Il sud della penisola italica - i meridionali

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » sab ott 20, 2018 8:08 am

Gli italiani meridionali ci vogliono "fratelli" per poterci sfruttare, depredare, opprimere come schiavi; non hanno alcun rispetto e alcun amore per noi, la fratellanza italiana è un crimine contro la nostra umanità.




Italia finita per l'egoismo del Nord
12 ottobre 2018
Lino Patruno


https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it ... o.facebook

Da lunedì 22 ottobre, l’Italia non esisterà più. Una fine che avviene nel silenzio generale benché manchino solo dieci giorni. Il 22 arriverà in Consiglio dei ministri il disegno di legge sull’autonomia del Veneto, per il quale il vicepremier Salvini ha già annunciato l’immediata approvazione. Ne seguirà a breve uno analogo per Lombardia ed Emilia. Un testo di legge che non potrà essere corretto in Parlamento, che sarà chiamato a un «sì» o «no» in blocco. E la maggioranza si è detta già d’accordo. Così dopo 157 anni sparirà un Paese nato male e finito peggio con la secessione dei ricchi.
Tanto perché si capisca bene, il Veneto, anzi la neonata Repubblica autonoma del Veneto, discuterà i dettagli direttamente col governo di Roma: da Stato a Stato. Addio Costituzione e nazione «una e indivisibile».

Una fine senza neanche manifestazioni di piazza come a Barcellona per l’indipendenza della Catalogna. Da noi il Paese serenamente si spegnerà un giorno di autunno, mentre un popolo indifferente riprenderà il lavoro dopo una fine settimana. Eutanasia col consenso di chi lo guida, attendendo eventualmente di sentire il presidente garante dell’unità.
Perché definire autonomia quella del Veneto è come dire che l’Italia muore, ma solo un po’. Non soltanto quella regione ex-italiana gestirà per conto suo le 23 materie finora in condominio con Roma, dai trasporti, alla sanità, all’ambiente. Ma lo farà contando sia sui fondi nazionali finora ottenuti, sia su una integrazione che gli dovrà lasciare sempre lo Stato. E perché? Perché più ricca di altre regioni. Il principio che un ricco ha più bisogno (diciamo pretende) di servizi pubblici di un povero. Deve avere più strade, più ospedali, più biblioteche. Un ribaltamento del principio dello Stato sociale che cerca di parificare chi meno ha. E il principio che il maggiore gettito fiscale, cioè le tasse pagate, determina un maggiore bisogno anche se non c’è. Insomma alla fine il gettito delle tasse venete deve restare per almeno i nove decimi in casa.

Se ne uscisse dall’Italia, il Veneto potrebbe fare ciò che gli pare. Ma non può più esistere una Italia con regioni più regioni delle altre. Perché se si dà di più a un territorio, non essendo la matematica una opinione, si toglie a qualche altro. Qualche altro meno ricco, vedi il Sud. Che così si vedrebbe ulteriormente ridotto il finanziamento a servizi che sono tutti già al di sotto del minimo essenziale, tranne rinfacciargli la minore qualità della vita invece di chiedergli scusa per l’inadempienza.
Si avvera così con qualche ritardo il sogno «padano» di distruggere il Paese, succhiandone però ancora una generosa e suicida mammella. Il sogno di Bossi e dello stesso Salvini dell’allora Lega Nord. Non è però che ci sarà una dogana fra Veneto ed ex Italia. Il Veneto (con le altre poi) continuerà ad arricchirsi anche grazie ai soldi della spesa pubblica nazionale, che vengono dalle tasse delle rimanenti regioni della ex-Italia. In più si vedrà lasciati i suoi, fatti però grazie anche all’appartenenza all’Italia quando era unita.

Smembrano un Paese, e lo chiamano federalismo differenziato. Che se tale fosse rimasto, non sarebbe stato la fine che è ora. Una maggiore autonomia nel gestire i propri affari regionali, sarebbe stata addirittura opportuna. Non per niente fra le prime a chiedere altrettanto è stata la Puglia, chissà se consapevole in cosa si ficcava. Ma altra cosa è il mitico «ci teniamo i nostri soldi». Perché viola quell’articolo della Costituzione in base al quale i diritti dei cittadini non possono essere diversi a seconda di dove nasci. Non puoi essere curato meglio perché sei un veneto e non un pugliese, non puoi avere più asili nido perché sei un bambino veneto e non uno lucano. In verità già avviene ora in questi ultimi giorni di Italia. Perché già ora la spesa pubblica dello Stato è più alta al Centro Nord che al Sud. Perché? Mah, perché siete brutti, sporchi e cattivi. Minore ricchezza come colpa da far pagare. Avverrà in una Italia non più Italia.

