Antisemitismo nazi comunista e nazi maomettano

Re: Antisemitismo nazi comunista e nazi maomettano

Messaggioda Berto » gio nov 22, 2018 9:13 pm

Avvelenatori di pozzi
Il Fatto Quotidiano non si fa mancare nulla del repertorio antisemita quando si tratta di accusare Israele.
DEBUNKING, ISRAELE, MEDIO ORIENTE, PREGIUDIZIO ANTISRAELIANO
Mio articolo pubblicato su Progetto Dreyfus...
19 novembre 2018
Emanuel Segre Amar

https://www.facebook.com/emanuel.segrea ... 1453581616

Sabato 3 novembre
Il Fatto Quotidiano ha pubblicato sul suo sito un articolo a firma di Roberto Colella che riprende alcuni degli argomenti dell’antigiudaismo storico: le accuse di avvelenare l’acqua e di uccidere i bambini non ebrei.

Chissà se, quando i Filistei, come si è letto sabato 10 novembre nella parashà* di Toledot, otturarono i pozzi di Isacco da lui scavati, causando diverse dispute, la situazione tra i contendenti era simile a quella odierna?

Vogliamo analizzare questo articolo per far conoscere anche ai lettori del Fatto Quotidiano quella che è la realtà oggettiva, al di là di ogni forzatura politica.

Gli accordi di Oslo del 1993-1995 hanno previsto le quantità di acqua che Israele deve fornire agli arabi, e su queste gli organismi internazionali effettuano severe verifiche che non hanno mai dimostrato mancanze da parte israeliana.

Israele, in particolare, fornisce alla Striscia di Gaza 10 milioni di metri cubi di acqua per anno (quale altra nazione rifornisce il proprio nemico dichiarato di beni fondamentali?)

Buona parte dell’acqua che Israele immette nelle tubazioni che, da nord, portano l’acqua nelle città arabo-palestinesi, viene rubata dagli stessi arabi che se ne appropriano forando le tubazioni, ragione per cui a destino arriva una quantità ben inferiore a quella immessa.

Non c’è modo di convincere la dirigenza arabo-palestinese (cambia poco che sia quella di Fatah o di Hamas) ad utilizzare acqua di recupero, dopo averla trattata, per gli usi agricoli.

I pozzi vengono sfruttati dagli arabi-palestinesi ben oltre le quantità tecnicamente accettabili, col risultato che la falda acquifera si è abbassata al punto da venire inquinata dall’acqua salmastra del vicino mare Mediterraneo.

I tecnici non riescono a costruire nuovi acquedotti perché, per motivi strettamente politici, i percorsi, già difficili da individuare a causa della grande densità della popolazione di Gaza, non vengono poi messi a disposizione dalla dirigenza politica. (Attualmente, infatti, per migliorare la situazione degli approvvigionamenti idrici, sono stati stanziati aiuti per 60 milioni di dollari per la sola Striscia di Gaza, ma spendere tale cifra a beneficio della sola popolazione è appunto molto complicato per le assurde imposizioni della dirigenza di Hamas).

Ma cosa leggiamo sul Fatto Quotidiano a fronte di questa realtà? Leggiamo che Israele sarebbe responsabile di “Water grabbing, ovvero di accaparramento dell’acqua”. Il furto d’acqua ai danni degli arabi-palestinesi si associa al furto di terra, entrambi fanno parte dell’apparato accusatorio nei confronti di Israele, in cui, naturalmente, i palestinesi-arabi sarebbero le vittime e gli israeliani i carnefici. Roberto Colella da bravo amanuense di testi creati ad arte nei laboratori di Mosca dal 1964 in poi, provvede a porre le sue note a margine che in nulla si discostano dall’abituale leggenda nera. Così non può mancare il riferimento al “bombardamento di infrastrutture idriche e fognarie”. È una frase che fa effetto. Peccato che venga omesso che i bombardamenti sono la conseguenza dei lanci di razzi dalla Striscia di Gaza. Certo, quando vengono colpite le infrastrutture idriche, poi è necessario intervenire per ripararle ed è infatti ciò che accade. Colella non accusa direttamente Israele di avvelenare i pozzi, lo fa subdolamente, per via indiretta, scrive infatti di “un enorme aumento di malattie trasmesse dall’acqua, direttamente correlate all’acqua e alla contaminazione da acque reflue non trattate”. Ovviamente omette di dire che sono gli arabi palestinesi a rifiutarsi di trattare l’acqua reflua. Parole come “l’acqua contaminata è divenuta la principale causa della mortalità infantile”, in un contesto nel quale si accusa Israele di colpe non sue, conduce direttamente alla secolare accusa antigiudaica di uccidere i bambini non ebrei. Ma Colella non è sicuramente antisemita, ci mancherebbe, fa solo uso, del tutto inconsapevolmente, di topoi antisemiti.

Se vogliamo invece tornare alla realtà, chi si reca al parco Italia creato dal KKL, può vedere un bellissimo ruscello di acqua limpida che lo attraversa. Quest’acqua è una cloaca solo pochi chilometri a monte, quando esce dalle città arabe-palestinesi, ma, dopo che gli israeliani l’hanno purificata, è pulita e riutilizzabile.

Nulla avviene per caso, tutto va pensato e voluto, e, se si rifiuta a priori di sfruttare questo trattamento, non si può poi accusare il proprio nemico di colpe che non ha. Solo nascondendo questa realtà il solerte manovale Colella può scrivere che “Israele ha sfruttato l’85% dell’acqua di superficie palestinese incanalando questa risorsa verso gli insediamenti…”

La direzione del Fatto Quotidiano, già condannata recentemente al pagamento di una forte multa per aver diffuso notizie false, dovrebbe imparare che le questioni tecniche vanno affrontate con i ragionamenti degli specialisti (ingegneri, in questo caso), e non con la propaganda propugnata quotidianamente da B’tselem, “un’organizzazione israeliana che lavora con lo scopo di tutelare i diritti della popolazione araba”, in realtà una ONG di estrema sinistra finanziata con capitali stranieri che da anni ha l’unico obiettivo di presentare Israele come stato criminale.

Le ultime parole dell’articolo sono un capolavoro di infamia che avrebbe deliziato Alfred Rosenberg, “La mortalità infantile causata dall’acqua contaminata pone un freno alla stessa crescita demografica del popolo palestinese”, stabilendo di fatto che gli israeliani ucciderebbero i bambini palestinesi attraverso la contaminazione dell’acqua e in questo modo diminuirebbero l’incremento della popolazione (non servono parole, basta la realtà ben nota a tutti per smentire tale affermazione). L’incremento demografico arabo-palestinese sarebbe per Colella “l’arma più temuta dagli israeliani”. Niente di più falso. La crescita demografica araba ed ebraica è, oggi, sostanzialmente identica, ed Israele non ha oggi più nulla da temere dalla demografia, al netto delle fantasie antisemite dell’articolista.

*La parashà è il brano della Torah che viene letto settimanalmente in sinagoga, ogni sabato se ne legge uno nuovo seguendo l’ordine dei libri del Pentateuco
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Re: Antisemitismo nazi comunista e nazi maomettano

Messaggioda Berto » gio nov 22, 2018 9:14 pm

La Conferenza dei rabbini europei nominerà un ambasciatore per combattee l’estremismo di destra
20 novembre 2018
La Conferenza dei rabbini europei ha incontrato il ministro dell’Istruzione Naftali Bennett e Yuli Edelstein.

di Yair Shalom

http://www.italiaisraeletoday.it/la-con ... pSynRiHI8E


Il Comitato permanente della Conferenza dei rabbini europei (CER) ha visitato la Knesset per discutere l’ascesa dell’estrema destra in Europa e ha annunciato che nominerà un “ambasciatore” per “contrastare l’estremismo di estrema destra”.

Alcune responsabilità dell’”ambasciatore” saranno:

Coordinare tutte le attività CER relative all’estremismo di estrema destra;
Impegnarsi con i principali politici e le parti interessate su questi temi;
Collaborare con altri gruppi ebraici europei in merito all’estrema destra;
Crea un duraturo manifesto contro l’estremismo di estrema destra che può essere utilizzato da governi, organizzazioni e gruppi di difesa.

Pinchas Goldschmidt

Parlando dell’iniziativa, il rabbino capo Pinchas Goldschmidt ha dichiarato: “Con la nomina di un ambasciatore specifico per la campagna contro le ideologie di estrema destra e l’estremismo, il CER riconosce che questa non è una minaccia che può essere ignorata.”E’ allarmante che un uomo da solo possa entrare in una sinagoga , un luogo pacifico per la riflessione, la preghiera e il pentimento, e e diffondere morte e terrore. Non possiamo permettere che una ideologia odiosa possa prosperare. Il nuovo ambasciatore riunirà i principali politici e le parti interessate di tutta Europa per assicurarsi che siamo attrezzati per agire contro l’estrema destra “.

Alla Knesset la Conferenza dei rabbini europei ha incontrato la diaspora e il ministro dell’Istruzione Naftali Bennett e Yuli Edelstein. Il comitato permanente ha condiviso la propria opinione su vari progetti finanziati dal ministero della diaspora e su applicazioni pratiche basate sulle esperienze nelle comunità dei rabbini.

Il comitato permanente continuerà a incontrarsi nei prossimi giorni con il presidente Rivlin e gli ambasciatori di vari paesi europei.
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Re: Antisemitismo nazi comunista e nazi maomettano

Messaggioda Berto » gio nov 22, 2018 9:14 pm

Arabia Saudita: libri di testo traboccanti antisemitismo e odio verso i diversi
Paola P. Goldberger -
22 novembre 2018

https://www.rightsreporter.org/arabia-s ... s7Sv3j8bOY

Ieri il Presidente americano, Donald Trump, ha chiuso tutte le porte ad un eventuale cambio di politica da parte della Casa Bianca nei confronti dell’Arabia Saudita per via del cosiddetto “caso Khashoggi”.

