Il sud della penisola italica - i meridionali

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » mar feb 23, 2021 8:44 am

Le risorse al Sud: una politica da cambiare
Da La Provincia,
28 dicembre 2020

http://www.brunoleoni.it/risorse-sud-cambiare-politica


Nell'informazione italiana è in atto una campagna volta a denunciare presunti "scippi" che sarebbero stati compiuti dal Nord a danno del Mezzogiorno. L'imminenza dell'arrivo dei fondi del Recovery Fund ha riscaldato gli animi, dato che nel Meridione molti temono che gli investimenti statali favoriranno il Centro-Nord.

I nuovi dati Istat sulla ricchezza nelle diverse aree d'Italia dovrebbero far riflettere un po' meglio, dato che il Nord-Ovest si riconferma l'area più prospera, con un reddito medio doppio rispetto a quello del Sud.

Si possono fare molte considerazioni a commento di tutto ciò, ma la prima è che va preso atto del fallimento delle politiche basate su aiuti e assistenzialismo. In un rapporto intitolato "Conti economici territoriali anni 2017-19", l'istituto nazionale di statistica sottolinea come in Lombardia il reddito pro capite sia di 39.700 euro, mentre la media del Sud è di 19.000. In sostanza, il reddito medio di un lombardo è doppio di quello un concittadino meridionale e questo a dispetto del fatto che ogni anno più di 50 miliardi di euro lasciano la Lombardia per alimentare il resto del Paese. Eppure mai era successo, in passato, che il reddito medio di un meridionale fosse la metà di uno del Nord.

Queste cifre certificano il fallimento del meridionalismo. Esse attestano quanto sia stato irresponsabile alimentare un costante trasferimento di risorse, che alla fine ha nutrito soprattutto le clientele e ha ingrossato la schiera dei dipendenti pubblici.

Di fronte a queste evidenze chi vuole un Sud diverso deve allora pretendere che il Mezzogiorno abbia più libertà di iniziativa e meno aiuti, più spazi imprenditoriali e meno sovvenzioni di Stato, più responsabilità e meno paternalismo d'accatto.

Pure al Nord bisogna comprendere che lo sviluppo dell'economia meridionale è cruciale per l'intero paese e che l'unica maniera per dare un futuro a un'area segnata da disoccupazione, emigrazione intellettuale e mercato nero consiste nel porre fine a questa distorsione della vita economica causata da uno statalismo perfino più pervasivo di quello che sta martoriando il resto d'Italia.

A ben guardare l'Italia tutta ha bisogno di essere persuasa, magari da quanti detengono larga parte del nostro debito pubblico (dalla Bce alla Germania), a compiere le uniche riforme necessarie: quelle tali da obbligare ogni area a gestirsi, tassarsi e regolarsi da sé. C'è insomma la necessità che le economie più frugali costringano la nostra classe politica a fare i conti con le tesi di un don Luigi Sturzo, che nel 1902 scrisse queste parole: "Lasciate che noi del Meridionale possiamo amministrarci da noi, da noi designare il nostro indirizzo finanziario, distribuire i nostri tributi, assumere le responsabilità delle nostre opere, trovare l'iniziativa dei rimedi ai nostri mali".

Il Mezzogiorno non ha bisogno di altri soldi pubblici, come non ne ha bisogno il Nord. Ogni territorio, infatti, ha soprattutto bisogno di governarsi da sé, fare i conti delle entrate e delle uscite, adottare le misure adeguate alle proprie esigenze. E se non saremo capaci di compiere da soli queste scelte, speriamo che altri ci inducano a farlo.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 37836
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » mar feb 23, 2021 8:45 am

Un'intera Asl nella bufera per abusi, corruzione e assenteismo
Campania
Agenzia ANSA
22 febbraio 2021

https://www.ansa.it/campania/notizie/20 ... da218.html

Dodici arresti, 6 misure interdittive, 79 indagati (tra funzionari e dipendenti) e un sequestro di oltre 1,5 milioni di euro: sono i numeri della maxi-indagine "Penelope" della Procura di Napoli Nord sull'Asl di Caserta che ha consentito di fare luce su numerosi episodi di assenteismo, corruzione e gare d'appalto truccate. La stessa indagine, nel novembre scorso, ha portato alla sospensione di 22 "furbetti del cartellino", tra cui importanti funzionari in servizio al distretto ASL di Aversa.

Secondo l'indagine, l'affidamento dei servizi di trasporto in emergenza (118) avveniva in cambio di regali e assunzioni.

Grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali sono emersi, secondo gli inquirenti, numerosi gravi violazioni penali, come l'affidamento a poche ditte compiacenti, di lavori di adeguamento e ristrutturazione di locali aziendali gestiti direttamente dal Dipartimento di Salute Mentale (Dsm), in cambio di somme di danaro e regali vari, una serie di falsi ed abusi, in ordine alla gestione di pazienti con patologie psichiatriche, che venivano affidati a strutture esterne convenzionate senza alcuna valutazione del piano terapeutico riabilitativo da parte del competente organo specialistico (U.V.I.), assoggettando l'onere di degenza, dalla somma di diverse migliaia di euro per ciascun paziente, a carico dell'Asl di Caserta. Gli inquirenti hanno accertato l'affidamento dei servizi di trasporto in emergenza (118) ad un'associazione di volontariato i cui vertici, in cambio, avrebbero corrisposto ad uno dei componenti della commissione aggiudicatrice ed ad altri dipendenti compiacenti dell'Asl, regali e altri vantaggi, come l'assunzione di propri familiari.

Sono stati poi riscontrati episodi di corruzione dei gestori delle strutture di riabilitazione convenzionate che, in cambio dell'affidamento diretto dei pazienti e dell'omessa attività di controllo sui piani riabilitativi, corrispondevano periodicamente somme di danaro e altre utilità ai funzionari pubblici che erano preposti alla tutela e corretta attività di recupero dei pazienti psichiatrici. È emerso inoltre la gestione occulta da parte di alcuni funzionari dell'Asl, con intestazione fittizia a persone compiacenti, di strutture private convenzionate presso le quali venivano indirizzati i pazienti, affidati con onere a carico dell'Asl (diaria di circa 88 euro), direttamente dai medesimi funzionari.

Nel corso dell'attività investigativa del Nas di Caserta, coordinata dalla Procura di Napoli Nord, è anche emersa la sparizione dei fondi dei progetti finalizzati alla cura dei pazienti delle cosiddette "fasce deboli", mai attuati, che, secondo gli investigatori, sarebbero finiti nelle tasche dei dipendenti del Dipartimento di Salute Mentale. Il Nas ha anche scoperto un giro di affidamenti pilotato degli incarichi legali. Il mantenimento degli incarichi di vertice all'Asl avveniva mediante traffici di influenze illecite. Ed ancora: Procura di Napoli Nord e Nas di Caserta hanno accertato l'acquisto di beni strumentali ad uso privato con i fondi pubblici dell'Asl, e il solita condotta di illecito allontanamento dal servizio, da parte di alcuni dipendenti Asl, che dovevano svolgere faccende personali e familiari.

Figura anche il presidente del Consiglio regionale della Campania Gennaro Oliviero, tra le persone indagate nell'inchiesta del Nas e della Procura di Napoli Nord sull'Asl di Caserta. Secondo quanto si apprende, ad Oliviero viene contestato il reato di traffico influenze in relazione a un singolo episodio. Il presidente del Consiglio regionale, in una nota su Facebook ribadisce "piena fiducia nella Magistratura. Sono a completa disposizione - scrive - per chiarire al più presto la mia estraneità ai fatti".

Tra gli arrestati l'ex funzionario del Dipartimento di Salute Mentale di Aversa (Caserta) Luigi Carrizzone, figura centrale dell'indagine, andato in pensione da non molto tempo, che avrebbe ottenuto tangenti, e avrebbe gestito come socio di fatto due strutture di riabilitazione psichiatrica in cui indirizzava i pazienti che aveva in cura come funzionario medico dell'Asl, ovviamente a spese dell'azienda sanitaria, grazie alla complicità di alcuni colleghi; tra questi ultimi sono finiti ai domiciliari il psichiatra dell'Asl Nicola Bonacci, il dipendente Antonio Stabile. Ci sono poi gli imprenditori arrestati, accusati di aver siglato accordi corruttivi con i funzionari Asl: in manette è finito poi l'imprenditore di Sessa Aurunca Michele Schiavone, titolare di Rsa e centri per la riabilitazione psichiatrica, padre di Massimo, ex presidente del consiglio comunale di Sessa Aurunca nonché candidato alle recenti Regionali nel PD . C'è poi Cuono Puzone, presidente della Misericordia di Caivano (Napoli), associazione privata che effettua il servizio di emergenza 118 nel Casertano; Puzone è accusato di aver pagato tangenti ai funzionari del Dsm per avere alcuni appalti relativi al trasporto dei malati psichici. Arresti domiciliari anche per due imprenditori edili che effettuavano lavori per l'Asl, ovvero Alberto Marino di Casaluce e Antonio Papa di Marano di Napoli, e per un commercialista di Teverola, Antonio Scarpa.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 37836
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » ven feb 26, 2021 9:37 am

Foggia, ucciso per cento euro, arrestati cinque ragazzi. «L'omicida ha 17 anni»
Giuseppe Scarpa
venerdì 26 febbraio 2021

https://www.ilmessaggero.it/italia/fogg ... 91989.html

Ha solo 17 anni il presunto assassino di Francesco Traiano, il 38enne titolare del bar «Gocce di Caffè» a Foggia, morto il 9 ottobre scorso tre settimane dopo essere stato gravemente ferito a coltellate al volto durante una rapina compiuta nel suo locale. Per un furto, forse, di appena 100 euro. Le immagini della videosorveglianza e le intercettazioni hanno consentito di identificare i cinque componenti della banda che ieri sono stati arrestati dalla polizia.

In carcere sono finiti, oltre al minorenne, anche Antonio Pio Tufo e Christian Consalvo entrambi 21enni e Antonio Bernardo di 24 anni. Mentre i domiciliari sono stati concessi a Simone Pio Amorico, 22 anni accusato solo di favoreggiamento. Sono accusati, a vario titolo, di omicidio volontario (il minorenne), concorso anomalo in omicidio (Consalvo, Tufo e Bernardo) e di furto rapina e incendio dell'auto; mentre Amorico solo di favoreggiamento. Ieri mattina subito dopo aver eseguito gli arresti i poliziotti sono passati a sirene spiegate davanti al bar.

L'accusa


Braccia al cielo in segno di vittoria quelle di Alfredo Traiano, nipote di Francesco che dopo la morte dello zio ha rilevato la gestione del locale. «È stato un segno di vicinanza, ma soprattutto è stato un gesto per dire ce l'abbiamo fatta - ha commentato Alfredo -. Hanno voluto dire che questo posto, il nostro bar è stato riscattato dallo Stato».
Secondo la ricostruzione della polizia, erano da poco passate le 14 del 17 settembre scorso quando in quattro sono arrivati a bordo di una Fiat Punto davanti al locale. All'interno sarebbero entrati il 17enne, Tufo e Bernardo, con addosso un passamontagna, mentre Consalvo è rimasto fuori alla guida dell'auto. Il solo a brandire un coltello - ricostruisce la polizia - era il minorenne. «Il 17enne spalleggiato da Bernardo, pur di impossessarsi del bottino si è avventato sulla vittima colpendola ripetutamente al volto - ricostruisce il pm della Procura di Foggia Rosa Pensa - Hanno continuato a colpirla con calci anche quando si è accasciata a terra».

