Canove e Roana

Re: Canove

Messaggioda Berto » dom dic 04, 2016 10:02 pm

??? Roiana, Rovina/Ruina, Rova/Roa (jara/giara/ghiaia)???

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 07/170.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... na-638.jpg

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Maria Teresa Vigolo – Paola Barbierato, Convergenze cadorino-friulane in ambito toponomastico in “Atti del secondo convegno di Toponomastica Friulana, Udine, 22-23 novembre 2002, in Quaderni di toponomastica friulana, nn. 6-7 (parte I e II), a cura di F. Finco, Società Filologica Friulana, Udine 2007, pp. 343-379.

http://www.pd.istc.cnr.it/index2.php?op ... iew&gid=71

46 Su quest’ultimo significato si è poi sovrapposta la forma ruon, pl. ruoñ (che non compare però in Cadore, spec. Nelle attestazioni antiche) ‘argine in fondo al campo, sulla proda e che serve anche per il passaggio’, cfr. nell’Alto Cordevole e zold. ruóñ. Sulla diffusione del termine, che deriva dal tirolese roan ‘Rain’, nel ladino centrale e aree limitrofe, fornisce ampie informazioni Tagliavini 1988, 160 s. v. roi e Tagliavini 1934, 272; vedere inoltre Pellegrini 1976, 642, FEW XVI 1959, 654, ma cfr. anche Kramer (EWD V, 556-8) che pensa invece ad un *rovinus derivato dal prelat. *rova ???.



Roiana (rovina, rovinàso, frana) da no confondar co roiana (da roia, porcaria).

http://www.etimo.it/?term=rovina
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Cfr. co:

Rio, riva, riviera, river, rivaro, rioło, rieło, liviera

viewtopic.php?f=45&t=929

Rovereto, Roveredo, Roverè, Roverciara, Roverbeła, Rovolon, ...
viewtopic.php?f=45&t=937
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Re: Canove

Messaggioda Berto » dom dic 04, 2016 10:21 pm

Maria Teresa Vigolo – Paola Barbierato, Convergenze cadorino-friulane in ambito toponomastico in “Atti del secondo convegno di Toponomastica Friulana, Udine, 22-23 novembre 2002, in Quaderni di toponomastica friulana, nn. 6-7 (parte I e II), a cura di F. Finco, Società Filologica Friulana, Udine 2007, pp. 343-379.

http://www.pd.istc.cnr.it/index2.php?op ... iew&gid=71

Altro appellativo che accomuna il cadorino e il friulano e che presenta anche dei riscontri toponimici è ruoi / roi, di cui abbiamo moltissime attestazioni (con le varianti royum, roium, roijum, rogi, ruoi) nei Laudi, cfr. (a.1405) “a royo tabladi de Viado” [NIC1405, art.60]; (a.1444) “si quis inventus fuerit seccando, vel metendo foenum vel herbam in campis, vel in roijs alienis perdat communi soldos decem” [LOZ1444, art.34]; (a.1512) “aliquis non possit levare roijum super alienum terrenum et si contravenerit perdat sol. X parv. pro primo precepto, pro secundo XX. Et pro tercio XL et teneatur reficere roijum vias” [PIE1512, art.35]; (a.1559) “… ò raccolgier erba nei Rogi, Varre, e Pradi di altri…” [GRE1559]; (a.1598) “se alcuno per l’avenire sarà ritrovato a segar et coir herba, et far fieno in li pascoli comuni di essa Regula overo il li campi et ruoi d’alcuno di essa regula…” [NEB1598, art.X]; (a.1654) “dal pie del ruoi in suso” [STE1444Agg.]; (a.1761) “nei campi, ovver Ruoi” [LOZ1761, n.87]; (a.1599) “aliquis non possit levare roium supra alienum terrenum” [SOT1599, art.28]; (a.1783) “se sarà trovato alcuno a segar, sesolar, e raccoglier erba, o foglia nei campi, e Pradi d’altri, et anco nei Roi, perda per ogni volta, che ciò farà soldi quattro” [VALL1783, art.57].