Secondo il pragmatico Trump, l’alleanza con i sauditi è troppo importante per essere messa in discussione a causa dell’omicidio di un giornalista. Troppo importante la svolta “progressista” imposta dal Principe ereditario, Mohammad bin Salman, anche nei confronti di Israele, per buttare all’aria tutta la politica mediorientale americana.

Ma è veramente così? Veramente in Arabia Saudita hanno cambiato idea nei confronti di Israele e più in generale degli ebrei (ma anche dei cristiani e delle altre confessioni) oppure Trump mira solo a non perdere gli affari miliardari conclusi con Riad?

Secondo uno studio della Lega anti-diffamazione (ADL) sui libri di testo finanziati dal governo Saudita non è proprio così.

Anzi, mentre pubblicamente i dirigenti sauditi sembrano rilasciare dichiarazioni di apertura, sui libri di testo destinati alle scuole, e quindi alle future generazioni di arabi, l’antisemitismo più bieco la fa da padrone insieme all’istigazione all’odio verso le altre confessioni religiose in particolare verso i cristiani, i musulmani sciiti e infine contro le donne e gli omosessuali.

Il rapporto della ADL ha analizzato i libri di testo sauditi per l’anno scolastico 2018/2019 (quindi quello in corso) e quelli pubblicati l’anno scorso anche per vedere se ci fossero differenze, se cioè la cosiddetta “svolta saudita” era veramente in corso. La risposta è NO.

Quello che è emerso è agghiacciante. I libri di testo sauditi sono traboccanti di odio verso gli ebrei, verso i cristiani, i musulmani sciiti, verso le donne e verso gli omosessuali.

Nei libri diffusi nelle scuole saudite si trovano dozzine e dozzine di riferimenti antisemiti e più in generale contro Israele. Per esempio si può leggere che «l’obiettivo del governo ebraico globale è quello di controllare il mondo intero».

Un altro esempio è quello riguardante una domanda tendenziosa e biecamente complottista posta gli studenti sauditi che recita così: spiega come il sionismo ha usato ognuna delle seguenti azioni per raggiungere i suoi obiettivi e raggiungere i suoi schemi: 1. Il denaro 2. La politica 3. La donna 4. I farmaci 5. I media.

I patti non rispettati

Come viene ben spiegato nella presentazione del rapporto della ADL, tra le condizioni poste per la gigantesca fornitura di armi americane all’Arabia Saudita c’era quella di eliminare dai libri di testo tutti i passaggi di incitamento all’odio, all’antisemitismo, alla discriminazione razziale, religiosa e sessuale. Ebbene, in Arabia Saudita nemmeno ci hanno pensato di rispettare quei patti, anzi, se possibile i riferimenti antisemiti nei libri di testo destinati alle scuole si sono fatti addirittura più sferzanti e complottisti.

Ci si può fidare dell’Arabia Saudita?

La risposta è chiaramente NO. Non ci si può fidare dell’Arabia Saudita. L’avvicinamento a Israele non è qualcosa che cambia le carte in tavola in maniera permanente, è solo un avvicinamento strategico dettato dalla paura per l’espansionismo iraniano. Nulla di più, nulla di meno. Per il resto rimane esattamente tutto com’era.

L’odio arabo nei confronti degli ebrei non solo rimane intatto negli adulti, ma lo si vuole inculcare anche nelle nuove generazioni che invece, se fosse veramente cambiato qualcosa, dovrebbero essere la base su cui innalzare il tanto agognato cambiamento.
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Re: Antisemitismo nazi comunista e nazi maomettano

Messaggioda Berto » sab dic 15, 2018 7:57 am

La standing ovation della vergogna La Camera alta irlandese approva la “legge sui territori occupati”
6 dicembre 2018
David Sinai

http://www.italiaisraeletoday.it/la-sta ... Ftn1uwxXaM

Il Seanad Éireann, la camera alta del parlamento irlandese, ha approvato la cosiddetta “legge sui territori occupati” che vieta l’importazione o la vendita di beni o servizi dalle comunità israeliane in Giudea e Samaria. Secondo l’Irish Times , ci sono stati sostenuti applausi e una standing ovation da parte dei senatori. Il disegno di legge afferma che “per un soggetto è un reato vendere o tentare di vendere beni dei territori ” .

La legislazione deve ora essere approvata dal Dáil Éireann, la camera bassa del parlamento irlandese, ma il rapporto osserva che, anche se lo fosse, il governo irlandese probabilmente rifiuterà di attuarlo. “Il senato irlandese (Seanad Éireann) ha scelto di dare il proprio sostegno alla legislazione anti-Israele più estrema in Europa. Questo disegno di legge non aiuterà un singolo palestinese e mira a negare la connessione storica tra il popolo di Israele e il luogo di nascita del popolo ebraico. Questo è un disegno di legge, che utilizza selettivamente le decisioni dei tribunali internazionali per discriminare esclusivamente Israele ed escludere tutti gli altri casi di territori contesi “, si legge in una nota del ministero degli Esteri israeliano.


Alberto Pento
Ma la camera bassa però è contraria e questo provvedimento non passerà e non diventerà legge.
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Re: Antisemitismo nazi comunista e nazi maomettano

Messaggioda Berto » sab dic 15, 2018 7:58 am

Demenzialità che paragonano l'antisemitismo con l'anti nazismo-maomettano o naturale e giusta islamofobia.

«Gli ebrei per la Germania» con l’Afd, islamofobia batte antisemitismo
Sebastiano Canetta
Alternative für Deutschland. Comunità locale scioccata dall’endorsement: «Una foglia di fico, ci utilizzano per nascondere il proprio razzismo. La presunta amicizia con Israele e il suo popolo serve a legittimare la politica contro i musulmani»
27.09.2018

https://ilmanifesto.it/gli-ebrei-per-la ... isemitismo

Ebrei per la Germania: la foglia di fico di Alternative für Deutschland per nascondere il proprio antisemitismo e alimentare l’islamofobia. Una notizia «incredibile» per la comunità ebraica scioccata dall’endorsement di chi «non può definirsi popolo ebraico e condividere il loro progetto». Quanto la prova che il messaggio dei fascio-populisti, ormai al secondo posto nei sondaggi nazionali, ha oltrepassato il recinto di politica e storia ma non certo della logica.

Ieri, sventolando la bandiera dell’amicizia con Israele come suggerito dagli spin-doctor che avevano organizzato l’ultima campagna elettorale di Nethanyau; oggi, con la presentazione degli Juden für Deutschland pronti a entrare ufficialmente nelle fila di Afd a Offenbach, in Assia, il prossimo 7 ottobre.

Neppure 25 persone decise a «contrastare l’odio contro gli ebrei in Germania»: quanto basta a fornire l’alibi “a posteriori” ai dirigenti di Afd che hanno negato pubblicamente l’Olocausto, come il leader della Turingia, minimizzando i crimini del Terzo Reich.

«Non si dovrebbe mettere il timbro kosher su Afd» è la metafora politica di Maram Stern del Congresso mondiale ebraico, con Michael Friedmann, ex vicepresidente del Zentralrat degli ebrei di Berlino che ammonisce di non aiutare «un partito che sfida l’umanità, cui nessuno dovrebbe unirsi, tantomeno se ebreo».

Nonostante la propaganda, in Germania Afd tollera l’antisemitismo che permette di catturare i voti dei nostalgici che fino a ieri orbitavano nell’area dichiaratamente neonazista, mentre all’estero il partito si è dimostrato connesso allo zoccolo duro della destra israeliana che immagina il medesimo Occidente inteso come Abendland. L’islam, più ancora dell’Ue o la moneta unica, rimane la priorità politica di Afd che si oppone alla Groko social-democristiana «immigrazionista» perfino con il “falco” Horst Seehofer.

A sentire Elio Adler dell’associazione “Iniziativa dei Valori” «Afd intende utilizzare gli ebrei per nascondere il proprio razzismo. La presunta amicizia con Israele e il popolo ebraico serve, in realtà, a legittimare la politica contro i musulmani». Non certo alla causa della memoria come dimostrano i sopravvissuti all’Olocausto ospiti al Bundestag: «Se in una città tedesca si può ancora ascoltare lo slogan: “Chi ama la Germania è un antisemita”, allora è pericoloso» sottolinea Christoph Heubner, presidente del Comitato degli ex di Auschwitz, ricordando i cori nella marcia dell’ultra-destra a Dortmund lo scorso fine settimana.

Ma Afd rivendica l’istituzione della propria “comunità” ebraica. «Dopo le associazioni di cristiani e omosessuali, anche i membri ebrei ci hanno chiesto di fare il passo» spiegano senza imbarazzo alla segreteria nazionale. «Afd è l’unico partito che affronta la questione dell’odio dei musulmani nei confronti degli ebrei senza sminuire il problema» aggiunge Dimitri Schulz, tra i fondatori degli Juden für Deutschland. Secondo lui «la vita ebraica in Germania è in pericolo, e non c’è alcuna contraddizione tra essere ebreo e contemporaneamente membro di Afd. Non neghiamo che nel partito ci siano singoli antisemiti, ma sono sovrastimati dai media».

