Cultura e civiltà - incultura e inciviltà

Re: Cultura e civiltà - incultura e inciviltà

Messaggioda Berto » ven mag 17, 2019 10:51 pm

Il massimalismo è il rimosso che affiora inevitabile quando il relativismo ha fatto terra bruciata intorno a sé.

Niram Ferretti
17 maggio 2019

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Il massimalismo è il rimosso che affiora inevitabile quando il relativismo ha fatto terra bruciata intorno a sé. La diagnosi della nostra patologia è stata accuratamente fatta più di un decennio fa da Joseph Ratzinger, poi Benedetto XVI, il papa del Logos, uno dei più acuti analisti del nostro sconforto mascherato da gioiosa iconoclastia.

Non siamo più capaci di avere idee chiare su chi siamo e cosa siamo, e soprattutto abbiamo maturato un progressivo orrore nei confronti dell'idea che esistano giudizi di valore solidi e precisi riguardo il bene e il male, il bello e il brutto, il vero e il falso. “Anything Goes”, il titolo della celebre canzone di Cole Porter, (solo quello), potrebbe riassumere bene la nostra situazione. Alla mancanza di precisi confini categoriali corrisponde, qui da noi, l'idea di una società ibrida, di un meticciato amorfo dove le diversità etniche, culturali e sociali si amalgamano in una umanità indistinta unificata dall'uso e consumo degli ultimi gadgets tecnologici.

Oggi, nel mondo disincantato che Max Weber aveva così chiaramente anticipato, la tecnologia uniforma più di ogni altra cosa. Siamo “evoluti” perché non crediamo più in nessun Dio ma abbiamo l'ultimo IPAD e l'ultimo Kindle. Ma tutto questo è fragile, maledettamente fragile. Abbiamo creato e continuiamo a creare protesi di ogni tipo ma poi basta che la natura si ribelli e di nuovo siamo come siamo sempre stati, inermi, sottomessi a forze soverchianti. Intanto il “progresso” avanza. Lo vedeva già Leopardi, irridendone, ne "La Ginestra", l'avanzamento. Sapeva che il futuro non ci avrebbe liberato dal male.

Il fatto è che, molto semplicemente, aveva ragione Samuel P. Huntington, le culture e le civiltà non svaniscono per decreto, così come per decreto non nasce l'uomo nuovo o il transgender o l'Europa universale. Esse restano e cozzano una contro l'altra quando interessi, valori e prospettive sull'uomo e sul mondo divergono fortemente.
L'Islam quello ben radicato nella sua forte identità religiosa, nel suo assetto giuridico e politico, nel suo massimalismo preservato e custodito, è il nostro contrappasso. Non convertiremo i rigoristi coranici alla nostra ridanciana e libertina dissoluzione categoriale, sono loro semmai che con il terrore, il sacro politicizzato e la violenza, ci spingono a domandarci se la terra bruciata che abbiamo fatto intorno a noi a forza di appiccare il fuoco a tutto quello che ci faceva eredi di Gerusalemme, Atene e Roma, abbia prodotto buoni frutti. Dopotutto l'Illuminismo è un sacco vuoto se è privato del cristianesimo sul quale l'Europa si è plasmata. Cristianesimo che, a sua volta, non sarebbe sorto senza ebraismo e l'incontro formidabile con l'ellenismo. La Torah e i Vangeli precedono di un bel po' la libertà, l'uguaglianza e la fratellanza scaturiti dalla Rivoluzione. Ma tutto questo è passè. E' musealità da guardare e farsela spiegare da chi ha una buona guida se no non si capisce nulla.

Ritrovare noi stessi non è sognare fasti e glorie defunti ma riattingere a una vitalità che non si è estinta sotto le macerie, significa ancorarsi a idee e valori che compongono un patrimonio non divorato dalle tarme del Progresso, questa parola che significa tutto e nulla, e che assai spesso manifesta gli interessi solo di pochi e ben strutturati gruppi che vogliono indirizzare il mondo secondo i dettami della loro Weltanschauung.


Helga Valli
Limpide argomentazioni , , razionali appunto perchè oltre il razionalismo relativistico , rovina finale di un Occidente svuotato delle sue radici .Bello .

Davide Cavaliere
Siamo la prima società della storia che nega il Male, inteso come conflitto fra differenti visioni del mondo e diverse civiltà. Neghiamo che l'Islam sia un mondo in fermento, aggressivo, animato da uno spirito di rivalsa nei confronti dell'Occidente; neghiamo che l'immigrazione di massa generi tensioni sociali; rifiutiamo di guardare alla storia per renderci conto che le società multiculturali sono sempre state delle polveriere (eppure abbiamo i Balcani a due bracciate a nuoto). In modo assolutamente ideologico rigettiamo l'uso della forza militare quando serve e abbiamo smesso di affermare la nostra identità, perché la vivremmo come una imposizione autoritaria a noi stessi e agli altri. Moriremo leggendo Recalcati e Osho.