Per non parlare della scuola, decisiva per il futuro di un Paese. Dal 22 ottobre in Veneto non solo decideranno per conto loro i programmi (chessò, studiamo più il dialetto veneto che l’Italiano, o una Storia che dica peste e corna dei sudisti). Ma assunzioni e trasferimenti saranno solo locali, con loro concorsi i cui vincitori saranno pagati girandogli i soldi di Roma, ancora. Docenti che non potranno andare in altre regioni (pardon, altri Stati della penisola) se non dimettendosi.
Non una voce, come si è detto, si è levata. Non dalla ministra del Sud. Non dai Cinque Stelle votati soprattutto dal Sud. Non da Salvini, anzi lui d’accordo. Non dai resti della sinistra. Meno se ne parla, meglio è. Ci vorrebbe una «Marcia dei 40 mila» come quella che salvò la Fiat. Ammesso e non concesso che qualcuno voglia salvare un imbelle Paese chiamato Italia.



Stefani,autonomia Regioni è a saldo zero - Veneto - 'E i contenuti delle intese possono essere diversi'
2018/09/18

http://www.ansa.it/veneto/notizie/2018/ ... _z9FT0Pbp4

(ANSA) - ROMA, 18 SET - La legge che attribuirà le competenze alle Regioni non prevede "alcun aggravio sulla finanza pubblica: tutto sarà declinato in base al costo storico dello Stato regionalizzato per le materie trasferite". Lo ha ribadito la ministra per gli Affari regionali Erika Stefani durante un'audizione presso le Commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato. Le richieste giunte finora al suo dicastero sono 8, vale a dire Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Marche e Umbria (in forma congiunta) e Piemonte. L'iter procedurale per partecipare al meccanismo di autonomia differenziata, ha sottolineato la ministra, "è lo stesso per tutte le Regioni richiedenti e questo deve indurre un'omogeneità metodologica".
Da ultimo ha spiegato che "il regionalismo differenziato non è una questione nordista o legata comunque squisitamente ad un'area geografica, ma un modo diverso e nuovo di interpretare il rapporto tra Stato, Regioni e Cittadini".
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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » mar ott 30, 2018 8:27 pm

Arrestato per estorsione il presidente dell'antiracket
Antonio Condorelli
2018/10/30

https://catania.livesicilia.it/2018/10/ ... ket_477929

CATANIA - Falso ideologico, peculato ed estorsione aggravata. Il nucleo di polizia economico finanziaria di Catania ha effettuato un arresto eccellente: Salvatore Campo, esponente della cosiddetta "antimafia". Paladino della legalità, almeno in apparenza. In realtà, secondo quanto emerge dalle indagini, L'arrestato avrebbero messo a punto un complesso sistema per appropriarsi di risorse ed eseguire vere e proprie estorsioni.

L'indagine, delicatissima, è stata coordinata dal Procuratore capo Carmelo Zuccaro e affidata al gruppo specializzato sui reati della pubblica amministrazione guidato da Fabio Regolo che, negli ultimi mesi, ha eseguito operazioni che hanno portato a processi lampo, visto il rilevante carico probatorio.

Salvo Campo, presidente dell’Associazione Siciliana Antiestorsione (A.SI.A.) con sede in Aci Castello (CT), "indagato per falso ideologico e peculato nonché per estorsione continuata realizzata nei confronti di alcune vittime di fatti di criminalità organizzata, le quali avevano richiesto accesso allo specifico fondo di solidarietà statale".

Con il medesimo provvedimento cautelare è stato disposto anche il sequestro preventivo della somma di circa 37 mila euro, pari a fondi pubblici erogati dalla Regione Siciliana a favore dell’Associazione antiracket A.SI.A. e di cui l’arrestato si è illecitamente appropriato, utilizzandoli per fini esclusivamente personali.

Salvo Campo ha fondato l'Asia, una delle prime associazioni antiracket catanesi. È stato più volte ospite di Maurizio Costanzo. Nel 2013 ha guidato un raggruppamento di associazioni antimafia durante l'incontro con Nello Musumeci, ai tempi presidente della commissione antimafia regionale. Campo sosteneva che fosse necessario “abbattere la burocrazia” e superare “le criticità delle normative antiracket vigenti, che spesso causano notevoli ritardi ed errori nelle istruttorie delle istanze di accesso ai benefici economici previsti dallo Stato”.

