Perché non amo l'Italia e non mi sento italiano

Perché non amo l'Italia e non mi sento italiano

Messaggioda Berto » ven mag 12, 2017 3:14 pm

Perché non amo l'Italia e lo stato italiano e perché non mi sento italiano e vorrei che il Veneto fosse indipendente

viewtopic.php?f=139&t=2611
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Perché non amo l'Italia e non mi sento italiano

Messaggioda Berto » ven mag 12, 2017 3:17 pm

Prima perché istintivamente mi ripugna, mi fa schifo e orrore,
poi perché approfondendo attentamente questo sentimento a cui non si comanda,
si manifesta chiaramente alla coscienza , in tutto il suo crudo orrore, la realtà malefica di questa entità,
fondata sulla menzogna, sulla violenza, sull'arbitrio, sull'artificio retorico e la falsità dei miti, sul ricatto, ...
sull'estorsione, sull'ipocrisia, ...



La Patria è unicamente là dove si è amati e rispettati.
L'Italia non è la mia Patria e Roma non è la mia Capitale e gli italiani non sono miei fratelli perché
chi non mi ama e non mi rispetta come uomo e come "veneto" non può essere mio fratello e non merita né considerazione, né amore, né rispetto.
Roma non è nemmeno una città Santa e la strada per il Paradiso ma la città più corrotta e parassita dell'occidente cristiano che vive depredando anche i veneti.



La mia città santa è il mio paese, la mia terra, la terra della mia gente.
viewtopic.php?f=141&t=2714
https://www.facebook.com/permalink.php? ... nref=story
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Re: Perché non amo l'Italia e non mi sento italiano

Messaggioda Berto » ven mag 12, 2017 3:18 pm

Un assaggio


Questa è l'Italia ed il suo stato dopo i mitizzati e cantati " Risorgimento (con i suoi falsi miti unitario romano e rinascimentale), Resistenza e Repubblica con la sua Costuzione"

I primati dello stato italiano e dell'Italia in Europa e nel mondo
viewtopic.php?f=22&t=2587

Il mito risorgimentale e le sue falsità italico-romane
viewtopic.php?f=139&t=2481

Il mito della resistenza italiana
viewforum.php?f=178

Mostruosità italiane o italiche
viewtopic.php?f=196&t=2524

Roma - il mito tra il vero e il falso
viewtopic.php?f=111&t=2355


Alpini e tricolor - n'oror
viewtopic.php?f=161&t=833


Povertà e miseria nel Veneto, in Italia e in Europa
viewtopic.php?f=161&t=2444
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Re: Perché non amo l'Italia e non mi sento italiano

Messaggioda Berto » dom set 24, 2017 3:34 pm

Mostruosità italiane o italiche
viewtopic.php?f=196&t=2524


Mafie e briganti terronici
viewtopic.php?f=22&t=2259


Il sud della penisola italica - i meridionali
viewtopic.php?f=139&t=2581
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Re: Perché non amo l'Italia e non mi sento italiano

Messaggioda Berto » dom ott 29, 2017 10:39 am

L'Italia non è la mia Patria e Roma non è la mia Capitale: chi non mi ama e non mi rispetta come "veneto" non è mio fratello e non merita né considerazione, né amore, né rispetto. Roma non è nemmeno una città Santa e la stada per il Paradiso. La Patria è unicamente laddove si è amati e rispettati.
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 7404010231


Il governo impugna la legge veneta che impone l'esposizione del Leone di San Marco negli edifici pubblici
2017/09/23

https://www.huffingtonpost.it/2017/09/2 ... t-homepage

La bandiera del Veneto con il Leone di San Marco diventa oggetto di scontro tra la Regione di Luca Zaia e il Governo. Il Consiglio regionale aveva approvato da poco la legge che obbliga tutti gli uffici pubblici locali e statali del Veneto ad esporre il gonfalone di San Marco, assieme al Tricolore e alla bandiera dell'Ue. Ma il Consiglio dei Ministri ha detto 'no', decidendo di impugnare davanti alla Consulta il provvedimento.

Per l'esecutivo alcune norme della legge veneta "contrastano con la legislazione statale relativa all'uso dei simboli ufficiali. Ne consegue - si legge nella nota del Cdm - l'invasione nella competenza legislativa riservata allo Stato in materia di 'ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali', stabilita dall'articolo 117 della Costituzione, nonché la violazione dei principi costituzionali di ragionevolezza, uguaglianza e di unità".

Immediata la replica del Governatore Luca Zaia: "questa impugnativa si commenta da sé: da Roma si accusa il Veneto di cercare sempre la rissa, ma quelle a cui in realtà assistiamo sono scelte di un Governo il quale, con tutti i problemi nazionali e internazionali che è chiamato ad affrontare, non trova niente di meglio da fare che impedire a una Regione di esporre la propria bandiera, persino quella del Veneto che ha oltre mille anni di storia". "Non trascurando - aggiunge Zaia - che quella veneta è l'unica bandiera al mondo che riporta la parola 'pace'. Non è certo da sovversivi volere la sua esposizione in tutti gli uffici pubblici, anche in quelli dello Stato, presenti nel nostro territorio. Invece veniamo trattati come l'ultima colonia dell'impero".

La legge veneta, di iniziativa leghista, la n. 28 del 5 settembre scorso, era stata approvata dal Consiglio regionale, con 31 voti favorevoli, 6 contrari e un astenuto. La motivazione era quella di "rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini veneti, anche attraverso il riconoscimento e l'esposizione dei simboli che identificano non solo un territorio, ma anche la storia, le tradizioni e le radici del popolo". Il provvedimento obbligava ad esporre il gonfalone con il leone marciano in tutti gli edifici pubblici (Prefetture, Tribunali, Comuni, caserme e comandi delle forze dell'ordine) della regione. Nella legge era stata istituita anche la 'fascia veneta' con il leone di Venezia, che il presidente della Regione - sul tipo di quella tricolore dei sindaci - dovrà indossare durante gli appuntamenti pubblici. La bandiera del Veneto è una 'ripresa' di quella della Repubblica Serenissima, ovvero il leone alato di San Marco con il vangelo in oro su campo rosso Tiziano; ma si differenzia nelle 'code' che per Venezia erano sei (il numero dei 'sestieri' ovvero i quartieri della città lagunare) mentre quella attuale ne ha sette, quante sono le province venete.