Dragor Alphan
Lo Stato piu' cristiano del mondo, lo Stato Pontificio, ha avuto secoli in abbondanza per dimostrare le qualita' dei cristiani. Risultato: violazioni in serie dei piu' elementari diritti umani fino all'arrivo dei liberatori laici. Si puo' dire che la Chiesa ha tradito i Vangeli ma le religioni si giudicano sul campo. Non dai testi.

Niram Ferretti
Il discorso sulla Chiesa è un pochettino più complesso della disamina sulle sue nequizie. Il cristianesimo ha formato l'Occidente, nel bene e nel male e lo ha fatto attraverso la Chiesa, non di sua sponte. Senza il cristianesimo i più elementari diritti umani non esisterebbero. La schiavitù e l'infanticidio, largamente istituzionalizzati nel mondo pagano e proseguiti poi altrove, soprattutto nei paesi non cristiani, sono stati rimossi in Occidente grazie al cristianesimo promosso dalla Chiesa. Gli ospedali sono creati dall'impulso cristiano promosso dalla Chiesa, le mense per i poveri sono stati creati dall'impulso cristiano, gli orfanotrofi anche. Senza il cristianesimo la ricerca scientifica, contrariamente alla vulgata contraria, non avrebbe ricevuto l'enorme impulso che ha avuto. Le principali figure scientifiche tra il sedicesimo e il dicisassettesimo secolo erano devoti cristiani. I liberatori laici chi sarebbero? I ghiliottinatori giacobini del Terrore? I massacratori della Vandea? Gli adepti della Dea Ragione? Tutte le idee fondamentali dell'Illuminismo sotto il profilo della emancipazione umana, sono cristiane. E' stata tutta luce? No, di certo. Tanta tenebra anche. Ma la luce ha grandemente sopravanzato la tenebra. Sì, hai ragione, la Chiesa ha frequentemente tradito il cristianesimo, non ci sono dubbi, ma lo ha anche enormemente agito. Non sono un apologeta del cristianesimo, ma la storia va rispettata nella sua realtà.

Ariel Akiva
Niram Ferretti non dimentichiamo che la chiesa, originariamente cristiana, è divenuta cattolica... sembra una sciocchezza ma non lo è!

Alberto Pento
Anch'io questo articolo non lo condivido, proprio non riesco a ritrovarmici.
Io, da anni non più cristiano e non mi sento affatto privo di valori umani e spirituali (che non sono necessariamente religiosi). Non condivido per nulla l'idea che l'umanità più buona sia un portato giudaico-cristiano e che tutto il resto dell'umanità fosse e sia disumano, senza valori universali guida.
L'illuminismo non mi pare sia un sacco vuoto senza cristianesimo.
La buona umanità non è nata con il cristianismo che è un'eresia dell'ebraismo e l'ebraismo a sua volta è una cultura e una religiosità che ha le sue radici nella preistoria mesopotamica, mediorientale ed egiziana che non sono certo prive di umanità, di valori etici, di senso della giudizia e della solidarietà umana.
Si pensi all'Enûma Eliš e al Codice di Hammurabi.
Io credo che la buona umanità sia nata con l'uomo e che lo abbia sempre accompagnato lungo la sua storia di milioni di anni anche se a volte pareva scomparire travolta dalla cattiva umanità o dai cataclismi naturali. Come credo che la conoscenza e la scienza siano un portato dell'esperienza umana, dell'umanità della sua intelligenza, del bisogno di risolvere i tanti problemi concreti dell'esistenza e della spiritualità naturale a prescindere dalla religiosità e dalle religioni.

Se poi guardiamo quelli che sono i contrasti e le contraddizioni tra ebraismo e cristianismo e all'interno del mondo cristiano che sono stati e sono tuttora moltissimi e insanabili, sia teologici che etici e politici, che nel passato hanno generato sia l'anticristianismo verso i primi cristiani che il feroce millenario e fanatico antisemitismo con la Shoà del novecento; sia la divisione secolare conflittuale all'interno del cristianismo con le sue numerose contrapposizioni belliche, si pensi solo all'abbandono dell'impero bizantino all'assalto e alla distruzione dei nazi maomettani da parte dei cattolici romani con la loro aspirazione egemonica; sia tutte quelle contraddizioni e assurdità fideistiche riscontrabili nell'essere cristiano a cominciare dall'impossibile imitazione fanatica di Cristo, l'idolatria dei riti e delle cerimonie, il culto delle reliquie e delle immagini, il santismo e il miracolismo, il papismo la papolatria e l'imperialismo cattolico romano, ...
Io non sento affatto il bisogno di ridiventare cristiano e cattolico per sentirmi dotato di valori e di criteri di giudizio tali da darmi la forza di criticare e di oppormi all'inciviltà-incultura orrenda del nazismo maomettano, anche perché i cristiani in generale e i cristiani-cattolici in particolare non mi paiono proprio armonici e coerenti con un Papa che santifica il criminale Maometto e il suo nazismo maomettano, cosa c'è di più relativista e fanaticamente cristiano nell'esemplarità di Bergoglio, dove stanno i valori umani, civili, culturali e spirituali/religiosi capaci di dare la forza per contrastare il nazismo maomettano in questo personaggio che è il cristiano per eccellenza?

