Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » mer dic 26, 2018 11:01 am

Cosa ci dice oggi la storia di Betlemme, al cuore del messaggio natalizio?
Giulio Meotti
26 dicembre 2018

https://www.facebook.com/giulio.meotti/ ... 7144710503

Cosa ci dice oggi la storia di Betlemme, al cuore del messaggio natalizio? Due cose. Sotto il controllo d’Israele (1967-1995), la popolazione cristiana di Betlemme crebbe del 57 per cento. Quando Israele consegnò la città di Gesù all'Autorità Palestinese nel 1995, Betlemme aveva una popolazione cristiana dell'80 per cento. Ora è del 20 per cento. Questo cambiamento è avvenuto perché nelle aree dell'Autorità Palestinese, così come in tutto il Medio Oriente, i cristiani sono sotto pressione e perseguitati.
Negli ultimi anni, ci sono stati numerosi atti di violenza contro i cristiani in Cisgiordania e Gaza. Terroristi palestinesi si sono presi le case cristiane di Beit Jala da dove i loro cecchini hanno fatto fuoco sule case dei quartieri ebraici di Gerusalemme sud. Palestinesi armati hanno occupato la Basilica della Natività, saccheggiandola e usandola come latrina.
Due chiese a Nablus sono state date alle fiamme nel 2006 dopo la lectio di Papa Benedetto XVI a Ratisbona. La paura cristiana di vivere sotto il dominio palestinese iniziò dopo la guerra del 1967, quando centinaia di notabili cristiani di Betlemme si rivolsero al governo israeliano chiedendo che annettessero la città. Nel 1995, il sindaco cristiano di Betlemme, Elias Freij, si rivolse a Rabin e gli chiese di non ritirarsi dalla città a causa della paura per il futuro dei cristiani in città. Nel 2003, quando è stata eretta la barriera di sicurezza tra Gerusalemme e Betlemme, la proprietà della chiesa vicino alla barriera erano rimaste sul lato palestinese e i leader cristiani chiesero e ottennero di cambiare il tracciato in modo da restare sulla parte israeliana.
Non è un caso che l'Autorità Palestinese sia 36esimo di una lista di 50 stati che reprimono i cristiani. Poi Betlemme ci dice un'altra cosa. Che se un ebreo oggi ci mettesse piede, un ebreo a caso come Gesù, verrebbe linciato dai palestinesi. In Medio Oriente c'è soltanto uno stato dove il numero dei cristiani cresce: Israele.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » mer dic 26, 2018 11:03 am

Babbo Natale esiste o non esiste?
viewtopic.php?f=28&t=2820

Meglio credere a Babbo Natale che ad Allah!

https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 6420453274

Babbo Natale esiste o non esiste?
Meglio credere a Babbo Natale che ad Allah!
Meglio credere a chi porta doni di vita che a chi porta orrore, disumanità, schiavitù e morte.
https://www.facebook.com/groups/2376236 ... 6678030410


Pietro Zaccherini
Alberto Pento non è allah a portare morte, sono gli islamici che interpretano male il corano, così come cristiani di tempi passati torturavano chi la pensava in maniera diversa o seguiva un altra religione

Alberto Pento
Pietro Zaccherini, mi dispiace tanto ma lei si sta sbagliando di grosso e sta mentendo e falsificando le cose e la storia, non so se per ignoranza, buona fede o malafede:
è proprio Allah, il Corano e Maometto. Allah è l'idolo di Maometto e il Corano è la parola di questo idolo. Non si tratta di cattiva interpretazione del Corano o parola di Allah ma dell'esatta sua interpretazione, l'unica possibile perché conforme in tutto e per tutto a quando detto e fatto da Maometto che fu il primo mussulmano o nazi maomettano a razziare, depredare, minacciare, intimidire, ricattare, estorcere, uccidere, sterminare i diversamente religiosi e pensanti.
I cristiani che nei tempi passati torturavano e uccidevano i non cristiani o i critici del cristianismo non agivano conformente al Vangelo e all'esempio di Cristo ma vi contravvenivano, infatti l'ebreo Cristo non ha mai razziato, depredato, rubato, rapinato, estorto, ucciso e sterminato nessuno, né mai a detto di farlo, anzi ha fatto e detto il contrario. Per secoli i primi cristiani furono solo perseguitati e uccisi mentre i primi islamici o nazi maomettani hanno sempre perseguitato e ucciso come fece Maometto e come continuano a fare da 1400 anni.



I tre libri e la violenza
viewtopic.php?f=201&t=2671

Ebraismo e Cristianesimo : violenti come l'islam? No!
viewtopic.php?f=24&t=2459

Maometto (santo o criminale terrorista ?)
viewtopic.php?f=188&t=2030

Hitler, Stalin e Maometto: chi è stato il peggior criminale?
viewtopic.php?f=188&t=2659
Islam o nazismo maomettano è l'ideologia politica e il culto religioso idolatra dell'odio, del terrore e dell'orrore.
Maometto è stato il primo terrorista islamico, modello per tutti i mussulmani, da 1400 anni ad oggi.
L'Islam è terrorismo per sua essenza e natura.