Il termine sopravvive, col significato attestato nei Laudi, nel cad. ruoi (pl. ruòs) dove indica “le striscie di terreno poste tra campo e campo come segno di confine e per facilitare il transito. Portà ruoi vuol dire invece togliere terra ai piedi del campo per portarla in cima, onde impedire che, zappando, la terra finisca coll’accumularsi ai piedi del campo e mancare in cima” (Fabbiani), cfr. a Cibiana ruói “ciglio di campo o di prato; portà ruói “spostare, portandola, la terra dalla base al margine superiore del campo, formando un solco in basso di circa mezzo metro di larghezza e di 20-30 cm. di profondità: ciò perché il terreno di Cibiana è pressoché tutto in pendenza” (Da Col 229), oltrech. arguói “striscia erbosa che delimita la proprietà tra un campo e l’altro”, ad Auronzo ruói “balza, scarpata nel terreno; striscia di campo che segna un dislivello o delimita le varie proprietà” (Zand. De Lugan 217), a San Vito rguói (Men-Tamb. 1978, 30), ampezz. ruói (pl. ruóes) “ciglio di un campo o di un prato, scarpata, ciglione in pendio”, anche nell’espressione scherzosa àlo un ruói? “ha (almeno) un ciglio di campo?” con cui ci si interrogava sulla situazione economica del futuro sposo (Croatto 159-60).
A Forni di Sotto vi corrisponde rôl (m.) “piccola lista erbosa che si lascia per confine tra campo e campo” (Npirona 894), che potrebbe forse spiegarsi come una singolarizzazione a partire da un roi sentito come pl., cfr. anche a Barcis roi “ fascia di terreno lunga e stretta ” (NPirona 893-4) e a Forni di Sopra ruói “orlo, passaggio erboso tra i campi che ogni proprietario lascia sui lati E e S del proprio terreno arativo” (Anziutti 155).
Ad Arta ròi (o rui) ha invece il significato di “piccolo ruscello, filo d’acqua in genere” (NPirona 893-4), cfr. anche agord. rói “ruscello” (Rossi 887), mentre il derivato roiàl (Nota 44), sia nell’agord. che nello zold. ha il duplice senso di: 1) solco di confine tra due campi coltivati; fosso che si forma nel margine inferiore di un campo in pendio quando si porta la terra su quello superiore; 2) rigagnolo, canaletto, ruscello” (Rossi 887-8; Croatto Diz. zold. Nota 45).

L’etimo comune sembrerebbe quindi un *rogius, maschile rifatto su arrugia (REW 678), cfr. spagnolo arroyo, portoghese arroio “ruscello”, DEI V, 3276 che dal valore primitivo di “rigagnolo” sarebbe passato a quello di “fosso scavato al margine inferiore di un campo in pendio” e quindi a “solco di confine o orlo prativo per il passaggio tra i campi” (Nota 46).

L’appellativo è alla base di alcune formazioni toponimiche, cfr. nei Laudi (a. 1365) Roi Pascallini, a Selva (a. 1671) prado alli Ruoi (Pallab. 509), a Forni di Sopra Soraruoi (Soraruói), ampio versante in destra del Tagliamento alle falde di Cimacuta, che si estende tra il rio di Lusers e la regione di Pocagnéit, al riù di Soraruói, sorgente a valle del Sirài (Anziutti 155).


