Crisi politica, nuove elezioni il 25/9/22

Re: Crisi politica, nuove elezioni il 25/9/22

Messaggioda Berto » sab lug 30, 2022 8:06 am

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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Crisi politica, nuove elezioni il 25/9/22

Messaggioda Berto » sab lug 30, 2022 8:38 pm

10)
Il demenziale grillismo - I 5 stelle e il loro capo Grillo amico del nazifascista Putin, dell'Iran nazi maomettano, della Cina, antiamericano, antisemita e antisraeliano




M5s, l’intervento di Grillo dopo la conferma dei due mandati: “Alcuni di noi sono caduti, molti contagiati da zombie. Ma vinceremo”

30 luglio 2022

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/0 ... o/6747337/

“Alcuni di noi sono caduti, molti sono stati contagiati”. Beppe Grillo usa la metafora degli zombie nel suo intervento sul blog, “L’Italia si desti“, che arriva all’indomani della conferma di Giuseppe Conte sulla regola dei due mandati. Il nodo su cui il leader e il garante del M5s avevano sfiorato lo scontro aperto nei giorni scorsi, è stato sciolto con l’annuncio di venerdì: “Chi ha svolto due mandati non si candida“. Nessuna deroga, quindi, come ha sempre chiesto Grillo che è sempre rimasto granitico sul punto. “Comprendo la posizione di Grillo, che è il custode dei princìpi”, ha detto Conte nella sua intervista al Fatto Quotidiano.

Il M5s perde la possibilità di candidare nomi come Fico, Bonafede, Crimi, Taverna e Toninelli. Altri, arrivati alla scadenza del secondo mandato, hanno ufficializzato subito l’addio ai Cinquestelle – l’ex capogruppo Davide Crippa, seguito poi dal ministro Federico D’incà – proseguendo la diaspora cominciata con Luigi Di Maio. Anche a chi ha lasciato il M5s si rivolge il blog di Grillo: “Non esiste un vento favorevole per chi non sa dove andare, ma è certo che per chi va controcorrente il vento è sempre sfavorevole”, comincia il garante. Che poi scrive: “Sapevamo fin dall’inizio di dover combattere contro zombie che avrebbero fatto di tutto per sconfiggerci o, ancor peggio, contagiarci. E così è stato: alcuni di noi sono caduti, molti sono stati contagiati. Ma siamo ancora qui, e alla fine vinceremo, perché abbiamo la forza della nostra precarietà: siamo qui per combattere, non per restare, e questa nostra diversità è spiazzante per gli zombie”.

Il blog prosegue facendo riferimento a chi è rimasto: “Compiangiamo chi di noi è caduto e non ha resistito al contagio. Ma soprattutto ringraziamo chi di noi ha combattuto e combatte ancora. Per alcuni è il tempo di farlo con la forza della precarietà, perché solo così potremo vincere contro gli zombie, di cui Roma è schiava”, scrive Grillo. Che poi lancia la campagna elettorale: “Onore a chi ha servito con coraggio e altruismo, auguri a chi prosegue il suo cammino! Stringiamoci a coorte! L’Italia ci sta chiamando“.


Grillo attacca Di Maio: “Fa politica per lavoro, è Giggino ‘a cartelletta”

Le dichiarazioni del leader del Movimento Cinquestelle contro il ministro degli esteri Luigi Di Maio
25 Luglio 2022

https://www.rainews.it/video/2022/07/gr ... eb944.html

“Ci vuole l'interpretazione della politica in un altro modo. C'è gente che fa questo lavoro per lavoro, Giggino 'a cartelletta è di là che aspetta di essere archiviato in qualche ministero della Nato e ha chiamato decine di cartellette che aspettano di essere archiviati in qualche ministero”, sono le dure parole di Beppe Grillo in un video postato sul suo blog contro il ministro degli esteri fuoriuscito dai pentastellati.


