Falbarie so' el mexoevo

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Messaggioda Berto » gio lug 09, 2015 9:49 am

Falbarie so' el mexoevo

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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Falbarie so' el mexoevo

Messaggioda Berto » gio lug 09, 2015 9:51 am

Sette luoghi comuni sul Medioevo

di Raffaele Buscemi, 6 luglio 2015

http://www.documentazione.info/sette-lu ... l-medioevo

“Non siamo mica nel Medioevo!”. Quante volte abbiamo sentito questa frase quando qualcuno vuole indicare oscurantismo e arretratezza?

Perché tutti pensano che fosse un’epoca di ignoranza, mancanza di ogni regola, barbarie e abusi da parte dei più potenti? Se quando pensate al Medioevo la prima cosa che vi viene in mente sono i roghi dell’Inquisizione e le cinture di castità, allora dovete leggere questo articolo, e rivalutare per un momento ciò che ci hanno insegnato a scuola. Il sito “Seicappelli” ha infatti stilato una lista di luoghi comuni e bufale sul medioevo che farebbero storcere il naso ad ogni medievalista e di cui noi vi proponiamo un sunto.

La storia che ci hanno raccontato a scuola è semplicissima: l’Impero romano fu grandezza, ricchezza e splendore, poi improvvisamente dopo il 476 D.C iniziò quel periodo chiamato “Medioevo” che durò fino al Rinascimento, con cui finalmente si ebbe una rifioritura improvvisa delle arti e dei mestieri, di tutto ciò su cui si fonda il nostro concetto di modernità. Ma davvero i secoli che vanno dalla caduta dell’Impero al Cinquecento sono soltanto secoli bui?

Uno tra i più grandi storici medievisti, Jacques Le Goff, diede una definizione famosa di quest’epoca che è molto di più di un’epoca di passaggio: Il Medioevo è sinonimo di progresso. Perché sì, non c’è raccolta senza semina, non c’è sviluppo senza gradualità.
E il Medioevo è stato ingegnoso, per certi versi rivoluzionario, senz’altro è stato un’epoca che ha fondato il nostro modo di pensare moderno. In questi secoli nascono le università, gli ospedali, la città in senso nuovo e il turismo, la lotta di classe, le banche e le strutture amministrative.


Ma ecco una lista di bufale e luoghi comuni sul Medioevo:


1) La caccia alle streghe

Ebbene sì, dimenticatevi l’immagine di brutalità e torture e terribili strumenti del terrore. La caccia alle streghe è un fenomeno storico che viene registrato a partire dalla fine del Medioevo, e anzi si concentra soprattutto nel ‘600 e ‘700. Inoltre fu un fenomeno più legato alle istituzioni laiche (governi, tribunali etc) che religiose.

???




2) La schiavitù

Innanzitutto, occorre fare una netta distinzione tra schiavo e servo. La servitù della gleba è un vincolo tipicamente medievale che lega il contadino al terreno che coltiva: il servo mantiene la propria identità di persona avente dei diritti ma ovviamente anche dei doveri nei confronti del signore, in cambio di protezione e tutela. Al contrario, la schiavitù prevede la totale appartenenza verso un proprietario che ha, quindi, nei confronti dello schiavo diritto di proprietà e di morte, in quanto “cosa” e non persona.
La schiavitù è una pratica abitudinaria dell’età classica, che scomparì progressivamente proprio nel Medioevo.


3) Mancanza di leggi

Durante tutto l’arco del Medioevo i documenti mostrano la vitalità sia del diritto longobardo sia del diritto romano classico, ai quali si affiancarono una serie di consuetudini e norme locali. E poi, avete mai visto “Non ci resta che piangere”? Pensate soltanto alla faccia del povero Saverio (interpretato da Roberto Benigni) quando scopre che per aprire una macelleria serve una licenza.


4) Sempre la solita zuppa!

Quella della scarsa varietà di alimentazione è un’altra bella bufala, dal momento che la dieta medievale risulta equilibrata e varia soprattutto grazie all’importanza che le verdure avevano nell’alimentazione dell’epoca: tra quelle più comuni c’erano diversi tipi di cavoli e insalate (cicoria, lattuga, bietola, rapa) e molte radici (finocchi, ravanelli, carote).