Tentativo goffo, ma per niente naif; per comprendere a fondo la chiave dell’iniziativa di Alternative für Deutschland basterà registrare il riassunto scandito dal palco di Offenbach il 7 ottobre. Dalla leader europea di Afd, Beatrix von Storch, e a sentire Schulz anche dall’ex deputata Cdu Erika Steinbach: due politiche navigate che ben conoscono la strategia da impostare alla vigilia delle elezioni in Baviera fissate, esattamente, 7 giorni più tardi.



Orrore, terrore, avversione e odio per il nazismo maomettano o sana e naturale islamofobia
viewtopic.php?f=188&t=2523
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 1751910232
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Re: Antisemitismo nazi comunista e nazi maomettano

Messaggioda Berto » sab dic 15, 2018 8:02 am

L’antisionismo minaccia gli ebrei europei
scrive il Wall Street Journal (13/12/2018)

http://www.controversoquotidiano.it/201 ... ei-europei

“’L’antisionismo non è la stessa cosa dell’antisemitismo’, si continua a sentire. Un nuovo studio suggerisce che per gli ebrei europei, la distinzione non ha senso”, scrive Daniel Schwammenthal, direttore del Transatlantic Institute AJC di Bruxelles. L’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali ha appena intervistato 16.500 ebrei in 12 paesi che rappresentano il 90 per cento della popolazione ebraica della UE. Il 51 per cento di loro ha detto di sentire “frequentemente” o “sempre” che “gli israeliani si comportano ‘come i nazisti’ nei confronti dei palestinesi”. “La controargomentazione di sinistra è che l’antisionismo è una legittima posizione politica che non ha nulla a che fare con l’antisemitismo”, continua Schwammenthal. “Ma gli antisionisti discriminano solo gli ebrei tra i popoli al mondo e chiedono il boicottaggio economico, culturale e accademico dello stato ebraico. Che senso avrebbe dire: ‘Non credo che l’Irlanda abbia il diritto di esistere, ma non sono contro l’Irlanda’? L’antisemitismo è stato paragonato a un virus che si adatta ai cambiamenti della società. Il politico tedesco del XIX secolo Heinrich von Treitschke ha detto che ‘gli ebrei sono la nostra disgrazia’, una frase che i nazisti hanno poi ripreso. E trova il suo equivalente oggi in ‘il mondo sarebbe un posto migliore senza Israele’. Gli estremisti di sinistra, tra cui Jeremy Corbyn, leader del Partito Laburista britannico, fanno propri i tradizionali luoghi comuni antisemiti, sostituiscono ‘ebrei’ con ‘sionisti’ e negano l’antisemitismo. L’Unione Europea vede attraverso questo evidente inganno”.
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Re: Antisemitismo nazi comunista e nazi maomettano

Messaggioda Berto » gio gen 03, 2019 5:43 pm

Usa, dottoressa antisemita licenziata dall'ospedale
Nicola De Angelis - Gio, 03/01/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... _GofOQKWho

È stata licenziata dopo aver fatto alcuni commenti ritenuti antisemiti sui vari social network che gestiva e tra questi una dichiarazione giudicata estrema apparsa su Twitter

La dottoressa è stata denunciata e allontanata da un ospedale dell'Ohio in seguito ad un suo commento su Twitter in cui avrebbe detto:"Io agli ebrei darei medicine sbagliate"

Gli investigatori hanno inoltre scoperto anche altri commenti antisemiti della donna in cui definiva gli ebrei "Cani" e con altri appellativi di dubbia stima:"Haifa (riferendosi alla cittadina israeliana) è molto bella ma in un certo senso è piena di cani ebrei, un po' come gli Stati Uniti d'America". Alle origini di questi dissapori ci sarebbe dunque la "lotta di terra" che da anni ormai imperversa nelle terre della Palestina e in Israele. Questo è soltanto uno dei tanti Twitter riportati da alcuni utenti prima che il suo profilo venisse chiuso.

La Cleveland Clinic ha detto la sua, attraverso la portavoce e rassicurando tutti che:"Non ci sono state segnalazioni di danni provocati ai pazienti da lei curati durante il periodo di lavoro qui. Inoltre, i pensieri della professionista non rispecchiano assolutamente quelli aziendali e dell'organizzazione. In aggiunta, i commenti della donna sono stati fonte di grandissimo imbarazzo per la nostra struttura". LaRepubblica ha riportato la notizia che era già rimbalzata in precedenza sul Time Of Israel. La dottoressa è stata immediatamente licenziata, lavorava all'interno dell'ospedale di Cleveland da neanche un anno. Era entrata nel 2018 ma nonostante ciò non aveva mai provocato danni a persone ebree.

Il nome della dottoressa ha iniziato a fare il giro dei media, si chiamerebbe Lara Kollab e sarebbe di religione musulmana secondo FoxNews. Si è laureata al Touro College di New York in Osteophatic Medicine ed era stata assunta dal Cleveland Hospital a giugno di quest'anno dove ha lavorato fino a settembre, dopo che è iniziata a circolare la notizia di un suo possibile antisemitismo dimostrato attraverso i suoi social network. Il suo ruolo nell'ospedale era quello di supervisore, dunque un ruolo di rilievo.
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Re: Antisemitismo nazi comunista e nazi maomettano

Messaggioda Berto » gio gen 03, 2019 9:51 pm

Craxi il socialista antisemita, antisionista, antisraeliano, filo nazi-maomettano una vergogna italiana.


Craxi, Israele e l'eterno errore sinistro
Stefania Craxi - Mer, 10/10/2007

http://www.ilgiornale.it/news/craxi-isr ... istro.html

Non ho difficoltà ad accogliere l'invito di Fiamma Nirenstein a rivedere, io che porto il nome di Craxi, il giudizio che la sinistra, non solo italiana, ha costantemente dato del conflitto tra israeliani e palestinesi: un giudizio sempre favorevole ai palestinesi e di condanna di Israele.
Fiamma Nirenstein ha scritto un libro appassionato, dunque non esente da giudizi molto personali e perciò opinabili. Ma quando afferma (è il titolo del libro) Israele siamo noi, Fiamma ha cento volte ragione. Israele è un pezzo della nostra civiltà trapiantato in Medio Oriente; è il meglio delle nostre istituzioni democratiche, la migliore comunità di cittadini, il più alto senso della vita che si possa conoscere in un Paese civile. Questo va riconosciuto, va detto a voce alta.
A Bettino Craxi, Fiamma Nirenstein dedica molte pagine di critica, spesso ingiusta, largamente mitigate da una evidente simpatia umana. Ma non si può attribuire a Craxi di aver sposato la causa palestinese per coprirsi le spalle a sinistra. È vero che parlar male di Israele e dell'America era un magnifico collante per i dissidi a sinistra, ma di certo Bettino un simile calcolo non l'ha mai fatto. Bettino vedeva nel Mediterraneo i maggiori interessi dell'Italia e lo voleva perciò pacificato, un mare di scambi e di commerci; e poiché capiva che il bubbone era in terra di Palestina, cercava di risolverlo con le armi della diplomazia. Il suo rapporto con Arafat (sul quale aveva più di un dubbio) nasce dalla necessità di dare all'Occidente un interlocutore credibile per il popolo palestinese; e quanto alla linea politica «pace contro territori», mi sembra appena il caso di ricordare che è stata anche ultimamente la linea di Sharon e di Olmert: e mio padre parlava quando furoreggiava il mito della Grande Israele. Ha ragione la Nirenstein: parlare oggi di pace contro territori è un assurdo dopo quello che è successo a Gaza, trasformata in un poligono di tiro contro Israele. Oggi il problema è battere il fanatismo islamico cui si è purtroppo convertito un buon numero di palestinesi. Meritate, dunque, meritatissime le stroncature delle varie iniziative del ministro D'Alema che va a braccetto con gli hezbollah, che vuole trattare con Hamas, e non disprezza, come Prodi, una chiacchierata amichevole con Ahmadinejad che promette la distruzione di Israele.
Israele è continuamente minacciata nella sua esistenza. Basta leggere i romanzi dei suoi grandi scrittori - Oz, Grossman, Yehoshua - per capire l'angoscia che a Israele cova nel fondo degli animi. Una situazione che avrebbe bisogno di continue attestazioni di solidarietà e non riceve altro che schiaffi e denunce, siano singoli Stati, l'Unione Europea, l'Onu con le sue Ong, tutte rigorosamente antisemite. Le pagine di Israele siamo noi urlano contro questa ormai palese ingiustizia. Ha fatto bene, Fiamma, perché contro tanta viltà non resta che la denuncia. Alta, forte, come il grande atto d'amore che Fiamma Nirenstein dedica al suo popolo nel capitolo dedicato al sionismo. L'ebreo homo faber, che in ogni atto pensa al miglioramento, con un senso dello Stato e della collettività che fa vergognare noi individualisti, cinici edonisti. È una campagna che ci colpisce in viso: purtroppo meritata.
*Parlamentare e membro
della Segreteria politica
di Forza Italia



Quando Craxi disse "La lotta armata palestinese è legittima"

http://www.linformale.eu/quando-craxi-d ... -legittima

Era il 6 novembre 1985 e l’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi riferì in aula sulla politica estera dell’esecutivo da lui guidato. Il leader socialista, che per altri sette mesi avrebbe guidato il terzo governo più longevo della storia dell’Italia repubblicana – dal 4 agosto 1983 al 1 agosto 1986 per un totale di 1093 giorni durante la nona legislatura – si soffermò sulla questione arabo-israeliana giudicando “legittima” la lotta armata dei palestinesi.
“Io contesto la lotta armata all’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina, all’epoca guidata da Arafat n.d.r.) non perché penso non ne abbia diritto ma perché ritengo che non porterà ad alcuna soluzione” dice Craxi davanti ai deputati, sostenendo che non vada però contestata “la legittimità del ricorso alle armi” per “liberare il proprio Paese dall’occupazione straniera”. Era opinione di Bettino Craxi, infatti, che Israele occupasse territori arabi da 18 anni, cioè dalla Guerra dei Sei Giorni vinta nel 1967.
Le parole di Craxi suscitano polemiche ma il presidente del Consiglio è anche applaudito dalla maggior parte dei parlamentari. Tra i contestatori se ne distinguono tre in particolare richiamati dalla presidente della Camera, la comunista Nilde Iotti. Il primo è l’onorevole Guido Martino, del Pri, non immediatamente riconosciuto dalla Iotti: “Ma chi è quello là? Onorevole Martino, la prego”.