Uno dei fendenti ha ferito a morte Francesco Traiano, quello inferto all'altezza dell'occhio sinistro. Preso il bottino, pare poco più di cento euro, anche se gli inquirenti non lo hanno potuto quantificare con esattezza, i quattro sono fuggiti via e hanno lasciato in una zona di campagna Fiat Punto usata per la fuga e le hanno dato fuoco. Qui sarebbero stati raggiunti e recuperati con un'altra auto da Amorico. La sera stessa della rapina gli agenti della mobile hanno recuperato la Punto bruciata. «Gli indagati non si sono affatto pentiti di quanto compiuto - racconta Mario Grassia, capo della squadra mobile di Foggia - Dalle intercettazioni emerge che i 5 ridevano ed erano solo preoccupati di come spendere i proventi della rapina: c'è chi pensava di fare un tatuaggio, chi una vacanza».
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 37836
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » mer mar 31, 2021 9:00 am

Arrestato il Procuratore di Taranto Capristo: pressioni per indirizzare indagini
di GIULIANO FOSCHINI
19 maggio 2020

https://bari.repubblica.it/cronaca/2020 ... 257060253/

Il procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo è agli arresti domiciliari su ordine della procura di Potenza. L’inchiesta nasce da un fascicolo della procura di Trani, aperto quando Capristo già si era trasferito a Taranto. E sulla quale, secondo la ricostruzione, avrebbe comunque provato a fare pressioni per indirizzarne l’esito.

Il Procuratore cercò di indurre il pm di Trani, Silvia Curione, a perseguire ingiustamente una persona per usura facendo temere al magistrato ritorsioni sul marito, il pm Lanfranco Marazia, suo sostituto alla Procura di Taranto. Anche ex procuratore di Trani, Antonino Di Maio, è indagato per abuso d'ufficio e favoreggiamento.

Oltre a Capristo, sono agli arresti domiciliari l'ispettore Michele Scivittaro, in servizio presso la Procura di Taranto, e gli imprenditori pugliesi Giuseppe, Cosimo e Gaetano Mancazzo. Secondo l'accusa, gli indagati avrebbe compiuto "atti idonei in modo non equivoco" a indurre la pm di Trani a perseguire penalmente una persona che gli imprenditori, considerati i mandanti, avevano denunciato per usura.

Il magistrato, però, non solo si oppose fermamente, ma denunciò tutto. Per la denuncia - ha stabilito l'inchiesta - non vi erano presupposti né di fatto né di diritto. Capristo e Scivittaro, inoltre, sono "gravemente indiziati di truffa ai danni dello Stato e falso".

L'ispettore risultava presente in ufficio e percepiva gli straordinari, ma in realtà stava a casa e svolgeva "incombenze" per conto del procuratore. Stamani sono state eseguite perquisizioni a carico di altre persone e anche di un altro magistrato, che è indagato per abuso d'ufficio e favoreggiamento personale.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 37836
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » mer mar 31, 2021 9:01 am

Palermo, la maxi parcella degli ex amministratori Italgas: 120 milioni di euro
A nominarli fu il collegio presieduto da Silvana Saguto e composto da Lorenzo Chiaramonte e Fabio Licata poi finiti sotto inchiesta per il cosiddetto "Sistema Saguto"
02 luglio 2020

https://palermo.repubblica.it/cronaca/2 ... 260763685/

Un po' meno di Cristiano Ronaldo, 'Mbappe', Messi e Neymar assieme. Un po' di piu' dei 100 milioni promessi dal governo siciliano alle famiglie a titolo di aiuti per il Coronavirus. Centoventi milioni di euro è la richiesta che i quattro ex amministratori giudiziari della società Italgas hanno presentato alla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, per un solo anno di gestione, compreso tra il 2014 e 2015. A nominarli fu il collegio presieduto da Silvana Saguto e composto da Lorenzo Chiaramonte e Fabio Licata, tutti e tre oggi nei guai con la giustizia a Caltanissetta.

La decisione sulla liquidazione spetta ora al nuovo collegio delle misure di prevenzione, presieduto da Raffaele Malizia. I giudici potranno scendere rispetto alle richieste, anche in maniera considerevole. Ma sempre da 120 milioni si parte.I quattro uomini d'oro sono l'avvocato palermitano Andrea Aiello, il commercialista milanese Luigi Saporito, l'ingegnere agrigentino Sergio Caramazza e il professore della scuola Sant'Anna di Pisa Marco Frey: chiedono un compenso parametrato sullo 0,5% dei ricavi e sul 5% degli utili della azienda con sede a Torino, ma con 7 distretti distribuiti in tutta Italia, 6 milioni di utenti , 3300 dipendenti, fatturato annuo 1,3 miliardi.

La nomina fu fatta dalla sezione misure di prevenzione nel luglio 2014 e il compito degli amministratori si esaurì un anno dopo, a luglio 2015. Nel settembre dello stesso anno scoppiò il caso al tribunale di Palermo. Silvana Saguto fu poi radiata dal CSM, quando il processo a Caltanissetta era appena iniziato. Con lei e i suoi prossimi congiunti (il padre, il marito e uno dei figli) e con amministratori giudiziari e coadiutori è a giudizio il giudice a latere Lorenzo Chiaramonte. L'altro giudice, Fabio Licata, è stato condannato di recente in abbreviato, anche in appello, a 2 anni e 4 mesi per falso. Falso che si riferiva in un caso proprio a una sigla che Licata avrebbe messo al posto della Saguto, in quel momento in ferie e assente dall'ufficio, sul decreto che sottoponeva ad amministrazione giudiziaria l'Italgas.

L'azienda venne sottoposta a questa procedura a causa delle infiltrazioni mafiose provocate dagli appalti assegnati agli imprenditori di Belmonte Mezzagno (Palermo) Cavallotti, sottoposti a una misura di prevenzione per mafia in quanto ritenuti vicini a capi di Cosa nostra come Benedetto Spera e Bernardo Provenzano. I Cavallotti, che pure erano stati assolti nel processo penale, avevano lavori con Italgas in varie zone d'Italia e, per risolvere alla radice il problema, la Saguto e i suoi colleghi ritennero di dovere sottoporre l'intera azienda prima alla amministrazione da parte dei quattro saggi da loro nominati e poi al controllo giudiziario per tre anni.

Questa seconda misura venne però revocata dopo un anno, nel luglio 2016, dalla Corte d'Appello, che ne ritenne insussistenti i presupposti. Nel frattempo era però scoppiato lo scandalo delle misure di prevenzione, era venuto il fuori il cosiddetto sistema Saguto sugli incarichi riguardanti i beni sequestrati e confiscati, che venivano assegnati molto spesso agli stessi amministratori in cambio -secondo l'accusa, rappresentata dalla Procura di Caltanissetta - di ritorni in termini di vantaggi economici o lavorativi per parenti del magistrato.I 120 milioni adesso chiesti come compenso dagli amministratori sono stati calcolati in maniera meccanica sulla base dei parametri imposti dal DPR 177 del 2015, una misura adottata proprio per rimediare ai guasti provocati dalla sezione misure di prevenzione della Saguto: prima della riforma, infatti, i giudici erano sostanzialmente liberi di riconoscere agli amministratori i compensi che ritenevano, sulla base di valori presuntivi delle aziende o delle attività sottoposte a sequestro o confisca.

Per una mega azienda come la Italgas, anche i parametri limitativi previsti oggi dalla legge portano comunque a cifre enormi. Il calcolo è stato fatto secondo le tariffe massime, spiegano gli amministratori, e i giudici potrebbero anche stabilire di liquidare i minimi. Ma anche se si scendesse della metà o a un quarto o alla metà di un quarto si parlerebbe sempre di cifre enormi, per un solo anno di gestione.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 37836
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » mer mar 31, 2021 9:03 am

Carabinieri terroni a Piacenza: due napoletani, due siciliani e due pugliesi


Carabinieri Piacenza, le lacrime dopo l'arresto: "Non immaginavamo di arrivare a questo punto"
Gli inquirenti si aspettano che almeno alcuni dei carabinieri arrestati possano collaborare con le indagini. Agli atti migliaia di pagine tra intercettazioni telefoniche, fotografie e captazioni ambientali
GIULIANO FOSCHINI
24 luglio 2020

https://www.repubblica.it/cronaca/2020/ ... 262767040/

PIACENZA – “Vieni con noi”. “Dove?”. “In galera”. “Ma come in galera?”. Hanno pianto i carabinieri della Levante quando all’alba di mercoledì i finanzieri di Piacenza li hanno buttati giù dal letto, con in mano l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Luca Milani, per portarli in prigione a Cremona. Hanno pianto perché “non immaginavamo di arrivare a questo punto”, noi “non abbiamo mai intascato un euro”. Hanno pianto, probabilmente, perché per la prima volta era chiaro come un’altra storia, tremenda, fosse appena cominciata nella loro vita.


Per questo oggi gli inquirenti si aspettano che almeno alcuni dei carabinieri arrestati – Angelo Esposito, Salvatore Cappellano, Daniele Spagnolo, Giacomo Falanga – possano negli interrogatori di garanzia decidere di collaborare con le indagini. E raccontare tutto quello che sanno sulla caserma Levante. “Non hanno molte alternative”, fa notare un investigatore. L’inchiesta è solidissima, agli atti ci sono migliaia di pagine tra intercettazioni telefoniche, fotografie e captazioni ambientali. La collaborazione è poi l’unica strada tracciata dal comando generale che ha fatto partire anche un’inchiesta interna, parallela a quella della procura di Piacenza e dei magistrati militari.

Tra gli arrestati l’unico che ha continuato ad avere un atteggiamento sereno è stato Giuseppe Montella, l’appuntato attorno al quale gira tutta la storia della Levante. Il suo avvocato, Emanuele Solari, lo ha incontrato. Ma aspetta domani, quando si terrà l’interrogatorio di garanzia, per decidere che passi muovere. Importante sarà capire anche se gli altri arrestati – i tre fratelli Giardino, soprattutto, in affari con Montella per lo spaccio della droga – abbiano voglia di fornire elementi utili alle indagini. Obiettivo del procuratore Grazia Pradella è anche capire se ci sono stati altri episodi, come quelli ricostruiti dalle indagini, in cui i carabinieri abbiano commesso abusi di potere e arrestato ingiustamente uomini e donne. “Dobbiamo sapere se ci sono degli innocenti in carcere”. Gli interrogatori delle prossime 24 ore aiuteranno a scrivere, forse, altri pezzi di questa storia.




Carabinieri Piacenza, chi è l'appuntato Peppe Montella: dalle auto di lusso alle frasi razziste
24 luglio 2020

https://www.ilmessaggero.it/italia/cara ... 65425.html
Si chiama Giuseppe Montella uno dei carabinieri arrestati a Piacenza, nell'ambito dell'inchiesta Odysseus, accusato di essere a capo della «piramide» di spaccio della caserma Levante. Nato a Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli, il 37enne è stato spedito in cella, accusato di pestaggi, estorsioni, spaccio e tortura, con oltre 50 capi d'imputazione. Dalle intercettazioni emerge il profilo di una persona che «vive al di sopra della legge», come riferisce il gip di Piacenza, Luca Milani. Nel suo garage, dal 2005 al 2020, ha messo insieme 11 auto e 16 moto, tra cui una Porsche Cayenne, quattro Bmw e due Mercedes. Un tenore di vita «decisamente sproporzionato» a fronte dei suoi 31.500 euro lordi di stipendio annuo.

Giuseppe Montella, detto Peppe, «non mostra paura di nulla ed è dotato di un carattere particolarmente incline a prendere parte ad azioni pericolose e violente». Dalle foto su Facebook, a bordo piscina della sua villa, sembra un padre affettuoso, sempre sorridente, amante della famiglia. E infatti alla famiglia raccontava le sue gesta - lui che definiva il suo gruppo «una associazione a delinquere» e diceva di essere a capo della «piramide» - senza tralasciare i particolari più cruenti. Accennando alla moglie di una operazione di servizio appena conclusa, dopo aver sottolineato di essersi stirato un muscolo correndo dietro a uno spacciatore le dice senza problemi: «Amore, però lo abbiamo massacrato». L'essersi fatto male, «perché ho corso dietro a un negro», diventa anche un racconto per il figlio undicenne, che incuriosito lo incalza: «L'hai preso poi?, Gliele avete date? Chi eravate? Chi l'ha picchiato?». «Eh, un po' tutti», è la risposta dell'appuntato che, come per vantarsi, precisa che anche i suoi colleghi avevano picchiato lo straniero.


