Mi no ghe sarò a ste farse a sostegno de i fanfaroni

Re: Mi no ghe sarò a ste farse a sostegno de i fanfaroni

Messaggioda Berto » dom feb 01, 2015 10:50 pm

Intervista a Loris Mazzorato SIndaco di Resana
Pubblicato il 17/10/2014
da Redazione Vivere Veneto

http://vivereveneto.com/2014/10/17/inte ... -di-resana

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... xorato.jpg

Abbiamo con noi oggi il Sindaco di Resana Loris Mazzorato divenuto famoso per esser stato commissariato e sostituito lo scorso novembre 2013 da un burocrate dello stato italiano non eletto.

Il peccato Originale di Loris fu quello di aver messo all’ordine del giorno la revoca della Tares nel suo comune.

E per quasi tutti gli altri membri della giunta questo era veramente troppo, o meglio… era troppo per i loro gerarchi di partito che a Roma si devono essere detti: se comincia uno, si apre la diga ed è finita, quindi “fermatelo prima che sia troppo tardi”.

Loris forte di una sua amministrazione e di un sano bilancio comunale in attivo dunque deve aver osato troppo proporre di non tassar il popolo che rappresentava (e che rappresenta tutt’ora).

Il problema dunque ufficialmente era il “patto di stabilità interno italiano” , ma cos’e’ Loris questo fantomatico patto di stabilita’ ?

Loris…. “Il patto di stabilità è un meccanismo piuttosto complesso, che diventa quasi un’assurdità.

Mi rifiuto di volerlo comprendere, perché, parlando con un linguaggio comprensibile a tutti (magari in modo un po’ improprio) non ti lascia spendere i tuoi soldi, frutto di risparmi e sana gestione. Comprendere questi folli meccanismi, vuol dire rischiare di farsi assorbire da normative perverse e io mi oppongo fortemente a queste imposizioni diaboliche”

Dunque Loris ci aiuteresti a capire come avete fatto per aver questo forte “accantonamento di capitali”,che lo stato vi impedisce di spendere seppur di vostra proprietà ?

Loris …… “Innanzitutto il merito non è solo mio. Resana, da sempre, è stata gestita in modo parsimonioso e oculato. Negli ultimi anni il problema è diventato enorme, in quanto all’azzeramento dei trasferimenti da parte dello Stato centrale verso il Comune di Resana è corrisposto il divieto di spendere quello che avevamo accantonato per fare opere che le varie amministrazioni avevano programmato”

Sappiamo che altri sindaci si sono fatti avanti, interessati al tuo operato, ci auguriamo tutti di poter vedere quanto prima TUTTI I SINDACI VENETI AD INDOSSAR LA FASCIA VENETA

Cosa consiglieresti ora a quei sindaci che volessero intendere il proprio ruolo in modo diverso: dall’esser gabelliere dello stato al traformarsi in rappresentante a servizio del Popolo ?

Loris …… “E’ una domanda molto profonda. Innanzitutto esprimere la nostra contrarietà di fronte a norme che sono contro l’interesse della nostra comunità. Il semplice fatto di mettere un cartello fuori dalla sede municipale, di fare incontri formativi su argomenti “scottanti” quali la perdita di sovranità monetaria e popolare, denunciare all’ONU la violazione dei trattati internazionali, sottoscritti anche dall’Italia, quali il diritto di autodeterminazione, il poter scegliere la nazionalità ecc. sono tutti elementi che contribuiscono ad aumentare la coscienza e consapevolezza al fine di comprendere che il vero cambiamento parte da ognuno di noi”.

Ognuno di noi deve portare una goccia al mare, tutti insieme avremo un mondo pieno di nuove energie”

Dunque Loris ci vediamo domenica , e’ stato un segnale importante che Resana abbia riconosciuto il tuo buon lavoro e ti abbia rieletto, premiando dunque la tua coerenza. Riteniamo che gli amministratori pubblici debbano esser perlappunto “a servizio del Popolo”, sempre più spesso ultimamente si vedono amministratori locali che si comportano da veri e propri gabellieri e riscossori dello stato dimenticando la rappresentanza e il mandato che il Popolo ha fornito loro. Speriamo Vivamente che il segnale che hai dato e continuamente mandi possa servire da sprono anche per altri sindaci che possano cambiare atteggiamento, magari iniziando una vera rivoluzione copernicana, un movimento dei Sindaci Veneti che possano rivoltare le dinamiche, facendo nascere un vero e proprio MOVIMENTO DAL BASSO per una riscossa e un rinato coinvolgimento del Popolo Veneto.



Il Governo Nasionae Veneto “scomunica” Mazzorato
RESANA. Il sindaco Loris Mazzorato “scomunicato” dal Governo Nasionae Veneto che gli intima di restituire la carta d'identità veneta, quella con cui aveva aperto un conto corrente in una banca...
29 gennaio 2015
http://tribunatreviso.gelocal.it/trevis ... 1.10763892

