L'Europa che sognamo e che vogliamo

Re: L'Europa che sognamo e che vogliamo

Messaggioda Berto » lun gen 07, 2019 10:47 pm

La generazione Erasmus


La generazione Erasmus che non c’è
di Lorenzo Borga e Lorenzo Ferrari
2019/01/07

https://www.ilfoglio.it/sound-check/201 ... -ce-231770

Generazione Erasmus. Quante volte abbiamo letto o ascoltato questa espressione? Ad alcuni, come tanti lettori de Il Foglio, riempie di speranza, rappresenta la generazione più europeista di sempre che sfrutta le libertà offerte dall’Unione Europea e dalla concorrenza, le apprezza, viaggia, parla inglese. Per altri rappresenta invece una generazione affetta da “cosmopolitismo del desiderio illimitato”, “costretta e favorevole alla mobilità nelle forme alienate dell’industria del divertimento, dello sballo trasgressivo violante ogni inviolabile e della movida notturna”. Lo ha scritto Diego Fusaro, qualunque cosa intendesse dire.

Ad ogni modo, nel volgo comune la generazione Erasmus esiste e ha un significato ben preciso. E ha anche una valenza politica, usata in particolare da esponenti progressisti e europeisti per dimostrare che il progetto europeo ha un futuro e tende verso un progresso ineluttabile, apprezzato dalle nuove generazioni. Ne sa qualcosa Sandro Gozi, ex sottosegretario con delega agli affari europei nei governi Pd, che ci ha scritto un libro: “Generazione Erasmus al potere” (Egea). Anche Matteo Renzi aveva usato il termine, in occasione della prima fiducia ottenuta dal Parlamento nel 2014, così come il suo predecessore Enrico Letta. Tutti a incensare quella cosiddetta generazione che prende il nome dal progetto di scambio di universitari europei, partito nel 1987 e intitolato al filosofo Erasmo da Rotterdam per via dei viaggi che compì in tutta Europa.

Ma esiste davvero la generazione Erasmus, o è una narrazione falsata? Il termine è già di per sé impegnativo: secondo la Treccani è generazione l’insieme di uomini e donne nati più o meno ogni 25 anni. La demografia ha scandito gli ultimi decenni: baby boomers, generazione X, Millennials, generazione Z. In ognuna si contano milioni di persone: la prima, che raccoglie i nati dopo la II Guerra Mondiale fino al 1965, conta più di 15 milioni e mezzo di individui solo in Italia. Questo è il primo insegnamento: per fare una generazione ci vogliono tante persone, tantissime. E servono caratteristiche in comune, che – nell’utilizzo metaforico del termine – sarebbero ad esempio i frequenti viaggi in Unione Europea, la cittadinanza, fiducia e appartenenza al progetto comunitario, l’adesione al programma Erasmus.


Giovani europeisti?

In effetti a leggere i dati sulla fiducia e l’appartenenza alle istituzioni e al sentimento europeo verrebbe da pensare che siamo di fronte a una generazione genuinamente europeista. Un sondaggio di Eurobarometro della primavera dello scorso anno mostra infatti che il 52 per cento di chi ha tra i 15 e i 24 anni tende a fidarsi dell’Unione Europea, un dato che scende leggermente al 46 per cento per chi ha tra i 25 e i 34 anni. Si tratta di percentuali più alte di diversi punti rispetto alle classi anagrafiche più anziane. Allo stesso tempo però per il 63 per cento di loro “i nuovi partiti e movimenti politici possono trovare soluzioni migliori” rispetto ai partiti esistenti: i giovani dunque si mostrano aperti al cambiamento, come storicamente dimostrato, ma anche alle scelte di voto populiste ed estremiste. Un chiaro esempio ne è l’Italia, dove i giovani elettori si mostrano decisamente interessati a proposte politiche anti-europeiste. Secondo i dati di YouTrend i partiti “antisistema” hanno ottenuto alle elezioni di marzo 2018 più del 60 per cento del voto giovanile: circa il 40 per cento il Movimento 5 Stelle e più del 20 la Lega di Salvini. Per di più secondo una ricerca del Pew Research Center condotta nel 2017 i giovani sono più scettici rispetto agli anziani sui benefici economici dell’Unione Europea in Italia, ma anche in Spagna e nella ricca Germania.

Ti senti cittadino europeo? A questa domanda, secondo Eurobarometro, in tanti rispondono sì (somma tra i più convinti e i moderati): in media il 70 per cento, ma tra i più giovani il dato è più alto di 5 punti. Pure sul libero movimento dei cittadini europei i più giovani si mostrano aperti, anche se con percentuali minori (quattro punti in più rispetto alla media). Non a caso, se gli si chiede cosa significa per loro l’Europa, più della metà dei giovani risponde innanzitutto libertà di viaggiare.


La generazione Erasmus non va in Erasmus

Il primo modo per cogliere i frutti di questa libertà, per una generazione definita “Erasmus”, dovrebbero essere proprio gli scambi di studio tra universitari. Il programma della Commissione Europea nel 2014 è stato potenziato, cambiando nome in Erasmus+ e accorpando diverse esperienze di scambio in precedenza separate. Il finanziamento è ingente: la Commissione arriverà a spendere tra il 2014 e il 2020 quasi 15 miliardi di euro, più dell’1 per cento dell’intero bilancio europeo. I finanziamenti sono principalmente volti a erogare borse di studio per i partecipanti, attorno ai 250 euro al mese per l’intero periodo di scambio. Nel 2017 il programma ha compiuto il trentesimo compleanno, per il quale è stato celebrato il “record di partecipanti”. I numeri li fornisce al Foglio l’Indire, l’agenzia governativa per la ricerca e l’innovazione educativa: sono 5 milioni gli scambi di studenti universitari europei partiti con una borsa Erasmus dal 1987, mentre raggiungono i 9 milioni i cittadini europei che hanno beneficiato in qualche modo del programma (tra docenti, dirigenti scolastici, volontari, educatori). Sembrano numeri significativi, ma purtroppo non lo sono. Se calcolati sul totale dei possibili partecipanti tra tutti i paesi aderenti, cioè chi ha un’età compresa tra i 19 e i 26 anni circa, gli studenti che hanno partecipato all’Erasmus non sono che un’esigua percentuale. Fatto un conto approssimativo, si tratta di meno del 2 per cento dei possibili partecipanti dal 1987 ad oggi. Decisamente troppo poco per definirla una generazione. Negli ultimi anni le cose vanno un po’ meglio: dal 2004 al 2016 il numero dei partecipanti è cresciuto di molto, ma la percentuale è comunque rimasta minore ai due punti per via dei sempre più numerosi paesi partecipanti . L’Erasmus rimane ancora estraneo alla maggior parte dei giovani europei, fra cui solo un terzo frequenta l’università secondo Eurostat. Ma anche tra chi studia sono pochi i partecipanti al programma, per mancanza di interesse o di possibilità economiche.


Frontiere aperte, ma per chi?

Ma almeno per le vacanze questa generazione Erasmus ci andrà ogni tanto in Europa, no? Ryanair, Flixbus, BlaBlaCar: con poche decine di euro ormai si può organizzare un weekend in una capitale europea. Questi giovani cosmopoliti, si dice, hanno amici e partner in giro per l'Europa, e si muovono agilmente attraverso quelle frontiere che grazie a Schengen non hanno mai conosciuto. I dati però raccontano, ancora una volta, una storia diversa, almeno per quanto riguarda i giovani italiani. Secondo Eurostat, nel corso del 2017 l'87 per cento degli italiani under 35 non ha trascorso nemmeno una notte all'estero (il numero si abbassa un poco se si includono le trasferte di lavoro, ma la sostanza non cambia). Non bastano i trasporti economici, il livello di istruzione, la conoscenza dell’inglese (quella sì nettamente migliore rispetto anche solo alla generazione precedente), l'apprezzamento per la libertà di movimento: un italiano che ha due soldi e un paio di giorni da parte finisce quasi sempre per viaggiare in Italia – proprio come i suoi genitori o i suoi nonni. Secondo l'Eurobarometro il 52 per cento degli italiani non è mai stato in vita sua in un altro paese dell'Unione europea: non ci sono indicazioni che le cose stiano davvero cambiando per i più giovani. La generazione Erasmus, se esiste, è una minoranza molto piccola. Piccola, ma a suo modo agguerrita. In base ai dati Istat, l'anno scorso i giovani italiani che hanno fatto almeno una breve vacanza all'estero sono stati poco più di un milione e mezzo. Però gli stessi hanno compiuto più di 4 milioni di viaggi in Europa: i pochi che viaggiano all'estero insomma lo fanno spesso, in media tre volte all'anno.


La contronarrazione

La generazione Erasmus non è una generazione. È al più un club, un drappello, una comitiva, per i suoi numeri esigui. Quando leader politici e intellettuali si appellano alla generazione Erasmus rischiano di rivolgersi solo a una limitata fetta della popolazione giovanile italiana, più istruita e ricca , che meglio e più di frequente può giovare dei benefici della libera circolazione delle persone, dell’abolizione del roaming e della possibilità di studiare all’estero. Tutti gli altri, benché generalmente più europeisti rispetto al resto della popolazione (d’altronde sono genuinamente nati europei, non ricordano la Lira), rimangono esclusi. È un’ulteriore dimostrazione di un fenomeno che la letteratura economica ha ampiamente evidenziato: si stanno allargando le disuguaglianze che derivano dall’istruzione e dalla formazione, principalmente per i giovani che vivranno in un mondo sempre più basato sulla conoscenza. I leader europeisti farebbero bene a smetterla di rivolgersi solo a un’élite della popolazione giovanile, e invece fare di tutto per offrire alla maggioranza esclusa la possibilità di beneficiare delle libertà europee. Si parta da qui: ridurre la disoccupazione giovanile, combattere la povertà, investire in istruzione e ricerca. La via è lunga, siamo già in ritardo.






La generazione Erasmus è una stupidaggine del Pd, dice il candidato alla segreteria più giovane
AGI - Agenzia Giornalistica Italia

https://www.agi.it/politica/corallo_pd_ ... 2019-01-07

Prende le mosse da un articolo su Il Foglio di Lorenzo Borga e Lorenzo Ferrari circa "la cosiddetta 'Generazione Erasmus' e osserva che "finalmente qualcuno ha il coraggio di smontare quella retorica
propagandistica e ottimista per cui ci si riferisce alla mia generazione con quella definizione sciocca e miope". È il candidato alla segreteria Pd Dario Corallo a sottolineare che "già a un primo sguardo dello schema riportato è evidente quanto quella definizione sia sbagliata: i giovani che nel 2016 sono stati all'estero (giovani si intende dai 15 ai 34 anni, quelli comunemente definiti millennials) sono stati 1 milione e 370 mila. Di questi solo 34 mila sono andati fuori per l'Erasmus; gli altri lo hanno fatto per turismo. Questo dato diventa ancora più insignificante se lo si confronta con quanti sono i giovani in generale: circa 13 milioni e 400 mila. Questo vuol dire che la percentuale di quelli effettivamente andati in Erasmus è, mi perdonerete se vado a spanne, dello 0,25%".

"Il grido disperato di una generazione al collasso"

"Il Partito Democratico - incalza - ha passato gli ultimi anni a perpetrare questa stupidaggine della 'generazione Erasmus' continuando a raccontarsi che i giovani vanno all'università e che sono felici con il loro bel passaporto saltando da un volo all'altro. Bene: non è così. Prendendo quello stesso anno, il 2016, la percentuale di ragazze e ragazzi che hanno dovuto abbandonare la scuola è del 13,8%. Se in tutti questi anni, invece che continuare a far finta che stesse andando tutto bene avessimo raccontato la verità e affrontato la realtà, forse tutti quei ragazzi non avrebbero votato altri schieramenti. Ma forse questo è uno dei grandi errori del gruppo dirigente del PD: essersi chiuso nel proprio mondo ovattato piccolo borghese senza sentire il grido disperato di una generazione al collasso. Addirittura abbiamo deriso chi proponeva l'università gratuita per tutti e non abbiamo fatto niente per tutta quella tassazione scolastica iniqua fatta di 'contributi volontari' che alla fine risultano obbligatori".

"Il Pd avrebbe potuto, ma non l'ha fatto. Ora è a rischio la tenuta sociale del Paese, al governo - dice ancora - ci sono due partiti che non hanno la minima idea di dove sbattere la testa e all'opposizione c'è un partito che non riesce neanche a capire dove sbaglia. Dobbiamo combattere la dispersione scolastica non solo rendendo l'istruzione realmente gratuita a tutti i livelli, ma dando incentivi alle famiglie che mandano i figli a scuola nonostante le difficoltà. Perché se io posso guadagnare 10 euro da portare a casa invece che andare a scuola, forse sarebbe il caso che sia lo Stato a dare quei 10 euro alla famiglia per mandare il figlio a scuola. Perché il futuro ai giovani non lo ha rubato questo o quel governo: i giovani di questo Paese un futuro non lo hanno mai avuto".
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: L'Europa che sognamo e che vogliamo

Messaggioda Berto » mar feb 19, 2019 11:47 am

Ecco chi era il buon Kalergi che i demenziali complottisti nazionalisti della destra estrema hanno demonizzato.

