Çentri soçałi łi fasisti rosi come i fasisti neri - rasisti

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Messaggioda Berto » sab nov 17, 2018 10:19 pm

Fico, imbarazzante apologia dei centri sociali: «Sono un valore aggiunto»
Ernesto Ciecaquaglia
venerdì 16 novembre 2018

http://www.secoloditalia.it/2018/11/fic ... m=facebook

Dagli immigrati come “risorsa” per la società ai centri sciali come “valore aggiunto ” per il territorio : se il precedente presidente della Camera, Laura Boldrini, la sparò grossa, a suo tempo, sui clandestini che circolano per l’Italia, il suo successore, Roberto Fico, l’ha detta altrettanto grossa, oggi, sugli estremisti anarco-comunisti che sono soliti spaccare vetrine, lanciare molotov contro la polizia, sfumazzare e diffondere cannabis, aggredire esponenti di destra o comunque a loro non graditi. Proprio ieri, a Napoli, i centri sociali si sono abbandonati si soliti disordini in occasione della visita di Salvini nel capoluogo campano. Il vicepremier li ha definiti, in modo colorito, come gente poco intelligente. Il Presidente della Camera, invece, li ha difesi appassionatamente.

« Non mi piace che si parli dei centri sociali come di quattro scemi», protesta Fico, che aggiunge questa imbarazzante apologia. «In questa città i centri sociali sono come l’Opg, persone come quelle che lavorano allo 081 e realtà all’interno del centro storico sono importanti perché hanno cercato di sviluppare un valore aggiunto sul territorio, stando vicino alle persone che sono in difficoltà. Bisogna conoscere la realtà prima di parlare di queste cose».

Strano senso della maggioranza quello di Fico: una masnada di teppisti insulta e attacca il ministro dell’Interno e lui, il presidente della Camera ne tesse gli elogi. Chissà, forse Fico è invidioso del suo “compagno” Toninelli che oggi conquista tutte le prime pagine dei giornali con una foto che lo ritrae il pugno chiuso alzato.

Questa dichiarazione è di una gravità assoluta e la cosa che più mi spaventa è che sia stata pronunciata dalla terza carica dello Stato.Mi ricordano le parole di un ex assessore della mia città che definì il centro sociale più malfamato ‘centro vivo all’ombra della Torre’.Ho conosciuto madri disperate e preoccupatissime per il destino dei loro figli considerato il fatto che in quel ‘centro vivo’ circolava di tutto.Dall’alto,passeggiando sul viale che è poi un tratto di lungarno erano visibilissime le figure dei giovani che frequentavano quel luogo e sinceramente da come si muovevano,da come camminavano specialmente la sera,non trasmettevano affatto una sensazione di serenità e di pace e men che meno di’ valore aggiunto’.Questa uscita mi ha rovinato il fine settimana perché sinceramente dopo le esternazioni di quello spregevole assessore di Rifondazione Comunista speravo che mai nessun altro esponente politico si esprimesse in tal modo e invece ci risiamo.Vorrà dire che torneremo di nuovo in campo anche noi che per anni abbiamo vissuto accanto a questa realtà e sappiamo cosa significhino e rappresentino veramente i centri sociali,’queste risorse o centri vivi indispensabili per la collettività’.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Messaggioda Berto » ven feb 15, 2019 8:28 am

Già scarcerati gli anarchici che hanno distrutto Torino
Nadia Muratore - Gio, 14/02/2019

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 45018.html

Erano accusati di devastazione e saccheggio nel corteo di protesta di sabato. L'ira dei sindacati di polizia

Torino Sono state scarcerate le undici persone arrestate durante i disordini al corteo organizzato dagli anarco-insurrezionalisti in seguito allo sgombero del centro sociale «L'Asilo» di via Alessandria a Torino, occupato da oltre 24 anni.

Gli antagonisti, accusati di devastazione e saccheggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, lancio di ordigni esplosivi e blocco stradale in concorso, erano stati fermati in via Bava mentre cercavano di sfuggire alle forze dell'ordine. Il gip, pur convalidando l'arresto, ha ridotto la misura cautelare disponendo, anziché la custodia in carcere, l'obbligo di presentarsi quotidianamente in caserma. A sei di loro, il questore Francesco Messina ha emesso i fogli di via, che prevedono il divieto di tornare nel territorio di Torino per un periodo da uno a tre anni, per «gravi e violenti comportamenti penalmente rilevanti tenuti dai destinatari nel corso della manifestazione».

La misura cautelare decisa dal gip riguarda il reato di resistenza all'arresto, mentre per gli altri capi di imputazione non sono stati ravvisati gravi indizi di colpevolezza. È possibile che nella decisione del tribunale abbia pesato il fatto che gli arrestati non fossero persone di spicco nel mondo antagonista e fossero pressoché tutti incensurati: solo uno infatti ha un procedimento pendente e due hanno precedenti risalenti agli anni Novanta. Durante il corteo di sabato, degenerato in guerriglia urbana, dopo il tentativo dei manifestanti - respinto dalle forze dell'ordine - di raggiungere L'Asilo, la Digos ha identificato trecento persone e in questi giorni è iniziato il lavoro per attribuire le singole responsabilità per quanto accaduto.

«Purtroppo non è una sorpresa che gli arrestati per i fatti accaduti a Torino siano stati rimessi in libertà - ha commentato Valter Mazzetti, Segretario Generale dell'Fsp Polizia di Stato, Federazione sindacale di Polizia -. Sospettati di reati gravissimi tornano tranquillamente alla loro quotidianità nonostante abbiano messo a ferro e fuoco una città, attentando alla vita degli operatori delle Forze dell'ordine». «I danni - ha proseguito Mazzetti - sono stati fatti, la città, i cittadini perbene e i poliziotti hanno pagato un prezzo altissimo. Continuiamo a ripetere che bisognerebbe introdurre il reato di terrorismo di piazza, che inasprisca le pene, le misure cautelari, gli strumenti di prevenzione. Quanto è accaduto a Torino non è una manifestazione di scalmanati, ma una azione di guerriglia organizzata, messa in atto per un fine chiaro e preciso: devastare le cose, fare male alle persone, assalire chi portava l'uniforme».

Intanto anche ieri gli anarchici, un centinaio, hanno improvvisato un corteo da piazza della Repubblica sino in corso Giulio Cesare. Molti gli slogan contro il sindaco Appendino e il Movimento 5 Stelle. «Ha dimostrato di essere il partito della polizia», urlano. E ancora: «Lega e Cinque stelle ci vogliono cacciare. La rabbia sociale ve la farà pagare».
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Messaggioda Berto » mar feb 19, 2019 12:28 pm

Trento, smantellata cellula terroristica di matrice anarchica. Sette gli arrestati
Giovanna Pavesi - Mar, 19/02/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 47573.html

In queste ore, le forze dell'ordine, a Trento, hanno dato avvio all'operazione "Renata" per smantellare una cellula terroristica di matrice anarco-insurrezionalista. Sarebbero i responsabili di vari attacchi tra il 2017 e il 2019, tra cui l'attentato alla sede della Lega

L'accusa è di aver commesso diversi attentati esplosivi tra il 2017 e il 2019, tra cui l'ordigno alla sede della Lega di Ala (Trento) dello scorso 13 ottobre.

L'operazione l'hanno chiamata "Renata" e dalle prime ore di oggi, gli uomini della Polizia di Stato di Trento, della Digos e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, insieme ai carabinieri del Ros del comando provinciale di Trento, stanno eseguendo misure cautelari nei confronti di sette anarco-insurrezionalisti.

La cellula di Trento, smantellata dalle forze dell'ordine in queste ore, sarebbe dedita ad attacchi contro obiettivi istituzionali. L'operazione e le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Trento, hanno quindi accertato l'esistenza di un'organizzazione terroristica di matrice anarchica.

Sugli arresti è intervenuto anche il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che ha dichiarato: "Complimenti a Polizia e Carabinieri: con un blitz antiterrorismo hanno arrestato sette anarco-insurrezionalisti. È successo in Trentino. Questi signori sarebbero i responsabili di vari attentati, tra i quali l'ordigno fatto esplodere davanti alla sede della Lega. Nessuna tolleranza per violenti e criminali".

In queste ore sono in corso diverse perquisizioni nelle abitazioni degli indagati e delle persone ritenute contigue all'associazione.
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Messaggioda Berto » dom feb 24, 2019 10:14 am

Illegali, abusivi e violenti: tutti i segreti dei centri sociali
Fabio Franchini - Dom, 24/02/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 49562.html

Secondo il Viminale, attualmente in Italia sono attivi 165 centri sociali autogestiti: 87 sono legali, 78 sono occupati abusivamente

"I movimenti antagonista ed anarchico estrinsecano la loro attività nei Centri Sociali Autogestiti, diversificati fra loro in ragione dei diversi indirizzi politico-ideologici delle varie componenti organizzative accomunate dalla gestione di uno spazio pubblico quale luogo di aggregazione per attività d’area".

Il Viminale, con una nota e una mappa, traccia così il quadro della situazione.

E mentre il ministro dell'Interno Matteo Salvini torna ad annunciare col pugno di ferro tolleranza zero per i violenti, il suo dicastero mette nero su bianco i 165 centri sociali attualmente attivi in Italia. Di questi, 87 sono in posizioni di legalità, mentre 78 sono occupati abusivamente. Insomma: quasi la metà è fuori legge. (Guarda il video)

La Lombardia è la regione in cui è attivo il maggior numero di centri sociali, con ben 33 strutture, di cui 24 nella sola Milano. A seguire il Lazio, con 28, di cui 27 a Roma. In Trentino Alto Adige, invece, figura un unico caso: nella regione a statuto speciale proprio nei giorni scorsi le forze dell'ordine hanno smantellato un gruppo di anarco-insurrezionalisti, "confermando la pericolosità di un fenomeno presente in tutto il Belpaese" dice il ministero. "Monitoriamo con attenzione tutte le situazioni. Nessuna tolleranza per i violenti" ribadisce il vicepremier leghista. Dando uno sguardo alla mappa del Viminale, le uniche due regioni dello stivale in cui non figurano centri in attività sono il Molise e la Sardegna.


I centri sociali di Milano

Come detto, all'ombra della Madonnina ci sono 24 centri sociali. Quello forse più conosciuto è il Leoncavallo, storico luogo autogestito fondato nel "lontano" 1975: da 25 anni il collettivo occupa abusivamente uno stabile in via Antoine Watteau, a Greco, periferia nord-est di Milano.

Altra storica realtà meneghina è quella del Cox 18, spazio sociale occupato e autogestito dal 1976: si trova in via Conchetta, a una manciata di passi dal Naviglio Pavese. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha statuito che lo stabile può essere sgomberato, nonostante il centro sociale riteneva di essere ormai il legittimo proprietario dell'immobile per usucapione

In viale Monte Rosa 84, di fronte alla sede de Il Sole 24 Ore, ecco il Cantiere autodefinitosi "spazio comune libero e ribelle, in continuo movimento"; nato nel 2001 sorge nella "villetta" dove un tempo c'era il mitico Derby Club, fucina del cabaret.

Dunque, Macao, il cui collettivo occupa una palazzina liberty in viale Molise: si tratta dell'ex borsa del macello ormai dismessa. Il comune di Milano, da gennaio 2018 proprietario dell’immobile, l'ha inserito nellelenco dei beni da vendere: ha un valore di circa 20 milioni di euro.

Il Lambretta, invece, è un luogo occupato ed autogestito da studenti, lavoratori e precari: "Uno spazio tolto alla speculazione, all'abbandono e al degrado". Sgomberato a luglio 2018 da via Val Bogna, a novembre gli attivisti hanno preso possesso di uno stabile in via Edolo, zona Stazione Centrale. Qualche giorno fa una trentina di militanti del Lambretta hanno protestato prendendo possesso della sede milanese del ministero dei Trasporti, in via Morandi, come – proprio come spiegano i promotori via social - preparazione alla manifestazione contro il decreto Salvini e i Centri per il rimpatrio.
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Messaggioda Berto » ven mar 01, 2019 11:10 pm

Centri sociali minacciano di morte il leader del Family Day. Lui replica: "Non mi fate paura"
Bianca Elisi - Ven, 01/03/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 54890.html

Massimo Gandolfini risponde alle minacce dei centri sociali: "Non sono affatto intimorito anzi, queste cose mi convincono ancor di più che la battaglia che conduco è di altissimo valore"

“Contro la violenza di genere e confini, abbattiamo il patriarcato, appendiamo Gandolfini”.

Recita così il sinistro striscione apparso ieri pomeriggio a Firenze, di fronte al teatro Reims, mentre all’interno si sta svolgendo la tavola rotonda “Ripartiamo dalla famiglia e dalla vita” dove, tra i principali relatori, c’è proprio il leader storico del Family Day Massimo Gandolfini.

Una minaccia impressa a caratteri cubitali, con la bomboletta spray sopra un lenzuolo, firmata da “transforcie antifasciste”. La trovata dei centri sociali fiorentini, accorsi sul posto per contestare l’iniziativa, però, non sembra esser servita a granché. “Non sono affatto intimorito – spiega Gandolfini a IlGiornale.it – anzi, queste cose mi convincono ancor di più che la battaglia che conduco sul rispetto della vita, della famiglia e sulla libertà educativa è di altissimo valore, altrimenti non scatenerebbe le ire e le intolleranze del pensiero unico”. “Chiunque ha un briciolo di buon senso – sottolinea l’organizzatore del Family Day – non può non vedere la differenza tra la nostra azione, rispettosa di tutti, e quella di chi ci osteggia”.

“Quello striscione è il miglior esempio di quanta inciviltà, violenza ideologica e intolleranza culturale si celi dietro a certe pseudo battaglie per i diritti civili”. Sono queste le parole con cui il presidente di Pro Vita, Toni Brandi, e quello di Generazione Famiglia, Jacopo Coghe, che in queste settimane stanno collaborando con Gandolfini all’organizzazione del prossimo “Congresso Mondiale delle Famiglie” di Verona, hanno condannato l’accaduto. L’appuntamento di Verona, alla luce di queste minacce, spiegano, “assume un valore ancora più importante”: quello del “diritto delle persone e delle famiglie di poter esprimere la propria opinione in un clima di rispetto”. Inoltre, gli organizzatori del WCF Verona XIII hanno rivolto un appello al mondo della politica e della cultura, affinché “risponda chiaramente a questo clima d’odio”.

A raccogliere l’invito degli attivisti pro-life, per ora, è stata solo Fratelli d’Italia. Dal suo profilo Facebook, Giorgia Meloni ha espresso solidarietà a Gandolfini per le minacce di morte subite: “Se non la pensi come loro e difendi la vita e la famiglia, allora meriti di finire appeso. Mi fate schifo”, scrive la leader di FdI. Mentre secondo Giovanni Donzelli, deputato fiorentino di FdI e relatore all’evento finito nel mirino dei contestatori, “i centri sociali andrebbero rasi al suolo”. “C’è chi non ha di meglio da fare che contestare le legittime iniziative degli altri – commenta Donzelli – ancor più spregevole è che lo si faccia invocando l’eliminazione fisica di qualcuno. Sono orgoglioso di aver partecipato all’incontro, non ci faremo intimidire nella difesa dei valori naturali, né sicuramente si farà intimorire Gandolfini”.
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Re: Çentri soçałi łi fasisti rosi come i fasisti neri - rasi

Messaggioda Berto » sab mar 02, 2019 9:40 am

Altro che razzismo in Italia. La vera minaccia sono gli antagonisti
Matteo Carnieletto - Gio, 28/02/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 53836.html


Il report annuale degli 007 sottolinea la crescente attività degli antagonisti. E mette in guardia dai jihadisti di ritorno

Le minacce che il nostro Paese deve affrontare sono diverse. Sia interne che esterne. Prima fra tutte, quella di anarchici e antagonisti, come sottolineano i Servizi di sicurezza nella loro relazione annuale che, di fatto, conferma quanto affermato nella relazione dell'anno scorso.

L'anarco-insurrezionalismo rappresenta infatti "l'espressione più insidiosa, capace di tradurre in chiave offensiva gli appelli istigatori della propaganda d'area, di cui le risultanze informative hanno evidenziato una tendenza crescente alla radicalizzazione. Ciò soprattutto attraverso la diffusione di documentazione riportante dati circostanziati sugli obiettivi da colpire, coniugata a tentativi di favorire convergenze tattiche tra le diverse visioni dell'agire anarchico".

L'attività informativa, si legge sempre nel report, "ha confermato l'intensità dei collegamenti internazionali dell'anarco-insurrezionalismo, evidenziando assidui contatti, sia fisici che virtuali, tra militanti, nonché una loro sostenuta mobilità tra diversi Paesi, in occasione di iniziative propagandistiche e di mobilitazione".

L'azione anarchica e antagonista copre molte aree, perfino quelle più insospettabili: "Nonostante l'incisiva azione di contrasto degli ultimi anni e le divergenze tra le varie componenti il movimento si è reso protagonista di numerose sortite, rivendicate e non, che hanno preso di mira obiettivi riferibili ai tradizionali fronti di attivazione libertaria: 'lotta alla repressione', non solo nella consueta accezione di 'solidarietà rivoluzionaria ai compagni prigionieri', ma sempre più anche in chiave 'antifascista' e 'antirazzista'; campagna contro le grandi opere (Tap in primis); antimilitarismo; opposizione al 'dominio tecno-scientifico'. Molteplici le modalità operative adottate, tutte, peraltro, tipiche dell'armamentario insurrezionalista: dalle azioni di imbrattamento e danneggiamento a quelle potenzialmente letali dell'attentato dinamitardo e incendiario. Tutto questo in un contesto generale in cui le risultanze informative hanno evidenziato una tendenza crescente alla radicalizzazione della propaganda, soprattutto attraverso la diffusione di documentazione riportante dati circostanziati sugli obiettivi da colpire".


"Gli antagonisti reclutano gli stranieri"

Il mondo antagonista, in questi anni, ha imparato ad organizzarsi, scegliendo come bacino di reclutamento anche la "popolazione straniera, ritenuta, in particolare dai segmenti più oltranzisti, un bacino di reclutamento 'capace di produrre conflitto'".


L'allarme sulla destra radicale

I servizi segreti, però, sottolineano come, in vista delle europee di maggio, possano verificarsi sempre più episodi di violenza anche da parte dell'estrema destra: "Tale attivismo, di impronta marcatamente razzista e xenofoba - scrivono infatti - si è accompagnato ad una narrazione dagli accenti di forte intolleranza nei confronti degli stranieri che (...) potrebbe aver concorso ad ispirare taluni episodi di stampo squadrista, oltre che gesti di natura emulativa, e potrebbe conoscere un inasprimento con l'approssimarsi dell'appuntamento elettorale europeo".


La minaccia jihadista

Da non sottovalutare, inoltre, il fenomeno dei combattenti che erano partiti per combattere il jihad insieme allo Stato islamico e che ora stanno tornando. Sarebbero infatti 1700 i terroristi ritornati nel Vecchio continente e, sottolinea il rapporto, la loro pericolosità "risiede piuttosto che nei numeri, nel profilo stesso dei reduci, potenziali veicoli di propaganda e proselitismo, nonché portatori di esperienza bellica e di know-how nell'uso di armi ed esplosivi". E ancora: i returnees appaiono "propensi a raggiungere quei Paesi che, per criticità strutturali o situazioni di endemica instabilità, finiscono con l'apparire attrattivi a quanti sono interessati a proseguire il jihad o anche solo ad eludere i controlli di sicurezza. Una delle mete privilegiate potrebbe risultare l'Afghanistan, teatro di conflitto 'iconico' nell'immaginario jihadista, ove la radicata presenza di estremisti stranieri - prevalentemente di origine pakistana e centroasiatica (soprattutto uzbeka) - può agevolare la ridislocazione di foreign fighters. Ciò tanto più in ragione dello scontro in atto, in quel Paese, tra Daesh da una parte e Taliban/al Qaida dall'altra e della prospettiva, 'appetibile' per entrambi gli schieramenti, di un ritiro delle truppe Usa".
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Re: Çentri soçałi łi fasisti rosi come i fasisti neri - rasi

Messaggioda Berto » mer apr 17, 2019 4:47 am

Che mostruosità, demenza, protervia e cattiveria umana condensate in questo insulso Casarini.

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