Xlamixasion de l'Ouropa contro Ixrael - Eurabia ?

Re: Xlamixasion de l'Ouropa contro Ixrael - Eurabia ?

Messaggioda Berto » mar dic 25, 2018 10:50 pm

Votazione a Molenbeek
Giulio Meotti
16 ottobre 2018

https://www.facebook.com/giulio.meotti/ ... 1914040052

Niente di strano in questa fotografia? Si è appena votato a Molenbeek, la capitale del terrorismo nel cuore dell’Unione Europea, Bruxelles. E il Partito Socialista ha sbancato con il 31,34 per cento dei voti. Il nuovo borgomastro è Catherine Moureaux, la figlia di Philippe Moureaux, che ha guidato il comune per 20 anni, sposato a una musulmana tunisina e che aveva capito che finita la questione operaia il futuro del socialismo sarebbe passato dagli immigrati, il nuovo proletariato. Visite alle moschee, sussidi alle associazioni musulmane, servizi alle scuole coraniche, partecipazione all’Eid El Kebir, marce anti-israeliane, i politici socialisti del Belgio (ma non solo) le fanno tutte per compiacere le comunità che ne garantiscono la sopravvivenza politica. Già oggi metà dei rappresentanti socialisti eletti nella regione di Bruxelles è di origine musulmana. Il vice di Catherine Moureaux è Jamal Ikazban. Ha ragione Eric Zemmour, che la scorsa settimana ha detto a Dh.be: “Il Belgio è un paese in via di estinzione. Io non capisco come le autorità abbiano sperperato il loro paese. Quando uno vaga in alcune zone di Bruxelles, non è Belgio. Ogni popolazione che diventa la maggioranza impone il suo stile di vita”.



Molenbeek-Saint-Jean (in olandese Sint-Jans-Molenbeek) è un comune belga di 81 632 abitanti, situato nella Regione di Bruxelles-Capitale.

https://it.wikipedia.org/wiki/Molenbeek-Saint-Jean

Si tratta di un quartiere situato a ovest del centro di Bruxelles, caratterizzato da una grande concentrazione di immigrati.
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Re: Xlamixasion de l'Ouropa contro Ixrael - Eurabia ?

Messaggioda Berto » mar dic 25, 2018 10:50 pm

La giustizia tedesca riconosce nozze minorili
Lorenza Formicola
La Corte Federale di Giustizia tedesca ha stabilito che una nuova legge che vieta il matrimonio con minori è incostituzionale perché tutti i matrimoni, compresi i matrimoni infantili contemplati dalla shari'a, sono protetti dalla legge fondamentale tedesca. Un precedente pericoloso.

http://www.lanuovabq.it/it/la-giustizia ... e-minorili

La Corte federale di giustizia - la Bundesgerichtshof - , la più alta corte di giurisdizione civile e penale della Germania, ha da poco stabilito che una nuova legge che vieta il matrimonio con minori è incostituzionale perché tutti i matrimoni, compresi i matrimoni infantili contemplati dalla shari'a, sono protetti dalla legge fondamentale tedesca Grundgesez.

La vicenda finita poi in tribunale aveva come protagonisti due cugini siriani - lui ventunenne, lei quattordicenne - che nel 2015 avevano raggiunto la Germania attraverso la cosiddetta "rotta balcanica". Arrivati in Europa, però, i due ragazzi sono stati separati dall'Ufficio Welfare giovani in custodia e la ragazzina, allora quattordicenne, venne collocata in un istituto di assistenza per rifugiate minorenni non accompagnate. Sostanzialmente il ragazzino pretendeva che gli fosse riconosciuto il diritto di poterle far visita quando voleva in quanto marito e pretendeva che il suo status di coniuge gli venisse riconosciuto anche in Germania. E allora se la legge tedesca decretava "non valido" il matrimonio contratto con un minore che non ha compiuto neanche sedici anni, ci ha pensato la Corte federale, - dopo tre anni passati a far rimbalzare una simile storia in tribunale e che poteva essere liquidata molto tempo prima -, a smentire di fatto una norma di sempre, aprendo, in modo piuttosto efficace, la porta alla legalizzazione dei matrimoni infantili tanto cari alla shari'a. E diventando l'ennesimo caso firmato da una corte tedesca che involontariamente- o favorevolmente?- sta promuovendo e sostenendo la creazione di un sistema giuridico islamico parallelo nel paese.

