con dolori addominali: cancro alla cervice uterina. I medici, spiegò al Guardian, dovevano amputarle una gamba.
Manifestazione a Parigi contro la fiera del bambino in vendita

Ma la preoccupazione del sindaco di Milano Beppe Sala in queste ore è un’altra.

La Scala ha avuto Claudio Abbado, che suonò per il compleanno di Fidel Castro nel bunker del Consiglio di stato dell’Avana. Il “comandante” celebrò i 73 anni assieme al direttore italiano, commuovendosi quando i fiati dell’orchestra gli improvvisarono un allegro – con variazioni – “Happy birthday to you”. Musica e politica alla Scala di Milano hanno sempre trovato casa (Maurizio Pollini suonava per i Vietcong). Ora Beppe Sala vuole che il più grande direttore d’orchestra del mondo, il russo Valery Gergiev, abiuri l’amicizia con Vladimir Putin o se ne vada dalla Scala. Non importa che Gergiev sia l’erede di Herbert von Karajan. A una première della “Iolanta” di Caikovskij al Metropolitan, tempio newyorchese della musica, il direttore russo è stato accolto al grido di “Gergiev è un omofobo”. “In Russia facciamo tutto il possibile per proteggere i bambini”, aveva detto Gergiev a difesa della legge di Putin contro le adozioni alle coppie omosessuali.
Un vero cattivone, l’osseta Gergiev che ha suonato Bach fra le rovine di Palmira strappate dai russi all’Isis. Non come noi progressisti che consentiamo che a Milano, la città più tollerante d’Italia, si organizzino i “mercati della carne” ucraina, come li ha definiti la filosofa femminista francese Sylviane Agacinski.
Inorridiamo giustamente per la guerra che mette in fuga i bambini e le madri ucraine. Consideriamo un “progresso” una ideologia e una pratica così violenta da mettere un codice a barre sui loro uteri e i loro bebé.

Alberto Pento
A me pare che Meotti in altre recenti occasioni abbia demenzialmente preso le difese dell'idolatra e falso cristiano nazifascista Putin (uccisore di cristiani ucraini) e abbia dimostrato poca empatia per la povera Ucraina vittima della sua aggressione, che secondo Meotti però avrebbe delle responsabilità che giustificherebbero l'azione di Putin.

Ma in questo articolo di Meotti sulle povere donne ucraine, credo che abbia prevalso non tanto il filoputinismo ma il suo integralismo cattolico in fatto di maternità surrogata e che si sia fatto prendere la mano dimenticando la contingenza diventando indelicatemente offensivo e dando l'impressione di essersi allineato ai demenziali Lucia Annunziata e Antonio Di Bella.

Però una critica a Meotti sul suo integralismo cristiano cattolico romano gliela si potrebbe fare relativamente al fatto che il suo eroe Putin (e genio del male per Trump) ha aggredito i poveri ucraini già in miseria costringendo le loro donne alla "prostituzione" del loro ventre per sopravvivere.
Meotti ha dimostrato di essere a sua volta un cattivo cristiano e di avere poca carità cristiana e nessuna compassione umana per queste povere donne.
L'umanità cristiana di Meotti non mi pare affatto migliore di quella di Bergoglio che lui critica aspramente.




"Atto di stupidità". "Frasi da evitare": arrivano le scuse di Annunziata e Di Bella
Marco Leardi
25 Febbraio

https://www.ilgiornale.it/news/cronache ... 1645810834

Dopo l'imbarazzante fuori onda sugli ucraini al Tg3, i due giornalisti fanno pubblica ammenda. "Un atto di estrema stupidità, me ne scuso", scrive Lucia Annunziata. Di Bella: "Frasi da non pronunciare"
"Atto di stupidità". "Frasi da evitare": arrivano le scuse di Annunziata e Di Bella

Dopo la gaffe, sono arrivate le scuse. Inevitabili, a maggior ragione in questo momento. Aveva suscitato clamore e indignazione il fuori onda consumatosi ieri durante lo speciale Tg3 sulla guerra in Ucraina: in diretta, mentre stava intervenendo il segretario Pd, si erano uditi in sottofondo commenti imbarazzanti riferiti ai cittadini ucraini nel nostro Paese. "Cameriere e badanti", si era lasciata scappare una voce attribuita poi a Lucia Annunziata. "E amanti", aveva aggiunto Antonio Di Bella, credendo anch'egli di non essere sentito. Il filmato, rimbalzato in rete, aveva scatenato la bufera sui due giornalisti, i quali all'indomani dell'episodio non hanno potuto fare altro che scusarsi.

