Bosegato, boxgat, bonbasin e iscrimire, spolentaura e mexa

Bosegato, boxgat, bonbasin e iscrimire, spolentaura e mexa

Messaggioda Berto » dom gen 19, 2014 11:52 am

Bosegato, boxgato, buxgat - bonbasin e iscrimire
viewtopic.php?f=44&t=422
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... N1bnc/edit
Immagine

El mascio - il maiale creadura pura de Dio
https://www.facebook.com/El-mascio-il-m ... 8569169959


Ghè anca ste do voxi:

Ciri en toscan
cicur,-uris el latin

http://www.achyra.org/cruscate/viewtopic.php?t=3439


http://www.treccani.it/enciclopedia/cir ... antesca%29

Ciriatto
Enciclopedia Dantesca (1970)
di Vincenzo Presta

Ciriatto. - Uno dei diavoli della quinta bolgia (If XXI 122, XXII 55); settimo dei dieci scelti da Malacoda e inviati a sorvegliare l'argine sinistro; s'avventa per primo sul barattiere che Graffiacane ha tirato fuori dalla pece (li fé sentir come l'una [sanna] sdruscia, XXII 57).

Come osserva il Parodi, l'etimologia del nome è suggerita da D. stesso nel momento che qualifica ‛ sannuto ' questo diavolo e dice che dalla bocca gli uscivano due zanne come a porco (XXII 56). Concordi quindi i commentatori sul significato di ‛ porco ', ‛ porco selvatico ' (Chimenz: " porco zannuto "). Il nome deriverebbe dal greco χοῖρος, latino Choeros (" Choeros est porcus ", Graecismus, VIII 87). " Cir è detto il porco volgarmente ", annota l'Anonimo; e il Landino afferma che il termine, di derivazione greca, è passato nella lingua rusticana; così anche il Buti che spiega: " come noi diciamo al porco cin cin, così altri sono che dicono ciri, ciri "; ma Benvenuto: " Congruum nomen a cyro, manus, quasi dicat, armatus manu ad rapiendum ". Quanto al suffisso -atto, potrebbe essere un diminutivo (ma di valore spregiativo) di ‛ ciro ' (come da ‛ cerbio ', ‛ cerbiatto '). Il Rossetti crede di vedere in C. il fiorentino Geri Spini; ma è ipotesi destituita di ogni fondamento. Il Torraca nota che fra i cognomi e i soprannomi toscani del XIII e del XIV secolo figurano ‛ Ciriolo ' e ‛ Cerviatto ', nomi che sono sicuramente di origine popolare.

Bibl. - Parodi, Lingua II 355-356; G. Rossetti, Commento analitico (dell'Inferno), Londra 1826-27; L. Olschki, D., i barattieri, i diavoli, in " Giorn. d. " XXXVIII (1935) 61-81.
Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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Re: Bosegato, boxcat, bonbasin e iscrimire

Messaggioda Berto » dom gen 19, 2014 11:57 am

Da Beolco

Xe posso.... in ponta de pie voria ricordare el poeta poesan Livio Rizzi.

***
Nel mese di dicembre e di gennaio nelle nostre campagne si usava uccidere il maiale, perchè dico si usava, perchè la tradizione oramai sta piano piano scomparendo, oggi si devono seguire determinate regole sia per macellarlo, sia per insaccare le carni.
Un tempo era un rito che coinvolgeva più famiglie, il maiale chiamato in modo confidenziale "porseo, mas'cio, bosegato" a seconda dei luoghi, vedeva in prima fila, oltre al maiale, l'uomo adetto al fatale colpo di coltello ed era l'attore principale il "mazzin, massin, saladaro, salamiero", così cantato dal poeta polesano Livio Rizzi:

"Tristo, sbasio, i oci come el giazzo,
fredi e tremendi, abituà ala morte,
oci che scapa e che la mala sorte
dove che i riva i se la porta drio;
tuto ingrotio in un tabaro sbriso
se presenta de colpo su la porta
Nando mazzin ne l'alba de genaro.
Dentro la porta un sbatociar de feri
e tuto intorno par che 'l mondo speta.
L'aqua xe pronta e la famegia in sagra;
sul fogolaro, Menega la magra,
che l'aveva arlevà giorno par giorno,
l'è sola e parsa e la se varda intorno
come la fusse tuta imatonia.
Nando mazzin se impirola i mustaci,
el buta zo un gotasso de quel nero,
el brinca el fero e, come l'andasse
a far 'na impresa de corajo grando,
el peto in fora, tuto sculetando,
el parte, drito, par el so destin.
Sul fogolaro, Menega la magra,
sola, soleta co i so pensieri,
speta col core che ghe batte in gola".

Bellissima lirica che esprime tutta la realtà del momento nella fattoria dove il norcino farà il suo dovere di uccisore seguendo il rito tradizionale, ma nel contempo, il poeta dedica il suo pensiero a Menega, la donna che ha allevato il suo maiale giorno per giorno, e che ora triste, sola e immusonita dal prossimo evento sta con il cuore in gola ad ascoltare le grida disperate di chi in fondo si era fidato di lei (il maiale), mentre tutta la famiglia è in festa (sagra).

Me so’parmeso calke retoco.

"Tristo, xbaxio, i oci come el giàso,
fredi e tremendi, abituà a la morte,
oci ke scapa e ke la mala sorte
dove ke i riva li se la porta drio;
tuto engrotio ente on tabaro xbrixo
se prexenta de colpo so la porta
Nando mazzin ne l'alba de xenaro.
Drento on xbatociar de feri
e tuto detorno par ke 'l mondo spete.
L'acoa xe pronta e la famegia en sagra;
sol fogolaro, Menega la magra,
ke lo gheva arlevà xorno par xorno,
l'è sola e parsa e la se varda datorno
come la fuse tuta imatonia.
Nando mazzin se inpirola i mustaci,
el buta zo on gotaso de coel nero,
el brinca el fero e, come l'andase
a far 'na enpresa de corajo grando,
el peto en fora, tuto sculetando,
el parte, drito, par el so destin.
Sol fogolar, Menega la magra,
sola, soleta co i so pensieri,
speta col cor kel ghe bate in gola".


Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... cio178.jpg

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... cio179.jpg


Bellissime immagini- nella seconda si vede l'operazione della 'bròa' che avveniva versando acqua calda sul maiale per ammorbidirne le setole per poi raschiarle via. Il contenitore noi lo chiamavamo 'la peaora' ma Meneghello ad. es. lo chiama ' la mèxa'. Secondo mi intela mexa se faxea el pan- no' xe possibile ke el fusse lo stesso dove ca te broavi el bosgato!