Non esiste alcun Piano Kalergi, Kalergi era un buon uomo e non c'entra nulla con questa fantomatica ipotesi di miscuglio di ingegneria politica etnogenetica.
viewtopic.php?f=92&t=1475
Non è il piano Kalergi ma caso mai il piano Spinelli e del Manifesto di Ventotene.
Kalergi era un europeo, austriaco, cristiano, liberale che sognava un'Europa delle libertà e dei popoli; questa Europa è quella voluta dai comunisti come Spinelli e gli altri di Ventotene a cui si sono aggiunti gli ex radicali come la Bonino, i cattolici bergogliani e tutti gli ademocratici e illiberali della finanza internazionale e delle mutinazionali favorevoli ai totalitarismi, agli assolutismi e alla massificazione degli uomini e dei popoli. Ma il buon Kalergi con tutto ciò non 'c'entra nulla lui sognava un'Europa come la Svizzera.


Il buon Kalergi, un grande europeo
https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_N ... ve-Kalergi
Figlio di Heinrich di Coudenhove-Kalergi, un diplomatico austro-ungarico, e della giapponese Mitsuko Aoyama (1874-1941), discendente di una famiglia samurai,
Coudenhove-Kalergi passò la sua infanzia nel castello di famiglia in Boemia, prima di entrare al Theresianum di Vienna, uno dei collegi più rinomati dell'impero. Qui conobbe persone di diverse nazionalità e si appassionò alla filosofia. Terminò i suoi studi all'Università di Vienna diventando dottore nel 1917. Dopo la prima guerra mondiale prese la nazionalità cecoslovacca e si allontanò dalla filosofia per incominciare a pubblicare articoli sulla necessità di un nuovo ordine europeo. Nel dicembre 1921 fu iniziato in massoneria nella Loggia "Humanitas" di Vienna.
Kalergi era convinto che occorresse promuovere lo spirito europeo prima della convergenza di interessi materiali per ottenere la pace in Europa. Così, lanciò il suo primo appello all'unità del Vecchio continente nel 1922. Dall'anno seguente propose il primo progetto moderno di una Europa unita nel suo libro più famoso, Paneuropa, un'opera in anticipo sui tempi ma il cui messaggio fu percepito tra le due guerre da un buon numero di personalità.

Tra coloro che parteciparono alla prima fase del movimento vi furono Albert Einstein, Thomas Mann, Sigmund Freud, Rainer Maria Rilke, Miguel de Unamuno, Salvador de Madariaga, Ortega y Gasset[2]. Nella seconda fase, si annoverano personalità come Konrad Adenauer, Robert Schuman, Alcide De Gasperi e Winston Churchill.



La madre di Kalergi era figlia di una famiglia giapponese di samurai. Era una donna graziosa e dolce, anche molto studiosa.
https://it.wikipedia.org/wiki/Mitsuko_Aoyama


Olivier de Balzac Ma tu li hai letti i libri di Kalergi ???? Non sentito dire ... estratti citazioni , io ti sto chiedendo se hai letto PRAKTISCHER IDEALISMUS E PANEUROPA ??? Letti dall' incipit all ultima parola !? Perche' se tu li avessi letti non potresti proununciare cio' he hai detto !!!

Alberto Pento
La Paneuropa non pone alcun freno allo sviluppo nazionale nel senso culturale. Lo scopo non è di snazionalizzare i popoli europei, ma d'integrare la loro individualità nazionali in una vantaggiosa comunità politica ed economica.



Olivier de Balzac
Alberto Pento NON C E BISOGNO DI IMBRATTARE VOLGARMENTE E INVADERE IL MIO SPAZIO CON CITAZIONI DI TESTI IN LINGUE CHE IO PARLO CORRENTEMENTE LEI ??? TEDESCO FRANCESE ARABO LATINO SPAGNOLO ...MI FA QIASI TENEREZZA E LEI VA CERCANDO SU INTERNET QUALCUNO CHE GLI DICA LA VERITA SU KALERGI AMMETTENDI CHE SI STA ESEGUENDO (DIREI SIAMO ALL' ATTO FINALE) DEL SUO OPUSCOLO A GUIDA PERCHE' FORSE NN L HA CAPITO CHE QUELLO E' IL BREVIARIO DI COME FARE ... PER ARRIVARE AD AVERE UN UNICA SOCIETA' SENZA PIU' DISTINZIONI DI RELIGIONE IDENTITA' FRONTIERE CULTURE VALORI STORIA EDUCAZIONE ... UN AMALGAMO LURIDO INQUALIFICABILE SENZA NE ARTE NE PARTE SMIDOLLATO AB ORIGINE VISTO CHE DALLE ORIGINI E DALLA SUA STORIA E'STATI SRADICATO ! E SECONDO LEI... LASCIANO SU INTERNET CHI SCRIVE LA VERITA' ????? TUTTE LE CITAZIONI CHE LEI PORTERA' NON VALGANO UN FICO SECCO ! QUINDI NON PERDA TEMPO AD IMBRATTARE E BASTA !!! GLI SCRIBANI SERVI SU LIBRO PAGALE RACCONTERANNO SEMPRE FAVOLE CHE LEI SI LIMITA A RIPORTARE E CITARE NON A CONFUTARE !!! LEI NON HA I MEZZI PER CO FUTARE NIENTE DI QUANTO SCRITTO SU KALERGI !!! PER CUI .... SI CHIEDA COME MAI GLI ATTENTATI NON SONO MAI STATI FATTI A UOMINI DI GOVERNO O DELLE ISTITUZIONI QUI A BRUXELLES SAREBBE COSI FACILE COLPIRCI TUTTI IN UN BOTTO SOLO .. INVECE I MORTI TRUCIDATI SEMPRE E SOLO DISGRAZIATI CIVILI ED INERMI ... LEI LO AMMAZZAREBBE CHI LO COMMISSIONA E PAGA PROFUMATAMENTE ???? ASPETTAVANO LEI per narrare di Kalergi come e quanto di Soros !!! Il suo invio dei link dei testi e' compulsivo,insulso e privo di ogni dimostrazione della sua reale comprensione dei medesimi e della devastante portata negativa di un uomo cresciuto con un senso di inferiorita' gigante che ha condizionato tutta la sua vita ! Di un ragazzino che ha iniziato ad odiare presto la su differenza ... e quando vuoi annientare la tua differena c e un solo modo o tu come gli altri o qualora impossibile allora tutti gli altri in basso verso la tua differenza ! KALERGI ERA UN METICCIO ! Ma che vuole che ne sappia la gente ! E nessun titolo aristocratico ha mai dato a quel ragazzino la sicurezza che gli da l'essere e vedersi uguale agli altri ..il senso di appartenenza ad un gruppo specifico.... quei testi che lei va cercando su internet io li possiedo e non li ho solo letti ma studiati bene perche' leggerli non basta ! Bisogna andare oltre le parole ...tutte belle !! Studiare i testi di Kalergi significa non fermarsi all apparenza alla mera semantica ...sono da contestualizzare e analizzare alla luce del personaggio, delle sue frequentazioni, dei suoi legami nella vita privata ... delle sue reali richieste agli allora capi di stato Europei.....evidentemente non tutti sanno che non si limitava a scrivere il piccolo meticcio ma chiedeva e pretendeva a gran voce e ... parla molto piu un gesto che 1000 parole ! Lei lo sa cosa chiedeva e cosa pretendeva ? Ha studiato la sua vita e il personaggio ? Io si !!
visto che a Bruxelles ci lavoro ! E ad oggi tutto cio' che stanno realizzando gli euroburocrati non sono che le richieste con cui lui fece impegnare i vecchi capi di stato Europei ... persino il molto restio e recalcitrante Churchill ! Si premuro' bene di istituire registri progetti a gettata ventennale e istituzioni che avrebbero potuto camminare anche senza lui ma in suo nome e sulle gambe delle sue malsane idee naziste ..CHI SOSTIENE CHE IL METICCIATO IMBASTARDENDO LA RAZZA RENDENDOLA IDENTITARIAMENTE DEBOLE CON INFUSIONI DI MIGRANTI CHE NIENTE HANNO A CHE VEDERE CON QUEI PRINCIPI QUEI VALORI... QUELLA CULTURA E QUINDI SCEVRI DA OGNI ATTACCAMENTO A QUESTI E LA PATRIA CHE PERTANTO NON RICONOSCERANNO MAI TALE E NON DIFENDERANNO ..E'GIA' UN PERVERSO !!! MI SCUSI MA COSA DEVE AVERE DI BUONO UNO CHE SOSTIENE ANCHE SOLO QUESTO ??? COME RIESCE A GIUSTIFICARE ANCHE SOLO QUESTA FRASE ???? KALERGI PER CHI LO CONOSCE BENE ERA UN ASTUTISSIMO NAZISTA RICATTATORE VISIONARIO CON IDEE E TEORIE PERICOLOSE NASCOSTE DA PAROLINE AL MIELE !!! NON DIFENDA L' INDIFENDIBILE !!! IL METICCIATO GIA' DI PER SE E' UN ABORTO! UN OBROBRIO DELLA NATURA !!! Ma cosa caspita vuole che abbia in comune nel sentire nell avere nei sentimenti nella cultura nell igiene nell educazione e liberta' un francese con un Nigeriano o un Italiano con un senegalese !????? Ma mi faccia il piacere !!! Ma davvero credete a queste idiozie !!!! Dite piuttosto che avete paura di dirlo per la paura infinita di essere idiotamente tacciati di razzisti ! Behhhhh io non ho nessuna paura ! Mi chiudono facebook ahh ahh ahhhh mi vien da ridere e' come l espulsione dal monopoli !!! NON ESISTEEEE !! RAZZISTA NO ... RAZZIALISTA SI !!! E DARWIN HA DETTO LA PURA VERITA' !!!! Lasci Kalergi la dov'e ! HA GIA FATTO SCEMPIO DELLA CIVILTA' 'ed e'argomento troppo profondamente grande e dannato per lei .... uomo da bene ! Non si sporchi con questa merda !

Alberto Pento
Non commento il suo "commento" che serve a testimoniare la varietà umana nel bene e nel male.

Olivier de Balzac
Alberto Pento gia' ... per questo io sono e lavoro tra quegli euroburocrati che lei definisce comunisti .... ed e' davvero buono .... lei ... non e' una cattiva persona ma come le ho gia' detto un uomo da bene ...non mi rispinde perche di Kalergi a parte il letto su internet non sa niente ... non potrebbe sostenere argomentaziini approfondite e questo ben inteso non e' un male ! Si mantenga puro ... la sua ingenuita' buona e di buona fede ci e' necessaria . Se lei conoscesse la vita vera del piccolo Kalergi di cui le ho dato tracce verissime compreso il sangue meticcio ... lei impallidirebbe ma ... allora capirebbe ogni sua singola parola progetto delirio . Lasci perdere il bene e il male ... li da troppo potere se io ne incarnassi anche uno solo ! A breve vivrete giorni in cui comprenderete coloro che vedevate ballare quando voi non sentivate la musica ... resti un brav'uomo e cerchi di capire invece il prezioso varco di luce avuto oggi ... anche qui tra coloro che perseguono il nefasto cammino che non vi e' dato di conoscere vi e' RESISTENZA ... IO non do per scontato che ce la faremo a salvare la nostra millenaria civilta'e cultura ma so con certezza che qui lottiamo e lotteremo fino all ultimo respiro ...non siamo tutti uguali no .... e non solo per la razza ! Buona vita ....


Olivier de Balzac
Alberto Pento LI HAI LETTI NON "GLI" HAI LETTI ... E' UN ITALIANO BIZZARRO PER UN ITALIANO PURO !

Alberto Pento
Ti trovo molto confuso ragazzo, e non aggiungo altro.
Io sono veneto e vorrei l'indipendenza dall'Italia.


Olivier de Balzac
Confuso lei ... chiunque legga i suoi e i miei argomenti capisce chi e' che non conosce KALER GI !!!

Olivier de Balzac
Chiedere oggi l' indipendenza dall' Italia e' anacronistico !! Mi torna al primo... rustico e selvatico Salvini ! Suvvia ! E smettiamola di giocare con richieste che non hanno senso ! Guardi le do una notizia ... Il Veneto anche secessionario dal resto dello scarpone non si salvera' dallo tsunami nefando e devastante della inarrestabe marcia di conquista islamica !!! Se ne faccia una ragione e un consiglio sia piu umile ... prima di dare eta' e del confuso a vanvera ci pensi perche' fa solo una brutta figura ...

