Ixlam (persecousion e stermegno dei creistiani)

Re: Ixlam (persecousion e stermegno dei creistiani)

Messaggioda Berto » ven lug 31, 2015 9:15 pm

La schiava veneziana del 25enne marocchino: legata a una sedia e obbligata a urlare «Allah è grande»

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/VENE ... 1642.shtml

di Cristina Antonutti

CAORLE - Tre mesi di terrore. Di botte e costrizioni. Un marocchino di 25 anni, Mohammed Et Tajani, di Pramaggiore, ha reso la vita impossibile a una giovane donna della provincia di Venezia, costretta a obbedire, subire maltrattamenti e a gridare, legata a una sedia, «Allah è grande», mentre lui la colpiva sulla schiena. Et Tajani, ieri, è stato condannato in Tribunale a Pordenone a 3 anni e 2 mesi di reclusione per maltrattamenti, lesioni, stalking, sequestro di persona, danneggiamento e furto. Il giudice Eugenio Pergola gli ha applicato anche una sfilza di interdizioni, assolvendolo solo dall’accusa di violenza privata. La costringeva anche restare chiusa in casa, a ospitarlo nella sua abitazione e per impedirle di uscire le sottraeva cellulare e chiavi dell’auto.

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -akbar.jpg
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Re: Ixlam (persecousion e stermegno dei creistiani)

Messaggioda Berto » ven lug 31, 2015 9:17 pm

I cristiani siriani vittime della violenza degli islamici siriani in Svezia. Ma guai a parlare male dell’islam!

http://www.ioamolitalia.it/blogs/verita ... islam.html

Dalla civilissima e perplessa Svezia ci giunge la notizia di un gruppo di siriani cristiani che sono dovuti scappare dal centro di accoglienza per rifugiati che li accoglieva, per salvarsi dalle violenze dei siriani islamici. Le autorità svedesi che devono essere andate a lezione dalla signora Boldrini, luce di intelligenza e sale della terra, hanno dichiarato che sono stupiti, hanno sottolineato che solo una piccola parte dei presenti ha preso parte alle violenze e si sono augurati che questo episodio non fomenti l’islamofobia, terribile crimine mentale sempre in agguato per le menti deboli.

Noi che siamo i cattivi per definizione, ben consci dell’ulteriore crimine di ferire con la nostra malvagità il grande cuore della signora Boldrini, facciamo notare che:

1) Visto che ogni ora 12 cristiani vengono assassinati in terra islamica, che le vessazioni contro di loro sono tremende, perché ci stupiamo?

2) Quelli che non hanno partecipato alle violenze non si sono opposti, né le hanno denunciate, quindi possono andarsene all’inferno, dove mi dicono i ben informati, il girone per i conniventi e i vili, è uno di quelli in basso perché sono crimini gravi. La stragrande maggioranza dei turchi era contraria allo sterminio degli armeni e in particolare delle donne e dei bambini, questo non ha salvato gli armeni, nemmeno le donne e i bambini.
La maggioranza dei tedeschi era contraria allo sterminio degli ebrei, soprattutto dei bambini. Questo non ha salvato gli ebrei, nemmeno i bambini. É sufficiente che il 10% di una popolazione sia violenta, e il resto connivente o vile, perché quella popolazione sia mortalmente pericolosa.

3 Forse un po' di islamofobia è in caso di tirarla fuori. Non possiamo dividere i rifugiati a seconda del loro credo religioso, ha detto lo svedese Lonnegren. Certo che no: vorrebbe dire riconoscere il problema e l’inganno universale, la menzogna condivisa della non pericolosità islamica si infrangerebbe.

Questo è il momento di batterci. Ognuna delle persone che vuole continuare a leggere questa pagina FB, perché la voce di Magdi Cristiano non sia azzittita, si tassi della somma che può permettersi, anche piccola, e battiamoci sostenendo Magdi.
di Silvana De Mari 31/07/2015
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Re: Ixlam (persecousion e stermegno dei creistiani)

Messaggioda Berto » mer ago 05, 2015 12:56 pm

Pietà per i leoni e non per i cristiani

http://www.ioamolitalia.it/blogs/verita ... stian.html

Nelle terribili ore durante cui il leone Cecil ha sofferto la sua tragica morte, per non parlare dell’oltraggio della decapitazione, secondo i miei calcoli approssimativi, basati su banali dati statistici, sono circa 36 i cristiani assassinati per la loro fede, e dato che più della metà di questi omicidi sono avvenuti nelle libertarie terre dello Stato islamico, sono stati seguiti da decapitazione.