Il pacco dei 5 Stelle, le scimmie irresponsabili dell'orango genovese
lo sciamano della chiacchera a cui non è mai riuscito nemmeno un miracolo
Il pacco demagogico statalista fascio-comunista dei 5 stelle, le scimmie irresponsabili dell'ignorante e presuntuoso orango genovese, il salvatore della provvidenza, il comico della patacca sull'idrogeno, lo sciamano della chiacchera a cui non è mai riuscito nemmeno un miracolo.
http://www.filarveneto.eu/forum/viewtop ... 129&t=2740
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 8790654040


Grillo su Putin, Ucraina e massacro: cosa ha detto davvero
Cos’ha detto Beppe Grillo su Putin, sull’invasione dell’Ucraina e sul massacro dei civili (spoiler: niente) Alessandro Trocino
5 aprile 2022

https://www.corriere.it/politica/22_apr ... a567.shtml

Beppe Grillo non ha mai condannato Putin, né ha mai parlato pubblicamente della guerra. Ma gli archivi fanno riemergere antiche posizioni: eccole

Ci sono due grandi leader italiani che non hanno mai condannato Vladimir Putin da quando è iniziata l’invasione. Anzi, hanno evitato accuratamente di pronunciare il suo nome.

Uno è Silvio Berlusconi: solo una lunga riflessione ha partorito una condanna dell’invasione, ma il fondatore di Forza Italia ha omesso di pronunciare quel nome, evidentemente a debito di una vecchia amicizia che non poteva rinnegare. Perché forse per l’ex Cavaliere, come per il suo avversario storico Michele Santoro, il nemico dell’Occidente non è tanto Putin, quanto la guerra. Come se le ostilità si fossero accese per autocombustione e non ci fossero torti e ragioni, aggressioni e aggrediti.

Si potrebbe opinare anche sulle evoluzioni acrobatiche di un altro vecchio amico del presidente russo, Matteo Salvini. Il leader leghista ha cercato di cancellare il passato, senza ridiscuterlo, con un viaggio in Polonia, ma è stato respinto con perdite da un sindaco che ha sventolato la sua maglietta filo Putin. Salvini ha condannato Putin, ma un po’ en passant. Come ha spiegato a «Report» il radicale Igor Boni, l’accordo di cooperazione tra Lega e Russia Unita è stato appena rinnovato automaticamente, come se niente fosse. E come se niente fosse, ieri Salvini ha esultato per la riconferma di Viktor Orbán. E pazienza se il premier ungherese ha detto di aver vinto anche «contro Zelensky» (e quindi al fianco di Putin).

Scriveva Massimo Franco sul Corriere il 29 marzo: «Siamo di fronte a una miscela di resistenze, che dipendono dai legami politici tra i populisti e il Cremlino: a cominciare dalla Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 Stelle; ma anche dai rapporti personali con Putin di leader come Silvio Berlusconi, silente da molti giorni. D’altronde, è una zavorra difficile da dimenticare in poche settimane».

Ma proviamo a concentrarci su un altro leader, se così possiamo chiamarlo, visto che il fondatore si è specializzato nel ghosting a intermittenza, sparendo per lunghi periodi dalla vita del Movimento per poi tornare a galla per salvare il salvabile. Parliamo evidentemente di Beppe Grillo.

Giunti al quarantesimo giorno di guerra, cominciamo a preoccuparci. Non se ne ha più traccia da settimane. Si è eclissato, è diventato un ricordo sbiadito, un ologramma (come amava etichettare il presidente Mattarella).

Non solo non ha mai nominato Putin in un intervento pubblico, da quando è cominciata l’invasione, ma non ha mai parlato neanche della guerra. Si comincia a sospettare che la notizia non l’abbia raggiunto, nel suo buen ritiro ligure. Forse Grillo non risponde più al telefono a Luigi Di Maio e a Giuseppe Conte. O forse il ministro degli Esteri e il nuovo leader non lo chiamano più.

Gli archivi, maledetti, riportano in superficie alcune sue dichiarazioni vecchie (ma non troppo, del 2017): «La politica internazionale ha bisogno di uomini di Stato forti come Putin e come Trump». Ci sarebbe da fare, visti gli eventi, un mea culpa. Oppure ci sarebbe da cambiare rotta, visti gli eventi. Basterebbe un monologhino, uno di quei video surreali ai quali siamo abituati. Ma i politici nostrani (è vero, non è stato mai eletto, ma ha fatto eleggere centinaia di persone) sono abituati a non dare spiegazioni. A fingere che non sia successo niente. Figuriamoci l’Elevato, che non ha certo tempo per dare spiegazioni ai giornalisti, «cadaveri che camminano», come ama chiamarli (alcuni lo sono diventati davvero, in questa guerra).

