Straje e straje ?

Straje e straje ?

Messaggioda Berto » mer gen 22, 2014 7:52 am

Straje e straje ?
viewtopic.php?f=44&t=436

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... je-283.jpg

???


Straje come strage, sterminio

Straje come na gran coantetà de calcosa, on mucio, on fracon, on saco, na sporta, on stramaro/stramajo, on mare, na marea

Mi a credo ke łi sipia do moti co na defarente orexene etimołojega o ke łi vegna tuti do da ła mema raixa col senso de sensa termene/fine/confine.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Straje e straje ?

Messaggioda Berto » mer gen 22, 2014 9:32 am

Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Straje e straje ?

Messaggioda Berto » ven apr 03, 2015 7:33 pm

Straje come na gran coantetà de calcosa, on mucio, on fracon, on saco, na sporta, on stramaro (stramajo), on mare, na marea

Stramaro (stramajo) = estra nomaro/numaro/numero (fora del nomaro normal) ?


cfr. co:

http://www.etimo.it/?term=costruire
Immagine

http://www.etimo.it/?term=struttura
Immagine
Immagine

http://www.etimo.it/?term=strame
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http://www.etimo.it/?term=strato
Immagine

http://www.etimo.it/?term=istruire
Immagine


Immagine

costruire,
v. tr. ‘fabbricare, mettendo insieme le varie parti opportunamente disposte’ (av. 1321, Dante), ‘ordinare secondo le dipendenze logiche o le concordanze grammaticali’ (1623-41, B. Buommattei).
...
Vc. dotta, lat. construere (comp. di con- e struere ‘edificare’), coi der. constructivu(m) (lat. tardo), constructore(m) (lat. tardo) e constructione(m).


Immagine

constructio, onis, f.,
1 costruzione, struttura: constructio verborum, collocazione armoniosa delle parole, CIC.; gravis et decora c., PLIN. Ep.; constructio hominis, la struttura dell'uomo, CIC. Ac. 2, 86; bibliothecam pinxerunt constructione, hanno abbellito la biblioteca con armonico assetto, CIC. Att. 4, 5, 3;
2 ammasso, lapidum, SEN. Dial. 11, 18, 2
[construo + -tio].

construo, is, struxi, structum, ere, 3 tr.,
1 ammucchiare, assettare; costruire: acervi nummorum... construuntur, s'ammassano mucchi di danaro, CIC.; constructus acervus, un ben costruito mucchio (di denaro), HOR. Sat. 1, 1, 44; constructa pecunia, denaro messo su, raccolto, CIC. Agr. 1, 14; dentes in ore constructi, i denti messi in fila, ordinati nella bocca, CIC. Nat. deor. 2, 134; constructae sunt dape mensae, sulle tavole si levò il mucchio delle vivande, CATULL. 64, 304; aedificium construere, costruire un edificio, CIC.; aves sibi nidos construunt, gli uccelli si fabbricano i nidi, CIC.; lignis congestis pyram c. (ammucchiare, alzare), B. Afr.;
2 term. gramm. = costruire, PRISC.
[con- + struo].


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... uo-577.jpg
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Re: Straje e straje ?

Messaggioda Berto » ven apr 03, 2015 7:50 pm

???
Straje e stramaro/stramajo ... stramajor/stramajore/stramajora, stramajo, stramaja, stramaje/straje, stramaggiore/stramaggiora ...

...


Straje (on fracon, on mucio, na montagna, na mota, tanto, on saco, ...) ła xe na paroła cognà de straje (stramegno, stremegno, sterminio, strazio, strage, tragedia, stragiare, straziare, ...).


http://www.etimo.it/?term=sterminare
Immagine
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Re: Straje e straje ?

Messaggioda Sixara » sab apr 04, 2015 2:57 pm

Berto ha scritto:Straje (on fracon, on mucio, na montagna, na mota, tanto, on saco, ...) ła xe na paroła cognà de straje (stramegno, stremegno, sterminio, strazio, strage, tragedia, stragiare, straziare, ...).

Sèto ke forse a te ghè raxon...
n cioxoto : strèmesi quantità enorme : ghe jera on strèmesi de roba. L è maskile - on strèmesi - sta parola cuà pa dire on fracon, mucio... de roba.
La rivarà da strèmo, stremìre ( affaticare, stremare), stremare ( affaticare, sfinire), stremamènto; e
stremìsio a vòe dire sterminio (maltempo) : no metemo fuòra el muso co sto stremìsio.
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Re: Straje e straje ?