Sono la prima riconoscere che nessuno di questi cristiani avesse nemmeno lontanamente il fascino del leone Cecil. Si tratta di tizi qualsiasi in jeans e maglietta, con le facce qualsiasi massacrate di botte che fanno ulteriormente perdere valenza estetica, e il fatto di ignorarne il nome ci facilita la comprensione della loro insignificanza.

Della loro vita, come della loro morte, come nella profanazione terribile della decapitazione, non gliene importa un accidenti a nessuno. Un mondo di gente buona che più buona non si può, per il dentista assassino di leoni ha invocato la pena di morte. Sicuramente la sua vita sarà resa un inferno. Gli mando la mia simpatia: le sue frustrazioni sessuali e esistenziali le ha sfogate ammazzando un leone, non convertendosi al jihad e assassinando e decapitando cristiani dopo averne stuprato le figlie come John il boia contro cui nessuno ha latrato nulla, mentre decine di sociologi e psicologi un tanto al chilo si precipitavano a fornire giustificazioni e assoluzioni.

Come è potuta succedere una così tragica e totale inversione dell’etica? Perché la morte di un leone o di un’orsa domina in media più di migliaia di cristiani assassinati?

Per una propaganda atroce e continua. Quindi restate su questa pagina e finanziatela. Fate una donazione all'Associazione Amici di Magdi Cristiano Allam o Magdi sarà annientato dal “Jihad by Court”.
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Re: Ixlam (persecousion e stermegno dei creistiani)

Messaggioda Berto » lun ago 17, 2015 9:32 am

FELTRI: Ho paura. Ho deciso di vantarmene. E mi assumo il compito di propagarla
http://www.ilsudconsalvini.org/feltri-h ... propagarla

di Vittorio Feltri

Ho paura. Ho deciso di vantarmene. E mi assumo il compito di propagarla. Mi rendo conto. Non si comincia così un libro contro la morte che arriva al galoppo impugnando la scimitarra. Non è molto nobile. Si deve cominciare con un grido di guerra. Eppure, lo confesso: ho deciso di buttare la fifa oltre l’ostacolo.

Ho paura adesso, e anche per dopo. Per quando queste mie pagine saranno in giro per l’Italia.

E qualche frase rimbalzerà su Internet. S’incazzeranno, oh se si incazzeranno. Perché ho intenzione di scrivere la verità su quel che ha, in testa e nella pancia, non solo la gentaglia con le bandiere nere e le mani sul collo di poveri prigionieri vestiti di arancione, ma anche il musulmano dal dolce sorriso ospite di trasmissioni tivù, dispiaciuto per i morti e nemico, come no, del terrorismo. Prevedo l’accusa di provocatore irresponsabile. Papa Francesco dirà che mi merito un pugno. Portatemi pure in tribunale, sempre meglio dell’obitorio, a cui siamo destinati in tanti se la paura non ci desterà dal sonno dei pirla.

Dirò qui la verità sugli islamici e il loro Allah con il Profeta Maometto appresso. Non la Verità con la V maiuscola, per carità. La verità con la v minuscola ritengo sia la più importante acquisizione della mia vita. Ho imparato ad attingerla con il cucchiaio dell’osservazione e dell’esperienza, senza presumere divine rivelazioni. Non c’è bisogno di essere arabisti per capire, anche senza assaporarne i suoni aspirati, che il Corano ha in sé una potenza distruttiva assoluta verso chiunque manifesti un sussulto di libertà e dica no al dominio di un libro che si è fatto Dio, così come si sono fatti suoi boia coloro che lo impugnano.

Ho paura. Lo ridico. Si osservi la realtà.

Un Coulibaly e due Kouachi si sono manifestati a Parigi. Quanti Coulibaly a Milano, quanti Coulibaly a Londra? Mi faccio questa domanda, e mentre la scrivo con la Olivetti 32, un Coulibaly qualsiasi spara contro un vignettista e gli avventori in un bar di Copenaghen, e altri danno l’assalto alla sinagoga della capitale danese. Intanto lo Stato islamico avanza in Libia, con giganti vestiti di nero che sgozzano 21 cristiani copti minuscoli, a un tiro di missile Scud, magari nucleare.