Nel 2017 Campo ha fondato il consorzio per la legalità- “Questa iniziativa – affermava Salvo Campo, presidente dell’associazione antiracket Asia – servirà ad avere maggiore cooperazione tra le diverse realta’ locali ed ad avere un rapporto piu’ solido e vicino con gli organi istituzionali, al fine di creare maggiori sinergie finalizzate a portare soluzioni piu’ rapide ed una costante informazione riguardo alle agevolazioni previste”.

LE INDAGINI - Le investigazioni dei militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catania, consistite nell’effettuazione di intercettazioni telefoniche, ambientali, videoriprese, escussioni testimoniali e accertamenti bancari delegati dall’A.G. etnea, hanno consentito di delineare un quadro indiziario grave nei confronti di Campo," il quale costringeva vittime di fatti di criminalità organizzata, usura ed estorsione, a consegnargli somme in denaro non spettanti, in misura proporzionale ai riconoscimenti di legge (Legge n.44/1999, disposizioni concernenti il fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura”)", scrivono gli inquirenti. L’Associazione Siciliana Antiracket nasce nel 2008 con lo scopo, in linea con il vigente quadro normativo, di “esercitare una costante azione di stimolo e nei confronti dell’opinione pubblica e nei confronti di tutte le Autorità costituite affinché il problema dei delitti di estorsione e di usura vengano considerati primari ed essenziali non solo per le categorie che li subiscono ma anche per l’intera comunità che direttamente da tali delitti viene gravemente danneggiata”. L’associazione non ha carattere di lucro, recita ancora lo Statuto della stessa, e l’attività è finanziata da contributi associativi, oblazioni volontarie, sovvenzioni pubbliche e l’eventuale residuo dovrà essere devoluto a favore delle imprese vittime. "Nella realtà, - scrivono le fiamme gialle - l’Associazione A.SI.A. è stata utilizzata da Salvatore Campo per l’esclusivo perseguimento di un utile economico personale, in danno sia di coloro i quali si rivolgono all’associazione per ottenere assistenza e supporto sia nei confronti dello stesso ente che viene privato delle risorse necessarie per il perseguimento dei fini propri". Le vittime venivano così assoggettate "subordinando il sostegno dell’associazione - specificatamente nella predisposizione delle istanze di accesso ai benefici di legge - all’accoglimento delle proprie pretese economiche, oscillanti tra il 3% e il 5% del beneficio concesso dalla legge alla vittima del reato".

IL SISTEMA - Secondo la ricostruzione degli inquirenti "le indebite richieste venivano avanzate sia per avviare l’iter procedurale per il riconoscimento del risarcimento che prima del riconoscimento delle somme erogate dallo Stato". "Qualora l’associato/vittima non aderiva alle richieste di denaro, Campo assumeva atteggiamenti intimidatori finanche giungendo all’abbandono del sostegno assistenziale. Le illecite dazioni, tra l’altro sancite anche in scritture private non registrate, avvenivano in denaro contante o attraverso versamenti bancari qualificati apparentemente come contributi volontari".

Tre gli episodi finiti sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti:nel primo, un soggetto (gestore di una libreria) vittima di estorsione e usura ha rifiutato di assecondare le pretese di denaro formulate da Campo, che chiedeva la corresponsione del 3% della somma che lo stesso avrebbe percepito quale ristoro di legge, prospettando al soggetto estorto le inevitabili lungaggini burocratiche cui sarebbe incappato se non si fosse avvalso del suo intervento. Nel secondo episodio Campo otteneva dai familiari di una vittima della criminalità organizzata - che avevano assistito all’omicidio del loro familiare - una busta contenente 1.500 euro in contanti senza i quali avrebbe di fatto interrotto la sua assistenza a favore delle vittime per il riconoscimento degli ulteriori benefici di legge spettanti e nel terzo caso, la vittima era un cittadino straniero (titolare di un Bar) costretto a versare al paladino dell’antiracket 3.000 euro in contanti per il timore, indotto da atteggiamenti intimidatori, di non essere adeguatamente seguito nel disbrigo delle pratiche necessarie per ottenere il saldo del risarcimento spettante. "In più, - si legge nel comunicato stampa delle fiamme gialle - va segnalato che, in una circostanza, Campo ha consigliato a un associato/vittima di farsi attestare da un medico compiacente una falsa patologia al fine ottenere illegittimamente un maggior ristoro dallo Stato". "La disamina degli estratti bancari ad opera dei Finanzieri del Gruppo Tutela Economia del Nucleo PEF di Catania ha evidenziato un utilizzo personale dei fondi dell’associazione da parte del Campo, mediante l’emissione di assegni circolari poi cambiati per cassa dallo stesso indagato o fatti confluire in conti personali o per il pagamento di spese non attinenti agli scopi dell’associazione. In altre parole, Campo ha utilizzato a fini personali il conto corrente intestato all’associazione, nel quale affluiscono oltre ai contributi riconosciuti dalla Regione siciliana anche contributi volontari che dovrebbero essere vincolati al raggiungimento degli scopi statutari". "Dagli accertamenti bancari eseguiti, è emersa un’appropriazione complessiva dei fondi associativi di oltre 70.000 euro. Solo una parte degli stessi (circa 37.000,00 euro) è riferibile ai fondi pubblici, per i quali il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto delittuoso".
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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » gio nov 08, 2018 11:25 pm

