Straje tałiane de łe xenti iłiro-xlave

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Messaggioda Berto » lun feb 03, 2014 10:51 am

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http://www.criminidiguerra.it

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Soldati italiani fotografati con gli ostaggi uccisi in Montenegro
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Militari italiani ritratti con gli ostaggi fucilati in Montenegro
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Sequenza di una fucilazione di ostaggi

Graduato italiano malmena un ostaggio condotto alla fucilazione
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Gli ostaggi in attesa della scarica del plotone di esecuzione italiano
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Gli ostaggi mentre vengono colpiti dalle fucilate del plotone di esecuzione italiano
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Gli ostaggi caduti a terra sotto i proiettili dei militari
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L'ufficiale italiano spara il colpo di grazia agli ostaggi agonizzanti
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I cadaveri degli ostaggi (particolare)
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Sequenza della fucilazione di un partigiano

Partigiano jugoslavo attende la scarica mortale del plotone di esecuzione italiano
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Il partigiano morente prima del colpo di grazia
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Il cadavere del partigiano fucilato
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fonte: Fondo Voce comunista b. 95 f. 15, b.97, presso Fondazione ISEC (Istituto per la Storia dell'Età Contemporanea, Sesto S.Giovanni, Mi).
27.7.1942 - Zavrh pri Cerknici. 4 ostaggi scavano una buca prima della fucilazione da parte di militari italiani
31.7.1942 - Loska Dolina (Krizna Gora). Truppe italiane fucilano ostaggi del paese di Dane
Slovenia 1942 - Militi fascisti e belagardisti conducono un partigiano alla fucilazione
Slovenia 1942 - Il condannato viene assistito dal cappellano militare italiano
Slovenia 1942 - Il plotone di esecuzione composto da militari italiani e da belagardisti è pronto per l'esecuzione
Slovenia 1942 - Il condannato attende la scarica mortale
fonte: D. Mattiussi, L. Patat, M. Puppini, Una lunga notte 1942-1945. La collezione Erminio Delfabro, Comune di Gradisca d'Isonzo e Centro isontino di ricerca e documentazione storica e sociale "Leopoldo Gasparini", Gorizia novembre 2001.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Straje tałiane de łe xenti iłiro-xlave

Messaggioda Berto » mar feb 04, 2014 12:36 pm

FOIBE, UNA TRAGEDIA DELLO STATO NAZIONE

http://www.lindipendenza.com/foibe-una- ... to-nazione

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... /foibe.jpg
http://www.lindipendenza.com/wp-content ... /foibe.jpg


i SIMONE RIVA*

Ci vergogniamo delle polemiche che si sollevano ogni anno sul tema delle foibe e dell’esodo istro-veneto dalle terre “al di là dell’acqua” avvenuto nella seconda metà degli anni ’40 del secolo scorso. Sarebbe ora di smetterla, per dignità, di giocare carte politiche sulla pelle e sulle anime di migliaia di persone trucidate e centinaia di migliaia esiliate. La storia dovrebbe offrirci la possibilità di capire il presente attraverso il passato e invece spesso, troppo spesso, soprattutto in ambito moderno-contemporaneo, diventa occasione di sfruttamento per fini poco nobili.

Analizzare la tragedia delle foibe da un punto di vista storico significa partire dalle cause scatenanti, passando attraverso le responsabilità dei carnefici e le sofferenze delle vittime, giungendo così a trarne un insegnamento che possa arricchirci culturalmente e personalmente, oltre a contribuire nella ricerca di una soluzione alla situazione che, da sessant’anni a questa parte, si è venuta a creare nella zona interessata.