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... xorato.jpg

RESANA. Il sindaco Loris Mazzorato “scomunicato” dal Governo Nasionae Veneto che gli intima di restituire la carta d'identità veneta, quella con cui aveva aperto un conto corrente in una banca svizzera e registrato la sua presenza in un albergo elvetico. La decisione è stata presa dalla Corte Federale del Popolo Veneto, uno degli organismi dell'associazione guidata da Gabriele De Pieri che per il sindaco di Resana ha parole di fuoco: «Vuole costituire una realtà come la nostra, con una sua propria anagrafe. Di fronte alle richieste di chiarimento da parte nostra, ha replicato che lui si sente libero di fare quello che vuole. A questo punto le nostre strade si dividono, perché vuole utilizzarci per i suoi scopi, che non sono i nostri». Mazzorato aveva partecipato (“spesato da noi”, precisa De Pieri) alla missione del Governo Nasionae Veneto a Ginevra per caldeggiare all’Onu il riconoscimento dell’identità veneta. Era giugno, ma nel frattempo i rapporti con i venetisti si sono guastati. Anche per una questione di principio a sentire De Pieri: «L'unico soggetto giuridico titolato per il diritto all'auto determinazione è il popolo come soggetto distinto dallo Stato e quindi anche da chi lo amministra. E Mazzorato, facendo il sindaco, non solo riconosce le istituzioni italiane ma addirittura ne fa parte attiva». Ma ciò che ha fatto scattare la scomunica è l'intenzione di replicare il Governo Nasionae. «Ne abbiamo le prove», continua De Pieri, «e non possiamo accettare di fare confusione. Che cosa cerca il sindaco di Resana è chiaro: un posto per le regionali, con chi staremo a vedere». Mazzorato non ricopriva nessun incarico nel Governo Nasionae. (d.n.)

Cossa faxeva Mazzorato in cerca de Passera a Roma...queo che gà da far el novo partito itaglian..
Tanti giuramenti...meditate...
Xe poki i piè par massa scarpe..
https://www.facebook.com/pages/Governo- ... 7885533606


Resana: i venetisti irrompono in Consiglio
RESANA. "Invasione" dei venetisti al consiglio comunale di Resana: mettono sotto accusa il sindaco Loris Mazzorato, dopo la scomunica del “Governo Nasionae Veneto”, lo stesso che aveva fornito al...
01 febbraio 2015
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RESANA. "Invasione" dei venetisti al consiglio comunale di Resana: mettono sotto accusa il sindaco Loris Mazzorato, dopo la scomunica del “Governo Nasionae Veneto”, lo stesso che aveva fornito al primo cittadino di Resana la carta d'identità veneta con cui aveva aperto un conto corrente in Svizzera, senza alcun dubbio circa la sua validità. È capitato giovedi sera, quando ormai il consiglio era alle sue battute conclusive: un gruppo di trenta persone, capitanate dal leader del “Governo Nasionae” Gabriele De Pieri, ha preso posto nella sala consiliare: un rapido scambio di occhiate con il sindaco ha fatto capire agli altri spettatori che il gruppetto era proprio lì per Mazzorato. Il sindaco ha chiuso ufficialmente il consiglio. Tutti sono usciti e non poteva sfuggire la presenza di due carabinieri all'esterno del municipio. Insomma, una situazione un po' anomala: Mazzorato si è poi incontrato con i venetisti nella stessa sala, alla presenza anche di alcuni cittadini resanesi, tra cui alcuni esponenti della lista di minoranza Resana Si Muove. Da parte loro i venetisti hanno ribadito con veemenza l'accusa di tradimento nei confronti del sindaco resanese, accusandolo di voler fare un doppione del loro progetto di anagrafe veneta. Accuse respinte al mittente da Mazzorato che ha auspicato di chiarire definitivamente la cosa in un prossimo incontro. «I carabinieri», ha dichiarato ieri Mazzorato da Roma, dove è stato invitato alla presentazione del nuovo progetto politico di Corrado Passera, «erano in servizio di pattuglia e sono venuti vedendo che c’era molta gente nei pressi del municipio».(d. n.)




Folla per Mazzorato: «Loris tieni duro!»
Oltre quattrocento persone ieri sera a sostegno del sindaco di Resana
http://www.oggitreviso.it/node/73666

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -folla.jpg


RESANA – Folla ieri sera al centro anziani di Resana per l’incontro del sindaco Loris Mazzorato coi cittadini. La sala era gremita, c’erano all’incirca quattrocento persone. Una platea tutta a sostegno del primo cittadino, con scroscianti applausi e cartelloni con scritto: «Loris tieni duro!». In quello che forse sarà il suo ultimo discorso da sindaco, Mazzorato ha passato in rassegna le cose fatte e quello che si potrebbe fare, sottolineando l’impegno straordinario dei volontari del suo comune durante questi quattro anni e mezzo di amministrazione.

«Persino i dentisti mi hanno detto sì, quando ho chiesto di dare una mano a qualcuno – ha detto – Che diritto abbiamo noi di lasciare stare qualcuno col mal di denti? Ogni tanto qualcuno arriva, mi dice che è andato in pensione e mi chiede che cosa può far per il comune… Oggi forse sarà il mio ultimo giorno, ma quello che abbiamo fatto non è merito mio, ma dei cittadini».

Mazzorato poi ha fatto un lungo excursus sulla sua battaglia contro tasse, le sue magliette provocatorie contro Monti e Letta, arrivando fino alla sua presenza al requiem per Priebke. «La mia protesta dura da due anni – ha affermato – Con le mie magliette sono andato ovunque, anche al requiem per Priebke. E non perché sono nazista, condanno quegli atti e chiedo scusa a se ho urtato la sensibilità di qualcuno. La cosa però è stata strumentalizzata, semplicemente era partito l’ordine di farmi fuori all’alto. Prima era capitato al sindaco di Vedelago, poi a quello di Godego, ora a quello di Resana, il prossimo non vi dico chi è…». Il sindaco se l’è presa anche con la Lega. «Sono stato eletto grazie alla Lega – ha detto ancora – Ma parlano tanto di federalismo e poi quando c’è da puntare i piedi non si fa: mi sa tanto che c’è una tresca…».

