Trump Donald

Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » mar mar 26, 2019 11:10 pm

Russiagate, Trump si gode la rivincita. E i suoi "nemici" cominciano a provare la galera

martedì 26 marzo 2019
Paolo Sturaro

https://www.secoloditalia.it/2019/03/ru ... Ot16o9plK8


Una campagna di fango durata tanto. Troppo. Una sorta di vendetta dopo la sconfitta subìta dalla Clinton. Donald Trump reagisce e si prende la sua rivincita: «Ci sono persone che hanno fatto cose terribili, contro il nostro paese. Hanno recato un danno enorme alla nostra nazione. Io amo questo paese, quello che hanno fatto è stato terribile. Non possiamo lasciare che questo accada ad un altro presidente. Poche persone avrebbero potuto gestire una cosa del genere». Il presidente statunitense risponde così alle domande dei cronisti dopo la conclusione dell’inchiesta sul Russiagate condotta dal procuratore speciale Robert Mueller. Non c’è stata cospirazione tra la campagna presidenziale e la Russia in vista delle elezioni 2016. L’inchiesta «è durata tanto, siamo felici che sia finita. È andata al 100% nel modo in cui sarebbe dovuta andare. Speravo potessimo andare più in fretta, molto più velocemente». Ma la vicenda non si chiude qui, qualcuno deve rispondere per la campagna di fango.

Dopo Trump esulta anche il Cremlino

Soddisfazione arriva anche da Mosca. «Le accuse mosse contro la Russia in relazione all’ingerenza nei processi elettorali statunitensi sono prive di fondamento», afferma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. «È difficile trovare un gatto nero in una stanza buia, soprattutto se non ce n’è nessuno». «Il tanto atteso rapporto Mueller ha dimostrato ciò che noi, in Russia, sapevamo già da tempo: non c’è stata nessuna cospirazione tra Trump o alcun membro del suo team e il Cremlino», le parole, riportate dal Guardian, di Konstantin Kosachev, presidente del comitato del Consiglio della Federazione russa per gli Affari esteri.

Scattano le manette per l’avvocato anti-Trump

Intanto scattano manette “di peso”. Michael Avenatti, l’avvocato anti-Trump, è stato arrestato per aver tentato un’estorsione da 20 milioni di dollari ai danni della Nike. Lo afferma l’emittente Nbc facendo riferimento ad informazioni provenienti dalle autorità federali. L’arresto è stato eseguito poco dopo la pubblicazione di un tweet da parte di Avenatti. «Terremo una conferenza stampa per svelare un enorme scandalo perpetrato dalla Nike, scoperto da noi, relativo al basket high school e di college», ha scritto il legale. «Questa condotta criminale arriva ai più alti livelli di Nike e coinvolge alcuni dei più grandi nomi del college basket», ha aggiunto. Rispetto alle prime informazioni diffuse dalla Nbc, altri media – compresa Fox News – riferiscono che Avenatti non è stato arrestato a Los Angeles ma a Manhattan, New York, da agenti dell’Fbi intervenuti verso le 12.30 locali. Nel complesso quadro giudiziario, si intrecciano due diverse inchieste. L’ufficio del procuratore di Los Angeles accusa l’avvocato di essersi appropriato di fondi appartenenti ad un cliente e di aver architettato una frode ai danni una banca del Mississippi, con l’utilizzo di documentazioni fiscali false per ottenere finanziamenti complessivi da 4,1 milioni di dollari. È il procuratore di Manhattan, invece, a sostenere le accuse relative all’estorsione ai danni della Nike. L’avvocato, come ricostruisce il Washington Post, avrebbe organizzato la conferenza stampa, annunciata come esplosiva, proprio mentre i riflettori del paese sono accesi sul torneo Ncaa di basket. Avenatti, secondo gli inquirenti, avrebbe fatto marcia indietro se Nike avesse versato 1,5 milioni ad un cliente ignoto e se avesse affidato all’avvocato e ad un suo collega, versando una cifra tra 15 e 25 milioni di dollari, l’incarico di condurre un’inchiesta interna relativa. Come riporta il Washington Post, in alternativa la Nike avrebbe dovuto pagare 22,5 milioni per il silenzio di Avenatti e per risolvere il contenzioso con il cliente dell’avvocato.
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Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » gio mar 28, 2019 9:06 am

america fatta a maglie quante volte l’abbiamo scritto? il russiagate era basata sul nulla e...
Maria Giovanna Maglie per Dagospia

http://www.dagospia.com/rubrica-3/polit ... 0Tdh-GxwnQ

Com'è finita l’inchiesta Russiagate che doveva portare alla cacciata con ignominia dell'usurpatore Donald Trump? “Nessuna collusione, nessun ostruzionismo, completo e totale scagionamento, l'America resta grande”. No Collusion, No Obstruction, Complete and Total EXONERATION. KEEP AMERICA GREAT! Tweet di domenica.

