Parlamento Veneto e CNL, tuto fondà sol mito de Venesia

Re: Parlamento Veneto e CNL, tuto fondà sol mito de Venesia

Messaggioda Berto » mar mag 05, 2015 5:45 pm

Caro Albertus Gardin a te te xbaj co te scrivi:

1) I "dialetti" veneti non sono mai stati una "lingua", perché lo diventino, si dovrebbe "codificare", "normare" una nuova lingua veneta. Il veneziano, invece, ha tutte le caratteristiche di una lingua, basata su una letteratura che ne traccia la via.

Tuti i parlari de l'omo łi xe łengoe ke łi sipia scriti o no, enteifati el parlar el se fa co ła łengoa e no co i pie o łe man.
Dapò per via de scritura lexi coà endoe ke łe testemognanse scrite de ła łengoa dei veneti de tera łe xe pì vece de coełe dei veneti venesiani:

Lengoa veneta, varianse scrite longo i secołi, paxene de autori vari a confronto
viewtopic.php?f=40&t=1579


3) A Corfù la gente parlava sicuramente greco, a Bergamo e Brescia il lombardo, in Friuli il furlan. Bergamasco, Bresciani, Friulani, Istriani, Dalmati, Albanesi e Greci non erano anch'essi veneti della Serenissima, cittadini a pieno diritto della Repubblica Veneta.

Me despiaxe par ti ma ła pì parte de łe jenti dei domegni venesiani no łi jera çitadini de ła Repiovega Arestogratega Venesiana ma suditi e ła stragran parte dei çitadini no łi gheva gnanca el dirito de voto.

2) Ma i veneziani, per ragioni di politica internazionale, hanno optato - piaccia o meno - per il "toscano" come lingua ufficiale. Questo non ha impedito al popolo veneziano di coltivare nelle sue relazioni sociali, famigliari e locali, una importante letteratura locale o dialettale.
Trovami un documento, un editto della RV scritto in forma "dialettale". Per "Repubblica", i documenti ufficiali riportano sempre la forma "italiana", quella peraltro suggerita dai veneziani agli altri Stati italiani (Pietro Bembo). Uguale per "Venezia"!


Lexi coà Albertus:

Node so ła storia de ła łengoa veneto-venesiana e veneta
http://www.europaveneta.org/areadialogo ... eneta.html

Perchè la lingua veneta
Hanno fatto scalpore le proposte di sottoporre gli insegnanti ad un esame di Lingua e Cultura venete, critiche e lodi si sono sprecate, polemiche politiche a non finire ma spiegazioni chiare e documentate poche e ancor meno "visibili". Lasciamo da parte la politica per un momento e vediamo di fare il quadro della situazione basandoci su fatti certi e documentati.

Ormai è risaputo a livello mondiale che lo Stato italiano è sorto come espansione armata e violenta del piccolo regno monarchico savoiardo, supportato dai massoni francesi ed inglesi per i loro interessi economici, fatto contro la volontà dei Popoli conquistati (Siciliani, Napoletani, Veneti, ecc)... ebbene, la scuola italiana si è ben guardata da insegnarci questo, anzi, ha censurato, falsificato, mistificato la Storia per farci credere che fu una "festa" invece di una conquista militare ed un dramma sociale, culturale, economico per le popolazioni invase (es. il "banditismo" al sud e l'emigrazione di massa nelle Venezie). In tale contesto riusciamo a comprendere bene perchè la scuola italiana si è ben guardata da insegnarci che la differenza linguistica tra Lingua e Dialetto è solo POLITICA: tutti e due sono sistemi linguistici dotati di proprie regole, sintassi, grammatiche, pronunce e DIGNITA' (confronta tutti i maggiori glottologi stranieri e "nostrani" come l'Ascoli, il Devoto, G.B. Pellegrini, M. Cortellazzo, etc.) ...va da sé che questo è servito/serve per tenerci in soggezione culturale ed ideologica e, conseguentemente, politico-amministrativa.

Ebbene, quando l'italiano non esisteva, il veneto, variante veneziana, è stata lingua cancelleresca, di Stato e diplomatica, scritta per oltre due secoli (XI-XII sec.) per poi tornare al latino e, più tardi, al franco-provenzale toscano per le forme di comunicazioni ufficiali ma senza mai cedere il primato di lingua di cultura (usata da poeti, artisti, musicisti, nobili e, soprattutto come lingua commerciale INTERNAZIONALE (dal Baltico al Mar Nero e Medioriente). Palladio, Canova, Giorgione, Brustolon, Vivaldi, Albinoni, Salieri, Luigi Nono, Bellini, Tiziano, Canaletto, Vecellio, Tintoretto, Tiepolo, Veronese, Cima, Carpaccio, Mantegna, Ruzante, Boito, Calmo, Magagnò, Goldoni, Marco Polo, Giacomo Casanova, Antonio Pigafetta e tutti gli altri personaggi veneti di fama mondiale dell'epoca parlarono e scrissero in veneto.

Perduta l'indipendenza a causa del massone Bonaparte (1797) il Veneto restò lingua di comunicazione interna ed internazionale cedendo solo in minima parte al francese. Neanche il passaggio forzoso all'impero austroungarico (1815) eliminò la lingua veneta dagli usi pubblici, anzi, perfino la "Kaiserliche Österreichische-Venezianische Kriegsmarine" l'Imperiale Marina Veneziano-Austriaca fu costretta ad adottarla in quanto usata non solo da equipaggi ed ufficiali veneti ma anche da altre marinerie nell'Adriatico e nel Mar Nero.
Neppure la svendita della Venezia al Regno d'Italia dei Savoia (1866) fece scomparire completamente l'uso della lingua veneta in ambiti ufficiali locali, questo nonostante fosse nei fatti PROIBITO.... così come durante il fascismo, pregiudizialmente contrario alle Culture locali al fine di esaltare un'inesistente "razza italiana". Tanto per essere più chiari, fatta l'unità, l'italiano era parlato da poco più il 2% (duepercento) della Popolazione... neppure i conquistatori parlavano l'italiano, i piemontesi stessi preferivano il francese assieme al loro idioma, cosi come gli ex sudditi del regno di Napoli e Sicilia.

L'italiano standard è arrivato nei consessi pubblici locali, nonostante il suo insegnamento OBBLIGATORIO (ed il DIVIETO del veneto) molto più tardi....con la televisione e le conseguenti "nazionali" di pallone. Il resto è cronaca attuale. Al giorno d'oggi, sia per la naturale riscoperta delle nostre radici che per la conoscenza delle motivazioni storiche e politiche ed i relativi sfruttamento, malgoverno e malfunzionamento dello Stato, si è imposto con forza il desiderio di avere accesso alle verità censurate e di riottenere i diritti naturali negati. Da qui la necessità del riconoscimento culturale, economico e politico dei Popoli che compongono questo Stato, passando anche per la questione linguistica. La Lingua veneta è riconosciuta dall'UNESCO ed ha il riconoscimento legislativo della Regione Veneto.

La lingua veneta è parlata dal 75% della nostra Popolazione, se non in ambito pubblico, almeno in quello familiare ed è scritta in numerose pubblicazioni locali, cosi come in internet. Quale Lingua Veneta?... quella che si parla a Montebeluna, Feltre, San Donà dea Piave, Sitadea, Schio, Adria, Legnago e nelle altre città venete, l'inter-comprensione è assicurata. Non è necessario, al momento, avere una Lingua normalizzata (unificata), per secoli sono state usate le nostre belle parlate e possiamo farlo ancor oggi, l'importante, però è tendere ad una scrittura comune ed anche su questo tema sia la Società Filologica Veneta negli anni '80 che la Regione Veneto oggi hanno dato indicazioni precise su come affrontare il tema della scrittura (a cui è collegato il tema dell'insegnamento). Il suo insegnamento è necessario non solo per rispetto storico ma anche per giustizia, dignità e... serietà. Chi si sposta per lavoro, a partire da quello pubblico, non potrà più arrivare come colonizzatore arrogante imposto dall'alto ed inviso bensì come ospite benvenuto rispettoso di Storia, Cultura, Religione, Tradizioni e Lingua locale (o Dialetto che dir si voglia). Questo è previsto dalla Carta dei Diritti dell'Uomo e sancito dall'Assemblea delle Nazioni Unite. Non fare questo significa avvallare la continua invasione di Genti e Popoli stranieri allo scopo di creare una "nuova Società multinazionale monoculturale'', in altre parole significa avvallare un nuovo Ordine centralista e antidemocratico governato dalle multinazionali finanziarie e commerciali, avente lo scopo di creare un governo mondiale eliminatore delle diversità culturali con lo scopo, neppure tanto nascosto, di creare un "mercato unico con prodotti e consumatori standard", forse ricco di gadgets elettronici ma sicuramente più povero e meno libero.



Saj del Tomaxin so ła łengoa cançełeresca venesiana:
http://www.rm.unina.it/rivista/dwnl/x_o ... n_08_1.pdf

ano 1309

Hoc est exemplum cuiusdam litere misse a consulo Verone illustri domino Duci Venetiarum.

