El tricołor, ła canta mamełega el nasionałeixmo tałian

Re: El tricołor, ła canta mamełega el nasionałeixmo tałian

Messaggioda Berto » mar gen 31, 2017 11:02 am

Trikolore ist auf Holocaust-Gedenkfeier fehl am Platz!-Il tricolore è inopportuno nella commemorazione dell’Olocausto!
30 Jan 2017

http://www.lindipendenzanuova.com/triko ... lolocausto

Trikolore ist auf Holocaust-Gedenkfeier fehl am Platz!Il tricolore è inopportuno nella commemorazione dell’Olocausto!

Anlässlich des Tages des Gedenkens, der mit Gesetz Nr. 211 vom 20. Juli 2000 eingeführt wurde, fand in Meran eine Kranzniederlegung an jener Gedenktafel statt, die an das ehemalige Durchgangslager in Meran erinnern soll.

In occasione della giornata della memoria, istituita con Legge del 20 luglio 2000 n. 211, ha avuto luogo a Merano una deposizione di corone presso la targa che ricorda il campo transitorio di Merano.

Das Durchgangslager war Teil des Konzentrationslagers von Bozen und wurde vom NS-Regime als Deportationslager genutzt. Wie jedes Jahr waren auch heuer wieder Vertreter aus Stadtverwaltung, Politik und Staatsgewalten anwesend. „Die Verbrechen des NS-Regimes sind unverzeihbar und dürfen nie vergessen werden!“, mahnt Christoph Mitterhofer (Süd-Tiroler Freiheit), Gemeinderatsmitglied von Meran.

Il campo transitorio era parte del campo di concentramento di Bolzano e fu utilizzato dal regime nazista come campo di deportazione. Come ogni anno c’erano stavolta di nuovo rappresentanti della amministrazione cittadina, politici ed autorità. “I crimini del nazionalsocialismo non sono perdonabili e non debbono essere dimenticati!”, ammonisce Christoph Mitterhofer, consigliere comunale di Merano.

Doch neuerliche Kritik übt Mitterhofer am Meraner Bürgermeister Paul Rösch: „Wie letztes Jahr hat es sich der Bürgermeister auch heuer wieder nicht nehmen lassen, bei der Gedenkfeier die Trikoloreschleife umzuhängen!“ Mitterhofer wundert sich: „Warum macht das Herr Rösch? Will er damit zeigen, dass Italien, wenn es um die Aufarbeitung der faschistischen Verbrechen geht, mit sich im Reinen sei?“ Genau das Gegenteil sei der Fall, und daher sei die Trikolore auf einer derartigen Gedenkveranstaltung völlig fehl am Platz.
Recentemente Mitterhofer rivolse una critica al Sindaco di Merano Paul Rösch: “Come l’anno scorso il Sindaco non si è proprio fatto mancare nulla e si è messo la fascia tricolore per la cerimonia!”. Mitterhofer dice meravigliato:”Perché il signor Rösch fa tutto ciò? Vorrebbe forse significare che l’Italia, quando si tratta di rielaborare i crimini fascisti, ha la coscienza a posto?”. E’ invece tutto l’opposto e il tricolore si troverebbe in questo genere di commemorazioni fuori luogo.

Christoph Mitterhofer
STF-Gemeinderatsmitglied von Meran. Consigliere comunale a Merano
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Re: El tricołor, ła canta mamełega el nasionałeixmo tałian

Messaggioda Berto » mar mar 28, 2017 8:48 pm

INDIPENDENTISTI VENETI CONTRO IL TRICOLORE. GENTILINI: BASTARDI!
di LUIGI POSSENTI

Guerra aperta fra indipendentisti veneti e “ex-indipendentisti veneti” (almeno a parole).
L’oggetto del contendere è la bandiera italiana e l’adunata degli alpini. Andiamo per gradi:

Scrive sul suo profilo Facebook, Sergio Bortotto, Presidente del MLNV e del Governo Veneto Provvisorio: “L’ostentazione del tricolore italiota appeso quasi ad ogni palo delle nostre strade non fa che aumentare il sentimento anti-italiano. Per quanto strano possa apparire tutto ciò sta incidendo sfavorevolmente sull’opinione pubblica. In giro, per la strade e nel locali pubblici, non ho udito una sola parola di compiacimento per tale insolente e grottesca iniziativa. O non ci si bada o da al voltastomaco. A quasi due mesi dall’adunata degli alpini italiani, una forza armata dello stato invasore, questi ci impongono il loro tricolore. Ma badate bene come questo infame vessillo dello stato straniero occupante italiano è issato ben in alto ad ogni palo, lontano da mani che lo strapperebbero volentieri. I tricolori non sventolano dalle finestre delle abitazioni o dai terrazzi (se non forse di qualche italiano verace) ma sono vergognosamente imposti e issati sui pali pubblici della luce. Ma con tutti i problemi che ci sono e che lo stato italiano ci sta creando c’è da chiedersi quanti soldi sono stati spesi per ostentare la <strasa italiana>. Vergognatevi alpini… meritate di essere e rimanere italiani, sicuramente non Veneti, perché la Serenissima Patria non potrà mai riconoscere come suoi figli coloro i quali omaggiano la bandiera del nemico. WSM”.

Apriti cielo, l’ex borgomastro di Treviso – Giancarlo Gentilini – spara ad alzo zero contro i “venetisti”. Riporta la Tribuna di Treviso: “I venetisti sono impazziti, gli alpini sono sacri, certe affermazioni sputano in faccia alle migliaia di persone che sono morte per la Patria. Autonomia? Indipendenza? In questo caso non c’entrano nulla, io non appoggerò mai le loro parole e anzi penso che il loro movimento dovrebbe essere cancellato, eliminato”.

Così il parlò il leghista, che in vero s’è sempre distinto per essere più vicino all’ideologia del duce, che a quella indipendentista.
Così è che Gentilini equipara “i venetisti ai bolscevichi, ai comunisti che dicevano di sparare contro i soldati italiani. Epiteta tutti come «bastardi» e ribadisce di essere orgoglioso dello sventolare di tricolori e dell’adunata di Treviso sui cui oggi sembra essersi alzata una tensione prima inattesa”. Probabilmente, qualcuno non ha detto a Gentilini che a sparare agli italiani – durante la Grande Guerra – erano proprio gli italiani alle dipendenza di Cadorna.
Ovviamente, Bortotto e gli appartenenti al MLNV non hanno intenzione di retrocedere rispetto alle loro affermazioni. Ergo, la polemica continua…


Gentilini inneggia il tricolore e sui leghisti contrari dice: Io me ne frego! (11/10/'11)
https://www.youtube.com/watch?v=zyAyMRI6gMQ
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Re: El tricołor, ła canta mamełega el nasionałeixmo tałian

Messaggioda Berto » dom nov 19, 2017 7:42 pm

Mameli è ufficialmente inno nazionale. Il Gran Maestro: “Ora ci sentiamo ancor di più Fratelli d’Italia”

http://www.grandeoriente.it/mameli-uffi ... li-ditalia

“Ora ci sentiamo ancor di più Fratelli d’Italia e canteremo l’inno orgogliosamente, come abbiamo sempre fatto, durante le nostre tornate rituali e le manifestazioni pubbliche”. Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, Stefano Bisi, plaude con soddisfazione alla notizia che dopo 71 anni di provvisorietà finalmente il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli, sia adesso a tutti gli effetti l’inno ufficiale della Repubblica Italiana. “Per noi, “Fratelli d’Italia”, al di là delle questioni burocratiche, e’ stato sempre l’inno che abbiamo portato impresso nel cuore e nella mente, perché in esso c’è la storia d’Italia e del Risorgimento che sfociò nell’Unita’. Scritto dal massone Goffredo Mameli e musicato dal fratello Michele Novaro, esso fa vibrare da sempre l’animo dei liberi muratori e dei cittadini italiani. In un periodo oscuro della nostra Nazione, in cui si tende a dimenticare il passato e qualcuno vuol mettere in discussione pure la Storia, e i principi di libertà della Libera Muratoria, quello dell’approvazione definitiva del Canto degli Italiani è un atto dall’alto contenuto e valore simbolico. Bisognerebbe farlo cantare effettivamente nelle Scuole e dare ai ragazzi un messaggio forte che ricordi il sacrificio di tanti uomini che hanno versato il sangue cantandolo per riunire l’Italia sotto un’unica bandiera tricolore