La prima a fare pubblica ammenda è stata Lucia Annunziata. In una lettera aperta rilanciata dall'Ansa, la conduttrice Rai ha affermato: "Ieri nel corso dello speciale Tg3 ho criticato una certa retorica consolatoria che circola in merito a un supposto successo della integrazione della comunità ucraina in Italia, dicendo 'migliaia di camerieri, cameriere e badanti'. Frasi che al di là del contesto e delle intenzioni sono suonate inopportune, offensive, e soprattutto un atto di estrema stupidità". Nella sua nota, la giornalista ha definito l'accaduto "un inciampo che un conduttore dovrebbe sempre saper evitare". Poi ha aggiunto: "Me ne scuso, sinceramente. Il lavoro che come trasmissione stiamo facendo da tempo con cura e precisione sulla crisi spero dimostri quanto il nostro impegno nei confronti dell’Ucraina e dei suoi cittadini sia senza alcuna ambiguità al loro fianco".

Allo stesso modo, anche il giornalista Antonio Di Bella, recentemente nominato responsabile del daytime Rai, ha ammesso il proprio errore. "Rilevo dai social che alcuni miei commenti in studio 'fuori onda' nello speciale Tg3 sulla guerra possono avere offeso la comunità ucraina in Italia e in particolare la sua componente femminile. Erano frasi da non pronunciare. Me ne rammarico e chiedo scusa alle donne e agli uomini della comunità ucraina in Italia", ha osservato l'ex direttore di Rai3 e RaiNews.

Le scuse dei due giornalisti hanno così messo una necessaria pezza all'accaduto, ma - almeno per ora - non hanno arginato le critiche social di quanti avevano da subito trovato inopportune quelle considerazioni.


Alberto Pento
Questi due vergognosi giornalisti non solo hanno offeso gli ucraini ma anche noi italiani di buona volontà consapevoli del grande aiuto che ci danno le badanti ucraine che sono tra le migliori e più umane e tra l'altro anche belle donne, mediamente più belle dell'Annunziata.
Invito tutti coloro che hanno a paga delle badanti ucraine di dar loro un aumento/regalo mensile fuori busta per aiutare l'Ucraina.


"Ci sono anche le ragioni della Russia...": l'analisi di D'Alema
Federico Garau
26 Febbraio 2022

https://www.ilgiornale.it/news/politica ... 1645872083

L'ex presidente del Consiglio condanna l'operato di Mosca, ma sostiene che anche l'Occidente ha responsabilità di quanto sta accadendo

"Ci sono anche le ragioni della Russia...": l'analisi di D'Alema

Occhi puntati su quanto sta accadendo in Ucraina, dove è stata lanciata un'azione militare da parte della Russia. Intervistato da La Stampa, anche Massimo D'Alema dà una propria interpretazione dei fatti, non risparmiando da critiche neppure l'operato dei paesi occidentali. La priorità in questo momento, precisa l'ex presidente del Consiglio, è quella di far cessare lo scontro, dopodiché si dovranno considerare anche le ragioni del governo russo.

"Questa aggressione militare non soltanto è un crimine è anche un errore", precisa Massimo D'Alema, che spiega come adesso sia fondamentale esercitare ogni genere di pressione per indurre Putin a ritirare le truppe e fermare il conflitto in atto. Anche laddove la guerra terminasse, tuttavia, ciò non sarebbe comunque sufficiente.

È necessario, secondo D'Alema, lavorare per una soluzione stabile e sostenibile, perché "non si può non tenere conto, malgrado Putin, che ci sono anche le ragioni della Russia". La politica dell'Occidente, secondo l'ex premier, è stata una politica sbagliata, che ha di fatti portato al nazionalismo di Putin. "Soprattutto gli americani non hanno fatto nulla per inserire la Russia in un contesto di post guerra fredda. Un errore storico. Iniziato già all'epoca di Gorbaciov", afferma D'Alema, che precisa: "Nel momento in cui la Russia aveva bisogno di un Piano Marshall nessuno le dette un euro. Questo aiuto fu negato".