Anche noi di Dagospia siamo grandi e ce lo possiamo dire, passato il weekend in cui abbiamo taciuto, proprio come Donald Trump. Lui ha giocato a golf, godendosi l'arietta tiepida della Florida e annusando, da quello squalo che è, il sangue delle ferite degli avversari sconfitti.

Noi a golf non giochiamo ma quante volte l'abbiamo scritto che l'intera indagine denominata Russia Gate era basata sul nulla e che a nulla sarebbe arrivata dopo aver sparso dubbi, sospetti, calunnie, insinuazioni sul presidente degli Stati Uniti?.

E quante volte avete letto titoli del tipo “Trump trema”, la Casa Bianca in frantumi,” “il cerchio si stringe intorno a Trump”? Fino all'ultimo, fino alla mattina di venerdi’ in cui il procuratore speciale Robert Mueller ha chiuso l'inchiesta e l'ha inviata al dipartimento di Giustizia. Il Donald vittorioso finalmente dopo due anni di attacchi calunniosi - poche cose sono gravi come accusare un presidente di tradimento e cospirazione con la Russia- ha anche usato toni patriottici e pacati, presidenziali, nel commentare la conclusione dell'indagine

“No matter your ideologies or your loyalties, this is a good day for America. No American conspired to cooperate with Russia in its efforts to interfere with the 2016 election, according to Robert Mueller, and that is good.” @BretBaier @FoxNews

Non importa la vostra ideologia o le vostre appartenenze, questo è un giorno importante per l'America. Nessun americano ha cospirato con la Russia negli sforzi di interferire nelle elezioni del 2016, secondo Robert Mueller, e questo è positivo.

Poi la notizia:

“The Special Counsel did not find that the Trump Campaign, or anyone associated with it, conspired or coordinated with the Russian Government in these efforts, despite multiple offers from Russian-affiliated individuals to assist the Trump Campaign.”

Il consigliere speciale non ha trovato prove che la campagna Trump o chiunque associato con essa cospirasse o tramasse col governo Russo in questi sforzi, nonostante numerose offerte da parte di individui affiliati ai russi di assistere la campagna Trump.

Nella serata di domenica Donald il vittorioso si è andato scaldando nelle reazioni, e alla fine, prima di salire sull'aereo che lo riportava alla Casa Bianca dal suo Buen Retiro in Florida, ha ricordato rabbiosamente quanta gente è stata attaccata e ferita e ha in qualche modo giurato che si vendicherà.


Operation Russia Gate, qualche cifra.

Costo: piu' di 25 milioni di dollari. 19 Avvocati, 40 Agenti, analisti, analisti legali contabili, più altri professionisti. 2.800 mandati di comparizione, 500 mandati di perquisizione, 230 ordini di consegna di materiale, 50 ordini di consegna di dati telefonici, 13 richieste a Paesi stranieri e più di 500 testimoni.

Articoli a sostegno della tesi della collusione, cioè del tradimento del presidente, che si sarebbe servito delle trame russe e degli interventi sui social, e dei soldi messi a disposizione da Mosca, per sconfiggere illegalmente l'avversaria Hillary Clinton, e quindi sarebbe stato meritevole di procedura di impeachment.

Solo negli ultimi sei mesi, da settembre 2018:
Washington Post: 1.184
The New York Times: 1.156
CNN: 1.965
MSNBC: 4.202

Ovvero una media di 13 articoli al giorno per giornale o canale TV, tutti sostenuti da una unica tesi: il procuratore speciale sta raccogliendo prove terribili e le persone messe sotto processo, anche se i loro reati nulla hanno a che fare con la campagna elettorale, stanno collaborando e raccontando tutto.

Sarà bene ricordare che per i media americani mainstream e per quelli italiani naturalmente la collusione di Trump con la Russia non era un'accusa da dimostrare, era una certezza sostenuta dal Teorema dell'amicizia ambigua tra Trump e Putin, dal postulato secondo il quale la Russia possedeva materiale ricattatorio sul presidente americano.