Al so signor meser lo dosse de Venexia Pero Nani per vostro comandamento consolo in Verona ala <...> vostra Signoria semper se recomanda. Aldando e sapiando la condicion et la carestia del fromento ch’è in Venesia per onor de vui et per lo meio delo povolo nostro sì ai rasonadho cum li nobeli homeni miser Alberto et miser Bartholamio dala Scala Capitani general de Verona per caxon ch’eli à grande quantità de blava in Verona
et in Veronese per le soe vile, sì ai trovao bontadhe et cortesia (. . .) sì dise che li vendarà circa CCC chara e lo caro sì è XXIIIJ minali veronesi, li qual XXIIIJ minali serà circa XIJ stera de Venexia.
E sì ve la vol dar a Lignago, et da lende in çó alo nostro perigolo et a nostre spese, ma no me’s vol dir quanto che li de vol del minal, ma sì me à dito così: Pero, s’elo te par de mandarlo a dir a miser lo Doxe, sì lo pos far, e s’elo manda persona per ço qua, nui li daremo lo presio, et s’elo li parerà a far marchao cum nui, sì lo farà, che nostro entendimento è de servir et donar miser lo Dose et lo comun de Venexia semper.
Eo sì co [o]mo che varda alo onor et ben de vui sì ve lo scrivo et sì ve mando questo meso per ço, et eo sum sempre presto ali vostri comandamenti. Eo credo che se vui d’avese mandadho vostri ambaxadhori ala prima, che vu d’avese habudo da Verona in bona quantità de blava.
Data çobia VIIIJ die marcij.



Ecco per esempio una parte approvata in Maggior consiglio nel luglio del 1401, e relativa a questioni annonarie - scrita ente na łengoa mexa veneta e mexa tałiana:

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... n-1401.jpg
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Re: Parlamento Veneto e CNL, tuto fondà sol mito de Venesia

Messaggioda Berto » lun mag 11, 2015 8:04 pm

Albert Gardin el ga scrito so la so paxena de facebook
3 ore fa ·


Domani, 12 maggio 2015, a Vicenza, il Governo Veneto ricorderà il colpo di Stato francese del 1797 contro la Serenissima.

Domani nella Serenissima Vicenza, il Governo Veneto ricorderà la triste ricorrenza del 12 maggio 1797 quando il Maggior Consiglio, dietro l'alto tradimento militare francese, dovette sentenziare la fine della Repubblica dei Patrizi veneziani.
Il Maggior Consiglio dispose nella sua dichiarazione il solo trasferimento dei suoi poteri a un "governo rappresenativo provvisorio", mantenendo chiaramente l'integrità e i titoli di indipendenza della Repubblica Veneta.
Il Governo Veneto, supportato dal voto del Parlamento Veneto democraticamente costituito, assicura la continuità giuridica della Repubblica Veneta cessandone la vacatio di rappresentanza.

Viva la Repubblica Veneta! Viva San Marco!
Venezia 11 maggio 2015
Albert Gardin – Presidente del Governo Veneto
Viviana delle Rose – Presidente del Parlamento Veneto

Comenti:

Alberto Pento
Sì sì provixorio, a xe pasà daromai 218 ani, pì de metà de łi ani en cu ła tera veneta ła xe sta sudita de i venesiani e soto el domegno de Venesia. Altro ke provixorio!

Albert Gardin
Se stai bene così, restaci!

Alberto Pento
Parké ti, co łe ensemense k'a te scrivi te canviarisi ła realtà e te leberarisi el Veneto da l'opresion tałiana e te ło farisi endependente?
Ma ti no te vol el Veneto endependente, ti a te vurisi on Veneto ancora soto el domegno arestogratego venesian ke nol podarà xamè tornar, gràsie a Dio e a ła storia, come ke no tornarà pì l'enpero roman gràsie a Dio e a ła storia. Mi sogno na Repiovega de tuti i veneti e no dei patrisi venesiani, coeła mi no ła vojo.

Albert Gardin
Caro amico, se io e te ci scriviamo non è perché vorremmo, come dici tu, un "Veneto indipendente", ma perché entrambi siamo figli della Repubblica Veneta, di una storia straordinaria che ci attraversa. Tu la puoi anche tradire questa storia, ma non puoi negarla, perché esiste, perché ha contribuito in gran parte a formarti.
Quello che noi Veneti repubblicani facciamo, non è una "rievocazione" storica di un passato remoto, ma la risposta di patrioti attuali allo stato di crisi profonda che ha colpito la nostra Patria veneta. Noi non inventiamo nulla, ma rispondiamo con tutte le nostre risorse (anche economiche) per ridare libertà e dignità alle nostre istituzioni soffocate con violenza e protervia da organizzazioni internazionali mafiose che abbiamo il dovere di contrastare e di combattere.
Esiste un Parlamento Veneto dove in assoluta libertà i patrioti possono contribuire a ridare vita e continuità alla Repubblica Veneta, in forme civili e democratiche. Un Parlamento che è di tutti i Veneti, costituito democraticamente.
Forse lo confondi anche tu per un partito italiano o "venetista", incapace di riconoscere che chi è realmente veneto, cioè libero, ha testa, mani e cultura per riprendere, onorare e dare gambe alla nostra splendida storia di uomini liberi.
Nel Parlamento c'è spazio anche per la tua voce e le tue idee; non è il posto dove si sogna, ma dove si combatte per la Serenissima!
Albert Gardin
PS - Se ti scrivo in italiano non è per mio difetto ma perché anche l'italiano appartiene alla nostra cultura; lo abbiamo sempre usato come lingua franca. Anche quando scrivo in italiano, o in francese, continuo a restare veneto, a pensare da veneziano della Venezia.

Alberto Pento
Sì sì, anca el talian el jera ona de łe łengoe de l'arestograsia venesiana e veneta, na no coeła del popoło veneto; anvençe ła łengoa veneta ła jera ła łengoa parlà dal popoło veneto e da łe jenti venete e en parte anca dai povołi de l'enpero venesian; el fato lè ke na 'olta el talian el jera parlà da ła megnoransa ełitara e łe varianse venete da ła majoransa de ła popołasion, ancó anvençe el tałian lè drio sofegar ła łengoa veneta e xe prasiò ke ogni veneto el garia el dover de dopararla par farla vivar e no morir, ma sento e vedo ke a ti no te ciàva on càso ke ła mora ła nostra łengoa veneta ente tute łe so varianse.
A mi me entaresa l'endependensa del Veneto e na Repiovega Veneta demogratega cofà ła Xvisara par poder parlar anca veneto e no lomè tałian cofà ti.

Sol resto, me despiaxe ma a mi no me enteresa sta storia fitisa de ła seitansa de ła Repiovega Veneta Serenisima arestogratega e a domegnansa venesiana, parké lè morta e sepełesta e a mi no me entaresa portar en 'olta cadaveri enbalsamà e farli pasar par creadure vive.
Par mi i venesiani łi ga tradesto i veneti e par el so egoixmo de casta, pitosto ke darghe ła soranedà anca i veneti de tera łi ga preferesto darghe ła repiovega a Napoleon.
Valtri a si łebari de pensar, dir e de far coel ke vołì e cusì anca mì; mi no credo ai conploti enternasionałi mi credo lomè a łe responsabiłità de łi omani e entel nostro caxo a ła responsabełetà de l'arestograsia venesiana ke no ła ga vołesto e savesto darghe degnetà połedega ai suditi veneti de tera e ke łi łi ga renegà e tradesto.
Mi de l'arestograsia venesiana e del so domegno no vojo pì saverghene. E par mi valtri, co sta storieła de ła seitansa de na Fantaxmatega Repiovega Serenisima, a si n'ostacoło a l'endependensa del Veneto se mai ła podarà esarghe e a l'ensemenimento de łi pori veneti ke se fa ciapar da łe vostre comedie e farse de piàsa.

Me despiaxe Gardin ma te dixi on mucio de casade e de buxie (scuxame ła cruesa) :

1) ente ła morta Repiovega Serenisima, no a gh'era tuti omani łebari, ma la pì parte łi jera suditi e a ghè na beła difarensa;
2) no ghè posto par mì drento a na farsa de Parlamento e de Governo ke se refà a ła morta Serenisima e mi no so on Pareota de ła Serenisima ma caxo mai on Pareota Veneto del Veneto; a mi me entaresa on Parlamento vero del Veneto e de tuti i veneti, no me entaresa Parlamenti farloki de na fitisa Repiovega Serenisima;
3) ła storia co ła Repiovega Serenisima par naltri veneti de tera lè durasta manco de 400 ani e no 1000 e pàsa ani e mi no tradiso e no nego gnente, a te si ti e tanti cofà ti ke neghè ła łonga storia dei veneti ke no łi xe venesiani e ke neghè el tradimento dei veneti da parte dei venesiani; mi a difarensa de ti e de tanti cofà ti ła storia ła lexo e ła conto tuta par entiero entel bene e entel mal sensa scondar gnente, e coeła de tuti i veneti e no lomè coeła dei venesiani;
4) ...