A me personalmente basta il semplice e naturale buon senso, con i suoi valori umani e naturali per contrastare l'Islam e la sua demenziale e disumana ossessione politico religiosa.

Niram Ferretti
Alberto Pento, non c'è assolutamente alcun bisogno di diventare cristiani o ebrei. Nessuno indica o prescrive conversioni. L'Europa è stata plasmata dal cristianesimo a partire dall'epoca costantinina dell'impero romano per giungere fino all'Illuminismo, che non è un sacco vuoto senza il cristianesimo, ma un sacco semi vuoto. Ognuno crede in ciò che meglio lo rappresenta, in Gesù se è cristiano, nella Torah sa è ebreo, in Allah se è musulmano, o se è ateo crederà nel Caso che da vità attraverso processi insondabili a forme di ordine perfetto intrinsecamente razionali, oppure crederà nel Partito, nel Grande Capo Supremo Kim Jong Un, nelle magnifiche sorti e progressive, nei feticci o nei menhir. La scelta è ampia. Il suo percorso privato io lo rispetto ma non attiene allo specifico del post che tratta dell'attuale temperie culturale nella quale ci troviamo immersi. Poi lei fa benissimo ad affidarsi al buon senso, come altri si affidano a ciò che ho elencato sopra, nel frattempo io non vedo al momento grandi prospettive per questa Europa, forse lei le vede. In questo caso mi fa piacere che lei sia più ottimista di me.


Alessandro Kane
Caro Niram, tu sei una stella polare -mi permetto- per molti di noi tuoi lettori.
Ed io condivido ogni parola di quanto tu qui scrivi sul ruolo positivo dell'ebraismo e della cristianità.
Ma sul destino dell'umanità, no.
Primo, perché non voglio, secondo perché io penso, se dovessimo, tracciare un grafico che rappresentasse l'avanzamento della civiltà da zero ad oggi, ebbene, io credo, potremmo ben vedere che sempre la civiltà, ha avuto un trend positivo (comprese guerre e nefandezze d'ogni genere), e non avremmo motivo quindi di non ben sperare.
Stante certo, l'intoppo di questa manciata d'anni; ma al di là di nostri timori -che vivo e condivido- è possibile, ragionevole, pensare che l'umanità ora sia giunta ad un qualcosa di così grande da farla regredire?
Io credo, che l'uomo, nella sua accezione più larga, tenda sempre a migliorare, pur commettendo un'infinità di sbagli, incluso l'islam odierno, che verrà superato.


Niram Ferretti
Alessandro, ti ringrazio per le tue parole, ma io non parlo del destino dell'umanità, mai mi azzarderei a indossare le vesti del profeta, non mi si addicono. L'umanità non è, evidentemente, l'Europa e l'Occidente, è assai più vasta. Il mio post si riferisce alla temperie attuale, soprattutto a quella europea, alla situazione nella quale ci troviamo. Il cosiddetto progresso, come retta teleologica che conduce l'uomo infallibilmente verso il meglio, è un mito costruito in epoca illuminista, ed è, evidentemente smentito costantemente dalla storia. Si avanza e si regredisce. La storia non è un percorso lineare, ma un percorso accidentato e tortuoso. Credo che ne converrai. Detto questo, nessuno è in grado di vedere il futuro. Io, più modestamente. mi limito a fare considerazioni sul presente.


Francesco Birardi
Il relativismo spazza via i nostri valori e lascia il posto ai valori altrui... la nostra democrazia e la nostra tolleranza aprono la porta al totalitarismo islamico.

Anna Alcini Rigato
Perché è un relativismo morale, anche di bassa morale, che non ha niente a che fare con il relativismo come strumento di pensiero non dogmatico ma prospettico.

Anna Alcini Rigato
Un esempio di relativismo filosofico lo trovo nella risposta poco più su di Niram a Dragor Alphan.

Niram Ferretti
In che senso?

Alberto Pento
Scusatemi ma che valori spirituali e civili trovate nel nazismo maomettano? Io non riesco a trovarne nessuno ma proprio nessuno.

Francesco Birardi
Anna Alcini Rigato : Esattamente!

Anna Alcini Rigato
Niram Ferretti Confesso che ho mancato di virgolettare il termine "relativismo" con il quale intendevo riferirmi al tuo mettere in relazione i processi di pensiero in una visione non orizzontale ma verticale, ponendoli in una prospettiva dalla quale valutare le radici e la dynamis, con le sue perversioni, da cui sorgono e si affermano come momentanei "assoluti".

Niram Ferretti
Anna Alcini Rigato ogni fenomeno umano ha, evidentemente, alti e bassi, zenit e nadir, in questo riprende l'andamento proprio dei processi fisici. Detto questo, un fenomeno storico culturale, in questo caso il cristianesimo, va visto nella sua prospettiva impattante generale, e non vi possono essere dubbi che la civiltà occidentale ne è stata plasmata in senso positivo, anche considerando il fenomeno da una prospettiva intrinsecamente laica, riassunta dal crociano, "perchè non possiamo non dirci cristiani".
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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