Node:

44 Anche nei Laudi, cfr. ad es. “si aliquis faciet royales per allienos campos perdat comuni solidos .IIJ. pro qualibet vice et teneatur accipere royalem vias” [CIB1365, art.38], cfr. inoltre nell’Alto Cordev. ruièl “ruscello; canale di scolo del liquame della stalla; anche roièl, roèl, roiàl, ruèl, roièla, roèl” e (agr.) ruièl “scavo ampio circa mezzo metro lungo il margine inferiore del campo, in corrispondenza della terra che ogni due anni viene levata e trasferita nell’orlo superiore; roièl, roèl, roiàl (Pallab. 508)


Noda:

46 Su quest’ultimo significato si è poi sovrapposta la forma ruon, pl. ruoñ (che non compare però in Cadore, spec. Nelle attestazioni antiche) ‘argine in fondo al campo, sulla proda e che serve anche per il passaggio’, cfr. nell’Alto Cordevole e zold. ruóñ. Sulla diffusione del termine, che deriva dal tirolese roan ‘Rain’, nel ladino centrale e aree limitrofe, fornisce ampie informazioni Tagliavini 1988, 160 s. v. roi e Tagliavini 1934, 272; vd. inoltre Pellegrini 1976, 642, FEW XVI 1959, 654, ma cfr. anche Kramer (EWD V, 556-8) che pensa invece ad un *rovinus derivato dal prelat. *rova.



Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... en-400.jpg


Cfr. co:

Rio, riva, riviera, river, rivaro, rivaroło, rioło, roło, rieło, liviera
viewtopic.php?f=45&t=929
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Re: Canove e Roana

Messaggioda Berto » lun dic 05, 2016 8:08 am

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Re: Canove e Roana

Messaggioda Berto » lun dic 05, 2016 9:17 am

Voxonaro ceo de la Val de l'Orco - Piccolo vocabolario cimbro (La valle dell'Orco).
viewtopic.php?f=105&t=1017

https://m.facebook.com/notes/tzimbarn-c ... 7713507215

Roan: riva
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Re: Canove e Roana

Messaggioda Sixara » lun dic 05, 2016 7:19 pm

Roàna e Roan i è do posti difarenti ke n i ghea gnente ke fare ono co kelaltro fin ke no i ga fato el ponte fine de 800-scumì'zio de 900. Ancora dèso n i ga poco o gnente ke fare, roàn(a) a vorà dire na roba e roan nàltra, ma nò la stésa. :) I ghea pensà on mùcio prima de decidarse farlo, kel ponte lì ke n i volea , i volea restare par conto soo ke n i ghea gnente da spartire a Roàna co cuei de Roan.
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Re: Canove e Roana

Messaggioda Berto » lun dic 05, 2016 7:51 pm

Sixara ha scritto:Roàna e Roan i è do posti difarenti ke n i ghea gnente ke fare ono co kelaltro fin ke no i ga fato el ponte fine de 800-scumì'zio de 900. Ancora dèso n i ga poco o gnente ke fare, roàn(a) a vorà dire na roba e roan nàltra, ma nò la stésa. :) I ghea pensà on mùcio prima de decidarse farlo, kel ponte lì ke n i volea , i volea restare par conto soo ke n i ghea gnente da spartire a Roàna co cuei de Roan.
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Mah! Non me par sensà, purpio par gnente.
Come feto a sostegner ke Roàna e Roan łe xe do voxi ke łe ga sensi difarenti?
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Re: Canove e Roana

Messaggioda Sixara » lun dic 05, 2016 8:04 pm

Come ke i parla a Robàan : Sinbro clàsico
tedesco co l acènto vicentino... :D

come no gà senso? no i go dèso i libri sotomàn, ma l è vero roàn e roan i è do robe difarenti, i ga anca l acènto spostà...
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Re: Canove e Roana

Messaggioda Berto » lun dic 05, 2016 8:40 pm

Robàan xe a Roàna e Roan xe a Canove. Parké Canove el garia do nomi: Roan e Canove?
Parké Roàna e Roan ke łi se someja cusì tanto łi dovaria esar difarenti? Ke senso gavaria?