Albert Gardin
Libero di tenerti le tue catene mentali e fiscali! E come dicono gli evasi a quello che resta in galera: "quando uscirai anche tu, ricordati di spegnere la luce!"

Alberto Pento
Veneto pexo de ła Libia: 4 Governi e 3 Parlamenti
viewtopic.php?f=126&t=1592

Albert Gardin
Metti in lista sti 4 governi e sti 3 parlamenti co relativa scheda produttiva.

Oronzo Turi
Personalemente prendo atto del passo in avanti fatto con la proposta di costituzione del Governo Provvisorio Veneto, (sperando di aver ben capito) o in sottordine della possibilità che venga costituito prossimamente una volta che la maggiranza degli indipendentisti Veneti converga versso questa propsota e ciò malgrado i limiti mentali e la mancanza ancora di una strategia basata sui bisogni reali e sugli interessi dei Veneti e non solo sulla Storia della Gloriosa Repubblica, dove bisogna scaldare il cuore ma anche riempire le bocche ed il portafoglio.

Oronzo Turi
Capisco le recriminazioni di Pento, anche se da perfetto veneto (familista, localista anarco individualista) non mi degnerà di una risposta, ma come non è sufficiente la nostalgia del passato per costituire una Nazione così non serve a molto il rancore per torti subiti, per creare un Veneto che non avrebbe senso senza Venezia.

Alberto Pento
Oronzo Turi (Turi de Bari?) Mi no go nostalja de on pasà ke no go vivesto, ma ke poso cognosar en parte traverso ła bona storia, e xe purpio ła bona storia, coeła vera ke ła me conta dei limiti de ła Serenisima e dei so suditi e de łe difarense storeghe tra i veneti de tera e coełi de łe lagoune. El me sogno lè on Veneto come ła Xvisara ente n'Ouropa come na Xvisara en grando.
Venesia lè na parte del Veneto e no xe el Veneto ke lè na parte e on domegno de Venesia. Coel ke xe stà xe stà e Venesia e i venesiani łi ga da star al so posto ke no lè pì coeło de star sora de łi altri veneti come pal pasà. Ma no se te gapi capio ke Gardin e conpagnia venesiana łi vol el torno de ła Serenisima col so enpero e łi so domegni e łi so suditi ... mati patoki! Cosa se pol costruir de bon co sti matusi.

Alberto Pento
No a ghè pì, da pasa 200ani ła Repiovega Serenisima (non ocor dir "Respiovega" cofà en on mexo latin); no ghè gnaona soranedà storega da defendar, parké coeła de l'arestograsia venesiana lè morta 200ani pasà.
Mi no faso gnaona suplica a kikesipia e gnanca a faso Parlamenti e Warni farloki e me perdo a çercar de far resusitar i morti.
Mi sò, par bon senso, ke se ghe sarà on diman par l'endependensa veneta el ghe sarà parké milioni de veneti łi la vorà dal bon e ke no ła rewardarà łi fantaxmi del pasà.
Te sovegno caro Gardin ke ente ła Xivasara a ghe 4 łengoe ofiçal de ła repiovega federal: todesco, romancio, françoxo, tałian e ke tuti łi parla anca ła so variansa cantonal.
Mi parlo e scrivo ła me variansa veneta e se fusimo en tanti a farlo a garisimo xà da on toco jornałi, radio e tivi;
mi faso ła me parte e me contento, ti ke te si on "vero Doxe venesian" kel parla pì tałian ke veneto, fa ben ła tua ?.
Par mi coełi ke no łi ga amor e creansa par ła łengoa veneta łi pol ndar pur a ramengo. Gardin me despiaxe doverteło dir ma tra ti e Buxato, de staltro Parlamento, no a ghè tanta difarensa.

Albert Gardin
Rispondo co stessa cortesia a Pento come respondaria a un Somalo o a un Canadese che contestasse la nostra sovranità. Credo che co Pento no ghe sarà mai possibilità de scontro perché in pista nol ghe xe proprio! Però anca lu ga el "sacrosanto deritto" de esprimer el so dissenso so quello che i altri fa!
Tanti venetisti come lu vorraia un Stato Veneto "svizzero", altri vorria esser sotto i austriaghi, altri un Stato come Singapore. Nessun che vol un Stato Veneto, veneto sul serio! Forse i pensa intimamente che i Veneti xe soltanto dei minorai psichicamente.

Albert Gardin
Col comunicato de ieri gavemo cercà de recordar un fatto storico importante che ha dà una svolta negativa a la Nazion Veneta: la fine de la gloriosissima e serenissima Repubblica de San Marco (una Repubblica che trovava la so forza inte la so fede cristiana): la resa del Patriziato in favor de un Governo veneto, ma giacobin, accomodante co i valori de la infida e subdola Revoluzion francese. Bon!
Nessun zornal ha represo el nostro comunicato ,considerà "passatista" e lontan da le problematiche "moderne": elezion regionali, immigrazion imposta da chi specula su el stato de guerra internazional, ecc.
Per nualtri, invece, coltivar la nostra memoria storica xe fondamental! El silenzio de i media xe segno che semo occupai, impedii a coltivar la nostra memoria storica e la nostra identità.
El Governo Veneto, cosciente de sta situazion, opera senza farse imbambolar da la falsa propaganda trasmessa inte le terre de la Serenissima da i media diretti da i poteri occulti antiveneti e anticristiani.
Viva la Repubblica Veneta! Viva San Marco!
Venezia, 11 majo 2015
Albert Gardin - Presidente del Governo Veneto

Reportemo qua sotto la comunicazion de ieri

Domani, 12 maggio 2015, a Vicenza, il Governo Veneto ricorderà il colpo di Stato francese del 1797 contro la Serenissima.
Domani nella Serenissima Vicenza, il Governo Veneto ricorderà la triste ricorrenza del 12 maggio 1797 quando il Maggior Consiglio, dietro l'alto tradimento militare francese, dovette sentenziare la fine della Repubblica dei Patrizi veneziani.
Il Maggior Consiglio dispose nella sua dichiarazione il solo trasferimento dei suoi poteri a un "governo rappresenativo provvisorio", mantenendo chiaramente l'integrità e i titoli di indipendenza della Repubblica Veneta.
Il Governo Veneto, supportato dal voto del Parlamento Veneto democraticamente costituito, assicura la continuità giuridica della Repubblica Veneta cessandone la vacatio di rappresentanza.
Viva la Repubblica Veneta! Viva San Marco!
Venezia 11 maggio 2015
Albert Gardin – Presidente del Governo Veneto
Viviana delle Rose – Presidente del Parlamento Veneto

Alberto Pento
Caro Gardin a te ghè dito ke ti o valtri no ve enventè gnente, beh a me vien da ridare, parké le istitusion venete ke ghì meso en pie cosa xełe se no na envension, de sana pianta, visto ke coełe de na olta e orexenali łe xe morte da 200ani a fe come i rusi co xe morto Lenin.
Secondo ti resusitar on morto cosa xeła se no na foła enventà, visto ke i morti no łi resusita gnanca Dio;
valtri ghi fato resorxer la Repiovega, ke forti k'a sì e mi no envento gnente łi dixe!

Paolo Gardin
certo no posso condividere tutte e tò idee ma vedo che te si on Veneto che crede nea possibilità de vegnerghe fora da stò dominio massonico itagliota certo mi te sprono a lesere ea storia dea serenissima che ea xe stà na storia millenaria ma anca all'avanguardia paea diffesa popolare e paea justitia comunque l'importante xe de essare accanitamente spronai al ritorno dea nostra patria gloriosa WSM WIV

Alberto Pento
Xentil Paolo Gardin, no sò a ki ke sipia direte o enderesà łe to parole, ma a te respondo come se łe fuse enderesà a mi. Mi a so veneto e no so venesian. La me Parea (da pare) o Patria (da patre) no lè Venesia ma el Veneto parké mi a so on veneto vixentin. Naltri veneti de tera a ghemo fato parte de ła Repiovega Arestogratega Veneta a domegno venesian lomè (solo) par 400 ani e ente sta Repiovega naltri a jeremo suditi. Sta Repiovega a domegno venesian lè termenà 218 ani pasà par colpa e responsabeletà venesiana parké par egoixmo de casta no ła ga volesto darghe ła soranedà połedega a i veneti de tera. Sta Repiovega Arestogratega lè morta da 218 ani e nesuni ła pol far resorxar, parké on morto desfà nol pol pi resorxar so sta tera. E mi gnanca ła vuria purpio parké ła jera arestogratega e sensa creansa par naltri veneti de tera ke semo restai suditi par 400 ani.
Mi vuria na Repiovega Demogratega cofà ła Xvisara endoe ke tuti łi çitadini łi xe sorani e no suditi.
Mi come veneto vixentin a go raixe difarenti da coełe venesiane e ghemo 900 ani de storia ke no lè venesiana ma veneto-xermana co łi secołi de demograsia comounal. Veneto endependente sì ma nò al torno de ła Serenisima ke lè n'ensemensa storega. No confondemo ła Storia del Veneto e dei veneti co coeła de Venesia e dei venesiani ke ła xe lomè na parte de coeła veneta. La me Pàrea lè el Veneto e no Venesia. Spero de esarme spiegà o me sonti spiegà?