E ancora, sempre parlando con la moglie, raccontando le fasi dell'arresto di un maghrebino, si vanta così: «Questo c'ha fatto penare... Mamma quante mazzate ha pigliato... Abbiamo aspettato là dieci minuti, siamo riusciti a bloccarlo, non parlava, e ha preso subito due-tre schiaffi. Ne ha prese amore... in Caserma, amore! Colava il sangue, sfasciato da tutte le parti. Un ragazzino del '96. Non ha detto "a"». Il suo scopo era eseguire arresti ad ogni costo, così gli ufficiali di grado superiore erano disposti a chiudere un occhio sulle intemperanze e sulle irregolarità che commetteva insieme agli altri militari.

È sempre lui a coltivare i rapporti con gli spacciatori, a spostare "fumo" e marijuana organizzando servizi di scorta lungo la strada. Voleva sempre di più e infatti il suo vero obiettivo, scrive ancora il Gip, era quello di riuscire a trafficare cocaina. «A me quello che mi interessa - dice parlando con un altro degli arrestati - è la coca. Se riusciamo... dopo che abbiamo preso due volte, tre volte, quattro volte... se riusciamo ad abbassà un po' il prezzo... sarebbe top».


Blitz antidroga a Piacenza, arrestati sei agenti della Questura
Gianmarco Aimi
15 aprile 2020

https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/0 ... ra/562735/

Nell'indagine, coordinata dalla Procura, i Carabinieri hanno sgominato un radicato traffico di cocaina e prostituzione, fermando due 'colleghi' della narcotici, uno della Digos e uno dell'Immigrazione

Colpo durissimo per la polizia di Stato. Sono sei gli agenti della Questura di Piacenza – quattro in servizio da anni alla sezione narcotici della Squadra mobile, uno alla Digos e uno all’Immigrazione – che sono stati arrestati dai carabinieri del Comando provinciale di Piacenza nell’ambito di una maxioperazione antidroga. Oltre a loro sono finite in manette altre sette persone: un pensionato piacentino, un agente della polizia penitenziaria e stranieri di nazionalità sudamericana. Mentre altri cinque agenti sono indagati a piede libero.

Alle prime luci dell’alba si sono svolti gli arresti e le relative perquisizioni nelle abitazioni e nei loro uffici all’interno della Questura. Sono stati tutti arrestati su ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dalla Procura della Repubblica di Piacenza, che ha supportato le indagini dell’Arma, e firmata dal Gip. L’indagine riguarda un radicato traffico di droga, prevalentemente cocaina, ma anche l’ambito dello sfruttamento della prostituzione.

Nell’indagine, coordinata dai sostituti procuratori Michela Versini e Antonio Colonna, sono finiti in manette un ispettore superiore e tre assistenti capo in servizio nella Squadra mobile della polizia, un assistente capo della Digos, un ispettore dell’ufficio Immigrazione della Questura e un ispettore della polizia penitenziaria del Nucleo investigativo centrale del dipartimento dell’amministrazione giudiziaria.

Numerosissimi i reati contestati, che riguardano: episodi di acquisto di cocaina destinata al commercio, per quantitativi variabili da 70 grammi a 1 chilogrammo. Falsificazione di atti d’ufficio da parte di pubblici ufficiali al fine di garantire l’impunità a coindagati per determinare l’archiviazione di procedimenti penali (laddove invece erano emersi elementi di responsabilità a carico di congiunti di un coindagato).

Attività di contraffazione di documenti e conseguente illecito rilascio, mediante induzione di errore del funzionario preposto, di permessi di soggiorno, anche al fine di favorire la permanenza sul territorio di persone dedite all’esercizio della prostituzione, la cui attività perciò veniva favorita in violazione della legge 75/1958 (legge Merlin).

Attività di procacciamento, da parte di pubblici ufficiali indagati, di alloggi destinati all’esercizio dell’attività di prostituzione e di intervento in caso di controlli di polizia per impedire l’identificazione e la conseguente espulsione, impedendo con l’esecuzione di relativi ordini emessi dal questore. Inoltre compimento di atti contrari ai doveri d’ufficio in cambio di utilità economica e di sollecitazione al privato di dazione di denaro in cambio del compimento di atti contrari ai doveri d’ufficio.

In sostanza, i poliziotti in collaborazione con una banda di spacciatori, organizzavano l’acquisto di cocaina e la successiva commercializzazione. Solo in seguito, per coprire il sistema messo in piedi, “sacrificavano” un corriere di secondo piano arrestandolo. In questo modo, ha spiegato il procuratore durante la conferenza stampa, “cercavano di coprire l’intera attività illecita”. Uno degli episodi, il più grave, risale al 2010: dal punto di vista quantitativo erano avvenuta la compravendita e lo smercio di due chilogrammi di cocaina.

L’indagine è iniziata nell’ottobre 2012, ed è stata interamente basata su attività investigativa del Nucleo dei carabinieri di Piacenza. Non è stata contestata l’associazione a delinquere, ma il concorso, in particolare per i capi di imputazione per reati contro il traffico di stupefacenti. Sono 12 le persone in carcere – sei agenti – uno straniero che non si è reso reperibile. Oltre a loro sono indagati a piede libero altri 5 agenti della Questura. Gli arrestati sono stati condotti nel carcere di Opera (Milano), che dispone della sezione militare.

“Si tratta di una articolazione di condotte – ha chiarito il procuratore capo Salvatore Cappelleri -. Si organizzavano rifornimenti di stupefacenti, con terminale una persone conosciuta nel giro della droga (lo straniero irreperibile). Dopo una serie di acquisti andati a buon fine, si procedeva l’arresto di un corriere”.

In pratica erano operazioni preordinate, di copertura, che prevedevano più episodi di acquisto vero e proprio, con relativo smercio di stupefacente. I poliziotti non acquistavano in proprio, era il gruppo di sudamericani che operava sotto l’egida degli uomini di Stato. “E’ un commercio, quindi qualcosa ci guadagnavano” ha sottolineato più volte il procuratore capo Cappelleri, unico a rilasciare commenti alla stampa.

Come detto, parallelamente allo spaccio di stupefacenti, rientrava anche l’attività di favoreggiamento della prostituzione. Utilizzando il loro status di poliziotti, fabbricavano false informative, così da consentire l’archiviazione dei procedimenti a carico dei loro sodali finiti nei guai. I protagonisti del giro di prostituzione sono numerosi transessuali e donne, ai quali venivano consegnati falsi permessi di soggiorno, per evitare la loro espulsione dall’Italia.

Il procuratore Cappelleri, visibilmente scosso per gli accertamenti, ha rilasciato un laconico commento: “Ci rendiamo conto della gravità della situazione. Posso dire che la polizia ha collaborato agli arresti e alle perquisizioni. Comunque per le istituzioni non è un momento di vanto”. E ha concluso: “Contiamo di chiudere nel breve le indagini e dare la possibilità di valutazione complessiva al giudice”. Il Questore di Piacenza Calogero Germanà, in mattinata in procura per collaborare all’inchiesta, si è invece detto “fiducioso nell’operato della magistratura”.




Carabinieri arrestati a Piacenza, il maresciallo Orlando in silenzio davanti al giudice. Ai giornalisti: "In 30 anni mai una sanzione"
Nei prossimi giorni sono previsti dei sopralluoghi degli uomini del Ris, per individuare eventuali tracce delle violenze. L'appuntato Montella al giudice ha detto che il comandante era a conoscenza delle modalità degli arresti
27 luglio 2020

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/0 ... o/5881539/

A cinque giorni dagli arresti di Piacenza gli inquirenti continuano a indagare, mentre il comandante della stazione, Marco Orlando, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip. “È un momento investigativo importante, non posso rilasciare dichiarazioni” si è limitata a dire lasciando la struttura, insieme al sostituto procuratore Antonio Colonna, Grazia Pradella titolare delle indagini dell’operazione Odysseus, che ha svelato come un gruppo di carabinieri infrangessero le legge con “reati impressionanti”: dagli arresti illegali, allo spaccio di droga, dalla tortura ai falsi. La stazione è sequestrata per ordine del giudice per le indagini preliminari, Luca Milani, su richiesta della procura e nei giorni scorsi la Guardia di finanza ha cominciato ad analizzate ordini di servizio, verbali e documenti relativi agli arresti effettuati dai militari per individuare eventuali ulteriori episodi illeciti oltre a quelli già indicati nell’ordinanza nonché per ricostruire le eventuali responsabilità nella catena di comando.

Nei prossimi giorni, inoltre, sono previsti dei sopralluoghi degli uomini del Ris, per individuare eventuali tracce delle violenze che sarebbero state compiute all’interno della caserma. La caserma resterà sotto sequestro almeno per altri dieci giorni: l’avvocato di uno degli indagati, l’appuntato scelto Angelo Esposito, ha infatti fatto richiesta di incidente probatorio. “Avevamo previsto per oggi l’acquisizione documentale e per domani il sopralluogo dei Ris, per noi la caserma poteva essere dissequestrata già mercoledì – ha spiegato il procuratore Grazia Pradella – l’avvocato ha però fatto riserva di incidente probatorio e questo allunga i tempi”. Secondo il legale, Pierpaolo Rivello, la procura aveva chiesto di poter procedere con un accertamento tecnico urgente per poter accertare la presenza di tracce e dna che poi potessero essere comparate con quelle degli indagati. “Ma i fatti contestati – ha sottolineato l’avvocato – risalgono a diversi mesi fa e dunque non c’è l’urgenza necessaria per procedere con l’accertamento tecnico urgente. L’incidente probatorio consentirà a tutti di essere più garantiti e di formulare con più ampiezza i quesiti peritali”. Ormai, ha aggiunto, “nei processi la prova scientifica è fondamentale e dunque è nell’interesse di tutti fare le cose al meglio”.

“In 30 anni no ho mai avuto una sanzione disciplinare, come pensate si possa stare?” ha detto il maresciallo Marco Orlando, comandante della stazione Levante di Piacenza, rispondendo ai giornalisti all’uscita del Tribunale. Il maresciallo, ha spiegato il suo avvocato Antonio Nicoli, si è avvalso della facoltà di non rispondere: “In questa fase abbiamo preferito non rispondere, valuteremo se essere sentiti più avanti”. Orlando, occhiali da sole e una valigetta in mano, è apparso provato. “Non mi sento di dire nulla, potete immaginare umanamente come ci senta – ha detto – Dopo 30 anni di onorata carriera secondo voi come si può stare? Non ho mai avuto una sanzione disciplinare in 30 anni, le mie note caratteristiche sono eccellenti quindi sapete come posso stare”. Il sottufficiale, che è ai domiciliari, è accusato di falso, arresto e perquisizione illegale, abuso d’ufficio, tutti reati commessi in concorso con gli altri carabinieri. Ma Orlando dovrà anche difendersi da quanto affermato da Montella e dagli altri carabinieri durante gli interrogati di garanzia: secondo la loro versione era a conoscenza delle modalità con cui avvenivano gli arresti ed era sempre informato di quello che avveniva nella caserma. Dopo il comandante della stazione sarà sentita la compagna di Montella, Maria Luisa Cattaneo, anche lei agli arresti domiciliari.