5) Lo ius primae noctis

Per chi non se ne intenda di latino: il diritto del signore a concupire la moglie del proprio servo della gleba durante la prima notte di nozze. Su questo gli studiosi sono d’accordo: il diritto alla prima notte sarebbe un’invenzione moderna, visto che non esiste alcuna documentazione che ne provi l’esistenza, né nella vastissima mole di lamentele dei contadini verso i loro signori, né nella novellistica, genere licenzioso che non si è mai fatto problemi a parlare di sesso e che, quindi, non avrebbe perso l’occasione di infarcirci qualche bella storia.


6) La cintura di castità

Le donne nel Medioevospesso avevano un potere politico ed economico impensabile per le epoche successive, e molta più libertà. Non esistono reperti di cinture di castità che possano essere fatte risalire al medioevo: quelle che abbiamo sarebbero state costruite nell’Ottocento, favorendo l’immagine poi arrivata felicemente fino ai giorni nostri.


7) La terra è piatta

L’idea della presunta ignoranza dell’uomo medievale è strettamente connessa all’idea che gli unici testi che leggessero erano quelli sacri. Ma l’uomo colto di quell’epoca, al contrario, ne sapeva un sacco ed era avido di ogni tipo di lettura, oltretutto il fatto che fosse cristiano non impediva di possedere della logica e senso critico, anzi.
Ecco perché era concetto assodato quello della sfericità della terra. Basta poco per dimostrarlo: guardate tutte le raffigurazioni del potere imperiale nell’arte di quei secoli. Vi accorgerete che gli imperatori venivano rappresentati sempre con uno scettro terminante con un globo, a volte sormontato da una croce, simbolo della loro sovranità universale su tutte le terre del mondo.
In conclusione, perché allora l’immagine totalmente negativa di questi secoli continua ad essere tramandata di generazione in generazione? Secondo Alessandro Barbero (qualcuno di voi lo conoscerà grazie a SuperQuark), il pregiudizio sul Medioevo sarebbe legato al “piacere di credere che in passato c’è stata un’epoca tenebrosa, ma che noi ne siamo usciti, e siamo migliori di quelli che vivevano allora”.
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Re: Falbarie so' el mexoevo

Messaggioda Berto » gio lug 09, 2015 1:50 pm

???

1) La caccia alle streghe

Ebbene sì, dimenticatevi l’immagine di brutalità e torture e terribili strumenti del terrore. La caccia alle streghe è un fenomeno storico che viene registrato a partire dalla fine del Medioevo, e anzi si concentra soprattutto nel ‘600 e ‘700. Inoltre fu un fenomeno più legato alle istituzioni laiche (governi, tribunali etc) che religiose.

???
https://it.wikipedia.org/wiki/Inquisizione

Persecusion dei cristiani, dei pagani, de łi ebrei, dei musulmani, de łi atei e de łi apostati, de łi raxianti (ereteghi), dei coki.
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Stermegno dei pagani
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Re: Falbarie so' el mexoevo

Messaggioda Berto » gio lug 09, 2015 1:53 pm

5) Lo ius primae noctis

Per chi non se ne intenda di latino: il diritto del signore a concupire la moglie del proprio servo della gleba durante la prima notte di nozze. Su questo gli studiosi sono d’accordo: il diritto alla prima notte sarebbe un’invenzione moderna, visto che non esiste alcuna documentazione che ne provi l’esistenza, né nella vastissima mole di lamentele dei contadini verso i loro signori, né nella novellistica, genere licenzioso che non si è mai fatto problemi a parlare di sesso e che, quindi, non avrebbe perso l’occasione di infarcirci qualche bella storia.