Stefano Lovat
Mameli era massone. Lo scoprii 17 anni fa e da allora cominciai a studiare la Massoneria. Per Mameli "fratelli d'Italia" significava "fratelli di Loggia, framassoni" e il tributo alla dea Vittoria cui tagliare i capelli come alle antiche schiave, in quanto "schiava di Roma" ("dov'è la Vittoria? Le porga la chioma"), è un richiamo alla rimozione della sua statua dal Pantheon nel 392 dC, in seguito all'abolizione del paganesimo sancita da Teodosio che fece rimuovere tutte le immagini pagane e proclamò il cristianesimo religione dell'Impero Romano; dunque un richiamo al sincretismo massonico in chiave anticristiana.... Io, come cristiano, rifiuto un inno massonico e, come veneto di san Marco, rifiuto l'annessione della mia Madre Patria - la Venetia - all'Italia unita, che è un progetto realizzato e finanziato dalla Massoneria internazionale del Grande Oriente di Rito Scozzese Antico e Accettato.... Fai di sapere e sarai libero! Studiare fa bene all'anima.... da http://www.grandeoriente.it/mameli-uffi ... li-ditalia


Alberto Pento
Io invece no. Rifiuto l'inno perché mi fa schifo in quanto obbrobrioso e non perché massonico e poi perché il "Progetto Italia" non è solo massonico ma appartiene al "Progetto Risorgimentale" che a noi veneti ha portato più male che bene. Ricordo che la fine dello Stato Veneto a dominio veneziano non è responsabilità della massoneria ma di Venezia aristocratica e antidemocratica e della Francia rivoluzionaria. Poi io non sono cristiano e nemmeno marciano ma veneto e aidolo e non ho bisogno degli idoli cristiani e marciani per essere un buon uomo e un buon veneto, tanto meno ho bisogno di essere massone. La mia Patria è il Veneto e non la Venetia o la Serenissima.


http://www.granloggia.it/page/massoneria-francia
Il Grande Oriente di Francia vede infatti la luce solo nel 1773, federando e armonizzando l'insieme delle strutture e degli usi in vigore. Nel 1789 il Grande Oriente di Francia conta ben 30.000 membri e circa mille logge, e sebbene oggi sia noto che alle origini della Rivoluzione francese non ci fu “un complotto massonico”, è altrettanto noto che numerosi massoni parteciparono a quegli avvenimenti e l'influenza delle idee dibattute nelle logge fu assai notevole su di essi.
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Re: El tricołor, ła canta mamełega el nasionałeixmo tałian

Messaggioda Berto » lun nov 19, 2018 4:01 am

Cassazione: "Condannare sempre chi brucia il tricolore, non c'è il diritto di critica"
Raffaello Binelli
Ven, 16/11/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 03117.html

Due giovani dei centri sociali avevano bruciato un tricolore a Palermo. Condannati, sia in primo che in secondo grado, hanno fatto ricorso invocando il diritto di dissenso contro le istituzioni. Tesi respinta, condanna confermata

Negli Stati Uniti sarebbe impensabile, in Italia invece bruciare la bandiera del proprio Paese è reato (vilipendio).

Non si può invocare il diritto alla libertà di espressione o di critica. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna di due giovani, appartenenti a un centro sociale, che durante una manifestazione a Palermo, contro il governatore della Regione siciliana, avevano "pubblicamente e intenzionalmente dato fuoco, distruggendola, alla bandiera nazionale italiana". I due, condannati in primo e secondo grado, hanno presentato ricorso, lamentando "l’immotivata esclusione dell’efficacia scriminante del diritto di critica politica.

Gli avvocati dei due giovani nel ricorso hanno scritto che i loro assistiti "non avevano voluto colpire il vessillo in sé, gratuitamente oltraggiando l’emblema dello Stato", ma "avevano voluto semplicemente manifestare il proprio dissenso contro l’operato delle istituzioni". La Suprema Corte, però, ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando la condanna a due mesi di reclusione (pena sospesa) inflitta dai giudici di merito (il tribunale e la Corte d’appello di Palermo).

La loro condotta, osservano i giudici della Corte, è stata una "esplicita e consapevole manifestazione di gratuito disprezzo e svilimento dell’emblema, la cui reputazione e onore, insieme allo Stato e alle sue istituzioni, sono oggetto della tutela penale e di diritti tutelati costituzionalmente, al cui interno anche la libertà di opinione trova i suoi limiti".
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