Proprio contro Orlando ha puntato il dito una trans che stando al suo racconto veniva minacciata: “Se non collaborati ti fotto”, “Se non collabori ti rispedisco in Brasile”. “Se non collabori in un modo o nell’altro ti frego”,”Se non collabori ti faccio cacciare dall’Italia, tanto non hai neanche il passaporto” le frasi riportate dalla cittadina brasiliana. Dichiarazioni che oggi il carabiniere potrà confutare. Il maresciallo “diceva che dovevamo dargli lavoro, dovevamo collaborare con lui se volevamo vivere sereni a Piacenza” racconta Francesca. Ma non era solo, Orlando. La trans prende il telefonino e mostra la foto in cui ci sono Montella e Falanga con i due spacciatori e le mazzette con i soldi. Li indica come “gli altri due”. Poi prosegue la sua storia. “Quando venivano a casa di Nikita facevamo i festini. Orlando pagava le prestazioni sessuali con la cocaina. Un altro carabiniere piccolino è venuto a casa mia con il mio fascicolo in mano e mi ha chiesto sesso gratis”. I festini c’erano anche nella caserma Levante, almeno quattro secondo Francesca. I carabinieri chiamavano Nikita e lei chiamava le altre transessuali. “Lo sai dove dobbiamo andare”. Una volta nella stazione la scena era sempre la stessa: “c’era droga a go go, eravamo obbligate a fare sesso con il maresciallo e gli altri”. Una notte l’avrebbero anche picchiata. Erano in due. “Una sera – dice – mi hanno beccato in strada, volevano rompermi le scatole. Mi hanno portato ore in giro per i campi a cercare gli spacciatori e poi siamo finiti in caserma”. E che è successo? “Mi hanno chiusa dentro – risponde Francesca – io ad un certo punto ho risposto in maniera aggressiva perché non avevo fatto nulla e mi tenevano là. Allora uno di loro mi ha dato una spinta e mi ha fatto cadere per terra“. Botte che anche altre hanno dovuto subire. “C’è un’altra trans, una mia amica che ora è a Roma, si chiama Flavia, anche lei è stata picchiata dai carabinieri. Molte trans sono state minacciate se non facevano quel che dicevano loro”.

Ma non solo: Giuseppe Montella, l’appuntato considerato figura di spicco del gruppo, nel suo interogatorio ha anche confermato al gip che non ha mai tenuto all’oscuro il suo comandante degli arresti. Orlando, stando a Montella, conosceva dunque le modalità con le quali agiva la ‘squadra’? Sapeva di quegli “atteggiamenti anomali“, come li ha definiti davanti al gip uno dei carabinieri arrestati, del suo appuntato e li ha appoggiati?






???

Tutti questi figli del Sud che scelgonola divisa
Antonio Polito
Mezzogiorno, 29 luglio 2019

https://corrieredelmezzogiorno.corriere ... c9ec.shtml

Forse non sapremo mai quale forza oscura abbia condotto il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega al suo tragico appuntamento con la morte; se un fato balordo, se una ferocia senza limiti, se una trama da quattro soldi, anzi da cento euro e un grammo di cocaina. Quello che sappiamo è che un altro giovane del Sud è caduto mentre svolgeva il suo servizio nell’Arma. Mario è infatti solo l’ultimo di una lunga serie di vittime del dovere che conosciamo bene, perché sono nati dalle nostre parti, in famiglie come le nostre. Solo negli ultimi mesi era accaduto anche a Mario Palleschi, un napoletano di 55 anni, appuntato scelto dei Carabinieri di Terni, ferito il 20 luglio da due proiettili esplosi da un 33enne sudamericano.

E a Vincenzo Carlo di Gennaro, originario di San Severo in provincia di Foggia, vicecomandante della stazione dei Carabinieri di Cagnano Varano nel Gargano, ucciso a 46 anni da un balordo mentre stava effettuando un normale controllo di routine.

Il giorno dopo, raccontati dai giornali, questi figli del Mezzogiorno sembrano avere tutti la stessa biografia. Una vita di responsabilità e di lavoro cominciata presto, dedizione e impegno nel servizio, doti di umanità e di amore per gli altri, che hanno lasciato dietro di loro una scia di affetti familiari e di stima e rispetto della comunità.

Del resto, è un fatto statistico. I meridionali sono in maggioranza tra i carabinieri, ed è dunque inevitabile che a loro tocchi anche il peso maggiore del sacrificio. Anzi, la preponderanza dei ragazzi del Sud nell’accesso all’Arma è ormai un fenomeno all’attenzione dei vertici dei Carabinieri. Nell’ultimo concorso per diventare Vfp1, Volontario in forma prefissata per un anno, primo atto di un percorso non facile per la ferma permanente, il 66,7% delle domande proveniva dal Sud e dalle isole. Il fenomeno, dovuto anche a uno scarso interesse per la vita militare tra i giovani del Nord (nell’esercito meno del 10% sono settentrionali) è preoccupante perché rischia di squilibrare la composizione di un corpo così cruciale per l’unità nazionale, fin dai tempi del Regno d’Italia.

Quando ci si interroga sul perché i giovani meridionali siano più propensi a scegliere la vita nell’Arma rispetto ai loro coetanei di altre parti d’Italia, in genere ci si risponde, pigramente, che questo deriva dalle condizioni sociali delle nostre terre, dove è più difficile trovare lavoro: partono volontari per non restare disoccupati. I ragazzi per bene, che hanno bisogno di portare presto un reddito in famiglia e che non hanno intenzione di vivere di espedienti o peggio, troverebbero dunque nell’Arma, ma anche in altre forze di polizia, lo sbocco ideale e rapido per le loro ambizioni. Non dubito che tutto questo abbia un peso. Anche nella biografia di Mario Cerciello Rega c’era un padre morto quando lui era ancora giovane, la necessità di diventare presto il capofamiglia, la scelta dell’arruolamento prima ancora del matrimonio.

Ma sappiamo tutti che la fame di lavoro non può bastare a spiegare una carriera così impegnativa, e anche rischiosa, come quella di Carabiniere. Ci sono decine di migliaia di disoccupati meridionali che infatti non la contemplano nemmeno. Dietro questa vera e propria scelta di vita, che fai solo se te la senti, c’è di più: c’è il fascino di un lavoro al servizio degli altri, l’attrazione per la divisa, l’interesse per il lavoro in una grande organizzazione, una delle eccellenze italiane, un corpo che in tutto il mondo è diventato un simbolo di efficienza militare e insieme di umanità e solidarietà.

Voglio dire che non può essere solo il bisogno di lavoro a spingere tanti meridionali verso l’Arma. Si vede che al Mezzogiorno si è verificato un paradosso storico: e cioè è qui che più che altrove è rimasto vivo un senso della patria, delle istituzioni, un attaccamento alla divisa, ai pochi simboli rimasti di un’unità nazionale continuamente e superficialmente messa in discussione sul piano politico e sociale. A dispetto dei neo-borbonici, nel Meridione ci sono tanti giovani che ambiscono a vestire la divisa di un corpo militare che una pessima storiografia ha tentato in questi anni di rappresentare come il braccio armato della conquista coloniale del Sud a opera del Piemonte savoiardo (dimenticando, tra le altre cose, che i meridionali votarono massicciamente per i Savoia nel referendum sulla Repubblica).

Saranno stati meridionali anche molti degli agenti di polizia, che a Roma come a Napoli hanno ieri suonato a distesa le sirene delle loro volanti in un atto di estremo omaggio alla vittima e ai loro colleghi Carabinieri, smentendo nel migliore dei modi la vulgata giornalistica che li vuole animati da rivalità tra corpi di polizia.

Nell’ennesimo Carabiniere ucciso, dunque, dobbiamo salutare non solo il rappresentante dello Stato, ma anche un Mezzogiorno che non ha mai smesso di credere e di sperare nella Repubblica, che la interpreta e la onora con il suo lavoro, e che non fosse altro che per questo meriterebbe più rispetto di quanto la Repubblica talvolta gli riservi.


E le bande dei finanzieri meridionali che per hanno taglieggiato il lavoratori autonomi e le imprese del nord, come una vera e propria mafia sviluppatasi all'ombra dello stato?
"Trentamila euro al mese e gite con i calciatori"
12 giugno 2014

https://www.huffingtonpost.it/2014/06/1 ... 86918.html

Arrestato un colonnello, indagati il comandante in seconda, generale Bardi, e il suo predecessore in questo incarico, il generale in pensione Spaziante, già coinvolto nell'inchiesta Mose: è ancora bufera sulla Guardia di Finanza. L'inchiesta, delegata alla Digos, è quella dei pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock, con il coordinamento dell'aggiunto Alfonso D'Avino, su presunte anomalie nelle verifiche fiscali. Il colonnello Fabio Massimo Mendella, dal luglio scorso comandante provinciale di Livorno, quando era in servizio a Napoli avrebbe omesso di compiere controlli sulle società di alcuni imprenditori in cambio di un appannaggio mensile di 15mila, 20mila o 30mila euro.

La nuova inchiesta si basa sulla denuncia di due imprenditori, i fratelli Giovanni e Francesco Pizzicato, noti a Napoli perché anche gestori di noti locali. Nella prima metà degli anni Duemila, Mendella, all'epoca maggiore, li avrebbe contattati tramite De Riu offrendo "protezione" in cambio di soldi e vacanze.

Soldi ma non solo perché come racconta Fiorenza Sarzanini su il Corriere racconta come Mandella si facesse pagare le vacanze in Sardegna, oppure le gite in barca a Capri con i calciatori del Napoli. Pizzicato ha poi confessato di aver pagato al Colonnello nel 2007 una settimana di soggiorno al residence Smeraldina di Porto Rotondo e di aver organizzato nel 2006 una gita a Capri con il presidente degli industriali Paolo Graziano. A bordo della barca (di proprietà di Graziano) spuntarono anche l'ex calciatore di Napoli e Juventus Ciro Ferrara con la famiglia di un altro calciatore famoso: Fabio Cannavaro, quest'ultimo a bordo della sua barca.

Dopo il suo trasferimento a Roma Mendella avrebbe suggerito di spostare proprio nella capitale la società Gotha, attiva nel settore dei materiali ferrosi, per continuare a "seguirli". Due giorni dopo il trasferimento della società, l'ufficiale chiese e ottenne in tempi rapidissimi l'inconsueta autorizzazione ad avviare una verifica fiscale in deroga alla regola sulla competenza territoriale, circostanza che, secondo l'accusa, preludeva a nuove richieste di denaro.




Finanzieri corrotti "agenti" del narcotraffico, maxi condanna a Fiumicino
Il Faro Online
di ANGELO PERFETTI - 19 Ottobre 2018

https://www.ilfaroonline.it/2018/10/19/ ... no/242724/

Fiumicino – Volevano agevolare il traffico internazionale di droga, e per farlo erano disposti a corrompere altri ufficiali di polizia giudiziaria dentro l’aeroporto “Leonardo Da Vinci” di Fiumicino. Sotto accusa son finiti due finanzieri, che adesso dovranno risarcire allo Stato, per il danno d’immagine fatto al corpo dei Baschi verdi, ben 180.000 euro.

La vicenda

Dalla disamina degli atti del giudizio penale, è emerso che nel periodo compreso tra il 3 settembre e il 28 ottobre 2011, contattando ed incontrando, in più occasioni, un Ispettore in servizio presso il Gruppo di Fiumicino – Reparto a cui è demandata la sicurezza dell’aeroporto «Leonardo da Vinci» di Roma – con la promessa di un’offerta di denaro, ha intrapreso, in concorso con un appuntato della Finanza, un’attività di persuasione e di induzione alla corruzione nei confronti del funzionario.

A quest’ultimo, infatti, è stato richiesto di riferire notizie riservate e sensibili sullo svolgimento dei controlli di polizia, presso lo scalo aeroportuale, relativi a determinati voli ovvero sull’avvenuto scarico delle merci dal momento del loro arrivo sino all’ingresso nei magazzini, al fine di agevolare il transito di carichi di droga da parte di un’organizzazione criminale dedita a tali traffici illeciti.

La corruzione

In particolare, è emerso che in finanziere corrotto ha ricevuto ventimila euro per evitare di denunciare fatti penalmente rilevanti ai propri superiori nonché all’Autorità Giudiziaria competente, e si è adoperato per ricercare e contattare altri appartenenti alla Guardia di Finanza disposti, dietro pagamento di somme di denaro, ad effettuare controlli superficiali sui bagagli presenti all’interno di un aereo proveniente dal Sud America.

Un lavoro che non ha sortito l’effetto sperato. I colleghi non si sono fatti corrompere, e nell’ambito dell’attività di Polizia giudiziaria si è anche pervenuti – il 17 giugno 2012 – al sequestro di una ingente quantità di cocaina (101 panetti per un peso complessivo pari a Kg. 109,610) introdotta illegalmente attraverso l’aeroporto di Fiumicino a bordo di un aeromobile proveniente dalla Repubblica Dominicana.
La condanna penale

Emerge, in maniera chiara e inequivocabile- scrivono i giudici della Corte dei Conti – che i due militari, anche se con contributo diverso nella realizzazione dei reati loro ascritti, sono responsabili dell’attività delittuosa contestata, al fine di agevolare l’importazione organizzata e sistematica di ingenti quantità di sostanze stupefacenti e psicotrope.