Messaggioda Berto » sab apr 18, 2015 9:29 am

Cfr. co:

Ma łi fa màsa caxin, łi xmisia su tuto, łi fa on xmisioto:

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... 5-286-.jpg
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Re: Straje e straje ? : Destejare

Messaggioda Sixara » dom giu 14, 2015 11:41 am

Destejare a vòe dire cavarghe el tejo a la pianta de l lino e de l cànio : n opera'zion ke la se faxea maxenando i ganbi co la gràmola par dopo far cascare i canapuli.
N senso figurà destejare el vale anca par 'distruggere', ma na roba granda, na desfata cofà na tenpestà, on teremoto, on bonbardamento.
Destejo elora el ciapa el significà de na gran distru'zion, de on sterminio, ma anca de na gran coantità de roba.
Fare on destejo : desfare tuto, coparli tuti ; fare on destejo de pùmi : fare on racolto bondante de pùmi.
Co kel senso lì elora a se pòe dire : starmìnio - starminàre.
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Re: Straje e straje ?

Messaggioda Berto » lun giu 15, 2015 8:18 am

Destejare = stigliatura

http://www.politicadomani.it/articolo/l ... -tessitura

Dalla pianta al tessuto - Le fasi della lavorazione

Il lino si ricava dal fusto del linum usitatissimum. In agronomia questa pianta è considerata una coltura miglioratrice del terreno, perché dopo la raccolta lo lascia in ottime condizioni di sofficità e drenaggio.
Il ciclo di crescita del lino è molto breve, circa cento giorni: si semina fra la metà di marzo e la metà di aprile, cresce tra aprile e maggio, tra giugno e luglio c’è la fioritura, il raccolto avviene alla fine di luglio. Un tempo si faceva a mano, piantina per piantina, estirpandola con le radici, per conservare la massima lunghezza delle fibre e per non rovinare i semi. Poi le piantine venivano ripulite con cura sia dalle radici che dalla terra. I covoni erano lasciati sui campi per un paio di giorni e poi, separati in fascine, portati in cascina e distesi sull'aia per l’inizio della lavorazione.
Oggi la coltivazione e la lavorazione del lino avviene in forma industriale, con tecniche diverse da quelle artigianali di una volta che cercano però di riprodurre.
Con la “battitura”, che ancora si fa con il “mazzocco” (strumento di legno a forma cilindrica), secondo una tradizione antichissima, si separano i semi dal fusto della pianta. Con i semi si ottengono olio di lino, attraverso la spremitura con il torchio, unguenti cosmetici e medicinali.
Ad agosto i fusti, sono posti a macerare in acqua corrente per quindici giorni, per evitare marcescenze. Quindi le piante vengono fatte asciugare al sole.
Le fasi successive vanno da settembre fino all’inverno. È in queste fasi che tradizionalmente sono coinvolte le donne; ed è a questo punto che dalla pianta emerge la fibra tessile.
Gli steli essiccati e riuniti in piccoli fasci sono sottoposti alla “maciullatura” con speciali attrezzi di legno, le “gramole” (detti anche “trocco” per la loro somiglianza, in dimensioni ridotte, con la mangiatoia di una stalla), azionati a mano o meccanicamente, che schiacciano e frantumano la parte legnosa.
Con la “scotolatura” vengono poi asportati i frantumi legnosi e separate le fibre. È in questa fase che il lavoro diventa sfibrante: si tratta di battere gli steli di lino - una prima e una seconda volta, dopo un giorno di sole - con spatole (“scotole”) di legno per scoprirne le fibre (dalle 30 alle 50 fibre tessili per ogni stelo.
L'insieme di tutte queste operazioni è chiamato “stigliatura”.
Si arriva così al lino greggio, che viene sottoposto alla “cardatura” o “pettinatura”, con pettini chiodati dalla trama di diversa finezza scelta in funzione del risultato finale. Con la pettinatura si separano le fibre fini e lunghe da quelle corte e arruffate. Le fibre lunghe sono destinate alla filatura e alla tessitura di stoffe di pregio, con le fibre più corte e spezzate si fanno tessuti più grezzi (sacchi o strofinacci); lo scarto fibroso, la “stoppa”, è usato per imbottire stivali, per avvolgere i tappi delle botti, per la produzione di carta e anche per tappare buchi. Nemmeno gli scarti legnosi vengono buttati via: sono utilizzati come concime, combustibile oppure isolante.

Si passa alla bollitura della matassa con lo scopo di ammorbidirla, sbiancarla e assottigliarla. Durante questa fase si dava con coloranti naturali la tinteggiatura.
Una volta ottenuta, la fibra di lino va trasformata e ridotta in filo. Una vota la filatura si faceva soltanto a mano con l’ausilio dell’arcolaio e del fuso le cui forme variavano secondo le regioni in cui si lavorava. Il fuso è composto da un bastoncino infilato in un tondino forato (largo dai 4-6 cm) che viene fatto ruotare.

La rotazione impressa al bastoncino, prolungata dall’effetto centrifugo del tondino, torce le fibre che diventano filo che nel girare si accumula via via sul bastoncino. In seguito alla torcitura, mediante l’avvolgimento verso destra e verso sinistra di più fili insieme si ottengono filati più resistenti per la cucitura, per il ricamo e per la tessitura.