Oronzo Turi
Se ci fosse la Proposta di un Governo Provvisorio Veneto nel quale si riconoscano tutti i movimenti indipendentisti non può che essere un Governo Democratico che deve guadagnarsi il consenso e l'adesione di tutti i VENETI CHE CI SONO OGGI. In ongi caso se una lista Indipendentista riuscisse a portare dei rappresentanti in consiglio secondo me dovrebbe essere guardata con attenzione da tutti quelli che vogliono l'indipendenza. Personalmente se richiesto come ho fornito sempre la mia consulenza gratuitaemnte sia con Luciano Franceschi sia con Enzo Trentin, e (mi dispiaccio che invece Della Valle che pure ha detto che la propsota è geniale non abbia inserito la propsota di moneta Locale Sovrana) lo farò anche in futuro soprattutto per impedire che il Veneto non finisca nelle grinfie dei mondialisti con il BIT COIN).

Alberto Pento
Xentil Oronzo podarisito dirne endoe e co ke consistensa li dopara sti skei sorani locai ? Da kel poco ke go leto sol web no me pare ke a ghe sipia sta gran difuxion e sta gran consistensa de nomari e ke ente li USA a xe anca entervegnesto l'FBI a tajar fora on skeo ke el jera drio urtarse col dolaro.

Albert Gardin
Caro Oronzo continui a ragionare da "venetista", da "italiano". I Veneti non sono i tanti che andranno a votare il 31 maggio come le vacche vanno al macello, ma i resistenti, i patrioti che non cedono la sovranità della Republica Veneta agli occupanti. Non possiamo rimettere iuna decisione di libertà a chi si lustra le catene che si sono state applicate per tenerle in buon funzionamentio.

Oronzo Turi
Nò Caro Albert, I Veneti sono tutti quelli che parlano Veneto residenti nelle province Venete, tu hai tutto il diritto di ricostruire la reppubblica Veneta come oggeto da Museo ma non verrà accettata dai Veneti ma nemmeno dai Veneziani, Io posso esserti d'aiuto o d'intralcio, d'altronde i ministri di Venezia potevano essere anche non Veneti. MA IO SONO PER COLLABORARE A COSTRUIRE L'INDIPENDENZA POSSIBILE DEL VENETO COME DI TUTTE LE REALTA' NAZIONALI ITALICHE RISTABILENDO I LORO DIRITTI, POTERI E BENESSERE PER TUTTI I CITTADINI.

Oronzo Turi
Caro Alberto, per quanto riguarda la nostra propsota di moneta locale, tutto avviene legalmente secondo le leggi esitenti gli strumenti di pagamento già utilizzati da tutti, che poi questo crei la rivoluzione se aderisce la maggioranza dei commericnati o un Comune si faccia promotore esterno, questo non è un fatto penalmente rilevante, si rimane formalmentte nell'EURO, Se USA, CIA O FBI se la devono prendere con qualcuno se la devono prendere con l'EURO certo con il nostro sistema saremmo sia dentro che fuori dall'EURO, ma è anche il sistema che farebbe ridiventare l'euro sostenibile e le imprese Venete e Italiane le più competitive a livello mondiale, come dire chi ha più filo più si arricchisce;E da ultimo se volevano ammazzarmi lo avrebbero già fatto, ormai il sistema lo sanno in troppi e sarà fatica persa, Oltre tutto chi dovrebbe lamentarsi è la CINA perchè con questo sistema tutto l'occidente potrebbe riprendere a produrre indifferente ai prezzi CINESI perchè nel nostro sistema vince la produzione locale e la qualità.

Albert Gardin
Caro Oronzo, mi sembra che ci siamo chiariti. Tu continua a ragionare da venetista, da italiano, cose che non ci riguardano. L'Italia la teniamo fuori dalla nostra porta. E chi sta con lei resta italiano. I Veneti sono solo quelli che difendono la loro patria. Essere Veneto non è e non può essere un dato anagrafico italiano. La moneta spiega tutto!

Oronzo Turi
Io sono Pugliese sono per la Confederazione degli Stati Italici, penso che si possa trovare una strada di colalboraizone anzi Spero che si trovi una strada di collabozìrazioe oltre che di competizione, se è anche vero che nemmeno i Vicentini, o Trevigiani per non dire dei Veronesi e tanto meno i Padovani si faranno raprpesentare da un governo che voglia riproporre il dominio di Venezia sugli altri, e non so neanche come la pensano i Veneziani, a quel punto uno finisce per raprpesentare solo se stesso. Io ho fatto di tutto che non si finisse in questa implosione, Ma significa che a qualcuno bastano i sogni e si rifiuta di realizzarli nella realtà.

Albert Gardin
Sciocchezze! Le confederazioni si fanno tra REALTÅ esistenti e non tra sogni. Su ti noi ti lascio dire le sciocchezze che esprimi che non ci peseranno né poco né tanto. Sulla piazza veneta hai tanti "governicchi" con i quali sostenere le tue fantapoliticherie italiane. La storia veneta è chiara ed è a questa che siamo fedeli e ci riportiamo Te la dovresti leggere e capire e non riportare elucubrazioni oziose e insolenti come quelle di Pento.

Alberto Pento
el 25 april, a mi no te me vedarè pì en piàsa San Marco e co morarò gnente bandera veneta venesiana col leon de San Marco so ła me bara de łegno, me bastarà poke parołe en łengoa veneta e scrite co na grafia ouropea e no tałiana. Ke copia k'a sì ti e ła Viviana, ke oror k'a me fè, a si pexo dei fasisti nasionałisti tałiani, ve a remengo.


Oronzo Turi
Albert, bisogna avere la forza per rappresentare il diritto, Non hai la forza della rappresentanza, hai rinunciato ad utilizzare la forza di altri rappresentanti non ti interessa avviare la conquista della forza economica e monetaria, cosa ti devo dire, NESSUNO TI HA MAI DETTO CHE IL DIRITTO SENZA UNA FORZA LEGALE CHE LO LEGITTIMI E' NULLO NON ESISTE NEMMENO? Tu confondi i sogni con la realtà, il tuo è solo un movimento culturale sulle tradizioni della Gloriosa Repubblica di Venezia (con i distinguo evidenziati da Pento, sulla scarza democraticità e sulla fine ingloriosa) ma ancora NON HA NIENTE DI POLITICO, prima te ne accorgi e prima magari riesci a porre rimedio.

Giancarlo Orini
Egregio signor Turi , leggendo il suo commento capisco che lei è persona informata , due passaggi mi piacciono moltissimo : "Tu confondi i sogni con la realtà" e "NON HA NIENTE DI POLITICO" . Per il sottoscritto bresciano , Cittadino di Terraferma , il "sogno" è un termine superlativo, e il non avere "niente di politico" è ancora di più. Con i tempi che corrono , grazie a quella manica di cialtroni, ladri , incapaci che malauguratamente ci "sgovernano", che sono chiamati "politici" al solo sentire o leggere la parola "politica" inorridisco ! Mi piace quanto fa Gardin e auspico che tutti i gruppi indipendentisti , anche se non sono una cosa sola , portino alla meta , cioé all' indipendenza del Veneto e della Lombardia . Io nel frattempo sogno e faccio anche qualcos'altro.

Oronzo Turi
Ciao Tiziano, Enzo ha avuto la gentilezza di rispondermi subito ti allego la sua risposta CHE E' MOLTO SFIDUCIATO SUI MOVIMENTI INDIPENDNETISTI, Comunque conoscendolo se c'è qualcosa di concreto da fare sicuramente darà il suo contributo:

Enzo Trentin 15 maggio 7.41.11
Ciao Oronzo!
Non credo di poterti essere utile.
La questione è molto semplice:
tutti gli attuali concorrenti alle elezioni regionali in Veneto, che si autodefiniscono indipendentisti, ai miei occhi sono poco credibili e mirano solamente ad ottenere uno scranno, una seggiola o finanche uno sgabello pagato dai contribuenti.
Questo s'intende, fatte salve alcune rare eccezioni, ma non per i presunti leader.
Aggiungo che alcuni di tali presunti indipendentisti, pur di entrare in qualche lista sono diventati autonomisti ed appoggiano il PD che di indipendenza, appunto, non vuol sentir parlare.
Degli altri c'è chi appoggia il centro-destra (Zaia) ed ha un curriculum partitocratico, ai miei occhi, poco appetibile e poco credibile. Anche costoro che si dichiarano indipendentisti, parlano però di autonomia come "percorso" all'indipendenza. (Tsz!)
C'è poi chi si è candidato con il solo fine d'ottenere l'indizione di un referendum che, secondo la mia convinzione, non si terrà mai. E laddove di indicesse sarà CONSULTIVO, quindi inutile. Infatti quanti sono i Comuni che hanno indetto un referendum consultivo per cambiare Regione? Molti! I risultati? Nessuno! Figuriamoci per l'indipendenza.
Insomma, mio caro Oronzo: non c'è trippa per gatti.