Alberto Pento
Palazzo Kalergi a Venezia
https://it.wikipedia.org/wiki/Ca%27_Vendramin_Calergi
Palazzo Loredan Vendramin Calergi, brevemente Ca' Vendramin Calergi, è un palazzo veneziano, situato nel sestiere di Cannaregio e affacciato sul Canal Grande tra Casa Volpi e Palazzo Marcello, di fronte a Palazzo Belloni Battagia e al Fontego del Megio. Il palazzo ospita il Casinò di Venezia.

https://it.wikipedia.org/wiki/Calergi

https://it.wikipedia.org/wiki/Clergyman

Clergy = clero

https://it.wikipedia.org/wiki/Clero
Il clero è quella parte di fedeli che, nell'ambito di una religione, ha un ruolo distinto e spesso direttivo o anche semplicemente retribuito. Il termine è sorto originariamente nel Cristianesimo, ma può essere applicato a quasi tutte le religioni organizzate.
Dal greco κληρος (che viene a sua volta da κλάω = spezzare, distruggere, rompere). Dal primo significato di "sorte", passò ad indicare il "lotto di terra" (in particolare delle colonie), formalmente dello stato, assegnato appunto in sorte agli spartiati e trasmesso ereditariamente (da qui anche il significato di "eredità").
Nel Nuovo Testamento la parola compare già col significato di "parte" eletta dei fedeli, che ha un'"eredità" in cielo.

http://www.etimo.it/?term=clero
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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: L'Europa che sognamo e che vogliamo

Messaggioda Berto » mar feb 19, 2019 11:48 am

No all'Europa nazi comunista e nazi maomettana con la complicità dei cristiani
https://www.facebook.com/groups/3389296 ... 1918405367
https://www.facebook.com/alberto.pento/ ... 4144566272


Germania, aggredito a Brema deputato dell'Afd
Francesco Curridori - Mar, 08/01/2019

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/ger ... 25757.html

Un deputato dell'Afd, Frank Magnitz, lunedì pomeriggio è stato violentemente aggredito nel centro di Brema da un gruppo di persone a volto coperto.

"Lo hanno colpito con una mazza di legno fino a che non ha perso i sensi e poi lo hanno preso a calci a terra", fanno sapere i vertici dell'Afd, il partito di estrema destra tedesco che he ha pubblicato una foto di Magnitz su un letto d’ospedale con il volto sanguinante a causa di un taglio lungo e profondo sulla fronte. La polizia, intanto conferma l'ipotesi dell'aggressione politica: "Considerata la professione della vittima, riteniamo che questo sia un atto politicamente motivato", ma le indagini sono state affidate ai servizi di sicurezza dello Stato. A porre fine all'aggressione, secondo quanto riferisce l'Afd, sarebbe stato un operaio edile che si trovava sul posto. Magnitz è gestore immobiliare. Ex membro del partito comunista tedesco Dkp, poi elettore della Cdu e, infine, militante antieuropeista convinto tra le fila dell' estrema destra a causa della politica condotta da Angela Merkel.


L'AfD contro il clima d'odio in Germania: "Qui la sinistra ci vuole morti"
Cristina Verdi - Gio, 10/01/2019

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/dep ... 26694.html

Per i dirigenti dell'AfD, Frank Magnitz, il deputato aggredito a Brema lunedì scorso, sarebbe vittima del clima d'odio fomentato dalla sinistra. Ma la procura smentisce l'ipotesi del pestaggio

Per i vertici di Alternative für Deutschland, gli aggressori di Frank Magnitz, il deputato del partito pestato a sangue lunedì scorso a Brema, in Germania, sarebbero esponenti del “terrore di sinistra”.

Il leader locale del partito sarebbe stato vittima della una campagna d’odio contro i “nazisti” dell’AfD, fomentata “da media e vecchi partiti”. “Verdi, Spd e Linke”, li elenca Frank Pasemann, membro del Comitato Centrale del partito, in un’intervista con il quotidiano Libero, che “hanno alzato volontariamente la tensione indicandoci come nemico assoluto da eliminare con tutti i mezzi”. “Istigazioni”, queste, prese “alla lettera” dagli ambienti di estrema sinistra, giudicati responsabili dell’aggressione. Così a suon di attacchi, “l’atmosfera è diventata incandescente”, testimonia il dirigente del partito. Soltanto una settimana fa, una bomba era esplosa davanti ad una delle sedi del partito a Doebeln, in Sassonia.

L’attacco a Magnitz è stato condannato con forza da tutti gli schieramenti. Dalla Cdu alla Spd, passando per i verdi. A esprimersi sulla vicenda è stato anche il presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier, che ha spedito una missiva al membro del Bundestag, definendo "ogni forma di violenza” come “un attacco allo Stato di diritto”. Ma c’è stato anche “chi ha addirittura sostenuto pubblicamente che Afd polarizzi la società e che quindi questo attentato sia una diretta conseguenza delle sue politiche”, ha spiegato Pasemann a Libero. Anche la procura di Brema ha messo in dubbio la versione del partito di estrema destra sul pestaggio, che secondo le prime ricostruzioni sarebbe avvenuto ad opera di diverse persone a volto coperto, che avrebbero colpito con calci e bastoni Magnitz, dopo averlo spinto a terra.

Secondo alcuni filmati ripresi dalle telecamere di sicurezza la dinamica dell'aggressione sarebbe stata molto più rapida. Gli sconosciuti lo avrebbero soltanto colpito alle spalle per poi dileguarsi. Eventualità che lascia presumere che la ferita alla testa sia stata causata soltanto dalla caduta. Lo stesso deputato, che ieri è uscito dall'ospedale, non ha escluso, in un’intervista alla Bild, che possa essersi trattato di un “tentativo di rapina”, anche se ha detto di ritenere “improbabile” quest’ultima ipotesi. La sede del partito a Brema, però, continua a sostenere la tesi del pestaggio. Per chiedere che sia fatta piena luce sulla vicenda, quindi, l’estrema destra tedesca presenterà “un’interrogazione parlamentare”. “Faremo in modo che le istituzioni se ne occupino perché non si tratta solo di un'aggressione ad un membro del parlamento ma a tutta la nostra democrazia parlamentare da parte dell'estrema sinistra”, ha assicurato Pasemann.

"Nessun esponente di Afd ha mai istigato alla violenza", si è difeso, infine, il dirigente del partito commentando l'eventualità che la formazione di ultradestra possa essere posta sotto il monitoraggio dei servizi di intelligence tedeschi. "Basta leggere in queste ore i blog e le pagine internet dei movimenti e dei partiti di sinsitra - ha concluso - per vedere da che parte provenga l'istigazione alla violenza".



Ecco il simbolo di questa mostruosa ammucchiata: nazi comunista, nazi maomettana e cristiano cattolico romana.

Magdi Cristiano Allam
10 gennaio 2019

https://www.facebook.com/MagdiCristiano ... 5078669402

Cari amici, il logo ufficiale della visita che Papa Francesco compirà in Marocco il prossimo 30 e 31 marzo è la mezzaluna islamica che ingloba al suo interno una stilizzazione della croce cristiana formata da due scimitarre, che è anch’essa il simbolo dell’islam che compare ad esempio nella bandiera dell’Arabia Saudita. Sotto questo logo, commissionato dal Vaticano e scelto tra 50 disegni di artisti investiti di questa richiesta, Papa Francesco si presenta come “Servitore della speranza”.
Già in passato Papa Francesco si è presentato con delle croci che simboleggiano l’adesione all’ideologia del pacifismo ma anche del cosiddetto “gender” o di genere, e con una croce a forma di falce e martello per simboleggiare il sodalizio tra il cristianesimo e il comunismo.
Cari amici, il cristianesimo si fonda sulla fede esclusiva in Gesù Cristo vero Dio e vero uomo. Il cristianesimo non può essere assimilato e meno che mai fagocitato dall’islam, dall’ideologia dei pacifinti e dei nemici della famiglia naturale, o dal comunismo. Difendiamo il cristianesimo che rappresenta le radici storiche della nostra civiltà, la nostra tradizione, la nostra identità, anche al di là dal costituire la fede che ci sorregge da duemila anni.


Brema, le ferite del deputato Afd per una caduta Ipotesi rapina
Redazione - Gio, 10/01/2019

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 26586.html

Svolta nelle indagini sul caso della presunta aggressione al deputato dell'Afd, Frank Magnitz, 66 anni, che ha lasciato ieri sotto la sua responsabilità l'ospedale in cui era stato ricoverato.

La procura di Brema ha acquisito un video che mostra tre uomini avvicinarsi al politico, con uno dei tre che lo spinge e lo fa cadere, mentre non ci sono immagini che dimostrino che sia stato picchiato e preso a calci. «Lavoriamo sulla base dell'assunto che tutte le ferite siano unicamente attribuibili alla caduta», ha detto il portavoce della procura, Frank Passade, secondo cui nel video si vedono i tre uomini allontanarsi rapidamente dopo aver fatto cadere il deputato. Verrebbe così a cadere la versione fornita subito da Alternativa per la Germania, il partito del deputato, secondo cui si sarebbe trattato di un'aggressione, per lo più «politicamente motivata». Il copresidente di Afd, Alexander Gauland, aveva denunciato che Magnitz era stato picchiato con una mazza di legno e le foto del suo volto tumefatto e sanguinante avevano fatto il giro del web. Ma - come ha ammesso ieri dal presidente dell'AfD di Brema, Thomas Jürgewitz, e dallo stesso Magnitz «potrebbe essersi trattato anche di un tentativo di rapina» e non di un attacco politicamente motivato. Nessuno dei tre uomini mostrati nel video è stato per il momento identificato, ha fatto sapere la polizia, che ha chiesto alla popolazione di fornire ogni possibile informazione per la soluzione del caso.

I leader Afd chiamano in causa la «quotidiana persecuzione» contro il partito dell'ultradestra di cui ritengono responsabili anche «i media e i politici dei vecchi partiti». L'altro esponente di punta dell'Afd, Joerg Meuthen, in un messaggio video parla di «terrore di sinistra».
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: L'Europa che sognamo e che vogliamo

Messaggioda Berto » mar feb 19, 2019 11:50 am

Essere contro Hitler e il suo nazismo ariano
ma essere a favore del nazismo comunista staliniano, cinese, cubano/guevarano, venezuelano ed europeo (sia pur mascherato e moderato dalla social-democrazia) ed essere a favore del mostruoso nazismo maomettano che tra tutti è il peggiore,
è segno di una degenerazione umana senza precedenti, senza paragoni.
Una incancellabile vergogna per gli atei e agnostici razionalisti e per i cristiani cattolico romani.


L'Ue spende 10 milioni per trovare le radici dell'Europa nel Corano
Claudio Cartaldo - Mer, 09/01/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 26254.html

Lo studio multidisciplinare finanziato dal Consiglio Europeo di Ricerche: "La nostra ipotesi di lavoro è che il Corano abbia svolto un ruolo importante nello sviluppo intellettuale e religioso europeo"

La novità è questa, riguarda l'intera Europa e direttamente anche l'Italia: l'Ue ha sovvenzionato con 10 milioni di euro (10 milioni!) una ricerca universitaria sul "Corano europeo", un progetto multidisciplinare per "determinare fino a che punto il testo sacro di Allah è incorporato al pensiero dei cristiani, medievali e moderni, degli ebrei, dei liberi pensatori, degli atei e dei musulmani europei".

L'obiettivo delle ricerche scientifiche sembra essere dunque quello di studiare quale influenza abbia avuto il pensiero di Maometto e dei suoi seguaci nella cultura occidentale. L'Europa che ha negato le sue radici cristiane, dunque, guarda all'Islam e ad Allah.

Il Consiglio Superiore di Ricerche Scientifiche spagnolo (Csic), spiega l'Ansa, ha incassato un finanziamento Synergy Grants da 10 milioni di euro da parte del Consiglio Europeo di Ricerche. Una parte di questi fondi, circa 2,5 milioni di euro, finiranno alla Università L'Orientale di Napoli. Un progetto che dovrebbe durare sei anni e che avrà come oggetto lo studio delle traduzioni in latino e nelle lingue europee del testo sacro islamico.

Allo studio, che è multidisciplinare e internazionale, partecipano diversi studiosi. In particolare, scriveva Repubblica, ci sono Mercedes Garcia Arenal (del Csic), John Tolan (Università di Nantes), Jan Tolan, (Università di Kent e del Warburg Institute di Londra).

"La nostra ipotesi di lavoro - ha spiegato la Arenal ai media, come riporta l'Ansa - è che il Corano abbia svolto un ruolo importante nello sviluppo intellettuale e religioso europeo. Per questo vogliamo studiare l'uso culturale e religioso che si fa del Corano, tradotto, edito, stampato e circolato in Europa dal Medio Evo fino all'Illuminismo".



Modena, lezioni di Islam alle elementari
2019/01/09

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca ... e5eb4.html

A San Felice sul Panaro, in provincia di Modena, duecento bambini tra i 6 ed i 14 anni, le cui famiglie provengono da Paesi nordafricani e arabi, a partire da domenica prossima, e per ogni domenica, andranno a lezione di arabo e di Islam nei locali della scuola. Lo riporta la Gazzetta di Modena. Al progetto, realizzato dall'associazione 'La Pace', costituita da immigrati del Nordafrica, è arrivato il via libera del consiglio d'istituto delle scuole elementari. Un portavoce de 'La Pace', di fronte alle rimostranze di alcuni genitori, ha spiegato che le lezioni verteranno sui principi dell'Islam come religione di pace. Le lezioni sono aperte anche ai bambini le cui famiglie non sono originarie di Paesi islamici.