Laviolenza della Bibbia
Immagine

Quanta confusione:

Gli ebrei hanno avuto molti profeti che hanno trasmesso la parola e gli ordini della divinità ebraica e ciò che riporta il Deuteronomio si riferisce solo alle circostanze storico preistoriche a cui fa riferimento e non è una prescrizione per ogni tempo (prescrizioni e usanze preistoriche universali comuni a gran parte delle popolazioni e alle religioni di allora, si pensi per esempio agli stermini compiuti dai romani).
Poi gli ordini divini agli ebrei sono mutati nei secoli e la Bibbia o Vecchio Testamento né da ampia e precisa testimonianza. Infatti gli ebrei da migliaia di anni non uccidono più i non ebrei e i diversamente religiosi e pensanti.

I cristiani invece come testo di riferimento hanno i Vangeli o Nuovo Testamento e l'esempio e la parola dell'ebreo eretico Cristo che non ha mai ucciso né mai ha ordinato di uccidere i non cristiani e i diversamente religiosi, innovando in senso cristiano pacifico e nonviolento la tradizione ebraica.
Che poi molti cristiani abbiano compiuto crimini tradendo Cristo è un'altro discorso.

I maomettani invece hanno solo un profeta Maometto e solo un libro di riferimento il Corano dove è prescritto di sottomettere o convertire a forza o uccidere i non mussulmani, come ha fatto e detto Maometto. I maomettani che compiono crimini contro l'umanità come ha fatto e prescritto Maometto non contravvengono alle prescrizioni coraniche e all'esempio del loro profeta, modello e maestro.

Perciò mi pare che vi siano delle grandi differenze tra queste tre ideologie e pratiche religiose e politico-religiose che se uno le conosce o le approfondisce un pò non può certo fare confusione.

Salvatore Alfieri
vedi anche i libri di medicina o quelli di ingegneria sono disponibili per tutti, ovviamente. Ma credo neanche tu tu faresti operare, o progettare una casa da qualcuno che li abbia letti seguendo il suo personalissimo (e legittimo, ovviamente) percorso formativo.
Salvatore Alfieri ... e questo perché nella formazione autodidattica non c’è confronto, si tende naturalmente a creare un percorso autoconfirmatorio. Tutto qua.

Alberto Pento
Vedi, la storia e la teologia religiosa non sono scienze esatte ma libere interpretazioni.
Il paragone con i chirurghi poi non è del tutto azzeccato o appropriato;
a proposito di chirurghi ricordo quelli che hanno tagliato la gamba sbagliata e che hanno operato i sani, danneggiandoli a vita per impiantare loro protesi truffando la sanità pubblica;
ricordo anche come nel Codice di Hammurabi fosse scritto che i chirurghi che operavano con i bisturi di bronzo qualora il paziente ne traesse beneficio e rimanesse in vita potevano essere retribuiti con 30 denari d'argento mentre se il paziente moriva dovevano subire la pena del taglio delle mani.
Per quanto riguarda la competenza e la specializzazione anch'io come ogni persona di buon senso mi servo di chi dimostra con i fatti e l'esperienza più che con i titoli e le chiacchere di essere capace e professionale: sia esso un fornaio, un chirurgo, un muratore, un avvocato, un idraulico o un architetto.
A ciò si aggiunga che i titoli accademici non sono di per sé una garanzia di competenza e autorevolezza poiché molti di essi sono falsi, immeritati o ottenuti con l'inganno o regalati, comprati e venduti.


https://www.facebook.com/zio.Ferdinando ... 1420842664
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Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » mer dic 26, 2018 11:19 am

???

Migranti, il cardinale attacca Salvini alla Messa di Natale: "Giuseppe e Maria furono accolti"
Sergio Rame - Mer, 26/12/2018

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 21307.html

L'arcivescovo Betori durante l'omelia tuona contro le chiusure dei porti: "Non si dica che questo nulla ha a che fare con il Natale e con la fede"

L'attacco a Matteo Salvini, questa volta, arriva durante l'omelia della Santa Messa di Natale.

E non da un pulpito qualunque, ma da quello della cattedrale di Firenze. A pronunciare l'anatema contro il vice premier leghista è stato l'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, che è tornato a predicare l'accoglienza e a condannare il governo gialloverde per aver adottato politiche per combattere l'immigrazione clandestina in Italia. "A Betlemme - ha tuonato ieri durante l'omelia - per Maria e Giuseppe, se non ci fu posto nell'alloggio, non mancò almeno l'accoglienza in una stalla".