Sixara càta sti livri e gh'en riparlen, sti livri se gà da ciorli co łe pinse o łe tenaje da favaro, mi dei "doti" no a go tanta fede/feduxa/feduça/fiducia łi xe màsa envaxà de/da miti, de/da dogmi, de/da edeołoje, de/da falbe credense.
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Re: Canove e Roana

Messaggioda Berto » lun dic 05, 2016 11:00 pm

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 07/Ron.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 7/Roen.jpg



Cfr. co:

Monte Roen
https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Roen
Il Monte Roen (2.116 m s.l.m.) è una vetta delle Alpi della Val di Non nelle Alpi Retiche meridionali. Si trova nell'alta Val di Non, tra la provincia autonoma di Bolzano da quella di Trento. È il monte più alto della Costiera della Mendola.

Roanne (in arpitano Rouana)
https://it.wikipedia.org/wiki/Roanne
Roanne (in arpitano Rouana) è un comune francese di 38.274 abitanti situato nel dipartimento della Loira della regione del Rodano-Alpi, sede di sottoprefettura.

Röns
https://it.wikipedia.org/wiki/R%C3%B6ns
Röns è un comune austriaco di 329 abitanti nel distretto di Feldkirch, nel Vorarlberg.

Rouen /ʁwɑ̃/
https://fr.wikipedia.org/wiki/Rouen
Rouen /ʁwɑ̃/ est une commune du nord-ouest de la France traversée par la Seine, préfecture du département de la Seine-Maritime et préfecture de la région Normandie.
Le lieu est attesté sous les formes Ratumacos (monnayage des Véliocasses), Ρατό-μαγοϛ (Ratomagos, Ptolémée), Ratomagos (Itinéraire d'Antonin, Peutinger), Rotomagus (Ammien Marcellin, Notitia dignitatum)16, in Rodomo en 779, Rodomo , Rodom, Rothom au Moyen Âge, Ruëm vers 1130, Roüan sous l'Ancien Régime, etc.

François de Beaurepaire note une alternance des formes en Rato- et en Roto-. L'élément Roto- se retrouve en Normandie dans Le Vaudreuil (Eure, jadis Rotoialum, Rothoialensis villa 584 ; avec gaulois *ialon « lieu défriché, clairière » cf. gallois tir ial). Quant à Rato-, on l'observe dans Reviers (Calvados, Radaverum 1077, avec gaulois var- / ver- « eau, rivière »).

Xavier Delamarre20 considère implicitement Rato- dans ce cas, comme une variante de Roto-, tout en ajoutant à propos du Ratumacos inscrit sur les pièces de monnaie des Véliocasses : « Mais il s'agit peut-être d'un autre mot ». Le sens de *roto- est restitué d'après le vieil irlandais roth « course » et le gallois rhod « course, roue, objet rond » (cf. latin rota « roue », allemand Rad « roue »), issus de l'indo-européen *ret(h) « courir, aller en char », d'où la signification déduite en gaulois de « roue » ou « course de char ». L'interprétation du second élément est plus assurée : il est issu du gaulois *magos « champ », puis « marché » cf. vieil irlandais mag « plaine, champ », vieux breton ma « lieu, endroit ». Le sens général de *Rotomagos serait donc celui de « marché de la roue » ou plutôt de « champ de courses » au regard de la passion qu'éprouvaient les Celtes pour les courses de chars.
Patrice Lajoye, rappelant que les formes les plus anciennes du nom sont en rato-, penche davantage pour une étymologie en « fortune, grâce » et pour une interprétation en « marché de la (bonne) fortune », lieu désignant une place commerciale23 ; cependant, ni les toponymistes Albert Dauzat et François de Beaurepaire, ni le linguiste Xavier Delamarre n'envisagent cette hypothèse. Ce dernier, dans l'entrée de son Dictionnaire consacrée à rato-, ratu- « fortune, grâce », n'émet pas l'hypothèse qu'un nom de lieu ait pu être créé à partir de cet élément.
On trouve en France de nombreux homonymes : Ratomagos (ancien nom de Senlis), Pondron (Oise, Rodomo 920), les différents Ruan, Rouans (Loire-Atlantique, Roem 1134), Rom (Deux-Sèvres, Rodom 961).
La langue islandaise est la seule langue scandinave à avoir conservé le nom de Rúðuborg (is) qui est l'adaptation par les Vikings du nom médiéval de la ville.


