Tałia e tałiani

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Messaggioda Berto » sab giu 18, 2016 10:01 pm

Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Tałia e tałiani

Messaggioda Berto » sab giu 18, 2016 10:02 pm

«L'Italia non è che un'espressione geografica»

https://it.wikipedia.org/wiki/Klemens_von_Metternich
Klemens Wenzel Nepomuk Lothar von Metternich-Winneburg-Beilstein, conte e, dal 1813, principe di Metternich-Winneburg (Coblenza, 15 maggio 1773 – Vienna, 11 giugno 1859), è stato un diplomatico e politico austriaco, dal 1821 al 1848 cancelliere di Stato.


http://www.identitanazionale.it/riso_3004.php
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Re: Tałia e tałiani

Messaggioda Berto » sab giu 18, 2016 10:03 pm

???

Cos’è L’Italia? La parola Italia è una denominazione geografica.
Associazione Legittimista Italiana.
V secolo a. C.
http://associazione-legittimista-italica.blogspot.it


https://venetostoria.com/2015/12/08/cos ... geografica

Dopo il crollo dell’Impero Romano il termine Italia cadde in disuso e rimase soltanto un termine dotto ma non più utilizzato nella pratica.

Successivamente continuò ad essere chiamata da pochissimi “Italia” la parte settentrionale della Penisola che era una propaggine dell’Impero Romano Germanico : infatti erano in pochi ad identificare tali possedimenti Imperiali col nome di Regno d’Italia , ma veniva identificato con il nome più diffuso di Regno Longobardorum che non si estese mai oltre i territori centrali della penisola.

Col passare dei secoli e la nascita nella Penisola dei Comuni indipendenti e delle gloriose Repubbliche Aristocratiche marinare(Genova-Venezia-Pisa-Amalfi)il termine Italia fu pressochè dimenticato tanto che lo si poteva trovare scritto in epoca rinacimentale sul dizionario dei termini in disuso. Ci vollero diversi secoli prima che il termine Italia venisse spolverato e rimesso in circolo, ironia della sorte colui che riportò in auge tale termine non fù un “Italiano” ma un Corso di nome Napoleone Bonaparte (Giacobino-Massone-anticlericale): brillante generale , e furbo opportunista , che al termine Italia diede un’altra connotazione che non aveva mai avuto prima , quella di Nazione. Quando valicò le Alpi per la prima volta(1796) investì l’equilibrio Geo-Politico della Penisola distruggendo stati secolari e inventandosi stati a suo uso e consumo che duravano una stagione o poco più. Egli diffuse nei salotti filo-giacobini “nostrani” l’ideale di Italia intesa come un unica Nazione , e ci volle ben poco per far si che in tutta la penisola occupata “sbocciassero” centinaia di logge massoniche intente alla realizzazione materiale di questa idea così effimera ed astratta.

Dopo il Congresso di Vienna(1814-1815)e la risistemazione Geo-Politica della Penisola dopo il caos Napoleonico, piccole affiliazioni massoniche(Carboneria)continuarono a portare avanti l’utopistico “sogno”: lo fecero con attentati ,macchinazioni , tradimenti , doppiogiochismo ecc…. . I così tanto acclamati “padri della Patria” che in un modo o nell’altro erano collegati a tali organizzazioni settarie si inventarono di sana pianta la storia della “patria bimillenaria” che non era mai sistita.
Si inventarono un unico popolo che non c’era e non c’era mai stato, chiamarono guerre d’indipendenza guerre che in realtà erano d’espansione e usurpazione territoriale di stati legittimi e indipendenti. Ancora oggi la classe politica vuole far credere a tutti che l’Italia esiste come Nazione, e tutte quelle “belle” parole che si sentono dire e ripetere fino alla nausea dai media e dai politici che fanno tutto tranne il loro mestiere sono volte al mantenimento di questo stato fantoccio.

Se si è fatta attenzione , si giunge all’oggettiva conclusione che L’Italia è solo una Penisola e gli Italiani sono in realtà sono i Popoli d’Italia. In definitiva, la tanto pubblicizzata “Patria Italiana” non esiste e non esisterà mai, a meno che quelli che se la sono inventata non riusciranno nel loro intento a cancellare da tutti noi la nostra vera identità e la nostra vera Patria ancor più di quanto abbiano già fatto. Voglio concludere questo articolo riportando le parole esatte del grande ministro asburgico Metternich:

“La parola Italia è una denominazione geografica , una qualificazione che pertiene la lingua ma che non ha il valore politico che gli sforzi degli ideologi rivoluzionari tendono ad imprimerle”.
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Re: Tałia e tałiani

Messaggioda Berto » sab giu 18, 2016 10:04 pm

I nomi Tałia e tałiani łi se doparava par endegar l'ara jeografega tałiana e łe so xenti.