Nella sostanza i due ex militari convenuti hanno svolto il ruolo di intermediari tra il gruppo che organizzava il trasporto della sostanza stupefacente e coloro che avrebbero dovuto riceverla e farne oggetto di spaccio all’interno dei confini nazionali (sentenza della Corte di appello di Roma, II^ Sezione penale, n. 4184 del 16.9.2014). La condanna loro inflitta dai giudici di merito ha poi trovato conferma anche presso il giudice di legittimità.

La sentenza contabile

La Corte dei Conti – Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio, ha ritenuto che oltre alla condanna penale, i due fossero responsabili di un grave danno d’immagine al Corpo della Guardia di Finanza, e per questo li ha condannati al pagamento in favore del Ministero dell’Economia e delle Finanze della somma di 141.507,60 uno e 39.314,90 euro l’altro.

Come dire: la Giustizia a volte è lenta, ma quando arriva sa farsi valere. Per i due ex militari dunque oltre ai guai penali, con la sentenza n. 529 pubblicata il 16 ottobre 2018, si apre il percorso oneroso di risarcimento economico.

E – va sottolineato – a fronte di due mele marce, si staglia la figura di tutti i colleghi che non solo non si sono fatti corrompere, ma anzi hanno denunciato i fatti. Il che rende merito a tutte le divise che ogni giorno lavorano per la nostra sicurezza con la Patria nel cuore.




Finanzieri corrotti, 4mila euro per alterare verbali: 4 arresti a Napoli
26 Settembre 2019

https://www.vocedinapoli.it/2019/09/26/ ... -a-napoli/

Due divise “sporche“, corrotte con 4mila euro da un imprenditore e un commercialista per chiudere un occhio e alterare il contenuto di un verbale, evitando così la configurazione di reati tributari realizzati che fatture per operazioni inesistenti. Nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, con la quale sono stati disposti la custodia in carcere per un appartenente al Corpo della Guardia di Finanza e gli arresti domiciliari nei confronti di un commercialista, di un imprenditore e di un altro finanziere, perché ritenuti tutti coinvolti in un episodio di corruzione.

Al centro dell’attività criminosa, secondo l’ipotesi accusatoria, avvalorata dall’ordinanza emessa, risultano il noto professionista napoletano Alessandro Gelormini, consulente fiscale anche di importanti società di trasporti marittimi operanti sul territorio nazionale, e i due appartenenti al Corpo in servizio a Napoli, i quali nel corso di un controllo presso una delle società clienti dello studio professionale, operante nell’ambito dei servizi ambientali e gestita di fatto dall’imprenditore Francesco Truda, sono stati remunerati per alterare il contenuto di un verbale, con il preciso scopo di evitare la denuncia penale nei confronti degli amministratori della società verificata.

Nel corso dell’attività d’indagine è emersa la figura del commercialista, pronto a intervenire allo scopo di sanare la situazione che avrebbe potuto condurre alla configurazione di reati tributari, anche procedendo a corrompere i due finanzieri. Questi ultimi, nel corso di un controllo incrociato nei confronti della società del Truda presso lo studio del professionista, hanno accettato la dazione complessiva di 4.000 euro al fine di non far emergere condotte di rilievo penale (utilizzo di fatture per operazioni inesistenti) concordando con il commercialista la strategia per dare un’apparente regolarità ai verbali redatti.

Nell’illecita trattativa il Gelormini, inoltre, tratteneva per sé una somma pari a 2.000 euro, in realtà indirizzata agli stessi finanzieri come parte della dazione corruttiva, ma in effetti terminata nelle sue tasche. Nella giornata odierna, quindi, sono state eseguite le misure cautelari nei confronti dei quattro protagonisti dell’attività illecita accusati di corruzione in concorso. Uno dei finanzieri è stato attinto dalla misura della custodia cautelare in carcere. Gelormini, Truda e l’altro appartenente al Corpo sono stati, invece, sottoposti agli arresti domiciliari.


LIFE corruzione italiana
https://www.life.it/1/tag/corruzione/

viewtopic.php?f=22&t=924


L’Iceberg dei Saraceni
20 febbraio 2014 | Da daniele

http://www.life.it/liceberg-dei-saraceni/#more-4533

L’elenco qui sotto, che si riferisce a Pubblici Ufficiali arrestati per corruzione e concussione, fa riferimento ai primi 50 giorni del 2014 ed è stato redatto con l’intento di offrire l’idea di come funziona gran parte questo Paese. C’è da tenere in debito conto che questo fenomeno è la sola punta dell’Iceberg saraceno: quello che sta sommerso e mai verrà a galla è solo da immaginare perché è impossibile quantificare.

Le orde italo-saracene si abbattono sull’economia e sui cittadini con il solo intento di predare e fare quanto più bottino, stipate nel ventre della nave Italia attendono l’occasione propizia per l’abbordaggio affamate da un’avidità irrefrenabile.

Si trova di tutto fra questi pirati saraceni: Giudici, ufficiali dell’Esercito, della Marina, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, Ispettori di Polizia, generali, colonnelli, ufficiali, sott’ufficiali e non graduati, Vigili urbani, Ispettori e funzionari delle Agenzie delle Entrate o delle ASL, funzionari di ogni tipo, Onorevoli, Ministri, Presidenti di Regione, di Provincia, sindaci, vice sindaci, assessori, consiglieri e persino il più insospettabile impiegato dell’ufficio anagrafe.

Vedere per credere! Una rappresentanza completa della Pubblica Amministrazione, senza distinzione o preferenza geografica, da Nord a Sud, da Est ad Ovest, dal mare ai monti saraceni sempre pronti all’assalto, pronti a non farsi scappare una buona mazzetta offerta, in corruzione, dall’imprenditore di turno o, i più temerari, pronti a richiedere esplicite tangenti, in concussione. Tanto a pagare siamo sempre noi.

Sadicamente, buon divertimento.

Daniele Quaglia


19 febbraio 2014 Raffaele Lombardo ex Governatore della Sicilia è condannato a 6 anni e 8 mesi per concorso esterno a Cosa Nostra http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/02/ ... vo/266742/

19 febbraio 2014 maresciallo della GdiF di Cattolica(Rimini) arrestato per concussione http://www.romagnaoggi.it/cronaca/catto ... ziere.html

19 febbraio 2014 Antonio Ragusa, generale dei Carabinieri viene arrestato con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta http://www.dagospia.com/rubrica-3/polit ... -72164.htm

18 febbraio 2014, Raffaele Cantalupo vice sindaco e Maurizio Diaco, assessore all’edilizia amministratori entrambi del comune di Cologno Monzese sono stati arrestati per tangenti inerenti l’appalto per lo smaltimento dei rifiuti http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02 ... re/884912/

17 febbraio 2014 la Procura di Roma chiede per Maurizio Gasparri il rinvio a giudizio per peculato avendo contratto una polizza vita con 600.000 € destinati al suo partito http://www.repubblica.it/politica/2014/ ... -78838895/

17 febbraio 2014 Vito Giacino vicesindaco di Verona dimessosi a novembre 2013 viene arrestato con l’accusa di corruzione ed abuso d’ufficio http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 93175.html

14 febbraio 2014 Matteo Visani vice sindaco di Fontanelice (BO) arrestato per concussione mentre intasca una mazzetta da 50.000€ http://www.romagnanoi.it/news/imola/120 ... i-per.html

14 febbraio 2014 Giancarlo Giusti ex Gip del Tribunale di Palmi arrestato per corruzione in atti giudiziari a favore della ‘ndrangheta. Era già sospeso dall’attività di Giudice dal 2011 con simile accusa http://www.affaritaliani.it/cronache/nd ... 40214.html

10 febbraio 2014 Salvatore Cirignotta ex magistrato nominato ai vertici de3ll’azienda sanitaria di Palermo è arrestato per turbativa d’asta http://bastacasta.altervista.org/p9844/

6 febbraio 2014 Ferdinando Zara sindaco di Battipaglia (SA) arrestato per concussione .. http://www.titolidigiornali.com/e-di-al ... ncussione/

6 febbraio 2014 Nicolò Ferrara sindaco do Calatafimi-Segesta presidente del Consorzio Trapanese “Legalità e sviluppo” è arrestato per tangenti per l’aggiudicazione di un’asta pubblica http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 17491.html

4 febbraio 2014 Federico Scarcella funzionario Agenzia delle Entrate di Pagani (SA) arrestato per concussione http://www.ilmattino.it/salerno/concuss ... 7947.shtml

4 febbraio 2014 Pietro Volpe magistrato onorario coordinatore dei giudici di Pace di Udine arrestato con l’accusa di corruzione, in atti giudiziari, falsità…abuso… http://messaggeroveneto.gelocal.it/cron ... -1.8606814

3 febbraio 2014 Antonio Parrotta ispettore del lavoro della ASL di Cosenza arrestato per concussione perché chiedeva somme di denaro http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 06413.html

29 gennaio 2014 Francesco del Gaudio funzionario del comune di Castellamare arrestato per concussione http://www.metropolisweb.it/Notizie/Sta ... omune.aspx

25 gennaio 2014 un’impiegata comunale di Sant’Angelo dei Lombardi (AV) arrestata per concussione e truffa http://www.retesei.com/2014/52064.html

24 gennaio 2014 un alto funzionario della Marina Militare di Augusta arrestato in flagranza di reato di concussione. Chiedeva il 10% sugli appalti http://www.informaresicilia.it/11187/au ... militare/#

22 gennaio 2014 Luigi Pelaggi, funzionario del ministero dell’ambiente arrestato a Milano per truffa, corruzione … http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 41547.html

17 gennaio 2014 Antonio Pacilletti maresciallo della Guardia di Finanza di Schio (VI) arrestato per concussione http://www.vicenzatoday.it/cronaca/schi ... sione.html

16 gennaio 2014 il comandante della Polizia Locale del comune di Pieve Emanuele (MI) arrestato perché si intratteneva i soldi delle multe http://www.grnet.it/sicurezza/forze-del ... dei-vigili

15 gennaio 2014 Rosario Puglisi funzionario Ag.Entrate arrestato per concussione avendo chiesto 10.000 € ad un’azienda per evitare controlli fiscali http://www.riviera24.it/articoli/2014/0 ... o-dimperia

10 gennaio 2014 Giancarlo Pellegrino e Alessandro Del Vecchio marescialli della Guardia di Finanza umbra condannati per concussione http://www.umbria24.it/mazzette-per-con ... 52077.html

8 gennaio 2014 Rosario Lo Conte funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Erba arrestato perché in cambio di tangenti avrebbe ridotto sanzioni http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/C ... 0088.shtml

8 gennaio 2014 Roberto Riga attuale vicesindaco de l’Aquila arrestato per tangenti su appalti del post terremoto del2009 http://it.euronews.com/2014/01/08/mazze ... cesindaco/

3 gennaio 2014 Angelo Balsamo sindaco di Licata (AG) arrestato con l’accusa di corruzione in atti giudiziari, truffa e falsa testimonianza http://www.siciliainformazioni.com/6677 ... co-balsamo



Ecco chi è l'ufficiale friulano che ha denunciato i carabinieri arrestati a Piacenza
Secondo il Gip, il maggiore Rocco Papaleo, nato a Udine e cresciuto a Cividale, ha dato il via all’indagine
Anna Rosso 24 Luglio 2020

https://messaggeroveneto.gelocal.it/udi ... 1.39120094



Carabinieri infedeli, chi è l’ufficiale di origini lucane che ha fatto avviare le indagini a Piacenza
GIANFRANCO AURILIO
25 luglio 2020

https://www.quotidianodelsud.it/basilic ... -piacenza/

LAURIA (POTENZA) – È partito da un ufficiale di origini lucane il primo caso in Italia di sequestro di un’intera caserma dei carabinieri, disposto dalla Procura di Piacenza. È stato il maggiore Rocco Papaleo – nato a Cividale del Friuli e figlio di Giacomo, un emigrante di Lauria – attuale comandante della compagnia carabinieri di Cremona, che con una segnalazione ha permesso fossero avviate le indagini. L’attività ispettiva è partita dopo che il maggiore, già in servizio a Piacenza, ne aveva parlato con la Polizia Municipale. Tuttavia, quella che sembra un’azione meritoria compiuta da chi indossa la divisa, rischia di provocargli conseguenze di carattere disciplinare poiché, come scritto ieri dal Corriere delle Sera, avrebbe dovuto informare anzitutto i suoi superiori per consentire all’Arma di intervenire tempestivamente.