Giulio Meotti
10 gennaio 2019
https://www.facebook.com/giulio.meotti/ ... 8926694989

Incredibile quanti barbari l'Europa ha consentito che si insediassero in mezzo a noi. “Oh Allah, brucia i sionisti”, ha detto l'imam belga Mohamed Toujgani, che guida la più affollata moschea di Bruxelles. Questo imam è anche a capo di un Istituto di studi Islamici, di due scuole riconosciute dallo stato belga ed è candidato a guidare la Conferenza degli imam del paese. Poi però se dici che l'"Islam moderato" di cui Toujgani era in teoria espressione non esiste, ma che esistono soltanto i musulmani moderati, ti processano per "islamofobia". E i benpensanti si sorprendono, come la ragazza che scopre di essere incinta all'ottavo mese, se uno dei fedeli dell'imam imbraccia un mitra e uccide quattro "sionisti" al Museo ebraico di Bruxelles. Ci sono zone della capitale europea che ricordano Gaza.


I mussulmani cosidetti moderati e l'Islam buono non esistono
viewtopic.php?f=188&t=2808


Magdi Cristiano Allam
9 gennaio 2019

https://www.facebook.com/MagdiCristiano ... 6738822236

Cari amici, com’è possibile che ci siano dei professoroni che ci vorrebbero far credere che esistano un “Corano europeo” e delle “radici islamiche” della nostra civiltà? Com’è possibile che nelle nostre scuole si insegna che l’islam sarebbe una “religione di pace”? È ora di ribellarci alla mistificazione della realtà, a questa folle strategia finalizzata al suicidio della nostra civiltà.
Ne parliamo alle ore 18 nella Diretta Facebook «Mezz’ora culturale con gli Amici di MCA» su questa pagina Facebook.com/MagdiCristianoAllam. Siete tutti invitati a partecipare con i vostri commenti e le vostre domande. Vi aspetto.



Cari amici, Vittoria! La giovane diciottenne saudita Rahaf Mohammed Alqanun, fuggita dall’Arabia Saudita dove rischia la condanna a morte per apostasia avendo pubblicamente abbandonato l’Islam, è arrivata nelle scorse ore in Canada.

https://www.facebook.com/MagdiCristiano ... 8501709393

La sua disavventura era iniziata il 6 gennaio quando, atterrata a Bangkok, in uno scalo tecnico per proseguire verso l’Australia, le fu sequestrato il passaporto con un inganno e dato alle autorità saudite. Rahaf non si perse d’animo. Si barricò in una stanza d’albergo e scatenò una battaglia mediatica su Twitter chiedendo l’intervento dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati affinché venisse riconosciuta come profuga e chiedendo all’Europa, all’Australia e al Canada di accoglierla accordandole lo status di rifugiata politica. Riuscì a vincere i molteplici tentativi delle autorità thailandesi, che inizialmente erano conniventi con i sauditi, per costringerla a reimbarcarsi su un volo diretto a Kuwait City da dove era partita.
Da ogni parte del mondo c’è stata una straordinaria mobilitazione per evitare che Rahaf venisse rimpatriata e consegnata al boia per eseguire la condanna a morte prescritta per chi abbandona l’islam. Alla fine hanno vinto la sua straordinaria lucidità e il suo ineguagliabile coraggio, considerando che a 18 anni ha combattuto e ha sconfitto lo Stato teocratico islamico più integralista e più oppressivo nei confronti delle donne.
La splendida vittoria di Rahaf è un incoraggiamento a tutte le donne islamiche consapevoli e determinate a riscattare la loro libertà. Nel suo ultimo messaggio sul suo profilo Twitter, prima di chiuderlo per ragioni di sicurezza e di opportunità, Rahaf ha scritto: “Non permettere a nessuno di spezzarti le ali. Tu sei una persona libera. Combatti e conquista i tuoi diritti”. Rahaf ce l’ha fatta. Auguriamo a tutte le donne musulmane di farcela, liberandosi della dittatura islamica e riscattando il proprio diritto inalienabile alla vita, dignità e libertà. Grazie Rahaf!


Alberto Pento
Provate ad immaginare come reagirebbe il Mondo e come reagirebbero i cristiani se il Papa cattolico romano santificasse Hitler, il suo Mein Kampf e la sua ideologia nazional socialista oppure Stalin e il suo comunismo.
Perché allora il Mondo e i cristiani non hanno reagito adeguatamente e hanno lasciato che Papa Bergoglio santificasse Maometto, il Corano e il loro nazismo maomettano, questo Maometto che è stato più assassino e criminale di Hitler e di Stalin messi insieme?
Papa Wojtyla, in nome del dialogo interreligioso e irresponsabilmente, a suo tempo baciò il Corano e Bergoglio non molto tempo fa ha affermato che l'Islam ,inventato da Maometto, eleva spiritualmente l'uomo a Dio e promuove la pace e la fraternità tra gli uomini, cosa vi è di più irresponsabile, demenziale e falso?




Lo scrittore anti-islam attacca: "Papa Francesco sta sbagliando tutto"
Giuseppe Aloisi - Ven, 18/01/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 30685.html

Boualem Sansal, che è l'autore di "2084", non ha dubbi: Papa Francesco, giustificando l'islam, sta sbagliando tutto. L'accusa dello scrittore
Boualem Sansal non ha alcun dubbio: Papa Francesco, dialogando con l'islam senza tenere conto delle distorsioni fondamentaliste, rischia di contribuire alla scomparsa della civiltà occidentale.

A riportare la riflessione dell'autore di "2084" è stato il quotidiano La Verità.

In queste prime fasi del 2019, Bergoglio è stato accusato da più parti: i cattolici conservatori sostengono che il Vaticano non stia affrontando il dramma della pedofila come dovrebbe. Almeno tre porporati hanno contraddetto il papa sulla radice degli abusi: il Santo Padre ha individuato nel "clericalismo" la causa principale degli scandali emersi. Per il cardinale Mueller, l'ex prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, volendo citare un caso, le due questioni non sono correlate, mentre per una parte di associazionismo laico le responsabilità vanno ricercate nella selezione dei futuri consacrati all'interno dei seminari. Ma è stato il viaggio in Marocco, quello che si terrà alla fine di marzo, ad alimentare a sua volta la polemica attorno all'operato del vescovo di Roma, più che la dialettica, e riguardo al dialogo interreligioso che il pontefice della Chiesa cattolica sta promuovendo con la religione musulmana.

Il simbolo scelto per la visita apostolica nella nazione africana ha sollevato qualche critica. Si tratta di una croce cristiana innestata all'interno di una mezzaluna islamica. I conservatori ritengono che la Santa Sede non debba lanciare alcun messaggio di subordinazione nei confronti di una confessione religiosa che - è una tesi che conosciamo - rimane molto distante da quella del Vecchio Continente. E della stessa opinione sembra Boualem Sansal quando scrive che il pontefice sembra avallare: "l' idea che un'alternanza religiosa in seno alla società sia una cosa possibile, dopo tutto, persino auspicabile, perché no? In politica - aggiunge lo scrittore - , l' alternanza al potere è un progresso democratico, perché non può essere lo stesso nella religione? Cambiare presidente o cambiare dio, che differenza fa?".

La pastorale del pontefice della Chiesa cattolica, insomma, alla stregua di un democraticismo esasperato, dove la fraternità religiosa assume un valore preponderante. Sembra averlo notato pure la massoneria spagnola, che ha ringraziato il Santo Padre via Twitter. Sansal, dal canto suo, pensa che l'ex arcivescovo di Buenos Aires stia facendo lo stesso errore delle cancellerie europee: "Non si può fare a meno di vedere - aggiunge lo scrittore nell'articolo pubblicato per Revue des Deux Monde - che il suo discorso è un 'copia e incolla' del discorso dei dirigenti occidentali, che parlano tutti dell' islam com' è conveniente parlarne, con deferenza, emozione e convinzione.
Talvolta, egli va più lontano, come quando cita la violenza cattolica o persino quella coniugale per relativizzare la violenza islamica e in qualche modo scusarla...". Il Papa, in sintesi, avrebbe assunto l'atteggiamento di un leader buonista, ignaro dei pericoli comportati dal giustificazionismo.


“Nessuna civiltà sopravvive all’Islam, Papa Francesco smetta di accarezzarlo”
Giulio Meotti
16 gennaio 2019
https://www.facebook.com/antonello.busa ... 0650114348

“Nessuna civiltà sopravvive all’Islam, Papa Francesco smetta di accarezzarlo”. Cosí lo scrittore algerino Boualem Sansal contro la politica vaticana sull’Islam. L’intellettuale arabo, autore di “2084”, sulle classi dirigenti occidentali parla di “atteggiamento suicida e persino criminale nel contesto attuale, segnato dalla vertiginosa espansione di un arrogante islam esclusivista e radicale. È come vivere ai piedi di un vulcano e non capire che si prepara a scoppiare. I Papi hanno sempre vissuto nella paura dell’Islam, fin da quando all’inizio del VII secolo hanno appreso della nascita di una nuova religione di un mercante scelto da Dio per completare la missione di Abramo e Gesù e quando, nel 637, l’esercito islamico conquistò Gerusalemme e l’intero medio oriente, culla storica del cristianesimo.
Seguiranno l’avanzata irresistibile dell’islam in occidente, il Nord Africa giudaico-cristiano che si converte immediatamente, l’attacco alla Spagna cattolica, Bisanzio, Vienna e il progetto su Roma presente in tutta Europa.
Orrore, l’islam ha ingoiato il mondo”. Boualem Sansal scrive del Papa: “Francesco non può ignorare l’espansione dell’islam radicale nel mondo e nel cuore stesso del dominio cristiano”.
Oggi è uscito il nuovo rapporto Open Doors sui cristiani perseguitati: 4.305 cristiani uccisi nell’ultimo anno. Un migliaio in più rispetto all’anno precedente. Ma chi siamo noi per giudicare, giusto?
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: L'Europa che sognamo e che vogliamo

Messaggioda Berto » mar feb 19, 2019 11:52 am

L'Europa stia con gli USA, Trump e Israele e i suoi ebrei più che con il nazisti maomettani e l'autocrate russo Putin.


Schiaffo di Trump all'Unione europea. Lo scontro si fa sempre più duro
Lorenzo Vita
12 gennaio 2019

http://www.occhidellaguerra.it/trump-unione-europea

Donald Trump non ama l’Unione europea, questo è certo. E lo ha dimostrato sin dall’inizio della sua campagna elettorale per la Casa Bianca. Ma lo ha anche fermato anche con le sue rime azioni da presidente. Ha sostenuto la Brexit, ha minacciato i dazi contro l’Europa, ha attaccato Angela Merkel e sostiene apertamente i movimenti sovranisti che sono considerati la spina nel fianco dell’establishment europeo.

L’Ue a Trump non piace. Non gli piace perché preferisce trattare fra singoli Stati e non i trattati multilaterali. E non gli piace anche perché rappresenta un blocco sostanzialmente contrario alla sua strategia economica e politica per il Vecchio continente. Che è quella di avere alleati certi e non un blocco contrapposto con cui dover scendere a patti. E se a Trump non piace l’Unione europea, di certo il sentimento è ricambiato, visto che i leader europeisti (in particolare Emmanuel Macron e Angela Merkel) rappresentano rivali non solo politici ma anche ideologici del leader americano. E lo hanno dimostrato con dichiarazioni e gesti anche di aperta sfida nei confronti del capo della Casa Bianca.

Nel corso degli anni, fra le due sponde dell’Atlantico non c’è stato un dossier in cui non vi sono state divergenze estreme. Lo è stato nei rapporti con Vladimir Putin, ma anche sul clima, sull’Iran, sui migranti e sulla scelta di sostenere i movimenti cosiddetti “populisti”. Trump è diventato, in pochi mesi, il simbolo dell’Europa critica verso Bruxelles. Ed è anche a Washington che sono legati molti, se non tutti, i movimenti sovranisti. Che vedono nel leader americano il simbolo di una politica diversa, basata su quell’America First che vogliono applicare anche nel proprio Paese.

In questa eterna sfida fra Trump e l’Europa, s’inserisce l’ultimo schiaffo del tycoon all’Unione europea, che ha deciso di declassarla a livello di organizzazione internazionale. L’ufficio del protocollo del Dipartimento di Stato ha infatti scelto di diminuire l’importanza dell’Unione Europea con una mossa apparentemente di forma, ma invece molto più sostanziale di quanto si possa credere.

