Le minacce nucleari del criminale del Cremlino

Re: Le minacce nucleari del criminale del Cremlino

Messaggioda Berto » dom set 25, 2022 8:56 am

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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Le minacce nucleari del criminale del Cremlino

Messaggioda Berto » dom set 25, 2022 8:56 am

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Re: Le minacce nucleari del criminale del Cremlino

Messaggioda Berto » dom set 25, 2022 6:22 pm

9)
Non accogliere i russi che scappano dalla coscrizione bellica obbligatoria in Russia indetta da Putin, affinchè restino in Russia a organizzare la resistenza contro Putin.
Se si accolgono vi saranno problemi con i profughi ucraini, eppoi di sicuro in mezzo a loro vi sarà una quinta colonna russa pronta a compiere attentati e sabotaggi contro i paesi europei.




Guerra in Ucraina, Putin annuncia la mobilitazione parziale
L’annuncio del presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso alla nazione
21 settembre 2022
https://video.milanofinanza.it/video/gu ... IPekzFWXdM



Mobilitazione e disperazione. Pure i fedelissimi di Putin non vogliono diventare carne da macello
La Cecenia di Kadyrov non contribuirà alla chiamata alle armi. Questa guerra fa paura a tutti
24 settembre 2022

https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/09/ ... o-4473183/

Milano. Giornalisti, piloti, studenti, ferrovieri, deputati, informatici: nel caos della chiamata alle armi, sta diventando sempre più chiaro che nessuno può sentirsi al sicuro, e che stavolta Vladimir Putin ha deciso che la guerra non si farà soltanto con le mani dei più poveri e sottomessi abitanti delle province remote. Migliaia di lettere di coscrizione stanno arrivando perfino ai finora intoccabili moscoviti e pietroburghesi, mentre nella capitale è in corso uno scontro tra le varie lobby per proteggere i propri componenti dalla mobilitazione. Dopo i dipendenti dell’industria bellica, ieri sono stati esentati dalle trincee i dipendenti dei “media sistemici”, cioè quelli propagandistici, troppo impegnati a convincere i russi ad andare a morire in guerra. Nessuna esenzione invece per gli agenti dell’Fsb: ogni sede regionale dovrà mandare in Ucraina il 10 per cento del proprio organico, e per i piloti dell’Aeroflot, in buona parte ex militari, mentre dalle diverse regioni russe arrivano notizie di operai e tecnici prelevati direttamente dalle miniere e dalle fabbriche. La macchina militare ereditata dall’ex Armata rossa ha cominciato a funzionare a pieno regime, macinando vite a centinaia e migliaia: in alcune zone della Siberia sono stati chiamati alle armi praticamente tutti i maschi giovani dei villaggi, e secondo Meduza l’ordine è di prelevare uomini soprattutto dalle campagne remote. Nonostante le promesse del ministero della Difesa, la mobilitazione è tutt’altro che “parziale”. Diversi reclutati hanno raccontato di aver sentito i responsabili dei commissariati militari che l’obiettivo della chiamata alle armi è di mobilitare 1,2 milioni di uomini, in tre fasi che si concluderanno a novembre, per dare ai centri reclute il tempo di smaltire una massa enorme di nuovi soldati in turni di sole due settimane di addestramento.


L'Europa divisa sull'accoglienza dei russi in fuga dalla leva. Michel favorevole ai visti umanitari
Francesca Basso
24 settembre 2022

https://www.corriere.it/esteri/22_sette ... ca2f.shtml

La gestione delle richieste di asilo dei disertori russi sarà sul tavolo della riunione convocata lunedì a Bruxelles dalla presidenza ceca dell’Ue

Dalla nostra corrispondente
BRUXELLES - L’accoglienza dei russi che scappano dall’arruolamento rischia di diventare un caso nell’Ue. Lituania, Lettonia, Estonia e Polonia chiuderanno le porte ai cittadini russi in fuga per sottrarsi alla mobilitazione annunciata dal presiedente Vladimir Putin: non accetteranno le richieste di asilo.
La Finlandia chiuderà i confini ai turisti russi «per ridurre significativamente il numero di persone in arrivo in Finlandia dalla Russia», ha spiegato il presidente Sauli Niinistö. La Repubblica ceca tratterà questi casi come normali visti e non come visti umanitari (è stata il primo Paese Ue a sospendere il rilascio dei visti ai cittadini russi già dal 25 febbraio scorso).

