Tałia e tałiani

Re: Tałia e tałiani

Messaggioda Berto » dom giu 19, 2016 8:13 pm

Lega Tałega

https://it.wikipedia.org/wiki/Lega_Italica_(1454)

La Lega Italica fu un'alleanza conclusa a Venezia il 30 agosto 1454, a cui aderirono la Serenissima e gli Stati di Milano e Firenze, che fa seguito alla Pace di Lodi siglata qualche mese prima.

Proclamata solennemente il 2 marzo 1455 con l'adesione di papa Niccolò V (1447-1455), di Alfonso V d'Aragona e di sovrani di altri Stati minori, sancì il reciproco aiuto in caso di attacco all'integrità di uno degli stati membri ed una tregua venticinquennale fra le potenze italiane che si impegnarono a rispettare i confini stabiliti. Dopo un periodo di scontri Francesco Sforza viene ritenuto dagli stati italiani successore all'ultimo dei Visconti per aver sposato la sua unica figlia. La Lega Italica ebbe una parte essenziale nella politica di equilibrio successivamente perseguita da Lorenzo il Magnifico (1449-1492); le sue sole incrinature si avranno con la Congiura dei Pazzi, con la Congiura dei baroni e con la Guerra del sale.
La Lega è il coerente sviluppo della Pace di Lodi, nata dalla constatazione che nessuno degli Stati regionali italiani, nonostante le lunghe e sanguinose guerre combattute negli ultimi cento anni, è in grado di assumere l'egemonia nel nord, tantomeno nell'intera Penisola. La Lega sancisce dunque un equilibrio bloccato, fondato sul sospetto reciproco e sul timore della Francia anziché sulla collaborazione per la formazione di una struttura statale più ampia. A differenza di Francia, Spagna ed Inghilterra, l'Italia non riesce a svilupparsi in uno Stato nazionale, ed è ormai pronta a divenire terra di conquista per le potenze europee. Questo fenomeno è stato addebitato a numerosi fattori: per non citare che le interpretazioni più note, Guicciardini ne ha visto la causa nel particolarismo, Machiavelli nella decadenza morale e civile delle istituzioni e dei costumi nonché nella politica pontificia, da secoli volta ad evitare la formazione di uno Stato unitario.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Tałia e tałiani

Messaggioda Berto » mar apr 25, 2017 2:50 pm

Vivaldi e l'Italia

https://www.facebook.com/groups/1450847 ... 3621847991

Filippo Zamparo
"Vivaldi stesso si definì più volte italiano e si associò all'Italia; nella dedica al conte Venceslao Morzin del 'Il cimento dell'armonia e dell'inventione' si definisce 'Maestro di Musica in Italia', mentre la dedica dell'opera L'Adelaide al podestà Antonio Grimani riporta infatti:
«Era parimente convenevole, che ad un Veneto Patricio fosse questo Dramma dedicato, imperciocché non potendo la Storia, ond'è ricavata l'Azione, che sommamente dispiacere ad un buon'Italiano, che non sia, come tanti sono oggidì, di sua Nazione inimico, facendogli sovvenire, come discacciati gli ultimi Italiani Ré, ricadde la misera Italia, per non più liberarsene, sotto giogo straniero, a tale deplorabilissima sciagura solo dà qualche compenso l'inclita Veneta Republica, in cui dal suo nascimento fino a' nostri giorni l'Italiana libertà si conserva, e voglia Iddio sino al finire de' secoli conservarla ...»"


Raffaello Domenichini
Si sa che un'artista è uno spirito libero e dotato di grande fantasia. In Vivaldi i lati oscuri della sua vita sono molti e periodi della sua esistenza sono sconosciuti o contraddittori. Forse sentirsi italiano era ancora una testimonianza della sua scatenata fantasia che lo fece sentire ed essere anche prete. Forse aveva doti di veggenza visto che l'italia non esisteva nemmeno alla sua morte ma venne fatta dopo. Come faceva ad entrare nel pensiero di un Cavour che non era ancora nato? Che questo Vivaldi fosse anche un po' Nostradamus?

Arturo Bettin
Raffaello Domenichini nemmeno il Veneto indipendente esiste nè è MAI esistito se non nella testa bacata di ignoranti provincialotti. Eppure l'idea di qualcosa nasce prima che questa si concretizzi (o fallisca miseramente), incredibile eh!

Raffaello Domenichini
Arturo Bettin Si sono d'accordo anch'io è esistita un'italia unita da un centinaio di anni e pensarla diversamente è inimmaginabile evidentemente.
Forse volevi dire altra cosa .... permettimi: L'IDEA NON SAREBBE IDEA se nasce dopo (o fallisse con vari avverbi tra i quali anche ad es. traditoriamente o eroicamente), diventerebbe "fatto" e poi "considerazione".
Se ti farà piacere, ora rientro nel mio umile rango di ignorante provincialotto che tutto sommato lo reputo almeno un pochino più onesto di altri ambiti ranghi ricchi di impostori.