Il mattino prescelto ci doveva essere 'scuro de luna'; le operazioni cominciavano molto presto, nelle luci ancora incerte dell'alba. Tutto avveniva in silenzio, quasi in sordina. Le donne accendevano il fuoco per scaldare l'acqua necessaria alla pelatura, anche i ragazzi si alzavano presto e quel giorno non andavano a scuola per dare una mano agli adulti.Si attendeva l'arrivo del 'massin' che arrivava portando con sé gli attrezzi del mestiere e il 'meson' o 'pladùra' ( la pelaora), la vasca di legno nella quale immergere il maiale dopo l'uccisione. Quando tutto era al punto aveva inizio il rituale che doveva avere una perfetta sequenza , senza interruzione alcuna.*
El massin preparava gli strumenti, mettendoli in fila secondo la procedura d'impiego, e si vestiva indossando abiti senza alcuna traccia di macellazioni precedenti, perchè il maiale non doveva sentire il minimo odore di sangue, in caso contrario si sarebbe infuriato e non sarebbe morto bene.
El massin entrava nel 'cason' del maiale, quasi di soppiatto gli si metteva dietro e con pacche affettuose lo guidava fuori, perchè non bisognava farsi vedere in volto dall'animale, che una volta morto poteva ritornare a vendicarsi.
Le operazioni di morte erano rigidamente interdette alle donne ( e ai bambini) che se ne stavano in casa accanto al focolare in attesa a decantare le lodi della vittima “ Purìn ... el jera cussì grosso ... el jera bon... ssperemo ke no' i o faga pianzare massa...”.
Al rito partecipavano soltanto gli uomini e 'el fiolo pì grando' , la cui presenza era legata all'iniziazione. Il maiale veniva issato sulla vasca di legno rovesciata, oppure fatto coricare sulla porta dello stabbio opportunamente divelta.
El massin estraeva un sottile stilo di ferro – 'borcai – brocai – cuiduro – puntirolo- spunzirolo' – piegava una delle zampe anteriori sullo sterno ( ma se era esperto non ce n'era bisogno), punto che avrebbe sagnato l'esatta ubicazione del cuore e lì colpiva con decisione perchè l'abilità del massin era quella di non far piangere l'animale, in modo che morisse quasi senza accorgersene.
Se accadeva il contrario – se l'agonia era lunga- si mandava per scherzo il ragazzo più grande a rincorrere 'el sigo' e a riportarlo in dietro. Subito dopo si conficcava un tutolo 'on casteon' rivestito di stoffa o di foglie di mais nella ferita per fermare il sangue, si capovolgeva el meson, vi si metteva dentro l'animale e lo si ricopriva con l'asse perchè se 'el cor el gheva fato el velo', la bestia poteva improvvisamente risorgere e fuggire fra i campi, come qualche volta sembra sia accaduto.
A quel punto ci si fermava per una colazione con 'panbiscoto, vin e ssalame'.
Per tutto il tempo le donne erano rimaste in cucina, lamentandosi se il maiale aveva sofferto troppo: “ Purìn quanto ssigare l'a fato...”
Alla ripresa delle operazioni el massin legava con una 'stropa' le orecchie del maiale sopra la testa affinchè non si rovinassero durante le operazioni di scorticatura e per consentire alla cenere di penetrare meglio all'interno degli orecchi stessi. Era costume ( caxamia no' i o ga mai fato però) cospargere di cenere la testa e il dorso del maiale o coprirlo con un telo adducendo il motivo che la cenere consentiva una migliore pulizia e il telo impediva alla cotica di macchiarsi se l'acqua era troppo calda ( perchè la pella doveva risultare bella bianca ' a culo de putìn'). In realtà la cenere era ritenuta un incantesimo di fertilità e anche nel coprire la vittima sacrificale con un velo/telo si richiama l'uso di separarla dalla terra e di aggregarla al mondo divino.
Si versava abbondante acqua calda sull'animale e si procedeva all'operazione di pulizia per mezzo di raschiatoi 'rassine', 'rassarole', provvisti di un lungo manico che impediva di scottarsi le mani. La pulizia della testa spettava di diritto al Massìn ( el sacerdote- officiante del rito).
*Le modalità seguite dal massin trovano puntuale rispondenza nella ritualità dei sacrifici antichi così come vengono esaminati da Hubert e Mauss in Le origini dei poteri magici, 1981.
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Re: Bosegato, boxgat, bonbasin e iscrimire

Messaggioda Berto » ven gen 31, 2014 6:54 pm

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Re: Bosegato, boxgat, bonbasin e iscrimire, spolentaura e m

Messaggioda Berto » ven gen 31, 2014 6:56 pm

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Re: Bosegato, boxgat, bonbasin e iscrimire, spolentaura e m

Messaggioda Sixara » ven gen 31, 2014 9:47 pm

Veramente da
Berto ha scritto:Bellissime immagini- ...

fin ... poteri magici,1981, l avarìa scrito mi. In risposta a beolco, ke l signore el lo conserva senpre n salute. :D
Son mì la testimone. Mi a li gò visti DAVERO e ghevo siè àni, fantoìna. Skrimiòti.