Alberto Pento
È la dimostrazione più evidente della profonda incompatibilità tra lo stato italiano e i veneti, la totale mancanza di amore, di fraternità vera e di rispetto che gli italiani hanno per i veneti. Basta e avanza per liberarsi del pesante e oppressivo giogo italico.
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Re: Perché non amo l'Italia e non mi sento italiano

Messaggioda Berto » dom ott 29, 2017 10:40 am

Referendo per l'autonomia veneta, 22/10/2017
viewtopic.php?f=183&t=2688

A questo referendo io ho votato SI per solidarietà veneta ma non certo per la Lega o per Zaia; alle elezioni italiane, amministrative, regionali e politiche continuerò a non votare come oramai faccio da 20 anni, dal 1997.

Immagine
https://www.filarveneto.eu/wp-content/u ... 68x312.jpg



Gli italiani (e romani) che non amano e non rispettano i veneti

Giorgia Meloni contro Matteo Salvini: "Referendum sull'autonomia oltraggio alla patria"
4 Ottobre 2017

https://www.liberoquotidiano.it/news/po ... E.facebook

Contro il referendum per l'autonomia di Lombardia e Veneto scende in campo Giorgia Meloni. Dopo aver bollato il voto come mera "propaganda", la leader di FdI ha preso carta e penna e ha scritto a Il Tempo, che ha pubblicato il suo intervento in cui, ancora, stronca il voto del 22 ottobre. Una presa di posizione netta e che fa vacillare l'intesa con la Lega Nord di Matteo Salvini. "È inutile girarci attorno - scrive la Meloni -: è vero che il referendum è sull'autonomia e non sulla secessione, ma qual è la finalità di parte delle realtà che lo sostengono?", si chiede con retorica maliziosa.

La leader argomenta: "Sono convinta che la Patria, quella vera, sia l'unico argine rimasto alla deriva mondialista e alla globalizzazione incontrollata". E ancora: "Difendere l'unità d'Italia vuol dire difendere la nostra identità, la nostra libertà e la nostra sovranità. Nessuna concessione da parte mia a spinte indipendentiste". Riferendosi alla novità fiscali a cui mira il referendum, la Meloni spiega: "Le rivendicazioni fiscali potrebbero non fermarsi a livello regionale, ma penetrare più in profondità. Per quale motivo, ad esempio, gli abitanti della provincia di Milano dovrebbero condividere la loro ricchezza con quelli della provincia di Pavia che hanno un reddito pro-capite che è meno della metà del loro?". Per la Meloni, come da titolo dell'editoriale, il referendum è "un oltraggio alla Patria inutile e pericoloso". Dunque, conclude: "Nulla di nuovo sotto il cielo d'Italia: eravamo, siamo e saremo sempre dei patrioti".


Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale Referendum, La Russa: “Mi aspetto da Maroni, che stimo e rispetto, un no senza ‘se’ e senza ‘ma’ ad ogni ipotesi di aspirazione secessionistica che renderebbe davvero impossibile la nostra alleanza».
2017/10/05

https://www.fratelli-italia.it/2017/10/ ... essionista

“Un conto – ha aggiunto La Russa – è mettere come priorità una maggiore e più efficace autonomia, un conto sarebbe mettere come priorità la secessione come qualcuno dopo la Catalogna ha ripreso a sperare. Per quanto ci riguarda, la destra è chiaramente a favore di una maggiore autonomia dei territori in uno Stato con un governo forte, meglio se presidenzialista, a garanzia dell’Unità e dell’Identità nazionale. E’ la tradizionale posizione della destra correttamente ribadita da Giorgia Meloni”.

Nell’intervista La Russa non ritiene di chiedere molto ai vertici della Lega. Sulla compatibilità tra la Lega e Fdi, “ricordo a Maroni che ha ‘sopportato’ in giunta gli alfaniani e quindi può ‘sopportare’ chi ama l’Italia più del localismo. Abbiamo governato insieme e bene. Possiamo farlo ancora perché abbiamo ricette simili su molti punti, ancor più che con Forza Italia: dallo sviluppo alla famiglia, dalla sicurezza alla immigrazione. Ma non siamo lo stesso partito, perciò ognuno rispetti la sensibilità dell’altro. Sempre che – conclude il deputato di Fratelli d’Italia – questa polemica con la Meloni, non nasconda una diatriba tutta interna alla Lega e nella quale non vogliamo entrare”.

La Patria è unicamente laddove si è amati e rispettati e non maltrattati, disprezzati e depredati.
Noi veneti a voi italiani e romani non dobbiamo proprio nulla, anzi!

La Patria o Heimat è il mio Paesetto e non certo Roma e il suo impero che non c'è più da oltre 1500 anni e che vorrebbe ancora avere a spese altrui.


Vittorio Feltri, la risposta a Giorgia Meloni: "Referendum? Smettetela di piangere e andate a lavorare"

https://www.facebook.com/permalink.php? ... 8257661927

Cara Giorgia Meloni, premetto che ho stima e simpatia per te: hai saputo trasformare un partito residuale in un’autentica forza politica. Un bel risultato e te ne do atto. Ma la tua ostilità ai referendum per l’autonomia è solo frutto di cattiva informazione. Anzi, di assenza di informazione televisiva e cartacea. Libero è forse l’unico giornale che ha affrontato correttamente la questione.
Tu denunci in proposito la mancanza di chiarezza. Hai ragione. Infatti gli avversari del plebiscito consultivo, non i suoi promotori, insinuano che esso sia un primo passo verso l’indipendenza, una iniziativa nostalgica memore della Padania bossiana. Un argomento vuoto di ogni significato reale. E per favore non fingere di non capire: confondere lo statuto speciale con la secessione è da ignoranti e mascalzoni.