Guido Martino

L’onorevole Martino, scomparso nel 2001, inveisce contro Craxi immediatamente dopo la frase “Non ne contesto la legittimità” (della lotta armata n.d.r.), in ossequio alle posizioni filo-israeliane del Partito Repubblicano, ben rappresentato all’epoca da un segretario come Giovanni Spadolini che pure era Ministro della Difesa di quel governo Craxi.
Seguono contestazioni dai banchi del Msi, Il Movimento Sociale Italiano. Due esponenti del partito di destra sono richiamati all’ordine da Nilde Iotti: Filippo Berselli, avvocato rimasto parlamentare fino alla scorsa legislatura prima in quota An, poi Pdl e infine Ncd, e Cesco Giulio Baghino, giornalista scomparso nel 2003.

Ancora oggi Craxi è ricordato come un eroe per i fatti di Sigonella: “il grande statista che si oppose al gigante Usa”, ma in realtà contribuì alla fuga del terrorista palestinese Abu Abbas, organizzatore del sequestro della nave Achille Lauro sfociato nell’omicidio del cittadino ebreo statunitense Leon Klinghoffer, disabile.
Il video di uno stralcio dell’intervento di Craxi, con relative contestazioni e richiami di Nilde Iotti, aiuta a ricordare chi eravamo: c’è stato un periodo, nella prima repubblica, in cui nel parlamento italiano si definiva “legittimo” il terrorismo palestinese, provocando contestazioni solo dai banchi del Pri e del Msi. Due partiti marginali e, nel caso del Msi, perennemente all’opposizione.


IO CRITICO, NON SONO ANTISEMITA
17/5/1988

https://ricerca.repubblica.it/repubblic ... emita.html

Penso che il governo israeliano non persegua seriamente una prospettiva di pace. Non l'ha mai aperta e con questo suo atteggiamento non la apre. In una intervista al telegiornale di Rete A, Bettino Craxi torna all' attacco contro la politica israeliana nei territori palestinesi. Se io fossi in Israele ha detto il segretario socialista sarei all' opposizione e pur tuttavia difenderei secondo un'altra via, che è quella che a me pare più giusta, l'interesse della pace e del popolo israeliano.
Craxi rifiuta le accuse di antisemitismo. Si tratta di tutt'altro, ribatte il leader socialista, oggi chiunque critichi il governo di Tel Aviv viene accusato di estremismo antisemita, di collusione coi terroristi e quant'altro. Tutte cose, conclude Craxi, che appartengono naturalmente a una sfera intollerabile e inaccettabile. La questione mediorientale sarà oggi al centro di un dibattito a Montecitorio.
La discussione sarà aperta dal ministro Andreotti e riguarderà sei mozioni presentate dalle opposizioni (Pci, Dp, Sinistra indipendente, verdi e radicali) e anche dal partito socialista. La mozione del Psi impegna il governo ad assumere le iniziative opportune per la ricerca di una soluzione politica stabile e duratura in Medio Oriente.
Nella loro mozione, i comunisti chiedono che cessi la repressione nei territori occupati e che siano messe in atto misure urgenti di garanzia che tutelino i diritti dei palestinesi, affidate ad una autorità internazionale sotto l' egida dell' Onu, considerando che spetta alla Cee un impegno particolare. Il Pci chiede ancora una conferenza internazionale di pace e il riconoscimento dell' Olp da parte del governo italiano. La richiesta di una conferenza internazionale viene avanzata pure dalla Sinistra indipendente, che sostiene anche la necessità di convocare il Consiglio di sicurezza dell' Onu per domandare in quella sede sanzioni per Israele.
Ultima richiesta: richiamare a Roma per consultazioni l' ambasciatore italiano a Tel Aviv. Anche i verdi reclamano il richiamo dell' ambasciatore e impegnano il governo a riconoscere l' Olp (chiedendo al contempo all'Olp di riconoscere il diritto all' esistenza dello stato di Israele) e di promuovere in sede comunitaria la sospensione del protocollo Cee-Israele.
La mozione demoproletaria chiede al governo di promuovere passi ufficiali presso l'Onu e presso il governo di Tel Aviv affinché si realizzi il ritiro delle truppe di occupazione dalla Cisgiordania e da Gaza in modo da consentire in quei territori la nascita di uno stato palestinese che conviva in pace con quello di Israele. I radicali, infine, ritornano sulla proposta lanciata da Craxi. La loro mozione impegna il governo ad operare urgentemente perché si giunga all' attribuzione alla Cee della responsabilità di un mandato di amministrazione fiduciaria dei territori attualmente sotto amministrazione militare di Israele. Non è escluso che altre mozioni sul Medio Oriente siano presentate in giornata durante il dibattito. La discussione dovrebbe comunque concludersi questa sera con la votazione.


Craxi, Sigonella e i palestinesi: perché non fu vera gloria
Davide Simone

https://www.progettodreyfus.com/craxi-s ... era-gloria

L’anniversario della crisi di Sigonella sta facendo (ri)emergere, nel solco di una “laudatio temporis acti” sempre presente nel dibattito politico nazionale, una lettura agiografica, e dunque scollegata dal rigore analitico, dell’operato craxiano durante quei convulsi giorni del 1985.

Un approccio più razionale e distaccato aiuterà tuttavia a disperdere la coltre di forzature ideologiche e patriottarde che impedisce un’analisi esaustiva dell’episodio, evidenziando, in particolare, che: -il leader socialista non aveva altra strada se non quella di un’opposizione netta e diretta a Washington, in virtù del fatto che la pretesa americana di arrestare i responsabili dell’uccisione di Leon Klinghoffer (avvenuta in acque territoriali italiane e a bordo di una nave italiana) si poneva come una forzatura palesemente inaccettabile e non proponibile del diritto internazionale

Craxi permise al capo dei terroristi, Abu Abbas, di lasciare impunito il nostro Paese, dopo un indegno balletto con le autorità italiane in cui il criminale dette l’idea di poter trattare da una posizione di forza. Da qui, e principalmente da qui, la frattura tra Italia ed USA, dal momento in cui il Presidente del Consiglio italiano tradì l’impegno preso con Ronald Reagan di tenere sotto custodia in Italia i palestinesi coinvolti nel sequestro dell’ “Achille Lauro”.

Abu Abbas venne arrestato in Iraq dalle forze armate statunitensi il 15 aprile 2003 e morì l’8 marzo 2004, ufficialmente per cause naturali.



Morto Nemmer Hammad, il fiancheggiatore del terrorismo palestinese legato ad Arafat ed amico di Andreotti e Craxi
Emanuel Baroz 30 settembre 2016
Addio al palestinese della Prima Repubblica
di Mattia Feltri
(Fonte: La Stampa, 30 Settembre 2016)

http://www.focusonisrael.org/2016/09/30 ... ti-e-craxi

Si è spento ieri a 75 anni, dopo una lunga malattia, Nemer Hammad. Le sue mirabolanti avventure ebbero un passaggio cruciale al Consiglio europeo di Venezia (1980) quando, per le insistenze di Giulio Andreotti e Bettino Craxi, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina fu accettata come unica rappresentante dei palestinesi. L’Olp aprì un’ambasciata in via Nomentana a Roma, non s’è mai capito se pagata dai servizi o dalla Farnesina, e da lì cominciò il trionfo di Hammad, culminato due anni più tardi nell’incredibile fuga di Yasser Arafat, leader di Olp, da Beirut assediata; si era all’indomani del massacro di Sabra e Shatila, e Hammad aveva contribuito ad ottenere il salvacondotto del suo capo, trasportato a Tunisi sotto protezione delle forze francesi e italiane. Poche settimane dopo Arafat fu ricevuto a Roma con tutti gli onori, e di più, visto che gli fu consentito di entrare in Parlamento con la pistola al fianco. Il 2 ottobre, Arafat è al Quirinale, da Pertini, e la legittimazione è completata – sempre per merito dei tre: Hammad, Andreotti e specialmente Craxi.
Questo strano e misterioso palestinese è ricordato in Italia soprattutto per il ruolo durante il sequestro dell’Achille Lauro, dove viene assassinato l’ebreo americano Leon Klinghoffer. È il momento della crisi fra Craxi e Reagan ma è grazie ad Hammad che il capo del commando, Abu Abbas, fugge a Belgrado e i dirottatori non finiscono in mani americane. Ed è lui – si dice, chissà se è vero – che nel periodo degli attentati alla sinagoga e a Fiumicino, garantisce gli accordi segreti fra Italia e palestinesi. Ma con le intese di Oslo, voilà, Hammad diventa entusiasta del dialogo e incontra Tullia Zevi. Nel frattempo i figli sono diventati romani, frequentatori della vita notturna. E lui, per fantastico ribaltamento, lotta contro la malattia in un ospedale di Tel Aviv.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Antisemitismo nazi comunista e nazi maomettano

