Coki-cokeria, veła, xmoca, gay e altre stranbarie

Re: Coki-cokeria, veła, xmoca, gay e altre stranbarie

Messaggioda Berto » sab nov 26, 2016 10:29 am

Pedofilia, "gli abusi di don Inzoli durante le confessioni": le motivazioni della condanna
Quattro anni e nove mesi di reclusione nei confronti di "don Mercedes", è stato uno dei massimi dirigenti di Comunione e Liberazione
di MATTEO PUCCIARELLI
25 novembre 2016

http://milano.repubblica.it/cronaca/201 ... -152773395

MILANO - Toccava i ragazzini anche durante le confessioni, e per convincerli della bontà delle molestie sessuali citava brani del Vecchio Testamento, la relazione filiale fra Abramo e Isacco. Sono uscite le motivazioni della sentenza di condanna a quattro anni e nove mesi di reclusione nei confronti di don Mauro Inzoli, ai tempi uno dei massimi dirigenti di Comunione e Liberazione, accusato di pedofilia e a suo tempo condannato al ritiro a vita privata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede.

Oltre venti pagine che mettono nero su bianco la seconda passione di don Inzoli - oltre a quella per il lusso, il suo soprannome infatti è 'don Mercedes'. Abusava sui minori della Gioventù studentesca - i ragazzi di Cl - un po' dappertutto: nei soggiorni estivi e invernali della comunità, in ospedale, durante le confessioni. Lo faceva "approfittando con spregiudicatezza della propria posizione di forza e di prestigio, tradendo la fiducia in lui riposta dai giovani nei momenti di confidenza delle proprie problematiche personali ed anche nel corso del sacramento della Confessione, ammantando talora le proprie condotte di significato religioso così confondendo ulteriormente i giovani", così scrive il gup Letizia Platè. La condanna per Inzoli è avvenuta per le molestie sessuali compiute, dal 2004 al 2008, su cinque ragazzini, 12 anni il più giovane, 16 il più grande, vittime di una "forte sottomissione psicologica". Ma i casi sarebbero molti di più, come aggiunge il giudice: "Una pluralità indiscriminata di soggetti, all'epoca minorenni", abusati "sin dalla metà degli anni Novanta". Ma sono casi ormai prescritti.

Un ragazzo racconta che nel 1996 don Inzoli lo toccò "nel corso della confessione" e che alla sua richiesta di spiegazioni, il leader carismatico di Cl giustificò gli atti sessuali "facendo riferimento ad una sorta di 'battesimo dei testicoli' che gli aveva presentato come un rituale ebraico citato nell'Antico Testamento come segno dell'affetto del padre nei confronti del figlio". Dentro la comunità in molti sapevano di ciò che faceva don Mercedes: "Se ne parlava in modo ironico" e tra i ragazzi "c'erano scambi di battute e scherzi". Un altro ragazzo che frequentò fino al 2004 il gruppo racconta: "Si ironizzava sul fatto che don Mauro adorasse maneggiare il cambio e quindi si accennava ironicamente a una sua ipotetica passione per le corse automobilistiche e quando alcuni giovani mi chiedevano se anche a me avesse fatto il gran premio, ho capito a cosa alludessero e come tali comportamenti fossero frequenti...". Un altro ancora ricorda che "quando, nell'estate del 2004, uno dei suoi amici aveva saputo di essere stato designato per dormire nella stanza d'albergo insieme a don Inzoli, aveva espresso il suo disappunto: 'Che palle andare a dormire da don Mauro, ti tiene sveglio tutta la notte e continua a toccarti'".

Nel 2014 fu lo stesso papa Francesco a stabilire che "in considerazione della gravità dei comportamenti e del conseguente scandalo, provocato da abusi su minori, don Inzoli è invitato a una vita di preghiera e di umile riservatezza, come segni di conversione e di penitenza. Gli è inoltre prescritto di sottostare ad alcune restrizioni, la cui inosservanza comporterà la dimissione dallo stato clericale. Don Mauro non potrà celebrare e concelebrare in pubblico l’Eucaristia e gli altri sacramenti, né predicare, ma solo celebrare l’Eucaristia privatamente. Non potrà svolgere accompagnamento spirituale nei confronti dei minori o altre attività pastorali, ricreative o culturali che li coinvolgano". Ma la giustizia italiana non si era ancora mossa. Lo fece dopo un esposto alla procura del deputato di Sinistra Italiana Franco Bordo, andato avanti nonostante l'ostruzionismo del Vaticano.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Coki-cokeria, veła, xmoca, gay e altre stranbarie

Messaggioda Berto » dom dic 11, 2016 8:01 am

Giudice argentino autorizza il matrimonio tra vedova e figliastra in nome del “diritto alla felicità”
Ludovico Biglia
10 dicembre 2016

https://www.osservatoriogender.it/giudi ... a-felicita

Dall'Argentina arriva una nuova folle storia, figlia dell'odierno clima culturale. Questi i fatti: nel 1983, un uomo e una donna si sposano ed hanno una figlia. Sedici anni più tardi, nel 1999, la moglie muore e il marito forma una nuova coppia con una giovane donna. Tale rapporto dura fino alla morte dell'uomo che avviene nel 2010.A questo punto avviene l'inatteso colpo di scena. La vedova e la figliastra del defunto, la ragazza nata nel 1983, che fino a quel momento aveva appena mantenuto un contatto con la nuova compagna del proprio padre, da un giorno all'altro, dopo essersi trovate unite dal dolore delle comune perdita, si innamorano.Un giudice ha ora autorizzato le due donne, praticamente coetanee (32 e 33 anni), a sposarsi adottando una decisione senza precedenti in Argentina. Per poterlo fare ha infatti prima dovuto dichiarare incostituzionale un articolo del codice civile argentino che proibiva le unioni tra parenti, sia pure indirette, come in questo caso.La storia di queste due donne, la cui identità è tenuta segreta, ha creato dunque un importante precedente giuridico in Argentina.Lo scorso 7 novembre scorso, la matrigna e la figliastra si sono presentate al Registro della città di Rosario per richiedere un cambiamento dell'attuale legislazione. La legge sul cosiddetto matrimonio egualitario vigente in Argentina dal 2010 consente infatti le unioni tra persone dello stesso sesso ma non tra consanguinei. La legge è chiara: un rapporto matrigna / figliastra impedisce il matrimonio.David Lisandrello, l'avvocato della coppia ha dichiarato come nonostante la "registrazione civile non abbia fatto altro che rispettare la legge" sia stato presentato dai suoi assistiti un reclamo costituzionale contro tale normativa, trovando la favorevole accoglienza di un giudice che ha dichiarato incostituzionale il matrimonio, autorizzandolo.Il giudice in questione si chiama Ricardo Dutto e nella sua sentenza ha motivato la sua rivoluzionaria decisione, adducendo il prioritario "diritto alla felicità" di ciascuno, dichiarando

"la Costituzione garantisce implicitamente ad ogni cittadino il diritto di perseguire la propria felicità, il che implica il diritto di essere trattati decentemente dalla legge in tutte le dimensioni della vita, tra cui il matrimonio."