Per questa ragione l’inchiesta «sommaria», avviata dal Comando Generale e condotta dal Comando interregionale di Padova, riguarderà anche il comportamento tenuto da Papaleo – che abbiamo provato a raggiungere, ma che via whatsapp ci ha risposto di non voler rilasciare dichiarazioni – noto, tra l’altro, per il suo intuito giornalistico ammesso proprio quando si trovava a Piacenza. Non a caso, anche in questa circostanza, tutto sarebbe partito dal suo particolare fiuto per la notizia, che gli avrebbe fatto ritenere attendibile quanto gli sarebbe stato riferito da un uomo di nazionalità marocchina, che sosteneva di essere un informatore dei Carabinieri.

Informazioni dalle quali avrebbe quindi tratto origine l’operazione “Odysseus” della Guardia di Finanza, con cui è stata data esecuzione a 22 ordinanze di applicazione di misure cautelari che hanno interessato anche i militari di via Caccialupo. Sul fronte penale inizieranno oggi gli interrogatori di garanzia per i militari coinvolti, 6 sono stati arrestati mentre per 4 è scattato l’obbligo di firma. «Arresti illegali, torture, lesioni, estorsioni, spaccio di droga»: sono queste le fattispecie di reato ipotizzate per fatti risalenti a partire dal 2017. Cui aggiungere anche l’accusa di «certificazioni fornite a un pusher affinché raggiungesse Milano per rifornirsi di droga durante il lockdown». Ma si parla anche di un festino a luci rosse con due escort, che sarebbe stato organizzato all’interno della caserma.

Eppure, incredibile ma vero, come è emerso nelle scorse ore, nel 2018 la stessa Stazione Levante fu premiata per «meriti speciali», con particolare riferimento «all’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti».
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 37836
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » mer mar 31, 2021 9:03 am

Sicilia, “dati Covid falsi comunicati all’Iss per evitare restrizioni”: tre arresti. Indagato anche l’assessore regionale Ruggero Razza
30 marzo 2021

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/0 ... a/6149687/


I dati relativi all’andamento del contagio da Covid che la Regione Sicilia inviava all’Istituto Superiore di Sanità venivano alterati, diminuendo il numero di positivi e alzando quello dei tamponi, condizionando così i provvedimenti che da Roma sarebbero stati presi per contenere la diffusione di Sars-Cov-2. Sarebbe accaduto in almeno 40 occasioni da novembre allo scorso 19 marzo. È questa l’accusa rivolta dalla procura di Trapani ad alcuni dipendenti del Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana, indagati per falso materiale e ideologico. Per il giudice per le indagini preliminari si è trattato di un “disegno politico scellerato”.

In tre ai domiciliari, indagato l’assessore – In tre sono finiti agli arresti domiciliari: si tratta della dirigente generale del Dasoe Maria Letizia Di Liberti, del funzionario della Regione Salvatore Cusimano e del dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati dell’assessorato Emilio Madonia. È indagato anche l’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza, al quale i carabinieri hanno anche sequestrato dei telefoni. Secondo i militari del Nas che conducono l’inchiesta, “sebbene non emerga ancora compendio investigativo grave, è emerso il parziale coinvolgimento di Razza nelle attività delittuose del Dasoe”. L’assessore, al quale è stato presentato un invito a comparire, davanti ai pm si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nel frattempo ha annunciato le sue dimissioni.

L’assessore: “Spalmiamo un poco i morti…” – “Ma sono veri?”. “Sì, solo che sono di 3 giorni fa”. “E spalmiamoli un poco…”. Così l’assessore Razza parlava a Di Liberti discutendo del numero di decessi per il Covid. La dirigente dice quindi a Razza: “Ah, ok allora oggi gliene do 1 e gli altri li spalmo in questi giorni, va bene, ok”. Sempre Di Liberti e Razza discutendo anche del numero di nuove positività a Palermo e la dirigente, sospettando un ritardo nelle analisi, sosteneva: “”670. Solo su Palermo e quindi ho detto no, non se ne parla proprio perché questi sono i dati di tre giorni e non li posso dare tutti nello stesso giorno, assolutamente, questi sono…”. “Ma questi verifichiamoli prima”, dice Razza. “No, questi li controlliamo nella piattaforma ‘Istituto’ se sono duplicati o non duplicati”. E aggiunge: “Ma in ogni caso più di 300 … io più di 300 non ne do oggi, e gli altri a poco a poco durante la settimana”.

“Abbassa i positivi, aggiungi 1000 tamponi” – Un’intercettazione captata negli scorsi giorni rende l’idea della presunta manipolazione dei dati, rendendo inattendibile il flusso siciliano e condizionando le scelte del governo: “61 Agrigento, 75 Caltanissetta, 90 Catania, 508 Palermo…”, snocciola i dati dei nuovi positivi il funzionario Cusimano. “Ma che dici? Ma che dici? No, scusa non può essere, se sono quei i dati definitivi, Palermo va in zona rossa subito, subito”, risponde Di Liberti. “Ma li avete messi i dati del Cervello?”, chiede la dirigente sperando che nei 508 ci siano anche quelli dell’ospedale ritardatario. Ma invece Cusimano la gela: “No, no, no, senza Cervello, senza Cervello”. Che fare? “A questo punto io scenderei sotto i 400 su Palermo. Ho parlato con Ruggero e facciamo il punto domani”. Chiede Cusimano: “Di queste cose qua?”. Risponde la dirigente generale: “Sì, sì, sì, quindi 508 lo portiamo a 370… che ne so una cosa di queste… sono numeri esageratissimi… E ci aggiungiamo 1.000 tamponi”. Un modo per far abbassare il tasso di incidenza provando a restare sotto i livelli di guardia e scansare nuove restrizioni.

Il gip: “Disegno politico scellerato” – Per il giudice per le indagini preliminari di Trapani che ha accolto le richieste della procura si è trattato di un “disegno politico scellerato”. L’alterazione dei dati non avrebbe riguardato solo positivi e tamponi, ma anche i decessi che venivano “spalmati” nel tempo per evitare, secondo gli inquirenti, che la Sicilia finisse in zona rossa. Oltre a Razza, sono indagati anche il vice capo di gabinetto dell’assessorato Ferdinando Croce e il dirigente Mario Palermo, mentre “sembra estraneo” – scrive il gip – il presidente della Regione Nello Musumeci, “che pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite”.

L’inizio dell’inchiesta da un laboratorio di Alcamo – L’inchiesta – coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Agnello e condotta dai pm Sara Morri e Francesca Urbani – nasce dalla scoperta che in un laboratorio di Alcamo, in provincia di Trapani, erano stati forniti dati falsati su circa 200 tamponi, comunicando un esito negativo alla Regione quando invece erano tutti positivi. Da questa scoperta i pm hanno avviato accertamenti che sono arrivati all’assessorato regionale. A supporto della tesi dell’accusa ci sarebbero diverse intercettazioni che confermerebbero l’alterazione dei dati inviati all’Iss.

Il giudice: “Importanti anomalie” – “Dall’ascolto delle telefonate intercettate è sin da subito risaltato all’attenzione degli inquirenti, come le conversazioni intrattenute dalla dirigente Maria Letizia Di Liberti riguardanti la raccolta e la gestione dei dati regionali afferenti il Covid-19, da comunicare successivamente al Ministero della Salute, evidenziassero importanti anomalie”, scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare. “Prima di tutto – evidenzia il giudice – le frenetiche, a volte tardive, attività burocratiche di raccolta dei dati da parte del Dasoe, attraverso contatti diretti con gli uffici periferici delle varie Asp siciliane, delle Aziende Ospedaliere, delle Usca, nonché dei Laboratori di analisi pubblici e privati (quando autorizzati alla processazione dei tamponi molecolari)”.

“Gestione irregolare della raccolta dati” – Una “modalità” di raccolta che ha “verosimilmente contribuito a condizionare l’irregolare gestione del flusso dei dati”. A conferma di ciò, a giudizio del gip, “si è avuto modo di constatare che la Di Liberti, sovente, pur essendo un dirigente generale, si è fatta personalmente carico di quotidiani interventi di sollecito telefonico nei confronti dei vari referenti Covid-19 delle citate strutture periferiche del Ssr, solo al fine di sopperire alla diffusa disorganizzazione e lentezza di tali strutture nella prevista comunicazione dei dati richiesti”. Dal mese di novembre sarebbero circa 40 gli episodi di falso documentati dagli investigatori, l’ultimo dei quali risalirebbe allo scorso 19 marzo. Sono state effettuate perquisizioni domiciliari nei confronti di altri 7 indagati alla ricerca di materiale informatico e documenti utili alle indagini. Infine sono state acquisite email e dati presso i server dell’assessorato Regionale alla Salute e Dipartimento.






Dati falsi sui contagi covid in Sicilia: indagato l'assessore alla Salute dopo le intercettazioni
Salvo Toscano
30 marzo 2021

https://www.corriere.it/cronache/21_mar ... a4ac.shtml

La Sanità siciliana si risveglia travolta da uno tsunami. Che investe in pieno il governo della Regione. Un’inchiesta della procura di Trapani ha portato a tre arresti, facendo luce su alcune presunte irregolarità relative ai dati regionali sulla pandemia da Covid. Numeri falsati, morti «spalmati» su più giorni, tamponi «gonfiati», comunicazioni a Roma inesatte: questo ritengono di avere appurato gli inquirenti che tra gli altri indagano anche l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza; quest’ultimo ha presentato le dimissioni, subito accolte dal governatore Nello Musumeci

Le intercettazioni

«Spalmiamoli un poco…», diceva intercettato l’assessore Razza alla dirigente regionale che avrebbe dovuto comunicare i dati dei decessi per Covid in Sicilia. E parlava di morti. «I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?», chiede lei. «Ma sono veri?», chiede Razza. «Sì, solo che sono di tre giorni fa», risponde. E Razza dà l’ok: «Spalmiamoli un poco». «Si è cercato», spiega il gip di Trapani Caterina Brignone, «di dare un’immagine della tenuta e dell’efficienza del servizio sanitario regionale e della classe politica migliore di quella reale e di evitare il passaggio dell’intera Regione o di alcune sue aree in zona arancione o rossa, con tutto quel che ne discende anche in termini di perdita di consenso elettorale per chi amministra».

Ai domiciliari

I carabinieri del Nas di Palermo e del Comando Provinciale di Trapani hanno eseguito stamattina l’ordinanza . I reati contestati sono falso materiale e ideologico in concorso. Gli arrestati sono accusati di aver alterato, in diverse occasioni, i dati riguardanti la pandemia da Covid modificando il numero dei positivi e dei tamponi. Quei dati falsati dei bollettini quotidiani venivano comunicati all’Istituto superiore di sanità, cambiando di fatto la base su cui adottare i provvedimenti per il contenimento della diffusione del virus. Ai domiciliari sono finiti la dirigente generale del Dasoe, Maria Letizia Di Liberti, il funzionario della Regione Salvatore Cusimano ed Emilio Madonia, dipendente della Pricewaterhousecoopers Public Sector, società che si occupa della gestione informatica dei dati dell’assessorato, i dipendenti dell’Asp di Palermo Giuseppe Rappa e Roberto Gambino. All’assessore Razza è stato notificato un invito a comparire, con il contestuale avviso di garanzia, ed è scattato anche il sequestro dei telefoni cellulari. A carico di Razza non emerge «compendio investigativo grave», scrivono gli inquirenti ma sarebbe emerso un «parziale coinvolgimento nelle attività delittuose del Dasoe». Estraneo all’indagine il governatore Nello Musumeci, di cui Razza è il delfino politico. Il presidente della Regione «pare tratto in inganno» dalle informazioni non veritiere.