Secondo Massimo D'Alema, è possibile vincere questo braccio di ferro con la Russia se oltre alla fermezza saranno messe in campo visioni politiche sostenibili per il Paese. "Di Putin non mi sento amico nè sodale. Però dobbiamo parlare al popolo russo e prospettare una soluzione che sia sostenibile anche per loro", dichiara.

D'Alema riconosce anche l'errore da parte dei paesi occidentali di non essersi quasi mai occupati dei diritti delle minoranze russi presenti sul territorio ucraino. Il nazionalismo ucraino, prosegue il politico, doveva essere scoraggiato e non incoraggiato da una parte del mondo occidentale. Il tema della sicurezza della Russia avrebbe dovuto essere affrontato in modo serio.

"Questa aggressione militare della Russia è un crimine perché siamo di fronte a un'aggressione a vittime civili", sostiene, "ma anche un errore perché Putin, descritto come spietato lucido e calcolatore, secondo me, stavolta ha sottovalutato i rischi connessi a un'operazione che può avere per la Russia dei costi molto alti". Costi che colpiranno anche i Paesi europei. D'Alema, infatti, avvisa: "Il rischio è quello di un comune declino dell'Europa e della Russia".
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Difendiamo il Mondo Libero, difendiamo l'Ucraina!

Messaggioda Berto » mer mar 02, 2022 9:18 pm

Fausto Fulcanelli
Perché gli USA e la NATO sarebbero il bene? Hai le idee un po' confuse non credi?

Idiozie antiamericane.
A noi veneti gli USA non hanno mai fatto del male anzi ci hanno difesi dai nazismi fascista, nazista, comunista. Poi hanno accolto tanti veneti di buona volontà costretti a migrare dalla miseria provocata dallo Stato italiano.
Grazie America, grazie USA presidio di libertà e di democrazia per il mondo intero.
Grazie America per averci salvato noi europei dal fascismo, dal nazismo e dal comunismo e oggi con il buon Trump dal nazi maomettismo che è la piaga peggiore dell'umanità, speriamo che il buon Trump ritorni;
grazie per aver difeso la democrazia e contrastato le dittature, grazie per aver difeso l'uomo di buona volontà;
grazie per aver dato asilo e un futuro a decine di di milioni di migranti regolari e volonterosi da tutta la terra, grazie per il tuo Sogno Americano, grazie per la tua libertà;
grazie per il tuo buon esempio, grazie per aver aiutato la buona umanità di tutta la terra, grazie per esserci.


Io sto con Trump e gli USA - contro l'antiamericanismo
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... =25&t=2771

Io sto con chi mi è più simile, con chi condivide i miei stessi valori, umani, civili, culturali, economici, politici, con chi è per la democrazia laica e per il libero mercato, con chi rispetta i diritti umani universali, con chi avversa e combatte tutti i totalitarismi, gli assolutismi, i dogmatismi, nazismi siano essi fascista, ariano, comunista, maomettista.

Meglio essere appartenuti al blocco democratico occidentale filo americano che a quello comunista dittatoriale orientale filo sovietico e russo. Abbiamo avuto decenni di democrazia, sviluppo e benessere; con l'altro blocco saremmo finiti in miseria nera che perdura ancora nonostante l'URSS sia scomparsa da decenni.

Le responsabilità di chi è la massima democrazia, economia e potenza militare del Mondo sono grandi e tutti confidano nel suo aiuto se necessario. Gli USA hanno aiutato molti paesi specialmente contro le dittature socialiste: fasciste, naziste, comuniste e contro quelle nazi maomettiste.
Avranno anche fatto qualche errore, qualche abuso ma nel complesso hanno fatto più del bene.
È un fatto che nell'Europa liberata dagli USA si sono avuti decenni di sviluppo, democrazia e benessere, mentre nell'Europa liberata dai comunisti rossi o sovietici o URSS si sono avuti decenni di dittature, di sottosviluppo, di miseria, di fame, di ingiustizia e di morte che ancora stanno pagando.