Poi c’è stato un saluto ai cittadini. «Oggi forse è il mio ultimo giorno – ha affermato riferendosi al fatto che ora la sua permanenza in municipio dipende dai primi dei non eletti, che dovrebbero subentrare ai consiglieri dimissionari – Molti dei non eletti purtroppo sono assoggettati alla classe politica vecchia, ma comunque mi appello a loro: se accettano di entrare in consiglio si può continuare a lavorare per Resana, fuori dalla partitocrazia».

«Vado a casa e mi trovo senza lavoro – le sue parole – Ho un mutuo di mille euro e 500 euro vanno all’altro figlio che ho, se qualcuno mi indica un’opportunità gliene sarei grato». Questa sera è previsto il consiglio comunale in cui si sarà la nomina dei primi dei non eletti, si starà a vedere poi nei prossimi giorni quanti rassegneranno le dimissioni e se l’era Mazzorato è destinata a continuare oppure no.


Impero Mazzorato, fallita la Pluto - Era la società dei negozi della famiglia: gestiva un patrimonio da 20 milioni
11 agosto 2011
http://tribunatreviso.gelocal.it/trevis ... -1.1095263
Quinto fallimento per la galassia dell'impero Mazzorato. A capitolare stavolta, al tribunale di Treviso, è la «Pluto srl», società contenente i negozi con i quali la famiglia di Castelminio di Resana, titolare di una catena di magazzini di abbigliamento, aveva costruito un piccolo impero immobiliare del valore di oltre 20 milioni di euro. Attivi finiti nel concordato della Pluto declassato ora a fallimento dopo che la medesima istanza aveva colpito in serie la holding Melograno e le controllate Leamm, Cdm e Jesolo Trade. Il castello di carte creato su di liquidazioni e concordati preventivi presentati in tribunale è caduto sotto il peso dei debiti. Ultima in ordine di tempo la Pluto, in dissesto dal 2006, anno in cui ha cominciato a chiudere i bilanci in rosso arrivando a una perdita di 2,6 milioni di euro nel 2009. Oltre ai negozi a marchio Mazzorato, la società deteneva anche il controllo della Cdm, anima commerciale del gruppo che fino all'anno scorso contava 150 dipendenti. Il calo delle vendite ha comportato il mancato pagamento dei canoni di affitto alla Pluto, che ha cominciato così a far saltare a sua volta i pagamenti verso i propri creditori. Un effetto domino di cui è rimasto vittima l'intero gruppo di moda, passato in parte nelle mani dei Magazzini Zanchetta, affittuari di un ramo di Mazzorato e firmatari di un preliminare da circa 10 milioni con il quale si sono assicurati cinque negozi: Castelminio di Resana, Trieste, Udine, Marghera e Vigonza. Una fetta importante della vasta rete di negozi di abbigliamento - 15 in tutto - che la famiglia Mazzorato ha dovuto vendere per fare fronte ai debiti e salvare parte della forza lavoro. Secondo il piano concordatario, la Pluto doveva tornare l'intero credito ai privilegiati mentre i chirografari dovrebbero venir ripagato al 10% circa. I debiti sono rilevanti: 13,9 milioni quelli vantati dalle banche, ora protagoniste del nuovo rito fallimentare. La parola passerà ora ai giudici trevigiani chiamati a prendere in mano la procedura e decidendo in prima persona la strada migliore per dare soddisfazione ai creditori. Il precedente lavoro era stato invece approntato da un commissario e un curatore, che per redigere il concordato hanno chiesto un compenso totale di 450 mila euro, cui si aggiungono altri 230 mila euro per professionisti e periti chiamati a valutare gli attivi del piano. (e.l.t.)
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Messaggioda Berto » lun feb 02, 2015 4:20 pm

Dodici sindaci sfilano a Cittadella con la fascia del Veneto

Dodici primi cittadini con la fascia veneta in testa al corteo di protesta contro le "bacchettate" del prefetto. Ma non sono mancate le accuse a Lega e Zaia, che hanno disertato la manifestazione: «Dovevate essere qui a Cittadella» di Silvia Bergamin

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... adea-3.jpg



http://mattinopadova.gelocal.it/padova/ ... =undefined

CITTADELLA. Seicento in marcia “silenziosa” con i sindaci che usano la fascia veneta. E dai leoni di San Marco arrivano stoccate al prefetto, Patrizia Impresa, ai sindaci della Lega Nord che hanno “disertato” l’iniziativa e pure a Luca Zaia: «Dovevi essere qui con noi». Centinaia di bandiere giallorosse e serenissime hanno sfilato ieri pomeriggio dentro e fuori le mura per solidarizzare con i sindaci di Cittadella e di San Giorgio in Bosco, Giuseppe Pan e Renato Miatello.

I due primi cittadini dell’Alta sono stati “bacchettati” dal prefetto per le bandiere a mezz’asta contro la Corte costituzionale che ha bocciato il referendum sulla riforma delle pensioni e per aver indossato la fascia “veneta” al posto di quella tricolore in occasione dell’inaugurazione del nuovo pronto soccorso. Sono arrivati sindaci e amministratori da mezzo veneto - Vedelago, Carceri, Segusino, Terrassa Padovana, Rosà, Veronella, Solarizza - ma dall’Alta c’era solo il sindaco di Galliera Veneta, Stefano Bonaldo. Al megafono si sono alternati Pan e Miatello.