L’ombra costante e continua del Russia Gate ha influenzato e inficiato l'intera azione del governo americano e i suoi rapporti internazionali in questi anni. Se sei nelle mani di Putin come puoi essere autorevole? Se sei ricattato dalla Russia come puoi dire all'Unione europea che le politiche sui dazi devono essere concordate e corrette? Figurarsi se puoi chiedere che i membri della NATO paghino la giusta quota per pretendere di essere uniti nella difesa Atlantica.

Sono state danneggiate le relazioni internazionali come l'azione e l'agenda nazionale, in queste condizioni, praticamente con le mani legate dietro la schiena, Donald Trump governato per 2 anni e ha affrontato le delicate elezioni di midterm, metà mandato, quando si rinnova l'intera Camera bassa e un terzo del Senato, oltre a un alto numero di governatori, come è stato nel 2018.

Alla fine non c'era niente. Dopo due anni di indagine, nessuna collusione è emersa: nulla, o potete giurare che chi ha speso tanto tempo e tanti soldi si sarebbe attaccato anche al minimo pretesto.

Di cosa si è discusso, dunque, negli ultimi anni? Su quali basi numerose ipotesi sono state enunciate? Per essere brutali, con quale faccia tosta il procuratore speciale e’ andato avanti così a lungo?

In realtà il perché si capisce molto bene ascoltando la rabbia delle reazioni degli esponenti democratici e dei media liberal di questi giorni. Non ci vogliono proprio stare e se la prendono anche con lui, con il procuratore speciale, che alla fine ha ceduto le armi e ha rinunciato all'incriminazione del presidente. Tanto la lezione non gli servirà, ne’ ai politici ne’ ai media, che pure dovrebbero in queste ore recitare un doloroso mea culpa.

A Robert Mueller resterà attaccata l'etichetta di codardo, così lo ha definito il professore di Harvard e famoso avvocato Alan Dershowitz, uno che non ha mai accettato di entrare nella folla dei faziosi ultrà, e per questo ha pagato un alto prezzo da democratico ed elettore della Clinton.

Non c'è solo Mueller, il deep state ci ha dato dentro per far fuori Donald Trump, e in mezzo c'è tutta la corte della Clinton e dei Clinton, e tutta quella di Barack Obama, non certo e non solo collaboratori di Trump

Vi elenco i personaggi sui quali si è indagato ma anche quelli sui quali sarebbe stato il caso di indagare, e che hanno inquinato il Russia Gate prima e durante

Loretta Lynch: Ministro della Giustizia che si incontra di nascosto in un hangar dell'aereoporto di Phoenix con Bill Clinton per assicurare che Hillary venisse "scagionata" dallo scandalo delle e-mail.

Sally Yates: vice al Ministero di Giustizia della Lynch e reggente per un breve periodo. Licenziata da Trump per non voler eseguire il famoso "ban" degli immigrati da Paesi sospetti. Fu lei a denunciare il generale Flynn.

Susan Rice: Capo della Sicurezza Nazionale di Obama. Ordinò di rendere noti i nomi di alcuni dei cittadini USA coinvolti nelle indagine segreta sulla "collusione".

James Comey, direttore dell'FBI che scagionò la Clinton. Licenziato.

Robert Mueller: ex capo dell'FBI, quando Comey era suo Vice. Poi nominato Special Counsel per l'indagine Russiagate.

Andrew McCabe: numero due dell'FBI , cospira contro Trump, si capisce dai messaggi che scambia con Strozk e Page. Licenziato nel 2018.

Jill McCabe: moglie di Adrew, candidata democratica, che riceve dalla campagna Clinton 600.000 dollari per la sua campagna.

Peter Strozk: Capo della sezione controspionaggio dell'FBI, a capo dell'inchiesta sulla Clinton e poi collaboratore di Mueller, Special Counsel, nell'indagine su Trump.Anche lui che scambia messaggi chiaramente anti Trump con Mccabe e con la Page sua amante a proposito dell'indagine su Trump. Licenziato nel 2018.

Lisa Page: Agente FBI, scambia messaggi anti Trump con Mccabe e con Strozk, il suo amante, a proposito dell'indagine su Trump. Licenziata nel 2018.

Bruce Orr: Vice direttore associato del Dipartimento di Giustizia che fornisce il "Dossier" alla stampa e a politici. Si incontra più volte anche a Londra con Christopher Steele di Fusion GPS.