Musumeci e Orlando

«Ho letto le agenzie, inutile dire che in questi casi si resta sorpresi. Noi le zone rosse le abbiamo anticipate non nascoste: è storia. Ma bisogna avere rispetto per la magistratura, ho fiducia nell’assessore Razza, se fosse responsabile da solo adotterebbe le decisioni consequenziali. Bisogna essere sereni e fiduciosi, sono convinto che la verità emergerà prestissimo», ha commentato il governatore della Sicilia, Nello Musumeci. «Il Comune di Palermo si costituirà parte civile in questo procedimento giudiziario, visto che proprio sui dati si sono basate molte scelte e provvedimenti amministrativi in questi mesi», ha detto in una nota il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. «Chiediamo le immediate dimissioni di Razza», ha chiesto il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo.

Le dimissioni di Razza

Poche ore dopo il blitz della magistratura l’assessore Ruggero Razza ha chiesto a Musumeci di accettare le sue dimissioni. L’interim della sanità è stato assunto dal presidente Musumeci. Razza dice che la Regione non aveva nulla da nascondere sui dati perché «proprio noi abbiamo spesso anticipato le decisioni di Roma e adottato provvedimenti più severi». «I fatti che vengono individuati – prosegue Razza – si riferiscono essenzialmente al trasferimento materiale dei dati sulla piattaforma che sono stati riportati in coerenza con l’andamento reale dell’epidemia, tenuto conto della circostanza che sovente essi si riferivano a più giorni e non al solo giorno di comunicazione. Come sempre, il fenomeno della lettura postuma delle captazioni può contribuire a costruire una diversa ipotesi che, correttamente, verrà approfondita dell’autorità giudiziaria competente individuata dal Gip. Ma deve essere chiaro che ogni soggetto con l’infezione è stato registrato nominativamente dal sistema e nessun dato di qualsivoglia natura è mai stato artatamente modificato per nascondere la verità. Ciò nonostante, soprattutto nel tempo della pandemia, le istituzioni devono essere al riparo da ogni sospetto. Per sottrarre il governo da inevitabili polemiche ho chiesto al presidente della Regione di accettare le mie dimissioni». Un passo indietro che già era stato invocato dalle opposizioni.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 37836
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » sab mag 22, 2021 1:59 am

Parassitismo economico italico-romano
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... =22&t=2663



La spesa del reddito di cittadinanza a Napoli sfiora quella dell’intero Nord
Osservatorio Inps
In totale le famiglie che hanno goduto di almeno una mensilità del sostegno tra gennaio e marzo di quest’anno sono state 1.484.444
27 aprile 2021

https://www.ilsole24ore.com/art/la-spes ... rd-AEfnAHE

La spesa per il reddito di cittadinanza a marzo a Napoli si avvicina a quella dell'intero Nord. È quanto emerge dalle tabelle dell'Inps sul reddito di cittadinanza. A Napoli a marzo 157.000 famiglie percepivano il reddito o la pensione di cittadinanza per 459.000 persone coinvolte nel complesso. Nello stesso periodo nell'intero Nord 224.872 famiglie percepivano il reddito o la pensione di cittadinanza per poco più di 452.000 famiglie coinvolte. Poiché l'importo medio è più basso al Nord che al Sud a marzo sono stati spesi per il sussidio 109,7 milioni nell'intero Nord e 102,2 solo a Napoli.

Nel primo trimestre a 1,48 milioni di famiglie

Le famiglie che hanno avuto almeno una mensilità del reddito o della pensione di cittadinanza tra gennaio e marzo 2021 sono state 1.484.444 per quasi 3,4 milioni di persone coinvolte. Si legge nell'Osservatorio Inps dedicato, dal quale si evince che l'importo medio è stato di 553 euro a famiglia. I beneficiari del reddito di cittadinanza sono 1.343.624 nuclei per 3.238.931 persone coinvolte e un importo medio di 582 euro. Hanno ricevuto almeno una mensilità della pensione di cittadinanza 140.820 famiglie per 159.672 persone coinvolte e un importo medio di 269 euro. A marzo, i nuclei percettori di reddito sono stati poco più di un milione, mentre i percettori di pensione 92 mila, per un totale di 1,1 milioni di nuclei pari a 2,6 milioni di persone coinvolte (662 mila minorenni).

La distribuzione per macro-aree geografiche vede 1,8 milioni di percettori nelle regioni del Sud, 452 mila al Nord e 334 mila al Centro: la regione in testa è la Campania con il 22% delle prestazioni erogate, seguita dalla Sicilia con il 20%, dal Lazio con il 10% e dalla Puglia con il 9%, in queste regioni risiede il 61% dei nuclei beneficiari. Prevalgono i nuclei composti da una o due persone (62%), il numero medio di persone per nucleo è 2,3 e l'età media di 35,8 anni. I nuclei con minori sono 386 mila, e costituiscono il 34% dei nuclei beneficiari, il 56% delle persone interessate, mentre i nuclei con disabili sono 194 mila, il 17% del totale pari al 18% delle persone interessate. L'importo medio erogato a livello nazionale è di 559 euro (584 euro per il reddito e 273 per la pensione), con il 60% dei nuclei che percepisce un importo inferiore a 600 euro e l'1% un importo superiore a 1.200 euro. L'importo medio varia sensibilmente con il numero dei componenti il nucleo familiare, e passa da un minimo di 453 euro per i monocomponenti a un massimo di 721 euro per cinque componenti. L'86% delle prestazioni è erogato a cittadini italiani, il 9% a extra comunitari con permesso di soggiorno, il 4% a cittadini europei e l'1% a familiari di tutti i casi precedenti.

In due anni spesi quasi 13 miliardi

Tra aprile 2019 e marzo 2021 sono stati spesi per il reddito e la pensione di cittadinanza quasi 13 miliardi di euro (12.947 milioni). Per l'Inps nel mese di marzo 2021 sono stati spesi oltre 633 milioni. Il mese nel quale si è speso di più per il sussidio è gennaio 2021 con quasi 700 milioni (692.878.066 euro).



Nel Salernitano perdono il reddito di cittadinanza quasi 4mila persone
21 aprile 2020

https://www.ilgiornaledisalerno.it/nel- ... a-persone/

Quasi 4mila persone (3992) a Salerno e provincia perdono il sussidio al reddito di cittadinanza. E’ quanto emerge dall’ultima pubblicazione dell’osservatorio statistico dell’Inps che traccia un bilancio delle erogazioni delle misure di sostegno al reddito tra aprile dello scorso anno e marzo di quest’anno. Complessivamente sono 28mila e 342 le famiglie salernitane, pari a 71.568 persone, che al 31 marzo scorso, percepiscono il reddito o la pensione di cittadinanza con un importo medio di 522,09 euro. L’anno scorso erano oltre 32mila.


I dati aggiornati sul Reddito di Cittadinanza
20 novembre 2019

https://www.agi.it/blog-italia/youtrend ... 019-11-20/


Il 6 novembre 2019 l’INPS ha pubblicato nuovi dati relativi al reddito di cittadinanza, la misura proposta dal M5S, che alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 aveva contribuito a fargli raggiungere il 32,7% dei voti. In un precedente articolo avevamo mostrato come nel Mezzogiorno, dove i tassi di disoccupazione (e di consenso verso i 5 Stelle) sono più elevati rispetto al resto d’Italia, ci fosse stato anche il boom delle richieste del reddito di cittadinanza.

Nel suo comunicato l’INPS ha annunciato il raggiungimento di un milione di richieste accolte al 31 ottobre, considerando sia il reddito che le pensioni di cittadinanza, per un totale di 1.027.412 richieste accolte su 1.558.898 presentate, con un tasso di approvazione del 65,9%. Le regioni del Sud si aggiudicano le prime tre posizioni per richieste accolte, con la Campania (RdC 177.194, PdC 17.731), la Sicilia (RdC 158.675, PdC 17.997) e la Puglia (RdC 84.315, PdC 9.474).

Reddito di cittadinanza: le richieste in termini assoluti

Come era già emerso precedentemente, le province più popolose sono quelle in cui risulta anche più elevato il numero di richieste, con quelle ad alto tasso di disoccupazione che scalano la classifica. In testa troviamo Napoli (162.519), Roma (97.698) e Palermo (70.492), seguite da Milano (59.637), Catania (57.063), Torino (53.994) e Caserta (47.895).

Invece, le province meno abitate e situate in zone montuose, soprattutto al Nord, si confermano essere quelli con minori richieste. Scendendo verso il fondo della classifica troviamo Gorizia (2.873), Verbano-Cusio-Ossola (2.214), Isernia (2.027), Aosta (2.018), Sondrio (1.657), Belluno (1.520), fino a Bolzano (795).

Guardando all'evoluzione nell'arco dell'anno, si nota una lieve tendenza del Nord a recuperare rispetto al numero di richieste del Sud. Rispetto ai dati di aprile, infatti, l’aumento maggiore si riscontra proprio nelle province settentrionali, dove le richieste degli ultimi 6 mesi sono state il 52,7% di quelle totali, significativamente di più che al Centro (48,7%) e al Sud (46,2%).

Le province con la maggiore accelerazione rispetto all’inizio dell’anno sono state Trento (il 62,4% negli ultimi 6 mesi), Lodi (57,7%), Imperia (57,1%) e Verona (56,9%). Al contrario, una frenata rispetto a inizio anno c’è stata a Cagliari (solo il 37% delle richieste totali è arrivato dopo aprile), Nuoro (37,7%), Potenza (37,8%) e Massa Carrara (37,8%).


Le richieste comune per comune

Se tali dati confermano sostanzialmente quanto già si sapeva, diventa ora più interessante un’osservazione più nel dettaglio. La tabella pubblicata sul nostro sito mostra la lista di tutti i comuni, con il numero delle domande presentate (il reddito e le pensioni di cittadinanza sono qui considerati aggregati), quelle accettate e la proporzione tra le due.

Un caveat importante: dai dati dell’INPS sono emerse delle incongruenze. Per alcuni comuni (206 comuni su 7787 dove è stata presentata almeno una domanda), infatti, le domande accolte risultano essere in numero maggiore rispetto a quelle presentate. Questo dato risulta particolarmente rilevante in Piemonte (85 comuni), Lombardia (39) e Trentino-Alto Adige (21). Nella nostra analisi successiva, comunque, il dato comunale non è stato utilizzato nei calcoli.

Come già nel precedente articolo, abbiamo cercato di spiegare le richieste di reddito di cittadinanza con il voto al M5S e la disoccupazione. Replichiamo l’analisi con i dati più aggiornati, inserendo all’interno del modello di regressione multivariata il numero di richieste ogni 100 abitanti, il tasso di disoccupazione e il voto al M5S alle elezioni europee 2019 per provincia. Anche in questo caso, per rendere più robusti i risultati, abbiamo controllato gli effetti fissi regionali e il modello è stato calcolato con errori standard robusti.


Reddito di cittadinanza: le previsioni del nostro modello

A seguito dei nuovi dati pubblicati dall’INPS, possiamo confermare il trend già emerso. Anche in questo modello il voto al M5S e la disoccupazione sono significativi, quindi hanno un ruolo nella spiegazione delle domande del reddito di cittadinanza. Inoltre, l’R2 del modello è di 0,97, indice che il modello riesce a spiegare quasi totalmente il fenomeno. Infatti, come si evince dal grafico, la scarsa dispersione dei punti rispetto alla linea indica che il modello predice molto bene il fenomeno. In parole semplici, più aumentano la disoccupazione e il voto al Movimento 5 stelle, più crescono le richieste del reddito e della pensione di cittadinanza.


Quanto vale il reddito di cittadinanza?