Albert Gardin
Caro Tiziano, l'idea del "Forum" è vecchia e sepolta! I movimenti venetisti vivono in funzioni delle scadenze elettorali italiane e con loro, dunque, non si può pensare ad un percorso serio e duraturo. Il "forum" è il Parlamento Veneto, un raccoglitore patriottico aperto, democratico e non facilmente controllabile da partiti o movimenti. Noi operiamo in questo campo, altre soluzioni sono inconsistenti. Il tuo posto in Parlamento ti aspetta.

Oronzo Turi
Caro Albert, Lasciando a Tiziano la risposta, per quel che mi riguarda per ora il Parlamento e il Governo Veneto rimane di Albert e pochi altri yes man, mancano della rappresentanza Popolare come della convergenza degli intellettuali Veneti e dei sindaci Veneti che si dichiarano indipendentisti, come di un progetto realmente Democratico e partecipativo dei Veneti (come faceva giustamente osservare Pento), come di un progetto per conquistare la forza economica attraverso la Moneta, come di personalità diverse che discutano ed individuino la Strada possibile per l'Indipendenza, e non mi pare che Enzo Trentin, Lucchetta e altri hanno avvallato la tua iniziativa. Io ti consideravo in buona fede per questo avevo deciso di collaborare sanando le carenze che ti ho appena detto, (buona fede che non è sufficiente) infatti l'anno scorso avevi detto che avremmo fatto una riunione ed io ero già con Enzo Trentin di fare una riunione di tutti, ma alla fine quando ti chiesi di chiamare Lucchetta fosti freddo e poi non si fece nessuna riunione, per cui AL DI LA DEI PERSONALISMI HAI RISOLTO TUTTI I PROBLEMI FACENDO UNA MONARCHIA ASSOLUTA in cui anche la moneta ne è la consacrazione ed appunto mancando non solo un vero dibattito ma tutto il resto COSA DEVO DIRE per quel che mi riguarda CONTENTO TU CONTENTI TUTTI, ma il VENETO ED I VENETI SONO DA UN'ALTRA PARTE.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Parlamento Veneto e CNL, tuto fondà sol mito de Venesia

Messaggioda Berto » dom set 06, 2015 10:19 am

El Parlamento Arestogratego Venesian
viewtopic.php?f=138&t=1405

El Comoun Venesian e ła Concio
viewtopic.php?f=137&t=1835

Il Commune Veneciarum
https://it.wikipedia.org/wiki/Commune_Veneciarum
Il Commune Veneciarum (latino per "Comune di Venezia") è il titolo con cui dal 1143 venne designato il governo della città di Venezia e della sua Repubblica. Il comune, similmente agli altri Comuni medievali si basava sul potere dell'assemblea popolare, a Venezia chiamata Concione, rappresentativa degli uomini liberi, e su un sistema di assemblee da questa derivate: Maggior Consiglio, Minor Consiglio, Consiglio dei Pregadi, Quarantia. A differenza che nelle altre città italiane, però, a Venezia permanevano alcune vestigia proprie del precedente istituto monarchico incarnato dal Doge, per limitare il potere del quale le assemblee vennero sviluppate. Il gruppo dirigente dei maggiorenti del Comune venne nel tempo a raccogliersi attorno al nucleo delle antiche famiglie patrizie, creando un nuovo patriziato mercantile che con la Serrata del Maggior Consiglio del 1297 di fatto si appropriò del potere esautorando l'assemblea popolare.
In nome del Commune continuò tuttavia ad operare il massimo organo di rappresentanza della sovranità dello Stato - costituito dal Doge, dal Minor Consiglio e dai capi della Quarantia - sino a che nel 1423 con l'abolizione della Concione si pose fine anche all'ultimo residuo degli istituti comunali e l'organo supremo prese il nome di Serenissima Signoria.

El mito de Venesia lè n'entrigo par l'endependensa veneta
viewtopic.php?f=183&t=1816
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Re: Parlamento Veneto e CNL, tuto fondà sol mito de Venesia

Messaggioda Berto » gio apr 14, 2016 8:23 pm

???

Sono sei anni che sto tirando il carro di un'esperienza politica atta a far rinascere istituzionalmente la Repubblica Veneta, o meglio a disseppellirla.
Attorno a me ho trovato collaborazione ma in quantità non adeguata alle necessità.
Ora, spero che con l'elezione del Doge, si possa quantomeno raddoppiare le forze rappresentative della Repubblica Veneta.
A chi credeva che nella mia "megalomania" aspirassi a fare il doge ho sempre risposto convinto che, seppur lusingato da tale prospettiva, non potrei farlo per non lasciare scoperte le funzioni esecutive di governo alle quali prodemente sto addempiendo.
Il capo del Governo Veneto è quello che attua le politiche stabilite dal Parlamento Veneto e non può restare sopra un piedistallo come invece dovrebbe stare il Doge, rappresentante dell'unità nazionale veneta e riferimento internazionale della Repubblica Veneta.
Il Doge di Venezia, nel contesto politico attuale, sarà come il Dalai Lama per l'indipendenza e sovranità della Nazine Tibet occupata. Senza il Dalai Lama il Tibet avrebbe una visibilità internazionale di molto inferiore.
Ma l'elezione del Doge non sarà una passeggiata e non cerchiamo solo una figura simbolica.
Il doge dovrà testimoniare ed affermare il ruolo indipendente e sovrano della Repubblica Veneta. Avrà alle sue spalle ilbGoverno Veneto che gli spianerà la via, ma anche lui dovrà metterci molto di suo.
Se riusciremo ad eleggere un Doge all'altezza della situazione, avremmo compiuto un salto enorme in avanti! L'immagine della Repubblica ne uscirebbe di molto rafforzata.
Noi ci crediamo ed operiamo perché questo possa accadere.
Venezia 10.4.2016
Albert Gardin – Presidente del Governo Veneto

Scritto per gli "ospiti" del gruppo Messenger di conversazione "Governo Veneto":
*** *** *** *** *** ***
*** *** *** *** *** ***
"Cosa aspettano gli amici che abbiamo inserito in questo gruppo di conversazione ad assumere la loro parte nell'importante progetto di eleggere il 121° Doge?
O credono anche loro di essere spettatori di una commedia fine a se stessa, messa in atto solamente per rompere la monotonia dell'occupazione italiana?
Sicuramente è proprio così, e noi continueremo ad essere, ai loro occhi, dei romantici quanto ingenui combattenti di mulini a veneto.
Qualcuno di loro però si abbassa a darci lezioni di stile perché nel fare i pagliacci – come pensano – possiamo sembrarlo meno, come è di regola nel venetismo italiano.
Cari Signori "in sonno" l'elezione del Doge non è un evento improvvisato, ma ha radici che pescano nella profondità della storia veneta. Ci riusciremo perché è un fatto, in fondo, più naturale di quanto possa apparire!"
*** *** *** *** *** ***
*** *** *** *** *** ***


IL RITORNO DELLA SERENISSIMA
Siamo in attesa del grande giorno: la ricomposizione del Maggior Consiglio, il parlamento della Repubblica Veneta!
Rinforzeremo così la struttura basilare della Serenissima, l'istituzione che esercita democraticamente il potere legislativo!
Come primo impegno, il ricomposto Maggior Consiglio dovrà eleggere il Doge che rappresenterà la Repubblica Veneta in tutto il Mondo.
Certo, non sarà questo il nostro punto di arrivo, ma avremo conquistato una posizione strategica vincente!
Per ristabilire la Repubblica Veneta non servono votazioni, riconoscimenti stranieri o altro, serve più semplicemente di risvegliare la coscienza narcotizzata dei Veneti, farli tornare ad essere se stessi. Tutto il resto verrà da sé come l'apertura di una diga!
Venezia 13 aprile 2016
Albert Gardin – Presidente del Governo Veneto


UN'ALBA INELUTTABILE (Bepin Segato) - Tutto è difficile, anche trovare nel 2016 il 121° Doge!

https://www.facebook.com/groups/237623696395051

Non ho dubbi che arriveremo puntuali all'appuntamento della Storia di ridare un Doge alla Repubblica Veneta, benché sotto occupazione. Ma questa operazione non è uno scherzo ed è un traguardo al limite del possibile!

Attorno a noi tanzi zombi, curiosi ma non "scemi" di entrare a prendere parte al gioco, preferiscono aspettare, magari perché prevedono un fallimento dell'operazione. E invece tutto ciò lo facciamo anche per loro che consideriamo intossicati dalle overdose di narcotici impiegati dal regime occupante per ottenerne la sudditanza, l'ubbidienza, la complicità involontaria, la sottomissione.