Secondo Dutto, l'articolo 403 del codice civile argentino sarebbe dunque incostituzionale in quanto nega il diritto di "felicità". Per questo, la vedova e la figliastra sono libere di unirsi in matrimonio e coronare così il loro sogno e vivere felici e contenti.Malgrado l'avvocato della coppia abbia tenuto a sottolineare come la sentenza appena pronunciata si applichi unicamente a tale particolare caso è evidente come essa farà giurisprudenza, creando un chiaro precedente al quale si appelleranno agevolemente tutti coloro che nel prossimo futuro vorranno rivendicare "diritti" analoghi.Il "diritto alla felicità" alla base di tale folle sentenza rappresenta emblematicamente il paradigma etico odierno che postula il riconoscimento di qualsiasi tipo di diritto, anche il più assurdo ed aberrante, come il matrimonio tra vedova e figliastra, l'unica cosa che conta è la soddisfazione ed appagamento del desiderio individuale.
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Re: Coki-cokeria, veła, xmoca, gay e altre stranbarie

Messaggioda Berto » lun dic 12, 2016 7:39 am

Se la Rai e il Tg3 fanno lo spot alle adozioni gay
Dopo la tiritena di Biagio Antonacci nel programma di Panariello, ora anche il Tg3 ha dato il suo contributo per l'indottrinamento dei telespettatori a favore delle adozioni gay.
Francesco Curridori - Lun, 28/12/2015

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 08217.html

Non bastava Biagio Antonacci. Con una ricerca sui social ci siamo accorti che sotto le vacanze natalizie anche il Tg3 ha dato il suo contributo a favore del ddl Cirinnà trasmettendo uno spot girato dall'associazione Famiglia arcobaleno che si occupa di 'difendere' i diritti delle coppie Lgbt.

Nel video andato in onda il 22 dicembre nell'edizione pomeridiana delle 14,20 si vedono inizialmente dei bambini intervistati che raccontano come passeranno il Natale. Con una serie di interviste fatte sulla strada, poi, alcuni passanti esprimono la loro opinione su alcuni disegni fatti da figli di famiglie "non tradizionali" per far passare il messaggio che "famiglia è dove c'è amore" e poco importa se i genitori siano omosessuali o eterosessuali.

Uno spot che non è passato inosservato ai cattolici tradizionalisti che su Twitter e sul web hanno condannato l'uso strumentale del servizio pubblico a favore di una legge del governo Renzi. La Rai da tempo viene usata come strumento per un lento e inesorabile indottrinamento dei telespettatori fatto per far addolcire la 'pillola' contenuta nel ddl Cirinnà.

Una propaganda pro adozioni che è già andata in onda anche su Raiuno con la fiction "È arrivata la felicità..." dove si raccontano le peripezie di una coppia di lesbiche che stanno per diventare genitori dopo essere andate all'estero per fare la fecondazione eterologa.
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Re: Coki-cokeria, veła, xmoca, gay e altre stranbarie

Messaggioda Berto » dom gen 15, 2017 9:33 am

Il chirurgo Silvana De Mari: "Curo gli omossessuali da 40 anni. La loro condizione non è normale"
Silvana De Mari, noto chirurgo, endoscopista, psicoterapeuta è intervenuta a La Zanzara per dire la sua sui gay e l'omosessualità e i danni che creerebbe all'organismo
Rachele Nenzi - Sab, 14/01/2017

http://www.ilgiornale.it/news/weird-new ... 51450.html

"L’omosessualità non è una condizione normale. Sono 40 anni che curo le persone omosessuali, e le amo. Moltissimo.", parole di Silvana De Mari (chirurgo, endoscopista, psicoterapeuta) a La Zanzara su Radio 24.

La dottoressa inoltre spiega come "in realtà l’omosessualità non esiste. La sessualità è il modo della biologia per creare le generazioni successive attraverso l’incontro tra gameti femminili e maschili. A Madre Natura non interessa nulla del piacere personale, a Madre Natura interessano solo i piccoli, le generazioni successive". E ancora: "Dove non c’è incontro di gameti non c’è sessualità. Se io mi masturbo è autoerotismo non sesso. Dunque queste persone, i gay, sono asessuate e omoerotiche. La sessualità è solo tra maschi e femmine, mettere il pene in una donna è sesso".

Parole forti che sicuramente non vanno giù agli omossessuali, ma la De Mari spiega a livello medico le motivazione del suo pensiero: "La condizione dell’omosessualità è una condizione drammatica per la condizione anorettale, dell’ano. L’ano fa parte del tubo digerente. L’apparato riproduttore è altra cosa. La vagina è stata creata per essere penetrata, per questo ha una mucosa incredibile. Avete presente Aragorn del Signore degli Anelli? Una roba di questo tipo, ci sono tanti strati, ghiandole che producono molto lubrificante, c’è una sottomucosa, una miriade di vasi linfatici che la proteggono da batteri, virus, micosi e tante schifezze. La cavità anale è stata creata perché passino le feci, dall’interno all’esterno. E basta. Non è prevista la penetrazione del pene, Madre natura non lo ha previsto. Il buco non è stato creato per quella cosa lì, si ammala. Conosco tanti gay che hanno danni inenarrabili, fanno disastri. Anche tra eterosessuali".

"Nell’ano la mucosa è sottilissima. La mucosa è sottilissima, si può lacerare facilmente. Sotto ci sono i vasi emorroidali molto fragili, se poi li sottopone a traumi aumentano le emorroidi e non solo. Ecco i danni: fistole, ascesso perianale, ragadi, incontinenza anale. Tutte le patologie vengono moltiplicate. In nome di Dio, mettetevi quel maledetto preservativo. Come medico ho il dovere di avvertire le persone perché tutte le volte che il pene entra nell’ano si provocano lacerazioni gravi" sottolinea ai microfoni di Giuseppe Cruciani, conduttore di La Zanzara.