Anche gli sprovveduti sanno che la Sicilia, la Sardegna, la Valle d’Aosta, il Friuli Venezia Giulia e le province di Trento e Bolzano sono in piena autonomia, mai trasformata neppure nelle intenzioni in avvicinamento alla indipendenza. Mi spieghi il motivo per cui la Lombardia e il Veneto dovrebbero puntare a staccarsi dall’Italia? Non essere ridicola. Il problema è più semplice e sostanziale ovvero fiscale. Il residuo delle tasse lombarde ammonta a 54 miliardi, quello della Catalogna a 8, quello della Baviera a 1,5.
Ti sembra normale che il nostro pacco di soldi finisca interamente a Roma, che poi lo spreca? È denaro nostro. Ce ne vuoi lasciare almeno la metà? Ti pare una pretesa eccessiva? La Capitale, che fa schifo ed è invivibile, ha un passivo di 13 miliardi causato da pessima amministrazione. Dobbiamo ripararlo noi di Bergamo e di Brescia? Perché non imparate a gestirvi meglio piuttosto che vuotare il nostro portafogli.
Il titolo del Tempo è divertente ma scemo: “Ci avete rotto i Maroni”. No amici illustri. Siete voi ad averci rotto il salvadanaio. Vi preghiamo di non esagerare nel rapinare il frutto delle altrui fatiche. Invece di piagnucolare invocando la carità di patria andate a guadagnarvi il pane col sudore della fronte. L’unico consiglio che posso dare alle regioni povere è di diventare ricche. Ci vuol poco: basta lavorare sodo quanto noi e investire in infrastrutture, la base del successo economico di qualsiasi popolo. Al Nord la ricchezza e la efficienza delle istituzioni non piovono dal cielo, ce le siamo conquistate sgobbando. Provate a rimboccarvi le maniche anziché insistere nel ciucciare dalla tetta settentrionale. Lavorare stanca. Noi ci stanchiamo, voi mica tanto.
Ti prego, fai un salto a Milano e vedrai che qui siamo organizzati. I servizi pubblici non sono scassati quanto i vostri, poiché gli addetti non saranno perfetti, ma quasi. Siamo persone toste che oltre a mantenere se stesse, mantengono anche voi debosciati e caciaroni che tollerate la autonomia della Sicilia, regione sprecona e scellerata, e la negate a noi. Vergogna. Siete sicuri di essere sani di mente?
Ti segnalo che da queste parti c’è il debito pro capite più basso d’Italia, i costi a carico dello Stato sono minimi, si pagano i fornitori con anticipi da record, i dipendenti pubblici sono i meno numerosi, il rating è il più alto della nazione, un quarto delle pensioni degli italiani viene sborsato da chi abita qui, gli ospedali eccellenti sono lombardi dove viene a curarsi chiunque sia in difficoltà, un terzo delle esportazioni nazionali parte da queste zone, il manifatturiero di casa nostra corre più della media europea, abbiamo anche il primato della cultura e perfino del turismo.
Mi fermo perché non voglio annoiare con la verità statisticamente verificata. Scusa, comprendi che non avete nulla da insegnarci? Però volete le nostre palanche, tutte, non soltanto una fetta pur cospicua. Così non si può andare avanti. Tu affermi che siamo e saremo sempre patrioti. Nossignori. Voi siete matrioti. Vi piace lo Stato mamma da cui pigliate la pappa ogni dì, gratis, cucinata dai polentoni. Roma non è ladrona ma fannullona. Non desideriamo abbandonarla, tuttavia siamo stanchi di nutrirla e invochiamo l’autonomia, che non è un capriccio, bensì lo stesso diritto concesso ai siciliani in procinto di annegare nei debiti.


I veneti del Veneto xełi on popoło e na megnoransa nasional?
viewtopic.php?f=183&t=1731
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Re: Perché non amo l'Italia e non mi sento italiano

Messaggioda Berto » ven dic 22, 2017 8:37 am

???

PERCHÉ IL POPOLO MARCIANO RIVUOLE LA SUA SOVRANITÀ
20 Dic 2017
A cura di Enzo Trentin

https://www.lindipendenzanuova.com/perc ... -sovranita


Per dovere di cronaca riteniamo utile pubblicare le rivendicazioni dell’ennesimo soggetto indipendentista: MNM – Movimento Nazionale Marciano – Organizzazione no-profit – affinché i nostri lettori ne traggano le proprie considerazioni:

Perché la nostra Patria ci è stata rubata tre volte, la prima con l’invasione napoleonica, la seconda con la dominazione Austriaca, la terza con il tradimento plebiscitario italiano dei Savoia (in realtà siamo stati ceduti dall’Austria tramite la Francia al re sabaudo in una stanza d’albergo sul Canal Grande tre giorni prima del famigerato plebiscito truffaldino).
Perché con la monarchia italiana, dopo la truffa plebiscitaria, applicando l’iniqua tassa sul macinato, ha messo alla fame più nera il Popolo Marciano e attivando la coscrizione obbligatoria ha tolto braccia alla campagna mettendo alla fame più nera il Popolo Marciano, e costringendo oltre due milioni di Veneti alla dura e triste emigrazione.
Perché Con l’annessione al Regno Sabaudo, nessuno dei beni confiscati durante l’occupazione militare dei francesi e austriaci furono riconsegnati dall’alleato Savoia alla comunità veneziana (eccetto l’isoletta delle Grazie), perpetuando l’ennesimo furto al nostro Popolo (un esempio per tutti: il Palazzo Ducale che ancora oggi il Comune di Venezia è costretto pagarne l’affitto all’Agenzia delle Entrate italiana).
Perché il nefasto “Sistema Costituzionale Italiano” (unitario, centralista, dispotico, Moloc), partorito nel 1948 dal Parlamento italiano dal ricatto catto-comunista, mai approvato dai Popoli Italici, è risultato dopo circa 70 anni fallimentare e irriformabile.
Perché dopo 150 anni la Lingua Veneta non è stata ancora riconosciuta dall’Italia, mentre lo è come tale nel “Red Book of Endargered Languages” (libro rosso delle lingue in pericolo) dell’UNESCO. Una lingua che potrebbe essere ritenuta a tutti gli effetti, una lingua regionale o minoritaria ai sensi della “Carta europea per le lingue regionali e minoritarie” del 1992 (trattato internazionale firmato dall’Italia nel 2000 e mai ratificato). Non solo, con la legge 482/1999 sulla “Tutela delle minoranze linguistiche” l’Italia ha riconosciuto l’esistenza di dodici minoranze definite “storiche” ammettendone a tutela le rispettive lingue ma la Lingua Veneta non figura tra queste (forse un millennio di Repubblica Serenissima e 70 km. di documenti storici archiviati – secondi solo allo Stato Vaticano non sono sufficienti per essere classificata come minoranza storica?).
Perché con l’Italia fascista, abbiamo dovuto sopportare la colossale operazione speculativa voluta nel 1917 dall’allora spregiudicato Volpi di Misurata che ci regalò (si fa per dire) Porto Marghera e l’inquinatissima chimica industriale, provocando il dissesto della laguna sud con l’escavo dei Canali artificiali di Vittorio Emanuele II e dei Petroli; affossando definitivamente (come già napoleone e austriaci) l’Arsenale (anche sotto il profilo manutentivo) e la mancata restaurazione dell’Economia del “Mare”, unica vera economia veneziana che concesse lavoro e benessere per tantissimi secoli ai nostri Padri, mentre oggi siamo stati svenduti al pestifero turismo di massa che ha, di fatto, annientato la millenaria Civiltà Anfibia.
Perché con l’ultima guerra, l’allora governo italiano (De Gasperi Presidente del Consiglio, trentino con studi a Vienna; Palmiro Togliatti segretario del Partito Comunista Italiano, e grande amico maresciallo Tito presidente della federazione comunista Jugoslava) cedette pezzi della nostra antica Nazione (Istria & Dalmazia – vedi il trattato di Osimo del 1970), e guarda caso sempre il Popolo Veneto ha dovuto maggiormente rimetterci per l’Italia intera pagando anche un tributo di sangue con gli infoibati.
Perché impotenti, durante la Repubblica Italiana degli anni ‘70 (allora guidata dalla grande balena bianca DC), abbiamo dovuto assistere impotenti alla creazione delle Regioni repubblicane, che determinarono nuovi smembramenti della nostra Madrepatria (parte inglobata nella Lombardia, altra nel Trentino e addirittura subito la perdita della Patria del Friuli con la costituzione della Regione Friuli-Venezia Giulia), dividendo scientificamente ancora una volta, il POPOLO VENETO.
Perché durante la cosiddetta seconda repubblica italiana, abbiamo dovuto assistere all’incredibile accanimento giudiziario italiano contro i Serenissimi, rei di aver fatto rinascere nella coscienza di noi Veneti, l’antico amore per l’emblema Marciano per poi terminare con l’assoluzione degli imputati riconosciuta dalla Corte per l’inidoneità della struttura organizzativa destinata allo scopo.
Perché ancora oggi, il Popolo Veneto, continua a pagare molto di più di quello che ci è restituito dallo Stato centralista Italiano in pessimi servizi e infrastrutture (21 miliardi di euro l’anno è il disavanzo fiscale).
Perché il cittadino non si sente difeso nemmeno dentro la propria casa, ed è costretto a subire e non reagire all’aggressore; dovendo sottostare alla [in]Giustizia Italiana, dove meritocrazia e velocità di giudizio lasciano perplessi i cittadini.
Perché la Cultura Veneta nel regno d’Italia prima, e nell’Italia repubblicana poi, è sempre stata sminuita e offuscata, come ad esempio, gli artisti Veneti, oggi classificati in modo anacronistico come italiani: Canaletto, Palladio, Giorgione, Canova, Vivaldi, Ruzzante o Goldoni. Esisteva forse un’Italia unitaria mentre questi maestri realizzavano le loro opere di inestimabile valore? Tuttavia se questo può essere considerato un “dettaglio” di poco peso, esistono forme di repressione culturale ben più gravi messe in atto nei confronti del nostro popolo! Parliamo della nostra Storia, che di fatto, ci è stata negata. La scuola italiana (e regionale veneta) relega costantemente mille anni di Repubblica Serenissima in pochi paragrafi sulle Repubbliche marinare. Se qualcuno poi, prova ad andare contro il sistema, è contrastato come la testimonianza di quanto successo in provincia di Treviso anni fa, dove si è fatto appello addirittura a un Regio decreto (a proposito di fascismo!) per vietare ad un insegnante di portare la bandiera marciana in aula, oltre all’insegnamento della nostra millenaria storia. Oppure preferiamo parlare del concorso sull’identità veneta, promosso annualmente dalla Regione, e vinto da una scuola croata? Già, perché i ragazzi di Buje (Istria, ex terra marciana) conoscono meglio la Storia marciana dei nostri ragazzi.