El dirito feoudal de ła prima note: travegoła o veretà?
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Re: Falbarie so' el mexoevo

Messaggioda Berto » gio lug 09, 2015 1:57 pm

2) La schiavitù

Innanzitutto, occorre fare una netta distinzione tra schiavo e servo. La servitù della gleba è un vincolo tipicamente medievale che lega il contadino al terreno che coltiva: il servo mantiene la propria identità di persona avente dei diritti ma ovviamente anche dei doveri nei confronti del signore, in cambio di protezione e tutela. Al contrario, la schiavitù prevede la totale appartenenza verso un proprietario che ha, quindi, nei confronti dello schiavo diritto di proprietà e di morte, in quanto “cosa” e non persona.
La schiavitù è una pratica abitudinaria dell’età classica, che scomparì progressivamente proprio nel Medioevo.

La servitù o servansa de ła gleba ła ghe jera en epoca romana e ła xe nasta co ła crixi de ła sciavetù e ła se ciamava cołonato.
https://it.wikipedia.org/wiki/Servit%C3%B9_della_gleba
La servitù della gleba, molto diffusa nel medioevo (già colonato al tempo dei Romani), era una figura giuridica che legava i contadini ad un determinato terreno (gleba, in latino, è propriamente la "zolla" di terra).
https://it.wikipedia.org/wiki/Colonato
Nei primi due secoli dell'Impero romano lo sviluppo dell' economia si era basato essenzialmente sulle conquiste militari, che avevano procurato terre da distribuire ai legionari o ai ricchi senatori, merci da commerciare e schiavi da sfruttare in lavori a costo zero. Alla conclusione della fase espansionistica (all'inizio del II secolo d.C. fu occupata l'ultima grande provincia: quella della Dacia), tuttavia, si chiuse il rubinetto che aveva procurato schiavi (ovvero manodopera a costo zero) acquistabili a buon mercato e bottino.
...



Xlavi-s'ciavi co i veneti e łi ebrei ?
viewtopic.php?f=149&t=634

El riscato de i s'ciavi a Venesia
viewtopic.php?f=149&t=635

Łi s-ciavi de łi xlameghi, de łi arabi, de łi turki
viewtopic.php?f=149&t=1336
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Re: Falbarie so' el mexoevo

Messaggioda Berto » gio lug 09, 2015 2:03 pm

El mito de łi barbari ençevełi (l’etno-soço rasixmo e ła ‘gnoransa, a łe raixe del mito)
viewforum.php?f=114

Mexoevo - ani o secołi veneto-xermani (suxo 900 ani) e naseda o sorxensa dei comouni
viewforum.php?f=136
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Re: Falbarie so' el mexoevo

Messaggioda Berto » lun lug 13, 2015 7:35 am

Il Medioevo e i cosidetti "Barbari" il cui nome generico è Germani

https://www.facebook.com/groups/Medioev ... 7838157618

Il Medioevo fu un periodo così buio e degradato come ce l'hanno raccontata finora oppure fu ben altro?
E i barbari che presero in mano l'Europa dopo la fine dell'Impero Romano furono così "barbari = incivili, brutti e cattivi" come ce l'hanno raccontata finora oppure furono ben altro?
L'Impero Romano fu un paradiso o cos'altro e i romani furono così civili e diversi dai barbari o furono ben altro, e perché terminò o crollò l'impero romano forse perché non era poi una costruzione così perfetta come ce l'hanno raccontata finora?
Per l'Europa fu un bene o un male la fine dell'Impero Romano e l'inizio dei Regni e degli Imperi Barbarici o Germani?

Lè stà çensurà!
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Re: Falbarie so' el mexoevo

Messaggioda Berto » ven lug 17, 2015 6:41 am

Medioevo e lingue

https://www.facebook.com/groups/Medioev ... 1394602929

Nell'Alto Medioevo, secondo la vulgata teorica romanza sarebbero nate le lingue dette "neolatine" e le lingue o parlate o dialetti romanzi e tutte secondo questa "teoria" deriverebbero dal "latino classico" e dal "latino volgare".
Beh, non c'è teoria più assurda di questa, per aiutarci a capire incominciamo con queste pagine di Mario Alinei e della Teoria della Continuità Etnolinguistica dal Paleolitico:

Le origini preistoriche e storiche delle lingue dette dialetti e le cause della vergogna
Ƚe orixeni pristorego-storeghe de łe łengoe dite diałeti e caouxa de ła vargogna
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... JPY00/edit
viewtopic.php?f=97&t=272

Lè sta çensurà!
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Re: Falbarie so' el mexoevo

Messaggioda Berto » ven lug 17, 2015 6:43 am

Toponomastica medioevale di origine germanica: gota, longobarda, franca, normanna, sassone, ...