Tutto quello che ha fatto l'America dopo aver aiutato l'Europa e il Mondo a liberarsi dalle dittature socialiste fascista e nazista che avevano scatenato la seconda guerra mondiale, è stato fatto principalmente in funzione anticomunista, anti imperialismo sovietico dell'URSS, tutte le scelte interventiste dalla Corea del Nord al conflitto vietnamita durante gli anni di tensione detti guerra fredd,a si sono avute e verificate sulla linea del fronte della contrapposizione con i nazicomunisti dell'URSS e dei loro satelliti che fomentavano in ogni parte del Mondo la deriva comunista.
Come abbiamo tutti sperimentato e riscontrato, tutti i paesi a regime comunista sono falliti compresa l'URSS lasciando centinaia di milioni di persone in miseria e nella disperazione.
Gli USA sono stati costretti a volte per necessità e realismo politico a scegliere il male minore, come il dittatore che pareva il meno peggio, non potendo fare altro e a volte le cose non sono andate sempre bene e per il verso giusto e a volte hanno prodotto conseguenze negative come in Afganistan dove in funzione antisovietica era stato promosso l'integralismo maomettano latente dei talebani come pure in Irak contro Saddam Hussein con le varie formazioni integraliste nazi maomettane da cui poi è uscito l'ISIS.
L'integralismo maomettano esisteva già in tutti i paesi islamici sunniti e sciiti come maomettismo ordinario eppoi nel novecento aveva subito una spinta ulteriore/rinascita con i Fratelli Mussulmani.
Comunque nel complesso delle vicende storiche, gli USA come maggiore potenza democratica civile economica e politica mondiale, è stat investita suo malgrado di enormi responsabilità e a conti fatti, nonostante gli errori, le approssimazioni, gli azzardi, le contraddizioni, le disfunzioni, ... hanno contribuito a generare più bene che male.


FERME CONDANNE
Giovanni Bernardini
22 febbraio 2022

https://www.facebook.com/giovanni.berna ... 2340366299

E così le truppe russe sono entrate nel Donbass, in palese violazione degli accordi di Minsk. La Russia riconosce unilateralmente l’indipendenza della regione, un po’ come se l’Austria riconoscesse unilateralmente l’indipendenza del sud Tirolo. Non mi pare che questo si accordi con un qualsiasi tipo di legalità internazionale…
Lasciamo perdere. Vorrei sottolineare una cosa.
I paesi europei che con più determinazione si oppongono alla politica di Putin sono quelli che tanti pseudo giornalisti di casa nostra definiscono “sovranisti”. Si, proprio loro, i paesi dell’est.
Non è un caso. I popoli di quei paesi sanno cosa voglia dire la soppressione della autonomia nazionale, conoscono bene le dolcezze del comunismo sovietico condito di sciovinismo grande russo. Nel 1939 la Polonia è stata aggredita ad occidente dalla Germania di Hitler ed a oriente dall’URSS staliniana. Poi ha conosciuto Katyn… sono esperienze storiche bene impresse nella memoria di certi popoli.
I paesi guida della UE dal canto loro “condannano” la politica di Putin e preparano sanzioni economiche di cui il leader russo non sembra molto preoccupato. Non a torto. Siamo noi a doverci preoccupare se lui ci chiude i rubinetti del gas…
I partiti italiani “condannano” ma non troppo. Enrico Letta ha parlato chiaro: esige una “chiara condanna”. Putin è terrorizzato.
Temo di non sbagliare se prevedo che la vicenda ucraina terminerà con una nuova sconfitta dell’occidente.
I nostri leader progressisti ed anti sovranisti sono troppo impegnati a cambiare i pronomi per impegnarsi in cose serie...