Perché il patrimonio culturale locale non è adeguatamente finanziato, né si è mai pianificata una saggia strategia manutentiva. Non esiste una politica di vera governance unitaria territoriale. Non si provvede allo scavo di Altino, o di Metamauco, siti di enorme interesse archeologico, storico ed economico.
Perché i progetti economici italiani sull’ex Capitale Venezia, sono tutti miseramente falliti: dall’industrializzazione della Città di fine Ottocento al disastro lagunare e ambientale commesso per la chimica industriale di Porto Marghera dei primi Novecento. E ultimo ma non ultimo quello in corso, promosso e articolato sul nefasto turismo di massa, causa primaria dello sterminio della millenaria Civiltà Anfibia (peggio della peste di antica memoria).
Perché la poca trasparenza contabile dei partiti politici ha prodotto quel fenomeno chiamato partitocrazia, assai simile alle associazioni a delinquere.
Perché l’elefantiaca burocrazia dell’amministrazione pubblica, la mancanza del rispetto delle regole, la montagna di Leggi e norme contraddittorie italiane rendono di fatto antieconomica se non impossibile qualsiasi azione, lavoro o investimento.
Perché il colossale debito pubblico italiano già Sabaudo, continua la sua ascesa irrefrenabile, non essendosi mai attuato alcun serio progetto di tagli di spesa per contenerlo o ridurlo.
Perché il Sistema bancario italiano (che controlla se stesso) non ha mai garantito il cittadino.
Perché il degrado conclamato della biblica Giustizia – spesso ingiusta – ha reso l’Italia poco credibile e inefficiente. Nelle carceri italiane, purtroppo, ancora si può morire (sono 150 le morti all’anno che si verificano. I casi Tortora o Cucchi testimoniano niente?).
Perché lo Stato italiano ha abdicato in ampi territori di fatto governati da Camorra, ‘ndrangheta e mafie varie, che presenti ed efficienti dopo oltre 150 anni, fanno rabbrividire il cittadino morigerato.
Perché le grandi truffe perpetrate ai sudditi in questa Italia, si sono sempre susseguite nel tempo. Si vedano i casi dalla Banca Nazionale Romana (1893) a quella dei bond argentini o quelle più recenti della Parmalat & Tanzi. O dalle quattro banche toscane (2015), e delle due venete (2017).
Perché la Sanità Pubblica Italiana è a due velocità e nessuno è mai riuscito ad eliminare gli sprechi del sud, mentre si continua a tagliare la spesa in modo lineare compromettendo quella virtuosa del nord.
Perché la tassazione vessatoria italiana ha raggiunto e superato il 70% all’anno sui ricavi d’impresa, spingendo al suicidio centinaia d’imprenditori Veneti.
Perché la gigantesca evasione fiscale in Italia (ovviamente più al sud che al nord) non è mai stata concretamente debellata da nessun governo con una seria riforma.
Perché ci costringete di pagare una tassa come il canone RAI-TV che mantiene una folla di gente che offre una scandalosa informazione di regime.
Perché questo Stato non paga i suoi creditori nei tempi previsti (trenta giorni) dall’Unione Europea. Sono 70 i miliardi di euro che le imprese continuano ad attendere da anni, e che nemmeno possono essere compensati con le tasse da pagare allo Stato.
Perché in questa Italia un amministratore delle FFSS (è solo un esempio) guadagna 5,2 milioni di euro l’anno, quando il Presidente degli Stati Uniti prende soltanto 300.000 euro.
Perché in questa Italia le stragi a distanza di decenni, rimangono regolarmente impunite.
Perché la laurea dei nostri figli in Europa è considerata semplice cartaccia rilasciata da un sistema universitario inadeguato, gestito da un elefantiaco rettorato baronale. Perché lo Stato italiano non volendo copiare il sistema universitario anglosassone dei Campus, costringe gli studenti a estenuanti spostamenti su mezzi di trasporto fatiscenti e con notevolissime spese per una soluzione obbligata di residenzialità privata che promuove, di fatto, affitti esosi e in nero.
Perché la forsennata cementificazione, i mancati investimenti e una saggia programmazione della manutenzione dei territori, hanno provocato, da sempre, enormi danni economici e sociali al Veneto.
Perché i confini delle venti Regioni instaurate nel 1970 non corrispondono ai Popoli italici che dovrebbero rappresentare. E non solo, sono fortemente squilibrate sia nell’ampiezza che nel numero di abitanti, sia nel divario economico fiscale che si è venuto a creare tra regioni a statuto speciale e ordinario. Dopo oltre 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale non hanno più ragione d’essere.
Perché la dichiarata laicità dello stato italiano è in realtà una colossale bufala. Troppe sono le agevolazioni fiscali al potere ecclesiale a scapito di noi cittadini, e troppe le interferenze politiche.
Perché ci sono pensionati di serie A e di serie B (chi è andato in pensione con il calcolo retributivo e chi con il calcolo contributivo), per non parlare dei trattamenti di favore a politici e cariche istituzionali. Si veda, per esempio, la Legge Mosca (n. 252/1974 https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12660 ): una truffa semidimenticata. Un danno provocato all’erario da 37.500 privilegiati (c’è persino un ex Capo di Stato: Giorgio Napolitano) che ha superato i 25mila miliardi di lire (12 mld di euro).
Perché il governo italiano non può agire in modo da interpretare a piacere i Trattati internazionali. Si legga la Convenzione per i Diritti dei Rifugiati (Ginevra 1951 https://www.unhcr.it/wp-content/uploads ... a_1951.pdf ) per scoprire che non abbiamo alcun dovere di mantenere i rifugiati. Un onere insostenibile per un singolo Paese. La Comunità Internazionale (ONU, UE, ecc) hanno il dovere/obbligo di farsene carico. E parliamo di rifugiati, non di immigrati clandestini, come in effetti sono oltre il 90% di coloro che giungono, ma è meglio dire andiamo a prendere, in Italia.
Ovviamente gli immigrati economici non dovrebbero nemmeno essere presi in considerazione perché non possiamo certo farci carico dei circa 20 milioni di nuovi poveri che ogni anno l’Africa crea.