La corte ha stabilito che il matrimonio era valido perché stipulato precedentemente in Siria, dove, secondo la legge della shari'a, sono concessi. La sentenza - descritta come un "corso accelerato nella legge sul matrimonio islamico siriano" - ha innescato una tempesta di critiche. Ovviamente il timore dei tedeschi che si sono rivoltati contro la corte di Bamberg è quello di vedere la società islamica parallela, in ascesa in Germania, sempre più forte al punto da prevalere, con le sue norme, sul diritto europeo.

"Le giustificazioni religiose o culturali stanno nascondendo la realtà per cui uomini più anziani e perversi stanno abusando delle ragazze giovani", ha dichiarato Rainer Wendt, capo del sindacato di polizia tedesco. D'altronde l'alibi culturale è il paravento non solo della politica, ma degli imam stessi sbarcati in Occidente. Come Osama El-Saadi, della moschea di Aarhus, che in un'intervista ad un giornale danese nel 2016 esortò il governo danese ad accettare le spose bambine perché tale pratica fa parte della cultura degli immigrati. Pratica disumana, "no, è cultura" è quindi va resa legale. E' questa la replica avanzata.

Qualcun altro, come il ministro di giustizia dell'Assia, si domanda come è possibile che i minorenni non possono comprare alcolici ma possono prendere decisioni così importanti come il matrimonio?

Di sicuro, checché se ne dica, siamo dinanzi ad un precedente importante, nel cuore dell'Europa, che presto spingerà alla legalizzazione di altre pratiche islamiche inclusa la poligamia. Inoltre, insistendo sul fatto che la legittimità dei matrimoni infantili sia esaminata caso per caso, la corte ha aperto le porte alle cosiddette "eccezioni culturali", già prepotenti nel panorama tedesco. Basti pensare che solo per il caso specifico dei matrimoni con minori, a settembre 2016, il Ministero degli Interni tedesco, rispondendo a una richiesta del Freedom of Information Act, rendeva noto che 1.475 bambini sposati - tra cui 361 bambine di età inferiore ai 14 anni - vivevano in Germania dal 31 luglio 2016.

E oggi, sempre più spesso, i tribunali tedeschi si stanno progressivamente rinviando alla legge islamica perché i querelanti o gli imputati sono musulmani. E risulta evidente che i casi riflettono una pericolosa invasione della legge islamica nell'ordinamento giuridico tedesco. Nel novembre 2016, ad esempio, un tribunale di Wuppertal ha stabilito che sette islamisti che hanno costituito una pattuglia vigilante per far rispettare la legge della shari'a nelle strade della città non hanno infranto la legge tedesca, ma hanno semplicemente esercitato il loro diritto alla libertà di parola. L'autoproclamata "shari'a Police" aveva iniziato a scatenare l'indignazione pubblica nel settembre 2014, quando tappezzarono di volantini gialli, che stabilivano le varie "zone controllata dalla shari'a" nel distretto di Elberfeld a Wuppertal. Gli uomini esortavano, con modi non troppo gentili, i passanti a frequentare le moschee e ad astenersi da alcol, sigarette, droghe, giochi d'azzardo, musica, pornografia e prostituzione. Ad attenersi, in breve, al rispetto della legge islamica senza se e senza ma. Solo a gennaio 2018 la Corte federale ha annullato la decisione della Corte di Wuppertal per via di un numero spropositato di reati di cui i sette islamici si erano macchiati e reso illegale la "shari'a police".

In un'intervista allo Spiegel Online, l'esperto islamico Mathias Rohe ha difeso l'esistenza di strutture giuridiche parallele in Germania come "espressione della globalizzazione". Aggiungendo, "applichiamo la legge islamica proprio come facciamo con la legge francese".