Ecco perché non ci vedrete il 25 aprile alla Pocessione di San Marco, in Piazza San Marco.
Preferiamo concentrare le nostre energie a cogliere il risultato di ridare alla Repubblica Veneta il suo rappresentante storico, che questa volta sarà il 121° della lunga scala.
I più continuano a pensare che anche il nostro non sia altro che un giochetto venetista per mettersi in mostra, per darsi pubblicità, anche se riconoscono che si tratterebbe di un giocchetto pericoloso, capace di irritare il temutissimo regime antiveneto.
Perciò è quasi impossibile trovare un candidato che coscientemente accettase di candidarsi a presiedere la vera Repubblica Veneta, quella posta in ombra, ma mai morta!
Il candidato dovrebbe dimostrarsi cosciente del ruolo antiitaliano che andrebbe ad assumere e questo richiederebbe una forte consapevolezza identitaria, ormai rara.
Ma noi abbiamo messo in conto anche questa situazione.
Il Maggior Consiglio eleggerà il Doge con voto segreto.
Allo scrutinio dei voti (Palazzo Ducale, 12.5.2016, ore 15) sapremo finalmente a chi il parlamento della Serenissima avrà chiesto di coprire il trono dogale.
Il risultato del voto sarà una sorpresa per tutti!
A quel punto la persona eletta avrà due possibilità: accettare o rifiutare l'incarico!
In caso di accettazione il designato dovrà formalizzare l'assunzione della carica e ricevere successivamente l'investitura ufficiale in Basilica di san Marco.
In caso di rifiuto, invece, il Presidente del Maggior Consiglio dovrà riconvocare il parlamento veneto e ripetere l'iter elettivo.
Al momento non vi sono candidati ufficiali ma solo ufficiosi, cioè degli orientamenti prevalenti verso questo o quello.
Però, anche in caso di rifiuto dell'eletto, la "fumata nera" in Palazzo Ducale sarà comunque un grande successo politico.
In questo ultimo caso, del gran passo che ci accingiamo a compiere, una parte sarà già stata compiuta con ilriconoscimento del Maggior Consiglio a parlamento della mai cessata Repubblica Veneta.
Nel silezio dei media, la Storia fa il suo percorso! È l'alba ineluttabile!

Venezia 14.4.2016
Albert Gardin – Presidente del Governo Veneto
governoveneto@gmail.com – info 338 8167955
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Re: Parlamento Veneto e CNL, tuto fondà sol mito de Venesia

Messaggioda Berto » mer nov 30, 2016 10:04 pm

Veneto pexo de ła Libia: 4/5 Governi e 3 Parlamenti e on Doxe
viewtopic.php?f=126&t=1592


Elezione del nuovo Doge a Palazzo Ducale
Venexit: gruppetto di indipendentisti si intrufola al Ducale ed elegge il nuovo Doge

È successo sabato. Nel pomeriggio in riva degli Schiavoni presidio contro l'annessione al Regno d'Italia. In Palazzo Ducale è intervenuta la Digos, che ha identificato i presenti
23 ottobre 2016

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... ardin2.jpg



http://www.veneziatoday.it/cronaca/elez ... ucale.html

"Sono convinto che abbiamo compiuto un autentico miracolo politico". Albert Gardin, esponente indipendentista della prima ora, è stato eletto Doge. Proprio così: secondo chi sogna una Venezia di nuovo Capitale di una Repubblica autonoma, sabato è stato un giorno cruciale. Per altri, invece, è stato solo un giorno in cui ricordare l'annessione di quella che fu la Serenissima al Regno d'Italia. Per altri ancora, invece, sarà un giorno da ricordare soprattutto per l'intervento della Digos all'interno del Palazzo Ducale.

È lì, nella sala del Maggior Consiglio, come tradizione vuole, che meno di una decina di indipendentisti nel pomeriggio di sabato si è intrufolata, pagando regolarmente il biglietto. L'intento era chiaro: eleggere il nuovo doge di Venezia, riprendendo il filo di un discorso concluso il 12 maggio 1797 con Ludovico Manin. Gli indipendentisti, "grandi elettori", come riportano i quotidiani locali, hanno pagato regolarmente il biglietto, poi hanno iniziato la cerimonia di voto. Nel frattempo, com'era inevitabile, è intervenuta la Digos, che ha identificato tutti i presenti. Gli operatori erano già sul posto, visto che in riva degli Schiavoni dalle 15 in poi di sabato si è trovato un gruppo di poco più di un centinaio di indipendentisti, gonfalone di San Marco in mano, per protestare nei confronti dell'annessione di Venezia al Regno d'Itaia.

Una tappa storica vissuta come un lutto per quanti sono poi entrati in Palazzo Ducale: "Ringraziamo la Digos di Venezia, intervenuta impropriamante a disturbare pesantemente la proclamazione e investitura del Doge - dichiara Albert Gardin su Facebook - Hanno dimostrato scarsa professionalità o una professionalità non da paese civile. Non c'erano ragioni per tentare di impedire una cerimonia civile. Perché hanno preteso di identificarci? Per quale ragione? Quale contravvenzione avremmo commesso? Il loro intervento è comunque servito a registrare, verbalizzare i fatti. La polizia italiana ci è testimone che l'elezione del 121° Doge è avvenuta".
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Re: Parlamento Veneto e CNL, tuto fondà sol mito de Venesia

Messaggioda Berto » sab mag 13, 2017 8:49 pm

https://www.facebook.com/photo.php?fbid ... 2681999480


Oggi mi sono svegliato felice per la riunione che abbiamo realizzato ieri , 12 Maggio 2017, in Palazzo Ducale, una manifestazione impegnativa e rischiosa. Invece tutto è andato per il verso giusto.
Il 12 maggio, scadenza importante per noi Veneti, non è passata sotto silenzio.
Siamo riusciti a reinquadrare i fatti storici e a darne una prospettiva politica coerente con le nostre idee, i nostri principi e il nostro programma politico.
Pochi i partecipanti ma l'appuntamento si configurava in una giornata feriale e in orario di lavoro, impendendo ai più di parteciparvi. Ma quello che doveva essere fatto e detto hanno avuto luogo. La riunione si è conclusa con la forma di un documento che diventerà messaggio politico internazionale, espressione della Repubblica Veneta a cui diamo corpo.
Il nostro lavoro è avvenuto nel posto giusto, la sala del Maggior Consiglio, e sotto lo sguardo dei 120 Dogi che hanno sostenuto la storia della Serenissima.

La riunione di ieri era del Maggior Consiglio. Presenti il Presidente del MC, Giancarlo Orini, e il 121° Doge, Albert Gardin. Altre presenze da segnalare: il Camerlengo, Giuseppe Mirisciotti, la Presidente del Parlamento Veneto, Viviana Delle Rose, Mario Pesce in rappresentanza di Brescia, l'importante esponente del Maggior Consiglio, Giorgio Tonon, il nuovo responsabile del Libro d'Oro, Elio Costantini e la memoria storica dell'indipendentismo veneto Mauro Pol.

Durante i lavori è stato recitato il Pater Noster, assunto a "testo costituzionale" della cristianissima Repubblica di San Marco.
Il Doge portava il corno dogale a dimostrazione del suo ruolo istituzionale e storico.
Firmata la dispodizione, la riunione si è sciolta.


Da precisare che la nostra lettera al Governo italiano per la messa a disposizione del Palazzo Ducale è stata parzialmente accolta. Il Governo italiano ci ha imposto di pagare il pizzo per l'ingresso nel nostro Palazzo - che sta occupando e ridotto a museo - ma, almeno, ha rispettato la riunione e ne prendiamo positivamente atto.

Ora i risultati della riunione di ieri si traduranno subito in impegni delle istituzioni venete!
Un altro fatto importante che emergerà con forza dalla riunione di ieri è l'accusa al Governo francese di avere orchestrato, il 12.1797, un colpo di stato per occupare e arrestare la Repubblica Veneta, non fu dunque una "caduta" qualsiasi, ma un crimine straniero contro la Serenissima. Gli storici ne prendano finalmente atto!