https://www.youtube.com/watch?v=htq-M5b ... e=youtu.be


Alberto Pento
Alcuni errori e presunzioni:
1) Il popolo veneto non è mai stato sovrano; sovrana è stata l'aristocrazia veneziana e gli altri veneti erano sudditi
2) Non esiste il popolo marciano perché non tutti veneti sono marciani, io sono vicentino e non sono marciano o marcesco oltretutto non seguo alcuna idolatria religiosa come quella cristiana, sono aidolo, ma veneto e non occorre affatto essere marciani e veneziani per essere veneti e buoni uomini
3) Istria e Dalmazia non sono mai state venete, caso mai domini veneziani, ma mai terra veneta e gli istri e i dalmati non sono popolazioni etnicamente venete
4) Il plebiscito del 1866 non fu un plebiscito truffa, i veneti illusi dal mito risorgimentale votarono convinti per il Regno d'Italiano pensando vanamente di star meglio; la truffa caso mai è rappresentata dal mito risorgimentale
5) Ve ne sarebbero altre ma mi fermo.



Coel parlamento veneto de tuti i veneti, mai nato e ke i venesiani ke łi gheva el poder no łi ga mai promòso
viewtopic.php?f=183&t=2597

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https://www.filarveneto.eu/wp-content/u ... i-nato.jpg

El stado veneto a domegnansa venesiana
viewtopic.php?f=184&t=1416

Veneto e Serenisima, coençedense e difarense
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No tuti łi domegni venesiani łi jera tera veneta
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Berto
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Re: Perché non amo l'Italia e non mi sento italiano

Messaggioda Berto » sab gen 27, 2018 11:10 pm

Perché mi viene voglia di fuggire dall'Italia
Massimo Fini
13 gennaio 2017

http://www.massimofini.it/articoli/perc ... all-italia

L’unico modo per restare in Italia è andarsene. Perché non c’è salvezza. Il nostro è un Paese intrinsecamente e ormai anche antropologicamente mafioso. Quando si afferma, con toni trionfalistici o di grande sollievo, che la corruzione recentemente scoperchiata a Roma e chiamata ‘mafia capitale’ non è un fenomeno mafioso perché la magistratura non ha accertato infiltrazioni della Mafia propriamente detta, non ci si rende conto che, così, la cosa è ancora più grave. Perché la mafia, la camorra, la ’ndrangheta, la Santa Corona Unita (in questa specializzazione deteniamo il record del mondo) sono delle organizzazioni strutturate e quindi, almeno teoricamente, individuabili, mentre la corruzione capillare e diffusa è irriconoscibile e non percepibile.

Dopo l’articolo di martedì di Marco Travaglio pubblicato dal Fatto (“La strage dei capaci”) che si può dire di più? Nulla. Nondimeno l’articolo di Travaglio non servirà a nulla.
Come a nulla sono serviti gli elzeviri di Indro Montanelli o le inchieste di Giorgio Bocca. Nonostante qualche lodevole sforzo l’Italia è andata irrimediabilmente peggiorando, da ogni punto di vista: etico, culturale, umano.
E nulla sembra poter fermare questa deriva. Mani Pulite poteva essere l’ultima occasione della nostra classe dirigente per emendarsi. Invece nel giro di pochissimi anni, con i testimoni del tempo ancora in vita, la situazione è stata capovolta: i giudici sono diventati i veri colpevoli e i ladri le vittime e spesso giudici dei loro giudici. Come si poteva pensare che la nostra classe dirigente, politica, imprenditoriale, finanziaria, non ne ricavasse un senso di impunità per corrompersi e corrompere ancora di più? Impunità che è confermata dai fatti: solo lo 0,25% della popolazione carceraria è composta da ‘colletti bianchi’, mentre in Germania, dove la corruzione è infinitamente minore, la percentuale è del 15%. Come si poteva pensare che con un simile esempio la corruzione non discendesse giù per li rami arrivando a tutti i cittadini, di basso e alto ceto, per cui oggi non puoi andare nemmeno in una piscina frequentata da gente benestante senza che dagli armadietti non ti rubino anche le mutande sporche?

In Italia qualsiasi tentativo per migliorare le cose non fa che peggiorarle. In Università si è cercato di tagliare le unghie al sistema delle ‘baronie’. Cosa succedeva prima? Il ‘Barone’ cooptava pressoché automaticamente l’assistente che aveva lavorato per lui alcuni anni, sostituendolo nelle lezioni, nei colloqui con gli studenti, inventandosi format utili al Dipartimento ed escludendo così altri pretendenti che avevano eventualmente più titoli per occupare quel posto. Come ha reagito la mafia dei prof? Elementare Watson: aggirando l’ostacolo. Ora il professore Caio non coopta più direttamente il suo protetto ma quello del professor Sempronio che al primo giro utile gli restituirà il favore. Ciò comporta la complicità degli altri professori che compongono la Commissione d’esame (la composizione della Commissione è il vero momento decisionale che prescinde da ogni valutazione di merito) e degli stessi studenti che devono partecipare al raggiro, o fingere di non vederlo, altrimenti sono tagliati fuori. Così se prima il posto di assegnista, di ricercatore, di associato lo occupava un soggetto che comunque una qualche competenza ce l’aveva, ora può esservi catapultato qualcuno che, in quella materia specifica, non ha competenza alcuna. Non è escluso, naturalmente, che da questo sistema di raggiri esca un candidato scientificamente all’altezza, nelle nostre università ce ne sono, ma è più facile il contrario e che molti candidati, che non si sono adeguati al sistema, rinuncino e dopo anni spesi inutilmente si cerchino un altro lavoro. E comunque che insegnamento etico potranno dare questi nuovi prof, selezionati in tal modo, che si sono adeguati al sistema, ai loro discepoli? Un insegnamento, che di adeguamento in adeguamento, crea una classe di professori anche peggiori, dal punto di vista morale, di coloro che li hanno preceduti e scelti, in un avvitamento vizioso che non ha fine. Il sistema è talmente collaudato e la mafia dei professori, come quella dei politici, così sicura della propria impunità che nessuno ha mai osato reagire. Per la verità uno c’è stato, recentemente. Il ricercatore di 49 anni, Philip Laroma Jezzi, non a caso di origine inglese, stufo di essere preso in giro da anni e minacciato dalla congrega dei prof di essere definitivamente estromesso se si fosse permesso di presentarsi a un concorso che aveva i titoli per vincere (“smetti di fare l’inglese e fai l’italiano”) ha denunciato questo sistema mafioso in voga, nel caso, all’Università di Firenze ma in pratica in tutti gli Atenei italiani. Sette professori sono finiti abbottegati, 22 sono stati interdetti dall’insegnamento per un anno. Che fine faranno l’inchiesta e Laroma Jezzi lo vedremo, forse. Il Laroma Jezzi mi ricorda un altro italoinglese, il Pubblico ministero Henry John Woodcock, uno dei nostri magistrati più irreprensibili, che sta passando l’anima dei guai proprio perché è uno che non si adegua. Quel che è certo è che comunque vada a finire l’inchiesta, fra qualche migliaio d’anni dati i tempi della nostra giustizia, il sistema resterà ‘tel quel’. L’Università dovrebbe essere “rivoltata come un calzino” per usare un’espressione di Davigo. Invece cosa propone quel nuovo fulmine di guerra di Pietro Grasso, leader di “Liberi e uguali”, che non ha avuto nemmeno la decenza di dimettersi da presidente del Senato dopo aver lasciato il partito che lì ce lo aveva messo? Propone, demagogicamente, a soli fini elettorali, non diversamente da quanto stanno facendo Berlusconi, Renzi, Salvini e tutti gli altri, l’abolizione delle tasse universitarie come se questo servisse a qualcosa.