Ke la màn lì, del simioto lè morta. La pare na màn morta.
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Re: Bosegato, boxgat, bonbasin e iscrimire, spolentaura e m

Messaggioda Berto » lun mar 03, 2014 7:45 am

Bonbaçin

forse lè voxe da ligar a bonbaxo (bambagia)


http://www.etimo.it/?term=bambagia
Immagine

http://www.etimo.it/?term=basino
http://www.etimo.it/gifpic/01/399401.png

Immagine

bombyciae harundines, f.,
canne da flauto, PLIN.
[gr.].

bombycinus, a, um, agg.,
di seta, PLIN.; sost. n. pl. bombycina, orum, vesti di seta, MART. 8, 68, 7
[gr.].

bombylis, is, f.,
il processo di trasformazione nella crisalide, PLIN. 11, 76
[gr.].

bombyx, ycis, m. e f.,
1 baco da seta, PLIN. e a.;
2 per meton. = veste di seta, PROP., PLIN.;
3 peluria (di piante), PLIN.
[gr.].

http://it.wikipedia.org/wiki/Gaio_Plinio_Secondo
Gaio Plinio Secondo, conosciuto come Plinio il Vecchio (Como, 23 d.C. – Stabia, 25 agosto 79 d.C.)
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Re: Bosegato, boxgat, bonbasin e iscrimire, spolentaura e m

Messaggioda Sixara » ven mar 07, 2014 2:38 pm

Te ricordito? ke ghevo scrito sol bonbaxìn e l skrimire, on tòco de Sparapàn.. noè ca te lo ghè salvà ti? Ke mi no so' bòna de catarlo. :?
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Re: Bosegato, boxgat, bonbasin e iscrimire, spolentaura e m

Messaggioda Berto » sab mar 08, 2014 10:04 am

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Re: Bosegato, boxgat, bonbasin e iscrimire, spolentaura e m

Messaggioda Berto » sab mar 08, 2014 10:06 am

Bonbasin, diavuli neri e maranteghe en mostra a Caxe Piavone

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... nbasin.jpg


http://www.marcadoc.it/2011/Maschere-e- ... lomiti.htm

Il Diavolo nero bifronte di Faedo vicentino. La Maràntega o Donàza, ossia la Befana. I Bombasin di Rovigo. Arlecchini e Matazin, demoni e giullari. La vita che continua dopo la morte: viaggio escatologico attraverso le più antiche tradizioni popolari. Aperta alle Case Piavone, la mostra etnografica «Maschere e Riti dei Carnevali Arcaici del Veneto e Dolomiti», curata dallo storico bellunese Gianluigi Secco, anima dell’associazione Soraimar (cioè «Sopra i mari»).

Mascare carneval sardo (carrasecare)
http://www.youtube.com/watch?v=RxekTvbNB_I
http://www.youtube.com/watch?v=vEg23VDt ... re=related

Mascare carneval furlan e xloen
http://www.friuli.org/tag/carnevale

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... rlanxl.jpg


Marantega (etimoloja)
http://www.centrostudilaruna.it/forum/v ... 3763#p3763

Bonbaçin e inscrimire ???

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... rimire.jpg

Inscrimire/scrimire
Da Sixara:
lora te sentivi el Bonbasin lamentarse forte e con voxe sofegà ' Uhhh- Uhhh' ca inscrimiva el sangoe, come le anème de l'enferno.
e cosa fale le anema a l’enferno ?
le bruxa, le sfrexega, le se cuxina, le boje, le se desfa cofa el butiro o el struto o la sugna:


Immagine

Schmiere <-, -n>
f
1 (Fett) grasso m, lubrificante m
2 fam pej (Provinztheater) teatrino m di ‹quart'ordine›/[provincia]
* Schmiere stehen fam, fare il palo fam.