Ke ła sipia sta ne espresion jeigrafega, lè vera però no xe vero ke sto nome nol dipia stà doparà; Sipion Mafei de Verona ente ła so opara del 1737 "Cosejo Połedego al Governo Venesian" el ło doparava sensa tante storie, par łori ła Tałia no ła jera gnancora on problema come par naltri:

Sipion Mafei e ła fine de ła Repiovega Venesiana
viewtopic.php?f=160&t=2279

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... iovega.png

https://books.google.it/books?id=vkMman ... to&f=false

El Mafei el gheva el mito de Roma on forte prejudisio contro i barbari e forse gnanca ke łe so orexeni łe jera barbare xermane.

Ente ste 3 paxene Mafei entel 1737 el parla de łi tałiani e de ła Tałia, prasio no xe vera ke ste nomi jeografeghi e etnojeografeghi no łi vegnese doparà.

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 1/16-1.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 1/17-1.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 1/18-1.jpg
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Re: Tałia e tałiani

Messaggioda Berto » sab giu 18, 2016 10:05 pm

Agnadello

Come ke li la conta:

http://www.warfare.it/campi/agnadello.html
Quanta storia d'Italia è concentrata nelle vicende che ruotano attorno alla battaglia di Agnadello: non mi stupisco che per la prima volta si sia sentito "Italia" come grido di guerra, seppure associato dai veneti, bontà loro, al nome di San Marco.

Il papa aveva riunito la lega di Cambrai contro Venezia, quando questa, nel 1508, si era impadronita della Romagna, territorio che avrebbe dovuto essere di sovranità papale.

http://www.icsm.it/articoli/ri/agnadello.html
...
Una possente macchina bellica, attorniata dal classico corteo di lavandaie, mercanti, curiosi e, specialmente, prostitute. Ma Venezia non era rimasta immobile e, malgrado il fallimento delle trattative con gli svizzeri, l'esercito da essa costituito appariva molto temibile, al cui tradizionale grido di battaglia "Marco! Marco!", il Senato aveva voluto aggiungere "Italia! Italia!", a significare una missione contro lo straniero invasore, forse nel tentativo di trovare qualche possibile alleato nella penisola.


http://www.mariotraxino.it/la%20battagl ... adello.pdf
Passata dunque la paura dei primi momenti, i veneziani iniziano manovre diplomatiche segrete per togliere Milano al re di Francia e riportarvi gli Sforza nella persona di Ottaviano, vescovo di Lodi, che giunge in laguna travestito da frate (7). Contemporaneamente prende corpo tutta una propaganda volta a dipingere Venezia come l’unico baluardo della libertà d’italia, propaganda di cui le prime a farsi interpreti sono le truppe combattenti.
Racconterà, di lì a poco, una testimonianza dal fronte: “Per tutto l’accampamento si sente gridare “Italia, Italia” molto più che “Marco, Marco”. I soldati hanno il morale alto e sono sicuri della vittoria e questo grido dà loro maggior coraggio perché essi sanno molto bene che, se vincessero i francesi, nessun lombardo, soldato o fante, ovvero italiano, sarà più padrone a casa sua” (8).


Canbrai Agnadelo Itaja Marco de Alvixe Xorxi
https://picasaweb.google.com/1001409263 ... lvixeXorxi
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Re: Tałia e tałiani

Messaggioda Berto » sab giu 18, 2016 10:06 pm

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Re: Tałia e tałiani

Messaggioda Berto » sab giu 18, 2016 10:07 pm

Montaneƚi e Bejato

"VENEZIA NON FU MAI ITALIANA, BENSI' EUROPEA E CRISTIANA"

Caro Montanelli,
nell’interessantissimo volume di Gian Antonio Stella “Schei”, a pagina 119, lei parla di Venezia, della Repubblica Veneta come “una civiltà non italiana (quale la Serenissima mai fu né mai si sentì), ma europea e cristiana”. E’ così gentile da spiegarmi il significato di un’affermazione così perentoria?
Ettore Beggiato