Ricordare le foibe vuol dire fare informazione storica – noto con amarezza come per molti queste siano solamente un fenomeno geologico e per altri nemmeno quello – spiegare cosa sono, da chi e come sono state utilizzate e quali le cause e gli effetti storici nonché geopolitici che le hanno accompagnate. Non può risultare slegato dal discorso un quadro sulla situazione istriana e dalmata, il cui suolo è stato teatro dell’accanimento dei due fronti: da una parte il comportamento arrogante e colpevole assunto dall’Italia dagli anni ’20 in poi – con l’italianizzazione forzata nei confronti di veneti e slavi e le conseguenti persecuzioni verso i dissidenti, fino ad arrivare alla connivenza con la Jugoslavia dei politici del dopo guerra, Togliatti e De Gasperi per non fare nomi – dall’altra le efferatezze perpetrate dalle truppe jugoslave di Tito sui vinti.

Poi assistiamo allo squallido rimbalzo delle responsabilità: slavi e comunisti additano come invasori e colpevoli di atti barbarici – giustificando i propri – gli italiani e i fascisti; a loro volta questi mettono in luce solamente le colpe degli altri rivendicando le proprie pretese sulle terre adriatiche sottratte dalla “vittoria mutilata”. La nostra tesi vede nel colpevole l’esasperato nazionalismo di entrambe le parti in gioco. Un nazionalismo artificioso e di stampo tardo-ottocentesco che oggi non ha più ragione di esistere (la Jugoslavia si è frammentata, l’Italia non ancora) ha portato rancore e distruzione in una terra in cui da secoli popolazioni di diverse radici, dagli illiri agli austriaci passando per slavi e veneti, hanno saputo convivere serenamente.

Il divario tra le componenti etniche è scattato come una miccia incontrollabile nel momento in cui quella terra doveva essere italiana o jugoslava: ovvero, in entrambi i casi, diventare parte di qualcosa a cui non apparteneva. Semplicemente l’Istria era Istria e la Dalmazia Dalmazia, al di là di come la potessero pensare in Italia o in Jugoslavia. Da questa lezione storica risulta chiaro che l’imposizione forzata di un’identità artificiale che non tenga conto di quelle vere pre-esistenti non può che portare scompiglio se va bene ed eccidi efferati quando la situazione precipita.

Nonostante la tragedia non ci tocchi direttamente come lombardi, è giusto ricordare che anche le nostre città ospitarono migliaia di profughi (solamente nel bresciano furono quasi diecimila) sfatando quel luogo comune che ci vuole chiusi ed egoisti e dimostrando invece quella fratellanza e solidarietà tra popoli oppressi che ci contraddistingue.

Vale inoltre la pena di ricordare che pro Lombardia Indipendenza, a livello europeo, è attiva politicamente nel gruppo European Free Alliance assieme al partito ”Lista za Rijeku – Lista per Fiume”, che fa della collaborazione tra croati e fiumani un pilastro fondamentale della propria azione politica, nel pieno rispetto delle proprie differenze culturali. Lanciamo quindi il nostro appello per mantenere vivo il ricordo, nel lutto e nella consapevolezza, perché il sangue versato e i soprusi subìti non siano vani né dimenticati.

*pro Lombardia Indipendenza

Comenti================================================================================================================================

Salice triestino
5 Giugno 2012 at 11:30 pm #
State molto attenti che la questione delle foibe è per lo più strumentale al tentativo dei neofascisti di far valere le loro tesi ed ai sinistrorsi del PD di togliersi di dosso l’impronta comunista, facendo il gioco dei fascisti.
La realtà dei fatti però è ben diversa, è complicata, e va studiata da testi attendibili, e solo dopo essere sicuri di conoscere la composizione linguistica e geopolitica di Trieste e dell’Istria.
Ad esempio a Trieste hanno costruito un monumento nazionale sopra a quella che chiamano foiba, ma che altro non è che un pozzo di miniera artificiale pieno di detriti.
Quando Trieste era parte del Territorio Libero, il sindaco stesso lo fece utilizzare come discarica. Tornata l’Italia l’hanno chiuso, decidendo che dentro ci sono migliaia di morti, senza fare alcuna indagine scendendo di sotto a vedere. Cosa peraltro già fatta dagli inglesi nel 1945 che dentro vi hanno trovato un paio di morti e qualche carcassa di cavallo, decidendo quindi di interrompere le ricerche.
Vi consiglio il libro del triestino J. Pirjevec, molto ben fatto, e boicoittato guarda caso da tutti i nazionalisti filo-italiani.