Nellie Ohr: moglie di Bruce che lavorava per Simpson alla Fusion GPS.

Glenn R. Simpson: titolare della FUSION GPS ditta che commissiona e costruisce dossier incriminanti imbarazzanti sui politici non solo in USA, coinvolta in affari con vari paesi inclusi alcuni del Sud America. Creò il famoso Dossier farlocco su Trump.

Christopher Steele: ex agente di MI6 che crea il Dossier su Trump con i suoi contatti legati all'Intelligence Russa.

Marc Elias dell'ufficio legale Perkins Coie che commissiona per 6 milioni di dollari in nome e per conto della Campagna Clinton e del Partito democratico il Dossier a Simpson.

Michael Flynn: capo della sicurezza nazionale di Trump per un solo mese, accusato di essere lobbista con la sua Flynn Intel Group assime al figlio per paesi stranieri nel 2015-2016 senza dichiararlo nell'apposito registro. Indagato.

John Podesta: capo della Campagna Clinton. titolare assieme al fratello della omonima società Podesta Group, noti lobbisti di Washington associati allo studio Manafort per contatti con l'Uzbekistan tra altri paesi esteri.

Tony Podesta: Fratello di John e titolare assieme a lui della omonima società .

Paul Manafort: Capo per tre mesi della campagna Trump, titolare della Black, Manafort and Stone i Condannato per evasione fiscale, associazione a delinquere, truffa bancaria per gli anni 2013/15.

Roger Stone: amico di Trump, titolare della Black, Manafort and Stone, associati allo studio Podesta nel 2015 per contatti con l'Uzbekistan tra altri paesi esteri. Indagato

Tra i commenti desolati di quelli che credevano di vedere Donald Trump cacciato con ignominia, spiccano titoli sul regalo che il procuratore speciale ha fatto al presidente in vista della rielezione del 2020 concludendo l'inchiesta e scagionando lo. Dopo 2 anni di martellamento hanno il coraggio di chiamarlo proprio così, un regalo. Ammettiamo che sia davvero un assist per la rielezione di Trump, non è stato certo lui a chiederlo.
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Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » mar apr 02, 2019 10:06 pm

Sistemato pure l'Fbi. Adesso Trump vede la riconferma
di Luigi Bisignani
2019/03/31

https://www.iltempo.it/luigi-bisignani/ ... sa-1125709

Caro direttore,
Trump ha annientato l’ultima sacca di resistenza che si annidava contro di lui all’interno dell’Fbi e ora vola verso il secondo mandato. Forte dell’appoggio che riceverà dalla Cia, perfettamente allineata sui suoi temi: l’«invasione» cinese tramite merci e tecnologia, quella russa via web e il terrorismo internazionale. Anche la Federal Reserve, l’Amministrazione e le grandi istituzioni finanziarie si sono piegate davanti alla ripresa economica. Lo slogan «America First» ha fatto proseliti in Europa, a partire dall’Italia con Matteo Salvini. Non si sa però se Mr. President cambierà idea nei nostri confronti, visto che il suo ambasciatore, Lewis Eisenberg, ogni tanto incrocia il premier Conte ma si lamenta di concludere poco. Inaspettatamente, invece, ha fatto bella figura a Washington Giggino Di Maio che ha incontrato il Consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, bruciando sul tempo l’altro vicepremier desideroso di creare un ponte con Washington per placare le amicizie di Mosca. Porte chiuse negli Usa, invece, per il Ministro della Difesa Trenta, la quale ha fatto imbestialire persino il Capo dello Stato Mattarella per non aver firmato gli ordini degli aerei F35.

A parte le piccole scaramucce italiane, Trump, assolto dall’indagine “Russiagate”, è già immerso nella campagna elettorale per il 2020. Il campo da osservare alla vigilia delle primarie, però, è quello democratico, dove si aggirano 23 candidati, come sempre molto evocativi ma poveri di voti. Da Kamala Harris, senatrice californiana figlia di immigrati, a Beto O’Rourke, già sconfitto in Texas lo scorso novembre; da Bernie Sanders, ormai abbastanza usurato, a Elizabeth Warren, una Rosy Bindi all’americana scatenata su Instagram; in lizza c’è anche un Kennedy, Joe, pronipote dei più noti John e Bob. Ma nessuno può farcela. Quelli più a sinistra perché non riescono a conquistare gli indecisi e il voto moderato, quelli di destra perché si perdono per strada i millennials e le minoranze etniche. Forse più credibile è la candidatura di Joe Biden, ex vice di Obama, che catalizzerebbe l’attenzione dei tycoon di internet Google, Amazon e Facebook. Biden avrebbe scelto per la vice presidenza l’afroamericana Stacey Abrams, anche lei fresca di sconfitta elettorale in Georgia. Niente a che vedere con la raffinata e competente Nikki Haley, già rappresentante permanente degli Usa presso le Nazioni Unite, che Trump vorrebbe sostituire all’attuale vice Mike Pence, compensato da un posto alla Corte Suprema.