Nel frattempo è in auge, proprio in Germania, il fenomeno per cui un numero crescente di musulmani sta deliberatamente scavalcando del tutto i tribunali tedeschi e decide di affidare la soluzione di una controversia ai tribunali informali della shari'a, che proliferano in tutto il paese. Si stima che siano circa 500 i giudici che dirimono controversie civili fra i musulmani che vivono in Germania – un dato che indica, come già fatto presente, l'esistenza nel paese di un sistema di giustizia, basato sul diritto islamico, parallelo a quello statale.




Germania: La nuova legge che vieta i matrimoni precoci è stata dichiarata incostituzionale
Soeren Kern

https://it.gatestoneinstitute.org/13555 ... 4.facebook

La Corte federale di giustizia (Bundesgerichtshof, BGH), il più alto tribunale di giurisdizione civile e penale della Germania, ha stabilito che una nuova legge che vieta i matrimoni precoci può essere incostituzionale perché tutti i matrimoni, compresi quelli infantili regolati dalla sharia, sono protetti dalla Legge fondamentale tedesca (Grundgesetz).

La sentenza, che apre di fatto la porta alla legalizzazione in Germania dei matrimoni infantili regolati dalla sharia, è uno dei numerosi casi in cui i tribunali tedeschi stanno – intenzionalmente o meno – promuovendo la creazione nel paese di un sistema giuridico islamico parallelo.

Il caso riguarda una coppia siriana – una ragazzina di 14 anni sposata con un cugino 21enne – arrivata in Germania nel bel mezzo della crisi migratoria nell'agosto del 2015. L'Ufficio di assistenza ai giovani (Jugendamt) rifiutò di riconoscere il loro matrimonio e separò la ragazza dal marito. Quando quest'ultimo intentò causa, un tribunale minorile di Aschaffenburg si espresse a favore dello Jugendamt, che affermò di essere il tutore legale della giovane.

Nel maggio del 2016, una corte d'appello di Bamberg annullò la decisione e stabilì che il matrimonio era valido perché era stato contratto in Siria, dove, conformemente alla legge della sharia, i matrimoni precoci sono ammessi. La sentenza ha di fatto legalizzato in Germania i matrimoni infantili regolati dalla sharia.

Tale sentenza – che è stata definita come un "corso intensivo di diritto matrimoniale islamico siriano" – ha scatenato una tempesta di critiche. Qualcuno ha accusato il tribunale di Bamberg di anteporre la sharia al diritto tedesco per legalizzare una pratica vietata in Germania.

"Le giustificazioni religiose o culturali celano il fatto che gli uomini più grandi abusano di giovani ragazze", ha detto Rainer Wendt, a capo del sindacato della polizia tedesca.

Monika Michell di Terre des Femmes, un gruppo che opera a favore della difesa dei diritti delle donne, ha aggiunto: "Un marito non può essere il tutore legale di una moglie bambina perché ha una relazione sessuale con lei, il che è un evidente conflitto di interessi".

Eva Kühne-Hörmann, ministro della Giustizia dell'Assia, si è chiesta: "Se ai minori non è permesso a giusto titolo di comprare una birra, perché il legislatore dovrebbe consentirgli di prendere decisioni così importanti come quella di sposarsi?"

Altri hanno detto che la decisione avrebbe innescato un conflitto culturale in Germania, poiché i musulmani l'avrebbero vista come un precedente per caldeggiare la legalizzazione nel paese di altre pratiche islamiche, tra cui la poligamia.

Nel settembre del 2016, il ministero dell'Interno tedesco, rispondendo a un'interrogazione sulla legge sulla libertà d'informazione, rivelò che 1.475 minori sposati vivevano in Germania dal 31 luglio 2016, e tra questi 361 avevano meno di 14 anni.

Nel tentativo di proteggere le ragazze che si sono sposate all'estero, ma che hanno cercato asilo in Germania, il parlamento tedesco, l'1 giugno del 2017, aveva approvato una legge che vieta i matrimoni precoci. La cosiddetta Legge per combattere i matrimoni infantili (Gesetz zur Bekämpfung von Kinderehen) fissa a 18 anni l'età minima per contrarre matrimonio in Germania e annulla tutte le unioni esistenti, comprese quelle celebrate all'estero, dove uno degli sposi aveva meno di 16 anni al momento della cerimonia nuziale.