L’Ungheria, invece, terrà i confini aperti non solo agli oppositori di Putin ma anche ai turisti russi, nonostante la decisione a livello Ue di rendere più difficile il rilascio dei visti di questo tipo.
Mentre la Germania chiede una soluzione coordinata a livello europeo anche se la ministra dell’Interno Nancy Faeser ha ricordato che «i disertori che rischiano una pesante repressione ricevono di regola protezione internazionale in Germania».

«È una questione nuova, che stiamo monitorando», ha spiegato venerdì il portavoce della Commissione Ue Eric Mamer, ricordando che «c’è già un quadro che garantisce la richiesta di asilo per le persone che pensano di averne diritto». La compattezza dell’Unione rischia di essere messa duramente alla prova.

La gestione delle richieste di asilo dei disertori russi sarà sul tavolo della riunione per il meccanismo di risposta politica integrata convocata lunedì dalla presidenza ceca dell’Ue. Il rischio è che i Paesi Ue vadano in ordine sparso. Tuttavia il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, si è detto a favore «in linea di principio» ad aprire le porte dell’Ue ai russi in fuga dalla mobilitazione. Lettonia, Estonia e Polonia hanno annunciato che non accetteranno quelle domande d’asilo per motivi di sicurezza nazionale e le regole di Schengen permettono di negare l’accesso per questioni di sicurezza interna e di ordine pubblico.
Ma esiste anche il diritto all’asilo per chi si oppone a un regime. Il ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis ha affidato a Twitter il suo pensiero: «I russi dovrebbero restare e combattere. Contro Putin». Per il ministro degli Esteri della Repubblica ceca, Jan Lipavsky, «coloro che fuggono dal Paese perché non vogliono adempiere agli obblighi imposti dal proprio Stato non soddisfano le condizioni per un visto umanitario». Eppure «il fatto che molti russi non vogliano partecipare alla guerra è un buon segnale», ha messo in evidenza il portavoce del cancelliere tedesco, Steffen Hebestreit, ma bisogna trovare «una soluzione sostenibile» con gli altri partner europei. «In tutte le richieste di asilo si dovrà verificare che ci sia stata effettivamente una diserzione», ha precisato Hebestreit, aggiungendo che è necessario accertare che chi chiederà di essere accolto non si muova in Europa su mandato di Mosca.




Russi in fuga da Putin respinti al confine Ue: "Non concederemo l'asilo politico"
Dario Prestigiacomo
22 settembre 2022

https://europa.today.it/attualita/russi ... lo-ue.html

Dopo i turisti, i Paesi al confine con la Russia potrebbero chiudere la porta anche ai russi che stanno fuggendo dal Paese in seguito all'annuncio di Vladimir Putin della mobilitazione dei riservisti per aiutare le truppe impegnate nella guerra in Ucraina. Estonia e Lettonia hanno già annunciato che respingeranno i russi alla frontiera, anche a coloro che chiederanno l'asilo. Finlandia, Lituania e Polonia potrebbero prendere la stessa decisione.

"Il rifiuto di adempiere al proprio dovere civico in Russia o il desiderio di non farlo non costituiscono motivi sufficienti per ottenere l'asilo in un altro Paese", ha detto a Reuters il ministro degli Esteri estone Urmas Reinsalu, riferendosi al fatto che l'aumento delle persone in fuga dalla Russia nelle ultime ore sia legato esclusivamente alla paura di venire arruolati come riservisti.

La Lettonia solleva anche i presunti rischi legati all'esodo dalla guerra: "Per motivi di sicurezza, la Lettonia non rilascerà visti umanitari o di altro tipo a quei cittadini russi che evitano la mobilitazione", ha affermato il ministro degli Esteri lettone Edgars Rinkevics, sottolineando che tra questi cittadini ci sono persone addestrate militarmente. Gli altri Paesi del blocco al confine con la Russia per ora non hanno preso la stessa decisione. Lituania e Polonia, che appena tre giorni fa, insieme a Lettonia ed Estonia, avevano sospeso i visti turistici per russi, non hanno ancora deciso il da farsi.