Catania in dissesto, sepolta sotto 1,6 miliardi di debiti
Gianni Trovati
2018-11-07

https://www.ilsole24ore.com/art/notizie ... 1541659176

Non è bastata una battaglia infinita a suon di ricorsi in Corte dei conti. E non sembra bastare nemmeno il tentativo di salvataggio infilato in extremis nell'ultimo Milleproroghe estivo. Per Catania, la decima città italiana per popolazione, il dissesto ha smesso ieri di essere un'incognita. Le sezioni riunite della Corte dei conti l'hanno trasformato in certezza. Intanto i 2.800 dipendenti del Comune aspettano ancora gli stipendi di ottobre, mentre in molte delle partecipate i pagamenti si sono fermati ad agosto.

Debiti «in crescita esponenziale»
A portare la città al default obbligato sono i numeri del rendiconto 2016. Due, in particolare: un debito da 1,58 miliardi, e un disavanzo che secondo gli stessi conti del Comune supera di slancio il mezzo miliardo. Più del doppio dei 213 milioni che ogni anno la rete bucata della riscossione riesce a raccogliere dalle tasse locali. Sono cifre utili a mostrare l'ordine di grandezza dei problemi catanesi. Ma non a misurarli al millimetro. I debiti reali del Comune, scrive il Procuratore generale delle sezioni riunite che ha chiesto con successo di respingere il ricorso catanese contro il dissesto, sono circondati «dall'incertezza nella rappresentazione effettiva». Un solo dato è certo intorno a questi debiti: la loro «continua evoluzione esponenziale», perché ogni volta che si aprono i faldoni dall'analisi delle carte esce nuovo passivo. In queste condizioni, condite dalla «grave violazione di norme e principi contabili» di cui dovrà interessarsi la Procura, il dissesto non si può evitare.

La storia infinita del buco
Ma chi ha aperto le voragini che fanno saltare i bilanci catanesi? A Palazzo degli Elefanti c'è una giunta di centro-destra. Ma Salvo Pogliese, il sindaco che la guida, si è insediato a giugno. E la lettura delle bordate arrivate dalla Corte dei conti siciliana ha rappresentato nei fatti il suo debutto sul campo accidentato del Comune. Prima di lui, dal 2013, l'ufficio del sindaco era abitato da Enzo Bianco, uomo forte del Pd, ministro dell'Interno del governo D'Alema, parlamentare per quattro legislature e sindaco della “primavera catanese” dal 1993 al 2000. Ma come capita sempre nelle città in crisi la storia dei problemi dei conti è lunga. E quella del piano di riequilibrio catanese fallito definitivamente ieri nasce con Raffaele Stancanelli, sindaco di centrodestra dal 2008 al 2013.

Richieste impossibili
Una storia come questa è perfetta per alimentare la guerra delle accuse incrociate nella politica. Proprio Stancanelli ha sostenuto il correttivo al Milleproroghe che in teoria permetterebbe a Catania di sospendere la decisione della Corte dei conti presentando entro il 30 novembre un nuovo piano di riequilibrio. Per scriverne uno in grado di stare in piedi servirebbe un miracolo, ed è quello che ora chiede il centro-sinistra catanese vicino a Enzo Bianco. Ma questa matassa non aiuta a trovare una soluzione che secondo le richieste portate a Roma da Pogliese nei giorni scorsi avrebbe bisogno di un aiuto da 400 milioni in tre anni. Cifre impossibili per una manovra già nella bufera prima ancora di iniziare la sua navigazione parlamentare. E per un Paese che da Napoli a Messina è pieno di città da salvare con una riapertura degli assegni statali.
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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » ven dic 07, 2018 9:08 am

Pensioni invalidità: al Sud quasi il triplo del Nord
05 dicembre 2018

https://tg24.sky.it/economia/2018/12/05 ... cmubYSyENA


I dati sono del Rendiconto sociale 2017 dell'Inps. Il rapporto di tale prestazione con il numero di residenti è per ogni 100 abitanti, del 2,4 al Nord; del 3,2 al Centro e del 6,7 al Sud e Isole