Caro Beggiato,
la mia affermazione non pretende affatto di essere originale e peregrina. Essa è condivisa da tutti gli storici di Venezia perché è la storia di Venezia che la suggerisce, anzi la impone. Venezia non svolse mai una politica italiana come il Piemonte dei Savoia, la Lombardia degli Sforza, la Toscana dei medici, gli Stati del Papa eccetera, che consumarono il loro tempo e le loro sostanze a contendersi il dominio della penisola. Di questa, Venezia, non tentò mai di sottomettere alla propria sovranità più di quanto le occorreva per tenersi al riparo da eventuali attacchi terrestri e per impedire ai rivieraschi della laguna di sviluppare centri e mercati che della laguna potessero turbare gli equilibri e fare concorrenza a Venezia; sotto la sua sovranità una Mestre non sarebbe mai nata. Quanto alle preesistenti città che vi erano incluse, compresa la sua Vicenza, non credo che del dominio veneziano conservino buon ricordo, perché invece di favorirne lo sviluppo, lo compresse. Comunque, per vedere com’era orientata la diplomazia veneziana e quali interessi vi prevalessero, basta leggere i famosi rapporti dei suoi altrettanto famosi ambasciatori, esemplari modelli di analisi politiche (io, sia chiaro, non li ho letti tutti, ma qualcuno sì) per capire che la Serenissima non fu mai in gara per la supremazia in Italia, ma per quella sui mari (Adriatico, Mediterraneo, Mar Nero), per l’espansione e la difesa del suo vasto impero costiero e insulare che dall’Istria e dalla Dalmazia si estendeva a tutto l’arcipelago greco fino alle coste turche di Costantinopoli. Era in quella direzione che Venezia guardava, non verso l’Italia, di cui le premeva soltanto una cosa: che restasse divisa in tanti statarelli litigiosi in modo che nessuno di essi prendesse il sopravvento e diventasse una minaccia anche per lei. Questa è la storia e la tradizione di Venezia: non lo dico io, sta scritto nei fatti, e fa ancora sentire i suoi effetti. I Veneziani di oggi non hanno certamente il carattere, la fierezza e la forza dei loro antenati, grandi come marinai, come mercanti e come predoni che per secoli tennero in pugno un impero, di cui tutto si può dire tranne che fosse italiano, ma ne conservano certe pretese: come quella di considerare il dialetto una lingua e di usarla come tale non solo nel parlato (parlare in veneziano è per un veneziano di qualsiasi condizione, anche la più elevata, un segno di distinzione), ma anche nello scritto, e non senza qualche ragione, perché, per esempio, il repertorio più genuino del teatro italiano è quello veneziano. Insomma, l’italianità di Venezia è quasi soltanto geografica. E forse su questo, pur nella sua ignoranza, faceva assegnamento Bossi scegliendola come capolinea della sua scalognata marcia. Ma l’isolazionismo veneziano ha connotati troppo aristocratici per identificarsi con un secessionismo sbracato e sgangherato come quello della Lega. Comunque, caro Beggiato, lei è padronissimo di dissentire dalle mie opinioni. Ma se legge o rilegge la Storia di Venezia, vi troverà ben poco conforto di quelle che immagino siano le sue.

Indro Montanelli "Corriere della Sera" 24/9/1996 - La stanza di Montanelli
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Re: Tałia e tałiani

Messaggioda Berto » sab giu 18, 2016 10:49 pm

La diocesi d'Italia (latino: Dioecesis Italiciana) fu una diocesi del tardo Impero romano. La sua capitale era Milano, ed era subordinata alla prefettura del pretorio d'Italia.

https://it.wikipedia.org/wiki/Italia_(diocesi)


La diocesi venne istituita in seguito alle riforme amministrative volute da Diocleziano e Costantino negli ultimi anni del III secolo e all'inizio del IV secolo. L'Italia, fino a Diocleziano, aveva conservato la divisione augustea in 11 regioni; ma l'autonomia municipale aveva ingenerato disordine finanziario. Perciò gli imperatori decisero di esercitarvi un maggiore controllo. Diocleziano ripartì l'Italia in province, adeguando amministrativamente il territorio della penisola a quello del resto dell'impero. Al vertice di ciascuna provincia pose un governatore.

La nuova ripartizione comprendeva le seguenti province:

Latium et Campania (Lazio litoraneo e Campania litoranea),
Apulia et Calabria (Puglia),
Lucania et Bruttii (Basilicata e Calabria),
Samnium (Abruzzo e Irpinia),
Tuscia et Umbria,
Flaminia (l'ex Ager Gallicus) et Picenum,
Aemilia,
Liguria (Liguria e Piemonte occidentale),
Transpadana (Lombardia e Piemonte orientale),
Venetia et Histria (Veneto, Trentino, Friuli e Istria),
Sicilia,
Sardinia et Corsica.



https://it.wikipedia.org/wiki/Regioni_d ... a_augustea
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Re: Tałia e tałiani

Messaggioda Berto » sab giu 18, 2016 10:49 pm

Il Regno d'Italia
https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_d%2 ... _(781-1014)
(Regnum Italiae o Regnum Italicum) fu un'entità politica dell'alto medioevo. Fu un successore del regno longobardo.
Fondato da Carlo Magno che sconfisse definitivamente i Longobardi nel 774, rimase nelle mani dei franchi con l'incoronazione di suo figlio Pipino.
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Re: Tałia e tałiani

Messaggioda Berto » dom giu 19, 2016 5:43 pm

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