Nell’ordine di preferenza di cene, ricevimenti, celebrazioni, momenti solenni, la’Unione europea è sempre stata considerata come uno Stato. Una scelta dettata dal fatto che i Paesi hanno un ruolo di primo piano rispetto alle organizzazioni internazionali. E con quella scelte, l’Ue era considerata alla stregua di una potenza e con uno status paritario rispetto alle superpotenze mondiale, Stati Uniti compresi. Un modo che serviva anche a dimostrare una sorta di benevolenza da parte di Washington verso l’Europa intesa anche come blocco unitario.

Da oggi, non sarà più così. Il Dipartimento di Stato, senza neanche avvertire i funzionari europei, ha infatti declassato lo status dell’Ue. Che adesso tornerà al fianco dell’Unione africana e non più a quello di Cina, Russia o Stati Uniti o delle altre potenze europee.

Come riporta il Washington Post, tutto sembra essere iniziato con i funerali di George Bush senior. Perché da quello che si è saputo, l’Unione Europea non è mai stata ufficialmente informata del declassamento. In quell’occasione, l’ambasciatore dell’Ue David O’Sullivan non era stato chiamato nell’ordine tradizionale dei funerali di Stato e aveva sospettato che qualcosa non andasse per il verso giusto. Stessa cosa è accaduta poi a un evento successivo. I funzionari europei hanno poi iniziato a indagare e hanno scoperto che l’Unione europea, a partire dal 30 ottobre, era relegata dopo gli Stati nazionali.

Da parte dell’America, tutto tace. Mentre il protocollo europeo segnala che ci sono dei contatti per i chiarimenti. Ma quello che è certo è che nessuno è stato informato. Secondo il Washington Post, “alcuni diplomatici europei hanno affermato di non considerarlo particolarmente importante, soprattutto in considerazione del lungo elenco di disaccordi sostanziali tra le due parti”. Ma è chiaro che il messaggio lanciato dalla Casa Bianca ha un significato puramente politico: è l’ennesimo schiaffo di Trump a un’organizzazione che ritiene del tutto inutile se non anche avversaria.

Una scelta che è stata criticata dai democratici. “Qualcosa del genere, anche se si trattava di protocollo, rischia di essere vista come un’offesa più deliberata o un segno di mancanza di rispetto per l’importanza del ruolo politico dell’Unione europea”, ha dichiarato Amanda Sloat, ex funzionario dell’amministrazione Obama e un esperto di Europa presso la Brookings Institution. “Qualunque cosa venga fatta dall’amministrazione che sembra ridimensionare o denigrare in qualsiasi modo l’Unione europea è motivo di preoccupazione e interpretata negativamente”.

Alberto Pento
Trump giustamente non ama l'Europa sovietizzante e schierata contro di lui e la sua America.
Anche perché gli USA sono stati fatti principalmente dai migranti europei e hanno salvato più volte l'Europa prima dal social fascismo nazismo e poi dal comunismo e oggi danno il buon esempio contro l'invasione e contro il nazismo maomettano.


Io sto con Trump e gli USA - contro l'antiamericanismo
viewtopic.php?f=25&t=2771
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Re: L'Europa che sognamo e che vogliamo

Messaggioda Berto » mar feb 19, 2019 11:59 am

I sinistri che rendono l'Europa un incubo mostruoso, tutti i sinistri siano essi socialisti e comunisti, social fascisti e nazional socialisti.
La sinistra Liliana Segre

Milano, Liliana Segre incontra gli studenti: "Sono preoccupata per l'Europa"
LaPresse Mar, 15/01/2019

http://www.ilgiornale.it/video/politica ... 29321.html

"Sono preoccupata dell'Europa da tanto tempo, non solo adesso che si apre la campagna elettorale, perché ho visto l'egoismo di tanti stati europei". Liliana Segre, senatrice a vita e sopravvissuta ad Auschwitz, ha incontrato 2000 studenti al Teatro degli Arcimboldi a Milano, in vista della Giornata della Memoria, ricordando la sua storia da deportata: "Io racconto una storia fatta di cattiveria ma ho sempre predicato il contrario, che la vita vince sulla morte e l'amore vince sull'odio".

Alberto Pento
Gentile Liliana Segre, anch'io sono preoccupato per l'Europa, per questa Europa ademocratica e castuale, proinvasione, sovietizzante demo-nazi-comunista e demenzialmente e irresponsabilmente filo nazi-maomettana e antisemita-antisraeliana.

Oscar Giraudo
Alberto Pento io invece mi preoccupo dei palestinesi che devono subire violenze inaudite da parte del suo popolo

Alberto Pento
Israele e gli ebrei si difendono, la violenza razzista e criminale è solo quella dei nazi maomettani impropriamente detti palestinesi, che vorrebbero cacciare o sterminare gli ebrei e distruggere Israele.
Io non sono ebreo, sono veneto e amo gli ebrei e Israele il loro paese e Gerusalemme la loro capitale; gli ebrei e Israele sono uno dei popoli e dei paesi più umani e civili della Terra e a me e alla mia gente non hanno mai fatto del male e solo del bene, al contrario dei nazi maomettani che ci hanno fatto solo che del male.

Chiara Tamburini
Alberto Pento BRAVO! Anche a me i musulmani fanno paura. E le ostetricie degli ospedali sono invase da partorienti musulmane Fra 20 anni saranno più di noi. Poveri nostri giovani !

Oscar Giraudo
Alberto Pento che i musulmani mi stiano sulle palle è certo, ma che con la violenza i cari ebrei abbiano occupato i loro territori, costruito colonie, criticati da tutto il mondo civile, condannati per violazione dei diritti umani, condannati dalle nazioni Unite, naturalmente sempre con i carri armati, aerei massacrando tutti. Dalla guerra questi hanno copiato solo la violenza e Basta

Alberto Pento
Gentile Oscar Giraudo non so dove lei abbia attinto le informazioni che ci ha or ora scritto, posso però immaginare a quale filone si sia abbeverato.

Provi a considerare e a verificare le informazioni che ora le sottopongo io.

Oramai sono più di 3000 anni che la terra d'Israele è terra abitata ed egemonizzata prevalentemente dagli ebrei,
anche se nel corso dei millenni è stata più volte invasa, conquistata, depredata, distrutta, schiavizzata, dhimmizzata,
prima dagli imperialisti assiro babilonesi che hanno deportato una parte degli ebrei a Babilonia;
poi invasa, occupata e depredata dagli imperialisti romani che per spregio degli ebrei mai completamente sottomessi, sempre fieri e ribelli, l'hanno chiamata Palestina, romani che hanno anche ucciso l'ebreo Gesù Cristo, distrutto la loro citta sacra Gerusalemme, sterminato parte degli ebrei e disperso molti altri;
poi sono giunte le orde armate degli imperialisti arabi nazi maomettani che a loro volta hanno sterminato, cacciato e ridotto a dhimmi gli ebrei e i cristiani d'Israele/Palestina;
poi sono arrivati i crociati a liberare i cristiani dalla feroce oppressione nazi maomettana, crociati cristiani europei che però hann,o come prima fecero i romani, oppresso gli ebrei rimasti nella loro terra a causa della falsa accusa di essere stati gli assassini di Gesù Cristo;
poi è arrivata la variante nazi maomettana dell'impero ottomano e quella terra si è ulteriormente impoverita e gli ebrei furono ancora maltrattati, uccisi e tenuti come dhimmi;
in tutti questi secoli gli ebrei dispersi nei paesi cristiani e nazi-maomettani sono stati sempre perseguitati, oppressi, derubati, sterminati;
poi è arrivato l'ottocento e dopo tante persecuzioni, tra gli ebrei dispersi nel Mondo è nata l'idea di ritornare a casa, nella loro terra d'Israele, la loro preistorica terra promessa ed è iniziato il sionismo con molti ebrei del Mondo che ritornavano in Israele per ricongiungersi con quelli che non se n'erano mai andati;
dopo la prima guerra mondiale l'Impero Ottomano nazi maomettano alleato della Germania si è disfatto e la terra di Israele da provincia ottomana è divenuta protettorato inglese e così molti ebrei hanno pensato bene di ritornare in Israele che allora si chiamava ancora Palestina e di comprarsi a peso d'oro le terre disponibili aride e semi aride, gran parte adibite a pascoli, sia di proprietà del demanio che dei privati non ebrei che gliele offrivano volentieri speculandovi all'inverosimile;
nel novecento in Europa vi è stata la Shoà, l'immane tragedia compiuta dai nazisti ariani con l'ausilio dei nazi maomettani e le ondate del ritorno degli ebrei si sono intensificate sino a che nel 1948 non è nato lo Stato di Israele.

Il 14 maggio prossimo io festeggio con Israele e i suoi ebrei, i 70 dello stato israeliano del popolo ebraico, la sua dichiarazione d'indipendenza, Gerusalemme capitale ed il trasferimento dell'ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme.
viewtopic.php?f=197&t=2770

Discorso del Primo Ministro d'Israele

https://www.facebook.com/pagnogno.mosca ... 6948618083

Il Sr. Nethanyahu ha detto:

• 70 anni fa gli ebrei sono stati condotti al macello come pecore
•60 anni fa non avevamo né un paese né un esercito
• 7 paesi arabi hanno dichiarato guerra al nostro piccolo stato, poche ore dopo la sua creazione!
• Eravamo solo 650mila ebrei, contro il resto del mondo arabo! Senza IDF (Forze di difesa israeliane). Senza una forza area potente, ma solo persone coraggiose senza meta
• Il Libano, la Siria, l'Iraq, la Giordania, l'Egitto, la Libia e l'Arabia Saudita ci hanno attaccato allo stesso tempo
• Il paese che ci ha dato le Nazioni Unite equivaleva al 65% del deserto. Il paese si trovava in mezzo al nulla
• 35 anni fa abbiamo lottato contro i 3 eserciti piú potenti del Medio Oriente, e li abbiamo spazzati...sí...in soli 6 giorni
Abbiamo lottato contro varie coalizioni di paesi arabi che possedevano eserciti moderni e molte armi sovietiche, e li abbiamo sempre sconfitti!

Oggi abbiamo:
• Un paese
• Un esercito
• Una potente forza aerea
• Un'economia di stato che esporta milioni di dollari
• Intel - Microsoft - IBM commercializzano i propri prodotti all'interno del paese
• I nostri medici ricevono premi per la ricerca medica
Abbiamo fatto fiorire il deserto, venduto arance, fiori e vegetali in tutto il mondo
Israele ha inviato i suoi satelliti nello spazio! 3 satelliti allo stesso tempo!

Non l'abbiamo mai ammesso ufficialmente, ma tutti sanno, che 60 anni fa, siamo stati condotti, invergognati e senza speranza, a morire nel deserto!
Abbiamo estirpato le rovine fumeggianti dell'Europa, abbiamo vinto le nostre guerre qui, con meno di niente. Abbiamo costruito il nostro piccolo "Impero" dal nulla.

Siamo sopravvissuti al Faraone
Siamo sopravvissuti ai greci
Siamo sopravvissuti ai romani
Siamo sopravvissuti all'inquisizione spagnola
Siamo sopravvissuti ai pogroms in Russia
Siamo sopravvissuti a Hitler
Siamo sopravvissuti ai tedeschi
Siamo sopravvissuti all'Olocausto
Siamo sopravvissuti agli eserciti di sette paesi arabi
Siamo sopravvissuti a Saddam
Continueremo a sopravvivere ai nemici presenti oggi

Ricordati: tutte le nazioni o culture che una volta hanno provato a distruggerci, oggi non esistono piú - mentre noi, viviamo ancora!
• Gli Egizi?
• I Greci?
• Alessandro Magno?
• I romani? (Qualcuno parla ancora in latino oggi?)
• Il Terzo Reich?
Ora guarda noi:
La nazione della Bibbia
Gli schiavi dell'Egitto
Siamo ancora qui!
E parliamo lo stesso idioma. Prima e ora! Gli arabi non sanno ancora ma impareranno che c'é un Dio...mentre conserveremo la nostra identitá sopravviveremo.
Quindi, perdonateci:
*se non ci preoccupiamo
*se non piangiamo
*se non abbiamo paura
Le cose vanno bene da queste parti.
Certamente, potrebbero migliorare.
Nel frattempo: non credere ai media, loro non dicono che le nostre feste continuano ad essere festeggiate, che le persone continuano a vivere, che le persone continuano ad uscire, che le persone continuano a vedersi con gli amici.
Sí, la nostra morale é bassa. E quindi? Soltanto perché piangiamo le nostre morti, mentre gli altri si rallegrano nel versare il nostro sangue?
É per questo che alla fine, noi vinceremo.



I sionisti hanno rubato la terra dei palestinesi?

https://www.facebook.com/permalink.php? ... 0472419360

Una delle più grandi menzogne create dalla propaganda araba è che "i sionisti hanno rubato la terra dei palestinesi. Una colossale bugia.

Quello che è certo e che nessuno può confutare è che sono i musulmani che nel 637 hanno invaso e rubato quella che era storicamente la terra degli ebrei e successivamente anche dei cristiani, conquistandola con la forza e le guerre sante. Il discorso prescinde dal fatto che gran parte degli ebrei se ne fossero andati già durante le varie diaspore e a causa delle continue invasioni da parte di un pò tutti. Nonostante le invasioni gli ebrei sono l'unico popolo che è rimasto ininterrottamente in Palestina da quando ce li portò Mosè fino quando nel 1948 fu fondato lo stato di Israele.