E prosegue: "Tant’è che esiste l’espressione quando si minaccia qualcuno: ti faccio un c…così. Non è un caso. E’ un gesto di violenza, di sottomissione. E’ un gesto che viene sempre fatto nelle iniziazioni sataniche. Non sono quattro sfessati, ma è presente nei piani alti. Nelle pratiche di iniziazione del satanismo esiste il sesso anale, ne ha fatto uno anche Angelina Jolie. E aggiungo: nell’ano non c’è nemmeno l’organo dell’orgasmo". Più che una spiegazione, quello della dottoressa, è un monito, un'avvertenza: "Una cosa come l’unione gay che porta all’incontinenza anale, all’ascesso anale può essere considerata una cosa positiva?". Ovviamente, per quanto riguarda gli uomini, percheé sulle donno il discorso cambia: "Le lesbiche hanno meno danni e mi inquietano meno. Anche se ci sono casi di aumento del cancro alla faringe". Inoltre, aggiunge la De Mari: "La castità è una roba straordinaria. Se un uomo ama un altro uomo dovrebbe trasformare questo amore in castità. Ma io sono legalmente sposata e non sono casta".

La dottoressa chiude il discorso con una precisazione: "La cosa importante è ‘The gay bowel syndrome’ cioè l’insieme delle patologie anali che arrivano a causa della penetrazione. Nessuno ne parla. C’è una censura incredibile", come riportato da Dagospia.

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cron ... 139302.htm
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Re: Coki-cokeria, veła, xmoca, gay e altre stranbarie

Messaggioda Berto » mar gen 17, 2017 8:18 am

Il Circolo Mario Mieli annuncia azioni legali nei confronti di Silvana De Mari.

http://www.mariomieli.net/il-circolo-ma ... -mari.html

Postato da Ufficio Stampa in comunicati | Comments Off on Il Circolo Mario Mieli annuncia azioni legali nei confronti di Silvana De Mari.
Il Circolo Mario Mieli annuncia azioni legali nei confronti di Silvana De Mari.

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, in seguito alle dichiarazioni della dott.ssa Silvana De Mari sul suo profilo Facebook e a mezzo stampa, in cui i soci del Circolo vengono definiti “simpatizzanti di pedofilia, necrofilia e coprofagia”, ha dato mandato ai suoi legali per la tutela dell’Associazione e dei suoi soci presso le competenti sedi giudiziarie e non.

Sono più di 30 anni che il Circolo Mario Mieli si batte per il superamento di stereotipi e pregiudizi legati alle persone omosessuali e transessuali e certo non permetteremo che la grande storia della nostra Associazione sia infangata dalle posizioni estremiste e calunniatrici della De Mari. Il Mieli non solo si difenderà in tutte le sedi ma si mette a disposizione di ogni singolo socio che, offeso da queste farneticazioni, vorrà querelare la dott.ssa De Mari.

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

Mario Colamarino – Presidente 3898488885

Ufficio Stampa 065413985 – 3487708437





Purtroppo è vero!

https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Mieli

« Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l'Edipo, o il futuro Edipo, bensì l'essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l'amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica »
(Elementi di critica omosessuale, pag. 62, 2002)



Pento Alberto
Era anche ignorante e confondeva la pederastia con la pedofilia: fare sesso con i bambini è pedofilia, farlo con iragazzi è pederastia. Questa era una schifezza umana dell'area comunista.
No ho mai visto e mai sentito di una specie animale dove gli adulti facciano sesso con i bambini. Nemmeno le bestie si permettono tali aberrazioni.
E questo sarebbe uno degli studiosi e dei padri del gender.



La pedolifia è reato, un delitto, un crimine contro l'umanità
Pedofilia, "gli abusi di don Inzoli durante le confessioni": le motivazioni della condanna
Quattro anni e nove mesi di reclusione nei confronti di "don Mercedes", è stato uno dei massimi dirigenti di Comunione e Liberazione
di MATTEO PUCCIARELLI
25 novembre 2016

http://milano.repubblica.it/cronaca/201 ... -152773395

MILANO - Toccava i ragazzini anche durante le confessioni, e per convincerli della bontà delle molestie sessuali citava brani del Vecchio Testamento, la relazione filiale fra Abramo e Isacco. Sono uscite le motivazioni della sentenza di condanna a quattro anni e nove mesi di reclusione nei confronti di don Mauro Inzoli, ai tempi uno dei massimi dirigenti di Comunione e Liberazione, accusato di pedofilia e a suo tempo condannato al ritiro a vita privata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede.

Oltre venti pagine che mettono nero su bianco la seconda passione di don Inzoli - oltre a quella per il lusso, il suo soprannome infatti è 'don Mercedes'. Abusava sui minori della Gioventù studentesca - i ragazzi di Cl - un po' dappertutto: nei soggiorni estivi e invernali della comunità, in ospedale, durante le confessioni. Lo faceva "approfittando con spregiudicatezza della propria posizione di forza e di prestigio, tradendo la fiducia in lui riposta dai giovani nei momenti di confidenza delle proprie problematiche personali ed anche nel corso del sacramento della Confessione, ammantando talora le proprie condotte di significato religioso così confondendo ulteriormente i giovani", così scrive il gup Letizia Platè. La condanna per Inzoli è avvenuta per le molestie sessuali compiute, dal 2004 al 2008, su cinque ragazzini, 12 anni il più giovane, 16 il più grande, vittime di una "forte sottomissione psicologica". Ma i casi sarebbero molti di più, come aggiunge il giudice: "Una pluralità indiscriminata di soggetti, all'epoca minorenni", abusati "sin dalla metà degli anni Novanta". Ma sono casi ormai prescritti.

Un ragazzo racconta che nel 1996 don Inzoli lo toccò "nel corso della confessione" e che alla sua richiesta di spiegazioni, il leader carismatico di Cl giustificò gli atti sessuali "facendo riferimento ad una sorta di 'battesimo dei testicoli' che gli aveva presentato come un rituale ebraico citato nell'Antico Testamento come segno dell'affetto del padre nei confronti del figlio". Dentro la comunità in molti sapevano di ciò che faceva don Mercedes: "Se ne parlava in modo ironico" e tra i ragazzi "c'erano scambi di battute e scherzi". Un altro ragazzo che frequentò fino al 2004 il gruppo racconta: "Si ironizzava sul fatto che don Mauro adorasse maneggiare il cambio e quindi si accennava ironicamente a una sua ipotetica passione per le corse automobilistiche e quando alcuni giovani mi chiedevano se anche a me avesse fatto il gran premio, ho capito a cosa alludessero e come tali comportamenti fossero frequenti...". Un altro ancora ricorda che "quando, nell'estate del 2004, uno dei suoi amici aveva saputo di essere stato designato per dormire nella stanza d'albergo insieme a don Inzoli, aveva espresso il suo disappunto: 'Che palle andare a dormire da don Mauro, ti tiene sveglio tutta la notte e continua a toccarti'".