Non è vero che queste immagini, da loro diffuse con orgoglio, vogliano impaurirci. Hanno un altro scopo: quello di inorgoglire i loro correligionari di casa nostra, e di spingere ragazzi annoiati a convertirsi all’onnipotenza. Poi, certo, desiderano indurci alla resa. Come quelle povere madri ebree in fila verso la camera a gas con i bambini per mano. Dobbiamo avere più paura di quella che abbiamo. Una paura così grande da trasformarsi nel coraggio di uccidere per non morire. Una paura intelligente, organizzata. Senza il cappello in mano per domandare l’elemosina della vita (quelli non si commuovono, figuriamoci), ma con l’elmetto in testa e un pugnale tra le mani. Ci ammazzeranno lo stesso, forse, ma forse vinciamo.

Accade in Italia: lei si toglie il velo, il marito islamico la massacra a calci e pugni
Non riesco, non riuscirò mai a capire chi accetta di scavarsi la fossa, e lo fa sotto il tiro di un fucile, sapendo che chi impugna la carabina tra un minuto ripagherà la sua fatica sparandogli. Nell’isola di Utøya, in Norvegia, il 22 luglio 2011, un uomo solo uccise 69 ragazzi (dopo aver ammazzato 8 persone nel centro di Oslo). Sull’isola, quel giorno, c’erano seicento giovanotti in gamba, motivati politicamente, pieni di energia. La loro paura li disarmò, li spinse a nascondersi. Se gli andavano addosso insieme, tremando come foglie di sicuro, ma stringendosi l’uno all’altro per la fifa, il killer ne avrebbe stecchiti quattro o cinque, poi gli altri 595 avrebbero sbranato quell’Anders Breivik, che adesso, condannato a 21 anni, è triste per non averne ammazzati abbastanza.

(Mia nota: condannare solo a 21 anni un pluriassassino è una fesseria. Per un feroce assassino come lui ci vuole carcere duro a vita e tortura tutti i giorni. Gli assassini debbono aver paura di essere presi vivi)

Ho scritto questa verità elementare, e mi hanno attaccato come se avessi offeso le vittime. E dire che il mio articolo nasceva dall’immedesimazione con quei disgraziati. Vale adesso per noi. Dobbiamo organizzare la paura, consapevoli che il nemico di Charlie Hebdo non si fa intenerire dai tremori.

Ho paura. Eppure ho paura di non avere abbastanza paura per riuscire a trasmettervela.

Siamo un po’ tutti così, noi dell’Occidente che non sta capendo un accidente. Tiepidi non dico nel coraggio, ma persino nel timore, inclini a minimizzare, a ritenerci salvi nel nostro orto per non si sa quale magia o corazza invisibile.

Domina una sorta di ottimismo idiota. È sintetizzabile con il motto: «Male non fare, paura non avere». Lo so che lo ripeteva la mamma a Enzo Biagi. Vale in un mondo perduto. È una regola utile quando incontri un orso in Trentino. Con i musulmani non funziona. Non è vero che se stiamo buoni, se non reagiamo, se non sfioriamo neanche con un fiore il turbante di Maometto, i suoi adepti ci lasceranno stare. Basti guardare come nelle loro terre gli islamici scannano i cristiani, che pure abitavano lì prima di loro. Maometto lo fece con gli ebrei di Medina, ne sgozzò personalmente settecento (ma c’è chi dice novecento). Secondo questa teoria, tutto nasce dalla nostra cattiveria. E prima da quella degli americani. E prima ancora dei crociati. Per cui se consentiamo loro, qui da noi, di costruirsi le moschee, di intabarrare le loro donne nei veli, oltre che di percuoterle e segregarle, considerandoli affari loro, nulla di male ci capiterà. È l’idea dell’Occidente e in particolare dell’Italia come brodo multiculturale. Tu non fai una cosa a me, io non la faccio a te. Tolleranza.

LEGGI MILANO: GLI SGHERRI DEI CENTRI SOCIALI CONTRO SALVINI. A DIFESA DELLE CASE POPOLARI RUBATE DAI CLANDESTINI

Balle suicide. Chi ragiona così non sa nulla dell’islam. Lo misura sulla base del sorriso che gli dedica il pizzaiolo egiziano. Eppure l’ho visto il sorriso largo un metro della colf somala, che mi aveva sempre servito gentilmente le polpette, alla notizia delle Torri Gemelle. Non che il pizzaiolo e la colf siano più cattivi di te e di me. Là il Corano , una volta che ne inghiotti gli insegnamenti, è una sorgente di morte (per gli altri).