La Corte federale di giustizia tedesca, nella sua sentenza, pubblicata il 14 dicembre 2018, ha affermato che la nuova legge potrebbe essere incostituzionale perché ha violato l'art 1 (dignità umana), l'art. 2 (libero sviluppo della personalità), l'art. 3 (uguale protezione) e l'art. 6 (tutela del matrimonio e della famiglia) della Legge fondamentale, che funge da Costituzione tedesca.

La Corte ha inoltre stabilito che la nuova legge non ha effetto retroattivo e pertanto non può applicarsi alla coppia siriana, che si è sposata nel febbraio del 2015.

Infine, la Corte federale di giustizia ha chiesto alla Corte costituzionale federale (Bundesverfassungsgericht) di esaminare la legittimità del divieto assoluto dei matrimoni precoci e di stabilire se alle autorità tedesche spetti il compito di accertare la validità dei matrimoni precoci caso per caso.

La sentenza ignora l'art. 6 della legge introduttiva al codice civile tedesco (Einführungsgesetz zum Bürgerlichen Gesetzbuche, EGBGB), che recita:

"Una norma giuridica di un altro Stato non si applica se la sua applicazione si traduce in un risultato manifestamente incompatibile con i principi fondamentali della legge tedesca. In particolare, non è applicabile se tale applicazione è incompatibile con i diritti fondamentali".

Proteggendo la coppia siriana dal diritto tedesco, la corte non ha soltanto legittimato l'uso della legge della sharia per determinare l'esito dei casi giudiziari in Germania, ha anche stabilito un precedente che quasi certamente sarà utilizzato in futuro dai difensori dei matrimoni precoci e di altre leggi straniere.

Inoltre, insistendo sul fatto che la legittimità dei matrimoni infantili sia vagliata caso per caso, la Corte ha aperto la porta alle cosiddette eccezioni culturali, ossia quelle sancite dalla sharia, che non fissa alcun limite di età al matrimonio.

Winfried Bausback, un legislatore bavarese, che ha contribuito a redigere la legge che vieta i matrimoni precoci, si è detto indignato per la decisione della Corte:

"A causa della nostra Costituzione e nell'interesse dei minori, nel caso in questione, dovrebbe esserci una sola risposta: questo matrimonio avrebbe dovuto essere nullo sin dall'inizio.

"La Germania non può, da un lato, essere contraria alle nozze precoci che si contraggono in altre parti del mondo, e, dall'altro, essere favorevole alla celebrazione di tali matrimoni sul suolo tedesco. (...) In tal caso, non può essere compromesso l'interesse superiore del bambino. (...) Qui si parla della tutela di bambini e minori sancita costituzionalmente!"

Il giornalista Andreas von Delhaes-Guenther ha scritto:

"Alla fine, è una questione di principio fino a che punto la Germania voglia accettare una legge straniera totalmente contraria alle nostre leggi che regolano questioni importanti. Ci sono voluti secoli per rimuovere il Medioevo dal nostro diritto; non dobbiamo ora riportarlo indietro per motivi di presunta tolleranza o perché occorre 'vagliare caso per caso'. Piuttosto, dobbiamo dire che in Germania, la legge tedesca vale per tutti, soprattutto per quanto concerne fondamentali interessi giuridici, quali la vita, la salute – oppure il benessere dei minori, il cui limite di età per contrarre matrimonio è immutabile.

"Dovremmo considerare un'altra cosa: i giudizi vengono emessi 'in nome del popolo'. Questo popolo ha chiaramente detto attraverso i propri rappresentanti nel Bundestag che non vuole più ritenere legali i matrimoni infantili".

I tribunali tedeschi e la legge della sharia

I tribunali tedeschi fanno sempre più riferimento alla legge della sharia e si rimettono a essa perché gli attori o i convenuti sono musulmani. Secondo gli oppositori, i procedimenti giudiziari – soprattutto quelli in cui la legge tedesca ha un ruolo secondario rispetto alla legge della sharia – riflettono una pericolosa ingerenza della legge islamica nel sistema giuridico tedesco.