L’ultima settimana di post del blog è surreale: si registrano pezzi sulla scarsa diffusione dell’energia solare, lo stralcio da un libro del fondatore della fantomatica blue economy, Gunter Pauli. Poi dissertazioni alate sulle particelle di plastica, sulla realtà aumentata, sul reddito universale, sul metaverso, sui robot archeologici. Come se vivesse in una sua realtà (diminuita), in una dimensione altra. Grillo non sa, non vede, non parla. «Io grido» è il nome della sua rubrica sul blog, ma forse è tempo di cambiare titolo. La sua voce arriva ovattata, confusa, flebile.

Proviamo un esperimento. Clicchiamo sulla lente di ingrandimento del suo sito, digitando la parola Putin. La prima voce che spunta risale al 26 dicembre del 2014. Titolo: Dalla Russia con amore. Hashtag: Putin. All’epoca il Movimento era per l’uscita dall’euro. Era l’anno delle proteste di Maidan. Gli ucraini volevano entrare in Europa, e venivano massacrati per questo, i grillini volevano uscire dall’euro. Grillo ma anche Luigi Di Maio (lo ripeteva ancora nel 2017). Il sommario del pezzo non firmato, che lancia la raccolta di firme per una legge popolare, è questo: «Faremo la fine del rublo se usciremo dall’Euro? Magari!».

Ma andiamo avanti. Il 16 febbraio del 2022 Danilo Della Valle, munito di prestigioso master del ministero degli Esteri ecuadoriano, ridicolizza la propaganda Usa contro «il mito dell’orso russo», che farnetica di un’imminente invasione russa, sulla scia di una «narrazione classica russofoba». Il 2 agosto 2021, il blog pubblica un’intervista di Newsweek. A domanda su cosa pensi di Putin, Grillo risponde: «È certamente una persona che ha le idee chiare. Non temo affatto Putin. La Russia vuole fare commercio, non la guerra. L’antiputinismo ci costa miliardi in sanzioni». Il 10 marzo del 2014 Marcello Foa, che si presenta come «giornalista di scuola montanelliana» ed esperto di «tecniche di manipolazione dei media», racconta «la verità sull’Ucraina». Spiegando, naturalmente, che i «buoni» non sono affatto gli ucraini, ma i russi. Del resto il futuro presidente della Rai sarà ospitato spesso dal blog, sempre tessendo le lodi di Putin e del suo straordinario «sangue freddo» (14 aprile 2021).

Il 25 marzo del 2016, il blog pubblica un intervento della Cgia di Mestre, ultimo di una lunga serie contro le sanzioni alla Russia, con un video dal titolo eloquente: «Io sto coi cattivi. Io sto con la Russia di Putin». Il 2 luglio del 2015, il sacro blog intervista lo scrittore Nicolai Lilin, che ci esorta a uscire dalla Nato e critica gli oligarchi ucraini per non aver scelto «uno come Putin che ama davvero il suo popolo e il suo Paese». E dire che, in un lontano passato, il blog nominava «woman of the year» Anna Politkovskaja, uccisa l’anno precedente, pubblicando stralci contro Putin. Ma era il 2006. Un’era geologica è passata, generazioni di rettiliani e di terrapiattisti sono stati soppiantati e Putin è passato dalla parte dei perseguitati dall’Occidente. Nel frattempo, nonostante gli auspici di Grillo, non siamo usciti dalla Nato, non siamo usciti dall’euro e non siamo più tanto amici di Putin. Eppure, Beppe Grillo non ha fatto un plissé. Non ha rivisto le sue idee, né ha giustificato i suoi cambi di rotta sotterranei. Ha taciuto. Anche quando Putin ha decretato la fine delle democrazie liberali. L’entusiasmo per le autocrazie non è mai scemato, semmai è andato in sonno per questioni di opportunità. È anche per questo che un Conte ondivago, con pochette o scamiciato, non è molto credibile quando parla di Russia. Perché ha una storia personale (vedi l’invito diretto a Putin per l’equivoca missione Covid) e un partito alle spalle (dal fondatore fino allo stesso Di Maio, per non parlare di Di Stefano e Petrocelli) che ha flirtato con i nemici della democrazia liberale. E perché c’è l’ombra di Grillo che incombe. Un fondatore che con le sue ambiguità del passato e con i suoi silenzi attuali, intorbida le acque della politica del Movimento. Pensare di far finta di niente, proprio ora che l’Europa è minacciata e anche l’Italia rischia di finire sotto tiro, è una tattica di piccolo cabotaggio. Ma non è mai troppo tardi.