Arturo Bettin
Raffaello Domenichini mi sembra lecito. Anche perchè la Serenissima non dava diritto di parola, nè voto nè chissa cosa altro a voi del contado. La Serenissima eravamo noi nobili VENEZIANI, voi non eravate niente.

Gelindo Bortoletto
Filippo, se hai la pazienza di ascoltare ti può essere molto di aiuto....
https://youtu.be/qg5bVf1XKxQ
NAPOLEONE BONAPARTE E IL VENETO - Convegno

Alberto Pento
Cos'era per Vivaldi l'Italia:
del 'Maestro di Musica in Italia' , l'essere italiani di 'ad un buon'Italiano', di 'italiani Rè', della 'misera Italia' e della 'Italiana libertà' rispetto a espressioni come 'di sua Nazione inimico' (intendendo quella veneta e non quella italiana che al suo tempo non esisteva) e 'l'inclita Veneta Republica' ?
Chi erano per Vivaldi questi re stranieri e cosa era per Vivaldi l'Italia se non una tradizione storica con un suo insieme di miti di potere a cominciare da quello romano a cui si erano aggiunti quelli di origine medioevale germanici e veneziani inseriti in uno spazio geografico esprimibile con il nome Italia?
Lo stesso concetto di Metternich: Italia espressione geografica.


El mito resorxemental e łe so falbarie tałego romane - Il mito risorgimentale e le sue falsità italico-romane
viewtopic.php?f=139&t=2481

Alberto Pento
Adelaide nome germanico, è una donna europea di origine germanica che fu moglie di Lotario re d'Italia, anche lui di origine germanica avvelenato da Berengario che era germano anche lui, nella lotta per il potere.
https://it.wikipedia.org/wiki/Adelaide_(nome)
L'onomastico si può festeggiare il 16 dicembre, in ricordo di sant'Adelaide, regina d'Italia come moglie di Lotario II, poi imperatrice come moglie di Ottone I di Sassonia e infine reggente del Sacro Romano Impero.

https://it.wikipedia.org/.../Adelaide_d ... _(Generali)
https://it.wikipedia.org/wiki/Adelaide_ ... a_(Rossini)
https://it.wikipedia.org/wiki/Lotario_II_d%27Italia
https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Torri
upload.wikimedia.org


Alberto Pento
Il mito risorgimentale e le sue falsità italico-romane
viewtopic.php?f=139&t=2481

Alberto Pento
Questa è l'Italia ed il suo stato dopo i mitizzati e cantati " Risorgimento (con i suoi falsi miti unitario romano e rinascimentale), Resistenza e Repubblica con la sua Costuzione"
I primati dello stato italiano e dell'Italia in Europa e nel mondo
viewtopic.php?f=22&t=2587

Alberto Pento
Vero, non è mai esistito un Veneto indipendente in un'ottica e i un senso storico "moderno",
ma è altrettanto vero che è esistito un Veneto che ha fatto parte di un dominio veneziano che si chiamava Repubblica Veneta, della quale i veneti del Veneto erano stati i fondatori;
stato veneto non propriamente federale perché a dominio veneziano, dove i veneti non veneziani del Veneto non veneziano ed altri popoli padani e mediterranei hanno fatto parte come domini e sudditi però con le loro piene autonomie amministrative per diversi secoli.

Un territorio quello Veneto che ha fatto parte in epoche protostoriche:

dell'area palafitticolo alpina,
delle terremare fluviali, dei castellieri,
delle culture di Este, di Hallstatt e di La Tene, con le loro sovranità e le loro alleanze politiche;

della X Regio che poi divenne la Venetia et Histria in epoca del dominio romano;

poi dei regni italici goti e longobardi con i suoi ducati,
poi ancora dell'impero franco carolingio e del sacro romano impero germanico con la Marca Trevixana;

poi dei secoli delle autonomie/sovrane comunali prima di darsi alla dominante veneziana.

Un Veneto quindi che nella sua specificità, varietà e complessità storica con i suoi millenari legami continentali non è riducibile, restringibile e contenibile alla e nella italicità e italianità che risultano essere più una camicia di forza e una prigione che condizioni ideali di benessere e di sviluppo e di piena e libera realizzazione umana.


Arturo Bettin
oh, finalmente un post sensato, corretto e obbiettivo. Incontestabile.
Ma proprio per la complessità del territorio e per la definizione di Veneto ATTUALE strutturalmente e specificatamente legato all'Italia, è inconsistente e risibile ogni proclama che vorrebbe il Veneto, così individuato dallo Stato italiano (da nessun altro), indipendente per i suoi trascorsi che ben spieghi.


