La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » sab apr 06, 2019 2:51 am

Card.Bassetti, i migranti vanno soccorsi
'Decreto sicurezza è insufficiente e va mitigato'
04 aprile 2019

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews ... RTAVNcxFaA

"I migranti vanno soccorsi e non respinti in Paesi insicuri o terzi anche perché ci prendiamo delle responsabilità se li affidiamo a terzi. Sono diminuiti gli sbarchi in Italia ma aumentano i morti. Ogni morto è un'offesa che colpisce tutto il genere umano". Così il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, intervenendo alla presentazione del rapporto del Centro Astalli. Alla domanda se la politica che si dice cristiana, è cristiana nelle azioni, Bassetti ha risposto: "non ho uno strumento per misurare la fede. Dico che il decreto sicurezza è insufficiente e va mitigato".




Gino Quarelo
Non si tratta di migranti ma di criminali clandestini invasori e non si tratta di soccorso ma di abuso del soccorso in mare, quindi si tratta di un'aggravante del crimine della immigrazione clandestina attuato per favorirla.
Poi tra questi clandestini vi possono essere terroristi, assassini, rapinatori, ladri, sequestratori, spacciatori di droga, cannibali, mafiosi, parassiti, nazisti maomettani.
Questo cardinale è un irresponsabile demenziale e incosciente, senza rispetto per le nostre leggi, per il nostro bene, per la nostra sicurezza, per i nostri diritti umani e civili, per la nostra libertà e sovranità; poi è uno sconsiderato perché non si rende conto che in Italia mancano le risorse economiche e finanziarie, manca il lavoro e non vi è la possibilità di offrire ospitalità e un futuro dignitoso a chi ha veramente bisogno e ci è compatibile.
A questa casta parassitaria io toglierei l'8xmille.

La clandestinità o emigrazione/immigrazione clandestina, con l'inganno, la frode (anche abusando delle norme sul soccorso in mare), con la violenza, senza autorizzazione, violando le leggi a tutela dei territori, dei paesi degli stati, il promuoverla, il favorirla e il giustificarla è un grave delitto contro la convivenza civile tra stati, popoli e persone e un crimine contro l'umanità, che viola i diritti umani e civili degli abitanti e dei cittadini di un paese o di uno stato.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » dom apr 07, 2019 10:24 pm

Migranti, ora Salvini sfida i pm: "Mi indagano? I porti restano chiusi"
Sergio Rame - Sab, 06/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... hTgxLoNPFQ

L'ong Mediterranea denuncia tutto il governo. Ma il vicepremier leghista non arretra: "Possono aprire enciclopedie a mio carico, io non cambio"

Quando gli fanno sapere che la procura di Agrigento potrebbe aprire un fascicolo, Matteo Salvini resta impassibile e difende il proprio operato.

"Possono aprire delle enciclopedie a mio carico, ma io non cambio assolutamente atteggiamento", mette in chiaro. "I porti sono e rimangono chiusi e inibiti al traffico indesiderato". I numeri sul fronte sbarchi gli danno ragione. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il Viminale ha infatti registrato una riduzione del 93% di arrivi dal mare. "E noi andremo avanti così", taglia corto il vicepremier leghista.

In mattinata la nave "Alan Kurdi" della Sea Eye ha fatto rotta verso Malta dopo che le famiglie si sono rifiutate di separarsi per far sbarcare solo i bambini e le madri, come richiesto dalle autorità italiane. E, mentre la ong tedesca accusa il governo italiano di "non aver rispettato gli obblighi di protezione delle famiglie per strumentalizzazione politica", Salvini incassa il dietrofront dell'imbarcazione, che era arrivata a un passo da Lampedusa, come una "vittoria storica". "Volere è potere, prima gli italiani", commenta con soddisfazione il leader leghista che nei giorni scorsi ha emesso delle direttive che "inibiscono l'ingresso in acque territoriali a navi non gradite, potenzialmente pericolose per la nostra sicurezza nazionale" (leggi il documento). "Vuol dire che l'Italia difende i suoi confini - rincara in diretta Facebook - decidiamo noi chi entra e chi esce in casa nostra. Mi sembra che abbiamo il diritto di farlo".

A impensierire Salvini ora è la situazione in Libia che si sta facendo sempre più incandescente. "La stiamo seguendo ora per ora perchè l'ultima cosa di cui c'è bisogno è una soluzione armata- spiega - è un conflitto che va risolto con il dialogo". Proprio ieri, a Parigi, il vicepremier leghista ha chiesto agli alleati del G7 di gettare acqua e non benzina sul fuoco. "Perché - continua - non vorrei che qualcuno per interessi economici o commerciali spingesse per una soluzione militare che sarebbe assolutamente controproducente". Sul fronte del possibile aumento degli sbarchi, il titolare del Viminale dice di non essere "preoccupato". "Mi sembra che ormai si sia capito, anche nel resto del mondo, che in Italia non si arriva".



Sea Eye, Salvini: “Alan Kurdi mai in Italia”. Sindaco Orlando: “Entri in acque italiane”
8 aprile 2019

https://www.fanpage.it/sea-eye-salvini- ... e-italiane

Sesto giorno in mare per la nave Alan Kurdi, della ong tedesca Sea Eye, che si trova ancora al largo delle coste maltesi, in attesa del permesso di sbarcare, con a bordo 64 migranti recuperati di fronte alle coste libiche. Il natante si mantiene in acque internazionali tra le 25 e le 30 miglia dalla costa. Stando al tracciato registrato sul sito marinetraffic.com, la nave è arrivata al largo delle acque internazionali di Malta poco dopo le 8 di sabato scorso."Qui si arriva con il permesso, dicendo grazie e per favore. Chi vuole arrivare abusivamente in Italia non arriva più". Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini ieri sera a ‘Non è l'Arena' di Giletti, su La7, interpellato sulla vicenda.