Il sindaco di Cittadella è tornato a evocare l’indipendenza da Roma: «Il futuro della nostra regione deve essere l’indipendenza, vogliamo un Veneto libero per i nostri figli, con le bandiere di San Marco che sventolano». Miatello ne ha avute per tutti: «Dopo la lettera di richiamo del prefetto, ho deciso che andrò fino in fondo, a costo di vedermi tolta la fascia di sindaco. Voglio dire ai sindaci della Lega - che non hanno marciato con noi - che hanno perso una grande occasione e questo lo dico anche al nostro governatore. Noi non siamo “caregari” e ci batteremo sempre per i nostri cittadini che ci hanno eletti». I venetisti e indipendentisti, che hanno promosso la manifestazione, hanno incitato il popolo veneto: «Il segreto della felicità è nella libertà, ma ci vuole coraggio, come quello che hanno dimostrato i nostri sindaci».

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... itadea.jpg


A CITTADELLA MARCIA L’ORGOGLIO VENETO, CONTRO I PREFETTI ITALIANI
http://www.miglioverde.eu/a-cittadella- ... i-italiani

Oggi, a Cittadella, nel Padovano, l’ha fatta da protagonista l’identità veneta. Dopo le reprimende del prefetto di Padova ai sindaci che non hanno indossato la fascia tricolore, ma quella con i simboli e i colori della Repubblica Serenissima, oggi, a Cittadella, s’è tenuta una marcia silenziosa per alzare il vessillo della propria appartenenza.
Centinaia di bandiere giallorosse e serenissime hanno sfilato ieri pomeriggio dentro e fuori le mura per solidarizzare con i sindaci di Cittadella e di San Giorgio in Bosco, Giuseppe Pan e Renato Miatello.
La marcia, lungo il percorso stabilito, è durata dalle 15 alle 16.30 circa. Tra gli 800 ed i mille i partecipanti. Dodici i sindaci che si sono presentati con la “fascia di San Marco” e, soprattutto, nessuno ha esposto simboli di partito. Tra i rappresentanti istituzionali nessun esponente di spicco della Lega Nord si è presentato all’appuntamento, al quale non sono mancati i diversi leader dei movimenti indipendentisti.
Da parte degli amministratori presenti, e non solo, “non sono mancate le accuse a Lega e Zaia, che hanno disertato la manifestazione: «Dovevate essere qui a Cittadella»”.

Gnanca Bitonci el ghe jera.


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Re: Mi no ghe sarò a ste farse a sostegno de i fanfaroni

Messaggioda Berto » mar feb 03, 2015 8:30 am

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A Çitadeła mancava ła pì parte de łi veneti de l'ara "endependentista":

mancava

-i Serenisimi
-el Veneto Serenisimo Governo de "l'ebreo veneto" Seraja de Basan
-coełi del Parlamento Veneto e del Governo Veneto de l'editor venesian Gardin, co łe so istitusion venete fate en caxa
-el Governo Nasional Veneto de De Pieri co ła pasion del'ONU e de l'anagrafe veneta
-el fanfaron, caregaro e buxiaro Buxato co ła so banda de tontari e łi so miłioni de veneti ke łi garia votà sì al referendo par l'endependensa, ma ndo xełi ke no łi se ocia da gnaona parte?
-el caregaro e fanfaron referendaro Moroxin co ła so banda de tontari ke łi ło ciama "comandante", ke łi xe seguri kel leberarà el Veneto, ma no se sa coando
-el caregaro e fanfaron Chiavegato co ła so banda de tontarołi ke 'l ndarà en rexon par ver/torse l'endependensa ma no se sa come
-el caregaro e fanfaron referendaro Cantaruti co ła so banda de totani, na copia beła o bruta de Moroxin
-łi pori veneti sensa pì speranse ke łi patise tuti łi dì, siti e rasegnà come łi deportà ente łi canpi/lagher/gulag e ke łi spera ente on mesia tałian o veneto o ente ła paxe del regno dei çełi
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Re: Mi no ghe sarò a ste farse a sostegno de i fanfaroni

Messaggioda Berto » mar feb 03, 2015 2:02 pm

Pan come Bitonci, Cittadella alla Lega

Il Carroccio conferma la roccaforte con il 56%. I Grillini volano all’8%. Il vice del sindaco uscente passa al primo turno. Il centrosinistra si ferma al 19,24%

http://corrieredelveneto.corriere.it/ve ... 8426.shtml

CITTADELLA (Padova)- Non conosce sosta l’egemonia della Lega Nord sulla Città murata. Prima, dal 1994 al 2002, gli anni anni di Lucio Facco. Poi, per altri dieci anni fino a ieri, il «regno» di Massimo Bitonci. Ed ora tocca Giuseppe Pan, avvocato di 50 anni, nuovo sindaco di Cittadella, eletto al primo turno con il 56,04% dei voti (per un totale di 6655 quelli ottenuti personalmente, mentre i voti delle liste apparentate tocca il 58,02%). Più o meno il medesimo indice con cui, nel 2007, Massimo Bitonci respinse la concorrenza di Francesco Rebellato (sinistra): allora finì con il Carroccio e le liste vicine al 56,54%, mentre il centrosinistra si fermò al 24,38%. Pan, sostenuto dal Carroccio e da altre quattro liste («Civica San Marco», «Per il sindaco », «Forza Cittadella» e «Cittadella cresce con te»), si accomoda dunque sulla poltrona più alta di Palazzo Mantegna, dopo esser stato per un decennio il vice di Bitonci.