Nel 2014 fu lo stesso papa Francesco a stabilire che "in considerazione della gravità dei comportamenti e del conseguente scandalo, provocato da abusi su minori, don Inzoli è invitato a una vita di preghiera e di umile riservatezza, come segni di conversione e di penitenza. Gli è inoltre prescritto di sottostare ad alcune restrizioni, la cui inosservanza comporterà la dimissione dallo stato clericale. Don Mauro non potrà celebrare e concelebrare in pubblico l’Eucaristia e gli altri sacramenti, né predicare, ma solo celebrare l’Eucaristia privatamente. Non potrà svolgere accompagnamento spirituale nei confronti dei minori o altre attività pastorali, ricreative o culturali che li coinvolgano". Ma la giustizia italiana non si era ancora mossa. Lo fece dopo un esposto alla procura del deputato di Sinistra Italiana Franco Bordo, andato avanti nonostante l'ostruzionismo del Vaticano.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Coki-cokeria, veła, xmoca, gay e altre stranbarie

Messaggioda Berto » mer gen 18, 2017 11:35 pm

“Sul blog difende l’omofobia, radiatela dall’albo dei medici”
Le associazioni Lgbt: petizione contro la psicoterapeuta De Mari che attacca i gay accusandoli di pedofilia
maria teresa martinengo

http://www.lastampa.it/2017/01/18/crona ... agina.html


«Possiamo anche riderci su ma alla fine le parole hanno un peso. E se mi insulti, devo essere nella condizione di potermi difendere». Alessandro Battaglia, coordinatore del Coordinamento Torino Pride ieri pomeriggio parlava a titolo personale del caso - che negli ultimi giorni sta spopolando su Facebook - della chirurga, psicoterapeuta e scrittrice Silvana De Mari, nata a Caserta 63 anni fa e torinese di adozione, autrice di successo di libri fantasy e «odiatrice professionista» dei gay. Oggi, nella riunione del Coordinamento programmata per altre questioni, le associazioni torinesi del movimento lgbt prenderanno posizione come già hanno fatto altre realtà italiane del movimento per i diritti delle persone omosessuali, alcune delle quali pesantemente attaccate dalla dottoressa sul suo blog e su altri media.

Anzi. «Pesantemente» non calza. La dottoressa, che si professa profondamente cristiana e cattolica, distribuisce a piene mani il marchio di «pedofili» ai gay, li accusa di diffondere malattie e sottoporre a lei e ad altri come lei a terrificanti, rivoltanti visioni. Una visita al blog di De Mari spiega perché il gruppo di avvocati di «Gay Lex» abbia chiesto la sospensione della dottoressa dall’Ordine dei Medici e perché la Fondazione Mario Mieli di Roma l’abbia denunciata. Infine, perché circoli on line una raccolta firme per la sua radiazione dall’Ordine dei Medici di Torino che ha già al suo attivo oltre 2500 firme. «Chiediamo - è scritto nella presentazione - la radiazione immediata della dottoressa De Mari per avere espresso in sede pubblica pareri obsoleti in merito ai rischi della sessualità omosessuale... per aver ridicolizzato, umiliato, deriso, con la pietà pelosa di chi è in malafede, chi abbia rapporti omosessuali. Per avere lordato anche la sessualità eterosessuale, descrivendo come pericolose pratiche sicure, descrivendole in maniera turpe e paventando lesioni e inesistenti rischi di malattie». Omofobia in ogni sfumatura condita dalla rivendicazione della libertà di pensiero e di religione, accuse di pedofilia sparse, non solo dalla sua pagina Facebook (bloccata) e dal blog, ma anche nei giorni scorsi dal quotidiano on line «La croce» e in radio a La Zanzara.



LE SUE TEORIE

«Siete gay? Cavoli vostri, non lo voglio sapere - scrive De Mari sul suo blog due giorni fa -, tenetevelo per voi. Non fate coming out, tenete la bocca chiusa. Se avete fatto coming out, se me lo avete detto che mettete il pene nella cavità anale di un altro uomo o che permettete al pene di un altro uomo di entrare nella vostra cavità anale, io ho il diritto di dichiarare la repulsione che mi ispira, e ho il diritto di chiedere se le mani... ve le siete lavate anche con l’amuchina o solo con l’acqua, perché nel secondo caso preferisco non darvi la mano; se non avete usato l’amuchina c’è il rischio di beccarsi l’escherichia coli». E ancora: «Il movimento lgbt è nato pedofilo... La pedofilia fu accantonata nell’ambito di una precisa strategia, per essere ricuperata. Il movimento lgbt vuole annientare la libertà di opinione e sta diffondendo sempre di più la pedofilia. Ho deciso quindi di distruggerlo o morire nel tentativo di essere anche io una delle persone che annienterà il movimento lgbt mondiale».

Giovanni Minerba, storica figura del movimento lgbt e direttore del Torino Gay and Lesbian Film Festival commenta: «Non riesco ad immaginare come una psicoterapeuta possa esprimere idee del genere, come fa a dire cose indicibili? Raramente do retta a questo genere di polemiche, perché gli si dà solo visibilità. Ma questa volta mi girano...».







La dottoressa difende l’omofobia? L’Ordine apre un provvedimento disciplinare
Il presidente Giustetto: «Il mondo è pieno di medici che dicono cose strane»

http://www.lastampa.it/2017/01/18/crona ... agina.html


La convocazione è già scattata: il primo passo dell'apertura di un procedimento disciplinare che potrebbe culminare nella radiazione. L'Ordine dei Medici di Torino e Provincia, da una settimana tempestato da segnalazioni e proteste, non intende perdere tempo per affrontare il caso innescato dalla dottoressa Silvana De Mari, la chirurga, psicoterapeuta e scrittrice che ha lanciato dal suo profilo Facebook una vera e propria crociata contro gli omosessuali.



PRESA DI DISTANZA

La conferma arriva dal dottor Guido Giustetto, presidente dell'Ordine, consapevole di trovarsi di fronte ad un altro caso spinoso e come sempre prudente: «Personalmente quelle della dottoressa, che non conosco, le giudico come affermazioni che non corrispondono a ciò che oggi pensa la Medicina. Del resto lo riconosce anche lei, sostenendo di non essere politicamente corretta. Diciamo che la sua posizione non è nel perimetro delle conoscenze scientifiche».