Messaggioda Berto » ven gen 04, 2019 3:49 am

Cari amici,
Giulio Meotti
https://www.facebook.com/giulio.meotti/ ... 4554185704

quante cose si scoprano a sfogliare la più precisa, dettagliata e importante “lista nera” dei 50 stati al mondo che perseguitano i cristiani e appena diffusa da Open Doors. Si scopre ad esempio che fra i primi dieci paesi, con l'eccezione di quella topaia comunista che è la Corea del Nord e che dovrebbe entrare nei libri di storia, sono tutti paesi islamici. Strano no? Visto che il Vaticano, che rappresenta un miliardo di cristiani, non solo si rifiuta di nominarli, questi persecutori dei cristiani, ma li incensa pure. Si scopre anche che, fra questi cinquanta paesi, non c'è quello dove è nato il cristianesimo e che da 70 anni è nelle mani salde e sagge del popolo ebraico: Israele. Già, nella lista nera ci sono i Territori palestinesi che perseguitano i cristiani, ma Israele non c'è proprio. Strano anche questo, no? Visto che è uno stato che la Santa Sede ha riconosciuto soltanto venticinque anni fa, che si rifiuta di nominare chiamandolo “terra santa” e di cui molte chiese nel mondo, soprattutto progressiste, tifano per i suoi nemici. Ecco la lista. Tenete a mente queste tre parole: islam, Israele, cristiani. Tirate le somme e le conclusioni. Non c'è peggior cieco di chi non vuole vedere.


Maryan Ismail
In Somalia vengono perseguitati i mussulmani non fondamentalisti, figuriamoci le persone di fede diversa. È una polveriera che galleggia sulle bombe. Addirittura anacronistico metterla nella lista delle Nazioni. Non esistiamo quasi più.

Johan Liebert
Maryan Ismail purtroppo ci sono anche somali che vorrebbero dividere il loro paese in nuove entità pressoché insignificanti. Come se non bastavano già i problemi che ci sono. Mi dispiace per ayeyou, se ne è andata senza vedere il suo paese in pace e prospero.

Alberto Pento
Mi chiedo se i maomettani non fondamentalisti sono veri mussulmani, considerato che Maometto era un fondamentalista assassino e che pretendeva obbedienza assoluta dai suoi fedeli, discepoli e seguaci.

Maryan Ismail
Alberto Pento , provocarmi non serve a nulla. Anche Maometto dovrà rendere conto delle sue azioni di fronte a Dio. Non devo certo prendere patenti di cittadinanza da nessuno.

Alberto Pento
Gentile Maryan Ismail l'argomento non è la cittadinanza ma il maomettismo e la sua disumanità criminale anti cristiana, antisemita, anti ogni diversità religiosa e di pensiero. E criminali non sono solo i fondamentalisti odierni ma anche quelli di ieri a cominciare dal primo fondamentalista islamico che fu Maometto modello per tutti i maomettani o mussulmani o islamici.
Quindi, secondo lei Maryan Ismail, un buon e vero maomettano non segue l'esempio e la parola del profeta e maestro Maometto e quanto scritto nel Corano e l'essere maomettani è altro da Maometto e dal suo esempio, buono a sapersi e che lo sappiano tutti i maomettani che secondo lei Maometto non era un buon e vero mussulmano e che l'Islam è altra cosa da quella inventata da Maometto!
Poi mi consenta di ricordarle che Maometto e i maomettani prima di rispondere a Dio e al loro Allah devono rispondere agli uomini e all'umanità.



Umberto Pavoncello
Alberto Pento il suo intervento mi sembra poco tollerante, tutte le religioni e tutte le correnti politiche-filosofiche hanno il loro lato oscuro, inutile menzionarle tutte. Le persone cenno giudicare dalle azioni e non dal credo religioso politico. Dire che tutti i musulmani sbagliano è razzismo.

Maryan Ismail
Per fortuna non essendo un dogma religioso un mussulmano può procedere liberamente a non seguire pedissequamente ciò che fece Maometto.
Certo è riconosciuto guida,a pur sempre uomo e non Dio.
Siamo muslim, non mohammadiani.
Contestualizzare le azioni e le gesta del profeta non ci rende meno islamici e neppure irrispettosi verso la religione.
Come viene detto nel Corano 2: 256 : La Ikra laha fii Diin. e cioè : Non vi è costruzione nella religione.
La libertà personale e il diritto/dovere di cittadinanza parte da questo importante dogma religioso e ci pone rispettosi nei confronti dell'uomo e dell'umanità.
Ciò vale anche per i mussulmani.
Non vi è contraddizione religiosa se siamo disposti a riconoscerci uomini tra gli uomini.
Dopodiché se la violenza prende il sopravvento, ebbene è certamente colpa di chi ha voluto e vuole asservire un testo sacro al dominio economico e politico con il quale, tra l'altro, l'Occidente cristiano va beatamente a braccetto per via dei petrodollari.
Ma questo è un altro tema ed è il cancro dell'Islam e della storia contemporanea.


Alberto Pento
Umberto Pavoncello come si pone lei difronte a Hilter, al Mein Kampf, al nazismo ariano-hitleriano dei social nazionalisti ?
Ecco, io difronte a Maometto al suo Corano e ai nazisti maomettani suoi seguaci che per me e moltissimi altri uomini di buon senso e di buona volontà della terra (magari areligiosi, atei e aidoli), sono incomparabilmente più razzisti e pericolosi di Hitler e dei nazisti ariani, mi pongo alla stessa maniera.

Per me,
un maomettano (o mussulmano o islamico) seguace di Maometto e del Corano è molto peggio dei nazisti che seguivano e seguono Hitler, il suo arianesimo e la sua dottrina esplicata nel Mein Kampf;
esso è potenzialmente una fonte di male come Maometto che è stato un prepotente razzista assassino e che come prescritto nel suo Corano (che per i maomettani è la parola increata di Allah l'idolo di Maometto e non un libro qualsiasi) e come testimoniato e confermato da 1400 anni a oggi di espansione imperiale violenta, di conflitti e di guerre civili, di discriminazioni e stermini a centinaia di milioni, di ogni diversamente religioso e pensante della terra,
maomettani o mussulmani seguaci di maometto, da cui potersi aspettare gli stessi comportamenti di Maometto che sono attuati dai cosidetti fondamentalisti islamici o islamisti che riproducono/ripetono/realizzano fedelmente le sue gesta, le gesta del profeta, loro maestro e modello per tutti i mussulmani.
Il fatto che non tutti i maomettani abbiano comportamenti fondamentalisti e che non si mettano a discriminare e ad ammazzare i non mussulmani, non significa:
1) che chi lo fa non sia un maomettano o sia un cattivo mussulmano;
2) che chi non lo fa sia invece un buon mussulmano;
3) che chi oggi non si comporta come Maometto e i suoi seguaci più fedeli o fondamentalisti, non lo possa fare in seguito come dimostrano gli atti terroristici quotidiani nei paesi maomettani, nell'Occidente americano ed europeo, in Africa e in Asia, compiuti da mussulmani prima apparentemente pacifici e buoni, detti radicalizzati.

I razzisti sono i nazisti hitleriani, staliniami e maomettani non chi li stana, denuncia, combatte e bandisce.



Alberto Pento
Gentile Maryan Ismail ho preso in carico il suo contributo e sto approntadone uno adeguato.

Maryan Ismail ha scritto:

1) Per fortuna non essendo un dogma religioso un mussulmano può procedere liberamente a non seguire pedissequamente ciò che fece Maometto.
Certo è riconosciuto guida,a pur sempre uomo e non Dio.

2) Siamo muslim, non mohammadiani.
3) Contestualizzare le azioni e le gesta del profeta non ci rende meno islamici e neppure irrispettosi verso la religione.
4) Come viene detto nel Corano 2: 256 : La Ikra laha fii Diin. e cioè : Non vi è costruzione nella religione.


Alberto Pento scrive:

1) Questo è il primo dogma dell'Islam, la testimonianza di fede:
La shahāda, o "testimonianza" di fede (in arabo ﺷﻬﺎﺩة):

Ašhadu an lā ilāha illā Allāh - wa ašhadu anna Muḥammadan Rasūl Allāh
"Testimonio che non c'è divinità se non Dio (Allàh) e testimonio che Muḥammad è il Suo Messaggero".
... Maometto si concepisce come indissolubile da Allah. L'Islam è la religione della sottomissione ad Allah e a Maometto che rappresentano una entità unitaria e indivisibile. Allah è l'unico dio adorato da Maometto perché di fatto è il suo dio prediletto, il suo e non di altri. Maometto di fatto acquisisce lo stesso status di Gesù Cristo nel cristianismo, che è parte integrante del Dio unico e trino, dove non è concepibile la fede nel Dio Padre senza credere nella rivelazione di Gesù. Allo stesso modo nell'Islam non è concepibile la fede in Allah senza credere in Maometto come sigillo della profezia, il Messaggero attraverso cui si attua il compimento della rivelazione. Si è mussulmani solo se si crede simultaneamente in Allah e in Maometto. Si diventa mussulmani recitando la shahada, la testimonianza di fede, che va pronunciata in arabo alla presenza di due testimoni. ... (Tratto dall'opera di un ex mussulmano apostata minacciato di morte e che vive sotto scorta, grande conoscitore di questo mondo disumano).