schmieren
A
1 tr tech (fetten) etw schmieren {FAHRRADKETTE, MASCHINE, MOTOR, ZAHNRAD} ingrassare qc, lubrificare qc, ungere qc; (mit Öl) auch oliare qc
2 fam (streichen) etw irgendwohin schmieren {MARMELADE AUFS BROT, AUF DIE SCHNITTE} spalmare qc + compl di luogo: Butter aufs Brot schmieren, spalmare il burro sul pane, imburrare il pane
3 fam (liederlich hinschreiben) etw irgendwohin schmieren {HAUSAUFGABEN INS HEFT} scarabocchiare qc + compl di luogo: Parolen an die Wände schmieren, imbrattare i muri di slogan
4 fam pej (nachlässig schreiben) etw schmieren {ARTIKEL, AUFSATZ, BERICHT} scribacchiare qc, scarabocchiare qc
5 fam pej (bestechen) jdn schmieren ungere qu fam, corrompere qu
B itr
1 (unleserlich schreiben) scrivere male
2 (klecksen) {FÜLLER, KUGELSCHREIBER} macchiare
C rfl
sich (dat) etw irgendwohin schmieren {CREME AUF DIE ARME, INS GESICHT} spalmarsi qc + compl di luogo
* jdm eine schmieren fam, mollare un ceffone/una sberla a qu fam; etw (mit etw dat) voll schmieren {BLATT PAPIER, HEFT MIT KRAKELEIEN, TISCH MIT FARBE, MARMELADE}, imbrattare qc (con/di qc); {BAUWERKE, DENKMÄLER, WÄNDE MIT KRAKELEIEN, PAROLEN, OBSZÖNEN SCHRIFTEN} auch, insudiciare qc (con qc), insozzare qc (con qc); sich (mit etw dat) voll schmieren {MIT FARBE, KETSCHUP, MARMELADE}, imbrattarsi (di qc), impiastricciarsi (di qc), impiastrarsi (di qc); wie du dich wieder voll geschmiert hast!, ma guarda come ti sei conciato (-a)!

schmierig
adj
1 (schmutzig und klebrig) {FUßBODEN, HAAR, HÄNDE, TISCHDECKE} unto; (rutschig) {FAHRBAHN, STRAßE} viscido, sdrucciolevole
2 pej (widerlich) viscido, scivoloso: so ein schmieriger Kerl!, che individuo viscido!
3 pej (zweideutig) {BEMERKUNG, WITZ} sudicio, sconcio, sporco.

schmoren !!!
A tr
gastr (anbraten und langsam garen) etw schmoren {GEMÜSE} stufare qc; {BRATEN, FLEISCH} auch cuocere qc in umido
B itr
1 gastr (garen) {BRATEN, FLEISCH, GEMÜSE} cuocere a fuoco lento
2 fam (schwitzen) irgendwo schmoren: in der Sonne schmoren, rosolarsi/arrostirsi/cuocersi al sole; in der Sauna schmoren, sciogliersi/lessarsi fam nella sauna
3 fam (unbearbeitet herumliegen) irgendwo schmoren {AKTE, ANGELEGENHEIT, ANTRAG} ‹fare la muffa›/[dormire] + compl di luogo
* jdn schmoren lassen fam, cuocere/cucinare qu a fuoco lento; nach der Prüfung haben sie mich zwei Monate schmoren lassen, bevor ich endlich das Ergebnis erfuhr, dopo l'esame mi hanno tenuto (-a) sulle spine per due mesi prima di darmi il risultato.