Quindi ha ribadito: "Il mio obiettivo è salvare vite, i governi passati hanno fatto arrivare 5-6-700 mila migranti, provocando migliaia di morti. Questa nave non arriverà in Italia. Sono orgoglioso di avere azzerato gli sbarchi, ma soprattutto ci sono meno morti".

La nave ieri tramite Twitter ha lanciato un appello alle autorità maltesi. I volontari sono preoccupati per il peggioramento delle condizioni meteo, e perché i viveri rischiano di non bastare per tutti: "Il tempo peggiora. Speriamo che le menti della politica si calmino presto per fare ciò che è umano. Salvare vite umane. Per favore signor Muscat, ci aiuti", hanno twittato. "Speriamo che le menti politiche si rasserenino rapidamente per fare ciò che è umano: proteggere la vita", hanno scritto nel diario di bordo, chiedendo all'Europa di indicare un approdo. La Commissione Ue ha detto di aver avviato da venerdì scorso contatti con gli stati membri per risolvere il caso, ma finora l'appello ai governi europei è rimasto inascoltato.

La portavoce Sea Eye, Carlotta Weibl, ha fatto sapere oggi che "le persone salvate devono sopportare condizioni insostenibili. Parte di loro deve dormire all'aperto sul ponte della nave ed è esposta al vento, alle onde e al freddo". Ospite della giornata conclusiva della conferenza della piattaforma Mediterranea, che si è tenuta al Macro di Roma, Weibl ha mostrato la mail con la quale il soccorso marittimo di Roma accusava l'imbarcazione di essere una "minaccia per la pace". "Dopo una trattativa con i Paesi europei e il ministero degli Esteri tedesco, l'Italia ha raggiunto un accordo sull'evacuazione di due famiglie ma – ha spiegato la Weibl – insistendo sulla separazione delle famiglie, l'Italia ha violato il principio di unità familiare sancito dall'articolo 8 della convenzione europea dei diritti dell'uomo e di tutti i trattati e le costituzioni nazionali". La portavoce ha poi concluso dicendo che "la nostra decisione di dirigere la nave verso Malta è stata il risultato di consultazioni con le autorità tedesche dalle quali non ci sembrava emergere la possibilità di far sbarcare in Italia le persone salvate".

Ieri il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha avuto un colloquio telefonico con il rappresentante della organizzazione umanitaria Sea Eye in Italia, al quale ha rivolto un invito a fare entrare la nave Alan Kurdi nelle acque italiane verso uno dei tanti porti sicuri della Sicilia. "Avete salvato vite – ha detto Orlando – e state onorando il comandamento morale di restare umani di fronte all'indifferenza e alla cultura egoista di tanti governi". Orlando ha invitato quindi i rappresentanti della ong ad "aver fiducia nella Costituzione italiana e nella Giustizia italiana a garanzia dei diritti umani e di chi salva vite umane". Secca la replica di Carolina Varchi, deputata di Fratelli d'Italia: "Il sindaco Leoluca Orlando si occupi di Palermo abbandonata a se stessa".



Alan Kurdi, i buonisti vogliono imporci a forza i clandestini
9 Aprile 2019

http://www.ilpopulista.it/news/9-Aprile ... c.facebook

in campo un team di avvocati. la sovranità territoriale andrà a farsi fottere?
La Sea Eye prepara una battaglia legale a causa del fermo forzato dei naufraghi, a cui è stato impedito di scendere dalla nave

Ancora nessuna svolta nel caso della "Alan Kurdi", la nave della Sea Eye a largo delle coste di Malta. La situazione dei 64 naufraghi, di cui dodici donne e due bambini, a bordo dell'imbarcazione da sei giorni, sta diventando "allarmante", afferma l'Ong tedesca. "Congelano, si bagnano ancora e ancora e naturalmente non possono cambiare i vestiti", dice il comandante delle operazioni Jan Ribbeck.

Un terzo delle persone ha sofferto di mal di mare nelle ultime 24 ore (prima no, eh? Guarda caso, solo nelle acque italiane), mentre "preoccupa anche la scarsità di acqua". Perciò questa mattina, Ribbeck ha informato le autorità maltesi che ulteriori riserve di cibo, acqua potabile e vestiti sono necessarie entro al massimo mercoledì. I negoziati tra i Paesi membri dell'Unione europea sulla questione della distribuzione delle persone salvate sono ancora in corso. Nel frattempo, la Sea Eye prepara una battaglia legale a causa del fermo forzato dei naufraghi, a cui è stato impedito fino ad ora di scendere dalla nave. L'Italia, infatti, ha prima rifiutato l'attracco in un porto sicuro dopo il salvataggio, aggiungendo poi che solo le madri con i bambini potevano scendere, proposta rifiutata dalle famiglie.