"La fede, lungi dall'allontanarci da questo mondo, ci chiama a una più coerente responsabilità in tutte le sue articolazioni, da quelle familiari a quelle sociali, nella vita economica e politica, attenti ai livelli intermedi delle aggregazioni sociali, specialmente là dove si esprime il servizio volontario e gratuito agli altri, come pure ai campi sempre più decisivi della cultura e della formazione, partecipi a ciò che accade accanto a noi e alle vicende che segnano la storia del mondo, impegnati nella cura della terra, la nostra casa comune". Durante la Messa di Natale l'omelia del cardinale Betori è stata interamente improntata sull'accoglienza. E non sono certo mancate pesanti critiche nei confronti del governo. Pur senza mai nominare Salvini è a lui che l'arcivescovo stava pensando quando dal duomo di Firenze chiedeva maggiore apertura nei confronti degli immigrati che, partiti dalle coste del Nord Africa, sbarcano in Italia. "Che cosa ci sta accadendo dal momento che, di fronte alle oggettive difficoltà di inserire nella nostra società persone provenienti da mondi e culture diversi, in questi anni non si è ancora riusciti a trovare forme efficaci di risposta che non siano le chiusure dei porti e l'abbandono di fatto all'illegalità, che dà origine, questa sì, a insicurezza e paura?", ha chiesto Betori. Che, poi, ha incalzato: "E non ci si dica che questo nulla ha a che fare con il Natale e con la fede".

"Quel bimbo che nasce è un Dio che si fa carne, un Dio che entra nella storia e se ne fa carico, chiedendo di esserne protagonista, gettando su di essa una luce definitiva e una potenza redentiva mediante il suo gesto di amore", ha aggiunto l'arcivescovo che, durante la predica, ha anche critica la "cultura individualista" che ora regna in Occidente. "Dobbiamo pur chiederci perché in un popolo da sempre aperto all'incontro e all'accoglienza sta prevalendo l'istinto a chiudersi nel proprio guscio, a negare ospitalità a chi viene da paesi in guerra, impoveriti dalle rapine dei potenti, stremati dalla fame - ha tuonato - c'è una radice profonda all'origine di questa chiusura ed è la cultura individualista che ha pervaso l'Occidente". Secondo il cardinale Betori, si tratta di "quella cultura che tradisce la natura della famiglia confondendola con altro che non lo è, ostenta l'affermazione di presunti diritti individuali corrodendo il concetto di persona, penalizza le espressioni della società civile - da quelle che sostengono la vita degli ultimi a quelle che promuovono cura, cultura e saperi - e questo a vantaggio di un vieto statalismo, si fa sorda alle attese dei più deboli lasciandoli nella marginalità, giunge a permeare di fragilità il volto di una Chiesa in cui esperienze di generoso servizio si trovano a dover convivere con il devastante e vergognoso tradimento dei piccoli". "Sono alcune delle molte ramificazioni di una radice - ha concluso - che si nutre di rifiuto, di disprezzo dell'altro, negando gli orizzonti della comunione".



Alberto Pento
Un prete mostruoso e presuntuoso esaltato e fanatico, irresponsabile, demenziale e falso che viola i diritti umani naturali, universali e civili dei cittadini italiani ed europei per lo più nativi e indigeni e che si fa promotore e complice dell'invasione criminale dei clandestini e dei nazi-maomettani.
Questi individui sono un pericolo per la nostra vita, per la nostra sicurezza, per la nostra civiltà e per il nostro buon diritto e buon vivere; questi fanatici irresponsabili manipolatori dei diritti umani e della spiritualità naturale universale, ci vorrebbero ridotti in schiavitù e proni alla loro presuntuosa, arrogante, demenziale e disumana volontà viziata da un innaturale utopismo ideologico religioso politico idolatra.




Gesù bambino, Giuseppe e Maria neri: è bufera sul presepe vivente
Salvatore Di Stefano - Mar, 25/12/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 21284.html


In un paese dove la Lega la fa da padrona e il numero degli stranieri residenti è altissimo, l'ideatore del presepe vivente giustifica la sua scelta così: "I bambini ormai li fanno solamente gli immigrati"

Non si può proprio dire che stia passando inosservato il presepe vivente organizzato ad Annone Veneto, piccolo comune della città metropolitana di Venezia, giunto ormai alla sua 17esima edizione.

Tutti i protagonisti del presepe infatti, da Gesù Bambino a Giuseppe, a Maria, passando per due angeli, sono persone di colore, come raccontato dal Gazzettino.

Il parroco del paesino, don Giovanni Odorico, sostiene che sottolineando il colore della pelle dei figuranti si affronti il tema dell'accoglienza. Roberto Scotti, ideatore dell'iniziativa del presepe vivente, invece non nasconde la preoccupazione per eventuali possibili risvolti politici in un comune come quello di Annone Veneto a trazione leghista e che dall'altro conta circa il 16% di stranieri residenti in paese.

"La scelta di un neonato di colore per rappresentare Gesù Bambino - spiega Scotti - è dovuta non solo per il tema dell’accoglienza, ma anche perché con il calo demografico a fare bambini sono praticamente rimasti solo gli immigrati".

Lo scorso Natale a Chieti ci furono molte altre polemiche per gli stessi motivi, con Gesù e Maria interpretati anche in quell'occasione da persone di colore.


Alberto Pento
Gesù Cristo l'ebreo, in Israele non era uno straniero, non era un profugo o un rifugiato, non era un migrante economico parassita, non era un clandestino invasore e criminale, non era un terrorista arabo-palestinese, non era un nazista maomettano, era semplicemente e integralmente un ebreo di Israele come lo erano i suoi genitori e Israele è la terra degli ebrei come Gerusalemme è la loro capitale.
L'ebreo Gesù stava a casa sua nella sua terra di Israele che con suo padre Giuseppe si guadagnava il pane dapprima lavorando il legno e poi da adulto e da rabbino errante con le offerte e la carità di chi lo andava ad ascoltare e ne riceveva beneficio: non rubava, non rapinava, non spacciava, non estorceva, non viveva di assistenza pubblica, non era un parassita né un invasore clandestino.
Poi ricordo che l'ebreo Cristo vissuto e morto da ebreo, ucciso dagli invasori romani, probabilmente come suo padre Giuseppe portava anche la kippah prima che i romani gliela togliessero per torturarlo con la corona di spine per poi ucciderlo con la crocifissione.
I preti che la raccontano diversamente sono dei mentitori, dei bestemmiatori, degli eretici, dei figli del demonio.


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Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » sab dic 29, 2018 8:21 am

Il falso Natale dei palestinesi nazi maomettani

Con grande sprezzo del ridicolo, Fatah continua a sostenere che Gesù era palestinese

https://www.israele.net/con-grande-spre ... alestinese

Come è possibile che si continui a tollerare senza battere ciglio questa insolente menzogna antisemita e anti-cristiana?

Yasser Arafat diceva che Gesù è stato il primo shahid (martire) palestinese. Lo scrittore Samih Ghanadreh, intervistato dalla tv dell’Autorità Palestinese, si dice pienamente d’accordo. E l’intervistatore, di rincalzo: “Era palestinese, nessuno lo nega” (clicca per il filmato)

Da anni, l’Autorità Palestinese e Fatah, il movimento che fa capo ad Abu Mazen, continuano a presentare Gesù come un palestinese: serve alla loro zelante campagna per fabbricare un’antica storia palestinese che non esiste, e per cercare di delegittimare Israele anche a costo di consumare un ennesimo esproprio a danno del retaggio storico e culturale ebraico.

Quest’anno non ha fatto eccezione. In occasione del Natale, l’alto esponente palestinese Azzam Al-Ahmad, membro del Comitato Esecutivo dell’Olp e del Comitato Centrale di Fatah, ha nuovamente parlato di Gesù come del “primo palestinese” e ha definito il Natale “uno dei simboli permanenti palestinesi”.

Nella loro opera di costruzione di una storia falsa, Autorità Palestinese e Fatah (e coloro che danno loro credito) ignorano serenamente il fatto che Gesù era ebreo secondo ogni nozione storica e secondo la tradizione e la dottrina cristiana. Sanno, ma tacciono, che l’Impero Romano cambiò in “Palestina” il nome della Terra d’Israele, e della regione di Giudea, solo cento anni dopo Gesù, e che lo fece proprio nel tentativo di cancellare quella testimonianza del legame fra il Paese e gli ebrei.

Incuranti di perpetuare quest’antica operazione anti-ebraica, gli esponenti di Fatah e dell’Autorità Palestinese presentano costantemente Gesù e la madre Maria come palestinesi, e Gesù persino come “il primo profugo palestinese” e “il primo martire palestinese”, come ampiamente documentato da Palestinian Media Watch.

Ecco cosa ha detto Azzam Al-Ahmad parlando a Khan Al-Ahmar (l’agglomerato di baracche abusive eretto da un gruppo di beduini in Area C – cioè sotto piena amministrazione israeliana secondo gli Accordi di Oslo – di cui le autorità israeliane hanno ordinato la demolizione offrendo siti alternativi più tutelati e sicuri):

Azzam Al-Ahmad: “Ogni anno l’accensione dell’albero di Natale riveste molti significati in Palestina… Il Natale è uno dei simboli permanenti palestinesi e il mondo intero segue la Messa a Betlemme… I bambini di Khan Al-Ahmar sono felici dell’accensione di questo albero poiché è il simbolo del primo palestinese, Gesù, la pace sia su di lui. Noi, membri del popolo palestinese, celebriamo il Natale insieme a tutti in terra di Palestina… “.

Le stesse falsità sulla figura di Gesù sono state ripetute da Mustafa Barghouti, Segretario generale di “Iniziativa Nazionale” e membro del parlamento palestinese: “Gesù, che è nato in questa terra, era un palestinese e ha sconfitto la sua sofferenza” (al-Hayat Al-Jadida, quotidiano ufficiale dell’Autorità Palestinese, 20.121.18).

Per l’ideologia, la propaganda e persino per le leggi palestinesi, il termine palestinese significa “arabo e musulmano di Palestina”. La Legge fondamentale dell’Autorità Palestinese approvata a Ramallah il 29 maggio 2002 stabilisce:

«Art. 1: La Palestina fa parte del grande mondo arabo e il popolo palestinese fa parte della nazione araba. Il popolo palestinese si adopererà per raggiungere l’obiettivo dell’unità araba.
Art. 4: L’islam è la religione ufficiale della Palestina. I principi della shari’a islamica saranno la principale fonte della legislazione. L’arabo sarà la lingua ufficiale».

E la Carta Nazionale dell’Olp (1-7 luglio 1968) proclama:

«Art. 1: La Palestina è la patria del popolo arabo palestinese, è parte indivisibile della patria araba e il popolo palestinese è parte integrante della nazione araba».

In base a queste definizioni, non c’è alcun modo di definire Gesù di Nazareth come un “palestinese” (cioè un arabo-musulmano nato in un paese che allora nessuno chiamava Palestina) senza recare oltraggio alla verità storica, alla logica, al buon senso e anche alla dottrina cristiana, che infatti afferma:

«Gesù è ebreo e lo è per sempre».
(Da: Commissione per i rapporti religiosi con l’Ebraismo, Sussidi per una corretta presentazione degli Ebrei e dell’Ebraismo nella predicazione e nella catechesi della Chiesa Cattolica, 24 giugno 1986, III-1)

(Da: PMW Bulletin, israele.net, 25.12.18)
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Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » dom dic 30, 2018 3:31 am

A Natale Cristo insieme a Maometto che orrore!
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Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » gio gen 03, 2019 7:31 pm

Cari amici, vi propongo una piccola continuazione della mia cartolina natalizia. Devo a Paolo che sta in Israele la segnalazione di un pensiero interessante: se Gesù fosse nato due giorni fa invece che duemila anni fa circa, che sarebbe stato di lui?
Ugo Volli

http://www.informazionecorretta.com/mai ... 0&id=37818

È un esercizio che fanno in molti cattolici di base, cristiani per la pace e altre persone di buona volontà, concludendone che senza dubbio Gesù sarebbe un migrante, magari homeless (per esempio qui: http://www.scalabrini.org/index.php?opt ... ti&lang=it ). Ma si può pensarla in maniera diversa. I volonterosi attualizzatori del Gesù bambino trascurano infatti un particolare molto importante, e cioè che Gesù, figlio di una famiglia ebraica, è nato a Betlemme, oltre la linea verde (che di solito i cattolici di sinistra chiamano confini del '67), dunque in "territorio palestinese" (http://www.chabad.org/library/article_c ... hlehem.htm ).

Si tratta insomma di una famiglia di coloni, cosa confermata dalla loro residenza regolare a Nazareth, "città palestinese" benché in territorio israeliano, dove gli ebrei secondo i palestinesi e i progressisti di tutto il mondo non avrebbero il diritto di comprar casa né di abitare. I palestinesi infatti devono poter vivere in tutta Israele, ma gli israeliani non possono stare nei quartieri palestinesi, anche se di loro proprietà storica, come a Gerusalemme o a Hebron. Della serie: tutto quello che è mio e mio e tutto quel che è tuo, anche.

Del resto, per una famiglia di coloni il fatto di dover far nascere il figlio in una grotta con mangiatoia ci sta, anzi è giustissimo: vuol dire che almeno allora il blocco delle costruzioni nelle "colonie" funzionava e non si fermava affatto di fronte a quella crescita naturale che provocatoriamente invoca il filocolonialista Netanyahu. E anche la fuga in Egitto corrisponde perfettamente al destino che i palestinesi progettano per tutti gli ebrei ("se vogliono vivere in pace se ne vadano da dove sono venuti", come ha detto perfino quell'arpia di Helen Thomas, ex giornalista alla Casa Bianca, che si è meritata una statua nel museo americano-palestinese per essere stata nominata il personaggio più antisemita dell'anno dal Centro Wiesenthal, http://liberaliperisraele.ilcannocchial ... 80934.html ).
Si dà il caso che dopo il '48 più di ottocentomila ebrei siano immigrati in Israele dai paesi arabi, qualche decina di migliaia anche dall'Egitto. Dunque "rientrarci" per una coppia di "coloni" in fuga ci sta, eccome. Sarebbe però un viaggio piuttosto difficile dato il fatto che oggi in Egitto gli ebrei e ancor di più gli israeliani, non sono molto graditi (del resto neppure in Giordania, in Libano, in Siria, in Arabia Saudita, Irak, Iran, Libia, Sudan, Yemen, Emirati, eccetera eccetera). Ma questo è un altro discorso.

C'è un'alternativa a questa immagine un po' sgradevole – lo ammetto - di una Sacra Famiglia di coloni lasciati senza casa dal blocco delle costruzioni e respinti dai paesi arabi. Ed è ammettere che duemila anni fa non c'erano palestinesi nella terra fra il Giordano e il mare, e che a parte qualche centurione e governatore romano di passaggio (e purtroppo con molto potere) c'erano solo ebrei; e che del resto non c'erano neppure musulmani in Egitto, in quel momento in parte ancora politeista vecchio stile e in parte ellenizzato, dopo un secolo o due destinato a diventare tutto cristiano, o come si diceva allora per dire egiziano, tutto copto.
Non c'era neanche il nome Palestina, che fu inventato dall'imperatore romano Adriano dopo aver sconfitto la rivolta (ebraica) di Bar Kochba, circa un secolo dopo la morte di Gesù (http://www.evangelici.net/speciale/medi ... stina.html ) senza alcun rapporto coi vecchi Filistei, che erano indoeuropei e non arabi e inoltre furono dispersi o assimilati 800 anni prima (http://it.wikipedia.org/wiki/Filistei ).

Se si accetta il fatto storico che non ci fossero palestinesi nella "Palestina" dei tempi di Gesù (che si chiamava regno di Giuda), e neppure per un buon millennio dopo, la storia del Vangelo non ha più a che fare con i "coloni", ma con una famiglia ebrea ortodossa perseguitata dall'ellenizzante Erode e il racconto evangelico (nella sua dimensione storica, senza impegno su quella teologica) così funziona. Ma naturalmente questo significherebbe che i palestinesi non sono affatto indigeni della "Palestina" o piuttosto di Israele, ma sono immigrati nel corso dei secoli successivi alla conquista islamica, buona parte di loro nel Novecento, richiamati dall'espansione economica prodotta dall'intraprendenza dei sionisti. Ma questo, direbbero i bravi cattolici di sinistra, contraddice la "narrativa palestinese" e quindi non va bene. Toglie base ai loro diritti imprescrittibili, che diamine, fa figurare la terra dove Gesù è nato nella tribù di Giuda, è stato circonciso, ha studiato Torah e pregato nel Tempio, come se fosse ebraica. E questo non va bene. La storia, in queste cose, conta poco. Importa "bloccare le colonie" e dare la caccia ai "coloni ebrei" dopo averli ben censiti per paura che si moltiplichino. Quello che facevano, in fondo, gli agenti di Erode duemila anni fa. Solo che oggi si chiamano Hamas, Fatah, Autorità Palestinese. Con l'aiuto degli uomini di buona volontà di tutto il mondo.
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Re: Gesù Cristo era ebreo e Israele è la terra degli ebrei

Messaggioda Berto » gio gen 17, 2019 8:52 pm

Papa Francesco: "Gesù era un profugo, fuggì in Egitto per scampare alla furia omicida di Erode"
17 Gen. 2019

https://www.tpi.it/2019/01/17/papa-fran ... su-profugo

Gesù Cristo era un profugo. Lo dice papa Francesco, sostenendo ancora una volta che “le migrazioni arricchiscono le nostre comunità”. Non è la prima volta che papa Francesco si schiera a favore dei migranti.
“Spostarsi e stabilirsi altrove con la speranza di trovare una vita migliore per sé stessi e le loro famiglie: è questo il desiderio profondo che ha mosso milioni di migranti nel corso dei secoli”, scrive Bergoglio nella prefazione del volume “Luci sulle strade della speranza”, una raccolta del suo magistero in tema di migranti, rifugiati e tratta, pubblicata dalla sezione migranti e rifugiati del Dicastero vaticano per lo Sviluppo umano integrale.

Il parallelismo tra l’esperienza dei profughi e la vita di Gesù Cristo, da molti considerata fuori luogo e forzata, è uno dei punti cardine degli insegnamenti di Bergoglio. “Gli esodi drammatici dei rifugiati sono un’esperienza che Gesù Cristo stesso provò, assieme a i suoi genitori, all’inizio della propria vita terrena, quando dovettero fuggire in Egitto per salvarsi dalla furia omicida di Erode”, spiega il pontefice.

E l’esperienza della migrazione è una cosa che riguarda Bergoglio anche su un piano personale: i suoi nonni paterni erano emigranti italiani che fuggirono in Argentina nel 1929.

Il volume di Bergoglio si concentra in particolare sulla tratta degli esseri umani, spiegandone cause e suggerendo modalità per sconfiggere il fenomeno.

“Il viaggio dei migranti non è sempre un’esperienza felice. Basti pensare ai terribili viaggi delle vittime della tratta. Anche in questo caso, però, non mancano le possibilità di riscatto, come accadde per il piccolo Giuseppe, figlio di Giacobbe, venduto come schiavo dai fratelli gelosi, il quale in Egitto divenne un fiduciario del faraone”, scrive ancora il papa.

“Come la storia umana, la storia della salvezza è stata segnata da itineranze di diverso genere – migrazioni, esili, fughe, esodi, tutte comunque motivate dalla speranza di un futuro migliore altrove. E anche quando l’itineranza è stata indotta con intenzioni criminali, come nel caso della tratta, non bisogna lasciarsi rubare la speranza di liberazione e di riscatto”, prosegue papa Francesco.

In questo articolo dal titolo: “Ma quindi, Gesù, Giuseppe e Maria, erano o non erano dei profughi?“, abbiamo fatto chiarezza sulla storia della “sacra famiglia”, in fuga dalla Palestina per riparare in Egitto e sottrarsi all’ira di Erode. Qui tutta la storia.


Alberto Pento

Stando a quanto racconta solo l'evangelista Matteo, l'ebreo Gesù Cristo, ancora in fasce, assieme alla sua famiglia, fuggì in Egitto per sottrarsi alla furia di Erode che temeva che Gesù gli sottraesse il trono come pronosticavano le profezie dell'idolatria religiosa ebraica.
Però Matteo non dice altro, non dice dove, come e da chi e nemmeno quanto durò l'esilio della famiglia di Gesù che sicuramente durò al massino fino alla morte di Erode che morì di lì a poco.
L'Egitto all'epoca era una provincia dell'impero romano come Israele/Palestina e quindi non ci volevano documenti particolari per passare da una provincia ad un'altra.
Sicuramente la famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria non ha fatto la parassita né i suoi genitori hanno fatto i criminali criminali, Maria non ha fatto la prostituta o rubato e Giuseppe non ha spacciato droga, rubato, rapinato, esorto, sequestrato e ucciso.
Non hanno certo vissuto alle spalle degli egiziani in alberghi o in ville, si saranno pagati il soggiorno presso conoscenti e amici e Giuseppe che era un bravo artigiano avrà lavorato senza problemi e sarà stato ricercato per la sua professionalità di falegname ebreo.
Alla morte di Erode sono tornati a casa loro, riprendendo la loro esistenza ordinaria.
Poi l'ebreo Gesù Cristo per il resto della sua vita in Israele non era uno straniero, non era un profugo o un rifugiato, non era un migrante economico parassita, non era un clandestino invasore e criminale, non era un terrorista arabo-palestinese, non era un nazista maomettano, era semplicemente e integralmente un ebreo di Israele come lo erano i suoi genitori e Israele è la terra degli ebrei come Gerusalemme è la loro capitale.
L'ebreo Gesù stava a casa sua nella sua terra di Israele che con suo padre Giuseppe si guadagnava il pane dapprima lavorando il legno e poi da adulto e da rabbino errante con le offerte e la carità di chi lo andava ad ascoltare e ne riceveva beneficio: non rubava, non rapinava, non spacciava, non estorceva, non viveva di assistenza pubblica, non era un parassita né un invasore clandestino.
Poi ricordo che l'ebreo Cristo vissuto e morto da ebreo, ucciso dagli invasori romani; probabilmente come suo padre Giuseppe portava anche la kippah prima che i romani gliela togliessero per torturarlo con la corona di spine per poi ucciderlo con la crocifissione.
I preti che la raccontano diversamente sono dei mentitori, dei bestemmiatori, degli eretici, dei figli del demonio.


Bergoglio è un bugiardo e promuove il male della terra.
A questo personaggio irresponsabile e fanatico ricordo che le migrazioni (emigrazioni/immigrazioni) sono un bene solo quando non sono invasioni,
quando cioè sono richieste, controllate, rispettose, compatibili, graduali, volontarie, libere, vincolate e se non gradite respinte.
Al contrario, le migrazioni (emigrazioni/immigrazioni) quando non sono gradite, quando sono imposte, quando avvengono con la violenza, la frode, l'inganno, l'imposizione, quando non sono libere, quando sono massicce, incontrollate, incompatibili sono un male, uno dei mali più grandi dell'umanità e diventano invasioni che portano guerra, miseria, distruzione e morte.


Ecco quando le migrazioni sono e non sono invasioni e portano il bene e non il male
viewtopic.php?f=194&t=2603



“I popoli devono rimanere nelle loro terre”. Mons. Crepaldi si schiera con Salvini e la Dottrina Sociale della Chiesa contro la politica immigrazionista di Bergoglio

https://rivelazione.net/notizie/i-popol ... -bergoglio

“La dottrina sociale della Chiesa è chiara: i popoli devono rimanere nelle loro terre. La politica decide se accogliere o no, la religione deve annunciare Cristo. Ma forse qualcuno se n’è scordato…“

A parlare è Monsignor Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste e presidente dell’Osservatorio cardinale Van Thuan sulla dottrina sociale.