sergio
22 Marzo 2012 at 2:27 pm #
Tutto è stato tolto agli ISTRIANi ma la dignità e l’amore per la loro terra mai. Fascisti , comunisti, nazisti, stessa razza. assieme a molti così detti democristiani, che hanno defraudato ai vivi i loro beni.


giovanni
13 Marzo 2012 at 9:49 am #
Noi Italiani fuggiti dalla nostra amata e bella Istria, approdati scalzi e ignudi su terra patria fummo nuovamente infoibati nell’ Italica e marcia politica .Giovanni :Fiumano con radici lontane e perse.
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Re: Straje tałiane de łe xenti iłiro-xlave

Messaggioda Berto » mer feb 05, 2014 8:44 am

Se Trieste viene privata di una “Casa delle memoria”

http://www.lindipendenza.com/se-trieste ... le-memoria

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di SAMO PAHOR

Scriveva nel 1987 Alfredo Bonelli nell’introduzione al libro dell’ANPPIA sugli internamenti: “Lungo tutta la dittatura, nelle carceri e nei luoghi di confino il maggior numero di vittime politiche in rapporto alla popolazione fu sempre dato dalla Venezia Giulia, e soprattutto dalla componente slava dei suoi abitanti. Anche durante il periodo bellico, con l’internamento, il massimo contributo di vittime venne dagli slavi; e si deve ad essi se nei soli tre anni di guerra il totale degli internati ha superato di parecchie volte il totale dei carcerati e dei confinati nel corso di tutti i 17 anni in cui rimasero in vigore le leggi eccezionali”. Ne fu di meno la Venezia Giulia negli anni 1943-1945. Dei convogli che trasportarono nei lager tedeschi 23.826 cittadini italiani deportati politici (triangolo rosso) una metà è partita da Trieste.

Dal marzo 1942 operava nella Venezia Giulia l’Ispettorato speciale di P.S. istituito per combattere le forze partigiane slovene e croate ed entro l’8 settembre 1943 ha già arre-stato circa 3.000 sostenitori e familiari dei partigiani dai 14 agli 80 anni, di cui 2250 sono stati inviati nei campi di concentramento di Cairo Montenotte e di Fraschette di Alatri (circa 1400 maschi e 850 donne). Gli arrestati venivano così selvaggiamente torturati durante gli interrogatori che il 12.3.1943 il vescovo di Trieste ha chiesto al Ministero dell’interno di intervenire. Dopo l’armistizio l’Ispettorato ha servito fedelmente l’occupatore tedesco fino alla fine dell’aprile 1945, dando caccia agli aderenti al movimento di liberazione continuando a torturare selvaggiamente. I più indiziati venivano consegnati alle SS e spesso finivano nella Risiera, i meno indiziati venivano spediti nei lager tedeschi.

L’ultima sede di questo Ispettorato è ancora in piedi, ma gli incombe una triste fine. La provincia di Trieste, proprietaria dell’immobile, intende venderlo perché venga abbattuto per costruirvi una casa parking. Il fatto che l’immobile sia stato posto il 26.11. 2010 sotto tutela per l’interesse culturale non ha convinto la giunta di centrosinistra a rinunciare alla vendita ed alla successiva demolizione dello stabile. Così Trieste viene privata della possibilità di avere una “Casa della memoria” in cui poter esporre la documentazione sul primato della Venezia Giulia nell’opposizione e nella lotta contro il fascismo e contro il nazismo.
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Re: Straje tałiane de łe xenti iłiro-xlave

Messaggioda Berto » ven dic 26, 2014 9:49 pm

I crimini fascisti -Arbe Rab- (completo)

https://www.youtube.com/watch?v=-uDeKSzySr4
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