E così il potere della Lega «vecchia maniera », quella che viene indicata dei Bossiani e che, per intenderci nel concreto, fa capo al vicepresidente della Provincia Roberto Marcato, al coordinatore nazionale Gianpaolo Gobbo e soprattutto al senatùr Umberto Bossi, si conferma tale. Da 18 anni ad oggi. Ed oltre. Facendo di Cittadella una delle maggiori roccaforti, venete e nazionali, del movimento leghista. La principale sfidante di Pan, la 45enne Serenella Vallotto, scelta attraverso le Primarie di coalizione nel gennaio scorso ed appoggiata da Pd, Idv, Sel e dalla civica «Con Serenella senza paura», si ferma invece al 19,24% ovvero a cinque punti percentuali di distanza dal già citato Rebellato, autore di una performance evidentemente migliore. Ma a far notizia, pure qui all’ombra delle mura, è l’exploit del Movimento Cinque Stelle guidato da Beppe Grillo, che con il candidato sindaco Loris De Poli (chissà se qualcuno, barrando il suo nome, avrà magari pensato di votare per l’onorevole dell’Udc Antonio) raccoglie l’8,18% dei consensi e si piazza davanti agli altri tre concorrenti: 7,89% per Alberto Raimondo («Cittadella futura» e «Noi Cittadellesi»), 5,46% per Matteo Pierobon (Udc e «Cittadella della libertà ») e 3,2% per Roberto Pasinato («Civica Santa Croce»).

In generale, il vento dell’astensionismo e della sfiducia nella politica si è fatto sentire anche nei dintorni di Palazzo Mantegna, anche se il risultato finale. Alle urne si sono infatti presentati poco più di 12mila cittadellesi, pari al 74,1% degli aventi diritto: quindi, circa un abitante su quattro ha preferito non andare a votare. Per meglio inquadrare il fenomeno, basta ricordare che, nel 2007, l’affluenza raggiunse quota 79,2%, mentre dieci anni fa essa toccò l’83%. Altri tempi. Ma resta il fatto, comunque da evidenziare, che dal 2002 ad oggi il numero di residenti di Cittadella che non si è presentato al seggio sia aumentato del 10%. Per il centrosinistra si riapre ancora una volta l’analisi della sconfitta. «Prendiamo atto che la maggior parte dei cittadellesi, certamente per abitudine e senza la minima capacità di reagire, ha deciso di essere governata dalla Lega pure per i prossimi cinque anni - l’analisi di Serenella Vallotto - Trasformando così Cittadella in uno dei centri di potere leghista più longevi del Paese. Ancora una volta, hanno vinto l’autoritarismo, il clientelismo, l’utilizzo del Comune come bene di proprietà privata, basti pensare a come nelle ultime settimane, su ordine del sindaco uscente Bitonci, siano state asfaltate strade, sistemati marciapiedi, riordinate aree verdi che da tempo non venivano toccati. Credo che l’ottima prestazione dei grillini non abbia portato via voti a noi - ragiona la candidata della sinistra - Piuttosto penso che non abbia giocato a nostro favore l’eccessiva frammentazione delle liste, mi riferisco ovviamente a quelle che non sostenevano il neosindaco Pan». Per altri invece è il tempo di fare i conti con un successo senza precedenti. Queste le parole del grillino De Poli: «Siamo molto contenti, i consensi ottenuti rappresentano un’ottima base da cui partire. Certamente - riconosce l’esponente del Movimento Cinque Stelle - il traino di Beppe Grillo a livello nazionale ci ha aiutato non poco. Ma, credetemi, in poche settimane qui a Cittadella siamo riusciti a svolgere un grandissimo lavoro».

Davide D’Attino 07 maggio 2012 (modifica il 08 maggio 2012)
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Re: Mi no ghe sarò a ste farse a sostegno de i fanfaroni

Messaggioda Berto » sab feb 07, 2015 7:33 am

???

Papa ai prefetti: immigrazione rispetto e dignità

http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/Pa ... rsone.aspx

Obbedienza, ascolto, pazienza. Sono le chiavi per superare la “crisi di autorità” nella società contemporanea che, in materia migratoria, è necessario garantisca il rispetto “dei diritti fondamentali di ogni persona umana”. Lo ha ribadito Papa Francesco, ricevendo in Sala Clementina in Vaticano i prefetti d’Italia, introdotti dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Il compito di tali istituzioni, ha ricordato il Pontefice, è quello di rendere presente “in modo capillare” sul territorio dello Stato l’autorità del governo centrale, “in particolare per quanto riguarda la tutela dell’ordine e della pubblica sicurezza”.

Non questioni astratte, ma “il volto concreto di uomini e di donne” con i loro problemi e le loro speranze, che “in questi anni di incertezza e di difficoltà economiche si sono fatte ancora più impellenti”. È la realtà con cui si confrontano i prefetti d’Italia, nelle parole di Papa Francesco che ha individuato l’“indispensabile cornice” in cui si svolge la loro funzione: obbedienza alla legge e ai criteri di umanità che la informano e lealtà verso le istituzioni: “La crisi di autorità che la nostra società sperimenta in diversi ambiti, tanto pubblici quanto privati, con conseguenze di vasta portata, specie per l’educazione delle giovani generazioni, ha infatti tra le sue cause proprio la carenza di queste fondamentali disposizioni all’obbedienza, all’ascolto, alla pazienza”.
L’esercizio dell’autorità ha sempre come obiettivo “il conseguimento del bene comune”, ponendosi “quotidianamente al servizio” della comunità “ad imitazione di quanto ha fatto il Signore Gesù, che è venuto in mezzo a noi come Colui che serve”.

