Corusion tałiana e romana

Re: Corusion tałiana e romana

Messaggioda Berto » mer mag 08, 2019 6:42 am

Tangenti in Lombardia, finanziamenti illeciti anche a Fratelli d'Italia
Francesca Bernasconi - Mar, 07/05/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... z8lpzK5zPo

L'imprenditore arrestato questa mattina avrebbe finanziato la campagna elettorale della coalizione di centrodestra nel 2018

L'inchiesta della guardia di finanza di Varese e dei carabinieri di Monza, che questa mattina hanno arrestato 43 delle 95 persone indagate per associazione a delinquere e corruzione, ha portato alla luce un sistema ben congengato di finanziamenti illeciti e tangenti.

Secondo Raffaella Mascarino, il gip di Milano, che ha firmato l'ordinanza per le misure cautelari dei 43 fermati, Fabio Altitotante, sottosegretario della Regione Lombardia, era solito "chiedere favori ed esercitare reiterate pressioni nei confronti di primari vertici della struttura dirigenziale del Comune di Milano", al fine di far ottenere appalti pubblici alle organizzazioni mafiose della zona. Insieme a lui, operava anche Pietro Tartarella, candidato di FI alle Europee, che aveva un ruolo centrale. Il politico, infatti, aiutava l'imprenditore Daniele D'Alfonso, anche lui tra gli arrestati di questa mattina, a "muoversi nei paludosi mondi che spesso accompagnano la vita politica". Grazie alle sue conoscenze, infatti, Tatarella sapeva bene a chi chiedere per ottenere determinari favori e chi fosse corruttibile. In cambio, l'imprenditore lo ripagava con regali e viaggi, per una smma di 5mila euro mensili.

Daniele D'Alfonso, però, non aveva avuto rapporti di "affari" solo con Tatarella. infatti, dalle carte del gip emergono anche presunti "finanziamenti illeciti a Fratelli d'Italia". Considerando i capi d'imputazione, sembra che l'imprenditore avesse fornito "sistematici finanziamenti illeciti a soggetti politici", tra cui spiccano i nomi di Fabio Altitonante, Diego Sozzani e Angelo Palumbo. Ma non solo. Tali finanziamenti, infatti, sarebbero stati effettuati anche a vantaggio del partito Fratelli d'Italia. In particolare, "in occasione della campagna 2018 per le consultazioni politiche e regionali", l'imprenditore aveva effettuati vari finanziamenti, destinati a pagare la campagna elettorale del centrodestra, coalizione che si rivelerà poi vincente.

Con le elezioni del 2018, l'indagine ha subito un'accelerazione, portando gli inquirenti a venire a capo del sistema di tangenti messo in atto da imprenditori e politici. "Dalle intercettazioni emerge che il soggetto interessato è sempre Daniele D'Alfonso che sfrutta il momento della campagna elettorale per fare la semina", ha spiegato il gip di Milano.
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Re: Corusion tałiana e romana

Messaggioda Berto » mer mag 08, 2019 6:42 am

Appalti pubblici in Calabria, 20 indagati: ci sono il governatore Oliverio (Pd), il sindaco di Cosenza ed ex deputato dem
Lucio Musolino | 7 Maggio 2019

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/0 ... em/5159664


Altri guai giudiziari per il governatore della Calabria Mario Oliverio (Pd)e per il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto (Forza Italia), entrambi candidati in pectore alle prossime Regionali. La procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, ha chiuso l’inchiesta sulla gestione di alcuni appalti pubblici che hanno riguardato la città di Cosenza e in particolare gli investimenti relativi alla costruzione del nuovo ospedale, della metropolitana di superficie e del museo di Alarico. Venti i soggetti iscritti nel registro degli indagati dal pm Vito Valerio con accuse pesantissime.

Tra questi c’è anche l’ex vicepresidente della Regione Nicola Adamo (Pd) per il quale, assieme al presidente Oliverio, la procura contesta il reato di “associazione per delinquere con lo scopo di commettere – è scritto nel capo di imputazione – una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione e nello specifico dei delitti di turbata libertà degli incanti, di corruzione propria aggravata, di traffico di influenze illecite, di abuso in atti di ufficio, di frode nelle pubbliche forniture”. Associazione a delinquere di cui farebbero parte anche il dirigente della Regione Luigi Giuseppe Zinno, il direttore generale delle Ferrovie della Calabria Giuseppe Lo Feudo e gli imprenditori Pietro Ventura e Rocco Borgia.

Mentre Nicola Adamo, ex deputato, sarebbe stato il “punto di riferimento” e “l’elemento di raccordo tra esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori privati”, il presidente Oliverio è considerato dalla procura il “promotore” del sodalizio in quanto si sarebbe attivato per “assicurare che le gare pubbliche si sviluppino secondo i progetti dell’associazione e vengano aggiudicate agli imprenditori graditi”. Non solo: sempre su indicazione di Nicola Adamo, infatti, Oliverio si sarebbe attivato “per far ottenere ai suoi uomini di fiducia la nomina in posti strategici delle amministrazioni pubbliche regionali e locali”.