Dal governo di Vilnius hanno fatto sapere che le domande di asilo "verranno valutate nel solito modo, tenendo conto di tutte le circostanze e su base individuale", ma il ministero degli Esteri ha aggiunto che la Lituania "non ha lo scopo e la capacità di rilasciare visti per motivi umanitari a tutti i cittadini russi che ne facciano richiesta". Da Varsavia, un diplomatico polacco, parlando a titolo personale, ha detto a EuObserver che "coloro che fuggono dalla Russia dovrebbero andare in Francia, o in Catalogna o in Italia, che ottengano asilo politico lì su larga scala. Gli Stati baltici e la Polonia non devono farlo".

La Commissione europea per il momento si è limitata a ricordare cosa prevedono le norme sulla libera circolazione degli individui nell'Ue: "Le regole di Schengen permettono di negare l'accesso" ai richiedenti asilo "per questioni specifiche di sicurezza interna e di ordine pubblico" e "ci troviamo in una situazione senza precedenti, con rischi da tenere in considerazione sul contesto geopolitico e in materia di sicurezza" fermo restando che "ogni domanda d'asilo deve essere valutata individualmente", ha dichiarato la portavoce Anitta Hipper. "E' essenziale concordare un approccio comune tra gli Stati membri sul modo di agire e siamo in contatto con i Paesi su questo", ha aggiunto Hipper riferendosi a Estonia e Lettonia.

Dopo l'annuncio della mobilitazione dei riservisti, le ricerche su Google su "come lasciare la Russia" sono aumentate in maniera esponenziale, e i voli da Mosca verso i Paesi che non hanno sospeso i collegamenti aerei con la Russia, come Turchia e Armenia, sono andati esauriti in poche ore. Ci sono state anche proteste contro la guerra in almeno 15 città russe, con centinaia di arresti, secondo il gruppo russo per i diritti umani OVD-Info. Mosca non ha escluso, né confermato l'intenzione di chiudere i confini per bloccare la fuga. "Non posso rispondere su questo", ha detto mercoledì il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

I pochi voli disponibili verso i Paesi "amici" potrebbero aumentare i flussi via terra verso l'Ue. La Finlandia, che ha il confine più lungo con la Russia di qualsiasi Paese dell'Ue, non sta chiudendo del tutto le porte ai russi, ma il ministro della Difesa finlandese Antti Kaikkonen ha affermato che la mobilitazione di Putin rilancia la questione di una politica Ue più severa sui visti.

Non tutti sono convinti che vi sarà un esodo di massa verso l'Ue. Secondo Vladimir Ashurkov, collaboratore di Alexei Navalny, l'oppositore di Putin in carcere da tempo, "ci saranno persone che lasceranno la Russia per non prestare servizio nell'esercito, ma non mi aspetto che molti andranno nell'Ue", ha detto a EuObserver. Ashurkov, però, ha aggiunto che "le persone che si rifiutano di prestare servizio nell'esercito russo e sono minacciate di persecuzione per questo, dovrebbero ottenere l'asilo". Secondo l'Agenzia europea per l'asilo, dall'inizio della guerra i russi che hanno chiesto l'asilo in un Paese Ue sono stati circa 1.400.




L’articolo 51 della Convenzione di Ginevra vieta la coscrizione dei residenti dei territori occupati nei ranghi dell'esercito di occupazione:

Natalia Lykhach
25 settembre 2022

https://www.facebook.com/forzaucraina.i ... 8ytYG7WKQl

“La Potenza occupante non potrà costringere persone protette a prestare servizio nelle sue forze armate o ausiliarie. Qualsiasi pressione o propaganda intesa ad ottenere arruolamenti volontari è vietata.”
Purtroppo per la Federazione Russa non esistono né regole, né trattati, né accordi internazionali. Qualsiasi documento o memorandum, come quello di Budapest, da Mosca viene trattato alla pari della carta igienica. Non a caso più di un secolo fa Otto von Bismarck ha detto: “Gli accordi con la Russia non valgono la carta su cui sono scritti”. Negli anni i politici russi non hanno fatto altro che confermare le parole del cancelliere.
Nella guerra contro l’Ucraina la Federazione Russa non ha esitato di violare tutte le norme ed i regolamenti possibili, sia dei trattati internazionali sulle regole di guerra che qualsiasi norma morale, bombardando i palazzi e gli ospedali, radendo al suolo interi villaggi e città, usando bombe a grappolo e bombe al fosforo. I soldati di Putin hanno commesso innumerevoli crimini di guerra seminando morte e terrore ovunque siano passati e lasciando dietro di sé infinite fosse comuni e popolazione spaventa.
E ora, dopo la mobilitazione proclamata da Putin e lo pseudo referendum fatto nei territori ucraini temporaneamente occupati, la Federazione Russa sta per commettere un altro crimine: arruolare i cittadini ucraini che si trovano sotto l’occupazione nell’esercito russo.
Mentre il social network si riempiono di video della mobilitazione in Federazione Russa e di lunghissime code di russi in fuga dal paese, dai territori occupati arrivano pochissime informazioni.
Uno dei primi a parlarne ufficialmente è stato il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che nella sua diretta serale del 23 settembre ha detto: “ … mobilitazione criminale che gli occupanti stanno attualmente cercando di portare avanti in Crimea e in altre parti dell'Ucraina, che ancora controllano… non sono solo crimini contro il diritto internazionale e il diritto dell'Ucraina. Questi sono crimini contro concrete persone, contro un popolo.”
In particolare il Presidente ha citato la mobilitazione in Crimea. “Ora in Crimea, nei luoghi di residenza compatta dei tartari di Crimea stanno cercando di mobilitare quanti più uomini possibili. Ne abbiamo già la prova. Questo è un tentativo deliberato della Russia di distruggere il popolo tartaro di Crimea..”
La probabile mobilitazione dei tartari di Crimea preoccupa i difensori dei diritti umani, perché può portare al genocidio. “Secondo le stime preliminari, i tartari di Crimea hanno ricevuto circa il 90% delle convocazioni dell'esercito in Crimea. Allo stesso tempo, i tartari di Crimea costituiscono il 13-15% della popolazione della penisola. Una tale mole di coscrizione può portare a un genocidio nascosto del popolo tartaro di Crimea", ha riferito l'analista di “Krym SOS” Yevgeny Yaroshenko.
Attualmente sappiamo che almeno 5.000 residenti della Crimea hanno ricevuto convocazioni dall'esercito russo. Secondo Serhiy Aksyonov, l'autoproclamato capo dell'amministrazione di occupazione in Crimea, è prevista la mobilitazione di 10.000 residenti della penisola.
Non è migliore la situazione negli altri territori ucraini occupati dai russi. Ormai la mobilitazione forzata degli ucraini nei territori temporaneamente occupati delle regioni di Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia diventa un modo comune per i russi di arruolare nuove reclute, demoralizzare le persone e distrugge la resistenza.
Il governatore della regione di Luhansk Serhiy Haidai informa che nei territori occupati della regione di Luhansk la mobilitazione non è parziale, i russi portano via tutti gli uomini che riescono a trovare, anche over 60.
Invece il sindaco di Melitopol, Ivan Fedorov, afferma che i residenti maschi delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson sono costretti dagli occupanti ad andare al fronte. Chi rifiuta dovrà fare i conti con i ceceni di Kadyrov.
In questo contesto il Presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto a cittadini ucraini nei territori occupati di cercare in ogni modo di nascondersi dalla mobilitazione russa, evitare convocazioni all'esercito, provare a sfuggire sul territorio libero dell'Ucraina.
Purtroppo l’obbiettivo degli occupanti è mobilitare gli uomini dei territori occupati dell'Ucraina come "carne da cannone" al fronte. Durante la prima guerra mondiale l’Ucraina è stata divisa tra due imperi: russo e austroungarico e gli ucraini erano costretti di sparare l’uno contro l’altro. Oggi, con la mobilitazione forzata degli ucraini nei territori occupati, c’è il rischio che la storia si ripeta e che gli ucraini siano costretti di nuovo ad uccidere i propri connazionali.
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Re: Le minacce nucleari del criminale del Cremlino

Messaggioda Berto » dom set 25, 2022 6:22 pm

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