Jàsa, Giazza, Gàsa, Gassa, Gàzza, Pian de le Fugàse


Re: Jàsa, Giazza, Gàsa, Gassa, Gàzza, Pian de le Fugàse

Messaggioda Berto » gio lug 24, 2014 2:05 pm

Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Jàsa, Giazza, Gàsa, Gassa, Gàzza, Pian de le Fugàse

Messaggioda Berto » gio lug 24, 2014 2:05 pm

http://it.wikipedia.org/wiki/Giazza
Giazza (Ljetzan in cimbro, Jassa /'jasa/ in veneto veronese) è una frazione del comune di Selva di Progno, provincia di Verona. È una località turistica in Val d'Illasi nei Monti Lessini attraversata dal Sentiero Europeo E5.
Giazza è l'unica località rimasta, degli antichi Tredici Comuni della Lessinia, dove ancora si parla il cimbro, detto localmente tauc' (tautsch). Si tratta di una parlata germanica (di origine bavarese meridionale) portata da un gruppo di emigranti appunto di origine tedesca insediatisi nel territorio in epoca medievale. È sede del Museo dei Cimbri che ospita il corso Tzimbar Lentak (Cimbro Vivo).


http://it.wikipedia.org/wiki/Pian_delle_Fugazze
Il Pian delle Fugazze è un valico alpino a 1.163 metri s.l.m. situato ai confini delle province di Vicenza e di Trento, che separa le Piccole Dolomiti dal massiccio del Pasubio e funge da spartiacque fra la Val Leogra e la Vallarsa.
Mette in comunicazione le città di Vicenza e di Rovereto attraverso la ex strada statale 46 denominata "del Pasubio", che ricalca il tracciato dell'antica via Regia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Mallefougasse-Aug%C3%A8s
http://fr.wikipedia.org/wiki/Mallefougasse-Aug%C3%A8s

Mallefougasse vient de Lala focacia (1274) du latin mala (mauvais) et focacia (fouagasse) et était aussi appelée Maltoriel (de Malo Tortello, en 1218), du roman provençal tourtèu gros gâteau ~ grosse motte (de terre)18 : le nom désignerait une mauvaise terre. Les Fénié s’en tiennent à une analyse plus littérale, la « mauvaise fougasse », faisant probablement référence à une mauvaise auberge19. Pour Louis Pelloux, à la fin du xixe siècle, les deux appellations (mala focacia et malo tortello) s’expliquent l’une l’autre, et font référence aux mauvais pains confectionnés avec les farines et l’eau de citerne du lieu20.
Augès, anciennement de Augeto (1274) de alvea (creux) augmenté du suffixe -ensem21.
Consonoves signifierait « maison neuve »20.
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Re: Jàsa, Giazza, Gàsa, Gassa, Gàzza, Pian de le Fugàse

Messaggioda Berto » gio lug 24, 2014 2:31 pm

Çinbri storia e łengoa
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... J4cTg/edit
viewforum.php?f=105

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... Ghezzi.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -gasse.jpg



Immagine

Gasse <-, -n>
f
1 (schmale Straße) viuzza f, vicolo m
2 (schmaler Durchgang) passaggio m: sich (dat) eine Gasse durch die Menge bahnen, aprirsi un varco attraverso/tra la folla
3 A süddt (Straße) strada f, stradina f: das Zimmer liegt an der Gasse, la camera dà sulla strada
* über die Gasse A CH, da asporto/[portar via].

Gassenjunge m. ragazzo m di strada, ragazzaccio m.
Gassi fam: (mit dem Hund) Gassi gehen, portare fuori il cane.