Schmerz <-es, -en>
m
1 <meist pl> (körperliche Empfindung) dolore m: ein dumpfer/quälender/stechender Schmerz, un dolore sordo/straziante/lancinante; von Schmerzen geplagt/gequält, tormentato dal dolore; beim Einatmen/Schlucken hat er Schmerzen, sente dolore a respirare/inghiottire; die Schmerzen ‹klingen langsam ab›/[lassen langsam nach], i dolori si attenuano pian piano; ich habe starke Schmerzen in der Nierengegend, ‹ho forti dolori›/[sento un gran male] ai reni; er krümmte sich vor Schmerzen, si piegava in due dai dolori
2 <sing> (großer Kummer) dolore m, dispiacere m: den Schmerz um den Tod des Kindes haben sie nie überwunden, non hanno mai superato il dolore per la morte del bambino
* hast du sonst noch Schmerzen? fam iron, sì, e poi!? fam; geteilter Schmerz ist halber Schmerz prov, mal comune mezzo gaudio prov.

schmerzen geh
A itr
(wehtun) (jdm) schmerzen {NARBE, BEHANDELTE STELLE, VERLETZUNG, WUNDE} dolere (a qu), far male (a qu)
B tr
(traurig machen) jdn schmerzen addolorare qu, rattristare qu: die harten Vorwürfe schmerzten sie sehr, quei duri rimproveri la rattristarono profondamente; es schmerzt mich, dass sie sich nie mehr gemeldet hat, mi addolora che non si sia più fatta viva.


Immagineg

scream /skriːm/
1 (= shriek) grido, urlo, strillo
a scream of pain un grido di dolore; a scream of rage un urlo di rabbia; to let out a scream lanciare un urlo; suddenly a scream was heard all'improvviso si sentì un grido
2 (= screech) stridìo, stridore
a scream of tyres uno stridìo di ruote
3 S (= hoot) numero, persona o cosa buffissima, urlo, sbrago, sagoma
it was a real scream at the party! la festa è stata proprio molto divertente!
4 (slang) spiata, cantata
5 (slang) messaggio urgente.

to scream /skriːm/
A vi
1 V(+IN) (= to shriek) gridare, urlare, strillare
to scream for help gridare invocando aiuto; to scream with laughter sbellicarsi dal ridere, ridere a crepapelle; I could hear somebody screaming sentivo qualcuno che gridava; a rat crossed the street and she screamed un topo attraversò la strada e lei gridò; everybody started screaming when the group walked on stage tutti si misero a gridare quando il complesso entrò in scena; he was screaming with/in pain urlava per il dolore
2 V(+IN) fare molto rumore, produrre un forte rumore; (di sirene) ululare
the police car raced down the street with its siren screaming l'auto della polizia correva giù per la strada a sirena spiegata
3 V(+IN) (= to screech) stridere, fare un rumore molesto
the car screamed to a halt l'auto si fermò con stridore
4 V+IN passare producendo rumore forte e penetrante
the cars continued to scream past him on the motorway sull'autostrada, le auto continuavano a passargli accanto rombando; a low-flying jet screamed overhead un reattore a volo radente ci passò sopra rombando
5 V(+IN) (slang) cantare, spifferare, fare la spia/l'informatore
6 V+I•TO/for+IN desiderare ardentemente, avere un grande desiderio o bisogno, chiedere a gran voce
the child was screaming for ice-cream il bambino aveva una gran voglia di gelato; she's screaming to meet him desidera molto conoscerlo; the matter is screaming out for attention si deve prestare immediata attenzione alla questione
B vti
1 V(+at/with+IN); V(+D)(+out); V+PE/CIT (= to yell) sbraitare, dire gridando, gridare, urlare
to scream abuse/obscenities at sb urlare insulti/parolacce contro qn; she screamed at them to go away gridò loro di andarsene; "no!," he screamed out "no!", urlò; he screamed at Jane for dropping the camera sbraitò contro Jane perché aveva fatto cadere la macchina fotografica
2 V(+D/IN) essere molto vistoso o chiassoso, stridere; dire o riferire in modo chiassoso o vistoso, gridare, strillare
his green jacket and red tie were screaming at each other la sua giacca verde e la cravatta rossa facevano a pugni; the papers were already screaming the news i giornali stavano già gridando la notizia
C vt V+D/RIF+CO/IN ridurre o ridursi a forza di gridare
to scream one's head off gridare a più non posso; to scream oneself hoarse perdere la voce per il troppo gridare; to scream the place down fare venire giù il soffitto a forza di urli.