Anche Malta non ha dato fino a questo punto il consenso all'attracco. Ma la stampa buonista finge di dimenticarsene e butta la croce solo su Salvini. Una squadra internazionale di avvocati sta lavorando al caso della "Alan Kurdi", dice la Sea Eye. "Dopo tutto, le convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti umani regolano, tra le altre cose, il diritto alla libertà, alla sicurezza e all'integrità fisica. Queste leggi regolano anche gli obblighi di uno Stato per proteggere le famiglie", dice il portavoce della Sea Eye Dominik Reisinger.
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La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » ven apr 12, 2019 4:46 am

Migranti, venti naufraghi riportati in Libia dopo 12 ore di attesa. Alarm Phone: "Respingimento illegale e disumano"
11 Aprile 2019

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/0 ... B4LdFhxJ_Y

Sono stati recuperati dalle motovedette libiche e riportati indietro nel tardo pomeriggio del 10 aprile i 20 migranti che per oltre dodici ore sono stati in balia delle onde al largo delle coste della Libia dopo un naufragio. La notizia è stata confermata da Alarm Phone, l’organizzazione che era stata contattata intorno alle 6 del mattino dalle persone a bordo del gommone dopo che otto di loro erano caduti in mare: “Saranno riportati in una zona di guerra da una milizia finanziata dall’Unione Europea”, è stato il commento su Twitter della ong. “É una vergogna che questo respingimento illegale e disumano avvenga nell’indifferenza generale”. Di opposto parere il ministro dell’Interno Matteo Salvini: “I famosi 20 che ‘stavano affondando’ sono stati prontamente salvati dalla Guardia Costiera libica e riportati a terra. Molto bene!”, ha scritto sempre su Twitter.

La ong: il mercantile della Vroon si è rifiutato di parlare con noi
Con l’episodio del 10 aprile è emerso un altro fattore in gioco nel Mediterraneo: alcuni mercantili, dopo il presunto dirottamento di due settimane fa, non si prendono più in carico il salvataggio di migranti. È il caso ad esempio della nave Vos Triton&Aphrodite che nelle scorse ore si trovava in prossimità del barcone in avaria. Nonostante le richieste di intervento da parte di un aereo della ong SeaWatch che aveva avvistato i migranti e gettato una scialuppa di salvataggio, la compagnia Vroon, secondo quanto riporta la stessa ong, ha dichiarato di “non essere interessata a parlare” con gli operatori umanitari. Anche se in passato aveva operato altri soccorsi in mare.

Inoltre nelle scorse ore un aereo della missione Sophia ha avvistato la barca alla deriva e ha invitato a contattare le autorità tunisine. Anche perché la missione Sophia – che ha salvato 45.000 vite umane in tre anni – a marzo è stata prolungata di sei mesi ritirando però ogni tipo di supporto navale. Quindi l’unica attività europea è il pattugliamento degli aerei oltre al “rafforzamento del supporto alla guardia costiera libica e alla marina attraverso un maggiore monitoraggio, anche sulla terra, e una continua formazione”.

Ma in Libia è in corso un conflitto. E l’Unhcr parla di “condizioni di insicurezza” a Tripoli. Per questo ieri, mercoledì 10 aprile, ha trasferito 120 migranti da un centro di detenzione ad una struttura protetta. “Visto che la Libia non è sicura – spiega l’Agenzia dell’Onu – i migranti soccorsi non devono esser riportati lì”.

Evacuata un’altra donna dalla nave Alan Kurdi
Un altro equipaggio è bloccato da una settimana in mezzo in acque maltesi in attesa che l’Unione europea trovi una soluzione. Si tratta di quello della Alan Kurdi – nave che prende il nome dal bambino morto sulle spiagge turche la cui foto aveva avuto un forte impatto mediatico – con a bordo 62 rifugiati (con una donna incinta) e 17 membri dell’equipaggio. Il 10 aprile è stata portata a terra una 23enne nigeriana incinta, Osumah, che ha avuto una crisi epilettica. Il capitano Werner Czerwinski, riferisce l’ong Sea Eye, ha contattato il centro di soccorso maltese e ha chiesto la seconda evacuazione di una donna in due giorni. Malta ha inviato una motovedetta per effettuare la veloce evacuazione della donna il cui marito, però, è invece dovuto rimanere a bordo dell’imbarcazione.

Alan Kurdi, evacuata dalla nave donna incinta

Il capitano dell’imbarcazione Werner Czerwinski si è detto preoccupato per il tempo dei prossimi giorni: “Le persone vengono da me e mi chiedono quanto tempo dovranno restare a bordo e perché ci vuole così tanto tempo. Hanno davvero paura della prossima fase di maltempo. Molti di loro hanno avuto il mal di mare e si sono ripresi solo lentamente”. La situazione non è facile anche dal punto di vista psicologico: i migranti “hanno visto che due donne sono crollate e hanno dovuto essere evacuate. Questa non è una condizione adeguata per persone che hanno vissuto esperienze così terribili e non è una condizione adeguata nemmeno per il mio equipaggio”.

Il presidente della Sea Eye Golden Isler ha aggiunto: “La Alan Kurdi ha urgente bisogno di una soluzione rapida, politica ma soprattutto umanitaria ma la Commissione Europea non ha ancora ottenuto risultati concreti”. Il rappresentante della ong ha anche ricordato il dramma umano vissuto non solo dai migranti: “Questa situazione sta privando del sonno molti parenti a terra. Dobbiamo porre fine a tutto ciò. Non è possibile che una persona dopo l’altra debba stare male per poter finalmente lasciare la nave”.


Mikael Gambit
Leggo nell'articolo che l'UNHCR (l'agenzia ONU) "ha trasferito" i migranti di un "centro di detenzione" da Tripoli ad un altro più distante. Quindi i cosiddetti "lager" da cui fuggirebbero i migranti sono strutture almeno in parte controllate e gestite dall'ONU. Non che avessi dubbi: chi fugge da un lager non ottiene dai carcerieri lo smartphone ed un passaggio in mare fino alle navi delle ONG che, previo un naufragio necessario per acquisire lo status di naufrago e con esso la pretesa di accesso in qualsiasi paese, completano il trasporto verso la destinazione scelta.