E chi nega che Maometto sia il modello perfetto per ogni maomettano e che non debba essere seguito come tale non è certamente un vero e buon mussulmano, ed è probabile che in realtà sia un mentitore mascherato da credente. Allo stesso modo che uno che si dice cristiano negasse che Gesù Cristo sia il modello perfetto da seguire per ogni cristiano. Io che non sono più cristiano mi sono felicemente liberato dall'ossessione demenziale di assomigliare a Cristo.

Sugli altri punti mi riservo ulteriori commenti.




Maryan Ismail
Sono lontanissima dal pensiero, per fortuna non unico, dell'ex mussulmano apostata.
Rispetto la sua scelta e darei la vita per farlo esprimere in libertà.
Preferisco una via di nuova esegesi coranica e giuridica e a questo processo guardo con interesse.
Perché ,è vero, che l'Islam è testimonianza di fede , ma è altrettanto vero che ci si sottomette a Dio e non al suo profeta in quanto uomo tra gli uomini, profeta tra profeti.
Certo che per il mussulmano è esempio di virtù, ma è altrettanto vero che, da uomo viene criticato e ripreso nel Corano per i suoi errori e che le sue azioni politiche e militari sono da contestualizzare e non da eseguire tout court, come chiedono di fare wahabiti/salafiti e fratellanza islamica per il loro dominio politico sulla Ummah.
Chiunque venera il profeta come Dio e non come guida spirituale è un idolatra.
Altra forzatura è paragonare Gesù Cristo e Mohamed.
Nell'Islam un preciso dogma dichiara che Dio non è stato generato, nè ha generato e nessuno è uguale a lui (Corano 112:1-4 ).
Nessun problema da parte mia nel rispettare coloro che credono e venerano la Trinità, poiché chiunque ha diritto alla propria fede e alla cultura di appartenenza.
Pronta ad affrontare questi punti con l'amico apostata sotto scorta, come con qualsiasi grande mufti.
Bene se ci vuole confrontare e criticare con la conoscenza e il sapere delle cose e non con l'ideologia che porta a dire che "tutta" una religione o il suo mondo sono disumani.
Ciò è quel substrato culturale che prepara allo scontro e non alla dialettica tra pari.
Ed infine e ancora una volta, nessuno può giudicarmi mussulmana o meno se non me stessa e le mie azioni personali dei quali non devo rendere conto.
Lei consapevolmente ha scelto di non essere cristiano, ha il mio massimo rispetto e considerazione e tutti i diritti di essere ciò che sente.
Io scelgo di professare la mia religione e non sono un'assassina o promotrice di morte, bensì cittadina come altri.
Buona giornata e buona Epifania (nel senso festivo della giornata).

Perché ,è vero, che l'Islam è testimonianza di fede , ma è altrettanto vero che ci si sottomette a Dio e non al suo profeta in quanto uomo tra gli uomini, profeta tra profeti.



Alberto Pento
Lei Maryan Ismail sogni pure un Islam buono e civile che non esiste, io mi batto per perseguire e bandire l'Islam cattivo e disumano che c'è, l'unico esistente e fondato da Maometto e prescritto dal Corano.

Lei Maryan Ismail professi pure la sua idolatria politico religiosa nazi maomettana e persegua pure una via eretica di nuova esegesi coranica e giuridica a cui guardare con interesse; è bene precisare però che la stragrande massa dei nazi maomettani la pensa diversamente da lei come la pensava diversamente da lei anche Maometto e il suo idolo Allah.

In Occidente l'idolatra, incivile e disumano nazismo maomettano si serve delle donne come lei per cercare di neutralizzare la sana e giusta diffidenza e avversione che suscita e ingannare gli occidentali con un Islam buono che non esiste e che non è mai esistito.
Io invece mi batto affinché Maometto, il Corano con il suo idolo Allah e il suo culto idolatra nazi maomettano siano banditi e perseguiti come lo è stato per Hiltler, il suo Mein Kampf e la sua ideologia politica nazista e razzista.



Maryan Ismail
Alberto Pento sul battersi contro il nazi fascismo islamista siamo più che d'accordo.
Come sul mio essere ottimista.
In fondo Gesù iniziò con 12 apostoli a cambiare il mondo.
Non sono ne sarò mai come lui ma l'esempio di quel potente profeta non è da sottovalutare.

L'unica cosa che le contesto e rigetto è il suo indicarmi strumento "buono" dei nazi fascisti islamisti.

Non sono così ingenua, non me lo permette il tributo altissimo che io e la mia famiglia abbiamo pagato.
Non posso scordarmi che chi ha torturato, straziato e infine ucciso barbaramente mio fratello Yusuf M. Ismail Bari Bari ambasciatore somalo presso le Nazioni Unite di Ginevra, erano mussulmani nazi fascisti, jihadisti , wahabo/salafi/fratellanza che agiscono sotto la sigla degli Al Shabab.
Ma soprattutto non dimentico chi erano e sono i loro mandanti.
Gli stessi con i quali l'Occidente va a braccetto per i propri affari.

Io non scappo e dal di dentro promuovo il cambiamento, perché la mia storia e quella del mio paese liberale, sufi e pacifico riprendano il loro posto tra le Nazioni e l'umanità.

La ringrazio per il civile confronto dal quale spero che lei abbia potuto intravedere una diversa prospettiva di resistenza.

Forse una delle poche valide per un miliardo e mezzo di persone che non possono essere cancellate con solo posizioni di contrapposizione, ma con un reale cambiamento di vita e cultura.
Abbiamo gli strumenti della globalizzazione per fare controinformazione basta saperli usarli con intelligenza e perseveranza.

Questa la mia scelta e so che non è un cammino facile per gli ostacoli che dobbiamo superare dentro e fuori della nostra fede.
Ma cammino insieme alle sorelle curde, iraniane, algerine, pakistane, marocchine, tunisine, saudite, e persino le induiste che si battono sul campo con una forza incredibile per i propri diritti e per una lettura diversa dei testi.

Le auguro una felice giornata.



Alberto Pento
Alcune osservazioni su quanto scritto da Maryan Ismail:
1) il nazi fascismo maomettano non è islamista ma islamico, il primo terrorista mussulmano o islamico fu proprio Maometto e non si può dire che Maometto fosse un islamista perché Maometto in verità fu il primo islamico, il fondatore del terrorismo maomettano o mussulmano o islamico.
Gli islamisti sono soltanto gli studiosi dell'Islam o nazismo maomettano islamico.
2) Gesù l'ebreo eretico, che per me è solo un uomo, non ha cambiato il Mondo, è solo morto sulla croce ucciso dai romani. Il Mondo certamente è stato influenzato anche dagli ebrei e dai cristiani come da tanti altri venuti prima e dopo di loro.
Rispetto ai diritti umani universali l'umanità dell'ebreo Cristo, pur nei suoi limiti e nelle sue imperfezioni umane e religiose, rifulge come un sole rispetto alla tenebra orrenda e infernale della disumanità di Maometto.
3) I mandanti delle sue tragedie famigliari sono maomettani forse più di lei e sono i diretti discendenti del beduino arabo Maometto fondatore del nazismo maomettano o Islam.
4) L'occidente fa affari con tutto il Mondo e non ha alcuna responsabilità nei conflitti generati dall'Islam all'interno dei paesi dominati dalle teocrazie monarchiche e dalle dittature democratiche nazi maomettane.
5) Non credo assolutamente che lei possa produrre un qualche cambiamento significativo nel Mondo mussulmano, verso la liberazione delle popolazione islamiche dal nazismo maomettano in quanto lei stessa è pienamente maomettana e certamente la finzione verbale distintiva da lei adoperata tra islamici e islamisti lo sta a dimostrare.
6) Per noi non mussulmani, diversamente religiosi e non religiosi, lei non costituisce affatto una garanzia della bontà del maomettismo o Islam o nazismo maomettano. Lei con le sue parole non mi tranquillizza ma mi conferma pienamente la pericolosità dell'Islam o nazismo maomettano in tutte le sue variabili anche quelle apparentemente rispettose e buone.

Con questa mia chiudo la discussione per quanto mi riguarda, lei ovviamente può aggiungere la sua.
Buona serata e buona settimana.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Antisemitismo nazi comunista e nazi maomettano

Messaggioda Berto » lun gen 14, 2019 8:33 pm

Le provocazioni dei nemici di Israele e la nostalgia del Bund
Ugo Volli
7 gennaio 2019

https://www.progettodreyfus.com/bund-sionismo-israele

Anche quest’anno un fantomatico gruppo che si firma “Freedom for Palestine – Boycott Israel” ha diffuso un volantino all’università di Torino in cui annuncia una serie di “seminari autogestiti” in occasione del Giorno della Memoria. Sono quattro occasioni intitolate «1933: patto col diavolo. Il boicottaggio ebraico della Germania e l’accordo commerciale tra nazisti e sionisti», «Frontiere chiuse agli ebrei. La Shoah e le responsabilità degli Alleati: da Evian al fallimento delle operazioni di soccorso», «Le stelle saranno il nostro testimone». Letture e discussione da «Cinque anni nel ghetto di Varsavia di Bernard Goldstein» e «Autonomia nazional culturale senza Stato. La soluzione del Bund alla questione ebraica».

È naturalmente un’iniziativa scandalosa, veramente schifosa, che ha lo scopo evidente di togliere agli ebrei anche il diritto di ricordare da sé il genocidio di cui sono stati oggetto. Ci vuole una gran faccia tosta per promuovere un’iniziativa del genere. Come ha scritto il solo politico torinese che abbia preso posizione sulla vicenda, il leghista Fabrizio Ricca (non una parola, a quel che ne so, dagli antifascisti facili allo scandalo del Pd e dintorni) «Usare il sionismo come nuovo antisemitismo è da nazisti. Vergogna».