Le pensioni di invalidità al Sud, rispetto al numero di abitanti, sono più del doppio di quelle al Nord. A svelarlo è il Rendiconto sociale dell'Inps. Nel 2017, si legge, le pensioni di invalidità erano 932.289, con un calo del 3,3% rispetto al 2016 (pari a 32.021 unità). Il rapporto di tale prestazione con la popolazione residente è, per ogni 100 abitanti, del 2,4 al Nord; del 3,2 nel Centro; del 6,7 nel Sud e Isole.
Pensioni anticipate donne superano quelle di vecchiaia

Il Rendiconto mostra anche, tra il 2012 e il 2017, una crescita sostenuta per le pensioni di anzianità rispetto a quelle di vecchiaia per le donne. In quel periodo - anche grazie all'aumento rapido dell'età di vecchiaia per le donne (l'ultimo scalino che le ha equiparate agli uomini si è avuto nel 2018) - sono state liquidate 1.076.675 pensioni anticipate (417.314 alle donne e 659.361 agli uomini) con un rapporto donne/uomini passato dallo 0,41 iniziale a 0,57 alla fine del periodo. Nel 2012, in favore delle lavoratrici dipendenti sono state liquidate 2,69 pensioni di vecchiaia per ogni pensione di anzianità/anticipata; nel 2017 le pensioni anticipate hanno superato quelle di vecchiaia e il rapporto è sceso a 0,88. Ancora più rilevante è la variazione per le ex lavoratrici autonome, dove il rapporto è passato da 3,63 del 2012 allo 0,54 del 2017. Per le ex lavoratrici pubbliche il rapporto è passato da 0,62 del 2012 allo 0,14 del 2017. In pratica quasi tutte le donne del pubblico escono grazie alla pensione anticipata. “Dalle tendenze analizzate – si legge nel Rendiconto sociale dell'Inps – emerge una forte riduzione delle pensioni di vecchiaia liquidate in favore delle donne, riconducibile all'innalzamento dell'età pensionabile, alla loro debolezza nel mercato del lavoro, alla gravosità del lavoro di cura: elementi che determinano tutt'ora una condizione di svantaggio della donna nell'ambito lavorativo”.
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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » lun dic 10, 2018 5:05 am

Anziana "torturata" in ospedale: denunciati medici ed infermieri
09 dicembre 2018
La donna legata al letto

http://www.casertanews.it/cronaca/anzia ... 80tBm6oTms

Vere e proprie torture all'ospedale di Caserta per una paziente di 84 anni di Orta di Atella. La donna, ricoverata in neurochirurgia dopo una caduta accidentale a casa, è stata "legata" al letto e costretta a stare tra le sue urine. E la sua vicina di letto è stata trasferita dopo aver avvisato i figli che la signora era caduta a terra.

Tutto è finito in una denuncia fatta ai carabinieri di Caserta dal figlio della donna che ha corredato la sua querela contro il personale sanitario del Sant'Anna e San Sebastiano con foto e video. A darne notizia è stato il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, componente della commissione sanità. “Ci hanno impedito di assistere nostra madre, ricoverata all’ospedale civile di Caserta in seguito a una caduta accidentale, con una emorragia sub durale e un ematoma in attesa di essere operata- ha spiegato il figlio in denuncia - Abbiamo provato più volte a spiegare che nelle sue condizioni doveva esserci almeno un familiare vicino durante la notte – ha denunciato il figlio dell’85enne ricoverata nel reparto di neurochirurgia. Gli infermieri ci hanno costretto ad abbandonare la stanza comunicando che avrebbero provveduto loro a contenere lo stato di evidente agitazione ricorrendo al sistema delle fasce di contenzione, in pratica legandola al letto. Alla nostra ferma opposizione hanno risposto che in questi casi è una pratica adottata in quell’ospedale. Il risultato è che l’abbiamo ritrovata il giorno seguente con le gambe pericolosamente incastrata nelle sbarre del letto e totalmente impregnata di urine miste a sangue. Una vergogna”.

In seguito alla denuncia i carabinieri sono intervenuti nel reparto per accertare quanto segnalato dal denunciante che tra l'altro lavora nel campo ospedaliero. Al termine del sopralluogo è stato concesso ai familiari dell’anziana paziente di poter rimanere ad accudirla.