Strada in discesa per “The Donald”, non solo per mancanza di avversari ma, soprattutto, per aver inaugurato agli occhi della “pancia degli americani” un nuovo corso politico globale, che va dal mantenere gli impegni con gli elettori al riposizionamento delle relazioni internazionali; dal coraggio di denunciare le eccessive esportazioni tedesche che creano squilibrio nell’intera Eurozona fino ad affrontare a viso aperto la minaccia nucleare nord coreana; dal sostegno a Israele e le decisioni forti in Medio Oriente alla grande riforma fiscale, la semplificazione burocratica e il rilancio delle infrastrutture. Argomenti spendibilissimi anche in Italia nella prossima campagna elettorale per le Europee, con la differenza che il Presidente americano porta risultati almeno per i suoi fanatici elettori. L’opposto del litigioso governo Conte
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Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » gio apr 04, 2019 9:12 am

Effetto Trump: negli Usa sempre meno immigrati musulmani
Gerry Freda - Mer, 03/04/2019

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/eff ... 81WOS1mcD4

La notizia del calo degli arrivi di stranieri musulmani è stata subito accolta con entusiasmo dai vertici repubblicani, mentre è stata biasimata da quelli democratici

Negli Stati Uniti è stato raggiunto in questi giorni, a detta delle più recenti statistiche, il più basso livello di immigrati musulmani degli ultimi 39 anni.

Il dipartimento di Stato Usa, in collaborazione con il think-tank Migration Policy Institute, ha infatti pubblicato ultimamente un dossier che evidenzia gli effetti prodotti dalle politiche restrittive varate finora da Trump circa gli ingressi nel Paese di stranieri islamici. Per effetto della linea dura promossa dalla Casa Bianca ai danni dei flussi migratori di maomettani, gli Stati Uniti avrebbero di recente conseguito un livello minimo di arrivi di soggetti musulmani.

Dal primo ottobre 2018 fino al 31 marzo 2019, spiega il documento in questione, sarebbero entrati in territorio americano 12,151 immigrati, di cui solo il 13% costituito da aderenti all’islam. Tale percentuale è, a detta degli autori del dossier, la più bassa mai raggiunta a partire dal 1980. Secondo i ricercatori del dipartimento di Stato e del think-tank, gli arrivi di musulmani in America avrebbero invece raggiunto il loro picco durante le presidenze di George W. Bush e di Obama. Quando al governo vi erano tali due soggetti, i maomettani avrebbero infatti costantemente costituito più del 30% degli stranieri ammessi in territorio federale.

La drastica riduzione della presenza musulmana tra le file dei migranti che puntano verso gli Usa è stata quindi presentata dai ricercatori in questione come il prodotto delle misure adottate dal tycoon al fine di fare entrare nei confini nazionali esclusivamente cittadini di Paesi immuni dal contagio jihadista. Le poche migliaia di stranieri di fede coranica giunte negli ultimi mesi negli Stati Uniti sarebbero infatti tutte originarie di nazioni giudicate dal governo di Washington prive di significative cellule fondamentaliste.

I risultati dell’indagine condotta dal dipartimento di Stato e dal Migration Policy Institute hanno immediatamente riacceso lo scontro tra repubblicani e democratici in merito all’efficacia delle politiche migratorie attuate finora da Trump. Il fronte conservatore, per bocca del senatore Mitch McConnell, ha esultato per il drastico calo degli arrivi di stranieri islamici negli Usa, affermando che, grazie a tale diminuzione, la società americana sarà “nuovamente libera dal fantasma del terrorismo jihadista”. I liberal, al contrario, hanno biasimato le restrizioni imposte dal presidente agli ingressi dei maomettani in territorio federale, bollandole come espressione dei pregiudizi“islamofobi” nutriti dall’establishment del Gop.
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Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » gio apr 11, 2019 9:10 pm