VIA AL PROCEDIMENTO

E adesso? «Apriremo il procedimento disciplinare, convocandola e chiedendole spiegazioni - spiega Giustetto -. Il mondo è pieno di medici che dicono cose strane... La cosa ci interessa nella misura in cui può creare problemi alla salute pubblica e mettere in cattiva luce la professione medica. Oltretutto, e questo ci preoccupa, lei mette un peso particolare sulla sua professione». Insomma: netta presa di distanza e al tempo stesso piedi di piombo in attesa di decidere come comportarsi: «In questa fase dobbiamo capirne di più».
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Coki-cokeria, veła, xmoca, gay e altre stranbarie

Messaggioda Berto » gio gen 19, 2017 8:46 pm

“Non fermeranno le mie idee: Per me i gay sono i nuovi ariani”

Parla Silvana De Mari, la psicoterapeuta nel mirino

emanuela minucci

http://www.lastampa.it/2017/01/19/crona ... agina.html

«I gay? Sono la nuova razza ariana. Vietato parlar male di loro, vietato criticare, vietato esprimere la propria opinione nei loro confronti. Loro vogliono l’omologazione, il pensiero unico». Silvana De Mari, la psicoterapeuta-scrittrice, autore di decine di libri per ragazzi (e di successo) e finita nel mirino dell’Ordine dei medici per le sue opinioni, non sposta di un solo millimetro l’asticella sulle cose che pensa, dice e professa ormai da tempo.

Dottoressa, lo sa che adesso c’è un procedimento contro di lei per le cose che dice?

«Cosa vuole che me ne importi».

Ma rischia che la caccino, che la cancellino dall’Ordine. Non è pentita, pronta cospargersi il capo di cenere?

«Vede, ci siamo di nuovo. Se non ti adegui al pensiero unico, se sei fuori dal coro. Se dici ciò che pensi sui gay, sulla pedofilia, sei out».

Andiamo con ordine. I gay?

«Vogliono sempre di più. Prima i matrimoni, poi le adozioni. È un contagio».

Che intende dire con contagio?

«Che se in una classe c’è una ragazza bulimica, stia certo che per contagio psicologico nel giro di poco tempo ce ne saranno altre 5 o sei. E con i gay è la stessa identica cosa».

Se li frequenti lo diventi?

«Se non si definisce l’identità sessuale si confonde il tutto».

Cioè bisogna dire ai bambini tu sei questo o quello?

«Guardi: se non è chiaro chi si è, fin da subito, che la differenza è complementarietà, si confondono le idee. Tra i 12 e i 13 anni, tutti sono attratti (ma per amicizia) dallo stesso sesso. Si sperimenta. Poi si sviluppa la sessualità. Che è una sola. Si sta insieme perché diversi e complementari».

E l’omofobia?

«Io sono omofobica. E se lei sta con una donna lo è anche lei che è un uomo. Ovvero: abbiamo fatto una scelta a monte. E proclamarla è un diritto, fa parte del diritto di parola».

Ma che c’entra la religione in queste cose che dice?

«C’entra con il fatto che San Paolo dice che essere omosessuali è una cosa sbagliata. Ma per i nuovi ariani, leggere San Paolo è un sacrilegio. Ecco, io difendo con queste mie esternazioni il diritto di parola, la mia religione e se vuole anche la libertà di stampa».

E la campagna contro l’associazione Mario Mieli?

«Lo sa che diceva quel gentiluomo a cui è intitolata un’associazione che prende soldi dallo Stato? “Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros”. Era un pedofilo. E noi diamo i soldi a gente che ha fatto sue queste idee. Una follia. Contro la quale vale la pena di battersi».

Insomma, lei si sente cavaliere bianco contro la perversione?

«Guardi, io sarò colei che darà una spallata e farà cadere il movimento Lgbt. Ovvio, non io da sola. Con me ci sono migliaia di altre persone».

Ma se l’attaccano da tutte le parti.

«La lobby gay ha anche cercato di imporre al mio editore di non pubblicare più i miei libri per ragazzi. Ma per fortuna non tutti la pensano come quelli».

Non mi dica che ha proseliti?

«No, ho gente normale che la pensa come me. Che mi dice vai avanti. Sono tanti, sebbene abbiano paura ad esporsi. Ma se facciamo sentire tutti insieme il nostro pensiero, la spallata gliela diamo davvero».


???

Silvana De Mari ad Adinolfi: «Tutti gli iscritti del Mario Mieli di Roma provano simpatia per la pedofilia»
15 gennaio 2017

http://gayburg.blogspot.it/2017/01/silv ... i-gli.html


Continuiamo ad occuparci delle gravissime affermazioni che l'ultra-integralista Silvana De Mari ha rilasciato al "giornale" di Mario Adinolfi. In quella solita ipocrisia di chi dice che la sua discriminazione derivi da un profondo amore per chi è sbagliato e deve essere condannato sulla base dei propri pregiudizi, la donna scrive:

Io amo profondamente gli esseri umani, tutti, e so che è mio dovere agire e parlare perché ogni essere umano viva con pienezza la sua vita. Perché questo succeda, è necessario salvare la libertà e il coraggio. La libertà e il coraggio sono oggi sotto attacco, un attacco globale, mai avvenuto prima. Questo attacco è il politicamente corretto: qualcuno stabilisce prima cosa è giusto e cosa sbagliato, cosa è buono dire e cosa cattivo. Che sia vero o che sia falso è irrilevante. Quindi è necessario che voci rimangano libere.