Non faccio nessun appello al coraggio. Il coraggio se n’è andato dall’Italia il 15 settembre 2006, quando le campane di Santa Maria del Fiore hanno salutato Oriana Fallaci, e l’abbiamo seppellita. Abbiamo rovesciato palate di terra sul suo grido «Troia brucia, Troia brucia». Per questo mi affido all’arma estrema e molto albertosordiana della vigliaccheria per sopravvivere, sperando che le generazioni future – se mai oseranno nascere – riprendano una certa fierezza di esistere, un orgoglio da noi sepolto nella noia.

***

Mi rendo conto di apparire rozzo e irresponsabile, populista e ignorante agli occhi della sinistra al caviale e del cretinismo parrocchiale, quello che della lezione di Ratzinger a Ratisbona non ha capito nulla. Si potrebbe chiamare «complesso di Lepanto». Coincide con il rimorso spalmato sulla coscienza collettiva dell’Occidente dal marxismo terzomondista e dal suo gemello cattocomunista secondo cui è ben giusto che paghiamo il prezzo delle crociate di Roberto il Guiscardo. E soprattutto è stato criminale fermare l’avanzata turca con la guerra, il cui momento decisivo è rappresentato appunto dalla battaglia navale di Lepanto, quando vascelli veneziani, genovesi, spagnoli e pontifici annientarono il 7 ottobre 1571 la flotta ottomana del sultano protesa alla conquista di Roma. Alì Pascià ci lasciò la pelle. E la sua maledizione perseguita ancora tante anime belle, convinte che la faccenda si sarebbe dovuta appianare con il dialogo. Da qui una debolezza mentale che ci tiriamo dietro. Ce la saremmo voluta noi, che paghiamo la colpa dei nostri antenati, questa incazzatura della Mezzaluna.

LEGGI Aggressione ai vigili di rom contrari all’arresto, blitz nel campo rom: 9 fermi
L’invasione islamica, del resto, dopo quella data non ha mai smesso di essere desiderata dai musulmani. E il territorio perduto, rivendicato. La «reconquista» della regina Isabella che si riprese l’Andalusia lo stesso anno della scoperta dell’America, 1492, esige secondo gli arabi di essere vendicata con la «re-reconquista». La cacciata dei 300.000 mori dalla Spagna (1609) esige, secondo gli imam, il risarcimento di una rioccupazione del territorio. E infatti questa procede, eccome se procede, fino a trasformarci in Eurabia. Un processo che nelle librerie e nei caffè parigini e sulle terrazze romane è stato interiorizzato senza protestare.

Certo, quando questa invasione esagera nei modi, impedisce la satira e mitraglia Charlie (gli ebrei del negozio kosher sono meno popolari, e si ricordano meno), per un paio di giorni esponiamo tutti il cartello dell’indignazione e della solidarietà. Ma poi ci si riaccomoda a sopportare il procedere dell’invasione. La quale non si è ancora realizzata pienamente in senso fisico, in compenso da tempo l’Occidente è sotto il dominio di una cultura propensa ad aprirle le porte. C’è un sistema di credenze che inzuppa la testa dei governi e di tutto l’ establishment editoriale e finanziario, cedevole verso l’islam e spietato con chi eccepisce e non intende rinunciare a una certa spiacevole sensazione di turlupinatura quando gli si parla della bontà di Allah e dei suoi seguaci più infatuati.

In conclusione, il tipo dell’intellettuale con gli occhialini, mescolato ai teologi e agli islamologi, ha licenza esclusiva di occupazione di giornali, librerie, scuole, università, chiese e tribunali. Il multiculturalismo tollera solo la cultura multiculturale. Perché, grazie alla magia del suo nome, ha il pluralismo incorporato, e dunque chi eccepisce si pone fuori dal consesso democratico. È una specie di partito unico, essendo già multipartitico nel nome.

Questa pre-invasione, questo pasturaggio culturale, funziona come una specie di fumisteria di oppio. Intasa le menti con la leggenda di un islam fiabesco, profumato di spezie, con i tappeti volanti e il cielo stellato sopra bianchi minareti, insozzato dalle cattiverie occidentali. I fatti di Charlie Hebdo hanno smagato la favola? Per un attimo. Poi sono tornati in massa gli esperti a separare l’accidente del terrorismo dalla sua sostanza religiosa, quasi che il primo sia un virus occidentale inoculato in un corpo orientale innocente. Secondo la colta vulgata da salotto televisivo e da dibattito universitario, questa religione di vergini incantevoli e fedeli misericordiosi non c’entra nulla con la sua esibizione terroristica. È vero, ammettono: il grido «Allah u Akbar» ovvero «Allah è il più grande» è il marchio di fabbrica della violenza riversata per esempio a New York, Madrid, Londra, Parigi, Bruxelles, ma è un fenomeno spiegabilissimo senza coinvolgere l’islam e il Corano.