Come anticipato nelle prime righe, quello sulle domande accolte non è l'unico dato interessante pubblicato dall’INPS: il 7 novembre ha anche reso disponibile il documento con l’importo medio mensile sia del reddito che della pensione di cittadinanza per provincia.

Per quanto concerne il reddito di cittadinanza, l’importo medio è 519,12 euro mensili. Al di sopra di questo valore troviamo esclusivamente province del Sud, e in particolare della Sicilia (8 province su 9 sopra la media, con Ragusa subito sotto), della Campania (3 su 5) e della Puglia (4 su 6), con l’unica eccezione di Imperia (€525,06). Il primato assoluto va a Palermo (€613,06) e Napoli (€610,00) con a seguire Caserta (570,41€) e Catania (€565,69).

Il fenomeno di importi maggiori al Sud si rileva anche tra i dati riguardanti la pensione di cittadinanza. Infatti, le province sopra la media (€216,38) sono concentrate dal Lazio in giù, con l’aggiunta di Genova (€226,13), Perugia (€218,22), Imperia (€218,18), Massa Carrara (€217,89) e Reggio Emilia (217,58€). Addirittura, sono sopra la media tutte le province di Puglia, Campania e Calabria. Le province del Sud sono anche quelle dove viene percepita la PdC media mensile più alta, in primis Lecce (€258,45) e Napoli (€257,85), con più indietro Cosenza (€239,72) e Isernia (€235,14). Vicina alla testa della classifica anche Roma, con oltre 232 euro. Ad eccezione di Napoli, dunque, le province aventi il reddito e pensione di cittadinanza medi mensili più alti non sono le stesse.

Reddito e pensione di cittadinanza: importi medi mensili per province

Ma insomma, quanto valgono in tutto il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza? Moltiplicando il numero di richieste accolte per l'importo medio in ogni provincia, possiamo arrivare a una stima dell'importo complessivo mensile. Stando ai dati aggiornati al 7 novembre, quindi ancora passibili di crescita, la pensione di cittadinanza vale circa 26,1 milioni di euro al mese, mentre il reddito di cittadinanza arriva a 444,3 milioni di euro mensili.



Nuovi dati sul Reddito di Cittadinanza: i nuclei beneficiari sono più di 1 milione
Celestina Valeria De Tommaso
20 marzo 2021

https://www.secondowelfare.it/povert-e- ... lione.html

L’INPS ha diffuso i numeri di febbraio 2021 sull’erogazione del Reddito di Cittadinanza, della Pensione di Cittadinanza e del Reddito di Emergenza. Le nuove richieste fanno presumere un ulteriore aumento dei percettori.

L’Osservatorio Reddito e Pensione di Cittadinanza dell’INPS ha pubblicato i dati aggiornati sui beneficiari del Reddito di Cittadinanza (RdC), della Pensione di Cittadinanza (PdC) e del Reddito di Emergenza (REM). Di seguito riportiamo brevemente i dati principali.


Oltre 1 milione di nuclei beneficiari, nel 2021 già 379 mila nuove richieste

A febbraio 2021 In Italia si contano 1.009.958 nuclei familiari beneficiari di PdC o RdC, per un totale di 2.314.854 individui.

Con riferimento al solo Reddito di Cittadinanza, l’importo medio mensile erogato nel mese di febbraio è stato pari a 591,01 euro, e ha registrato un incremento del 3% rispetto al mese precedente. I nuclei percettori del RdC sono stati 924.421 - il 18,9% in meno rispetto a gennaio - per un totale di 2.216.625 individui coinvolti - anch’essi in calo del 20% rispetto al mese precedente. Tale flessione si è verificata anche lo scorso anno, ed è dovuta al mancato o tardivo aggiornamento della Dichiarazione Sostitutiva Unica, indispensabile per poter rinnovare o proseguire con l’erogazione del beneficio. Gli andamenti sono analoghi per la Pensione di Cittadinanza. In questo caso, a febbraio 2021 i nuclei beneficiari della PdC sono stati 85.537, contro i 114.599 di gennaio.

A fronte del calo degli attuali beneficiari, si registra un numero consistente di richieste effettuate tra gennaio e febbraio 2021: le domande per l’erogazione del Reddito di Cittadinanza o della Pensione di Cittadinanza sono state infatti 379.081.


Il Mezzogiorno riconferma il primato

I percettori di RdC o di PdC, come per le rilevazioni precedenti, si concentrano maggiormente al Sud e nelle Isole, dove a febbraio i nuclei beneficiari di almeno una mensilità di una delle due misure sono stati 624.423 e hanno ricevuto mediamente 618,34 euro. A tal proposito, si osserva un decremento del 14% dei beneficiari rispetto al mese di gennaio 2021, quando i nuclei percettori dei benefici in queste zone erano 725.257.

Napoli si conferma la provincia con il maggior numero di nuclei percettori di RdC (133.085) e PdC (9.774) e con l'importo medio mensile più alto per il RdC, pari a 679,95 euro. Al contrario, la provincia di Lecce registra il dato più alto sull’importo medio mensile della PdC, pari a 314,67 euro. Le province di Roma e Palermo si piazzano al secondo e terzo posto per numero di beneficiari, per un totale di 68 mila e 63 mila nuclei percettori di PdC o RdC.

Al Nord e al Centro i nuclei percettori di RdC invece erano, rispettivamente 170.445 e 129.553. Entrambi i dati registrano un decremento - del 32,4% e del 26% - rispetto ai valori relativi a gennaio 2021.


Il profilo dei nuclei percettori

A febbraio i nuclei beneficiari con minori a carico erano il 34% (343.870) del totale dei percettori (1.009.958) di RdC e PdC; le famiglie con un disabile a carico erano circa il 17,4% (175.717) del totale. L’importo medio mensile era, rispettivamente, 679,87 euro per i primi e 562,78 euro per i secondi. Per quanto riguarda la cittadinanza dei richiedenti del RdC e PdC, a febbraio gli italiani beneficiari erano circa l’86,3% del totale dei percettori (1.009.958), con una importo medio mensile pari a 570,61 euro. Tra i beneficiari circa un terzo erano stranieri: 42.358 di essi europei e 87.641 extracomunitari con permesso di soggiorno UE.


Reddito di Emergenza: qual è la situazione

Il Reddito di Emergenza è stato introdotto nel maggio 2020 con il Decreto Rilancio (dl 34/2020), al fine di contenere le conseguenze economiche della crisi da Covid-19. La misura è stata poi prorogata grazie al Decreto Agosto (dl 104/2020 ) e al Decreto Ristori (dl 137/2020). A seguito del Decreto Rilancio (maggio 2020) 292.134 nuclei hanno beneficiato di almeno una mensilità della prestazione, ricevendo mediamente 559 euro al mese. In seguito, con il Decreto Agosto e il Decreto Ristori (ottobre 2020), 254.688 famiglie hanno percepito il REM, ricevendo mediamente 550 euro mensili.

Il Decreto Ristori ha previsto l’erogazione delle due mensilità di novembre e dicembre anche ai nuclei che – causa mancata presentazione della domanda o per mancato riconoscimento dei requisiti minimi - non avevano mai beneficiato del REM. I nuclei coinvolti in quest’ultimo intervento sono stati circa 81 mila e hanno ricevuto mediamente 520 euro al mese. L'importo medio mensile previsto per quest’ultima categoria di beneficiari ha subito un calo del 6,4% rispetto agli importi medi mensili erogati nelle mensilità precedenti.

Con riferimento alla distribuzione geografica, anche il REM è più diffuso al Sud e nelle Isole, con un totale di 341.753 nuclei beneficiari dall’introduzione della misura contro 161.076 nuclei al Nord e 125.413 al Centro.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 37836
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » sab mag 22, 2021 2:01 am

Corruzione, arrestato il sindaco di Foggia Franco Landella (Lega). Sotto inchiesta anche la moglie
Tatiana Bellizzi
21 maggio 2021

https://bari.repubblica.it/cronaca/2021 ... 302047097/

Con l’accusa di corruzione e tentata concussione il sindaco dimissionario di Foggia Franco Landella (Lega) è stato arrestato e posto ai domiciliari nell’ambito di un'inchiesta eseguita dalla polizia di Stato e dagli agenti dello Sco - Servizio Centrale Operativo.

Nella stessa indagine sono coinvolti anche la moglie Iolanda Daniela Di Donna (dipendente comunale, fino a due settimane fa lavorava nell’ufficio di gabinetto del sindaco) raggiunta da una misura di interdizione dai pubblici uffici, e anche i consiglieri comunali Antonio Capotosto e Dario Iacovangelo, oltre a un imprenditore edile.

Per questi ultimi sono scattati gli arresti domiciliari. Gli stessi devono rispondere del reato di corruzione. Inoltre, il sindaco Landella è anche accusato del reato di tentata concussione nei confronti di un altro imprenditore operante nel settore della pubblica illuminazione.

Nell'inchiesta è coinvolto anche l'ex presidente del Consiglio comunale Leonardo Iaccarino, che ora si trova ai domiciliari perché già arrestato lo scorso 30 aprile per i reati di corruzione, tentata indizione indebita e peculato, finito sotto i riflettori per le pistolettate esplose dal balcone di casa a Capodanno riprese dal figlio in un video diventato virale.
"Non è una barzelletta": così sparava dal balcone a Capodanno il consigliere arrestato a Foggia

Il primo maggio scorso Landella e la moglie subirono una perquisizione domiciliare nel corso della quale vennero sequestrati i loro telefoni cellulari e la somma di 7mila euro che proprio l’ex cittadino giustificò parlando del “salvadanaio dei figli”.

La tangente da 32 mila euro

Landella è accusato di aver intascato una tangente di circa 32mila euro dall'imprenditore edile Paolo Tonti per il rinnovo di una proroga di concessione urbanistica. Secondo l'accusa, il sindaco avrebbe distribuito poi la tangente, con la collaborazioni di sua moglie Di Donna (ex dipendente comunale) ai consiglieri di maggioranza Capotosto e Iacovangelo (finiti oggi ai domiciliari), e ad altri quattro consiglieri comunali (per quali non è stata richiesta alcuna misura cautelare), affinché votassero a favore della delibera in consiglio comunale. Per questi motivi Landella e sua moglie, i consiglieri Iacovangelo e Capotosto, e l'imprenditore Tonti sono indagati per corruzione. Anche Tonti è stato arrestato e posto ai domiciliari. Mentre Di Donna è stata sospesa dall'esercizio del pubblico ufficio.

La richiesta di 500 mila euro per l'appalto sull'illuminazione pubblica

"L'ipotesi di tentata concussione di cui è accusato il sindaco dimissionario di Foggia, Franco Landella, ha per oggetto una richiesta di 500mila euro, poi scesa a 300mila euro, all'agente di una società, la Gi.One, che si occupa di riqualificazione e adeguamento impianti di pubblica illuminazione per il Comune di Foggia".

Lo ha detto in conferenza stampa il procuratore capo di Foggia Ludovico Vaccaro. "Le fonti di prova sono state tante - ha aggiunto Vaccaro - dalle dichiarazioni della parte offesa all'intercettazione ambientali".
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 37836
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

Re: Il sud della penisola italica - i meridionali

Messaggioda Berto » gio lug 08, 2021 9:13 pm

Reggio Calabria: Carabinieri eseguono 49 denuncia per assenteismo
Personale infermieristico si assentava durante l'orario di servizio per effettuare prestazioni in Assistenza Domiciliare Integrata, falsificando orari e dati delle schede relative alle prestazioni illecitamente eseguite. Sono 49 i dipendenti dell'Azienda ospedaliere provinciale di Reggio Calabria che hanno ricevuto, da parte dei @Carabinieri Nas di Reggio Calabria, un avviso di conclusioni indagini e informazione di garanzia , ritenuti responsabili di truffa aggravata e falsità materiale.
7 luglio 2021

https://www.facebook.com/watch/?ref=sav ... 4457554119
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
Avatar utente
Berto
Site Admin
 
Messaggi: 37836
Iscritto il: ven nov 15, 2013 10:02 pm

PrecedenteProssimo

Torna a Antropologia

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron