Venesianisti ke łi sogna na nova Repiovega Arestogratega

Venesianisti ke łi sogna na nova Repiovega Arestogratega

Messaggioda Berto » gio giu 05, 2014 9:46 pm

Venesianisti ke łi sogna na nova Repiovega Arestogratega
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Gli indipendentisti ci dicano in che Stato vogliono portarci

http://www.lindipendenza.com/gli-indipe ... o-portarci

2 Giugno 2014 07:16:20
di ENZO TRENTIN

Negli anni ’40 dello scorso secolo tre visionari:Ernesto Rossi, Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni, durante la loro permanenza forzata sull’isola di Ventotene, affermarono che una nuova linea di demarcazione tra liberali e conservatori si sarebbe formata tra «coloro che concepiscono, come campo centrale della lotta… la conquista e le forme del potere politico nazionale» e «quelli che vedranno come compito la creazione di un solido Stato internazionale.» Con linguaggio moderno i conservatori riterranno centrale il loro impegno per il governo nazionale mentre i liberali si batteranno per gli Stati Uniti d’Europa. Lo scrittore francese Albert Camus, collaboratore di Altiero Spinelli, nel 1946 scrisse «Oggi sappiamo che non esistono più isole e che le frontiere sono inutili.

Sappiamo che in un mondo in continua accelerazione … noi siamo costretti, a seconda dei casi, alla solidarietà o alla complicità.» Ecco, i liberali sarebbero per gli Stati Uniti d’Europa in modo che i cittadini siano, a seconda dei casi, solidali o complici.

Il 24 dicembre 2009, all’età di ottantuno anni, morì a Boston il politologo americano Samuel P. Huntington.Egli avvertì che l’America, di fatto multirazziale e multietnica, può sopravvivere solo se non cade nella trappola del multiculturalismo e se conserva la propria radice anglo-protestante. Più che da “immigrati” infatti, osservò molto acutamente, l’America fu fondata da “coloni”, che avevano un obiettivo assai più alto di quello di semplici migranti: essi volevano fondare una nuova comunità, una città ideale, qualcosa che richiamasse da vicino, ma in modo più concreto, la grande Utopia espressa da un altro grande pensatore inglese come Thomas More. La loro cultura era quindi costituita essenzialmente dalla religione cristiana, dal moralismo protestante, dall’etica del lavoro, dalla lingua inglese e dalla tradizione britannica del “rule of law”. Difficile riscontrare queste caratteristiche o un progetto analogo all’interno della forte e confusa pressione migratoria in corso, mentre una trasformazione dell’attuale identità sembra invece certa.

Veneti e lombardi, tra i primi, vogliono affrancarsi dall’Italiaanche per regolare il disordinato flusso migratorio, e soprattutto per ritornare all’identità originaria, che nel caso Veneto ebbe la sua massima espressione nella civilissima e millenaria Repubblica di Venezia. Anche in altre nazioni si vivono fasi di sparatorie retoriche tra le diverse parti, ma di là di quello la politica si ritaglia una parte importante, che da noi è più invisibile della faccia nascosta della luna. L’altra parte della politica si chiama “policy”. Una policy è l’analisi pragmatica di un problema e la ricerca di una soluzione. Nei paesi di cultura anglosassone la politica oltre che “politics” è formata da questa parte sommersa, silenziosa, ma viva e salutare per la società. I policy maker lavorano in base a capacità e merito. Ma, come si dice, più che la parola vale l’esempio.

Lo stato che hanno in mente molti dei sedicenti indipendentisti, è ancora un oggetto misterioso.Alcuni affermano vagamente di volerlo ad imitazione dell’ordinamento svizzero. Altri dichiarano di privilegiare la democrazia liberale; ma di progetti concreti – al momento in cui scriviamo – non se ne vedono. Naturalmente ci sono anche i liberali classici, e diciamo “classici” perché oggi sono tutti diventati liberali anche un ex iscritto ai GUF (Gruppi Universitari Fascisti), poi dirigente del PCI, come Giorgio Napolitano. Eppure lo Stato liberale è uno Stato magro e ossuto, limitato, nelle sue competenze, dalle costituzioni formali e “materiali”, dalle tradizioni, dai costumi. Giorgio Napolitano, invece, è il capo di Stato che costa di più al mondo. [LEGGI QUI]

Giuseppe Mazzini – che al di là dell’«agitatore» e dell’«apostolo»,è stato uno dei grandi protagonisti del pensiero democratico europeo, accanto a Jules Michelet – sognava una repubblica unitaria ma che concedesse amplissime autonomie ai Comuni, che giustamente riteneva, con maggior realismo di Cattaneo, unità più vitali e più sentite dai cittadini che non le regioni dei cosiddetti “Stati Uniti d’Italia”. Un liberale non potrebbe non concordare a condizione che, al di sopra dei Comuni, vegli sempre un’autorità pronta a intervenire ogni volta che si violano i “diritti individuali”. E sopra ogni autorità esista la possibilità per l’insieme dei cittadini di esercitare la cosiddetta sovranità popolare.
Se fossimo rispettosi e memori della nostra storiadovremmo prendere atto che già nel XIII secolo, dall’Umanesimo nato nelle università dei liberi Comuni dell’Italia del centro-nord (si confrontino in merito Marsilio da Padova e successivamente Bartolo da Sassoferrato), fu enunciato il principio fondante di quell’Occidente che oggi conosciamo: il potere non appartiene per diritto divino all’imperatore o ai principi, ma al popolo (allora furono coniati i termini “populussibiprinceps”, il popolo principe di se stesso, e “sovranitàpopolare”, un provocatorio ossimoro: la sovranità attiene infatti al sovrano). Per cui fu addirittura teorizzata anche l’elezione popolare del Papa (con conseguenti persecuzioni a quegli incauti teorici). Da allora la politica e le sue istituzioni non furono più libere ma dipesero, almeno sul piano dottrinario, dal popolo.
Se ci fosse questa presa di coscienza,la più vasta platea degli indipendentisti risulterebbe indifferente alle “forme di governo”, così come il liberalismo è indifferente alle “forme di Stato” (monarchia, repubblica, federazione, accentramento etc.): l’essenziale è il quantumdi diritti e di libertà di cui possono disporre i cittadini uti singuli, indipendentemente dal fatto che siano nati a Venezia o a Cuggiono. I federalisti americani, in primisl’immortale Thomas Jefferson, ritenevano che solo un assetto federale potesse garantire i diritti e le libertà di John Smith; i federalisti europei – da non confondere coi militanti del MFE (Movimento Federalista Europeo) – non sembrano preoccupati degli individui ma delle “culture” che i piemontesi hanno soffocato unendo le membra della penisola in uno Stato moderno, ancorché sin dalle origini corrotto e inefficiente.

In ogni caso, una cosa che tutti i politicanti si sono ben guardati dallo spiegare, è che il federalismo di basa due principi fondamentali:
1 - la sovranità che tramite il voto i cittadini conferiscono ai rappresentanti, è inferiore alla sovranità che riservano per se stessi sui fatti.
2 – Gli oneri che il “foedus” implica devono essere inferiori (o quanto meno uguali) ai benefici che se ne ricavano.
Se ci si pensa un po’, il primo è il principio cardine della democrazia, il secondo della “assicurazione” civica.

Terminiamo con una citazione dell’evergreen Alexis de Tocqueville, tratta da la “Democrazia in America”del 1835: «Accentramento è una parola che oggi tutti ripetono continuamente e di cui nessuno, per lo più, cerca di precisare il significato. Vi sono, tuttavia, due specie di centralizzazione, assai diverse tra loro, che bisogna ben distinguere. Alcuni interessi sono comuni a tutte le parti della nazione, come, per esempio, la formazione di leggi generali e i rapporti del popolo con gli stranieri. Altri interessi sono particolari ad alcune parti della nazione, come, per esempio, i problemi dei singoli Comuni. Concentrare in uno stesso luogo o in una stessa mano il potere di dirigere i primi, significa creare quello che chiameremo accentramento politico. Concentrare allo stesso modo il potere di dirigere i secondi, significa creare quello che chiameremo accentramento amministrativo.»
Tocqueville faceva rilevare che in Inghilterra– il paese, per antonomasia, delle autonomie – c’era più “accentramento politico” che in Francia – il paese, per antonomasia della “centralisation”. Il grande realista aveva colto, come spesso gli capitava, l’essenza della “questione liberale”: in questo caso, la necessità di un’istanza centrale che presieda alla «formazione delle leggi generali» ovvero alla codificazione di diritti di citizenshipche nessuna considerazione di “interesse locale” può far sospendere o ignorare. Gli indipendentisti ci dimostrino, dunque e a priori, che nel nuovo Stato in cui vogliono portarci avremo più diritti (individuali) e più benessere. E quando parliamo di dimostrazione intendiamo fatti concreti, non retorica, numeri mirabolanti, aperture di credito prive di garanzie, e propaganda incessante nello stile del dottor Joseph Goebbels in cui alcuni eccellono.

Comento===============================================================================================================================

Alberto Pento
2 Giugno 2014 at 1:22 pm #
Mi, cofà mì a vuria on sistema come coelo xvisaro: le vecie provinçe veneto-taliane = li novi cantoni veneti co li so comouni.
Mi a copiaria da la Xvisara e co poke variasion.

Gnente caste arestograteghe o oligarkie enxluxà: li çitadini li xe sorani en tuto e le robe enportanti li le deçide senpre e lomè lori col referendo;
ai partidi e a li eleti co le votasion ghe speta l’ordenarà aministrasion col vincolo de mandà: spasar e asfaltar le strade; se far na strada nova li lo deçide lomè li çitadini.

Gnente pì caste parasidare de poledeganti, gnente pì deleghe en bianco.

viewforum.php?f=118


roby
2 Giugno 2014 at 3:43 pm #

mi pare un controsenso avere paura di aristocratici o caste per poi “copiare” gli altri (che alla fine significa il solito delegare la propria inventiva alle iniziative di altre nazioni).
è necessario ridimensionare il mito della serenissima repubblica dipinta da napoleone come autoritaria.

il termine “oligarchia” è quello che più si adatta alla nostra repubblica, ma non è affatto appropriato.

sarebbe come se volessimo stabilire se la serenissima avesse un’impronta politica di sinistra, di destra o di centro.
Impossibile perchè la libertà d’espressione dello stato veneziano consisteva proprio nel non creare ideologie.
Tutto andava bene purchè fosse stato per il bene della repubblica e del suo popolo.

Gli stessi nobili veneziani vivevano nella stessa calle dove viveva gente povera, senza per questo stigmatizzarla o deriderla.

Invece è proprio oggi che ci troviamo difronte a vere e proprie caste chiamate ceto basso, medio, alto.
I ceti di oggi non differiscono molto da quelli medioevali europei, dai quali la serenissima si distingueva (temuta proprio per questo).

se vogliamo “copiare” le altre nazioni significa che dentro di noi siamo vuoti… privi di iniziative e genialità.
e… chiaramente dopo aver copiato, chi ci “muoverà” le gambe?
vogliamo “indossare” il sistema di una certa nazione come fosse un costume di carnevale, ma poi ci sapremo destreggiare per reggerne lo scopo, le finalità i principi…?
a forza di copiare gli altri, non si rischia di perdere la necessità e la dignità del proprio popolo? certo che si!!!

o sono i veneti che hanno in loro stessi la scintilla del “cambiamento”, oppure ci saranno sempre i soliti imperatori che sapranno farsi nominare.

la svizzera che se ne stia in svizzera, noi qui siamo la serenissima repubblica della venetia.



Alberto Pento
2 Giugno 2014 at 5:37 pm #
Ła Repiovega Veneto-Venesiana lè termenà ente 1797 el 12 de majo e no la tornarà pì:
viewforum.php?f=160

e mi gnanca la vuria pì come ke la jera na ‘olta:
Periodo o ani o secołi veneto-venesiani – 400 ani (Stato-Repiovega Veneta de Tera e de Mar):
viewforum.php?f=138

Mi no go cogno de caste arestograteghe e de oligarkie tanto manco venesiane:
L’arestocrasia venesiana jerela na casta veneta?

viewtopic.php?f=137&t=36

Naltri veneti a ghemo raixe ouropee e mi no go gnaona aversion contro la Xvisara ke amiro asè:
ente la tera veneta a ghè on mucio de xente co raixe aleman-xvisare e xermane:
Mexoevo – ani o secołi veneto-xermani (suxo 900 ani) e naseda o sorxensa dei comouni:

viewforum.php?f=136
Çinbri storia e łengoa:
viewforum.php?f=105

Mi no so envaxa e enfasà dai romani e dai venesianI, mi so veneto e togo coel ke ghè de bon ente ogni omo, e comounedà (nasion e stado).

Mi a on stado come la Repiovega Serenisima de na ‘olta a prefariso on stado cofà la Xvisara de ancò.


======================================================================================================================================

Anca sti kive de Ouropa Veneta łi xe nostalxeghi e patii par l’arestograsia venesiana
e pa ła so Repiovega:

Storia dei veneti contà da Edoardo Rubini
viewtopic.php?f=148&t=626

Ouropa Veneta
http://www.europaveneta.org/areaassocia ... zione.html
http://www.europaveneta.org/img/areadia ... uzioni.pdf


E sti kì
http://www.veneziadoc.net/repubblica/Nu ... SPV-VI.pdf
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Re: Veneti ke łi sogna na nova Repiovega Arestogratega

Messaggioda Berto » ven giu 06, 2014 6:03 am

1)

Łi novi arestograteghi veneti sarisełi par caxo łi eredi de coełi venesiani ke non łi ga savesto modernexarse e ke łi ga portà a ła morte ła Repiovega Serenisima?

Ła Repiovega Veneto Venesiana lè termenà ente 1797 el 12 de majo.
viewforum.php?f=160

L'arestograsia venesiana jereła na casta veneta?
viewtopic.php?f=137&t=36

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... esiana.jpg
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Re: Veneti ke łi sogna na nova Repiovega Arestogratega

Messaggioda Berto » ven giu 06, 2014 6:05 am

2)

O sarisełi sti kive łi novi arestograteghi veneti?

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... italia.jpg

Immagine Immagine

Corousion taliana entel Veneto - Consorsio Venesia Nova
viewtopic.php?f=161&t=881

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Re: Veneti ke łi sogna na nova Repiovega Arestogratega

Messaggioda Berto » ven giu 06, 2014 6:09 am

3)

O forse sarisełi sti kive, łi novi arestograteghi veneti, ke łi dovaria guidar ła Nova Repiovega Serenisima

Ençeveltà tałega, straji, połedega, caste, corusion
viewforum.php?f=22

Casta padana (de i połedeganti talego padani)
viewtopic.php?f=22&t=31

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... ghisti.jpg

Casta veneta e omani casta, fanfaroni, poledeganti e kapò
viewtopic.php?f=22&t=32
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Re: Veneti ke łi sogna na nova Repiovega Arestogratega

Messaggioda Berto » ven giu 06, 2014 6:16 am

4)

O sarisełi sti kive par caxo ?

Endependensa, referendo par l'endependensa (dal falbo al vero)
viewforum.php?f=126

Magari co a cao, come doxe, l’avogador Moroxini de IV o l’enjegner Buxato de Plebiscito.eu ke łi so disepołi łi ciàma “treno de l’endependensa ke pasa a altisima vełoçetà” (ma se sa ke el treno anca coel pì spedio el ga da fermarse parké se posa torlo e l’endependensa ła xe na condision xeneral par tuti łi veneti e no ke lomè on priviłejo par par poki ełeti e na nova casta).

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LIBRO BIANCO DEI VENETI: NASCE LA NUOVA CLASSE DIRIGENTE VENETA

GIANEon maggio 3, 2014

A Montegrotto Terme parte il disegno concreto della nuova costituzione della Repubblica Veneta. Gianluca Busato: “abbiamo trasformato la più grave minaccia economica della nostra storia moderna nella straordinaria opportunità di un nuovo rinascimento con l’indipendenza della Repubblica Veneta”

Alla presenza di circa 300 quadri di Plebiscito.eu, si sono svolti oggi a Montegrotto Terme i lavori di presentazione del Libro Bianco dei Veneti.
Dopo la dichiarazione di indipendenza della Repubblica Veneta del 21 marzo a Treviso e l’avvio della fase di controllo delle risorse fiscali venete, con la campagna di esenzione fiscale totale e la prossima emissione di Bond Veneti per 20 milioni di euro, parte quindi un’enorme opera di documentazione e consultazione dal basso di associazioni civili e cittadini su tutti i temi istituzionali (come ad esempio economia, lavoro, pensioni, scuola, sanita’ immigrazione ecc.) che sara’ portata avanti in modo scientifico e sistematico per i prossimi 4-6 mesi
Ha introdotto i lavori della giornata Gianluca Busato, che ha testimoniato come si sia formata di fatto una nuova classe dirigente veneta, che sta disegnando e dando forma concreta alla Repubblica Veneta, supplendo alla mancata assunzione di responsabilità e all’assenza di civismo degli attuali rappresentanti politici veneti, che operano all’interno delle istituzioni italiane deposte dalla dichiarazione di Treviso del 21 marzo.

Dopo la presentazione dei lavori da parte del prof. Paolo Bernardini, direttore scientifico del Libro Bianco dei Veneti e la presentazione dei team di lavoro e dei direttori dei 25 capitoli in cui esso si articolerà da parte del supervisore Dr. Giovanni Dalla-Valle, sono seguiti gli interventi e le presentazioni dei singoli esperti che collaboreranno alla stesura della documentazione. Come nell’esempio Scozzese, dal Libro Bianco nascerà quindi la bozza di Costituzione da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Costituente e quindi dei cittadini veneti.
Ha quindi concluso i lavori della giornata Franco Rocchetta, con un intervento appassionato e molto applaudito che ha posto l’accento sul momento storico che sta caratterizzando con successo la rinascita della Repubblica Veneta.

Gianluca Busato ha dichiarato: “trova oggi la propria finalizzazione un percorso politico iniziato nel 2006-2007 con la presentazione delle ragioni dell’indipendenza del Veneto e che oggi finalmente sta diventando reale e fattivo esercizio di indipendenza della Repubblica Veneta.
Di fatto oggi a Montegrotto si è riunita l’unica autentica, preparata e determinata classe dirigente veneta, che ha saputo trasformare la minaccia gravissima alla vitalità stessa del reticolo industriale più fitto del pianeta, nell’opportunità concreta per un nuovo rinascimento veneto, che si estenderà ben presto a ogni territorio oggi sottoposto al dominio dispotico del regno del male dello stato italiano, liberando i Popoli e i territori attraverso una rivoluzione digitale col sorriso.
Nel momento di massima crisi, i veneti hanno saputo, come sempre hanno dimostrato di fare nella storia, trovare una via d’uscita inedita e originale, nel segno dell’innovazione e dell’ingegno che ci è proprio, dando vita e speranza concreta a un territorio che aveva perso anche la capacità di sognare”.

Ufficio stampa
Plebiscito.eu


Uniti per il Veneto Indipendente, una nuova associazione di partiti
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http://www.lindipendenza.com/wp-content ... artito.jpg
http://www.lindipendenza.com/uniti-per- ... di-partiti

Adunansa de Castelbrando 2014
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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... brando.jpg

Venesia - Fetsa de San Marco
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Re: Veneti ke łi sogna na nova Repiovega Arestogratega

Messaggioda Berto » sab giu 07, 2014 8:27 am

Mi a me dimando ma da endove saltariseła fora sta “nova clàse arestogratega veneta”- da ła volontà de Dio o de ła storia, o come na casta da ełesion partitograteghe a ła tałiana ?

No no, mi de caste arestograteghe a ghinò xjonfe łe bàłe o i cojoni e no vojo purpio saverghene, parké no ghè gnaon al mondo kel posa ver łe prerogative ke serve.

O ghemo da trar ła sorte?

No saria forse mejo ła demograsia vera co ła so soranetà direta de tuti łi çitadini ke cusì łi se reałixa en pien come omani responsabiłi reduxento asè łe barufe e mejorando çento olte ła çeveltà de ła nostra comounedà?


On bon murer, on bon kirurgo o bon avogador, on bon storego łi xe lomè ke de łi speçałisti entel so mestier e profesion e parsiò no łi ga gnaon dirito a on recognosemento coultural e połedego de na soransa arestogratega anca par tuto el resto del far e del saver omani, so tuti łi altri omani de la comounedà.

Łi xe na aotoretà lomè entel so canpo de mestier e profesional e basta.
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Re: Veneti ke łi sogna na nova Repiovega Arestogratega

Messaggioda Berto » dom giu 08, 2014 7:58 am

Caste, arestograsie e oligarkie tałiane : n'oror

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Re: Veneti ke łi sogna na nova Repiovega Arestogratega

Messaggioda Berto » dom ago 10, 2014 2:34 pm

Mi a sogno xvexo/xvegio/revejo on Veneto cofà la Xvisara:

ESTRATTI da La democrazia diretta vista da vicino

http://www.paolomichelotto.it/blog/wp-c ... TRATTI.pdf
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... Ntck0/edit


Landesgemeinde, foto tratta dal sito della città di Glarus
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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -1-638.jpg
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Re: Veneti ke łi sogna na nova Repiovega Arestogratega

Messaggioda Berto » gio ott 23, 2014 10:14 am

https://www.facebook.com/governorepubblicaveneta

Il Parlamento Veneto, parlamento della Serenissima!
Il 18 ottobre a Campoformido (Udine) altri 4 deputati bresciani sono entrati nel Parlamento Veneto! Un fatto politico importante che conferma l'unità della Serenissima, il nostro culto della memoria storica e la ferma volontà di ricostituire la Repubblica Veneta "com'era e dov'era"!
Viva la Repubblica Veneta di San Marco!
Viva Venezia Capitale!
Venezia 22 ottobre 2014
Albert Gardin – Presidente del Governo Veneto
%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
Ricorrenza del plebiscito antiveneto del 1866, "non lutto ma vomito" contro la truffa sabauda! I Veneti non hanno mai scelto l'Italia!
Il 21e 22 ottobre, in molte località venete si è controcelebrato il Plebiscito truffa dei Savoia del 1866.
Le istituzioni repubblicane venete hanno sempre misconosciuto l'importanza di quell'evento "elettorale" perché imposto ad una popolazione schiavizzata e soprattutto perché imposto da un'autorità antiveneta.
Si continua a parlare impropriamante di "annessione" del "Veneto" al Regnod'Italia. Niente di più falso: i Savoia godevano di un accordo con gli occupanti austriaci ma non avevano mai ricevuto nessun mandato dai Veneti per appropriarsi dei territori veneti. Non poteva essere un'annessione perché la Venezia non era una regione autriaca ma una nazione occupata,nazione che avrebbe dovuto rispondere attraverso le proprie autorità legittime. Non fu dunque annessione ma occupazione. Nel 1866 i Veneti hanno assistito semplicemente ad una sostituzione dell'occupante, dall'occupante asburgico a quello sabaudo. Il nostro stato rimane quello di Popolo, di Nazione occupata illegittimamente.
Mai Veneti hanno ricostituito una loro rappresentanza nazionale con il Parlamento Veneto, cuore della democrazia veneta.
Il Prlamento Veneto attua la sua politica attraverso un organo esecutivo di sua fiducia: il Governo Veneto.
Per i patrioti la ricorrenza del plebiscito del 1866 non è dunque giorno di lutto ma semplicemente la ricorrenzadi una gravissima impostura contro la storia e gli interessi veneti; non è lutto perché i Veneti non sono stti annientiti, ma resistono, combattono e vinceranno la loro "guerra" di liberazione!
Viva la Repubblica Veneta di San Marco!
Viva Venezia Capitale!
Venezia 22 ottobre 2014
Albert Gardin – Presidente del Governo Veneto
%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%
Contro la guerra ai cittadini del Donbass! Contro il regime golpista di Kiev.
Il Parlamento Veneto invierà una propria delegazione alla manifestazione organizzata da cittadini democratici dell'Ucraina e del Donbass contro la guerra del regime di Kiev alla popolazione della Novarossia (Lugansk e Donetsk), chi s attuerrà domenica 2 novembre2014 a Venezia.
La partecipazione del Governo e del Parlamento Veneto non sarà solo una manifestazione di condanna della politica di morte attuata dai Poroshenko, Obama, Merkel, Cameron, Hollande e Renzi, ma soprattutto un momento di diplomazia internazionale. Infatti verrà consegnato pubblicamente ai rappresentanti della Repubblica di Novarossia una dichiarazione di riconoscimento a amicizia da parte delle istituzioni venete.
Viva la Repubblica Veneta di San Marco!
Viva Venezia Capitale!
Venezia 22 ottobre 2014
Albert Gardin – Presidente del Governo Veneto


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Mi no credo ke se posa tornar a tuti i domegni venesiani ke ƚi costituiva el teretoro de ƚa Repiovega Veneta, co referemento particolar al Stado de Mar ma anca a tere come Brèsa, ƚa Pàrea Furlana e l’Istria, se ste tere ƚe voƚese far parte de ƚa nova Repiovega Veneta ben ma a mi no me entarèsa el torno de ƚa vecia Repiovega Serenisima arestogratega a domegnansa venesiana:

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... enezia.png

Saria come se ƚi taƚian-romani ƚi voƚese recostituir l’enpero roman, n’asurdo!
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Re: Veneti ke łi sogna na nova Repiovega Arestogratega

Messaggioda Berto » gio feb 12, 2015 2:34 pm

Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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