Nel novembre 2016, ad esempio, un tribunale di Wuppertal stabilì che sette islamisti che avevano formato una ronda per far rispettare la sharia per le strade della città non avevano violato le leggi tedesche e avevano semplicemente esercitato il loro diritto alla libertà di parola.

Nel settembre del 2014, l'autoproclamata "polizia della sharia" suscitò lo sdegno dell'opinione pubblica distribuendo volantini gialli in cui si annunciava la costituzione di una "zona controllata dalla sharia" a Elberfeld, un quartiere di Wuppertal. I "poliziotti" esortavano i passanti musulmani, e non, a frequentare le moschee e ad astenersi da alcol, droghe, gioco d'azzardo, musica, pornografia e prostituzione.

Il procuratore di Wuppertal, Wolf-Tilman Baumert, affermò che gli uomini, indossando giubbotti di colore arancione con la scritta "SHARIAH POLICE", avevano violato una legge che vieta di indossare uniformi durante le manifestazioni pubbliche. Questa legge, che proibisce in particolare le uniformi che esprimono idee politiche, era stata inizialmente concepita per impedire ai gruppi neonazisti di sfilare in pubblico. Secondo Baumert, i giubbotti erano illegali perché avevano un "deliberato effetto intimidatorio e militante".

La Corte distrettuale di Wuppertal stabilì che i giubbotti, che non potevano essere considerati delle uniformi, non costituivano affatto una minaccia. Il tribunale disse che i testimoni e i passanti non avrebbero potuto sentirsi intimiditi da quegli uomini e che condannarli avrebbe significato violare la loro libertà di espressione. La sentenza "politicamente corretta", che poteva essere impugnata, di fatto, autorizzava la "polizia della sharia" a continuare ad applicare la legge islamica a Wuppertal.

L'11 gennaio 2018, tuttavia, la Corte federale di giustizia ha annullato la decisione del tribunale di Wuppertal e ha sentenziato che i sette subissero un nuovo processo perché avevano violato la legge che vieta l'uso delle uniformi.

La legge della sharia ha interferito con l'ordinamento giudiziario tedesco agendo indisturbata per quasi due decenni. Qui di seguito alcuni esempi:

Nell'agosto 2000, una corte di Kassel ordinò a una vedova di condividere la pensione del defunto marito marocchino con un'altra donna con cui l'uomo era anche sposato. Anche se la poligamia è illegale in Germania, il giudice stabilì che le due vedove dovevano condividere la pensione, conformemente alla legge del Marocco.

Nel marzo del 2004, un tribunale di Coblenza concesse alla seconda moglie di un iracheno residente in Germania il diritto di soggiorno permanente nel paese. La Corte stabilì che dopo cinque anni di matrimonio poligamico in Germania sarebbe stato ingiusto pretendere che la donna facesse ritorno in Iraq.

Nel marzo del 2007, una giudice di Francoforte citò il Corano in una causa di divorzio che coinvolgeva una donna tedesca di origine marocchina che era stata ripetutamente picchiata dal marito connazionale. Anche se la polizia aveva ordinato all'uomo di stare lontano dalla ex moglie, egli continuò ad abusare di lei, minacciandola perfino di ucciderla. La giudice Christa Datz-Winter si rifiutò di accordare il divorzio, citando il versetto 34 della Sura 4 del Corano, che giustifica "sia il diritto del marito di utilizzare le punizioni corporali contro una donna disobbediente sia la superiorità del marito nei confronti della moglie". La giudice fu poi rimossa dal caso.

Nel dicembre del 2008, un tribunale di Düsseldorf condannò un uomo turco a corrispondere alla sua ex figliastra una dote di 30mila euro (32mila dollari), ai sensi della sharia.

Nell'ottobre del 2010, un tribunale di Colonia stabilì che un uomo iraniano doveva pagare alla sua ex moglie 162mila euro (171mila dollari), l'attuale controvalore di 600 monete d'oro, in linea con quanto disposto dal contratto di matrimonio islamico.

Nel dicembre del 2010, un tribunale di Monaco stabilì che una vedova tedesca aveva diritto solamente a un quarto del patrimonio lasciatole dal defunto marito, che era nato in Iran. La Corte assegnò, ai sensi della sharia, gli altri tre quarti dell'eredità ai parenti dell'uomo che vivevano a Teheran.