E se questa teoria ci porterebbe a sostenere che dovrebbe essere garantita la "libertà" di uccidere o di stuprare una donna per strada dato che nessuno deve permettersi di dire che sia sbagliato, la fondamentalista aggiunge:

Il mio scopo, il nemico da abbattere e che abbatterò (o morirò nel tentativo) è la pedofilia [....] La pedofilia si è espansa come non mai, mentre si sta abbassando l’età delle vittime. Ed è una pedofilia sessuale, che si accompagna cioè a un qualche orgasmo del carnefice, che si accompagna con il piacere delle torture. Ne sa qualcosa Don Fortunato Di Noto che da trent’anni si batte contro la pedofilia con l’Associazione ‘Mater’ nel silenzio assordante dei benpensanti. Il sadismo è stato sdoganato ad un’attitudine come un altra, la pedofilia è stata sdoganata. Da chi? L’umanità è passata dal dogma dell’infallibilità del Papa al dogma dell’infallibilità dell’APA. Se si stabilisce che l’omosessualità non è un disordine di natura, allora anche la pedofilia lo può essere altrettanto. La si maschera come ‘attrazione per il bello dei bambini’. Piccole aperture sempre più ufficiali del movimento lgbt statunitense alla pedofilia. I pedofili si chiamano ‘map’, persone attratte da minori. Il circolo lgbt di Roma è intitolato a Mario Mieli, cantore di pedofilia, necrofilia e coprofagia. Posso assumere che tutti gli iscritti provino simpatia per queste pratiche? O che almeno non ne provino nausea? Posso? E così tutto diventa lecito in quanto non è patologico, non è una malattia. Capite che cosa sta accadendo oggi nell’indifferenza quasi generale?


Pare inutile osservare l'immoralità che deriva dal cercare di spacciare per "scienza" illazioni criminali come il sostenere che «se si stabilisce che l’omosessualità non è un disordine di natura, allora anche la pedofilia lo può essere altrettanto». Ma se ci si aspetta che sia l'Ordine dei Medici a prendere provvedimenti contro affermazioni tanto lesive della verità e della vita di milioni di persone, gravissima è anche la diffamazione che la donna riserva agli iscritti di un'associazione come il Circolo Mario Mieli di Roma.

Se tutti sappiamo come bastasse andare ai convegni di Adinolfi per trovare in seconda fila dei preti pedofili che abusavano di minori persino dentro il confessionale, altamente scorretto è il cercare di manipolare a proprio uso alcuni concetti, arrivando sino ad accusare falsamente che Mieli fosse pedofilo. Chiunque avesse un minimo di etica, dovrebbe quantomeno osservare come la psicologia di allora (era il 1977) condannava l'omosessualità come perversione, ed è proprio per opporsi a quelli che l’autore chiamava "psiconazisti", riabilita tutte le parafilie: coprofagia, zoofilia, necrofilia e sesso con i minori. Peccato che il punto di partenza fosse assai diverso da quello teorizzato dalla donna, dato che Mieli non ha mai teorizzato la libertà dell’adulto di poter abusare a suo piacimento dei minori, ma rivendicò il diritto dell’individuo sessualmente libero a poter disporre del suo corpo sin dalla più giovane età.

Se già appare grave è strumentalizzare certe affermazioni, intollerabile è il cercare di sfruttarle per diffamare e accusare di pedofilia tutti gli iscritti ad un'associazione da sempre in prima fila nella lotta contro quella pratica. E se ciò non bastasse, si pensi anche solo a come una decontestualizzazione dai periodi storici ci permetterebbe di osservare come presumibilmente Maria ebbe Gesù all'età di 14 anni mentre Giuseppe era presumibilmente maggiorenne: prendendo il fatto in sé e attribuendogli la dietrologia della De Mari, avvero dovremmo poterci sentire liberi di sostenere che chiunque non sia ateo debba essere considerato un simpatizzante della pedofilia?


La dottoressa De Mari che criticò i gay indagata per odio razziale
Silvana De Mari finisce sotto indagine per volere della procura di Torino. L'accusa è odio razziale per le sue frasi sui "gay malati"
Claudio Cartaldo - Mar, 14/03/2017

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 74948.html

Aveva detto chiaramente che "i gay sono malati", che "l’omosessualità non è una condizione normale" e che "in realtà l’omosessualità non esiste", ma "i gay, sono asessuate e omoerotiche".


"Curo gli omossessuali: condizione anormale"
""I gay sono la nuova razza ariana"

Parole crude, certo. Perché di peli sula lingua Silvana De Mari, chirurgo, endoscopista, psicoterapeuta, sembra proprio non averne. Frasi che aizzarono la rivolta indignata delle organizzazioni omosessuali, provocarono l'apertura di un provvedimento presso l'Ordine dei medici e - ora - anche l'apertura di una indagine da parte della procura di Torino.

L'accusa è dura: diffamazione aggravata dalla finalità della discriminazione e dell’istigazione all’odio razziale. Eppure la De Mari aveva subito detto di "amare gli omosessuali", di averne curati molti e dunque di capirli. Solo che non si schiera al fianco di quella che lei definisce la schiera dei "nuovi ariani" di cui è "vietato parlar male".


A denunciare la psicoterapeuta sono stati gli attivisti di "Torino Pride" e il procuratore Antonio Spataro lo ha consegnato nella mani di un pool di pm esperto di legge Mancino. Ovvero quella norma che "condanna gesti, azioni e slogan aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali". Oltre al movimento Lgbt torinese, però, la De Mari dovrà vedersi anche dal fuoco incrociato dell'avvocatura del Comune di Torino (visto che il Consiglio per volere del consigliere Pd Maria Grazia Grippo ha deciso di denunciare a sua volta la psicoterapeuta) e quello della Regione (che ha già schierato i suoi avvocati). Tutti contro uno.

La De Mari non si è però fatta intimidire. "L’omofobia è un diritto che rivendico", dice lei senza fare passi indietro. Nei giorni della bufera mediatica che le si era scatenata contro aveva continuato a dire ciò che pensava: ovvero che "Madre natura non ha previsto la penetrazione anale: quell buco non è stato creato per quella cosa lì, si ammala"; che "nelle pratiche di iniziazione del satanismo esiste il sesso anale"; che " l’unione gay che porta all’incontinenza anale, all’ascesso anale non può essere considerata una cosa positiva".
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Re: Coki-cokeria, veła, xmoca, gay e altre stranbarie

Messaggioda Berto » mar gen 24, 2017 7:52 pm

Chi era il guru della liberalizzazione sessuale? Un maniaco pedofilo

http://it.aleteia.org/2017/01/23/chi-er ... o-pedofilo


Alla base dell’ideologia del gender, e spesso usati come supporto scientifico, stanno i Rapporti Kinsey, dal nome dello scienziato americano Alfred Charles Kinsey, il quale condusse esperimenti sul comportamento sessuale delle persone.


I DUE RAPPORTI

I Rapporti Kinsey sono due volumi intitolati “Il comportamento sessuale dell’uomo” e “Il comportamento sessuale della donna“, pubblicati rispettivamente nel 1948 e nel 1953 negli Stati Uniti da Alfred Charles Kinsey e dai suoi collaboratori. I due rapporti furono l’esito di una ricerca finanziata sin dal 1940 dalla Rockefeller Foundation. I dati furono raccolti essenzialmente con interviste, strutturate in modo da mantenere confidenziali i contenuti.