In tale ambito, il Pontefice ha notato l’esigenza di una “duttilità necessaria per affrontare gli innumerevoli casi pratici che si presentano su tutto il territorio italiano”. Un esempio è “la particolare incidenza del movimento migratorio”, legata all’aumento nel mondo di violenti conflitti “con le loro tragiche conseguenze sulle persone e sulle economie di tanti Paesi”: particolare “delicatezza” rivestono dunque le competenze prefettizie in materia di immigrazione: “Esse comportano l’esigenza di individuare nella quotidiana gestione delle situazioni, spesso d’emergenza, quella corretta applicazione delle norme, che garantisca, insieme con la fedeltà al dettato della legge e delle altre disposizioni vigenti, lo scrupoloso rispetto dei diritti fondamentali di ogni persona umana”.

Ringraziando i prefetti per l’impegno profuso nel coordinare “l’accoglienza delle migliaia di uomini, donne e bambini giunti sulle coste italiane”, evidenziato anche dal ministro dell’Interno Alfano che ha parlato pure dell’impegno nella lotta alle organizzazioni criminali, il Papa ha sottolineato “i rapporti di proficua collaborazione tra le prefetture, le diocesi e le parrocchie” che, “nel rispetto delle distinte competenze”, merita di essere “confermata, valorizzata e approfondita”: “La Chiesa, essendo una realtà divina e umana, opera nella società al servizio delle persone sulla base dell’insegnamento di Cristo e, desiderando svolgere la sua missione educativa e caritativa nella sincera collaborazione con le istituzioni dello Stato per la promozione dell’uomo e il bene del Paese, è lieta di trovare nelle Prefetture uno degli ambiti in cui maggiormente si concretizza questa sinergia per il bene di tutti i cittadini”.

D’altra parte tali istituzioni rappresentano “un importante fattore di coesione” perché - ha ricordato il Santo Padre - interpretano “nelle varie realtà territoriali le istanze di coordinamento che provengono dal centro” e al contempo segnalano “all’autorità centrale situazioni di particolare difficoltà o marginalità”, facendo risuonare voci “che diversamente rischierebbero di rimanere flebili e prive della dovuta attenzione”: “Quanto più i cittadini percepiranno che i poteri costituiti sono generosamente rivolti a cercare di offrire risposte ai loro bisogni e a tutelare i loro diritti, tanto più saranno disposti ad accoglierne le indicazioni e a disporsi ad un operoso e ordinato spirito di collaborazione e di rispetto”.

E i sinaghi, la demograsia vera, i çitadini contali gnente par ti Papa?

Caro Papa, ente na vera democrasia el primo poter costituesto lè la soranetà del çitadin, ke la xe la pì granda aotoretà, sora de tuto e de tuti.
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Messaggioda Berto » sab feb 28, 2015 9:54 pm

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Re: Mi no ghe sarò a ste farse a sostegno de i fanfaroni

Messaggioda Berto » mer mar 18, 2015 10:51 pm

Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Mi no ghe sarò a ste farse a sostegno de i fanfaroni

Messaggioda Berto » mer mar 18, 2015 10:51 pm

???

QUASI 140.000 VENETI PREREGISTRATI ALLA VIGILIA DEL VOTO NELLE ELEZIONI DEL PARLAMENTO VENETO

giane - on marzo 14, 2015

http://blog.plebiscito.eu/news/quasi-14 ... nto-veneto

La presenza e la vicinanza del movimento indipendentista di Taiwan a Venezia conferma la vocazione internazionale di Plebiscito.eu. Gianluca Busato: “ora è il momento di dare forza a un nuovo tsunami indipendentista”

Alla vigilia del primo giorno di votazioni per il Parlamento Veneto sale la febbre dell’indipendenza in Veneto. Le preregistrazioni per ottenere il codice di voto finora effettuate dal sito internet http://www.plebiscito.eu sono arrivate a quota 139.000, mentre nel territorio fervono i preparativi per consentire alla popolazione anche meno informatizzata di poter votare il proprio candidato preferito da eleggere nel Parlamento indipendente.

Nel corso della giornata di sabato è avvenuto lo “switch” tecnico con l’installazione della piattaforma di voto ora raggiungibile da http://www.plebiscito.eu. Oltre alle migliaia di volontari nel territorio sono all’opera anche circa 300 operatori telematici che controllano e supportano le operazioni di registrazione e di voto digitale.

Nel corso dei giorni di votazione non si interromperanno inoltre le serate di presentazione, che hanno vista un’attività intensa di Plebiscito.eu nel territorio per informare e attivare cittadini che parteciperanno a una straordinaria settimana di impegno civico e digitale. Nella settimana precedente le votazioni ha partecipato anche il leader del movimento indipendentista Taiwanese, Tony Chang, con cui Gianluca Busato e Plebiscito.eu stanno avviando un nuovo straordinario progetto di portata mondiale (???).

Per quanto riguarda gli appuntamenti nella settimana del voto, sempre con la presenza di Gianluca Busato, in particolare, tra gli altri, lunedì 16 marzo è prevista una serata a Pojana (ore 20.30 presso sala polivalente “G. Geremia” in via Trieste 5) in cui saranno presentati anche i progetti della Repubblica Veneta in tema di ingegneria Idraulica e Pianificazione Territoriale e di Mitigazione dei Dissesti Idrogeologici, a cura dell’ing. Federico Bertoldo, membro della Delegazione dei Dieci.

Martedì è quindi programmata una serata a Creazzo (alle 20.30 presso l’AC Hotel Vicenza in via Carducci 1) dove sarà presentato il progetto strategico che vedrà le nuove vie della seta trasformare Venezia e il Veneto in un hub globale entro il 2025, con la presentazione dell’arch Silvio Caoduro, coordinatore territoriale di Vicenza est.