Alberto Pento
Basta con queste farse, con queste storie demenziali, portateli a casa vostra e manteneteli a vostre spese o riportateli in Libia e dopo statevene a casa vostra e non rompete più i coglioni. Nessuno in Europa ne può più.
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La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » ven apr 12, 2019 8:12 pm

Ecco i bilanci della ong dei centri sociali: quello che Mediterranea non dice
Andrea Indini - Ven, 12/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... R6NjP5-fMg

La ong: "Non ci paga George Soros". E pubblica i bilanci. Ma sorvola sui nomi dei 5mila donatori che hanno versato più di 500mila euro

Non è tanto quello che dice, quanto piuttosto quello che non dice. Perché i bilanci pubblicato online da Mediterranea Saving Humans, la ong aperta da Luca Casarini e altri esponenti dei centri sociali e dell'associazionismo rosso per mettere in mare la nave Mare Jonio, svelano sì i soldi che fino a oggi gli sono arrivati nel portafogli, ma non pubblicano alcun nome se non quelli che già si conoscevano.

"Non ci paga George Soros", scrivono su Twitter facendo il verso alla destra ma guardandosi bene dal dirci tutta la verità sui bilanci della ong (leggi qui).

Il progetto "Mediterranea Saving Humans" nasce nell'estate del 2018, quando Casarini inizia a radunare attorno a sé alcuni esponenti dei centri sociali veneti. Le piazze sono già piene di teste calde che protestano contro Matteo Salvini e la linea dura del governo per contrastare l'immigrazione clandestina. E l'ex disobbediente del G8 di Genova convoglia questo odio in una ong che punti a contrastare il Viminale laddove sta combattendo la sua battaglia più importante: nel Mediterraneo. Da qui l'idea di mettere in mare una nave per andare a recuperare gli immigrati clandestini fin davanti alle coste libiche. E così, come scrivevamo giorni fa, Casarini costituisce la società armatrice, la Idra Srl, e fa rete con i più intranigenti fan dell'accoglienza. Al suo appello rispondono l'Arci, le ong Ya Basta Bologna, Sea Watch e Open Arms, il centro sociale Esc di Roma e l'associazione "Baobab Experience". I contatti politici con le Giunte di Palermo, Napoli e Milano e con i parlamentari di Sinistra italiana fanno, invece, arrivare i primi soldi. È Banca Etica ad aprir loro una linea di credito da 465mila euro. Ma questo primo prestito non è abbastanza: nel primo anno scarso la ong ha, infatti, "bruciato" la bellezza di 1.225.333 euro e 20 centesimi. Come li hanno coperti?

Sul proprio sito la Mediterranea Saving Humans parla di "trasparenza". E così siamo andati a spulciare tutti i numeri che hanno pubblicato. I conti tornano. Ma non si va aldilà dei numeri. "Lo sviluppo del progetto - si legge - non sarebbe stato perciò possibile senza il sostegno iniziale delle organizzazioni della società civile italiana e delle singole persone che hanno creduto nell'operazione con contributi a fondo perduto per 98.115 euro e prestiti solidali infruttiferi per 115mila euro, raccolti tra il luglio e l’agosto 2018". A questi, come detti, vanno ad aggiungersi i 465mila euro di Banca Etica che per Casarini & Co. "supporta anche le attività di crowdfunding" e "svolge attività di tutoraggio per gli aspetti economici dell'intera operazione".

Al prestito di Banca Etica, che ha creato non pochi malumori tra i correntisti, bisogna aggiungere gli oltre cinquemila donatori che dal 4 ottobre 2018 hanno versato alla Ong 518.533 euro attraverso "i diversi canali di crowdfunding". Con 25 euro sostengono mezzo miglio di navigazione, con 100 arrivano fino a due miglia. "Deve essere considerato - fanno notare - che numerose tra queste donazioni arrivano da soggetti collettivi (associazioni, parrocchie, centri sociali etc.), che le hanno raccolte in occasione di iniziative pubbliche con centinaia di persone partecipanti". Qui, però, l'elenco è più fumoso. Perché, se è vero che su un'altra pagina viene indicato chi sostiene il progetto (leggi qui), da nessuna parte si dice se questi sostenitori sono solo morali e, se hanno versato anche un contributo economico, non viene detto quanto hanno donato.
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La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » mar apr 16, 2019 7:42 am

Salvini di nuovo indagato per la Sea Watch: "Ma finché sono ministro io i porti restano chiusi"
15 aprile 2019

https://milano.repubblica.it/cronaca/20 ... -224072624

"I colleghi ministri possono dire quello che vogliono, ma finchè faccio io il ministro i porti in Italia rimangono chiusi, se il ministro Di Maio e Trenta la pensano diversamente me lo dicano in Cdm e faremo una sana e franca discussione". Matteo Salvini, a Monza per inaugurare la nuova questura, attacca ad alzo zero sulla questione immigrazione, sul governo della città di Roma, sui campi Rom. E in conferenza stampa in prefettura detta la linea agli alleati del Movimento 5 Stelle nella polemica ormai quotidiana in vista delle Europee. Il ministro è stato nuovamente iscritto nel registro degli indagati per il reato di "sequestro di persona commesso in Siracusa dal 24 al 30 gennaio 2019". Lo ha detto lo stesso Salvini a Monza spiegando che il procuratore Carmelo Zuccaro ha presentato una "contestuale richiesta di archiviazione".
Sea Watch, Salvini: "Sono indagato ma ribadisco: i porti restano chiusi. Se 5S hanno cambiato idea lo dicano"

Salvini e la vicenda Sea Watch
Sulla nuova iscrizione nel registro degli indagati per il caso Sea Watch spiega: "La Procura distrettuale della Repubblica di Catania mi comunica che ha trasferito al Tribunale per i reati ministeriali gli atti del procedimento penale nei miei confronti per sequestro di persona. Ci risiamo. E' la nave olandese che è intervenuta in acque libiche. Se n'è fregata dell'alt e delle indicazioni del governo olandese di andare in Tunisia e ha messo a rischio la vita delle decine di migranti a bordo per arrivare in Italia con un gesto politico", ha continuato. "Sono arrivati in Italia, li abbiamo curati e li abbiamo fatti sbarcare e abbiamo lavorato per redistribuirli. Il risultato è che c'è un procedimento penale nei miei confronti".