Uno dei principali affari era senza dubbio la progettazione esecutiva e la realizzazione del sistema di collegamento metropolitano tra Cosenza, Rende e l’università della Calabria. Un gara d’appalto da diversi milioni di euro che – secondo la procura – è stata inquinata mediante “collusioni, accordi, promesse e mezzi fraudolenti”. Ecco quindi che gli indagati sono accusati di turbativa d’asta per aver posto “a base di gara un progetto preliminare illegittimamente realizzato dalla Metropolitana Milanese Spa in quanto affidato senza rinnovo di procedure”. Cosa che è avvenuta anche per quanto riguarda “un progetto preliminare basato su una scelta progettuale di ‘sistema su ferro’ ingiustificata sul piano tecnico ed economico”. Un appalto, quello della metropolitana, per il quale sarebbe stata indetta “la gara per la parte esecutiva” nonostante questa era stata già ricompresa “nella precedente procedura di gara per progettazione preliminare”. Il tutto, quindi, avrebbe provocato una “duplicazione indebita dei costi a base d’asta”.

Un’operazione in cui è stato coinvolto – sempre stando alla ricostruzione degli inquirenti – anche Mario Occhiuto, candidato in pectore di Forza Italia alle prossime regionali. Il sindaco di Cosenza, infatti, è indagato per corruzione. Secondo la procura di Catanzaro, per firmare l’accordo di programma per la realizzazione di un sistema di mobilità sostenibile e il collegamento metropolitano e per adottare ogni altro atto amministrativo di sua competenza, Occhiuto avrebbe accettato “la promessa avanzata da Oliverio per il tramite del dirigente Luigi Zinno, di ottenere da parte della Regione Calabria i finanziamenti e la copertura amministrativa per la realizzazione del Museo di Alarico oggetto di gara d’appalto (illegittima) indetta dal Comune di Cosenza”.

Nell’inchiesta è indagato anche il consigliere regionale Luigi Incarcano. Quest’ultimo è accusato di traffico di influenze perché sfruttando le sue relazioni politiche con molti consiglieri comunali di Cosenza si faceva promettere “da Nicola Adamo e Mario Oliverio un vantaggio patrimoniale rappresentato dalla possibilità di ricoprire incarichi pubblici e istituzionali”. In sostanza, questo era il prezzo “per la mediazione illecita” di Incarnato che ha convinto i consiglieri di Cosenza a dimettersi “allo scopo di determinare l’automatica decadenza di Mario Occhiuto (Forza Italia, ndr) da sindaco di Cosenza”. Promessa che Adamo e Oliverio avrebbero mantenuto “designando e comunque agevolando la nomina di Incarnato a commissario liquidatore della Sorical spa (Società Risorse Idriche Calabresi)”. Della partita faceva parte anche Luca Morrone, l’ex presidente del Consiglio di Cosenza che per le sue dimissioni avrebbe accettato la promessa “effettuata da Adamo e Olverio di ricoprire alternativamente o la carica di vicesindaco in seno alla compagine politica eventualmente vincitrice nelle successive elezioni o comunque un incarico di ingegnere presso la Regione Calabria”.
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Re: Corusion tałiana e romana

Messaggioda Berto » gio mag 23, 2019 12:57 pm

Roma, scandalo infermieri: escort e mazzette in cambio di favori
23 maggio 2019

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/s ... 10500.html

Scandalo prostituzione ai vertici della cassa previdenziale infermieristica. È travolta da un nuovo caso di corruzione l’Enpapi. La procura ha scoperto che la dirigenza dell’ente - ad oggi commissariato - si faceva corrompere, non solo attraverso mazzette mascherate da consulenze, ma anche con “cene eleganti” in compagnia di escort in esclusivi locali della Capitale.

È l’ultima novità di un’inchiesta complessa, coordinata dal pubblico ministero Alberto Pioletti, contenuta nell’atto che notifica ad otto persone la chiusura delle indagini. Il valutario della guardia di finanza aveva arrestato il 19 febbraio, per corruzione e ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, il presidente Mario Schiavon (oggi ai domicliari) e il direttore generale dell’ente nazionale previdenza e assistenza della professione infermieristica, Marco Bernardini. In cella, con loro, erano finiti un imprenditore, un avvocato e un commercialista.
Lo schema corruttivo che avevano messo in piedi, tra il 2015 e il 2019, era articolato. Da un lato c’erano Bernardini e Schiavon che avevano le chiavi della cassaforte dell’ente. Dall’altra dei finanzieri che, grazie all’intermediazione di un avvocato, Piergiorgio Galli, erano riusciti a convincere la dirigenza di Enpapi a compiere investimenti in fondi «dal valore di milioni di euro», emerge dal capo d’imputazione. Operazioni che l’ente, per legge, non poteva assolutamente fare. Per superare questo ostacolo Schiavon e Bernardini avrebbero ricevuto mazzette - è emerso dalle indagini coordinate dall’aggiunto Paolo Ielo e dal pubblico ministero Pioletti - sotto le più diverse forme: tangenti mascherate da consulenze, biglietti per andare a vedere la finale di Champions League tra Juventus e Barcellona del 6 giugno 2015. Infine, la novità è emersa nella chiusura dell’inchiesta notificata pochi giorni fa agli indagati, un giro di prostituzione. A Roma, Milano e Taormina venivano organizzati gli incontri a luci rosse.