I RISULTATI

Le ricerche sostenevano che: i maschi, specialmente i ragazzi, si masturbavano con grande frequenza (92%); che il sesso prematrimoniale ed extraconiugale era molto comune; che il sadomasochismo è ritenuto stimolante da più della metà del campione; che un terzo degli uomini aveva avuto un rapporto omosessuale; che i bambini anche di età prescolare hanno la capacità di provare un orgasmo.


LA SCALA KINSEY

Kinsey introdusse una nuova scala di valutazione che sostituiva le tre categorie fino ad allora accettate di eterosessualità, bisessualità e omosessualità. La Scala Kinsey misura infatti il comportamento sessuale assegnando valori che vanno da 0 a 6, dove 0 sta ad indicare un comportamento totalmente eterosessuale e 6 un comportamento totalmente omosessuale. Con 1 considera un individuo in prevalenza eterosessuale e solo occasionalmente omosessuale. Con 2 un individuo di solito eterosessuale ma più che occasionalmente omosessuale. Con 3 un individuo equamente omosessuale che eterosessuale, e così via. Fu inoltre creata una particolare categoria, X, per indicare coloro che sono privi di desiderio sessuale.


“CAMPIONE MANIPOLATO”

Ma chi era Alfred Kinsey? Ce lo ricorda lo psicologo Roberto Marchesini che scrive: «Kinsey ha manipolato il campione di individui intervistato per ottenere quei dati. Il celebre psicologo Abraham Maslow, saputo delle ricerche che Kinsey stava conducendo, volle incontrarlo per confrontarsi con lui. Una volta compreso il metodo d’indagine di Kinsey, Maslow mise in guardia l’entomologo dal “volunteer error”, ossia dalla non rappresentatività di un campione composto esclusivamente da volontari per una ricerca psicologica sulla
sessualità».


DETENUTI PER CRIMINI SESSUALI

«Kinsey decise di ignorare il suggerimento di Maslow e di proseguire nella raccolta delle storie sessuali di volontari. Oltre a questo, circa il 25% dei soggetti maschi intervistati nella sua ricerca erano detenuti per crimini sessuali; l’unica scuola superiore presa in considerazione per la ricerca fu un istituto particolare nel quale circa il 50% degli studenti avevano contatti omosessuali; tra i soggetti erano presenti anche un numero sproporzionato di “prostituti” maschi (almeno 200); tra gli omosessuali vennero contati anche soggetti che avevano avuto pensieri o contatti casuali, magari nella prima adolescenza; infine, nel calcolare la percentuale di omosessuali, Kinsey fece sparire – senza darne spiegazione – circa 1.000 soggetti» (lanuovabq.it, 11 febbraio 2013). Non un caso, sicuramente, dato che lo stesso Kinsey non disdegnava i rapporti omosessuali.


ESPERIMENTI SUI BAMBINI

Ma agli errori metodologici vanno aggiunti gli “orrori” materiali e teorici di cui Kinsey si rese responsabile. L’aspetto però più inquietante di questo personaggio riguarda gli esperimenti sessuali condotti su bambini: «Nel paragrafo intitolato “L’orgasmo nei soggetti impuberi” (pp. 105 – 112) del primo Rapporto Kinsey descrive i comportamenti di centinaia di bambini da quattro mesi a quattordici anni vittime di pedofili.

In alcuni casi, Kinsey e i suoi osservarono (filmando, contando il numero di “orgasmi” e cronometrando gli intervalli tra un “orgasmo” e l’altro) gli abusi di bambini ad opera di pedofili: “In 5 casi di soggetti impuberi le osservazioni furono proseguite per periodi di mesi o di anni[…]” (p. 107); ci furono anche bambini sottoposti a queste torture per 24 ore di seguito: “Il massimo osservato fu di 26 parossismi in 24 ore, ed il rapporto indica che sarebbe stato possibile ottenere anche di più nello stesso periodo di tempo” (p. 110).


SESSO TRA BAMBINE E ADULTi

Nel secondo Rapporto esiste un paragrafo intitolato “Contatti nell’età prepubere con maschi adulti”, nel quale vengono descritti rapporti sessuali tra bambine e uomini adulti, ovviamente alla presenza di Kinsey e colleghi. Le osservazioni condotte inducono Kinsey a sostenere che: “Se la bambina non fosse condizionata dall’educazione, non è certo che approcci sessuali del genere di quelli determinatisi in questi episodi [contatti sessuali con maschi adulti], la turberebbero. È difficile capire per quale ragione una bambina, a meno che non sia condizionata dall’educazione, dovrebbe turbarsi quando le vengono toccati i genitali, oppure turbarsi vedendo i genitali di altre persone, o nell’avere contatti sessuali ancora più specifici”» (www.uccronline.it, 22 aprile 2016)


RICERCHE SOTTO ACCUSA

L’opinione pubblica ed alcuni gruppi religiosi, scrive psicolinea.it, accusarono Kinsey di fare pornografia nel modo più subdolo possibile, per aggirare le norme condivise sul buon costume, chiamando queste produzioni oscene ‘scienza’. In particolare erano messe sotto accusa le sue ‘ricerche fisiche’ in cui le persone compivano atti sessuali, che venivano osservati, analizzati e registrati a livello statistico in tutti i loro particolari.

Oltre tutto, Kinsey era un pervertito. Da come lo descrive James Jones, un collaboratore del gruppo di Bloomington, nella sua biografia, egli aveva anche tendenze sadomasochiste ed esibizionistiche. A detta di Jones, Kinsey aveva “una metodologia ed un modo di raccogliere casi che garantiva all’autore di trovare esattamente ciò che voleva trovare”.


NUDO DURANTE LE RIPRESE

Kinsey, si legge sempre su psicolinea.it, veniva accusato di essere preda delle sue compulsioni sessuali nel fare ricerca, poiché spesso partecipava direttamente alle riprese (nudo dal collo in giù) e filmava addirittura sua moglie mentre si masturbava (si dice contro il volere di lei).