Toponomastica medioevale di origine germanica: gota, longobarda, franca, normanna, sassone, ...
https://www.facebook.com/groups/Medioev ... 5408070861


È innegabile che le grandi migrazioni germane in area italica e gli oltre 9 secoli di egemonia politica germanica a partire dai regni goti e longobardi, passando dall'epoca del dominio franco carolingio e normanno fino ai secoli del Sacro Romano Impero abbiano lasciato moltissimi segni oltre che nelle lingue, nella cultura, nell'architettura, nelle istituzioni politiche, nelle tradizioni popolari, nelle arti, nell'onomastica e nella toponomastica dell'area italica.

Io sono veneto vicentino e nella mia terra veneta moltissimi sono i toponimi di origine germanica faccio alcuni esempi:


Schio, Thiene, Lampertico, Malo, Dueville, Sandrigo, Marostica, Breganze (?), Bressanvido, Sarcedo, Salcedo, Sarego, Povolaro, Lanzè, Villalta, Villafranca e Francavilla, Castelfranco, Moracchino, Santorso, Sovizzo, Urbana, Casale di Scodosia, Bugano, Debba, Chiuppese, Chiuppano, Perlena, Vigardolo, Pusterla, Godego, Sossano, Mossano, Pian delle Fugazze, Giassa, Lusiana, Asiago, Gallio, Gaianigo, Brendola, ..., Saletto, Lusia, Lendinara, Zevio, ... Borgoricco, Olmo, Villorba, ... Rovigo, Rodigo, Sarmeola, Vangadizza, Villaganzerla, Monselice (?), Conegliano (?), Vidor, Biadene, ... Fara (Monticello di ..., ... Vicentina, ... di Soligo), Gazzo, Brogliano, Breda/Brà, ... Melma, Mirano, Mira, Mirabella, ... Marsan, Desman, ...


Sandrigo
viewtopic.php?f=45&t=184

Olmo
viewtopic.php?f=45&t=203

Pusterla - lago e porta (a Viçensa
viewtopic.php?f=45&t=751

Moxa (Mosa), Moxela, Moson (Mosson), Mosan (Mossano), Moussan, Musolente, Musi, Muzzi, Mexia (Mesia), Mixia, Muxon, Muxestre, Muxile, ... Mors, Orsara, Valdorsa, Santorso, Mala Ursara, Mortixe, Mortizza, Mortara, Mortigliano, Morterone, Mozzecane ...
viewtopic.php?f=45&t=119

Thiene, Thiendorf, Thienbüttel, Thienfelde
viewtopic.php?f=45&t=126

Skio-Schio-Schledo-Schledum
viewtopic.php?f=45&t=923

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Re: Falbarie so' el mexoevo

Messaggioda Berto » mer feb 10, 2016 7:05 pm

Un buio medioevo nel futuro dell’Europa
Riccardo Liberati
10 febbraio 2016

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Verso la metà del V° secolo dopo Cristo, era chiaro a tutti che l’Impero di Roma era in crisi profonda e anche pensatori cristiani come Agostino di Ippona ormai ne presagivano con timore la prossima fine.
Le cause della caduta del sistema economico – giuridico – sociale che ha plasmato la civiltà occidentale hanno sempre affascinato gli storici e recentemente alcuni accademici americani ne hanno elencate più di cento.
L’inglese Gibbon attribuisce il motivo principale della sua fine al Cristianesimo. Contestato da molti, oggi le sua analisi vengono rivalutate. ???