Giovanni Bernardini
Telegraficamente.
1) Non cerco di equiparare Putin ad Hitler, paragono solo certi argomenti usati a favore del russo con altri che il tedesco usava per giustificare il suo operato.
2) Gli accordi di Minsk prevedevano l’autonomia del Donbass DENTRO l’Ucraina.
3) E’ ovvio che l’Itaia può concedere maggior autonomia al Tirolo che non l’Ucraina al Donbass. In Tirolo non c’è una guerra e non c’è alle frontiere italiane un esercito che aiuti eventuali separatisti tirolesi.
4) Putin organizzò un referendum sul Crimea e Donbass DOPO essersi annessa la Crimea. Tanto basta...
5) Anche l’Anschluss fu “legalizzato” da un referendum,
6) Affinché certe regioni si separino da uno stato non basta che le popolazioni di dette regioni facciano un referendum. Se la Lombardia volesse separarsi dall’Italia la cosa riguarderebbe tutti gli italiani. Occorrerebbe che TUTTI fossero d’accordo sul fatto che un referendum decidesse una cosa simile. Solo in Cecoslovacchia si è avuta una separazione tanto civile. Non credo che il governo britannico accetterebbe che la Scozia uscisse dalla Gran Bretagna, in ogni caso.
7) Non è previsto alcun ingresso della Ucraina nella Nato. Non ci sono mai stati missili ucraini puntati su Mosca.
8 ) Sono stati i paesi dell’est Europa a volere entrare nella Nato, forse perché conoscono bene la Russia.
9) Pensare che un paese come l’Ucraina possa minacciare la Russia è ridicolo.
10) L’Ucraina è stata martirizzata dalla politica di Stalin. Ha dovuto subire un genocidio pari per dimensioni alla Shoah. Dei filo comunisti possono dimenticarsene. Che se ne dimentichino persone vicine al centro destra è incredibile.
Tanto basta. Passo e chiudo. Ognuno la pensi come gli pare.



Livio Braga
Contesto alla radice quanto scritto !

Alberto Pento
Livio Braga Aspettiamo le contestazioni ben argomentare con fatti e analisi sensate.
La contestazione per avere senso andrebbe svolta con fatti e analisi ben argomentate e non con slogan e frasi fatte preconfezionate che esprimono soltanto irragionevolezza e fideismo dogmatico, ottusità e ignoranza, calunnie e presunzione, odio immotivato o falsamente motivato.

Livio Braga
Alberto Pento Il peccato originale è che l’ Occidente è in forte declino perché ha tradito i suoi valori millenari, le sue radici, la sua identità giudaico-cristiane e greco- romana! Putin difende il suo popolo,la sua storia slava ed ortodossa! Non corre dietro le LGTB , la storiella del gender e tanti altri temi che hanno reso l uomo un oggetto senza umanità decoro e naturalezza !

Franco Ornag
Livio Braga ti darei un bacio in fronte...condivido al millevper mille, il tuo post


Alberto Pento
Posso capire che molti preferiscano la dittatura del cazzuto Putin a quella del transgender Politicamente Corretto che anche a me non piace per niente.
Come non mi piace il Politicamente Corretto cristiano e certe altre assurdità cristiane non bergogliane come l'antisemitismo e l'antisraelismo antiebraico, come l'avversione per la buona vita in terra, per il lavoro, la ricchezza, la responsabilità e il merito, per la legittima difesa personale e nazionale, il perdono sempre e comunque a prescindere dal pentimento e da risarcimento e la colpevolizzazione demonizzazione dell'uomo bianco e dell'Occidente accusato calunniosamente per ogni male che esiste sulla faccia della terra e che attanaglia l'umanità.
Ma Putin non è solo cazzuto è anche alleato, sostenitore e paladino di tutte le vere dittature della terra:
della staliniana Corea del Nord con il suo culto della personalità,
del Venezuela social comunista di Maduro,
dell'Iran nazi maomettano che vorrebbe l'atomica per distruggere Israele e l'Occidente cristiano,
della Cina che è cresciuta economicamente grazie al lavoro portato dall'Occidente industriale e capitalista e che pratica la concorrenza sleale che inquina il Mondo più del resto degli altri paesi industrializzati, che è diventata una minaccia militare per tutto il Mondo Libero.
Putin è un dittatore prepotente e violento, imperialista antidemocratico e antioccidentale che fa parte di una oligarchia economica nazionalista, prepotente e mafiosa che affama la sua gente il suo stesso popolo preferendo impiegare le sue risorse per costruire armi offensive, che non ha alcun rispetto per i paesi confinanti europei che non ne vogliono sapere della Russia di Putin erede della Russia imperialista e autoritaria degli Zar e dell'URSS.
Puni è un falso cristiano pieno di violenza e di spirito di sopraffazione, altro che gli ucraini nazisti, il russo Putin pare la fusione di Hitler e di Stalin, il peggio del peggio e un bugiardo matricolato.
E molto altro ancora che svilupperò in seguito.