Brao Feltri!
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Re: Ixlam (persecousion e stermegno dei creistiani)

Messaggioda Berto » mer ago 19, 2015 6:13 am

Cristiani arrestati e deportati in A. Saudita per aver celebrato l’Assunzione!

http://radiospada.org/2015/08/cristiani ... assunzione

di Gabriele Colosimo

Il pedo-regime dell’Arabia Saudita, dopo aver iniziato, nel silenzio generale dei media, una guerra in Yemen a fianco di Israele, si distingue ancora una volta per il suo cieco fanatismo: 27 cristiani sono stati arrestati, e processati sommariamente per “possesso dei libri empi” (i Vangeli) e per “miscredenza”, perché scoperti a celebrare una Messa per la solennità dell’Assunzione di Maria Santissima.

Per il quotidiano libanese Al-Diyar, le autorità saudite avrebbero deciso di deportare i 27 in Libano, dal momento che a nulla è valsa la spiegazione che anche nel Corano è venerata la Vergine Maria. La cosidetta “Commissione per la promozione della virtù e prevenzione del vizio” ha emesso anche un duro comunicato al riguardo.

Quando l’italiano medio, ma soprattutto i più akkulturati, altrimenti noti come radical chic, capiranno che dare le moschee a questi “signori” significa morte e distruzione, culturale e non?

Quando capiremo che non esiste alcun dialogo con l’islam moderato?

Quando capiremo che l’islam moderato, nel senso che si vorrebbe conferire al termine, non esiste?

Fonte
http://www.difa3iat.com/17882.html
الرئيسية / عام / المسيحيون المعتقلون بالسعودية كانوا يحتفلون بعيد السيدة العذراء .. والسلطات تقرر نزع الإقامة منهم وترحلهم الي لبنان
المسيحيون المعتقلون بالسعودية كانوا يحتفلون
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Re: Ixlam (persecousion e stermegno dei creistiani)

Messaggioda Berto » gio ago 20, 2015 9:27 pm

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Re: Ixlam (persecousion e stermegno dei creistiani)

Messaggioda Berto » lun ago 24, 2015 7:50 pm

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Re: Ixlam (persecousion e stermegno dei creistiani)

Messaggioda Berto » ven ago 28, 2015 6:50 pm

Sacerdote iracheno torturato dai terroristi dell’Isis: “Loro sono l’islam al 100%”
di Silvana De Mari 28/08/2015
http://www.ioamolitalia.it/blogs/verita ... 80%9D.html

Immagine

Padre Douglas Al Bazi è il nome del sacerdote torturato dai guerrieri islamici, appartenente a un popolo condannato a morte dove gli uomini sono decapitati, i bambini crocifissi, le donne vendute per lo stupro sul mercato di Mosul.

Padre Douglas ha osato alzarsi in piedi al meeting di Rimini e ha osato dire la verità. L’Isis, lo Stato islamico, è l’islam autentico, genuino, al 100%. Non è un fraintendimento, non è una degenerazione. È autentico islam, come autentico islam anche l’islam politico che sta prendendo il potere mediante coercizione, vittimismo, demografia, due facce della stessa terrificante medaglia, due strategie complementari della stessa macchina da guerra.

Padre Douglas ci ha informato che dopo che le comunità cristiane dei paesi asiatici africani saranno state annientate, sarà il nostro turno. Forse la nostra generazione la scamperà, ma i nostri figli l’aggressione se la prenderanno in pieno. Le parole di padre Douglas non sono rimbalzate da nessuna parte. Anche a Rimini erano piuttosto imbarazzati.