Vale la pena di notare però un paio di cose. La prima è che gli autori di queste iniziative non c’entrano nulla con l’università. Non sono stati in grado di indicare un’aula per i loro “seminari” ma hanno indicato un appuntamento nell’”atrio centrale” del Campus Luigi Einaudi, evidentemente con l’intenzione di entrare senza permesso in un’aula. Evidentemente non contano di mobilitare le folle, ma solo di fare notizia con le loro provocazioni. Il fatto è che le forze dell’ordine hanno praticamente abbandonato il Campus agli autonomi no tav e antisemiti. Anche il loro riferimento nel corpo docente, tale Daria Carminati, che ha anche denunciato Fabrizio Ricca per le sue prese di posizione contro queste iniziative, in realtà non è una docente, anche se spesso viene indicata come professoressa, ma è una pensionata che passa il tempo a fare la palestinista.

L’altra cosa che puà essere significativo considerare sono i loro argomenti. Naturalmente se la prendono con il tentativo sionista di estrarre quanti più ebrei possibili dalla macchina del genocidio, anche trattando con i nazisti per comprare la salvezza di coloro che i nazisti erano disposti a rilasciare a pagamento. È un argomento noto, ci sono parecchi libri e perfino film che ne parlano, si sa anche che Il Gran Muftì di Gerusalemme Muhammad Amīn al-Husaynī, padre dell’Olp, riuscì ad opporsi a questi commerci e a far sì che non ci fossero eccezioni alla Shoah. Farne scandalo è un tipico artificio retorico antisemita, per esempio usato nel libro negazionista di Mahmoud Abbas, attuale dittatore dell’Autorità Palestinese e successore, in un certo senso del Gran Muftì.

L’argomento più interessante però è quello dei due seminari finali, in cui si indica come alternativa “buona” al sionismo il movimento bundista, che avrebbe propugnato come “soluzione alla questione ebraica” (sinistro lapsus da parte di chi ha scritto il volantino, manca solo “finale”) l’”Autonomia nazional culturale senza Stato”. Il tema è interessante perché lo stesso rimpianto dei provocatori di Torino è stato espresso da alcuni “diversamente sionisti” collaboratori di Moked/Pagine ebraiche, che ripetutamente hanno rilanciato il bundismo come ideale ancora attuale (per esempio qui http://moked.it/blog/2018/12/13/bund ), giustamente criticati da Emanuele Calò http://moked.it/blog/2018/12/25/neobundismo .

Il Bund è stato un tentativo di organizzazione socialista autonoma degli ebrei dell’impero russo, certamente una nobile iniziativa, che però da un lato si è opposto duramente al sionismo e ne è stato sconfitto nel primo decennio del secolo scorso, dall’altro si è opposto al socialismo generale russo e in particolare ai bolscevichi che ne hanno spazzato via i resti appena preso il potere. Non ha partecipato dunque né alla fondazione dello Stato di Israele né alla rivoluzione russa, è uno di quegli esperimenti che la storia ha eliminato senza tracce e a parte le qualità morali dei suoi membri ha il solo merito, agli occhi di chi lo rievoca oggi di contestare la legittimità dello stato di Israele, indicando la soluzione di una “autonomia culturale senza stato” che non ha mai funzionato da nessuna parte al mondo ed è stato completamente distrutto oltre un secolo fa. Che dei nemici espliciti dello stato di Israele, sostenitori del palestinismo che aspira a distruggere non solo Israele ma il popolo ebraico, si capisce. Che sulla stessa linea vi siano collaboratori dei media ebraici, sconcerta non poco.







PERCHE' LA DESTRA AMA ISRAELE E LA SINISTRA LO ODIA?
[dalla bacheca di amici, Ugo]
10 gennaio 2019

https://www.facebook.com/zio.Ferdinando ... 4541059685

... Gli schieramenti ideologici pro e contro lo Stato ebraico non hanno mai aiutato a comprendere la complessità del Medio Oriente. Ma forse qualcosa sta cambiando.
Spesso, nella polemica della sinistra contro Israele emerge un tema insidioso, che va discusso. Che i politici più vicini a Israele siano nel centrodestra (Berlusconi e Salvini), non andrebbe visto come un merito di questi leader ma come una vergogna per Israele? perché rivelerebbe la natura "fascista" del suo governo? Il ragionamento non regge.
È vero, comunque, che sempre più l'appoggio a Israele è una caratteristica dei governi e dei politici di destra. Ma questo pone una domanda che andrebbe posta piuttosto ai politici e ai governi di sinistra: perché appoggiano i terroristi di Hamas e Fatah e non Israele? Perché si sentono più dalla parte degli Hezbollah, proclamati terroristi anche dall'Unione Europea? Perché soprattutto stanno dalla parte dei barbari governanti dell'Iran, che detengono il record delle esecuzioni capitali, uccidono i gay, opprimono le donne e le minoranze religiose, organizzano attentati in tutto il mondo e anche in Europa, cercando con ostinazione di dotarsi di armamenti atomici e missilistici? Perché con loro invece che con Israele, che è una democrazia pluralista dimostratasi concreta? È colpa della sinistra, anche di quella democratica, aver abbandonato Israele in nome di un terzomondismo ideologico e anche un po' razzista.
Ma comunque c'è una risposta anche per Israele. È un piccolissimo stato, che è da sempre oggetto di attacchi politici economici e militari da parte di paesi immensamente più vasti e popolosi. E da sempre cerca l'appoggio di chi ci sta, anche se il loro regime non gli piace. Durante la prima guerra successiva alla sua nascita, boicottato dalla Gran Bretagna e godendo di un appoggio americano molto parziale (perché il Dipartimento di Stato di allora era contrario allo Stato ebraico), Israele comprò le armi che gli permisero di non farsi schiacciare, dalla Cecoslovacchia proprio nel momento in cui entrava nell'orbita sovietica. Negli anni successivi Ben Gurion accettò l'alleanza dell'Iran allora oppresso dallo Scià, della Turchia allora sotto il tallone dei generali, affrontò una dura battaglia interna per avere rapporti con la Repubblica Federale Tedesca, che pure allora non aveva rotto la sua continuità statale col nazismo. Gli esempi si potrebbero moltiplicare.
C'è un'altra considerazione da fare. Se delle forze politiche di destra cercano l'amicizia di Israele per mostrare un cambiamento e una lontananza dai fascismi, questo è un fenomeno positivo. Basta pensare, nel nostro paese, alle conseguenze della visita di Fini in Israele, quindici anni fa, che non cancellò certo le colpe del fascismo ma ridusse moltissimo gli spazi della possibile complicità dell'antisemitismo. Infine c'è un altro discorso da fare. Vi è una strategia di 'delegittimazione' degli avversari politici che la sinistra persegue sistematicamente con tutti, che qualcuno ha chiamato ironicamente "reductio ad hitlerum": era fascista per loro Berlusconi, lo è Salvini, non parliamo di Trump, e poi Orban, Bolsonaro, Kurz, i governanti polacchi, Wilders, tutti coloro che non seguono la loro linea politica. È una tattica che in realtà funziona poco. Che questi politici appoggino fattivamente Israele e che Israele li tratti di conseguenza, è nella logica dei rapporti politici internazionali di tutti gli Stati. Salvo stabilire a prescindere che la colpa è tutta di Netanyahu, anche lui ridotto da certi estremisti di sinistra naturalmente "ad hitlerum".

Alberto Pento
Storicamente le destre (monarchiche, liberali e repubblicane) erano fasciste e naziste solo laddove si erano dovute mescolare alle sinistre, infatti le radici del fascismo italiano e del nazismo tedesco erano per entrambe il socialismo e le destre vi si erano mescolate solo per evitare la deriva comunista generando comunque e loro malgrado delle dittature e dei totalitarismi in parte come quello comunista, a prova del fatto che il socialismo è quasi impossibile da domare e lo stanno dimostrando anche le social-democrazie con il loro ateismo anticristiano, la loro debolezza terzomondista con l'apertura all'invasione dei clandestini e la loro sottomissione al nazismo maomettano.


Niram Ferretti
PERCHÉ LA DESTRA AMA ISRAELE E LA SINISTRA LO ODIA?
di Ugo Volli, "Shalom", gennaio 2019

https://www.facebook.com/permalink.php? ... 4575318063

Spesso, nella polemica della sinistra contro Israele emerge un tema insidioso, che va discusso. È vero, ammettono questi critici, negli ultimi anni Israele ha molto migliorato i propri rapporti internazionali bilaterali. Lo stato ebraico ha ottimi rapporti economici con i giganti asiatici India e Cina, e ha migliorato molto anche le relazioni politiche; è appoggiato fortemente dall'America di Trump e dal governo australiano. In Brasile è stato eletto un presidente che proclama il proprio appoggio e che ha promesso di trasferire l'ambasciata a Gerusalemme come gli Usa. Altri stanno seguendo. In generale le relazioni con i paesi sudamericani e africani sono diventate positive. Vi è soprattutto accordo con i più importanti stati sunniti (Egitto, Arabia, Stati del Golfo) tanto che vi sono state pubbliche conferme come il viaggio di Netanyahu in Oman. Con la Russia sono emerse di recente alcune difficoltà, ma comunque la relazione è molto meno ostile che in passato.