Fuge (1) <-, -n> f 1 (Ritze zwischen Fliesen) commettitura f, fessura f 2 bau giunto m * aus den Fugen gehen/geraten {EHE, WELT}, scardinarsi, disgregarsi, scompaginarsi.
Fuge (2) <-, -n> f mus fuga f.

führe
A tr
1 (geleiten) jdn/etw (irgendwohin) führen {EINEN BLINDEN, EIN KIND, EIN TIER} guidare/condurre/portare qu (+ compl di luogo): einen Blinden über die Straße führen, aiutare un non vedente ad attraversare la strada; den Hund an der Leine führen, portare il cane al guinzaglio; jdn zum Erfolg führen, condurre qu al successo; jdn durch ein Museum/eine Stadt führen, guidare qu alla visita di un museo/una città; jds Hand führen, guidare la mano di qu; durch die Sendung führen, condurre (una trasmissione televisiva); folgen Sie mir, ich führe Sie!, mi segua, Le faccio strada!
2 (leiten) etw führen {GESCHÄFT, HOTEL, RESTAURANT} dirigere qc, gestire qc; {BETRIEB} auch condurre qc, guidare qc: die Geschäfte führen, gestire/condurre gli affari; {EXPEDITION, GRUPPE} guidare qc, condurre qc; mil {ARMEE, TRUPPEN} guidare qc, comandare qc; den Haushalt führen, dirigere la casa
3 (pädagogisch leiten) jdn führen {LEHRER SCHÜLER} guidare qu
4 (heranbringen) etw zu etw (dat) führen {GLAS, TASSE ZUM MUND(E), HAND ZUR STIRN} portare qc a qc
5 adm (steuern) etw führen {AUTO} condurre qc, guidare qc, portare qc fam; {FLUGZEUG} pilotare qc; {KRAN, ZUG} manovrare qc
6 form (tragen) etw führen {NAMEN, TITEL} portare qc
7 (transportieren) etw führen {FLUSS EIS, GERÖLL} (tras)portare qc: der Fluss führt Hochwasser, il fiume è in piena; der Zug führt einen Speisewagen, il treno è provvisto di carrozza-ristorante
8 form (bei sich haben) etw bei/mit sich (dat) führen {GEPÄCK, PAPIERE, WAREN} portare/avere con sé qc
9 com (anbieten) etw führen {ARTIKEL} tenere qc, trattare qc
10 (ausführen, durchführen) etw führen {PROZESS} intentare qc; {VERHANDLUNGEN} condurre qc: ein Gespräch mit jdm führen, avere una conversazione con qu; ein Ferngespräch führen, fare una chiamata interurbana; etw zu Ende führen, portare/condurre qc a termine/compimento
11 (leben) etw führen {EINE HARMONISCHE EHE, EIN SCHÖNES LEBEN} condurre qc
B itr
1 (an erster Stelle stehen) essere in testa, condurre: das Unternehmen führt in der Elektroindustrie, questa impresa ha un ruolo trainante/leader nell'industria elettronica; sport auch condurre, essere in vantaggio; unsere Mannschaft führt drei zu null, la nostra squadra conduce per tre (reti) a zero
2 (verlaufen, hinführen) irgendwohin führen {AUTOBAHN, BAHNLINIE, STRAßE, WEG ANS MEER, NACH SÜDEN, INS ZENTRUM} portare/condurre + compl di luogo: durch den Wald/ein Gebiet führen, ‹passare per›/[attraversare] la foresta/una regione; über den Fluss führen, passare sopra il fiume
3 (als Ergebnis haben) zu etw (dat) führen portare a qc: das führt zu nichts fam, (questo) non porta a niente; meine Bemühungen haben zu nichts geführt, i miei sforzi non sono valsi a niente
C rfl
form (sich benehmen) sich (irgendwie) führen portarsi form/comportarsi + compl di modo
* was führt Sie zu mir? form, a cosa devo la Sua visita?; das würde zu weit führen, questo porterebbe troppo lontano; wohin soll das (noch) führen?, dove andremo a finire?

Führung <-, -en>
f
1 <sing> (das Leiten) {+ BEWEGUNG, SEKTE} guida f; {+ ORGANISATION, PARTEI} auch direzione f; {+ BETRIEB, UNTERNEHMEN} direzione f, gestione f; bes. pol ökon leadership f; mil comando m
2 <sing> (die Führungskräfte) {+ BEWEGUNG, FIRMA, ORGANISATION} direzione f, gruppo m dirigente {+ PARTEI, GEWERKSCHAFT} auch direttivo m, dirigenti m pl; {+ SEKTE} capo m; mil comandanti m pl
3 (Besichtigung) Führung (durch etw akk) {DURCH DAS MUSEUM, DURCH DIE STADT} visita f guidata (a qc)
4 <sing> (führende Position) primo posto m; sport prima posizione f, comando m
5 <sing> (Lenkung von Fahrzeugen) guida f
6 <sing> jur Schule (Benehmen) condotta f: wegen guter Führung vorzeitig entlassen werden jur, beneficiare di una riduzione della pena per buona condotta
7 <sing> (das Tragen) {+ NAMEN, TITEL} portare m qc, uso m
* in Führung gehen, die Führung übernehmen sport, passare in testa; in Führung liegen {LÄUFER, RENNFAHRER, RENNPFERD}, essere ‹in testa›/[al comando]; {SPORTVEREIN}, essere in testa (alla classifica), condurre; unter jds Führung, sotto la guida/direzione di qu.

Gang (1) <-(e)s, Gänge>
m
1 <sing> (Gangart) andatura f, passo m, modo m di camminare: einen leichten Gang haben, avere ‹un passo leggero›/[un'andatura leggera]; seinen Gang verlangsamen, rallentare il passo
2 fam (Besorgung) commissione f, faccenda f: ich muss noch einige Gänge erledigen, devo sbrigare ancora delle commissioni/faccende
3 <sing> (das Gehen): auf dem Gang zum Friseur habe ich Thomas getroffen, andando dal parrucchiere ho incontrato Thomas; der Gang zur Bushaltestelle dauert nur zehn Minuten, la fermata dell'autobus è a soli dieci minuti di cammino/strada; wir machten einen Gang durch den Park, abbiamo fatto una passeggiata attraverso il parco; machen wir einen Gang durch die Innenstadt?, facciamo un giro in centro?

4 <sing> (Ablauf) corso m, andamento m: der Gang der Ereignisse, il corso degli eventi/avvenimenti; der Gang der Geschäfte, l'andamento degli affari
5 <sing> tech (Bewegung) {+ APPARATUR, MASCHINE} moto m, movimento m, funzionamento m
6 tech {+ AUTO, FAHRRAD} marcia f: den ersten Gang einlegen, innestare/ingranare la prima marcia, mettere la prima fam; in einen anderen Gang schalten, cambiare marcia; in den zweiten Gang schalten, mettere la seconda fam; den Gang (he)rausnehmen, mettere in folle, disinnestare la marcia
* jdn auf seinem letzten Gang begleiten geh euph, accompagnare qu durante il suo ultimo viaggio euph; etw in Gang bringen/setzen {MASCHINE, MOTOR}, avviare qc, mettere in moto qc; {VERHANDLUNGEN}, avviare qc, dare avvio a qc: seinen gewohnten Gang gehen, seguire il proprio corso, procedere regolarmente; etw in Gang halten {MOTOREN}, tenere acceso (-a) qc; {GESPRÄCH}, tenere in piedi qc, mantenere vivo (-a) qc; den Gang nach Kanossa tun/antreten, andare a Canossa; in Gang kommen {ARBEITEN, PLANUNG}, avviarsi, iniziare, prendere il via fam; {PERSON}, mettersi in moto fam; ich komme heute nicht so richtig in Gang/[die Gänge], oggi non riesco a ingranare fam/carburare fam; einen schweren Gang ‹tun (müssen)›/[vor sich (dat)] haben, (dover) affrontare un compito ingrato; ‹im Gange›/[in Gang] sein (im Ablauf
begriffen), essere in corso; die Verhandlungen sind noch im Gang(e), le trattative sono ancora in corso; (heimlich vorbereitet werden), essere in atto; da scheint eine Verschwörung im Gange zu sein, sembra che si stia preparando un complotto; da ist doch was im Gange! fam, qualcosa bolle in pentola! fam, gatta ci cova! fam; in vollem Gang(e) sein, essere in pieno corso; einen Gang zulegen fam, accelerare.

Gang (2) <-(e)s, Gänge>
m
1 (Hausflur) corridoio m, andito m
2 (offener Durchgang) passaggio m; (in Eisenbahnwagen, im Flugzeug) corridoio m; (im Krankenhaus, Theater oder Kino) auch corsia f
3 (unterirdischer Gang) galleria f, passaggio m.

Gangart
f
1 (Art des Gehens) {+ PFERD} andatura f; {+ MENSCH} auch passo m, modo m di camminare: eine schnellere Gangart anschlagen/einlegen, prendere un'andatura più rapida, accelerare il passo; (schneller arbeiten) accelerare il ritmo
2 (Verhaltensweise) modo m di fare, maniere f pl
* eine härtere Gangart anschlagen, adottare una linea più dura.

gangbar
adj
1 (zu begehen) {BRÜCKE, WEG} praticabile, percorribile, agibile
2 (brauchbar) {LÖSUNG, METHODE} adottabile, utilizzabile, applicabile.

Gangway <-, -s>
f
{+ FLUGZEUG, SCHIFF} passerella f.


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... se-334.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... /wegaz.jpg
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Re: Jàsa, Giazza, Gàsa, Gassa, Gàzza, Pian de le Fugàse

Messaggioda Berto » gio lug 24, 2014 5:17 pm

???

http://it.wikipedia.org/wiki/Gassano
Gassano è una frazione del comune di Fivizzano, in provincia di Massa Carrara.

Le origini del suo nome vengono ascritte al periodo romano: deriverebbe infatti dal nome nobiliare Cassio. ???

Una versione sicuramente meno attendibile, ma decisamente più folkloristica, vuole che il nome derivi dalle parole pronunciate dai primi visitatori del luogo che, colpiti dalla bellezza dei posti, avrebbero detto "Ag'san". Che in dialetto locale significa "Ci siamo, siamo arrivati". ???

Cfr. però co Cassano, Cassago, Casciago, Assago, Azzano, Alzano, ... ???
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Re: Jàsa, Giazza, Gàsa, Gassa, Gàzza, Pian de le Fugàse

Messaggioda Berto » gio lug 24, 2014 5:19 pm

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Re: Jàsa, Giazza, Gàsa, Gassa, Gàzza, Pian de le Fugàse

Messaggioda Berto » gio lug 24, 2014 6:30 pm

Piccolo vocabolario cimbro (La valle dell'orco)
viewtopic.php?f=105&t=1017

Fugazze: (da fug + gasse) strada pubblica
Gazza: strada
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Re: Jàsa, Giazza, Gàsa, Gassa, Gàzza, Pian de le Fugàse

Messaggioda Berto » ven lug 25, 2014 10:07 am

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Re: Jàsa, Giazza, Gàsa, Gassa, Gàzza, Pian de le Fugàse

Messaggioda Berto » mer set 03, 2014 6:58 am

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Re: Jàsa, Giazza, Gàsa, Gassa, Gàzza, Pian de le Fugàse

Messaggioda Berto » ven ott 10, 2014 8:50 pm

Lettera aperta di Franco Rocchetta ai profughi di Giazza

http://www.raixevenete.com/lettera-aper ... -di-giazza

Lettera aperta ai 22 Bengalesi che, a spese dei Veneti, lo Stato Italiano ha portato a Ljetzan/Xgiàthe/Giazza.

Franco_Rocchetta_in_2013-_2013-09-10_07-40


Cari Ventidue, già negli anni ’50 del XX Secolo, quando gran parte dei Vostri genitori non era ancora nata, chi Vi scrive seguiva con simpatia appassionata il risveglio del Vostro popolo in difesa della Vostra madrelingua, il Bangla, il Bengalese. Perché la propria lingua è per ogni popolo fonte di benessere materiale e morale tanto importante quanto la salute pubblica, quanto l’equilibrio dell’ambiente, quanto la giustizia sociale. Nella Vostra resistenza all’imposizione dell’Urdu a danno della lingua bengalese vedevo la stessa resistenza del popolo veneto all’imposizione dell’Italiano a danno della lingua veneta, la stessa resistenza del popolo sudtirolese e dei Cimbri all’imposizione dell’Italiano a danno della lingua tedesca.

Ho poi seguito, con trepidazione, le vicende tragiche, politiche e militari, che hanno portato, quarantaquattro anni fa, alla nascita del Vostro Stato indipendente, la Repubblica Popolare Bengalese, il Bangla Desh. Ed ho sofferto ad ogni limitazione delle libertà, dell’identità, di singoli e di minoranze, della dignità, nel Bangla Desh, e ad ogni nuova alluvione, cercando anche, più volte, di contribuire a collette a Vostro favore. Quando poi qualche Vostra comunità ha iniziato a formarsi civilmente tra noi, in osmosi con la plurimillenaria ospitalità veneta, la ho salutata con un sorriso, imparando io nuove parole bengalesi, e contribuendo ad insegnare a bengalesi un po’ di veneto. Ma il Veneto oggi non è la nazione libera e ben governata dove nei secoli scorsi fiorivano in armonia comunità tedesche e turche, ebraiche e persiane ed altre ancora.

Oggi il Veneto è una colonia dello Stato Italiano, che la saccheggia e la corrompe sempre di più, giorno dopo giorno. Così a Venezia (capitale della veneta nazione che oggi Vi ospita), grazie alla attuale indotta carenza di governanti seri ed onesti, alcuni clan di bengalesi hanno abbandonato la dolcezza che spesso Vi contraddistingue, diventando arroganti ed aggressivi, intimorendo e danneggiando la nostra popolazione, e turisti, e Gastarbeiter di varie nazionalità, ed altri Bengalesi.

Voi Ventidue Bengalesi siete stati portati a Ljetzan/Xgiàthe/Giazza dalle autorità coloniali italiane, dicendoVi che qui siete in Italia, che qui si parla l’Italiano, che la Costituzione Italiana è la più bella del mondo, che questo è il paese del bengodi, che la bandiera di tutti noi è il tricolore bianco-rosso-verde, che siamo tutti fratelli d’Italia. Sono tutte menzogne, crudeli menzogne. Come Voi non siete Pakistani, di Karachi o di Lahore, bensì Bengalesi, così qui noi non siamo Italiani, bensì Veneti (ed a Ljetzan-Xgiàthe-Giazza anche Cimbri); e portandoVi qui lo Stato Italiano sta mettendo in atto l’ordine razzista e colonialista di Napoleone (il maestro di Mussolini e di Hitler) : per meglio dominare il Veneto, per piegare la resistenza veneta, per meglio saccheggiare il Veneto, “portate Italiani nel Veneto e Veneti in Italia”. E poiché gli Italiani portati qui da noi poco a poco diventavano Veneti, ecco che lo Stato Tricolore attira stranieri sempre più da lontano, ecco che lo Stato Tricolore va a prendere stranieri sempre più lontano, in quantità sempre maggiori, usandoVi come pedine di uno gioco molto sporco, usandoVi come massa di manovra contro di noi e contro la democrazia.

Qui siete nel Veneto, dove si parla una lingua diversa dall’Italiano, dove sventola una bandiera diversa da quella italiana, dove vige una civiltà, la civiltà veneta, diversa da quella monarchico-malavitosa e fascistico-feudale italiana.

La bandiera veneta, plurimillenaria bandiera di libertà, è un leone alato d’oro in campo rosso ed azzurro, con Libro (e sul Libro spicca la parola Pace: Pax in latino, Paxe in lingua veneta) ed a volte anche con Spada.

La nostra veneta civiltà è la civiltà del Diritto e del Benessere Diffuso attraverso il lavoro onesto e solidale, attraverso il Buon Governo, e non attraverso la guerra e la pirateria, l’abuso ed il saccheggio.

La nostra veneta civiltà è la civiltà dei “Cansègi”, dei Consigli, delle Assemblee comunitarie : ed infatti Cansegio è il nome di una enorme foresta “pubblica”, un gioiello europeo.

La nostra veneta civiltà è la civiltà del Bon Piovego, il bene comune, il Commonwealth, la vera Repubblica, la veneta Repubblica.