Lo scontro nel governo tra Salvini, Di Maio e Trenta
"A Di Maio non mi permetto di dare lezioni su come risolvere le centinaia di crisi aziendali che sono ferme sul suo tavolo. Chiedo altrettanto rispetto: di ordine pubblico, sicurezza, difesa dei confini mi occupo io. Ci metto la faccia e rischio personalmente". A dirlo è il ministro dell'Interno Matteo Salvini commentando le parole del vicepremier Di Maio sui porti chiusi. E aggiunge: "Se il ministro Di Maio e Trenta la pensano in modo diverso lo dicano in Cdm e faremo una franca discussione. I porti con me rimangono indisponibili chiusi e sigillati ai mercanti di esseri umani". E alla domanda su una eventuale crisi di governo risponde: "Non lo so, io non cambio idea: se qualcuno ha cambiato idea nel governo, nei Cinquestelle, me lo dica. I numeri ci danno ragione. Quest'anno abbiamo ridotto del 90% gli sbarchi, abbiamo ridotto di tantissimo i morti e i dispersi. Se qualcuno ha nostalgia degli sbarchi a centinaia di migliaia, dei porti aperti, avanti c'è spazio per tutti, accogliamo tutto il resto del mondo, ha trovato il ministro sbagliato. Salvini e la Lega dicono no".


Migranti, scatta la direttiva Salvini: nuova stretta sulle ong
15 aprile 2019

https://www.unionesarda.it/articolo/new ... 67932.html

"Le acque italiane si varcano solo se si ha diritto a farlo".

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini annuncia una nuova direttiva, la terza in meno di un mese, per contrastare l'operato delle ong che salvano migranti nel Mediterraneo, ribadendo la sua politica dei "porti chiusi".
Nel nuovo provvedimento, si ribadisce che i salvataggi non coordinati dall'Italia non possono concludersi sulle nostre coste e che le imbarcazioni delle organizzazioni non governative non devono entrare nelle acque del nostro Paese se prive di autorizzazione.
Il vicepremier ha parlato della misura, commentando il possibile arrivo di migranti, scappati dalla Libia in guerra.
"La pace viene prima degli interessi economici e degli egoismi nazionali. Questo lo dico a qualche alleato o presunto alleato. Inoltrerò a tutte le autorità una direttiva che ribadisce che le acque italiane, i cieli italiani, si varcano se si ha il diritto di farlo", ha dichiarato.
"Il confine tra bontà e fesseria è labile. Gli stranieri vanno accolti nei limiti del possibile e questo limite è stato superato", ha concluso il leader leghista.



Migranti, ecco la direttiva di Salvini per fermare pure l'Ong italiana
Giuseppe De Lorenzo - Mar, 16/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 80329.html

Il testo della direttiva che il Viminale ha diramato alle autorità per controllare le iniziative della Mare Jonio, la Ong che batte bandiera italiana

Arriva la direttiva di Salvini per regolamentare le Ong. Il testo, annunciato nei giorni scorsi da Matteo Salvini, è stato firmato dal ministro dell'Interno.

E così da ora il ministero dispone alle autorità di "vigilare affinché il comandante e la proprietà della Nave 'Mare Jonio'" non insistano con la loro "attività illecita". Si tratta di nuove indicazioni dettagliate su come contrastare il fenomeno dell'immigrazione clandestina, soprattutto di quella "incentivata" dagli "interventi da parte di imbarcazioni private". In particolare dell'Ong di Casarini.

Bisogna infatti fare alcune precisazioni. Se Roma può opporsi all'approdo a Lampedusa di navi Ong che battono bandiera straniera (il recente caso di Sea Eye ne è la prova), è più difficile farlo quando a presentarsi di fronte al porto è la Mare Jonio. Che a poppa sventola il Tricolore. Salvini non può chiedere a Olanda e Germania di farsi carico delle "loro" imbarcazioni umanitarie e poi spedire altrove Mediterranea. Ma se l'attività della Ong "incentiva gli attraversamenti via mare di cittadini stranieri non in regola", allora occorre operare in altro modo per tenerne a bada le operazioni. Ecco il perché della direttiva.

Il testo è stato inviato al Capo della Polizia e ai comandanti di Arma, Guardia di Finanza, Marina e Capitaneria di Porto. E si tratta di un duro j'accuse nei confronti delle "attività sistematiche" delle Ong che "violano le norme nazionali e europee in materia di sorveglianza delle frontiere marittime e di contrasto all'immigrazione illegale".

L'accusa alle Ong

Entriamo nel dettaglio. La circolare considera per appurato il fatto che lo stazionare delle barche solidali al largo della Libia, che "si risolvono nel preventivato ed intenzionale trasporto dei migranti verso le coste europee", concretizzi in qualche modo - "anche per le attività di pubblicizzazione"- una "cooperazione 'mediata'" che incentiva "gli attraversamenti via mare" dei migranti e "favorisce obiettivamente l’ingresso illegale" nel Belpaese.