TRUMP NEGA AL FONDATORE DEL BDS DI ENTRARE NEGLI STATI UNITI
UNA BELLISSIMA NOTIZIA
https://www.facebook.com/IsraelAkshav/p ... 6987025409

Ieri Omar Barghouti fondatore del movimento Boicotta Disinvesti e Sanziona che ha la residenza in Israele nonostante viva nei territori palestinesi, doveva prendere l’aereo da Tel Aviv a New York dove avrebbe dovuto partecipare a due conferenze organizzate per calunniare e diffamare Israele ma gli è stato vietato l’imbarco dalle autorità statunitensi nonostante avesse il visto d’entrata valido fino al 2021 perché in 27 stati americani il boicottaggio di Israele è considerato un reato.
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Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » ven apr 12, 2019 7:58 pm

Come era stato annunciato, il divieto di Donald Trump di prestare servizio militare ai transgender ha effetto a partire da oggi.
12 aprile 2019

https://vocecontrocorrente.it/divieto-m ... XBQUgrXxXo


Due anni dopo l‘annuncio di Trump, che aveva chiaramente espresso l’intento di vietare l’arruolamento ai transgender, questo divieto è divenuto realtà.

Il provvedimento era stato all’inizio bloccato da quattro ingiunzioni. Nel gennaio 2019 la prima ingiunzione è stata revocata da una corte d’appello a Washington DC. La Corte Suprema che ne rimosse altri due nello stesso mese. L’ultima è crollata il 27 marzo.

Adesso, qualsiasi persona si dichiari trans sarà costretta a lasciare l’esercito, a meno che non interrompa il processo di transizione. In più coloro che sono affetti da disforia di genere e vogliono servire lo stato dovranno dichiarare di non fare mai alcuna cura.

Secondo il Palm Center saranno circa 13.700 persone a lasciare l’esercito americano nel corso di questi mesi: questo perché in effetti l’US ARMY è la più grande fonte di lavoro della nazione.

Per altro, fino ad adesso le persone transgender avevano il doppio delle probabilità di essere assunte nelle Forze Armate, perché non molti altri enti davano loro spazio.

Di fatto, come sostiene Trump, la loro presenza è uno svantaggio: il presidente aveva mosso diverse obiezioni all’arruolamento di uomini che si trasformano in donne e viceversa, sostenendo che in effetti gente del genere non è adatta a sostenere i ritmi dell’esercito americano.
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Re: Trump Donald

Messaggioda Berto » lun apr 15, 2019 9:46 pm

A IC non seguiamo abitualmente alcun tipo di tweet, facciamo eccezione oggi, 14/04/2019, per quello di Donald Trump, che riprendiamo da una breve della STAMPA a pag.10 dal titolo "I tweet di Trump contro la deputata musulmana"
Informazione Corretta

http://www.informazionecorretta.com/mai ... 0&id=74315

Una breve, ma molto significativa,l'affermazione della deputata musulmana Ilahn Omar, ben nota ai nostri lettori per le posizioni antisemite e anti Israele, cui si aggiungono le parole criticate dal presidente americano "«Some people did something», alcune persone hanno fatto qualcosa" cioè i terroristi musulmani che hanno attaccato le Torri Gemelle, la cui identità scompare nella dichiarazione della Omar.
Bravo Trump! Sarà anche 'ignorante' - accusa che gli viene spesso rivolta- ma la Storia la conosce e,soprattutto, non la dimentica, come spesso capita ai sapientoni che lo criticano. Quindi 2 volte 'Bravo Trump'!

«Noi non lo scorderemo mai!». Donald Trump lo scrive a caratteri cubitali su Twitter, lanciando un attacco al vetriolo e senza precedenti contro la deputata Ilahn Omar, la prima musulmana eletta al Congresso Usa. In un video shock postato dal presidente, la donna viene accostata agli attentati dell'11 settembre 2001. E l'ira dei democratici si abbatte sulla Casa Bianca, con il tycoon accusato di mettere in pericolo la vita di una persona e di sfruttare la ferita degli attacchi di 18 anni fa per scopi politici. «Some people did something», alcune persone hanno fatto qualcosa: sono le quattro parole che vengono fatte ripetere più volte alla deputata, alternando la sua immagine con quella delle Torri Gemelle in fiamme. Il riferimento è ad un evento dello scorso marzo, quando Omar denunciò la condizione dei musulmani in America. «Ci siamo stufati di vivere come cittadini di seconda classe e ogni cittadino musulmano di questo Paese dovrebbe essere stanco di questo», disse la deputata.
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