https://it.wikipedia.org/wiki/Rouen

Nel 1066 con la gloriosa Battaglia di Hastings condotta da Guglielmo il Conquistatore, i duchi di Normandia divennero anche re d'Inghilterra. Il fatto venne mirabilmente rappresentato nel famoso Arazzo di Bayeux
Teppich von Bayeux.jpg
Conquista normanna dell'Inghilterra nel celebre Arazzo di Bayeux
Il 26 gennaio 1096, durante la Prima crociata, gli ebrei di Rouen, allora la più grande comunità a nord della Loira, vennero massacrati.
Tutti i Duchi di Normandia risiedettero a Rouen, a eccezione di Riccardo Cuor di Leone che preferì sviluppare Caen come capitale, anche se il suo cuore si trova sepolto nella Cattedrale di Rouen.
Nel 1150 Rouen ottenne la Carta Civica e venne amministrata da un governo di cento, detti Cent Pairs, ove gli abitanti vennero raggruppati in Corporazioni. Grande centro commerciale, Rouen, esportava sale e pesce verso Parigi, e vino verso l'Inghilterra.
Nella notte di Pasqua del 1200 un grave incendio distrusse la Cattedrale di Rouen, la cui ricostruzione richiese diversi secoli.
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Re: Canove e Roana: la Togna Turca

Messaggioda Sixara » mar dic 06, 2016 9:22 am

Sol ponte de Roàna - co i lo ghea inaugurà - i ghea méso na targa

Tempo verrà che di quest'ermo sito
ove natura fu sì cruda e ria
che proibì ogni varco e facil via
il nome volerà per ogni lito
e tu, ventura età, l'ambito
avrai serto d'onore, o patria mia
cui blanda, e cara un dì, speme nutria
d'innalzar sulle rupi il ponte ardito
l'estraneo viator di tanta gloria
onde ti mostri or baldanzosa e fiera
meravigliato chiederà l'istoria
sull'alta mole allor che al ciel s'estolle
innanzi gli porrai la scritta altera:
CIMBRICA DONNA QUESTO PONTE VOLLE

e la femena tsìnbra ke la ghea volesto el ponte la jera la Togna Turca e sta cuà la so storia (e cuea de l ponte). :)
E 'lora, me so spiegà male sora: no jèra Roàna ke n i volea el ponte, a jera cuei de Roan ke n i volea farghelo.

El fato l è ke kel dì là, a l Istituto de Cultura Cimbra, a ghe ne jera na stolà de libri so la storia di 7 Komoine e fin ke mi parlava de l orijne de l cognome Bon-agùro co el profesor Bon-àto, me fiola la jrava le pajne de ono, cueo so la storia de l ponte ke go méso sora, e lì la ghea catà la storia de la Togna-Turca e de la rivolu'zion de le femene de Roàna.
Sa lo saeva ke Alberto el ghe jera drìo l etimoloja de Canove-Roan, magari a toeva su anca staltro...

Robàan nol ghe entra co Roan: senpre de pì me convin'zo ke nol ghe entra gnente o anca màsa, dipende.
L etimoloja ga ke fare co l posto: robàan e roan i se varda ono co kelaltro e n mèzo kel orèndo canyon da travesàre - on guado n realtà - ma pa rivarghe bixognava ndar zo da na parte e ranpegarse su da kelaltra... roegare n effetti, sì, ma anca ... boh, come se dirà n inglexe row...

"propel with oars," Old English rowan "go by water, row" (class VII strong verb; past tense reow, past participle rowen), from Proto-Germanic *ro- (source also of Old Norse roa, Dutch roeien, West Frisian roeije, Middle High German rüejen), from PIE root *ere- (1) "to row" (source also of Sanskrit aritrah "oar;" Greek eressein "to row," eretmon "oar," trieres "trireme;" Latin remus "oar;" Lithuanian iriu "to row," irklas "oar;" Old Irish rome "oar," Old English roðor "rudder").
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