Le raixe de l’Ouropa

 

Le raixe de la çeveltà ouropea no le xe lomè greghe, roman e cristiane, ma le xe anca tanto altro: pricristiane, taleghe, etruske, venete, … çelte, xermane, xlave, balteghe, semeteghe, mediteragne, turco-altaeghe … e xo xo fina a l’Afrega.

 

Carte Coulture Ouropee

https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4YTF1Y1RBUUtBR28/edit

Carte Coulture Venete

https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4OG9TNHZrUE1obWc/edit

Xenetega Ouropea e Veneta

https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4SktfdFBxSXBlSkE/edit

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kw 4

Le origini della cultura europea, del filologo Giovanni Semerano

http://www.filarveneto.eu/forum/viewtopic.php?f=92&t=444

http://img6.imageshack.us/img6/5821/conpsemerano.jpg

Pajine de coresion a le voxi de li dixonari etimoloxeghi de Xane Semeran

https://picasaweb.google.com/100140926365460756384/PajineDeCoresionALeVoxiDeLiDixonariEtimoloxeghiDeXaneSemeran

 

Prima della Grecia e oltre il greco.

In Esiodo (Theog., 357) Europa è un’Oceanide, come Asia (ibid., 357): in tale contesto Europa avrebbe potuto avere il significato di ” oscura ” come il cielo piovoso, piú che nel senso di ” profonda “, secondo il dantesco « come per acqua cupa »: il nome richiama accadico arāpu erēpu (oscurarsi, ‘ to become dark ’).
In Omero (Il., XIV, 321) è adombrata come semitica figlia di Fenice.
Così Europa, ΕÙρώπη, nonostante i dinieghi di chi, dovendo chiarire tale nome, si rifugiò, come il Frisk, nel solito limbo delle cose inspiegabili (‘unerklärt’) pur ricordando il Lewy e il Grimm che richiamarono l’assiro ereb šamši “tramonto del sole”, è in realtà l’accadico werebu, erebu, erepu che significa “tramonto, occidente” e corrisponde puntualmente al greco œρεβος ” tenebra “.
Per il nome Europa occorre convenire che esso ha avuto corso nella forma in cui i Greci lo hanno trasmesso alla storia, ma ciò non toglie che le sue origini lontane siano ancora oggetto di ricerche senza approdo.

Perché, occorre premettere, a onore del vero, i Greci antichi avevano il vezzo di stravolgere i nomi di paesi e città che ritrovavano nei loro itinerari, e i loro esuli, colonizzatori, naviganti non erano tutti al livello di Pitagora e di Platone, ma dei nostri emigranti che del quinto quartiere di New York, Brooklyn, solevano fare un nome illeggibile.

Se non conoscessimo il nome antico dell’egizia Menfi, reso in babilonese con Ḫikuptah, potremmo credere che il greco Aigyptos fosse il nome reale dell’Egitto, così come essi lo hanno consegnato alla storia.

Per spiegare il nome Europa, oscuro per i linguisti, si rispolverò una volta Esichio che annotava : «È il paese del tramonto o della tenebra» e Heinrich Lewy si lasciò tentare dall’assiro ereb ” tramonto “.
Ma ciò non è servito a disarmare la diffidenza degli etimologi.

E allora mette conto riassaporare il gusto della favola antica che sa della splendente fanciulla, Europa, figlia di Fenice, rapita dal bianco torello che è poi l’incorreggibile Zeus.

Anzi, in un passo celeberrimo (Il., XIV, 321), è Zeus (il cielo) stesso, presentato come l’immancabile adunatore di nembi, che preso dal desiderio di Era (la terra) ha l’impudenza di ricordare alla sposa le sue prodezze con Danae e con la figlia del re Fenice.

Il mito di Europa rapita dal toro è trascrizione in chiave fantastica di elementi naturalistici e in ciò la capacità trasfiguratrice dell’arte greca è inarrivabile.
Perché i torelli divini deambulano su tutti i pascoli del cielo d’Oriente: il toro, sin dal III millennio a. C., è simbolo della tempesta, e il tuono o la voce dell’uragano sono assimilati al muggito.
In area semito-anatolica gli dei taurini folgoranti sono divinità delle acque fecondatrici, come il mesopotamico Adad, l’hurrita Teshup, e la unione ierogamica che essi perpetrano con le divinità femminili ha il significato propiziatorio di fecondità.

E allora si svela in trasparenza il nome di Europa, sorpresa nella terra fenicia, della fanciulla rapita, un nome destinato a denotare l’Occidente e simile all’accadico erebu ” tramonto “;
quel nome Europa è calcato su una voce antica, come accadico arāpu erēpu [u]col significato di oscurarsi detto del cielo
(to become dark).
Per greco ΕÙ v. Eubea, pagina 447.

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???

http://it.wikipedia.org/wiki/Europa

Il toponimo “Europa” è di origine incerta. La teoria più accreditata è che derivi dal greco antico εὐρύς (eurus), che significa “ampio” e ὤψ/ὠπ-/ὀπτ- (ōps/ōp-/opt-), che significa “occhio, viso”, quindi Eurṓpē, “largo sguardo”, “ampio d’aspetto”. Un’altra ipotesi, avanzata da Giovanni Semerano, suggerisce che l’etimo sia basato su un termine semitico dall’accadico erebu “occidente”, come il fenicio ‘ereb.

Nella mitologia greca Europa era la figlia di Agenore re di Tiro, antica città fenicia colonia greca e in area mediterraneo-mediorientale. Zeus, innamoratosi di questa, decise di rapirla e si trasformò in uno splendido toro bianco. Mentre coglieva i fiori in riva al mare Europa vide il toro che le si avvicinava. Era un po’ spaventata ma il toro si sdraiò ai suoi piedi ed Europa si tranquillizzò. Vedendo che si lasciava accarezzare Europa salì sulla groppa del toro che si gettò in mare e la condusse fino a Creta. Zeus si ritrasformò in dio e le rivelò il suo amore. Ebbero tre figli: Minosse, Sarpedonte e Radamanto. Minosse divenne re di Creta e diede vita alla civiltà cretese, culla della civiltà europea. Il nome Europa, da quel momento, indicò le terre poste a nord del Mar Mediterraneo.

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