La tessitura, che è arte molto antica, e avviene attraverso i telai, si ottiene attraverso una serie di fili posti perpendicolarmente tra loro (la trama e l’ordito). La tessitura fu un’attività di grane rilievo nel Medioevo poiché grazie all’invenzione del telaio a pedale, che sostituì quello a mano, divenne un’importante attività per l’economia di esportazione.
Dopo la tessitura, la pezza ottenuta si sottoponeva al candeggio per eliminare lo sporco e le impurità residue delle lavorazioni precedenti e per sbiancarla. A questo punto il tessuto era tinto in pezza oppure stampato.


http://www.etimo.it/?term=stigliare
Immagine

http://www.etimo.it/?term=tiglio
Immagine
Immagine

https://it.wikipedia.org/wiki/Lino_%28fibra%29
Le fibre del lino sono contenute nella parte interna della corteccia, chiamata comunemente tiglio. Per ricavarla gli steli, essiccati, si mettono a macerare per qualche giorno in bacini d'acqua, oppure, con metodo più rapido, si sottopongono all'azione del vapore acqueo o di speciali batteri: le sostanze che legano tra loro le fibre si decompongono e si dissolvono, liberando così le fibre. Gli steli vengono poi fatti essiccare, quindi sottoposti alla maciullatura per mezzo di martelli detti gràmole, azionati a mano o meccanicamente, che schiacciano e frantumano la parte legnosa. L'operazione successiva è la scotolatura, che consiste nell'asportare i frantumi legnosi e separare le fibre. L'insieme di tutte queste operazioni viene chiamato stigliatura. Si arriva pertanto al lino grezzo, che viene sottoposto alla pettinatura per separare le fibre lunghe dalle fibre corte e spezzate, che costituiscono la stoppa.
???
https://it.wikipedia.org/wiki/Tilia
Tilia L., 1753 (nome comune tiglio) è un genere di piante della famiglia Tiliaceae (Malvaceae secondo la classificazione APG), originario dell'emisfero boreale.
Il nome deriva dal greco ptilon (= ala), per la caratteristica brattea fogliacea che facilita la diffusione eolica dei grappoli di frutti.
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Re: Straje e straje ?

Messaggioda Berto » mar giu 16, 2015 7:10 pm

Maro, marognełe, marełe, arełe, rełe
viewtopic.php?f=44&t=1682

Cfr. co veneto mea o meda = mucio de fen, pajaro (corisp. latin meta, -ae = mucio)

wörterbuch "anhäufen" # übersetzen "anhäufen"
http://xref.w3dictionary.org/index.php?fl=de&id=1392

galizisch amontoar
portugiesisch amontoar

rumänisch strânge (cfr. co straje, on mucio)

italienisch ammassare
englisch amass
persisch amass
französisch amasser
indonesisch amass
hebräisch amass
lettisch amass
thai amass
filipino amass
vietnamesisch amass

spanisch acumular
katalanisch acumular

afrikaans breiden.Het
weißrussisch назапасіць
bulgarisch струпвам
tschechisch nakupit
dänisch samle
deutsch anhäufen
griechisch συσσωρεύουν
estnisch koguvad
finnisch kasata
kroatisch zgrnuti
ungarisch felhalmoz
litauisch Sumuojamos kaupti
mazedonisch струпвам
malaiisch mengumpul
niederländisch bijeengaren
polnisch gromadza
russisch накоплять
slowakisch nakupit
slowenisch Zgrtati
albanisch mbledh diçka
serbisch згрнути
schwedisch hopa
suaheli yakusanya
türkisch biriktirmek
ukrainisch накоплять
jiddisch אָנזאַמלען
chinesisch (china) 积聚
chinesisch (taiwan) 積聚
arabisch جمع
japanisch ためる
koreanisch 쌓다
hindi एकत्र करना



dixonaro "mietar" # tradur "mietere"
http://xref.w3dictionary.org/index.php?fl=it&id=41242

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... -Tibet.jpg

afrikaans maai
gallese medi'r
indonesiano menuai
italiano mietere
malese menuai

bielorusso Рип
ucraino Ріп
russo Рип

bulgaro извлекат
serbo пожњети
macedone стил

catalano collir
galiziano coller
portoghese colher

francese récolter moissonner recueillir
greco αποκομίσουν

ceco sklízet
danese høste
norvegese høste

tedesco ernten
inglese reap
olandese plukken

irlandese bhaint as
islandese uppskera

spagnolo cosechar
rumeno secera
polacco czerpanie

slovacco žať
croato žeti
sloveno žel

albanese korr
svedese skörda

lituano pasinaudoti
lettone gūt
estone saada
finlandese nauttimaan

ungherese kiaknázhassák

maltese jaħsdu

swahili kuvuna
filippino anihan
turco biçmek

ebraico לקצור
yiddish שניידן

vietnamita gặt hái
cinese (cina) 收获
cinese (taiwan) 收穫
giapponese 収穫
coreano 수확
thai เก็บเกี่ยว
hindi काटना
persiano درو
arabo جني

Sunar, sexołar, scartosar, meder, mietere, medi'r, moissonner
viewtopic.php?f=44&t=239

http://la.wikipedia.org/wiki/Falx
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