Il grande organizzatore delle cene eleganti era l’avvocato Galli. A beneficiarne era soprattutto il direttore generale di Enpapi (ormai ex) Bernardini. Gli investigatori ricostruiscono 19 incontri in poco più di un anno. Dal gennaio del 2018 al febbraio del 2019. Galli, per convincere un reticente Bernardini a dare il suo via libera ad un’operazione che impegnava le casse di Enpapi «per l’acquisto di fondi per circa 360 milioni di euro», avrebbe pianificato diversi incontri con «delle ragazze», si legge nel capo d’imputazione. Incontri a cui partecipava anche l’allora dg dell’Ente, lo stesso avvocato: «trascorrevano la serata o la nottata in ristoranti o alberghi in diverse città». E ancora, scrivono gli inquirenti, gli onorari delle escort «variavano tra i 500 e gli 800 euro ad evento». Compensi che venivano «negoziati da Galli e sostenuti tramite le società a lui riconducibili».
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Re: Corusion tałiana e romana

Messaggioda Berto » dom giu 23, 2019 7:35 am

Spartizione di appalti e nomine: scandalo travolge il PD a Reggio Emilia. 33 indagati tra cui la moglie del sindaco
22 giugno 2019
Paolo Bonacini


https://www.rassegneitalia.info/spartiz ... 7vqPiGfCig


Lo hanno ribattezzato il “sistema Reggio Emilia”. È quello messo sotto accusa dalla procura della Repubblica per la seconda volta in soli quattro mesi. Due inchieste con 33 indagati travolgono la città già scossa da Aemilia, il più grande processo alla ‘ndrangheta nel Nord Italia. Il sistema Reggio lambisce l’amministrazione del rieletto sindaco Pd Luca Vecchi.

Alla fine dello scorso febbraio 18 dirigenti del Comune di Reggio Emilia, in servizio nel 2013 (e in buona parte ancora oggi), sono finiti indagati per i reati di falso ideologico e abuso d’ufficio. Tra gli altri la moglie dello stesso sindaco, allora dirigente all’urbanistica. Pochi giorni fa la nuova e più pesante tegola sulla testa dell’amministrazione comunale: 15 indagati, tra cui l’ex vicesindaco, un assessore, dirigenti di primo piano nella gestione degli appalti e dei soldi pubblici, il responsabile del servizio legale del comune e un gruppo di avvocati esterni. Con reati ipotizzati pesanti: turbativa d’asta, corruzione, abuso d’ufficio,falso ideologico e violazione del segreto d’ufficio. Il tutto negli anni tra il 2015 e il 2017, quando a portare la fascia tricolore era lo stesso Vecchi, successore e fedelissimo dell’ex ministro Graziano Delrio.

Per gli inquirenti il “sistema Reggio” che potrebbe emergere da entrambe le indagini – non collegate tra di loro – è una sorta di legge non scritta per l’assegnazione di incarichi e nomine, per la scelta di consulenti e professionisti, per la costruzione e l’assegnazione delle gare di appalto. Con l’obiettivo di favorire persone e imprese predeterminate. Emblematico il caso della nomina, nel maggio 2016, di Maria Teresa Guarnieri a direttrice della neonata azienda Asp Reggio Emilia che offre servizi e assistenza ad anziani, disabili e minori. Per quel posto era stata indetta una procedura pubblica ed erano arrivati 40 curricola, ma già da mesi si discuteva dell’opportunità di mettere al comando dell’azienda la dottoressa Guarnieri. Il presidente dell’Asp Raffaele Leoni, ex assessore provinciale, era d’accordo, il vicesindaco con delega al welfare, Matteo Sassi, nutriva dubbi. Se e quanto quel confronto “a priori” influenzò o condizionò la Commissione giudicatrice, che assegnò poi l’incarico fino al 2021, sarà l’indagine a stabilirlo. Intanto Leoni e Sassi sono entrambi indagati. Come è indagato l’avvocato Santo Gnoni, responsabile dell’ufficio legale del comune di Reggio Emilia e membro della Commissione.

I corposi sequestri di atti compiuti dalla Guardia di Finanzariguardano questa e altre vicende di nomine e assegnazione d’appalti, per volumi complessivi di decine di milioni di euro. E con l’ipotesi che ai risultati voluti si adeguassero poi i bandi, i concorsi, le gare e le Commissioni, seguendo procedure magari formalmente corrette ma tagliate su misura per i prescelti con gradi di libertà tali da condurre all’esito cercato. La corruzione e la violazione del segreto d’ufficio ipotizzate aprono nuove vie e nuovi moventi per raggiungere l’obbiettivo che resta comunque lo stesso: favorire i favoriti.
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