Viva la Repubblica Veneta, la Repubblica di San Marco!
Venezia 13.5.2017

Albert Gardin

(in foto: Corriere del Veneto e Gazzettino–Venezia)
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Re: Parlamento Veneto e CNL, tuto fondà sol mito de Venesia

Messaggioda Berto » sab mag 13, 2017 8:59 pm

Coel parlamento veneto de tuti i veneti, mai nato e ke i venesiani ke łi gheva el poder no łi ga mai promòso
viewtopic.php?f=183&t=2597

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... i-nato.jpg
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Re: Parlamento Veneto e CNL, tuto fondà sol mito de Venesia

Messaggioda Berto » dom ott 01, 2017 3:45 pm

DE FACTO E DE JURE SIAMO INDIPENDENTI.

https://www.facebook.com/groups/1061110 ... oup_dialog

IL POPOLO VENETO ESPRIMENDOSI CON QUESTO COSTITUTIONAL MOMENT DEL REFERENDUM GIURIDICO DI AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI DAL 1 AL 10 OTTOBRE 2017 DA VITA COSTITUZIONALE AL NUOVO SOGGETTO SOVRANO DEL POPOLO VENETO. IL PRINCIPIO DI INDIVISIBILITA' DI CUI ALL'ART. 5 COST. NON HA EFFETTI SUL PIANO PRATICO.
"dichiariamo con volonta' ferma e cuore libero la nostra appartenenza al Popolo Veneto"
VOTO SI DAL 1 AL 10 OTTOBRE 2O17.

http://serenissima.org/collab-referendum

http://serenissima.org


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... eren10.jpg


Alberto Pento
Quel "ritornino" è sbagliato, fuori luogo, perché il Veneto e anche la Serenissima non sono mai state uno stato federale con i veneti dei domini di terra e i non veneti dei domini di terra e di mare, federati indipendenti e sovrani.
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Re: Parlamento Veneto e CNL, tuto fondà sol mito de Venesia

Messaggioda Berto » mar feb 19, 2019 9:29 am

“Nessuna elaborazione politica, solo ricerca di potere”
15 Febbraio 2019
Lettere al giornale, Opinioni, Politica
Enzo Trentin


https://www.facebook.com/groups/2376236 ... up_comment

https://www.vicenzareport.it/2019/02/so ... rca-potere


Vicenza – Registriamo la testimonianza di Eraldo Barcaro (laureato in Medicina, neurologo, 71enne. Si schermisce come ormai in età geriatrica) quale ultimo presidente del partito “Veneto Stato” finito purtroppo – dice Barcaro – in un buco nero per il Veneto ed i Veneti, ma non per alcune persone.

Come nasce il partito indipendentista “Veneto Stato”?

Nasce con un patto fra alcuni movimenti indipendentisti Veneti, che sottolineavano la necessità di una lotta in comune per essere conosciuti sul territorio, e portare avanti un loro progetto politico-amministrativo. Questo seguiva, per quello che conosco, un tentativo analogo ma meno politico e più culturale fatto con i “Veneti”, e poi più chiaramente politico con “Veneto Libertà” che presentava ottime prospettive. Subito fu infiltrato da un personaggio regionale, non si sa bene da chi invitato, politicamente allevato dalla Democrazia Cristiana, e poi passato in numerosi altri partiti. In occasione della fondazione di “Veneto Stato” presi anch’io la parola, e come mio punto di plusvalore positivo indicai la mia recente espulsione dalla Lega Bossiana, Ma questa è un’altra sporca storia.

All’inizio, dopo un breve periodo di pace interna, incominciarono i malumori che nascevano da una tendenza di supremazia da parte di un gruppo trevisano che si credeva la mente del Movimento, cercando di relegare il braccio a manovalanza (almeno questa era la sensazione), che l’allora Presidente Giustino Cherubin (persona splendida da cui tutti noi che amiamo il Veneto abbiamo da imparare) cercava in ogni modo di tamponare e sedare. Si distinse, con sorpresa, Antonio Guadagnini. Costui era conosciuto per il tentativo, sfociato anche a Roma, di riunire il maggior numero di Sindaci veneti per cercare di trattenere almeno il 20% dell’Irpef nei vari territori. Oggi è conosciuto un po’ meglio, come illustrato qui [https://www.vicenzareport.it/2018/08/politica-indipendentismo-veneto/ ]. In un’altra importante riunione Guadagnini fu verbalmente molto duro nei confronti di Alessio Morosin e Ludovico Pizzati, allora rispettivamente presidente onorario e segretario di “Veneto Stato”. Lo si può riscontrare in alcuni video che girano ancora in Internet. Eppure sedeva accanto a loro fino al giorno prima. Sembrò una pugnalata alle spalle. E con l’eliminazione di Pizzati prese il suo posto.

Ai giorni nostri (potenza di certa politica) Guadagnini e Morosin allora tanto “fratelli coltelli”, sembra vadano a braccetto per convergere in un unico soggetto elettorale atto a ottenere qualche seggio in Consiglio Regionale nel 2020, passando prima per le amministrative di questa primavera. Ennesimo segno, a mio modo di vedere, che non perseguono un obiettivo politico, ma di potere similmente a quanto fece all’epoca il “duttile” Ettore Beggiato, che ha svolto il ruolo di foglia di fico della partitocrazia lasciando credere all’elettorato che anche quest’ultima fosse disposta all’autonomia e al federalismo. Infatti, ha fatto l’assessore per la Giunta di Giuseppe Pupillo [ex comunista – Durata mandato 11 maggio 1993 – 26 maggio 1994] e quella di Aldo Bottin [ex democristiano – Durata mandato 26 maggio 1994 – 26 maggio 1995], in tal modo “addomesticando” il voto degli elettori che lo credevano un innovatore autonomista, federalista, oggi indipendentista.

Questo modo di fare il “rappresentante” mi ricorda il paradosso del Comma 22. Ovvero: per i piloti ci potrebbe essere il modo per farsi esentare dalle missioni di guerra, perché: “Chi È pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo“, però “chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo.“

Mi si consenta qui di parafrasarlo in questo modo: “dal 1861 la mala gestio dello Stato italiano è talmente documentabile per cui i veneti che chiedono l’indipendenza non sono pazzi”. Però ”chi chiede a «Indipendentisti Veneti», «ProVeneto», «Progetto Nord-Est», «Liga Veneta Repubblica», «Indipendenza Noi Veneti con Zaia», «Siamo Veneto», «Indipendenza Veneta», l’indipendenza o anche solo l’autonomia, è pazzo.” Anche perché dietro molte di queste sigle si cela una sola persona.

Ma soprattutto costoro non sono dei leader di pensiero, poiché non hanno una soluzione riguardo, ad esempio, all’inferma e sclerotica Unione Europea. Infatti, la Gran Bretagna fa fatica a uscirne, e l’eurocrazia sta facendo di tutto per “rendere dolorosa” la Brexit. I catalani che oggi sono in UE, una volta indipendenti vorrebbero restarci, ma è già stato detto loro che dovrebbero fare la trafila per appartenervi. Idem per gli scozzesi. Gli pseudo indipendentisti veneti, a questo proposito che progetto hanno? E ancora: hanno un’idea diversa di società? Non mi è noto! Naturalmente, un Veneto indipendente potrebbe anche diventare un nodo informatico, cognitivo-elitario per l’innovazione e/o l’eliminazione della tassazione a livello globale (es. Singapore); ma non si conoscono i progetti politico-istituzionale di questi soggetti.

Eppure “Veneto Stato” era un partito molto promettente. Nella primavera del 2012 aveva quasi 2000 soci. Poi si è letteralmente disgregato sotto la guida di Antonio Guadagnini. Cos’è andato storto?

Sì il Partito/Movimento, dopo la fondazione, ebbe una rapida crescita. Solo nella mia piccola città Rovigo facevamo circa un gazebo la settimana. Riuscimmo a proporne molti in vari Comuni della Provincia. Gazebi diurni e incontri serali, e sempre con interesse in crescita da parte della popolazione, che ai nostri interventi dichiarava: Magari ! C’era il direttore del giornale locale: «La Voce» (un’ottima personalità libertaria che dava molto spazio a varie idee e parole innovative) il quale faceva in modo che si potessero aprire ampi spazi di discussione, e in questi spazi, su qualsiasi tema, mi intrufolavo firmando con nome e cognome, ma sempre affiancando “Veneto Stato”. Nel volgere di un paio di anni almeno una cinquantina di articoli, che poi certe volte venivano pubblicati anche nell’edizione locale del «Gazzettino», e un altro giornale autoctono on line. Oltre a questo si erano in quel periodo indette varie conferenze stampa. Si iniziava a essere convocati come esponenti del Partito in varie assemblee e riunioni. Cominciavano a conoscerci personalmente e a stimarci. Si parlava di tutto all’infuori di posti, careghe, prebende, votazioni. Queste parole, questi termini, questi nuovi scopi vennero portati all’interno di “Veneto Stato” dal lessico di Guadagnini, e questo portò purtroppo all’implosione del movimento.

Il 13 ottobre 2013, similmente all’avvento del fascismo (naturalmente qui non mi si prenda alla lettera, perché siamo in una dimensione più banale), anche in “Veneto Stato” erano comparsi i “Ras di Guadagnini” (in fondo anche nella vecchia DC c’erano le “correnti”) di cui non farò i nomi per carità di patria. Tuttavia questi “pretoriani” realizzarono una mezza rissa. Il socio Luigi Pozza, di Bassano del Grappa, che stava filmando tutta la riunione si prese un pugno in faccia, tanto che chiamò le forze dell’ordine per denunciare il fatto. Con fatica ho cercato di buttare acqua sul fuoco tranquillizzando il più possibile le parti. È singolare che il verbale di questo ultimo Maggior Consiglio sia scomparso. Avevo chiesto di pubblicarlo sul sito di “Veneto Stato”, ma mi è stato risposto picche!