La Rai è l’emblema di questa “mafiosità che non osa dire il suo nome”. Anche in Rai ci sono ovviamente alcuni ottimi professionisti. Lucia Annunziata è una di questi. In una bella intervista concessa al Fatto anche l’Annunziata è però costretta ad ammettere di essersi dovuta adeguare al macrosistema mafioso vigente in Rai come in ogni altro settore pubblico e anche privato. Se non l’avesse fatto sarebbe finita fuori come Milena Gabanelli.

In Italia c’è una dittatura mascherata da democrazia. Che è ancora più insidiosa di una dittatura propriamente detta. Perché soft, impalpabile, in un certo senso collettiva, perché coinvolge quasi tutti e non sai nemmeno a chi sparare col tuo fuciletto a tappo.

E allora che cosa si può fare per rimanere italiani senza vergognarsi di esserlo? Guardare l’ex Bel Paese da lontano. Da molto lontano.
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Re: Perché non amo l'Italia e non mi sento italiano

Messaggioda Berto » sab gen 27, 2018 11:11 pm

Il mito europeo e occidentale della civiltà greco-romana e giudaico-cristiana
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Re: Perché non amo l'Italia e non mi sento italiano

Messaggioda Berto » dom nov 04, 2018 9:01 pm

Mattarella condanna la Grande Guerra e auspica la fine dell’Italia come Stato nazionale per farci fagocitare dall’Unione Europea. Noi diciamo: Viva la Festa dell’unità d’Italia! Viva la Festa delle Forze Armate! Viva l’Italia!

Magdi Cristiano Allam

https://www.facebook.com/MagdiCristiano ... 0418223869

Cari amici, nella ricorrenza del centenario della Prima Guerra Mondiale o Grande Guerra, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condannato la guerra costata la vita a circa 650.000 italiani oltre a un milione di feriti, sostenendo: "Lo scoppio della guerra nel 1914 sancì in misura fallimentare l'incapacità delle classi dirigenti europee di allora di comporre aspirazioni e interessi in modo pacifico anziché cedere alle lusinghe di un nazionalismo aggressivo". Mattarella ha condannato il nazionalismo sostenendo che “oggi possiamo dirlo con ancora maggior forza: l'amor di Patria non coincide con l'estremismo nazionalista".
Mattarella ha soprattutto sostenuto la tesi secondo cui l’Italia come Stato nazionale deve scomparire per aderire a un’Unione Europea che assorbirà ogni sovranità: "Nessuno Stato, da solo, può affrontare la nuova dimensione sempre più globale. Ne uscirebbe emarginato e perdente. Soprattutto i giovani lo hanno compreso". "Le democrazie hanno bisogno di un ordine internazionale che assicuri cooperazione e pace, altrimenti la forza dei loro stessi presupposti etici, a partire dall' inviolabilità dei diritti umani, rischia di diventare fragile di fronte all'esaltazione del potere statuale sulla persona e sulle comunità". "L'Europa si è consolidata nella coscienza degli europei, molto più di quanto non dicano le polemiche legate alle necessarie, faticose decisioni comuni nell'ambito degli organismi dell'Unione Europea".

Cari amici, io non la penso come il Presidente Mattarella. Il centenario della Grande Guerra è innanzitutto il giorno in cui tutti gli italiani devono tributare un omaggio a tutti coloro che hanno donato la loro vita per completare l’unità nazionale. Così come è il giorno in cui festeggiamo le nostre Forze Armate, che insieme alle Forze dell’Ordine, sono l’argine estremo che tutela lo Stato nazionale e lo Stato di diritto. È il giorno in cui tutti gli italiani devono stringersi all’Italia e difenderla dalla follia suicida di chi vorrebbe la sua fine come Stato nazionale per essere fagocitata dalla dittatura dell’Unione Europea governata dai banchieri e dai burocrati, nel contesto del Nuovo Ordine Mondiale, elogiato da Mattarella, assoggettato alla grande finanza speculativa globalizzata. Dico con grande chiarezza a Mattarella che come italiano non mi sento rappresentato da un Capo di Stato che, tradendo il mandato costituzionale, anziché difendere l’Italia promuove la morte dell’Italia e la sua annessione a un organismo sovranazionale, che chiameranno Stati Uniti d’Europa, e che altro non sarà che un protettorato tedesco nel cui contesto l’Italia si ridurrà ad essere una colonia da sfruttare. Viva la Festa dell’unità d’Italia! Viva la Festa delle Forze Armate! Viva l’Italia!


Alberto Pento
Magdi Allam, per piacere abbi rispetto per noi: noi veneti siamo stati distrutti da questa infame guerra che è stata combattuta solo nella nostra terra, nel Triveneto. Tu sei di origini egiziane naturalizzato o cittadinizzato italiano, non conosci veramente la nostra storia, conosci solo quella artefatta della retorica letteraria, scolastica, mediatica e commemorativa. Ti prego Magdi non esaltare il male!

La maggior parte dei caduti non hanno donato la loro vita per l'Italia, non sono morti da volontari, sono stati costretti a morire contro la loro volontà, non sono eroi ma vittime e come tali vanno ricordati, trasformarli in eroi è un ucciderli una seconda volta.

