Suprematismo e identitarismo

Suprematismo e identitarismo

Messaggioda Berto » dom mar 17, 2019 11:16 am

Suprematismo e identitarismo
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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Suprematismo e identitarismo

Messaggioda Berto » dom mar 17, 2019 11:20 am

Non si confondano i movimenti e le ideologie sociopolitiche dette "suprematista e identitarista" che non sono sovrapponibili e non sono nemmeno lo stesso fenomeno, ma due fenomeni complessi diversi molto diversi che aoltanto in taluni casi possono intrecciarsi e sovrapporsi per qualche elemento comune.

Il suprematismo si caratterizza per il suo imperialismo, per il suo razzismo, per il suo disprezzo e per la sua violenza verso chi non appartiene alla stessa tribù, alla stessa razza, alla stessa nazione, allo stesso popolo, alal stessa religione;
esso caratterizza il tribalismo preistorico ancora oggi ben presente in Africa, le religioni e le ideologie politico religiose come quella maomettana, le ideologie politiche utipistiche come quella social-comunista e i vari nazionalismi bianchi, neri e gialli che affondano nel tribalismo allargato nazionale, nella religione specifica della nazione, nella ideologia politica con la sua utopia e i suoi dogmi.

L'identitarismo invece, per sua natura non è imperialista, non è razzista, non disprezza nessuno e non è violento,
afferma il diritto naturale universale e civile di ogni uomo, di ogni popolo, di ogni comunità alla sua casa, alla sua terra, al suo paese, al suo territorio, alla sua cultura e tradizione tra cui quella religiosa, alla sua proprietà, alla sua responsabile libertà e sovranità, alla sua identità-differenza-diversità specificità nel rispetto dei valori, dei doveri e dei diritti umani universali tra cui quelli civili, della vita, della proprietà e della libertà.
Esso è aperto alla naturale, regolamentata, rispettosa immigrazione e accettazione del diverso che rispetta le persone, il paese e le sue leggi dove chiede il permesso di entrare;
esso diviene giustamente violento solo per legittima difesa verso chi tenta di fare del male, che manca di rispetto, che usa violenza, che deruba-rapina e stupra, che intende vivere da parassita, che costituisce un pericolo sociale e politico, che non rispetta i diritti umani universali e civili.



Potere bianco o suprematismo bianco
https://it.wikipedia.org/wiki/Potere_bianco
Il potere bianco ("white power"), chiamato anche supremazia bianca e suprematismo bianco è un movimento ideologico, basato sull'idea generale che gli uomini bianchi siano superiori agli altri gruppi razziali. Il termine è talvolta utilizzato per descrivere l'influenza che hanno personalità bianche nella scena politica e sociale globale.
Il movimento sposa ideologie come il supremazismo, il razzismo, l'identitarismo, il razzialismo e l'etnocentrismo, volte all'egemonia della "razza bianca" su quella nera e sulle altre. Altri argomenti correlati al potere bianco sono la segregazione razziale, il nazionalismo bianco, l'antisemitismo (con gli ebrei che non sono ritenuti veri "bianchi"), l'arianismo, il pregiudizio e la discriminazione contro le persone di colore.

Identitarismo
https://it.wikipedia.org/wiki/Identitarismo
L'identitarismo è un'ideologia politica apparsa alla fine del XX secolo in Europa.

Il movimento identitario in Europa

Dentro i partiti che si proclamano "identitari" ci sono diversi punti di vista sullo stesso concetto. I partiti più rilevanti sostengono che la difesa dell'identità come ideologia sia presente in vari gradi nei parlamenti dei loro paesi e del Parlamento europeo. Attualmente ci sono diversi eurodeputati facenti parte del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia e altri come non iscritti. In precedenza anche il partito europeo Identità, Tradizione, Sovranità ne raggruppava.
Questi movimenti hanno una certa forza in paesi come la Svizzera, l'Austria, la Francia, i Paesi Bassi, il Belgio e la Danimarca.
I partiti principali sono il Unione Democratica di Centro in Svizzera, il Partito della Libertà Austriaco, il Fronte Nazionale e Les Identitaires in Francia, il Vlaams Belang delle Fiandre, il Partito per la Libertà in Olanda, Fratelli d'Italia, CasaPound e Lega Nord in Italia, il Raggruppamento Popolare Ortodosso in Grecia, l'Unione Nazionale Attacco in Bulgaria, il Partito del Popolo Danese, il Partito del Progresso in Norvegia, i Veri Finlandesi in Finlandia, il Movimento per un'Ungheria Migliore, i Democratici Svedesi, quasi tutti con rappresentanza parlamentare.
Il movimento identitario negli Stati Uniti d'America
La destra alternativa è la corrente identitaria del conservatorismo negli Stati Uniti d'America: ne è leader Richard Spencer, il quale per festeggiare la vittoria alle Elezioni presidenziali del 2016 di Donald Trump, candidato antisistema del Partito Repubblicano, ha gridato con i suoi sostenitori "Hail Trump, hail our people, hail victory". Sostiene una "pulizia etnica pacifica" per fermare "la decostruzione della civiltà occidentale".
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Re: Suprematismo e identitarismo

Messaggioda Berto » dom mar 17, 2019 11:25 am

Esistono anche il potere o suprematismo nero e giallo come pure quello mussulmano o nazi maomettano e quello ideologico e utopistico social-comunista



Suprematismo nazi-maomettano
Il peggiore suprematismo in assoluto è stato quello mussulmano o islamico o maomettano o meglio nazi maomettano che da Maometto in poi ha mietuto centinaia di milioni di vittime in tutto il mondo, molto più del "suprematismo cristiano" e del suprematismo bianco imperialista e coloniale.

Leggi razziali e discriminatorie: le peggiori sono quelle nazi maomettano-coraniche-shariache
viewtopic.php?f=205&t=2805
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 1552231884



Potere nero e suprematismo nero
https://www.scaruffi.com/feltri/us61.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Potere_nero
Potere nero (in inglese "Black Power") è uno slogan politico e il nome di diverse ideologie associate all'orgoglio delle persone con la pelle nera per le proprie origini. Viene usato in tutto il mondo dalle persone che vantano una discendenza dalle popolazioni nere africane sebbene abbia avuto origine tra gli afroamericani degli Stati Uniti Il movimento ebbe il proprio apogeo tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta, enfatizzando una sorta di orgoglio razziale e sostenendo la creazione di istituzioni politiche e culturali per promuovere gli interessi della collettività nera e portare avanti i "valori neri".

Africa razzista, il continente nero è tra i più razzisti della terra
viewtopic.php?f=196&t=2750

Razzismo africano: interetnico e tribale, dei neri contro i bianchi, dei maomettani contro i cristiani, gli ebrei e gli animisti
Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... lema-2.jpg
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Re: Suprematismo e identitarismo

Messaggioda Berto » dom mar 17, 2019 11:25 am

Anche i bianchi e gli occidentali cristiani o atei o ebrei o aidoli sono esseri umani è hanno i loro diritti umani universali e civili specifici


Europa e i diritti negati e calpestati dei cittadini nativi europei
viewtopic.php?f=92&t=2682

Diritti Umani Universali e Civili dei Nativi o Indigeni Europei
viewtopic.php?f=25&t=2186

Il razzismo anti Nativi e Indigeni europei
viewtopic.php?f=25&t=2372
https://www.facebook.com/DirittiUmanide ... 3375750190
https://www.facebook.com/groups/altridi ... 1016267908

Parassiti, bugiardi, manipolatori dei diritti umani e ladri di vita ma che si propongono come presuntuosi e arroganti salvatori degli uomini e dell'umanità, solo che laddove questi operano spesso e volentieri la gente muore.
viewtopic.php?f=205&t=2668
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 2617721208
Questi non salvano vite ma ci tolgono la vita; questi sono criminali che violano i nostri diritti umani e civili.

Diritti e doveri umani universali e civili
viewtopic.php?f=205&t=2150
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Re: Suprematismo e identitarismo

Messaggioda Berto » dom mar 17, 2019 11:33 am

Nuova Zelanda, suprematisti bianchi assaltano moschee: almeno 40 morti. Quattro arrestati
Attacco a due moschee in Nuova Zelanda, 27 morti e 40 feriti
15 marzo 2019

https://www.ilmessaggero.it/mondo/nuova ... 63237.html

Come in un videogame "sparaspara", un suprematista bianco di un commando terroristico si è filmato in "soggettiva" e in diretta Facebook per 17 minuti con una minitelecamera su un elmetto mentre commetteva una strage in una moschea di Christchurch, in Nuova Zelanda. Si contano almeno 40 morti e 40 feriti. Oltre al "cameraman" sono stati fermati altri due uomini e una donna che hanno attaccato due moschee. Trovati esplosivi nelle strade. E' sotto choc la nazione i cui giovani nella stessa ora della strage stavano marciando per sostenere la lotta al cambiamento climatico. «La Nuova Zelanda - hanno già scritto gli analisti - non sarà più la stessa».

Brenton Terrant

«È il giorno più nero nella storia della Nuova Zelanda», ha detto il primo ministro Jacinda Ardern, 38 anni, laburista. Finora il «paese della lunga nuvola bianca», agli antipodi dell'Italia, era stata risparmiato da gravi atti di terrorismo.

L'assalto, riporta il New Zealand Herald, è avvenuto verso le 13 (le 3 di notte in Italia): dei quattro presunti terroristi, fra i quali una donna, uno è stato identificato in Brenton Terrant, 28 anni, australiano, che si è filmato mentre con la sua auto raggiungeva la moschea Al Noor in Deans Avenue a Chritschurch, la città più importante dell'Isola del Sud della Nuova Zelanda, il cui centro è ancora segnato dalla zona rossa dopo il terribile terremoto del 2011.

Terrant, in quella vettura con l'Arbre Magic giallo appeso allo specchietto, era vestito e armato come un militare: con la GoPro sull'elmetto ha ripreso ogni istante del suo assalto, spesso commentando le sue azioni.

Un circostanza mai registrata prima in un atto di terrorismo che ha spinto la polizia della provincia di Canterbury a lanciare un appello perché le immagini della strage non siamo condivise. Un appello raccolto con dimostrazione di grande civilità dalla popolazione della Nuova Zelanda, poco più di 4 milioni di persone, anche se risulta impossibile evitare il blocco totale di quei video.

La polizia ha anche deciso di non diffondere una sorta di "Manifesto" che l'australiano aveva pubblicato su un suo profilo social. Oltre 80 pagine di delirii razzisti in cui il giovane aussie si definisce "a white supremacist". Nello scritto viene raccontato che l'attentato è stato preparato nell'arco degli ultimi due anni e che avrebbe dovuto essere messo in atto in Australia. Poi la decisione di colpire la Nuova Zelanda per dimostrare che nessun paese può ritenersi al sicuro dal terrorismo.

Sulla sua station wagon beige, Terrant aveva caricato armi, munizioni in quantità, oltre a taniche di benzina. Aveva con se almeno un facile mitragliatore.


Terrant mentre entra nella moschea

La sua prima vittima è stata un fedele alla porta della moschea, poi ha esploso raffiche su raffiche sulle altre 300 persone in preghiera. Quando ha finito le munizioni, l'australiano è tornato sull'auto a prendere altri caricatori, tutti bene etichettati con nastro adesivo bianco e scritte. Poi è rientrato nella moschea facendo altri morti.

L'uomo ha continuato a sparare, in apparenza in maniera casuale, sui passanti quando è nuovamente uscito dal luogo di culto per poi dirigersi verso Adley Park dove c'è una secondo moschea della città affacciata sul Pacifico che conta mezzo milione di abitanti.

Dalle prime ricostruzioni, il commando aveva intenzione di colpire anche un ospedale e una scuola: la polizia ha detto che sono state trovate almeno due auto imbottite di esplosivo. Uno scenario che lascia immaginare una lunga e meticolosa preparazione


Alberto Pento
Verrebbe da dire: chi la fa l'aspetti!
C'era da aspettarselo che prima o dopo sarebbe capitato. Già vi era stata un'avvisaglia in Canada con Bissonette nel 2017 con sei morti.
I maomettani lo hanno fatto ovunque in Egitto, in Pachistan, in Nigeria, in Medioriente, in Europa e dai oggi e dai domani ...
.


I popoli del mondo e i popoli nativi o indigeni d'Europa si rivoltano contro l'invasione e la violenza islamica e le demenziali e irresponsabili caste europee e mondiali che la promuovono e la sostengono
viewtopic.php?f=188&t=2054



Nuova Zelanda, Brenton Tarrant minacciato in carcere: il killer nel mirino delle gang locali
Domenica 17 Marzo 2019

https://www.ilmessaggero.it/mondo/nuova ... 67858.html

Vita dura per Brenton Tarrant nel carcere dove si trova rinchiuso dopo la strage di venerdì in due moschee di Christchurch, Nuova zelanda. Il terrorista australiano 28enne è nel mirino delle gang criminali locali che minacciano ritorsioni contro di lui. Lo riferisce il New Zealand Herald, all'indomani dell'udienza in tribunale dove Tarrant si è presentato con un ghigno sul volto e facendo il segno dell'ok rovesciato. Intanto si cerca di ricostruire come abbia pianificato gli attacchi costati la vita a 49 persone: confermati i suoi recenti viaggi in Bosnia e Croazia.

Nuova Zelanda, Mucad morto tra le braccia del papà: aveva 3 anni, è la vittima più giovane

«Anche noi abbiamo amici in prigione», ha detto uno dei membri di una banda all'Herald, lasciando intendere una minaccia. I membri di una gang locale sono andati ieri a offrire il loro sostegno alle famiglie delle vittime fuori da una scuola: «Siccome sono venuti in Nuova Zelanda, adesso sono dei nostri. Sono la nostra gente», hanno spiegato aggiungendo che quello che Tarrant ha fatto «è stato disgustoso», «sbagliato in ogni modo possibile».

Anche un avvocato penale, Kim Workman, ha dichiarato di aver saputo da una fonte indipendente che Tarrant potrebbe essere in pericolo in carcere. «L'unica cosa da fare - ha suggerito - è che l'amministrazione penitenziaria lo metta in isolamento e lo tenga in regime carcerario separato».

Torna a parlare la nonna del suprematista bianco: «All'inizio ho detto no, non può essere. Poi ho visto la sua foto. Quello che ha fatto non è giusto... siamo sbalorditi, non sappiamo che cosa pensare», ha detto Marie Fitzgerald alla stampa neozelandese. «Ci dispiace per le famiglie, per i morti e i feriti... vogliamo solo andare a casa e nasconderci», ha aggiunto la donna, 81 anni, spiegando che l'intera famiglia è devastata.
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Re: Suprematismo e identitarismo

Messaggioda Berto » dom mar 17, 2019 11:36 am

PSICOPATICI IN AZIONE
Niram Ferretti
15 marzo 2019

https://www.facebook.com/permalink.php? ... 4575318063

Bisogna mettere le cose in ordine per comprenderle. Branton Tarrant, l'uomo che ha ucciso 49 musulmani in una moschea in Nuova Zelanda, come Anders Behring Brevik, è un esaltato psicopatico, come Dylann Roof che il 17 giugno 2015 a Charleston nella Carolina del Sud ha ucciso nove fedeli di colore o come Devin Kelley che il 5 novembre 2017 ha ucciso 26 persone radunate nella First Baptist Church di Sutherland Springs, Texas, ferendone altre 20 o come Alexandre Bissonette che il 29 gennaio del 2017 ha ucciso sei fedeli musulmani all'Islamic Cultural Center di Quebec City.

Basta leggere il suo manifesto programmatico in cui fa riferimento al genocidio bianco, e mischia in modo allucinato le idee di Renaud Camus sulla "grande sostituzione" e l'apprezzamento per Donald Trump insieme all'odio per Angela Merkel, Erdogan e il sindaco di Londra Khan.

Ovviamente tutto ciò verrà strumentalizzato e viene già strumentalizzato da chi affermerà che i "mandanti" di questo orrendo massacro siano Trump e coloro i quali vorrebbero limitare l'immigrazione e mettono in guardia contro l'islamizzazione dell'Europa.

Non ci sono mandanti. Come non aveva mandanti Anders Behring Brevik. Questi sono casi clinici, come Robert Gregory Bowers, che il 27 ottobre del 2018 ha ammazzato a Pittsburgh, 11 ebrei americani nella singagoga Tree of Life. Anche nel caso di Pittsburgh si cercò di scaricare la responsabilità dell'atto di un esaltato, su Donald Trump.

Viviamo un'epoca difficile e di forti radicalismi e nulla fa pensare che le cose cambieranno. Pietà umana per le vittime del massacro in Nuova Zelanda. È il minimo, ma, allo stesso tempo totale rigetto contro la demonizzazione da parte della sinistra nei confronti di tutti coloro i quali, in questi anni, si sono opposti e si oppongono all'idea che l'immigrazione, soprattutto islamica deve essere illimitata e che sostengono che ogni tipo di migrante deve accettare di integrarsi nel paese che lo ospita.

Il suprematismo allucinato di uno psicotico nulla ha a che vedere con la legittimità ragionata, argomentata della critica nei confronti delle politiche pro-immigrazioniste promosse da Angela Merkel e dalla UE come da George Soros e altri.

È la sua terribile e mostruosa caricatura.


Loris Eccheli
Era una cosa prevedibilissima: è del tutto normale che chi è aggredito prima o poi reagisca. Non gioisco per le uccisioni, ma nemmeno mi straccio le vesti.

Luca Amadio
Analisi perfetta Professore. E reale... per chi vorrà capire

Erik Loup
A me sembra che ci stanno prendendo per i capelli e portando verso uno scontro duro. Basta leggere i commenti di queste ore: responsabilità al fascista Salvini, aprire tutto, e fare entrare tutti. La responsabilità è di chi ha permesso e favorito tutto ciò. E' dai tempi di Boumedienne che dicono apertamente quali sono le loro intenzioni. E stanno portando avanti il progetto. Tra un po' avremo enclave tipo Libano dappertutto. Ed espisodi del genere rischiano di diventare la quotidianità. Merkel &C hanno posto un muro alla discussione su questo argomento. Proseguono imperterriti, come del resto la Germania ha sempre fatto, nella loro idea. Se poi non funziona sono cavoli nostri.

Salvatore Peregrino
Dott. Ferretti lei ha fatto una perfetta analisi.Ho il timore che piu' l'occidente sfornera' certi politici accondiscendenti a tutto e a tutti, piu' succederanno queste tragedie. Tra 20 anni se tutto va bene non ci saro' piu', pero' sono pronto a scommettere che questo e' solo l'inizio.

Clara Zini
Splendida analisi come sempre!!!

Francesco Birardi
Temo molto l'uso distorto che farà certa informazione e certa politica di questa tragedia, chiaramente - questa sì! - opera di un psicopatico. Anzi hanno già cominciato a soffiarci sopra, questi volenterosi compagni di merende dell'islam.


Francesco Birardi
Quanto basta per mettere tutto sullo stesso piano, e far passare i musulmani come vittime dell'intolleranza... sullo stesso piano dei cristiani e degli ebrei massacrati ovunque nel mondo.

Riccardo Ghezzi
Questo ha dedicato il suo gesto a Breivik, Luca Traini e a... Sebastiano Venier, cioè per lui un eroe di Lepanto è come un serial killer riuscito o uno mancato. Stessa cosa, Sebastiano Venier e Luca Traini

Max Manfredi
Il genocidio è patrimonio culturale dei fondamentalisti islamici, non è il caso di contenderne la titolarità...
In questo momento i più arrabbiati imam stanno brindando, così pure i vari antisemiti sparsi per il mondo

Antonio Balthazar Barbieri
Sublime Niram Ferretti - Un post che dovrebbero leggere TUTTI gli italiani.

Mordechai Bar Yekutiel
Il tuo pensiero caro Niram Ferretti ha una logica e una razionalità.
Ma -a mio parere- con alcuni distinguo: la estrema psicopatia sociale è determinata da fattori diversi dipendenti dal soggetto e sopratutto dai motivi più o meno inconsci dello stesso.
Voglio dire che la continua notizia degli ultimi anni (abbastanza anni...direi) relativi al fondamentalismo islamico (un giorno si e l'altro pure...grida di guerra contro l'occidente ecc ecc) prima o poi fa scattare nello psicopatico dormiente...tutta la sua rabbia repressa e regressa!
Non giustifico assolutamente un gesto cosi estremo ma lo stesso gesto -sopratutto a livello sociale e psicologico- è figlio di tanta impasse di chi deve (dovrebbe) agire contro chi -ripeto- ogni giorno fa proclami omicidi e suicidi contro chi vuole vivere in pace con i suoi usi e costumi e le sue leggi...e non con il corano!

Tiziana Alvari
Certi commenti sono già iniziati. È stato tirato in ballo perfino Magdi Allam, oltre agli scontatissimi leader della destra italiana ed europea. E Trump, naturalmente. Mi domando a chi si rivolgano questi paladini, dopo le stragi islamiche.

Roberto Razzi
L'offesa porta sempre una giustificata reazione: anche se sproporzionata all'offesa stessa!
Quando ci si renderà conto che anche in occidente ci sono pazzi furiosi (ops...psicopatici: suona meglio!) che non aspettano altro per "entrare in azione"...sarà troppo tardi: e senza...forse!
La violenza non giustifica altra violenza è ovvio...ma [ovvio] lo è in una società "normale" non in quella in cui stiamo vivendo.
Bisogna tagliare le teste dell'Idra (perchè le teste da tagliare sono più di una)...e subito...senza aspettare oltre!


Renato Della Mea
Il punto è che, a fronte dei massacri in tutta Europa operati da mussulmani radicalizzati nessun politico ha mai dubitato trattarsi di casi di squilibrio mentale isolati.
Adesso invece appaiono evidenti i mandanti.
A parte ricordare l’uso sfacciato dei due pesi e misure, non vi è molto da aggiungere.
Ma la gente anche in questo caso non si berrà più così facilmente la vulgata progressista.
Anzi..... avendo presente proprio l’interpretazione di cui sopra, anche in questo caso questi pasticcioni di sinistri si tireranno la zappa sui piedi( come è giusto che sia).

Ariel Akiva
È uno che si è rotto i coglioni altro che psicopatico!!!


Renato Della Mea
Ariel Akiva
In un certo senso...
xe vera.....
Ma come si suol dire, se tutti- quando sono scontenti- facessero così,
bisognerebbe girare in auto blindate.
Il lato positivo (?)sarebbe la riduzione della popolazione mondiale ai livelli dell’età del bronzo in un par di anni.

Ariel Akiva
Renato Della Mea se eliminiamo i muz evolviamo di 300anni in due anni!

Renato Della
Mea Ariel Akiva
Idea allettante

Sandra Limentani
Ora a Roma, i mussulmami tremano. Vi sono poliziotti nella più grande Moschea d Europa. Intervistati. Hanno detto impauriti. Siamo un popolo pacifico. Vorrei ma nn posso; ricordare loro. Israele, e tutto l Occidente; vive così. Creato da voi. Questi terrori. Mah!!!!voglio essere solidale!!!!


Max Manfredi
Sandra Limentani noi siamo noi, noi siamo intrisi del pensiero di Voltaire , siamo cresciuti con le utopie del libero pensiero, le strategie del terrorismo non sono nelle nostre corde.....
Chi dovesse condividerle porterebbe acqua al mulino dei fondamentalisti...
Anzi mi aspetto a breve una risposta cruenta.. che qualcuno considererà se non giustificata, almeno motivata

Sandra Limentani
Max Manfredi
No spero che nn ci sia nessuna risposta cruenta. Nn voglio vedere altra violenza. Se potessi fare il miracolo, di una pace mondiale. Sogno infantile. Ma mi auguro. Nessuna ritorsione.

Max Manfredi S
andra Limentani i fondamentalisti islamici stanno festeggiando, i bravi imam nelle moschee inciteranno alla pace?? Auguriamocelo..
Bergoglio ha detto, in occasione , credo, dei fatti di Charlie ebdo,che se parli male di mamma uno schiaffo ci scappa .....
Certo erano le vignette su Maometto....

Sandra Limentani
Max Manfredi concordo......entra lo Shabbat. Vado in Sinagoga. Per questo nn posso più rispondere. Shabbat Shalom.

Paola Ursino
Ma esistono referti che attestano i suoi problemi psichiatrici? Perché altrimenti resta, per me, un estremista, un "suprematista", una sorta di nazista dei giorni nostri. Per fortuna sono casi isolati, al contrario dei ben organizzati estremisti islamici. Sono l'altra faccia della medaglia. Per me -salvo certificazioni che attestino il disturbo psichico - non sono folli o psicopatici, sono estremisti pronti a tutto pur di realizzare la propria ideologia, sono i Demoni di Dostoevskij. Niente di nuovo nella storia.

Fabio Meardi Paola,
la diagnosi può anche essere fatta dopo, come nel caso di kabobo.

Paola Ursino
Fabio, qui si tratta di una strage organizzata e programmata nei dettagli da tempo. E sicuramente il responsabile non è un solo uomo. Non vedo accostamento con Kabobo.

Niram Ferretti
Paola basta che tu ascolti le sue dichiarazioni e leggi quello che ha scritto per renderti conto che, prima di tutto si tratta di un povero demente, di un idiota. La psicopatia è evidente, non in quanto è refertata psichiatricamente ma in quanto uno che scrive le cose che ha scritto questo disgraziato e poi si arma di fucile e fa una strage è in senso lato uno psicopatico. Che poi soffra o meno di specifici disturbi mentali non conta nulla. Hitler non era un caso psichiatrico ma era psicopatico.

Francesco Pascuzzi
Magari semplicemente un ignorante con le idee confuse, non un incapace di intendere e volere. Se si leggessero le bestialità scritte dai brigatisti rossi dopo aver ucciso magistrati o giornalisti, si penserebbe che sono dei pazzi o dei terroristi?

Fabio Meardi
Beh, non è che soltanto i terroristi musulmani possono soffrire di disturbi psichiatrici, no?


Paola Ursino
Per me, salvo prova contraria, né gli uni né gli altri.

Vito Silver
Me lo sentivo che prima o poi sarebbe successo e che il futuro ci riserverà un aumento di questi episodi fino a condurci una guerra civile ed a uno scontro con l'islam. Spero di sbagliarmi e di essere oltre mondo pessimista.


Francisco Villa
Come? Mica erano 6?

Francisco Villa
Non so perché ma quando le stragi le subiscono i musulmani non provo nessuna pietà.
Forse perché essendo stato musulmano, so cosa pensano di noi, e sopratutto cosa desiderano per noi.


Niram Ferretti
Sei stato musulmano?

Francisco Villa
Esattamente.

Niram Ferretti
Interessante. Visto che lo hai scritto pubblicamente, posso chiederti per quanto tempo? Ora cosa sei?

Roberto Giovannini
Secondo me è presto per dare etichette. Nel caso di un attentato del terrorismo islamico è abbastanza semplice ricondurre la strage all'ideologia religiosa per, come dire, il vasto campionario di precedenti simili. Quando non si tratta di islamisti, per me valgono le tre regolette con cui in genere molte nazioni occidentali, tra cui gli USA, sono solite identificare il terrorismo: volontà di destabilizzare, più persone coinvolte, rivendicazione politica. Nel caso neozelandese al momento sono confermate la prima e la terza (il video, il manifesto e l'annuncio su social sono una chiara dichiarazione di intenti). Manca la seconda. Nel senso che si parla di altri arrestati, ma non si sa ancora bene chi siano e se abbiano partecipato all'attacco. Nel video diffuso c'è il solo Tarrant. Se erano più persone, è terrorismo. Se no, è opera di un singolo. Che poi sia psicopatico o meno fa poca differenza, si tratta comunque di ideologia neonazista. Sul resto concordo: strumentalizzare questo attentato/attacco per dirci che è il frutto di chi semina odio è roba da farabutti. Ma questo non ci dovrebbe più sorprendere. Le cose sono molto più complesse e trovano la loro origine in primis nell'immigrazione degli ultimi decenni e in quella fetta di immigrati (mai attentati contro cinesi, indiani, ecc.) la cui religione/ideologia non è compatibile con i valori occidentali. Negare questa ENORME problematica è il vero dramma. Chi lo fa continuerà a perdere consensi e, di conseguenza, a diventare sempre più allarmista.

Yves Giulietti
Da noi, se non altro, nessuno si sogna di gioire e distribuire dolcetti per la strada.

Dragor Alphan
Una ragione di più per opporsi all'immigrazione. Se i 49 musulmani di Christchurch non fossero emigrati, sarebbero ancora vivi.


Andrea Vigeri
Certo questa è una strage e non è giustificabile, ma non riesco a metterla sullo stesso piano delle stragi terroristiche islamiche... Qua non ci sono coperture,non ci sono mandanti nascosti nelle caverne pakistane che inneggiano alla guerra santa, alla distruzione della fede islamica, non vedo gente festeggiare nelle strade europee, non ci sono bambini indottrinati ad odiare chi non prega come te, non ci sono interi quartieri come a Molenbeek che proteggono per giorni gli esecutori di stragi (come successe col Bataclan). No per fortuna non siamo allo stesso piano.


Moreno Fermini
Andrea Vigeri Ripeto all’infinito è un effetto collaterale! Non si può pensare che migliaia di attentati terroristici di una certa matrice poi non si portino dietro eventi estremi di questo tipo. Niente è giustificabile ma tutto evitabile se si prendono seriamente tutti gli eventi che hanno portato al massacro di migliaia di innocenti ed ignari passanti.

Fabrizio Roccia
La depressione è contagiosa

Rachele Onaonauna Benedetti
questi folli servono alla causa e io penso che sono solo altri poveri esaltati che si fanno saltare per il jihad e guadagnarsi quell'inferno che si chiama paradiso delle 70 uri

Moreno Fermini
Ripeto all’infinito è un effetto collaterale! Non si può pensare che migliaia di attentati terroristici di una certa matrice poi non si portino dietro eventi estremi di questo tipo. Niente è giustificabile ma tutto evitabile se si prendono seriamente tutti gli eventi che hanno portato al massacro di migliaia di innocenti ed ignari passanti.



Alberto Pento
Anch'io sono del parere che questa strage di mussulmani in moschea sia più un portato/conseguenza di quanto fatto, predicato e ordinato dal criminale pscicopatico Maometto e della sua demenziale e idolatra guerra terroristica politico religiosa contro tutti i non mussulmani, tutti i diversamente religiosi e pensanti e i critici del nazismo maomettano di tutta la terra e di ogni tempo, condotta inizialmente da Maometto durante la sua esistenza e dopo di lui dai suoi seguaci per 1400 fino ad oggi.
Il fatto che questa "azione terroristica di reazione" sia fatta da qualcuno che si dice "suprematista bianco" è solo marginale (avrebbe anche potuto non definirsi tale) e non è motivata da pregiudizi e discriminazioni razziali e religiose di supremazia e di disprezzo, elementi tipici della psicopatia nazista di chi si crede superiore e in possesso o dotato di qualche elemento più degno (psicopatia hitleriano/ariana, social-comunista e maomettista dell'Umma) ma io credo sia motivata più da una primordiale e universale reazione di paura, di rabbia, di difesa, di vendetta, di ritorsione, di rappresaglia per le stragi terroristiche che i nazi maomettani hanno compiuto in questi anni contro esseri umani non mussulmani, civili e cristiani, inermi e innocenti in ogni parte del mondo, nelle piazze, nelle chiese, nei teatri, negli areoporti, lungo i viali alberati, in aereo, negli alberghi, ovunque e con il massimo disprezzo per la vita umana
.



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Re: Suprematismo e identitarismo

Messaggioda Berto » dom mar 17, 2019 12:15 pm

L'analisi più sensata

L’attacco terrorista di Christchurch (NZ): origini, dinamiche e implicazioni. Come il folle obiettivo di sopprimere ogni dibattito sull’Islam vada a favorire la violenza a 360 gradi con un meccanismo di reazione a catena.
[Kafir Soul]
https://www.facebook.com/watch/?v=385011068996713

Ieri un terrorista che si descrive come razzista nazionalista eco fascista, di semi-destra, semi-sisnistra, semi-socialista ha aperto il fuoco in due moschee in Nuova Zelanda ...
la necessità della discussione e del confronto critico onde evitare lo scontro violento e la degenerazione terrorista.
Esaminato il caso emblematico di Anders Breivik nella 1500 pagine da lui scritte per spiegarsi:
sperimentata già nel 2000 la violenza dei mussulmani, l'impossibilità di critica costruttiva all'islam con demonizazzione della critica come razzismo, l'inutilità di partecipazione politica resa tale dalla persecuzione politica e sociale, dalla ridicolizzazione e dalla stigmatizzazione con tutti i media schierati contro ... a questo punto ricorri alla violenza.
Confronto con il caso di Brenton Tarrant della Nuova Zelanda attraverso pagine da lui scritte per spiegarsi.




Arab Festival 2010: David Wood's Arrest in Dearborn
https://www.youtube.com/watch?v=ID1_Sc7lZ2w

John Loftus vs David Wood - Does God Exist - 2010
https://www.youtube.com/watch?v=9oCXSzIjquY

David Sharpe Wood (born April 7, 1976)
https://en.wikipedia.org/wiki/David_Woo ... _apologist)
is an American evangelical missionary known for making controversial criticisms of Islam. He is head of the Acts 17 Apologetics Ministry.[6] He is a member of the Society of Christian Philosophers and the Evangelical Philosophical Society.



I popoli d'Europa e del Mondo si rivoltano contro la violenza islamica
viewtopic.php?f=188&t=2054


Libertà delle "religioni" e libertà dalle "religioni", da tutte le idolatrie religiose, specialmente da quelle totalitarie, disumane, terroristiche e violente come quella nazi maomettana.
viewtopic.php?f=201&t=2827


Australia e Islam
viewtopic.php?f=188&t=1923


L'unica alternativa alla violenza terroristica e alla guerra sia civile che internazionale è solo la parola, il confronto critico, il dialogo, la libertà di parola e di pensiero che vanno promosse e difese come baluardo della convivenza civile e pacifica.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Suprematismo e identitarismo

Messaggioda Berto » dom mar 17, 2019 12:17 pm

La spiegazione dell'attentato secondo la tesi suprematista


Brenton Tarrant ispirato da Renaud Camus: ecco la teoria della sostituzione
15 Marzo 2019
L'autore della strage di Christchurch ha intitolato il suo manifesto come il libro dello scrittore francese Renaud Camus, "Le Grand Remplacement"
dalla nostra corrispondente ANAIS GINORI

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/ ... -221670085

PARIGI. Chi è Renaud Camus, l'autore della teoria del “Grand Remplacement” citata nel manifesto dell’attentatore di Christchurch? Il suo nome dice poco a chi non frequenta gli ambienti di estrema destra. Intellettuale francese, già professore di letteratura negli Stati Uniti, ha frequentato negli anni Settanta Roland Barthes, è stato esponente della comunità omosessuale, ha ricevuto accuse di antisemitismo ma continua a organizzare dibattiti ...


Il manifesto dell’attentatore: m’informo in rete, il mio gesto è per fermare la sostituzione etnica
paolo levi
2019/03/15

https://www.lastampa.it/2019/03/15/este ... agina.html

Il titolo è uno slogan che da anni, cupamente, risuona nei network dell’estrema destra. «The great replacement», la grande sostituzione, la teoria del complotto che anima social e pubblicazioni dell’area nazionalista e identitaria da alcuni anni. Si apre così il manifesto di Breton Tarrant, 28 anni, a capo del commando autore della strage di Christchurch in Nuova Zelanda. Settantaquattro pagine diffuse attraverso il suo account twitter il 14 marzo alle 17.26: un condensato di quell’onda di odio che punta contro migranti e islamici. «It’s the birthrate», è il tasso di natalità, è l’incipit. Frase ripetuta per tre volte. «Anche se noi deportassimo tutti i non europei dalle nostre terre domani – si legge sul documento –, il popolo europeo continuerebbe nella decadenza fino alla morte finale». Uno scenario apocalittico, preso direttamente dalle peggiori teorie diffuse sulla rete.

La «grande sostituzione», tema che negli ultimi due anni ha trovato casa anche nella politica istituzionale dei partiti di destra, nasce come teoria in Francia una ventina di anni fa. L’autore è Renaud Camus, pensatore di riferimento della destra identitaria. Accosta due fenomeni, correlandoli: denatalità e migrazione, elementi – sostengono i seguaci del pensiero – che porteranno a una «sostituzione etnica» della popolazione europea. Da qui il richiamo alle battaglie del passato remoto, come Lepanto o Poitier, e a una guerra contro i migranti, definiti «invasori». Una follia divenuta collettiva, che in Nuova Zelanda ha armato il grilletto di Breton Tarrant. Il manifesto prosegue con un altro concetto estremante diffuso nei network neri, il «genocidio bianco». «Dobbiamo distruggere l’immigrazione e deportare questi invasori», scrive l’autore del documento diffuso come una sorta di rivendicazione della strage.

Dopo le prime pagine di enunciazione dei principi ispiratori, Tarrant pubblica una sorta di lunghissima intervista a se stesso. «Chi sei?», si chiede. «Appena un uomo bianco ordinario, di 28 anni. Sono nato in Australia, classe lavoratrice, famiglia di basso reddito». Il motivo dell’attacco? «Mostrare agli invasori che la nostra terra non sarà mai la loro terra». Parole banali, come banale è l’odio che cova dietro il suo gesto. Punta all’emulazione, apertamente: «Per incitare alla violenza, alla vendetta», scrive.

Parla al plurale molto spesso, rivelando la probabile esistenza di un’organizzazione: «Dobbiamo assicurare l’esistenza del nostro popolo e un futuro per i bambini bianchi». Per poi aggiungere dopo poche pagine: «Rappresentiamo milioni di europei e altri etno-nazionalisti». «Fai parte di qualche organizzazione?», si chiede nell’intervista pubblicata sul manifesto. «Non sono un membro diretto di organizzazioni o gruppi, anche se ho donato a molti gruppi nazionalisti e ho interagito con molti altri».

Dunque un uomo comune, ma inserito in un contesto ideologico ben preciso, diffuso, organizzato.

Il manifesto dell'attentatore in inglese
https://www.lastampa.it/2019/03/15/the- ... agina.html


Alberto Pento
Il libro di Camus è del 2010 ed un miscuglio di analisi realistica, di congetture varie e di complottismo insensato (progetto Kalergi)

Non esiste alcun Piano Kalergi, Kalergi era un buon uomo e non c'entra nulla con questa fantomatica ipotesi di miscuglio di ingegneria politica etnogenetica.
viewtopic.php?f=92&t=1475
Non è il piano Kalergi ma caso mai il piano Spinelli e del Manifesto di Ventotene.
Kalergi era un europeo, austriaco, cristiano, liberale che sognava un'Europa delle libertà e dei popoli; questa Europa è quella voluta dai comunisti come Spinelli e gli altri di Ventotene a cui si sono aggiunti gli ex radicali come la Bonino, i cattolici bergogliani e tutti gli ademocratici e illiberali della finanza internazionale e delle mutinazionali favorevoli ai totalitarismi, agli assolutismi e alla massificazione degli uomini e dei popoli. Ma il buon Kalergi con tutto ciò non 'c'entra nulla lui sognava un'Europa come la Svizzera.
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Re: Suprematismo e identitarismo

Messaggioda Berto » dom mar 17, 2019 12:25 pm

Non è proprio così
poiché nel conto mancano gli attacchi all'Occidente bianco, democratico, ateo, laico e cristiano, americano ed europeo, da parte del nazi-maomettismo arabo e non arabo;

mancano le dichiarazioni di invasione e di sottomissione attraverso la demografia fatta dai nazi maomettani;
mancano gli attentati nazi maomettani in Europa e in America a partire da quello dell'11 settembre del 2001;
mancano la reislamizzazione di tutti i regimi laici del mondo maomettano, mancano le persecuzioni dei cristiani, degli ebrei e di ogni diversamente religioso nei paesi islamici e a fforte presenza islamica.



Le cose in realtà vengono da più lontano lontano (Boumedienne - 1974, Oriana Fallaci - 2004, Eurabia di Bat Ye'or 2005)

Houari Boumédiène
https://it.wikipedia.org/wiki/Houari_Bo ... di%C3%A8ne
Houari Boumédiène, pseudonimo di Mohamed Ben Brahim Boukharouba (in arabo: هواري بومدين‎) (Ayn Hesseinia, 23 agosto 1932 – Algeri, 27 dicembre 1978), è stato un politico e militare algerino. Militare di carriera, combattente nella guerra d'indipendenza algerina, divenne infine leader assoluto dell'Algeria dal 19 giugno 1965 fino alla morte.

Oriana Fallaci, La forza della regione, Rizzoli 2004, p. 56-57
https://mappeser.com/2013/05/10/demogra ... ienne-1974
Nel 1974 Boumedienne, cioè l’uomo che tre anni dopo l’indipendenza dell’Algeria aveva spodestato Ben Bella, parlò dinanzi all’assemblea delle Nazioni Unite e senza tanti complimenti disse:
«Un giorno milioni di uomini abbandoneranno l’emisfero sud per irrompere nell’emisfero nord. E non certo da amici. Perché vi irromperanno per conquistarlo, e lo conquisteranno popolandolo coi loro figli.
Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria».

Bat Ye'or
https://it.wikipedia.org/wiki/Bat_Ye%27or

Eurabia
https://it.wikipedia.org/wiki/Eurabia
Eurabia è una teoria geopolitica che si riferisce ad un ipotetico scenario futuro in cui l'Europa, a causa della continua massiccia immigrazione dai paesi di religione islamica, si vedrebbe ad essere profondamente islamizzata.
Il termine è stato coniato da Bat Ye'or e in seguito ripreso e «reso incandescente» da Oriana Fallaci. È stato usato da qualche autore anche per denotare un intento inseribile in una sorta di teoria del complotto: la Fallaci si riferisce a quelli dietro la strategia euràba come "la più vasta cospirazione che la storia moderna abbia creato".


Gli attentati dell'11 settembre 2001
https://it.wikipedia.org/wiki/Attentati ... embre_2001
sono stati una serie di quattro attacchi suicidi che causarono la morte di 2 996 persone e il ferimento di oltre 6 000, organizzati e realizzati da un gruppo di terroristi aderenti ad al-Qāʿida contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti, spesso citati dall'opinione pubblica come i più gravi attentati terroristici dell'età contemporanea.


Il miliardario saudita chiama alla guerra santa
"Ringrazio Dio per la distruzione dei simboli Usa"
La Jihad di (7 ottobre 2001)

https://www.repubblica.it/online/mondo/ ... bintv.html

Bin Laden
"America, non avrai pace"
Secondo la tv Al Jazeera sarebbe al sicuro

KABUL - Osama Bin Laden e il mullah Omar sono al sicuro. L'annuncio arriva dalla tv del Qatar Al Jazeera, la cosiddetta "Cnn dell'Islam". E proprio dagli schermi di Al Jazeera, Bin Laden ha voluto lanciare la sua risposta all'attacco militare sferrato dagli Usa e dagli alleati contro il regime dei Taliban e la rete terroristica di Al Qaeda. "Non ci arrenderemo mai", è la promessa del miliardario saudita.

Tre, in sostanza, i messaggi lanciati dallo sceicco nella sua dichiarazione in televisione (clicca per leggere il testo integrale):

a) una parziale rivendicazione degli attacchi dell'11 settembre contro le Torri gemelle di New York e contro il Pentagono;

b) la saldatura della causa di Al Qaeda con la causa palestinese, con la chiamata di tutto il mondo islamico alla jihad, alla guerra santa, contro gli Stati Uniti, responsabili dell'appoggio dato a Israele;

c) una minaccia durissima agli stessi Usa dell'"infedele" George Bush e, per estensione, a tutto l'Occidente, che "non avranno mai pace sinché non ci sarà pace".

Bin Laden ha esordito "ringraziando Dio" perchè
sono stati distrutti i simboli dell'America, riferendosi agli attacchi in cui sono morte circa seimila persone. "Ciò che l'America ha assaggiato oggi è pochissimo rispetto a quello che abbiamo provato noi. Da 80 anni questa nazione musulmana e araba vede ogni tipo di umiliazione". "Un gruppo di musulmani d'avanguardia" ha proseguito - sono riusciti a far provare all'America ciò che noi abbiamo provato". Quanto al fatto che negli attentati dell'11 settembre siano morti tanti innocenti, compresi dei bambini, Bin Laden ha ricordato che innocenti e bambini muoiono ogni giorno in Palestina nella indifferenza del mondo occidentale.

Il capo dell'organizzazione terroristica Al Qaeda ha anche giurato che "l'America non vivrà in pace prima che la pace regni in Palestina".

Bin Laden ha inoltre lanciato la jihad, la guerra santa, precisando che questa è la "guerra fra credenti e non credenti". Concetto poi ripreso dal suo braccio destro, il medico egiziano Al Zawahri: "A tutti i giovani, i religiosi, gli amanti di Dio e del profeta - sono state le sue parole - questa è una nuova battaglia, una grande battaglia simile a quelle iniziali combattute per l'Islam: alzatevi per dignità della vita e l'eternità della morte".

Bin Laden e Al Zawahri hanno anche minacciato le nazioni musulmane moderate, che accusano di essere incapaci di reagire agli attacchi israeliani contro i palestinesi: "Ci stanno conducendo verso una nuova battaglia in cui perderete la vostra anima ed i vostri soldi. Sarà ripetuta la tragedia dei palestinesi".
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Re: Suprematismo e identitarismo

Messaggioda Berto » dom mar 17, 2019 12:38 pm

I primi attacchi di Al Qaeda e la preparazione dell'11 settembre
Alberto Bellotto

http://www.occhidellaguerra.it/al-qaeda ... -settembre

Nel maggio del 1998 John Miller, un reporter della Abc si inerpicò con la sua troupe nei dintorni di Tora Bora, in Afghanistan. L’obiettivo era quello di intervistare Osama Bin Laden. Miller venne accolto da Ayman al-Zawahiri che lo istruì sulle modalità di intervista. Nel corso del colloquio il reporter e il capo di Al Qaeda parlarono della fatwa contro l’America e di altri aspetti del jihad afghano. Durante l’intervista diversi seguaci e membri di Al Qaeda parteciparono alle riprese. Al termine del lavoro i tecnici di Bin Laden vollero vedere il girato. Dopo un esame riconsegnarono i nastri agli operatori della Abc. Apparentemente non era stato tolto niente, tranne forse un piccolo particolare. I volti di due di loro, Mohammed al-Owhali e Jihad Ali, erano stati rimossi.

L’attentato contro le ambasciate

Intorno alle 10 del 7 agosto dello stesso anno, al-Owhali e Ali salirono a bordo di un camioncino Toyota e si diressero verso l’ambasciata americana nel cuore di Nairobi, in Kenya. Arrivato nei pressi del cancello di ingresso, al-Owhali scese dal camion e si diresse verso il posto di blocco all’entrata. Cercò di convincere la guardia ad aprire, ma senza successo. A quel punto lanciò una granata stordente riuscendo ad attirare alle finestre degli edifici un certo numero di persone. Subito dopo decise di fuggire lasciando a bordo Jihad Ali. Ma quasi subito venne scaraventato a terra dallo spostamento d’aria. Il suo compagno aveva azionato la bomba presente sul camion.

L’esplosione fu terrificante, la facciata principale dell’edificio venne squarciata e il bilancio fu tragico: 212 morti e quasi 4mila feriti. Nove minuti dopo, a circa 500 chilometri di distanza, un secondo ordigno esplose davanti all’ambasciata Usa a Dar es Salaam, in Tanzania. Un terzo uomo, Ahmed Abdallah, noto anche come Ahmed il tedesco, azionò una seconda bomba nel parcheggio vicino all’edificio principale causando la morte di 11 persone e il ferimento di altre 85. Entrambi gli ordini erano stati confezionati da un certo Saleh, noto anche con altri nomi, Abu Mohammed al-Masri e Abdullah Ahmed Abdullah, un egiziano (probabilmente appartenente alla truppa di al-Jihad legata ad al-Zawahiri), che oggi, a vent’anni di distanza, risulta latitante. Su di lui infatti pende ancora una taglia dell’Fbi da 10 milioni di dollari.

L’intensità degli attacchi al-Qaeda fino al 1998
Le rivelazioni: il numero yemenita

Tre giorni dopo l’attentato, in un albergo poco lontano dal centro della capitale, venne scovato al-Owhali. Dopo le iniziali resistenze iniziò a parlare. Raccontò della preparazione dell’attacco e della sua esperienza nei campi di addestramento di Al Qaeda. Ma i dettagli più interessanti furono due, ed entrambi legati a stretto giro a quello che sarebbe successo tre anni dopo. Il primo fu un numero di telefono, il 967-1-1200578, un numero yemenita che faceva capo a un certo Ahmed al-Hada. Il giorno dell’attacco al-Owhali aveva chiamato più volte il numero e lo stesso aveva fatto Bin Laden. Quel numero, negli anni successivi, sarebbe stato una miniera per ricostruire la rete di Al Qaeda. Un dettaglio che forse avrebbe potuto sventare l’11 settembre. L’altro dettaglio fornito da al-Owhali fu un inquietante avvertimento: “Abbiamo un piano per attaccare gli Stati Uniti, ma non siamo ancora pronti. Il grande attacco arriverà. Non c’è niente che possiate fare per fermarlo”.

La rappresaglia inutile

Nel frattempo Washington doveva dare una risposta. E la scelta dell’amministrazione Clinton, che nel frattempo era stata logorata dal sexgate, fu quanto mai disastrosa. Il 20 agosto, su suggerimento della Cia, gli Usa bombardano una fabbrica di prodotti farmaceutici nei pressi di Khartum, in Sudan. I servizi di intelligence americani, usando le indicazioni di Jamal al-Fadl, uno dei primissimi membri dell’organizzazione nonché il primo vero disertore, erano conviti che nella struttura si producessero componenti per armi chimiche. In realtà i lavori nella struttura erano finiti un anno prima. L’effetto dell’attacco fu quello di interrompere un tentativo del governo sudanese di uscire dallo status di “Stato canaglia” fornendo informazioni ai servizi segreti Usa.

L’intelligence del Paese africano aveva infatti segnalato che due membri di Al Qaeda si trovavano nel Paese e con ogni probabilità erano coinvolti degli attentati delle ambasciate. Il bombardamento coi missili Tomahowk interruppe ogni collaborazione e l’Fbi perse le loro tracce. Ma la Casa Bianca perse anche un’altra grande occasione. Nello stesso momento in cui i missili colpivano la struttura sudanese, un altro gruppo di razzi era diretto verso l’Afghanistan. I cruise alla fine si abbatterono nel campo di Faruq, nei pressi di Khost. I danni furono minimi, circa cinque morti e niente più. Ma la beffa fu duplice. Secondo l’intelligence russa molti Tomahowk non esplosero e Bin Laden fu abile a rivederne i pezzi alla Cine per una cifra intorno ai 10 milioni di dollari. Mentre il fatto che fosse sopravvissuto a un attacco della grande potenza lo rese ancora più popolare.

L’intensità degli attacchi al-Qaeda dopo il 1998
Gli effetti degli attentati e seme dell’Isis

Le bombe alle ambasciate ebbero degli effetti a cascata. In primo luogo sancirono la rottura definitiva tra i talebani e gli Stati Uniti, e un legame sempre più stretto tra il Mullah Omar e Bin Laden. Allo stesso tempo il saudita si era accreditato e aveva attirato l’attenzione di altri attori internazionali, tra questi l’Iraq di Saddam Hussein. I rapporti tra il presidente iracheno e il leader di Al Qaida non sfociarono mai in una collaborazione stretta, ma diedero il là a qualcos’altro. Nel 1999 al-Zawahiri volò a Baghdad con un nome falso e lì, probabilmente sotto la guida dei servizi segreti di Hussein, incontrò un jihadista giordano: Abu Musab az-Zarqawi, l’uomo che molti anni dopo avrebbe dato il via all’Isis.


Le attività si espandono e si allunga l’ombra dell’11 settembre

Tra il 1996 e il 2001 un numero variabile di combattenti passò per i campi afghani di Bin Laden. Secondo un rapporto della Cia del marzo 2001, tra il 1996, anno del ritorno in Afghanistan, e il 2000, sarebbero passati dai sui campi tra i 15 e i 20 mila combattenti. Nello stesso periodo in un laboratori non lontano da Kandahar, Midhat Mursi, conosciuto anche come Abu Khabab al-Masri, stava cercando di confezionare degli ordigni chimici con il supporto di un uomo d’affari malese, Yazid Sufaat. Il programma di Mursi, il cui figlio ha militato tra le file dell’Isis prima di fuggire nel 2015, fu però accantonato per le divisioni all’interno dell’organizzazione. Ma anche il solo fatto di mettere in cantiere un simile progetto mostrava come al-Qaeda fosse arrivata a un altro livello di specializzazione.

Ma l’attività di al-Qaeda non si svolgeva in un contesto vuoto. Come abbiamo, visto migliaia giovani arrivarono in Afghanistan creando una nuova generazione di combattenti, che poi confluì anche in Bosnia e Cecenia, che però era diversa di quella che aveva partecipato al jihad contro i sovietici negli anni ’80. Molti venivano da Paesi occidentali, erano figli delle seconde generazioni e sentivano sulla loro pelle l’effetto di vivere come espatriati. Basti pensare alle enclave algerine in Francia o quelle pakistane nelle città inglesi. A questo si unì la propaganda nelle moschee. Diverse erano state costruite con soldi sauditi che avevano poi messo a predicare imam radicali, salafiti e wahhabiti, con il risultato di un aumento della retorica jihadista. E fu così che migliaia di gruppi di giovani radicalizzati partirono per l’Afghanistan dei talebani. Tra questi ci furono anche i quattro di Amburgo: Mohammed Atta, Marwan ash-Shehhi, Ziad Jarrah e Ramzi bin ash-Shibh. Gli amici arrivarono nel campo di Khaldan, in Afghanistan nel novembre del 1999 e lì iniziarono il loro addestramento.

Rapporto della Cia sui campi di addestramento afgani
La mente dietro l’11 settembre

Nel 1996 quando Bin Laden si era appena sistemato a Tora Bora, andò a fargli visita una vecchia conoscenza dai tempi del jihad contro i russi: Khalid Shaykh Muhammad. Di origine pakistana, Muhammad ha avuto una vita quanto mai singolare. Rispetto a Bin Laden era un giramondo. Prima di combattere i sovietici aveva studiato negli Usa, in Nord Carolina, dove aveva conseguito una laurea in meccanica, poi era andato a combattere, successivamente aveva lavorato come tecnico in Qatar. In mezzo uno strano legame con il nipote: Ramzi Yusef. Di tre anni più giovane Ramzi divenne tristemente celebre per aver cercato di distruggere il World Trade Center. Nel 1993 Yusef fece detonare un ordigno nei parcheggi sotterranei di una delle due torri uccidendo sei persone e ferendone oltre un migliaio.

Su queste basi Khalid Shaykh Muhammad si presentò da Bin Laden con una nuova inquietante idea: usare degli aerei per compiere un attentato terroristico. Il progetto originale prevedeva di usare una decina di velivoli da lanciare contro obiettivi sensibili. Lì per lì l’ambiziosa, e in parte bizzarra idea di Muhammad, venne accantonata. Ma tre anni dopo, nel 1999 qualcosa si mosse. Bin Laden fece chiamare Khalid Shaykh a Kandahar e insieme ad Abu Hafs tennero una riunione a tre per decidere gli obiettivi. Alla fine il piano decise di prendere di mira simboli e centri nevralgici del potere americano. In quella riunione vennero fuori quattro luoghi: le torri del World Trade Center, il Pentagono e una tra il Campidoglio e la Casa Bianca. A quel punto però Al Qaeda si pose un interrogativo: chi piloterà i voli? In quel momento vennero in aiuto i ragazzi della cellula di Amburgo.
La creazione delle cellule

Il principale problema di Al Qaeda era trovare persone adatte per l'”operazione aeroplani“. Servivano non solo piloti addestrati ma anche persone capaci di parlare inglese e in grado di inserirsi in una società occidentale senza destare particolari sospetti. In questo senso i quattro “tedeschi” facevano al caso loro. Abu Hafs notò le loro qualità e li spedì da Bin Laden per inserirli nel piano d’addestramento. Al termine del quale solo tre di loro avrebbero poi preso parte attiva nell’attentato, Mohammed Atta, Marwan ash-Shehhi, Ziad Jarrah, mentre il quarto, Ramzi bin ash-Shibh, avrebbe lavorato alla parte finanziaria perché non sarebbe mai riuscito ad ottenere un visto per gli Usa. Secondo le disposizioni i quattro sarebbero dovuti tornare in Germania per ripartire poi alla volta degli Stati Uniti. Il leader del gruppo Atta, sbarcò negli Usa il 3 giugno del 2000. Da quel momento iniziò a girovagare per il Paese fino all’iscrizione in una scuola di volo in Florida. Gli altri membri della cellula hanno poi seguito un destino analogo.

Ma a Bin Laden servivano altri uomini e quindi si rese necessaria la creazione di un secondo gruppo. Il capo di Al Qaeda inserì nel programma altri due uomini fidati: Khaled al-Mihdhar e Nawaf al-Hazmi. I due avevano combattuto sia in Bosnia che con i talebani ed erano entrati in Al Qaeda molto giovani. Al-Mihdhar, di origine yemenita, aveva sposato Hoda al-Hada, la figlia di quel al-Hada che gestiva il numero telefonico yemenita chiamato da al-Owhali dopo gli attentati alle ambasciate nel 1998. Ai due vennero aggiunti altri uomini, il fratello di Nawaf, Salem, Abu Bara e Tawfiq bin Attash, noto soprattutto come Khallad.

Una parte di questa seconda cellula, Nawaf al-Hazmi, Khaled al-Mihdhar e Khallad, tra il 5 e 8 gennaio si incontrò a Kuala Lumpur in Indonesia. Il meeting si svolse in un appartamento di proprietà di Yazid Sufaat, quel Sufaat che a metà degli anni novanta aveva collaborato con Al Qaeda al programma di armi chimiche. Durante l’incontro si parò soprattutto del “operazione aerei” ma non solo. Il piano di attaccare i luoghi simbolo degli Stati Uniti non era l’unico sulla lista di Bin Laden e soci, l’offensiva contro l’America doveva continuare in altre forme. Dopo il summit, Khallad, grazie all’aiuto di un intermediario locale, il leader del gruppo Jemaah Islamiyah, con al-Hazmi e al-Mihdhar partirono alla volta di Bangkok dove Khallad incontrò altri uomini di Al Qaeda e dove uno di questi, Fahd al-Quso, gli consegnò quasi 40mila dollari, soldi probabilmente destinati a finire nell'”operazione aerei”.

Ma nel meeting thailandese si discusse anche di altro: si progettò quello che sarebbe successo una decina di mesi dopo, in Yemen: l’attacco diretto alle forze armate americane. A quel punto il gruppo si divise. Khallad tornò in Afghanistan per riferire a Bin Laden, mentre al-Hazmi e al-Mihdhar partirono per gli Usa dove arrivarono il 15 gennaio 2000, un anno e otto mesi prima degli attacchi dell’11 settembre. Nei mesi successivi, le attività di addestramento e organizzazione andarono avanti, fino al 12 ottobre del 2000. Alle 11 e 20 della mattina un barchino da pesca si avvicinò allo scavo della nave da guerra Uss Cole, alla fonda nei pressi del porto di Aden in Yemen, e saltò in aria. Il bilancio fu di 17 morti. In modo molto meno timido questa volta Al Qaeda rivendicò l’attacco.
Gli effetti dell’attentato alla Cole e l’accelerazione sull’11 settembre

L’effetto immediato di un simile attentato fu un’enorme attenzione per la causa di Al Qaeda. I centri di addestramento attirarono nuove reclute ma soprattutto da diversi paesi del golfo arrivarono migliaia di donazioni. E così le casse dell’organizzazione poterono concentrarsi sull’operazione principale. Ma l’accelerazione verso l’11 settembre paradossalmente arrivò perché gli Usa scelsero di non reagire all’attacco. Bin Laden prese molto male la notizia. L’obiettivo delle sue operazioni era quello di provocare un’invasione americana (cosa poi avvenuta dopo l’11 settembre), e successivamente di distruggerli in una sanguinosa guerra coi mujaheddin. Ma l’attacco alla marina americana non portò a questo. Tuttavia Al Qaeda era ormai lanciata verso il grande obiettivo. E niente sembrava fermarla. L’ultimo disperato tentativo di mettere in guardia il mondo arrivò da un alleato inaspettato: Ahmed Shah Massud.

Documento parzialmente secretato sulle segnalazioni diAhmed Shah Massud

Il comandante dell’Alleanza del Nord era l’ultimo mujaheddin che si opponeva allo strapotere dei talebani in Afghanistan. Massud, era visto come la valida alternativa al regime del Mullah Omar e lo strumento che Washington poteva usare per liberarsi della fastidiosa questione Bin Laden. Nell’aprile del 2001 Massud, chiamato anche il Leone del Panjshir, si recò in Europa e tenne un discorso davanti a una commissione del Parlamento Europeo spiegando le difficoltà della guerra e mettendo in guardia il mondo sulla pericolosità dei talebani e la loro saldatura con Al Qaeda. Non solo. Secondo un cablogramma declassificato della Dia, Massoud aveva cercato di avvisare l’amministrazione Bush che la sua intelligence aveva ricevuto avvisaglie che Osama Bin Laden stava preparando un nuovo attacco contro l’America molto più imponente di quello alle ambasciate in Africa del 1998. Il suo appello cadde nel vuoto. Il 9 settembre Massoud accolse due inviati di una tv nel suo rifugio afghano. Poco dopo una bomba piazzata nella telecamera esplose uccidendo i due, il traduttore e Massoud. L’ultimo argine era caduto.
Il giorno degli attacchi: quattro obiettivi per quasi 3 mila morti

Alle 8:19, ora di New York, la hostess Betty Ong del volo AA11 partito da Boston e diretto a Los Angels contatta al telefono l’American Airlines. «Credo che il nostro aereo sia stato dirottato». Alle 8:46 il volo si schianta contro la Torre Nord del World Trade Center. È l’inizio degli attacchi dell’11 settembre. Alle 9:03 un secondo velivolo colpisce la Torre Sud. L’aereo United Airlines 175 si schianta tra il 77° e 85° piano a una velocità di oltre 900km orari. Da qualche parte, nelle montagne dell’Afghanistan, tra Khost e Tora Bora qualcuno esultava, qualcuno pregava e qualcun altro fece segno di aspettare. Alle 9:30 un volo American Airlines 77 partito da Washington e diretto a Los Angels, si schianta sul lato ovest del Pentagono. A quel punto Osama Bin Laden alzò quattro dita, ma il quarto obiettivo non venne mai colpito. Alle 10:03 il volo UA-93 precipita in un campo nei pressi di Shanksville, in Pennsylvania. L’obiettivo non è mai stato chiarito ma pare fosse la Casa Bianca o il Campidoglio. Nel frattempo alle 9:59 la Torre Sud era collassata su se stessa. Alle 10:28 crolla anche la Torre Nord che bruciava a 102 minuti. Alle 11:02 arriva l’ordine di evacuare Lower Manhattan. Nel pomeriggio crolla anche un terzo edificio il Wtc7 situato vicino alle Torri. Il bilancio sarà il più grave della storia degli Stati Uniti: 2996 morti. 265 erano a bordo degli aerei mentre 125 hanno perso la vita nell’attacco al Pentagono. Ancora oggi, a 17 anni di distanza, 24 persone risultano disperse e almeno 1.100 non sono ancora state identificate. L’atto di sfida all’America di Osama bin Laden era stato lanciato.
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