El mito de ła fondasion a Rivoalto el 25 de marso del 421 dC

El mito de ła fondasion a Rivoalto el 25 de marso del 421 dC

Messaggioda Berto » dom giu 22, 2014 12:07 pm

El mito de ła fondasion de Venesia a Rivoalto el 25 de marso del 421 d.C. en te łi ani veneto-romani, 55 ani vanti del termene de l’enpero roman e del scuminsio de łi regni xermani ente ła Tałia entel 476 dC.:
viewtopic.php?f=137&t=928


Sto mito del 25 marso del 421 d.C. el scuminsiaria co xe stà fondà ła cexa San Jacomo a Rialto, ma no ghè testemoganse.

A dir el vero ła łagouna ła jera xa abità da miłegni e ła çeveltà lagounar veneta o veneto-venetega ła ghe jera xa a Akiłeja-Gravo, a Altin, a Caorle, a Cioxa, a Adria e Metamauco, a ...


Node so ła çexa de San Jacomo de Rialto:

http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_ ... _di_Rialto

Immagine

La tradizione la considera la chiesa più antica di Venezia, costruita nel 421 da un carpentiere, tale Candioto o Eutinopo, che si sarebbe votato al santo titolare per domare un grave incendio.

Studi più recenti hanno dimostrato però che l'edificio è molto più tardo: ad esempio, nella donazione degli Orio, documento del 1097, viene descritto il terreno su cui sorge senza citare la chiesa. La prima citazione certa risale invece al maggio 1152, dove si parla di un Henricum Navigaiosum plebanum sancti Johaninis et sancti Jacobi de Rivoalto. .

Henricum Navigaiosum plebanum (piovan) lè on nome xerman.
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Re: El mito de ła fondasion a Rivoalto el 25 de marso del 42

Messaggioda Berto » dom giu 22, 2014 12:09 pm

So ła fondasion de Venesia ente ła łagouna veneta
viewtopic.php?f=137&t=536


Ki se cata coel kel conta Jijo Xanon so Raixe Venete de ła fondasion de Venesia:

http://lnx.raixevenete.com/heneti-alle- ... olo-veneto

ORIGINE E PRINCIPIO DELLA CITTA’ DI VENEZIA - VERO E REALE ?

Regnando Arcadio, et Honorio Imperatori avendo già diviso l’Imperio di Theodosio suo Padre, il che fù l’anno di N.S. 406.
Stilicone vandalo già lasciato Capitanio, e Governator del Occidente da Theodosio Imperatore vinto da cupidigia di regnare fu cagione che Radagasso Re de Goti entrassero con gli Ipogotti in Italia (quali erano Goti vagabondi) e con Gopidi, con esercito tale, che trà vandali et Unni erano al numero di duecentomila: e dunque passavano, il tutto a ferro e fuoco mettevano.

Entrati dunque nelle contrade di VENEZIA, vicino Padova, et misero gli habitatori in spavento: si che alle lagune del Mare Adriatico se ne fuggirono, senza fermarvi habitationi, fintanto che la furia di quei Barbari cessaro, sperando poi tosto di rimpatriare. Morto Radagasso da Stilicone, li nuovi habitatori di Padova ristorarono al meglio che potè le rovine loro.
Succedendo poi Alarico Re de Visigoti per causa Stilicone, (che l’Imperio voleva usurparsi) di nuovo per le straggi grandi, che fu fatto a’ Barbari occasione per rovinare le mure di Padova ancora fresche, et insieme gran parte de l’Italia.

Nel anno 413, all’hora concorrendo i popoli Heneti alle lagune, che fù la seconda volta a Riva alta se ne andarono (luogo così chiamato per essere più eminente) nelle lagune dove ritrovando una casa, già da Antinopo navacellaio fabricà di muro dopo l’essere fuggito dalla furia di Radagasso insieme cò molti altri: ma quegli altri nò volendo quivi far dimora partissi. Hora dico i popoli Heneti appresso questa casa fabbricarono di legname e di canne 24 casucce, non essendo d’animo fi fermarvisi. Indi appicatosi il fuoco in casa di Antinopo, arsero quelle 24 casette, e questo fu nel 418, l’anno terzo della fabricatione loro.

Antinopo per questo incendio votossi che estinguendosi il fuoco volea fabricar una Chiesa subito. (O’ cosa miracolosa) venne dal Cielo un pioggia si grande che la fiamma amorzò. Poi l’anno 421. fu dal sopradetto Antinopo nel principio di Marzo fabbricata la Chiesa di S. Giacomo di Rialto, con l’aiuto d’Heneti, la quale fu la prima Chiesa che in Venetia fosse edificata.

L’anno 421. Li Heneti (morto Alarico e ridottosi insieme, doppo l’essersi abbruciato le loro 24 casette) udendo i nuovi tumulti, che succedevano per l’Italia di Ataulfo Re de Visigoti il quale successe doppo Alarico, et similmente nella Francia, Spagna e Lamagna, quelli di altri barbari, senza aspettare l’ultima rovina de l’Italia, che poi seguì l’anno 453 da Attila, doppo la distruzione d’Aquileia si risolsero di fabricare nelle lagune Adriatiche verso la foce del fiume Brenta, un luogo fermo, e sicuro che era in Riva alta.

Dove fatto, insieme un supremo Consiglio, determinarono una elettione de primi, tra loro, i quali havessero carico di edificare una Città di Porto, la quale servisse per refugio delle genti sparse per l’isole vicine, et in luogo di molte et deboli terre una Città sicura, e sola tenesse, nella quale per guardia del predetto Porto (in occasione di guerra) dovesse un’armata tenere.

L’anno 421, il giorno 16 di Marzo, furono da i Consoli sopra ciò creati, fatto questo editto: Si quis navalis faber, si quis nauticae reis paritus eo habitaturus se contulerit is immunis esto et c. Alberto Faletro Tomaso Candiano, o Zeno Daulo, furono quelli sopredetta opera eletti, i quali insieme contri principali gentiluomeni, andati a Riva alta, l’anno sopradetto 421 il giorno 25 del mese di Marzo nel mezzo giorno del Lunedì Santo, a questa Illustrissima et Eccelsa Città Christiana, e maravigliosa fù dato principio ritrovandosi all’hora il Cielo (come più volte si è calcolato dalli Astronomi) in singolare dispositione.

E ciò successero l’anno della creation del mondo 5601 dalla venuta di Christo, 421. dalla editificazione di Aquileia, e Padova, 1583. e finalmente dalla venuta dè Heneti alla laguna la prima volta anni 13. Ovvero 14. Già essendo la prima Chiesa fondata, e la religione che la Città, e la Signoria tengono. Dio per assicurare l’Italia la quale minacciava rovina, e per la partita di Costantino, rimanendo in preda de Barbari, il già distrutto Imperio, Sua Divina Maestà volle che una Città Cattolica, e libera sorgesse di nuovo, rappresentando col corpo suo, tutta quella Provincia, dalla quale essa fu partorita. Mostrando ella con argomenti chiari, inditii aperti, e segni manifesti la bella, e riuscibile maniera, nella nascita sua. Il tempo, la stagione, il mese, settimana, giorno, et hora, insieme con molt’altre circostantie, furono presaghi delle grandesse sue, alla quale con larga mano dovea il Sommo Fattore concedergli.

Adunque l’anno 421.
Hebbe principio nel qual tempo gl’huomeni (come a’ secoli de santi Padri, più vicini nella ragione, erano inferverati Nella stagion Primavera, per dimostrare da essere Floridissima in tutte le attione sue. Nel mese di Marzo, il quale da li Egitjj e da latyre nationi più eccelenti anticamente era venerato, e tenuto da Romani (si come hora da Veneti) capo dell’anno; e nel quale si tiene che questa mondial macchina dal grande Iddio fusse fabbricata, e nel Istesso punto che il Verbo Divino (per noi miseri peccatori prese carne humana e finalmente nel quale si fa comemorattion di tal misterio Giorno che alla Beata Vergine fu annunciata l’incarnazione del Verbo dall’Angelo Gabriello).
Lunedì che nel maggior colmo della pienezza sua si ritrovava la Luna.
Hora che il sole mostrava la sua più intensa calidità, e chiarezza, segni evidenti che questa Eccelsa Città doveva essere Vergine Christiana e della Croce divota, e della Passione di Christo, e parimenti libera, florida, chiara: e piena assicurarsi dall’eternità sua la Giustizia e il fondamento. Nell’Equinotio, all’hora erano i giorni. Nella Sede di San Pietro Pontefice Massimo, all’hora havea la residenza sua Papa Celestino Secondo. Nell’’Imperio si ritrovavano Teodosio il Giovine, et Valentino, dinotando la detta Città essere Celeste, e Valenti, gli habitatori di lei, e parimenti di humiltà, di ricchezze, e di prudenza dotati, tal che sicurissimamente si può dire ciò che nell’Ecclesiastico si trova scritto, al capitolo 25: Tres species odivit anima mea; aggravador valde animae illorum; Pauperem superbum et divitem mendacem et senem fatuum et insensatum, poi chè questi sono da lei molto lontani.
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Re: El mito de ła fondasion a Rivoalto el 25 de marso del 42

Messaggioda Berto » dom giu 22, 2014 1:45 pm

Rialto o Rivoalto

http://it.wikipedia.org/wiki/Rialto_(Venezia)

Rialto è il più antico nucleo di Venezia e parte dei sestieri di San Marco e di San Polo, conosciuto per il mercato e il ponte omonimi. L'origine del nome si trova (???) nel latino rivus praealtus poi rivus altus, col significato di "canale molto profondo" o "canale profondo", in riferimento all'odierno Canal Grande del quale le isole di Rialto costituiscono le sponde.
http://it.wikipedia.org/wiki/Canal_Grande


Le prime notizie riguardo alla zona risalgono all'Alto Medioevo, quando tra i luoghi d'insediamento dei profughi dell'entroterra, durante le invasioni di Unni e Longobardi che portarono alla nascita della Venezia Marittima, vi furono le isole Realtine, un gruppo di terre asciutte attorno ad una stretta ansa del Rivus Altus (in italiano: "canale profondo"), che ne fungeva da porto-canale. Questo altro non era che il letto dell'Una o Prealtum, un ramo minore del Medoacus Maior, il quale, attraverso il Canale di Spinalonga e appunto il Rivus Altus, dove si univa anche alle acque del Marcenum, sfociava nel Porto di Lido assieme al Sile e al Piave.

La nascita del primitivo insediamento, chiamato Rivoaltus, è tradizionalmente posta il 25 marzo 421, con la consacrazione della Chiesa di San Giacometto. L'edificio è in realtà di epoca più tarda, ma l'evento venne festeggiato fino alla caduta della Repubblica di Venezia come natale della città. Nel 774 l'importanza della zona crebbe con l'erezione a sede vescovile della vicina Olivolo, sorta laddove il Rivus Altus confluiva nel porto di Lido.

La città venne preservata, nell'VIII secolo, dalle guerre intestine del Ducato di Venezia, quando le rivalità tra l'antica capitale Heraclia ed Equilio portarono il trasferimento della sede ducale a Metamauco, nei pressi dell'altra foce del Medoacus Maior. Rivoalto crebbe d'importanza tanto da portare a stabilirvisi nuove famiglie, soprattutto dopo la distruzione di Heraclia nell'804, ad opera del doge Obelerio Antenoreo. Tra questi erano i Parteciaci, patrizi eracleensi, annoverati nel IX secolo tra i tribuni realtini, con palazzo e foro nei pressi dell'odierno Campo Santi Apostoli, sulla riva occidentale del Rivus Altus.

Sicura nella parte più interna delle lagune, protetta da una primitiva cinta muraria e collegata all'entroterra e al mare attraverso il Rivus Altus, la città divenne nell'810 l'ultimo baluardo venetico nel corso della fallita invasione dei Franchi guidati dal Re d'Italia Pipino, figlio di Carlo Magno.


Altro ke derivasion dal latin!:

Rio, rivo, rivus, rivier, revier, riviera, rivaro,
liviera (?), lixiera (?), vivaro (?), varo (Varus/Var), ...

viewtopic.php?f=45&t=929
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... 1JUFE/edit

Immagine


Rialto ke entel XII° secoło łi ła/ło ga ciamà Venesia
viewtopic.php?f=151&t=2215

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... Rialto.jpg
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Re: El mito de ła fondasion a Rivoalto el 25 de marso del 42

Messaggioda Berto » mer giu 17, 2015 8:21 am

EL nome Venesia el riva tanto pì tardi.
El primo Doxe nol jera venesian e gnanca el stava a Rivoalto, ma a Eraclea e nol jera doxe de Venesia e gnanca de i veneti de le lagoune ma el jera bixantin:

El primo doxe: Paoluccio Anafesto
viewtopic.php?f=137&t=661

Anafesto (Pavliskos Anàfestos) -cognome grego
viewtopic.php?f=41&t=1052

I Doxi venesiani
viewtopic.php?f=179&t=1337

I Duki o Doxi e łe grandi fameje venet-xermagne
viewforum.php?f=179
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Re: El mito de ła fondasion a Rivoalto el 25 de marso del 42

Messaggioda Berto » mer apr 20, 2016 7:07 pm

No ghe dati çerti so ła fondasion de Rialto ke dapò, ma tanto dapò lè devegnesto Venesia e gnanca xe vera ła storia ke i veneti de tera łi se gapie traferesto ente łe lagoune par scanpar da Atila e da i xermani Goti Longobardi. Ente ła tera veneta coxe rivà i xermani a ghe jera almanco 400 miła parsone e ente łe lagoune
a ke łi ani a gh'in sarà stà forse da 15 a 50 miła.
Prasiò no xe ke i veneti łi sipia scanpà verso el mar, ła pì parte ła xe stà caxa sua.


???

Nasce la Regina dei Mari / Happy Birthday Venice
https://www.facebook.com/veniceandhishi ... 6984977203

Oggi, 25 marzo, si ricorda la "leggendaria" nascita di Venezia sui folti canneti e sulle fangose rive delle isole della sua laguna, in territorio romano.

Riporta il " Liber partium consilii magnifice comunitatis Padue" (XV° secolo), custodito al Museo Civico di Padova:

«Anno dalla nascita di Cristo 421 ultimo anno del pontificato di Innocenzo I originario di Abano per nascita dal padre Innocenzo, mentre lo stato di Padova era fiorente in modo prospero e ricco. [..] erano imperatori Onorio e Teodosio [..] i Padovani temendo l’avanzata dei Goti [..] il giorno 15 Marzo, decretarono di costruire una città portuale che venisse utilizzata come rifugio lungo la foce del fiume Rivo Alto, per cui viene detta Rialto, e la fecero con molto isole collegate del mare e della laguna e con gente della regione veneta, e la vollero chiamare Venezia, e, dopo aver inviato colà tre consoli, che sovrintendessero per due anni all’esecuzione dell’opera, il giorno 25 marzo furono gettate le fondamenta verso mezzogiorno.»

Purtroppo, la città che scriverà la storia del Mediterraneo per quasi un millennio, non ha una data precisa per la sua fondazione.
Questo perchè molti furono gli episodi che portarono a poco a poco al popolamento delle isole veneziane; e un anno preciso (nemmeno il secolo per la verità) non lo si può proprio fornire.

Oltre ai sopracitati Goti (nel 421 d.C.), anche gli Unni di Attila nel (452 d.C.) costrinsero le genti del Friuli e del Veneto a fuggire in laguna. Come anche l'insabbiamento del porto di Altino dettò la necessità di erigere un nuovo scalo marittimo sulle sponde settentrionali dell'Adriatico.

Infine, gli storici sono concordi, nel riconoscere Venezia come una realtà concreta solo dopo la battaglia di Metamauco (antico nome di Malamocco) della prima metà del 700 d.C..
Questa venne a combattersi tra il Ducato bizantino dei Veneti (con capitale a Metamauco) e i Franchi di Pipino il Breve (padre del futuro Carlo Magno). La strenua resistenza durante la battaglia sull'isola di Rivo Alto delle truppe ducali, convinse il Ducato a spostare qui la gurdia militare: difatti i canali sabbiosi e le rive abbastanza alte di quest'isola costituivano un sistema difensivo naturale contro attacchi nemici via mare.

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(Disegno di Giorgio Del Pedros. Fonte: Giorgio Gianighian e Paola Pavanini, "Venezia Come", Gambier & Keller, Venezia, 2010.)

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Today we remember the legendary birth of Venice.
In March 25, 421 A.D. primitive dwellings were erected on the thick reeds and muddy shores of the islands of the Venetian lagoon.
The "Liber partium consilii magnifice comunitatis Padue" (XV century), kept in the Museo Civico di Padova, contains these words:

In the year of our Lord 421 [...] it was decreed by the consuls and thre assembly of Padua, and also by the elected representatives of the people, that a city be built in the area of Rialto and to gather there the people from the surrounding islands, so that they could have one harbour rather than many, equip and manage a fleet, patrol the sea and, in case of war and if the enemy forces would make it necessary, find there a safe refuge. [...] Therefore the Paduans, afraid of the movements of the Ostrogoths and Visigoths which had already taken place and were still happening, in the mentioned year, that is 421, on March 16, deliberated to build a city as a harbour and safe refuge in the area of the mouth of the Deep river [= Rivo alto, Brenta], as they in fact did, athering people from the isalnds on the sea [=the lidi] and on the lagoon, and they decided to call it Venice; they sent three consuls to oversee for two years the beginning of the works, and on March 25 the first stone of foundation was laid about noon. [...]

Unfortunately, the city does not have an exact date for his foundation. This is because there were many incidents that led gradually to the peopling of the Venetian islands. We have neither a specific year nor a century precisely for the foundation of the city.

Besides the Goths (in 421 AD), also the Huns of Attila in (452 AD) forced the people of Friuli and Veneto to flee into the lagoon. As well as the cover-up of the port of Altino dictated the need to erect a new seaport on the northern shores of the Adriatic.

Finally, historians agree, that the "real Venice" was born just after the battle of Metamauco (ancient name of Malamocco) in the first half of the year 700 AD.
This was a fight between the Byzantine Duchy of Veneti (with capital Metamauco) and the Franks of Pepin the Short (father of the future Charlemagne). The fierce resistance during the battle on the island of Rivo Alto ducal troops, convinced the Duchy to move here gurdia military: in fact the sandy channels and the banks high enough of this island were a natural defense system against enemy attacks by sea.
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