Gli italiani peggiori, più orrendi, più bugiardi e stolti fanatici nazionalisti e criminali sono quelli che fanno passare per eroi e fratelli italiani morti per amore dell'Italia come Patria e ideale, tutti coloro che invece sono stati assassinati, costretti a morire involontariamente dalla mostruosità dello stato italiano che in sè non è per nulla una Patria e un ideale ma una mostruosità atroce e criminale costruita con la menzogna, l'illusione, il ricatto, la minaccia, la corruzione e la violenza.
Costoro uccidono una seconda volta le povere vittime morte assassinate per colpa dell'Italia.


Olinda Pascon
Alberto Pento mi meraviglio di te che ti senti meno italiano di Magdi.

Alberto Pento
Io mi sento veneto e non italiano e vorrei essere indipendente, non amo la menzogna e chi specula sulle vittime. A noi veneti lo stato italiano e la sua unità ha portato solo che del male.
Non si costruisce il bene facendo del male.


Lucio Gambino
Alberto Pento ...come si chiama quel soldato, che già amputato di una gamba e ferito mortalmente, scagliò la stampella contro il "nemico"...

Urbano Dalla
Alberto Pento Sono morti Italiani di tutte le regioni, ben seicentomila. Volevi che la guerra si combattesse in tutta Italia? Rivendicavamo le terre sulle quali i nostri nonni hanno combattuto e donato la vita. Non mi sono piaciute le parole del Presidente e Magdi Allam ha perfettamente ragione e mi pare molto piu' italiano di te.

Olinda Pascon
Alberto Pento Fai bene a sentirti Veneto, sono veneta anch'io e sono orgogliosa di esserlo. Ma non di meno siamo TUTTI figli dell'Italia, la cui sovranità dobbiamo comunque difendere SEMPRE, da un Europa che non ci piace.

Chiara Guarino
Alberto Pento, ma vergognati, quelli come te non meritano di essere considerati né veneti nè italiani, semplicemente fuori di testa!
Te lo dice una che vota Lega e sono certa che te li direbbe anche Salvini.

Claudio Serramondi
Alberto Pento dichiarazioni idiote e senza senso.

Anna Ventimiglia
Alberto Pento avremmo dovuto lasciarvi agli Austriaci. Sei un antiitaliano

Graziella Balconi
Alberto Pento quello che dici è il contrario di quello che ha detto Mattarella

Alberto Pento
Io veneto, non dimentico chi mi ha fatto del male e chi continua a farmene, a mancarmi di rispetto e a minacciarmi, no no, non si può proprio amare chi ti fa del male.
Per me il mito italiano è come l'idolo nazi-maomettano Allah, una mostruosità.

Chiara Guarino
Alberto Pento, tu stai male!

Giovanni Spolaor
Alberto Pento anch io sono Veneto , ma mi sembri psicotico nel tuo delirio , assa perde va, va a berte un par de ombre e moeghea .

Midia Di Giuseppe
Alberto Pento la storia dice che la grande guerra è stata combattuta da tutti gli italiani per liberarci dagli invasori austriaci è riprenderci Trento e Trieste . se sei così nostalgico vai a vivere in Austria. L'italia è una...

Maria Concetta Musso
Alberto Pento, quel che lei dice non significa che va bene voler cancellare la memoria storica del 4 novembre e del sacrificio di tanti giovani italiani al fine di sentirsi legittimato a vendere l'Italia sostenendo l'aberrazione che amor di patria e nazionalismo sono contrapposti e che siamo obbligati a renderci schiavi della Germania...dove non è riuscito Hitler....

Chiara Guarino
Giovanni Spolaor, bravo, quello che gli ho detto io, credo proprio che non stia bene.

Anna Ventimiglia
Alberto Pento si trasferisca a Vienna

Gianfranco Giulivi
Alberto Pento , anche la terza guerra d'indipendenza e parte della seconda sono state fatte su territorio veneto. Se non fosse stato così saresti ancore sotto il tallone austriaco, che ti opprimeva, e l'Italia unita non ci sarebbe mai stata. Inoltre mi pare che voi veneti siete stati ben ripagati dal regime fascista. Dopo la bonifica delle paludi pontine, le case coloniche con annesso terreno sono state assegnate perlopiù a veneti, così come i villaggi libici realizzati da Balbo. Dalle parti di Littoria ( oggi Latina ) si produce un ottimo Merlot.

Giovanni Spolaor
Gianfranco Giulivi beh , proprio un grazie per la bella vita sulla pianura pontina e la Libia anche no , ognuno sta bene a casa propria

Giovanni Spolaor
Alberto Pento non ha altro di meglio da fare oggi che stare su fb a fare polemica ? Le sue ragioni personali non interessano a nessuno . Saluti.

Giovanni Zaccone
Gentile signor Pento, sicuro che l'annessione del Veneto all'Italia (avvenuta, peraltro, nel 1866, con la Terza Guerra d'indipendenza, e non in seguito alla Prima Guerra Mondiale) abbia portato solo disastri?

Si è forse dimenticato delle agevolazioni di cui la sua regione ha beneficiato negli anni del boom economico, quando, da regione più povera d'Italia, divenne una delle più ricche?

Tutto ciò senza nulla togliere alla volontà, all'intraprendenza, all'abnegazione, allo spirito di sacrificio del NOBILE popolo veneto, qualità che mancarono in altre zone d'Italia, anche per la presenza di consorterie e gruppi criminali (in Veneto assenti, perlomeno all'epoca); ma gli aiuti arrivarono, dallo Stato centrale, quindi tutti contribuirono al miracolo veneto, e dire che il compimento dell'Unità d'Italia, per la sua Terra, sia stato un evento nefasto, mi sembra quantomeno ingeneroso.

Franco Congiu
Sono morti per vivere liberi ,loro e i loro figli,nella Patria,e con la loro lingua,tradizioni e civiltà ! Mattarella mediti sulle parole di padre Dante " dell'Italia serva ostello " cui la vorrebbero ridurre le nomenclature mondialiste dopo tanti sacrifici di vite umane!
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