Ps. Ah, se vi state chiedendo come la pensa Grillo su Orbán, c’è questo pezzo del 2015 firmato da «comedonchisciotte.com», dove si elencano dieci risultati straordinari del premier ungherese, si depreca la «diffamazione» della stampa internazionale ai suoi danni e si spiega: «Qui da noi hanno perfino organizzato un girotondo per la democrazia contro l’antidemocratico Orbán. Che però è stato eletto da un’ampissima maggioranza, mentre qui i “girotondi democratici” non si sono accorti che non si vota ormai da 4 anni e Monti è andato su con una congiura di Palazzo. Quisquilie».



M5s e la corrente che sostiene l'Iran: Grillo, Di Maio e Di Battista
Mario Ajello
4 gennaio 2020

https://www.ilmessaggero.it/politica/m5 ... 62043.html

C’è la corrente Iran in M5S. Ed è molto forte. La guidano in due. Uno è Dibba, l’altro è Grillo. Di Battista è in partenza per l’Iran dove farà i suoi soliti reportage da turista per caso. E intanto si è schierato contro l’uccisione americana del super-generale iraniano in Iraq: “Un attacco vigliacco quello di Trump e anche “pericoloso e stupido”.

E almeno sull’Iran il suo ex amico Di Maio, ora ministro degli Esteri, è sempre stato più o meno sulla stessa linea e a novembre ha detto alla Camera: “L'Italia vuole mantenere il dialogo con l'Iran”. Il vice ministro Di Stefano vanta a sua volta buoni rapporti con Teheran. Beppe Grillo ha anche una moglie iraniana e lui come si sa non è mai stato filo israeliano. Il comico ha sposato l’iraniana Parvin Tadjik. “Un giorno - disse Grillo in una intervista al quotidiano israeliano Yedioth Ahronot - ho visto impiccare una persona a Isfahan. Ero lì. Mi son chiesto: cos'è questa barbarie? Ma poi ho pensato agli Usa. Anche loro hanno la pena di morte: hanno messo uno a dieta, prima d'ucciderlo, perché la testa non si staccasse. E allora: cos'è più barbaro?”. E i diritti delle donne? “Mia moglie è iraniana. Ho scoperto che la donna, in Iran, è al centro della famiglia. Le nostre paure nascono da cose che non conosciamo”. Quel che si conosce è che in M5S l’Iran non è mai dispiaciuto.

Le parole al veleno
Grillo l'antiamericano, sul blog l'ex diplomatico Cardilli detta la linea 5 Stelle: "Italia vassallo USA, Maidan in Ucraina fu colpo di stato"

Il Riformista
Carmine Di Niro
16 Maggio 2022

https://www.ilriformista.it/grillo-lant ... to-299741/

Beppe Grillo torna a farsi sentire e lo fa all’insegna della polemica, come il suo solito. Il fondatore del Movimento 5 Stelle si ‘occupa’ ancora una volta del conflitto in corso in Ucraina provocato dall’invasione delle truppe russe e lo fa dando spazio sul suo sito a Torquato Cardilli, diplomatico italiano ed ex ambasciatore in Albania, Arabia Saudita, Angola e Tanzania.

Un articolo, titolato “Due pesi e due misure”, ripropone il classico anti-atlantismo e anti-americanismo di stampo grillino, tirando in ballo un mare magnum di vicende, da Chico Forti al Cermis, fino al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i suoi predecessori al Quirinale, oltre ai vari ‘inquilini’ di Palazzo Chigi.

È a loro che Cardilli si rivolge definendoli “incapaci” negli ultimi 20 anni “di pretendere tra alleati corretti il provvedimento di grazia presidenziale, accontentandosi di frasi di circostanza e della solita pacca sulla spalla. Al contrario il nostro Presidente della Repubblica è scattato sull’attenti più d’una volta di fronte alla richiesta di concedere la grazia a vari cittadini americani condannati da tribunali italiani con sentenza passata in giudicato”.