Nel novembre del 2011, un tribunale di Siegburg permise a una coppia iraniana di divorziare due volte, la prima con una sentenza pronunciata da un giudice tedesco, secondo la legge tedesca, e la seconda davanti a un religioso iraniano, ai sensi della sharia. Per il capo della Corte Distrettuale di Sieburg, Birgit Niepmann, la sentenza della sharia "era un servizio del tribunale".

Nel luglio del 2012, un tribunale di Hamm condannò un uomo iraniano a pagare alla sua ex moglie un mantenimento, come previsto nel contratto di matrimonio in caso di divorzio. La causa riguardava una coppia che si era sposata con rito islamico in Iran, si era poi trasferita in Germania e infine separata. Come da accordo matrimoniale, il marito aveva promesso di pagare alla moglie 800 monete d'oro, pagamento da effettuare su richiesta. Il tribunale stabilì che il marito desse alla moglie 213mila euro (225mila dollari), l'attuale controvalore delle monete.

Nel giugno 2013, un tribunale di Hamm stabilì che chiunque contragga matrimonio secondo la legge islamica in un paese musulmano e poi chieda il divorzio in Germania deve rispettare le condizioni del contratto di matrimonio stabilite dalla sharia. La sentenza di riferimento ha in effetti legalizzato la pratica della sharia del "triplo talaq" secondo cui si può divorziare pronunciando tre volte la frase "Io ti ripudio".

Nel luglio del 2016, un tribunale di Hamm ordinò a un libanese di pagare alla sua ex moglie un assegno di mantenimento, come previsto nel contratto di matrimonio in caso di divorzio. La causa riguardava una coppia che si era sposata con rito islamico in Libano, in seguito trasferita in Germania e poi separata. Come da accordo matrimoniale, il marito aveva promesso di pagare alla moglie 15mila dollari. Il tribunale tedesco stabilì che l'uomo versasse alla donna l'equivalente di 15mila dollari in euro.

In un'intervista a Spiegel Online, Mathias Rohe, esperto di Islam, ha affermato che l'esistenza di strutture giuridiche parallele in Germania è una "espressione della globalizzazione". E ha aggiunto: "Noi applichiamo la legge islamica proprio come facciamo con la legge francese".

Soeren Kern è senior fellow al Gatestone Institute di New York.
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Re: Xlamixasion de l'Ouropa contro Ixrael - Eurabia ?

Messaggioda Berto » mar feb 19, 2019 8:27 pm

Giulio Meotti
18 febbraio 2019

https://www.facebook.com/giulio.meotti/ ... 3024697249

“In 50 anni, paesi come Belgio e Francia potrebbero essere totalmente islamizzati”. Lo ha appena detto lo scrittore algerino Boualem Sansal alla radio pubblica belga. “Non sono parole scioccanti, è ciò che osservo. Dire che l'islamismo dominerà non significa che tutti i francesi o i belgi diventeranno musulmani. C'è una minoranza attiva, coloro che si sottomettono e che la accompagnano per ragioni tattiche, perché commerciamo con i paesi arabi e non vogliamo scandalizzare Sua Maestà il Sultano dell'Arabia Saudita. È un processo che sta avvenendo a velocità diverse. Ma non abbiamo visto un declino negli ultimi trent'anni, aumenta soltanto. I governi europei sono legati mani e piedi di fronte all'ascesa dell'islamismo”. È quello che ha detto ieri anche Alain Finkielkraut su Bfmtv dopo le minacce di morte a Parigi da parte di un convertito all'islam: “L'uomo barbuto mi dice 'la Francia è nostra'. Questa terribile frase significa: siamo la Grande Sostituzione e tu sarai il primo a pagare”. Sono gli ultimi intellettuali europei a parlare apertamente in questo modo, a rischio per la propria vita. Tutti gli altri sono entrati in modalità sindrome di Stoccolma, compresi tanti che stimavo.
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Re: Xlamixasion de l'Ouropa contro Ixrael - Eurabia ?