Il Viminale mette tutto nero su bianco. Non solo il "favoreggiamento", ma anche il fatto che "le strategie criminali dei trafficanti", anche senza collusione o accordi con le Ong, "sfruttano" di fatto "l'attività" delle navi umanitarie", non legittimate a "porre in essere azioni idonee al contrasto del sopracitato traffico illecito". Tradotto: gli scafisti esultano alla vista delle bandiere solidali al largo di Tripoli. Più affari e meno rischi.

Salvini è certo che le forzature delle Ong di fatto accrescano "il pericolo di situazioni di rischio per la vita umana in mare" e determinino "la violazione delle norme". Inoltre, c'è anche il rischio che caricando migranti dai barconi possano entrare in Italia "soggetti coinvolti in attività terroristiche o comunque pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica". Non è da escludere. Gli immigrati sbarcano senza documenti e la loro nazionalità è "presunta" solo "sulla base delle rispettive dichiarazioni". Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio.

"Direttiva cucita addosso a Mare Jonio"

Il ministero non nasconde che la "nuova e più stringente direttiva" sia "cucita addosso alla Mare Jonio di Luca Casarini". La nove dell'ex no global è accusata di aver prelevato immigrati "in aree che non rientravano nella responsabilità Sar italiana". E soprattutto di averlo fatto rifiutando "il coordinamento della autorità straniere legittimamente competenti". Ovvero della Libia. Si pensi all'ultimo intevento della Mare Jonio. Per il Viminale l'Ong "non ha ottemperato alle istruzioni di coordinamento Sar" diramate da Tripoli, nonostante fosse in acque di competenza non italiana. Non solo. Prima ha "richiesto l'assegnazione del porto di sbarco" a Roma "in modo strumentale". Poi si è diretta "in via preordinata e deliberatamente verso le coste italiane". Il tutto pur non avendo l'autorizzazione e sapendo chiaramente che l'Italia non poteva essere investita della responsabilità.

Le disposizione

Per impedire un nuovo "preordinato trasferimento" nel Belpaese "di migranti irregolari", Salvini intima quindi alla Ong italiana di attenersi "alle vigenti normative nazionali ed internazionali in materia di coordinamento delle attività di soccorso in mare e di idoneità tecnica dei mezzi impiegati per la citata attività". Inoltre, la Mare Jonio dovrà "rispettare" le "prerogative di coordinamento delle Autorità straniere legittimamente titolate" al "coordinamento delle operazioni di soccorso in mare nelle proprie acque di responsabilità". Infine, non dovrà reiterare "condotte in contrasto con la vigente normativa nazionale ed internazionale in materia di soccorso in mare, di immigrazione, nonché con le istruzioni di coordinamento delle competenti Autorità". Scacco matto.



"Atto doveroso", "Da regime...". Scontro Salvini-vertici militari
Angelo Scarano - Mar, 16/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 80658.html

La direttiva del Viminale che ribadisce la chiusura dei porti e restringe il campo di azione delle Ong ha acceso uno scontro tra Salvini e i piani alti della Difesa

Il caso della direttiva del Viminale (leggi qui il testo) che di fatto ribadisce la chiusura dei porti e restringe il campo di azione delle Ong ha acceso uno scontro tra lo stesso ministro degli Interni, Matteo Salvini e i piani alti della Difesa.

La direttiva di Salvini è stata inviata non solo ai vertici delle forze dell'ordine ma anche a quelli militari che per prassi sono di competenza del ministero della Difesa. Questo gesto avrebbe scatenato l'ira dello Stato Maggiore. Come riporta l'Adnkronos, diverse fonti dello Stato Maggiore avrebbero espresso tutte le loro perplessità sulla direttiva voluta da Salvini. "Si tratta di una vera e propria ingerenza senza precedenti nella recente storia della Repubblica", riferiscono fonti dello Stato Maggiore all'Adnkronos. Poi rincarano la dose: "Quel che è accaduto è gravissimo, viola ogni principio, ogni protocollo e costituisce "una forma di pressione impropria" nei confronti del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli. "Non è che un ministro - proseguono - può alzarsi e ordinare qualcosa a un uomo dello Stato. Queste cose accadono nei regimi, non in democrazia. Noi rispondiamo al ministro della Difesa e al Capo dello Stato, che è il capo Supremo delle Forze Armate".

A stretto giro arriva la risposta del Viminale che rivendica l'invio della direttiva ai vertici militari: "Siamo tranquillissimi perchè il Viminale è la massima autorità per la sicurezza interna. Quindi la direttiva sui porti è doverosa, oltre che legittima, a fronte di un pericolo imminente", afferma il ministro Salvini. Fonti del Viminale fanno inoltre sapere che all’articolo 12 del testo unico sull’immigrazione è previsto che le navi della Marina Militare "possono essere utilizzate per concorrere alle attività di polizia in mare". La stessa legge sull’immigrazione, all’articolo 11, attribuisce al ministro dell’Interno la responsabilità di emanare "le misure necessarie per il coordinamento unificato dei controlli sulla frontiera marittima e terrestre italiana", fa sapere sempre il Viminale. E a pesare su questo braccio di ferro arrivano anche le parole del ministro della Difesa, Trenta che alla domanda sulla direttiva dei porti chiusi risponde così: "Non ho tempo di vaneggiare come fa qualcun altro", dice con intento polemico. Adesso tra i vertici militari e Interni è scontro aperto.
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La legge o convenzione internazionale del soccorso in mare

Messaggioda Berto » mer apr 24, 2019 7:29 pm

Mare Jonio, schiaffo alla Ong: diffidata dalla Guardia costiera
Giovanna Stella - Mer, 24/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ ... 84306.html

Dopo l'ispezione sulla nave di Mediterranea, la Guardia costiera dispone lo stop ai salvataggi. Salvini: "Ottima notizia"

Dopo un'avaria ad un generatore, lo scorso venerdì la ong Mare Jonio è stata ispezionata nel porto di Marsala dai militari della Guardia costiera specializzati in sicurezza della navigazione.