Al contrario per l’ex ambasciatore “soffriamo ancora, dopo 77 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, di una condizione di vassallaggio”.

L’obiettivo dell’articolo pubblicato sul sito di Grillo è quello di compiere un gigantesco “e allora la Nato-Onu-Stati Uniti”. Se infatti Cardilli scrive che la Russia con l’invasione dell’Ucraina “ha infranto il diritto internazionale violando con le armi i confini dell’Ucraina per seminarvi morti e distruzioni”, è altrettanto evidente per l’ex diplomatico di lungo corso che “di violazioni e veti è pavimentata la storia dell’ONU”.

La colpa? Ovviamente degli Stati Uniti. “La Russia (erede dell’URSS dal 1991) si è avvalsa del ”diritto di veto” in pochissime occasioni, mentre gli Stati Uniti vi hanno fatto ricorso decine di volte, nella maggioranza dei casi per bloccare risoluzioni di condanna per i propri misfatti e per le reiterate violazioni del diritto internazionale, della carta delle Nazioni Unite, delle raccomandazioni dell’Assemblea Generale, da parte dell’alleato Israele”, spiega l’ex diplomatico.

Così nel suo articolo si arriva a ripetere la propaganda del Cremlino sulle rivolte di Euromaidan del 2014, che portarono alla caduta del governo di Viktor Yanukovich, poi rifugiatosi proprio in Russia. Le proteste di piazza vengono definite “un colpo di stato” mentre il referendum per l’annessione della Crimea alla Russia, non riconosciuto dalla comunità internazionale e svolto durante una occupazione militare, viene così presentato: “Nel 2014 la Crimea ha proclamato la sua secessione e indipendenza dall’Ucraina prontamente riconosciuta dalla Russia che di lì a poco, per contrastare la reazione del governo di Kiev, divenuto anti russo con un colpo di stato, favorì l’organizzazione in Crimea di un referendum popolare di annessione”.

In questo minestrone ci finisce anche il Kosovo, con l’ardito paragone tra l’annessione della Crima alla “secessione indipendentista” del Kosovo “a danno della Serbia, la cui capitale Belgrado fu pesantemente bombardata dall’alleanza occidentale fino alla capitolazione. Allora nessuno in Occidente, a livello governativo o di informazione, si oppose alla durezza della devastazione”, scrive Cardilli.

La frattura nei 5 Stelle

Ma il lungo post pubblicato sul sito di Grillo testimonia ancora una volta la profonda spaccatura all’interno dei 5 Stelle, tra una linea governista e filo-atlantica rappresentata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio e quella più barricadera del leader Giuseppe Conte, contrario all’invio di armi in Ucraina e desideroso di portare la questione in Aula per un voto politico.

Anche la scelta di ‘puntare’ sull’ex ambasciatore Cardilli è un chiaro esempio delle divisioni. Come sottolinea Il Foglio, il diplomatico di lungo corso in alcuni articoli pubblicati su ‘PoliticaPrima’ definiva Di Maio “un guaglione” e che a proposito della partita per il Quirinale il 2 febbraio scriveva che il “capitolo più penoso” della carriera politica di Di Maio “è scritto in questi giorni con i negoziati e i colpi bassi sotterranei per la rielezione del presidente Mattarella. Irrispettoso delle regole, credendosi ancora il capo del Movimento, ha manovrato nell’ombra, a latere o in modo non allineato con l’impostazione di Conte incontrando, secondo quanto riferisce la stampa, questo o quella candidata da Amato alla Moratti, dalla Casellati a Casini”.

Cardilli che era stato anche ‘utilizzato’ in altri occasioni da Grillo per trattare la politica estera: ad agosto 2021 il diplomatico scriveva della “fuga disonorevole da Kabul”; prima ancora Grillo aveva lasciato a Cardilli la difesa dalle accuse di aver ricevuto fondi neri dal regime venezuelano di Hugo Chavez, mentre nell’ottobre scorso era tornato al suo obiettivo preferito, il ‘nemico’ americano in un post dal titolo “Il cervo e il cavallo”.
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Re: Crisi politica, nuove elezioni il 25/9/22

Messaggioda Berto » sab lug 30, 2022 8:38 pm

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Re: Crisi politica, nuove elezioni il 25/9/22

Messaggioda Berto » sab lug 30, 2022 8:39 pm

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