Un pò di storia. L'espansionismo arabo e musulmano non ha avuto limiti, fino al 600 gli arabi erano solo in regioni dell'Arabia Saudita, con la nascita dell'Islam hanno invaso, occupato e annientato intere etnie e culture, dall'Oceano Atlantico all'Oceano Indiano al Pacifico.

Tanto per fare un esempio, a noi oggi ci sembra normale che in Egitto ci siano gli arabi ma in realtà quelli chiamiamo "egiziani" sono appunto arabi, un popolo invasore che ha quasi totalmente cancellato le etnie e le culture precedenti. Fino al 600 l'Egitto era uno dei paesi più cristiani, popolato da un'etnia discendente dagli antichi faraoni, era una popolazione totalmente diversa da quella araba (http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/…/Fayum-39.jpg ) che parlava egiziano e non arabo e che - dopo la caduta in disuso dei geroglifici - scriveva in egiziano usando l'alfabeto greco.

Oggi gli unici discendenti rimasti dei veri egiziani sono quelli che oggi vengono chiamati "Cristiani Copti", una piccolissima minoranza discriminata e sottomessa dalla maggioranza araba-musulmana. Il termine latino "copto" deriva dal greco "còptos" che deriva dall'arabo "qubt", ovvero il temine che inizialmente usavano gli arabi per definire gli "egiziani". Questa premessa solo per far capire che è evidenti ragioni cronologiche sono sempre gli arabi musulmani che hanno invaso e distrutto, gli ebrei e i cristiani già c'eran, sono i musulmani che sono arrivati dopo come spietati colonizzatori, pure in Europa, pure in Spagna (al-Andalus) e Sicilia (Siqilliyya) che ancora oggi considerano delle terre sante dell'Islam da strappare agli infedeli.

Ritorniamo alla Palestina moderna. All’inizio del ‘900 in tutta la Palestina ci sono poche migliaia di abitanti. Motivo per cui il motto del sionismo è "Un popolo senza terra per una terra senza un popolo".

Quando i sionisti sono emigrati in Palestina quella terra malsana e deserta l'hanno legalmente comprata a dei prezzi esorbitanti, anche cento volte il loro valore reale. La maggioranza degli arabi erano nomadi che non possedevano un bel nulla. Gli ebrei la terra la comprarono attraverso dei regolari contratti dagli sceicchi e dai pochi grandi latifondisti arabi che possedevano legittimamente quasi tutte le terre.

Gli stessi latifondisti arabi che poi furono massacrati insieme agli ebrei dai nazionalisti arabi guidati dai fondamentalisti islamici e antisemiti come Amin al-Husseini che oltre che l'autore delle stragi di ebrei di Hebron del 1920 e 1929 fu anche il mandante degli omicidi decine di latifondisti e politici arabi moderati, lo stesso al-Husseini (zio e maestro di Arafat) che poi a partire dal 1933 fu il più fedele alleato di Hitler nella campagna per lo sterminio degli ebrei.

Tutto questo lo riassume così Indro Montanelli sul Corriere della Sera il 16 settembre 1972:

"Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c'è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d'Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta.

Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l'odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nell'altro, bisognerà pure risolverlo. Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso."

Al termine di questo post troverete l'illuminante articolo integrale di Montanelli.

La terra di Israele è sempre stata la terra degli ebrei. Se leggiamo le descrizioni di Gerusalemme fatta nel 1800 da Marx e Mark Twain, leggiamo di "una città povera e miserabile abitata nella parte Est, interamente, da ebrei poveri e miserabili che erano sempre vissuti lì, da tremila anni". Gli arabi erano sì in leggera maggioranza numerica ma in gran parte erano nomadi senza terra, l'unica vera comunità stanziale era quella ebraica che abitava le stesse case da migliaia di anni.

Gli ebrei sionisti emigrati nel '900 si sono massacrati a dissodare, irrigare, fabbricare desalinizzatori, sono morti a migliaia di stenti e di malaria, parassitosi, colera, ameba, tifo, setticemia e tetano. Sono morti a decine di migliaia, ma poi hanno vinto, il deserto è fiorito, dove cerano lande desolate è nato un paese di filari di vite e di limoni.

Per poter di nuovo odiare gli ebrei è violato il diritto civile, che per dirla con un toscanismo si riassume in "chi vende, poi, non è più suo". Gli arabi la loro terra se la sono venduta, prima ai sionisti facendola pagare carissima, poi alla comunità internazionale intascando 66 anni di fiumi di denaro per risarcirgli il "dolore" di aver perso 20.000 chilometri quadrati di terra che non è mai stata loro, meno del Piemonte, che quando c'erano loro era un terra di sassi, paludi e scorpioni.

Vi riporto le parole che Re Feisal al Hashemi, re dell’Iraq, scrive a Londra nel 1919:

“Quando gli Ebrei rientreranno in Palestina daremo loro un clamoroso benvenuto. Noi Arabi, tutti e a maggior ragione quelli colti, consideriamo con la più grande simpatia il movimento sionista. Lavoreremo insieme per un nuovo Medio Oriente, c’è abbastanza posto in Palestina per entrambi. Penso sinceramente che non possiamo non riuscire assieme.”

I “palestinesi” in Palestina non c’erano. Quelli che oggi si vantano di essere "palestinesi" sono in gran parte degli immigrati arabi provenienti da altri paesi: Giordania, Siria, Iraq, Egitto, Arabia Saudita etc. Basta vedere i leaders palestinesi, tranne Abu mazen non uno solo di loro è nato Palestina, tutti nati altrove a partire dall'egiziano Arafat nato e vissuto al Cairo fino alla maggiore età.

La maggioranza degli arabi che oggi si dichiarano "palestinesi" in Palestina ci sono arrivati solo dopo il 1916, dopo che gli inglesi "liberarono" la Palestina da 400 di anni di dominazione dell'Impero Turco Ottomano, ci arrivarono in gran parte negli negli anni Venti e Trenta, portati dagli inglesi del Mandato Britanni per lavorare per loro.

Ci sono arrivati quando gli ebrei avevano già "dissodato", approfittando dell’acqua e delle fogne che altri avevano creato e che permettevano anche ai loro bambini di vivere meglio. E i sionisti, che erano socialisti, che credevano nell’uomo e nella fratellanza dei popoli, li hanno accolti a braccia aperte, e hanno vaccinato i loro bambini e insieme hanno cominciato a costruire un paese che sarebbe stato il paese del miracolo, dell’abbondanza e della fratellanza.

Nella maggioranza dei casi, chi oggi si dichiara "palestinese" altro non è che un immigrato arabo in Palestina. Approfittando del fatto che sono arabi hanno lasciato credere di essere sempre stati in Palestina quando in realtà la maggioranza di loro ci sono arrivati tra il 1916 e il 1948, ne più ne meno come la maggioranza degli immigrati ebrei che però lor chiamano "invasori sionisti".

Dal 1515 al 1916, per ben 400 anni, la Palestina è stata solo una misera regione dell'Impero Turco Ottomano


Demografia storica ed etnica in Giudea, Palestina, Israele lungo i millenni
viewtopic.php?f=197&t=2774
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Re: L'Europa che sognamo e che vogliamo

Messaggioda Berto » mar feb 19, 2019 12:00 pm

???
Gli ademocratici e castuali liberali/statalisti che si credono e dicono antipopulisti

Uno Stato federale europeo per fermare i populismi
Francesco Alberoni - Dom, 20/01/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 31418.html

Osservando in televisione le piazze di Torino che manifestavano per la Tav mi sono domandato perché l'intero Nord non si sia ribellato a favore di questa città, ferita dopo la perdita della Fiat e che ora viene privata anche di una via di comunicazione con l'Europa.

Tutto il Nord soffre per la politica anti industriale di questo governo e viene spontaneo chiedersi se non sarebbe stato meglio per l'Italia avere una Costituzione federale. L'Italia è molto diversificata e la sua diversità dev'essere conservata e valorizzata. Non ha bisogno di una burocrazia centrale che norma tutto.

Anche l'Europa attraverso il federalismo potrebbe diventare un grande Stato con propri confini, una propria difesa, una propria politica estera ed essere capace di controbilanciare potenze come gli Usa, la Russia, la Cina. La mondializzazione è stata caratterizzata dal dominio di queste potenze e dal dilagare di un mercato in cui operano fondi sovrani, multinazionali, monopoli sovranazionali come Google, Amazon e Facebook. Un mercato che standardizza tutto, spegne le creatività locali e impone gli stessi gusti, le stesse musiche, gli stessi cibi, gli stessi oggetti a Singapore, a Seattle o a Catania.

La mondializzazione ha schiacciato le retribuzioni verso il basso, aumentato lo sfruttamento dei lavoratori e, nello stesso tempo, creato disoccupazione e disagio esistenziale che hanno provocato una rivolta contro le élite. Questa rivolta si è espressa in modo diverso in ogni Paese: Podemos in Spagna, secessione in Catalogna, grillini in Italia, gilet gialli in Francia, Brexit in Inghilterra, sovranisti nell'Est. Essa rischia di disintegrare l'Unione.

Anche qui la soluzione può essere solo la creazione di uno Stato federale europeo, dove sono rappresentati tutti i popoli, con un vero Parlamento col potere di legiferare, togliendo spazio alla burocrazia di Bruxelles che uniforma stupidamente tutto. Solo uno Stato federale, articolato in Stati federali nazionali, può diventare una potenza con propri confini, un proprio esercito e ridare a ciascuno l'orgoglio di un proprio territorio, di una propria tradizione e, nello stesso tempo, una patria capace di reggere la sfida mondiale. A mio giudizio, sarebbe molto importante oggi organizzare un grande convegno su questo tema.


Alberto Pento
È un fatto che in Italia molti lavori pubblici sono stati inutili e dannosi, mangiatoie delle caste politicanti e industriali: si prenda il caso del Mose!

Venezia e il suo MOSE, storia di un fallimento
https://www.google.com/search?client=fi ... e+funziona



Venezia va sott’acqua. E il Mose è fermo
Emanuela Fontana - Mar, 30/10/2018

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 95039.html

Le paratoie marciscono, i cantieri per completare la grande opera di salvaguardia della città sono in stallo. La manutenzione rischia di costare più della costruzione

Cinque miliardi e mezzo di spesa, 94% dei lavori svolti, ma i cantieri, su ammissione del governo “sono praticamente fermi” da fine 2017.

La ruggine avanza sulle paratie costruite da anni e non ancora in funzione, ma la manutenzione rischia di costare più della costruzione stessa. Mentre Venezia finisce sott'acqua, con il record di 156 centimetri, la quarta emergenza di sempre, San Marco evacuata per alcune ore, i negozi allagati, la grande Opera che dovrebbe salvaguardare la città dall'invasione della laguna langue. Segnato da anni di corruzione, il progetto Mose è impantanato per una serie di fallimenti delle aziende che concorrono all’opera, per litigi tra enti preposti e ora, da ultimo, per il problema della manutenzione: il piano di condurla al vecchio Arsenale è al momento fermo, e intanto l’acqua corrode quello che fin qui è stato costruito.

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro da mesi chiede un intervento da Roma, e ieri, quando tutti gli occhi del mondo hanno visto Venezia con l’acqua alle ginocchia, è tornato alla carica forte di quanto è successo: “Adesso vorrei chiedere a qualcuno se ha compreso la funzione del Mose”, ha chiarito. “Serve esattamente in queste situazioni. Ho chiesto di parlare con il ministro Toninelli e la Presidenza del Consiglio, perché voglio che capiscano i costi enormi da gestire in questa città». “Il ministro della Confusione Toninelli deve spiegare quali sono le intenzioni del Governo su Venezia - torna a chiedere il deputato del Pd Nicola Pellicani, attivo, da mesi, in parlamento con interrogazioni e interpellanze sul tema Mose - ma bisogna fare in fretta, per evitare che resti la più grande incompiuta d'Europa”. I lavori dovrebbero concludersi per il 31 dicembre 2018, ma sembra impossibile che la scadenza sia rispettata. La grande incognita è poi la tenuta delle strutture che attendono in acqua di entrare in funzione: “Durante le prove di sollevamento che alcune paratoie non sono tornate nei loro alloggiamenti sul fondale, nel frattempo riempiti di di detriti e materiali di risulta. Molti cantieri sono in stato di completo abbandono, come dimostrano le foto”. Proprio in risposta a Pellicani, a luglio il governo aveva spiegato in aula che nel primo trimestre del 2018 sono stati eseguiti lavori per appena 12 milioni, e che molte delle criticità sulle opere già realizzate sono dovute «alla totale mancanza di cura, manutenzione e attenzione da parte del Consorzio Venezia Nuova». Non c’è pace per il Mose tra accuse e scarichi di responsabilità reciproci. Il Provveditorato alle opere pubbliche del Triveneto ha appena bloccato il progetto di manutenzione del Consorzio: la spesa ipotizzata per riparare due paratie sarebbe stata di tre milioni di euro, quando sono costate un milione ciascuna. Una storia di costi lievitati quella del Mose (Modulo Sperimentale Elettromeccanico), il sistema di paratoie mobili pensato addirittura nel 1981 per proteggere Venezia dall’acqua alta. Una storia con troppi punti opachi e continui rinvii: la data di avvio è prevista per il 2021, per garantire due anni di entrata in funzione dopo la consegna effettiva, con uno slittamento di operatività di oltre dieci anni. .Al di là degli immensi costi di manutenzione, rimane poi il problema delle spese di gestioni annuali, che potrebbero sfiorare i 100 milioni di euro. Il sistema prevede di isolare Venezia dal mare con un sistema di paratoie a scomparse collocate alle bocche di porto, i varchi che collegano la laguna con l’Adriatico. È un sistema pensato per mareggiate importanti, da uno a tre metri, e quindi proprio per eventualità simili a quella avvenuta in questi giorni. Il Provveditore alle opere pubbliche di Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia Roberto Linetti ha garantito in audizione alla Commissione Ambiente alla Camera che i soldi per concludere i lavori ci sono, e che basterebbero anche per l'avvio dell'impianto. Ma ha messo che la situazione dei Cantieri è in stallo.