I militari, quindi, hanno eseguito una verifica tecnica sulle condizioni della nave in termini di sicurezza della navigazione e per la riconvalida della certificazione statutaria. Ma il via libera non è arrivato: il comandante è stato diffidato "dall'eseguire operazioni di salvataggio in modo stabile e organizzato fino a quando l'unità, sanzionata per alcune irregolarità di bordo, non verrà adeguata alla normativa di settore e certificata per il servizio di salvataggio". Così arrivato il fermo, in quanto l'imbarcazione non è al momento a norma per le attività di salvataggio.

A comunicarlo è stata la stessa Guardia costiera tramite una nota che aggiunge che la Ong è stata pure sanzionata per una serie di irregolarità a bordo dell'imbarcazione. L'ispezione della Guardia costiera è "frutto" della direttiva emanata nei giorni scorsi dal ministro Salvini volta a "vigilare affinché il comandante e la proprietà della Nave "Mare Jonio" non insistano con la loro "attività illecita".

In un documento inviato a Marina, polizia e Guardia di Finanza il ministero dell'Interno intimava alla Ong italiana di attenersi "alle vigenti normative nazionali ed internazionali in materia di coordinamento delle attività di soccorso in mare e di idoneità tecnica dei mezzi impiegati per la citata attività". Non solo. La Mare Jonio è stata costretta a "rispettare" le "prerogative di coordinamento delle Autorità straniere legittimamente titolate" al "coordinamento delle operazioni di soccorso in mare nelle proprie acque di responsabilità" e a non dovrà reiterare "condotte in contrasto con la vigente normativa nazionale ed internazionale in materia di soccorso in mare, di immigrazione, nonché con le istruzioni di coordinamento delle competenti Autorità".

"Dopo lo stop agli sbarchi e le direttive per difendere le acque territoriali, è stata bloccata la Mare Jonio - esulta Matteo Salvini -. Si tratta della nave dei centri sociali che pretendeva di dettare legge nel Mediterraneo anche grazie ad alcuni parlamentari eletti con i 5Stelle come De Falco. L'altolà è un'ottima notizia: grazie alle Capitanerie di Porto! Non molliamo e passiamo dalle parole ai fatti".
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Messaggioda Berto » mar apr 30, 2019 11:19 am

Libia, lo "schiaffo" Ue all'Italia: "Migranti? No a ricollocamenti"
Claudio Cartaldo - Gio, 25/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 84693.html

La Commissione Ue chiude le porte all'ipotesi di ricollocamenti in caso di sbarchi di migranti sulle nostre coste dovuti alla crisi in Libia

Mentre in Libia si combatte continua ad incombere sull'Italia la minaccia di un'ondata di sbarchi sulle nostre coste.

Il ministro Salvini nei giorni scorsi è stato molto chiaro e di fatto ha respinto ogni ipotesi di riapertura dei porti: "Restano chiusi", ha sottolineato il titolare del Viminale. Ma per affrontare una eventuale crisi migratoria, il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi ha chiesto un'intervento da parte dell'Ue per avviare un piano di ricollocamenti. Piano questo che è destinato a restare nel cassetto. Infatti, secondo quanto riporta l'Agi, fonti della Commissione Ue fanno sapere che Bruxelles non avvierà un programma di ricollocamenti come quello già adottato quattro anni fa. La Commissione Ue spiega poi i motivi di questo rifiuto sulla richiesta del titolare della Farnesina.

Per affrontare l'emergenza Bruxelles parla di due strade. La prima è "approvare la riforma delle regole di Dublino", su cui gli Stati membri continuano a essere divisi. La seconda è invece trovare "un accordo su un meccanismo prevedibile per permettere gli sbarchi e la condivisione di migranti" in attesa della riforma di Dublino. Due strade queste che rischiano di allungare i tempi. Una sorta di trappola che potrebbe far restare in Italia i migranti che potrebbero sbarcare sulle nostre coste con l'inasprirsi della guerra in Libia. Bruxelles per il momento ha deciso di non tendere la mano a Roma respingendo in pieno la richiesta avanzata da Moavero Milanesi. Il braccio di ferro tra l'Unione Europea e il governo continua e l'Italia (ancora una volta) viene lasciata da sola davanti all'emergenza dei flussi migratori.
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Messaggioda Berto » mar apr 30, 2019 11:21 am

"Il Vangelo è tra i migranti": la Chiesa sale sulla Mare Jonio
Chiara Sarra - Mar, 30/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 86663.html

Un prete sulla nave dei centri sociali col benestare dei vescovi: così il Vaticano ora è in prima linea contro i porti chiusi

Nel braccio di ferro tra Mediterranea saving humans e il governo la Chiesa si schiera con l'ong dei centri sociali che da mesi sfida Matteo Salvini e la politica contro l'immigrazione clandestina del Viminale.

Da qualche giorno, infatti, sulla Mare Jonio si è imbarcato pure un prete. È don Mattia Ferrari, 25enne vicario parrocchiale di Nonantola (Modena) che - racconta Repubblica - ha ottenuto il permesso di due arcivescovi per salire a bordo della nave che pattuglia il Mediterraneo alla ricerca di migranti da soccorrere, ora ferma a Marsala in attesa di un mare che consenta di partire alla volta della Libia.