"Bisogna fare luce su questa vicenda al più presto – ha dichiarato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione Sanità – perché qualcuno ci deve spiegare se sia lecito in quelle condizioni legare una paziente al letto, se sia possibile negare l’assistenza personale di un familiare ad una paziente in quelle condizioni, se sia permesso negli stessi reparti la presenza di assistenti a pagamento che non sono inquadrati nel personale ospedaliero e, infine, se la presenza di persone sia consentita in caso di prestazioni intramoenia. Chiedo inoltre al direttore dell’ospedale – prosegue Borrelli – come mai, solo in seguito all’intervento dei Carabinieri, si sia consentito ai parenti della donna ricoverata di poter rimanere vicino a lei. Una circostanza che fa sorgere numerosi dubbi sulle regole che normano la presenza di persone nei reparti al di fuori degli orari di visita. Infine ho chiesto una indagine interna all’Azienda ospedaliera su una vicenda che ha troppi punti a mio avviso di enorme gravità".
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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » mer dic 12, 2018 5:06 am

Treviso, verifiche sui bidelli provenienti dal napoletano: tutti diplomati col massimo dei voti, ma i certificati non saltano fuori
Martedì 11 Dicembre 2018 di Luca Bertevello

https://www.ilmessaggero.it/italia/bide ... GgSeE8hMEk


TREVISO - Diplomi rigorosamente col massimo dei voti, certificati impossibili da reperire, contributi mai versati, numeri di telefono che squillano a vuoto. E collaboratori scolastici, tutti provenienti dalla Campania, che hanno ottenuto un posto di lavoro al quale forse non avrebbero mai potuto accedere.

È il sospetto delle autorità scolastiche regionali che, dopo la segnalazione di una scuola di Garda (Verona), hanno trasmesso una circolare a tutti i Provveditorati chiedendo che negli istituti comprensivi vengano fatti accertamenti su punteggi, abilitazioni e titoli sia dei collaboratori scolastici, cioè i bidelli, sia del personale amministrativo che lavora nelle segreterie. Ma solo quello proveniente dalla Campania. E non è la prima volta.

Già nel febbraio scorso la Guardia di Finanza aveva indagato su decine di posizioni relative agli anni Novanta. Sempre di personale Ata, Sempre proveniente dall'area del Vesuvio. Sempre uscito da scuole fantasma o create ad arte per raccattare soldi facili in cambio di diplomi fasulli.

Seguendo le disposizioni della circolare, tutti gli istituti comprensivi della regione si sarebbero già mossi per fare le proprie verifiche. E sembra che siano già emersi diversi casi analoghi: personale sospetto per nascita, provenienza o residenza, difficoltà nel reperire dati e informazioni. La faccenda è delicata. Una posizione illegittima può configurare i reati di falsità ideologica, falsità materiale in atto pubblico e truffa ai danni dello Stato. E se ce ne sono parecchie, come sembra, la situazione rischia di farsi davvero dirompente.

VICOLO CIECO
Gli esempi citati nella segnalazione dell'istituto veronese, da cui è partito l'accertamento di massa, sono talmente grotteschi da apparire incredibili e riguardano le verifiche per la convalida del punteggio del personale Ata 2018/2021 già assunto o inserito nelle graduatorie di terza fascia, quindi posizioni molto più attuali di quelle finite sotto la lente delle Fiamme Gialle a inizio anno. Normalmente gli istituti scolastici attingono a queste graduatorie per coprire posti di lavoro vacanti che riguardano il personale non docente e le assunzioni vengono fatte mediante contratti a tempo determinato che vengono poi rinnovati ogni tre anni. Le verifiche sono arrivate però a un punto di stallo perchè qualsiasi tentativo di accedere a info e documentazioni si è rivelato un vicolo cieco. E nei rari casi in cui di documentazione se n'è trovata in abbondanza, sono punteggi e riscontri a lasciare perplessi.

IL DIPLOMIFICIO
Molti collaboratori scolastici già regolarmente assunti hanno ottenuto i diplomi all'Istituto paritario Voltaire di Napoli, per anni al centro di corpose inchieste della Procura partenopea, l'ultima lo scorso anno. Uno scandalo che aveva fatto il giro d'Italia, con 250 privatisti di tutte le età, di ogni estrazione sociale e provenienti da ogni angolo della penisola che, dopo aver spostato la residenza sul golfo, avrebbero ottenuto il diploma nonostante una frequenza scarsa o nulla. I collaboratori scolastici stanati dal liceo di Verona hanno conseguito la qualifica fra il 2011 e il 2013 con la votazione di 100/100, nessuno escluso. Cosa che il Voltaire ha poi confermato carte alla mano. Sembra non esistano punteggi inferiori, eventualità da non escludere dato che per conseguire il titolo ogni candidato ha dovuto preventivamente sborsare 5mila euro. E certamente nessuno li versa per finire nelle retrovie.