Qualcuno spieghi alle attuali gerarchie cattoliche che anche i bambini di 12 anni crocifissi e le bambine di otto anni stuprate e uccise, sono creature del creato, non meno degli scarafaggi e delle coccinelle.
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Re: Ixlam (persecousion e stermegno dei creistiani)

Messaggioda Berto » mar set 15, 2015 5:15 am

Cinghiate alla moglie per convertirla all’Islam. «Mi diceva: ‘Voi italiane siete sporche’»

Marocchino condannato a 20 mesi. «Mi ha usata solo per la cittadinanza»

di Benedetta Salsi

http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio_ ... slam.shtml


Reggio Emilia, 24 aprile 2014 - UN ANNO e otto mesi di reclusione (che non farà, perché la pena è sospesa), tremila euro di risarcimento e la revoca del divieto di avvicinarsi all’ex moglie e alla figlia.
Questa la condanna inflitta ieri al marocchino di 36 anni accusato di aver preso a cinghiate la moglie italiana, pur di convincerla a convertirsi alla religione islamica.
Erano nella stessa aula, ieri mattina. Lui da una parte, che continuava a scuotere la testa. Lei, 32 anni, sta di fianco al suo avvocato di parte civile, intenta a cercare di non incrociare mai il suo sguardo.

Come giudica la sentenza?
«Non sono tranquilla riguardo la revoca della misura, conosco l’elemento — risponde la vittima davanti al tribunale —. Ho una bimba da proteggere. Non mi fido... So che potrei trovarmelo in giro. Per questo ora chiederò al mio avvocato (Silvia Angelicchio, ndr) di inoltrare al giudice una nuova richiesta per il divieto di avvicinamento. La stessa che ha avuto fino a oggi».

Ci racconti il suo calvario.
«All’inizio, quando l’ho conosciuto, era un angelo; molto premuroso, avvolgente. Ma si è dimostrato un lupo travestito da agnello. Due mesi dopo il matrimonio ha iniziato a cercare di convincermi a convertirmi all’Islam».

In che modo?
«Cercava di far leva sul fatto che io sono una donna. ‘Le italiane sono sporche e vanno purificate’, mi diceva; ‘altrimenti ti aspetta l’inferno eterno’. Continuava a ripetermi: ‘Mi sei servita e basta, lo sai. Ti ho sempre usato e ho sempre approfittato di te’. Si rende conto? Per la cittadinanza. Quando eravamo fidanzati non era così. Altrimenti non l’avrei mai sposato».

In che cosa ha modificato il suo stile di vita?
«Mi ha addirittura fatto cambiare lavoro. Non potevo fare l’estetista perché ero troppo a contatto con i corpi e con gli uomini. Oggi faccio la commessa. Non potevo salutare i miei amici per strada. Ho chiuso diverse conoscenze: tutte quelle maschili; altre anche con alcune ragazze, diceva che erano troppo esuberanti e non voleva che le frequentassi».

Ma l’ha condizionata anche sull’aspetto fisico?
«Sì, mi obbligava a essere trascurata. Non potevo truccarmi, solo in maniera leggera. Mi diceva come dovevo vestirmi, voleva che mettessi il velo. Quando siamo andati in Marocco mi ha obbligato a indossare la tunica. Sennò, diceva, si vedono troppo le forme. E non potevo sedermi a gambe incrociate: era troppo provocante».

La sua famiglia d’origine all’inizio era contraria al vostro rapporto.
«Infatti tendeva anche ad allontanarmi dalla mia famiglia. Non potevo chiamare i miei genitori, che si erano trasferiti lontano, se non per cinque minuti a settimana. E se tornava a casa e mi vedeva triste erano botte; cinghiate, su un fianco. Mi aveva fatto un livido enorme».

E altre violenze.
«Una sera, senza motivo, per una futile discussione, mi ha rovesciato una teglia ancora calda piena di pollo e patate sulla testa. Per fortuna non sono rimasta ustionata; non era più così calda. Ma il segno lo porto dentro».

Un altro uomo rispetto a quello che aveva conosciuto?
«Un altro. Questo era sempre irascibile. Beveva. Ma il peggio, era la sua dipendenza da videopoker. Non lavorava e mi chiedeva sempre soldi. In una sola sera è stato capace di spendere anche mille euro alle macchinette».

Crede di avere avuto giustizia?
«Lui non aveva precedenti, per cui sono abbastanza soddisfatta. Ma vorrei che ripristinassero il divieto di avvicinamento. Spero davvero che stia lontano. Sono preoccupata. Ma ora almeno l’ho capito... L’amore è un’altra cosa. E devo essere forte, la vita continua».

Benedetta Salsi
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Re: Ixlam (persecousion e stermegno dei creistiani)

Messaggioda Berto » lun ott 12, 2015 6:51 am

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