"In effetti qui sono tutti atei e agnostici", racconta , "Ma c’è un bel clima di fratellanza, i ragazzi di Mediterranea hanno un gran rispetto per Papa Francesco. E un fatto è certo: il Vangelo, oggi, passa anche dal Mediterraneo. Nello zaino, oltre a qualche ricambio, mi sono portato i vangeli, il messale e il rosario. Sono il cappellano di bordo, il mio compito è rappresentare la vicinanza della Chiesa sia a questi ragazzi che rischiano la vita per qualcosa in cui credono, sia ai migranti che arrivano dalla Libia. Siamo le prime persone che vedranno. Io voglio portare amicizia, sostegno spirituale e consolazione".

Già in passato Papa Francesco si è scagliato contro la chiusura dei porti. E più volte - l'ultima durante la Via Crucis - ha chiesto più accoglienza. Ma ora un rappresentante del Vaticano sarà in prima linea nel Mediterraneo con il benestare dell'arcivescovo di Modena, di quello di Palermo e della fondazione Migrantes dei vescovi.
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Messaggioda Berto » lun mag 06, 2019 9:28 pm

Multa per i parlamentari che salirono sulla "Sea Watch"
Franco Grilli - Dom, 05/05/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 89238.html

Una multa di 2000 euro per i parlamentari che lo scorso 27 gennaio saliro a bordo della nave che si trovava nella rada del porto di Siracusa

Scatta la multa per i parlamentari che qualche mese fa salirono a bordo della Sea Watch mentre si trovava in rada nel porto di Siracusa con 47 migranti a bordo.

La sanzione è di 2000 euro ed è stata notificata dalla Capitaneria di Porto di Siracusa. La contestazione è chiara: i parlamentari sono saliti a bordo prima dell'autorizzazione per l'imbarco e prima dei controlli del medico. Lo scorso 27 gennaio Riccardo Magi di + Europa, Nicola Fratoianni di Sinistra italiana e Stefania Prestigiacomo di Forza Italia salirono a bordo di un gommone per raggiungere la nave della ong. Il 28 gennaio invece salirono a bordo Matteo Orfini e Martina. Anche gli esponenti dem dopo il loro ritorno a terra vennero identificati e denunciati per aver ignorato il blocco posto attorno alle acque della nave.

Il provvedimento e la sanzione da parte della Capitaneria di porto ha scatenato la reazione di Riccardo Magi: "Una contestazione infondata e pretestuosa perché la nave non aveva fatto scalo in paesi extraeuropei perché siamo saliti per esercitare una prerogativa parlamentare e prima di sbarcare ci è stata fatta una visita medica seppure sommaria. Al ben più grave abuso commesso trattenendo in modo arbitrario e illegittimo le 47 persone che erano a bordo della Sea Watch e il suo equipaggio – continua il parlamentare – se ne aggiunge uno ulteriore piccolo e gratuito al quale intendo oppormi ricorrendo in ogni sede e sperando che il ricorso diventi l’occasione per accertare per via giudiziaria se vi siano state omissioni e irregolarità da parte delle autorità. Tutto ciò mentre Salvini continua a dire di essere pronto a farsi processare ma si protegge con l’ombrello politico da accuse per gravi reati penali". Intanto per il caso Sea Watch e per la permanenza in porto della nave dell'ong è in corso un'inchiesta da parte del tribunale dei ministri. Matteo Salvini, ministro degli Interni, è indagato per sequestro di persona.
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Messaggioda Berto » mar mag 07, 2019 2:24 pm

Migranti, l'Ong schiera la nave: "Da oggi pattugliamo la Libia"
Claudio Cartaldo - Mar, 07/05/2019

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ ... 90387.html

Mediterranea Saving Humans sfida ancora il ministro Salvini. Dopo la diffida ad operare, salpa per la zona Sar davanti a Zuara

Ancora una sfida. Ancora le Ong. Mediterranea torna a lasciare i porti e salpa, dopo la diffida arrivata dalla Guardia costiera italiana.

La Mare Jonio è infatti "partita questa mattina da Lampedusa" e si sta dirigendo vero il tratto di mare dove sono (o erano) solite stare le navi delle Ong. "Da stasera pattuglieremo la zona SAR a trenta miglia dalle coste della Libia a nord di Zuara - fa sapere l'Ong in un tweet - Per un mare di diritti, non di morte".

Con ogni probabilità, si riapre così lo scontro tra Organizzazioni umanitarie egoverno italiano. Gli sbarchi sono ormai ridotti al lumicino, la linea dei porti chiusi - per quanto contestata da alcuni - sembra tenere. L'Italia non è più "il campo profughi d'Europa". Ma per le Ong la linea politica dell'esecutivo gialloverde va combattuta. E così Mediterranea Saving Humans salpa di nuovo nella speranza di recuperare altri barconi e, magari, di non lasciarli nelle mani della Guardia costiera libica.

La Mare Jonio era stata diffidata dalla Guardia costiera lo scorso 24 aprile in seguito ad una ispezione tecnica sulle condizioni della nave in termini di sicurezza della navigazione e per la riconvalida della certificazione statutaria. I militari avevano trovato alcune anomalie, dispondendo dunque la diffida dall'"eseguire operazioni di salvataggio in modo stabile e organizzato" fino a quando "l'unità, sanzionata per alcune irregolarità di bordo, non verrà adeguata alla normativa di settore e certificata per il servizio di salvataggio". Lo stop era una conseguenza dell'ultima direttiva del Viminale in tema di soccorsi in mare. Salvini ha redatto e firmato un documento per bloccare le "attività illecite" delle Ong a seguito dello sbarco dello scorso marso, quando Mare Jonio portò in Italia un gruppo di immigrati nonostante i blocchi annunciati dal leghista. Ora però Mediterranea riparte. E non sono esclusi nuovi scontri politici.
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