«Mose pronto nel 2019, gestirlo costerà 80 milioni»
Il provveditore Linetti fa il punto: «Manutenzione all’Arsenale, non a Marghera»
di Enrico Tantucci 10 Gennaio 2018

https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia ... 1.16334173

VENEZIA. «Il primo gennaio 2019 il Mose comincerà a funzionare con strutture provvisorie, per la sua fase di collaudo, che durerà circa due anni». L’affermazione dell’ingegner Roberto Linetti, Provveditore alle opere pubbliche del Triveneto, convocato ieri a Ca’ Farsetti di fronte ai consiglieri comunali proprio per relazionare sullo stato d’avanzamento delle tormentatissime dighe mobili alle bocche di porto, sembrava finalmente mettere un punto fermo sulla questione. Ma è stato poi lo stesso ingegner Linetti a chiarire che questo cronoprogramma è puramente ipotetico, perché legato anche ai lavori delle imprese, che procedono a rilento anche per i ritardi nei pagamenti, e dunque dovrà essere con ogni probabilità aggiornato in avanti.

Finanziamenti. «Abbiamo ricevuto anche i 221 milioni di euro necessari al completamento dell’opera, sia pure dilazionati negli anni», ha aggiunto il provveditore «ma per il completamento entro il 2018 bisognerebbe avviare entro l’anno circa 40 progetti e poi realizzarli da parte delle imprese, cosa che vedo come molto improbabile». Linetti ha posto comunque alcuni “paletti” significativi sull’opera, a cominciare dai costi di manutenzione.

Costi di gestione. «Secondo noi, a regime, la gestione del Mose costerà circa 80 milioni di euro l’anno» ha spiegato, «che non sono molti per un’opera di questa importanza e complessità in un’area come quella di Venezia, considerando che tra i 20 e i 30 milioni di euro saranno solo i costi delle utenze per il funzionamento del sistema, e tra i 15 e i 20 milioni di euro i costi annui del personale, con una struttura di almeno un centinaio di persone. Lo Stato sicuramente non farà mancare il suo sostegno. Restano tra i 30 e i 40 milioni per la manutenzione vera e propria, che deve comprendere però anche gli interventi sull’ambiente lagunare, che a regime costeranno circa 15 milioni all’anno e che non potranno essere svolti che dal “cervello” istituzionale che governerà il Mose».

Competenze. Anche su questo punto Linetti è stato chiaro. «Personalmente spero che tra due anni non ci sia nessun passaggio di competenze per la gestione del Mose a un ente terzo» ha spiegato, «perché di esso deve necessariamente continuare a occuparsi chi ha già maturato la conoscenza dell’opera, come è stato per il Provveditorato - ex Magistrato alle Acque e il Consorzio Venezia Nuova, sfruttando le competenze già acquisite, perché ricominciare da capo non avrebbe senso. Noi abbiano già stilato una sorta di organigramma possibile che presenteremo al Governo».

Manutenzione all’Arsenale. Altra «bandierina» posta ieri sul progetto Mose dal provveditore alle opere pubbliche è stata quella sul luogo deputato alla manutenzione delle paratoie, che resterà, come annunciato l’Arsenale, senza spostamento di lavorazioni a Marghera, come ventilato. «Per me la soluzione migliore resta il nuovo capannone da realizzare all’Arsenale, che anche gli urbanisti dello Iuav di recente hanno giudicato idoneo. I 18 milioni di euro per costruirlo ci sono già e sta all’impresa Mantovani, quando deciderà di farlo, partire con i lavori. Qui le paratoie saranno periodicamente ripulite, sverniciate e riverniciate e poi rimontate e rimesse in funzione».

Paratoie. Ultimo punto significativo: quello del funzionamento delle paratoie, con l’annuncio che ad essere alzata sarà spesso solo quella della bocca di Lido, lasciando quelle di Malamocco e Chioggia a riposo.

«I tecnici hanno verificato» ha spiegato ancora Linetti, «che anche chiudendo solo la bocca di Lido, si registra un significativo abbassamento dei livelli di marea in centro storico, senza necessità di chiudere l’intero sistema.

Per questo gli sforzi, anche a livello di materiali si sono concentrati in modo particolare sulla fattura delle paratoie della bocca di Lido, tra le 77 totali, perché saranno quelle sicuramente più utilizzate, mantenendo la quota di marea di 110 centimetri per decretare la chiusura. Ci sarà così anche un risparmio sui costi di manutenzione».



https://www.corriere.it/cronache/18_ott ... 543f.shtml
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Re: L'Europa che sognamo e che vogliamo

Messaggioda Berto » mar feb 19, 2019 12:01 pm

Elezioni europee, sondaggi: volano i sovranisti di Salvini, niente maggioranza Ppe-Pse
dal nostro inviato ALBERTO D'ARGENIO
18 febbraio 2019


https://www.repubblica.it/esteri/2019/0 ... -219392670

BRUXELLES - Lega in corsa per diventare il partito con più parlamentari a Strasburgo. Le Pen verso il soprasso ai danni di Macron. Fidesz, formazione del premier illiberale ungherese Viktor Orbàn, a un passo dal 50%. E ancora, Cinquestelle al palo, senza un gruppo europeo, con tre alleati su quattro proiettati verso la desolante quota zero eletti. A livello continentale, invece, crollano i tradizionali partiti europei, tanto che il 26 maggio, a urne chiuse, i popolari del Ppe e i Socialisti e democratici del Pse per la prima volta dal 1979, debutto dell'elezione diretta dell'Europarlamento, insieme non avranno la maggioranza per governare l'aula. Dovranno per forza allearsi con i liberali. Ma nei sondaggi volano anche i sovranisti di Matteo Salvini, che con i suoi alleati potrebbe arrivare a formare il secondo gruppo dell'Assemblea superando proprio i socialisti.

È quanto emerge dal primo sondaggio pubblicato oggi dall'Europarlamento in vista del voto del 26 maggio (i dati risalgono al 6 febbraio) e anticipato da Repubblica la settimana scorsa. Un voto cruciale per il futuro dell'Unione e della democrazia liberale in Europa, tanto che diversi osservatori definiscono questa tornata europea come la più importante di sempre. A rappresentare i 435 milioni di cittadini del Vecchio Continente saranno 705 parlamentari: prima della Brexit erano 751 per quasi 500 milioni di cittadini. Lo spoglio in diversi paesi inizierà già alle 18, mentre la prima proiezione sarà pubblicata dall'Europarlamento alle 20 di domenica 26 maggio, quando in Italia le urne saranno ancora aperte (come tradizione, fino alle 23): insomma, anche in questo caso l'Unione non aspetta Roma. Segno dei tempi.

A livello continentale, secondo i sondaggi di febbraio il Partito popolare europeo (Ppe) si confermerà primo gruppo a Strasburgo, anche se in picchiata rispetto al 2014: il centrodestra tradizionale (per l'Italia Forza Italia) passerà da 217 seggi a 183. Stessa sorte per i Socialisti e democratici (Pse, la casa Ue del Pd): i suoi eletti dai 186 di 5 anni fa passeranno a 135. Insieme Ppe e Pse per la prima volta non avranno la maggioranza per governare l'aula. Al momento l'unico schema che darebbe abbastanza seggi per farlo prevede l'alleanza dei due grandi partiti del Novecento ai liberali: l'Alde guidato da Verhofstadt salirà da 68 a 75 eletti, ai quali per completare la famiglia liberale si dovranno aggiungere i venti di Macron. Questa al momento è l'unica maggioranza possibile, eventualmente allargabile ai Verdi (45 seggi) per dare vita a un inedito fronte unito europeista da contrapporre in aula ai sovranisti di Salvini, Le Pen e Kaczynski.

Appunto il fronte dell'estrema destra - nostalgico, xenofobo ed euroscettico - a dir poco competitivo. L'Enf - l'attuale famiglia politica di Salvini e Le Pen - passerà da 37 a 59 rappresentanti. L'Ecr - che con la Brexit e l'addio dei Conservatori di Theresa May passerà in mano ai polacchi di Kaczinsy - porterà invece 51 parlamentari. Se si alleeranno, progetto al quale Lega e i polacchi del Pis sono al lavoro, arriveranno a 110, ai quali andranno aggiunti i 12 di Alternative für Deutschland e una manciata di singoli parlamentari eletti nei partitini alleati dell'Est europeo. Puntano ad almeno 130 rappresentanti, insidiando il Pse come secondo gruppo di Strasburgo e tentando il Ppe a un'alleanza centrodestra-destra alla quale all'interno dei popolari lavorerebbero i cavalli di Troia Orbàn e Kurz. Coalizione che al momento non avrebbe i numeri per la maggioranza, ma che potrebbero essere raggiunti facendo shopping negli altri gruppi (ad esempio, gli eletti del premier ceco Babis sono nell'Alde, anche se politicamente più affini ai sovranisti).

Cruciale in questo eventuale schema sarebbero i grillini: una loro alleanza post elettorale con i sovranisti regalerebbe la maggioranza all'eventuale coalizione Ppe-nazionalisti che secondo diversi osservatori metterebbe in serio pericolo la tenuta dell'Unione e della stessa democrazia liberale in Europa. Basti pensare che nelle stanze dei bottini Ue oltre a Lega, Rn e Pis entrerebbero altri partiti decisi a minare le istituzioni dal loro interno nonché i democratici svedesi di Akesson, gli olandesi di Wilders, il Vlaams Belang, la versione cipriota di Alba dorata e altri partiti con simili inclinazioni neonaziste.

Vediamoli, allora, i Cinquestelle. Perderanno il loro gruppo Efdd causa addio dello Ukip con la Brexit. Per costruire una nuova famiglia Ue, Di Maio si è mosso tardi e male, consigliato ancor peggio dai suoi luogotenenti a Strasburgo. Per ora ha messo su un'alleanza impalpabile. Per formare un gruppo all'Europarlamento servono minimo 25 deputati eletti in almeno 7 paesi diversi (i grillini sperano in un cambiamento delle regole che abbassi a 6 il numero di nazionalità, ma resteranno delusi). Al netto del flirt con i Gilet gialli, per ora gli M5S hanno trovato alleati appena in altri quattro paesi. Non solo del tutto eterogenei, ma anche a rischio elezione. Il pezzo pregiato era il punkrocker polacco di estrema destra Kukiz, che però negli ultimi mesi è crollato nei sondaggi: ad oggi viene quotato al 4,2%, con zero seggi a Strasburgo. Idem i finlandesi di Liike Nyt e i greci di Akkel, talmente bassi da non essere nemmeno rilevati. Solo i croati di Zivi Zid ad oggi sarebbero in grado di portare 2 deputati in Europa (12,3%). Insomma, per Di Maio il quadro si fa desolante, anche sposandosi con i Gilet Gialli non avrebbe i numeri per un gruppo. Ecco perché in molti scommettono che alla fine si accoderà ai sovranisti, regalando loro i numeri per l'eventuale alleanza con il Ppe. Le alternative per i Cinquestelle sono la desolante collocazione nei non iscritti o la ricerca post elettorale di qualche deputato solitario per arrivare alla soglia dei 7 paesi, dando vita a un gruppo irrilevante, a meno che, appunto, non si alleai con i sovranisti di estrema destra.

I sondaggi intanto dicono che la Lega corre verso il 32,4%, con 27 seggi, un boom rispetto ai 5 odierni. L'M5S viaggia al 25,7%, con 22 seggi. Crolla il Pd, dai 31 seggi del 2014 figli del famoso 40,8% di Renzi, passa al 17,3%, con 15 eletti. Seguono Forza Italia (8,7%, 7 deputati) e Fratelli d'Italia (4,4%, 4 rappresentanti). Tutti gli altri partiti italiani al momento non superano la soglia di sbarramento.