???
L’impero di Roma era figlio di una concezione pagana della storia e la sua visione del mondo era tipica di una cultura plasmata dal paganesimo.
Ogni civiltà è figlia di una visione del mondo, cioè di una religione.Venendo a mancare quella, la civiltà crolla.
???

La restaurazione pagana dell’Imperatore Flavio Giuliano detto l’apostata fu l’estremo tentativo di ritornare alla visione pagana del mondo per salvare l’Impero.
Nel 2014, uno storico francese, de Jaeghere, ha pubblicato un libro di seicento pagine, intitolato: ‘Gli ultimi giorni: la fine dell’impero romano d’Occidente’. De Jaeghere sostiene che la situazione nell’ultimo secolo del dominio di Roma, era molto simile a quella che stiamo vivendo oggi. ???

De Jaeghere rigetta la spiegazione di Gibbon e sostiene che furono proprio cristiani come Ambrogio ed Agostino, generali come Ezio e Stilicone, nonché soldati semplici di religione cristiana a tentare con sforzi sovrumani di mantenere a galla l’impero e la sua cultura.

Lo scrittore fa risalire le cause del crollo ad un banale processo chiamato denatalità. Meno uomini, significa meno soldati, meno introiti nelle casse pubbliche e quindi uno stato che si trasforma necessariamente in un tiranno fiscale.
Aumentano le tasse e diminuisce il gettito fiscale in quanto i produttori vanno in rovina e non sono più in grado di pagare. Roma del V° secolo ha ventimila abitanti; il crollo rispetto ai tempi di Traiano è del 98%.
Una vera catastrofe. La gente non mette più al mondo figli: dilagano l’infanticidio e l’aborto. Sempre più uomini dichiarano di non volersi sposare in quanto preferiscono le relazioni omosessuali.
Come non vedere in tutto ciò una similitudine con la situazione dell’Europa attuale? Ma lo storico francese dimostra che le invasioni barbariche non furono l’elemento principale della conquista dei territori imperiali.

La maggiore infiltrazione di barbari si ebbe a causa dell’Immigrazione dai territori germanici del Limes renano. In sostanza, ad un certo punto lo stato romano si trasforma in un tiranno il cui compito è quello di depredare i cittadini per mantenere un esercito ormai completamente barbarizzato e una politica assistenziale verso i nuovi entrati che altrimenti, se non alimentati, possono causare disordini. ???

L’impero a causa del suo eccessivo multiculturalismo viene visto come una realtà lontana e perversa che si fa viva soltanto per chiedere soldi ad una popolazione stremata. Valori come ‘pietas e ‘fides’ non hanno ormai più senso in un impero che ha cessato di essere ‘Romano’. ???

Come sostiene Massimo Introvigne, de Jaeghere non tiene conto delle cause legate alla religione, come invece fa magistralmente Rodney Stark.
Sta di fatto che in seicento pagine, le sue analisi sono a dir poco profonde e, per chi ne vuole capire il senso, allarmanti. Il cristianesimo, come sostiene ancora Stark, concausa o meno della fine di Roma, dette all’Europa nuova linfa ed ad una civiltà se ne sostituì un’altra. ????

Oggi noi europei stiamo camminando sulle stesse orme su cui camminarono i romani.
Ma stiamo anche gettando alle ortiche i nostri valori cristiani che, piaccia o meno, sono l’humus del quale si è nutrita la nostra civiltà ormai plurimillenaria.???
Diversamente dal V° secolo non abbiamo una nuova visione del mondo con cui poter sostituire la vecchia.
Ai secoli bui del medioevo, seguì l’alba del Rinascimento. ???
Se noi non difendiamo le nostre tradizioni saremmo costretti a lottare per difendere quelle altrui ed i prossimi secoli bui potrebbero non terminare più.
La nostra crisi non è soltanto economica o finanziaria e se non corriamo subito ai ripari, il crollo potrebbe avvenire molto presto decretando la fine della civiltà europea.


Coante casade kel scrive sto Ricardo Liberati, coanta confouxion!
El Mexoevo lè stà ła regnaseta de l'Ouropa desfà dai romani, altro ke periodo scuro, lè stà pì ke ciàro.
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