L'ABITAZIONE PRIVATA
Anche chi ha lavorato al tecnico paritario De Nicola di San Giuseppe Vesuviano ha titolo per essere inserito a sua volta nelle graduatorie di terza fascia, quindi fra i supplenti del personale tecnico e ausiliario. Ma al numero del De Nicola risponde un'abitazione privata. L'interlocutore all'altro capo del filo afferma di essere solo un parente del direttore della scuola. Poi corregge il tiro: «Potete trovare la segretaria in tarda mattinata». Della donna però non c'è traccia. Risponde solo una segreteria telefonica intestata all'istituto. Fine dei giochi.

APERTA E POI CHIUSA
Scuola paritaria San Remigio di Nocera Superiore (Salerno): la strada del contatto via mail è impercorribile. L'Ufficio scuole paritarie di Salerno, di fronte alla richiesta di sapere se quella di Nocera esista o sia mai esistita, si limita a rispondere che è rimasta aperta dal settembre del 2011 al giugno del 2015, poi un decreto di revoca l'ha fatta chiudere. Documentazione? Mai depositata. Contributi? L'Inps di Nocera non li ha mai visti. Ma i collaboratori scolastici su cui gravano i sospetti hanno con sè certificati di servizio siglati nero su bianco e perfino il numero di telefono della San Remigio. Al numero però risponde una ludoteca. «I certificati? Li abbiamo noi e abbiamo anche le ricevute di pagamento dei contributi». «E perchè all'Inps non risultano?». «Perchè non avrà ancora aggiornato il sistema».

LA MATERNA CHE NON C'È PIU'
La scuola per l'infanzia paritaria Disney Club di Marcianise (Caserta) è regolarmente registrata nel database dell'Ufficio scolastico della Regione Campania. Ma al telefono non risponde nessuno. Alla mail neppure. L'ufficio scolastico di Caserta fornisce un altro numero. Risponde lo studio di un commercialista che gestiva le buste paga: «Quei documenti non li abbiamo più, possiamo solo darvi il cellulare del direttore». Risponde un uomo che sì, era stato direttore. Una volta, quando la scuola, nata come per magìa, era zeppa di corsisti. «Mi dispiace non sono in grado di aiutarvi» gracchia. Nuovo tentativo col numero del database. Stavolta qualcuno risponde: «Ma questa è una casa privata. La struttura che ospitava la materna? É stata affittata, non so a chi».

SERVE CHIAREZZA
Troppe situazioni equivoche sulle quali, dopo la circostanziata denuncia del Comprensivo di Verona, la Regione Veneto vuole fare chiarezza al più presto attraverso gli organi territoriali. I prèsidi degli istituti dovranno produrre i curriculum vitae e i diplomi allegati del personale sotto inchiesta, ma anche le semplici istanze di quanti hanno presentato domanda di ammissione in graduatoria per ottenere il posto di lavoro o di coloro che sono stati assunti dopo concorso di abilitazione. Ne va della credibilità di un intero sistema.
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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » lun dic 17, 2018 11:37 am

Appalti pilotati in Calabria: indagato il governatore piddì Oliverio
Sergio Rame - Lun, 17/12/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 17484.html

Falso, corruzione e frode in pubbliche forniture. Il presidente della Regione finisce nei guai: scatta l'obbligo di dimora

Falso, corruzione e frode in pubbliche forniture. Questi i reti ipotizzati nell'ambito di un'operazione della Guardia di Finanza di Cosenza che ha fatto finire nei guai anche il piddì Mario Oliverio per presunte irregolarità nell'affidamento di appalti pubblici.

Per il governatore della Regione Calabria, accusato di abuso di ufficio aggravato dal metodo mafioso, i magistrati hanno, infatti, disposto l'obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, il centro del Cosentino in cui vive. L'inchiesta ha, poi, portato agli arresti Giorgio Barbieri, titolare dell'azienda impegnata nella realizzazione della funivia di Lorica che, secondo gli inquirenti, sarebbe la testa di ponte del clan di Franco Muto di Cetrano detto il "re del pesce".
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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » lun dic 17, 2018 8:38 pm

Gasolio non conforme e auto in panne, automobilisti inferociti
Ignazio Riccio - Lun, 17/12/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 17904.html

Dopo i casi del carburante non a norma dei distributori in Calabria, Puglia e Basilicata, giungono segnalazioni anche in Campania, a Caserta, dove i clienti inferociti hanno preso d’assalto un self service

Giungono segnalazioni di gasolio non conforme anche dalla provincia di Caserta, dopo le denunce di centinaia di automobilisti che hanno subito danni alle proprie autovetture in Calabria, Puglia e Basilicata.