Kinsey, si diceva, era ossessionato dai comportamenti omosessuali e per questo passava ore ed ore ad osservare documenti pornografici e rapporti sessuali, girati nelle zone malfamate di Chicago e New York, nei carceri e nelle case di appuntamento.
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Re: Coki-cokeria, veła, xmoca, gay e altre stranbarie

Messaggioda Berto » dom feb 19, 2017 11:10 pm

Tra omofobia e ipocrisia, il volto celato dell’omosessualità in Pakistan
Articolo di Marie de Douhet pubblicato sul settimanale Le Point (Francia) il 18 dicembre 2014, liberamente tradotto da Giacomo Tessaro
16 novembre 2015

http://www.gionata.org/tra-omofobia-e-i ... l-pakistan


Più dell’87% della popolazione pakistana è omofoba, secondo un sondaggio del Pew Institute. Tuttavia, secondo i dati di Google, il Pakistan è il più forte consumatore al mondo di pornografia gay. Un paradosso che ritroviamo nei costumi come nella cultura pakistana.

Akbar*, un pio musulmano dalla lunga barba nera, vive a Lahore, la seconda città del Paese. Oggi non va al lavoro; dato che sua moglie non è in casa, accetta di parlare con noi del suo passatempo preferito: travestirsi davanti a uno specchio. “Recito le mie preghiere e onoro Allah ogni giorno, ma mi metto il rossetto sulle labbra. Ho perfino una moglie, per far piacere a Dio. Ma nel mio cuore vedo solo gli uomini.” Come molti altri, Akbar deve nascondere la sua omosessualità: in Pakistan i rapporti tra persone dello stesso sesso sono infatti passibili della pena capitale.

La singolare situazione dei travestiti

Tuttavia, secondo i nostri interlocutori, niente è più facile di avere un rapporto con un uomo. “Qui gli uomini sono talmente frustrati che si farebbero pure un cane, infatti sono gli etero che vengono a rimorchiarmi” ci dice divertita Nili, un uomo divenuto donna. Per lei la cultura dei travestiti e dei transessuali, incarnata dalle cosiddette “Hijra”, è un’antica eredità indo-pakistana. “Le hijra portano in sé i due sessi, perciò sono sempre state al tempo stesso rispettate e perseguitate. Vengono derise, sono le prime a rischiare di essere stuprate, ma sono loro che benedicono i neonati” continua Nili. A Islamabad e altrove non è raro incrociare i loro profili effeminati mentre mendicano ai semafori. Molto più visibili in Pakiistan che in Francia, i travestiti e i transessuali hanno, paradossalmente e malgrado le persecuzioni, più diritti che da noi: dispongono di una loro carta d’identità e sono riconosciuti come terzo sesso.

Abitudine culturale

Le hijra, prostitute a buon mercato, rappresentano le fantasie dell’uomo per un altro uomo. Qasim Iqbal, ricercatore e direttore del centro NAZ Male, l’unica associazione pakistana consacrata alla causa omosessuale, conferma: “In Pakistan le donne non sono accessibili al di fuori del matrimonio, quindi gli uomini, per fare sesso, si arrangiano tra di loro. Qui la maggior parte degli uomini ha avuto almeno un rapporto omosessuale, in quanto è molto più facile e accettabile appartarsi con un uomo che con una donna. Questo non vuol dire che sono gay, bensì che sono frustrati”. Come abbiamo potuto constatare sul posto, non è raro incrociare degli uomini che si tengono per mano in segno di amicizia mentre camminano insieme per strada. “Questo genere di cose in Occidente sarebbe immediatamente catalogato come comportamento omosessuale. In Pakistan è un’abitudine culturale, per nulla connotata sessualmente. È per questo e per altri motivi di questo tipo che in Pakistan è più facile per i gay nascondersi” spiega Qasim.

Matrimoni combinati

In un parco di Lahore dei giovani prostituti appena ventenni ci rivelano le frustrazioni dei loro clienti: “Gli uomini vengono a trovarci perché qui le donne sono frigide. Alcuni dicono di avere l’impressione di fare l’amore con un cadavere”. Certo è che, nei Paesi in cui i matrimoni combinati e forzati sono tutt’ora la norma, è difficile pretendere che gli sposini siano a loro agio a letto: una buona sposa pakistana non deve comportarsi in maniera adeguata e soprattutto, per queste giovani donne, la prima notte di nozze è molto spesso associata allo stupro. “La donna è una sposa, una madre, una sorella, ma ci dimentichiamo che è anche una donna!” dice corrucciato Habib Khan, un uomo d’affari originario del nord-ovest del Paese, una regione in cui è ben nota la bisessualità del popolo Pashtun. “Da noi si dice che, quando un uccello vola sopra Peshawar, con un’ala vola e con l’altra si para le chiappe” dice divertito. Secondo lui queste tendenze hanno un’origine greca, visto che i Pashtun sono i probabili discendenti dell’esercito di Alessandro Magno.

“Il vero amore può essere solo quello per un uomo”

Tali tendenze provengono però anche da una certa visione dell’amore. Durante una serata gay a Karachi un invitato ci spiega: “Se osservate la storia del mio Paese, della mia religione, vedrete che è sempre stato così. Le donne sono un sostituto del vero amore, esistono solo per la riproduzione. Il vero amore può essere solo quello per Dio, che è una figura maschile; il vero amore qui sulla terra, quindi, può essere solo quello per un uomo” afferma bicchiere di whisky alla mano, prima di abbracciarsi con un uomo davanti all’ultimo video di Lady Gaga. Se per lui, come per molti altri, l’unico amore autentico è quello di un uomo per un altro uomo, il rischio di essere scoperto omosessuale è molto concreto e la discrezione rimane una priorità. Un comportamento che riassume bene il paradosso del Pakistan, lacerato tra tradizione e desiderio di libertà. “La società pakistana è molto ipocrita. Puoi fare quello che vuoi in privato, fintato che il tuo comportamento pubblico è nelle regole” conclude Habib Khan.

* Il nome è stato cambiato

.

Testo originale: Homosexualité, la face cachée du Pakistan
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Re: Coki-cokeria, veła, xmoca, gay e altre stranbarie

Messaggioda Sixara » lun feb 20, 2017 11:22 am

On fià de storia de l'abuso all'infanzia, da l età clàsica n là.
Naturalmente a se parla de i abusi so i putìni mas-ci ke pa le femene gnanca a se se lo pone el problema:
" In questa breve carrellata su quelli che noi oggi definiamo abusi, ma che nel contesto dell'epoca in cui vanno inseriti non furono ritenuti tali dalla stragrande maggioranza dei cittadini di quel tempo, si parla quasi sempre di maschietti. Sulle bambine è invece silenzio perché si trattava di "merce" sottovalutata, perciò qualunque cosa venisse fatta con loro o contro di loro non era suscettibile di interesse o addirittura mostrare qualche interesse sarebbe potuto apparire sminuente".
No i è stranbarie: l è storia de la sesualità maskile.
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