Un po' di verità contro le falsificazioni storiche di Putin
.
"Il discorso di Putin su Lenin e l’Ucraina: cosa ha detto per dare il via all’invasione, e perché è il più importante degli ultimi 20 anni"
Il Corriere della Sera
Niram Ferretti
22 febbraio 2022

https://www.facebook.com/permalink.php? ... 4575318063

L’idea stessa dell’Ucraina, ha detto Vladimir Putin nel suo discorso televisivo alla nazione, durante il quale ha annunciato il riconoscimento delle repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, «è un’invenzione» di Lenin.
«L’Ucraina moderna è stata interamente creata dalla Russia, dalla Russia bolscevica e comunista», ha sostenuto «lo zar» del Cremlino, in una rilettura storica definita dagli analisti «estrema» persino per i suoi standard, quelli di un leader che ritiene il collasso dell’Unione Sovietica la peggior catastrofe geopolitica del Ventesimo secolo.
«Questo processo è iniziato dopo la rivoluzione del 1917», ha spiegato Putin. «Lenin e i suoi compagni lo hanno portato avanti in modo approssimato rispetto alla Russia, togliendole pezzi del suo territorio storico».

In realtà, i popoli russi e ucraini discendono entrambi dalla Rus di Kiev, tribù slave, baltiche e finniche che nel Nono secolo crearono un’entità monarchica che comprendeva parte dell’attuale territorio ucraino, bielorusso e russo. L’identità e la cultura russa nascono allora: Kiev, la capitale ucraina, venne fondata centinaia di anni prima di Mosca, anche se poi i confini, la religione e la popolazione ucraini mutarono più volte nell’arco di un millennio. Quando però fonda il primo Stato socialista del mondo, il 30 dicembre 1922, Lenin impedisce di fatto la nascita di uno Stato ucraino indipendente: durante l’era Sovietica, poi, la lingua ucraina era vietata nelle scuole e la cultura locale, scrive il New York Times, si poteva tramandare soltanto attraverso buffe caricature dei cosacchi danzanti.
È stata quindi la fatiscente Unione Sovietica guidata da Michail Gorbaciov a permettere all’Ucraina di diventare indipendente «senza condizioni», ha aggiunto Putin, definendo la decisione «una follia».
Ma nel 1991 non fu Mosca a concedere l’indipendenza, quanto il popolo ucraino a prendersela: il 21 gennaio del 1990 oltre 300 mila ucraini organizzarono una catena umana fra Kiev e Leopoli, poi il 24 agosto del 1991 fu dichiarata la nascita di uno Stato ucraino indipendente dall’Urss, e il 1° dicembre gli elettori approvarono il referendum che sanciva l’indipendenza dell’Ucraina. Non si tratta quindi di un «errore storico», come ritiene Putin, quanto di una volontà politica e democratica. Una volontà che l’Unione Sovietica si impegnò poi a rispettare, a patto che Kiev rinunciasse al suo arsenale nucleare.
Se Lenin fu «autore e creatore» dell’Ucraina, secondo Putin anche Iosif Stalin, che governò l’Unione Sovietica dal 1922 fino alla sua morte, avvenuta nel 1953, ebbe la responsabilità di cederle «alcuni territori che prima appartenevano a Polonia, Romania e Ungheria», e poi Nikita «Krusciov nel 1954 prese la Crimea dalla Russia e la diede all’Ucraina. E così — ha dichiarato Putin — che il territorio dell’Ucraina Sovietica fu formato». Questa rilettura storica nasconde in realtà due ossessioni del presidente: da un lato Putin può giustificare un intervento militare, sostenendo che non violerebbe la sovranità di un altro Stato perché, di fatto, l’Ucraina è parte della Russia; dall’altro le sue parole svelano un’ambizione «zarista», l’ossessione di far combaciare cioè i confini del suo Paese con quelli della Russia imperiale.