Vi insegneranno l’Italiano, e Vi faranno disprezzare e combattere il Cimbro e la lingua veneta, dicendovi che è un dialetto, legato al passato ed all’ignoranza. Esattamente come ai Vostri nonni facevano imparare l’Urdu disprezzando la lingua bengalese, dicendo che è un dialetto, legato al passato ed all’ignoranza. Vi faranno vestire maglie e sciarpe e scarpe e cappellini bianco-rosso-verdi, vi daranno bandiere tricolori da agitare: ma qui il tricolore è riconosciuto essere la bandiera delle Tre M: Menzogna, Morte, Miseria. È la bandiera della guerra e della fame, dei massacri e delle mafie, delle mille ingiustizie e dello sfruttamento coloniale del Veneto. La Costituzione Italiana non è la più bella del mondo come Vi vorranno far credere, ma una gabbia razzista, discriminatoria e coloniale. La società veneta non è più una società libera, questo non è il paese del bengodi.

Lo stesso fatto che Voi siate stati portati qui, a spese nostre, con l’etichetta ingannevole di “profughi”, in ventidue giovani in un paese di poco più di cento abitanti, per settimane in un albergo che pochi di noi veneti possono permettersi, a mangiare e bere e pagati per non fare nulla, a spese della nostra veneta nazione in catene martoriata da disinformazione e degrado, a spese della nostra veneta nazione martoriata da tasse dissanguanti e disoccupazione, a spese della nostra veneta nazione martoriata da emigrazione e suicidi, è un crimine contro l’umanità, è una immensa ingiustizia che grida vendetta a Dio. Vi diranno che siamo tutti “Italiani, brava gente”, vi faranno cantare il macabro, menzognero e sanguinario Inno di Mameli; non appena Voi od i Vostri figli sarete condizionati a ripetere la falsa storia e le altre menzogne che vi verranno istillate dalla scuola italiana Vi verrà offerta la cittadinanza italiana; ricattandoVi Vi vorranno far credere che siamo tutti fratelli d’Italia, cioè l’impossibile.

Nello Stato italiano vivono popoli diversi, diversi tra loro più di quanto gli Spagnoli siano diversi dai Francesi, i Francesi dai Tedeschi ed i Russi dai Polacchi. Lo Stato italiano è stato messo in cantiere centoecinquant’anni fa da avidissimi clan piemontesi (per mero fine di gretto lucro) attraverso guerre mostruose e genocidi: “fatta l’Italia occorre fare gli Italiani” dissero allora quei governanti criminali, ed ancora oggi lo Stato Italiano non sta in piedi da solo, è artificiale e dissanguante ed antistorico. Vi è molto di mostruoso e perverso nei canali, negli strumenti e nei modi con i quali lo Stato Italiano, d’intesa con le criminalità organizzate, Vi invita e Vi spinge a venire qui, Vi raccoglie, Vi convoglia qui e si serve di Voi e di altre centinaia di migliaia, milioni ormai, di stranieri, massa di manovra e pedine usate contro la sete di libertà e di giustizia dei Veneti e dei Siciliani, contro la sete di libertà e di giustizia dei Toscani e dei Lombardi, contro la sete di libertà e di giustizia dei Tirolesi e dei Napoletani; Voi e centinaia di migliaia, milioni di stranieri come Voi siete usati contro tutti i lavoratori onesti, per abbassarne diritti e dignità.

Lo Stato Italiano vi vuole fare diventare fascisticamente “Italiani” a nostre spese, per fare di Voi i propri nuovi kapò e burocrati, nostri gabellieri e carcerieri e gendarmi.

Franco Rocchetta



El Cansejo (Cansiglio: monte e bosco) nol ga gnente ake far cl consejo (consiglio *cansejo?) ma co na voxe corispeondente al latin scansilis

El monte Cansejo (Cansiglio)
viewtopic.php?f=45&t=1281


Immagine

scansilis, e, agg.,
su cui si può agevolmente salire, scalabile, PLIN., AMM. e a.; fig. graduale, progressivo, PLIN.
[scando + -ilis].
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