Successivamente Guadagnini non prese troppo bene un rapporto disciplinare stilato da Giovanni Dalla Valle per il Consiglio dei Diexe, e questi si trovò (da uno dei “Ras”con pseudonimo: Gatto Mannaro) brutalmente diffamato pochi giorni dopo sul sito “Basta Italia” [http://www.bastaitalia.org/il-venetismo-da-operetta-fa-harakiri/ ]. Un blog creato a scopi denigratori e coperto dall’anonimato da un altro disinibito sedicente indipendentista. Comprensibile che Dalla Valle se ne ritornasse (dopo oltre 30 voli ad hoc) nel Regno Unito sbattendo la porta.

Ci furono irregolarità troppo lunghe da descrivere. Potrei sintetizzare con la constatazione del fatto che non c’era alcuna elaborazione politico-programmatica, bensì la semplice ricerca di un potere. Basti osservare dove si trovano oggi i “Ras” su accennati: in qualche ente, o commissione, o alla presidenza di qualche associazione che senza i contributi pubblici nemmeno esisterebbe. Insomma, chi si propone come innovatore della mala gestio dell’Italia, nutre le stesse pulsioni di potere della vecchia Democrazia Cristiana.

Eppure un progetto mi sembra indispensabile, perché anche Antonio Gramsci (un autore da me frequentato pochissimo) ha descritto l’interregno (tra il distacco dall’Italia e il sorgere del nuovo soggetto indipendente) come il tempo in cui “il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati.” Durante questo periodo il nuovo è percepito come una cosa folle, malvagia e pericolosa da contemplare. Così, consultando la mia rubrica, in data 13 ottobre 2013, riscontro d’aver scritto: “Maggior Consiglio – h. 09.00 – Hotel Venice Grisignano (VI) – Poi STOP !”. E qui finisco la mia testimonianza su “Veneto Stato”.

Ai giorni nostri si sta proponendo un nuovo soggetto politico che sembra molto promettente: “Asenblèa Veneta”. Cosa ne pensa?

Mi auguro sinceramente che mantenga le promesse, ovvero che sia la sede di una Intelligencija Veneta, e come hanno dichiarato che nessun aderente ai partiti indipendentisti che abbia un incarico, possa assumerne uno in “Asenblèa Veneta”. Tuttavia una vocina nel cervello mi continua a ricordare ciò che diceva Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Ebbene, io noto quattro indizi, sui quale però lascio al lettore ogni valutazione:

Qui abbiamo il comitato promotore di “Asenblèa Veneta”: Marco Bassani, Andrea Favaro, Renzo Fogliata, Carlo Lottieri, Davide Lovat, Massimo Vidori.
Qui abbiamo il libro: «Io sovrano» di Antonio Guadagnini e Andrea Favaro. La mia pulce nell’orecchio è che ci sia una sorta di tentativo di tirare la volata a Guadagnini per le elezioni regionali del 2020.
Qui la stessa impressione la ricavo dal libro «Il rischio della libertà. Tra globalizzazione e diritto di autodeterminazione», autori Davide Lovat e Roberto Ciambetti. Quest’ultimo ha fatto carriera nella Lega Nord bossiana che sosteneva la secessione della Padania. Il suo seggio di Presidente del Consiglio regionale lo deve anche a quegli elettori che hanno creduto a questa promessa. Oggi però lo stesso personaggio, agilmente presente nella Lega salviniana (quella dell’Italia che si salva tutta unita), cerca di convincere l’elettorato veneto della bontà di una autonomia che si sa già non sarà tale.
Qui infine un intervento di Massimo Vidori che si firma indipendentista veneto. Singolare assonanza con «Indipendenza Veneta», partito di cui è stato portavoce sino a non molto tempo fa; mentre altri usano la dizione: Patriota Veneto.

Naturalmente spero che la vocina nel cervello altro non sia che un passeggero sintomo geriatrico. Tuttavia, già l’opera di Umberto Bossi provvide a depotenziare il federalismo (chi ne parla più oggi?); mentre Marco Pannella predicava la democrazia ma intanto faceva passare delle regole che limitano l’ingresso nelle istituzioni ai nuovi soggetti politici, e Antonio Di Pietro con “Italia dei Valori” predicava una moralità pubblica che si fa fatica a intravvedere; mentre adesso Matteo Salvini (e la sua attuale Lega) o Beppe Grillo che ultimamente ha cominciato a distinguersi dal M5*, altro non sono che dei Prof. Dulcamara intenti a distrarre l’opinione pubblica per la sopravvivenza del sistema partitocratico, senza la deterrenza e il contro bilanciamento dell’esercizio della democrazia diretta.

* * *

Qui finisce l’intervista realizzata alcuni giorni fa; ci corre ora l’obbligo di segnalare la notizia dell’ultima ora: l’Asenblèa Veneta fondativa, con presentazione di scopi, finalità, statuto, e organi. Si terrà domenica 17 febbraio a Limena (Pd), presso teatro “Falcone Borsellino” di Via Roma n. 44, dalle ore 9 del mattino. La partecipazione è riservata ai soli soci.


Alberto Pento
Par fortuna ke da ani a me so' cavà fora da sto falbo e farloco mondo "venetista e lighista", ma a go perso isteso masa tenpo par enparar, a gavaria podesto xvejarme prima, a gavaria sparagnà tenpo, skei e rabiade.
Mejo tardi ke mai!


Raffaello Domenichini
sintesi principali punti negativi/errati secondo te?

Alberto Pento
Ecco alcuni elementi negativi:
1) Infantilismo vittimista e irresponsabile nell'interpretazione delle vicende storiche
2) Mitomania venezianista e non riconoscimento delle gravi mancanze e lacune veneziane tra cui quella di non aver mai promosso un popolo e una nazione veneta di tutti i veneti e aver ostacolato in ogni modo l'evoluzione della sovranità democratica dei veneti in terra veneta;
lo scambiare i 4 secoli dello Stato Veneto a dominio veneziano per un periodo in cui vi era il paradiso in terra, paradiso che nessuno, nemmeno Venezia e i veneziani, ha difeso mettendo in gioco i suoi beni e la sua vita
3) Ideologismo teocratico marciano accompagnato da accentuato antisemitismo, uso politico della retorica religiosa cristiana anche da parte di atei storici conclamati, con derive filo nazi maomettane, autocratiche alla Putin e alla Maduro e nazi comuniste
4) Grave omissione della storia non veneziana della maggioranza dei veneti non veneziani a partire dalla fine dell'impero romano con disprezzo per i veneti non veneziani e per il veneto germanizzato diverso dal veneto lagunare bizantinizzato
5) Errata identificazione della Patria Veneta con la Repubblica Veneziana e i suoi domini
6) Confusione tra la condizione di sudditanza di gran parte dei veneti verso Venezia con una mai esistita cittadinanza veneta sovrana da parte di tutti i veneti e con una nazione veneta che ai tempi del dominio di Venezia non esisteva affatto checché ne dicano coloro che sventolano la scritta "semo na nasion"
7) Uso strumentale e pretestuoso dell'indipendentismo e dell'autonomismo veneto per carrierismo politico, protagonismi per trarre vantaggi personali, personalismi demenziali
8) Mancanze gravi di rispetto tra veneti e immoralità e slealtà diffusa nei comportamenti e nelle relazioni con gli altri
9) Disprezzo per la democrazia, esaltazione dell'arrogante aristocrazia ademocratica veneziana e dell'aristocratismo patriziale, demenze complottiste pluto-giudaico-massoniche, asssenza di un vero dibattito e confronto all'interno del mondo venetista
10) Fanatismi ed esaltazioni demenziali inutili e dannose; presunzioni e arrroganze a non finire;
un mondo pieno di demenziali presuntuosi patrioti che si credono in possesso della chiave per risolvere i problemi dei veneti e per portarli all'indipendenza, proponendosi e vendensosi come tali senza alcun ritegno e pudore



Coała xeła l'etega de l'endependenteixmo veneto?
viewtopic.php?f=126&t=1885

Referendo par l'endependensa e i fanfaroni
viewtopic.php?f=126&t=420

Veneti venezianisti marciani idolatri e teocratici, che disprezzano la democrazia e che non conoscono la storia e che la reinterpretano a loro gradimento e la ricostruiscono con fantasia.
viewtopic.php?f=183&t=2786

Coel parlamento veneto de tuti i veneti mai nato
viewtopic.php?f=183&t=2597

Parlamento Veneto e CNL, tuto fondà sol mito de Venesia, come se ła storia no ła contase gnente e come se el termene de ła Repiovega Veneta el fuse colpa e responsabełetà de altri fora ke dei veneti-venesiani e de Venesia ke ła jera ła çità domenante
viewtopic.php?f=167&t=1580
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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