«Non è più importante quale fosse l’idea dei leader bolscevichi, che fecero a pezzi il Paese», aveva scritto lo scorso anno in un lungo articolo in cui sosteneva che Ucraina e Russia fossero un solo Stato. «Possiamo essere in disaccordo su dettagli minori, sui retroscena e la logica dietro certe decisioni. Ma una cosa è certa: la Russia fu derubata», spiegava Putin, un concetto che ha ripetuto nel discorso di lunedì, con il quale è tornato indietro di 100 anni e che racchiude la visione del presidente russo. Non sono solo gli errori di Lenin, Stalin e Krusciov, elencati quasi con disprezzo, a far trapelare questa ambizione imperiale di Putin, ma anche la scenografia e l'inconografia del Consiglio di sicurezza nazionale trasmesso in finta — gli orologi dei partecipanti segnavano un’ora diversa — diretta televisiva.
Con alle spalle la bandiera dei Romanov — quella con l'aquila a due teste dorata e lo scudo con San Giorgio, simbolo di Mosca, che uccide un serpente con una lancia, tornata nel 1993 dopo 70 anni di riposo — il presidente domina la grande sala circolare al Cremlino.
È seduto su un lato, con i suoi principali— e obbedienti — collaboratori disposti a semicerchio a una decina di metri di distanza che si alzano a turno per parlare al microfono e sostenere la linea di Putin: chi propone un approccio più morbido, come il capo dello spionaggio estero Sergej Naryshkin che suggerisce di dare un’ultima possibilità all’Occidente, viene umiliato dallo «zar» , annoiato e spazientito; altri, come il ministro dell’Interno Vladimir Kolokoltsev, rilanciano suggerendo di prendersi tutto il Donbass, non solo l’area in mano ai filorussi.
All’estrema sinistra del gruppo dei dodici fedelissimi del presidente, poi, c’è l’unica donna, Valentina Matvienko, che fu vice del primo ministro Evgenij Primakov — grande rivale di Putin — fra il 1998 e il 1999, ma che poi si avvicinò al nuovo leader diventando nel 2003 governatrice di San Pietroburgo, ovvero la città di Putin, e poi nel 2011 presidentessa del Consiglio federale, il Senato russo che deve concedere al presidente il permesso di usare l’esercito all’estero. La sua carriera, nota in un lungo thread su Twitter Kamil Galeev, fellow del Woodrow Wilson Center di Washington, aiuta a capire la storia e le dinamiche politiche russe, ma soprattutto le qualità necessarie per fare strada nel Paese di Putin: ubbidienza incondizionata verso i propri capi, chiunque siano, e capacità di sostenere qualsiasi agenda politica e poi, con un'inversione a U, l'esatto opposto.
Al termine del Consiglio di sicurezza nazionale, Putin si è rivolto alla sua Nazione e con tono severo ha «rimesso a posto gli errori» commessi dai leader bolscevichi, ha cancellato l'Ucraina e ha riportato la Russia indietro di 100 anni esatti.
Il presidente ha quindi firmato il decreto che riconosce l'indipendenza — e di fatto l'annessione, come avvenuto nel 2014 con la Crimea — delle repubbliche di Donetsk e Lugansk e ha inviato l'esercito nel Donbass, per risolvere un'emergenza umanitaria di cui parlano soltanto i media di Stato russi. A metà del suo discorso, però, Putin ha lasciato anche un'altra traccia, quando parla della «terribile tragedia di Odessa, dove manifestanti pacifici furono uccisi brutalmente, bruciati vivi nella Casa dei sindacati». Quel giorno, a Odessa, morirono 38 filorussi e «i colpevoli», afferma Putin, «non sono mai stati puniti, ma noi sappiamo i loro nomi, e faremo di tutto per assicurarli alla giustizia». In questo passaggio, alcuni osservatori hanno letto la prossima mossa dello «zar»: arrivare fino a Odessa, ufficialmente per fare giustizia.