Alberto Pento
No no, non vi è nulla di risibile, dipende solo e unicamente dalla volontà dei veneti. La volontà della minoranza indipendentista è rispettabilissima e più che legittima e potrebbe diventare la volontà della maggioranza e quindi il Veneto potrebbe diventare stato indipendente, eventualità che per me non sarebbe un male anzi ... . Non appena la maggioranza dei veneti si renderà conto che per loro l'italia, come stato italiano, è un male, il male peggiore che possa esistere allora faranno di tutto per essere indipendenti.
Sta ai veneti più consapevoli acquisire una maggiore coscienza delle cose, della realtà veneta, della grama condizione in cui stanno le genti venete prevalentemente per causa dello stato italiano e della sua menzognera e truffaldina fraternità italiana, e sviluppare un'azione politica, in senso ampio, per far sì che ciò si realizzi.

Se c'è un popolo veramente fantomatico e del tutto inesistente è proprio quello italiano che non può essere certo identificabile con quell'insieme eterogenee delle genti italiche con le loro tante storie e diversità inconciliabili e che formano i cittadini sudditi dello stato italiano.
Uno stato la cui bontà o meno è ben riconoscibile nei sui innumerovoli primati negativi.

Allo stesso modo ed in analogia con l'albero la cui bontà delle radici e delle fronde si verifica dai frutti,
possiamo misurare la bontà dei miti storici fondanti e dei sogni/ideali del risorgimento/regno e della resistenza/repubblica/costituzione, proprio dai loro frutti costituiti dalla realtà attuale:


Il mito risorgimentale e le sue falsità italico-romane
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Arturo Bettin
e perchè il Veneto e non il Veneto e la provincia di Pordenone? O il Veneto e Brescia? Perchè proprio solo il Veneto i cui confini sono stati definiti dallo Stato italiano?
Quello che tu chiami giustamente "Un territorio quello Veneto che ha fatto parte in epoche protostoriche:" non è che in piccola parte riconducibile al Veneto di oggi.
Quindi? Indipendente il Veneto ma Italia Trento?


Alberto Pento
Il Veneto di oggi è il nucleo storico del Veneto preistorico che si è conservato per 3 mila anni pur con vari apporti etno-culturali e politici lungo la sua storia (germano-balti, celti, slavi, italico-latino-romani, bizantini-armeni-greci, franco-germani); un'area antropologica omogenea sedimentatasi nei 4 secoli di appartenenza al dominio veneto-veneziano. Omogeneità linguistica, etnica, geografica che con uno sguardo abbracci tutta o quasi la terra veneta.

Arturo Bettin
Vi sono più Chen che Piva a Padova. E suppongo anche più Gennaro che Alvise.

Arturo Bettin
E il Veneto di oggi, lo dici tu stesso, è solo una piccola parte del dominio veneziano, che a sua volta era un "impero", che conteneva diversi popoli e gruppi etnici.
Insomma, se vuoi l'attuale Veneto indipendente, riconosci di fatto l'unica istituzione che l'ha costituito: l'Italia.


Alberto Pento
Il Veneto odierno è il portato o sedimento storico più antico, questo Veneto esisteva già prima del dominio romano: da Belluno al Po, dal Garda al Livenza con le sue frange e le sue connessioni: retiche, carniche, noriche, pannoniche, illiriche, istriane, etrusco-celtico-padane. Questo Veneto è esistito nella X Regio, nella Venetia et Histria, nei regni goti e longobardi parte della Longobardia, nella Marca Trevigiana, nell'area lagunare veneto Bizantina, nella Repubblica Veneta a dominio veneziano, nel Lombardo Veneto, nel primo triveneto italico e da ultimo come regione del Veneto separata dal Friuli Venezia Giulia. Il riconoscimento nominale etnico toponimico c'è già a partire dal VI secolo a.C. nella iscrizione sulla stele vicentina, poi si continua in epoca romana fino a oggi, il suo nome non è mai andato perso lungo 2600 di attestazioni scritte.

I Chen e i Gennaro sono dei migranti nella nostra terra veneta, che non hanno acquisito alcun diritto di negare ai veneti i loro diritti di nativi sulla loro terra. Io sto con la mia gente che è a casa sua e non contro. Io sto con i valori umani universali e non contro. Io non vado a dire ai conglolesi che il loro Congo non è la loro terra e nemmeno ai tibetani vado a dire che il loro Tibet non è la loro terra e nemmeno ai sardi vado a dire che la loro Sardegna non è la loro terra.
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Re: Tałia e tałiani

Messaggioda Berto » ven mag 12, 2017 3:09 pm

Questa è l'Italia ed il suo stato dopo i mitizzati e cantati " Risorgimento (con i suoi falsi miti unitario romano e rinascimentale), Resistenza e Repubblica con la sua Costuzione"

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