Nei giorni scorsi un distributore self service di una frazione di Caserta è stato assalito da un consistente numero di clienti, inferociti per i danneggiamenti subiti dalle loro macchine.

La causa dei problemi alle vetture, rimaste in panne poco dopo il rifornimento, deriva dal tipo di gasolio erogato, non conforme alle normative vigenti. Quasi tutte le automobili hanno evidenziato danneggiamenti alla pompa di gasolio e agli iniettori, come confermato dai meccanici della zona, che hanno dovuto soccorrere i tanti automobilisti rimasti appiedati.

I clienti del distributore self service di Caserta si sono rivolti anche all’associazione “Sportello dei diritti”, per avviare un’azione legale collettiva, con l’obiettivo di essere rimborsati dei danni subiti alle loro vetture.
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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » mer gen 09, 2019 9:34 pm

Magneti e contatori manomessi, così rubano l'energia elettrica
Giovanni Vasso - Mer, 09/01/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 3CjRaVbdic

I metodi utilizzati per non pagare le forniture elettriche scoperti dalla Guardia di Finanza nell'area sud del Napoletano. A Poggiomarino finisce in arresto un piccolo imprenditore

Accusato di aver rubato energia elettrica per circa 50mila euro, arrestato un piccolo imprenditore a Poggiomarino, in provincia di Napoli.

L’operazione porta la firma dei militari della Guardia di Finanza che hanno scoperto il reato e stretto le manette ai polsi del titolare di un’attività di vendita di generi alimentari.

Stando a quanto hanno scoperto i finanzieri, che si sono avvalsi della consulenza di tecnici qualificati, l’uomo era riuscito a manomettere il contatore dell’Enel riuscendo così a rubare energia elettrica per un ammontare complessivo stimato in circa 50mila euro. Adesso l’uomo deve rispondere dell’accusa di furto pluriaggravato.

Non si tratta, però, di un caso isolato. Solo nello scorso anno, e solo nell’area sud della provincia di Napoli, sono finite in manette ben diciassette persone per fatti inerenti al furto di corrente elettrica. Altre otto persone sono state segnalate all’autorità giudiziaria e complessivamente sono stati accertati furti di energia per un ammontare pari a 500mila euro.

Numerosi e ingegnosi i metodi scoperti dalla Guardia di Finanza per eludere i contatori. C’è chi si affida alla potenza del magnetismo: grazie a una sorta di calamita collegata a circuiti elettronici che consentiva di rallentare, di molto, i giri del contatore. C’è chi sgancia direttamente il componente elettronico responsabile rendendo illeggibile il conteggio, il “tamper”. C’è chi allaccia un bypass a monte del contatore capace di azzerare la lettura dei giri. C’è chi, invece, si allaccia direttamente alla rete elettrica pubblica e, senza nemmeno installare i contatori, gode della corrente a spese della collettività. Si tratta di attività che necessitano, talvolta, dell'aiuto di tecnici specializzati in questo genere di operazioni.
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Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » lun feb 18, 2019 8:40 am

La Sardegna e le truffe del latte

Latte, spunta una truffa milionaria Blitz in tutta l'Isola: primi indagati
2018/02/16
Matteo Vercelli


https://www.unionesarda.it/articolo/cro ... 98448.html

A gennaio l'acquisizione delle documentazioni. Oggi perquisizioni vere e proprie. I finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Cagliari e di Sassari si sono presentati nelle sedi di alcune cooperative ovicaprine nel Sassarese e nell'Oristanese portando via faldoni relativi all'inchiesta su una presunta truffa da quattro milioni.

Controlli anche nella sede regionale dell'Argea.

L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Cagliari, riguarda il bando della legge regionale sulla diversificazione produttiva (per ridurre le quantità di latte di pecora destinato alla produzione di pecorino romano Dop): proprio gli allevatori soci delle cooperative finite nel mirino della Guardia di finanza - che indaga per una presunta truffa per conseguire erogazioni pubbliche - si sono aggiudicati gran parte degli aiuti regionali.

Un contributo da quattromila euro per ogni allevatore per un totale di oltre 4 milioni di sovvenzioni.

Il sospetto degli investigatori delle Fiamme gialle è che alcune cooperative siano nate solo ed esclusivamente per ottenere gli aiuti pubblici.

Il tutto grazie alla regia di alcune delle più importanti industrie casearie sarde e quindi direttamente interessate alla produzione di latte per la sua trasformazione. Ora, con le perquisizioni, ci sono i primi iscritti sul registro degli indagati.
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