"Propaganda alla Stalin. Discorso orwelliano in tv per stravolgere la storia"
Manila Alfano
23 Febbraio 2022

https://www.ilgiornale.it/news/politica ... 1645595680

«Un discorso orwelliano». Lo definisce così, senza mezzi termini l'ucrainista Max Di Pasquale, ricercatore associato dell'Istituto Gino Germani di scienze sociali e studi strategici, il discorso a reti unificate che lunedì ha fatto saltare dalla sedia fior di analisti politici. Una doccia fredda le parole di Putin per molti, a partire dai leader che si sono seduti a quell'ormai famoso, lunghissimo tavolo made in Cantù. Eppure, per Di Pasquale non c'è sorpresa. Lo studioso che in questi anni con le sue pubblicazioni quali Ucraina terra di confine. Viaggi nell'Europa sconosciuta, e Abbecedario ucraino ha fatto conoscere l'Ucraina al grande pubblico italiano, era convinto che «lo zar» non si sarebbe fermato. Dalla Crimea, 8 anni fa, Putin ha messo in atto il primo esempio di guerra ibrida su larga scala ben più pericolosa di una guerra convenzionale fatta non solo di armi ma anche di fake news per spaccare la società. E non si fermerà.

Cosa c'è dietro alle mire russe?

«La paura. Paura che il germe della democrazia si diffonda fin dentro ai confini russi».

Putin parla dell'Ucraina come di una invenzione, creata da Lenin strappando dei territori russi. È così?

«Ma niente affatto. Anzi sarebbe vero il contrario».

In che senso?

«Pura propaganda utilitaristica. Ma non è nuova. Anche Stalin parlava dell'Ucraina come di un'arma in mano all'Occidente. Come vede Putin non si è inventato niente di nuovo. Putin poi in questi anni lo ha detto più volte in diverse occasioni. Secondo la sua narrazione i russi e gli ucraini sarebbero uno stesso popolo. Lo ha dichiarato nel 2014 con la crisi nel Donbass, prendendosi la Crimea».

Ma è la verità?

«No, assolutamente. Una falsità storica, una distorsione a suo uso e consumo. Per far leva su un neanche troppo acceso spirito nazionalistico».

Ma ha ragione nel dire che i russi e gli ucraini sono lo stesso popolo?

«Hanno avuto una storia comune se vogliamo, causa guerre e alleanze, egemonie. Ma i popoli sono distinti. Nel Medioevo la Rus' di Kiev, aveva Kiev capitale, era Kiev la città di riferimento rispetto a Moscovia che nel 1240 subisce poi l'invasione dei Mongoli, una sovranità altamente repressiva, mentre l'Ucraina finisce sotto il Gran Ducato di Polonia e Lituania, più aperto, con uno sviluppo culturale diverso, europeo. Due popoli con uno sviluppo totalmente diverso».

Quindi due identità culturali che si distingueranno nel corso degli anni?

«Sì, già nel '600 l'Ucraina cerca una sua indipendenza e chiaramente si ritrova ad allearsi con i vicini per tornaconti politici. Ma c'è un altro passaggio fondamentale che spiega l'abisso tra le due culture: nel 1709 la battaglia di Poltava segna la fine dell'indipendenza del Cosaccato ucraino, alleato degli svedesi, sconfitto da Pietro il Grande. È l'inizio dell'Impero russo. Inizia l'operazione di russificazione, ma allo stesso tempo, si appropria delle radici culturali della Rus' di Kiev proprio per dare alla Moscovia una identità europea che lui anelava ma che in realtà non le apparteneva».

Perchè?

«Pietro il Grande guardava all'Europa più che all'Asia. E non è un caso che eurasisti come Putin odiano Pietro il Grande».

Eppure Putin fa leva sul nazionalismo filo sovietico degli ucraini.

«Una minoranza. Invece è vero che i sentimenti nazionalistici ucraini lavorano da sempre: dal collasso dell'Impero Russo e di quello Austro Ungarico, con la dichiarazione di indipendenza nel 1919. E non si affievolì nemmeno sotto al regime sovietico. Che portò all'indipendenza del 1991».


Il fascismo cristiano di Ivan Ilyin

Fascismo russo e collasso delle democrazie occidentali nell’ultimo saggio di Timothy Snyder
di Massimiliano Di Pasquale
4 dicembre 2018

https://www.stopfake.org/it/fascismo-ru ... hy-snyder/
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Difendiamo il Mondo Libero, difendiamo l'Ucraina!

Messaggioda Berto » mer mar 02, 2022 9:18 pm

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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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