E’ chiaro che sono parole in netto contrasto con la linea di Bergoglio.

Bergoglio che continuamente sostiene l’immigrazione e condanna il nostro Governo che chiude i porti.

Bergoglio che fa politica invece di preoccuparsi di evangelizzare Cristo.

Bergoglio che vuole arrivare ad un’unione tra le religioni senza tener conto delle differenze sostanziali che le dividono.

Vediamo ora di analizzare le discrepanze tra l’operato di Bergoglio e quanto afferma la dottrina della Chiesa secondo l’arcivescovo Crepaldi.

Prima di tutto Crepaldi, nell’affrontare il problema dei flussi migratori, afferma che bisogna tener conto “del bene comune non solo degli immigrati ma anche della nazione che li accoglie“. Bisogna “interrogarsi sulle reali possibilità di integrazione. Non solo i bisogni di chi chiede l’accoglienza. La politica deve regolare l’accoglienza in modo strutturale nella tutela del bene di tutti“. E riferendosi all’Italia non sottovaluta i problemi legati all’immigrazione: “Combattere la criminalità organizzata e non scaricare tutta la responsabilità sull’Italia” .

Dichiarazioni che suonano nuove per noi cattolici abituati a sentire Bergoglio che non perde occasione per incentivare l’accoglienza di tutti gli immigrati.

Chiediamo quindi a Bergoglio: accogliendo nel nostro Paese uomini forti africani che non scappano da guerre ma entrano irregolarmente con il solo scopo di portare la malavita impadronendosi anche di Paesi come Castel Volturno in mano alla mafia nigeriana, si fa il bene dell’Italia?

Chiediamo a Bergoglio: favorendo con l’immigrazione la criminalità organizzata si fa il bene di uomini, donne, bambini che, una volta entrati nel nostro Paese, non solo vengono costretti a prostituirsi ma macellati per togliere organi vitali e venderli?

Chiediamo a Bergoglio: questi uomini forti, robusti con cellulari all’ultima moda che una volta messo il piede sul territorio italiano si impongono, hanno solo pretese, non rispettano regole di convivenza, vogliono realmente integrarsi nel nostro Paese?

L’integrazione prima di tutto esige il rispetto per il Paese che ospita. I fatti dimostrano che sono gli italiani a subire!!!

Chiediamo a Bergoglio: come “capo” (presunto) della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, perché porta avanti l’obiettivo di costruire un’unica religione mondiale? Come poter accogliere e condividere “prassi contrarie al bene dell’uomo“?

L’arcivescovo Crepaldi proprio riferendosi all’integrazione afferma: “Non bisogna sottovalutare la religione delle persone che vengono accolte. In questo caso l’Islam. Non bisogna far finta che nella teologia islamica non ci siano elementi che rendono difficile l’integrazione“. Aggiunge: “Una società multireligiosa non è un bene in sè. Ci sono religioni che propongono e impongono prassi contrarie al bene dell’uomo, come la superiorità del maschio sulla femmina o le mutilazioni genitali“.

Anche qui doverose sono le domande da rivolgere a Bergoglio.

Chiediamo a Bergoglio: accogliendo tutti questi uomini prevalentemente di religione islamica non c’è il pericolo che l’Italia perda la sua identità di Paese con radici cristiane cattoliche?

Chiediamo a Bergoglio: come mai, invece di continuare ad evangelizzare Cristo, per rispetto verso gli immigrati e per non offenderli, ha appoggiato sacerdoti che si sono posti contro i presepi e hanno chiuso la Chiesa nel giorno del Santo Natale in segno di protesta verso un governo che chiude i porti per il bene del Paese?

Chiediamo a Bergoglio: come mai invece di difendere la religione cattolica non si è pronunciato quando nelle scuole hanno cercato di sostituire il nome di Gesù e Maria nelle canzoncine di Natale per non ferire bambini di religione islamica?

Chiediamo a Bergoglio: perché questi uomini forti, robusti che non scappano da guerre non rimangono nei loro Paesi per aiutare nello sviluppo, nella crescita? Hanno forse l’obiettivo, come del resto dimostrato, di destabilizzare il nostro Paese?

Chiediamo a Bergoglio: come mai è così appoggiato dalla Massoneria internazionale che arriva anche a ringraziarla pubblicamente?

Da non sottovalutare sono anche le posizioni dei vescovi africani che invitano i loro giovani a non emigrare sostenendo la Dottrina Cattolica della Chiesa che al riguardo dice: “Esiste prima di tutto un diritto a non emigrare e a rimanere nella propria nazione e presso il proprio popolo“.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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