Mercoledì 18 marzo sarà inoltre inaugurata la nuova sede provinciale di Verona, in strada dell’Alpo 7, Zai a Verona, una volta sede della lega nord e ora grazie alla decisione della proprietà dell’immobile, in gestione a Plebiscito.eu e a Veneto Sì, uniche forze popolari coerenti e concrete impegnate per l’indipendenza del Veneto.

Gianluca Busato ha dichiarato: “le relazioni che stiamo stabilendo con i movimenti indipendentisti di tutto il mondo, dall’Europa e ora anche all’Asia con il movimento per l’indipendenza di Taiwan, testimoniano la visibilità globale della questione dell’indipendenza del Veneto, ottenuta con la vittoria plebiscitaria nel referendum del 16-21 marzo scorso. Ora è il momento di dare forza a un nuovo tsunami indipendentista con le elezioni del Parlamento Veneto”.

Ufficio stampa – Plebiscito.eu


???

VENETO, PARLAMENTO INDIPENDENTE: SONO 524.000 I VOTI ALLE 17 DEL TERZO GIORNO DI ELEZIONI
giane
on marzo 17, 2015
Sale la febbre indipendentista. Gianfranco Favaro: “la realtà per le famiglie e le piccole e medie imprese del Veneto è catastrofica, l’unica soluzione è l’indipendenza”.
http://blog.plebiscito.eu/news/veneto-p ... i-elezioni

[Vicenza, 17 marzo 2015] – Sale la febbre per l’indipendenza del Veneto sul sito di Plebiscito.eu. Alle ore 17 del 3° giorno di apertura delle urne digitali sono 524.312 i veneti che hanno espresso la propria preferenza per il candidato deputato che vogliono eleggere nel Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta. L’affluenza, senza considerare gli 8.533 veneti residenti all’estero è del 13,1% sul totale degli aventi diritto al voto.

Tra le province si conferma al primo posto Vicenza, con 111.102 votanti. Segue Treviso, con 109.454 voti, quindi Padova con 99.406. Al quarto posto si colloca Venezia con 81.567, quindi Verona con 80.316 voti espressi. A chiudere Rovigo con 17.512 voti e Belluno, 16.512.

Questa sera (martedì 17 marzo) a Creazzo (VI) alle 20.30 presso l’AC Hotel Vicenza in via Carducci 1, si terrà il convegno “Perché i Veneti vogliono l’indipendenza” dove sarà presentato il progetto strategico che vedrà le nuove vie della seta trasformare Venezia e il Veneto in un hub globale entro il 2025, con gli interventi, tra gli altri, di Gianluca Busato, Gianfranco Favaro e Silvio Caoduro.

Sempre questa sera è in calendaria una riunione pubblica di Plebiscito.eu anche a Bassano del Grappa alle 20.30 presso Ottocento, Contrà San Giorgio 2.

Mercoledì 18 marzo sarà inoltre inaugurata la nuova sede provinciale di Verona, in strada dell’Alpo 7, Zai a Verona (ci sarò anch’io), una volta sede della lega nord e ora grazie alla decisione del proprietario dell’immobile, concessa in gestione a Plebiscito.eu, come riconoscimento della propria battaglia coerente e concreta per l’indipendenza del Veneto.

Gianfranco Favaro, capo dipartimento Economia all’interno della Delegazione dei Dieci ha commentato: “aumenta considerevolmente il numero di veneti che comprendono la gravità della situazione socio-economica. Al di là delle cifre e dei proclami annunciati dal governo italiano, la realtà in particolare per le famiglie e le piccole e medie imprese del Veneto è catastrofica e causata dall’oppressione fiscale italiana e dalla strutturale inadeguatezza di uno stato che non regge più il passo con la modernità. L’unica soluzione è l’indipendenza”.

Ufficio stampa – Plebiscito.eu
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Re: Mi no ghe sarò a ste farse a sostegno de i fanfaroni

Messaggioda Berto » dom mar 22, 2015 11:04 am

??? On milion e mexo de voti? - Mi no go votà!

Sulla piattaforma online di plebiscito.eu ha votato circa il 40% degli aventi diritto
PARLAMENTO VENETO: ALLE URNE UN MILIONE E MEZZO DI CITTADINI
Busato: "I Veneti ci danno fiducia, siamo gli unici a parlare di futuro"21/03/2015
http://www.venetouno.it/notizia/43842/p ... -cittadini

TREVISO - Le elezioni del Parlamento Veneto sono diventate un fenomeno virale in internet che ha contagiato il Popolo Veneto. L’affluenza al voto per le elezioni del Parlamento Provvisorio della Repubblica Veneta ha visto infatti recarsi alle urne digitali, sulla piattaforma online di plebiscito.eu, oltre un milione e mezzo di elettori, pari a circa il 40% degli aventi diritto al voto. La proclamazione dei risultati definitivi si è tenuta in piazza dei Signori a Treviso, in occasione del primo anniversario della dichiarazione di indipendenza della Repubblica Veneta, di fronte a circa 300 persone accompagnate da decine di bandiere con il Leone di San Marco.

In termini assoluti in testa, come numero di elettori, c'è la provincia di Vicenza con oltre 220 mila voti, seguita dai trevigiani con qualche centinaio di voti in meno. Al terzo posto Padova, con quasi 200 mila, Venezia quarta con 160 mila e quinta Verona con 155 mila voti. Al sesto posto Rovigo con circa 35 mila voti e quindi Belluno con 31 mila. Dall’estero (regioni italiane comprese) hanno votato oltre 20 mila persone.