Anche con la Turchia i rapporti sono controversi, ma ci sono interessi economici e c'è un canale di comunicazione attivo. Restano nemici l'Iran e i suoi satelliti in Iraq, Siria, Libano, le varie organizzazioni palestiniste ... e in modo diverso l'Unione Europea e i suoi stati governati dalla sinistra. Non vi è mai stata nella storia una situazione diplomatica più favorevole allo Stato ebraico. Questo i critici lo devono ammettere, perché è un fatto. Ma dicono: chi appoggia Israele sono stati e governi dittatoriali. Che in Europa lo facciano l'Austria e l'Ungheria e la Polonia, non la Francia o la Germania; che si proclamino amici di Israele leader di destra come Trump e Bolsonaro, o Modi in India, sembra loro uno scandalo. Che i politici più vicini a Israele siano anche in Italia nel centrodestra (Berlusconi e Salvini), non andrebbe visto come un merito di questi leader ma come una vergogna per Israele, che rivelerebbe la natura "fascista" del suo governo. Il ragionamento non regge.

E' vero, purtroppo, che sempre più l'appoggio a Israele è una caratteristica dei governi e dei politici di destra. Ma questo pone una domanda che andrebbe posta piuttosto ai politici e ai governi di sinistra: perché appoggiano i terroristi di Hamas e Fatah e non Israele? Perché si sentono più dalla parte degli Hezbollah, proclamati terroristi anche dall'Unione Europea? Perché soprattutto stanno dalla parte dei barbari governanti dell'Iran, che detengono il record mondiale delle esecuzioni capitali, uccidono i gay, opprimono le donne e le minoranze religiose come i ba'hai, conducono guerre imperialiste, organizzano attentati in tutto il mondo e anche in Europa, cercando con ostinazione di dotarsi di armamenti atomici e missilistici? Perché con loro invece che con Israele, che è una democrazia pluralista vera? E' colpa della sinistra, anche di quella democratica, aver abbandonato Israele in nome di un terzomondismo ideologico e anche un po' razzista.

Ma comunque c'è una risposta anche per Israele. E' vero, Israele ha rapporti diplomatici ed economici costruttivi con molti Stati che non sono democratici. Come li hanno tutti: basta pensare ai rapporti diplomatici con la Cina e col suo grande mercato, che nessuno si sogna di abbandonare solo perché nel grande paese asiatico non c'è traccia di democrazia. Israelenon ha certamente la forza per proporsi un programma "esportazione della democrazia", come fece con scarso successo l'America di Clinton e di Bush e come ogni tanto, ma in maniera assolutamente capricciosa (o piuttosto seguendo riflessi imperialisti ed ideologici) prova a fare l'Unione Europea con i paesi che ritiene di voler e poter influenzare.

Al contrario Israele è un piccolissimo stato, che è da sempre oggetto di aggressione politica economica e militare da parte di paesi immensamente più vasti e popolosi. E da sempre cerca l'appoggio di chi ci sta, anche se il suo regime non gli piace Durante la guerra di indipendenza, boicottato dalla Gran Bretagna e godendo di un appoggio americano molto parziale (perché il Dipartimento di Stato era contrario allo Stato ebraico), Israele comprò le armi che gli permisero di non farsi schiacciare, dalla Cecoslovacchia proprio nel momento in cui entrava nell'orbita sovietica. Negli anni successivi Ben Gurion accettò l'alleanza dell'Iran oppresso dallo Scià, della Turchia sotto il tallone dei generali, affrontò una dura battaglia interna per avere rapporti diplomatici (ed economici, inclusi i rifornimenti militari) della Repubblica Federale Tedesca, che pure allora non aveva rotto la sua continuità statale col nazismo. Gli esempi si potrebbero moltiplicare.

C'è un'altra considerazione da fare. Se delle forze politiche di destra cercano l'amicizia di Israele per mostrare un cambiamento e una lontananza dai fascismi, questo è un fenomeno positivo. Intanto perché la politica è fatta di atti pubblici, che determinano conseguenze, di schieramenti, di scelte che poi segnano i soggetti che li fanno. Basta pensare, nel nostro paese, alle conseguenze della visita di Fini in Israele, quindici anni fa, che non cancellò certo le colpe del fascismo ma ridusse moltissimo gli spazi della possibile complicità dell'antisemitismo. Infine c'è un altro discorso da fare. Vi è una strategia di delegittimazione degli avversari politici che la sinistra persegue sistematicamente con tutti, che qualcuno ha chiamato ironicamente "reductio ad hitlerum": era fascista per loro Berlusconi, lo è Salvini, non parliamo di Trump, che continuano a definire antisemita nonostante la figlia convertita all'ebraismo e osservante e tutti gli atti che ha fatto per Israele e gli ebrei. E poi Orban, Bolsonaro, Kurz, i governanti polacchi, Wilders, tutti coloro che non seguono la loro linea politica.

É una tattica che in realtà funziona poco e che ha anche il difetto di banalizzare la Shoà: perché se davvero, poniamo, si accetta l'idea che l'Ungheria attuale è come la Germania nazista. in fondo bisognerebbe credere che sotto il dominio di Hitler non sia successo niente di tanto drammatico, qualche legge contro gli emigranti o le fondazioni straniere. Che poi questi politici appoggino fattivamente Israele e che Israele li tratti di conseguenza, rende vuote queste polemiche. Salvo stabilire che la colpa è tutta di Netanyahu, anche lui ridotto da certi estremisti di sinistra "ad Hìtlerum". Ma ormai così si arriva al grottesco.




Francia, per la sinistra antisemita odiare gli ebrei è “politicamente corretto”
13 gennaio 2019

http://www.italiaisraeletoday.it/franci ... wu0QgIJ3dE

Mireille Knoll vittima dell’antisemitismo in Francia
di Meyer Habib *
parlamentare francese
(Israel Hayom)

Durante i mesi di gennaio e febbraio, segniamo i due più mortali attacchi terroristici contro la comunità ebraica francese. Esattamente quattro anni fa, quattro ebrei sono stati uccisi da un terrorista jihadista nel cuore di Parigi . Tre anni prima, nel 2012, quattro ebrei, tre dei quali bambini, furono assassinati fuori dalla scuola di Ozar Hatorah , anch’essi vittime del terrorismo islamista.

Dall’inizio del 21 ° secolo, 13 ebrei sono stati uccisi in terra francese per essere ebrei. Questa nuova forma di antisemitismo è il risultato di una combinazione dell’islam radicale e dell’odio di Israele.

Quando il terrorismo ha colpito Tolosa, ho avvertito che gli ebrei sarebbero sempre stati in prima linea e che se gli ebrei vengono attaccati, è un segnale che i terroristi arriveranno a danneggiare ogni singolo cittadino in Francia.

Sfortunatamente, gli attacchi hanno raggiunto gli uffici del giornale satirico Charlie Hebdo , il supermercato kosher di Hyper Cacher e in seguito Bataclan , Nizza e Strasburgo . E la lista continua a crescere. Gli ebrei sono in prima fila e sembra che tutti si siano abituati a questo perché, per molti in Francia, è ovvio che gli ebrei sarebbero stati attaccati per essere ebrei.

Ci sono parole e c’è azione. Funzionari francesi condannano l’antisemitismo ma non vogliono parlare della causa. Peggio, l’antisionismo si diffonde come un cancro nei discorsi, nei media e nella diplomazia francese. Sono passati quattro anni dall’attacco al supermercato Hyper Cacher e sfortunatamente la Francia non ha imparato la lezione.

Ricordo sempre a tutti che i vili terroristi dietro gli attacchi di Hyper Cacher e di Tolosa hanno spiegato che hanno fatto quello che hanno fatto “per vendicare i palestinesi”. Quelle non sono parole vuote. C’è una distinta atmosfera antisemita in Francia.

È il risultato degli sforzi di una gran parte dei media e dei partiti politici di sinistra radicali, che sollevano la bandiera dell’odio di Israele ogni volta che è possibile e tentano di promuovere iniziative per il boicottaggio e la condanna di Israele. In poche parole, l’antisemitismo della sinistra, che è basato sull’odio di Israele, è visto come più “politicamente corretto”.

Nell’estate del 2014, durante l’operazione Protective Edge, hanno urlato “Death to Jews” in enormi raduni anti-israeliani nel cuore di Parigi. Non abbiamo sentito grida simili dalla seconda guerra mondiale.

Ci sono boicottaggi di Israele, e non passa una settimana senza un raduno BDS. Mentre la legge francese proibisce i boicottaggi, la Francia ha assegnato il prestigioso Premio per i diritti umani ad Al-Haq , un’organizzazione gestita da un membro del gruppo terroristico Fronte popolare per la liberazione della Palestina e che sostiene il boicottaggio di Israele, proprio l’anno scorso.

A margine delle recenti proteste dei “gilet giallo”, ci sono stati striscioni, manifesti, video clip e altri materiali antisemiti che vomitano teorie cospirative che accusano gli ebrei ei “sionisti” di controllare i fondi statali a spese del popolo francese .

Sono preoccupato per gli ebrei, che sono diventati un bersaglio facile per questo terrorismo omicida. Ma come membro del parlamento francese che ama il suo paese, sono ancora più preoccupato per la Francia e l’Europa in generale. Gli ebrei ora hanno un paese forte, un faro morale che funge da assicurazione sulla vita per tutti gli ebrei di tutto il mondo.

Ma per quanto riguarda il francese? E l’Europa? Dobbiamo svegliarci e smettere di incolpare incessantemente Israele e invece iniziare a combattere il terrorismo. Non c’è differenza nella mia mente tra il terrorismo che colpisce la Francia e il terrorismo che colpisce Gerusalemme o l’insediamento di Ofra a Samaria. Questi sono gli stessi assassini che vogliono far del male a persone innocenti. È un peccato che la Francia abbia difficoltà a vedere la realtà per quello che è.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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