Il bottino della Lega, 27 seggi, contende alla della Cdu di Angela Merkel - al momento quotata a 29 parlamentari - il ruolo di primo partito d'Europa (nel 2014 in cima al podio c'era il Pd). A livello di percentuali, colpiscono i risultati da record dei partiti di Orbàn e Kaczynski: Fidesz viaggia al 49,3%, il Pis al 40%. Sondaggi da primato nei due paesi, Ungheria e Polonia, in rotta con l'Europa per le accuse di autoritarismo, che si traducono rispettivamente in 24 e 16 seggi. Meno di Cdu e Lega nonostante le percentuali superiori visto che Budapest e Varsavia portano meno deputati rispetto ai paesi più popolosi come Germania, Francia e Italia.

In Francia stando ai rilevamenti del 6 febbraio, Marine Le Pen si piazzerebbe davanti al presidente Emmanuel Macron. L'Rn viene proiettato al 22% con 21 rappresentanti contro il 20% (20 seggi) di Europe En Marche. In Germania, come visto, la Cdu corre verso i 29 seggi mentre i Verdi arriverebbero secondi con 17 eletti, davanti alla Spd (15) e ad Afd (12). Interessanti i sondaggi spagnoli, che hanno anche una valenza interna visto che ad aprile, prima delle europee, il Paese andrà al voto per le politiche: al momento il Psoe di Pedro Sanchez viene dato al 24,5%, il Partito popolare al 23,5%, Ciudadanos al 17,9%, Podemos al 14,1% e i franchisti di Vox al 9,6%.

Per chiudere, un aneddoto. Tradizionalmente, fino all'elezione del nuovo presidente l'aula di Strasburgo veniva guidata dal deputato più anziano. Nel 2014, ad esempio, a sedersi sullo scranno più alto era stato Emmanouil Glezos, novantaduenne greco eletto con Syriza, ex partigiano che nel 1941 ammainò la bandiera nazista dal Partenone. In questa legislatura il deputato anziano potrebbe invece essere un italiano, noto per aver dato, nel 2003, dei "turisti della democrazia" agli europarlamentari per poi definire "kapò" il socialista tedesco Martin Schulz: ovviamente si tratta di Silvio Berlusconi. Un vero paradosso, che però non si verificherà perché di recente l'Eurocamera ha modificato la norma e a guidare l'aula alla prima seduta, prevista per il 2 luglio, sarà il presidente uscente, Antonio Tajani, o un suo vice. Scherzando in molti affermano che si tratta della prima legge ad personam contro Berlusconi. Ma ovviamente non è così.
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Re: L'Europa che sognamo e che vogliamo

Messaggioda Berto » lun apr 15, 2019 8:33 am

Finlandia, ultradestra a un passo dall'Sdp
Francesco De Palo - Dom, 14/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... dNvMAHQaII

Socialdemocratici avanti, ma la festa rischia di essere rovinata dal boom dei sovranisti

Dalla convention sovranista di Milano al governo di Helsinki? L'eurodeputato Jussi Halla-aho, numero uno della destra di Veri Finlandesi, potrebbe essere la sorpresa delle elezioni di oggi in Finlandia.

Benché i sondaggi diano in testa i socialdemocratici al 19 per cento, con il leader Antti Rinne che potrebbe diventare il primo socialdemocratico a vincere le elezioni in Finlandia dopo due decenni, la destra nazionalista non solo è stabile al 16,3 per cento ma insegue e sta battendo già un colpo nella direzione di un possibile governo di coalizione.

«Tutto è possibile osserva alla vigilia Halla-aho, che nei giorni scorsi ha partecipato nel capoluogo lombardo al meeting con gli altri sovranisti europei - è sempre stato il nostro obiettivo vincere un'elezione e crediamo che sia un obiettivo realistico. Dipenderà se saremo in grado di mobilitare i nostri potenziali elettori nel giorno delle elezioni».

Il partito nazionalista ed euroscettico dei Veri Finlandesi si è incuneato nei consensi a causa dell'esasperata austerità applicata dal blocco centrista al governo fino a ieri. Il Partito di centro del premier Juha Sipila, il Partito di Kansallinen Kokoomus e Futuro Blu si sono caratterizzati per una strategia poggiata su spending review e tasse, al fine di risanare i conti pubblici. Ma con il doppio risultato da un lato di aver azzoppato il tanto reclamizzato welfare finlandese e dall'altro di aver lasciato praterie elettorali alle forze antisistema, come appunto i Veri e i Verdi, accreditati oggi di una buona performance.

Accanto al welfare c'è l'immigrazione come tema trainante di comizi e promesse elettorali da parte di tutti i partiti. Un report dell'Onu ha recentemente assegnato ai finlandesi la palma di cittadini più felici al mondo, per via dell'elevata qualità della vita. Il motivo? Un mix di servizi efficienti e di scarse disuguaglianze sociali, che però si sta scontrando con la cronaca quotidiana. Gli ultimi arresti nel Paese di alcuni migranti con l'accusa di violenza sessuale su ragazzine minorenni sta facendo lievitare le intenzioni di voto per i Veri Finlandesi, che stanno anche fisiologicamente gestendo i citati episodi giudiziari con un grande risalto mediatico.

Si tratta di un partito giovane, nato nel 1995: fino alle urne del 2007 aveva raccolto pochi consensi, inchiodati al 4 per cento per poi schizzare al 19 nel 2011. In quella circostanza però il no all'ingresso al governo perché considerato troppo europeo consolidò il loro ruolo nel paese, anche se il passo successivo all'interno di un esecutivo con centristi e i conservatori, nel 2015, costò loro la perdita di qualche voto. E così nel 2017 uscirono dal governo proprio per ipotecare le elezioni di oggi.

I socialdemocratici invece puntano su Antti Rinne, già ministro delle Finanze tra il 2014 e il 2015, balzato agli onori delle cronache per uno spot elettorale sui generis. Nella clip impersona l'autista di un autobus che fa salire a bordo varie persone, ognuna con una richiesta, come ambiente, lavoro, istruzione, sicurezza, uguaglianza. Un cliché non proprio comune a queste latitudini.

Nel mezzo i centristi che fanno capo all'attuale commissario Ue Jyrki Katainen in tandem con l'ex premier Alexander Stubb, in odore di un incarico a Bruxelles dopo le euro elezioni del 26 maggio. Il partito è al governo del paese ininterrottamente dal 1987. Infine i Verdi, forti dell'effetto Germania (dove Bündnis 90/Die Grünen è al 20 per cento). Oggi potrebbero toccare il risultato migliore nella storia finlandese con il 13,5 per cento.



I socialdemocratici vincono le elezioni in Finlandia. L'estrema destra (alleata di Salvini) frena: è terzo partito
2019/04/14

https://www.huffingtonpost.it/2019/04/1 ... a_23711556

Il partito socialdemocratico è in testa nelle legislative in Finlandia, davanti ai conservatori e all'estrema destra, secondo risultati parziali. Guidato dall'ex ministro delle Finanze Antti Rinne, il partito socialdemocratico otterrebbe il 19,1% dei voti, mentre il populista ed euroscettico Veri finlandesi il 15,1% e il partito della coalizione nazionale il 17,2%.

Il partito socialdemocratico ottiene la maggioranza relativa alle elezioni parlamentari in Finlandia, dopo circa il 35% di schede scrutinate. Sotto le aspettative i populisti di estrema destra dei 'Veri Finlandesi', che si piazzano soltanto quarti con circa il 15%. I sondaggi li davano come seconda forza nel nuovo parlamento.



Elezioni Finlandia: la sinistra vince di un soffio sui populisti
14 aprile 2019

https://tg24.sky.it/mondo/2019/04/14/el ... ltati.html

Il partito socialdemocratico ottiene di misura la maggioranza con il 17,7% dei voti. Al secondo posto, con il 17,5%, i "Veri Finlandesi" alleati in Europa con la Lega. Esulta Salvini: "A maggio cambieremo l'Europa"

Il partito socialdemocratico guidato dall’ex-leader sindacale Antti Rinne vince di un soffio le elezioni parlamentari in Finlandia. Con il 17,7% delle preferenze ottiene la maggioranza relativa e supera di appena lo 0,2% dei voti i populisti di estrema destra dei “Veri Finlandesi” che ottengono il 17,5% e diventano la seconda forza. "Per la prima volta dal 1999 i socialdemocratici sono il partito del primo ministro", ha detto Rinne ai militanti accorsi al quartier generale del suo partito.

I "Veri Finlandesi" a un soffio

Se la sinistra ha vinto sul filo del rasoio, vicinissima al secondo posto si attesta l'ultradestra dei "Veri Finlandesi", con il 17,5% dei consensi. Seguono il partito conservatore Kokoomus del ministro delle Finanze in carica Petteri Orpo e il partito di centro del premier uscente, Juha Sipila. Il leader dell'ultradestra Olli Kotro aveva scommesso sulla paura dei cittadini di nuovi sacrifici richiesti dagli altri partiti per contrastare i cambiamenti climatici e sulla preoccupazione di un aumento dei reati sessuali, che l'estrema destra ha attribuito agli immigrati.

La politica anti-stranieri dei "Veri Finlandesi" si è declinata in ambito europeo con l'adesione al progetto del vicepremier leghista italiano di costituire un'alleanza sovranista. Con il secondo posto potrebbero, però, non avere voce in capitolo nel nuovo governo. La partita per guidare il Paese passa ai socialdemocratici di Rinne: la maggioranza dei finlandesi, infatti, sembra aver puntato sulla lotta ai cambiamenti climatici e sulla difesa delle politiche sociali attualmente in vigore.

L'esultanza di Salvini

"Gli amici 'populisti' del Partito dei Finlandesi diventano secondo partito in Finlandia", afferma il vicepremier commentando i primi risultati. E aggiunge: "Il 26 maggio, insieme alla Lega, finalmente si cambia l'Europa".
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: L'Europa che sognamo e che vogliamo

Messaggioda Berto » mar apr 16, 2019 4:31 pm

Ecco il capitoletto tra i vari costituito da considerazioni antropologiche sul futuro dell'umanità che contiene le frasi che estrapolate e manipolate hanno dato origine alla fola del Progetto Kalergi


Il Piano Kalergi per annientamento dei popoli europei in atto con la complicità di chi ci governa

Buongiorno amici. Nel 1925 il conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi (1894 – 1972), fondatore dell’Unione Paneuropea da cui è nata l’Unione Europea, nel suo libro «Praktischer Idealismus» (Idealismo pratico), scrisse che gli abitanti dei futuri “Stati Uniti d’Europa non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una sorta di subumanità resa bestiale dalla mescolanza razziale (…) È necessario incrociare i popoli europei con razze asiatiche e di colore, per creare un gregge multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’elite al potere. L’uomo del futuro sarà di sangue misto. La razza futura eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli, con una molteplicità di personalità”. In Italia il cardinale Angelo Scola teorizza da anni la bontà del “meticciato culturale”, concetto caro all’ex ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge.


???

https://www.youtube.com/watch?v=yOgCcFp ... e=youtu.be



Ecco le pagine del capitoletto con il testo:


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... ertina.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... /04/38.jpg

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http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... /04/39.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... /04/40.jpg


Come si può arguire leggendo questo capitoletto esso non contiene alcun progetto alcuna programmazione eugenetica dell'umanità né positiva né negativa e demoniaca.
Si tratta solo di una serie di previsioni sullo sviluppo dell'umanità che naturalmente tende a mescolarsi per effetto delgli spostamenti delle merci, dei lavoratori, dei commerci, delle persone, del turismo.




Ecco dove si può acquistare il testo:
https://www.amazon.it/s?k=idealismo+pra ... agkbbmls_e



Questa nuova pubblicazione con la traduzione dell'opera di Kalergi "Idealismo Pratico" è veramente un testo che merita di essere letto attentamente, l'unica nota stonata in questo volume è la presentazione dello "storico" Franco Cardini:
il quale prendendo lo spunto dalla falsità della leggenda complottista sul Progetto Kalergi cerca di far passare come frutto del complottismo antiamericano la menzogna che a distruggere le torri gemelle siano stati i maomettani e che al-Qaeda e l'Isis siano invenzioni dei servizi deviati americani se non dello stesso governo USA e della forte lobbi ebraica statunitense;
il suo evidente antiamericanismo e il suo demenziale e sinistro complottismo contro il presunto nuovo colonialismo economico-politico delle multinazionali occidentali, del capitalismo e dell'Europa che provocherebbero i gravi disagi/problemi africani e sarebbero la causa prima delle migrazioni dal continente nero al vecchio continente bianco (in verità le cause prime sono altre e totalmente endogene e indigene: la sovrappopolazione (in Somalia 6 figli e in Nigeria 5 figli per coppia), i conflitti intertribali e interetnici, il colonialismo imperialista terrorista e guerrafondaio maomettano, talune tradizioni superstiziose e incivili come la magia nera vodù, l'infibulazione e la schiavitù, l'arretratezza culturale, l'ignoranza, la prepotenza e la corruzione).
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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