Gianluca Busato, leader di Plebiscito.eu, ha dichiarato: “I veneti ci danno fiducia perché in noi vedono gli unici ad avere un progetto per il futuro del Veneto. Siamo gli unici a parlare di cosa avverrà tra 10 anni e di come intendiamo affrontare le sfide cruciali che determineranno la nostra condizione di uomini liberi o di schiavi, e con quali risorse e strumenti economico-finanziari intendiamo farlo. Siamo gli unici ad avere una soluzione concreta che riscontra le esigenze di cittadini, famiglie e imprese venete. Certo, siamo facilitati perché dopo la piena indipendenza cittadini e imprese pagheranno al massimo un quarto delle tasse che pagano adesso”.
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Re: Mi no ghe sarò a ste farse a sostegno de i fanfaroni

Messaggioda Berto » dom apr 26, 2015 7:35 am

LINGUA VENETA, LETTERA AL SINDACO DI CITTADELLA
di ANDREA LUNARDON

http://www.miglioverde.eu/lengoa-veneta

Buongiorno signor Bitonci,
Le scrivo come cittadino cittadellese di lingua e nazionalità veneta in merito all’articolo apparso ieri sul Mattino di Padova riferito all’introduzione del bilinguismo nel nostro comune.

La Sua iniziativa consiste nell’aver inserito in un tabellone luminoso la seguente dicitura: Front Office – “SPORTEI” . Dando per scontato che in qualità di membro della Lega Nord lei abbia a cuore i diritti dei popoli, come il loro diritto all’indipendenza (termine ancora misteriosamente presente nel primo articolo dello statuto del suo partito), all’autogoverno e al bilinguismo e che in qualità di sindaco e parlamentare Lei sia a conoscenza della legislazione italiana ed europea, vorrei mi rispondesse alle seguenti domande in merito alle

Sue dichiarazioni:
1-Perché Lei agisce “con ironia”, quando in verità avrebbe dovuto già attuare per legge la completa applicazione del bilinguismo veneto-italiano negli uffici pubblici, nelle scuole e nella cartellonistica stradale applicando la Convenzione Quadro per la protezione delle Minoranze Nazionali entrata in vigore con legge 302 del 1997?
2-Da cittadellese posso dire di non aver mai sentito di alcuna Sua iniziativa riguardante la lingua e la cultura veneta in comune; secondo Lei si dimostra veramente che “noi teniamo enormemente alle nostre tradizioni e alla nostra lingua veneta” solamente facendo presenza ad una manifestazione culturale una volta “ogni anno, ad inizio settembre, con la Festa dei Veneti”?
3-Secondo Lei si può dire di aver fatto entrare il “bilinguismo comunale” riferendosi ad un solo termine che come se non bastasse è inserito tra virgolette?
4-Perché dichiara che questa iniziativa “rimarrà un caso isolato” pur sostenendo che per lei la lingua veneta è importante?
5-Sempre considerando questa iniziativa un caso isolato, non crede che questo ironico bilinguismo comunale potrebbe rivelarsi offensivo per i suoi concittadini venetofoni?
Le avevo già scritto un anno fa per chiederle di applicare la suddetta legge nel nostro comune in combinato con altre leggi europee ed italiane che potrebbero rendere Cittadella il primo comune italiano a rispettare i diritti dei popoli (diritti umani fondamentali), in particolare quelli del “popolo veneto” riconosciuto anche dallo statuto regionale.
Purtroppo non ho ricevuto risposta alle mail che Le inviavo, forse perché la proposta proveniva da un partito diverso dalla Lega Nord. Oppure, più probabilmente, Lei non mi ha risposto perché tra queste leggi c’è la numero 439 del 1989, che se applicata può dare già il federalismo! Infatti il federalismo è già legge, inapplicata, dal 1989, ma il Suo partito si guarda bene dall’applicarla perché i dirigenti leghisti attuali perderebbero irrimediabilmente consenso dentro e fuori la Lega! Di fronte ai leghisti e ai benpensanti, se applicaste oggi queste leggi dimostrereste di averle ignorate fin dalla fondazione nel 1994: 20 anni di battaglie per una legge che già c’era.
Le male lingue, invece, già sussurrano che la Lega conosca queste leggi da tempo e che i dirigenti non ne parlino e non le applichino per poter continuare la campagna elettorale sul “federalismo irredento”, che finora ha portato in tasca loro (e Sua) tanti sesterzi dde’ Roma e de Silvio.

In qualità di sindaco Lei potrebbe fare molto per la Causa Veneta, ne ha i poteri, e da subito, ma non certo in questo modo. La invito quindi (nuovamente) a contattarci al sito www.venetie.in e ad aiutarci ad applicare davvero tutti i diritti del popolo veneto, bilinguismo compreso, iniziando insieme un percorso che inizierà certamente dalla Sua espulsione dalla Lega Nord per terminare con la piena applicazione dei diritti dei veneti e del federalismo amministrativo nel comune di Cittadella.

In attesa di cortese risposta, La ringrasio par l’atension, serenisimi saludi e Viva San Marco (Venetie per l’Autogoverno)

IL SINDACO HA RISPOSTO COSI’ SU FACEBOOK: “Chi sito….WSM Veneto libero….ma da voialtri!”.


Legge 30 dicembre 1989, n. 439
(pubblicata nella G.U. 22 gennaio 1990, n. 17, S.O.)
Ratifica ed esecuzione della convenzione europea relativa alla Carta europea dell’autonomia locale, firmata a Strasburgo il 15 ottobre 1985
http://www.palmerini.net/blog/wp-conten ... onomie.pdf
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