Messaggioda Berto » ven mag 03, 2019 1:18 pm

Vescovi tedeschi: "Il cristianesimo rischia di sparire dalla Germania"
Gerry Freda - Ven, 03/05/2019

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/ves ... 88221.html

Secondo i vertici cattolici e protestanti tedeschi, la graduale scomparsa del cristianesimo in Germania procederà di pari passo con un aumento costante della presenza islamica nel Paese

Le autorità cattoliche e luterane della Germania hanno di recente lanciato l’allarme circa la graduale “scomparsa del cristianesimo” nel Paese teutonico.

I vertici delle due confessioni hanno infatti denunciato la costante diminuzione dei cittadini tedeschi che si dichiarano fedeli in Cristo, certificata da un recente dossier sugli effetti della secolarizzazione e dei flussi migratori sulle storiche comunità religiose nazionali.

Nel rapporto in questione, curato dalla Conferenza episcopale di Berlino in collaborazione con la Chiesa evangelica di Germania e con ricercatori dell’università di Friburgo in Brisgovia, si evidenzia la “profonda irreligiosità” della società tedesca contemporanea, incline ormai a considerare i valori spirituali “poco importanti” per la vita di tutti i giorni. Sempre più cittadini teutonici, inoltre, considererebbero il cristianesimo come un sistema di principi “adatto esclusivamente alla Germania e all’Europa del passato” piuttosto che al contesto globale attuale.

Il crescente distacco dei Tedeschi dal retaggio culturale cristiano farà sì, in base alle previsioni contenute nel documento, che nel 2050 cattolici e protestanti costituiranno una “minoranza” nel Paese del papa emerito Ratzinger. Nella Germania del futuro, infatti, i fedeli passeranno dagli attuali 45 milioni di individui a “meno di 20 milioni”, decretando in questo modo la definitiva trasformazione della nazione teutonica in una realtà “scristianizzata”.

Nel Paese “post-cristiano” del 2050, inoltre, il vuoto lasciato da cattolici e protestanti verrà colmato dagli adepti di un’altra religione abramitica: l’islam. In tale anno, sempre in base al rapporto curato da vescovi e pastori, i fedeli musulmani stanziati in Germania eguaglieranno la somma di cattolici e protestanti, passando dagli attuali 4,7 milioni a quasi 20 milioni. Tale incremento della presenza musulmana nella nazione teutonica viene attribuito dal documento, oltre al crescente “disinteresse” dei nativi per la loro identità cristiana, principalmente all’“alto tasso di natalità” riscontrabile nelle comunità di immigrati africani e mediorientali.

I dati sul progressivo abbandono della fede cristiana da parte delle nuove generazioni di tedeschi hanno subito indignato la formazione politica nazionalista AfD. Gli esponenti del partito sovranista hanno infatti reagito ai moniti contro la scristianizzazione della Germania contenuti nel dossier accusando i governi del passato e quello attuale, capeggiato da Angela Merkel, di non avere salvaguardato con forza l’identità nazionale tedesca e di avere incoraggiato la “perdita di valori” all’interno della società. I partiti tradizionali, Cdu e Spd, sono stati poi biasimati dai deputati di AfD per avere “alzato bandiera bianca” davanti all’aggressiva penetrazione dell’islam nel Paese.


Alberto Pento
Anche in questo articolo (sia da parte dei prelati cristiani che del giornalista) si confonde la religiosità con la spiritualità che in realta sono cose assai diverse, connesse ma diverse; la religiosità è una ideologizzazione, una interpretazione, una manipolazione ideologica e idolatra della spiritualità che quando è eccessiva, ossessiva e parossistica può mortificare e negare la spiritualità stessa come nel caso dell'islamismo o islamesimo.
Perdere la religiosità non significa perdere la spiritualità, è più facile che una persona divenuta areligiosa (o atea) acquisti vera coscienza della propria spiritualità naturale che è universale, comune a tutte le cose e a tutte le creature, assoluntamente areligiosa e coincidente con il semplice vivere ed esistere e indipendente dalle credenze idolatre sull'idolo e sull'aldilà e dalle magie delle cerimonie rituali.
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