screamer /ˈskriːmər/
n C
1 urlatore, chi grida o strilla
2 (zool)
2.1 anche horned screamer palamedea, palamedea cornuta
2.2 anche crested screamer seriema, seriema crestata
3 anche screamer headline (giorn, US) strillo, titolo a caratteri cubitali
4 (slang) informatore, spia
5 (slang) schianto, cannonata, cosa o persona di dimensioni o bellezza eccezionali
6 (slang) numero, persona o cosa buffissima, urlo, sbrago, sagoma
7 (slang) storia dell'orrore
8 (slang) punto esclamativo
9 (sport) staffilata, cannonata, svirgola, tiro violentissimo.


screaming /ˈskriːmıŋ/
A a
1 urlante, che grida o strilla
the nurse soothed the screaming woman l'infermiera calmò la donna che gridava
2 stridente, vistoso, chiassoso, sguaiato
a screaming orange tie una chiassosa cravatta arancione
3 (slang) buffissimo, che fa morire dal ridere
4 (slang) bellissimo, splendido, ottimo
a screaming success un grandissimo successo
B n U grida, urla, strilli, (lo) strillare
the baby's screaming seemed unending gli strilli del bambino sembrava non dovessero mai finire.

Immagine
http://www.filarveneto.eu/wp-content/up ... /514nb.jpg



Criar e sigar (etimoloja)
viewtopic.php?f=44&t=212

Saràca e saràca (etimoloja)
Bastieme, sacramenti, raxie, ostie, ostiar/ostionar, ostreghe, sarake, porki, straèke....
https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnR ... M2Z1U/edit
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Re: Bosegato, boxgat, bonbasin e iscrimire, spolentaura e m

Messaggioda Berto » sab mar 08, 2014 10:24 am

Sixara ha scritto:Te ricordito? ke ghevo scrito sol bonbaxìn e l skrimire, on tòco de Sparapàn.. noè ca te lo ghè salvà ti? Ke mi no so' bòna de catarlo. :?


Eco:

Sparapan nel suo Dizionario mette alla voce inscremìo agg. con il sangue scosso dalla paura
inscremire/rse vb. scuotere/rsi
el cavalo el se gà inscremio : si è imbizzarrito

Sparapan che è dell'area Villadose - Canale- Magnolina - Gavello dice inscremio/ inscremire; io che sono dell'area Fratta- Villamarzana dico 'skrìmio/ skrìmire.
Non è provare una paura/ terrore come descrivi tu; è qualcosa di più leggero, uno spavento che si risolve subito, perchè ti accorgi che è meno pauroso di quello che appare. Beggio dice che è parola poco usata già all'epoca quando scriveva ( anni '70), figurati adesso!
C'è dentro comunque uno scuotere del corpo, insisto nel 'brivido' che senti quando te ciapi on skrimioto!

Da Itinerari dialettali veneti di M.Cortelazzo,Esedra ed. PD,1999 p.30 trovo questo :
" scremire, rabbrividire un verbo molto diffuso in Italia settentrionale in diverse varianti, come schermirs in Emilia, 'stremiss a Milano e 'stremirse' a Venezia stessama anche 'stremiscire' in calabrese. dal latino parlato 'extremescere', spaventare, spaventarsi."

Sto latin parlà nol ghè da gnaona parte el se lo ga enventà el Cortelàso.

Tremar/tremare lè altro:
http://www.etimo.it/?term=tremare
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Prima l'uomo poi caso mai anche gli idoli e solo quelli che favoriscono la vita e non la morte; Dio invece è un'altra cosa sia dall'uomo che dai suoi idoli.
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